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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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10 agosto 2011

Il Parlamento italiano ancora una volta contro l'editoria (ed i lettori)



E dal Parlamento una nuova legge-fregatura.
Alcuni giorni fa vi avevamo parlato dell'aumento delle tariffe postali deciso dal nostro Parlamento, che danneggia in particolare le organizzazioni no profit e tutto il settore dell'editoria che vive sulla spedizione delle proprie testate e pubblicazioni alle quali ciascuno di voi/noi ha deciso liberamente di abbonarsi.
Come se non bastasse oggi arriva una nuova legge bipartisan (per le grandi riforme di cui questo Paese necessita non si trovano mai accordi bipartisan, ma per danneggiare i cittadini gli schieramenti sono maestri nel riuscire ad andare d'accordo) in vigore dal primo settembre, che prevede un tetto massimo del 15 % agli sconti sui prezzi di copertina dei libri ("Legge Levi", promossa dal Senatore del PD Riccardo Levi).
Il tutto, ovviamente, in barba alla concorrenza, al libero mercato ed alla libertà di scelta degli editori di praticare anche sconti superiori. Una norma, infatti, a totale svantaggio dei consumatori/lettori finali.
Un Parlamento bipartisan dirigista e corporativo che si beffa, nuovamente, del cittadino/elettore e, nel caso specifico, dell'editore e del lettore.
A tal proposito vi segnaliamo un'ottima nota redatta dal sito dell'editore Marco Valerio che spiega ottimamente come tale normativa danneggi l'utenza e non sia di alcuna utilità alla piccola editoria.
Il link è il seguente http://www.marcovalerio.it/sconti-sui-libri-dovremmo-gioire
Cosa dovremo attenderci, ancora, di peggio ?

Luca Bagatin



20 novembre 2009

Creatività psicosessuale



Ho conosciuto una persona che in realtà conosco da sempre.
E' sempre stata dentro di me, lì, a consolarmi quando ero triste e a condividere i miei momenti lieti.
Una sorta di Angelo Custode che ho sempre definito - anche in miei vecchi post firmati "Baglu" - la Donna che Non ho.
Questa donna esiste. Ha un volto ed un corpo. E un'anima bellissima.
E' così tenera e sensibile che, sì, arriva persino a salvare gli insetti più repellenti da un sicuro annegamento. Ed è così disinteressatamente altruista (nonostante ella sostenga che l'altruismo non esiste) da soccorrere sempre i bisognosi. Anche se non le chiedono aiuto direttamente.
Ha sofferto, negli anni, come ho sofferto io, perché la sensibilità non è una caratteristica che ti scegli: ci nasci. E noi Acquario ne sappiamo qualche cosa. Ma parimenti riusciamo a trasmutarla in creatività. In energia psicosessuale. Divina.
Magari fai fatica ad accettarti, specie quando sei adolescente e ti trovi a vivere in una società involuta, condizionata, psicolabile come quella caZZolico-Monoteistico-Taleban-esteriorizzant-modaiol-apparente, ma.........ma è solo guardando l'altro/altra - il tuo specchio - la luce che ha negli occhi, che comprendi che sei un'unica cosa con lui/lei.
Ed allora raggiungi la consapevolezza che la sofferenza umana è solo un'illusione. Che il Potere non è psicosesso (ovvero libertà creativa multidirezionale finalizzata all'implementazione della coscienza individuale e quindi universale), ma mero possesso.
Che oltre l'orizzione c'è un altro orizzonte e che solo laggù c'è la Verità ultima che tutto pervade.




27 ottobre 2009

Primarie Pd: un esito scontato che poco interessa al Paese


Orbene, questa storia delle "primarie" del Pd è finalmente terminata con l'ennesimo esito scontato.
Come alle scorse "primarie", ha vinto il candidato dell'apparato cattocom: ieri Uolter, oggi Piergigi.
Lo spottone "democratico" ha ad ogni modo funzionato alla grande: il partito dei cattocomunisti è stato presente nei media come non mai (pur senza lanciare alcuna proposta concreta per il destino del Paese) e, con i due euro richiesti ad ognuno dei tre milioni di "elettori", è anche riuscito a far cassa.
Peccato che in tutto ciò manchi la serietà dei Padri nobili della tradizione cattocomunista da Togliatti a Berlinguer passando per Aldo Moro e Dossetti che, saranno anche stati dei gran clericaloni e conservatori, ma non mancavano certo di equilibrio e sobrietà politica.
Un'americanata così, insomma, dubitiamo l'avrebbero tollerata.
Che poi, a dirla tutta, le americanate bisogna anche saperle fare per bene.
Negli Stati Uniti d'America - unico Paese al mondo ove esiste l'istituto delle primerie (quelle serie, appunto) - i candidati in lizza si presentano alcuni mesi prima delle elezioni nazionali. Ed è lì che si decide democraticamente chi sarà a guidare il partito che lo porterà ad essere il nuovo Presidente degli USA. Detti candidati, inoltre, non solo girano in lungo ed il largo il Paese spiegando i loro programmi, ma finanche spendono un fottio di soldi provenienti dalle loro tasche (negli USA non esiste, come da noi, il sistema del finanziamento pubblico ai partiti o rimborsi elettorali) e sostenuti alla luce del sole dalle lobby di riferimento. Che, nel bene o nel male, pesano nell'esito dell'elezione (il fatto che ciò avvenga alla luce del sole, purtuttavia, garantisce una trasparenza praticamente inesistente qui in Italia).
L'esatto opposto di quanto avviene da noi ove è l'apparato del Pd a fare da padrone. E, magari, quando c'è un candidato "outsider" come Ignazio Marino, si arriva finanche ad attaccarlo sui media tirandogli fuori vecchi scheletri nell'armadio....magari pure presunti !
Non vediamo, insomma, che cosa ci sia da esultare quando all'orizzonte non vi sono comunque programmi alternativi a quelli del PdL.
Ci auguriamo purtuttavia che nel PdL vi sia un serio chiarimento relativamente alla linea da seguire: è impensabile che si possano fare le riforme di cui questo Paese ha bisogno con un Ministro dell'Economia statalista come Giulio Tremonti, che vuole mentenere la pressione fiscale agli attuali livelli e che ripropone una vecchia chimera cattocomunista: il posto fisso.
Su almeno tre punti il Premier Berlusconi non può rimandare o avere dubbi: abolizione delle Province ed enti inutili; abolizione progressiva dell'Irap e riforma della giustizia che preveda finalmente la separazione delle carriere dei magistrati.
Se così non sarà il PdL avrà perso la scommessa con l'Italia intera e non sarà per davvero dissimile dal carro cattocomunista.

Luca Bagatin



26 ottobre 2009

LUCA NON SOFFRE PIU' articolo by Peter Boom

L'ALBERO HA AVUTO PIETA'
presentazione di Luca Bagatin

Peter questa volta mi ha fatto letteralmente commuovere.
Non saprei davvero come altro commentare, se non invitare alla lettura del suo articolo ed alla riflessione.
Talvolta la rabbia, cede il passo alla comprensione e diviene senso di giustizia, di amore.
Il racconto, la testimonianza di Peter Boom, che segue è - io credo - un piccolo spaccato di vita, di "certe" vite di "certe" diversità, di ciò che non sappiamo comprendere degli altri perché bombardati dal giudizio e dunque dal pregiudizio. Che sono l'opposto della comprensione. Della visione del "diverso" che è anche in noi.
Nella nostra unicità.
Ovvero nella nostra umanità.

Luca Bagatin


LUCA NON SOFFRE PIU'....
di Peter Boom

Ma come? Perché? Eh già … è saltato giù dal quinto piano e questa volta finalmente gli è andata bene.
Ha messo fine alla sua vita torturata, lui un nero somalo adottato all'età di due anni da gente caritatevole in una città della provincia italiana: “Oh che bel bambinello, sorride, è pieno di vita, tutto nero e col pisellino un po' roseo, che dolce, ma poi … il bambinello nero cresce e rimane nero ed è logico, anzi logicissimo che qualcuno cominci a prenderlo in giro. Lui non sembra curarsene troppo e mantiene il suo sorriso accattivante, rimane ottimista, ingenuo, finché non scopre di essere una seconda volta diverso, cioè gay, omosex. Quel che è peggio gli piace anche travestirsi per divertirsi un po' di sera.
In città lo sanno oramai tutti, la sua famiglia cerca di resistere …. non ce la fanno e l'opinione pubblica è una brutta bestia, sadica, cattivissima.
Luca prova ancora a sorridere con quegli occhi pieni di luce ma poi … non ce la fa più e salta da un altissimo viadotto. Purtroppo non gli va bene perché disgraziatamente un albero frena la sua rovinosa caduta. Sì, l'albero ha avuto pietà!
Vigili del fuoco, poliziotti, medici, chirurghi, si sono tutti prodigati per salvare quel ragazzo straziato e in coma. E' uscito dal coma, una gamba più corta e numerosi altri disturbi e lui pianpianino è tornato a sorridere. La ferita più grave non la portava sul corpo ma nel profondo dell'anima. Una signora giudice lo ha aiutato a trovare un lavoro e lui pulendo un parco di motociclette continuava a studiare ed a leggere libri. In quel garage, pur conoscendo la sua storia, continuarono a prenderlo in giro per il suo essere nero e frocio, diverso. Un giorno uno di quei “signori” è venuto a trovarlo, si è denudato una certa parte del corpo e ha detto: “Dai, brutto frocio negro fammi godere.” Luca non ha risposto a quel “signore” così represso e se n'è andato, è fuggito a Roma dove l'ho conosciuto nel 1998 in occasione della commemorazione del gay siciliano Alfredo Ormando, il quale si era dato fuoco con la benzina il 13 gennaio 1997 davanti al sagrato in piazza San Pietro.
Luca sembrava di nuovo allegro liberatosi da quel orribile clima provinciale che gli era diventato insopportabile, ma dentro non stava bene, il trauma psichico infertogli con tanta crudeltà e disprezzo era oramai irreparabile. Ogni tanto venne ricoverato per farsi rimbambolire da potenti sedativi. Poi … sembrava di nuovo guarito, la vita ricominciava quasi normalmente.
Grazie ad alcune persone ha poi trovato un lavoro degno presso un Ministero.
Luca era gentile con tutti, cercava sempre di aiutare tutti, regalava un euro al drogato malmesso per strada e ha ospitato un ragazzo disprezzato come lui. Quel ragazzo però lo sfruttava, lo trattava male, lo minacciò sputandogli in faccia, ma Luca sentiva profondamente il bisogno di un po' d'affetto, possibilmente di amore e più veniva bistrattato più ripeteva che quel delinquente lo amava. Non voleva ammettere a sé stesso di non essere benvoluto e forse questa bugìa detta agli amici ma più che altro a sé stesso lo ha fatto sopravvivere per un altro po' di anni.
Dovremmo tutti maledire i razzisti, i finti religiosi, i politici omofobi, tutta gente che non ha capito che sta di fatto maledicendo una parte di sé stessi.
Pietà per loro, ma ...dobbiamo fermarli.

LA DOTTRINA DEL DISPREZZO

Sono nero, giallo, bruno, meticcio, bianco albino.
Sono un ebreo, sono vecchio, malato, bambino.
Sono arabo, sono nato nel Sud, di un'altra religione,
di nessuna religione.
Sono omosessuale, cieco e amo la natura.
Non so chi è mio padre, mia madre forse puttana.
Sono donna, sono povero, sono paria e andicappato.
La mia sedia a rotelle è questa società.

Sono un indiano, e sono meno di te e son strano, diverso.
La mia squadra di calcio non è la tua. Peccato.
Porto i capelli fuori moda e vestiti rattoppati.
Sono un animale, una pianta e rispetto la natura.
Sono tutto questo, sono la maggioranza!
E poi sono razzista, ma solo con i razzisti!

Peter Boom

http://www.pansexuality.it



21 ottobre 2009

Costruire un Polo Laico-Liberaldemocratico.....nonostante Pannella


L'altro giorno, un lettore del mio blog, mi ha lasciato un commento nel quale ha scritto:

"purtroppo nell' Italia del PD e del PD+L non vi sarà mai laicità.
laici , liberali, repubblicani, azionisti, socialisti, libertari dovrebbero unirsi intorno al carisma di Marco Pannella e tentar di modificar i rapporti di forza.
Brunetta, Fini , LaMalfa, Nucara, DellaVedova, Pannella, Nencini, Bobo Craxi, Pittella, Amato ed ora anche Bonelli in un unica alleanza con Emma premier contro la Vaticalia fascista e sfascista".


In linea di massima, sarei anche d'accordo epperò.....mi ha fatto pensare alla conversazione settimanale che Marco Pannella, padre padrone dei Radicali Italiani, ha tenuto recentissimamente con Massimo Bordin ai microfoni di Radio Radicale.
Pannella pare che si sia messo da qualche tempo a rincorrere i Verdi di Bonelli e le anime in fuga da Sinistra e Libertà.
E per l'ennesima volta non lo capisco.
Non capisco questo vecchio signore che pur quando ero ragazzino mi affascinava per la sua battaglie nonviolente e laiche. Non capisco perché perda tempo a rincorrere questi "sinistri" che di nonviolenza e laicità se ne sono sempre fregati alla grande, privilegiando le "battaglie" sindacatocratico-parassitarie e ambiental-fondamentaliste per il mantenimento dello status quo. Contro le libertà individuali e del mercato, che sono invece la premessa per le libertà civili.
Quando avevo 17 anni sono stato iscritto ai Verdi. Non l'ho mai nascosto. E' stato lì, infatti, che ho conosciuto i primi radicali storici ed è stato ancora lì che ho iniziato a prendere le distanze da certa sinistra.
I Verdi, peraltro, nel corso degli anni hanno mutato il loro DNA: da partito di sinistra moderata e per i diritti civili a utili idioti dei comunisti e serbatoio per i centri sociali più estremisti.
Che Pannella li insegua per le elezioni regionali dell'anno prossimo, mi appare l'ennesima follia radicale.
Follia radicale come quella del non volersi pressoché mai presentare alle elezioni amministrative, come spesso accaduto sulla base dei diktat pannelliani. Quando invece è proprio a livello locale che si può agire meglio politicamente: abbattendo la burocrazia, garantendo servizi migliori per i cittadini, garantendo più sicurezza e gestendo al meglio le risorse.
Quel che propone oggi Pannella sembra essere questo: per le Regionali lanciamo dei candidati comuni e facciamoli sostenere da quante più liste laiche possibili dai Verdi ai Socialisti (quali ?) e magari anche con Repubblicani e Liberali. Un bel minestrone calato dall'alto, alla faccia degli elettori e delle problematiche locali.
Ora, io che seguo da anni l'evoluzione strategica dei partiti laici italiani, mi chiedo perché Pannella si sia opposto - in sede di elezioni europee - a fare una lista con Repubblicani e Liberali, come propostogli, preferendo invece lanciare ancora una volta la personalistica Lista Pannella-Bonino.
Quello sarebbe stato non solo un bel banco di prova laico-liberaldemocratico (e non laico-minestroncratico), ma anche la sede appropriata ove rilanciare gli Stati Uniti d'Europa, cavallo di battaglia della nostra tradizione da Mazzini ad Ernesto Rossi.
E mi chiedo anche perché Pannella continui ad inseguire il nulla, ovvero non solo i Verdi ma anche i Socialisti "de sinistra" (come si definiscono), che non si sa nemmeno se esistono più dopo l'esperienza fallimentare della Rosa nel Pugno prima e di Sinistra e Libertà poi.
Con un leader così non solo i Radicali non andranno da nessuna parte (se non rimanere gli utili idioti del Pd, partito dei cattocomunisti), ma nemmeno i laici.
Diverso sarebbe proporre alle Regionali delle liste laiche locali, su problematiche essenzialmente locali. Ed accenno al fatto che, a Pordenone, come Repubblicani, stiamo per lanciare un'associazione laica trasversale che comprenda non solo chi è impegnato politicamente sul fronte laico, ma anche e soprattutto singoli cittadini sensibili ai diritti civili ed alle libertà del mercato. Il tutto organizzando settimanalmente delle riunioni il più possibile aperte.
Sul fronte nazionale, invece, come sostenitamo da anni peraltro, sarebbe opportuno avviare un percorso che porti alla costituzione di un unico soggetto politico laico-liberaldemocratico, ancorato all'Internazionale Liberale ed all'Eldr, che raccolga Repubblicani, Liberali, Radicali e tutti quei Riformatori e Liberalsocialisti che anelano ad una casa comune.
Un unico soggetto che possa anche partire da una spaccatura costruttiva dell'attuale PdL (e raccogliere gli sparuti liberali del Pd) e che potrebbe vedere protagonisti non solo Renato Brunetta, ma anche Gianfranco Fini.
Un unico soggetto politico con un'unico simbolo, un'unica sede nazionale (anche per risparmiare sui costi), un unico giornale di partito e così via.
Con un programma condiviso che sul piano economico vada dal rigore nei conti pubblici, all'aliquota unica per tutti al 20%, all'allungamento dell'età pensionabile; che sul fronte civile vada dalla  libertà di cura, di vita, di morte, per il matrimonio omosessuale e così via. Ed in politica estera miri alla creazione dell'Europa politica, amica degli Stati Uniti e dello Stato d'Israele.
Se qualcuno inizierà già a lavorare a questo progetto, non è escluso che si possa davvero ridisegnare un nuovo bipolarismo che ci veda davvero protagonisti.

Luca Bagatin



14 ottobre 2009

L'omofobia e l'irresponsabilità della classe politica italiana



E' semplicemente assurdo, specie alla luce dei recenti casi di cronaca nera che hanno colpito molti omosessuali, che la legge sull'omofobia non sia passata in Parlamento.
E' invece addirittura vergognoso che l'Udc parli di incostituzionalità della legge stessa.
Ormai è da lungo tempo che i politici di turno tirano in ballo la Costituzione a sproposito, su questioni che con essa non c'entrano nulla, ovvero che essa non contempla (e così si sono rigettati a priori il Lodo Alfano, il matrimonio omosessuale, la castrazione chimica, questa legge sull'omofobia, appunto, tanto per citarne alcune), ad esclusivo loro uso e consumo.
E' veramente ora di smetterla, anche perché questa classe politica - pressoché nel suo complesso - sta dimostrando davvero di non essere all'altezza del compito per il quale è stata....."nominata" (non già eletta, visto che nella nostra attuale legge elettorale - quella sì palesemente anticostituzionale al punto che la Costituzione non prevede un sistema elettorale maggioritario - non sono più previste le preferenze).
E' altresì assurdo che siedano in Parlamento persone che potrebbero meglio tutelare la loro "fede religiosa" nei conventi e nelle parrocchie e non, diversamente, tentare di imporre una loro personalissima visione discriminante ad un Paese che è fatto di molteplici concezioni di vita. Tutte parimenti legittime in quanto non danno fastidio ad alcuno (se non all'intima coscienza di certi benpensanti che, ribadisco, possono benissimo decidere di servire la loro fede nei luoghi adatti allo scopo).
Urge dunque una legge contro le discriminazioni sessuali ed altresì una legge che aggravi le pene nei confronti di stupratori e pedofili, anche arrivando a ridurre i gradi di giudizio e non escludendo aprioristicamente misure quali la castrazione chimica che, a dispetto dell'altisonante nome, è una pratica farmacologica temporanea a base di ormoni che inibisce la produzione di testosterone.
Sono misure che dovrebbero in particolare essere discusse e concordate a livello sovranazionale, europeo, con mano ferma e senza tentennamenti perché non è possibile che a rimetterci la pelle e la dignità siano sempre i soggetti più deboli siano essi bambini, donne o omosessuali.
Questo sì va contro la nostra Costituzione repubblicana (e non già vaticana).
Altra misura da adottare dovrebbe essere quella dell'introduzione nelle scuole, a partire dalle medie inferiori, dell'ora di educazione sessuale. Senza pregiudizi, senza pruderie. In cui parlare anche di omosessualità, che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito essere una condizione umana del tutto naturale (peraltro esistente anche nel mondo animale).
Un'ora di educazione sessuale per responsabilizzare i giovani ed al fine di aiutarli a conoscere il proprio corpo e le sue molteplici funzioni, che non sono certo solo ed unicamente riproduttive.
Sarà la nostra classe politica così responsabile da prendere provvedimenti in tal senso ?
Ce ne auguriamo veramente, perché fra inutili primarie ed inutili inaugurazioni di ponti sullo stretto di Messina.....stiamo francamente perdendo solo tempo.

Luca Bagatin



28 settembre 2009

DIFFERENZE SESSUALI NELL'ATLETICA E NELLA SOCIETA': by Peter Boom

DIFFERENZA E INDIFFERENZA
presentazione by Luca Bagatin

Uomo, donna, transgender, ermafrodito....eccetera.
Peter Boom riesce sempre a focalizzare l'attenzione su aspetti che appaiono - ai più - o banali o indicibilmente sconcertanti.
Ma qual è o dov'è lo sconcerto ?
La differenza non è solo di gran lunga migliore rispetto all'indifferenza, ma è finanche quell'aspetto che ci permette di riconoscere nell'altro il nostro IO più profondo.
Le differenze, infatti, non sono presenti a caso. Ed esistono da sempre e per sempre.
Ovviamente non parlo solo di differenze sessuali.
Nella fattispecie, ad ogni modo, l'amico Peter, ci parla di un fatto passato un tantino in sordina, ovvero il caso dell'atleta Caster Semenya.
Buona lettura e conseguente riflessione.

Luca Bagatin



Differenze sessuali nell'atletica e nella società

Peter Boom – http://www.pansexuality.it

Tutti dovremmo sentirci solidali con la diciottene Caster Semenya, la grande atleta alla quale, dopo essersi meritata la medaglia d'oro con la vittoria degli 800 metri ai campionati mondiali di atletica a Berlino il 18 agosto di quest'anno, vogliono togliere la medaglia adducendo che lei non sia donna. Lei ora si sentirà come messa alla gogna davanti a tutto il mondo e ne soffrirà moltissimo, infatti un'altra atleta tempo fa si è suicidata a causa di questa stessa ragione.
Purtuttavia ritengo che non bisogna chiedere una oramai impossibile "privacy" per lei ed altri casi simili e non dovremmo parlare più neanche di "deviazioni" o "cure" per cambiare sesso. Disordine o disforìa di genere non sono belle espressioni e ci fanno sentire malati. Dovremmo parlare soltanto di differenze sessuali e infatti... siamo tutti differenti, diversi.
Ciò che deve cambiare è la società! Bisogna farla finita con una mentalità spesso imposta da religioni sadiche attraverso i secoli.
Dovremmo altresì tenere presente che circa il 15% delle persone possiedono in misura considerevole ( qualcuno dice ancora "anormale") le caratteristiche del sesso opposto. In tempi antichi gli ermafroditi furono stimati e visti come fiori rari. Non li avrebbero mai trattati con ormoni, terribili operazioni e non meno invasive cure psicologiche per adattarli ad una società ipocrita.
Se vogliono togliere la medaglia d'oro alla Caster Semenya dovrebbero prima dividere gli atleti partecipanti alle gare in innumerevoli categorie. Per altezza, peso, lunghezza delle gambe, per differenze ormonali, addirittura per la lunghezza del pene, dei piedi, etcetera, etcetera. Questo sarebbe praticamente impossibile e ci vorrebbero tantissime medaglie d'oro in più!



14 settembre 2009

Il luogo naturale dei mazziniani oggi



Condivido pienamente l'analisi di Arechi su "La Voce Repubblicana" del 9 settembre scorso, relativamente all'articolo di Sandro Bonella sull'ultimo numero del periodico dell'Associazione Mazziniana Italiana "L'Azione Mazziniana".
Quanto scritto da Arechi è esattamente ciò che pensai io stesso leggendo il pezzo di Bonella. Un pezzo che non condivisi, appunto, nelle sue conclusioni.
Bonella fa benissimo a richiamarsi, così come tutti noi laici, liberaldemocratici, liberalsocialisti e repubblicani facciamo da anni, all'esperienza di Terza Forza vagheggiata da Mario Pannunzio negli anni '50 e '60. Ovvero ad una forza politica comune, liberale, libertaria, anticomunista, antifascista ed anticlericale. Nè di destra nè di sinistra, ma semplicemente "più avanzata".
Però la riflessione di Bonella scade veramente quando - come rilevato da Arechi, appunto - scrive: "il luogo naturale di impegno politico per la nostra tradizione culturale (ovvero quella mazziniana n.d.r.) è il Partito Democratico".
Il Pd, a parer mio - e non lo sostengo certo da oggi - è, sin dalla sua fondazione, un'anomalia tutta italiana.
Un mostro politico che ha messo insieme le culture più conservatrici, moraliste e reazionarie del nostro Paese: quella comunista e quella catto-dossettian-democristiana.
Le culture del "buonismo" e del "volemosebbene", per così dire, ovvero della "solidarietà pelosa", elargita dai "salotti buoni" amici della grande impresa (e non certo delle piccole o medie industrie, dei commercianti, degli artigiani, dei precari...).
Forze dell'anti-emancipazione: femminile, sessuale, individuale, economica. Forze che cercarono dagli anni '70 agli anni '90 di minare ed indebolire subdolamente i governi di pentapartito, quelli del giusto equilibrio fra laici e cattolici. I governi che, nel bene o nel male, assicurarono all'Italia un futuro quanto più possibilmente democratico e meno pauperistico.
Tangentopoli, ovvero la Falsa Rivoluzione giustizialista, non accadde insomma certo a caso. Una rivoluzione che colpì taluni (i partiti democratici) ma non talaltri (postcomunisti e sinistra Dc).
Ora, tanto per motivi politici, quanto per culture di riferimento, mi chiedo che cosa abbiamo noi mazziniani a spartire con codesti signori che lo stesso elettorato italiano ha quasi sempre punito inesorabilmente.
In seconda battuta - e qui lo affermo anche per esperienza diretta - non mi risulta che il Partito Democratico italiano sia avezzo a dialogare con noi laici, liberali, liberalsocialisti e repubblicani.
Mi viene in mente ad esempio il povero Ignazio Marino, ingiustamente vilipeso all'indomani della sua candidatura a Segretario del Pd !
Personalmente penso dunque che, come dice Bonella, il nostro linguaggio possa anche essere quello della cultura, ma anche quello della lotta politica a tutto campo contro la conservazione.
Una conservazione che oggi non occupa più necessariamente il posto della "destra", ma che si camuffa sotto sigle "democratiche" e/o "sinistrate".
E' per questo che ritengo che il luogo naturale di impegno politico per i mazziniani sia o al di fuori degli attuali schieramenti o, più proficuamente nel Partito Repubblicano Italiano, alleato all'attuale maggioranza di governo, che negli ultimi sedici anni è stata l'unica che ha recepito quante più istanze repubblicane possibili.


vecchi e giovani repubblicani.....


Luca Bagatin



7 settembre 2009

Libertà di stampa: forse Berlusconi non ha tutti i torti



Confesso che non avrei voluto parlarne più di tanto.
Questa cosa delle libertà/illibertà di stampa alimentata dal gossip denigratorio sta davvero raggiungendo livelli di insopportabilità.
Saranno gli ultimi rimasugli del caldo torrido di quest'estate ?
Premetto che non entrerò più di tanto nel merito delle questioni, limitandomi a dire che non sono per nulla d'accordo con l'appello dei giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, relativamente ad una presunta mancanza di libertà di stampa nel nostro Paese.
Un conto è la libertà di stampa, un altro il killeraggio politico ovvero la denigrazione dell'avversario con illazioni mai provate.
E ciò sarebbe anche possibile, per carità, ma solo se determinati giornali fossero organi dichiaratamente militanti ed i cui giornalisti/collaboratori esprimessero esclusivamente e dichiaratamente la loro personali opinioni.
Se invece si scrivono cose pretendendo di spacciarle per notizie, verità e compagia cantante, con il mostro sbattuto in prima pagina, beh, va a finire che la gente ci crede ed addio informazione libera e trasparente.
E' una cosa veramente becera, questa sì veramente antidemocratica.
Sul caso Boffo personalmente non avrei nemmeno calcato la mano giornalisticamente parlando. E' triste che una persona venga messa a nudo mediaticamente: sia che sia vero o no quel che ha fatto. Idem sul caso di Garlasco, ove quel ragazzo (assassino o meno) è stato messo alla gogna, dato in pasto ai media.
L'Italia non può dirsi Paese democratico, ma più per questo che per altro. Perché il giornalismo nostrano appare piuttosto e troppo spesso sciacallaggio.
E lo sciacallaggio, penso, non abbia nulla a che vedere con la libertà di stampa.
Il giornalismo italiano (ma non solo quello) è uso pressoché da sempre deformare i fatti. Personalmente lo scrissi anche in un mio articolo, affermando che la "formazione" è più importante ed utile dell'"informazione". Ovvero che gli scrittori, i letterati, sarebbero di gran lunga preferibili ai giornalisti. E portai a sostegno di ciò anche quanto scrisse Gurdjieff a proposito della professione di giornalista.
Ovvero: “Il pubblico non sa mai chi è che scrive. Conosce soltanto il giornale, il quale appartiene a un gruppo di esperti commercianti. Che cosa sanno esattamente coloro che scrivono su quei giornali, e che cosa succede dietro le quinte della redazione? Il lettore lo ignora completamente. I rappresentanti della civiltà contemporanea, trovandosi a un grado di sviluppo morale e psichico molto inferiore, sono come dei bambini che giocano col fuoco, incapaci di misurare la forza con la quale si esercita l'influenza della letteratura sulla massa." Ed ancora: "Non posso passare sotto silenzio questa nuova forma letteraria, perché, a parte il fatto che non porta assolutamente nulla di buono per lo sviluppo dell'intelligenza, essa è diventata, a mio avviso, il male de nostri tempi, nel senso che esercita un'influenza funesta sui rapporti umani. Questo genere di letteratura si è molto diffuso i questi ultimi tempi perché - ne sono fermamente convinto - esso corrisponde meglio di ogni altro alle debolezze e alle esigenze determinate negli uomini dalla loro crescente mancanza di volontà".
Il problema è dunque forse a monte.
Quanto Berlusconi, se proprio dobbiamo e vogliamo parlarne qui, ovvero alla sua presenza nei media, io penso che finalmente gli si stia dando il giusto spazio (cosa che non è stata fatta negli anni precedenti, in cui l'ostracismo era profondissimo per questo imprenditore televisivo definito "parvenu" dai maitre à penser nostrani). Penso anche ciò sia dovuto al fatto che per la prima volta egli ha messo in piedi un governo, nel bene o nel male, di gran lunga più riformatore dei precedenti negli ultimi sedici anni.
Io stesso, che pur non ho mai avuto simpatia politica per il centrodestra (ma nemmeno per il centrosinistra, avendo preferito votare per i Radicali, i Socialisti del Garofano o per i Liberali del PLI, quando si presentarono slegati dai due schieramenti, oppure preferendo l'astensionismo, come negli ultimi anni), però oggi sono un sostenitore di questo governo e di questa maggioranza, alla quale alle prossime elezioni sono pressoché certo darò il mio voto.
Lo sono per tutti i motivi che ho scritto nei miei articoli dell'ultimo anno e mezzo ed anche perché ritengo sia l'unico schieramento che ha garantito un minimo di voce a noi laici. Lo dico anche per esperienza personale a livello locale.
Il fatto è che Berlusconi rappresenta, sin dagli anni '80, un nemico per i veri Poteri Forti: le banche, la grande industria, la Rai-Tv....
Berlusconi, come Craxi e come tutti coloro i quali si misero di traverso al Potere Dc-Pci che faceva comodo a daterminati settori economici illiberali ed illiberisti.
La questione della vita privata del Berlusca poi....si rivolterà contro lo stesso Pd (e viene agitata perché l'opposizione non ha ormai più nulla da dire). Ed è anche profondamente triste che si vada a spulcare nella vita privata di un politico solo per denigrarlo (lo pensai anche nel caso Lewinsky, una vera americanata puritana....).
Tutte cose che peraltro ho scritto questa mattina anche ad un amico e che sostengo da anni.
Il problema, ordunque, lo ribadisco, è un altro. E sta a monte. Non certo a valle.

Luca Bagatin



5 settembre 2009

SE GESU' VENISSE IN VISITA UFFICIALE A VITERBO...articolo by Peter Boom

(E) SE GESU' FOSSE STATO ODIATO (e ucciso) IN QUANTO "DIVERSO" DALLA MASSA ?
presentazione di Luca Bagatin



La gente ha bisogno di certezze e non si accorge che la vita è fatta solo di sicure insicurezze.
La gente non sa più "quando stiamo andando su questa terra"...direbbe Quelo, l'idolo inventato dalla follia di Corrado Guzzanti.
Ho imparato presto a diffidare della gente nel suo complesso. Preferendo di gran lunga i singoli individui, con i quali, forse, è possibile anche - talvolta - ragionare.
Peter Boom, qui, ci parla di un ipotetico Gesù Cristo, che va in visita a Viterbo, ove lui stesso risiede. Un Gesù buono, amorevole e caritatevole.
Forse una controfigura dello stesso Peter !
Eh sì, Peter Boom, per come lo conosco io è davvero un buono.
Io non lo sono, così come non sono nemmeno troppo tollerante con il mio prossimo che mi auguro sempre essere il meno venturo possibile.
E' proprio per questo che lascio a Peter Boom sempre ampio spazio.
Perché dice cose buone & giuste & ragionevoli con un linguaggio meno astioso del mio.
Cose buone & giuste, quasi come un novello Gesù detto il Cristo.
Senza dare certezze, insegnamenti vani, inform-deformazioni, ma solo ulteriori spunti di riflessione.

Luca Bagatin


SE GESU' VENISSE IN VISITA UFFICIALE A VITERBO …
di Peter Boom



La gente ha bisogno di credere in qualcosa di buono. Anticamente le insicurezze ed i problemi esistenziali portarono le persone ad adorare o temere deità legate alla natura (la terra grande madre, il sole, la luna, il fulmine, il mare, etc ). In seguito si sono sviluppate religioni di diverso tipo in tutto il mondo, ognuna con la propria verità che andava difesa con ogni mezzo come le guerre sante, torture, emarginazioni, condanne a morte ed altre amenità del genere.
Ancora oggi il mondo va avanti così. Ma … un cambiamento globale sta sorgendo.
Un segnale di speranza è senza dubbio l'elezione del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama per il quale ad ognuno deve essere consentito di credere in ciò che vuole, ma senza imporre il proprio credo ad altre persone e tantomeno essere violento od incitare al disprezzo e all'emarginazione.
Gesù Cristo è un'idea (non è il caso di divagare qui sulla sua reale esistenza o meno) di un semidio caritatevole, moralmente ineccepibile, quasi mai violento, buono e comprensivo con tutti gli esseri umani, tante qualità che indussero tante folle di credere e di sperare in lui.
Una speranza anche per i più reietti.
Se venisse lui a Viterbo, vestito in modo semplice come sempre lo vediamo raffigurato, non avrebbe richiesto una enorme prevenzione e controllo da parte delle Forze dell'Ordine, gli amministratori non avrebbero ritenuto di dover stravolgere in tutta fretta una vallata sottraendo ingenti somme ad una provincia ed una città già al collasso. Uomo povero, Re senza regno, nullatenente, senza Stato, senza banca, non governava niente di questo, verrebbe armato solo di forza spirituale.
Forse avrebbe preso la frusta, quella che aveva adoperato per cacciare fuori dal tempio i preti farisei i quali ne avevano creato un centro per i loro ambigui affari.
Forse avrebbe distribuito le enormi ricchezze accumulate dalla chiesa romana per distribuirle disinteressatamente, avrebbe abolita quella banca che fuori da ogni controllo è nota come ricettatrice di grandi capitali da riciclare. Avrebbe abolito tutti i loschi segreti ordinati da Papi e cardinali, tra i quali spicca quello orrendo sui crimini dei preti pedofili, che ha avuto conseguenze tristemente note in tutto il mondo. Quante piccole vittime (che i pargoli vengano a me) ci sarebbero state in meno senza questo plurifavoreggiamento della pedofilia!
No, se verrebbe Gesù Cristo, sarebbe un'altra cosa e la gente forse potrebbe ricominciare a credere in qualcosa di buono senza mettere in croce nessuno.

Peter Boom.
www.pansexuality.it


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini