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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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9 novembre 2015

La Massoneria, oltre che Fratellanza, è Cultura. Chi sostiene altro o è in malafede o ignora ciò di cui si parla

Qualcuno si ricorderà del nostro articolo di qualche settimana fa relativo al Convegno sulla filosofia dell'Antica Grecia organizzato dalla Massoneria della Gran Loggia degli ALAM, con possibilità di acquisire crediti formativi presso l'Ateneo di Genova.
Nell'articolo elogiavamo l'iniziativa e facevamo presente che, purtroppo, la medesima fu criticata unicamente da taluni politicanti scandalizzati non si vede per quale ragione.
In merito, il quotidiano "La Repubblica", con un servizio di Matteo Macor, ha realizzato un video - che pubblichiamo qui di seguito -  nel quale è intervistato il prof. Antonio Binni, Gran Maestro dell'Obbedienza massonica, oltre che alcuni relatori del Convegno i quali, giustamente, hanno fatto presente le ragioni culturali dell'iniziativa. Vi sono altresì interventi di alcuni studenti intervenuti al Convegno medesimo.
Si noterà come la natura delle polemiche di parte politica fosse totalmente ridicola e strumentale.




23 ottobre 2015

"In cammino verso la Casa della Sapienza": convegno organizzato dalla Massoneria italiana e che dà crediti universitari. Contestato solo dai soliti politicanti nostrani

Finalmente un'Obbedienza massonica – e forse la più prestigiosa, ovvero la Gran Loggia d'Italia degli ALAM – organizza, in collaborazione con l'Associazione culturale AISPES, un convegno filosofico che dà la possibilità, agli studenti di un Ateneo universitario - in questo caso agli studenti delle facoltà dell'Ateneo di Genova – di ottenere crediti universitari.

“In cammino verso la Casa della Sapienza” il titolo del convegno, che darà un'opportunità, per gli studenti, dunque, di approfondire la filosofia dell'Antica Grecia -  culla della democrazia - che è peraltro alla base anche della cultura esoterica della Libera Muratoria.

La Massoneria, infatti, è una scuola filosofica, morale e spirituale ed è più che giusto che organizzi convegni di questo tipo che, ci auguriamo, possano sempre più essere parte dei programmi di studi delle Università e delle scuole italiane nel loro complesso, specie in questo periodo storico di profonda crisi di valori umani, spirituali e di trionfo della più crassa ignoranza.

Il convegno, che si terrà sabato 24 ottobre prossimo a partire dalle ore 9.00 presso l'Hotel Bristol Palace di Via XX Settembre 35 a Genova, sarà aperto dal Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia prof. Antonio Binni, il quale ha così commentato in una nota: “Per Epicuro la felicità è vivere con saggezza e questo vuol dire aver trasformato la vita da Bios in Ethos, avere cioè convertito la vita in un valore morale, in un identico comportamento che non deve costituire eccezione, bensì regola. Noi studiamo le vie che portano alla saggezza, una saggezza millenaria, una saggezza profonda, sentita e condivisa che deve essere recuperata, fatta propria dalla collettività. Il nostro impegno è rivolto alla propagazione di valori imprescindibili per l’edificazione di un mondo sempre più giusto, sempre più solidale, sempre più umano e per questo - conclude il Gran Maestro dell’Obbedienza massonica di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi – il convegno di Genova è una straordinaria occasione per conoscere, riflettere, capire, trovare risposte da dare ad un mondo che crediamo sia riformabile grazie anche e soprattutto a questa saggezza”.

Stupisce che i soliti soloni della politica nostrana, figli dei partiti responsabili peraltro della morte del pensiero e della caduta dei valori morali e spirituali nella quale siamo caduti, non abbiano perso tempo nel criticare questa lodevole iniziativa: dai Pippo Civati che fanno inutili interrogazioni parlamentari, ai Matteo Orfini che si dichiarano “sconcertati” sino ai Giovanni Monchiero che affermano “Incredibile !”. Eppure il Monchiero, chi scrive, lo conobbe personalmente alla sua festa di compleanno dello scorso anno e gli regalò il suo ultimo saggio “Ritratti di Donna”, che parla anche di filosofia massonica. Come Maria Elena Boschi, dunque, anche l'On. Monchiero sembra non averlo letto e...trovare “scandalosa” quella Massoneria che è, in Occidente, pilastro di cultura filosofica millenaria.

Ovvero l'esatto opposto della politica che, nel corso degli anni, è diventata quanto di più lontano ci possa essere dalla cultura, dal merito e dalla moralità.

Siamo dunque lieti dell'iniziativa promossa dalla Gran Loggia d'Italia che vedrà, come relatori: Luisella Battaglia – Professoressa ordinaria di Filosofia Morale – Università di Genova, “Epicuro maestro di saggezza”; Sonia Barillari – Professore associato di Filologia Romanza - Università di Genova, “Luciano e la Storia vera”; Mariano Bianca – Professore ordinario di Filosofia della Scienza - Università di Siena-Arezzo, “L’iniziazione e l’iniziato”; Dino Cofrancesco - Professore Emerito – Scienze Politiche - Università di Genova, “La polis”; Ida Li Vigni – Cultore della materia - Università di Genova e Varsavia, “L’orfismo”; Michele Marsonet - Professore ordinario di Filosofia della Scienza, “L'interpretazione popperiana di Platone”; Oscar Meo – Professore associato di Estetica - Università di Genova, “Il vero e il falso nella teoria platonica dell’immagine”; Paolo Aldo Rossi – Professore ordinario di Storia del Pensiero Scientifico - Università di Genova, “I greci e l’irrazionale”; Davide Susanetti – Professore associato di Letteratura Greca - Università di Padova, “Chi bussa al pensatoio (Nuvole di Aristofane e il Teeteto di Platone)”; Valerio Meattini –Professore ordinario di Filosofia Teoretica - Università di Bari, "Le anime luminose". Filosofia, iniziazione e polis”.

Per informazioni ulteriori: http://www.granloggia.it/ufficiostampa/cammino-verso-la-casa-della-sapienza

Un convegno d'eccezione che non farebbe male anche ai politici o ai politicanti di casa nostra, i quali, anziché passare il week-end oziando, potrebbero finalmente imparare qualche cosa.


Luca Bagatin (nella foto con il prof. Antonio Binni)


Il capogruppo di Scelta Civica Giovanni Monchiero con il mio saggio "Ritratti di Donna".
L'avrà letto ???



16 febbraio 2015

"La (anti)politica dell'Amore": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin

Ancora ci si stupisce della commistione fra affari privati e politica, fra sistema bancario-imprenditoriale e politica...mah.
Ovvero ancora non si comprende che la politica rappresenta la morte civile e che il potere ne è la massima rappresentazione.
Per questo, da parecchi anni, preferisco parlare di donne e di belle donne.
Ponendole al centro di un progetto (anti)politico e (contro)culturale.
Perché è da lì che può rinascere una società fondata sull'eros, in luogo di una società fondata sul danaro e sulla mercificazione. Ovvero una società fondata sull'autodistruzione e sulla stupidità.
Ho un forte nonsenso delle Istituzioni !
L'idea dell'amore fatto in un cimitero m'intriga molto e la trovo tutt'altro che blasfema.
La vita che si fonde e confonde con la morte è un'immagine molto filosofica.
Un inno ad entrambe.
"Vivi per chi ti ama , affronta chi ti sfida e ignora chi non ti merita"
Ovvero: ama poche persone, perché poche meritano davvero il tuo amore, ignorane molte e le sfide affrontale sempre di petto, talvolta anche di pancia se necessario.



4 febbraio 2015

La "Società delle Donne di Ipazia" ed il suo Manifesto. Intervista esclusiva di Luca Bagatin alla co-fondatrice e Presidente Enza D'Alonzo



Ipazia fu, per l'Antichità, l'equivalente al femminile di Giordano Bruno. Fu una martire del libero pensiero. Fu una filosofa uccisa dal fanatismo religioso – tema di strettissima attualità, peraltro – del IV-V secolo d.C.

A Ipazia, Enza d'Alonzo - editore della “Gaia Scienza” - assieme a Giuliana

Tomasicchio e a Francesca Ferri, ha dedicato una nuova associazione interculturale tutta al femminile: la “Società delle Donne di Ipazia”, appunto.

Il Manifesto dell'associazione è molto interessante, sia sotto il profilo culturale che politico-ideale.

E' un'associazione che si richiama innanzitutto ad Alain de Benoist, l'intellettuale francese fondatore della Novelle Droite, la Nuova Destra, ovvero un connubio fra tematiche tipiche della destra, ecologismo, socialismo e comunitarismo. Una chiave di lettura, che, in sostanza, definirei de-ideologizzata ed alternativa alle ideologie tipiche del Novecento, che hanno voluto dividere il mondo in blocchi contrapposti.

Il Manifesto delle Donne di Ipazia propone, dunque, una Cultura Felice, ovvero una rivoluzione culturale che abbraccia il multiculturalismo, ma a partire dalla valorizzazione della propria intima ed orgogliosa identità.

Molteplici sono le tematiche trattate dal Manifesto, che vanno dalla valorizzazione della famiglia (con una forte critica agli abusi di certi servizi sociali), sino al riconoscimento delle unioni civili di coppie etero ed omosessuali. Tematiche che vanno a toccare anche laecondizione dei detenuti nelle carceri - in particolare delle madri detenute - sino ai diritti di cittadinanza per gli stranieri ed alla valorizzazione del patriomonio artistico ed ambientale del nostro Paese.

Un'associazione che, in sostanza, come enunciato nelle premesse del Manifesto stesso, guardi all'affratellamento dei popoli, ad una società più giusta e più umana, diversamente moderna, attenta ai diritti della donna e dell'uomo in un rapporto non più conflittuale.

In questo senso ho voluto proporre un'intervista amichevole alla fondatrice dell'Associazione, ovvero a Enza D'Alonzo.




Luca Bagatin: Bene Enza, prospettive ambiziose quelle della Società delle Donne di Ipazia. Ma, dimmi, come nasce l'idea di fondare un'associazione di donne e, peraltro, di dedicarla ad Ipazia, personaggio spesso dimenticato ?

Enza D'Alonzo: Ipazia, è stata martire del chiuso e becero bigottismo fanatico della sua epoca. Figura di spicco, ed ahinoi, poco conosciuta oggi, era - per dirla con termini moderni - una " dura" che andava di villaggio in villaggio per far conoscere il suo messaggio filosofico, progressista e anticlericale.

Avvolta nel suo mantello nero, era instancabile nel portare avanti i suoi ideali di libera pensatrice.

Donna di indole fiera, di libero pensiero e vasta sapienza, rare doti dell'epoca, specie per una donna; dovettero ammazzarla, torturarla e strapparle gli occhi da viva per tentare di bloccare con la morte il suo spirito indomito. Ignorando che una mente così elevata e luminosa sopravvive sempre all’oscurantismo del suo tempo.

Le "Donne d’Ipazia", si richiamano appunto, simbolicamente, a questa splendida espressione di universo femminile: per forza, grinta, determinazione, spirito creativo e innovativo.



Luca Bagatin: Come dicevo vi ispirate allo scrittore Alain de Benoist ed alla “nuova destra”. Come mai la necessità di rifarvi ad un certo tipo di valori che, per molti versi, comprendendo ideali apparentemente contrapposti (una visione di destra ed una visione comunitaria/socialista), vanno di fatto oltre le ideologie ?

Enza D'Alonzo: Perché le ideologie fanno morire l'azione. Il pensiero da cui scaturisce l'azione non può essere di destra o di sinistra e a volte langue e muore, consumandosi in salotti pseudo- intellettuali. In questo periodo storico le cose fanno dette...e fatte: in maniera giusta, concreta e solidale.

Il nostro programma va oltre la “nouvelle droite” di Alain de Benoist. E’ un programma sensato, che addirittura potrebbe sembrare di sinistra, ammesso che mettersi al servizio degli altri, aiutando i bisognosi e i più deboli creando nuove opportunità lavorative, sia un programma di sinistra o non invece di semplice buon senso.

Perché aiutare chi ha sogni infranti e incubi diurni, vuole semplicemente significare: "al di là del bene e del male", al di là di destra e sinistra, concentrati solo sullo scopo principale, cioè ciò che è davvero giusto e doveroso fare.


Luca Bagatin: Qual è, in sostanza, lo scopo (e/o gli scopi) primario (i) della vostra associazione ?


Enza D'Alonzo: L’odierna società divide in maniera manichea i buoni dai cattivi. I cattivi sono ovviamente gli ultimi, i negletti, i paria. Le “Donne d’Ipazia” vogliono ridare la speranza e la dignità dell'esistenza ai perdenti, ai più sfortunati, a coloro che devono riabilitarsi, creando opportunità concrete.


Intendiamo portare avanti un forte impegno civile, con una specifica piattaforma di servizi (centrati sull'utente) rivolti a tutti i cittadini italiani e agli stranieri: dai percorsi di sostegno per le detenute madri da reinserire nella società civile, alla tutela della famiglia, dei minori, della donna, dei cosiddetti "cittadini invisibili", ossia coloro i quali hanno perso casa, lavoro e speranza, ma non la loro dignità.


Al progetto di una banca civile per una micro-finanza etica, onde attuare un concreto piano di sostegno e finanziamento etico alle famiglie già formate o in corso di formazione, che versano in stato di difficoltà economica.


Uno sportello di consulenza legale h24. Progetti territoriali e ridisegno bio-culturale delle realtà urbane, sociali, turistiche, ecoambientali, orti urbani, free energy, etc.. All’organizzazione di eventi filantropici mirati, allo studio insomma di problemi e soluzioni concrete per il miglioramento della qualità della vita. La realizzazione di una Libera Università Interculturale.


All’ambizioso progetto della prevenzione e assistenza sanitaria specializzata, con la realizzazione di un Ospedale Sociale d’Ipazia per le fasce metropolitane più deboli, da far nascere inizialmente nel cuore cittadino di Bari, sostenuto da amici medici di tutta eccellenza internazionale nelle loro competenze e qualificato personale volontario, e con l’aiuto di fondi UE che stiamo individuando…


E tanto altro ancora, che si può trovare illustrato nel nostro sito web ufficiale: www.donneipazia.net.



Luca Bagatin: Noto spesso che parlate di cultura dei diritti ed anche di multiculturalismo, ma fortemente ancorato al recupero della propria identità. Pensi che si siano perduti, nell'Occidente cosiddetto “democratico”, questo tipo di valori? E, se sì, perché a tuo parere ?


Enza D'Alonzo: Certamente, i valori si stanno purtroppo perdendo. Alla vecchia e cara cultura dei nostri avi, assistiamo oggigiorno ad una generale omologazione di massa ed azzeramento delle diversità e qualità personali. Il sistema dominante ci vuole tutti uguali e tutti in fila. Il “diverso” è visto con sospetto e viene monitorato e controllato costantemente, perché nella loro logica perversa non deve sfuggire, non può e non deve pensare con la propria testa. Devi essere una rotella dell'ingranaggio, far parte di un appiattimento generalizzato.


Lo straniero è visto con sospetto, spesso con paura, ma ciò dipende da un falso concetto di democrazia occidentale che trova proprio nel multiculturalismo il proprio limite. Sì perché sarebbe invece preferibile parlare di interculturalismo, termine più appropriato a dare l’idea di quella necessaria dialettica civile fra i vari popoli che, nel rispetto delle rispettive tradizioni, preservando le rispettive identità, porti ad uno scambio di conoscenze e narrazioni che possa essere vero arricchimento culturale per entrambi, e non promiscua miscela di antagoniste ignoranze.


La tumultuosa società del nostro tempo confonde tutto, si eliminano polarità, generi, gerarchie, classi, ruoli, differenze, peculiarità...invece di armonizzare ognuno e ogni cosa in un tutto naturale, in cui ogni personalità si ponga come strumento insostituibile di un’orchestra universale, senza perdersi individualmente nel mare del nulla, ma ritrovandosi in sintonia nell’armonia del tutto. Viceversa, si provocherà il caos, l'indefinito, il noto Kali Yuga, l’età oscura, predetto millenni addietro nei libri sacri della tradizione Indù.


Luca Bagatin: Il valore delle donne. L'associazione è dedicata alle donne, in primis e, come sai, la figura femminile è figura a me cara al punto che le ho dedicato un saggio, “Ritratti di Donna”. Pensi che le donne siano il punto cardine per cambiare il mondo, ovvero siano in grado di mutare i rapporti di forza che per molti versi opprimono la nostra società (cultura patriarcale, media, potere, politica, sfruttamento del corpo femminile a scopo commerciale, marketing...) ?

Enza D'Alonzo: La donna è parte della natura, ma ancor più è lei Natura stessa. Non la si può imbrigliare. Ma solo conoscere. Perché scorre, dall’Alfa all’Omega.

Diamo alla luce figli e quando non siamo in gestazione fisica partoriamo idee, progetti, propositi, strategie.

Fa parte della nostra tradizione e cultura l'accudimento della prole, la vicinanza agli anziani ed ai più deboli, la tolleranza, la comprensione per il compagno della propria vita, la comprensione della vita.

Già aver raggiunto le quote rose in politica ritengo che sia un buon risultato, tenendo presente che all'inizio del secolo ci era addirittura negato il voto, perché, come dice Simon de Beavoir, siamo il "Secondo sesso".

Sempre più donne stanno oggi ai posti di comando, senza peraltro perdere tutto ciò che connota più strettamente la natura femminile; anzi ritengo che gestiscano il ruolo ottenuto esercitando una inconscia "economia domestica", dove l'oculatezza, la riservatezza, e la lungimiranza sono sempre principi solidissimi e validi.

Nessuno però, deve porre limiti di alcun tipo, perché il limite tocca imporselo ciascuno di noi, quando si arriva a conoscere con socratica convinzione e con estrema consapevolezza, ciò che può fare e ciò che non può fare.

Il mondo può cambiare, sì, ma prima dobbiamo cambiare noi stessi.

Da qui il senso e il compito sacrale della donna.


Luca Bagatin



10 luglio 2014

Perché tifiamo per le squadre Latinoamericane. Una riflessione socio-politica per l'emancipazione dell'America del Sud e dell'Europa

Francamente di calcio ci disinteressiamo, purtuttavia questa storia del Mondiale è sulla bocca di tutti da settimane.

In Italia si fermerebbe anche l'economia pur di parlare di calcio. E' il trionfo dell'assurdo, ma tant'è.

Da qualche giorno sentivamo parecchie persone tifare per l'Olanda. Ora, non ne comprendiamo il motivo. Noi, diversamente, preferimmo l'Argentina e per ragioni storico-politiche, che la maggior parte dei profani ignorano, purtroppo.

L'Argentina fu la patria di José de San Martin (1778 - 1850), il liberatore della sua terra dall'oppressione spagnola, tanto quanto lo fu Simon Bolivar (1783 - 1830) nell'America Latina (si pensi ad esempio alla liberazione del Venezuela, del Perù, della Bolivia, della Colombia e non solo) e tanto quanto lo fu il nostro Giuseppe Garibaldi (1807 - 1882) sia in America Latina che in Italia.

L'Argentina è ed è stata una terra oppressa e sfruttata, come lo furono pressoché tutte le terre dell'America del Sud, ricche di risorse e depredate da quella che definiamo l'incultura barbarico-teutonico-anglofona.

E non a caso ci siamo dispiaciuti della sconfitta calcistica del Brasile contro la Germania. La ricca, la tronfia Germania guidata dalla burocrate Angela Merkel, negazione del mito della Donna Selvaggia in quanto donna di mero Potere e di un'austerità senza sentimento, senza amore, senza umanità.

Il nostro è un discorso socio-politico, filosofico se vogliamo e che ben poco ha a che vedere con il calcio, che continuamo a non ritenere affar nostro in quanto sostenuto da logiche mediatico-pubblicitarie, che di sportivo hanno ben poco.

Purtuttavia, attraverso il pretesto di queste partite di fine Mondiale, vogliamo porre l'attenzione sulla cultura latina che è parte della nostra cultura e che nulla ha da imparare dalla cultura barbarico-teutonico-anglofona, che ha preso il sopravvento e depredato gran parte dell'Umanità sin dalla caduta dell'Impero Romano ai giorni nostri.

Vogliamo porre l'attenzione sull'America Latina, che necessita di una nuova liberazione sull'onda non già dei vari dittatori sanguinari che ha conosciuto e che talvolta - se non spesso - sono stati finanziati dalla CIA, bensì sulla base dell'esempio e dell'insegnamento di San Martin, di Bolivar, di Garibaldi.

E vogliamo porre l'attenzione sulla nostra Europa che non è l'Europa dei Popoli e delle Repubbliche sorelle che sognavano Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini; non è l'Europa degli Stati Uniti d'Europa che sognavano Ernesto Rossi, Eugenio Colorni ed Altiero Spinelli. E' l'Europa della Merkel e di Van Rompuy. E' l'Europa degli Schulz e dei Matteo Renzi. E' un'Europa senz'anima e senza fratellanza, che se ne frega dei suoi stessi cittadini i quali sono considerati solo merci di scambio, meri individui utili solo a pagare le imposte ed a reggere un sistema bancario senza via d'uscita, visto che alimentato dal sistema del signoraggio, ovvero dello stampare moneta a più non posso – senza alcun collegamento con l'economia reale, ovvero senza tenere conto dei beni e servizi effettivamente prodotti - e del conseguente debito pubblico impagabile.

Un sistema destinato unicamente a sfruttare l'individuo.

La via d'uscita è e sarebbe molto semplice e la nostra Storia è lì ad indicarcela. Purtuttavia occorre studiare, tornare alle origini. Capire il rapporto fra Potere, economia e media e stravolgerlo. Occorre comprendere che la vera democrazia è finita con l'abbandono dell'Agorà greca, con il trionfo delle monarchie e con la nascita di regimi dittatoriali (di destra e sinistra) e/o di pseudo-repubbliche partitocratiche. La vera democrazia è finita con il trionfo dei media e della pubblicità commerciale in luogo della libera scelta dei cittadini.

Occorre sanare le divisioni e recuperere gli ideali ed i principi della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 e costituire la Prima Internazionale dell'Amore e degli Individui.

Siamo ancora molto lontani, ma, nel nostro piccolo, cerchiamo di gettare il nostro piccolo seme di riflessione.


Luca Bagatin



20 agosto 2013

Eros fonte di eroismo



Ne abbiamo di strada da fare, ma un giorno ci si renderà conto che, dopo Eleonora Pimentel Fonseca e Anita Garibaldi, questo Paese cattofasciocomunista ha avuto altre eroine come Ilona Staller, Ursula Davis e Moana Pozzi.
L'Eros nella sua visione originaria era associato all'amicizia e quindi alla politica, con la finalità di unire in un unico corpo sociale una moltitudine di cittadini. Filosoficamente l'Eros funge da tramite fra la dimensione terrena e quella sovrasensibile. Anche per questo Ilona, Hula e Moana sono delle Eroine dell'Eros.



28 maggio 2013

Nasce AMORE E LIBERTA', ovvero un pensatoio-movimento-associazione-comitato antipartitocratico per il rilancio delle battaglie libertarie !

Ha vinto l'inciucio partitocratico e il risultato elettorale del PLI alle elezioni comunali di Roma è stato purtroppo al di sotto delle nostre aspettative.
Molto probabilmente, se Ilona Staller fosse stata candidata a Sindaco - come personalmente avevo proposto - le cose sarebbero andate diversamente e forse gran parte delle persone che si sono astenute avrebbe votato per noi, che avevamo un progetto di alternativa antipartitocratica al duopolio Pd-PdL.
Oggi, ad ogni modo, occorre ripensare ad un nuovo modo di fare politica. Alternativo, dinamico, al di fuori dai "partiti", che oramai hanno fatto il loro tempo.
Un progetto al di fuori delle ideologie stantìe del Novecento.
Infondo, si può essere liberali anche e meglio, senza avere un partito alle spalle.
E' per questo che ho deciso di proporre un movimento politico e culturale chiamato "Amore e Libertà", che ha per simbolo-icona Anita Garibaldi, moglie del primo Repubblicano e Socialista senza tessera di partito della Storia.
Un movimento che vuole rilanciare le tematiche con cui mi sono battuto, anche con Ilona Staller, in questa campagna elettorale: istituzione dei Parchi dell'Amore, legalizzazione della prostituzione, antiproibizionismo sulle droghe, diritti dei disabili, degli anziani e delle donne, legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito, abolizione degli enti inutili quali Province e comunità montane, introduzione nelle scuole dell'ora di educazione sessuale e dell'ora di Storia delle religioni, in luogo dell'ora di religione.
"Amore e Libertà" vuole essere un progetto/pensatoio aperto, non ideologico ed alternativo ai partiti.
Per informazioni ed adesioni è possibile contattarci direttamente al sito www.lucabagatin.ilcannocchiale.it oppure al sito www.amoreeliberta.blogspot.it, ove scaricare anche il Manifesto d'intenti.

Luca Bagatin
Presidente-ideatore di "Amore e Libertà", già candidato indipendente del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma



MANIFESTO D'INTENTI DI "AMORE E LIBERTA'"

“Amore e Libertà” non è un partito, ma un'associazione, un progetto culturale e politico alternativo ai partiti.
Un pensatoio politico, storico, sentimentale, erotico, spirituale. Un'alternativa alla politica dell'ultimo Ventennio ed alla partitocrazia antirepubblicana dell'ultimo secolo.
La forma-partito si è esaurita non tanto e non solo con l'esaurirsi delle ideologie del Novecento, bensì queste stesse ideologie si sono ingrigite, incupite, spesso sono state mero paravento per nascondere la più vera e nera gestione del Potere da parte di piccole oligarchie o di piccole personalità impolitiche.

Crediamo nelle idee, non nelle ideologie. Crediamo nelle persone che pensano con il cuore, anticamera dell'Amore.
E' per questo che “Amore e Libertà” ha per simbolo-icona Anita Garibaldi, una rivoluzionaria moglie del primo Socialista e Repubblicano senza tessera di partito della Storia. Quel Giuseppe Garibaldi che, assieme alla sua Anita, sarà testimone di valori quali – appunto - Amore e Libertà, da un capo all'altro dell'Oceano.
Amore come la storia che Anita e Giuseppe hanno vissuto, pur contrastata da mille battaglie contro l'oppressore bramoso di Potere: clericale, monarchico o imperiale che fosse.
Anita Garibaldi, morta a soli 28 anni dopo aver combattuto per la Repubblica Romana del 1849.
Repubblica Romana che, a differenza della Repubblica Partitocratica del 1948, è tutt'oggi esempio di laicità, civiltà, onesta e buona amministrazione pubblica.
Questo è e vuole essere “Amore e Libertà”.Il recupero della dimensione storica, ma al contempo Sacra. Il recupero ed il trionfo di quel Femminino Sacro vilipeso da tanti, da troppi o volutamente incompreso dalle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate bramose di mero Potere e di controllo delle menti e dei corpi.
“Amore e Libertà” è un'associazione che vuole coniugare sentimento e passionalità. Spiritualità laica e civile. Lucida follia e creatività. Arte e letteratura visionaria.
Non chiediamo professioni di fede, né danari e nemmeno vogliamo vendere o regalare tessere. Né, tantomeno, vogliamo partecipare ad elezioni politiche o amministrative. Specialmente con “queste” leggi elettorali liberticide ed antidemocratiche, che contrastiamo.Abbiamo solo un nome, un simbolo e questo semplice manifesto d'intenti.Vogliamo, dunque e più semplicemente, veicolare le tematiche di sempre a noi care.
Ovvero vogliamo:


- piena trasparenza delle Istituzioni (anche attraverso l'Anagrafe pubblica degli eletti)

- che ogni carica pubblica/istituzionale torni ad essere al servizio del cittadino, ovvero percepisca uno stipendio onesto, in linea con la professione svolta prima del precedente incarico e non eccedente.

- che la meritocrazia, l'onestà intellettuale e l'amore universale diventino non solo o non tanto "termini di moda", ma siano praticati quotidianamente

- lotta ad ogni forma di discriminazione, ovvero lotta al razzismo, all'omofobia, alla massonofobia e all'odio religioso

- attuazione di politiche in favore della disabilità, con accesso delle strutture pubbliche e private da parte dei disabili, anche per quanto concerne l'aspetto ludico e sessuale

- introduzione di una legislazione che consenta il matrimonio omosessuale e che garantisca a tutte le coppie i medesimi diritti delle coppie sposate. Adozioni comprese.

- introduzione di una legislazione che consenta l'eutanasia legale ed il suicidio assistito, in apposite strutture e con personale medico specializzato, anche sotto il profilo psicologico, sull'esempio svizzero.

- introduzione di una legislazione che legalizzi cannabis e derivati, con tutti i benefici che ne possono derivare anche sotto il profilo industriale e ambientale.

- istituzione dei parchi dell'amore

- lotta alla vivisezione, rispetto di ogni forma di vita e difesa dell'ambiente


- legalizzazione della prostituzione


. introduzione, nelle scuole, dell'ora di educazione sessuale

- introduzione, nelle scuole, in luogo dell'”ora di religione”, l'”ora di Storia delle religioni”


- abolizione degli enti inutili quali Province, consorzi, comunità montane


“Amore e Libertà” ha, fra le sue figure ispiratrici, oltre ad Anita ed a Garibaldi stesso, Giuseppe Mazzini, il conte di Cagliostro, Krishna, Buddha, Ermete Trimegisto, Cristo, Maria Maddalena, Platone, Pitagora, Giordano Bruno, Dante, Madame Blavatsky, Krishnamurti, Gurdjeff, Ernesto Nathan, Gandhi, Albert Einstein, Peter Boom, Moana Pozzi, Ursula Davis, Ilona Staller e Debdeashakti. Figure solo apparentemente slegate fra loro. Figure rivoluzionarie e trasgressive che hanno fatto della loro vita una costante ricerca evolutiva di Amore e di Libertà.

Luca Bagatin
Presidente e ideatore di Amore e Libertà

Segnaliamo inoltre due ottimi articoli dedicati alla figura di Anita Garibaldi scritti dall'amico giornalista Paolo Di Mizio, già caporedattore del TG5, che ci ha già espresso il suo entusiasmo per la nascita di AMORE E LIBERTA':


http://leparoledellanotte.laperfettaletizia.com/2013/05/la-leggenda-di-anita-garibaldi.html


http://leparoledellanotte.laperfettaletizia.com/2013/05/guerre-amori-e-morte-di-anita-garibaldi.html



20 marzo 2013

"Aforismi bagatiniani" by Luca Bagatin