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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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28 marzo 2014

Donne e Massoneria: gli articoli non si “rubano” e soprattutto non si censurano !

Con un certo disappunto ho avuto modo di apprendere che una non meglio precisata “Loggia” massonica denominata “Acacia” all'Oriente di Roma, di una non meglio precisata Obbedienza denominata "Gran Loggia Nazionale Antichi Massoni d'Italia" (curioso che essa si richiami alla "discendenza di Piazza del Gesù", visto che l'unica Obbedienza accreditata che può richiamarsi a Piazza del Gesù è la Gran Loggia d'Italia degli ALAM di Palazzo Vitelleschi...sic !), ha pubblicato - senza alcuna autorizzazione del sottoscritto e senza citare alcuna fonte – al seguente link http://www.loggiaacacia.org/Notizie.asp?Titolo=Donne+e+Massoneria&Lingua=IT il mio articolo intervista alla professoressa Francesca Vigni relativo alle Donne in Massoneria.

Detto articolo, pubblicato peraltro anche nel mio saggio “Universo Massonico” (Bastogi Editrice), fu per la prima volta da me pubblicato nel mio blog il 28 ottobre 2010 al seguente link http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/2010/10/28/donne_e_massoneria_unintervist.html.

Ora, la cosa più vergognosa è che detta presunta “Loggia” Acacia - come avranno modo di notare i lettori più attenti - si è addirittura permessa di pubblicare il mio pezzo censurandolo in alcune sue parti fondamentali !

Non mi pare che tutto ciò rappresenti un comportamento corretto, sia sotto il profilo deontologico che legale, oltre che sotto il profilo massonico e fraterno e pertanto auspico che questi “massoni sui generis” se ne rendano conto e provvedano alle opportune rettifiche.

Colgo l'occasione, ad ogni modo e se ce ne fosse bisogno, per far presente ai lettori, agli organi di stampa e/o agli aspiranti massoni, che in Italia le UNICHE Obbedienze massoniche accreditate, per Storia, cultura e tradizione sono: la Gran Loggia d'Italia degli ALAM (www.granloggia.it) oggi guidata dal prof. Antonio Binni, il Grande Oriente d'Italia (www.grandeoriente.it) oggi guidato da Stefano Bisi e la Gran Loggia Massonica Femminile d'Italia (www.granloggiafemminile.it) oggi giudata da Maria Pia Ferrari.

Diffidate, dunque, dalle imitazioni (specie se si comportano in modo poco corretto) !


Luca Bagatin



6 ottobre 2013

Le nove chiavi dell'antiquario: intervista esclusiva di Luca Bagatin all'autore Martin Rua

Martin Rua è un amico, collega blogger e scrittore che conosco da dieci anni.

Ci incrociammo sul web, attraverso i rispettivi blog, quando egli - prima di aprire il sito ufficiale www.martinrua.com - curava il suo mitico primissimo blog www.martinrua.ilcannocchiale.it con lo scopo primario di divulgare il materiale narrativo che, allora, teneva nel cassetto e che meditava di far pubblicare.

Nel 2008 vi riuscì, finalmente, con "L'Ombra d'Argento", un bellissimo thriller edito dalla A&B, con prefazione del prof. Luigi Pruneti, attuale Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, ove alchimia, massoneria e lotta al nazismo si fondevano.

Oggi, Martin, dopo successi editoriali in e-book quali "La luna di sabbia" e "Il Codice Baphomet", che hanno avuto oltre diecimila scaricamenti sul web, è approdato alla Newton Compton, la quale gli ha pubblicato il bel tomo cartonato dal titolo "Le nove chiavi dell'antiquario" e dove il protagonista è, ancora una volta, un antiquario napoletano aderente alla Massoneria, ovvero Lorenzo Aragona.

Lorenzo Aragona, nel primo volume della Parthenope Trilogy, così come il Martin Rua de "L'Ombra d'Argento", dovrà scongiurare l'avvento della Nuova Thule, ovvero un'organizzazione neonazista mai scomparsa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la quale ha l'obiettivo di ricostituire il Reich.

In "Le nove chiavi dell'antiquario" la Thule vorrà impossessarsi del mitologico Baphomet dei Cavalieri Templari, nel quale è racchiuso il Guardiano della Soglia, altra figura mitica di cui parlò, per la prima volta, lo scrittore ottocentesco Edward Bulwer-Lytton nel suo "Zanoni".

Ma a che scopo risvegliare il Guardiano della Soglia ? E che cosa c'entra l'antiquario massone Lorenzo Aragona in questa vicenda ?

Fra Napoli, Kiev, Zurigo e Roma, il romanzo di Martin Rua si snoda su tre livelli narrativo-temporali: la Gerusalemme dei Templari, la Berlino del 1945 e i giorni nostri in un susseguirsi di colpi di scena, donne affascinanti, enigmatiche e tutt'altro che docili e personaggi alquanto bizzarri.

Lungi dal voler svelare altri arcani del romanzo, oggi ho il piacere e l'onore di intervistare, per la prima volta e in esclusiva, l'amico Martin.

Lua Bagatin: Iniziasti come blogger, nel 2004, proprio per promuovere i tuoi primi scritti. Ne è passata di acqua sotto i ponti, da allora...

Martin Rua: Eh sì, sono decisamente più vecchio di allora ! E di certo più consapevole di limiti e capacità.


Luca Bagatin: Come è nata la tua passione per la scrittura, il mistero, l'esoterismo?

Martin Rua: Le tre cose non sono necessariamente collegate. Ho iniziato a scrivere da piccolo, prima soprattutto poesie, poi anche racconti e infine romanzi. La passione per il mistero l’ho sempre avuta e poi, a un certo punto, ho trovato nelle discipline esoteriche un ulteriore approfondimento.


Luca Bagatin: Quanto ha influenzato la tua conoscenza della Massoneria nella stesura dei tuoi romanzi?

Martin Rua: Parecchio direi, tanto che il mio protagonista, Lorenzo Aragona, è egli stesso massone, anche se questa sua appartenenza verrà fuori di più nei romanzi successivi.


Luca Bagatin: Come ti spieghi il successo senza precedenti di titoli come “La luna di sabbia” e “Il Codice Baphomet”, tutti pubblicati in formato e-book ?

Martin Rua: In realtà il vero boom l’ho avuto con “Il Codice Baphomet” – che poi sarebbe una versione meno curata de “Le nove chiavi dell’antiquario”. Mi sono sempre spiegato il successo come una combinazione di tre elementi: una buona storia, una bella copertina, un prezzo interessante.


Luca Bagatin: Pensi che gli e-book surclasseranno i libri tradizionali?

Martin Rua: Fintanto che ci saranno tradizionalisti come te, no ! (ride). Scherzi a parte, non credo proprio, ma stanno comunque guadagnando terreno. Vanno tenuti in considerazione.


Luca Bagatin: E' vero che sei un “alchimista operativo”? Ovvero?

Martin Rua: Non è esattamente così. Mi appassiona l’alchimia, quella vera, quella da laboratorio e i libri che leggo sono quelli scritti da alchimisti che materialmente lavoravano ai fornelli nei loro laboratori. Questo però non vuol dire che lo faccia anche io. Almeno non ancora. Ho molto da imparare.


Luca Bagatin: Nel tuo ultimo romanzo “Le nove chiavi dell'antiquario” si parla sia di Massoneria che di Templari. Tematiche che, negli ultimi anni, sembrano andare per la maggiore. Come te lo spieghi?

Martin Rua: Sono due argomenti che portano con sé un bagaglio di segreti e misteri. Due elementi che affascinano l’uomo da sempre. Mettili insieme e ottieni una miscela esplosiva.


Luca Bagatin: A tuo parere i massoni speculativi odierni sono davvero gli eredi degli antichi Templari?

Martin Rua: No, e chi lo pensa è un illuso. Primo perché i Templari sono ufficialmente finiti nel 1314. Secondo perché dei massoni speculativi di oggi credo che pochi abbiano ancora le conoscenze esoteriche di un tempo. Detto questo, però, sono convinto che esistano ancora iniziati, in giro per il mondo, che sanno più di quello che noi sappiamo sulla reale conoscenza dei Templari. E questi iniziati possono anche essere massoni, ma non necessariamente. La Massoneria è una via, un metodo per avvicinarsi all’illuminazione. Ma è “un” metodo, non “il” metodo.


Luca Bagatin: Il tuo primo romanzo, “L'ombra d'argento”, ha avuto come protagonista te stesso. Oggi Martin Rua sembra aver ceduto il passo all'antiquario massone napoletano Lorenzo Aragona, come mai questa modifica?

Martin Rua: Per evitare una certa confusione tra autore e protagonista. Meglio tenere le due cose separate. Almeno per ora !


Luca Bagatin: Che cos'è, per te, la Massoneria oggi ?

Martin Rua: Ho un'idea di Massoneria abbastanza idealizzata e sicuramente lontana da tutti gli stereotipi complottisti così in voga. La Massoneria è una scuola iniziatica, insegna un metodo per migliorarsi. Ma è anche una degli ultimi depositari di antiche tradizioni esoteriche, ormai quasi scomparse. Da questo punto di vista i massoni hanno la grande responsabilità di "custodi".


Luca Bagatin



9 maggio 2013

Recensione di "Universo Massonico" di Luca Bagatin redatta da Marcella Andreini per "Officinae" del marzo 2013

Per la Befana 2013, mi trovavo sul sito di Luigi Pruneti, stavo per inviare il mio 3° messaggio nell’arco degli ultimi 3 o forse 4 anni, quando mi accorgo che anche i due precedenti, li avevo mandati nei giorni di festa: Pasqua, di non ricordo quale anno, e l’Epifania del 2012. Mi sono chiesta perché nei giorni di festa mi ritrovassi casualmente (esiste la casualità? esiste un richiamo? sento il respiro delle costellazioni?) ad inviare messaggi proprio in quel sito. E così, per la Befana 2013, mi ritrovo il libro “Universo Massonico” di Luca Bagatin, consegnatomi, non da una gobba vecchietta a cavallo di una scopa, ma da un corriere: si sa, con il tempo si sono accorciati i tempi. Ma i regali arrivano ancora. E la prefazione scritta da Luigi Pruneti inizia con un ricordo personale di Pruneti con l’immagine di una gerla che conteneva i regali portati, rieccola di nuovo lei, dalla Befana a Luigi Pruneti bambino.

Era inevitabile che accettassi di scrivere questa recensione, la Befana lo pretende, mi ha inviato troppi segnali che non posso certo ignorare.

Come ci dice l’autore, Luca Bagatin, nella nota introduttiva all’opera Universo Massonico (Bastogi editore), il volume raccoglie i suoi scritti pubblicati dal 2005 in riviste che affrontano tematiche massoniche ed esoteriche e nel suo blog (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Bagatin non scrive tenendo per mano il lettore, non lo coccola, non lo guida, piuttosto lo trascina in un viaggio che lo porta dalle Radici gnostiche della Massoneria, con cui si apre il primo capitolo, per arrivare alle interviste attuali a chi la Massoneria la vive e ne porta avanti gli ideali nella propria quotidianità, ricoprendo ruoli di dignitari di loggia come Gabriella Bagnolesi Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia; storici della Massoneria come il Prof. Aldo A. Mola; e, tra gli altri, l’articolo-intervista al Prof. Luigi Pruneti Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli ALAM; la Prof.ssa Francesca Vigni che ha rilasciato un’interessante intervista sulla questione femminile in Massoneria; e, da non dimenticare, Nathan Gelb autore del thriller Delitti sotto la cenere che vede come protagonista il Gran Maestro della Massoneria partenopea, Raimondo de Sangro.

Da mettere in evidenza il terzo capitolo, dedicato ai ritratti di grandi iniziati, partendo da Cagliostro (…l’emblematica figura del Gran Cofto Alessandro Cagliostro, dimostra, insieme a quella dell’altrettanto misterioso Conte di Saint Germain e dei fondatori del Martinismo Martinez de Pasqually e Louis Claude de Saint-Martin, come il Secolo dei Lumi non fu solamente mera ragione e mero materialismo, bensì diede l’impulso per una rinnovata apertura verso gli antichi concetti Ellenistici, Ermetici e dunque Gnostici del Vero, del Bello e del Buono. Che sono anche alla base di ogni Civiltà degna di questo nome.); Luca Bagatin ci ricorda poi le figure del conte di Saint Germain di Helena Petrovna Blavatsky fondatrice della Società Teosofica (a cui ho aderito nel 2001, condividendone totalmente i principi: Fratellanza Universale dell’Umanità senza alcuna distinzione; studio comparato delle fedi, delle filosofie e delle scienze; ricerca dei poteri latenti dell’individuo.); e poi la figura di Saverio Fera a cui si deve la fondazione della Gran Loggia d’Italia (Il Fera, in linea con lo spirito originario della Massoneria, non potendo sopportare la politicizzazione dell’Istituzione, ovvero la sua trasformazione in vero e proprio partito politico, ricostituì – nel 1908 – la Massoneria Scozzese con buona parte del Supremo Consiglio di cui faceva parte e, nel 1910, diede vita alla Serenissima Gran Loggia d’Italia, poi Gran Loggia d’Italia degli ALAM); seguono i profili di Giordano Gamberini, Lino Salvini e Giovanni Ghinazzi.

Interessante, a mio avviso, il quarto capitolo Letteratura e Massoneria. Ancora un viaggio. La letteratura permette un’infinità di viaggi: tra le righe, tra le parole spesso sacre e quasi sempre un simbolo; un viaggio nel profondo e poi verso la cima “a riveder le stelle”; un viaggio letterario esoterico è anche, spesso in orizzontale, quanti personaggi vanno alla ricerca, nelle loro avventure, della risoluzione di se stessi e delle loro vite, succede nelle Avventure di Pinocchio, succede nel Decameron, succede un po’ dovunque lo si voglia trovare. Ecco che Luca Bagatin ci presenta un esempio di quel viaggio “V.I.T.R.I.O.L”, dedicando ampia analisi al Viaggio al centro della terra di Jules Verne, in quel centro terrestre da identificare con il nostro io interiore, dove troviamo la nostra vera pietra, il nostro oro interiore; è in quelle viscere terrestri che Guenon ne Il Re del mondo, come ricorda Luca Bagatin, colloca l’Agarthi. Si giunge al più recente (2009) Il sentiero del bosco incantato di Luigi Pruneti, un viaggio esoterico nella letteratura partendo dall’opera di Apuleio, fino a giungere alla modernità del fumetto, non tralasciando la fiaba che, di quel bosco incantato e luogo di sacralità segreta, è la protagonista assoluta.

Universo Massonico, di pagina in pagina, ci porta a spaziare in un mondo che sempre ha affascinato l’uomo desideroso di conoscenza; libro che si pone come punto di partenza per chi è ancora nella fase di curioso che di conoscitore; ma anche un libro di grande interesse, per le sorprese che rivela - in quanto Bagatin ha potuto attingere da fonti non a tutti note – per coloro che già sono profondi conoscitori dell’universo massonico.


Marcella Andreini

www.orlando-kokoro.blogspot.it



28 aprile 2013

Intervista di Lanfranco Palazzolo a Luca Bagatin su Radio Radicale a proposito del volume "Universo Massonico" (Bastogi Editrice)




La massoneria non cerca il potete politico (intervista di Lanfranco Palazzolo)



Intervista a Luca Bagatin
Voce Repubblicana, 10 aprile 2013
di Lanfranco Palazzolo

La massoneria è indipendente rispetto ad ogni potere politico. Lo ha detto alla “Voce” Luca Bagatin, autore di “Universo massonico” (Bastogi),  libro che ripercorre la storia della massoneria. Il libro si avvale della prefazione del Gran Maestro Luigi Pruneti.
Luca Bagatin, come è nata l’idea di questo libro? Ritiene che la massoneria sia stata la principale artefice del nostro processo unitario?
“Ho cominciato ad interessarmi di massoneria sin da giovanissimo. Sono sempre rimasto attratto dall’aspetto simbolico della massoneria.  Molti commettono un errore quando ritengono che la massoneria sia qualcosa di segreto ”. In realtà, la massoneria è un’istituzione segreta. Una sorta di religione laica che si occupa di migliorare la coscienza dell’individuo. Per quanto riguarda la massoneria e il processo unitario italiano, credo che nel nostro paese sia accaduto quello che è avvenuto nella seconda metà del XVIII secolo negli Stati Uniti, dove alcuni esponenti della massoneria hanno partecipato al processo di emancipazione nazionale. C’è stata una massoneria vicina alla monarchia e una, di rito scozzese, più vicini agli ideali repubblicani. Rispetto alle Chiese i massoni non fanno proselitismo. Sono i singoli individui che hanno la vocazione agli ideali massonici. La diceria che vede la massoneria come un’organizzazione segreta nasce proprio con il Risorgimento visto che molte delle organizzazioni patriottiche erano fuori-legge e quindi nascoste”.
Perché si è concentrato sugli aspetti della vita massonica più lontana dai rapporti con il potere politico?
“La massoneria non ha mai fatto politica. Io ho fatto un excursus che parte dalle origini della massoneria, che sono precedenti alla nascita ufficiale della massoneria nel 1717. I primi massoni erano dei muratori operativi che costruivano le cattedrali attraverso i maestri costruttori che avevano attinto dagli studi degli antichi greci e degli antichi egizi. C’è tutta una tradizione millenaria di pensiero gnostico, rituale massonico. Nel 1717 questa tradizione è diventata massoneria speculativa che ha accettato alchimisti, filosofi e professionisti”.
Ma come viene trattato il rapporto tra massoneria e politica?
“Nel libro sono stato costretto a parlarne anche a causa del falso scandalo della P2, che ha portato alla gogna molte persone che facevano parte della massoneria, ma che non avevano cospirato contro lo Stato”. 
I partiti disprezzano la massoneria? Nel Pd era scoppiata una grossa polemica su questo argomento.
“Non è successo solo nel Pd. Anche AN aveva una norma che vietava l’iscrizione alla massoneria. E’ un odio trasversale che ha toccato tutti i partiti. L’indipendenza della massoneria ha fatto concorrenza all’ortodossia cristiana e dal potere statuale come la monarchia”.



9 luglio 2012

"Novità storiche nel museo della Gran Loggia d'Italia" di Aldo A. Mola

NOVITA’STORICHE NEL MUSEO DELLA GRAN LOGGIA D’ITALIA

di Aldo A. Mola

Nella foto, a sinistra, il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia prof. Luigi Pruneti e, a destra, particolare della sala del Tempio della GLDI


Paolo Thaon di Revel, ministro della Marina nei primi anni del governo Mussolini e Duca del Mare, cinse ai fianchi il grembiulino di massone e, col 33° grado, fu membro del Supremo Consiglio del Rito scozzese antico e accettato. E’ una delle rivelazioni offerte dal Museo della Massoneria, aperto da martedì 10 luglio in Roma, a Palazzo Vitelleschi (via S. Nicola de’ Cesarini 3), sede della Gran Loggia d’Italia, che in questi giorni ospita l’Associazione internazionale dei musei massonici. Oltre a cimeli, libri rari, diplomi, un ritratto autografato da “Joseph Mazzini” e molti gioielli di loggia, il Museo anticipa alcuni dei ventimila e più nomi elencati in registri matricolari tra il 1915 e il 1925. Il Piemonte vi ha parte di spicco. Tra gli affiliati alla Gran Loggia figurano infatti Vittorio Valletta, che per decenni fu lo stratega della Fiat e rimase al suo comando anche quando, su istigazione di Giorgio Amendola, i “partigiani” volevano ammazzare sia lui sia Giovanni Agnelli, “epurato” dal rango di senatore ed estromesso dall’impresa da lui stesso fondata. Era un’Italia difficile quella: va ricordato in tempi nei quali si rischiano risparmi e proprietà, ma almeno la vita pare ancora al sicuro.

Tra altri massoni iniziati o regolarizzati nelle file della Gran Loggia, di orientamento monarchico e “istituzionale”, figura il poi Maresciallo d’Italia Ugo Cavallero, di Casale Monferrato: una terra che dette molti militari, da Tancredi Saletta a Pietro Badoglio (massone secondo Dunstano Cancellieri, ma senza prova documentaria) e Angelo Gatti (iniziato alla “Propaganda massonica”). In una loggia di Torino entrò Italo Balbo, che poi passò alla “Savonarola” di Ferrara, alla quale aderì Edmondo Rossoni, massimo sindacalista mussoliniano, massone all’indomani della dichiarazione di incompatibilità tra Logge e Partito nazionale fascista. Della “Cavalieri di Scozia” di Torino fece parte Matteo Ceirano, pioniere dell’industria automobilistica, come suo fratello Giovanni Battista (che invece fu membro della “Giordano Bruno”). Tante storie diverse, perché così è degli uomini: puntini nello Spazio.

Fortemente voluto da Luigi Pruneti, gran maestro della Gran Loggia, e arricchito con la sciarpa massonica di Ernesto Nathan, sindaco di Roma, lettere di Pietro Nenni, Filippo Turati, Carlo Rosselli e una miriade di documenti, il Museo della Gran Loggia non ha certo la dotazione dell’Archivio Segreto Vaticano, però, grazie ad Annalisa Santini, presenta tutte le bolle di scomunica della massoneria, da Clemente XII a Benedetto XIV, da Pio VIII a Leone XIII: umori antichi, lontanissimi dalla serenità espressa da papa Benedetto XVI all’ascolto della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven, la “più massonica” tra le opere del grande compositore.

Questi cimeli illustrano quasi tre secoli di massoneria in Italia, un Paese su questa frontiera un po’ attardato rispetto a Gran Bretagna, Francia e alla stessa Spagna che conta una banca dati perfettamente ordinata, un Museo virtuale e un corso di laurea in storia della massoneria presso l’Uned (Università nazionale di educazione a distanza).

Iniziative culturali di questo taglio diffondono tolleranza in un Paese nel quale qualcuno ancora sospetta che i massoni abbiano volto di capro e coda di Belzebù. L’antimassonismo – ricorda Daniel Pipes in Il Lato oscuro della storia (Lindau) - è sempre stato il balsamo di chi crede al “grande complotto” quale motore della storia. Quando le cose vanno male si cerca un capro espiatorio anziché domandarsi chi dove come e quando ha sbagliato. Credere nel Maligno è più comodo che capire e fare con senso di responsabilità. E’ quanto insegna questo Museo. Esso non impone, propone. Non detta ma dialoga e auspica il concorso di chi serba documenti e voglia valorizzarli. La storia d’Italia è fatta anche di queste carte, di simboli, gioielli indossati da persone che dettero via alla grande Italia, dal Settecento di Vittorio Alfieri all’Ottocento di De Sanctis Carducci e Pascoli, al Novecento di Quasimodo, Totò, Claudio Villa ( affiliato alla P2 di Licio Gelli!) e tanti altri come il saluzzese Nino Bolla, scrittore e sceneggiatore, monarchico tutto d’un pezzo, affiliato alla Loggia Nazionale, o Curzio Malaparte. Quanto ne traluce, anche da una visita sommaria, dice che questo Museo non è sepolcreto di anticaglie ma vita.


Aldo A. Mola



21 giugno 2012

Una visita presso la sede della Massoneria italiana Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi (parte prima)


Luca Bagatin con il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Massoneria italiana Gran Loggia d'Italia - Palazzo Vitelleschi prof. Luigi Pruneti

Luca Bagatin con l'ex Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della GLDI - Palazzo Vitelleschi Luigi Danesin



Targa in ricordo del Gran Maestro Adriano Lemmi, conservata presso la sede dell'Obbedienza della Gran Loggia d'Italia degli ALAM - Palazzo Vitelleschi



Particolare del Tempio massonico della Gran Loggia d'Italia - Palazzo Vitelleschi



Luca Bagatin nel Tempio massonico della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, accanto alla Bibbia ed alla Squadra e Compasso: le Tre Grandi Luci della Massoneria



Luca Bagatin con, alle spalle, un quadro raffigurante Saverio Fera
, fondatore della Gran Loggia d'Italia degli ALAM e Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato



Teca con all'interno paramenti, medaglie e preziosi appartenuti al Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Giovanni Ghinazzi



Con Amelia, nella sala del Tempio della Gran Loggia d'Italia - Palazzo Vitelleschi



Nel Tempio, con, alle mie spalle, un labaro del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato



1 settembre 2011

Intervista esclusiva allo Storico della Massoneria Aldo Alessandro Mola firmata da Luca Bagatin

Il prof. Aldo A. Mola in un disegno di Franco Bongiovanni

Il prof. Aldo Alessandro Mola, nato a Cuneo nel 1943, è il maggior storico della Massoneria e del Risorgimento in Italia. Dal 1980 Medaglia d'Oro di benemerito della scuola e della cultura, è direttore del Centro Europeo Giovanni Giolitti, presidente del comitato cuneese dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e della sezione “Urbano Rattazzi” (Alessandria) del Centro “Mario Pannunzio”.

E' stato fondatore del Centro per la Storia della Massoneria e, dalla metà degli anni ’70, collabora con le maggiori Obbedienze massoniche quali il Grande Oriente d'Italia e la Gran Loggia d'Italia degli ALAM. E' infatti componente del Comitato di Redazione delle riviste “Hiram” e “Officinae”, rispettivamente del GOI e della GLDI.

Autore di numerosissimi saggi storici su Giolitti, Garibaldi, Mazzini, il Partito d'Azione, la Monarchia italiana, Silvio Pellico, Giosue Carducci e, recentemente, ha pubblicato un saggio su Licio Gelli e la P2, nonchè – proprio in questi giorni – stanno andando in libreria i suoi ultimi quattro volumi: “Italia. Un Paese speciale. Storia del Risorgimento e dell'Unità” (Edizioni del Capricorno - Torino).

Oggi abbiamo l'amichevole possibilità di intervistarlo.




Luca Bagatin: Prof. Mola, come nasce il suo interesse per la Massoneria ?

Aldo A. Mola: Nacque nel periodo del liceo e degli studi universitari.

Negli anni 1965/1967 scrissi i miei primi libri sul Partito d'Azione (pubblicati con prefazione di Ferruccio Parri) e sulle figure di Mazzini e Garibaldi e la Storia dell’Amministrazione provinciale di Cuneo (1971). Nel loro corso mi imbattei nelle figure di molti massoni e mi resi conto che in Italia non vi era nessuna pubblicazione che parlasse di storia della Massoneria. Mi adoperai, dunque, per colmare questa lacuna. Presi contatti con il Grande Oriente d'Italia; Lino Salvini, Gran Maestro di allora, e il suo predecessore Giordano Gamberini, letti i lavori da me già pubblicati, mi aprirono gli archivi, che confrontai con i fondi dell’Archivio Centrale dello Stato, studiati con la guida della prof. Paola Carucci, ora Sovrintendente all’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica. Dopo anni di ricerche scrissi la “Storia della Massoneria italiana”, pubblicata nel novembre 1976, che poi ebbe due edizioni aggiornate, nel 1992 e nel 1994, e molte ristampe .


Luca Bagatin: Giordano Gamberini, già Vescovo della Chiesa Gnostica, fu un Gran Maestro lungimirante sotto il profilo iniziatico ed esoterico. Che cosa può dirci di lui ?

Aldo A. Mola: Giordano Gamberini fu il più lungimirante fra tutti i Gran Maestri del Grande Oriente d’Italia dal 1943 ad oggi, per ben tre motivi: mirò al riconoscimento del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra; rese nuovamente protagonista la Massoneria grazie al dialogo con la Chiesa cattolica e tutte le altre confessioni; ottenne il riconoscimento pubblico della Massoneria nella vita istituzionale italiana e l’attenuazione dell’ostilità da parte di partiti che tradizionalmente le erano avversi o addirittura nemici. I frutti dei nove anni della sua gran maestranza vennero raccolti durante quella del suo successore, Salvini (a sua volta di grande merito): lo scambio dei garanti d’amicizia con la GLU d’Inghilterra; la lettera del cardinale Seper, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che dichiarò compatibili logge e sacramenti cattolici e la presenza del GOI in iniziative pubbliche.


Luca Bagatin: Lei fu, peraltro, negli anni '80, il fondatore del Centro per la Storia della Massoneria, comprendente studiosi sia massoni sia profani. Ci racconti la sua personale esperienza.

Aldo A. Mola: Con il Gran Maestro Armando Corona, fondai il Centro per la Storia della Massoneria (CeSM) che esiste tutt'ora. Il successore di Corona, Giuliano Di Bernardo tentò di estromettermi per farne uno strumento suo perché del resto concepiva lo stesso Grande Oriente come uno strumento al proprio servizio. Il tempo mi dette ragione. Nel 2008 mi venne proposto un colloquio per superare l’impasse; ma le cose sono come erano e debbono essere: se vogliono essere davvero scientifici, gli studi sono e debbono essere liberi.

A prescindere dall’episodio Di Bernardo, molto più devastante di ogni altro per la storia del Grande Oriente come istituzione iniziatica, ho ottimi rapporti con i massoni del Grande Oriente d’Italia.


Luca Bagatin: Che cosa pensa del Gran Maestro attuale del GOI, l'Avvocato Gustavo Raffi ?

Aldo A. Mola: Ha dovuto e deve affrontare gravi difficoltà. Dopo il disconoscimento del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra (capolavoro di perfidia ai danni della Massoneria italiana: basta andare a rileggerne le motivazioni: addussero persino le mie lettere di direttore del CeSM a storici del Grande Oriente di Francia), il Grande Oriente d’Italia finì in un tunnel, al di fuori dei circuiti massoni internazionali (la GLU da un canto, le Obbedienze in relazioni fraterne con il Grande Oriente di Francia dall'altro). Il GOI puntò molto sulla GL Nazionale Francese la cui vicende non sono edificanti, tanto che, caso unico nella storia delle massoneria dei Paesi occidentali, è stata “commissariata”. In molti casi il GOI risultò sovraesposto sul terreno partitico, con dichiarazioni poco opportune. Infine venne e viene ostentato un anticlericalismo arcaico, di maniera, come se la Chiesa cattolica fosse ancora ferma al Sillabo e al potere temporale d’antan.

Gli osservatori constatano che il Gran Maestro Raffi non ha avviato un dialogo con l'altra Obbedienza massonica legittima e regolare italiana, cioè la Gran Loggia d'Italia, quasi che i suoi affiliati non siano anch’essi Fratelli massoni ! Il Sovrano e Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, Luigi Pruneti, ha pubblicato gli Annali della Gran Loggia d’Italia, 1908-2010: cinquecento pagine di date, fatti, profili biografici, informazioni statistiche. E’ infantile fingere che la realtà non esista.


Luca Bagatin: La Gran Loggia d'Italia, peraltro, a differenza del Grande Oriente d'Italia, inizia anche le donne alla Massoneria. Che cosa pensa dell'Iniziazione femminile ?

Aldo A. Mola: In origine, è vero, le donne furono escluse dall'accettazione. Sappiamo bene, però, che all’origine le Logge britanniche praticavano molte altre forme di esclusione e che, a lungo preclusi in quelle degli USA i neri organizzarono una loro massoneria di colore. Non è mai stata fornita una motivazione chiara dell’esclusione delle femmine dall’accettazione in loggia, né quindi si comprende per quale motivo la Massoneria debba ancora attenersi a tale vincolo. La Massoneria non conosce dogmi; le sue norme possono essere modificate. Le Costituzioni di Anderson sono documento di un’epoca, ma come tutte le leggi umane sono soggette alle decisioni sovrane di quanti le hanno accettate e che, nella loro sovranità di persone libere, possono modificarle. La Massoneria non si fonda su una Rivelazione ma su una Convenzione, su Regole deliberate e condivise sino a quando non se ne decida la modifica.

Il Grande Oriente di Francia, che abolì l’obbligo della formula iniziatica AGDGADU (un passo molto più audace rispetto alla preclusione dell’iniziazione femminile), sino allo scorso anno escluse l’iniziazione delle donne, ma ora la ammette.


Luca Bagatin: Lei è stato fra i pochissimi, assieme allo scrittore Pier Carpi, a “sdoganare” la figura controversa di Licio Gelli e la P2 e lo ha fatto con tanto di prove documentate pubblicate nel suo ultimo saggio, edito dalla Bastogi: “Gelli e la P2 fra cronaca e Storia”.

Che cosa l'ha portata a parlare, senza pregiudizi, di Gelli e della P2 ?

Aldo A. Mola: Ho scritto quel libro perché, a trent'anni di distanza dal falso scandalo P2, non c'è stato un solo convegno scientifico nel quale si sia discusso criticamente che cosa fu la P2, l’uso (e abuso) che se ne fece. Né si parla delle vite spezzate con l’accusa, in sé inconsistente, di “piduismo”: un modo come un’altro per continuare a diffondere il mito del complotto ai danni dello Stato, della democrazia, tutte fiabe che oggi lasciano indifferenti i cittadini.

Il mio libro, peraltro, venne recensito con molto favore dal periodico “Humanisme” del Grande Oriente di Francia, ora è tradotto in romeno con prefazione di Constantin Savoiu, gran maestro della Gran Loggia Nazionale di Romania“1880”, una Obbedienza legittima e regolare, che continua coraggiosamente la tradizione dei massoni fondatori della moderna Romania.

La P2 non fu un'associazione segreta. Non organizzò complotti militari o politici. Lo stabilirono, sentenze passate in giudicato.

Il falso scandalo P2 fu, invece, il preludio a Tangentopoli: esso consistette nella criminalizzazione da parte del Partito Comunista Italiano delle forze politiche e di governo di ispirazione risorgimentale e atlantica. Tale criminalizzazione colpì, infatti, gli aderenti alla P2 che appartenevano a tali forze politiche (repubblicani, socialdemocratici, socialisti, liberali e la componente “occidentale” della Democrazia cristiana, tollerante, dialogante).

I partiti democratici e di governo, dunque, vennero screditati e, con Tangentopoli, negli anni '90, subirono il colpo finale. Da allora furono elevate agli onori quelle forze politiche ed i politici di ispirazione antiliberale e antiatlantica, come i comunisti ed i democristiani di sinistra, oggi componenti del Partito Democratico. La convivenza tra ex comunisti e sinistra democristiana nel partito democratico è una coabitazione basata su ambiguità e baruffe. I primi tentarono di incriminare persino l'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga “reo” - così dissero – di non aver mai condannato la P2 e la Massoneria. I cattolici del PD chiesero che venisse formalmente decretata l’incompatibilità tra iscrizione al partito e logge, come già avevano fatto Mussolini e Lenin. Chissà come finirà…


Luca Bagatin: Ma Raffi dice che la Gelli e la P2 stanno alla Massoneria come le Brigate Rosse al Partito comunista….

Aldo A. Mola: Appunto. Il Partito comunista (ex Partito comunista d’Italia, membro della Terza Internazionale di Lenin e Stalin ) ebbe sempre al proprio interno nuclei rivoluzionari. Del pari il Grande Oriente d’Italia ebbe dal 1877 la ”Propaganda Massonica”, una loggia “di élite”, sintesi di un possibile, auspicabile “partito dello Stato” in un Paese nel quale lo Stato rischiò troppe volte di ridursi a zerbino strumento dei partiti.

Così essa venne concepita da Adriano Lemmi e così venne pensata da Gamberini, Lino Salvini e da Licio Gelli, creato Maestro Venerabile della loggia Propaganda Se si legge senza preconcetti il Piano di Rinascita della P2 si deve constatare che esso mirava a consolidare la democrazia e a conciliare i cittadini.


Luca Bagatin: Quale futuro può avere, a suo giudizio, la Massoneria in Italia?

Aldo A. Mola: Per molti aspetti la vera vita della Massoneria in Italia può cominciare ora. Il nostro è un Paese di formazione recente ma ormai è abbastanza solido, Ha retto ai totalitarismi ideologici catto-comunisti e, recentemente, ai borbottii di partiti regionali che addebitano a complotti massonici internazionali la loro incapacità di proporre un discorso filosofico e civile da Terzo Millennio.

La Massoneria ha ottenuto ragione dalla Storia con il riconoscimento dell’Unità come valore da parte della Santa Sede. Perciò ora è libera da quel passato. A cospetto dell’eclissi di partiti e sindacati e mentre le istituzioni attendono interventi restaurativi urgenti, in presenza del tracollo delle Università (parlo delle Facoltà umanistiche), la Massoneria può essere laboratorio di pensiero libero. La maggiori Obbedienze dovrebbero però dare qualche segnale preliminare. Per esempio il riconoscimento della propria storia recente da parte del Grande Oriente (ma qualcuno vanta invece di aver azzerato tutti i grandi maestri da Gamberini a Salvini, da Battelli a Corona) e un incontro pubblico tra le Obbedienze.

Il peggior segnale è invece un’anacronistica adunata a Porta Pia come se a Roma vi fossero ancora Pio IX e il generale Kanzler. In questo modo ci si fa contare e si fa constatare che non si conta nulla. Ma, come dicevano i latini, ognuno è fabbro della propria sorte. Se vuol essere davvero scuola di libertà la Massoneria deve liberarsi dai fantasmi del passato, incluso quello dell’antimassonismo.


Luca Bagatin



23 agosto 2011

Laicità contro integralismo: anche questo è Libera Muratoria






21 luglio 2007

"Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry"

Pur con questo caldo e con la grande mole di lavoro scribacchesco che mi attende e che mi terrà occupato praticamente sino a settembre (week end compresi) come rinunciare a dei brevi ma intensi squarci di lettura ?
Poiché evidentemente non sono soddisfatto nel leggere libri di volume inferiore alle 500 pagine ho deciso di immergermi in un tomo (comunque diviso in tre agili volumi) di oltre 700 pagine: "Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry", ovvero "Morale e Dogma del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Massoneria" scritto dal Sovrano Gran Commendatore Albert Pike e pubblicato per la prima volta nel 1871.

Ovviamente, non conoscendo pressoché una parola di inglese ho acquistato l'edizione italiana (Bastogi editrice) dei primi due volumi: "Morals and Dogma - i primi tre gradi massonici" e "Morals and Dogma - dal Maestro Segreto al Principe di Rosacroce".
Confesso che mai mi sarei aspettato una lettura più scorrevole e comprensibile anche ai "profani".
Naturalmente non è certo mia intenzione scrivere qui una prefazione su dei volumi di alta filosofia massonica, per quanto scritti da uno spirito schietto e genuino quale quello del Pike, bensì semplicemente invogliare il lettore ad immergersi in un'universo apparentemente lontano, quello massonico, che nei fatti non è altro che una filosofia di Vita, ovvero di un'Umanità alla continua ricerca del proprio Tempio interiore da edificare nel corso dei secoli per mezzo dello studio e dell'utilizzo di simboli ed allegorie.
"La Massoneria è un sistema di regole etiche velate in allegorie ed illustrate da simboli da cui si possono attingere lezioni di moralità e filosofia". Questo è ciò che si può leggere all'inizio del secondo volume di "Morals and Dogma" e mi pare un'ottimo sunto sia della filosofia esoterica quanto del volume stesso che tratta dei vari gradi (dal primo sino al trentatreesimo) del Rito Scozzese Antico ed Accettato, uno dei più prestigiosi riti massonici di tradizione anglosassone.

Come possiamo leggere sul retro di copertina dell'edizione curata dalla Bastogi, "Albert Pike fu iniziato nella Western Star Lodge N. 1 di Little Rock nel 1850 e divenne massone a quarant’anni di età. Per le sue qualità morali e culturali giunse in breve tempo a conseguire il grado di Maestro Massone.
Nel 1852, assieme ad altri sedici fratelli, fondò una loggia-figlia della Western Star di cui divenne due anni dopo Maestro Venerabile. 
Del 1854 è il manoscritto di oltre 400 pagine, in cui Pike rielaborò i rituali di tutti i gradi che gli erano stati fino a quel momento conferiti. Intanto, nel 1855 il Supremo Consiglio di Washington istituiva una Commissione per curare un’edizione "riveduta e corretta" dei Rituali dal 4° al 32° grado e chiamava anche Pike a farne parte. 
Un tale compito, che comportava un’immensa mole di ricerche, fu portato a termine dal solo Pike, che sintetizzò nei suoi Rituali (editi nel 1866) undici anni di intenso lavoro. 
Fu eletto nel 1859 Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del R.S.A.A. della Giurisdizione Sud degli Stati Uniti d’America. 
Le nuove responsabilità nel frattempo intervenute sollecitano il Pike ad altre più impegnative prove. Nel 1868 consegna al Supremo Consiglio per l’imprimatur il libro che lo renderà famoso, osannato e criticato, quel Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite che aveva cominciato a scrivere nel 1855 come note ai Rituali dei Gradi dal 4° al 32° e che, riveduto e rielaborato più volte, vide la luce nel 1871".
Personalmente consiglio a tutti i liberi pensatori come me, agli appassionati di filosofia, nonché a tutti i denigratori della Massoneria (che evidentemente ne sanno poco o nulla) ed ai Massoni che non ne conoscevano l'esistenza (ed ahimé sono molti) la lettura.
Ne trarranno certamente illuminazione per un'esistenza da vivere con maggiore pienezza all'insegna del trinomio Fratellanza (universale e senza distinzione alcuna), Uguaglianza (da non intendere come mero livellamento, bensì come riconoscimento dell'"altro come un proprio simile, come un proprio specchio") e Libertà (dalla paura, dai dogmi, dalle costrizioni, dall'autorità) il tutto alla Gloria dell'Essere Supremo nella forma in cui ciascuno preferisce credere.

 
Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini