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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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11 maggio 2012

Storia della Magia


Per noi studiosi di gnosi ed esoterismo, la "Storia della Magia" scritta dal poliedrico genio di Pier Carpi che fu fumettista, giornalista, ricercatore del mistero ed esperto di Massoneria, è certamente un'opera completa, ben scritta e degna d'essere consultata con grande attenzione. Un vero compendio di Storia, cultura, Tradizione magica, alchemica, esoterica. Ed anche ad essa, abbiamo dunque ed inevitabilmente attinto, al fine di percorrere questo lungo viaggio attraverso il mistero.

Pensiamo ad esempio ai Caldei.

Ne avete mai sentito parlare ? Partiamo non a caso dai Caldei, in quanto essi furono l'antico popolo la cui astrologia permetteva loro di raggiungere la Conoscenza, ovvero quella che, secoli dopo, sarà definita Gnosi.

I Caldei, costruttori della mitica Torre di Babele, capace, metaforicamente e misticamente, di unire "il cielo alla terra", un po' come faranno gli scalpellini ed i primi Liberi Mutarori operativi con la costruzione delle Cattedrali.
L'unione fra cielo e terra è la base della Magia per tutti i popoli dell'Universo. La ricerca del Divino, la contrapposizione delle forze del Bene a quelle del Male, così com'era nella dottrina di Zoroastro.
Zoroastro, profeta che apparve nel VII avanti Cristo, predicò appunto la dottrina secondo la quale il Bene avrebbe trionfato sul Male e non a caso tale dottrina influenzò pressochè in toto non solo le dottrine successive, ma in particolare il Cristianesimo che, dallo Zoroastrismo, trasse pressochè ogni simbolo e tradizione (come il culto del 25 dicembre, giorno di nascita di Zoroastro).
Lo Zoroastrismo, dalla Persia si diffuse sino all'Europa, con gli Albigesi, poi sterminati dai cristiani ed il cui culto è oggi comunque ancora vivo in confraternite segrete, che ne custodiscono gelosamente la fede. L'avreste mai sospettato ?
In terra d'Israele, intanto, Salomone iniziava la costruzione del suo Tempio, che sarà fonte di ispirazione spirituale per confraternite quali i Fedeli d'Amore (dei quali fece parte anche Dante Alighieri), i Rosa+Croce, i Templari, gli Gnostici ed i Massoni e, nell'Antico Egitto, la Sfinge sarà oggetto e punto di riferimento di ogni ricercatore dello Spirito e sacerdote dell'epoca.
Il culto dei morti era alla base della religione egizia: la Terra dei Morti era l'Occidente, perché là si spegneva il Sole, identificato con il dio Osiride.
Poco più a nord, nell'Antica Grecia, erano presenti, accanto ai maggiori filosofi del pensiero occidentale, numerosissimi culti misterici che sfuggivano a qualsiasi verifica e/o spiegazione razionale.
Pitagora, ad esempio, codificò la creazione del mondo per mezzo dei numeri e, dunque, il numero fu visto come il simbolo delle cose.
Altro aspetto caratterizzante la magia greca era l'interpretazione dei sogni: celebre in tal senso il libro di interpretazione dei sogni di Artemidoro.
Il più grande mago dell'Antica Grecia, ad ogni modo, era Apollonio di Tiana, il quale viaggiò a lungo, sino in India ed insegnò ai suoi discepoli il metodo per scacciare demoni e folletti, per mezzo dell'insulto e dello scherno, senza averne alcuna paura.
Si racconta, inoltre, di come Apollonio di Tiana si fosse imbattuto in un vampiro e di come riuscì a combatterlo, per mezzo della sua magia.
C'è invece un forte parallellismo fra il culto greco di Orfeo e quello osirideo dell'Antico Egitto ed in esso già troviamo il concetto cristiano del Salvatore, per quanto esso si rivolgesse solo a pochi iniziati, così come i celebri Misteri di Eleusi.
Possiamo notare come in tutti questi culti misterici, ad officiare le cerimonie, ci fossero in particolare donne: a simboleggiare la Terra Madre Gea, la generatrice. E ciò sarebbe bene ricordarlo anche a diversi moderni Massoni, i quali, in talune Obbedienze, si rifiutano di iniziare le donne.
La Magia ebbe purtuttavia difficoltà a penetrare nell'Impero Romano, poiché fu vietata dagli Imperatori, per quanto qualcuno di loro fosse solito rivolgersi ad indovini ed astrologi.
Mentre il Cristianesimo andava propagandosi, invece, esso covava la Gnosi al suo interno. Pensiamo infatti a come le antiche conoscenze della Caldea e dell'Egitto, fossero riuscite a penetrare nel mondo barbaro, sino alla Gallia, i cui Druidi praticavano queste stesse conoscenze e culti. Come ci ricorda Pier Carpi, essi conoscevano - ben prima dell'avvento di Gesù - il concetto di Trinità ed il culto della Vergine (Iside). E' tutto "scritto" nella Cattedrale di Chartres...invero.
Fu così che, durante il Medioevo, iniziò a diffondersi la leggenda del Graal e la leggenda gnostica secondo la quale Adamo ed Eva erano alla ricerca della Conoscenza e dunque il Serpente fosse il vero Dio del Bene, capace di offrirla loro.
Chi fosse riuscito a bere dalla coppa del Santo Graal – visto anche come la Pietra Filosofale degli Alchimisti - sarebbe diventato simile a Dio, avendo raggiunto la Conoscenza ricercata dagli gnostici.
Che cosa sia davvero il Santo Graal non lo sappiamo. La coppa del Cristo ? La Stirpe Reale originata dal Cristo e dalla Maddalena ? Oppure forse la semplice ricerca della Gnosi, della Verità, del Divino insito in ciascuno...

Al fine di porre un freno al diffondersi della Gnosi, Re Carlo Magno istituì la Santa Vheme, una società segreta composta da giudici, la quale aveva il compito di seminare il terrore fra gli gnostici, i druidi, i maghi e dunque di giudicarli segretamente e di farli giustiziare. La Santa Vheme diede, dunque, inizio alla terribile Inquisizione, ovvero il braccio armato della Chiesa Cattolica contro i Ricercatori dello Spirito.

Nelle mani dell'Inquisizione finirono persino i Cavalieri Templari, i quali, sorti come Ordine Cavalleresco fedele al Papa, grazie alla loro ricchezza, divennero preda delle mire di Re Filippo il Bello di Francia, il quale voleva impadronirsene.

I Templari erano inoltre a conoscenza di rituali e conoscenze gnostiche che avevano appreso in Terra Santa e ciò fu la scintilla che portò il Re di Francia a convincere il Papa Clemente V ad accusarli di eresia e, dunque, a sciogliere l'Ordine. I Cavelieri furono torturati e dunque condannati a morte, assieme al loro ultimo Gran Maestro Jaques de Molay.

Celebre fu la profezia del de Molay, arso vivo nella piazza della Concordia a Parigi: “Io muoio da innocente, ma chiamo entro un anno dinanzi al Tribunale di Dio il Papa e l'Imperatore. E l'ultimo discendente di Filippo il Bello morirà in questo luogo, ucciso da un Templare”.

La profezia si avverò: il Re ed il Papa morirono entro un anno e l'ultimo discendente dei Capeto, la famiglia reale di Francia, Luigi XVI, sarà ucciso in piazza della Concordia, ghigliottinato da un boia che dichiarò di appartenere ad una società segreta templare.

Nella storia della Magia giocarono un ruolo importante anche gli zingari, probabilmente discendenti dalla stirpe egizia e, non avendo mai accettato totalmente la fede cristiana, saranno costretti dal Papa a girovagare per il mondo in eterno, senza mai fermarsi. La malafede farà sì che gli zingari saranno accusati delle peggiori nefandezze, mentre in realtà furono semplicemente un popolo da sempre perseguitato per il loro senso di libertà, esattamente come gli ebrei.

Popoli considerati eretici, dunque, gli zingari e gli ebrei, così come erano considerate eretiche le ricerche di San Tommaso d'Aquino relative alla ricerca della Pietra Filosofale ed il suo maestro Alberto Magno, che, si racconta fosse riuscito a costruire un automa meccanico, costruito secondo regole astrologiche e che avesse persino la capacità di parlare.

E' però il Diavolo la figura chiave nella storia della Magia. Figura mitologica che teme i mistici e li vorrebbe combattere. Le adoratrici del Diavolo erano le cosiddette streghe e, per secoli, numerosissime donne innocenti subirono atroci torture e sevizie sino ad essere arse vive per l'infondata accusa di essere delle adoratrici di Satana. E ciò sino all'avvento di Luigi XIV, il Re Sole, che tramutò la condanna a morte in carcere a vita...per quanto l'ultimo rogo per accusa di stregoneria fu acceso nella stessa Francia nel 1856, solo quattordici anni prima della breccia di Porta Pia e della fine del potere temporale dei Papi.

Fra i grandi mistici che operarono nel segreto durante il Rinascimento, ad ogni modo, ricordiamo Paracelso e Nostradamus. Quest'ultimo in particolare per le sue azzeccatissime profezie scritte in quartine, ancora oggi oggetto di studio e di totale attualità, per quanto di difficile interpretazione anche a causa del linguaggio volutamente criptico del mistico francese.

Eredi dirette della tradizione spirituale gnostica sono certamente la confraternita dei Rosa+Croce e la Massoneria.

La prima si collega al personaggio mitologico di Cristiano Rosenkreutz che, all'età di sedici anni, partì per la Terra Santa assieme ad un amico. L'amico morì, ma Cristiano proseguì il viaggio che divenne via via “iniziatico”, alla ricerca degli Antichi Misteri e delle Antiche Tradizioni, la cui riscoperta poteva essere utile all'Umanità per evolversi socialmente e spiritualmente.

I Rosa+Croce, infatti, furono essenzialmente dei riformatori sociali, oltre che dello spirito. La loro confraternita, infatti, si manifestò con l'apparizione dei manifesti denominati Fama Fraternitatis, apparsi a Parigi ed in Germania, nei quali si parlava di antioscurantismo e di riforme sociali.

La Massoneria, diversamente, apparve ufficialmente più tardi, ovvero nel 1717, in Inghiliterra, inizialmente come club al quale potevano accedervi sia muratori operativi che muratori speculativi, ovvero dediti alla speculazione filosofica ed esoterica.

Erede dei costruttori delle Cattedrali ed ispiratasi alla leggenda di Hiram, architatto costruttore del Tempio di Re Salomone, la Massoneria si diffonderà ben presto in tutta Europa e nel Nuovo Mondo, sino a diventare la più grande confraternita mondiale, dedita alla speculazione spirituale, all'umanesimo ed alla beneficenza.

Massone fu anche il celebre conte Alessandro di Cagliostro, di origine portoghese, mago, alchimista e filantropo, ingiustamente e volutamente fatto passare per l'imbroglione siciliano Giuseppe Balsamo. Cagliostro fu torturato ed incarcarato dall'Inquisizione nella rocca di San Leo, per il solo fatto di essere massone e fondatore della Massoneria di Rito Egizio.

Alessandro di Cagliostro fu l'ultima vittima dell'Inquisizione, esattamente come egli aveva profetizzato ed ancora oggi è ricordato e celebrato a San Leo, nel Montefeltro, con una manifestazione “ad hoc” dal titolo AlchimiAlchimie, organizzata con il patrocinio comunale ed in collaborazione con le maggiori Obbedienze massoniche italiane.

E che dire, poi del mitologico conte di Saint-Germain, della Società Teosofica e delle confraternite spirituali fiorite nel XIX secolo ? E del mago Aleister Crowley che si dice fosse una spia al servizio degli inglesi per combattere Hitler ?

Nessuno, peraltro, avrebbe mai potuto sospettare che, durante la Guerra Fredda, USA ed URSS, avessero speso cifre enormi del proprio bilancio per finanziare ricerca nel campo del paranormale. Persino i militari hanno capito che il futuro è nello sviluppo delle potenzialità latenti dell'individuo, nella telepatia, nella levitazione.

Basti pensare che il Nautilus, primo sommergibile atomico della Storia, navigò sotto la calotta polare per mezzo della telepatia. Il comandante del sommergibile – che non aveva altri strumenti per procedere - riceveva infatti ordini di navigazione da un telepatico che si trovava su una nave appoggio.

Chissà come mai, nonostante oggi viviamo in un'epoca ultra-tecnologica e all'apparenza figlia del pisitivismo, la Magia, la ricerca spirituale ed il mistero ad essa correlata, affascinano ancora molto l'essere umano. Probabilmente in quanto, quegli stessi fenomeni inesplicabili che ci attraggono, sono insiti nel nostro stesso inconscio collettivo, come, per molti versi, sosteneva il grande psicanalista Carl Gustav Jung.


Luca Bagatin



15 aprile 2012

Da "Il Venerabile" di Pier Carpi (Gribaudo & Zarotti Editori, 1993)



"Sì", disse Mola, "chi volesse salvare la massoneria, dovrebbe recuperare solide fondamenta nella tradizione e costruire sul nuovo, in chiave tradizionale e spirituale. Considerare l'eguaglianza come giustizia e non come livellamento, superare il concetto di tolleranza nel senso di accettazione e comprensione.
Una nuova massoneria veramente al di sopra delle fazioni, che possa essere grande per chi la vive e indispensabile anche per il mondo profano, per i contributi di tradizione, conoscenza e spiritualità che può trasmettere, e per un ruolo che possa consentire ai maestri massoni di farsi arbitri insospettabili ed accettati, di controversie internazionali, a qualunque livello.
Per esempio, in una crisi tra cristiani ebrei e musulmani, nessuna setta potrebbe intervenire offrendo garanzie di imparzialità. Mentre la massoneria sì, perché esistono massoni nel cristianesimo, nell'ebraismo e nell'islamismo. Questi gli aspetti profani, molto importanti, della nuova, vera, massoneria. Ma essa deve soprattutto forgiare con pazienza e umiltà, nobiltà e detenzione dei veri valori, se stessa nell'àtanor della vera conoscenza".
Esitai, prima di parlare.
"Pensi, Aldo", gli chiesi, "che esistano dei massoni in grado di agire in questo modo, di ricostruire, di dar vita a una istituzione vera, non compromessa con nulla, tradizionale, esoterica e iniziatica insieme, capace di rifiutare le compromissioni storiche come il nazionalismo, il totalitarismo, le banalità del kulturkampf di Otto Von Bismarck, il grottesco risorgimento italiano, l'anticlericalismo temporale e viscerale, il fanatismo delle sètte protestanti americane e tutte quelle contaminazioni volgari ricevute nei secoli e accolte come fatti misterici e cause da far proprie, invece di lasciarle fuori dai templi ?".
Aldo Mola mi sorrise, accarezzandosi le mani.
"Esistono. Ne sono certo", disse con sollievo. "Basta che comincino a operare e ce la faranno. Ovunque essi siano in questo momento, brindiamo al loro lavoro, per costruire la nuova fratellanza".
Alzammo il bicchiere. E, nel sorseggiare un delicato vino di quelle colline, non smettemmo di guardarci negli occhi.
Dunque una speranza, per la massoneria, c'è ancora ?




26 marzo 2012

"Il sentiero del bosco incantato": appunti sull'esoterico nella letteratura




Uno degli aspetti che mi ha sempre molto affascinato dell'arte, della pittura, del cinema, della letteratura, è la ricerca di molteplici significati, più o meno celati, più o meno nascosti, che l'occhio umano pressochè non riesce immediatamente a percepire. Oppure non percepisce affatto.
Un'opera dell'ingegno, qualsiasi essa sia, necessita - per essere apprezzata e compresa - di tutti i sensi umani che non sempre sono necessariamente cinque. Il celebre investigatore dell'incubo, nato dalla penna di Tiziano Sclavi, Dylan Dog, direbbe infatti che i sensi sono cinque...e mezzo !
Il cuore, organo che simbolicamente rappresenta il sentimento umano, è forse la chiave di lettura di un'opera nel suo insieme.
Luigi Pruneti, scrittore, saggista, nonchè Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro di una fra le più importanti Obbedienze massoniche italiane - la Gran Loggia d'Italia - è riuscito, in un corposo ed approfondito volume, a raccontare l'esoterico nella letteratura.
"Il sentiero del bosco incantato" (La Gaia Scienza Editrice), con prefazione dell'editore Antonio Tiberio Dobrynia, è un viaggio che parte dall'antichità per giungere alla modernità del fumetto, alla ricerca dei molteplici significati spirituali delle opere letterarie che, almeno una volta nella vita, ci sono capitate sotto gli occhi.
E' un viaggio che parte da Omero, dall'Odissea, dall'Eneide, dall'Antica Grecia la cui cultura è alla base della civiltà occidentale, passa per Dante, probabilmente iniziato alla setta dei "Fedeli d'Amore", il quale, per mezzo delle sue opere ha tentato un rinnovamento della cristianità, farcendo di simboli esoterici e misterici la sua "Divina Commedia". E poi il Rinascimento e dunque l'Umanesimo e la rinnovata ricerca spirituale in appositi circoli culturali atti a diffondere l'antico "Corpus Hermeticum", redatto dal mitologico Ermete Trimegisto, testo all'origine della moderna alchimia.
Luigi Pruneti non può, successivamente, non parlare dei Rosa-Croce e delle opere dei ricercatori spirituali a cavallo fra il 1500 ed il 1600, quali Elias Ashmole, Robert Fludd, Jacob Bohme, John Dee, Micheal Maier ed Emanuel Swedemborg e dunque inquadrarle quale origine e base della moderna Massoneria, nata ufficialmente nel 1717, a Londra e successivamente diffusa in tutta Europa, Asia e nel Nuovo Continente, quale confraternita universale alla ricerca dell'antica Gnosi, della spiritualità autentica ed ostacolata dalle Religioni Istituzionalizzate ed alla ricerca di quella fratellanza universale senza distinzioni così difficile da ottenere non solo nei secoli bui, ma persino in epoca moderna.
Troviamo qui, dunque, le opere letterarie e le commedie di Carlo Goldoni, massone che parlerà di Massoneria persino nelle celebri "Le donne curiose", ma anche quelle del già massone Vittorio Alfieri, nonchè gli accenni alla massoneria di Giacomo Casanova.
Se il Secolo dei Lumi, degna prosecuzione del Rinascimento umanista, sarà il secolo del rinnovamento spirituale senza dogmi, il XIX secolo conoscerà fasi alterne, con l'approssimarsi di correnti antimassoniche che già avevano colpito a morte due illustri vittime nel '700: il poeta Tommaso Crudeli ed il conte Alessandro Cagliostro, torturati ed uccisi dall'Inquisizione cattolica unicamente in quanto massoni ed esoteristi.
L''800 europeo conoscerà dunque le follie di Léo Taxil, già ex massone ed anticlericale, il quale si avvicinerà al clericalismo ed inizierà a scrivere opere antimassoniche nelle quali descriverà i massoni come adoratori del Demonio e le tornate di loggia quali sabba satanici. Alla fine, ad ogni modo, sarà lo stesso Taxil a spiegare che si era trattata di una burla, ma le sue opere sono ancora oggi ritenute veritiere, in particolare da settori clericali e amanti delle cosiddette "teorie del complotto".
L'800, ad ogni modo, come spiega Luigi Pruneti, sarà però anche caratterizzato da una fervente letteratura anticlericale nella quale, in particolare in Italia, ritroviamo la penna di massoni celebri: Giosue Carducci in primis, Vate della Terza Italia, ma anche il Generale Giuseppe Garibaldi, autore di "Clelia il governo dei preti".
In Europa, fra gli autori che più di altri utilizzarono le loro conoscenze esoteriche al fine di celarle nelle loro opere, ritroviamo Jules Verne ed Edward Bulwer-Lytton. Pensiamo ad esempio al "Viaggio al centro della Terra" di Verne, vera e propria allegoria iniziatica, oppure allo "Zanoni" di Bulwer-Lytton, oppure a "La razza ventura", in cui racconta di un ameno popolo sotterraneo ed in ciò è ravvisabile anche una certa influenza da parte della celebre occultista Madame Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, allora molto conosciuta ed apprezzata fra i ricercatori dello spirito ottocenteschi.
Capitolo curioso e molto interessante è quello riservato a Gabriele D'Annunzio, già iniziato alla Serenissima Gran Loggia d'Italia ed amante dell'esoterico, riscontrabile ad esempio nelle liriche dell'"Alcyone", così come in altri celebri autori del '900 quali Herman Hesse, Marguerite Yourcenar, Jorge Luis Borges, sino al celebrerrimo Tolkien e la sua letteratura cosiddetta fantasy, che celebra le antiche Tradizioni del Nord Europa.
Nemmeno le fiabe e le favole sono escluse dalla tradizione esoterica. Luigi Pruneti, infatti, ci parla del "Pinocchio" di Carlo Collodi, viaggio iniziatico di un pezzo di legno - allegoria della pietra grezza - che giunge, dopo numerosissime prove, alla consapevolezza e diventa essere in carne ed ossa, pensante, che giunge a comprendere i valori della Verità, alla Bellezza ed alla Bontà.
In questa disamina dell'esoterismo nelle opere letterarie, non possono mancare i fumetti.
Il celebre fumettista veneziano Hugo Pratt, già massone della Gran Loggia d'Italia iniziato presso la Loggia Hermes e profondo viaggiatore e conoscitore delle culture e civiltà del mondo, con il suo "Corto Maltese", celebrerà l'esoterismo nel fumetto.
Corto Maltese, il marinaio, il viaggiatore, il profano alla ricerca di mondi sconosciuti, il paladino della libertà e dell'emancipazione senza bandiera, è l'esempio fumettistico più azzeccato in questo senso. In "Favola di Venezia", Hugo Pratt, inserirà persino alcuni suoi Fratelli di Loggia, oltre che la mitologica Clavicola di Salomone, ricercata da Corto Maltese.
Luigi Pruneti, ad ogni modo, si sofferma anche ad analizzare fumetti più - per così dire - "commerciali" quali Dampyr e Dylan Dog, portatori e veicolatori di valori positivi ed attinenti alla realtà nella quale viviamo.
L'ultimo capitolo de "Il sentiero del bosco incantato" è dedicato ai simpatici omini blu, ovvero i Puffi, erroneamente creduti da molti quali allegoria dei massoni, aspetto che, purtuttavia, Pruneti sembra escludere e sfatare.
Il saggio di Luigi Pruneti qui per sommi capi riassunto è, ad ogni modo, un'utilissima guida per tutti coloro i quali intendono o intenderanno approcciarsi alla letteratura, sia essa classica, avventurosa o fumettistica, con occhio attento e critico. Alla ricerca di significati percepibili...con quel quinto senso e mezzo presente solo nel cuore di chi sa ascoltare.

Luca Bagatin



7 ottobre 2011

Risposta all'articolo di Liliana Speranza su "La Voce Repubblicana" relativo a Massoneria e P2


Ho letto con attenzione il dotto articolo di Liliana Speranza ("La Voce Repubblicana" del 30 settembre 2011), relativo alla Massoneria ed alla morale. Articolo sicuramente di grande valore ed approfondimento, di cui pur non condivido un aspetto.
Liliana Speranza parla infatti di "trame di Gelli", riferendosi alla P2.
Non capisco, infatti, a che cosa si riferisca, visto che Licio Gelli e gli appartenenti alla P2 furono assolti con formula piena con le sentenze della Corte d'Assise di Roma che, fra il '94 ed il '96, assolsero sia la P2 dalle accuse di "complotto ai danni dello Stato", che lo stesso Gelli per le innumerevoli accuse attribuitegli.

Non è esatto dire, inoltre, che la P2 non praticasse la morale. Semmai non seguiva i Landmark massonici fissati nel 1723, ma, sotto il profilo legale e profano, essa fu ineccepibile.
Sin dalla sua fondazione, nel 1877, quando ancora si chiamava Loggia Propaganda, l'allora Gran Maestro Giuseppe Mazzoni, stabilì che essa dovesse avere scopi eminentemente politici e fu con questa impronta che, il successivo Gran Maestro Adriano Lemmi, la rafforzò.
Allora, il Grande Oriente d'Italia, era considerato una sorta di "partito dello Stato" a rafforzamento degli ideali risorgimentali e patriottici. La Loggia Propaganda, proprio per il suo essere "loggia coperta" (ma non segreta !), ovvero partitolarmente discreta, fu utilizzata proprio all'assolvimento pieno di tale funzione.
Fu così che nella Loggia Propaganda entrarono: Agostino Bertani, Giosue Carducci, Ernesto Nathan, Aurelio Saffi, Menotti Garibaldi, Giuseppe Zanardelli e molti altri: fossero repubblicani-mazziniani o liberali-monarchici, ovvero la "crème" della politica dell'epoca.
Dopo la caduta del fascismo, allorquando fu ricostruita la Massoneria in Italia, con la riedificazione delle Logge, la Propaganda fu denominata Loggia Propaganda 2. Fu ricostituita e rafforzata dal Gran Maestro Giordano Gamberini e, successivamente, con il Gran Maestro Lino Salvini, fu affidata a Licio Gelli. Di scarsissima cultura esoterica, ma di notevoli doti di mediatore e di organizzatore.
Lo scopo della Loggia Propaganda, ovvero della Propaganda 2, nel dopoguerra, doveva essere sempilcemente quello di rafforzare il centrismo al governo, ovvero impedire ai comunisti ed alle forze eversive di destra e di sinistra, di prendere il potere in qualsiasi modo.
Non a caso i suoi aderenti erano tutti di orientamento politico liberale, socialista, repubblicano, socialdemocratico e cattolico liberale.
Ciò lo spiegò chiaramente lo scrittore Pier Carpi in due libri, volutamente dimenticati dall'intellighenzia culturale italiana, ed oggi lo spiega il prof. Aldo A. Mola, anche nell'intervista che gli ho fatto.
Ora, si può dire che la P2 e, prima di essa, la Loggia Propaganda, abbiano poco a che vedere con la Massoneria ed il suo carattere iniziatico e spirituale. Vero.
Il punto però è che tale scelta va attribuita unicamente al Grande Oriente d'Italia che, storicamente, in Italia ebbe un ruolo politico importante nella formazione dello Stato unitario e post-unitario. E lo assolse anche in modo positivo.
Nel 1905, purtuttavia, tale politicizzazione si accentuò a dismisura con il peggior Gran Maestro che il GOI abbia mai avuto, ovvero con Ettore Ferrari, che rafforzò tale carattere politico e per nulla massonico ed iniziatico dell'Istituzione, ovvero allorquando il GOI prese una piega fortemente ateistica ed anticlericale.
Ettore Ferrari impose alle Logge il triplice giuramento: antimonarchico, antimilitaristico e anticlericale ed introdusse apertamente la politica in Loggia, in pieno contrasto con la libertà dai dogmi, di culto e di pensiero politico professata dalla Massoneria sin dalle sue origini.
Fece bene, infatti, il pastore protestante Saverio Fera - Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato - nel 1908, a slegarsi dal GOI, in contrasto con Ferrari, ed a costituire la Serenissima Gran Loggia d'Italia, oggi Gran Loggia d'Italia degli ALAM ed a riportare buona parte della Massoneria italiana al suo scopo originario - gnostico ed esoterico, lontano da ogni politicismo.
Questi, in sintesi, i motivi per i quali la Loggia P2 non può ritenersi nè segreta nè complottistica. Semmai lontana dai Landmark massonici, ma ciò non fu causa diretta di Gelli, bensì dell'evoluzione storica del GOI.

Luca Bagatin



22 agosto 2011

AlchimiAlchimie 2011: dal 26 al 28 agosto



Anche quest'anno, nella stupenda cornice della Rocca di San Leo, nel Montefeltro, si terrà la più prestigiosa manifestazione dell'esoterismo, dell'alchimia e della spiritualità presente in Italia, ovvero AlchimiAlchimie: dal 26 al 28 agosto prossimi.
Manifestazione aperta a tutti, ai grandi ed ai più piccini, In omaggio al conte Alessandro di Cagliostro, grande massone ed alchimista, organizzata in collaborazione con le maggiori Obbedienze massoniche italiane, quali il Grande Oriente d'Italia e la Gran Loggia d'Italia e l'Amministrazione comunale di San Leo, che danno vita, da anni, a questa prestigiosa kermesse che insegna come l'Alchimia e la Spiritualità siano più vicini all'individuo moderno di quanto non lo siano state nel passato.
Fra gli incontri pubblici, quest' anno, anche interessanti conferenze a cura dell'amico Moreno Neri e del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Pruneti della GLDI.
Vedi qui http://www.granloggia.it/GLDI/default.aspx/1728-alchimialchimie_2011__san_leo__26_agosto_2011.htm?qry=EventDet&PageID=1728
e anche qui http://notiziariomassonicoitaliano.blogspot.com/2011/08/san-leo-27-agosto-2011-alchimiaalchimie.html




24 maggio 2011

Il Viaggio Iniziatico - ovvero - I 33 Gradi della Saggezza

Il 33, nella Tradizione esoterica, è il numero sacro per antonomasia.
33 è, ad esempio, il numero delle vetrebre che sostengono il corpo umano ed è il numero che, convenzionalmente, è stato scelto per indicare l'età della morte di Gesù detto Il Cristo.
Ma è anche il numero del Salmo che ci rivela che Dio è Tutto in Tutti.
Inoltre assume un numero illimitato di significati spirituali che non sto qui ad elencare (e che comunque può essere ritrovato in numerose pubblicazioni a tema).
33 sono i gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Tradizione libero muratoria e, significativamente, lo scrittore francese Christian Jacq ha dedicato ad esso un agile volume edito recentemente in Italia per le Edizioni L'Età dell'Acquario: "Il Viaggio Iniziatico ovvero I 33 Gradi della Saggezza".
Ne "Il Viaggio Iniziativo", Jacq, racconta il suo incontro con un Maestro spirituale - Pierre Deloeuvre (Pietro Dell'Opera...guarda caso) - presso la Cattedrale di Metz.
Qui, il Maestro, introduce lo scrittore nel simbolismo della cattedrale e glielo esplica, passo per passo.
Dal primo al settimo grado troviamo infatti la Regina seduta su un trono che respinge un servitore, ovvero il servo fellone che la tradisce. Il servo è colui il quale respinge l'Iniziazione spirituale e, così facendo, si perde completamente.
Il primo ostacolo all'Iniziazione - come spiega Deloeuvre - è infatti l'infedeltà.
Il secondo ostacolo è il suicidio, ovvero il respingimento della vita, l'accettazione di una volontà negativa.
La vita dell'Iniziato, dunque, non và subita, ma affrontata con tutti i suoi irti ostacoli e senza avarizia alcuna.
Altro simbolo che i Nostri trovano nella Cattedrale è l'Albero secco, che rappresenta l'inizio del viaggio esoterico. Da un Albero secco, inteso sotto il profilo spirituale, possono germogliare infatti i frutti utili alla presa di coscienza dell'Iniziato.
Sarà poi il simbolo dell'Aquila a mostrare la luce interiore al postulante, che è anche simbolo dell'Apostolo Giovanni, il prediletto da Cristo.
Pierre Deloeuvre, mostra poi a Jacq il simbolo del Toro e gli ricorda che è durante l'Era del Toro che prosperarono le grandi civiltà apparse sulla terra: Egizia, Babilonese, Vedica, Cinese.
Sarà così che l'aspirante Iniziato potrà dialogare con i personaggi delle Maschere, ovvero la dualità presente nel mondo terreno al fine poi di poter lottare contro il Drago che protegge tesori nascosti, sgomina i codardi e può essere domato solo dai giusti.
Una volta superato l'ostacolo del Drago ecco presentarsi alla vista dei Nostri amici, il bassorilievo del Delfino, ovvero del re dei pesci, il quale conduce l'aspirante Iniziato alla purificazione per mezzo delle acque dell'Oceano primordiale.
Al quattordicesimo gradino troviamo ad attenderli la Colomba, portatrice della sostanza divina in quanto essa stessa aspetto femminile del Creatore, secondo gli gnostici. La Colomba propone dunque al postulante una dura prova: uscire dall'oceano dei pensieri pur senza perderli di vista.
Giunti a questo punto si è quasi alla metà del cammino. Ove Deloeuvre mostra a Jacq il simbolo dell'Elefante, la cui intelligenza ricettiva è una sorta di battesimo per l'aspirante Iniziato.
Il Serpente, invece, lungi dall'essere l'incarnazione del simbolo del male, rappresenta l'intelligenza attiva, ovvero la volontà del singolo di "riunire ciò che è sparso", conoscere senza pregiudizio alcuno.
Ma ecco attenderli la Spada, ovvero il gladio che rappresenza la giustizia, ovvero il "raggio di luce" indispensabile al Cavaliere per proseguire il suo cammino.
Al diciottesimo grado, i Nostri, incontreranno il tempio della Luna, la quale è simbolo legato al dio Thot degli Antichi Egizi. La Luna ha dunque il significato di giuramento per l'aspirante Iniziato.
Dalla Luna egli passerà successivamente al Sole, il punto più critico, ovvero il passaggio da una condizione ad un'altra.
E qui si chiude il ciclo del cosiddetti Piccoli Misteri.
Da qui in avanti, Pierre Deloeuvre mostrerà a Christian Jacq il cammino del Grandi Misteri, ovvero quelli che vanno dal ventesimo al trentatreesimo grado.
Qui, oltre al Sole, troviamo il simbolo della Temperanza, la quale permette al postulante di superare la dualità Luna-Sole, ovvero notte e giorno.
Ma eccoli giunti di fronte al simbolo dell'Uomo bendato, il quale contempla il suo mondo interiore, alla ricerca della Divinità, insita entro sè stesso ed in ogni essere. Bendato, peraltro, è anche l'aspirante massone prima di ricevere la completa Iniziazione, ovvero il battesimo della Luce, che lo porterà ad una nuova rinascita.
E successivamente incontrerà - al ventitreesimo grado - il Pellicano, simbolo esoterico per antonomasia, che racchiude le tre virtà di Fede, Speranza e Carità.
Successivamente incontreranno la Fenice, la quale è destinata sempre e comunque a rinascere dal fuoco, essendo essa simbolo di rigenerazione spirituale degli esseri.
Altro simbolo fondamentale nel cammino dell'Iniziato è l'Aquila, la quale possiede l'energia dell'origine del mondo. Essa, come fa con i suoi piccoli, mette alla prova i novizi e li espone ai raggi del Sole: se non sopportano il "fuoco celeste", li getta nel vuoto.
Una volta superata questa prova, l'aspirante Iniziato si troverà dinnanzi al Leone: la saggezza terrestre. Grazie ad esso il costruttore impara a comprendere la saggezza celeste, ovvero il simbolismo dell'Aquila.
Dal ventisettesimo al trentesimo grado, il Maestro d'Opera, mostra al Nostro i quattro uomini con l'anfora.
Il primo ha un atteggiamento rilassato, incurante. Egli è colui il quale desidera acquisire conoscenza spirituale per sè, senza condividerla con gli altri.
Anche il secondo uomo lascia cadere l'acqua dall'anfora e sembra incurante di ciò che fa. Egli non ha compreso il simbolismo dei rituali poichè difetta di attenzione. Si aggrappa alla forma esteriore, senza coglierne la sostanza.
Il terzo personaggio tiene l'anfora in maniera sin troppo salda e sicura ed ha un atteggiamento autoritario e dottrinale. Egli è privo di umiltà e crede ti trasmettere all'esterno grandi verità. Ma in realtà è semplicemente un erudito che conosce il significato dei simboli solo in apparenza.
Il quarto personaggio, invece, simboleggia la "trasmissione dello spirito" in quanto raggiunge il cuore di ciascuno. Tiene saldamente l'anfora, regola il flusso dell'acqua ed il suo volto esprime serenità. Egli è un vero Maestro d'Opera, un massone perfetto.
Eccoci giunti dunque al trentunesimo grado, quello del Leone alato, ovvero l'unione dei due Regni: quello della Terra e quello del Cielo.
Il trentaduesimo grado ci presenta dunque l'Angelo, ovvero l'uomo a immagine di Dio. L'Angelo, infatti, è inviato da Dio sulla terra per ricondurre l'uomo al Principio che l'ha generato.
Il Trentatreesimo grado - l'ultimo gradino che l'aspirante Iniziato dovrà salire - non è altro che la consapevolezza che l'Albero fiorito, ovvero l'obiettivo ultimo, è la Comunità dei costruttori. La Confraternita di Maestri d'Opera perfetti che hanno compiuto un lungo viaggio di perfezionamento interiore per giungere ad avvicinarsi alla Divinità.
Christian Jacq, con questo libro ricchissimo di simbolismo gnostico, massonico ed esoterico che in questa recensione ho solo brevemente cercato di spiegare, è giunto dunque all'essenza del simbolismo e del significato più puro della Massoneria.
La ricerca di Dio in tutti gli esseri.

Luca Bagatin



13 maggio 2010

Vincenzo Cacace: artista esoterico

VINCENZO CACACE: ARTISTA ESOTERICO

di Luca Bagatin

TRATTO DAL NUMERO 5 (Maggio-Agosto 2010) DI "YR MAGAZINE"

Organo dell'Arco Reale in Italia - Rito di York


Vincenzo Cacace è un artista della provincia di Caserta, nato a Nusco (Av) nel 1949 e diplomato all’Istituto d’Arte di Torre del Greco (Na) ed all’Accademia di Belle Arti di Napoli,

Allievo del Bresciani, del Brancaccio e del Barisani, le sue opere pittoriche racchiudono profondi significati esoterici tipici della Tradizione iniziatica.

Penetrando nella home page del suo sito www.webalice.it/vincenzocacace - “fili legati alla fantasia” - possiamo infatti notare l'ampio utilizzo che egli fa dell'allegoria, in particolare legata al Tempio di Salomone ed alle Colonne Boaz e Jakin.

Ed è infatti una fantasia allegorica e simbolica il filo conduttore delle sue opere che possiamo ammirare alle sezioni grafica e pittura. Nella prima – impreziosita dalle recensioni di Gino Grassi, Salvatore Di Bartolomeo ed Angelo Calabrese, possiamo notare il tratto grafico che riprende pressoché in toto il mito e la tradizione greco-romana.

Nella sezione pittura, invece, siamo catapultati in una dimensione onirica, junghiana, fatta di luoghi-nonluoghi immaginari ed immaginifici, di città sospese, con ampio utilizzo del colore azzurro a simboleggiare cielo ed acqua. Luoghi popolati da figure angeliche, ma anche da teneri amanti, uomini pensanti, ancestrali battaglie e da templi e colonne elevati ad una Divinità che l'individuo ricerca in sé stesso e mira a raggiungere.

Una Divinità raffigurata dall'Occhio onniveggente del Grande Architetto dell'Universo della Tradizione esoterica occidentale.

“Ordine e Caos”, tema principale di ben due opere del Cacace, che riprende il motto “Ordo ab Chao” del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Libera Muratoria, ovvero l'impegno che l'Iniziato si assume nel rimettere ordine nel caos: il cammino verso il perfezionamento interiore, ovvero verso la Divinità.

Il sito di Vincenzo Cacace è, anche alla sezione link e contatti, impreziosito da ulteriori recensioni di critici d'arte che ne esaltano le capacità artistiche e pittoriche.



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini