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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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14 giugno 2015

"Pensamientos" by Maria José Peon Marquez for Luca Bagatin's blog (Vol. 6)



Dónde se fue nuestro amor, no lo hallé por ninguna parte y es normal,
las cosas que se pierden... no se vuelven a encontrar.

Si me quieres, también debes aceptar mis lágrimas
mis tropiezos y caidas,
y yo te prometo que serán tuyos... todos los besos de mi vida.

Quiero contigo un vals, para que me cuentes tus secretos al oido,
y poder saber que escondes dentro de tus silencios,
déjame suspirarte hasta que me duelas, deslicémonos juntos hasta sumergirnos en la música, intentaré entenderte y que tú comprendas. .. por qué quiero contigo un vals.

Te busqué en mis pensamientos donde solías estar,
en el horizonte y las estrellas, y en el rincón de nuestra luna
donde amábamos soñar,
eres tú la arena blanca y yo las olas del mar,
que abandonan en la orilla su memoria, y recuerdos que se borran. .. para núnca regresar.

No me olvides núnca, para poder encontrarnos. .. por si algún día te olvido yo.

"Pensamientos" by Maria José Peon Marquez for Luca Bagatin's blog (Vol. 5)



1 agosto 2012

Ilona Staller denunciava il declino dell'Italia già nel 1989...



E' stupefacente come da sempre, per screditare l'avversario, in Italia, si sia ricorso a termini quali "qualunquismo" (senza conoscere o ricordare la storia del Fronte dell'Uomo Qualunque, che fu movimento schiettamente liberale, fondato dal già repubblicano mazziniano Guglielmo Giannini) e "antipolitica".
Tali termini sono spesso stati utilizzati e vengono utilizzati tutt'ora dalla "classe dirigente al Potere", al fine di gettare fumo negli occhi agli elettori, allorquando qualche personaggio illuminato ha iniziato o inizia a denunciare ciò che non funziona nel nostro Paese.
Decenni prima di Beppe Grillo, l'On. Elena Anna Staller, radicale, nota con gli pseudonimi di Ilona Staller e Cicciolina - da sempre attiva nel movimento per i diritti civili - denunciava ciò che oggi è praticamente sotto gli occhi di tutti gli italiani: malaffare diffuso, inconcludenza politica, mancato rispetto delle leggi da parte degli stessi rappresentanti delle Istituzioni, mancata legislazione sui diritti civili e le libertà individuali, tassazione ultra elevata, totale mancanza di meritocrazia.
E' per questo che, codesto blog, intende sostenere il suo movimento "Democrazia Natura Amore", qualora si presentasse alle prossime elezioni e, parimenti, intende sostenere il progetto politico di Oscar Giannino per "Fermare il declino", invitando ad aderire e sostenere il progetto al sito: www.fermareildeclino.it
La Rivoluzione Liberale e Libertaria passa tutta da qui.

L. B.





Questo fu il discorso che Ilona Staller (nota con lo pseudonimo di Cicciolina), tenne alla Camera, il 29 luglio 1989, durante la X Legislatura.

ELENA ANNA STALLER
: Signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, vedo con piacere che dopo due mesi di crisi, risse e litigi, avete trovato il modo di dividervi le poltrone. Spero che adesso ve ne starete un po' tranquilli, almeno fino al 1992. Spero che adesso per un po' lascerete in pace la gente; quella gente che è sempre più delusa, ha sempre meno speranze e sta comprendendo sempre di più che tutti questi inutili litigi in famiglia servono solo a chi cerca il potere e vuole usarlo senza essere controllato.

Il nostro è il paese europeo in cui i governi e le legislature durano di meno, i cui elettori sono chiamati più spesso a votare, in media una volta ogni tre anni, ma in questo caso abbiamo rischiato di interromperla dopo neanche due anni dal suo inizio: un record dei record. Credo che denunciare tutto ciò sia molto importante per tutti. Il nostro rischia di diventare l'ultimo paese in Europa e questo non certo a causa mia, cioè della strega Cicciolina, ma per queste crisi continue che servono solo a chi vuole trovare nuovi equilibri di potere, ignorando completamente i contenuti, le proposte, le cose da fare. Le formule di Governo cambiano, ma le vostre facce rimangono sempre le stesse. C'è sempre Gava, c'è sempre Mammì, c'è sempre Misasi, c'è sempre cicciolino Andreotti. Siete sempre gli stessi, e la cosa più grave è che anche i problemi sono sempre gli stessi, ma voi fate finta di niente e continuate a chiedere voti, a far cadere i vostri stessi governi e a farli resuscitare. Gli anni passano e le vostre facce restano. Le facce di chi avrebbe potuto fare e non ha mai dato, di chi è sempre stato sospettato ma non è mai stato condannato, di chi si fa schiaffeggiare con finta tolleranza, di chi ha sempre promesso e non ha mai mantenuto.

A proposito di promesse non mantenute: quando era Presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita promise che avrebbe cacciato le pornostar dal Parlamento. È passato qualche mese, lui se ne è andato ed io sono rimasta.[Ilona Staller parla di violenza sulle donne, di aborto, di Aids, di pari opportunità, di libertà di opinione, d'espressione, della libertà della cultura, del diritto dei detenuti alla sessualità, poi conclude...]
Cari colleghi, abbiamo un nuovo Governo: è un Governo vecchio, vecchio negli uomini, vecchio nei programmi, vecchio nelle parole; è un Governo vecchio, composto dagli stessi uomini che sono colpevoli di avere permesso che le periferie delle nostre grandi, grandi città diventassero simili a villaggi messicani e i nostri mari a insalate di alghe. Governi vecchi come questo ne abbiamo avuti tanti che votare la sfiducia a tutti alla lunga è anche faticoso. Cosi, giuro che mi era venuta la tentazione di votargli la fiducia, giusto per regalargli il voto della pornostar di cui tutti quanti avete molta paura. Sarebbe un regalo che imbarazzerebbe un po' tutti i bigotti che ci sono tra voi; sarebbe un brutto regalo sicuramente, però ve lo sareste meritato. Poi ci ho ripensato: la fiducia è meglio darla solo al governo ombra di Achille Occhetto, il vostro è solo un'ombra di Governo e nulla merita.

Ma io spero che cicciolino Andreotti mi smentisca prima della fine della legislatura.



24 giugno 2012

Perché, alle prossime elezioni, è importante sostenere le liste "Radicali Bonino-Pannella" e "Democrazia Natura Amore" di Ilona Staller (dialogando con il Movimento Cinque Stelle)



Siamo giunti ad una fase di stallo.
O la politica muore, oppure si rinnova: dalle ceneri dell'attuale sfacelo.
Uno sfacelo durato troppo tempo, almeno dal 1993, quando la democrazia subì un duro colpo e - caso unico nell'Occidente democratico - i partiti di governo furono falciati via.
Quelli erano partiti di governo, però.
Questi di oggi, invece ? Lasciamo stare.
Macchine mangiavoti e mangiadanari, autoreferenziali, prive di qualsiasi cultura e prospettiva. Prive di qualsiasi remora morale ed amore per il cittadino.
Fra queste macerie, purtuttavia, assistiamo alla nascita di un movimento organizzato della società civile, il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Un movimento di cui non condividiamo magari molto, ma, ad ogni modo, rappresenta un segnale di contrapposizione all'antipolitica eversiva dei Bersani, degli Alfano, dei Di Pietro, dei Vendola, dei Maroni e dei Casini.
Ma noi crediamo in altro. Da liberali, laici e libertari. Crediamo in un ampio movimento di onestà morale ed intellettuale dalle solide radici che, ancora una volta, sembra sostanziarsi nell'esistenza dei Radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino.
Un partito-movimento, quello Radicale, che viene da lontano, a rappresentare sia la Destra Storica liberale che la Sinistra più pura, tanto da collocarsi alla "sinistra" dello stesso Partito Comunista Italiano, in un dialogo continuo con le forze dell'alternativa extraparlamentare trotzkista, nonviolenta, liberalsocialista e libertaria.
E come non pensare che, oggi, sono proprio i Radicali a meritare questa nostra fiducia. La fiducia che abbiamo riposto in loro, negli anni del divorzio, dell'aborto, dell'obiezione di coscienza. Quando i Radicali si facevano arrestare, per garantire i nostri diritti. I Radicali, amici di Pasolini, Sciascia, Vittorini, Tortora. Intellettuali e giornalisti onesti e non magnaccioni, come ce ne sono e ce ne erano troppi, allora ed oggi.
I Radicali che cambiarono il costume italiano e lo resero civile, europeo, occidentale. I Radicali che, per primi, candidarono nelle loro liste omosessuali e transgender, quando a "sinistra", i comunisti, li chiamavano "froci" (questo, Nichi Vendola, non lo ricorda. O finge di non ricordarselo).
I Radicali che, per primi, parlarono di libertà di lavoro e di impresa, di Europa unita, ma prima sotto il profilo politico. Che per primi parlarono di ambiente e diritti degli animali, fondando le primissime liste verdi.
Che parlarono e parlano di diritti dei disabili e di ricerca scientifica per i malati.
Che parlarono e parlano di diritto all'eutanasia ed al suicidio assistito, in un Paese, il nostro, ove i corpi sembrano essere di proprietà dello Stato e del Vaticano (oppure le due cose coincidono !?!).
I Radicali. ancora oggi, ci sono e, negli ultimi sondaggi, raccolgono oltre il 3,5%.
E, poi, lasciatemi spezzare una lancia in favore di Ilona Staller, ex pornostar, ex radicale, da sempre vicina alle battaglie per i diritti civili ed umani e per le libertà sessuali.
Se oggi scendesse in campo, con il suo movimento Democrazia Natura Amore (DNA), come non sostenerla ? Personalmente, dopo quindici anni di politica attiva e tante delusioni, sono anche disposto a candidarmi nelle sue liste e le ho già personalmente assicurato il mio appoggio.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, sostenere Emma Bonino alla Presidenza della Repubblica, contro nuovi candidati cartapecoriti ed autoreferenziali.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, votare e sostenere le liste Radicali e di Democrazia Natura Amore. Auspicando un dialogo anche con il Movimento Cinque Stelle, all'insegna dell'onestà e della trasparenza civica.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, invitare i nostri cari partiti e partitini laici e liberali (il mio PRI, oggi purtroppo autoreferenzialissimo, ma anche il PLI, i socialisti sparsi, i socialdemocratici ed i finiani), ad intraprendere un dialogo con i Radicali e con il movimento di Ilona Staller, invitando Repubblicani, Liberali, Socialisti e Futuristi a candidare loro rappresentanti nelle liste Radicali e del DNA.
Non è il momento di Edere, Garofani o foglie di fico, bensì di unità laica delle forze contro l'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord.
La vera Costituente Liberaldemocratica, peraltro, oggi, è rappresentata dai soli Radicali che sono gli unici a raccogliere oltre il 3% dei consensi. E sono sempre più in crescita nei sondaggi.
Occorre un nuovo Parlamento pulito, con una compagine governativa che comprenda menti libere quali Oscar Giannino, Antonio Martino, Enrico Cisnetto, Lanfranco Palazzolo, Ilona Staller, Paolo Montesi, Luigi Di Placido, Matteo Renzi (ma che cavolo ci fa ancora nel Pd ???), Roberta Culiersi e molti, moltissimi giovani della rete, del Movimento Cinque Stelle.
Utopia ? Forse.
Ma un'utopia concretamente alternativa alla nuova dittatura partitocratica. Che dura da troppo tempo e che dobbiamo, finalmente, abbattere.

Luca Bagatin



23 maggio 2012

Una tassa da far pagare a chi ci governa male (per un ritorno alla responsabilità individuale ed alla meritocrazia)


C'è una cosa che mi sono sempre chiesto, ovvero come mai, in Italia, nessuno - ai "piani alti" - sia mai responsabile di nulla.
Pensiamo ad esempio ai magistrati i quali, nonostante un referendum vinto a maggioranza, infatti, non sono responsabili del loro operato. Se un magistrato, nell'esercizio delle sue funzioni, ad esempio, sbaglia, condannando un innocente, non è affatto responsabile. A pagare, al massimo, è lo Stato, ovvero il cittadino.
Non è strano tutto ciò ?
Poi, c'è un'altra irresponsabilità endemica, che è quella del politico, nella fattispecie dell'amministratore pubblico, sia egli Sindaco, Presidente di Regione, di Provincia, Presidente del Consiglio o Ministro.
L'amministratore pubblico è sempre e comunque irresponsabile di fronte al cittadino che, peraltro, è chiamato ad eleggerlo.
Da qualche tempo sono persuaso che andrebbe introdotto un sistema atto ad ovviare ai seri danni economici e non solo, perpetrati nelle pubbliche amministrazioni.
Non è possibile, insomma, che a pagare ed a ripianare i bilanci pubblici, debbano essere sempre i cittadini italiani, per mezzo dei loro danari frutto di risparmi e onesto lavoro.
Le imposte sono un bene, ma solo se sono poche ed atte a finanziare precisi servizi pubblici essenziali. In Italia, purtroppo, non è mai stato così ed il bilancio dello Stato è sempre stato oggetto della peggiore demagogia e del peggior populismo di gran parte della classe politica, in particolare negli ultimi vent'anni.
Per ovviare a ciò, posto che è stato approvato il sacrosanto pareggio di bilancio (utile ad evitare che le successive generazioni continuino ad indebitarsi, alla faccia di burocrati e politicanti spendaccioni), sarebbe opportuno stabilire che, una volta eletto (e chi scrive auspica che sia eletto direttamente dai cittadini, a turno unico, meglio se slegato dai partiti e dal Parlamento, il quale dovrebbe solo avere funzioni di controllo e legislative), il governo in carica, esso, per mezzo del Presidente e dei suoi Ministri, stilasse un programma, con tanto di bilancio di previsione, con relative entrate e relative coperture finanziarie.
Una volta terminato il mandato, dopo cinque anni, se gli obiettivi stilati nel programma e nel bilancio saranno raggiunti, tale governo potrà anche ripresentarsi agli elettori, diversamente, se vi saranno buchi di bilancio o le aspettative programmatiche saranno disattese, il Presidente ed i suoi Ministri, avranno l'obbligo di pagare di tasca propria una "tassa di scopo", con il preciso "scopo" di ripianare il bilancio.
Tale proposta potrà sembrare provocatoria, ma, pensateci bene. Non sarebbe un modo per ovviare allo promesse a vanvera dei politicanti ? Non sarebbe un modo per evitare sprechi di danaro pubblico e finanze allegre, prive di coperture ? Non sarebbe un modo per rispondere direttamente agli elettori, rimettendoci, eventualmente, del proprio ?
Ricordiamo che la parola "Ministro" deriva da "servo", ovvero egli è o dovrebbe essere "servo del popolo", ed una proposta di questo tipo servirebbe, appunto, a ripristinare la funzione originaria dei Ministri, a cominciare dal Primo Ministro, anche a livello locale nella persona del Sindaco e dell'Amministratore Pubblico.
Chiunque avrà il coraggio di introdurre una norma di questo tipo, io credo, riceverà certamente il plauso da parte di un'opinione pubblica la cui fiducia nei confronti di "questa" politica è ormai, e giustamente, sotto le scarpe.

Luca Bagatin



8 maggio 2012

Analisi delle amministrative 2012 e proposte per un vero Partito per le Libertà (civili, economiche, sociali, sessuali)


Sensibile calo dell'affluenza alle urne, pieno successo del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e disfatta del PdL.
Questa la fotografia delle amministrative 2012.
Una fotografia che, invero, era non solo prevedibile, ma persino auspicabile.
Auspicabile in quanto monito per una classe politica incapace, corrotta, tartassona, burocratica e partitocratica.
Una classe politica che, negli ultimi vent'anni, ha lanciato slogan e promesse a vanvera, senza riformare alcunchè.
Anzi: tale classe politica ha esautorato i cittadini del loro diritto al voto per mezzo di leggi elettorali "ad hoc" per favorire questo o quel candidato scelto dalle Segreterie nazionali; ha scippato agli elettori i risultati dei referendum su abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e privatizzazione della Rai, nonché ha disatteso l'abolizione delle Province, come richiesto dalla maggioranza degli elettori italiani.
Elettori in particolare liberali e moderati che, giustamente, oggi non si riconoscono più nel PdL, ormai diventato un comitato d'affari ad uso e consumo degli accoliti di Berlusconi, peraltro con evidenti tendenze stataliste e burocratiche. Gli elettori liberali e moderati, hanno ormai dimostrato che preferiscono o non andare a votare, oppure scelgliere il partito di Grillo.
Ora, io non sono d'accordo con moltissimi punti programmatici di Beppe Grillo, purtuttavia riconosco una profonda validità di ciò che afferma, quando si propone di contrastare la partitocrazia e la corruzione dilagante. E' vergognoso, infatti, candidare inquisiti e corrotti. E' altrettanto vergognoso che i partiti si facciano le leggi a loro esclusivo uso e consumo ed a diretto danno dei cittadini-elettori.
E' quanto è accaduto ed, in questo senso, Beppe Grillo ha ragione da vendere. Oltretutto ha il grandissimo pregio di presentarsi al di fuori di qualsiasi schieramento e logica politica "destra-sinistra".
E' questione annosa, quella della lotta alla partitocrazia. Una lotta che, in tanti anni, hanno combattuto i soli Radicali di Pannunzio e successivamente di Pannella ed il movimento Unione Democratica Nuova Repubblica, fondato dal repubblicano mazziniano Randolfo Pacciardi, negli anni '60.
Oggi è una battaglia più che mai prioritaria e necessaria, poichè, la vera antipolitica, è quella che portano avanti il Pd ed il PdL, in primis, da troppi anni. Ed i risultati, in termini di sfacelo economico-politico, si sono visti.
Occorre ridare voce ai liberali ed ai moderati italiani, che oggi non hanno più una casa. Occorre dare voce alle partite IVA, alle piccole e medie aziende soffocate da debiti ed imposte elevatissime. Occorre dare voce ai laici, che mal sopportano le elucubrazioni religiose del Vaticano, le quali impediscono all'Italia una seria e sana ricerca scientifica e che impediscono alle coppie di fatto di avere i medesimi diritti delle coppie sposate.
Occorre un nuovo, vero, Partito per le Libertà. Civili, economiche, sociali, sessuali. Un partito che sappia dialogare anche con Beppe Grillo e che prenda dal Movimento 5 Stelle, quanto di meglio ha da dare in termini di onestà morale ed intellettuale.
Un partito che parli un linguaggio non ideologico, leggero, antipartitocratico. Che non parli ai soliti "accoliti", ma alle persone comuni e che si contrapponga ad un carrozzone cattocomunista "centrosinistro" che, se tornasse al governo, saprebbe riportare in auge solamente tasse, burocrazia e vantaggi per i soliti noti.
Se non ora, quando ?
Diversamente, a noi liberali, moderati e libertari, non rimarrà che un arma. Civile e nonviolenta: l'ormai consueto sciopero del voto.

Luca Bagatin



9 marzo 2012

A proposito di società maschilista e differenze "di genere"



L'8 marzo di ogni anno i discorsi retorici, più o meno istituzionali, tutti più o meno banali, si sprecano.
Tutti uguali, tutti più o meno pietisti nei confronti delle donne. E' così da tempo immemorabile ed io ancora ricordo tali discorsi quando venivano fatti e li facevamo nel 1996, quando avevo 17 anni e mi coinvolsero nella redazione di un volantino politico che parlasse della condizione lavorativa della donna.
Ero giovanissimo ed anch'io, evidentemente, preso dalla retorica.
Siamo nel 2012 e, forse, occorrerebbe andare all'origine della lotta fra i sessi, delle cosiddette differenze "di genere". Tristissima e banalizzante definizione per parlare di uomini e donne.
Uomini e donne, sulla pelle dei e delle quali, si sono costruiti anche programmini televisivi stereotipati e stereotipizzanti, utili solo a perpetrare inutili differenze di sesso ed, appunto..."di genere".
Sin dalla nascita e non si capisce perché mai, i maschietti sono bollati con il nastrino azzurro e le femminucce con quello rosa. Crescendo, poi, ai maschietti si regaleranno macchinine e soldatini, mentre alle femminucce bamboline e vestitini. E ciò accade sin dalla notte dei tempi, tanto per aumentare astruse differenze sessuali, ruoli imposti da millenni da una società stereotipata.
Ma chi ha deciso il perché ed il percome catalogare maschietti e femminucce in questo o in quel modo ? Ma chi ha imposto loro determinati "ruoli sociali" ?
Tutto ciò, ad ogni modo, da millenni si riverbera nei comportamenti di maschi e femmine nella società: i primi devono essere visti o sono visti come forti e sicuri di sè, mentre le seconde sono il cosiddetto "sesso debole". Ma è poi vero tutto ciò, oppure sono ruoli imposti nei secoli dei secoli, amen ?
E fu così che oggi le donne sono talvolta starnazzanti, sempre in competizione ed in lite fra loro, maniache nevrotiche dello shopping, tutt'altro che emancipate ed alla continua ricerca (consapevole o meno) di un appoggio maschile.
E, viceversa, i maschi cercano di mantenere di sè un'immagine sicura, autorevole, protettiva...quando in realtà, forse, sono ben più fragili e, talvolta, persino più immaturi...finendo per comportarsi come macchiette di sè stessi, frequentando palestre e centri benessere in grado di renderli fisicamente "diversi" da come sono, ma non certo più consapevoli di sè stessi...tutt'altro !
La società maschilista non esiste in natura, ma la si è creata. L'hanno creata in primis le donne, le quali sono tutt'altro che solidali fra loro e soprattutto scarsamente in grado di emanciparsi, di essere indipendenti dalla figura maschile: dal padre sino al fidanzato, passando per il primo figlio maschio, servito e riverito.
Viceversa, i maschi approfittano di tale situazione al fine di mascherare le proprie ataviche insicurezze, generate anche da un ruolo imposto che non ha nulla a che vedere con le differenze "di genere".
Ne consegue: da una parte una forte solidarietà maschile, con alla base fortissime lacune affettive e psicologiche (si consideri che il maschio è partorito da una donna e dunque impara sin da bambino a confrontarsi con l'altro sesso, percependone fortemente l'eventuale mancanza o rischiando, addirittura, di averne paura e sudditanza), mentre dall'altra un pollaio continuo di donne inconsapevoli di ciò che vogliono davvero, alla ricerca di un'emancipazione che non sanno bene se volere o meno...o se conviene loro davvero.
In tutto ciò eccoti spuntare ancora una volta proposte falsamente femministe di chi vorrebbe le "quote rosa" al 50% nelle liste elettorali o altrove. Ma che senso ha ?
Ma che senso ha tutto ciò se donne e uomini -  nel loro complesso - non sono consapevoli di loro stessi, come individui, come esseri umani, indipendentemente dalla presenza di organi genitali ed ormoni diversi ?
Non è affatto detto che una donna sia migliore di un uomo, come non è altrettanto vero il contrario.
Ma per comprendere ciò è necessario smontare pezzo per pezzo millenni di cultura sessuale, stereotipata e sessuofobica che pretende di imporre ruoli e modalità che, in natura, invero, non esistono.

Luca Bagatin



7 febbraio 2012

Per una Nuova Repubblica...ricordando quella Romana


La Repubblica Romana e chi se la ricorda più ?
Se non ci si ricorda di essa allora significa che non la si è voluta ricordare. Ed in effetti, se andiamo alle cronache scolastiche, non è che la si approfondisca poi molto, per quanto, tale storico avvenimento è e fu per l'Italia la base della sua futura democrazia.
Ma, andiamo con ordine.
Che cosa accadde esattamente il 9 febbraio del 1849 ?
Fu proclamata, appunto, la prima Repubblica libera, democratica e laica d'Italia. Con una Costituzione ben più libera, democratica e laica, persino della Costituzione della Repubblica italiana del 1948 che, invero, nacque dal tristissimo compromesso fra clericali e comunisti, ovvero i continuatori di quel fascismo che, a parole, dicevano di voler combattere.
Ordunque della Repubblica Romana e della conseguente Costituzione, Giuseppe Mazzini ne fu il propugnatore ed ispiratore politico e fu grazie al valore militare ed al sangue versato dai garibaldini e dal popolo romano, se i moti insurrezionali ebbero successo ed il Papa Pio IX si vide costretto a fuggire a Gaeta.
Fu dunque una rivoluzione di popolo quella che porterà Mazzini al Quirinale, trimunviro assieme ai repubblicani Aurelio Saffi e Carlo Armellini.
Una volta scacciato Papa Pio IX, dunque, la Repubblica si dotò immediatamente di una Costituzione liberale la quale, agli Articoli I e II, stabiliva che la sovranità spettasse unicamente al Popolo, il quale si dava per regola tre principi fondamentali: l’eguaglianza, la libertà e la fraternità, senza riconoscere alcun privilegio di casta o di titolo nobiliare.
In tutto il Documento si può peraltro notare come essa ricalcasse perfettamente i principi della Costituzione democratica degli Stati Uniti d’America redatta alla fine del ‘700, ovvero quanto gli USA avevano scacciato il tirannico regime monarchico inglese. Inoltre si può notare quanto fosse liberale e tutt’altro che antireligioso lo spirito di tale Costituzione, la quale, all’Articolo VIII dei Principi Fondamentali stabiliva che al Papa sarebbero comunque state concesse tutte le “guarentigie necessarie per l’esercizio indipendente del potere spirituale” e, all’Articolo precedente, si stabiliva la piena libertà religiosa dei cittadini della Repubblica.
I risorgimentali mazziniani, peraltro, fondarono la Repubblica non su valori materialisti ed ateistici, bensì su valori spirituali e teisti, considerando la Divinità - ovvero il concetto "Dio e Popolo" impresso nella bandiera Tricolore della Repubblica - quale entità adogmatica al di sopra di ogni Potere costituito o, peggio, prostituito come invece era quello papalino.
La Repubblica Romana sopravvisse solamente cinque mesi: soffocata nel sangue il 3 luglio 1849, dopo un mese di assedio, dai soldati francesi di Napoleone III alleati al Papa. Purtuttavia essa fu un evento storico fondamentale e di svolta nelle lotte risorgimentali per l’Unità d’Italia nonché per gettare il seme della speranza verso la creazione di uno Stato laico, civile e repubblicano.
Uno Stato libero dall’influenza della Chiesa e di Casa Savoia, entrambe ree di aver gettato gli italiani, specie i popolani e le classi sociali meno abbienti in generale, nel più nero sottosviluppo.
Oggi, dicevamo, a parte qualche fugace passaggio televisivo come ad esempio la fiction dedicata alla figura di Anita Garibaldi, recentemente andata in onda su Rai Uno, della Repubblica Romana non vi è quasi traccia fra il popolo, spesso bue, che rischia ogni giorno di più di involvere e di mandare al Potere la solita masnada clericale, cattocomunista, leghista o conservatrice senza nè arte nè parte.
Occorrerebbe tornare allo spirito dei giovani mazziniani che si immolavano per la Repubblica. Una Repubblica che, con Randolfo Pacciardi, vorremmo Nuova: senza finanziamenti pubblici a partiti e sindacati; Presidenziale nel solco degli insegnamenti di Mazzini; laica perché non asservita a nessuna volontà religiosa o di parte.
Occorrerebbe un'unità dei laici, dei repubblicani, dei liberali, dei liberalsocialisti sparsi in ogni dove. Occorrono soprattutto giovani che delle "mummificate celebrazioni" accademiche non ne possono più. E che non ne possono più di essere soggetti e personale politico incapace o quasi centenario.
Sono appena passate le celebrazioni dei 150 anni di Unità d'Italia, ma nessuno ancora si rende conto che, forse, l'Italia andrebbe riunificata nuovamente. Andrebbero denunciate ed annullate le sacche di parassitismo, clientelismo, corruttela presenti in ogni dove. Andrebbero decurtati del 40 - 50% tutti gli emolumenti e stipendi alla classe politica, che dovrebbe svolgere una funzione di servizio alla comunità e non vivere alle spalle di essa. Andrebbero laicizzati e democratizzati i programmi di insegnamento, introducendo nelle scuole i "Doveri dell'Uomo" di Mazzini, piccolo compedio di vita morale, etica e civile, lontana anni luce dalle assurdità anti-umanitarie del marxismo che corruppe un'infinità di menti a cavallo fra gli anni '60 e '70 del Novecento.
Occorre, insomma, tornare sulle barricate per una nuova Repubblica Romana, anzi, per una nuova Repubblica Italiana.
Perché questa qui non ci piace punto.


Luca Bagatin



16 dicembre 2011

Intervista esclusiva di Luca Bagatin al giornalista d'inchiesta Lanfranco Palazzolo


Lanfranco Palazzolo, romano, classe 1965, è militante repubblicano di lungo corso, nonchè giornalista di Radio Radicale ed autore di numerosi saggi e libri-inchiesta.

Ricordiamo qui il libro su Leonardo Sciascia deputato radicale; i discorsi parlamentari di Marco Pannella; il libro relativo agli scritti ed ai discorsi di Enzo Tortora sulla giustizia giusta; il libro-inchiesta sull'ex Presidente degli Stati Uniti d'America John F. Kennedy e le sue simpatie fasciste; quello sulla Banca Nazionale del Lavoro e “Fumus persecutionis”, che mette a nudo le regalie di assoluzioni ed impunità dei parlamentari durante la XVI legislatura. Tutti editi da Kaos Edizioni.

Oggi Lanfranco ha dato alle stampe “Il compagno Napolitano” (Kaos Edizioni), un dossier sul Capo dello Stato Giorgio Napolitano ed “Allarme Rosso – 5 anni di governo Togliatti”, ovvero una riedizione di un romanzo di fantapolitica degli anni '50. Entrambi con introduzione del politologo Giorgio Galli.

Ma vediamo di approfondire, assieme a Lanfranco, le tematiche relative ai suoi libri e di parlare un po', con lui, di attualità politica.

Luca Bagatin: Sei il primo giornalista che, obiettivamente, ha scritto un libro che racconta dell'imbarazzante passato comunista del Presidente della Repubblica. Com'è nata quest'idea ?

Lanfranco Palazzolo: L’idea non è mia. Alla fine dello scorso luglio, l’editore Kaos mi aveva proposto di fare una ricerca su Napolitano. Invece di fare questa ricerca ho scritto il ‘Compagno Napolitano’. Alla fine di agosto, quando l’editore è tornato dalle vacanze si è ritrovato il libro sul tavolo. Nei mesi di settembre ed ottobre abbiamo curato i particolari del libro. Sapevamo che questa raccolta di interventi non avrebbe aumentato la nostra popolarità. Da parte nostra non c’era nessuna intenzione di toccare la figura del Capo dello Stato, ma solo di mettere i puntini sulle i per far capire agli italiani come si forma un “grande” politico.


Luca Bagatin: Che cosa "svela", di nuovo "Il compagno Napolitano" ?

Lanfranco Palazzolo: “Il libro è utile per le giovani generazioni e per chi si è formato un’idea sbagliata su Giorgio Napolitano. Molti immaginano questo personaggio come un moderato del PCI. Invece, per molti anni non lo fu. Si è creato il mito del comunista moderno e aperto all’Occidente. Invece Napolitano rimase ancorato all’orbita del mondo comunista fino agli sgoccioli chiedendo che non fosse sciolto il Patto di Varsavia, non fosse riunificata la Germania e impedendo il passaggio dei parlamentari comunisti, nell’estate del 1989, nel gruppo parlamentare del socialismo europeo. Il libro è tutto un programma. La serie degli interventi del ‘Compagno Napolitano’ si apre con un durissimo intervento contro la Nato a Napoli. Napolitano è stato il più conformista dei comunisti. Ha fatto carriera politica lavorando, ma anche evitando di guardare in faccia i compagni. Del resto, la sua carriera spiccò il volo all’indomani del discusso intervento a favore dei carri armati sovietici in Ungheria. Napolitano svolse quell’intervento per distruggere Antonio Giolitti con uno scopo ben preciso: farsi strada nel PCI. In quel caso fu bravissimo.


Luca Bagatin: Il tuo spirito intransigentemente anticomunista, oltre che informativo, peraltro, non si è fermato ed hai riesumato addirittura un romanzo di fantapolitica risalente agli anni '50, pubblicato dalla DC per contrapporsi al Fronte socialcomunista...

Lanfranco Palazzolo: Non sono anticomunista. Non mi piacciono le semplificazioni dell’ideologismo. Queste manipolazioni portano solo a perseguire una linea politica di rigido realismo politico. Quando i comunisti vanno al potere diventano come i loro predecessori, anzi peggio di loro. Il governo in carica è lo specchio di questa tattica. Purtroppo si tratta di una logica aberrante. Quando ho deciso di pubblicare ‘5 anni di Governo Togliatti’ l’ho fatto perché pensavo che il comunismo di ieri fosse come quello di oggi. Il fatto stesso che una delegazione del PD si reca ancora sulla tomba di Togliatti è a dir poco illuminante.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci qualcosa, in anteprima, di "Allarme Rosso - 5 anni di governo Togliatti" ?

Lanfranco Palazzolo: Il libro riporta alla luce un opuscolo della Dc realizzato durante le elezioni politiche del 1953 per dimostrare cosa sarebbe successo all’Italia se il 18 aprile del 1948 avessero vinto i comunisti. Da repubblicano ho visto la sorte che, nella finzione del racconto fantapolitico, tocca a Randolfo Pacciardi. Il nostro amato leader repubblicano, pur di non essere fucilato dai comunisti, si uccide in carcere. Credo che se lo avessero preso per farlo fuori, Pacciardi avrebbe fatto proprio così per non dare ai comunisti la soddisfazione di impallinarlo.


Luca Bagatin: Kaos Edizioni e Stampa Alternativa. Due case editrici di controcultura con le quali sei riuscito a pubblicare i tuoi saggi...

Lanfranco Palazzolo: Averli pubblicati con queste due case editrici è una fortuna. Non le cambierei mai con una grande casa editrice. La Rizzoli, tanto per non fare nomi, due libri così non me li farebbe fare.


Luca Bagatin: C'è spazio, secondo te, oggi, per la saggistica "scomoda", non convenzionale, o, meglio ancora, lontana dalla cosiddetta "egemonia culturale" della sinistra cattocomunista ?

Lanfranco Palazzolo: No, i cattocomunisti sono troppo potenti.


Luca Bagatin: Sei un repubblicano di lungo corso, già giovanissimo nella Federazione Giovanile Repubblicana. Che cosa ti ha spinto, sin da ragazzo, ad iscriverti al partito di Giuseppe Mazzini ?

Lanfranco Palazzolo: Credevo che ci fosse una sinistra diversa da quella comunista. Con gli anni mi sono reso conto che quel tipo di cultura ha divorato e cannibalizzato i nostri ideali per riutilizzarli nel peggior modo possibile. E’ la storia di Mazzini che sposa Marx. Mi sembra che la storia sia andata diversamente. Purtroppo questa è l’altra faccia del cattocomunismo: mi riferisco al Laico-comunismo.


Luca Bagatin: Che ne pensi, obiettivamente, della politica di oggi?

Lanfranco Palazzolo: Mi sembra che tutti siano schifati della politica. Non sono d’accordo con questo schifo per due ragioni: io ci vivo tutti i giorni e non voglio fare la figura del masochista; negli anni ’70 la gente moriva per la politica. Oggi mi sembra che la politica non produca morte, ma solo disgrazie. Direi che è un passo avanti.


Luca Bagatin: C'è spazio, a tuo parere, per un'alternativa laica e repubblicana ?

Lanfranco Palazzolo: Dovrei dire di sì. Ho l’impressione che molti, soprattutto coloro che non si sono formati con la cultura mazziniana e democratica, abbiano operato una sorta di furto e di saccheggio nei confronti di questo patrimonio. Mi riferisco alla Chiesa, che ha partecipato in pompa magna alle celebrazioni del 150 anniversario della nascita dello Stato Unitario e alle forze di sinistra, le quali hanno sempre disprezzato gli ideali del Risorgimento associandoli al fascismo. Di fronte a questa sorta di trasformismo culturale i veri repubblicani sono rimasti pochi. Dovrebbero avere più coraggio e impedire certe appropriazioni indebite. Tuttavia, devo constatare che sono stati proprio molti di loro ad incoraggiare questa pessima operazione di furto culturale. Il fatto che il PRI sia andato nel centrodestra è stata la conseguenza estrema di questa situazione.


Luca Bagatin (nella foto con Lanfranco Palazzolo)


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini