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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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14 gennaio 2014

Ricordando Moana Pozzi

Sto rivedendo in questi giorni, in dvd, la miniserie - trasmessa da Sky del 2009 - “Moana” di Alfredo Peyretti dedicata alla figura di Moana Pozzi.

La miniserie, in sé, non è un granchè. E' eccessivamente macchiettistica - specie nell'interpretazione di personaggi chiave quali Riccardo Schicchi, Ilona Staller Cicciolina e Mauro Biuzzi, mal interpretati e resi praticamente ridicoli dagli attori Fausto Paravidino, Giorgia Wurth e Giampiero Judica – ma, a parte questo, rende giustizia alla figura di Moana, egregiamente interpretata dall'affascinante Violante Placido.

Violante Placido – con il suo sguardo sensuale e malinconico - incarna infatti molto bene la figura di Moana Pozzi.

Personaggio poliedrico ed inquieto quello dell'attrice, della showgirl, della pornodiva e successivamente dell'intellettuale e della leader politica genovese Moana Pozzi.

Divenuta celebre quale pornoattrice, grazie al contributo di Riccardo Schicchi e di Ilona Staller che ne scopriranno il talento nel 1985 (come ricordò la stessa Ilona in un'intervista che recentemente le feci) Moana spiccherà presto il volo e, accanto a film hard ed erotico/pornosoft (quali “Provocazione” di Piero Vivarelli, assieme a Ursula Davis Hula Hop e Petra Scharbach e “Diva Futura – L'avventura dell'Amore”, sempre con Hula e per la regia di Ilona Staller), sarà nel cast di “Ginger e Fred” di Federico Fellini (che affettuosamente la chiamerà “Moanina”), in quello di “Borotalco” di Carlo Verdone, in “...e la vita continua” di Dino Risi, oltre che nel cast di numerose trasmissioni televisive comico-surreali e di intrattenimento quali “Tip Tap Club” (da lei condotto assieme a Bobby Solo), “Matrioska” e “L'Araba Fenice”, dirette e ideate da Antonio Ricci, padre di “Striscia la Notizia”.

Negli Anni '90 ecco il suo tentativo di smarcarsi dal mondo dell'hard, attraverso un film quasi autobiografico, ovvero “Amami” di Bruno Colella, la storia di una ragazza ripudiata e poi riconciliatasi con un padre che non accetterà la sua carriera nel porno.

Tormentata, infatti, sarà la vita di Moana con la madre, la quale non accetterà mai del tutto le scelte professionali della figlia.

Purtuttavia Moana non è e non fu tanto e solo un'icona del porno. Il porno, forse, fu un trampolino di lancio per esprimere meglio sé stessa. Il suo senso di libertà al di là del perbenismo borghese, che combatterà per tutta la vita.

La lotta ai pregiudizi sarà incarnata da Moana in tre momenti precisi della sua vita, a cavallo fra il 1987 ed il 1993: quando parteciperà attivamente alla campagna elettorale di Cicciolina nelle liste del Partito Radicale; quando deciderà di scrivere “La filosofia di Moana” ed “Il sesso secondo Moana” ed infine quando accetterà di diventare leader del Partito dell'Amore, fondato da Riccardo Schicchi e da Mauro Biuzzi nel 1991. Leader e simbolo del partito stesso, visto che il suo volto – racchiuso in un cuore rosa – sarà l'emblema del partito stesso.

Attualissime sono, ancora oggi, le parole di Moana Pozzi scandite nelle varie tribune elettorali dell'epoca, sia allorquando con il suo partito si candidò alla Camera dei Deputati (1992), sia allorquando Moana fu candidata a Sindaco di Roma, nel 1993, contro Gianfranco Fini e Francesco Rutelli.

Moana sognava una Roma ed un'Italia pulita, libera dalla corruzione, onesta, ove tutti potessero avere un alloggio ed essere liberi dai pregiudizi.

Mauro Biuzzi, oggi curatore testamentario di Moana, ricordò a tal proposito - in un'intervista che gli feci nel febbraio del 2013 - che Moana ha concluso la sua vita facendo politica e senza usare i potenti mezzi del Potere (Denaro, Media, Spettacolo, Scienza, Cultura, Politica, Religione, ecc), ma al contrario mettendo la sua popolarità al servizio di una piccola formazione come il Partito dell'Amore, che aveva come scopo quasi suicida quello di opporsi ai poteri forti partendo da zero.

E proprio Biuzzi assieme alla madre di Moana, Giovannina Alloisio, fondarono, nel 1999, l'Associazione Moana Pozzi (www.moanamoana.it), a tutela e promozione dell'immagine dell'attrice.

Molte sono le cose che, in questi anni, si sono dette e scritte a proposito (e spesso a sproposito, per ragioni meramente mediatiche) della sua prematura morte, a soli 33 anni, avvenuta a Lione il 15 settembre del 1994.

Noi, a tal riguardo, preferiamo invece tacere e ricordare Moana Pozzi per quel che ha rappresentato e per quel che rappresenta.

Moana diva-antidiva passata, presente e futura. Che vive ancora, certamente. Nel cuore di chi la ama e l'ha amata.


Luca Bagatin



24 agosto 2013

Selvaggia Lucarelli come Moana ? Ma fateci il piacere !


Nella foto: Ursula Davis, Baby Pozzi, Moana Pozzi, Riccardo Schicchi e Ilona Staller
(foto dell'Archivio Staller)

Di Selvaggia Lucarelli ricordiamo solo la presenza "prezzemolina" come "opinionista" nell'Isola dei Famosi di una decina di anni fa. Ed anche allora preferivamo gli interventi scanzonati dell'amico scrittore Andrea G. Pinketts, purtroppo ripetutamente zittito da Simona Ventura.
Oggi c'è chi vorrebbe paragonare la grande Moana Pozzi a Selvaggia Lucarelli e, da estimatori della prima, non possiamo non rimanerne perplessi.
Di Moana, infatti, ricordiamo l'impegno civile e politico nel primo Partito dell'Amore (quello ove era peraltro Presidente onorario Ilona Staller, prima di dovervi rinunciare per impegni e ragioni famigliari) e nella campagna elettorale amministrativa del 1993, ove Moana fu candidata a Sindaco di Roma.
Moana Pozzi, nella sua pur breve esperienza politica, prese più preferenze dei leader politici nazionali in auge allora, quali ad esempio Umberto Bossi e Francesco Rutelli. Ed il suo programma civico, sociale, libertario ed ambientalista è tutt'ora validissimo.
La Lucarelli, da "opinionista", saprebbe mai eguagliare Moana ?
Lo dubitiamo fortemente. Ma tant'è. Tutto è buono per fare gossip...purtroppo.



19 maggio 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: "FAVOLE": monologo by Baglu



Mi ricordo Marco Pannella, magro, emaciato, sorridente, con al collo una collana con il simbolo della pace, il fucile spezzato in due e con indosso una semplice maglietta con stampata la rosa nel pugno e quella scritta: "Cambiamo la vita".
Quella foto mi commuove sempre.
Saranno stati i primi Anni '70 e tutti volevano cambiare il sistema, cambiare il mondo, mentre Marco voleva...cambiare la vita. Che è una cosa ben più profonda.
Che poi mi dispiace invece che da tutti i recenti volumi sui Radicali siano stete rimosse le foto con Cicciolina. Ho sempre avuto un debole per Cicciolina che, più e meglio di...Francesco Rutelli e Gaetano Quagliariello (pernacchie di sottofondo), seppe rappresentare il pensiero Radicale.
Qualcuno, negli Anni '70 ed anche oggi era comunista. Lo diceva Giorgio Gaber che ha sposato una che è finita nelle liste di Berlusconi. Sì, qualcuno era comunista e quindi era di destra. Anzi, di centro-destra ed infatti è finito con Berlusconi come Ferrara, Bondi, Cicchitto e anche Piergigi Bersani ed Enrico di Letta a di Governo.
Qualcuno era comunista ed era di destra, mentre io che sono sempre stato di sinistra, anzi, di estrema sinistra, sono sempre stato anticomunista.
Qualcuno diceva "cos'è la destra cos'è la sinistra" ed è finito per diventare la grancassa di Adriano Celentano, quando questo parlava contro le cellule staminali e contro la procreazione assistita.
Qualcuno è comunista ed è di destra, anzi, di centro-destra. Qualcuno è di centro-sinistra e quindi è ancor più a destra di quelli di destra.
Qualcuno si chiede perché esistano gli speed date e gli annunci per fare sesso a pagamento o anche gratis.
Qualcuno si chiede perché, nel mondo o forse solo in Italia, ci sia così tanta frustrazione oppure così tanta voluta confusione.
Qualcuno si chiede perché sia così difficile anche solo pensare di amare una sola persona per tutta la vita, farci dei figli e viverci felici e contenti.
E' un pensiero semplice, ma quando lo esprimo vengo guardato strano. Anzi no, non vengo nemmeno guardato. C'è chi si gira dall'altra parte e magari continua a parlare dei suoi poliamori.
Che poi io sono perché ciascuno si faccia i fatti propri e non voglio giudicare, però questa cosa dei poliamori mi lascia molto perplesso. A volte mi fa pure incazzare, diciamolo.
E allora mi giustifico, sorridendo, dicendo che sono bigotto e dogmatico, che poi magari non è nemmeno vero, ma è più facile a dirsi.
Qualcuno era di destra e non lo sapeva. Pochi erano di sinistra e infatti il mondo va a rotoli. Anzi, va a farsi fottere, anche fisicamente ma senza godere.
Qualcuno diceva anche di essere stato socialista, ma lombardiano e quindi di destra, conservatore come Befano che dalla Cgil è passato al Piddì.
Una volta l'Epifania era una cosa che da bambino aspettavi e la mattina ne ricevevi una bella calza piena di dolciumi ed io ricevevo anche un fumetto natalizio. Una volta Topolino Speciale Natale e un'altra persino Alan Ford.
Oggi mi chiedo chi legga ancora Alan Ford. Forse io, ma solo i numeri arretrati, acquistati alle fiere del fumetto.
Un giorno una ragazza mi ha detto "a te le donne piacciono molto, ma spero che tu non sia di bocca buona perché lo detesterei".
No, non sono di bocca buona, ma soprattutto sono molto selettivo a livelli quasi snob. E soprattutto guardo molto i dettagli comportamentali.
Non bacio una donna che non amo. Non faccio sesso con una donna che non amo.
Anzi, io non faccio mai sesso. Faccio l'amore, alla faccia di quelli che mi dicono che è sdolcinato dire così e cosà (fanculo !).
Non sono innamorato o forse sì, ma sicuramente è un'informazione che tengo per me.
Ieri pomeriggio in libreria ho visto un libro di foto relativo alla televisione dagli Anni '80 alla fine del Mondo, ovvero al 1994, quando il mondo morì ucciso da Di Pietro, Bossi e Berlusconi, i tre che oggi hanno non pochi guai con la giustizia. Allora Dio esiste, anche se arriva spesso in ritardo.
Enrica Bonaccorti era bellissima e raggiante e così tutti gli altri. Negli Anni '80 c'erano tre donne che a noi bambini piacevano molto: Lory Del Santo, Sabrina Salerno e Cicciolina. A me le prime due non interessavano molto. Non avevo occhi che per Cicciolina.
Quando oggi parlo con Ilona e le dico che allora pensavo di sposarla, ridiamo a crepapelle.
Poi, con gli anni, il mito della donna nordica biondissima occhi azzurri e bianchissimi mi è passato. Non ho un tipo di donna. O forse uno sì, una che mi sappia amare e non è poco.
Una che mi voglia sposare e che voglia un figlio da me e vivere felici e contenti.
Ma alle favole non ho mai creduto. Nemmeno da bambino.



12 novembre 2009

"Alleanza" per che cosa (esattamente) ?



"Alleanza ics l'Italia".
Che roba sia, ancora non sappiamo, anche se l'aspetto - già di primo acchito - sa un tantinello di vecchio e di stantio a parte quella "goliardica" ics o per che dir si voglia - un po' verde e un po' rossa - posta fra le parole "Alleanza" e "l'Italia".
Sarà che chi ha fondato questo nuovo raggruppamento è in primis Francesco Rutelli, noto per la sua incoerentissima storia politica: dall'antimilitarismo radicale, laico ed ambientalista al clericalismo cattocomunista sino al centrismo filo-casiniano. Con questi cambi di casacca, in quest'Italia ove ormai l'indistinzione e la mancanza di identità, storia e cultura politica la fanno da padrone, è riuscito anche a farsi eleggere Sindaco di Roma per due mandati e pure a farsi candidare a premier dell'Ulivo nel 2001.
Ad ogni modo e comunque, l'unica cosa che sappiamo di questa "Alleanza", promossa anche dall'ex Udc Bruno Tabacci ed alla quale hanno aderito anche Paolo Guzzanti e Giorgio La Malfa, è proprio il rapporto privilegiato che avrà con l'Udc di Pierferdinando Casini. Per il resto di programmi e di temi centrali ancora non se ne parla. Almeno sino all'assemblea nazionale del movimento, che si terrà a Parma l'11 ed il 12 decembre prossimi.
Anticipazioni pare non ve ne siano a parte il contestare questo bipolarismo basato su una "destra" populista imperniata sull'asse Berlusconi-Lega e su una "sinistra" giustizialista ed illiberale.
Sì, va bene, siamo d'accordo e lo siamo da anni però.....però non vediamo come quest'alleanza indistinta, non dissimile dai minestroni Pd e PdL, possa rappresentare qualche cosa di alternativo.
A me, personalmente, ricorda moltissimo l'UdR fondata e poi subito dopo distrutta dall'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga nel 1999. Un partito nel quale confluirono anche sparutissimi esponenti laici, che si dissolse subito - appunto - per volontà stessa del suo fondatore e che soprattutto era completamente priva di una base programmatica (dall'UdR nacque unicamente l'Udeur di Mastella, a dirla tutta).
Un progetto già visto, dunque.
Ma un progetto senza uno straccio di programma riformatore non può stare in piedi e soprattutto senza una classe dirigente rinnovata ed identitaria.
Il dialogo fra laici e cattolici può anche star bene e giovare al Paese, così come avvenne negli anni '50 e '60 della Prima Repubblica, ma su pochi e condivisi punti di riforma che prevedano quantomeno: una drastica riduzione della spesa pubblica improduttiva; abolizione delle Province e comunità montane; separazione delle carriere dei magistrati e spoliticizzazione del CSM; riduzione progressiva delle imposte; introduzione di ammortizzatori sociali dignitosi a chi ne ha realmente bisogno; innalzamento dell'età pensionabile; privatizzazione della Rai.
Pochi punti sui quali i cittadini possano essere d'accordo all'80 e/o 90 %, evitando finalmente di dare ascolto alle lobby burocratiche del nostro Paese che mai ci permetteranno di uscire dalla crisi che - invero - viviamo da decenni.
Non sono certo gli incentivi statali all'automobile, alle banche o alla grande industria che ci possono rendere un Paese finalmente responsabile, bensì una vera e propria rivoluzione liberale che parta dalla razionalizzazione della spesa pubblica.
Quest'Alleanza per l'Italia vorrà farsi carico di un programma come questo, che al momento stanno auspicando solamente certi settori dell'attuale maggioranza di governo (Francesco Nucara, Antonio Martino, Renato Brunetta, solo per citarne alcuni) ?
Ne dubitiamo, ma se ad ogni modo ci stiamo sbagliando: ben venga !

Luca Bagatin



4 novembre 2009

Per un serio progetto riformatore



Condivido lo spirito dei molti laici - da Enrico Cisnetto a Fabio Fabbri, da Giorgio La Malfa ad Enzo Cardone - che in questo periodo sembrano rilanciare l'ipotesi di un terzo polo centrista, altrenativo a Pd e PdL.
Condivido lo spirito politico, dico, ma non il merito. Ovvero sono più che d'accordo rispetto alla necessità di una rinnovata forza politica che metta al centro dell'agenda politica del nostro Paese la riduzione del carico fiscale, l'innalzamento dell'età pensionabile, il rigore nei conti pubblici ecc... nel pieno spirito Liberaldemocratico e Liberalsocialista che ci ha sempre caratterizzati.
Il punto è che mi trovo in sincero imbarazzo quando sento dire che il nostro intelocutore potrebbe essere Casini e la sua Udc. Mi sento in imbarazzo non tanto e non solo perché le posizioni dell'Udc sui temi relativi alla laicità dello Stato sono opposti ai nostri, quanto piuttosto perché da Casini non ho mai sentito parlare delle vere riforme di cui questo Paese ha urgente necessità.
A parte  l'ormai trito e ritrito "bisogna aiutare le famiglie" che il leader dell'Udc va proferendo da anni (che poi diciamo anche che Casini per famiglia intende quella composta da un marito, una moglie regolarmente sposati e relativa prole a carico...sic ! Un'idea arcaica che ovviamente noi laici non abbiamo), non gli ho mai sentito dire ad esempio: riduciamo la spesa pubblica improduttiva; aboliamo le Province; le Comunità montane e così via.
Democristianamente, Casini, rincorre invece i consensi in libera uscita da un per nulla credibile Pd (imbarcando persino Francesco Rutelli) e conta anche di raccogliere quelli che usciranno o uscirebbero da un PdL oggi troppo schiavo della Lega Nord.
Tutto ciò, sostanzialmente per dire che l'alternativa può partire solamente da un elenco di temi che sino ad oggi il PdL peraltro ha sempre sottoscritto, ma purtroppo mai attuato propro a causa dei paletti posti dal conservatorismo della Lega Nord e del Ministro Tremonti.
Temi che sono appunto: riduzione delle imposte (sino a giungere progressivamente ad un'aliquota unica del 20% per tutti ed all'innalzamento della no tax area per i redditi più bassi); abolizione delle Province e delle Comunità montane; riforma degli ammortizzatori sociali che garantisca chi ne ha realmente bisogno; separazione delle carriere dei magistrati e spoliticizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura; privatizzazione del carrozzone Rai-Tv; aumento dei fondi per la ricerca scientifica.
Temi non "eticamente sensibili" sui quali anche una forza moderata come l'Udc potrebbe convergere e sostituirsi alla Lega Nord nella maggioranza di governo.
Un partito come il nostro, quello Repubblicano, forte della sua tradizione laica e di governo non potrebbe che concorrere nel favorire questo processo riformatore.

Luca Bagatin

L'ottimo ed autorevole editorialista Enrico Cisnetto ha voluto rispondere alcuni giorni fa a questo mio articolo con il commento che segue e lo ringrazio:

Luca Bagatin appartiene a quella genia di laici che preferisce l’assoluta marginalità politica in nome di una solitaria rappresentazione delle proprie idee piuttosto che un ruolo vero nella dinamica politica seppure al costo di qualche compromesso. Io no. Anche perché nessuno ha mai pensato di entrare nell’attuale Udc, bensì di ragionare con chi è disposto – e Casini è l’unico ad esserlo – a costruire un nuovo soggetto che posto al centro del sistema politico contribuisca in modo decisivo a ridisegnarlo, con questo facendo nascere la Terza Repubblica. E siccome nella mia proposta è contenuta una precisa indicazione metodologica sulle questioni etiche – devono essere prerogative del parlamento e non far parte di programmi di governo – ecco che il compromesso da fare con i cattolici, in questo caso quelli raccolti nell’Udc, non è molto diverso da quello che Ugo La Malfa e Spadolini fecero nella Prima Repubblica con i Dc per essere loro alleati. Ma se Bagatin s’accontenta dell’attuale Pri…

Enrico Cisnetto

Ringrazio davvero Enrico Cisnetto per il suo commento, ma a dire il vero ciò che ho scritto non dimostra affatto la mia mancata volontà nel compromesso, anzi. Dimostra più che altro una mia certa fiducia più nei confronti del PdL (nelle cui file i rappresentanti del Pri sono stati peraltro eletti) che dell'Udc. Udc che sino ad oggi non mi risulta aver proposto ancora nulla di concreto, ma comunque rimane forza indispensabile - in un prossimo futuro - per sostituire la Lega Nord nella maggioranza di questo governo.
Non è pensabile, infatti, poter fare le riforme con partiti che remano contro di esse. La Lega Nord - nei fatti partito statalista, reazionario e nazionalista - ha dimostrato di non essere in grado non solo di riformare alcunché, ma nemmeno di governare.

L.B.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini