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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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23 gennaio 2011

Lettera ai compagni del PRI in vista del Congresso nazionale del partito (che purtroppo non si terrà più il 28 gennaio 2011)

Randolfo Pacciardi: partigiano Repubblicano mazziniano, antifascista ed anticomunista, fondatore del movimento Unione Democratica per la Nuova Repubblica

Cari compagni ed amici Repubblicani, ero lieto che finalmente, fra pochi giorni - ovvero dal 28 al 30 gennaio - si tenesse a Roma il Congresso nazionale del nostro PRI.
Ne ero lieto in particolare perché ritenevo che, forse, finalmente, si potessero sciogliere dubbi e riserve e si riuscisse a comprendere ove il nostro partito intendesse andare e collocarsi. Apprendo invece che, la data del Congresso, subirà uno slittamento.
Personalmente, nonostante abbia più volte avuto modo di apprezzare l'operato e l'equilibrio del nostro Segretario nazionale Francesco Nucara, da diverso tempo faccio fatica a comprenderlo ed a condividerlo.
Non condivido e non ne ho condiviso, infatti, la sua strenua difesa dell'indifendibile, ovvero dell'attuale maggioranza di governo presieduta dall'On. Silvio Berlusconi.
Il PRI ha lealmente sostenuto Berlusconi dal 2001 ad oggi e su concreti punti programmatici. Da parecchio tempo questi punti sono stati ampiamente disattesi e sfido lo stesso Francesco Nucara a dimostrarmi il contrario.
L'attuale maggioranza di governo non ha ridotto nè la spesa pubblica improtuttiva, nè conseguentemente ridotto le imposte. L'attuale maggioranza di governo non ha investito un solo euro in ricerca scientifica, ma ha introdotto norme proibizioniste e liberticide quali ad esempio la Legge 40 sulla fecondazione assistita (per non parlare di ciò che intende fare in materia di testamento biologico).
L'attuale Presidente del Consiglio, di concerto con il suo Ministro degli Esteri Franco Frattini, ha avviato una politica estera profondamente pericolosa che si fonda sull'amicizia e cooperazione con i peggiori dittatori del Pianeta: i comunisti stalinisti Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko ed il Colonnello Mu'ammar Gheddafi. Politica estera che, da repubblicani mazziniani, democratici ed atlantisti, non possiamo non avversare.
Come se tutto ciò non fosse sufficiente, la politica dell'attuale maggioranza di governo è praticamente dettata dalla conservatrice Lega Nord, che ha impedito non solo le riforme istituzionali, ma finanche l'abolizione delle inutili e costose Province italiane.
Il nostro Segretario nazionale Nucara si illude quando vuole che l'Udc entri nell'attuale maggioranza di governo: Casini sa bene che, sino a che la Lega non uscirà dal governo, le forze responsabili del Paese non potranno appoggiare Berlusconi.
E' questo il più macroscopico errore dell'attuale dirigenza Repubblicana: il non voler comprendere che Berlusconi, politicamente, ha fallito il suo compito e che la Lega Nord è un partito da isolare politicamente.
Per queste ragioni auspico un profondo cambiamento dell'attuale Direzione nazionale del PRI ed un nuovo Segretario, giovane ed aperto alla possibilità di costruire un nuovo schieramento politico alternativo al cattocomunismo ed al giustizialismo incarnati dall'asse Pd-Idv-Sinistra vendoliana. In questo senso ritengo che, sino ad oggi, solo Gianfranco Fini sia riuscito a comprendere la fine di un'era politica e la necessità di costruirne una nuova a partire da un nuovo Centro-Destra in linea con l'Occidente democratico e liberale.
In questo senso il PRI potrebbe essere importante e fondamentale a tale scopo. Raccogliere il testimone di tutte le forze dell'area laica e costruire un'Unione Democratica Liberale all'interno del Polo della Nazione ed allearsi dunque a Futuro e Libertà, Api ed Udc.
Costruire dunque un nuovo schieramento politico: laico, liberale, libertario, gollista, che sappia dialogare con il movimento cattolico, ma che non rinunci ed anzi rafforzi il concetto di laicità dello Stato.
O il PRI saprà finalmente essere "ape battagliera" di un progetto ambizioso di tal fatta oppure sarà destinato sempre di più alla marginalità politica e/o ad essere "mosca cocchiera" dell'asse Berlusconi-Lega Nord-Santanchè-Storace. A quel punto, tanto vale sciogliersi e costituire un'Associazione culturale o una Fondazione ove ciascuno possa rimanere Repubblicano a modo suo, visto che un Repubblicano mai potrebbe appoggiare l'estremismo di destra o sinistra.
Occorre, insomma, tornare a Randolfo Pacciardi e fondare una componente interna al PRI, oggi magari ancora minoritaria. Una componente che possa prendere il nome di "Nuova Repubblica": per una nuova legge elettorale finalmente coerente (o proporzionale pura o maggioritaria pura all'anglosassone, evitando in entrambi i casi antidemocratici e pasticciati sbarramenti), per i diritti civili e le libertà individuali, per le libertà economiche, la riduzione della spesa pubblica e la riforma del sistema delle aliquote che le porti ad un massimo di due o tre.
In questo senso auspico che tale componente riceva pieno riconoscimento da parte del Partito Repubblicano Italiano, con la possibilità di esprimere le proprie idee in ogni sede e nell'organo di stampa del Partito, ovvero "La Voce Repubblicana".
Sarebbe davvero molto triste assistere a nuove lacerazioni in casa repubblicana mazziniana sulla base del semplice sostegno o meno ad un personaggio alquanto macchiettistico come il Cavalier Silvio Berlusconi.
Viva Giuseppe Mazzini ! Viva Randolfo Pacciardi ! Viva il Partito Repubblicano Italiano ! Viva la Nuova Repubblica !

Luca Bagatin

PS: L'amico Renato Traquandi mi ha scritto un'incoraggiante missiva - in risposta al mio documento politico - che desidero di seguito riportare. Renato è parente stretto dello storico partigiano del Partito d'Azione Nello Traquandi. E' militante Repubblicano di lungo corso e collaborò con l'eroe della Resistenza Randolfo Pacciardi, aderendo, nel 1970, al movimento mazziniano Unione Democratica per la Nuova Repubblica fondato dallo stesso Pacciardi.


Luca carissimo,
 
Ho letto con particolare attenzione il tuo scritto.
Per prima cosa devo dirti che non ho trovato "buono" il tuo inizio. Cari compagni ed amici  sa di stantio, di antico.
Un consiglio, per il futuro fanne a meno, ci guadagnerai. 
Il succo dei tuoi ragionamenti è condivisibile in tutto e per tutto, i ma che ci metto io, sono convinto, saranno anche le tue conclusioni. 
Siamo ridotti a poche centinaia in tutto il Paese, non abbiamo risorse tali da controbattere i nostri avversari. 
Certo, in parte è colpa nostra, che non siamo stati in grado di resistere al clero ed agli ex comunisti, ai socialisti, i liberali e la Lega. 
Nucara lega la sua scelta alla riconoscenza e alla convinzione che il Dottor Tromba  sia il peccato minore, dacchè dagli altri fronti non abbiamo preso che sonori schiaffoni. 
La Malfa vuole a tutti i costi conquistarsi la possibilità di candidarsi, convinto com'è di campare della sua personale rendita politica. 
La Sbarbati regna sovrana della sua isola deserta e i liberaldemocartici in genere vagolano tra le nebbie dei desideri. 
Il prossimo congresso non risolverà nulla, almeno nell'immediato, dal momento che quasi tutti i relatori si impegneranno a fare il loro compitino e nulla di più. 
Se troviamo un gruppo, tra i quali molti giovani, disponibile a organizzare convegni qua e la per l'Italia e farsi sentire, con un programma e delle idee.... investire insomma, sulla cultura della politica e sulla storia del partito, allora forse un certo consenso lo potremmo trovare, anche se non andremo incontro alle richieste dell'italiano/a medio/a che vuole soldi, successo e qualcuno ( gigante, pensaci tu) che gli risolva i problemi della vita quotidiana. 
Se riesci a mettere su un gruppo di questo genere conta pure sul mio aiuto.

Renato Traquandi
www.scuolarepubblicana.it



25 ottobre 2010

Il Ministro degli Esteri Frattini si annovera fra le fila dei fondamentalisti



E' curioso notare come, anzichè preoccuparsi del pericoloso estremismo delle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate (Cristianesimo, Islamismo, Ebraismo), foriere - storicamente ed attualmente - di divisioni, guerre, genocidi, in nome della trimurti antispirituale: "Dio-Allah-Javè", il nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini, dimenticandosi persino delle sue origini socialiste liberali e del fondamento laico e liberale sul quale si fonda il nostro Stato democratico, nato dal Risorgimento cavouriano-mazziniano-garibaldino, scriva un articolo sull'Osservatore Romano - organo del Vaticano - nel quale straparla di "estremismo da contrastare" riferendosi "all'ateismo, al materialismo ed al relativismo", invocando una sorta di alleanza fra cristiani, musulmani ed ebrei.
Chi scrive non è un ateo nè un agnostico, bensì un profondo credente nella spiritualità e nella Divinità insita in ogni individuo e dunque nel Cosmo. Crede fermamente, anche sotto il profilo gnostico e teosofico, che la premessa per la pacifica convivenza civile fra gli individui sia fondata unicamente sulla laicità dello Stato, sulle libertà civili, economiche ed individuali.
E che quindi il problema non stia in chi è ateo o relativista, bensì in chi pretende di imporre - mediante apposite normative - un credo piuttosto che un altro. Una visione del mondo piuttosto che un altra.
In questo senso l'Italia è un Paese profondamente clericale e tendente al teocratico e le dichiarazioni del Minsitro Frattini sono in linea con tale pericolosa ed antidemocratica visione che, peraltro, raggiunge la sua apoteosi nell'elevare il "Crocifisso" a simbolo di laicità. Dimenticando o ignorando per mancanza di nozioni, che il "crocifisso" deriva dalla Tradizione esoterica degli Antichi Egizi e che nulla ha a che vedere con quella cristiana che ha fatto proprio questo ben più antico simbolo (lo ripetiamo, come abbiamo fatto in numerosi altri articoli, che Gesù detto "Il Cristo" fu "crocifisso" su una "tau", come in uso allora dai Romani e non certo su una "croce").
L'Italia, lo ripetiamo, è Paese profondamente clericale e di ciò pochissimi se ne curano se non noi eredi della tradizione Risorgimentale e Liberale.
Pensiamo alla Legge 40 sulla fecondazione assistita. Pensiamo alla mancanza di una normativa sul Testamento biologico o, meglio, sull'eutanasia. Pensiamo alla mancanza di una normativa che introduca le coppie di fatto. Pensiamo alla mancanza di una normativa che regoli le non-droghe come hashish e marijuana e, dunque, blocchi il mercato clandestino e criminale.
L'elenco di normative presenti o mancanti, tutte che hanno accontentato lo straniero Stato della Città del Vaticano, è lungo.
Stato Città del Vaticano che anche recentemente ha strizzato l'occhio persino all'antidemocratico Iran di Ahamadinejad (quello che - lo ricordiamo - nega l'Olocausto e che vorrebbe eliminare fisicamente il democratico e laico Stato di Israele), relativamente ad una possibile lotta contro la laicità.
Ancora una volta, dunque, è minacciata la libertà di pensiero e di coscienza nel nostro Paese e, probabilmente, anche nell'Occidente democratico.
Il nostro è un Paese che finge di preoccuparsi delle minoranze cristiane martoriate e vilipese all'estero e, al pari dei fondamentalisti di altri Paesi, pretenderebbe di voler contrastare chi ha una visione diversa dai cristiani o dai musulmani.
Che il Ministro degli Esteri italiano si aggregasse al carro dei nuovi fondamentalisti, davvero, non ce lo saremmo mai aspettati.

Luca Bagatin

L'amico Peter Boom - ospite fisso di questo blog - mi ha inviato, in merito, questa sua riflessione:

Il ministro Frattini si è così associato ad un'associazione criminale, il Vaticano (IOR, plurifavoreggiamento della pedofilia, etc.). Io sono agnostico (parola peraltro spiegato in modo erroneo sul Treccani) e da sempre sento il fiato sul collo perché affermo di non sapere. Sono olandese e omosessuale ed auguro a tutti i liberi pensatori che il Capo dello Stato Italiano voglia adoperarsi affinché persone indegne non occupino posti di rilevanza in uno Stato che ancora si dichiari democratico. Mi aspetto altresì che L'Unione Europea ed altri Stati esprimino il loro sdegno per quanto dichiarato dal Frattini e pubblicato sull'Osservatore Romano.

Peter Boom



10 maggio 2008

Governo Berlusconi quater: un Esecutivo (anche) di laici, liberali, liberalsocialisti



Da sinistra a destra i cinque ministri laici e liberalsocialisti del Governo Berlusconi quater: Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Franco Frattini, Elio Vito e Stefania Prestigiacomo.

Ci voleva un Governo di centrodestra per avere ben 3 ministri liberalsocialisti, un radicale e molti laici al punto che Luca Volontè  dell'Udc, su "Libero" dell'8 maggio, polemizza denunciando la pressoché totale assenza dei cattolici impegnati in politica.
Ci voleva un nuovo Governo Berlusconi per far strabuzzare gli occhi a tutti noi laici, liberali, repubblicani che sino all'altro giorno lo vedevamo come il fumo negli occhi (ma mai tanto quanto la compagine "democrat-cattocom" prodiana) e che sospettavamo avrebbe aperto ad un Governo di inciuci con Veltroni & Co. che spazzasse via tutte le nostre battaglie e la nostra storia autenticamente civile ed occidentale.
Ed invece, con l'ottimo Maurizio Sacconi al Welfare ed alla Salute; con i liberalissimo e storicamente liberalsocialista Renato Brunetta all'Innovazione tecnologica (già consigliere economico del Governo Craxi negli anni '80); Franco Frattini agli Esteri (ma non ci sarebbe dispiaciuta nemmeno la pasionaria Margherita Boniver); il radicale Elio Vito ai Repporti con il Parlamento e la laicissima e impegnatissima Stefania Prestigiacomo all'Ambiente, ci riteniamo davvero rassicurati e, diciamolo pure, pressoché totalmente soddisfatti ed entusiasti.
E ci sentiamo ancor più rassicurati se pensiamo che la scalmanata e parolaia Lega Nord si è beccata i ministeri meno influenti con Bossi al Ministero del Federalismo e Calderoli a quello della Semplicifazione (costituiti "ad hoc" e praticamente inutili). L'unico leghista ad avere un Ministero di peso è il moderato Roberto Maroni (che pur fu "scalmanato" negli anni '70 quando militava in Democrazia Proletaria che purtuttavia era un movimento libertario) che fu tutto sommato un discreto Ministro del Welfare che si avvalse della collaborazione del compianto riformista e giuslavorista Marco Biagi, sempre con Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio).
Stendiamo invece un velo pietosissimo per la scelta di Tremonti alll'Economia e temiamo che con un anti-liberista e anti-mercatista come lui sarà assai difficile ridurre la spesa pubblica improduttiva e gli enti inutili (lo abbiamo già visto all'opera dal 2001 al 2006).
All'Economia infatti avremmo preferito Renato Brunetta o Daniele Capezzone (quest'ultimo quantomeno come sottosegretario).
Altro velo pietoso per la scelta della soubrette Mara Carfagna nella compagine governativa. Riteniamo infatti che non abbia alcuna competenza politica e la sua bellezza fisica è pari alla sua inesperienza. Tanto più che si troverà a reggere il Ministero per le Pari Opportunità e ci chiediamo se le signore e le ragazze italiane si sentiranno effettivamente rappresentata da una donna che sino all'altro giorno si è occupata esclusivamente di Spettacolo (per quanto, diciamocelo, il Dicastero delle Pari Opportunità è assolutamente inutile).
Per il resto, ottima la scelta dei ministri giovani ed appassionati (penso ad esempio a Giorgia Meloni, che pure ha idee pressoché totalmente opposte alle mie, ma non posso negarle passione e serietà) alcuni dei quali saranno delle vere e proprie scoperte in quanto sostanzialmente sconosciuti politicamente.
Sulla bontà del programma della compagine governativa, poi, non ci sono dubbi: abolizione delle Province e degli enti inutili (antica battaglia repubblicana di Ugo La Malfa); detassazione degli straordinari e sostegno ai salari; completamento della Legge Biagi con l'introduzione degli ammortizzatori sociali; riduzione della spesa pubblica; abolizione dell'Ici sulla prima casa.
Sembra il programma di un governo di Nuovo CentroSinistra più che di uno di Centrodestra !
E bene, dai, in una scala di valori da uno a dieci diamo un bel 7 a questo Governo Berluisconi quater che peraltro sta seguendo l'ottima strada intrapresa dai partiti liberaldemocratici e "conservatori" (anche se il termine mi appare assai improprio) occidentali già solcata prima di lui da Sarkozy, David Cameron e John McCain: ovvero rigettare i valori della destra tradizionale e aprirsi ai valori laici, liberali e libertari andando oltre la destra e la sinistra tradizionale.
Sarko in Francia ha vinto con un programma totalmente liberale in economia e nei diritti civili, occidentale nella politica estera e rigoroso in termini di sicurezza. Egli ha peraltro significativamente voluto nella sua squadra di governo il socialista Bernard Kouchner agli Esteri.
Il "Conservative" David Cameron ha recentemente stravinto alle elezioni amministrative inglesi proponendo un programma radicalmente diverso rispetto al passato del suo partito ed avvicinandosi alla visione liberalsocialista di Tony Blair (assai diversa da quella del più socialburocratico Brown) prevedendo peraltro aperture nei confronti di gay e lesbiche, una politica ambientale più incisiva, il sostegno alla sanità pubblica e la possibilità di legalizzare la cannabis e i suoi derivati.
In Inghilterra, peraltro, avanzano anche i Liberaldemocratici che diventano il secondo partito superando i Laburisti la cui nuova virata statalista è stata rigettata in toto dall'elettorato.
Per finire, siamo certi che anche il repubblicano statunitense John McCain stravincerà sui candidati democratici (o la Clinton o Obama) proprio per il suo programma liberale nei diritti civili e in economia e per una politica estera tutta improntata alla difesa dei valori umani di libertà e democrazia.
La cosiddetta "sinistra tradizionale" arretra in tutta Europa e financo nella tradizionalmente socialBurocratica Svezia. Ovviamente tranne in Spagna vista e considerata infatti la gestione liberale del socialista Zapatero.
La cosiddetta "sinistra tradizionale" (anche se è ormai del tutto improprio parlare di "destra" e di "sinistra") è e sarà destinata alla sconfitta nei prossimi anni, in quanto arroccata su posizioni meramente conservatrici, stataliste e socialburocratiche che garantiscono solo chi è già garantito.
Per questo, come nei gloriosi anni '80, vincerà e governerà seriamente solo chi sarà capace di mettere in piedi governi in grado di risollevare l'economia con dinamismo, capaci di ridurre le spese inutili e di garantire sicurezza ai cittadini senza entrare però nella loro vita privata e sotto le loro lenzuola, capace di garantire diritti civili nel pieno rispetto dei doveri.
La sfida, ormai, non è più fra "destra" e "sinistra" ovvero fra "conservatori-popolari" e "progressisti-socialdemocratici", bensì fra Liberali e Conservatori e noi, da anni dalla parte delle libertà e dell'individuo, ci schieriamo sempre e comunque  con i primi, consapevoli che il presente ed il futuro si giocano sulla creatività dei singoli piuttosto che sull'inefficienza degli Stati accentratori.





Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini