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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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22 dicembre 2010

La Casa dei Moderati italiani (Nostra Casa URSS)




Nota bene: il "Manifesto del Partito Comunista" del duo Marx-Engels edito da
SILVIO BERLUSCONI EDITORE


Moderato, evidentemente, oggi, in Italia, è sinonimo di comunista, paracomunista, putiniano, paraculista, ditomedista, lukashenkista, gheddafista.
Con profondo godimento di Vendola, Bersani, Di Pietro, Bindi, Finocchiaro e compagnia cattocomunista.



9 ottobre 2010

"Mario Pannunzio da Longanesi al Mondo" presentato a Pordenone con il contributo del Partito Repubblicano Italiano alla presenza del prof. Pier Franco Quaglieni del Centro Pannunzio di Torino


A sinistra: il Sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello
A destra: Luca Bagatin ed il prof. Pier Franco Quaglieni

Venerdì 8 ottobre scorso alle ore 19.00 - presso la saletta incontri dell'ex convento di San Francesco a Pordenone - il Partito Repubblicano della provincia di Pordenone ha organizzato la presentazione del saggio curato dal prof. Pier Franco Quaglieni: "Mario Pannunzio da Longanesi al Mondo" edito da Rubbettino.
La presentazione, curata da Luca Bagatin collaboratore de "La Voce Repubblicana", ha visto la partecipazione stessa del prof. Quaglieni, docente di Storia risorgimentale presso l'Università degli Studi di Torino e Presidente del Centro Pannunzio che fondò, nel 1968, assieme a Mario Soldati e ad Arrigo Olivetti.
L'evento ha ricevuto spontaneamente il Patrocinio da parte dell'Amministrazione Comunale di Pordenone ed è intervenuto, con un breve saluto introduttivo, lo stesso Sindaco Sergio Bolzonello.
Bolzonello - già in passato iscritto al Partito Liberale Italiano e quindi vicino all'ideale pannunziano - si è rammaricato di come oggi si senta la mancanza di una scuola di pensiero politico e di come il Paese sia totalmente allo sbando e ciò a causa tanto del "berlusconismo", che dalla mancanza di un "disegno organico" da parte del Pd al quale egli stresso appartiene.
Luca Bagatin ha dunque brevemente presentato la figura di Pannunzio, già sceneggiatore cinematografico, giornalista e poi politico liberale nato a Lucca nel 1910. Ha fatto un excursus della carriera dell'intellettuale lucchese dagli anni '30, passando per l'antifascismo liberale e democratico e per l'anticomunismo raccontato anche per mezzo del foglio clandestino legato al PLI "Risorgimento Liberale". E poi il dopoguerra, la fondazione de "Il Mondo": settimanale laico e liberaldemocratico che gettò le basi per una Terza Forza da contrapporsi alle "chiese" clericale e comunista. Terza Forza che sarà poi il Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici che, in chiave progressista, si alleerà al Partito Repubblicano Italiano di La Malfa e Pacciardi.
Bagatin ha in particolare ricordato le battaglie politiche, civili ed economiche de "Il Mondo": contro i monopoli, la speculazione edilizia, l'influenza del dogma ecclesiastico nelle leggi dello Stato, i privilegi delle corporazioni e dei Poteri Forti.  Ed ha ricordato di come Pannunzio ed i suoi collaboratori volessero "superare a sinistra" persino i comunisti e dunque la celebre frase di Pannunzio:

“Essere liberali significa essere socialisti in modo assai più avveduto e attuale di quel che credono gli epigoni di Marx”.


Il prof. Pier Franco Quaglieni ha dunque presentato il saggio che vede avvicendarsi contributi, oltre che suoi, anche di Pierluigi Battista, Marcello Staglieno, Carla Sodini, Girolamo Cotroneo, Guglielmo Gallino, Mirella Serri, Angiolo Bandinelli ed uno scritto inedito di Mario Soldati.

Quaglieni ha quindi ricordato il Pannunzio inizialmente disinteressato alla politica, ma successivamente, nel corso degli anni '40, fervente antifascista ed antitotalitario. Collaboratore di Longanesi ad "Omnibus" prima ed allievo di Benedetto Croce e fondatore del crociano, appunto, "Il Mondo" poi.

Ed ha ricordato di come moltissime generazioni di giovani anche non provenienti dall'area liberaldemocratica, si formarono intellettualmente sulle pagine de "Il Mondo" che - ha affermato Quaglieni - era letto anche da giovani democristiani e comunisti, di nascosto dai loro "apparati" di partito.

Il prof. Quaglieni, ad ogni modo, è pessimista relativamente al fatto che oggi, un'esperienza esaltante culturalmente e politicamente come quella de "Il Mondo", possa rinascere. Le cause - ha detto - sono varie: l'imbarbarimento del linguaggio, dei media stessi e della politica: tutti presi piuttosto dal gossip che dalle problematiche contingenti. E poi la mancanza di una cultura liberale maggioritaria nel nostro Paese.

Il Centro Pannunzio, ad ogni modo e come ha affermato il prof. Quaglieni, è un punto di riferimento per tutti coloro i quali vogliono dare testimonianza di ciò che è stato il liberalismo di Pannunzio, che poi era quello del conte di Cavour e che successivamente giunse a confrontarsi con il repubblicanesimo mazziniano e con il socialismo autonomista, che sono poi le grandi culture laiche del nostro Paese.

Degno di nota, fra il pubblico, la presenza di ex militanti dell'area liberale e repubblicana che si formarono politicamente negli anni '80 e '90. Nessun reduce, molti quaranta-cinquantenni che, dopo la caduta del Muro di Berlino, credevano in una grande rivoluzione liberale e libertaria che avrebbe potuto giungere anche in Italia, sull'onda anche della parabola pannunziana. Così, purtroppo, non fu.

Giunse invece Tangentopoli e, come detto anche dal prof. Pier Franco Quagliani, fu una siagura per tutti a cominciare dai partiti che avevano fatto dell'Italia un Paese moderno e democratico.

Morì così, un grande sogno di libertà.

Luca Bagatin

I PREPARATIVI.....E LA CENA FINALE

Da sinistra: Valentino Bertoli, il prof. Pier Franco Quaglieni, il sottoscritto, Andrea Collesan Segretario provinciale del PRI




22 gennaio 2010

L'On. Paolo Grimoldi, Anna Frank e la sessuofobia



Non conoscevamo l'On. della Lega Nord Paolo Grimoldi e forse, oltre che a noi, era sconosciuto anche a più di qualcun altro.
Ad ogni modo e comunque è salito alla ribalta della cronaca, una cronaca nerissima come la pece, per aver sollevato la pretestuosa polemica relativa a "Il Diario di Anna Frank", che, a suo dire, non andrebbe proposto nelle scuole elementari come invece è avvenuto in una scuola del Comune di Usmate Velate (Monza).
Il motivo ?
Detto diario conterrebbe pagine hard che turberebbero le menti dei bambini, in quanto la piccola Anna Frank - ragazza ebrea diventata simbolo della Shoah, trucidata nel campo di sterminio di Bergen-Belsen nel 1945 - avrebbe descritto, in esso e minuziosamente, le sue parti intime.
Ora, sarà anche che l'On. Grimoldi aveva proprio voglia di farsi conoscere (e soprattutto riconoscere) al grande pubblico, ma ci pare che la sua proposta surreale comprenda in sé un tasso di sessuofobia considerevole.
"Il Diario di Anna Frank" racconta della vita di un'adolescente ebrea costretta dai nazisti, assieme alla famiglia, alla clandestinità. Ed è l'unico mezzo che ella ha avuto per esprimersi, per esprimere le sue pulsioni e sentimenti di ragazza che......non diventerà mai grande.
Un documento che proprio i più giovani dovrebbero leggere, perché, infondo, Anna non è che una di loro.
Che l'On. Grimoldi si soffermi su presunte "pagine hard" come le definisce, ciò forse può significare che non abbia per nulla compreso il significato di tale documento (e così i genitori di quella scuola che hanno sollevato il caso), oppure che non ricordi punto la sua adolescenza, fatta anche e proprio della scoperta del proprio corpo, della propria sessualità, delle proprie pulsioni erotiche. Del tutto naturali.
E' per questo che, nelle scuole elementari andrebbe invece introdotta un'ora obbligatoria di educazione sessuale e sentimentale. Senza tabù o pregiudizi, ma con profonda apertura e spirito di curiosità.
Solo culture primitive e dogmatiche hanno timore del sesso in quanto non hanno o non hanno mai voluto affrontare apertamente tale tema.
E così, approfondendo Freud, Jung e tutti i Padri della psicanalisi, si comprenderà che con i tabù sessuali si produrranno perversioni, distorsioni, complessi, omofobia, sessuofobia. E che una corretta educazione sessuale è il miglior antidoto alla violenza ed alla prevaricazione.
Quando la classe politica ed il panorama culturale del nostro Paese lo comprenderanno avremo fatto un passo verso le democrazie liberali, laiche ed occidentali. Sino a quel momento consideriamoci pure e tristemente, ancora un Paese medievale, arretrato e finanche complessato sessualmente.

Luca Bagatin

PS: scusate l'intrusione ma proprio non riesco a non rendervi partecipi di quest'assurdità.
Al link
http://poteriocculti.mastertopforum.biz/articolo-di-luca-bagatin-vt277.html
pare che abbiano il tempo di discutere del sottoscritto....e in maniera veramente esilarante.
Divertitevi a leggere ad esempio questo commento che fa quasi paura....Sono definito come una sorta di Tinto Brass del sadomaso AHAHAHAHA.... :-)))

Amici

ho dato un'occhiata al sito di questo ragazzo, Luca Bagatin.
Penso che queste siano le persone veramente pericolose, perché intelligenti.
Ma la loro intelligenza non è devoluta al bene, al vero, bensì ad ideologie retrograde (che caspita vuol dire liberal-repubblicanesimo mazziniano, se non confusione eletta a sistema?).
Il sito contiene immagini violente: un'arma, arti insanguinati, ed adombra gusti sessuali sado-maso. Tutte le foto di donne presenti richiamano il sado-masochismo.
Il top lo ha raggiunto nell'indicare come suo maestro televisivo il noto pedofilo Gianni Boncompagni! Un vero maestro!


Ma i pensieri di questi anonimi forumisti chi li ha prodotti ? Il Sessantotto ? La televisione di oggi ? La mancanza di ideali e di valori (visto che non sanno nemmeno che significa liberal-repubblicano ! sic !) ????
Io ci rido davvero, non so voi.
Ma ci sarebbe molto da piangere e da rabbrividire.



12 agosto 2009

Per una scuola libera dalla Religione (di Stato)


La sentenza del TAR del Lazio, che esclude l'insegnamento della religione cattolica dalla valutazione sul profilo scolastico degli studenti, è una sentenza degna di un Paese civile.
L'Italia da un quindicennio conosce scarsissimi squarci di civilità. Quando giungono: ben vengano, visto che ci fanno ricordare che viviamo in Europa e nell'Occidente democratico (ovvero non in una teocrazia).
E così sia, miei cari parrucconi: la religione cattolica a scuola è materia di serie B.
Non vi sta bene ?
Vogliamo allora far notare che gli insegnanti di Religione sono pagati dalla Stato, ma scelti dalla Curia ?
Vogliamo far notare come la Religione cattolica sia materia gravemente "di parte" in una scuola pubblica che si pretenderebbe essere laica ?
Vogliamo farlo notare alla Ministra Gelmini che pur stimiamo quando si tratta di ridurre gli sprechi, che sarebbe bene ridurli anche e proprio in quel settore/materia scolastica ? (altro che fare ricorso !!!!).
Ovvero, se uno vuole conoscere qualche cosa della Religione cattolica vada pure a catechismo. Ci siamo andati anche noi, da bambini, infondo.
Ma la scuola rimanga luogo di cultura libera (e di culto libero), per favore.
E gli insegnanti di Religione li paghino pure i preti nelle loro parrocchie.
Dateci pure degli anticlericali borghesi, d'antan, vieti, vietati e così via.
Ne andiamo fieri proprio in quanto non solo amiamo il concetto del Sacro, ma finanche la libera Spiritualità, che spesso stanno alla base del Libero Pensiero di bruniana memoria (di quel Giordano Bruno che tentò invano di spiegare alla Chiesa i suoi grossolani errori, anche spirituali, e che per questo finì al rogo).
Aborriamo l'ateismo proprio perché gli atei sono come i clericali: sbandierano Dio e la Religione a loro esclusivo uso e consumo.
Ed invece, sommessamente ma con una certa forza, vogliamo sostenere la laica e liberale abolizione dell'ora di Religione, sostituendola con la ben più utile ora di Storia delle Religioni. Magari anche Storia delle Religioni dalle Antiche Civiltà ai nostri giorni: un vero excursus approfondito nel solco del Sacro.
E si lascino anche nelle Chiese quei tanto vilipesi crocifissi ! Non li si esponga in luoghi nei quali, francamente, non c'entrano nulla (così come un cane non si è mai visto in una Chiesa) !
E allora, fra corsi e ricorsi di ministri e politici impazziti alla ricerca della benedizione taleban-vaticana, fra laici e laicisti, sanamente laici e laici malati come noi (malati d'amore per il Sacro, non certo per il Potere Temporale e Secolare, lo ribadiamo)......ricordiamoci ora e sempre della massima che Toqueville ispirò al conte di Cavour: "Libera Chiesa in Libero Stato".
Il XX Settembre è vicino. Ed anche Papa Paolo VI soleva ricordare che la liberazione dal potere temporale dei Papi fu un bene per l'Italia.
Non rimane, oggi, che liberare l'Italia dai politici (del Pd e del PdL) soggetti a certe nefaste influenze che vorremmo - sommessamente - definire "insanamente clericali ed ancor più illiberali".


Luca Bagatin



29 novembre 2008

Governo Berlusconi IV: il Nuovo Centro-Sinistra italiano



Il PDL vola, mentre il PD accumula brutte figure pur stando all'opposizione.
Il caso Villari appare emblematico: il Senatore in questione, eletto per dispetto, oggi se lo ritrovano saldamente ancorato alla poltrona di Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. E fa benissimo, visto che è stato democraticamente eletto ! Ma questi "democratici" qui pretenderebbero che ora si dimettesse per lasciare il posto a Zavoli. Ma se volevano Zavoli che lo avessero eletto prima ! Chi pensano di prendere in giro se non sé stessi ?
E poi ci spieghino un po' a che cosa serve la Vigilanza del "carrozzone" Rai-Tv, che da anni attende solo di essere giustamente privatizzato con il sano beneplacito del contribuente sovrano, oggi raggirato dai soliti lottizzatori partitocratici.
Poi c'è la questione del Vice-capogruppo del PD al Senato - Latorre - che passa in diretta tv un "pizzino" al suo oppositore Bocchino del PDL per mettere in difficoltà il dipietrista Donadi (alleato del PD !). Che classe ! Che aplomb ! E nemmeno il coraggio di spiegare agli elettori il significato del suo gesto pressoché dichiaratamente "inciucista".
Proseguendo con le gaffes in casa "democratica" potremo discutere sulla strumentalizzazione che il PD ha fatto del caso della scuola "Darwin" di Rivoli, il cui controsoffitto - secondo i cattocom - sarebbe crollato a causa dei tagli introdotti dal decreto Gelmini che secondo loro taglierebbe i fondi anche per la manutenzione delle scuole ! Inaudito ! Pretestuoso ! Vergognoso !
Mai la sinistra di matrice cattocomunista in Italia era giunta sino ad affermazioni di tale grave irresponsabilità. Mentre i tagli della Gelmini sono - diversamente - dei veri e propri tagli agli sprechi che la sinistra cattocom non ha mai pensato di fare, continuando ad aumentare non solo la spesa pubblica improduttiva, ma financo le imposte.
Stendiamo invece un velo pietoso sulle "democratiche" elezioni dei Giovani "Democratici" e sulle giuste proteste ed osservazioni della radicale Giulia Innocenzi (alla quale, tuttavia, continuiamo a rimproverare bonariamente il fatto che ella si collochi ancora in quel partito ed area politica conservatrice).
Il PDL ed il Governo Berlusconi IV, diversamente, volano, dicevamo appunto !
Volano così in alto da aver garantito la nascita del primo vero Governo di Nuovo Centro-Sinistra degli ultimi quindici anni.
Eh sì, non trattasi di una provocazione, bensì di un dato di fatto.
Con l'abolizione dell'Ici sulla prima casa (già proposta da Rifondazione Comunista, ma mai attuata dai governi Prodi-D'Alema-Amato), la detassazione degli straordinari, la lotta ai fannulloni, il decreto Gelmini contro le baronie universitarie e gli sprechi nella scuola pubblica ed oggi con il decreto anti-cisi che prevede: l'intoduzione della Social Card per i pensionati meno abbienti (con bonus equi ed in proporzione al reddito ed al numero di componenti il nucleo famigliare); l'introduzione di nuovi ammortizzatori sociali anche per i co.co.pro., nonché il blocco delle tariffe di luce e gas ed agevolazioni nel pagamento dei mutui; il Governo Berlusconi IV è certamente un Esecutivo liberalsocialista sotto il profilo economico-sociale (ha al suo interno - peraltro - un numero di ministri e parlamentari dichiaramentente e storicamente liberalsocialisti e laici davvero impressionante).
Vogiamo continuare ? Ma certo.
Per le imprese il decreto prevede la deducibilità dall'Ires della quota Irap del 10% riferita al costo del lavoro ed al costo del danaro; l'abbattimento di tre punti dell'acconto Irpef ed Ires; lo sblocco di sei miliardi di rimborsi dei crediti d'imposta, nonché il pagamento dell'Iva al momento dell'effettivo incasso della fattura e non al momento della sua emissione (per le imprese con un fatturato sino ai 200 mila euro annui).
Con questi risultati - francamente - intristisce vedere Berlusconi che fa appello al PD per l'unità.
Che il PD continui ad andare per la sua strada conservatrice come hanno sempre fatto prima il PCI e poi la sinistra DC ed i loro sodali.
Chi scrive si augura che alle prossime elezioni il PD sia ridimensionato al 15 o 20 % massimo dei consensi. Cosa - peraltro - non così improbabile.
Il Centrodestra (ma siamo poi così sicuri che - dati i risultati sociali e liberali - questo governo possa definirsi di destra ?), invece, merita un rafforzamento che certo otterrà sin dalle prossime elezioni europee della primavera del 2009.
Personalmente auspico che tale rafforzamento possa essere capitalizzato mediante una "spaccatura" del PDL e del Centrodestra stesso: una "spaccatura" purtuttavia costruttiva.
Nascita quindi di due anime: una liberalsocialista-liberaldemocratica (un tempo si sarebbe detto "Lib-Lab") guidata da Brunetta, Tremonti, Sacconi, Francesco Nucara, Antonio Martino, Bendetto Della Vedova e tutti coloro i quali si riconoscono nella liberaldemocrazia europea e nel liberalsocialismo; l'altra di centrodestra classico e moderato guidata da Gianfranco Fini, Maurizio Lupi e tutti coloro i quali si riconoscono nel popolarismo e nel conservatorismo europeo.
Due anime - dunque - capaci di ridisegnare il nuovo bipolarismo italiano.
Due anime unite nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, ma pronte a contrapporsi nei periodi di espansione e di "vacche grasse" specie per quanto riguarda i temi etici e sui diritti civili verso i quali i conservatori ed i popolari italiani non sono mai stati sensibili.
Da una parte i Liberali e dall'altra i Conservatori, quindi.
Dell'anima conservatrice e popolare, peraltro, potrebbe far parte anche a pieno titolo l'UDC, erede della DC degasperiana.
Arrivati a questo punto, forse se non certamente, si riuscirebbe finalmente a scalzare la Lega Nord ed a liberarsi di questo partito socialburocratico e statalista che difende ancora l'esistenza delle Province, delle comunità montane e dei piccoli Comuni e che continua ad insultare l'Italia e la sua Storia di emancipazione.
Concludendo vorrei dare un consiglio al Cavalier Berlusconi: resista sin che può. Aiuti i suoi alleati ad evolversi e laicizzarsi sempre di più ed a costruire un nuovo bipolarismo italiano senza influenze cattocom.
Non faccia appelli al mantenimento degli stili di vita spreconi tipici dell''italiano medio: predichi una sana austerità perché le risorse economiche sono sempre poche.
E soprattutto si ricordi di Ugo La Malfa: abolisca le Province quale ente politico e faccia guadagnare così all'erario e quindi alla collettività ben sedici miliardi all'anno.
La forza politica non le manca. Non ci deluda Presidente !

Luca Bagatin



31 ottobre 2008

Reazionari scontri di piazza contro la Riforma Gelmini.....mentre il problema rimane un altro



Ciò che sta accadendo da alcune settimane fra studenti estremisti contro la Riforma Gelimini della scuola è assolutamente increscioso e deprecabile.
La violenza non è mai ammissibile. Quella fra giovani studenti fa veramente accapponare la pelle, peraltro.
Non ritorna il '68 con la "fantasia al potere" (uno slogan che in realtà si tradusse in ben altro con i protestatari di allora oggi classe dirigente di questo martoriato Paese), bensì la violenza di piazza gratuita che è sempre incivile ed antidemocratica.
Come antidemocratiche ed incivili sono le occupazioni abusive  delle stazioni dei treni, delle strade bloccando il traffico e delle scuole impedendo a coloro i quali vogliono entrare a scuola, di farlo.
Lo è ancor più in quanto il nocciolo della questione della protesta è assolutamente pretestuoso: si contestano i tagli alla scuola come se questi non ci fossero mai stati con i governi precedenti.
Il sottoscritto si battè a suo tempo e continua a farlo contro i finanziamenti diretti ai diplomifici ed alle scuole private confessionali. Lo fece e continua a farlo democraticamente, cercando di spiegare che è uno spreco di risorse in quanto coloro i quali hanno i mezzi per andare nelle cosiddette scuole private, è corretto che ci vadano a spese loro. Diversa è la questione di chi sceglie di andare alla scuola privata, ma ha un reddito famigliare che non gli consente questa possibilità di scelta. A quel punto si intervenga pure, ma con un semplice bonus scuola sul servizio (e non con un finanziamento diretto a pioggia alla scuola in questione).
Ora, si noti bene che determinati tagli alla scuola sono ed erano auspicabili. Mi pare assurdo contestare la reintroduzione del "maestro unico". Tutti noi, oggi trentenni e oltre, abbiamo imparato benissimo anche con un unico maestro. Marco Pannella ha colto nel segno quando ha detto che i "tre maestri" erano utili ad accontentare i relativi sindacati di riferimento: Cgil, Cisl e Uil.
Non si tratta di licenziare, ma di bloccare le assunzioni e di giungere a garantire uno stipendio dignitoso a degli ottimi e preparati insegnanti. Che siano anche giustamente rigorosi come vuole proprio questa Riforma.
Una Riforma che blocchi il lassismo fra i banchi, causa forse anche dell'autonomia scolastica introdotta da un quindicennio, la quale ha messo in concorrenza le scuole pubbliche al punto da renderle assai simili a dei diplomifici.
Ora, probabilmente, il fulcro della questione è un altro: abbiamo un corpo insegnante universitario gerontocratico (con insegnanti dai doppi e tripli lavori) ed un sistema di assistenti universitari che divengono dei veri e propri portaborse (il cosiddetto "baronismo").
Su questo quasi nessuno dice nulla. Non sarebbe forse il caso di approfondire la questione e di aprire un dibattito su questo e magari anche sull'abolizione del valore legale del titolo di studio, affinché uno studente sia valutato per le sue capacità e buona volontà e non per il "titolo" in sé ?
Non sarebbe forse il caso di parlare di una vera riforma delle Università che premi effettivamente le Università più produttive e con gli studenti effettivamente meritevoli (e non gli amici degli amici, i figli dei figli ecc...) ?
Interrogativi, ahinoi, senza risposta da tempo.
Ma su tutto ciò nessuna protesta.

Luca Bagatin



28 ottobre 2008

"Frammenti"......di Rosa Piccolo



Certo non è cosa semplice recensire un libro di poesia.
Sono, invero, le poesie che sono più facili a scriversi.
Linguaggio evocativo per eccellenza, è utilizzato sin dall'adolescenza da tutti coloro i quali sentono l'esigenza di esprimere il proprio o comunque uno stato d'animo, un'emozione, un sentimento.
Così come avviene con la musica.
Con la differenza che nella poesia i versi possono essere sciolti e liberi ed il ritmo può anche essere completamente assente.
E' ciò che avviene nel libro "Frammenti" di Rosa Piccolo (Aletti Editore) che è anche una mia "vecchia scoperta" come blogger e che conosco da anni sotto lo pseudonimo di Calzetta, la quale è stata così gentiile da inviarmi una copia del suo primo libro, per recensirlo.
Rosa ci racconta di una storia d'amore tormentata - quasi sicuramente autobiografica - per mezzo di "frammenti di poesia". Frammenti che in realtà sono un unicuum, quasi che il libro fosse un romanzo fatto di intime emozioni ed immagini.
Un romanzo che parla di un amore romantico, necessariamente tragico, ove la protagonista è una "lei" che ama un "lui", legato purtuttavia ad un'altra donna.
Un classico, ma anche un "frammento" di vita nella sua molteplicità di vicissitudini. Intense, per quanto transitorie e burrascose.

Luca Bagatin

Vorrei darmi alla morte,
Concedermi tutta ad essa
Lasciarmi prendere senza pensieri
Così non sarò costretta
A vederti felice con lei
Mentre passeggerete per la strada
Quando cenerete intimamente al ristorante
Se ti dirà che aspetta tuo figlio
E il tuo sorriso non avrà fine
Come il primo giorno che ti ho visto
Quando il mio cuore si è aperto
Come quella piccola rosa
Che una volta l'anno
Sboccia nel mio giardino.
Anche quella appassisce
Come l'amore.

Rosa Piccolo




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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini