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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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14 gennaio 2014

Ricordando Moana Pozzi

Sto rivedendo in questi giorni, in dvd, la miniserie - trasmessa da Sky del 2009 - “Moana” di Alfredo Peyretti dedicata alla figura di Moana Pozzi.

La miniserie, in sé, non è un granchè. E' eccessivamente macchiettistica - specie nell'interpretazione di personaggi chiave quali Riccardo Schicchi, Ilona Staller Cicciolina e Mauro Biuzzi, mal interpretati e resi praticamente ridicoli dagli attori Fausto Paravidino, Giorgia Wurth e Giampiero Judica – ma, a parte questo, rende giustizia alla figura di Moana, egregiamente interpretata dall'affascinante Violante Placido.

Violante Placido – con il suo sguardo sensuale e malinconico - incarna infatti molto bene la figura di Moana Pozzi.

Personaggio poliedrico ed inquieto quello dell'attrice, della showgirl, della pornodiva e successivamente dell'intellettuale e della leader politica genovese Moana Pozzi.

Divenuta celebre quale pornoattrice, grazie al contributo di Riccardo Schicchi e di Ilona Staller che ne scopriranno il talento nel 1985 (come ricordò la stessa Ilona in un'intervista che recentemente le feci) Moana spiccherà presto il volo e, accanto a film hard ed erotico/pornosoft (quali “Provocazione” di Piero Vivarelli, assieme a Ursula Davis Hula Hop e Petra Scharbach e “Diva Futura – L'avventura dell'Amore”, sempre con Hula e per la regia di Ilona Staller), sarà nel cast di “Ginger e Fred” di Federico Fellini (che affettuosamente la chiamerà “Moanina”), in quello di “Borotalco” di Carlo Verdone, in “...e la vita continua” di Dino Risi, oltre che nel cast di numerose trasmissioni televisive comico-surreali e di intrattenimento quali “Tip Tap Club” (da lei condotto assieme a Bobby Solo), “Matrioska” e “L'Araba Fenice”, dirette e ideate da Antonio Ricci, padre di “Striscia la Notizia”.

Negli Anni '90 ecco il suo tentativo di smarcarsi dal mondo dell'hard, attraverso un film quasi autobiografico, ovvero “Amami” di Bruno Colella, la storia di una ragazza ripudiata e poi riconciliatasi con un padre che non accetterà la sua carriera nel porno.

Tormentata, infatti, sarà la vita di Moana con la madre, la quale non accetterà mai del tutto le scelte professionali della figlia.

Purtuttavia Moana non è e non fu tanto e solo un'icona del porno. Il porno, forse, fu un trampolino di lancio per esprimere meglio sé stessa. Il suo senso di libertà al di là del perbenismo borghese, che combatterà per tutta la vita.

La lotta ai pregiudizi sarà incarnata da Moana in tre momenti precisi della sua vita, a cavallo fra il 1987 ed il 1993: quando parteciperà attivamente alla campagna elettorale di Cicciolina nelle liste del Partito Radicale; quando deciderà di scrivere “La filosofia di Moana” ed “Il sesso secondo Moana” ed infine quando accetterà di diventare leader del Partito dell'Amore, fondato da Riccardo Schicchi e da Mauro Biuzzi nel 1991. Leader e simbolo del partito stesso, visto che il suo volto – racchiuso in un cuore rosa – sarà l'emblema del partito stesso.

Attualissime sono, ancora oggi, le parole di Moana Pozzi scandite nelle varie tribune elettorali dell'epoca, sia allorquando con il suo partito si candidò alla Camera dei Deputati (1992), sia allorquando Moana fu candidata a Sindaco di Roma, nel 1993, contro Gianfranco Fini e Francesco Rutelli.

Moana sognava una Roma ed un'Italia pulita, libera dalla corruzione, onesta, ove tutti potessero avere un alloggio ed essere liberi dai pregiudizi.

Mauro Biuzzi, oggi curatore testamentario di Moana, ricordò a tal proposito - in un'intervista che gli feci nel febbraio del 2013 - che Moana ha concluso la sua vita facendo politica e senza usare i potenti mezzi del Potere (Denaro, Media, Spettacolo, Scienza, Cultura, Politica, Religione, ecc), ma al contrario mettendo la sua popolarità al servizio di una piccola formazione come il Partito dell'Amore, che aveva come scopo quasi suicida quello di opporsi ai poteri forti partendo da zero.

E proprio Biuzzi assieme alla madre di Moana, Giovannina Alloisio, fondarono, nel 1999, l'Associazione Moana Pozzi (www.moanamoana.it), a tutela e promozione dell'immagine dell'attrice.

Molte sono le cose che, in questi anni, si sono dette e scritte a proposito (e spesso a sproposito, per ragioni meramente mediatiche) della sua prematura morte, a soli 33 anni, avvenuta a Lione il 15 settembre del 1994.

Noi, a tal riguardo, preferiamo invece tacere e ricordare Moana Pozzi per quel che ha rappresentato e per quel che rappresenta.

Moana diva-antidiva passata, presente e futura. Che vive ancora, certamente. Nel cuore di chi la ama e l'ha amata.


Luca Bagatin



23 ottobre 2012

Sondaggio Spincon: il candidato ideale per il centrodestra ? Oscar Giannino !


Fonte Spincon.
Le interviste sono state effettuate su di un campione stratificato per sesso, età e ampiezza dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: CAWI. Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 1.480 casi, popolazione residente in Italia, di 18 anni e oltre, di entrambi i sessi ed appartenenti a qualsiasi condizione sociale.
Al campione in rientro è stata applicata una ponderazione (RIM weighting). Margine di errore pari al 2,5% con intervallo di confidenza pari al 95%.
Data del sondaggio: 10-14/10/2012

Noi lo diciamo da tempo, da mesi, forse da anni.
Il centrodestra, dopo il '94, è diventato un ricettacolo di bigotti, mezzi preti, mezze suore, molti cattocomunisti, altrettanti clericofascisti e di furbetti del quartierino (Fiorito solo uno dei tanti).
Oggi anche i sondaggi sembrano darci ragione e dare ragione a quanto affermava anche il compianto prof. Luigi De Marchi: gli elettori di centrodestra e moderati sono, fondamentalmente, laici, liberali e libertari.
Il recentissimo sondaggio di Spincon è lampante: gli elettori di centrodestra vogliono Oscar Giannino candidato premier con il 30,5% dei consensi.
Oscar Giannino: esponente storico del Partito Repubblicano Italiano, laico, liberale della prima ora, contro le tasse e la spesa pubblica improduttiva, che, non a caso, da tempo sta mettendo i piedi un movimento di persone concrete ed esterne alla partitocrazia, ovvero "Fermare il declino".
Sarebbe bello se, ai sondaggi, seguisse un po' di lungimiranza.
Ovvero il pensionamento anticipato dei vari Alfano, Cicchitto, Quagliariello and Company. E la scomparsa definitiva di Silvio Berlusconi dalla scena politica. Un amico di Putin e di Lukashenko non può certo ritenersi persona credibile e democratica. Oltre che non può certo pensare di battere i cattocomunisti di Bersani che, quanto a bolscevismo, ne sanno qualche cosa.

Luca Bagatin



11 maggio 2011

Il 15 e 16 maggio 2011 vota per la laicità ed i diritti: contro la sinistra e questa destra !

Il 15 e 16 maggio prossimi si terranno, in molte realtà locali, le elezioni amministrative e, come di consueto, questo blog prende parte attivamente alla campagna elettorale.
L'indicazione che voglio dare è, ovunque vi saranno liste, di votare le liste con l'Edera del Partito Repubblicano Italiano.


In ben tre realtà locali, invece, vi invito a votare per i candidati laici, liberali, e libertari.
Sto parlando di:

Rimini
, città in cui vi invito a votare per l'ottimo cantante ed artista omosessuale, militante di GayLib, Ciri Ceccarini candidato in Futuro e Libertà con il candidato Sindaco Pasquale Barone.



Milano
, città in cui vi invito a votare per Andrea Furcht, Repubblicano Indipendente ed esponente dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, il quale si candida per il Nuovo Polo per Milano, che sostiene il candidato Sindaco Manfredi Palmeri.



Pordenone, città in cui vi invito a votare per il sottoscritto che, dopo sette anni, si rimette in gioco in una candidatura politica. Ancora una volta al di fuori e contro gli attuali schieramenti politici.
Mi candido infatti come esponente del PRI nella lista civica Il Ponte che sostiene il candidato Sindaco Giovanni (detto Gianni) Zanolin.



Tre candidature laiche, per i diritti civili, contro i due schieramenti eversivi e bolliti.
Contro la sinistra e contro questa destra.



26 febbraio 2011

Luca Bagatin: un Repubblicano libertario nel Consiglio comunale di Pordenone

Come vi ho già annunciato, il Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone ha deciso di partecipare alle elezioni comunali di Pordenone che si terranno domenica 15 maggio prossimo.
Il PRI ha deciso, dunque, di appoggiare la candidatura a Sindaco di Giovanni Zanolin, nell'ambito della sua lista civica autonoma "Il Ponte", candidando il sottoscritto alla carica di Consigliere comunale.
Ora, non avendo ampi spazi in cui fare campagna elettorale ed essendo pressochè censurato dalla stampa locale (con particolare riferimento ad Il Gazzettino, qualche eccezione per Il Messaggero Veneto. Entrambi sembrano piuttosto sostenere il candidato del Pd e dare ampio spazio unicamente alle altre forze "sinistre" da SeL all'IdV, oltre che agli immancabili PdL e Lega Nord), ho deciso di utilizzare questo spazio totalmente autogestito in cui dire la mia e pubblicare i comunicati stampa che ho redatto in questo mese.
Buona lettura e, se vi va, sostenetemi !!!!!!



COMUNICATO STAMPA del 05/02/2011
Il PRI di Pordenone sosterrà Zanolin, candidando Luca Bagatin alla carica di Consigliere

(pubblicato solo da "Il Messaggero Veneto")

Il direttivo del Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone, composto da me, Andrea Collesan e Cristian Cedolin, ha deciso ufficialmente di appoggiare la candidatura a Sindaco di Pordenone di Giovanni Zanolin nell'ambito della sua lista civica autonomista.

Il PRI pordenonese ha dunque proposto la mia candidatura alla carica di Consigliere comunale nella lista "Il Ponte".

In questo senso intendo portare avanti un programma che preveda l'istituzione del registro del testamento biologico e delle unioni civili; la promozione della cultura laica; lo stop a qualsiasi finanziamento agli istituti religiosi; la costruzione di cinquemila posti auto attorno alla città, introducendo un efficiente servizio di bus navetta che permetta ai cittadini di raggiungere agevolmente il centro; la valorizzazione del verde pubblico a partire dall'attualmente degradato parco di Piazza IV Novembre e la lotta agli sprechi di danaro pubblico, abolendo privilegi ed abolendo definitivamente le circoscrizioni comunali.

La mia candidatura intende dunque offrire una possibilità di voto, non solo a chi è disgustato dalla politica d'oggi, ma anche a quell'elettorato  liberaldemocratico e liberalsocialista, che, dal '93 ad oggi, non ha più avuto la possibilità di votare per i partiti laici e democratici come il nostro PRI, oltre che per il PSI, il PSDI ed il PLI.

Luca Bagatin - candidato Repubblicano alla carica di Consigliere comunale nella lista civica "Il Ponte"

TRATTO DA "IL FRIULI" del 10/02/2011

Luca Bagatin, candidato Repubblicano alla carica di consigliere comunale della lista civica "Il Ponte": "Qualcuno della coalizione guidata dal Pd ritiene che Pedrotti sia il continuatore della passata amministrazione in quanto ha come sponsor Sergio Bolzonello. Se, per ipotesi, togliessimo questa autorevole sponsorizzazione, rimarrebbe semplicemente un manager sconosciuto ai più, senza un minimo di programma, esattamente come la coalizione che lo sostiene. Se consideriamo che Giovanni Zanolin è - agli occhi della gran parte dei cittadini - il fiore all'occhiello della passata amministrazione e che il PdL e la Lega non hanno saputo svolgere il ruolo di oppositori e continuano a riproporre candidati già perdenti come Pedicini oppure che hanno fatto il loro tempo come De Anna, potremmo dedurne che la lista civica "Il Ponte" ha la strada completamente in discesa e che il nostro candidato ha ottime chance di successo in alternativa a questa sinistra e a questa destra".

COMUNICATO STAMPA dell'11/02/2011

Sul destino dell'Ospedale di Pordenone

Franco Dal Mas, principale responsabile del trasferimento in Comina dell'Ospedale di Pordenone, pare proporsi come candidato a Sindaco di Pordenone del PdL.

A tal proposito ricordo che, nel 2008, fui fra i pochissimi - anche sulla stampa locale - ad indignarmi per il trasferimento dell'Ospedale, definendo tale provvedimento sconvolgente e sconfortante.

Dissi infatti che lo spostamento in Comina prospettato dalla Giunta regionale Tondo e sostenuta strenuamente da Dal Mas, avrebbe comportato ingenti costi e non sarebbe di certo andato incontro alle esigenze dei cittadini, che sino ad oggi hanno la fortuna di fruire di un'ottima struttura sanitaria in un sito peraltro facilmente raggiungibile, in quanto peraltro a poca distanza dal centro cittadino.

Anche oggi sono convinto, una volta di più, che tale scelta sia controproducente e non giustificabile se non da particolarissimi interessi in gioco non dati da conoscere alla cittadinanza.

Luca Bagatin - Direttivo provinciale del Partito Repubblicano Italiano e candidato della lista civica "Il Ponte"



COMUNICATO STAMPA del 15/02/2011

Sì al registro del Testamento biologico a Pordenone !

Il Consiglio comunale di Pordenone ha deciso di rinviare il voto relativo all'istituzione del registro del Testamento biologico.

La decisione è davvero vergognosa, come vergognose sono le posizioni di chi si oppone - per motivi meramente confessionali - a questa battaglia di civiltà ed umanità giuridica.

Come già annunciato, quale candidato del Partito Repubblicano Italiano nella lista civica "Il Ponte" a sostegno della candidatura a Sindaco di Zanolin, intendo portare avanti - fra le altre cose - l'istituzione del registro del Testamento biologico e quello delle unioni di fatto, con la certezza che siano battaglie che appassionano i cittadini pensanti di questa città.

Luca Bagatin - del direttivo provinciale del Partito Repubblicano Italiano e candidato consigliere nella lista "Il Ponte"



COMUNICATO STAMPA del 17/02/2011

Appello a Futuro e Libertà di Pordenone

Il Partito Repubblicano Italiano è stato il primo partito che, a Pordenone, ha proposto il cosiddetto "Terzo Polo". Abbiamo infatti contattato in primo luogo i responsabili locali di Futuro e Libertà ed abbiamo proposto loro un intesa programmatica fondata su: diritti civili, libertà individuali, difesa dell'ambiente e sicurezza.

Dopo attente valutazioni abbiamo autonomamente deciso di sostenere la candidatura a Sindaco di Giovanni Zanolin e, oggi, vogliamo invitare i futuristi di FLI - che al momento sembrano ancora non aver deciso che cosa fare - ad appoggiarci nella nostra scelta ed a concorrere con noi a far parte della lista civica "Il Ponte": l'unico "Terzo Polo" possibile in alternativa alla conservazione del Pd e del PdL.

Luca Bagatin - Direttivo provinciale del Partito Repubblicano Italiano e candidato alla carica di Consigliere comunale nella lista "Il Ponte"

COMUNICATO STAMPA del 19/02/2011

Finalmente istituira la festa per celebrare l'Unità d'Italia

Finalmente è stata istituita la festa per celebrare l'Unità d'Italia il 17 marzo. Come Repubblicani siamo stati in prima fila a sostenerla e riteniamo assolutamente fuori luogo le critiche di coloro i quali non volevano introdurre tale festività. A costoro - compreso il Sindaco di Pordenone Bolzonello - che si dicono perplessi relativamente al fatto che il 17 marzo diventi giorno festivo, vorremmo semplicemente rispondere che sarebbe sufficiente abolire qualche festa religiosa, assolutamente in contrasto con lo spirito laico e liberale della nostra Repubblica.

L'Unità d'Italia è, come il 20 Settembre, un avvenimento storico che ha visto uniti repubblicani e monarchici che hanno combattuto strenuamente e con sprezzo del pericolo per un ideale che non può essere calpestato dagli scalmanati della Lega Nord o dalle perplessità di qualcuno.

Luca Bagatin  - Direttivo del Partito Repubblicano Italiano della provincia di Pordenone

COMUNICATO STAMPA del 23/02/2011

I Repubblicani di Pordenone per il Testamento biologico ed il registro delle Unioni Civili

(pubblicato solo su Il Messaggero Veneto)

Finalmente è stato istituito il registro del Testamento biologico anche a Pordenone. E' una battaglia di civiltà che ci ha da sempre visti impegnati anche a livello nazionale.
Ora è il momento di istituire, a Pordenone, anche il registro delle Unioni Civili, al fine di garantire i diritti civili a quelle coppie - eterosessuali o omosessuali - che sono unite da vincoli affettivi o economici e che o non possono o non desiderano accedere all'istituto del matrimonio.
Ciò che ci impegneremo a fare, come Repubblicani, qualora riusciremo ad avere rappresentanza nel prossimo Consiglio comunale, è di far istituire un registro delle Unioni Civili con poteri reali, ovvero permettendo alle coppie registrate di accedere anche alla richiesta di alloggi popolari.

Luca Bagatin
Candidato del Partito Repubblicano Italiano nella lista civica "Il Ponte"



10 febbraio 2011

Costruire un nuovo Polo: per l'alternativa



Questa cosa, vorrei chiamarla per ora così, del "Terzo Polo", ovvero dell'unione fra finiani, centristi e laici, mi ha convinto da subito.
Anzi, dirò di più: l'ho auspicata e ne scrivevo diffusamente da diversi anni.
Da diversi anni, infatti, sostenevo e sostengo la necessità di costruire una forza di alternativa. Alternativa a che cosa ? Alla conservazione: di destra e sinistra.
Una forza che potrebbe anche essere il Polo della Nazione di cui ha parlato per primo l'ottimo editorialista Enrico Cisnetto e che Casini ha fatto sua: ovvero la necessità di un ritorno ai fasti dei governi sostenuti da De Gasperi, La Malfa, Sforza, Einaudi, Pacciardi e Saragat. Ovvero quei governi di centro laico e cattolico, che hanno saputo ricostruire l'Italia dalle macerie del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale.
Un'alternativa capace, finalmente, di contrastare il compromesso storico fondato da socialcomunisti e clerico-marxisti alla metà degli anni '70 e che ha portato alla falsa rivoluzione giustizialista di Tangentopoli. Un'alternativa capace di contrastare il berlusconismo, ormai sempre più paludoso ed attaccato alle istanze conservatrici e stataliste di Tremonti e della Lega Nord.
Un'alternativa che ricostruisca l'Italia e riscriva la Costituzione fin nei suoi fondamenti: che la renda finalmente liberaldemocratica, abolendo e modificando in senso liberale gli articoli statalisti ed anti-concorrenziali attualmente presenti nella carta costituzionale (a partire dagli articoli 41 e 42).
Un'alternativa che riscriva una legge elettorale che sia coerente: o con il ritorno al proporzionale puro o, ancor meglio, con l'introduzione dei collegi uninominali all'anglosassone e con l'elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di governo.
Ecco, quest'alternativa poteva o potrebbe essere questa cosa qui che chiamano impropriamente "Terzo Polo". Che impropriamente si lascia chiamare così, quando in realtà dovrebbe semplicemente rappresentare il primo o il secondo schieramento politico italiano.
Uno schieramento politico oltre gli attuali poli, o, quantomeno, un nuovo Centro-Destra: di ispirazione gollista, ovvero di destra laica, liberale, libertaria.
Ecco, ciò che manca ai Fini, ai Casini e - peggio mi sento - ai Rutelli (ma perché qualcuno non propone il pre-pensionamento per questo eterno giovane che cambia casacca ad ogni tornata elettorale ?), oggi è proprio una prospettiva. Dei contenuti che li rendano diversi dagli altri.
Però è necessario, intendiamoci, costruire questo Polo della Nazione capace di contrastare berluscones e cattocomunistes.
Ed è necessario che stabilisca le sue linee guida a partire da pochi punti di riforma, ma che siano di riforma radicale: abolizione degli enti inutili come le Province, i consorzi e le comunità montane; privatizzazione della Rai; riforma della Costituzione in senso liberaldemocratico, abolendo ogni influenza clerico-marxista; riforma della legge elettorale, da inserire in Costituzione, che preveda l'elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di governo; riforma della magistratura che preveda la separazione delle cerriere e la non eleggibilità dei magistrati a cariche politiche.
Ecco, in questo senso, noi laici e liberaldemocratici possiamo avere un ruolo cardine. Se solo sapremo incanalare ed unire le forze.
Diversamente, l'ho detto più e più volte, lasciamo il campo ai conservatori, antilaici ed antiliberali e dissolviamoci del tutto.

Luca Bagatin



23 gennaio 2011

Lettera ai compagni del PRI in vista del Congresso nazionale del partito (che purtroppo non si terrà più il 28 gennaio 2011)

Randolfo Pacciardi: partigiano Repubblicano mazziniano, antifascista ed anticomunista, fondatore del movimento Unione Democratica per la Nuova Repubblica

Cari compagni ed amici Repubblicani, ero lieto che finalmente, fra pochi giorni - ovvero dal 28 al 30 gennaio - si tenesse a Roma il Congresso nazionale del nostro PRI.
Ne ero lieto in particolare perché ritenevo che, forse, finalmente, si potessero sciogliere dubbi e riserve e si riuscisse a comprendere ove il nostro partito intendesse andare e collocarsi. Apprendo invece che, la data del Congresso, subirà uno slittamento.
Personalmente, nonostante abbia più volte avuto modo di apprezzare l'operato e l'equilibrio del nostro Segretario nazionale Francesco Nucara, da diverso tempo faccio fatica a comprenderlo ed a condividerlo.
Non condivido e non ne ho condiviso, infatti, la sua strenua difesa dell'indifendibile, ovvero dell'attuale maggioranza di governo presieduta dall'On. Silvio Berlusconi.
Il PRI ha lealmente sostenuto Berlusconi dal 2001 ad oggi e su concreti punti programmatici. Da parecchio tempo questi punti sono stati ampiamente disattesi e sfido lo stesso Francesco Nucara a dimostrarmi il contrario.
L'attuale maggioranza di governo non ha ridotto nè la spesa pubblica improtuttiva, nè conseguentemente ridotto le imposte. L'attuale maggioranza di governo non ha investito un solo euro in ricerca scientifica, ma ha introdotto norme proibizioniste e liberticide quali ad esempio la Legge 40 sulla fecondazione assistita (per non parlare di ciò che intende fare in materia di testamento biologico).
L'attuale Presidente del Consiglio, di concerto con il suo Ministro degli Esteri Franco Frattini, ha avviato una politica estera profondamente pericolosa che si fonda sull'amicizia e cooperazione con i peggiori dittatori del Pianeta: i comunisti stalinisti Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko ed il Colonnello Mu'ammar Gheddafi. Politica estera che, da repubblicani mazziniani, democratici ed atlantisti, non possiamo non avversare.
Come se tutto ciò non fosse sufficiente, la politica dell'attuale maggioranza di governo è praticamente dettata dalla conservatrice Lega Nord, che ha impedito non solo le riforme istituzionali, ma finanche l'abolizione delle inutili e costose Province italiane.
Il nostro Segretario nazionale Nucara si illude quando vuole che l'Udc entri nell'attuale maggioranza di governo: Casini sa bene che, sino a che la Lega non uscirà dal governo, le forze responsabili del Paese non potranno appoggiare Berlusconi.
E' questo il più macroscopico errore dell'attuale dirigenza Repubblicana: il non voler comprendere che Berlusconi, politicamente, ha fallito il suo compito e che la Lega Nord è un partito da isolare politicamente.
Per queste ragioni auspico un profondo cambiamento dell'attuale Direzione nazionale del PRI ed un nuovo Segretario, giovane ed aperto alla possibilità di costruire un nuovo schieramento politico alternativo al cattocomunismo ed al giustizialismo incarnati dall'asse Pd-Idv-Sinistra vendoliana. In questo senso ritengo che, sino ad oggi, solo Gianfranco Fini sia riuscito a comprendere la fine di un'era politica e la necessità di costruirne una nuova a partire da un nuovo Centro-Destra in linea con l'Occidente democratico e liberale.
In questo senso il PRI potrebbe essere importante e fondamentale a tale scopo. Raccogliere il testimone di tutte le forze dell'area laica e costruire un'Unione Democratica Liberale all'interno del Polo della Nazione ed allearsi dunque a Futuro e Libertà, Api ed Udc.
Costruire dunque un nuovo schieramento politico: laico, liberale, libertario, gollista, che sappia dialogare con il movimento cattolico, ma che non rinunci ed anzi rafforzi il concetto di laicità dello Stato.
O il PRI saprà finalmente essere "ape battagliera" di un progetto ambizioso di tal fatta oppure sarà destinato sempre di più alla marginalità politica e/o ad essere "mosca cocchiera" dell'asse Berlusconi-Lega Nord-Santanchè-Storace. A quel punto, tanto vale sciogliersi e costituire un'Associazione culturale o una Fondazione ove ciascuno possa rimanere Repubblicano a modo suo, visto che un Repubblicano mai potrebbe appoggiare l'estremismo di destra o sinistra.
Occorre, insomma, tornare a Randolfo Pacciardi e fondare una componente interna al PRI, oggi magari ancora minoritaria. Una componente che possa prendere il nome di "Nuova Repubblica": per una nuova legge elettorale finalmente coerente (o proporzionale pura o maggioritaria pura all'anglosassone, evitando in entrambi i casi antidemocratici e pasticciati sbarramenti), per i diritti civili e le libertà individuali, per le libertà economiche, la riduzione della spesa pubblica e la riforma del sistema delle aliquote che le porti ad un massimo di due o tre.
In questo senso auspico che tale componente riceva pieno riconoscimento da parte del Partito Repubblicano Italiano, con la possibilità di esprimere le proprie idee in ogni sede e nell'organo di stampa del Partito, ovvero "La Voce Repubblicana".
Sarebbe davvero molto triste assistere a nuove lacerazioni in casa repubblicana mazziniana sulla base del semplice sostegno o meno ad un personaggio alquanto macchiettistico come il Cavalier Silvio Berlusconi.
Viva Giuseppe Mazzini ! Viva Randolfo Pacciardi ! Viva il Partito Repubblicano Italiano ! Viva la Nuova Repubblica !

Luca Bagatin

PS: L'amico Renato Traquandi mi ha scritto un'incoraggiante missiva - in risposta al mio documento politico - che desidero di seguito riportare. Renato è parente stretto dello storico partigiano del Partito d'Azione Nello Traquandi. E' militante Repubblicano di lungo corso e collaborò con l'eroe della Resistenza Randolfo Pacciardi, aderendo, nel 1970, al movimento mazziniano Unione Democratica per la Nuova Repubblica fondato dallo stesso Pacciardi.


Luca carissimo,
 
Ho letto con particolare attenzione il tuo scritto.
Per prima cosa devo dirti che non ho trovato "buono" il tuo inizio. Cari compagni ed amici  sa di stantio, di antico.
Un consiglio, per il futuro fanne a meno, ci guadagnerai. 
Il succo dei tuoi ragionamenti è condivisibile in tutto e per tutto, i ma che ci metto io, sono convinto, saranno anche le tue conclusioni. 
Siamo ridotti a poche centinaia in tutto il Paese, non abbiamo risorse tali da controbattere i nostri avversari. 
Certo, in parte è colpa nostra, che non siamo stati in grado di resistere al clero ed agli ex comunisti, ai socialisti, i liberali e la Lega. 
Nucara lega la sua scelta alla riconoscenza e alla convinzione che il Dottor Tromba  sia il peccato minore, dacchè dagli altri fronti non abbiamo preso che sonori schiaffoni. 
La Malfa vuole a tutti i costi conquistarsi la possibilità di candidarsi, convinto com'è di campare della sua personale rendita politica. 
La Sbarbati regna sovrana della sua isola deserta e i liberaldemocartici in genere vagolano tra le nebbie dei desideri. 
Il prossimo congresso non risolverà nulla, almeno nell'immediato, dal momento che quasi tutti i relatori si impegneranno a fare il loro compitino e nulla di più. 
Se troviamo un gruppo, tra i quali molti giovani, disponibile a organizzare convegni qua e la per l'Italia e farsi sentire, con un programma e delle idee.... investire insomma, sulla cultura della politica e sulla storia del partito, allora forse un certo consenso lo potremmo trovare, anche se non andremo incontro alle richieste dell'italiano/a medio/a che vuole soldi, successo e qualcuno ( gigante, pensaci tu) che gli risolva i problemi della vita quotidiana. 
Se riesci a mettere su un gruppo di questo genere conta pure sul mio aiuto.

Renato Traquandi
www.scuolarepubblicana.it



10 novembre 2010

Costituiamo l'Unione Democratica Liberale ed alleiamoci ai finiani: per la Nuova Repubblica




E' necessario, oramai, organizzarsi.
Le elezioni potrebbero essere alle porte e non dobbiamo farci trovare impreparati. Non come al solito, quantomeno.
"Uniamoci a coorte, siam pronti alla morte. L'Italia chiamò", dovrebbe essere, dunque, il nostro risorgimentale motto. Un'Italia laica, liberale, libertaria.
Occorre mettere infatti in piedi un'aggregazione politica che metta assieme laicità, libertà economiche ed individuali e diritti civili.
Occorre dunque sciogliere o federare in un un'unica formazione: Repubblicani, Liberali e Radicali (se lo vorranno).
Occorre mettere in piedi una nuova "cosa", ovvero una nuova "casa" con la quale puntare almeno al 4 % dei consensi.
Occorre mettere in piedi un soggetto unitario di tutti i laici-liberaldemocratici-liberalsocialisti da chiamare, magari, Unione Democratica Liberale.
Un'aggregazione che possa parlare di unioni civili, diritti di cittadinanza, legalizzazione di marjiuana e hashish, testamento biologico ed eutanasia, ricerca scientifica, diritti degli omosessuali, oltre che di abolizione delle Province, riduzione della spesa pubblica e riduzione delle imposte.
Un'aggregazione - questa possibile Unione Democratica Liberale - capace di coalizzarsi su pochi ma concreti punti programmatici con Futuro e Libertà di Fini (che già al suo interno gode di associazioni culturali laiche come "Libertiamo", "GayLib" e "Socialismo e Libertà"), con l'Udc e con tutti coloro i quali vogliono puntare all'alternativa tanto a Berlusconi quanto ad una sinistra cattocomunista e giustizialista.
Terzo Polo ? Giammai !
Secondo o primo polo al massimo. Ovvero garantire un'alternativa a Berlusconi ed ai suoi alleati di estrema destra per mezzo di una nuova coalizione capace di attrarre laici e cattolici oltre la destra e la sinistra.
Ove i laici facciano davvero i laici in Parlamento ed ove al governo si occupino di pochi ma concreti punti programmatici e di riforma.
Per una Nuova Repubblica. Per una Terza Repubblica.
I punti programmatici da mettere sul tappeto sono presto detti: abolizione delle Province; privatizzazione della Rai; riduzione della spesa pubblica improduttiva; progressiva riduzione delle imposte sino ad arrivare - possibilmente - ad un'aliquota unica; separazione delle carriere dei magistrati; spoliticizzazione del CSM; politica estera filo occidentale e filo israeliana con conseguente chiusura dell'amicizia politica berlusconiana con la Russia di Putin, la Bielorussia di Lukashenko e con la Libia di Gheddafi. No, dunque, all'amicizia fra Italia ed i Paesi dittatoriali.
Tutti punti sui quali nè Pd nè PdL sono d'accordo, ma sui quali, in Italia, i consensi raggiungono vette elevate e che saranno capaci di restituire credibilità al nostro Paese a livello internazionale.
Armiamoci e partiamo, dunque. Le elezioni sono più vicine di quanto non possiamo nemmeno immaginare.

Luca Bagatin



9 ottobre 2010

"Mario Pannunzio da Longanesi al Mondo" presentato a Pordenone con il contributo del Partito Repubblicano Italiano alla presenza del prof. Pier Franco Quaglieni del Centro Pannunzio di Torino


A sinistra: il Sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello
A destra: Luca Bagatin ed il prof. Pier Franco Quaglieni

Venerdì 8 ottobre scorso alle ore 19.00 - presso la saletta incontri dell'ex convento di San Francesco a Pordenone - il Partito Repubblicano della provincia di Pordenone ha organizzato la presentazione del saggio curato dal prof. Pier Franco Quaglieni: "Mario Pannunzio da Longanesi al Mondo" edito da Rubbettino.
La presentazione, curata da Luca Bagatin collaboratore de "La Voce Repubblicana", ha visto la partecipazione stessa del prof. Quaglieni, docente di Storia risorgimentale presso l'Università degli Studi di Torino e Presidente del Centro Pannunzio che fondò, nel 1968, assieme a Mario Soldati e ad Arrigo Olivetti.
L'evento ha ricevuto spontaneamente il Patrocinio da parte dell'Amministrazione Comunale di Pordenone ed è intervenuto, con un breve saluto introduttivo, lo stesso Sindaco Sergio Bolzonello.
Bolzonello - già in passato iscritto al Partito Liberale Italiano e quindi vicino all'ideale pannunziano - si è rammaricato di come oggi si senta la mancanza di una scuola di pensiero politico e di come il Paese sia totalmente allo sbando e ciò a causa tanto del "berlusconismo", che dalla mancanza di un "disegno organico" da parte del Pd al quale egli stresso appartiene.
Luca Bagatin ha dunque brevemente presentato la figura di Pannunzio, già sceneggiatore cinematografico, giornalista e poi politico liberale nato a Lucca nel 1910. Ha fatto un excursus della carriera dell'intellettuale lucchese dagli anni '30, passando per l'antifascismo liberale e democratico e per l'anticomunismo raccontato anche per mezzo del foglio clandestino legato al PLI "Risorgimento Liberale". E poi il dopoguerra, la fondazione de "Il Mondo": settimanale laico e liberaldemocratico che gettò le basi per una Terza Forza da contrapporsi alle "chiese" clericale e comunista. Terza Forza che sarà poi il Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici che, in chiave progressista, si alleerà al Partito Repubblicano Italiano di La Malfa e Pacciardi.
Bagatin ha in particolare ricordato le battaglie politiche, civili ed economiche de "Il Mondo": contro i monopoli, la speculazione edilizia, l'influenza del dogma ecclesiastico nelle leggi dello Stato, i privilegi delle corporazioni e dei Poteri Forti.  Ed ha ricordato di come Pannunzio ed i suoi collaboratori volessero "superare a sinistra" persino i comunisti e dunque la celebre frase di Pannunzio:

“Essere liberali significa essere socialisti in modo assai più avveduto e attuale di quel che credono gli epigoni di Marx”.


Il prof. Pier Franco Quaglieni ha dunque presentato il saggio che vede avvicendarsi contributi, oltre che suoi, anche di Pierluigi Battista, Marcello Staglieno, Carla Sodini, Girolamo Cotroneo, Guglielmo Gallino, Mirella Serri, Angiolo Bandinelli ed uno scritto inedito di Mario Soldati.

Quaglieni ha quindi ricordato il Pannunzio inizialmente disinteressato alla politica, ma successivamente, nel corso degli anni '40, fervente antifascista ed antitotalitario. Collaboratore di Longanesi ad "Omnibus" prima ed allievo di Benedetto Croce e fondatore del crociano, appunto, "Il Mondo" poi.

Ed ha ricordato di come moltissime generazioni di giovani anche non provenienti dall'area liberaldemocratica, si formarono intellettualmente sulle pagine de "Il Mondo" che - ha affermato Quaglieni - era letto anche da giovani democristiani e comunisti, di nascosto dai loro "apparati" di partito.

Il prof. Quaglieni, ad ogni modo, è pessimista relativamente al fatto che oggi, un'esperienza esaltante culturalmente e politicamente come quella de "Il Mondo", possa rinascere. Le cause - ha detto - sono varie: l'imbarbarimento del linguaggio, dei media stessi e della politica: tutti presi piuttosto dal gossip che dalle problematiche contingenti. E poi la mancanza di una cultura liberale maggioritaria nel nostro Paese.

Il Centro Pannunzio, ad ogni modo e come ha affermato il prof. Quaglieni, è un punto di riferimento per tutti coloro i quali vogliono dare testimonianza di ciò che è stato il liberalismo di Pannunzio, che poi era quello del conte di Cavour e che successivamente giunse a confrontarsi con il repubblicanesimo mazziniano e con il socialismo autonomista, che sono poi le grandi culture laiche del nostro Paese.

Degno di nota, fra il pubblico, la presenza di ex militanti dell'area liberale e repubblicana che si formarono politicamente negli anni '80 e '90. Nessun reduce, molti quaranta-cinquantenni che, dopo la caduta del Muro di Berlino, credevano in una grande rivoluzione liberale e libertaria che avrebbe potuto giungere anche in Italia, sull'onda anche della parabola pannunziana. Così, purtroppo, non fu.

Giunse invece Tangentopoli e, come detto anche dal prof. Pier Franco Quagliani, fu una siagura per tutti a cominciare dai partiti che avevano fatto dell'Italia un Paese moderno e democratico.

Morì così, un grande sogno di libertà.

Luca Bagatin

I PREPARATIVI.....E LA CENA FINALE

Da sinistra: Valentino Bertoli, il prof. Pier Franco Quaglieni, il sottoscritto, Andrea Collesan Segretario provinciale del PRI




27 settembre 2010

Ciao Sergio, buon ritorno a casa ! :-)



Raramente scrivo post personali, ma questo vorrei proprio scriverlo e dedicarlo ad un caro amico che, finalmente, ho avuto la possibilità di conoscere di persona questo week end.
Sergio Colombi ed io ci siamo conosciuti sei anni fa sul web nell'ambito un forum-gioco di ruolo politico dal titolo "Repubblica Virtualia".
Entrambi, assieme agli altri forumisti, eravamo molto attivi e contrapposti politicamente: io, a sinistra, nella lista "Liberalsocialisti-Repubblicani" e lui, a destra, componente dell'Alleanza per le Libertà. Una volta vinsero loro, un'altra volta noi.
Peccato però che il gioco terminò dopo alcuni anni, allorquando, taluni forumisti, fecero iscrizioni fasulle al fine di agevolare l'una o l'altra lista o altre liste presenti nel gioco. Sergio ed io scoprimmo l'inghippo e sbugiardammo i "furbetti der quartierino" ed uscimmo dal gioco.
Da quel momento, Sergio ed io, ci scambiammo i numeri di telefono e siamo sempre rimasti in contatto.
Questo week end Sergio, medico romano in pensione, ma residente a Fano, è venuto a trovarmi a Pordenone ed ho avuto la possibilità di conoscerlo personalmente e di apprezzare ancora una volta la sua simpatia ed umanità.
Abbiamo discusso anche di politica, da posizioni diverse (lui ex missino), ma convendendo alla fine che oggi, l'unico politico di razza, è Gianfranco Fini.
E poi ci siamo incontrati con una mia vecchia amica, Anat Hila Levi, presidentessa dell'Associazione Italia Israele di Pordenone, che Sergio ha conosciuto fra le pagine di Facebook.
Abbiamo dunque passato due pomeriggi e serate molto piacevoli.
Buon ritorno a casa, caro Sergio ! Ti voglio bene !

Luca



23 settembre 2010

Torna Gioele Magaldi e, dopo Grande Oriente Democratico, fonda un'associazione politica a fianco del Pd. Come previsto (e se lo critichi ti insulta pure)



E ritorna Gioele Magaldi, fondatore del sedicente movimento massonico Grande Oriente Democratico.
Ritorna dalle ferie e scrive un lunghissimo articolo sul suo sito www.grandeoriente-democratico.com, in cui, sostanzialmente, annuncia ciò che avevo già scritto in un mio pezzo il mese scorso e che potete trovare al link: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/post/2518699.html
Il Magaldi, insomma, fonda un'associazione politica a sostengo del Pd e dei i suoi satelliti. Ed infatti apre il sito www.democraziaradicalpopolare.it.
Dubitiamo che gli eventuali liberali, socialisti e libertari che il Magaldi spera di aggregare attorno al suo movimento vogliano fare da stampella dei cattocomunisti senza idee, ma tant'è.
Ad ogni modo è sicuramente preferibile che il Magaldi scenda in politica (infondo ce ne sono così tanti che, senza storia e cultura politica, hanno frenesia di "scendere in campo", lontano dalle antiche e nobili scuole di partito) piuttosto che seguiti ad utilizzare il vessillo massonico per le sue attività.
La Massoneria è infatti un'organizzazione spirituale che non si occupa nè di politica nè di religione, che accoglie nel suo seno persone che la pensano anche molto diversamente fra loro, e, aspetto fondamentale, che avversa da sempre dogmi e divisioni. Divisioni che Magaldi ama purtroppo fomentare.
Magaldi, dopo aver gettato fango anche su taluni esponenti del Grande Oriente d'Italia, nell'appendice al suo lunghissimo articolo, scrive che l'articolo che scrissi su di lui e sul suo modo poco ortodosso di trattare la Massoneria l'avrei scritto in quanto stizzito per il fatto che lui non ha accettato subito la mia amicizia su Facebook.
Ci sarebbe davvero da ridere......se il Magaldi fosse un sedicenne !
Ad ogni modo, per la cronaca, quell'amicizia su Facebook gliela chiesi così, per curiosità, qualche minuto dopo aver scritto quell'articolo. E poi non sono nemmeno un grande utilizzatore di Facebook, che ho più volte considerato poco utile alla comunicazione nel senso più ampio del termine.
Magaldi seguita poi nel darmi del "cortigiano", quando invece sa bene egli stesso che ho sempre scritto unicamente ciò che vedo. Ed è forse ciò che gli rode davvero.
Ed a poco vale il suo scrivere che mi proclamo membro e seguace del Partito Repubblicano Italiano, che il Magaldi definisce "sedicente" (chissà poi perché), quando ne sono semplicemente iscritto. Il PRI, infatti, è partito storico ed è legittimo che un libero cittadino si iscriva ad un partito ancorché piccolo. E' piuttosto curioso invece che il Magaldi dia patenti di legittimità
Quanto al riferimento ai miei articoli su Edgardo Sogno ed a Mario Pannunzio, mi basta ricordare al Magaldi che Sogno, Medaglia d'Oro alla Resistenza (che salvò anche la vita a Ferruccio Parri), fu insignito del Premio Valdo Fusi da parte del Centro Pannunzio di Torino e che il Centro Pannunzio ha proposto l'organizzazione di giornate di studio dedicate proprio a questo grande combattente liberale.
Buon proseguimento, dunque, alla carriera politica di Gioele Magaldi, che, dopo essersi procalamato massone dissidente, oggi si proclama socialista liberale.
A fianco dei cattocom. Contento lui.

Luca Bagatin

Il Sig. Alberto Corsini di Follonica, mi ha inviato privatamente la seguente mail (indirizzata a Gioele Magaldi), che mi ha anche autorizzato a pubblicare.

SCUSA SE MI SONO PERMESSO DI SCRIVERE:
Non si puo leggere cosa dice Magldi.

Io come Luca Bagatin credevo che avresti portato dell'ordine in massoneria, Purtroppo devo ricredermi (tu porti solo scompiglio)
Personalmente sono in massoneria dal 1972. non sono mai stato un M.V ,
Ma posso con certezza assicurarti che tu non sei un Massone, ma un arrogante un prepotente un arrivista che vuole prevalere su tutti.
Quando scrivi i tuoi poemi ti rendi conto di cosa scrivi ed i titoli che dai alle persone?
Sicuramente non hai avuto dei buoni maestri (su questo non ho dubbi) io non  sono istruito come te, ma tu oltre tutto, anche se sei stato iniziato alla Massoneria non sai sicuramente come sicomportano i VERI MASSONI, se posso darti un consiglio impara l'umilta'

 Corsini Alberto Follonica Via Marmolada 13

A Gioele Magaldi, ex massone, rode proprio il deretano (come si direbbe a Roma, in termini magari un po' più prosaici).
Mi dedica addirittura un intero articolo (lui la chiama Velina, eh, si vede che si sta già preparando ad interpretare un ruolo che ultimamente sta andando parecchio in voga) alquanto diffamatorio e zeppo di menzogne sul suo sito (firmandolo "La Redazione"). Affermando persino che io sarei al soldo di Berlusconi (quando è noto che Berlusconi non l'ho nemmeno mai votato o sostenuto !). Ah, quando c'è di mezzo la malafede....
E poi insulta persino l'ignaro Segretario del Partito Repubblicano Italiano Francesco Nucara.
La fantasia del Magaldi è davvero fervida (del resto, per essersi inventato un sedicente movimento "radical-popolare" tanto per farsi notare e pubblicizzare il suo libro.....Visto peraltro che il suo precedente libercolo sull'alchimia non se l'è filato nessuno, nonostante fosse pubblicizzato finanche da "Hiram", la rivista ufficiale del Grande Oriente d'Italia che lui disprezza tanto....magari perché non è che fosse così interessato alla Massoneria per scopi prettamente esoterici).
E l'UMILE (con la maiuscola, come scrive lui....ammazza l'umiltà der soggetto, aò !) Magaldi ne ha anche per il povero Sig. Corsini che si è permesso di criticarlo ! Gli da dell'ignorante e lo tratta con supponenza.
Leggete e divertitevi, cari lettori:

http://www.grandeoriente-democratico.com/velina_del_26_settembre_2010_Bagatin_bagattelle_e_Il_Cavaliere_Nero.html


A Magà, magari un posto in Parlamento, con una legge elettorale di nominati non te lo leverà nessuno, ma, in sostanza, a Magà, ma chi vvoi co........ehm....nvincere ? ;-D

L.B.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini