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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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31 maggio 2013

"Aforismi bagatiniani: Sacralità" by Luca Bagatin

Adoro mischiare il Sacro con il profano. Perché il Sacro è profano e viveversa.
Le regole sono come la barriera del suono: possono essere infrante.
Non riesco a trovare nulla di socialista nel Pd, né nulla di liberale nel PdL.
Entrambe sono forze eversive la cui matrice (in)culturale è marxista, o, meglio, social-fascista-burocratica. Matrice persino stravolta dalla mera ricerca dell'imbroglio ai danni dei cittadini e degli elettori.
Solo un Paese senza questa forze impolitiche - composte dagli sconfitti della Storia - può auspicare una ripresa civile, economica, democratica.
Ti penso sempre, nonostante tutto, anche se, come sempre, ciò potrebbe essere ritenuto solo un dettaglio.
Sono i dettagli che fanno la differenza, ricordi ?
Ogni qual volta in ambito amoroso sento dire qualcuno che "il sentimento scema", penso senza dubbio e senza appello che egli sia scemo.

Ringraziamo Debdeashakti per averci permesso di postare le sue foto artistiche



9 agosto 2012

Otto anni di blog.

  • Un dolore mi trafisse il cuore, come succedeva ogni volta che vedevo una ragazza che mi piaceva andarsene in direzione opposta alla mia in questo mondo troppo grande
  • (Jack Kerouac)
  • Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte (Jack Kerouac)



Quando mi feci crescere la barba e scelsi di usare occhiali dalla montatura ben visibile, mi dissero che così rischiavo di creare una sorta di barriera fra me e gli altri.
Alzai le spalle e me ne fregai altamente.
Barba e baffi me li disegnavo sin da bambino, con penne e matite e, quanto agli occhiali, non metterei le lenti a conttatto nemmeno se mi offrissero un milione di dollari in contanti (odio i corpi estranei).
Quando mi feci crescere la barba era il 2004 o forse prima. Barba e occhiali, nel corso degli anni, sono diventati due segni distintivi per me irrinunciabili. Ed anche il portare sempre con me una borsa a tracolla zeppa di libri, riviste, appunti, profilattici, sigarette, a volte anche una macchina fotografica che mi ha regalato una donna speciale.
Nel 2004 nacque questo blog, alla fine di uno dei tanti, troppi, periodi difficili della mia vita.
Era il 9 agosto ed avevo voglia di un luogo in cui raccogliere le mie esperienze, i miei racconti, le mie poesie.
Avevo venticinque anni ed avevo passato i miei anni precedenti dividendomi fra attività politica, prima in gruppi di estrema sinistra e poi libertari e liberali. Avevo letto tutto Marx a quindici anni, preferendo ad ogni modo, Engels. Poi ero passato a Tocqueville, Adam Smith, ma soprattutto Giuseppe Mazzini e non dimenticandomi delle lezioni di Ernesto Rossi e Filippo Turati (e nessuno mi chieda, per favore, con faccia ebete, "chi cazzo sono ?").
Fra i miei venti e venticinque anni avevo letto tutti gli autori della Beat Generation e praticato diverse discipline orientali: buddhismo (essendo certo che l'unico autentico buddhismo, se proprio ne esiste uno, è quello Zen); induismo, frequentando Hare Krishna, commentando la Bhagavad Gita (rimanendo letteralmente innamorato della figura di Krishna che sì, cazzo, è Dio, ma anche noi lo siamo proprio perché lo è lui, che è blu come la nostra anima); frequentando teosofi e devoti di Sai Baba.
Ho studiato un po' di Freud. Ma soprattutto Jung.
Ero animato unicamente da un'ancestrale spirito di ricerca e non certo perché qualcuno me lo aveva inculcato nel cervello o perché mi avesse spinto la mia famiglia, visto che non ho mai avuto una famiglia, nel senso più tradizionale del termine (e questo fu un bene).
A venticinque anni avevo deciso di mettere su pixel queste mie esperienze, per mezzo di racconti, barzellette, koan zen e altro. Alla fine www.lucabagatin.ilcannocchiale.it è diventato molto di più e molto altro.
Su questo foglio elettronico pixellizzato (io che di tecnologia non ci ho mai capito nulla e che mi innervosisco perché non so inviare sms con telefonini di nuova generazione che, per fortuna, non ho mai acquistato...ma mi viene l'ansia se penso che ne sarò, presto o tardi, costretto), messomi di buzzo buono ad imparare i rudimenti dei blog e dei siti web (fra le altre cose ero anche reduce da un corso di realizzazione di siti web finalizzati al marketing), ecco che ho dato vita a questo piccolo luogo.
Che oggi è visitato da 300 persone e passa al giorno e sul quale sono accadute le cose fondamentali della mia vita.
Qui mi sono innamorato, per la prima volta. Qui ho conosciuto amici fraterni, che hanno collaborato con me (o dato suggerimenti che si sono rivelati utili) a progetti culturali importanti: Bazar, Peter Boom, Nathan Gelb, Andrea G. Pinketts, per citarne alcuni.
Qui ho dato vita a storie nelle quali i miei alter ego quotidiani hanno preso vita: Dylan Dog, Frencesco Dellamorte, Michele Apicella. Racchiusi in Baglu: eroe/antieroe alla ricerca di una libertà che non trova in questa vita e che si illude di trovarla nell'altra, dalla quale, peraltro, proviene.
Qui ho scritto un sacco di articoli, che mi hanno aperto la strada alle prime collaborazioni professionali. Ho scritto sempre senza peli sulla lingua, attirandomi anche le critiche e le diffamazioni di qualche stronzo malcagato (che per sua fortuna non mi ha conosciuto personalmente, con tutta la mia impazienza e rabbia in corpo, tale da poter stendere un elefante furioso). Ma, si sa, la cacca rimane per terra. E non è il caso di schiacciarla.
Qui ho combattuto le mie battaglie contro i fighettini (specie "de sinistra", senza che sapessero che cazzo volesse dire) ed i figli di papà; contro la pubblicità e le mode, ovvero la corruzione della mente. L'ho fatto qui ed ho potuto farlo perché non ho mai avuto nulla da perdere, né nulla da guadagnare.
E non si può abbattere chi non ha mai avuto paura di morire. Perché ha compreso il sottile filo che lega la vita alla morte.
Dovrei parlare della crisi economica, forse. No, non mi va di parlare di crisi, proprio io che sono in crisi da vent'anni buoni. Alla ricerca di un significato da dare al Tutto (per fondersi e confondermi in esso ? No, per me è una cazzata !).
Bando ai discorsi seri e veniamo alla facezie.
Facciamo un bilancio di quest'anno bloggifero e scritturifero: nuove collaborazioni interessanti a riviste e realtà editoriali prestigiose quali "Officinae" e "Palazzo Vitelleschi", organi della Gran Loggia d'Italia degli ALAM (e tutto il mio ringraziamento va al Gran Maestro Luigi Pruneti, anche per avere avuto il coraggio di linkare questo blog sul suo sito web ;-)); "Le Città", nuovo e ottimo freepress romano diretto da Daniele Priori; "Lamescolanza", il sito di Cesare Lanza, che è diventato un amico e che ha dato vita ad un progetto per il ritorno al merito.
Fra le altre cose devo ringraziare Aldro Gritti, giovane sacerdote e ricercatore, che mi ha dato la possibilità - in esclusiva e solo per questo blog - di intervistarlo a proposito delle sue ricerche relative al Manoscritto Voynich.
Questo piccolo luogo, se lo vorrete, continuerà ad esistere. Continuerà ad offrire punti di vista non scontati, a volte difficili da sostenere, ma profondamente autentici.
Continuerà a promuovere idee, laboratori, talenti. Progetti, pur in questa crisi che è prima di tutto crisi di valori, di identità e di affetti.
Chi scrive lo sa bene.
Ed ora le promesse per il nuovo anno: una nuova intervista al prof. Aldo A. Mola; una all'attrice Lavinia Guglielman ed un'altra all'attrice Ilaria Drago. Nuove avventure di Baglu; nuovi aforismi di Paolo Bianchi; nuove battaglie politico/culturali per i diritti individuali e le libertà economiche, contro la partitocrazia e lo Stato criminale.
In pieno stile beatnik.



1 agosto 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Certe volte". Pensieri estivi by Baglu




Sono su questa mia panchina e non è una novità.
Agosto è appena cominciato ed io sono davanti ad una scuola.
Fingo di aspettare mia figlia. La Figlia che Non ho, avuta dalla Donna che Non ho.
Lei, ai vecchi tempi, mi diceva una cosa tipo: "certe volte penso che tu saresti un padre perfetto".
E, "certe volte", sosteneva persino che fossi "l'uomo perfetto". Ovviamente precisando il "certe volte".
Questo "certe volte" è sempre stato rassicurante.
Io penso, più semplicemente, di essere un uomo imperfettissimo e che sarei un padre possessivo ed autoritario. Mah, non lo so. Forse sarei solo apprensivo ed innamorato.
Della mia donna e dei miei figli.
Ma che sto dicendo ? Ma perché mi vengono in mente queste cose ?
Dovrei scrivere la sceneggiatura di un film ed invece me ne sto qui, su questa panchina, a pensare.
Eccola, arriva. Ecco, la saluto e le sorrido, come ogni giorno. E' la ragazza che porta a spasso il cane. Sì, mi sembra che sia la ragazza dell'analisi del sangue della settimana scorsa, sì, quell'infermiera alla quale devo essere sembrato un tipo strano.
Non lo so. Non ricordo. Sì, è lei. Vabè e allora ?
Preferisco lasciarmi scivolare le cose. E analizzare i miei sogni notturni, immaginando che con me ci siano Freud e Jung che discutono animatamente. Anche con me.
Squilla il cellulare.
"Sì, pronto ? Bonjour, comment allez-vous? Je vais bien, merci. Le film ? Non, je ne sais pas. Je suis assis sur un banc, regarder ma fille. Au revoir".
Da Mario fanno degli spaghetti niente male. Sì, penso che, prima che Mario chiuda per le vancanze estive, dovrei approfittarne. Sì, una porzione soltanto, va bene.




17 luglio 2012

To Rome with love


Con Patricia Vezzuli (zona Largo Argentina)










24 giugno 2012

Perché, alle prossime elezioni, è importante sostenere le liste "Radicali Bonino-Pannella" e "Democrazia Natura Amore" di Ilona Staller (dialogando con il Movimento Cinque Stelle)



Siamo giunti ad una fase di stallo.
O la politica muore, oppure si rinnova: dalle ceneri dell'attuale sfacelo.
Uno sfacelo durato troppo tempo, almeno dal 1993, quando la democrazia subì un duro colpo e - caso unico nell'Occidente democratico - i partiti di governo furono falciati via.
Quelli erano partiti di governo, però.
Questi di oggi, invece ? Lasciamo stare.
Macchine mangiavoti e mangiadanari, autoreferenziali, prive di qualsiasi cultura e prospettiva. Prive di qualsiasi remora morale ed amore per il cittadino.
Fra queste macerie, purtuttavia, assistiamo alla nascita di un movimento organizzato della società civile, il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Un movimento di cui non condividiamo magari molto, ma, ad ogni modo, rappresenta un segnale di contrapposizione all'antipolitica eversiva dei Bersani, degli Alfano, dei Di Pietro, dei Vendola, dei Maroni e dei Casini.
Ma noi crediamo in altro. Da liberali, laici e libertari. Crediamo in un ampio movimento di onestà morale ed intellettuale dalle solide radici che, ancora una volta, sembra sostanziarsi nell'esistenza dei Radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino.
Un partito-movimento, quello Radicale, che viene da lontano, a rappresentare sia la Destra Storica liberale che la Sinistra più pura, tanto da collocarsi alla "sinistra" dello stesso Partito Comunista Italiano, in un dialogo continuo con le forze dell'alternativa extraparlamentare trotzkista, nonviolenta, liberalsocialista e libertaria.
E come non pensare che, oggi, sono proprio i Radicali a meritare questa nostra fiducia. La fiducia che abbiamo riposto in loro, negli anni del divorzio, dell'aborto, dell'obiezione di coscienza. Quando i Radicali si facevano arrestare, per garantire i nostri diritti. I Radicali, amici di Pasolini, Sciascia, Vittorini, Tortora. Intellettuali e giornalisti onesti e non magnaccioni, come ce ne sono e ce ne erano troppi, allora ed oggi.
I Radicali che cambiarono il costume italiano e lo resero civile, europeo, occidentale. I Radicali che, per primi, candidarono nelle loro liste omosessuali e transgender, quando a "sinistra", i comunisti, li chiamavano "froci" (questo, Nichi Vendola, non lo ricorda. O finge di non ricordarselo).
I Radicali che, per primi, parlarono di libertà di lavoro e di impresa, di Europa unita, ma prima sotto il profilo politico. Che per primi parlarono di ambiente e diritti degli animali, fondando le primissime liste verdi.
Che parlarono e parlano di diritti dei disabili e di ricerca scientifica per i malati.
Che parlarono e parlano di diritto all'eutanasia ed al suicidio assistito, in un Paese, il nostro, ove i corpi sembrano essere di proprietà dello Stato e del Vaticano (oppure le due cose coincidono !?!).
I Radicali. ancora oggi, ci sono e, negli ultimi sondaggi, raccolgono oltre il 3,5%.
E, poi, lasciatemi spezzare una lancia in favore di Ilona Staller, ex pornostar, ex radicale, da sempre vicina alle battaglie per i diritti civili ed umani e per le libertà sessuali.
Se oggi scendesse in campo, con il suo movimento Democrazia Natura Amore (DNA), come non sostenerla ? Personalmente, dopo quindici anni di politica attiva e tante delusioni, sono anche disposto a candidarmi nelle sue liste e le ho già personalmente assicurato il mio appoggio.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, sostenere Emma Bonino alla Presidenza della Repubblica, contro nuovi candidati cartapecoriti ed autoreferenziali.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, votare e sostenere le liste Radicali e di Democrazia Natura Amore. Auspicando un dialogo anche con il Movimento Cinque Stelle, all'insegna dell'onestà e della trasparenza civica.
L'alternativa all'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord è, oggi, invitare i nostri cari partiti e partitini laici e liberali (il mio PRI, oggi purtroppo autoreferenzialissimo, ma anche il PLI, i socialisti sparsi, i socialdemocratici ed i finiani), ad intraprendere un dialogo con i Radicali e con il movimento di Ilona Staller, invitando Repubblicani, Liberali, Socialisti e Futuristi a candidare loro rappresentanti nelle liste Radicali e del DNA.
Non è il momento di Edere, Garofani o foglie di fico, bensì di unità laica delle forze contro l'arroganza di Potere Pd-PdL-Sel-IdV-Udc-Lega Nord.
La vera Costituente Liberaldemocratica, peraltro, oggi, è rappresentata dai soli Radicali che sono gli unici a raccogliere oltre il 3% dei consensi. E sono sempre più in crescita nei sondaggi.
Occorre un nuovo Parlamento pulito, con una compagine governativa che comprenda menti libere quali Oscar Giannino, Antonio Martino, Enrico Cisnetto, Lanfranco Palazzolo, Ilona Staller, Paolo Montesi, Luigi Di Placido, Matteo Renzi (ma che cavolo ci fa ancora nel Pd ???), Roberta Culiersi e molti, moltissimi giovani della rete, del Movimento Cinque Stelle.
Utopia ? Forse.
Ma un'utopia concretamente alternativa alla nuova dittatura partitocratica. Che dura da troppo tempo e che dobbiamo, finalmente, abbattere.

Luca Bagatin



1 giugno 2012

Seminario di rinascita del quotidiano l'"Avanti!" il 9 e 10 giugno: il mio saluto ed augurio



Sabato 9 e domenica 10 giugno, presso la Biblioteca Storica della rivista "Critica Sociale", al Teatro Borgo in Brera (MI) di Via Formentini 10, si terrà il seminario di rinascita del quotidiano di area socialista l'"Avanti!" (quello vero, senza "cammellate" lavitoliane).
Maggiori informazioni potete trovarle al sito www.criticasociale.net.
Ringrazio il direttore di Critica Sociale, Stefano Carluccio, per l'invito, ma, purtroppo, in quei giorni non mi sarà possible essere presente.
Ho pertanto inviato un breve testo di augurio, saluto ed auspicio che ho chiesto sia letto in mia vece al seminario e che riporto qui, in anteprima.

Saluto con grande simpatia la rinascita dell'Avanti che, mi auguro, possa essere anche la casa di chi, come me, non è né socialista né di sinistra, bensì repubblicano e liberale.
Penso che ad unirci sia una storia di comuni lotte per la libertà individuale e l'emancipazione, che fonda le sue radici nelle lotte risorgimentali contro l'oppressore straniero e clericale e, successivamente, la lotta al nazifascismo ed al comunismo, anche nella sua declinazione recente di cattocomunismo, vero, autentico responsabile della caduta della democrazia in Italia nel 1993.
Dal 1993, infatti, viviamo in una sorta di "dittatura mascherata", ove a farla da padrone sono presunti partiti o, meglio, "comitati d'affari" che si dicono "di destra" e/o "di sinistra", quando, nei fatti, sono entrambi uniti nella spartizione delle spoglie dello Stato, ai danni dei cittadini.
Personalmente non credo più ai partiti o alla necessità di costruirne di nuovi. Credo però alle radici culturali che accomunanoi nostri storici partiti laici e ritengo che tale storia debba "condizionare ed indirizzare" positivamente tanto coloro i quali si definiscono di destra, che coloro i quali si definiscono di sinistra.
Personalmente sono fra coloro i quali hanno creduto e credono che solo dalla parte opposta rispetto all'attuale "centrosinistra" possa nascere qualche cosa di autenticamente riformatore.
Credo in un nuovo, autentico, Movimento per le Libertà tutto da costruire. Libertà economiche, civili, sociali e sessuali. Oltre la destra e la sinistra. Che magari dialoghi anche con Beppe Grillo, perché no.
Ed auspico che l'Avanti possa essere la casa quotidiana di tutti i laici che lavorano per tali libertà. Senza "feticismi", senza "colori ideologici", bensì con contenuti avanzati.
Un caro saluto a tutti.

Luca Bagatin
scrittore e blogger



4 giugno 2011

"La mia vita è un caos calmo": soliloquio nervoso by Baglu



Dovrei scrivere, vorrei scrivere, ma non mi riesce così facilmente oggi.
A voce, o, meglio, nella mia testa - sino a ieri almeno - le frasi si stampano più facilmente: pensieri sui quali riflettere, spesso, a voce alta.
Fra uno sbuffo e l'altro.
Partiamo, ad esempio, dalla politica.
Da una frase che mi da fastidio sentire, ultimamente o, meglio, da qualche anno: "sei ideologico".
Ma che vuol dire ? Io non lo so, anche se a dirmelo sono questi fighetti di sinistra oggi quasi sessantenni. Gente che ha perso la sua gioventù da gente benestante (non come me, che benestante non lo sono mai stato; non come me, che di sinistra non lo sono mai stato nemmeno quando militavo a sinistra) correndo dietro a un'ideale di pace universale...con alle spalle l'Unione Sovietica, il volto triste di Berlinguer, il moralismo di Giuliano Ferrara.
Oggi, questi quasi sessantenni danno a me, che con la loro cultura estremista non ho mai avuto nulla a che fare, dell'"ideologico".
Ma vi sentite quante cazzate sparate o quante ne avete sparate negli anni '70 ? Voi bocconiani, voi "à la page" con la bandierina rossa ?
Voi che davate dei "froci" agli omosessuali e dei "negri" agli africani ?
Oggi no, tutti a rassicurare...a fare i politically correct....
Vabè, fingiamo di cambiare argomento.
Parliamo di donne.
Ne ho conosciuta una. Non dirò il suo orientamento politico perché è inunfluente (comunque una di sinistra). Ecco, questa qui fa parte della mia generazione. E' stronza per questo ?
No, perché è stronza è basta. Non puoi scriverle sulla sua pagina di facebook (oggi, questa cazzata internettica, è così "à la page", pare) una frasetta che subito ti cancella dagli amici, o non ti caga più, oppure ti dice che il comitato centrale del suo partito le impone di fare la brava bambina anche nella sua vita privata.
I giovani in politica, oggi, sono le fotocopie escrementizie dei loro vecchi predecessori.
Vabè, sono incazzato, va bene ?
Chi mi conosce sa che non dico mai parolacce, ma che ne scrivo troppe.
E chi mi conosce sa che ci sono delle persone che mi mancano molto, ma sa anche che io sto bene da solo, con il mio dolore.
Che non voglio parlare con nessuno perché ho superato da solo i miei quattordici anni e, quindi, potrò superare anche quelli a venire.
Ora ci vorrebbe un bell'elenco ed invece vi parlo di Luisa.
Luisa aveva diciassette anni, quando la conobbi, quasi diciotto.
Io ne avevo ventiquattro.
Ci innamorammo (?).
Vabè, una frequentazione di due mesi, nemmeno troppo assidua.
Mi lasciò senza dirmi nulla, nel senso che scomparve.
Dovetti farle la posta, aspettarla fuori da scuolaguida per poterle parlare. Solo per qualche minuto, al parco.
Mi disse che voleva lasciarmi, che però non voleva farmi soffrire e che lo faceva perché mi vedeva più come un amico. E mi disse anche che lei aveva aspettato tutta la vita il "principe azzurro" e che con me lo aveva trovato, ma che ora aveva capito che non era quello che voleva.
Non ditemi che sono ragionamenti da una diciassettenne-diciottenne.
Non ditemelo perché mi fate solo incazzare. Non dite cazzate, per favore. Evitate anche di scriverlo.
Non è così. Luisa lo avrebbe detto anche se avesse avuto quarant'anni, magari con termini un po' diversi.
Vabè, io Luisa l'ho sognata qualche notte fa, ma non mi ricordo molto del sogno. O forse non voglio ricordarmelo.

Elenco delle cose che non voglio ricordarmi:

di dover incontrare delle persone che non voglio rivedere
di lavare due magliette zozze
di dover ringraziare quel mio amico per quella cosa che mi ha spedito
di andare ad una festa di cui non me ne importa nulla
di alzarmi presto
di scrivere quell'articolo di cui non mi importa nulla
di Lei che dovrei cercare di dimenticare e che invece non voglio dimenticare

Oggi è la Festa della Repubblica e qualcuno mi ha chiamato, stamattina, per invitarmi a un convegno-incontro-celebrazione.
Avevo caldo e sonno ed ho così rifiutato.
Pensavo all'estate scorsa, a quando sono stato al cinema con Lei.
Una sera abbiamo visto "Sex and the City 2". Non che mi andasse, io amo i film horror e trhiller. L'ho fatto per Lei.
Mi sono anche divertito e molto e Lei con me, a vedere quelle quattro sgallettata ad Abu Dhabi. Lei teneva la sua testa sulla mia spalla.
Lo faceva spesso.
Poi abbiamo visto anche altri film, fra cui "Toy Story 3" in 3D. A entrambi era simpatico il personaggio del maiale.
Non so perché ogni tanto certi ricordi riaffiorano. E' strano perché io di solito cerco di pensare alle cose negative del mio passato. Per evitarle nel presente.
Bei ricordi, già.
Prima di conoscere Lei non dicevo mai "già". Oggi lo uso abitualmente.

Elenco delle parole che dico abitualmente:

insomma
già
quindi
mah
uff
boh
però
perché
ah

Mi sto dilungando troppo, per oggi.



25 maggio 2009

Abbattere la catarsi. Costruire l'alternativa liberale.



Alcune sere fa, ad "Annozero", ho visto la catarsi del mondo politco italiano degli ultimi 10-15 anni.
Ho visto Marco Pannella al suo ennesimo sciopero della fame e della sete. Ho visto una maschera di pur glorioso settantanovenne impegnato sino alla morte - si potrebbe dire - per veder affermato il diritto all'informazione relativa alla presenza della lista Pannella-Bonino alle prossime elezioni europee.
Una maschera non più gloriosa. Una maschera che non sembrava affatto ricordare i mitici anni '60, '70, '80, allorquanto i radicali erano impegnati in prima linea - non già unicamente per la loro presenza nei mass media - quanto piuttosto per lotte di liberazione. Da quella delle donne a quella dei transessuali; da quella dei disabili a quella dei malati psichici. Da quella dei tossicomani a quella dei cittadini onesti ingiustamente vessati da uno Stato fascioclericalcomunista.
I digiuni e le marce nonviolente di allora erano ed apparivano autenticamente delle manifestazioni di gioiosa e fiera verità gandhiana per i diritti di tutti, anche di chi non sapeva di averli, come diceva Pier Paolo Pasolini.
Il personale era politico e viceversa ! Tutto era politica ! La politica radicale era comunicazione nel senso più artistico del termine !
Oggi i radicali, rappresentati imperiosamente ancora da Marco Pannella (con Emma Bonino più in ombra di ieri), appaiono catartici e sembrano quasi voler incarnare l'attuale situazione politica che l'Italia sta vivendo.
Loro la chiamano "peste italiana". Forse volendo semanticamente dimenticare che Daniele Capezzone, qualche anno fa Segretario di Radicali Italiani, la chiamava "caso Italia". Che poi è la stessa cosa.
L'Italia della crisi. Della crisi d'identità. L'Italia di Berlusconi. Quella di plastica, pur senza alternative credibili. L'Italia non già più partitocratica come dice il Pannella, bensì partitocazzica. Partitocazzica ovvero senza autentici partiti: ridotti a comitati elettorali, liste personali dai molti slogan. Senza un briciolo di approfondimento storico, culturale, economico.
Che cosa hanno fatto i radicali in questi ultimi 10 anni ? Dai successi della Lista Bonino del '99 hanno inanellato insuccessi. Si sono alleati con i socialisti di sinistra che li hanno ben presto liquidati. Si sono alleati ad un Pd che non li ha mai voluti. Hanno recentemente rifiutato l'alleanza (l'unica credibile rispetto alle prime due !) alle europee con Repubblicani e Liberali.
Non hanno saputo dunque attingere al loro passato, intessendo alleanze di "alternativa" e per l'"alternativa".
Alternativa a che cosa ? Al Potere, è ovvio.
Ad un potere strisciante prima incarnato dal duopolio Dc-Pci oggi non a caso unite nel Pd ed un''alternativa ad una destrizzazione del Paese.
Una destrizzazione che non è Berlusconi in sé, bensì ciò che potrebbe covare in seno il suo partito. Che andrebbe spaccato al più presto proprio per separare il liberalismo dal conservatorismo.
E costruire l'alternativa. L'alternativa del PdL a partire dal PdL stesso.
E che non sia proprio l'imminente referendum a poter dare una mano al fine di costruire quest'alternativa. Un referendum che i radicali, questa volta, stranamente, vogliono bocciare, ma che potrebbe garantire al Paese la liberazione da taluna partitocazzia (come quella che oggi non vuole l'abolizione delle Province e degli enti inutili).
Ed allora, con un PdL rafforzato, ecco che potrebbe aprirsi un rinnovato scenario anche per i radicali: liberare il PdL dal conservatorismo. Costruire un vero Partito delle Libertà, ovvero dei Liberali e consegnare all'Italia un nuovo bipolarismo. Questa volta autenticamente di stampo laico ed occidentale.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini