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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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6 febbraio 2013

Baglu a fumetti












Le foto sono di proprietà esclusiva del sig. Luca Bagatin.
Ogni eventuale  utilizzo può essere autorizzato previo contatto all'indirizzo mail burroughs279@yahoo.it



9 agosto 2012

Otto anni di blog.

  • Un dolore mi trafisse il cuore, come succedeva ogni volta che vedevo una ragazza che mi piaceva andarsene in direzione opposta alla mia in questo mondo troppo grande
  • (Jack Kerouac)
  • Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte (Jack Kerouac)



Quando mi feci crescere la barba e scelsi di usare occhiali dalla montatura ben visibile, mi dissero che così rischiavo di creare una sorta di barriera fra me e gli altri.
Alzai le spalle e me ne fregai altamente.
Barba e baffi me li disegnavo sin da bambino, con penne e matite e, quanto agli occhiali, non metterei le lenti a conttatto nemmeno se mi offrissero un milione di dollari in contanti (odio i corpi estranei).
Quando mi feci crescere la barba era il 2004 o forse prima. Barba e occhiali, nel corso degli anni, sono diventati due segni distintivi per me irrinunciabili. Ed anche il portare sempre con me una borsa a tracolla zeppa di libri, riviste, appunti, profilattici, sigarette, a volte anche una macchina fotografica che mi ha regalato una donna speciale.
Nel 2004 nacque questo blog, alla fine di uno dei tanti, troppi, periodi difficili della mia vita.
Era il 9 agosto ed avevo voglia di un luogo in cui raccogliere le mie esperienze, i miei racconti, le mie poesie.
Avevo venticinque anni ed avevo passato i miei anni precedenti dividendomi fra attività politica, prima in gruppi di estrema sinistra e poi libertari e liberali. Avevo letto tutto Marx a quindici anni, preferendo ad ogni modo, Engels. Poi ero passato a Tocqueville, Adam Smith, ma soprattutto Giuseppe Mazzini e non dimenticandomi delle lezioni di Ernesto Rossi e Filippo Turati (e nessuno mi chieda, per favore, con faccia ebete, "chi cazzo sono ?").
Fra i miei venti e venticinque anni avevo letto tutti gli autori della Beat Generation e praticato diverse discipline orientali: buddhismo (essendo certo che l'unico autentico buddhismo, se proprio ne esiste uno, è quello Zen); induismo, frequentando Hare Krishna, commentando la Bhagavad Gita (rimanendo letteralmente innamorato della figura di Krishna che sì, cazzo, è Dio, ma anche noi lo siamo proprio perché lo è lui, che è blu come la nostra anima); frequentando teosofi e devoti di Sai Baba.
Ho studiato un po' di Freud. Ma soprattutto Jung.
Ero animato unicamente da un'ancestrale spirito di ricerca e non certo perché qualcuno me lo aveva inculcato nel cervello o perché mi avesse spinto la mia famiglia, visto che non ho mai avuto una famiglia, nel senso più tradizionale del termine (e questo fu un bene).
A venticinque anni avevo deciso di mettere su pixel queste mie esperienze, per mezzo di racconti, barzellette, koan zen e altro. Alla fine www.lucabagatin.ilcannocchiale.it è diventato molto di più e molto altro.
Su questo foglio elettronico pixellizzato (io che di tecnologia non ci ho mai capito nulla e che mi innervosisco perché non so inviare sms con telefonini di nuova generazione che, per fortuna, non ho mai acquistato...ma mi viene l'ansia se penso che ne sarò, presto o tardi, costretto), messomi di buzzo buono ad imparare i rudimenti dei blog e dei siti web (fra le altre cose ero anche reduce da un corso di realizzazione di siti web finalizzati al marketing), ecco che ho dato vita a questo piccolo luogo.
Che oggi è visitato da 300 persone e passa al giorno e sul quale sono accadute le cose fondamentali della mia vita.
Qui mi sono innamorato, per la prima volta. Qui ho conosciuto amici fraterni, che hanno collaborato con me (o dato suggerimenti che si sono rivelati utili) a progetti culturali importanti: Bazar, Peter Boom, Nathan Gelb, Andrea G. Pinketts, per citarne alcuni.
Qui ho dato vita a storie nelle quali i miei alter ego quotidiani hanno preso vita: Dylan Dog, Frencesco Dellamorte, Michele Apicella. Racchiusi in Baglu: eroe/antieroe alla ricerca di una libertà che non trova in questa vita e che si illude di trovarla nell'altra, dalla quale, peraltro, proviene.
Qui ho scritto un sacco di articoli, che mi hanno aperto la strada alle prime collaborazioni professionali. Ho scritto sempre senza peli sulla lingua, attirandomi anche le critiche e le diffamazioni di qualche stronzo malcagato (che per sua fortuna non mi ha conosciuto personalmente, con tutta la mia impazienza e rabbia in corpo, tale da poter stendere un elefante furioso). Ma, si sa, la cacca rimane per terra. E non è il caso di schiacciarla.
Qui ho combattuto le mie battaglie contro i fighettini (specie "de sinistra", senza che sapessero che cazzo volesse dire) ed i figli di papà; contro la pubblicità e le mode, ovvero la corruzione della mente. L'ho fatto qui ed ho potuto farlo perché non ho mai avuto nulla da perdere, né nulla da guadagnare.
E non si può abbattere chi non ha mai avuto paura di morire. Perché ha compreso il sottile filo che lega la vita alla morte.
Dovrei parlare della crisi economica, forse. No, non mi va di parlare di crisi, proprio io che sono in crisi da vent'anni buoni. Alla ricerca di un significato da dare al Tutto (per fondersi e confondermi in esso ? No, per me è una cazzata !).
Bando ai discorsi seri e veniamo alla facezie.
Facciamo un bilancio di quest'anno bloggifero e scritturifero: nuove collaborazioni interessanti a riviste e realtà editoriali prestigiose quali "Officinae" e "Palazzo Vitelleschi", organi della Gran Loggia d'Italia degli ALAM (e tutto il mio ringraziamento va al Gran Maestro Luigi Pruneti, anche per avere avuto il coraggio di linkare questo blog sul suo sito web ;-)); "Le Città", nuovo e ottimo freepress romano diretto da Daniele Priori; "Lamescolanza", il sito di Cesare Lanza, che è diventato un amico e che ha dato vita ad un progetto per il ritorno al merito.
Fra le altre cose devo ringraziare Aldro Gritti, giovane sacerdote e ricercatore, che mi ha dato la possibilità - in esclusiva e solo per questo blog - di intervistarlo a proposito delle sue ricerche relative al Manoscritto Voynich.
Questo piccolo luogo, se lo vorrete, continuerà ad esistere. Continuerà ad offrire punti di vista non scontati, a volte difficili da sostenere, ma profondamente autentici.
Continuerà a promuovere idee, laboratori, talenti. Progetti, pur in questa crisi che è prima di tutto crisi di valori, di identità e di affetti.
Chi scrive lo sa bene.
Ed ora le promesse per il nuovo anno: una nuova intervista al prof. Aldo A. Mola; una all'attrice Lavinia Guglielman ed un'altra all'attrice Ilaria Drago. Nuove avventure di Baglu; nuovi aforismi di Paolo Bianchi; nuove battaglie politico/culturali per i diritti individuali e le libertà economiche, contro la partitocrazia e lo Stato criminale.
In pieno stile beatnik.



1 agosto 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Certe volte". Pensieri estivi by Baglu




Sono su questa mia panchina e non è una novità.
Agosto è appena cominciato ed io sono davanti ad una scuola.
Fingo di aspettare mia figlia. La Figlia che Non ho, avuta dalla Donna che Non ho.
Lei, ai vecchi tempi, mi diceva una cosa tipo: "certe volte penso che tu saresti un padre perfetto".
E, "certe volte", sosteneva persino che fossi "l'uomo perfetto". Ovviamente precisando il "certe volte".
Questo "certe volte" è sempre stato rassicurante.
Io penso, più semplicemente, di essere un uomo imperfettissimo e che sarei un padre possessivo ed autoritario. Mah, non lo so. Forse sarei solo apprensivo ed innamorato.
Della mia donna e dei miei figli.
Ma che sto dicendo ? Ma perché mi vengono in mente queste cose ?
Dovrei scrivere la sceneggiatura di un film ed invece me ne sto qui, su questa panchina, a pensare.
Eccola, arriva. Ecco, la saluto e le sorrido, come ogni giorno. E' la ragazza che porta a spasso il cane. Sì, mi sembra che sia la ragazza dell'analisi del sangue della settimana scorsa, sì, quell'infermiera alla quale devo essere sembrato un tipo strano.
Non lo so. Non ricordo. Sì, è lei. Vabè e allora ?
Preferisco lasciarmi scivolare le cose. E analizzare i miei sogni notturni, immaginando che con me ci siano Freud e Jung che discutono animatamente. Anche con me.
Squilla il cellulare.
"Sì, pronto ? Bonjour, comment allez-vous? Je vais bien, merci. Le film ? Non, je ne sais pas. Je suis assis sur un banc, regarder ma fille. Au revoir".
Da Mario fanno degli spaghetti niente male. Sì, penso che, prima che Mario chiuda per le vancanze estive, dovrei approfittarne. Sì, una porzione soltanto, va bene.




17 luglio 2012

To Rome with love


Con Patricia Vezzuli (zona Largo Argentina)










7 settembre 2011

Intervista esclusiva alla modella Erica Melargo firmata da Luca Bagatin



Erica Melargo, modella, sarda d'origine, simpaticissima ed acqua e sapone. E' un volto nuovo della televisione.
Un curriculum decisamente corposo il suo: laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università La Sapienza di Roma; ha seguito il corso di formazione politica della Scuola 2010 di Liberalismo vincendo la Borsa di Studio della Fondazione Luigi Einaudi per Studi di Politica ed Economia di Roma. Ha lavorato presso la Camera dei Deputati come assistente parlamentare e ha collaborato inoltre, con la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa per la traduzione italiana ufficiale del Codice di soft law internazionale di Buona Condotta in materia elettorale. Conosce, oltre all'italiano, ben quattro lingue.
Il grande pubblico se la ricorderà per aver interpretato il ruolo di Sally, l'insegnante d'inglese perfezionista di Gigi D'Alessio in uno spot andato in onda sulle reti Rai.


Luca Bagatin: Ma, facciamoci dire da lei, chi è, veramente Erica Melargo?

Erica Melargo: Da questa tua splendida premessa non può che trasparire con chiarezza una prima “anima” di Erica Melargo, quella che non riesce a staccarsi dai libri, “i libri godono di eternità” - dice lo scrittore israeliano Amos Oz – e di questo ne sono fermamente convinta anche io. In ogni libro c’è sempre un po’di noi e poi, attraverso la penna dei più diversi scrittori scorre tutto un mondo, tutta una vita che altrimenti non potremmo interamente sperimentare, né conoscere, né avvicinare, se non altro, non in poche ore, o giorni. Ho una passione per i viaggi e per le lingue straniere (è da un po’ che mi gira per la testa e penso che quest’anno inizierò a studiare anche un po’di lingua araba). Adoro il mio percorso di studi per il suo carattere interdisciplinare e sempre aperto al fermento del mondo in ogni suo aspetto e poi ho appreso tantissimo dalle diverse esperienze che ho portato avanti nel corso di questi anni.

C’è poi una seconda anima ed è quella artistica che è parte di me: Erica che a 15 anni ha iniziato a muovere i primi passi sulla passerella. Quella parte di Erica che ama fortemente il teatro e l’arte in tutte le sue forme. Per oltre 8 anni ho studiato danza modern-jazz, classica e - con particolare passione - latino-americana. Ho lasciato da 3 anni e non nascondo che mi manca moltissimo. Nel frattempo ho studiato recitazione teatrale, televisiva e cinematografica. Fin dai miei primi spettacoli di danza e Musical con Alex La Rosa, ho sempre avuto una passione per il teatro. Passione anche in parte trasmessa dal mio bisnonno che fino all’età di 90 anni scriveva copioni teatrali. Il teatro ha il potere di catapultarmi virtualmente in un’altra dimensione, è un crocevia di emozioni per l’attore che deve riuscire a trasmetterle al meglio e genuinamente e per il pubblico che spente le luci deve “riceverle” ed emozionarsi. Ciò che a parole non si spiega, perciò consiglio sempre di andare a teatro.

Nel complesso Erica è forse…veramente un turbine di passione, impegno per qualsiasi cosa faccia e tanto, tanto entusiasmo e voglia di imparare, conoscere, “divorare la vita” in ogni suo aspetto e cercando sempre, sempre e ripeto sempre di regalare e lasciare un’emozione, un sorriso alle persone che fanno parte della mia vita e a tutte quelle che non ne fanno parte in prima persona ma che posso incontrare in tante occasioni.


Luca Bagatin: Preferisci il mondo della televisione o quello della moda?

Erica Melargo: Sono due mondi diversi, due modi diversi di esprimere me stessa.

Ho iniziato da piccola con la moda e certamente è un mondo che mi piace per il maggior grado di creatività che riesce a trasmettere e per la possibilità di girare il mondo. Sulle passerelle, così come sulla cartellonistica e sulle pubblicità di ogni tipo si vede il prodotto finito. Dietro tutto, oltre a noi modelle, c’è il lavoro di altre migliaia di persone, teste pensanti e intellettualmente vivaci – direi - che non smettono mai di stupirci. Dietro ciascun abito, ciascuna campagna c’è sempre una lunga storia: viaggi, libri, vita, arte ecc. ecc. ecc.

Però, se dovessi scegliere, ti direi che preferisco il mondo della televisione per la maggiore possibilità che da di veicolare informazioni, stati d’animo, messaggi, parole in positivo e in negativo, la tv ha mille volti e a me piacerebbe poter regalare sempre qualcosa di bello e positivo.


Luca Bagatin: La tua collega Metis Di Meo mi disse che nel cast della trasmissione "Un giorno in divisa" - dedicata alle Forze Armate ed al 150esimo dell'Unità d'Italia - che andrà in onda sulle reti nazionali, ci saresti dovuta essere anche tu, come intervistatrice. Ma quando andrà in onda "Un giorno in divisa"?

Erica Melargo: Colgo l’occasione per salutare Metis, una carissima amica, oltreché donna meravigliosa e vera professionista con una carica vitale inesauribile. Per quanto riguarda il programma “Un giorno in divisa”- che andrà in onda nella prossima stagione - sì, ci sono anche io come intervistatrice per la parte istituzionale. In quello che sarà un “viaggio” teso ad avvicinare l’intenso quotidiano delle forze armate ai cittadini grandi e piccini, io mi occuperò di strappare alcune curiosità a coloro che di solito vediamo solo in contesti cerimoniali o comunque sempre circondati da quella formalità che richiede il protocollo. I più alti esponenti delle rispettive forze armate nonché alcuni Ministri e Sindaci delle città che le ospitano potranno raccontarsi e raccontarci come si svolge un’intera giornata in divisa.


Luca Bagatin: Nel tuo curriculum è evidente il tuo interesse per la politica e per gli ideali liberali. Che ne pensi della politica oggi? C'è spazio, in Italia, per un'area liberale?

Erica Melargo: Ho sempre avuto un forte interesse per gli affari correnti. Al punto in cui siamo, penso sia sotto gli occhi di tutti un colore dei tempi abbastanza confuso e frammentato. La politica, in senso lato e non ideologico, deve ritrovare il suo senso originario, deve essere in grado di avere una più alta funzione pedagogica, etica e di arricchimento della consapevolezza delle persone circa i problemi collettivi. Su temi di così grande rilevanza quali quelli che riguardano noi uomini, tutti, nessuno escluso, è un vero peccato perdere la bussola. Credo che si perda sempre troppo tempo a recriminarsi a vicenda, fare e disfare in un continuo gioco distruttivo, oltreché competitivo. Sarebbe necessario un po’ più di rispetto reciproco, complementarietà, lungimiranza e attenzione a superiori valori umani.

Lo spazio c’è per le diverse aree che compongono l’Italia politica. In questo momento credo sia importante comprendere che i problemi si possono risolvere anche attraverso l’integrazione e la proposizione di soluzioni diverse e senza mai scordarsi di cooperare ognuno con il proprio ruolo.


Luca Bagatin: Erica Melargo, Metis Di Meo...due volti nuovi della televisione italiana.
Due "rosse" rampanti, verrebbe da dire.
E' superata, a tuo parere, l'epoca delle "more" e delle "bionde"?

Erica Melargo: Credo di sì o almeno lo spero. Mi sembra di avvertire che per quanto riguarda il mondo della tv e della moda in generale, si stia superando gradualmente l’epoca delle classificazioni “per forza” e questo mi rende felice. La bellezza di una donna è tale per una molteplicità di aspetti che vanno ben oltre il solo colore dei capelli che a mio parere è accompagnato – se non dalla personalità che si scopre in un secondo momento – quantomeno da una certa dose di fascino, naturalezza e poi la singolarità che appartiene ad ognuna di noi. Quindi, preferenze personali e maschili a parte, a mio parere, spazio alle more, alle bionde e finalmente anche a noi rosse.


Luca Bagatin: Che cosa vorrebbe fare "da grande" Erica Melargo?

Erica Melargo: “Da grande” ti racconterò.


Luca Bagatin



28 luglio 2011

Depilando Pilar

Lazzaro Santandrea è un eroe metropolitano.
Non è un detective, nè tantomeno un poliziotto, ma, chissà perché, volontariamente o involontariamente si trova sempre ad indagare in fatti piuttosto sanguinolenti e che richiedono, oltre che particolare fiuto, anche particolare "phisique du role".
Lazzaro Santandrea è l'unico ed inimitabile alter ego di Andrea G. Pinketts, prolifico scrittore di gialli e noir, apprezzatissimo in Francia e con alle spalle una vita ed una carriera poliedrica ed eclettica: fotomodello, attore nel cinema indipendente, pugile, maestro di arti marziali, giornalista di cronaca nera, consulente della polizia e persino insignito del titolo di Sceriffo dal Sindaco di Cattolica.
Lazzaro Santandrea è praticamente tutto ciò che Pinketts è stato ed è tutt'ora.
Lazzaro è ancora una volta protagonista del nono romanzo del Nostro: "Depilando Pilar", edito da Mondadori nella frizzante collana Strade Blu.
Titolo ancora una volta originale che peraltro fui personalmente il primo a conoscere quando, nell'aprile del 2006, mi trovavo al tavolo dello Smooth di Milano, in Via Buonarroti. Sorseggiavo una birra assieme ad Andrea G. Pinketts quando lui, porgendomi un volume di fotografie zeppo di malattie della pelle, mi disse che stava preparando un nuovo romanzo e che proprio la notte precedente aveva trovato un titolo ottimale: "Depilando Pilar", appunto.
"Depilando Pilar" è un romanzo fra "la pelle ed il pelo" come dice lo stesso autore nella sua introduzione. E' un romanzo noir scoppiettante e ricco di colpi di scena, funambolici giochi di parole e situazioni al limite del paradossale e del grottesco.
Ad accompagnare Lazzaro Santandrea in quest'avventura, gli amici di sempre: Pogo il Dritto, De Sade e la sua temibile consorte, i giornalisti Alice Marradi e Montoya, il gangster Gilles Regard e molti, moltissimi antagonisti armati sino ai denti.
Lazzaro, fra una bevuta e l'altra, fra una puntata al Bar Roncaglia, allo Smooth, al suo bunker ed all'immancabile Trottoir, fra una scazzottata e l'altra è finalmente cresciuto. All'età di 44 anni (più o meno, forse più) sembra finalmente aver trovato un lavoro: televenditore di materassi della Spermaflex. In secondo luogo, purtuttavia, scopre di avere un condiloma al sedere e, come se non bastasse, si è innamorato di una donna barbuta ed ha scoperto di avere un figlio. Un figlio di 38 anni !
Nella Milano degli anni 2000 si aggirano per le strade taxisti assassini ed un bambino che non è un bambino, bensì un pericoloso criminale.
Riuscirà il Nostro, assieme alla sua Corte dei Miracoli, a sgominare il crimine ed a salvare la città ?


Luca Bagatin



17 luglio 2011

Intervallo







19 dicembre 2009

Prendere il sopravvento sul tempo: excursus bagatiniano



Se c'è una persona al mondo che si è rifiutata di crescere quella sono io !
Non erano le responsabilità della vita che, da bambino mi spaventavano, bensì "il Mondo dei Grandi".
Il Mondo dei Grandi, per uno gnometto creativo come me, era (è) decisamente privo di fantasia e di tutti quegli elementi che l'avrebbero potuto (potrebbero ) rendere (renderlo) davvero brillante (e meno complesso, per sommo gaudio di tutti).
Ora, se gli Adulti non fossero così idioti e folli - e questo in tutte le culture e tradizoni della Razza Umana - allora forse forse potrei anche dire che la giovinezza e l'adolescenza sono una malattia.
Non stando ontologicamente così le cose, dico che al Mondo dei Grandi andrebbe contrapposto il Mondo dei Vivi.
Da bambino ero decisamente.....più taciturno ed introverso di oggi.
Ma questo solo perché non trovavo all'esterno rispondenza con il mio mondo interiore: decisamente creativo e simpatico !
Ora, io mi rifiutavo di fare a botte con gli altri bambini - come era uso fare durante l'intervallo scolastico ed all'uscita - non tanto perché non avrei voluto farli soffrire (oh beh, magari non tutti. Solo la gran parte. Ovvero quelli che da Adulti sarebbero diventati intolleranti, privi di fantasia, palloni gonfiati senza midollo ecc...), quanto piuttosto perché lo giudicavo stupido.
Non voglio tediarvi oltre.
Sarebbe troppo lungo e a tratti troppo triste.
Qualcuno ha scritto: amo l'umanità, è la gente che non sopporto.
Quello sì che la sapeva lunga e merita di essere ricordato fra i più grandi filosofi del globo !


Dall'archivio dei ricordi ho avuto la folle idea di tirare fuori un po' di mie foto....d'epoca.
In questa qui - decisamente di qualità scadente - avevo all'incirca sei o sette anni e quella simpatica siamese era Duchessa, la mia Tata.


Da ragazzo, attorno ai dodici-tredici anni, ero decisamente più magro e alto di oggi.
In altezza, purtuttavia, mi fermai attorno a quell'età.
In larghezza proseguii.....per la legge di compensazione.


Sin da giovanissimo avevo una certa propensione per la teatralità ed il travestimento.
Più che un cow boy, sognavo di fare il medico del Far West.
Una sorta di Doc West d'antan.


A quattordici anni ero decisamente un figurino.
Non avevo alcun successo con le ragazzine, ma, in compenso, scrissi il mio primo romanzo.



Ed ecco un po' di oggi.....
Oggi inteso anche e soprattutto come 19 dicembre 2009.
Ha nevicato e la neve è l'unica cosa positiva che possa capitare nella zona di Pordenone.
Almeno una volta l'anno.


sfoglia     gennaio        marzo






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini