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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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11 luglio 2015

Amore e Libertà: Manifesto per la Civiltà dell'Amore. Il libro - terzo saggio di Luca Bagatin - è online e scaricabile gratis !



Nella filosofia del dono, della condivisione (reale, non virtuale, come quella proposta dagli a-socialnetwork), della diffusione delle idee senza lucro, rilanciata da "Amore e Libertà", abbiamo deciso di rendere pubblico in anteprima e almeno per l'estate, il terzo saggio di Luca Bagatin "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" (Edizioni clandestine Amore e Libertà), con prefazione del principe A. Tiberio di Dobrynia.


Il libro, che ormai è molto più di un e-book, bensì uno strumento di militanza attiva, è scaricabile al seguente link:

https://drive.google.com/file/d/0B5hvm8jRoLWYNnBXZTZuYnZweVk/view?usp=sharing


Per eventuali problemi di visualizzazione contattate l'Autore all'indirizzo e-mail: burroughs279@yahoo.it


tratto da: http://amoreeliberta.blogspot.it/2015/07/amore-e-liberta-manifesto-per-la.html


Recensione di Enza D'Alonzo, Presidente della Società delle Donne di Ipazia

Conosco Luca, la sua onestà intellettuale di profondo e serio pensatore, scevro da logiche e scelte partitiche ma animato solo dalla sua immacolata ideologia libertaria...

In questo suo terzo saggio - “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell'Amore”, che il principe Antonio Tiberio di Dobrynia che ne ha curato la prefazione definisce “un critico e irriverente pamphlet sociopolitico” - l'autore si sofferma tra le altre cose sul movimento da lui fondato, “Amore e libertà”, che è un “pensatoio politico, storico, sentimentale, erotico, spirituale” - ed io aggiungerei anche “eroico”, perché le battaglie che porta avanti il Nostro sono quelle battaglie incruente, ma non per questo meno dure, che si affrontano solo se si è animati da uno smodato desiderio di verità, di libertà dai tanti vincoli e laccioli politici, sociali, convenzionali, di comodo, di facciata, di partitocrazia; predicando, di contro, la pulizia intellettuale, la lotta ad ogni forma di discriminazione, l'attenzione ai disabili, ai diversi, agli emarginati, agli invisibili, ai disperati. Un’opera, questa, in cui Luca Bagatin, partendo sempre come riferimento più alto da una “Civiltà dell'Amore”, considera attentamente i vari aspetti del sociale, rilevando che, ahinoi, di amore e tolleranza ce n’è ben poco.

C’è da chiedersi, dunque, sino a che punto l'essere umano sia veramente libero, se privato del suo piacere, sottomesso suo malgrado ad interessi forti, ai quali importa ben poco della sua salvezza, del suo benessere.

Tutta la nostra vita è regolata da rapporti economici, che nulla lasciano alla spontaneità, all'amore, alla tolleranza reciproca, al mutuo soccorso. Una società malata, dove i rapporti umani sono regolati da fredde regole pragmatiche: “do ut des”. E tutto ciò senza tener presente i veri e imprescindibili bisogni dell'essere umano: dell'enorme potenziale dell'affratellamento dei popoli, dell’innegabile desiderio di ognuno di amare ed essere amato.

Tanti sono i temi, i più disparati, trattati dall'autore. Ci si interroga, ad esempio, sul problema delle baby prostitute, vere e proprie “merci” in una realtà massificata a cui dare un valore (commerciale, purtroppo) e quindi un prezzo. Saggio invito, a questo punto, ad una più sana consapevolezza sessuale e sociale, da principiare già nelle scuole. Un invito ad una riscoperta di antiche forme di sacralità sessuale: la ineffabile potenza del rapporto tantrico uomo/donna, rigorosa risposta al “soubrettismo religioso dei Bergoglio e delle Belen”.

L’autore si spende anche a favore di “Femen” (il saggio è dedicato anche alla loro leader Inna Shevchenko), il noto movimento fenomenalistico nato in Ucraina, ove attiviste nude si battono e manifestano contro la globalizzazione dei consumi, contro il turismo sessuale, e così via.

E ancora: per quanto concerne l'utilizzo dei media, ci si chiede quanto di “affettivo” e di creativo si possa raggiungere a livello umano, comunicando sentimenti solo dietro una fredda tastiera di un computer malvestiti e malcelati. Fermo no alla discriminazione sessuale; alla guerra di religioni, “che non conoscono Dio” e si nascondono dietro i monoteismi, quando l'unico vero messaggio di Gesù il Cristo fu: eguaglianza tra la gente, amore e libertà tra i popoli; sì, invece, all’(anti)politica fondata sull’associazionismo dei popoli. Perché “Non si può governare senza amore”.

A seguire, poi, l'autore prende in considerazione le grandi personalità della storia, passando egregiamente in rassegna il pensiero sempre attuale di certe vette, quali: Marx, Bakunin, Mazzini, Garibaldi, pur affermando però che al contrario dei primi, Mazzini e Garibaldi avevano una visione “sentimentale e spirituale della vita”. Tra le altre leggendarie figure del passato, che con le loro gesta e pensieri gli hanno ispirato ideali, sogni, albe di nuovi orizzonti e spunti importanti per il suo movimento “Amore e Liberta'”, Luca Bagatin non dimentica: Bolivar, Angelica Balanoff, D'Annunzio, Peron e la dottrina peronista, José "Pepe" Mujica, Chavez, sino a Riccardo Schicchi, a Moana Pozzi ed all'esperienza del Partito dell'Amore. Tutte personalità eretiche e libertarie che cercarono di tenere fede al loro grande e visionario progetto di libertà e amore verso i popoli.

E’ possibile una terza via tra capitalismo e marxismo? Una terza posizione che, come afferma il filosofo francese Alain de Benoist, è critica nei confronti della globalizzazione, della dittatura del denaro, sarebbe oggi più che mai necessaria. Ed anche di ciò ci parlano le brillanti pagine di Luca Bagatin, sospese tra storia e società, introspezione psicologica e analisi sociologica e politica, costumi attuali e simboli profondi di un’umanità errante, da tempo a tempo sempre e soltanto raggrumata in un due unici possenti aneliti e grida arcane: Amore e Libertà !

Enza D'Alonzo



17 gennaio 2015

"Al Potere mostriamo il sedere ! Al complottismo contrapponiamo l'esoter-erotismo !" Aforismi by Luca Bagatin

« Nell'insegnamento che ti impartirò io ti sospingerò a tutte le sconsacrazioni possibili, alla mancanza di ogni rispetto per ogni sentimento istitutivo. Tuttavia il fondo del mio insegnamento consisterà nel convincerti a non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in brutti e stupidi automi adoratori di feticci. »

(Pier Paolo Pasolini)


« Chi si scandalizza è sempre banale: ma, aggiungo, è anche sempre male informato. »

(Pier Paolo Pasolini)




Quando mi chiedono perché ho iniziato a scrivere e perché continuo a farlo, la mia risposta è sempre la stessa: per piacere a una donna.

L'amicizia è una cosa troppo seria per essere concessa a tutti. Sarà per questo che a tutti ho sempre negato la mia.

Il mondo o quantomeno l'Italia diventerà più vivibile allorquando le compagnie telefoniche saranno autogestite dai cittadini-utenti medesimi.

Non è che non credo nell'Europa. Non credo nei politici europei.

I complottisti all'italiana sono un fenomeno stranissimo. Prima chiacchierano a destra e a manca, fingono di contestare i Potenti, diffamano, infangano. Successivamente scrivono libelli di dubbia veridicità. Ed infine...fondano un partito/movimento politico, per magari poi finire per essere eletti e pesare sulle tasche della collettività !
Al Potere, che anche costoro rappresentano, ad ogni modo, noi come sempre preferiamo mostrare un bel sedere !




8 marzo 2014

Il mistero del Re del Mondo e della mitica Agharta



Chi è il Re del Mondo che tutto sa e governa ?

Esiste davvero la mitica Aghartha o Agarthi – regno sotterraneo incontaminato e ove albergano perfezione, bellezza, pace e amore ed ove, appunto, il Re del Mondo vive, al riparo da occhi indiscreti ?

Pressoché tutte le culture, le tradizioni folkloristiche, le correnti gnostiche ed esoteriche ne parlano, anche se con nomi e forme differenti, per quanto solo eruditi studiosi ed esoteristi quali René Guénon, Alexandre Saint-Yves d'Alveydre e Ferdynand Ossendowsky, hanno tentato di penetrarne e raccontarne il segreto.

Il prof. Luigi Pruneti, docente, saggista, scrittore ed ex Gran Maestro della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia, nel suo ultimo ed agile saggio edito da La Gaia Scienza e con prefazione del principe Tiberio Dobrynia, ovvero “Il mistero del Re del mondo e della mitica Aghartha”, ci presenta l'ampia letteratura a disposizione relativa a tale figura.

Pruneti esordisce con il mito della cosiddetta “Terra Cava”, ovvero l'idea – sviluppatasi in particolare nel corso dell'Ottocento in cenacoli teosofici, occultistici ed esoterici – che la Terra fosse cava e popolata da esseri viventi, talvolta esseri mitologici, talaltra draghi e/o rettili.

In particolare il Pruneti fa riferimento ad opere quali “La razza ventura”, bellissimo romanzo del barone Edward Bulwer-Lytton che racconta del popolo degli Ana, una razza superiore abitante il mondo sotterraneo; oppure alle celebri opere del romanziere d'avventura Jules Verne, quali “Viaggio al centro della terra” e “Le Indie nere”. Come ricorda il prof. Pruneti, già alcuni anni fa fu edito dalle Edizioni Mediterranee un ottimo volume dal titolo “Jules Verne e l'Esoterismo”, nel quale l'autore, Michel Lamy, racconta e dimostra come le opere del celebre scrittore francese racchiudano profondi significati esoterici e facciano riferimento a credenze e studi tipici di noti cenacoli esoterici quali, fra gli altri, la Società Teosofica fondata da Madame Blavatsky e la Massoneria.

René Guénon, Saint-Yves d'Alveydre e Ferdynand Ossendowsky, dicevamo, sono i maggiori studiosi del mito del Re del Mondo. Nelle loro opere - frutto di fonti orientali, afgane, indiane (d'Alveydre), mongole e tibetane (Ossendowsky) - tali studiosi delineano la figura del Re del Mondo quale una sorta di governatore occulto del Mondo, giudato da Dio, abitante di Aghartha, una terra somigliante a Lhasa, la dimora del Dalai Lama in Tibet. Terra di saggi e veggenti, Aghartha, che volendo sarebbero in grado di curare tutti gli infermi del pianeta e resuscitare i defunti.

Molti uomini, nel corso della Storia, hanno ricercato Aghartha e il Re del Mondo. In particolare in Tibet. Fra questi il barone Von Urgern-Sternberg, il quale lottò – ai tempi della guerra civile in Russia – contro l'armata rossa e tentò, invano, di raggiungere Lhasa, purtuttavia non riuscendovi in quanto fu fucilato dai russi prima di poterla raggiungere.

Il prof. Pruneti, nel suo saggio, ci fa notare come, di volta in volta, nel corso della Storia e delle tradizioni, il Re del Mondo sia stato identificato come il Prete Gianni - sovrano e sacerdote d'Oriente (forse indiano o etiope) – oppure come un discendente dei Re Magi, oppure ancora come un alleato di Genghiz Khan.

Il mito rimane e le fonti letterarie, storiche, esoteriche e religiose sono numerosissime e tutte citate dal prof. Pruneti stesso, sia nella documentata bibliografia che nelle ampie note a margine.

Il mito rimane, dicevamo, al punto da aver influenzato anche la cinematografia e la musica. Il regista Frank Capra, nel 1937, girò “Orizzonte perduto”, tratto dall'omonimo romanzo di James Hilton, ovvero la storia dell'equipaggio di un aereo dirottato in una sperduta valle del Tibet ove era celata la città di Shangri-La, i cui abitanti, estremamente longevi, vivevano – a differenza del mondo dei mortali – in una condizione di amore e felicità.

Nel 1973 il regista e scrittore Alejandro Jodorowsky girò “La montagna sacra”, film surrealista ove un ladro e nove ricchi, con l'aiuto di un alchimista, si mettono alla ricerca del cenacolo dei nove saggi della montagna, bramando il segreto dell'immortalità.

Il musicista Franco Battiato, appassionato di esoterismo nonché amico dello stesso Jodorowsky, nel 1979 incise il disco “L'era del cinghiale bianco”, nel quale è contenuta la canzone “Il Re del Mondo”, ove si incrociano critiche alla società dei consumi ed alla guerra e riferimenti alla tradizione sufi, ovvero la tradizione esoterica dell'Islam.

Evidenti riferimenti, ancora una volta, al mito in questione che, si dice, allorquando l'umanità precipiterà nelle barbarie e nelle violenze più turpi, riportetà Agharthi in superficie ed instaurerà una nuova Eta dell'Oro ove la pace e le prosperità trionferanno sull'ignoranza degli uomini.

Tutto ciò e molto altro ne “Il mistero del Re del Mondo e della mitica Agharta”. Ancora una volta Luigi Pruneti non delude, dunque, i suoi lettori più raffinati e curiosi.


Luca Bagatin (nella foto con il prof. Luigi Pruneti)



1 agosto 2013

Riflessione sull'amore e sul senso dei sensi


L’amore non è l’incontro di due corpi,
ma la fusione di due quintessenze.
Può accadere che due esseri non si siano mai sfiorati nemmeno con un dito, eppure possano sentire tra loro un legame potente, indistruttibile; altri, invece,
pur dormendo da anni nello stesso letto si sentono soli,
estranei l’uno all’altro.
Quando due esseri si amano veramente,
niente e nessuno può separarli.
Anche se ci fossero migliaia di chilometri tra loro,
in realtà essi sono sempre insieme.
Nonostante i muri, nonostante le montagne e gli oceani,
essi sono insieme, perché ciò che vivono si trova così in alto,
da sfuggire alle limitazioni del piano fisico.

(Omraam Mikhaël Aïvanhov)
Questo celebre discorso del pedagogo e spiritualista bulgaro Omraam Mikhaël Aïvanhov, mi ha fatto affiorare una riflessione.
Il fulcro dell'amore è nella "fusione di due quintessenze". Ove i termini "fusione", "due" e "quintessenze" non sono affatto utilizzati a caso.
In assenza della "fusione delle quintessenze", in particolare, non c'è amore.
So di detenuti che vivono storie bellissime con persone che non hanno mai conosciuto, ma con le quali mantengono da anni profonde corrispondenze e la stessa cosa accade anche ad alcuni disabili che conosco.
La stessa cosa accadeva nei secoli passati. Avete mai letto delle raccolte di epistole fra due amanti, che so, del XVIII o del XIX secolo ?
Purtroppo abbiamo perduto il piacere di "immaginare", "leggere fra le righe", andare oltre. Oltre tutto, anche la materialità. Abbiamo perduto il piacere per la metafora e per la sottile ironia. Siamo talmente privi di fantasia che necessitiamo di "stimoli esterni". Che, non a caso, non sono mai eterni.
E' così che i nostri sensi - ormai quasi tutti - si sono addormentati ed abbiamo procreato un mondo avvelenato, brutto, insipido, senza amore e senza senso.
"Senso", non a caso.
Luca Bagatin



27 maggio 2013

Intervista esclusiva di Luca Bagatin alla scrittrice e giornalista Debora Attanasio, già segretaria storica di Riccardo Schicchi


Moana Pozzi, Riccardo Schicchi e Debora Attanasio.
Debora Attanasio con Ilona Staller in arte Cicciolina

Debora Attanasio, romana d'origine e milanese d'adozione.
E' scrittrice e giornalista del mensile al femminile Marie Claire, inoltre ha all'attivo un passato da segretaria del Re dell'eros Riccardo Schicchi, nell'ambito dell'agenzia di casting Diva Futura.
Proprio di questo parla il suo ultimo libro, dall'ironico titolo "Non dite alla mamma che faccio la segretaria - Memorie di una ragazza normale alla corte del re dell'hard" (Sperling & Kupfer), ovvero la sua storia di vent'enne finita alla corte di Cicciolina, Moana Pozzi, Ursula Davis e molte altre simpatiche attrici ed artiste erotiche.
Oggi ho il piacere di intervistarla amichevolmente.


Luca Bagatin: L'ironia del tuo libro traspare sia dal titolo che dalla copertina. Una scelta voluta, immagino.

Debora Attanasio: Certo. Mi ha sempre divertita l'idea che, da fuori, la gente vedesse il porno come un ambiente torbido e perverso, quando invece era un circo quasi demenziale e pieno di relazioni affettuose. Nel mio romanzo ho voluto rendere proprio l'idea dello stupore che ho provato io stessa quando l'ho scoperto, vent'anni fa, decidendo di rimanerci dentro, al sicuro, più a lungo possibile.


Luca Bagatin: Come sei approdata a Diva Futura ?

Debora Attanasio: Nell'estate del '92 ero in vacanza a Rimini, dove ho conosciuto un ragazzo che lavorava con Riccardo Schicchi. Al rientro, a settembre ho iniziato a sostenere un colloquio di lavoro dopo l'altro ed ero in imbarazzo per le proposte lascive dei datori di lavoro. Ricordo uno che mi tirava su la gonna con il righello mentre parlavo. Mi sono lamentata col mio nuovo amico e mi ha detto di venire a fare un colloquio col suo capo che era rimasto senza segretaria, perché non mi avrebbe molestata nessuno.


Luca Bagatin: Per te fu un lavoro imbarazzante ? Avevi pregiudizi o peprplessità relative al mondo del porno e dell'hard ?

Debora Attanasio: Mai nessun imbarazzo. Troverei più disdicevole lavorare per qualche famosa multinazionale che inquina l'ambiente e sfrutta manodopera sottopagata, o per qualche allevamento intensivo, veri lager che, fra cent'anni, saranno considerati dai nostri nipoti una vergogna inconcepibile. Vengo da una buona famiglia in cui si insegnava a guardare oltre le apparenze. E sono buddista, attenta alla causa ed effetto. Mia madre mi ha insegnato a portare rispetto a tutti e ad ascoltare le buone ragioni di tutti. Inoltre, da bambina adoravo Cicciolina, il suo personaggio mi divertiva, a 17 anni avevo cercato di intrufolarmi in un suo spettacolo in discoteca, a Terracina. Pensare che a pochi passi da me, all'ingresso di quel locale, c'era di sicuro anche il mio futuro datore di lavoro, mi fa tanto ridere.


Luca Bagatin: Hai qualche aneddoto relativo al tuo primo lavoro da segretaria ? Qualche aneddoto che riguardi Riccardo Schicchi, Ilona, Moana e le altre ?

Debora Attanasio: Per motivi di lunghezza - il manoscritto iniziale era di quasi 600 cartelle - ho dovuto tagliare via dal libro un bel viaggio con Ilona Staller, a Barcellona. Schicchi non poteva farsi vedere in giro con lei perché era in corso la causa d'affidamento di Ludwig, il figlio che Ilona aveva avuto dal marito americano, e la accompagnai io. Rimasi molto colpita dalle battute così diverse fra quelle volgari degli inservienti all'aeroporto italiano, e quelle dolcissime degli stessi in Spagna, che le mandavano bacini e la chiamavano "guapa!". In Italia non è stata mai compresa in pieno l'ironia e la grandezza di personaggi come lei.


Luca Bagatin: L'anno prossimo ricorrerà il ventennale della morte di Moana Pozzi. Qualcuno sostiene - a parer mio solo per fare gossip spicciolo - che sia ancora viva. Al di là di questi aspetti, che cosa puoi dirci di lei ? Come mai fu così tanto "santificata" dopo la sua morte ?

Debora Attanasio: Rispondo con una citazione del mio libro: quando muore una santa, si pesca nel torbido. Quando muore una peccatrice, si cercano i suoi miracoli. Penso pure che in Italia sia praticato volentieri lo sport di ferire usando un moralismo crudele, per sentirsi migliori di coloro che stiamo attaccando. Se poi la persona che abbiamo attaccato, muore, subentra il senso di colpa e la fretta di ingraziarsela perché ora è vicina al creatore, e magari mette una buona parola. Sono d'accordo con Don Aniello Manganiello, il prete di Scampia impegnato contro la camorra, quando dice che spesso confondiamo la superstizione con la fede.


Luca Bagatin: Se non ricordo male, partecipasti anche all'avventura del Partito dell'Amore, nei primi Anni '90, assieme a Schicchi, Biuzzi, Ilona e Moana. Che cos'era, per te, il Partito dell'Amore di allora ?

Debora Attanasio: Sono arrivata a elezioni concluse. L'ufficio era pieno di volantini e tessere del Partito dell'Amore e nessuno ne parlava piu. Quindi non ne ho un'idea ben precisa. Invece, mi sono candidata con Moana quando si è presentata alle elezioni per il sindaco di Roma. Ho preso solo 10 voti, ma è stata un'esperienza memorabile.


Luca Bagatin: Un progetto di questo tipo alle elezioni politiche, oggi, secondo te, funzionerebbe e sarebbe utile ?

Debora Attanasio: L'Italia ha bisogno di elettori ed eletti onesti e se un'ex diva dell'hard riesce a far capire alla gente comune che tutti devono dare il loro contributo per risalire la china, ben venga. I candidati hanno sempre paura di spiegare agli elettori che per pretendere vertici irreprensibili, devono iniziare ad esserlo anche loro. Quindi, niente evasione fiscale, niente raccomandazioni, niente falsi invalidi, niente mazzette, niente falsi parcheggi invalidi. Dell'impegno politico di Ilona Staller apprezzo molto la lotta al femminicidio e la violenza sulle donne. Anch'io ho avuto un compagno violento e so bene come la società ignori le tue invocazioni d'aiuto, in quelle situazioni.

Luca Bagatin: Come mai hai deciso, a distanza di così tanto tempo, di scrivere solo ora il libro relativo al tuoi primo, importante, impiego ?

Debora Attanasio: Perché i tempi sono cambiati. Vent'anni fa, se dicevo di lavorare nel porno, storcevano tutti il naso. Oggi mi ammirano. E poi, i risultati che ho raggiunto col mio lavoro di giornalista, che amo tanto e cerco di svolgere con il massimo della coerenza, danno più credibilità al mio racconto.

Luca Bagatin: Da segretaria a giornalista. Il passo per te è stato breve o impegnativo ?

Debora Attanasio: Negli ultimi anni guidavo il settore editoriale di Diva Futura, avevo già preso confidenza con la pubblicazione. Poi mi ha presa sotto l'ala Marco Gregoretti, un grande giornalista d'inchiesta che al tempo scriveva per Panorama i pezzi sulle nostre star, e il mio primo articolo su una testata importante l'ho scritto dopo aver pubblicato un manualetto per diventare pornoattori. Quindi, si può dire che aver lavorato per Schicchi mi ha spianato la strada. Certo, ho dovuto studiare anche molto, e lo faccio ancora.


Luca Bagatin: Che cosa ti manca del lavoro di allora ?

Debora Attanasio: Il senso di sicurezza. Non c'era il rischio che Schicchi mi licenziasse, non l'avrebbe mai fatto. Mi pagava anche il giusto e con regolarità, cosa che oggi non è scontata ovunque. E poi, volevo bene a molte persone, come Eva Henger o Francesco Malcom, l'attore. Siamo rimasti amici, ma le occasioni per frequentarsi sono drasticamente diminuite per i troppi impegni di tutti, e mi mancano molto.


Luca Bagatin: Relativamente alla tua pregressa esperienza, pensi che il lavoro compiuto da Diva Futura e le avventure politiche di Ilona e Moana, abbiamo contribuito a far cadere non pochi tabù nella bigotta società italiana ?

Debora Attanasio: Oggi non sono più così convinta che la missione di Riccardo Schicchi, liberare gli italiani dai tabù, sia riuscita. Mi sembra che i suoi ideali siano stati distorti e se ne siano appropriati proprio coloro che voleva colpire. Riccardo sognava un mondo dove non c'è bisogno di dividere sante e puttane, dove una donna che offre il suo corpo liberamente, per ottenere e dare piacere, non debba temere di rovinarsi la reputazione. O dove, addirittura, nessuno debba pagare per fare sesso, e nessuna sia costretta a fare sesso per sbarcare il lunario. Il sesso, per lui, era un rito magico, e amava e rispettava la donne. Invece vedo un paese dove risorge la misoginia, le madri sono bistrattate, le donne lavoratrici firmano lettere di dimissioni in bianco e comunque, prendono salari inferiori agli uomini, a parità di qualifiche. Un abisso tra noi e altri paesi stranieri civili. Qualcosa non è andato per il verso giusto, e non certo per colpa di Schicchi, o delle sue star.


Luca Bagatin



16 maggio 2013

"Intervista esclusiva all'Artista e blogger dell'Eros Debdeashakti" by Luca Bagatin

Debdeashakti è una dea terrena.
E' una ragazza spigliata, disinibita, colta, passionale ed appassionata di spiritualità e non solo.
Debdeashakti, al secolo Debora De Angelis, trentenne romana, è blogger (www.debdeashakti.over-blog.it) attivista, testimonial e membro del comitato promotore di Love Giver (www.lovegiver.it, www.assistenzasessuale.it ), ovvero il progetto di Assistenza Sessuale ai disabili nato per iniziativa di Maximiliano Ulivieri, è protagonista di diversi video informativi su youtube sul canale dello stesso Ulivieri e, per due anni consecutivi, ha partecipato alla trasmissione di La7d "La Mala Educaxxxion", che ha appena concluso la messa in onda della terza edizione, un talk show sul sesso in cui molte donne e qualche uomo si confessano, a dispetto del titolo, con educazione e una buona dose di autoironia in merito ai propri gusti ed esperienze sessuali. Un salotto per bene insomma, nel quale, grazie all’arguta conduzione di Elena Di Cioccio, il sesso perde qualunque connotazione negativa e moralista e diventa argomento giocoso da condividere attraverso il confronto e la comunicazione senza tabù.
Ma Debdeashakti è soprattutto un'energia femminile particolare, una figura insolita nel panorama cultural-erotico-politico, per così dire.
Una persona che mi ha incuriosito subito per l'insieme di immagini, pensieri e parole armoniche che ama postare sul web, in una perfetta unione cosmica fra ironia, erotismo e spiritualità.
E' per questo che, fra il serio ed il faceto, ho deciso di proporle quest'amichevole intervista.
Per capire meglio che cosa si cela dietro a Debdeashakti, questa battagliera dea terrena del web e non solo.


Luca Bagatin: Dunque, innanzitutto come preferisci che ti chiami ? Deb, Debdeashakti, Debora... ?

Debora de Angelis: Deb è come mi piace essere chiamata dagli amici. Shakti, da coloro che riconoscono in me l’energia della Dea. E’ una fortuna che io mi chiami Debora De Angelis, altrimenti questo gioco di parole non sarebbe riuscito tanto bene. Vedi tu a questo punto, sei amico o devoto? (sorride)


Luca Bagatin: Bene, Debdea (sono amico, devoto, amante, o nessuno di questi. Non amo le definizioni precostituite ;)). Come ti definiresti, in poche parole ?

Debora de Angelis: Io sono una portatrice sana della Shakti, l’energia femminile creatrice che vive, latente, in ogni essere umano. Ho accettato consapevolmente di dedicare la mia vita a ridar corpo e voce a un modello di donna ormai dimenticato, una donna che a seconda del punto di vista della cultura in cui la osservi, se matriarcale o patriarcale, può sembrarti una Sacerdotessa dell’Eros degna del più alto rispetto oppure una pubblica peccatrice. Colei che sfida la morale restando nel solco del sacro, diciamo così. Con un altro gioco di parole mi piace definirmi ‘uoma(n)’, dato che do voce e forma anche al mio aspetto maschile, travestendomi da uomo.


Luca Bagatin: Come è nato il tuo attivismo in LoveGiver e perché hai deciso di batterti per l'assistenza sessuale ai disabili?
Debora de Angelis:
Il mio attivismo è nato dalle mie precedenti esperienze autodidatte nell’ambito dell’assistenza sessuale. In passato mi è capitato di fare assistenza, con estrema naturalezza, e non appena sono entrata in contatto con Maximiliano Ulivieri, che aveva messo in piedi il progetto Lovegiver per portare questa importante professione e funzione sociale in Italia, un sodalizio è stato inevitabile. Non sono ancora molte le donne pronte a esporsi sapendo di essere inevitabilmente associate alla prostituzione, sebbene l’assistenza sessuale sia qualcosa di profondamente diverso, che puoi comprendere soltanto approfondendo l’argomento, senza lasciarti andare a facili deduzioni indotte dal nostro modello culturale. Ho riconosciuto questa battaglia come qualcosa per cui valeva la pena spendere gran parte delle mie energie. Credo che liberare il sesso da dogmi e tabù e riportarlo alla sua dimensione di energia di benessere psicofisico -se approcciato con serenità e consapevolezza-sia utile tanto alle persone disabili che alle donne, due categorie ancora vulnerabili nel nostro paese, in quanto il loro diritto alla massima espressione sessuale che potrebbero raggiungere viene culturalmente ostacolato.


Luca Bagatin: Che cos'è per te la sessualità?

Debora de Angelis: Utilizzo un approccio tantrico all’argomento: è energia, fonte di consapevolezza ed estasi. E’ qualcosa che ci permette di creare la vita: a volte un figlio, a volte un’idea, a volte noi stessi. Può essere usata in molti modi, se la conosci.


Luca Bagatin: Come è vissuta, secondo te, oggi, la sessualità fra i giovani e fra gli adulti ?
Debora de Angelis:
Per la mia esperienza, ancora non è vissuta in due aspetti fondamentali. Nella sua sacralità e nella sua ingenuità. Questo purtroppo è un retaggio prettamente culturale, le culture di matrice patriarcale tentano da sempre di regolare il sesso, imprigionarlo in qualche forma al fine di gestirlo. Inevitabilmente producono esseri umani che perdono consapevolezza di quanto la sessualità sia naturale e gioiosa, se si evita di sporcarla associandola a dogmi e tabù di sorta, ai concetti di peccato, di colpa, di vergogna. Oggi siamo in via di liberazione da questo fenomeno, c’è maggiore comunicazione sulle tematiche sessuali, le persone si concedono il lusso di sperimentare attraverso pratiche trasgressive un tempo ‘proibite’. Ma c’è ancora tantissimo lavoro da fare in questo senso, soprattutto in termini di un’ottima educazione sessuale, tanto ai ragazzi in via di maturazione che agli adulti, che spesso lasciano i propri figli nella stessa inconsapevolezza in cui sono stati lasciati loro, per incapacità di comunicare, di verbalizzare senza imbarazzo argomenti connotati sessualmente.


Luca Bagatin: In privato mi hai detto che il tuo obiettivo è quello di "ristabilire il culto dell'Amore e dell'Eros". Come si sostanzia questo tuo obiettivo ?

Debora de Angelis: Sai, un tempo, se mi avessi chiesto che avrei voluto fare da grande, ti avrei risposto: la scrittrice. A un certo punto ho capito che volevo e potevo essere soltanto la protagonista della narrazione della mia vita. In effetti, mi limito a incarnare il modello di donna che vorrei tornasse ad essere legittimato nel mondo: la Sacerdotessa del culto dell’Amore e dell’Eros, qualcuno per cui sesso e sacralità vanno sempre di pari passo, che suscita rispetto non ‘nonostante’ sia associata al sesso, ma esattamente per questo. Il sesso deve essere restituito alla sua sfera di competenza: il sacro e con esso le sue sacerdotesse (etimologicamente: coloro che conducono al sacro). Se Gandhi aveva ragione, essere il cambiamento che vorrei vedere manifestarsi nel mondo dovrebbe bastare.


Luca Bagatin: Sei legatissima alla spiritualità. Sia Orientale che Occidentale. Come ti sei avvicinata alla figura dell'iconografia Indù, in particolare ?Che cos'è per te la spiritualità e come può, questa, fondersi con l'erotismo e l'amore ?
Debora de Angelis:
Sono sempre stata dotata di un forte richiamo verso la spiritualità e fede in quella che potremmo chiamare divina provvidenza. Insomma, credo in un’intelligenza superiore che ci trascende, ma questa visione non mi è mai bastata, la sentivo incompleta e la mia cultura non mi dava modo di integrarla con altri aspetti che sentivo altrettanto veri: se c’era un Dio Padre, lassù nei Cieli, doveva esserci anche una Dea Madre, un principio immanente che si manifesta in ogni aspetto della creazione, a partire da quaggiù, la Terra. E forse, se ci sono una madre e un padre, l’essere umano è un Dio Figlio che gode di entrambi questi aspetti, potenzialmente androgino. La divinità è quindi nei cieli, nella terra e si sposa in noi. Questa visione la trovo completa e riscontrare che in oriente viene usata, in riferimento all’iconografia di Shiva, Shakti e Ganesha, una triade divina indù (una sacra famiglia, in effetti), ad esempio, mi ha riempita di gioia. Come a dire che a volte quando non ci si riconosce nella religione del luogo in cui nasciamo, preferiamo rinunciare a fede e spiritualità tout court, professarci atei o agnostici, che lo trovo un atteggiamento molto infantile. Te lo metto sotto metafora: un figlio accetta fino a un certo punto gli insegnamenti impartiti in famiglia, per poi maturare una sana ribellione, andare per il mondo a cercare la propria verità e infine pacificarsi con la famiglia d’origine, salvando ciò che di buono gli ha trasmesso e superando quella visione, arricchendola della propria esperienza personale. Se si ferma a recriminare tutta la vita per gli insegnamenti ricevuti in famiglia, a combatterli o rinnegarli, diventa un eterno bambino dipendente, per contrapposizione, esattamente da una visione distorta di quegli stessi insegnamenti.
Riguardo al legame tra spiritualità e sessualità, già credo di averti risposto: per me sono due aspetti complementari e inestricabili. E’ attraverso la sessualità che entriamo nel mondo, quindi già per questo è sacra. Ma è attraverso l’energia sessuale correttamente indirizzata che possiamo rinascere, ricrearci come esseri umani liberi e integri, e per questo è ancora più sacra. Diciamo che sesso e spirito sono due poli che si attivano a vicenda. Non c’è Shiva senza Shakti e viceversa, potremmo dire. Non c’è energia spirituale senza energia sessuale, né principio maschile senza quello femminile. E’ un dualismo che va ricomposto in una dualità di opposti complementari che vivono l’uno grazie all’altro, come il simbolo dello yin/yang. Per questo è pericoloso separarli: il sesso senza spirito diventa ben presto bestiale o meccanico, la spiritualità priva di una corretta gestione dell’energia sessuale è effimera, sterile. Non puoi trovare Dio se rinneghi la Dea e il suo aspetto più importante, cioè l’energia sessuale e creatrice.


Luca Bagatin: E ora una domanda sulla politica. Che ne pensi della politica di oggi ? Di che cosa c'è necessità, oggi, in politica ? La spiritualità e l'erotismo possono, a tuo parere, sostituirsi alle vecchie ideologie del Novecento ?
Debora de Angelis:
Uh, che domanda impegnativa. Parto dalla seconda delle tue domande e ti rispondo che sì, se spiritualità ed erotismo, in una nuova forma (non religiosa né pornografica come comunemente intese), in una possibile sintesi, diventassero linee guida della politica, sarebbe un sogno. Per un motivo molto semplice: una cultura che ricompone la frattura tra sesso e sacro è una cultura pronta a recuperare molti aspetti perduti di un approccio matriarcale: rispetto per la Madre Terra e per le donne, intese come portatrici della divinità femminile; cooperazione, equa distribuzione delle risorse, dignità per ogni aspetto della creazione e quindi per ogni essere umano, indipendentemente dal sesso, dal colore della pelle. Metodi educativi più rispettosi della natura umana in via di sviluppo, compresa una sana e corretta educazione sessuale. La politica di oggi? Penso che ogni partito o movimento che tenda verso il recupero di questi valori abbia un’ottima possibilità di operare direttamente un cambiamento urgente e inevitabile. Gli altri, che si ostinano a cristallizzarsi su posizioni ideologiche ormai antistoriche, sono destinati ad essere spazzati via.

E allora, cara Debdea, lavoriamo per costruire assieme un movimento in tal senso !


Luca Bagatin



12 maggio 2013

Gesù il maestro muratore

Non sappiamo quali e quanti viaggi abbia compiuto Gesù prima dei trent'anni.
Se sia stato, come sostengono alcuni, in India, nel Tibet oppure finanche in Britannia.
Ciò che è certo è che la sua erudizione e preparazione spirituale non erano comuni e di certo non erano comuni per un semplice falegname, figlio di falegname.
Gesù conosceva, ad esempio, gli Antichi Misteri degli Egizi, dei Caldei, degli Indù, dei Pitagorici in particolare.
Quali, poi, le corrispondenze fra la geometria pitagorica ed il druidismo e fra i Druidi e Gesù stesso, è il tema centrale di "Gesù il maestro muratore" di Gordon Strachan - professore di Architettura presso l'Università di Edimburgo - edito in Italia dalle Edizioni Arkeios.
Nel volume sono riscontrate non poche similitudini fra i misteri druidici e l'insegnamento diffuso da Gesù. Entrambi i culti erano monoteisti e fondati sulla Trinità; entrambi erano affini alla Legge di Mosè; entrambi erano culti trasmessi inizialmente per via orale, come oggi avviene per il moderno culto massonico; entrambi fondavano la loro dottrina sulla Redenzione e su un Salvatore...di nome Yesu, guarda caso.
Strachan fa risalire alla scuola pitagorica tali dottrine, giungendo a identificare la figura di Gesù con Pitagora stesso.
Secondo la scuola pitagorica, tutte le cose sono ritenute numeri e le conoscenze relative alla geometria pitagorica sono state attinte dall'arte della costruzione degli Egizi, dei Caldei e dei Fenici. In questo senso, l'autore del volume, si sofferma nello studio del simbolismo numerico pitagorico contenuto nella Bibbia, con l'ausilio di studiosi e filosofi quali ad esempio la francese di origini ebraiche ma di fede cattolica Simone Weil.
Uno studio affascinante e complesso al contempo, fatto di calcoli matematici, geometria, simbolismo occulto e celato agli occhi dei profani.
Un simbolismo conosciuto da Gesù il quale, nel libro, si ipotizza essere o Pitagora stesso, o comunque un appartenente alla scuola pitagorica. Una sorta di Libero Muratore ante litteram, capace di realizzare Templi e teatri sulla base della Geometria Sacra, ovvero detentore di quelle conoscenze spirituali alle quali potevano attingere solo i Massoni Operativi, ovvero coloro i quali diverranno i costruttori delle cattedrali gotiche durante il Medioevo e, successivamente, nel XVII e XVIII secolo, i Massoni Speculativi, fondatori della moderna Massoneria.
Quello di Gordon Strachan è uno studio completo, che condurrà lo studioso ed il lettore in un percorso fatto principalmente di studi relativi all'architettura ed alla geometria. Un percorso che, dalla Palestina di Gesù e dall'Antica Grecia pitagorica, lo condurrà sino alla Britannia, per scoprire le corrispondenze fra i culti degli esseni, quelli degli antichi greci e quelli druidici. Delle corrispondenze che trovano il loro cuore centrale e pulsante nella figura di Gesù, il Messia detto "Il Cristo".
Il primo, forse, fra i Liberi Muratori che la Storia - e la Storia della Massoneria in particolare - abbia mai conosciuto.

Luca Bagatin



9 maggio 2013

Recensione di "Universo Massonico" di Luca Bagatin redatta da Marcella Andreini per "Officinae" del marzo 2013

Per la Befana 2013, mi trovavo sul sito di Luigi Pruneti, stavo per inviare il mio 3° messaggio nell’arco degli ultimi 3 o forse 4 anni, quando mi accorgo che anche i due precedenti, li avevo mandati nei giorni di festa: Pasqua, di non ricordo quale anno, e l’Epifania del 2012. Mi sono chiesta perché nei giorni di festa mi ritrovassi casualmente (esiste la casualità? esiste un richiamo? sento il respiro delle costellazioni?) ad inviare messaggi proprio in quel sito. E così, per la Befana 2013, mi ritrovo il libro “Universo Massonico” di Luca Bagatin, consegnatomi, non da una gobba vecchietta a cavallo di una scopa, ma da un corriere: si sa, con il tempo si sono accorciati i tempi. Ma i regali arrivano ancora. E la prefazione scritta da Luigi Pruneti inizia con un ricordo personale di Pruneti con l’immagine di una gerla che conteneva i regali portati, rieccola di nuovo lei, dalla Befana a Luigi Pruneti bambino.

Era inevitabile che accettassi di scrivere questa recensione, la Befana lo pretende, mi ha inviato troppi segnali che non posso certo ignorare.

Come ci dice l’autore, Luca Bagatin, nella nota introduttiva all’opera Universo Massonico (Bastogi editore), il volume raccoglie i suoi scritti pubblicati dal 2005 in riviste che affrontano tematiche massoniche ed esoteriche e nel suo blog (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Bagatin non scrive tenendo per mano il lettore, non lo coccola, non lo guida, piuttosto lo trascina in un viaggio che lo porta dalle Radici gnostiche della Massoneria, con cui si apre il primo capitolo, per arrivare alle interviste attuali a chi la Massoneria la vive e ne porta avanti gli ideali nella propria quotidianità, ricoprendo ruoli di dignitari di loggia come Gabriella Bagnolesi Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia; storici della Massoneria come il Prof. Aldo A. Mola; e, tra gli altri, l’articolo-intervista al Prof. Luigi Pruneti Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli ALAM; la Prof.ssa Francesca Vigni che ha rilasciato un’interessante intervista sulla questione femminile in Massoneria; e, da non dimenticare, Nathan Gelb autore del thriller Delitti sotto la cenere che vede come protagonista il Gran Maestro della Massoneria partenopea, Raimondo de Sangro.

Da mettere in evidenza il terzo capitolo, dedicato ai ritratti di grandi iniziati, partendo da Cagliostro (…l’emblematica figura del Gran Cofto Alessandro Cagliostro, dimostra, insieme a quella dell’altrettanto misterioso Conte di Saint Germain e dei fondatori del Martinismo Martinez de Pasqually e Louis Claude de Saint-Martin, come il Secolo dei Lumi non fu solamente mera ragione e mero materialismo, bensì diede l’impulso per una rinnovata apertura verso gli antichi concetti Ellenistici, Ermetici e dunque Gnostici del Vero, del Bello e del Buono. Che sono anche alla base di ogni Civiltà degna di questo nome.); Luca Bagatin ci ricorda poi le figure del conte di Saint Germain di Helena Petrovna Blavatsky fondatrice della Società Teosofica (a cui ho aderito nel 2001, condividendone totalmente i principi: Fratellanza Universale dell’Umanità senza alcuna distinzione; studio comparato delle fedi, delle filosofie e delle scienze; ricerca dei poteri latenti dell’individuo.); e poi la figura di Saverio Fera a cui si deve la fondazione della Gran Loggia d’Italia (Il Fera, in linea con lo spirito originario della Massoneria, non potendo sopportare la politicizzazione dell’Istituzione, ovvero la sua trasformazione in vero e proprio partito politico, ricostituì – nel 1908 – la Massoneria Scozzese con buona parte del Supremo Consiglio di cui faceva parte e, nel 1910, diede vita alla Serenissima Gran Loggia d’Italia, poi Gran Loggia d’Italia degli ALAM); seguono i profili di Giordano Gamberini, Lino Salvini e Giovanni Ghinazzi.

Interessante, a mio avviso, il quarto capitolo Letteratura e Massoneria. Ancora un viaggio. La letteratura permette un’infinità di viaggi: tra le righe, tra le parole spesso sacre e quasi sempre un simbolo; un viaggio nel profondo e poi verso la cima “a riveder le stelle”; un viaggio letterario esoterico è anche, spesso in orizzontale, quanti personaggi vanno alla ricerca, nelle loro avventure, della risoluzione di se stessi e delle loro vite, succede nelle Avventure di Pinocchio, succede nel Decameron, succede un po’ dovunque lo si voglia trovare. Ecco che Luca Bagatin ci presenta un esempio di quel viaggio “V.I.T.R.I.O.L”, dedicando ampia analisi al Viaggio al centro della terra di Jules Verne, in quel centro terrestre da identificare con il nostro io interiore, dove troviamo la nostra vera pietra, il nostro oro interiore; è in quelle viscere terrestri che Guenon ne Il Re del mondo, come ricorda Luca Bagatin, colloca l’Agarthi. Si giunge al più recente (2009) Il sentiero del bosco incantato di Luigi Pruneti, un viaggio esoterico nella letteratura partendo dall’opera di Apuleio, fino a giungere alla modernità del fumetto, non tralasciando la fiaba che, di quel bosco incantato e luogo di sacralità segreta, è la protagonista assoluta.

Universo Massonico, di pagina in pagina, ci porta a spaziare in un mondo che sempre ha affascinato l’uomo desideroso di conoscenza; libro che si pone come punto di partenza per chi è ancora nella fase di curioso che di conoscitore; ma anche un libro di grande interesse, per le sorprese che rivela - in quanto Bagatin ha potuto attingere da fonti non a tutti note – per coloro che già sono profondi conoscitori dell’universo massonico.


Marcella Andreini

www.orlando-kokoro.blogspot.it



26 aprile 2013

CICCIOLINA: "Il malaffare politico lo denunciai già negli Anni '80" (tratto da "Le Città" www.lecitta.it)

ROMA CAPITALE

Cicciolina. «Malaffare politico lo denunciai già negli anni '80»

«Quando fui eletta in Parlamento, negli Anni '80, denunciai, prima e meglio di Beppe Grillo, la crisi della partitocrazia ed il malaffare politico - afferma in una nota Ilona Staller, candidata alle amministrative di Roma con il Partito Liberale -. Oggi la situazione è ulteriormente peggiorata e così, assieme all'amico scrittore, giornalista e blogger Luca Bagatin - che mi ha presentata al Partito Liberale – e che ha ideato la mia candidatura e che sarà candidato con me in lista, ho deciso di tornare ad impegnarmi concorrendo alla carica di consigliere comunale. Sempre dalla parte dei cittadini e sempre con idee libertarie. Vorrei una Roma diversa rispetto a quella degli ultimi vent'anni. Una Roma senza burocrazia, senza clientelismo, alternativa rispetto a coloro i quali l'hanno governata in questi anni.  Destra e sinistra, in Italia ed a Roma, praticamente, si assomigliano. Fingono di litigare fra loro, ma, alla fine, si spartiscono il potere. E' quanto accade ed è accaduto, per questo ho deciso – con Luca Bagatin – di presentarmi, come già feci in passato, in un partito diverso: il Partito Liberale Italiano, che ha una storia antica e porta avanti ideali di libertà, al di fuori del Pd e del PdL. Roma è una metropoli, ma non ha raggiunto ancora livelli europei di vivibilità. Pensiamo ai trasporti pubblici: dopo le 22 di sera le metropolitane finiscono la loro corsa e, la domenica, i mezzi pubblici sono ridottissimi. Come fa un povero cittadino o un turista ad andare da una parte all'altra della città? Poi c'è la questione della continua cementificazione del territorio: si continua a costruire da decenni, senza criterio e l'ambiente non è salvaguardato. E a guadagnarci sono solamente i grandi costruttori e non certo la povera gente, che cerca casa ma non la trova se non a prezzi elevatissimi».
«E' fondamentale poi - prosegue la Staller -, eliminare gli sprechi di danaro pubblico dell'amministrazione Capitolina, destinando risorse ai più bisognosi e meritevoli, accorpando magari anche le varie circoscrizioni. Un'altra mia storica battaglia è quella della regolamentazione della prostituzione. I comuni sono pronti ad incassare i miliardi di euro che si avrebbero da una prostituzione censita, fiscalizzata e controllata, evitando così prelievi “pornografici” come l'Imu. Voglio quindi istituire un comitato elettorale fuori dai partiti e trasversale, magari proprio a partire da Roma. Con Luca Bagatin e Soraya Roselli, entrambi candidati con me nella lista del Partito Liberale a mio sostegno, proponiamo poi la realizzazione dei Parchi dell'Amore, sull'esempio dei Paesi più civili d'Europa, destinate ad attività sessuali in piena sicurezza.  Poi, sempre assieme a Bagatin ed a Roselli, ho sottoscritto ieri la piattaforma "Per Roma Gay Friendly", proposta dalle associazioni Gay Center, Arcigay Roma, ArciLesbica Roma e Azione Trans, che si sostanzia in questi punti fondamentali: riconoscimento e tutele per le coppie di fatto. Roma, dove c’è una delle maggiori realtà metropolitane italiane, deve adoperarsi per sostenere la famiglia recependo la definizione che ne dà il DPR 223/89. Con tale definizione, si ricomprendono infatti nel concetto di famiglia anche le coppie di persone dello stesso sesso conviventi e ad esse si attribuiscono i medesimi diritti che hanno tutte le famiglie. In questo modo è possibile rafforzare e incrementare i servizi per tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per l’assegnazione delle case popolari o il sostegno alle giovani coppie».
«E' poi necessario dedicare più attenzione agli aspetti culturali del mondo LGBT incentivando, sviluppando e sostenendo progetti per la realizzazione di spazi culturali, mostre, cinema, teatro e di tutte le forme artistiche che si propongono di diffondere una cultura dell’inclusione e delle differenze. Roma deve riconoscere e valorizzare le iniziative a temativa LGBT di aggregazione e visibilità nei quartieri della città, così come le attività turistiche e commerciali aperte a tutte e a tutti, per superare ogni forma di discriminazione, partendo dalla attuale Gaystreet, favorendo tale modello anche in altre zone della città. Bisogna migliorare i servizi di assistenza e di prevenzione relativi alle malattie a trasmissione sessuale. Un particolare riguardo va riservato alle persone sieropositive all'HIV o affette da AIDS, per le quali vanno migliorate l'assistenza domiciliare e gli altri servizi sociali. Sono infine necessarie specifiche campagne e iniziative di informazione e comunicazione tese a contrastare il pregiudizio omofobico e transfobico e le discriminazioni, soprattutto attraverso interventi nelle scuole e promozione di buone pratiche» conclude Cicciolina.

www.lecitta.it

www.ilonastallerperroma.blogspot.it

Il 26 e 27 maggio, alle comunali di Roma hai ben tre scelte possibili: Luca Bagatin (nr. 4); Soraya Roselli (nr. 39); Ilona Staller (nr. 42).
Vota i candidati dell'Amore e dell'Eros nella lista Liberale e Repubblicana per Roma Capitale !!!!! ;)))

http://www.romatoday.it/politica/elezioni/comunali-roma-2013/partito-liberale-italiano-nomi-candidati.html




31 marzo 2013

Premio Miss Moana 2013


Da iscritti e sostenitori dell'Associazione Moana Pozzi (fondata dalla madre dell'attrice, Giuseppina Alloisio e dall'amico Mauro Biuzzi nel 1999 e presieduta dallo stesso Biuzzi), nonché da amanti dell'arte e dell'arte erotica nella fattispecie - incarnata anche dalla personalità di Moana Pozzi -  vogliamo segnalare il Premio annuale Miss Moana, indetto dall'Associazione intitolata a suo nome ed il cui statuto e regolamento è scaricabile al link: http://www.moanamoana.it/attivita/miss_moana/index.html

I provini per il premio sono aperti sino al 30 maggio ed il Premio - così come la stessa Associazione -  intende recare omaggio alla figura di Moana Pozzi, il suo impegno artistico e politico, culminato nell'esperienza delle Amministrative di Roma del 1993, con la presentazione della lista del Partito dell'Amore, con un programma contro la corruzione, per la lotta alla criminalità, la tutela dell'ambiente e la costituzione del parchi dell'amore.

A riassumere il significato del Premio Moana Pozzi, lo stesso preambolo dello Statuto, che qui riportiamo:

Il Premio Moana Pozzi o PMP nasce dalla nostra convinzione che Moana - la quale diventò Icona della Pornografia in quanto era una cubatura della Diva del Cinema, che era a sua volta il quadrato di una Divina del Teatro, della Pittura e della Poesia classiche (da Elena di Troia a Eva) - non sia che un anello di una catena esponenziale dell'Eterno Femminino che può continuare anche oggi senza bisogno della clonazione (forma nostalgica di una scienza solo mnemonica), alla faccia di quella scuola di cattedratici materialisti e neoborghesi che vorrebbero quel Femminino popolare e contadino definitivamente sterminato dalla Fine della Storia (1944) e dall'avvento dell'Impero della frigida rockstar Madonna, androgina e disincarnata immagine televisiva che regna sull'appestata Vallettopoli mondiale.
Il PMP va in controtendenza nella difficile ricerca delle Nuove Incarnazioni del Femminile Seduttivo, ultima immuno.barricata di anticorpi opposti alle immagini.schiave del mercato drogato del Crack.Trash
.


Desideriamo inoltre ricordare che, nel 2009, il Premio Moana Pozzi fu vinto dall'attrice Violante Placido, la quale, nello stesso, anno, fu ottima interprete protagonista della fiction "Moana" di Alfredo Peyretti.

Queste le attuali candidate in lizza per il Premio Moana Pozzi 2013 (materiale tratto dal sito ufficiale dell'Associazione Moana Pozzi www.moanamoana.it):

Oaie Mariana a.k.a. India  

 

   Profilo originale quello di India, sul quale vogliamo mantenere quel tanto di mistero che si addice al personaggio. Diciamo solo che è di origine rumena e greca, ma si è soprannominata India perché studia e pratica danza indiana e contemporanea. Vincitrice di un'edizione del Misex, performer dal vivo e in tv, mora di sapore moresco, mediterraneo e dionisiaco. Cliccando sulla sua foto si accede ad una fotogalleria.
   - Se vuoi sostenerla mandaci una mail con scritto INDIA.  


Silvia Arri a.k.a. Silvia Singer  

 

   Originaria dell'Astigiano, Silvia è una cantante melodica che condivide con Moana la passione per il canto. Silvia ha infatti interpretato con carattere alcuni brani di Moana e, in particolare, il suo hit L'ultima notte. Silvia inoltre cura un blog dedicato a Moana (Moana Passion), ha fondato in Fb un gruppo di fun di Moana e, per queste sue attività, è stata nominata Socia onoraria dell'AMP nel 2012. Cliccando sulla sua foto si accede ad una fotogalleria.
   - Se vuoi sostenerla mandaci una mail con scritto SILVIA.  

Jani Gantjana a.k.a. Moana Conti  

 

   Lei è la nostra reginetta in carica, la candidata da battere: Miss Moana 2012. Bionda di origini slovene, è un eccellente e raffinata performer in spettacoli hard di sua invenzione, nei quali si ispira apertamente a Moana, tanto da portarne il riferimento anche nel nome d'arte. Nelle pose fotografiche il suo ritratto ricorda molto il taglio di quello della Monroe. Cliccando sulla sua foto si accede ad una fotogalleria.
   - Se vuoi sostenerla mandaci una mail con scritto MOANA.  


Cinzia Evangelista  

 


   Cinzia è la nostra prima candidata che non appartiene al mondo dello spettacolo (motivo per il quale tuteliamo la sua identità mostrando il suo volto solo in parte). Erede delle belle more di origine ciociara (che Sofia Loren e De Sica portarono sul grande schermo), Cinzia è legata a Moana da due passioni: quella per le pose da modella e da pin-up e quella per l'haute couture, entrambe a vario titolo molto inerenti al Premio Moana Pozzi. La prima passione è un hobby, che Cinzia pratica anche con autoritratti allo specchio. La seconda è una sua vocazione, che si esprime attraverso la creazione di pezzi unici di alta sartoria, con i quali vuole trasmettere di nuovo il senso dell'haute couture francese delle maison storiche da lei riscoperte, come Vionnet, Grès, Lanvin e Dessès. Cliccando sulla sua foto si accede ad una fotogalleria.
   - Se vuoi sostenerla mandaci una mail con scritto CINZIA.  


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini