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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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26 maggio 2010

A proposito del Partito della Nazione

Casini e Cesa stanno per fondare il "Partito della Nazione", un progetto caldeggiato anche e da un annetto circa, dall'editorialista Enrico Cisnetto, presidente di Società Aperta.
Un progetto che vada dunque ben oltre l'Udc e che guardi anche e soprattutto al mondo laico-liberaldemocratico e magari anche all'attuale Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Un progetto, insomma, di ampio repiro, utile a riscrivere le "regole del gioco" mediante la costituzione di un'Assamblea Costituente ed a riformare veramente questo nostro Paese che, dal 1992-93, sembra aver completamente perso il senso dello Stato, finendo per inseguire metodi sloganistici, para-populisti e di mera facciata.
Occorre dunque buon senso: buon senso delle Istituzioni, in primo luogo, che siano vera espressione della Costituzione repubblicana. Senza bipolarismi imposti per mezzo di leggi elettorali pasticciate, che non danno nemmeno più la possibilità agli elettori di scegliere, con il sistema delle preferenze, il proprio candidato.
Occorrono dunque, ancora, riforme concrete. Che rilancino il rigore nei conti pubblici per mezzo di drastici tagli: a partire dall'abolizione delle Province, delle comunità montane, dei consorzi. Dalla razionalizzazione del personale amministrativo e da una radicale riforma delle pensioni - in linea con il resto d'Europa - come proposto da lungo tempo dall'On. Giuliano Cazzola.
Occorre mettere mano alla giustizia, non per garantirsi l'impunità, bensì per separare - una volta per tutte - le carriere dei magistrati e spoliticizzare il Consiglio Superiore della Magistratura. E stabilire la responsabilità civile dei giudici: chi sbaglia paga, ma di tasca propria, senza pesare sulla ignara collettività.
Oggi, il Presidente del Consiglio, temendo un'avanzata delle forze centriste, cerca un dialogo con Casini affermando che l'Udc è una costola del centrodestra. Berlusconi finge però di dimenticare che, ormai, il centrodestra è prigioniero della Lega Nord e della sua secessione mascherata da federalismo. E finge anche di non vedere che la sua politica estera filo-putiniana e filo-libica lo sta portando ad inimicarsi del tutto gli Stati Uniti d'America ed a compromettere il ruolo strategico dell'Italia nello scacchiere internazionale.
In questo senso, forse, solo un Partito della Nazione guidato dal buonsenso e dal dialogo fra laici e cattolici in Parlamento, può portare l'Italia fuori dai marosi di una crisi che la attanaglia da oltre un quindicennio.

Luca Bagatin



21 maggio 2010

Repubblicani all'avanguardia di un progetto di riforma radicale



Abbiamo finalmente appreso che l'ottobre prossimo si terrà il Congresso del nostro PRI e che sarà organizzato "per tesi".
Nulla di più auspicabile.
E' infatti innanzitutto importante partire dai programmi e, solo poi, decidere ove collocarsi politicamente. Per quanto personalmente sia aprioristicamente contrario ad un'alleanza con i cattocomunisti ed i giustizialisti, lontani anni luce da una prospettiva liberale e democratica.
Con questo mio pezzo vorrei cogliere l'occasione per delineare una serie di punti programmatici e di riforma, che personalmente ritengo utili all'elaborazione delle suddette tesi.
Penso infatti che il Partito Repubblicano, a dispetto della sua consistenza numerica, possa porsi all'avanguardia di un progetto di riforma di ampio respiro.
Progetto che parta innanzitutto da un radicale snellimento della macchina amministrativa e che ponga al primo punto l'abolizione delle Province italiane quali enti politici, l'accorpamento dei Comuni inferiori ai 20.000 abitanti, l'abolizione dei consorzi e delle comunità montane.
Solamente poi potremo anche iniziare a parlare di federalismo fiscale. Non certo prima, pena l'aumento della burocrazia e dei costi a livello locale ed amministrativo.
In seconda battuta è prioritaria una riforma delle pensioni a capitalizzazione, in linea con i Paesi europei e di cui ha più volte parlato l'On. Giuliano Cazzola.
Una volta ridotti i costi, che necessariamente devono prevedere anche un ridimensionamento delle indennità di carica dei vari amministratori locali e nazionali ed uno snellimento del personale amministrativo qualora in esubero, si potrebbe pensare - finalmente - ad una radicale trasformazione del sistema fiscale che, via via, si riduca ad un massimo di due o tre aliquote e che preveda l'innalzamento della cosiddetta "no tax area".
Tutte cose, guarda caso, previste e promesse dal primo Governo Berlusconi con la consulenza dell'ottimo Antonio Martino e degli economisti di scuola liberale e successivamente disattese dallo statalismo neo-democristiano e leghista dei Tremonti e dei Bossi degli ultimi governi a guida berlusconiana.
Venendo alla politica estera, da repubblicani mazziniani, non possiamo non sostenere la trasformazione del Parlamento Europeo in vero e proprio organo con poteri di governo sovranazionali. E non possiamo non rinnovare la nostra amicizia agli Stati Uniti d'America ed allo Stato di Israele. Nonché, in ultima ma forse più importante battuta, non possiamo non scandalizzarci di fronte alla politica neo-sovietica del Presidente russo Vladimir Putin, amico di Berlusconi, estimatore di Stalin e persecutore dei suoi oppositori politici interni. E non possiamo non scandalizzarci della pericolosa politica di amicizia fra Italia e Libia del dittatore Gheddafi.
Non è pensabile che un partito democratico ed occidentale come il PRI possa sostenere una politica estera così smaccatamente anti-americana ed anti-occidentale.
Venendo alla questione dei diritti civili, sarebbe opportuno ricercare una sinergia con le altre forze laiche: dai Liberali di Stefano De Luca e Paolo Guzzanti sino ai Radicali di Pannella e Bonino ed a quei socialisti, sparsi nel centrodestra e nel centrosinistra, che non hanno ancora del tutto ammainato la bandiera del libero pensiero.
Guardando al panorama politico d'oggi, a parte le coraggiose prese di posizione di Gianfranco Fini e della neonata Generazione Italia (interessante che ad essa vi si siano iscritte molte persone che non sono mai state di centrodestra) e qualche timida presa di posizione dell'Udc relativamente alla necessità di abolire le Province, grandi prospettive di respiro democratico, occidentale ed europeista non se ne vedono.
Sembra quasi di vivere in un Paese del Sudamerica, ove il risultato delle elezioni è deciso o a tavolino o mediante slogan facili. Ove non vi sono seri e radicali progetti di riforma, ma boutade messe lì apposta per imbrogliare l'elettorato.
Ecco, dopo 150 anni di un Unità d'Italia che abbiamo contribuito a costruire, è forse venuto il momento per i Repubblicani italiani di rialzare la testa e di combattere con le armi della democrazia, come ci insegnò quel grande combattente partigiano di Randolfo Pacciardi.

Luca Bagatin



23 agosto 2008

Ricette liberali per garantire un futuro al lavoro ed all'impresa



Parliamoci chiaro, l'innalzamento dell'età pensionabile è inevitabile e financo utile: ai lavoratori e all'econimia italiana.
Ben venga quindi il progetto del Governo di innalzare nuovamente l'età pensionabile così come avviene in tutta Europa: la vita media è aumentata e la crisi economica di questi anni ci impone di lavorare di più.
Giuliano Cazzola, economista e Vicepresidente della Commissione Lavoro, oltre a capirne di economia è anche un socialista ex sindacalista e da decenni propone l'innalzamento dell'età pensionabile anche per le donne, così come avviene in tutta l'Europa economicamente al passo con i tempi (a differenza di Italia, Austria e Grecia).
A tutti piacerebbe andare in pensione quanto prima, certo.
A tutti piacerebbe financo forse non lavorare e godere dei propri interessi personali.
Purtuttavia è necessario essere pragmatici: è economicamente insostenibile da parte degli istituti di previdenza e da parte dell'economia italiana nel suo complesso mantenere un'età pensionabile così bassa.
Per cui il "male minore" che possa in qualche modo mettere d'accordo tutti (anche se la "concertazione" è un aspetto non sempre così positivo per i lavoratori, specie per i precari, e per le imprese....lo abbiamo visto più e più volte) è l'innalzamento dell'età pensionabile a 65 anni o 35 anni di contributi.
L'attuale Governo propone una ricetta un po' più timida a dire il vero: 62 anni fermo restando i 35 anni di contributi.
Ad ogni modo queste sono le misure minime per garantire le generazioni future e per "salvare" gli istituti di previdenza dal tracollo.
Ovviamente si può essere più drastici, ma anche più liberali: abolire le pensioni del tutto e così gli istituti di previdenza, permettendo così al lavoratore di guadagnare di più in busta paga, ovvero fargli percepire il netto che non andrebbe più nelle casse dell'Inps, bensì direttamente nelle sue tasche. In tal modo sarebbe il lavoratore stesso a gestire i suoi soldi, ovvero a decidere come come investire il danaro da lui stesso guadagnato e conseguentemente di andare in pensione quando meglio crede.
Egli può decidere di investire in un'assicurazione previdenziale privata oppure risparmiare in proprio la quota che sarebbe dovuta andare all'Inps (e di cui attualmente il lavoratore non sa in effetti che fine fa....).
Questa, come ho detto, è una ricetta squisitamente liberale. Giusta sotto il profilo individuale (il lavoratore percepisce uno stipendio netto più alto che può gestire liberamente senza "furti" statali) e fruttuosa sotto il profilo economico (risolta la questione dell'età pensionabile in quanto il lavoratore troverà conveniente continuare a lavorare. Diversamente potrà sempre scegliersi di ritirarsi prima dal lavoro avendo guadagnato meno).
E' una ricetta che purtuttavia l'Italia difficilmente saprà applicare o vorrà applicare (ed in questo il PdL e il Pd sono equamente statalisti e antiliberali, nonostante gli illuminati liberali e liberalsocialisti Cazzola, Brunetta, Sacconi e Capezzone) in quanto in questo medievale Paese il concetto di responsabilità individuale (concetto ben noto alle culture anglosassoni protestanti e luterane) è del tutto sconosciuto....e questa è la principale causa del suo mal.




Luca Bagatin



19 ottobre 2007

20 OTTOBRE 2007: IN DIFESA DELLA LEGGE BIAGI



20 OTTOBRE 2007 - TEATRO CAPRANICA

Roma, Piazza Capranica 101

DARE VALORE AL LAVORO

Dal pacchetto Treu alla Legge Biagi

Ore 9.00 apertura di Giuliano Cazzola

Ore 9.45: Le nuove prospettive di un mercato del lavoro equo ed efficiente
Renato Brunetta, Piero Ichino, Alberto Mingardi, Nicola Rossi, Franco Debenedetti

Coordina: Paolo Reboani


Ore 11.00: Il ruolo delle parti sociali: dalla conflittualità alla collaborazione
Luigi Angeletti, Alberto Bombassei, Raffaele Bonanni, Gianni Bocchieri, Paolo Galassi, Giorgio Guerrini, Luigi Marino, Carlo Sangalli, Federico Vecchioni

Coordina: Enrico Cisnetto


Ore 12.15: Il compito dei riformisti
Gianni Alemanno, Daniele Capezzone, Pier Ferdinando Casini, Fabrizio Cicchitto, Natale D'Amico, Roberto Formigoni, Roberto Maroni, Marco Pannella, Antonio Polito, Lanfranco Turci

Coordina: Maurizio Sacconi

Conclude i lavori: Stefania Craxi


HANNO ADERITO ALL'INIZIATIVA:
2Antonio Abete96Raffaele Genovese Caserta
3Mario Adorante97Domenico Geraci
4Massimo Agrisani98Davide Giacalone
5Gianni Alemanno99Cinzia Giachetti
6Salvatore Amico100Carlo Giacometto
7Michele Amoroso101Maurizio Giandinoto
8Paolo Andriuoli102Diana Gilli
9Valentina Armillei103Rodolfo Giorgetti
10Virgilio Atzori104Gianalberto Giorgianni
11Erio Baccarani105Carlo Giovinchi
12Luca Bagatin106Lella Golfo 
13Maria Letizia Baldi107Francesco Gordiani
14Fabrizio Banterla108Ivan Goretti
15Carmelo Battiato109Fabrizio Goria
16Mircho Bellei110Anna Guarneri
17Michela Bettinelli111Ivan Guizzardi
18Franco Bevilacqua112Rolando Imperato
19Fabrizio Bianchi113Carlo Jean
20Alfredo Biondi114Raffaele La Morgia
21Francesca Boaretto115Giampaolo Lavagetto
22Gianni Bocchieri116Ignazio Locci
23Nicolò Boggian117Beatrice Lorenzin
24Renata Bonacci118Clemente Luciano
25Rosaria Bonincontro119Aurelio Luglio
26Emma Bonino120Enrico Lupardini
27Margherita Boniver121Giacomo Mancini
28Loredana Borgese122Alessio Maniscalco
29Giovanni Bottelli123Renzo Marangon
30Massimo Bragonzoni124Luigi Marcello
31Simone Bressan125Manuele Marcovecchio
32Renato Brunetta126Maurizio Marini
33Antonio Buonfino127Gregorio Marzano
34Stefano Caldoro128Anselmo Masala
35Cesare Romano Calvelli129Angela Maria Massimilla
36Antonio Cantalamessa130Altero Matteoli
37Daniele Capezzone131Renato Mauro
38Stefania Caprarella132Silvio Mazzoleni
39Gabriella Carlucci133Paolo Messa
40Renzo Casagrande134Giustina Mistrello Destro
41Pierferdinando Casini135Lorenzo Montemezzo
42Alessandro Caspani136Daniele Morisco
43Claudio Castiello137Erika Munaretto
44Maurizio Castro138Bruno Murgia
45Peppino Castro139Ilario Neri
46Venerio Cattani140Antonio Nisticò
47Domenico Cavallero141Michele Notarangelo
48Emanuela Cavedon142Alessandro Ortolani
49Nicola Centofanti143Angela Padrone
50Gianluca Cheli144Aurelio Pariali
51Francesco Chiamulera145Francesco Pasquali
52Bruno Chiavazzo146Francesco Pellicciari
53Fabrizio Cicchitto147Luca Peluso
54Alessandro Ciriani148Giuseppe Pennisi
55Daniele Cirioli149Gianfranco Perali
56Giambattista Clemente150Luigi Perna
57Stefano Colombini151Gilberto Pichetto Fratin 
58Antonio Conci152Mariella Pieri
59Nicola Corsi153Gianfranco Polillo
60Raffaele Costa154Alessandro Ramazza
61Rosalia Costa155Mauro Renato
62Ivo Costamagna156Donato Robilotta
63Daniele Costa Zaccarelli157Luca Rossi
64Luigi Covolo158Nicola Rossi
65Bobo Craxi159Raimondo Rossi
66Carlo Alberto Cremonini160Nicola Rubino
67Alessandro Giuseppe Crespi161Francesco Salvaggio
68Giuliano Da Empoli162Silvia Sardone
69Felice Massimo De Falco163Maria Sasso
70Alessio De Mitri164Ferdinando Scala
71Alfonso Maria de Nicola165Luigi Scrivani
72Carlo De Paoli166Remo Sernagiotto
73Sonia De Pergola167Alessandra Servidori
74Andrea De Vecchi168Marcello Signorelli
75Franco Debenedetti169Alfredo Silvestrini
76Mauro Del Bue170Rinaldo Sorgenti
77Benedetto Della Vedova171Giorgio Stalzer
78Paola Diana172Margherita Stefani
79Maria Didonna173Paolo Stern
80Biagio Dilillo174Serena Strata
81Alberto Di Lino175Giuseppe Tagliente
82Crescenzo Di Lorenzo176Marco Taradash
83Lello Di Somma177Roberta Tatafiore
84Sergio D'Onofrio178Rossella Testa
85Maurizio Facciuti179Ivano Tognassi
86Paola Fantoni Balduzzi180Giuseppe Triti
87Rosellina Fera181Marco Trombetta
88Massimo Ferlini182Antonio Valmaggia
89Erika Ferrigato183Claudio Valtorta
90Lodovico Festa184Antonio Vegna
91Roberto Formigoni185Alberto Vendrame
92Maurizio Fusco186Luigi Villani
93Franco Galli187Mauro Zanzi
94Massimo Gazzetta




1 settembre 2007

LE SFIDE POLITICHE DI OGGI: RIFORMATORI CONTRO CONSERVATORI


La sfida oggi in Italia e forse anche nel mondo, non si gioca più solo o tanto nel binomio destra-sinistra, quanto piuttosto nella capacità e volontà di governare gli eventi per mezzo di progetti di ampio respiro.
E' in tal senso che ritengo vada visto il network "Decidere.net" lanciato alcuni mesi fa dall'ex Segretario di Radicali Italiani Daniele Capezzone con i suoi 13 punti (che vanno tassa piatta al 20% passando per una semplificazione burocratica, la riforma delle pensioni e ammortizzatori sociali: modello welfare to work sino all'abolizione degli ordini professionali e del valore legale del titolo di studio sul modello anglosassone) e le iniziative che questi intraprenderà il 22 ed il 29 settembre prossimi per la riforma delle pensioni e la riduzione del carico fiscale.
C'è chi in Italia ritiene che queste cose siano "cose di destra" ed io mi chiedo davvero il preché.
C'è chi ritiene che le "cose di sinistra" siano solo ed unicamente quelle che fanno entrare in gioco lo Stato sempre, comunque ed ovunque. Le "cose" che prevedono la lotta all'evasione fiscale e la difesa del posto fisso.
Ora, posto che il sogno del posto fisso è bello ma è spesso concretamente una pia illusione: è normale che uno Stato serio si preoccupi della lotta all'evasione fiscale, quanto altrettanto normale dovrebbe essere che lo stesso si occupasse di introdurre congrui ammortizzatori sociali per chi un lavoro non ce l'ha., Evidentemente, e con nostro grande disappunto, l'Italia è lontana tanto per quanto concerne la prima, quanto la seconda questione.
Ad aggravare il tutto c'è una pressione fiscale in continuo aumento, insostenibile e probabilmente se non sicuramente addirittura controproducente.
Riterrei pertanto che la sfida andasse oggi vista in questo senso: riformatori contro conservatori dello status quo.
L'ex sindacalista Giuliano Cazzola, socialista doc, tutt'altro che "de destra" come qualcuno potrebbe maliziosamente ritenere, ha lanciato per il 20 ottobre prossimo un evento nazionale (probabilmente un Convegno scientifico, a suo dire) per la difesa della legge 30 del 2003, ovvero quella passata sotto il nome di Legge Biagi, una legge certamente non perfetta, ma che, se applicata in toto con i congrui ammortizzatori sociali previsti, potrebbe consentire una vera riforma del mercato del lavoro per molti giovani inoccupati e non solo.


MARCO BIAGI, GIULIANO CAZZOLA E IL "QUARTO STATO"

Da qualche tempo si parla di Costituente Socialista e, guarda caso, le riforme di cui sopra provengono proprio da ambienti e personalità della galassia liberalsocialista.
Per quanto personalmente non sia per nulla fiducioso nella nascita di un nuovo Partito Socialista (tanto più con il contirbuto della vecchia nomenklatura e dei fuoriusciti della sinistra Ds) e auspicando piuttosto la nascita di un Movimento Liberalsocialista di massa non solo socialista ma anche liberale, libertario e liberista, ritengo che solo puntando su questi temi concreti e contingenti possa nascere un terreno fertile per tutti i Riformatori, ovvero i Progressisti del nostro Paese.


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini