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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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22 gennaio 2016

Massoneria e affarismo: due termini incompatibili

Negli ultimi giorni sono apparse le solite dichiarazioni dei politici nostrani (pagati peraltro da noi contribuenti !) e taluni articoli di stampa tendenti a screditare l'Istituzione massonica.

Sarà bene ribadire, se non fosse ancora chiaro, che la Massoneria è un'istituzione iniziatica e spirituale che non si occupa nè si è mai occupata di politica (checché peraltro ne scrivano taluni pseudo massoni, che vogliono per forza farsi notare con amene storie di fantasia). Sarà bene ribadire che la fantomatica P3 non esiste ed è un'invenzione giornalistica. Sarà bene rammentare che i componenti della Loggia Propaganda nr. 2 (detta volgarmente P2) sono stati tutti assolti dalle accuse di cospirazionismo ai danni dello Stato, in quanto non hanno commesso nulla.

Sarà bene chiarire, se non fosse già chiaro, che il sig. Flavio Carboni non rappresenta la Massoneria, se mai ne abbia davvero fatto parte, peraltro.

Detto ciò sarebbe il caso di parlare di cose serie e concrete, anziché di aria fritta che farà vendere copie di giornale e spazi pubblicitari, ma non arricchisce affatto la cultura del nostro Paese, peraltro ridotta ai minimi termini da meri interessi commerciali ed economicistici.

Fra tali cose serie annoveriamo una iniziativa storica, ovvero l'evento che si terrà martedì 26 gennaio prossimo presso il Casinò di Sanremo, che vedrà per la prima volta dal 1908, sedere allo stesso tavolo i rappresentanti delle due maggiori e storiche Obbedienze massoniche italiane: il prof. Antonio Binni, Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM e Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, i quali sono chiamati ad inaugurare la stagione dei “Martedì Letterari”.

I Gran Maestri dialogheranno sul tema “Ideali e uomini della Massoneria per la Costituzione italiana” ed il dibattito sarà moderato dal massimo storico della Massoneria e del Risorgimento in Italia, ovvero l'amico Aldo A. Mola.

L'incontro avrà luogo a partire dalle ore 16.00 e sarà un'occasione in particolare per coloro i quali vorranno sapere qualche cosa in più sulla Massoneria e la sua Storia in Italia e potranno così sfatare ogni falso mito complottistico che aleggia attorno all'unica istituzione al mondo che permette alle persone di dialogare nel rispetto delle reciproche differenze e, proprio per questo, per secoli ed ancora oggi osteggiata e calunniata: dalle chiese, dalle ideologie di ogni colore politico/partitico e da coloro i quali amano fomentare discordia e disordine nella società.


Luca Bagatin



6 febbraio 2015

Una visita presso la sede della Massoneria italiana del Grande Oriente d'Italia, con un particolare ringraziamento al Gran Bibliotecario Bernardino Fioravanti

Sono detentore di un sacco di oscuri segreti...
Segreti in quanto spesso celati all'intelletto addormentato.
Oscuri in quanto necessitano dell'illuminazione interiore per poter essere compresi, svelati.





Coloro che entrano nella Massoneria solo per carpirne il segreto possono ritrovarsi delusi: può infatti accadere loro di vivere per cinquant'anni come Maestri Massoni senza riuscirvi. Il mistero della Massoneria è per sua natura inviolabile: il Massone lo conosce solo per intuizione, non per averlo appreso. Lo scopre a forza di frequentare la Loggia, di osservare, di ragionare e di dedurre. Quando lo ha conosciuto, si guarda bene dal far parte della scoperta a chicchessia, sia pure il miglior amico Massone, perché se costui non è stato capace di penetrare il mistero, non sarà nemmeno capace di profittarne se lo apprenderà da altri. Il mistero rimarrà sempre tale. Ciò che avviene nella Loggia deve rimanere segreto, ma chi è così indiscreto e poco scrupoloso da rivelarlo non rivela l'essenziale: come potrebbe, se non lo conosce? Conoscendolo, non lo rivelerebbe”. 

(Giacomo Casanova)




Il mio ringraziamento ed affetto va al Gran Bibiliotecario Bernardino Fioravanti per avermi invitato a visitare la pregevole Biblioteca della Massoneria del Grande Oriente d'Italia presso Villa del Vascello in Roma; per avermi donato dei pregevoli volumi ed anche per aver voluto inserire nel catalogo della Bibilioteca medesima i miei due saggi "Universo Massonico" e "Ritratti di Donna".
Ed il mio primo pensiero, appena sono entrato nella Villa, è stato rivolto a Giuseppe Garibaldi Gran Maestro dell'Umanità ed a sua moglie Anita, le cui spoglie mortali riposano al Gianicolo.
Il loro esempio di Amore e Libertà rimane scolpito, quantomeno nel mio cuore.




Giuseppe Garibaldi

La Biblioteca del Grande Oriente d'Italia


Ernesto Nathan



30 ottobre 2012

L'INTERVENTO del prof. Aldo A. Mola

INDIMENTICABILE PASCOLI

di Aldo A. Mola


Furono il toscano Giosue Carducci e il romagnolo Giovanni Pascoli a scrivere i versi più memorabili sul Vecchio Piemonte, quello che “fece l’Italia” con i suoi re, i cospiratori e gli esuli, mazziniani e garibaldini, giovani e meno giovani dalla vita un po’ disordinata ma che, al momento giusto, accettarono le redini e le staffe della monarchia: il siciliano Francesco Crispi e gli emiliani e romagnoli Luigi Carlo Farini, Manfredo Fanti, Enrico Cialdini. Malgrado sorrisi ironici, l’ode Piemonte sopravvive al crepuscolo della scuola.

Ma chi è “Zvanì” Pascoli? Poeta sommo della Nuova Italia, forse tra i più sublimi del Novecento. Vittima, con tutta la sua famiglia, dell’assassinio di suo padre Ruggero, amministratore della tenuta dei principi Torlonia a San Mauro, il 10 agosto 1867. Venne ammazzato da chi voleva prenderne il posto e allo scopo usò due manutengoli, drappeggiati da repubblicani. Liberate dal giogo del Legato pontificio, le Romagne ne subivano un altro: la guerra sociale strisciante contro proprietari e uomini d’ordine. Quelle plaghe rimasero teatro di delitti e infamie. Profondo Nord. Non per caso, il primo maxiprocesso della storia d’Italia non fu celebrato in Sicilia ma a Bologna contro la “associazione di malfattori”, iceberg della “setta degli accoltellatori: un mondo che arrivava e sarebbe andato lontano drappeggiando come anticlericalismo l’ odio contro la borghesia e la ricerca di profitto personale a soddisfazione di istinti inferiori.

Giovanni Pascoli rimase schiacciato dall’assassinio del padre, che quasi portò Oltretomba sua moglie e molti dei dieci figli. Una tragedia. Sopravvissero lui, Ida, Maria (Mariù) e Raffaele (Falino), che ebbe vita disordinata. Nel collegio dei padri Scolopi a Savignano sul Rubicone e all’Università di Bologna, ove studiò lettere grazie alla meritata borsa di studio Giovanni bevve calici amari. Come ad Andrea Costa, internazionalista ma dal 1882 primo deputato “rivoluzionario”, fu folgorato dal socialismo, il “sol dell’avvenire”: insegna dieci anni prima ideata da Giuseppe Garibaldi. Socialismo per Pascoli significava libero pensiero, progresso civile, soccorso ai bisognosi e “dimenticati”, come egli si sentì’ per tutta la vita. Allievo a Bologna di Giosue Carducci, che in pochi anni ridestò l’Università e ne fece faro della Terza Italia, con altri giovani Pascoli cercò di spiegare le radici dell’attentato al re compiuto dal cuoco Giovanni Passannante con un innocuo coltellino. Arrestato, detenuto tre mesi e processato, Zvani fu assolto. Riprese gli studi e divenne…Pascoli. Dalle cattedre liceali di Matera, Massa e Livorno passò alle universitarie e nel 1905 ereditò a Bologna quella di Carducci, alla cui morte prese sulle spalle la “canzone dell’Italia”, altrimenti monopolio di Gabriele d’Annunzio. Lavorò ai Poemi del Risorgimento, un’opera dimenticata nel 150° dell’unificazione italiana, forse perché prova che il socialismo umanitario otto-novecentesco non è antinazionale ma capace di patriottismo, come già avevano insegnato Garibaldi e Carducci. Pascoli non ebbe nessuna tessera se non quella di Poeta, cioè la tessera dell’Universo, contemplato a Livorno, a Castelvecchio di Barga, nel breve ritorno a San Mauro, nella sua “Romagna solatia”. Anziché subire la tessera di partiti-chiese (cioè vincolanti), Pascoli cinse i fianchi con il grembiale di massone, nella loggia “Rizzoli” di Bologna. Venne iniziato con procedura speciale (settembre 1882, un anno prima dell’ingresso di Andrea Costa nella “Rienzi di Roma) perché in partenza pe Matera, da operaio della parola. Libero pensatore portò sempre con sé quel breve passaggio tra le colonne: da un luogo qualsiasi all’Universo, un “pavimento” bianco e nero e la volta stellata. Come ricorda Adele Cencetti in Giovanni Pascoli: una biografia critica (Le Lettere), tante volte Zvanì lasciò trapelare la conoscenza del cifrario massonico. Lo dicono i versi sull’incontro tra Garibaldi e Mazzini: “Tre colpi all’uscio. Era un fratello. Avanti…”.

Carducci scrisse che le “sette” erano state necessarie all’unificazione. Pascoli andò oltre. Celebrò Carlo Alberto di Savoia come“re dei Carbonari”. Cercò documenti. Colse bene la dimensione europea del liberalismo. E capì che esso doveva fondersi con il socialismo umanitario. Lo disse nel discorso sulla guerra per la sovranità dell’Italia su Libia e Cirenaica: “La grande proletaria si è mossa…”. Era il 1911, l’anno in cui scrisse in latino l’ Inno a Roma.

Pascoli solo “fanciullino”? In quale senso? Le sue grandiose visioni della storia, l’identificazione di Napoleone con Pan, la Natura, la Vita vanno molto oltre la piccola Belle Epoque che mescolò egoismi con esordio della finanza internazionale, la prima crisi borsistica con ricadute sulla produzione industriale, conflitti sociali esasperati, lo sciopero generale del 1904, la rivoluzione russa del 1905…. Esse additano mete, grondanti di sangue e di duri sacrifici, come era stata la sua vita. Malgrado lo sforzo linguistico talora affatichi l’efficacia poetica dei suoi componimenti “storici” (è il caso dei Poemi italini e canzoni di Re Enzio) Pascoli rimane voce vivida. Perciò è davvero singolare che, appena insediato al ministero dei Beni Culturali, Ornaghi, già rettore dell’università Cattolica, si sia affrettato ad azzerare il progettato Comitato nazionale per il centenario della morte di Pascoli, un omaggio che poteva essere a costo zero per un gigante che non ebbe il Nobel ma vinse tredici medaglie d’oro ai concorsi di poesia in latino banditi dall’Accademia di Amsterdam. Ne vendette alcune per acquistare la casetta nel verde di Castelvecchio per sé e la sorella Mariù, due passi dalla cappella ove i due infelici riposano: cattolicissima lei, libero pensatore lui, passato all’Oriente Eterno senza bisogno di speciale viatico. L’aveva avuto dalla vita.

Malgrado l’oblio del ministero (che poi vuol dire del governo, dello Stato!), non tutti dimenticano il grande poeta della memoria individuale e collettiva , dei popoli e dell’umanità. Chissà se vorrà ricordarsene il Vecchio Piemonte che gli ispirò Ciapin, commossa evocazione del maggiore monregalese Giuseppe Galliano, eroe di Macallè, morto ad Adua come i generali Giuseppe Arimondi, di Savigliano, e Giuseppe Ellena, saluzzese? (*)

Aldo A. Mola



17 settembre 2011

XX Settembre: la festa di tutti gli italiani

Quest'anno si sono festeggiati i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Ad essere precisi, purtuttavia, dovremmo dire che si sono festeggiati i 150 anni che sono intercorsi dalla proclamazione del Regno d'Italia (17 marzo 1861) ad oggi.
L'Unità d'Italia si ottenne infatti il 20 settembre del 1870, allorquando i bersaglieri entrarono a Porta Pia, mettendo fine al potere temporale dei Papi e Roma fu proclamata Capitale d'Italia.
Il 20 settembre non è più festa nazionale dall'avvento del fascismo e questa è la più grande vergogna della nostra Repubblica che, dal 1946 ad oggi, non l'ha più ripristinata.
Il 20 settembre è e dovrebbe essere la festività laica più importante, poichè vide uniti - per la prima volta nella Storia d'Europa - repubblicani e monarchici, massoni e cattolici, nobili e popolani, ebrei e protestanti, donne e uomini, in nome dell'Italia e della libertà religiosa.
Il 20 settembre di ogni anno a Porta Pia si recano, in onore di quelle antiche gesta, solamente i radicali ed i massoni del Grande Oriente d'Italia. Quasi che tale festività fosse una manifestazione "di parte", per pochi intimi.
Così non è e non dovrebbe essere e sarebbe ora che il Popolo sovrano chiedesse a questa putrescente classe politica (senza più speranze) ciò che loro spetta: il ripristino del 20 settembre quale festa nazionale di riconciliazione fra le fedi e le ideologie, sotto la bandiera dell'Unità nazionale e della laicità dello Stato.
"Libera Chiesa in libero Stato", diceva il conte Camillo Benso di Cavour e, finalmente, nel 1871, fu approvata la "Legge delle Guarentigie", che stabiliva precise garanzie per il Papa dei cattolici, il quale diventava suddito dello Stato italiano.
Sarà successivamente il fascismo a spazzare via tale liberale norma e ad introdurre il fascistissimo Concordato, inserito poi in Costituzione con i voti dei cattocomunisti e rinnovato nel 1984 da Craxi.
Triste destino, quello dell'Italia laica e liberale e, dunque, quello della libertà e della pace religiosa.
E' per tutto ciò che, dal prossimo 20 settembre, vorrei vedere sfilare a Porta Pia, non solo i soliti radicali ed i soliti esponenti del GOI, ma i repubblicani del PRI e dell'Associazione Mazziniana Italiana assieme ai monarchici dell'Unione Monarchica Italiana; i massoni del GOI e quelli della Gran Loggia d'Italia degli ALAM (che, nel 1910, fu la prima, per mezzo di Saverio Fera, a comprendere la necessità di un dialogo con la Chiesa cattolica); l'Unione delle Comunità Ebraiche assieme agli esponenti della Conferenza Episcopale Italiana; musulmani assieme a buddhisti, induisti e valdesi; donne e uomini; omosessuali ed eterosessuali.
Vorrei dunque che, a Porta Pia, ogni 20 settembre, ci fosse tutto il popolo italiano unito: in nome dell'amore per l'Italia, la libertà e la laicità.
Sarebbe la festa più bella. La più importante ed affratellata d'Italia.


Luca Bagatin



1 settembre 2011

Intervista esclusiva allo Storico della Massoneria Aldo Alessandro Mola firmata da Luca Bagatin

Il prof. Aldo A. Mola in un disegno di Franco Bongiovanni

Il prof. Aldo Alessandro Mola, nato a Cuneo nel 1943, è il maggior storico della Massoneria e del Risorgimento in Italia. Dal 1980 Medaglia d'Oro di benemerito della scuola e della cultura, è direttore del Centro Europeo Giovanni Giolitti, presidente del comitato cuneese dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e della sezione “Urbano Rattazzi” (Alessandria) del Centro “Mario Pannunzio”.

E' stato fondatore del Centro per la Storia della Massoneria e, dalla metà degli anni ’70, collabora con le maggiori Obbedienze massoniche quali il Grande Oriente d'Italia e la Gran Loggia d'Italia degli ALAM. E' infatti componente del Comitato di Redazione delle riviste “Hiram” e “Officinae”, rispettivamente del GOI e della GLDI.

Autore di numerosissimi saggi storici su Giolitti, Garibaldi, Mazzini, il Partito d'Azione, la Monarchia italiana, Silvio Pellico, Giosue Carducci e, recentemente, ha pubblicato un saggio su Licio Gelli e la P2, nonchè – proprio in questi giorni – stanno andando in libreria i suoi ultimi quattro volumi: “Italia. Un Paese speciale. Storia del Risorgimento e dell'Unità” (Edizioni del Capricorno - Torino).

Oggi abbiamo l'amichevole possibilità di intervistarlo.




Luca Bagatin: Prof. Mola, come nasce il suo interesse per la Massoneria ?

Aldo A. Mola: Nacque nel periodo del liceo e degli studi universitari.

Negli anni 1965/1967 scrissi i miei primi libri sul Partito d'Azione (pubblicati con prefazione di Ferruccio Parri) e sulle figure di Mazzini e Garibaldi e la Storia dell’Amministrazione provinciale di Cuneo (1971). Nel loro corso mi imbattei nelle figure di molti massoni e mi resi conto che in Italia non vi era nessuna pubblicazione che parlasse di storia della Massoneria. Mi adoperai, dunque, per colmare questa lacuna. Presi contatti con il Grande Oriente d'Italia; Lino Salvini, Gran Maestro di allora, e il suo predecessore Giordano Gamberini, letti i lavori da me già pubblicati, mi aprirono gli archivi, che confrontai con i fondi dell’Archivio Centrale dello Stato, studiati con la guida della prof. Paola Carucci, ora Sovrintendente all’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica. Dopo anni di ricerche scrissi la “Storia della Massoneria italiana”, pubblicata nel novembre 1976, che poi ebbe due edizioni aggiornate, nel 1992 e nel 1994, e molte ristampe .


Luca Bagatin: Giordano Gamberini, già Vescovo della Chiesa Gnostica, fu un Gran Maestro lungimirante sotto il profilo iniziatico ed esoterico. Che cosa può dirci di lui ?

Aldo A. Mola: Giordano Gamberini fu il più lungimirante fra tutti i Gran Maestri del Grande Oriente d’Italia dal 1943 ad oggi, per ben tre motivi: mirò al riconoscimento del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra; rese nuovamente protagonista la Massoneria grazie al dialogo con la Chiesa cattolica e tutte le altre confessioni; ottenne il riconoscimento pubblico della Massoneria nella vita istituzionale italiana e l’attenuazione dell’ostilità da parte di partiti che tradizionalmente le erano avversi o addirittura nemici. I frutti dei nove anni della sua gran maestranza vennero raccolti durante quella del suo successore, Salvini (a sua volta di grande merito): lo scambio dei garanti d’amicizia con la GLU d’Inghilterra; la lettera del cardinale Seper, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che dichiarò compatibili logge e sacramenti cattolici e la presenza del GOI in iniziative pubbliche.


Luca Bagatin: Lei fu, peraltro, negli anni '80, il fondatore del Centro per la Storia della Massoneria, comprendente studiosi sia massoni sia profani. Ci racconti la sua personale esperienza.

Aldo A. Mola: Con il Gran Maestro Armando Corona, fondai il Centro per la Storia della Massoneria (CeSM) che esiste tutt'ora. Il successore di Corona, Giuliano Di Bernardo tentò di estromettermi per farne uno strumento suo perché del resto concepiva lo stesso Grande Oriente come uno strumento al proprio servizio. Il tempo mi dette ragione. Nel 2008 mi venne proposto un colloquio per superare l’impasse; ma le cose sono come erano e debbono essere: se vogliono essere davvero scientifici, gli studi sono e debbono essere liberi.

A prescindere dall’episodio Di Bernardo, molto più devastante di ogni altro per la storia del Grande Oriente come istituzione iniziatica, ho ottimi rapporti con i massoni del Grande Oriente d’Italia.


Luca Bagatin: Che cosa pensa del Gran Maestro attuale del GOI, l'Avvocato Gustavo Raffi ?

Aldo A. Mola: Ha dovuto e deve affrontare gravi difficoltà. Dopo il disconoscimento del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra (capolavoro di perfidia ai danni della Massoneria italiana: basta andare a rileggerne le motivazioni: addussero persino le mie lettere di direttore del CeSM a storici del Grande Oriente di Francia), il Grande Oriente d’Italia finì in un tunnel, al di fuori dei circuiti massoni internazionali (la GLU da un canto, le Obbedienze in relazioni fraterne con il Grande Oriente di Francia dall'altro). Il GOI puntò molto sulla GL Nazionale Francese la cui vicende non sono edificanti, tanto che, caso unico nella storia delle massoneria dei Paesi occidentali, è stata “commissariata”. In molti casi il GOI risultò sovraesposto sul terreno partitico, con dichiarazioni poco opportune. Infine venne e viene ostentato un anticlericalismo arcaico, di maniera, come se la Chiesa cattolica fosse ancora ferma al Sillabo e al potere temporale d’antan.

Gli osservatori constatano che il Gran Maestro Raffi non ha avviato un dialogo con l'altra Obbedienza massonica legittima e regolare italiana, cioè la Gran Loggia d'Italia, quasi che i suoi affiliati non siano anch’essi Fratelli massoni ! Il Sovrano e Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, Luigi Pruneti, ha pubblicato gli Annali della Gran Loggia d’Italia, 1908-2010: cinquecento pagine di date, fatti, profili biografici, informazioni statistiche. E’ infantile fingere che la realtà non esista.


Luca Bagatin: La Gran Loggia d'Italia, peraltro, a differenza del Grande Oriente d'Italia, inizia anche le donne alla Massoneria. Che cosa pensa dell'Iniziazione femminile ?

Aldo A. Mola: In origine, è vero, le donne furono escluse dall'accettazione. Sappiamo bene, però, che all’origine le Logge britanniche praticavano molte altre forme di esclusione e che, a lungo preclusi in quelle degli USA i neri organizzarono una loro massoneria di colore. Non è mai stata fornita una motivazione chiara dell’esclusione delle femmine dall’accettazione in loggia, né quindi si comprende per quale motivo la Massoneria debba ancora attenersi a tale vincolo. La Massoneria non conosce dogmi; le sue norme possono essere modificate. Le Costituzioni di Anderson sono documento di un’epoca, ma come tutte le leggi umane sono soggette alle decisioni sovrane di quanti le hanno accettate e che, nella loro sovranità di persone libere, possono modificarle. La Massoneria non si fonda su una Rivelazione ma su una Convenzione, su Regole deliberate e condivise sino a quando non se ne decida la modifica.

Il Grande Oriente di Francia, che abolì l’obbligo della formula iniziatica AGDGADU (un passo molto più audace rispetto alla preclusione dell’iniziazione femminile), sino allo scorso anno escluse l’iniziazione delle donne, ma ora la ammette.


Luca Bagatin: Lei è stato fra i pochissimi, assieme allo scrittore Pier Carpi, a “sdoganare” la figura controversa di Licio Gelli e la P2 e lo ha fatto con tanto di prove documentate pubblicate nel suo ultimo saggio, edito dalla Bastogi: “Gelli e la P2 fra cronaca e Storia”.

Che cosa l'ha portata a parlare, senza pregiudizi, di Gelli e della P2 ?

Aldo A. Mola: Ho scritto quel libro perché, a trent'anni di distanza dal falso scandalo P2, non c'è stato un solo convegno scientifico nel quale si sia discusso criticamente che cosa fu la P2, l’uso (e abuso) che se ne fece. Né si parla delle vite spezzate con l’accusa, in sé inconsistente, di “piduismo”: un modo come un’altro per continuare a diffondere il mito del complotto ai danni dello Stato, della democrazia, tutte fiabe che oggi lasciano indifferenti i cittadini.

Il mio libro, peraltro, venne recensito con molto favore dal periodico “Humanisme” del Grande Oriente di Francia, ora è tradotto in romeno con prefazione di Constantin Savoiu, gran maestro della Gran Loggia Nazionale di Romania“1880”, una Obbedienza legittima e regolare, che continua coraggiosamente la tradizione dei massoni fondatori della moderna Romania.

La P2 non fu un'associazione segreta. Non organizzò complotti militari o politici. Lo stabilirono, sentenze passate in giudicato.

Il falso scandalo P2 fu, invece, il preludio a Tangentopoli: esso consistette nella criminalizzazione da parte del Partito Comunista Italiano delle forze politiche e di governo di ispirazione risorgimentale e atlantica. Tale criminalizzazione colpì, infatti, gli aderenti alla P2 che appartenevano a tali forze politiche (repubblicani, socialdemocratici, socialisti, liberali e la componente “occidentale” della Democrazia cristiana, tollerante, dialogante).

I partiti democratici e di governo, dunque, vennero screditati e, con Tangentopoli, negli anni '90, subirono il colpo finale. Da allora furono elevate agli onori quelle forze politiche ed i politici di ispirazione antiliberale e antiatlantica, come i comunisti ed i democristiani di sinistra, oggi componenti del Partito Democratico. La convivenza tra ex comunisti e sinistra democristiana nel partito democratico è una coabitazione basata su ambiguità e baruffe. I primi tentarono di incriminare persino l'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga “reo” - così dissero – di non aver mai condannato la P2 e la Massoneria. I cattolici del PD chiesero che venisse formalmente decretata l’incompatibilità tra iscrizione al partito e logge, come già avevano fatto Mussolini e Lenin. Chissà come finirà…


Luca Bagatin: Ma Raffi dice che la Gelli e la P2 stanno alla Massoneria come le Brigate Rosse al Partito comunista….

Aldo A. Mola: Appunto. Il Partito comunista (ex Partito comunista d’Italia, membro della Terza Internazionale di Lenin e Stalin ) ebbe sempre al proprio interno nuclei rivoluzionari. Del pari il Grande Oriente d’Italia ebbe dal 1877 la ”Propaganda Massonica”, una loggia “di élite”, sintesi di un possibile, auspicabile “partito dello Stato” in un Paese nel quale lo Stato rischiò troppe volte di ridursi a zerbino strumento dei partiti.

Così essa venne concepita da Adriano Lemmi e così venne pensata da Gamberini, Lino Salvini e da Licio Gelli, creato Maestro Venerabile della loggia Propaganda Se si legge senza preconcetti il Piano di Rinascita della P2 si deve constatare che esso mirava a consolidare la democrazia e a conciliare i cittadini.


Luca Bagatin: Quale futuro può avere, a suo giudizio, la Massoneria in Italia?

Aldo A. Mola: Per molti aspetti la vera vita della Massoneria in Italia può cominciare ora. Il nostro è un Paese di formazione recente ma ormai è abbastanza solido, Ha retto ai totalitarismi ideologici catto-comunisti e, recentemente, ai borbottii di partiti regionali che addebitano a complotti massonici internazionali la loro incapacità di proporre un discorso filosofico e civile da Terzo Millennio.

La Massoneria ha ottenuto ragione dalla Storia con il riconoscimento dell’Unità come valore da parte della Santa Sede. Perciò ora è libera da quel passato. A cospetto dell’eclissi di partiti e sindacati e mentre le istituzioni attendono interventi restaurativi urgenti, in presenza del tracollo delle Università (parlo delle Facoltà umanistiche), la Massoneria può essere laboratorio di pensiero libero. La maggiori Obbedienze dovrebbero però dare qualche segnale preliminare. Per esempio il riconoscimento della propria storia recente da parte del Grande Oriente (ma qualcuno vanta invece di aver azzerato tutti i grandi maestri da Gamberini a Salvini, da Battelli a Corona) e un incontro pubblico tra le Obbedienze.

Il peggior segnale è invece un’anacronistica adunata a Porta Pia come se a Roma vi fossero ancora Pio IX e il generale Kanzler. In questo modo ci si fa contare e si fa constatare che non si conta nulla. Ma, come dicevano i latini, ognuno è fabbro della propria sorte. Se vuol essere davvero scuola di libertà la Massoneria deve liberarsi dai fantasmi del passato, incluso quello dell’antimassonismo.


Luca Bagatin



19 agosto 2011

L'isola sbagliata: una spy-story in tre volumi


Franco Freddi è un giornalista turistico che ha dedicato tutta la vita al servizio dello Stato italiano nell'esercito e nei Servizi Segreti.
Nell'estate del 2003 viene richiamato in servizio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana per una missione segreta sotto l'egida dell'ONU e della NATO. Egli dovrà, sotto le mentite spoglie del giornalista, coordinare una missione militare comprendente: quindici scienziate, ventuno Carabinieri e due ufficiali statunitensi, da svolgersi in un'isola sperduta nel Pacifico...
E' qui che hanno inizio le avventure de "L'isola sbagliata" la spy-story in tre volumi scritta da Umberto e Roberto Granati ed edita dalla Ipertesto Edizioni (www.iperedizioni.it).
Umberto Granati è Generale di Corpo d'Armata in pensione, oggi ottantaduenne e dedito, assieme alla moglie ed al figlio Roberto, all'attività di giornalista, in particolare nel settore turistico. Con Ipertesto ha già pubblicato, peraltro, oltre a numerose guide, anche il saggio da noi recentemente recensito: “28 anni dopo: diario di un Piduista”, nel quale racconta la persecuzione che ha ingiustamete subito a causa del suo aver dichiarato pubblicamente di essere stato iscritto alla Loggia massonica regolare del GOI denominata P2.
Franco Freddi, il protagonista delle avventure della trilogia de “L'isola sbagliata”, è un po' il suo alter ego e sarà proprio la sua profonda e lunga esperienza di miltare ad avergli ispirato questa serie dall'accattivante sottotitolo: "Il mondo affascinante e torbido dei Servizi Segreti".
Nel redigerla è stato aiutato dal figlio Roberto, dicevamo, laureato con lode in Storia ed esperto di arti marziali.
La lettura de "L'isola sbagliata" è profondamente scorrevole ed invitante, per quanto condita da linguaggio tecnico tipico dell'ambiente militare e dei Servizi Segreti, il che ci permette comunque di entrare in contatto con un mondo sconosciuto ed affascinante.
Avventure tutte raccontate in prima persona e con ironia da Franco Freddi, di volta in volta coadiuvato dagli amici che l'hanno accompagnato nella missione nell'Isola di Maria Theresa, nel Pacifico: il Maggiore Mele e Montanti dei Carabinieri; il Tenente colonnello Jonson e consorte - la dottoressa Carlucci - conosciuta proprio durante la missione, così come accaduto a Mele; la dottoressa Bonamici e l'ufficiale Rayder e persino l'Ispettore Capo Ernest Anderson dell'FBI.
Tutti riuniti amichevolmente a raccontarsi e, dunque, a raccontarci, le loro mirabolanti imprese a difesa e servizio della sicurezza internazionale.
Tre libri, quelli de "L'isola sbagliata", che sono, in sè, delle e vere e proprie raccolte di racconti da non perdere. Dedicate agli appassionati del genere spionistico ed agli amanti dell'avventura.

Luca Bagatin



14 ottobre 2010

Saverio Fera e la Gran Loggia d'Italia degli ALAM



Saverio Fera fu eminente figura della Massoneria Italiana, mai abbastanza ricordato, per quanto a lui si debba la fondazione della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, che, assieme al Grande Oriente d'Italia, è oggi la maggiore Obbedienza massonica italiana.
Saverio Fera, calabrese nato il 6 gennaio 1850, fu Pastore protestante della Chiesa Cristiana Libera, divenuta poi Chiesa Evangelica Italiana nel 1890. Fu fervente anticattolico ed anticlericale in quanto considerava la Chiesa cattolica e la politica vaticana, con tutti i suoi dogmi, contraria al verbo di Cristo, il quale invece predicava l'emancipazione d'ogni tipo d'oppressione.
La Chiesa Cristiana Libera, alla metà dell'800, era peraltro ritrovo di numerosi mazziniani e garibaldini come lo stesso Fera, il quale combattè nelle file delle Camicie Rosse durante la Terza Guerra d'Indipendenza.
In Massoneria ebbe dunque modo di sviluppare appieno i suoi ideali spirituali e morali e ricoprì l'incarico di Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato.
Saverio Fera avversò, nel Grande Oriente d'Italia, la nuova politica avviata dal Gran Maestro Ettore Ferrari, repubblicano e razionalista, il quale si permise addirittura di mettere in discussione l'acclamazione "Alla Gloria del Grande Architetto dell'Universo", impose una semplificazione dei rituali massonici e propose di implementare l'impegno politico della Massoneria al punto da obbligare i massoni che ricoprivano incarichi pubblici a seguire le direttive dell'Ordine.
Il Fera, in linea con lo spirito originario della Massoneria, non potendo sopportare la politicizzazione dell'Istituzione, ovvero la sua trasformazione in vero e proprio partito politico, ricostituì - nel 1908 - la Massoneria Scozzese con buona parte del Supremo Consiglio di cui faceva parte e, nel 1910, diede vita alla Serenissima Gran Loggia d'Italia, poi Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
Tale scissione dal GOI fu assolutamente benefica e necessaria proprio per riportare al suo scopo originario - gnostico ed esoterico, lontano da ogni politicismo - buona parte della Massoneria italiana.
Alla Gran Loggia d'Italia furono affiliati, fra gli altri, personalità quali Gabriele D'Annunzio, il fumettista Hugo Pratt e gli attori comici Totò ed Aldo Fabrizi.
Oggi la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, la cui sede nazionale si trova a Roma presso Palazzo Vitelleschi in Largo Argentina, conta circa 8.000 iscritti, di cui un buon 30% donne. E' una Comunione Massonica liberale e adogmatica di Rito Scozzese, che non riconosce l'egemonia massonica esercitata dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra e attualmente è guidata dal giornalista e scrittore Luigi Pruneti che ne è, appunto, Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro.

Luca Bagatin



17 febbraio 2010

HAR TZION MONTESION: un viaggio nella Cabala e oltre

HAR TZION MONTESION: un viaggio nella Cabala e oltre
di Luca Bagatin
tratto dal numero 3 (settembre-dicembre 2009) di YR MAGAZINE
organo ufficiale del Gran Capitolo dell'Arco Reale - Rito di York in Italia




La Loggia Har Tzion Montesion del Grande Oriente d'Italia , fondata con decreto dell'allora Gran Maestro Giordano Gamberini nel 1969, si occupa principalmente della Tradizione Esoterica della Cabala ebraica.


Tradizione che si rifà in toto alla letteratura sacra ebraica, la Cabala, è un insegnamento mistico e teosofico il cui scopo ultimo è quello di penetrare l'Inconoscibile.

Aspetto peraltro tipico di ogni tradizione gnostica d'Oriente ed Occidente.

La Loggia Har Tzion Montesion, attivissima ed avanzatissima dal punto di vista dei suoi studi in materia, ha - allo scopo - un bellissimo sito web divulgativo e d'approfondimento - on line da quasi dieci anni - curato dal webMaestro Federico Pignatelli: www.montesion.it

All'apertura del sito vi troverete immediatamente di fronte alle due colonne rituali dell'allegorico Tempio di Re Salomone: Boaz e Jakin.

Entrate, dunque, e senza indugio !

Fra immagini allegoriche di cherubini ed apprendisti dediti allo sgrossamento della Pietra Grezza, eccovi dunque nella sezione di presentazione della Loggia, dei suoi seminari, attività e studi (comprendenti anche ampi stralci sull'Astrologia e l'Alchimia cabalistiche). Clikkate dunque su ciascuno degli argomenti in questione per saperne di più.....e vi assicuro che le informazioni non mancherenno, e così i continui riferimenti alle cosiddette Tavole Architettoniche, che sono una vera e propria sezione che raccoglie moltissime Tavole di Loggia su tutto lo scibile massonico: dal significato della simbologia della Squadra e del Compasso al Rito Emulation; dagli studi sulla Torah all'Ermetismo.

Nella prima barra in alto – dunque - quella posta sulla sinistra, possiamo trovare le varie Sezioni di cui consta il sito con le Tavole di cui abbiamo appena parlato, ed i Manoscritti relativi alle origini della Cabala e della Trazione massonica.

Proseguendo, abbiamo dunque la sezione relativa ai Contatti mail per interagire con la Loggia Montesion; il Libro degli Ospiti in cui lasciare un breve commento o porre una domanda alla redazione; la sezione degli Appuntamenti della Loggia (indicati con un vero e proprio calendario).

Di particolare utilità la sezione relativa alle Novità, con gli aggiornamenti relative alle notizie dell'ultimo bimestre inerenti la Loggia stessa, l'attività del Grande Oriente d'Italia e gli ultimi articoli inseriti (da segnalare e di particolare interesse il Commento all'Asino d'Oro di Apuleio del dott. Jesboama e Le origini della Massoneria dal 1710 all'Arco Reale). Nella sezione delle Novità il neofita può trovare anche delle pagine permanenti con specifiche notizie relative al perché ed al come entrare in Massoneria ed una Mappa del Sito per – per così dire – orientarsi nella complessità di questo spazio web che noi qui cerchiamo sommariamente ed umilmente di raccontare.

Come poteva mancare la sezione delle cosiddette Frequently Asked Questions – per gli amici FAQ – ovvero quella delle domande ricorrenti degli utenti ? Eh sì, perché il webMaestro di Montesion ha previsto anche questo: dando libero sfogo alle richieste dei lettori che gli pongono domande su taluni termini massonici, sul simbolismo, sulla Cabala ed anche richieste specifiche sulla musica utilizzata nel sito stesso (Atlanta Fugiens, del 1617, con indicazioni ove scaricarla direttamente sul sito). Una sorta di vademecum per andare ancor in profondità nell'universo massonico e magico-cabalistico presentato dalla Har Tzion Montesion con grande generosità, apertura e disponibilità.

Ultima, ma non certo meno importante (anzi, tutt'altro !), la sezione dei Servizi.

Qui troviamo il Forum ove inteloquire, non solo con i curatori del sito, ma anche con tutti i suoi utenti e visitatori (molto commovente, in questa sezione, il ricordo del Fr. Paolo Lucarelli, scrittore e saggista, che nel 2005 fu fra gli animatori del forum stesso); la Chat: alla quale – per accedervi – è necessario registarsi al sito; le Cartoline di Montesion (che per inciso è la sezione anche amo di più e con la quale mi rifaccio gli occhi volentieri) nella quale sono contenute numerose e coloratissime cartoline animate ad indicare i principali strumenti dell'Arte Muratoria e le allegorie stesse della Libera Muratoria: impreziosite da poesie e pensieri profondissimi (quella che ritengo più significativa è quella inerente alla figura della Squadra, scritta dal Fr. Palmiro Premoli: Dov'è una lacrima - dov'è un dolore splende ivi il raggio - del nostro amore: Ivi e pei tramiti - del mondo interova il nostro simbolo - bello e severo: e va senz'odio - e va senz'armi forte dell'impeto - de la virtù. Non vanti, non glorie, - non sogni d'eroi: le nostre vittorie - stan chiuse tra noi. Fidenti prudenti - ne l'opre e nel dir guardiam gli eventi, - guardiam l'avvenir).

Sempre fra i Servizi troviamo l'archivio delle News sull'attività del Grande Oriente d'Italia diviso per annate; i Testi che leggiamo, ovvero i libri consigliati dalla Loggia delle case editrici esoteriche più prestigiose quali la Athanor, la Arktos, le Edizioni Mediterranee ecc..., ma anche romanzi a tema libero muratorio quali quelli dell'amico Nathan Gelb che abbiamo peraltro piacevolmente intervistato per questa rivista.

Il sito della Montesion mette poi a disposizione degli utenti la possibilità di scaricare bellissimi ed inconsueti font di cui è sprovvisto qualsiasi sistema operativo in commercio: dai font medievali a quelli massonici, passando per quelli graci, alchemici e finanche angelici. E per finire la possibilità di scaricare programmi utili non solo all'apertura di file contenuti nel sito stesso, ma anche per il proprio computer di casa. Il tutto completamente a titolo gratuito.

Sino a qualche tempo fa nel sito Montesion era possibile persino inviare SMS gratis..... è ad ogni modo un servizio che non ci manca vista comunque la vastità e completezza di quelli già di per sé offerti !

Ogni volta che chiacchiero con un amico che si interessa di esoterismo o con un Fratello massone, finisce sempre che prima o poi questo mi parli del sito della Montesion.....o che gliene parlo io !

Dopo aver letto questo articolo e certamente visitando direttamente il sito stesso, ne avrete compreso il motivo.



22 agosto 2009

ALCHIMIA A SAN LEO



E mentre i soliti portatori di zizzania senza costrutto disquisiscono del presunto esoterismo presente a Villa Certosa (che sia vero o meno, poco francamente importa), a San Leo, nel Montefeltro, si disquisice dottamente di esoterismo serio e dei nuovi orizzonti dello spirito, nell'ambito di AlchimiAlchimie.
Un incontro di liberi pensatori per rendere onore al Grande Iniziato, conte Alessandro Cagliostro, che proprio nella fortezza di San Leo fu ingiustamente imprigionato e, dalla quale, secondo la leggenda, riuscì a smaterializzarsi ed a uscirne (visto e considerato che il suo corpo fisico non fu mai trovato).
Dal 22 al 26 agosto si terranno dunque conferenze ed incontri con Erwin Laszlo, presidente del Club di Budapest e filosofo della scienza; Gabriele Mandel, maestro Sufi; Luigi Pruneti, Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM; nonché lo psicoterapeuta Alessandro Meluzzi.
Gli argomenti trattati saranno, oltre all'alchimia e l'esoterismo, anche le culture dei Nativi d'America, i Catari, la misteriosofia di Templari e Maya.
Inoltre vi sarà l'occasione per incontrare gli esponenti di 10 religioni diverse in un franco confronto-incontro.
Previsti per tutte le giornate spettacoli itineranti ah hoc con musica celtica ed irlandese.
Segnalo inoltre che saranno presenti i miei amici e colleghi di "Secreta Magazine" e del Rito di York del Grande Oriente d'Italia, che presenteranno questa nuova accattivante rivista del mistero in edicola dal giugno scorso e con la quale collaboro con entusiasmo.
Un incontro che si rinnova, nel solco del Sacro e del Libero Pensiero senza dogmi o pregiudizi.

Luca Bagatin



"Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo;
al di fuori del tempo e dello spazio,
il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza...”  
(conte Alessandro Cagliostro)

Annie Besant, eminente rappresentante della Società Teosofica e grande riformatrice dell'Ottocento britannico, affermò che il conte Cagliostro appare di tanto in tanto, in diversi punti della terra e che è immortale.
Chi scrive ha preparato un articolo di prossima pubblicazione su riviste specializzate che tratterà approfonditamente la figura di Cagliostro, al di là delle stupidaggini abitualmente raccontate a sproposito (anche da Wikipedia, sia detto per inciso).

Luca Bagatin



13 luglio 2009

La Massoneria in Friuli: errori rilevati dal dott. Carlo A.R. Porcella

Questo blog, fra le altre cose - come molti lettori già sanno - si occupa anche di Esoterismo e Massoneria, oltre che, naturalmente, di Storia.
Il dott. Carlo Porcella, Storico, mi ha fatto pervenire un elenco di errori contenuti in talune pubblicazioni storiche e massoniche che parlano della Massoneria nel nostro Friuli.
Gli ho proposto di pubblicarglieli in anteprima sul mio blog, così che magari qualcuno provveda a prenderne atto e rettificare (Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem).
Ecco a voi, dunque, l'elenco del prof. Porcella.

L.B.



ELENCO DEGLI ERRORI 


Il manifesto fatto stampare dal G:.O:.I:. a Trieste il 26 luglio 1966 per celebrare il centenario dell’unione del Friuli all’Italia, riporta al nome di Giusto Muratti, combattente nella campagna del 1886 a Villa Glori – il manifesto è firmato dal G:.M:.Gamberini.
Le inesattezze, purtroppo non lievi, contenute nella  “voce” Massoneria curata dal Dott. Manlio Cecovini, nell’edizione del 1979 dell’Enciclopedia Monografica del Friuli Venezia Giulia, volume terzo, parte seconda, edita dall’ omonimo Istituto.
A pagina 779 l’immagine della chiave simbolica in argento, non identificava gli appartenenti alla  R:.Loggia dell’epoca, ma  era  il “gioiello distintivo” del Fratello Tesoriere.
A pagina 781 è indicata quale data di nascita della R:.L:. Des Amis De L’Ordre l’anno 1804 che non corrisponde alla data  del 13 maggio 1807 indicata nella Tavola Architettonica che descrive l’elevazione delle Colonne.
Tavola redatta a stampa in lingua francese, e di cui il sottoscritto ha curato la traduzione integrale.
(la traduzione è stata anche registrata presso la Siae) – 
Forse si potrebbe parlare del 1806 poiché il Grande Oriente di Francia per concedere il nullaosta per l’elevazione delle Colonne alle RR:.LL:. richiedeva un periodo di prova di circa un anno.
Inoltre presso la Biblioteca  Civica di Udine non esiste alcun elenco dei componenti della R:.L:. Napoleone ma solo una Tavola Architettonica redatta dal Segretario Bianchi e destinata agli Apprendisti datata 21.dicembre1808.
A pagina 783 occorre precisare:
che il piano rivoluzionario era opera solo di Antonio Andreuzzi  e che il patriota Giobatta Cella era alle dipendenze di Andreuzzi e operava in altra zona della regione. Inoltre il Cella non patecipò allo scontro di Monte Castello.
Nessuno archivio privato della regione contiene il manoscritto delle memorie di Andreuzzi Antonio, l’unico manoscritto esistente è presso i Civici Musei di Udine e per la regolarità della sua scrittura potrebbe essere una copia dell’originale. Secondo molti storici friulani e non la copia originale del manoscritto è stata distrutta durante l’occupazione austriaca di Udine del 1917.
Sono uno dei pochi cittadini che hanno consultato e ricopiato integralmente il predetto manoscritto con regolare permesso della Direzione dei Civici Musei. (La sezione di Udine dell’Associazione Mazziniana nello scorso anno ha pubblicato copia del manoscritto da me curato)
Non esiste alcun fatto d’armi relativo alla campagna del 1870 in località o prossimità di Villa Glori
l’unico fatto d’arme con tale denominazione riguarda la Campagna Garibaldina detta dell’Agro Romano e conclusa con la battaglia di Mentana nel 1867.
Alle pagine 784 e 785 mancano i riferimenti alla figura di un grande patriota e Libero Muratore
Elio Morpurgo e di tanti altri Fratelli che hanno fatto la Storia del Friuli.
A pagina 788 ove è riportata la bibliografia mancano opere di storici Friulani  nonché di altri storici quali Mack Smith  o Bracalini che hanno trattato, anche se  solo brevemente, l’insurrezione del Friuli del 1864 e le sue conseguenze. 
Il libro “La Massoneria la storia gli uomini, e le idee” – a cura di Zeffiro Ciuffoletti e Sergio Moravia – edizione Oscar Mondadori  2004  - Nel capitolo La Massoneria  e la costruzione della nazione italiana di Fulvio Conti , a pagina 141 riporta: Viallet pone assai poco l’accento invece sul fatto  che nel 1911 solo una provincia in Italia , quella di Udine risultava priva di aggregazioni liberomuratorie. Le pubblicazioni che smentiscono clamorosamente tale circostanza sono numerose tuttavia mi limito solo ricordare quanto scritto dalla stampa cattolica locale nel periodo menzionato. 

CARLO A.R. PORCELLA


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini