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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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27 luglio 2013

Ragazzo, fai il giornalista ma sii creativo. Editore, paga bene e sii corretto.



Un amico mi segnala un articolo sul sito Doppiozero.com, scritto da Andrea Indiano, dal titolo "Ragazzo, non fare il giornalista !".
La tesi di fondo dell'articolo è che oggi il giornalismo, ovvero la carriera del giornalista, è diventata impraticabile in quanto le notizie sono da anni totalmente gratuite, postate sul web e a disposizione di tutti.
L'articolo è interessante anche se non lo condivido punto.
Innanzitutto diciamo subito che l'informazione, ovvero le notizie, sul web,  non sono totalmente gratis, ovvero, per pubblicare un articolo, anche online, c'è sempre chi ci guadagna a monte, o attraverso la pubblicità o alto.
Faccio un esempio: il mio blog - che tratta principalmente di informazione e cultura - non è totalmente mio, ma di proprietà di una società che guadagna grazie alle cose che scrivo. Il dramma, semmai, è che questa società - pur permettendomi di scrivere gratuitamente - non mi gira parte dei suoi guadagni.
Perché non iniziamo a chiederci come mai ciò non accade e perché, invece, ciò non potrebbe accadere ? Perché "qualcun altro" deve guadagnare sulla base di ciò che facciamo noi e noi dobbiamo accontantarci di un mero "spazio gratuito" ?
La medesima cosa accade per i giornalisti non pagati da grandi quotidiani o persino dalla stampa freepress: manca la correttezza a monte, ovvero un nuovo modo di fare editoria in modo che a guadagnarci siano tutti e non solo qualcuno. Cari editori, se volete guadagnare dovete investire a profusione ed imparare anche ad essere corretti con il vostro prossimo.
C'è poi un altro problema, che poi è anche il principale, ovvero non si realizzano più "prodotti accattivanti" e degni di essere acquistati. In particolare in edicola, ma anche in ambito televisivo.
Parliamoci chiaramente: a tutti fa piacere scaricare la musica gratis o i videogames oppure leggere gratis. Purtuttavia se il prodotto è buono e a prezzo ragionevole, siamo tutti disposti ad acquistarlo.
Oggi non esistono più giornali di qualità ed il settore editoriale è in crisi per questo. Lo stesso scrittore Mark Twain - tanto per tornare al discorso che facevo poche righe fa - affermava che non si può pretendere di avere ottimi giornalisti se questi non sono ben pagati !
Mancano le idee e le progettualità. Se c'è qualche cosa che va imputata alle nuove generazioni ed anche alla nostra decantata Generazione X, è che siamo privi di stimoli e di idee. Non veniamo a raccontarcela, ragazzi, è così. Se poi non ci sono editori che ci stimolano, economicamente parlando, peggio ancora.
Siamo stati abituati - ad ogni modo - così bene, ovvero al benessere degli Anni '80 e '90, che abbiamo perduto il gusto ed il piacere per la sperimentazione e la trasgressione in ogni ambito.
Guardate i programmi tv o i libri di nuova uscita: tutti o quasi pressoché privi di pathos, emozione, sensazione, introspezione, trasgressione. Sembrano fatti giusto per guadagnarci qualche soldarello facile, sembra quasi che chi li ha realizzati e prodotti non si sia mimimamente "divertito" nel realizzarli e nel produrli.
Pensiamo invece agli Anni '60 e '70, alle prime radio libere, alla voglia di sperimentare, di divertirsi, ma mettendoci passione, creatività, ingegno.
Le lauree, i titoli di studio, non potranno mai colmare la passione per lo scrivere. Se non hai passione è inutile il tuo pezzo di carta in mano e questo - nella nostra Panisola - temo si faccia ancora fatica a comprenderlo. Il titolo di studio, inutilmente, ha ancora "valore legale".
Studiare è inutile se non sia hanno passioni. Se si hanno passioni, invece, è opportuno metterle a frutto e studiare per metterle a frutto.
Purtroppo, oggi, i giovani e non solo, studiano ed approfondiscono poco. Non hanno memoria storica né background culturale, né sembrano ricercali.
Mi capita spesso di parlare con adolescenti o ragazzi sui vent'anni o anche meno e rendermi conto che o non hanno passioni o, se le hanno, hanno quasi paura di metterle a frutto. E dico loro: osate, andate oltre i pregiudizi e soprattutto oltre a ciò che vi dicono gli altri, gli adulti, i media che si sono inventati una crisi che non è economica, ma di progettualità.
Non lo smetterò mai di ripeterlo.
Per tornare a risollevare il mercato editoriale, ma non solo, occorre far tornare di moda la passione e dunque l'ingegno e l'approfondimento. La voglia di studiare, ma non per un pezzo di carta che non servirà mai a nulla, ma per affinare le proprie capacità. Ciò genererà mercato e condivisione. Ma se davvero ci saranno editori e società pronte - a quel punto - ad investire, anche a scatola chiusa. Facendo guadagnare tutti, cedendo diritti, rendendo fruibili a tutti i contenuti e facendo sì che mercato ed ingegno vadano di pari passo. 

Luca Bagatin (nella foto con il collega giornalista Paolo Di Mizio)



27 settembre 2012

Alessandro Sallusti rischia 14 mesi di carcere per diffamazione a mezzo stampa. Pericolosità sociale la sua, oppure, piuttosto, quella di talune leggi dello Stato e di taluni magistrati ?



19 febbraio 2010

La libertà di stampa secondo Mark Twain



Libertà di stampa !
Mai tema è stato più di attualità.
Peccato che sia una pia illusione: la libertà di stampa non esiste.....almeno sino a quando non si è defunti !
Parola di Mark Twain (al secolo Samuel Langhorne Clemens: 1835 - 1910) e dei suoi articoli inediti rivalutati dalla Piano B Edizioni che - in occasione del centenario della sua morte - ha deciso di pubblicarli in un agile volumetto dal titolo - appunto - "Libertà di stampa".
Ed ecco dunque che l'umorista americano più amato dai ragazzi (ma anche e forse soprattutto dai liberipensatori) ci mette in guardia dalla categoria dei giornalisti (di cui egli stesso ha fatto parte, e dunque a ragion veduta !).
"I giornalisti onesti ci sono" - sentenzia Mark Twain - "Soltanto costano di più !".
Ed ancora -  come abbiamo scritto all'inizio - la questione del si è liberi di scrivere ciò che si vuole solo da morti, quando non si ha più un editore al quale dover rendere conto, non si è esposti al pubblico giudizio e ad un'opinione pubblica che - come dimostra lo stesso Twain - è orientata dai giornali stessi che.....deformano, appunto, la realtà !
"Esistono leggi per la libertà di stampa, ma nessuna che faccia qualcosa per proteggere le persone dalla stampa", una fra le lapidarie e significative frasi di un articolo che Mark Twain scrisse....senza mai vederselo pubblicato in vita (per ovvie ragioni) !
"I nostri principi morali decadono in modo direttamente proporzionale all'aumento del numero dei giornali". "Per un giornale che fa del bene ve ne sono cinquanta che fanno del male". E così via, raccontando esperienze personali di quando fu ad esempio candidato alla carica di Governatore dello Stato di New York, nelle file degli Indipendenti, e fu calunniato dai giornali al punto che dovette ritirarsi dalla corsa.
Esilarantissimi come sempre gli scritti di Mark Twain, ma anche profondamente schietti, sinceri, lapidari, attualissimi.
"Libertà di stampa" contiene anche alcuni articoli contro la guerra che gli Stati Uniti d'America mossero alle Filippine e l'impegno antimilitarista ed antischiavista dello scrittore americano emergono profondamente, a rimarcare il suo indomito spirito di fronte alle questioni strettamente politiche e sociali.
Una raccolta di scritti, dunque, che ci fanno guardare la questione della "libertà di stampa" da un'angolazione diversa. Anticonformista in quanto è proprio la lotta al conformismo della presunta "opinione pubblica" il principale oggetto di critica degli articoli di Mark Twain.
E sarebbe bene ricordarselo ogni qual volta leggiamo un articolo di giornale, ci informiamo attraverso la televisione o qualsiasi altro mezzo mediatico. E dunque mediocre e deformatore.

Luca Bagatin



2 giugno 2009

MA COSA STA FACENDO L'INFORMAZIONE ? by Peter Boom

L'INFLUENZA "MAIALA" DELL'INFORMAZIONE
presentazione by Luca Bagatin



Peter Boom si sfoga e qui, gli sfoghi, se ben argomentati, sono sempre bene accetti.
Sono anni che dicono che anch'io - più che scrivere - mi sfogo.
Sarà, ma anche no.
Sarà che sono pochi coloro i quali si prendono il lusso di scrivere quel che pensano (personalmente, fra i giornalisti professionisti, conosco solo l'amico Aldo Chiarle che, superati da un pezzo i 90 anni, continua a far muovere i tasti della sua Lettera 22 con entusiasmo e passione, senza risparmiare nessuno e attenendosi a quella Storia che lui ha vissuto in prima persona e che ormai nessuno più approfondisce o, peggio, si cerca ci mistificare per spicciola convenienza).
Sarà quel che sarà, cantavano i Ricchi e Poveri, ma sarà anche che aveva ragione Gurdjieff a diffidare del giornalismo e dunque affermava:

"Il pubblico non sa mai chi è che scrive. Conosce soltanto il giornale, il quale appartiene a un gruppo di esperti commercianti.
Che cosa sanno esattamente coloro che scrivono su quei giornali, e che cosa succede dietro le quinte della redazione? Il lettore lo ignora completamente. I rappresentanti della civiltà contemporanea, trovandosi a un grado di sviluppo morale e psichico molto inferiore, sono come dei bambini che giocano col fuoco, incapaci di misurare la forza con la quale si esercita l'influenza della letteratura sulla massa."

ed anche.....

"Non posso passare sotto silenzio questa nuova forma letteraria, perché, a parte il fatto che non porta assolutamente nulla di buono per lo sviluppo dell'intelligenza, essa è diventata, a mio avviso, il male de nostri tempi, nel senso che esercita un'influenza funesta sui rapporti umani. Questo genere di letteratura si è molto diffuso i questi ultimi tempi perché - ne sono fermamente convinto - esso corrisponde meglio di ogni altro alle debolezze e alle esigenze determinate negli uomini dalla loro crescente mancanza di volontà".

Più che l'Ordine andrebbero aboliti i giornalisti ? Scrivevo io qualche tempo fa....
Basterebbe sostituirli con scrittori appassionati, artisti, creativi, curiosi per indole capaci di riportare ESATTAMENTE i fatti ed avere magari eventualmente il coraggio di giudicarli in tutta onestà intellettuale.
Ad ogni modo comunque, ecco a voi il nuovo articolo di Mr. Peter Boom, il nostro Osservatore Oland-Viterbese-Internazionale.

Luca Bagatin


MA COSA STA FACENDO L'INFORMAZIONE ?
articolo by Peter Boom



L'Italia sta al 73° posto nella graduatoria della libertà di stampa. I massmedia, soprattutto la stampa e le Tv sembrano tutti politicizzati per cui il dibattito, il contraddittorio, si trova ad un livello minimo. Chi ci rimette? Naturalmente il pubblico il quale sarà sempre meno interessato a leggere le notizie e gli articoli che sembrano oramai pillole da ingoiare passivamente.
Visto che parliamo di pillole. Quella enorme sciagura annunciata che è stata l'influenza aviaria ed ora quella recente che in circa in mese ha fatto l'enorme numero di ben 85 morti in tutto il mondo, la maggior parte deceduta a causa della carenza di difese immunitarie o per complicazioni.
Quando i primi due influenzati (studenti) sono tornati dal Messico, un importante politico ha annunciato che la quarantena non era necessaria e che potevano stare in isolamento a casa loro per non infettare le folle romane (sic!). Un virus gira per aria e anche stando a casa loro questi (gravemente???!!!) ammalati avrebbero attraverso i familiari e attraverso l'aria infettato tutti ugualmente. Viene il sospetto che il vorticoso giro di soldi intorno alle case farmaceutiche stia attuando una perfida disinformazione. Forse non sanno più dove sbattere gli annunciati quaranta milioni di vaccini insieme con l'enorme quantità di mascherine. Si terrorizza la gente con questa influenza “maiala”, che anche nel Messico ha fatto pochi danni, con la conseguenza che le masse si abituano alle notizie dei disastri annunciati e non ne facciano più caso. Se poi dovesse avvenire una minaccia veramente seria nessuno la prenderebbe più sul serio. E questo è grave.
Leggo e sento: “QUATTRO ISLAMICI ARRESTATI”!
Non è bello generalizzare così, visto che la maggior parte degli Islamici è certamente pacifica. I Cristiani nella storia sono stati molto più sanguinari ed assassini e anche di loro non diciamo “tutti i cattolici sono delinquenti”, anche se per diversi motivi non metterei la mano sul fuoco per i dirigenti di quest'ultima religione.
Forse conveniva scrivere:”Quattro persone di una setta fanatica islamica arrestate”. E' veramente terribile, anche immorale fare di ogni erba un fascio. Così si nutre il razzismo e si crea un'emarginazione non giustificata verso una maggioranza di persone che cerca di integrarsi onestamente e lavorando sodo.
Nei dibattiti televisivi ci sono parecchi politici che interrompono continuamente quando parla la controparte in modo che non si capisce più niente. Questo è incivile e proporrei di non invitare più questi signori per i quali il mio consiglio è di non votarli mai.
Non ho finito!
C'è inoltre quella “tremenda” minaccia del caldo, gli anziani e i bambini devono rimanere in casa durante le ore più calde. La gente per le strade, infettate dalle manie informative di certi giornalisti, sbuffa e dice già alle sette di mattina: “che caldo”! Allora cosa dobbiamo dire quando la temperatura arriva a 38 o 43 gradi? No, si potrebbe solo dire che le piantine, siccome ora sono in piena crescita, hanno bisogno di un po' più d'acqua. O no?
L'Italia è il paese d'o sole e in molti luoghi c'è anche il vento, fonti di energia inesauribili. In Germania, in Olanda, in Austria, ed altri paesi dove le condizioni climatiche non son certo così favorevoli, le energie alternative si sono maggiormente affermate. Anche qui bisogna essere preoccupati perché gas (russo) e petrolio costeranno sempre più e potranno anche venir meno ad ogni sbalzo geopolitico. Centrali nucleari pulite di quarta generazione ancora non esistono e poi ci vorrebbe molto tempo per edificarle e farle funzionare in sicurezza (almeno 15 anni). L'Italia è un paese con un clima invidiato da tutti, con bellezze paesaggistiche, paesetti e città magnifiche. Il tesoro di Belle Arti è eccezionale. Non mi pare che queste qualità vengano abbastanza rispettate, importanti anche per l'attrazione turistica di milioni di persone. Ora, nel viterbese, un politico evidentemente antisviluppo e contrario al turismo vuole addirittura chiudere i bar all'una di notte.
Un'altra strana informazione (probabilmente voluta) riguarda il terremoto de L'Aquila. Ho sentito le dichiarazioni che si starà molto attenti alle infiltrazioni mafiose e a come saranno spesi i circa dodici miliardi (ma quanti saranno effettivamente?) per la ricostruzione. Non ho ancora visto arrestare un responsabile tra i costruttori della “sabbia di mare”, dei tecnici corrotti, incapaci o distratti. Non sarà che per pagare le tangenti i costruttori hanno dovuto risparmiare edificando con la sabbia salata, troppo poco cemento e ferro insufficiente? Si indaghi su queste cose e chi sa parli! Quali erano i politici che prendevano le decisioni e forse... molto altro.
Molti di questi signori sono colpevoli di omicidio di massa, di una strage vera e propria, come quelli rimasti impuniti per altri crolli, per il vino adulterato, etc.
Se le leggi in questo paese sono troppe, spesso contraddittorie, facili da eludere con i bravissimi avvocati “del diavolo”, che nei casi peggiori riescono ad arrivare alla prescrizione, questo è colpa e volontà della politica. La stessa cosa vale per il fisco. Dove c'è confusione c'è anche corruzione.
Ritengo l'Italia uno dei paesi più ricchi del mondo dove tutti potrebbero vivere con il massimo benessere e serenità, ma se i politici non vogliono e fanno le leggi per il proprio comodo, il paese vive male.



2 giugno 2008

Forse, più che l'Ordine, andrebbero aboliti i giornalisti



L'avvocato, così come il giornalista, sono figure professionali che mi hanno sempre lasciato perplesso e con l'amaro in bocca.
Il primo è disposto a difendere i peggiori turlupinatori e cialtroni aggrappandosi all'infinitesimale e più insignificante cavillo legislativo che gli consente di "salvarsi e salvare la pelle al suo assistito" (specie in questo nostro Paese ove la certezza della pena è in realtà una vera e propria incertezza e la giustizia non è giammai uguale per tutti), il secondo....beh, lo scopo di questo articolo è proprio quello di approfondire questa arzigogolata quanto paradossale categoria professionale.
Il giornalista è quel particolare soggetto che, per mestiere, scrive sui cosiddetti "organi di stampa" ovvero "testate giornalistiche". Egli è dotato inoltre di una particolare tesserina che ne dimostra l'appartenenza alla relativa corporazione definita "Ordine dei Giornalisti" sancito dalla legislazione fascista negli anni '20 utile all'allora Regime per controllare l'attività di codesti "individui letterari" definiti, appunto, giornalisti.
Beh..."individui letterari". Diciamo che i giornalisti non sono quasi mai "letterari" o "letterati" nel senso più stretto del termine.
Essi si apprestano a riportare sulla carta i fatti del giorno....spessissimo modificandone ed alternandone la realtà a loro uso e consumo e per i più vari scopi. Anche commerciali.
E così non è raro trovare dotte riviste di cucina ove in bella mostra vi è l'intervista all'Assessore o al politico tale, che magari è direttamente o indirettamente finanziatore della stessa testata o è proprietario o cooproprietario del ristorante tale, sponsorizzato ovviamente dalla rivista di cucina di cui sopra.
Nulla di peccaminoso, per carità. E' solo che il giornalista a quel punto diventa un "servo", uno "strumento dell'inconscio collettivo a fini specifici".
Il Maestro spirituale George Ivanovitch Gurdjieff aveva precise opinioni sulla figura del giornalista:

"Il pubblico non sa mai chi è che scrive. Conosce soltanto il giornale, il quale appartiene a un gruppo di esperti commercianti.
Che cosa sanno esattamente coloro che scrivono su quei giornali, e che cosa succede dietro le quinte della redazione? Il lettore lo ignora completamente. I rappresentanti della civiltà contemporanea, trovandosi a un grado di sviluppo morale e psichico molto inferiore, sono come dei bambini che giocano col fuoco, incapaci di misurare la forza con la quale si esercita l'influenza della letteratura sulla massa."

Ed ancora:

"Non posso passare sotto silenzio questa nuova forma letteraria, perché, a parte il fatto che non porta assolutamente nulla di buono per lo sviluppo dell'intelligenza, essa è diventata, a mio avviso, il male de nostri tempi, nel senso che esercita un'influenza funesta sui rapporti umani. Questo genere di letteratura si è molto diffuso i questi ultimi tempi perché - ne sono fermamente convinto - esso corrisponde meglio di ogni altro alle debolezze e alle esigenze determinate negli uomini dalla loro crescente mancanza di volontà".

Il giornalismo professionale, è, insomma, mediaticità. Ovvero l'opposto delle realtà. E' semplificazione e quindi banalizzazione, mediocrità.
Partiamo ad esempio dalla cronaca nera che riempie i mass media di tutto il mondo e fa impennare gli ascolti e le vendite.
Stragi, stupri, violenze di ogni genere che giocano proprio sull'eccitabilità della mente umana. Eventi che da una parte banalizzano la morte in modo disumano e dall'altra la esaltano ed inculcano i più beceri sentimenti nell'animo umano stesso (vendetta, paura, insicurezza).
E' da tempo che io stesso mi rifiuto di guardare per intero un telegiornale e di rimanere quindi intriso da questo genere di pseudo informazione, di estremizzazione e mancanza di rispetto nei confronti degli eventi e del pubblico stesso.
Con ciò non affermo affatto che determinate notizie andrebbero cassate in toto.
Dico solo che dovrebbero essere propedeutiche a più approfondite riflessioni e spunti. Meglio se creativi. Spunti che vadano a toccare l'animo umano, ovviamente, ma che non lo sconvolgano.
Che facciano piuttosto riflettere su chi siamo e su ciò che ci circonda. Con la consapevolezza che "siamo tutti sulla stessa barca" ed assieme ad individui come noi. Non necessariamente migliori o peggiori.
E tutto ciò non è minimamente rilevato dai mass media che sbarrano per la maggior parte la strada alla comprensione ed all'approfondimento. Spesso infarcendo le notizie di giudizi sommari e sanza appello (la famosa gogna mediatica).
Il giornalista andrebbe sostituito dallo scrittore e dall'artista. Dal creativo della parole e dell'immagine, capace di traghettare e condurre il lettore/spettatore in un'universo interiore fatto di molteplicità di visioni e di punti di vista. Di spunti che gli consentano sue proprie riflessioni.
Non meri fatti, bensì immagini, parole il più possibile colte ed elevate (in modo da stimolare l'innata curiosità di chi legge o vede o ascolta).
Colui che scrive dovrebbe avere innanzitutto la capacità e la voglia di farlo.
Colui che è dedito a scrivere/realizzare il cosiddetto "pezzo" dovrebbe avere la consapevolezza del suo ruolo creativo. E non ci sono scuole o università che possono insegnare ciò, ma solamente il "fuoco interiore" e l'esperienza personale e diretta.
La capacità e la volontà di vedere oltre e di andare oltre il fatto in sé.
Colui che scrive lo dovrebbe fare con lo stesso animo con cui fa l'amore con il suo partner.
L'ardore descrittivo, l'ardore dell'argomentazione.
Poco importa l'imparzialità del testo. Anzi !
Sono convinto che lo scrittore/"giornalista" dovrebbe essere assolutamente parziale e dichiarare la sua totale parzialità.
Il suo punto di vista, la sua riflessione ed argomentazione sono, a parer mio, del tutto propedeutiche e utili alla riflessione del lettore/fruitore/uditore.
E' questo ciò che conta: fornire al soggetto-fruitore una chiave per diventare a sua volta "attore" e "partecipe" del processo di riflessione (riflessione, ovvero il contrario di informazione).
Ecco che lo scrittore (non più il giornalista) potrebbe smontare così una notizia, un fatto, e restituircelo al suo stato più puro e più aderente alla realtà e quindi rendercelo utile alla nostra stessa intima comprensione.
Un fatto, una notizia, non hanno alcun senso se non sono di utilità pratica al lettore.
Il pettegolezzo è "robaccia" per coloro i quali hanno tempo e vita da sprecare. Per coloro i quali non hanno più passione e si rassegnano ad essere e divenire, giorno per giorno, soggetti passivi. E quindi a divenire "oggetti", mere "prede" di tutto ciò che li circonda: dal dogma, alla menzogna, alla pubblicità, al "sentito dire".
Ecco dove nasce l'ignoranza e la stupidità.
Concludendo: per quanto concerne gli avvocati, massimo rispetto per coloro i quali con onestà difendono gli innocenti. Massimo garantismo, ma allo stesso tempo massima attenzione individuale e quindi collettiva.
Loro è la responsabilità di quanto accaduto nel passato, di quanto accade nel presente e di quanto accadrà nel futuro.
Massimo rispetto anche per "coloro i quali scrivono" i quali hanno forse una responsabilità ancora maggiore.
L'educazione e la cultura nascono sempre dalla libera circolazione delle idee. Idee che non possono formarsi da meri "pettegolezzi", dal "sentito dire", bensì unicamente dal profondo della creatività individuale.



Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini