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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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16 febbraio 2013

Alessandro De Nicola a Pordenone per spiegare come FARE per Fermare il Declino dell'Italia



Alessandro De Nicola, giurista e Presidente della Adam Smith Society - associazione che si occupa della diffusione dei principi di libera iniziativa economica e di libera concorrenza - oltre che fondatore del movimento politico FARE per Fermare il Declino, è stato presente nella città di Pordenone venerdì 15 febbraio scorso, per presentare il movimento che, alle elezioni politiche del 24 febbraio, candida Oscar Giannino alla carica di Premier.
FARE per Fermare il Declino, come spiegato dal coordinatore pordenonese Michele Daniel, non ha preso un solo euro di finanziamento pubblico ai partiti, né intende prenderlo. Per questo, ogni candidato in lista, ha versato una quota associativa allo scopo di autofinanziare il movimento.
Un movimento che, come spiegato da De Nicola, nasce dalla buona volontà di sette persone, fra giuristi, economisti e giornalisti economici fra cui Luigi Zingales, Michele Boldrin e lo stesso Giannino, con lo scopo di abbattere drasticamente la spesa pubblica e, successivamente, abbattere drasticamente le imposte. Vere cause - spesa pubblica e imposte elevate - della recessione economica e dell'impoverimento dei cittadini meno abbienti e meritevoli.
"FARE per Fermare il Declino è nato da un senso di angoscia" - ha spiegato De Nicola - da parte di persone come noi, che non hanno mai fatto politica, ma che hanno pensato ai propri figli, ormai condannati a cercare lavoro all'estero in quanto, in Italia, il merito ed il talento sono penalizzati".
E così, il gruppo costitutivo di FARE per Fermare il Declino - fra la fine di luglio e gli inizi di agosto 2012 - ha pagato degli spazi pubblicitari sul Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano, Il Gazzettino, Il Mattino, il Messaggero di Roma ed Il Foglio, per diffondere dieci punti concreti per abbattere la spesa pubblica e ridurre le imposte. Nel giro di una settimana il movimento ha ricevuto ben 120.000 adesioni ed 85.000 euro di contributi volontari da singoli cittadini.
E' chiaro che, FARE per Fermare il Declino, non è un movimento improvvisato, "che parla a vanvera come fanno Bersani, Berlusconi e Monti, proponendo di tutto e di più", ha proseguito Alessandro De Nicola, ma un movimento che "propone innanzitutto di togliere i 25 miliardi di sussidi statali alle imprese, in modo da rompere il clientelismo fra imprese e politica; togliere l'IRAP sulle imprese, permettendo loro di crescere ed assumere; ridurre il carico pensionistico in quanto in Italia si spende ben il 17% del PIL in particolare in pensioni d'oro a fronte del 13% in Francia e dell'11% in Germania; abolire i 5.600 Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti; abolire le Comunità montane e le Province (in tutto riusciremo a recuperare il 4,2% del PIL); vendere i beni immobili dello Stato, che esso stesso mal amministra; vendere le aziende pubbliche".
Questi, in sostanza, i punti programmatici di FARE per Fermare il Declino che, come ha concluso Alessandro De Nicola, ha anche lo scopo di "cambiare il paradigma culturale, ovvero vogliamo un'Italia ove a primeggiare siano il merito, l'opportunità, la concorrenza e la diffusione della conoscenza, proprio per rispondere alle aspettative dei cittadini più svantaggiati".

Luca Bagatin



30 gennaio 2013

Gli pseudo repubblicani (nucariani) stanno rasentando il ridicolo. Solo "Fermare il Declino" - oggi - può rappresentare la cultura mazziniana



L'essere presenti - alle imminenti elezioni politiche di febbraio - in solo una o due regioni italiane e l'aver assistito alla fuga di eminenti esponenti Repubblicani in favore del movimento liberale di Oscar Giannino, evidentemente, all'ex Partito Repubblicano Italiano (oggi Partito Nucara) brucia non poco.
Ancora una volta Francesco Nucara, ovvero il Segretario del suo personale partito, dalle colonne del suo personale giornale, "La Voce Repubblicana", tuona contro il movimento di Oscar Giannino "FARE per Fermare il Declino". Reo, a detta di Nucara, di non aver voluto l'appoggio dell'ex PRI.
Ora, ancora una volta Nucara se la prende con l'Avvocato Alessandro De Nicola, ovvero uno dei rappresentanti di FARE, affermando che egli non sarebbe stato né "serio" né "chiaro".
Ora, anche alla luce delle affermazioni del e dei rappresentanti di FARE, la chiarezza appare lampante.
La risposta di De Nicola ed anche di Giannino, infatti, è ed è stata la seguente: "se volete confluire nella nostra aggregazione sarete i benvenuti".
E' chiaro che, un movimento non ideologico e non identitario come quello di Giannino, non poteva accettare un appoggio tout court del Partito Repubblicano Italiano in quanto partito ideologico.
Molti Repubblicani mazziniani storici e non solo (la gran parte dei quali dimessisi anche dalla Direzione Nazionale del PRI) lo hanno compreso ed infatti hanno deciso di aderire al movimento di Giannino. Abbandonando Nucara al suo destino.
Ciò a Nucara può anche dispiacere, ma è la logica conseguenza dei fatti.
La "fuga dei cervelli" Repubblicani è logica conseguenza dell'immobilismo del partito di Nucara, ormai autoreferenziale, subalterno a Berlusconi e inconcludente in termini di proposte politiche. Lo scriviamo da oltre un anno ed oggi siamo lieti che autorevoli personalità Repubblicane - quali ad esempio il prof. Riccardo Gallo - stiano iniziando a comprenderlo.
Oscar Giannino, lo dicemmo anni fa, avrebbe meritato la Segreteria Nazionale del PRI. Avrebbe potuto trasformare il partito, mantenendone la memoria storica, e fondare un'aggregazione più ampia ed aperta alla società civile.
Non potendolo fare nel PRI - capitanato da oltre dieci anni da Francesco Nucara (e qui è anche responsabilità della stragrande maggioranza degli iscritti repubblicani aver dato carta bianca a costui per tutti questi anni) - ha deciso di fondare un movimento aperto: FARE per Fermare il Declino, al quale aderiscono eminenti studiosi, economisti, persone del mondo del lavoro, dell'impresa e della società civile. Tutta gente, in sostanza, che - a differenza dei parlamentari "nucariani" - non ha mai vissuto alle spalle del contribuente.
Dunque, da ciò cosa si evince ?

- Che nel prossimo Parlamento non ci saranno più personalità antiquate ed autoreferenziali quali Nucara, la Sbarbati, Ossorio, Del Pennino e, ci auguriamo, nemmeno più Giorgio La Malfa. Si godano, costoro, la cospicua pensione (pagata, peraltro, dai contribuenti) e lascino che altre personalità - che mai hanno gravato sul contribuente, peraltro - si adoperino per fermare il declino del nostro Paese, martoriato da imposte, balzelli, burocrazia e partitocrazia.

- Che per "fermare il declino" occorre prima di tutto FARE e non chiacchierare o fare citazioni altisonanti di Mazzini o Garibaldi. Ci si ricordi, invece, che Mazzini e Garibaldi mai vollero immischiarsi nei partiti politici (al punto che Garibaldi si ritirò presto dalla vita politica per tornare nella sua Caprera a fare il contadino), ma organizzarono gruppi di giovani ed intransigenti combattenti. E mai accettarono una lira dal contribuente (Garibaldi rifiutò sempre pensioni o rendite pubbliche, preferendo vivere in povertà piuttosto che gravare sul prossimo).

- Che oggi lo spirito mazziniano e garibaldino è incarnato da Oscar Giannino e dal suo movimento civile FARE per Fermare il Declino.

- Che FARE per Fermare il Declino esiste per arrestare il declino dell'Italia e non quello del partitino autoreferenziale di Nucara e, pertanto, non è un autobus sul quale salire a piacimento per tornare a scaldare una poltrona.

- Che occorre che spiriti indipendenti e volontaristici istituiscano una FONDAZIONE PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO, per recuperare la memoria storica di questo glorioso partito ormai defunto.

Ci auguriamo, con questo ennesimo scritto, di aver contribuito a fare chiarezza anche per coloro i quali fossero piuttosto duri ci comprendonio.

Luca Bagatin




14 gennaio 2013

Appello per Marco Pannella alla Presidenza della Repubblica

A maggio 2013 sarà eletto il nuovo Presidente della Repubblica italiana.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe, o, quantomeno, avrebbe dovuto rappresentare il garante massimo della Costituzione repubblicana, oltre che figura imparziale della politica italiana. Dal 1948 non lo è pressoché mai stato.
E' per questo che, a maggio 2013, vorremmo che le cose andassero diversamente e che fosse eletto un Presidente della Repubblica espressione degli alti valori ispirati dal Risorgimento e dalla Resistenza.

Valori di onestà, laicità, rigore morale, trasparenza, spirito di abnegazione.
E' per questo che vorremmo proporre la figura dell'On. Marco Pannella, quale candidato ideale alla Presidenza della Repubblica.
Le battaglie civili, democratiche, liberali e nonviolente dell'On. Pannella, condotte - spesso a rischio della sua stessa vita ed incolumità fisica - con rigore morale e passione civile, senza alcun tornaconto personale, ce lo rendono candidato ideale a garantire una Costituzione repubblicana - spesso violata, in passato, anche dalle stesse Istituzioni - conquistata con il sangue dei martiri del Primo e del Secondo Risorgimento.
Le denunce al sistema dell'illegalità partitocratica e della mancanza di informazione plurale nel nostro Paese, rendono l'On. Marco Pannella personalità ideale a garantire il corretto svolgimento di un'attività politico-istituzionale, improntata a valori di onestà e trasparenza, ai quali tutti gli attori in campo dovrebbero attenersi ed uniformarsi.
E' per questo che, attraverso il mio blog politico e culturale - www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - vorrei lanciare tale appello, affinché possa essere diffuso, letto e sottoscritto da tutti coloro i quali - personalità pubbliche o della società italiana nel suo complesso - lo condividono e desiderano dunque appellarsi a partiti ed Istituzioni, affinché sappiano accoglierlo pienamente ed eleggano l'On. Marco Pannella nuovo Presidente della Repubblica italiana.

Luca Bagatin

scrittore, autore e collaboratore di testate giornalistiche

Per aderire inviatemi una mail all'indirizzo: burroughs279@yahoo.it autorizzandomi ad apporre il vostro nome in calce all'appello.



11 gennaio 2013

Chi tiene alta e fiera la bandiera dell'Edera e della Liberaldemocrazia è "Fermare il Declino"



Ma, insomma, questi Repubblicani mazziniani esistono ancora ?
Parliamo degli eredi di Ugo La Malfa e Randolfo Pacciardi, ovvero di coloro i quali portarono - dal dopoguerra agli anni '90 - l'Italia nel Patto Atlantico, nell'Unione Europea, resero il nostro Paese più laico, libero e civile.
La risposta è affermativa. La cultura Repubblicana mazziniana è ancora vitale, anche se non alberga più nel PRI da un pezzo.
O, meglio, sarebbe opportuno chiarire un po', così come ha fatto l'ottimo Oscar Giannino alcuni giorni fa dalle colonne de "La Voce Repubblicana", storico organo del Partito Repubblicano Italiano.
Oscar Giannino è sempre stato un Repubblicano storico che, coerentemente con la sua storia liberaldemocratica, ha fondato l'estate scorsa il movimento d'opinione "Fermare il Declino", assieme ad otto fondatori - fra professionisti ed accademici - con un elenco di dieci punti programmatici di impostazione economica liberale.
"Fermare il Declino", nel corso dei mesi, è diventato un vero e proprio movimento politico che non si propone tanto di occupare posti in Parlamento o dare testimonianza, quanto piuttosto proporre dieci interventi per la crescita:

  1. Ridurre l'ammontare del debito pubblico
  2. Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell'arco di 5 anni
  3. Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni
  4. Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali
  5. Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti
  6. Adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d'interesse
  7. Far funzionare la giustizia
  8. Liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne
  9. Ridare alla scuola e all'università il ruolo, perso da tempo, di volani dell'emancipazione socio-economica delle nuove generazioni
  10. Introdurre il vero federalismo con l'attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo.

Ora, il Partito Repubblicano Italiano al quale anche il sottoscritto fu iscritto, da parecchi anni, pur proponendo a parole un fantomatico "Progetto Liberaldemocratico", non ne ha mai delineato un programma di massima, né tantomeno ha presentato un progetto politico di ampio respiro.

Il "Progetto Liberaldemocratico" è rimasto un non-progetto, una parola vana da snocciolare così, tanto per riempire di contenuti enfatici discorsi senza alcuna prospettiva concreta.

Il PRI, da parecchi anni, diciamocelo pure, non ha nemmeno una linea politica vera e propria, è prigioniero di una Segreteria nazionale "calabrocentrica" ed autoreferenziale, da inutili litigi con un Giorgio La Malfa che non si sa nemmeno più che fine ha fatto e da una recente alleanza con Berlusconi che non ha portato alcun risultato concreto in termini politico-programmatici.

In tutto ciò è più che comprensibile che autorevoli membri della Direzione Nazionale del PRI (a cominciare dallo stesso Giannino) abbiano preso le distanze da questo partito e oggi si presentino fra le fila di "Fermare il Declino", che non è un partito politico, bensì un contenitore "non ideologico" che mira a raccogliere i consensi di tutti coloro i quali - siano essi di destra, centro, sinistra o apartitici, condividano i dieci punti programmatici delineati.

Tutto ciò mi pare ed appare ineccepibile. Il Progetto Liberaldemocratico, quello vero, sostanzioso e sostanziale, l'hanno realizzato Oscar Giannino, Luigi Zingales, Michele Boldrin ed altri autorevoli esponenti del mondo del lavoro, dell'impresa, dell'economia e della società civile.

Tornando al PRI, ovvero a coloro i quali, come il sottoscritto, hanno a cuore il destino dell'Edera, chi scrive, da parecchi anni, propone una soluzione non solo dignitosa, ma anche utilissima alle nuove generazioni.

Non sciogliere il partito, ma trasformarlo. Trasformarlo in una Fondazione culturale e ciò per tutelare un patrimonio storico-politico che, dal 1895, ha attraversato questo nostro Paese.

Del resto, e questo molti Repubblicani tendono a dimenticarlo o a non dirlo, Giuseppe Mazzini non fondò mai un partito politico con fini elettoralistici. Tutt'altro. Nel 1853 fondò il Partito d'Azione, ovvero un partito di giovani combattenti, con lo specifico copito di combattere il Trono e l'Altare, restituendo la sovranità al Popolo.

In questo PRI, ovvero in ciò che ne resta, non ci sono più né giovani, né tantomeno combattenti. Rimangono persone legate a talune poltrone, che peraltro con uno 0,1% alle elezioni politiche non onorano nemmeno più la storia gloriosa dell'Edera.

Viva dunque il Progetto Liberaldemocratico e Repubblicano di Oscar Giannino !

Viva una possibile e necessaria Fondazione Partito Repubblicano Italiano !


Luca Bagatin



7 gennaio 2013

Alle elezioni politiche del 24 febbraio occorre abbattere la partitocrazia. Ovvero contrastare l'"Agenda Monti-Berlusconi-Bersani-Vendola-Grillo-Ingroia-Di Pietro-Maroni"



Che faccia tosta !
Che faccia tosta Silvio Berlusconi criticare oggi Mario Monti, dopo averlo sostenuto per oltre un anno al governo e, recentemente, avergli proposto di guidare il PdL, quale candidato Premier di centrodestra.
Che faccia tosta Mario Monti, che prima non pensa nemmeno lontanamente di candidarsi e poi fonda una lista di centro tutta sua.
Che faccia tosta Pierluigi Bersani, anche lui sostenitore di Monti della prima ora e poi a lui contrario, che organizza anche delle primarie "di popolo", ma riservandosi un "listino di candidati" da piazzare nelle liste bloccate di questo porcellum di legge elettorale.
Che faccia tosta, questa partitocrazia, sostenitrice del sistema delle banche centrali e della Fed, stampatrici di cartamoneta e foriere di inflazione, a tutto danno dei cittadini onesti, dei lavoratori e del mercato.
Che faccia tosta, questa partitocrazia sostenuta dal Vaticano, con la sua potente banca, lo IOR ed i suoi traffici.
Che faccia tosta, questa partitocrazia che, con Monti - sostenuto praticamente da tutti - ci aumenta l'IVA, comprimendo i consumi e danneggiando le famiglie con asprissime imposte sulla casa e sul reddito.
Che faccia tosta, Giuseppe Piero Grillo, in arte "Beppe l'urlatore", che sbraita a destra e a manca, denuncia il malaffare, salvo poi espellere chiunque la pensi diversamente da lui.
Che faccia tosta quei magistrati che, anziché essere indipendenti come il loro alto ufficio e professione richiederebbero, si candidano in politica, magari come Ingroia che sul suo simbolo inserisce, "rubandolo", il bellissimo quadro di ispirazione socialista di Giuseppe Pelizza da Volpedo, "Il Quarto Stato", forse per non dire che la casta dei magistrati in politica rappresenta un "Quinto Potere", l'ennesimo sulla testa dei cittadini inermi.
L'Agenda sul tappeto di queste elezioni è unica e non si chiama solo "Agenda Monti". Bensì "Agenda Monti-Berlusconi-Bersani-Vendola-Grillo-Ingroia-Di Pietro-Maroni". E' l'agenda della conservazione partitocratica ai danni degli elettori.
A contrastare tutto ciò solo due, piccoli movimenti che, anche loro, hanno la faccia tosta di presentarsi pur con una legge elettorale antidemocratica.
Stiamo parlando di "Fermare il Declino" di Oscar Giannino e Luigi Zingales e dei Radicali con la loro lista "Amnistia Giustizia Libertà".
Liste coraggiose guidate da amici e compagni liberali, repubblicani e libertari. Per le libertà economiche, i diritti civili ed i diritti sociali. Di tutti, anche di coloro i quali, come diceva Pier Paolo Pasolini, "non sanno di avere diritti".
L'alternativa, insomma, è fra la massa delle barbarie che hanno martoriato questo Paese, e le minoranze sveglie, oneste e consapevoli, di questa nostra Italia. Che merita, finalmente, civiltà e onestà intellettuale.

Luca Bagatin



13 dicembre 2012

Silvio Berlusconi rasenta ormai il ridicolo



Silvio Berlusconi rischia di rasentare il ridicolo a causa della sua incoerenza politica. Prima fa cadere Monti al Senato, per una dichiarazione del Ministro Passera, costringendoci ad elezioni anticipate e, successivamente, lo candida alla guida dei moderati.
E' persona seria costui ?
Ma già ci aveva lasciati basiti allorquando disse di volersi ritirare dalla vita pubblica e di non ricandidarsi più e poi, invece, fece marcia indietro e dichiarò di volersi ricandidare.
Oggi Berlusconi dice anche di essere un "convinto europeista", come se non fosse stato lui ad appoggiare - quando era al governo - i nemici dell'Europa e dell'Occidente, ovvero Gheddafi, Lukeshenko e Putin.
Silvio Berlusconi e quel che resta del PdL hanno perduto ogni possibile credibilità ed i sondaggi li danno in caduta più che libera (bene che vada si attesteranno al 20% massimo dei consensi). Si sono rimangiati, oltretutto, ogni singola proposta liberale e di riforma dei loro programmi elettorali, non solo del '94, ma anche del 2001 e del 2008.
Che poi, volere un'alleanza di moderati assieme ai neofascisti ed estremisti de La Destra e quelli della Lega Nord...beh, anche qui ci scappa un tantino da ridere.
Non che nel carro sinistro le cose vadano meglio. Le primarie non hanno fatto altro che riproporre il leader dei cattocomunisti Pierluigi Bersani, che sta per allearsi con i neocomunisti di Vendola e quel che rimane dell'IdV.
Si torna, in sostanza, al '96, alla contrapposizione Berlusconi-Prodi, che è come se fossimo negli Anni '80 ed ascoltassimo ancora il Quartetto Cetra.
Un tristissimo spettacolo tutto partitocratico al quale ci auguriamo possano contrapporsi forze di alternativa quali Fermare il Declino di Oscar Giannino, Democrazia Natura Amore di Ilona Staller ed i Radicali. Auguriamocelo perché, con questa legge elettorale e con le firme da raccogliere in poco più di trenta giorni, si rischia davvero il tracollo del Paese ed il ritorno di zombie e mummie in Parlamento.

Luca Bagatin



9 dicembre 2012

Il ritorno politico di Ilona Staller: paladina dei diritti civili

Nessuno ne parla, ma lei sta per tornare.
Ilona Staller, in arte Cicciolina, prima pornostar eletta in Parlamento nelle file del Partito Radicale, nel 1987, sta per tornare sulla scena politica.
Una provocazione ? No di certo.
L'On. Staller, quando fa politica, non provoca mai. Non lo fece nel 1979, quando si candidò nella prima lista ambientalista d'Italia (molto prima della nascita dei Verdi, ovvero quando i movimenti ambientalisti stavano conquistando il Nord Europa), ovvero la "Lista del Sole" e non lo fece nemmeno con i Radicali, allorquando fu eletta con 20.000 preferenze.
Ilona Staller ha, da sempre, le idee chiare in fatto di ambiente, diritti civili, diritti degli omosessuali, dei detenuti, delle prostitute, di lotta agli sprechi ed ai privilegi e così rilancia il suo progetto di sempre con "Democrazia Natura Amore", il neo-partito che ha fondato.
"Natura" ed "Amore", oltre che "libertà di espressione" (in tutti i sensi) del resto, sono da sempre le sue parole d'ordine, come ricorda uno spot elettorale d'annata del Partito Radicale, che la vide protagonista assieme all'On. Marco Pannella.
E non lesina critiche nemmeno a Nicole Minetti ed a Mara Carfagna, sostenendo, in una recente intervista per il sito Excite.it: "io ho una mia storia. Io sono stata eletta con 20.000 voti dal popolo italiano che è sovrano, Nicole Minetti è stata messa lì dal Pdl, punto" E definisce Mara Carfagna "Ministro per grazia ricevuta".
Ilona Staller, afferma, inoltre, che la sua candidatura alle imminenti elezioni del 2013 non è affatto una provocazione e lo dimostra rilanciando un programma in continuità con le sue battaglie Radicali: diritti degli animali (lotta alla vivisezione, alla sperimentazione ed al maltrattamento agli animali); diritti dei disabili e degli invalidi con aumenti pensionistici a loro favore; riconoscimento delle unioni civili e del matrimonio omosessuale (che l'On. Staller vorrebbe anche in senso religioso, per le coppie omosessuali di fede cattolica che lo desiderano); legalizzazione della prostituzione; abolizione del finanziamento pubblico ai partiti; aumento delle pensioni minime a 1000 euro; istituzione di un centro antiviolenza per le donne; abolizione dell'IMU; abbassamento delle imposte in particolare per piccole e medie imprese, oltre che per i cittadini; drastica riduzione delle spese militari e riduzione del 50% degli stipendi di parlamentati e funzionari pubblici o quantomeno rapportarli al tenore di vita di un cittadino italiano medio.
Questi, in sostanza, alcuni dei punti chiave di "Democrazia Natura Amore".
Ammetto che personalmente mi dispiace che vi siano stati o vi siano ancora pregiudizi nei confronti di Cicciolina, in particolare da quel mondo che dovrebbe essere laico e liberale. Perché è quello il mondo ove le idee di Ilona possono e dovrebbero essere meglio comprese.
Ricordo ancora quando scrissi, in un articolo di cinque o sei anni fa, quanto la candidatura di Cicciolina negli Anni '80 fosse stata dirompente ed anti-partitocratica. Ovvero in totale antitesi con quel mondo politico-partitico-parlamentare clericale, socialBurocratico, paracomunista, parafascista ed immancabilmente paraculo, contro il quale i soli Radicali (ma anche molti socialisti, liberali e repubblicani) si battevano sin dagli anni '50 del '900.
Cicciolina, assieme a Marco Pannella, ad Emma Bonino, ad Adele Faccio, ad Enzo Tortora ed altri, rappresentavano e rappresentarono un'alternativa libertaria al Potere ed all'Ordine costituito o, meglio, prostituito (delle Corti prostituzionali, dei presidenti della non-Repubblica e del non-Consiglio, mai eletti da nessuno, allora come oggi). Un'alternativa di etica laica, allora come oggi, alternativa alle destre ed alle sinistre eversive e partitocratiche della Dc, del Pci, del Pd, del PdL, dell'Udc, dell'Idv, di Sel.
Oggi, mi piacerebbe vedere ancora una volta i Radicali marciare assieme ad Ilona Staller ed a "Democrazia Natura Amore". Ma vorrei anche marciassero assieme a "Fermare il Declino" di Oscar Giannino. Marciassero assieme tenendo alta la bandiera delle libertà civili, economiche, sessuali, contro il marciume dei partiti e del decadimento di ciò che rimane delle Istituzioni di questo nostro povero Paese.

Luca Bagatin




27 novembre 2012

L'economista Michele Boldrin ci spiega come fermare il declino del Paese


Il prof. Michele Boldrin, il suo recente saggio sull'abolizione del copyight e dei brevetti ed il logo del movimento Fermare il Declino

"Fermare il Declino è un movimento politico nato l'estate scorsa ad opera di Oscar Giannino ed un manipolo di economisti e persone di buona volontà, di cultura liberale e volto a riformare lo Stato in modo equo, giusto e meritocratico.
Questa è l'opinione dei suoi aderenti che, in pochi mesi, sono giunti a quota quasi 40.000. Per la maggior parte personalità del mondo della piccola e media impresa, dell'artigianato, della società civile, giovani precari ed esclusi da un mondo del lavoro che vede protagonisti solo le categorie iperprotette dal sindacato e dallo Stato. Fra coloro i quali avevano già ricoperto in passato incarichi pubblici, molti provengono dall'area laica, repubblicana e liberale.
Michele Boldrin, economista alla Washington University di St. Louis, uno dei fondatori del movimento, oltre che autore di un interessante saggio relativo all'abolizione del copyright e dei brevetti, è stato da noi intervistato a Pordenone, nel corso della conferenza stampa tenutasi prima dell'incontro pubblico di lunedì 26 novembre, al quale hanno assistito oltre un centinaio di persone.
Il prof. Boldrin che, come aveva già preannunciato anche il prof. Zingales ed altri fondatori di Fermare il Declino, ha precisato che non ha alcuna intenzione di candidarsi alle elezioni politiche. Fermare il Declino nasce da esigenze spiccatamente politiche e contingenti, legate alla crisi economica e sociale che l'Italia sta vivendo da decenni a causa di uno Stato ingiusto, che garantisce chi è già garantito, che non promuove il merito, che vede un deficit di bilancio spaventoso a fronte di nessun servizio pubblico ed un sistema delle imposte ormai elevatissimo.
"Se la spesa pubblica è elevata, è normale che le imposte siano elevate", ha esordito il prof. Boldrin. "Berlusconi, per anni, ha promesso di ridurre le tasse, ma senza ridurre le spese o dire quali spese avrebbe voluto tagliare. Fermare il Declino, che non è un partito organizzato, ma un movimento di persone, propone dieci punti di riforma (che prevedono l'abbattimento della spesa pubblica; liberalizzazioni vere; un reddito per coloro i quali perdono momentaneamente il lavoro; riduzione drastica del carico fiscale; riforma della giustizia, della scuola e dell'ordinamento federale. N.d.A.) e propone, in primis, l'abolizione dei sussidi alle imprese, attraverso la quale si potrebbero ridurre ben 2 punti percentuali di PIL, ovvero di IRAP".
Ed è proprio l'IRAP l'imposta che Fermare il Declino giudica più ostica, ovvero ingiusta ed incostituzionele, in quanto penalizza il lavoro e le aziende che vogliono assumere nuovi dipendenti ed è, di fatto, un'incentivo all'evasione. Oltretutto, spiega il prof. Boldrin, vi sono sconti di IRAP "clientelari", Regione per Regione, a seconda dell'attività produttiva svolta.
"I partiti esistenti non sono credibili e pochissimi Parlamentari hanno aderito al nostro manifesto e, addirittura, propongono misure opposte alle nostre" - ha detto Boldrin.  "Per quanto ci sono anche personalità che ci convincono e che sposano le nostre tesi, come ad esempio Matteo Renzi". "Purtroppo non sappiamo nemmeno con che legge elettorale andremo a votare e, in questo senso, la classe politica italiana ci sta prendendo in giro, valutando con quale legge potrà tentare di salvare sé stessa". "I nostri militanti ed esponenti sul territorio, sono degli eroi, in quanto si muovono proprio nell'ambito di una realtà storica italiana cinica, che non crede più alla politica, delusa e disillusa, anche perché, va detto, gli italiani troppo spesso si sono lasciati abbindolare dal politico di turno".
Ancora una volta, il prof. Boldrin, rimarca il fatto che non è detto che Fermare il Declino si presenti alle prossime elezioni. A livello locale come a livello nazionale, ad ogni modo, le alleanze politiche, andranno fatte sulla base dei dieci punti programmatici del movimento: chi li sottoscrive, merita di intraprendere un percorso comune.
Fra le proposte di Fermare il Declino anche l'introduzione delle Macroregioni, in modo da ridurre le spese, spesso clientelari, delle singole Regioni attuali e la medesima cosa vale per i Comuni medio-piccoli. "Occorre, in questo senso, abbattere il localismo ed il campanilismo, i quali producono solo inutili divisioni ed aumento della spesa pubblica improduttiva a carico della collettività", ha concluso l'economista.


Luca Bagatin



15 novembre 2012

Lucide utopie politiche che, temiamo, non si realizzeranno



Volendo fare una disamina dell'attuale situazione politica, non se ne uscirebbe tanto facilmente.
La partitocrazia sta facendo di tutto per recuperare credibilità, pur arrancando, proponendo fantomatiche primarie che ci chiediamo se, almeno questa volta, saranno vere ed autentiche.
Osserviamo cinque candidati nel Pd e cinque candidati nel PdL e dobbiamo ammettere che, anche noi, pur non avendo mai votato e/o sostenuto né il Pd né il PdL, abbiamo le nostre preferenze.
Preferenze dettate sempre dalla necessità di una radicale riforma liberale del nostro sistema politico-partitico-economico ed istituzionale.
Se fossimo del Pd, in sostanza, sosterremmo Matteo Renzi; se fossimo del PdL, in sostanza, sosterremmo Giancarlo Galan.
Entrambi presentano programmi riformatori e liberali, oltre che sarebbero gli unici candidati in grado di "rottamare", nel primo caso l'establishment cattocomunista e, nel secondo caso, quello clericofascista, ovvero i peccati originali sia del Pd che del PdL.
Non siamo degli illusi e sappiamo molto bene - salvo miracoli - che le cose non andranno così: in sella al groppone partitocratico torneranno Bersani ed Alfano, ovvero Prodi e Berlusconi, i due maggiori responsabili del disastro italiano degli ultimi vent'anni.
Sul fronte grillesco (non grillino, mi raccomando, sennò Giuseppe Piero Grillo si incazza !), ovvero sul fronte del clan "Grillo-Casaleggio-Il (mis)FattoQuotidiano", lungi dal rappresentare un'alternativa democratica alla partitocrazia, ancora una volta fioccano espulsioni, critiche e scomuniche, come ai tempi della Santa Inquisizione.
Un giorno scrissi sullo stesso blog del Giuseppe Piero (in arte Beppe) una proposta (che mi pare fu censurata, ma bisognerebbe ricontrollare meglio), che qui vorrei rilanciare.
Suggerivo ai militanti non irregimentati del Movimento 5 Stelle di ribellarsi ai Capi, ovvero fondare il Movimento 6 Stelle, su base civica, indipendente dal duo Grillo-Casaleggio. Un movimento che potrebbe chiamarsi per esteso così: "Movimento 6 Stelle: Civici e Indipendenti", fondato su comitati locali, comunali e cittadini, che si occupi di tematiche locali e che decida - antonomamente - le alleanze locali su base civico-programmatica.
Questa, in sostanza, la democrazia dal basso che il Giuseppe Piero (che non ci faceva ridere nemmeno negli anni '80, quando eravamo pischelli), non sa nemmeno dove sia di casa.
Altra cosa che mi viene in mente è sul fronte strettamente liberaldemocratico.
Occorre una sinergia fra le forze liberali, liberiste e libertarie, ovvero fra Radicali Italiani, Fermare il declino di Oscar Giannino e Democrazia Natura Amore di Ilona Staller.
Una lista unitaria ed indipendente da tutti gli schieramenti, sarebbe quantomeno prioritaria.
Detto ciò sarebbe opportuno addentrarsi nella questione della legge elettorale.
Tutte le leggi elettorali presentate dalla partitocrazia in questi anni  (non ultima quella del solito pasticcione Calderoli, che sarebbe bene la smettesse di cogitare leggi elettorali) non solo non garantiscono la governabilità, ma nemmeno la rappresentanza massima. Con leggi elettorali di questo tipo, di fatto, è praticamente inutile andare a votare ed io credo che, finalmente, gli italiani lo abbiano compreso.
Vi è una sola legge possibile, in grado, in un sol colpo, di garantire governabilità e rappresentanza, ovvero la seguente: il partito che ottiene più voti, automaticamente, governa ed ottiene il 51% dei seggi. Non sono previste coalizioni. Non sono previsti sbarramenti. Tutti gli altri partiti ottengono seggi in proporzione al numero dei voti ottenuti.
In tal modo, non solo sono evitati gli accordi clientelari fra partiti, ma il voto di ogni singolo elettore ha un senso. Ha un senso il voto di coloro i quali votano il partito che prenderà la maggioranza assoluta, ma ha un senso anche il voto di un partito che otterrà solo l'1% dei consensi ed andrà, giustamente, all'opposizione.
In tal modo, in particolare, si otterrà una maggioranza stabile, come avviene nelle maggiori democrazie occidentali.
Una siffatta legge, ad ogni modo, non è conveniente alla partitocrazia che da decenni lucra sugli accordi sotto e sopra banco ai danni dell'elettorato e del Paese.
Purtroppo siamo ancora una volta in un vicolo cieco, temo.

Luca Bagatin



23 ottobre 2012

Sondaggio Spincon: il candidato ideale per il centrodestra ? Oscar Giannino !


Fonte Spincon.
Le interviste sono state effettuate su di un campione stratificato per sesso, età e ampiezza dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: CAWI. Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 1.480 casi, popolazione residente in Italia, di 18 anni e oltre, di entrambi i sessi ed appartenenti a qualsiasi condizione sociale.
Al campione in rientro è stata applicata una ponderazione (RIM weighting). Margine di errore pari al 2,5% con intervallo di confidenza pari al 95%.
Data del sondaggio: 10-14/10/2012

Noi lo diciamo da tempo, da mesi, forse da anni.
Il centrodestra, dopo il '94, è diventato un ricettacolo di bigotti, mezzi preti, mezze suore, molti cattocomunisti, altrettanti clericofascisti e di furbetti del quartierino (Fiorito solo uno dei tanti).
Oggi anche i sondaggi sembrano darci ragione e dare ragione a quanto affermava anche il compianto prof. Luigi De Marchi: gli elettori di centrodestra e moderati sono, fondamentalmente, laici, liberali e libertari.
Il recentissimo sondaggio di Spincon è lampante: gli elettori di centrodestra vogliono Oscar Giannino candidato premier con il 30,5% dei consensi.
Oscar Giannino: esponente storico del Partito Repubblicano Italiano, laico, liberale della prima ora, contro le tasse e la spesa pubblica improduttiva, che, non a caso, da tempo sta mettendo i piedi un movimento di persone concrete ed esterne alla partitocrazia, ovvero "Fermare il declino".
Sarebbe bello se, ai sondaggi, seguisse un po' di lungimiranza.
Ovvero il pensionamento anticipato dei vari Alfano, Cicchitto, Quagliariello and Company. E la scomparsa definitiva di Silvio Berlusconi dalla scena politica. Un amico di Putin e di Lukashenko non può certo ritenersi persona credibile e democratica. Oltre che non può certo pensare di battere i cattocomunisti di Bersani che, quanto a bolscevismo, ne sanno qualche cosa.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini