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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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4 giugno 2013

La Massoneria Rivelata

"La Massoneria Rivelata" di Luigi Pruneti e Marco Dolcetta è, finalmente, il primo libro divulgativo sulla Massoneria edito in Italia e scritto da due italiani.
Divulgativo in quanto edito da una casa editrice nazionale, la Mondadori, ed i cui contenuti sono finalmente volti a penetrare tutte le leggende, le storie, i miti complottistici e misteriosofici che avvolgono da secoli la Massoneria.
Luigi Pruneti, che è un nostro caro amico, è il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia degli ALAM. E' ed è stato un Gran Maestro non solo colto sotto il profilo letterario, ma da sempre nelle sue opere rifugge da ogni retorica e da ogni faciloneria.
Marco Dolcetta, invece, è autore cinematografico e televisivo, oltre che collaboratore di giornali quali "Il Corriere della Sera", "L'Unità" e "Il Fatto Quotidiano".
In questo testo, Pruneti e Dolcetta si adoperano in un excursus storico che fa comprendere al lettore le motivazioni per le quali la Massoneria è stata spesso non vista di buon occhio. In particolare dalla Chiesa cattolica, la quale perseguitò, in Italia, i primi Liberi Muratori, addirittura creando involontariamente due martiri: il poeta Tommaso Crudeli ed il conte Alessandro di Cagliostro.
Pruneti, in particolare, si sofferma sul mito dei Templari, spesso associati ai Massoni, anche se forse il paragone è un po' azzardato e tirato per i capelli, come osserva il Pruneti medesimo.
Luigi Pruneti, poi, da ottimo esperto di antimassoneria, tratteggia le losche figure dell'abate Augustin Barruel, vero padre del cospirazionismo, il quale, con le sue nefande opere, riuscì a convincere persino il popolino che i Massoni non fossero altro che cospiratori politici ai danni di Trono ed Altare e adoratori di Belzebù.
Non dissimile, poi, da quanto scrisse nell'Ottocento quel burlone narcisista di Léo Taxil, ex massone anticlericale, il quale ordirà la più grande disinformazione e deformazione possibile ai danni della Massoneria, attraverso opere divulgative che ancora oggi molti ritengono autentiche, nonostante lo stesso Taxil, tempo dopo, ne abbia dichiarato la falsità.
Chissà perché, poi, queste "deformazioni antimassoniche", colpiranno sempre personaggi quali ad esemipio Albert Pike, celebre Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico e Accettato degli Stati Uniti, oppure il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Adriano Lemmi. Personaggi noti in verità per la loro filantropia, per il loro mazzinianesimo ed i valori cari alla causa repubblicana, oltre che per aver divulgato i valori massonici. Sarà che i buoni di spirito sono più facili ad essere colpiti dall'imbecillità umana, che spesso ha avuto fra le sue fila ecclesiastici, scribacchini, ma anche ex massoni farlocchi di cui Taxil è solo uno degli esempi più antichi.
Marco Dolcetta, nel volume, si sofferma invece piuttosto sul falso mito dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion, ovvero quel falso documento prodotto dalla polizia segreta zarista - l'Okhrana - atto a far credere che fosse in atto une cospirazione ebraica mondiale.
Ecco che ancora torna in gioco la storia della cospirazione, triste mito che ha pervaso tutta la fine dell'Ottocento sino ai giorni nostri. Le menti criminali sono sempre state considerate gli ebrei e i massoni, così come un tempo lo erano - per le Chiese Istituzionalizzate - i liberi pensatori e gli eretici (oltre che, come sempre, gli ebrei, sic !).
Non sarà che forse esiste davvero una cospirazione, ma ai danni di massoni, liberi pensatori e minoranze religiose, ordita invece e piuttosto dal Potere politico e religioso ?
Fateci caso, ma i documenti fasulli prodotti per "incastrare" massoni ed ebrei sono stati prodotti proprio da organismi religiosi (ecclesiastici) e politici (come ad esempio l'Okhrana, ma si pensi anche al falso scandalo P2 e all'inchiesta Cordova, nell'Italia degli Anni '80 e '90, che portarono ad un nulla di fatto ma screditarono profondamente ed ingiustamente la Massoneria del Belpaese).
Ma forse questa cospirazione è sotto gli occhi di tutti, da secoli, e pochi hanno interesse a "graziare" i liberi pensatori/muratori che, nel silenzio mistico delle Logge, dovranno pur far qualche cosa.
Edificare Templi alla virtù e scavare profonde e oscure prigioni al vizio - nel silenzio delle Logge, appunto - è forse considerato da sempre meno nobile rispetto alla politica politicata dell'arraffare tangenti o vendere armi a questa o a quella potenza...magari nascondendosi dietro ad astruse "guerre di religione" e/o dietro sacramenti di cui non si conosce nemmeno l'intimo significato.
"La Massoneria Rivelata" di Pruneti e Dolcetta, forse, apre uno spiraglio per far comprendere, ai più, che la Massoneria ancora oggi fa paura a molti, proprio perché a molti ha secoli di Storia e di cultura da insegnare. Senza dogmi né vizi di fondo.

Luca Bagatin



8 dicembre 2012

"Universo Massonico": compendio di Massoneria ed Esoterismo di Luca Bagatin. Con prefazione del Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM prof. Luigi Pruneti



Sta per uscire, a giorni, il  volume "Universo Massonico" (Bastogi editrice), che raccoglie gran parte degli articoli che ho pubblicato, dal 2005 ad oggi, in riviste specializzate esoteriche e soprattutto su questo blog.
Questo mio primo (e forse ultimo, chissà) libro sulla Massoneria, consta peraltro di una bellissima ed approfondita prefazione del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM prof Luigi Pruneti.
"Universo Massonico" percorre e ripercorre le origini della Massoneria, trattando poi del significato dell'Iniziazione, del simbolismo massonico ed esoterico; dei simboli massonici ed esoterici disseminati nella letteratura ed in alcune opere musicali contemporanee, arrivando sino al falso scandalo P2 ed alla nefasta inchiesta Cordova, sfatandone e demolendone tutti gli aspetti complottistici, che ancora oggi girano nei mass media deformatori ed in rete.

Un'importante sezione raccoglie le biografie di Grandi Iniziati e massoni, restituendo loro lo spazio e l'importanza che meritano nel panorama spirituale, quali Cagliostro, Madame Blavatsky, Albert Pike, Ernesto Nathan, Saverio Fera, Giovanni Ghinazzi, Giordano Gamberini e Lino Salvini.
La parte finale comprende interviste che ho realizzato ad esperti del settore quali Nathan Gelb, autore di trhiller massonici di livello internazionale; Aldo A. Mola, massimo storico della massoneria in italia; Francesca Vigni, autrice dell'unico libro sulle donne e la massoneria; il prof. Luigi Pruneti, Gran Maestro della GLDI e la Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Tradizionale Femminile d'Italia Gabriella Bagnolesi.

Per ricevere già il volume direttamente a casa (15 euro la copia) si può effettuare il pagamento alle seguenti coordinate, intestando il tutto a BASTOGI EDITRICE ITALIANA (specificando, nella causale "RICHIESTA DEL VOLUME "UNIVERSO MASSONICO" DI LUCA BAGATIN):

BANCOPOSTA
IBAN : IT 44 U 07601 1

5700 000011133717

C.C.P.
11133717

Appena effettuato è IMPORTANTE, per evitare ritardi o disguidi, che inviate copia della ricevuta del pagamento al numero di fax 0881/728119 oppure all'indirizzo mail bastogi@tiscali.it
Per eventuali contatti con il sottoscritto, potete scrivermi all'indirizzo mail burroughs279@yahoo.it

Luca Bagatin (nella foto con il prof. Luigi Pruneti)



7 novembre 2011

Convegno Internazionale “Roma per gli Italiani, gli Italiani per Roma, 1846 – 1871”

Roma, Sabato 12 Novembre 2011 ore 10,00, presso Acquario Romano - Piazza Manfredo Fanti, 47.

ROMA ETERNA, ITALIANA E UNIVERSALE

Sino al 1846 si moltiplicarono i progetti per rendere l’ Italia “una, indipendente, libera”: lega doganale degli Stati esistenti,confederazione, federazione, repubblica…

L’elezione di Pio IX, il Quarantotto, la Repubblica Romana del 1849, l’ascesa di Vittorio Emanuele II a re di Sardegna, unico sovrano statutario in Italia, ridussero la partita a due sole ipotesi: repubblica (invisa, però, alle grandi potenze) o monarchia costituzionale sabauda, accettata dal “concerto europeo” e garante dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi.
Questa via prevalse con Cavour e con l’ingresso di Garibaldi nella Società Nazionale. Anche dopo l’avvento del regno d’Italia, rimase invece aperta la “questione di Roma”, dal marzo1861 proclamata capitale d’Italia. I liberali e molti ecclesiastici mirarono a evitare che la fatale debellatio dello Stato pontificio (1860-1870) degenerasse in “questione cattolica” e suscitasse una guerra di religione, estranea alla storia nazionale.
A conclusione del 150° del Regno, la Gran Loggia d’Italia propone una riflessione documentata sui diversi aspetti di un ventennio decisivo per la formazione degli italiani, chiuso con il plebiscito del 2 ottobre 1870 e il trasferimento della capitale da Firenze a Roma.
E quale fu il ruolo delle disputanti organizzazioni massoniche in quel ventennio?  A.A.M

Presidenza dei lavori Prof. Aldo A. Mola

ore 10,00 Apertura del Convegno

LUIGI PRUNETI

Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia
Prima sessione
JOSÉ A. FERRER BENIMELI
Università di Saragozza
La questione romana vista dalla Spagna
ANDRÉ COMBES
Agregé d’Histoire, Sorbona, Parigi
La questione romana vista dalla Francia
ITO RUSCIGNI
Saggista
La suggestione perpetua di Roma pagana
MARCO SEVERINI
Università di Macerata
L’eredità della Repubblica Romana
GUGLIELMO ADILARDI
Centro Studi “Lino Salvini”
Il clero patriottico di metà Ottocento

ore 13,00 Pausa

ore 14,15 Seconda sessione

ALDO G. RICCI
Già Sovrintendente Archivio Centrale dello Stato
Roma e Garibaldi nei grandi poeti nazionali
ANTONINO ZARCONE
Storico Militare
Massoni nelle Forze Armate italiane
GIORGIO SANGIORGI
Filmografo
L’annessione di Roma all’Italia nella cinematografia (con proiezione)
GIANPAOLO ROMANATO
Università di Padova
Le leggi espropriatrici dei beni ecclesiastici
BRUNO DI PORTO
Università di Pisa
Roma e Gerusalemme, due poli di universalità
TITO LUCREZIO RIZZO
Consigliere Capo Servizio della Presidenza della Repubblica
Pio IX e la questione romana
ALDO A. MOLA
Università Libera di Bruxelles
Vittorio Emanuele II e i Massoni da Torino a Roma: il coronamento del Risorgimento
ENRICA BONACCORTI
Saggista e conduttrice radiotelevisiva
Un Canto nazionale per gli italiani…e alcune domande al Gran Maestro
LUIGI PRUNETI
Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro
Per Roma eterna, per gli italiani, per l’umanità

ore 18,00 Termine dei lavori.



22 agosto 2011

AlchimiAlchimie 2011: dal 26 al 28 agosto



Anche quest'anno, nella stupenda cornice della Rocca di San Leo, nel Montefeltro, si terrà la più prestigiosa manifestazione dell'esoterismo, dell'alchimia e della spiritualità presente in Italia, ovvero AlchimiAlchimie: dal 26 al 28 agosto prossimi.
Manifestazione aperta a tutti, ai grandi ed ai più piccini, In omaggio al conte Alessandro di Cagliostro, grande massone ed alchimista, organizzata in collaborazione con le maggiori Obbedienze massoniche italiane, quali il Grande Oriente d'Italia e la Gran Loggia d'Italia e l'Amministrazione comunale di San Leo, che danno vita, da anni, a questa prestigiosa kermesse che insegna come l'Alchimia e la Spiritualità siano più vicini all'individuo moderno di quanto non lo siano state nel passato.
Fra gli incontri pubblici, quest' anno, anche interessanti conferenze a cura dell'amico Moreno Neri e del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Pruneti della GLDI.
Vedi qui http://www.granloggia.it/GLDI/default.aspx/1728-alchimialchimie_2011__san_leo__26_agosto_2011.htm?qry=EventDet&PageID=1728
e anche qui http://notiziariomassonicoitaliano.blogspot.com/2011/08/san-leo-27-agosto-2011-alchimiaalchimie.html




2 agosto 2011

Un massone racconta


Gian Piero Pagella in "Un massone racconta: dalla Loggia alla Gran Loggia con il Gran Maestro in fuga" (Bastogi Editrice), raccoglie, quasi sotto forma di romanzo, la sua esperienza di massone e di Gran Tesoriere Aggiunto del Grande Oriente d'Italia negli anni '90, ai tempi della Gran Maestranza di Giuliano Di Bernardo.
Pagella, commercialista, entrò in Massoneria nel 1976, nella Loggia "Pedemontana" all'Oriente di Torino del GOI. Vi entrò ai tempi in cui lavorava all'Alfa Romeo, su suggerimento di Sergio Rosso, titolare dell'agenzia torinese.
Da allora iniziò la sua carriera nel Grande Oriente d'Italia, ricoprendo appunto l'incarico di contabile e dunque di Gran Tesoriere Aggiunto e di Grande Architetto Revisore.
In "Un massone racconta" egli illustra non solo la situazione patrimoniale e finanziaria del GOI di allora, non certo rosea, ma anche di come riuscì a risolvere la questione, coadiuvato dal Fratello Pietro Mascagni, al quale il libro è dedicato.
Nel testo egli tratteggia molti argomenti sconosciuti non solo al grande pubblico, ma anche alla Comunità massonica, in quanto poco o mal trattati.
Racconta poi, con dovizia di particolari, il periodo più burrascoso, ovvero il periodo di Tangentopoli, la falsa rivoluzione giustizialista che travolse la politica italiana e che finì per intaccare persino la credibilità del GOI con l'inchiesta dell'allora procuratore capo Agostino Cordova che, mischiando mafia e Massoneria, finì per emettere avvisi di garanzia nei confronti di numerosi massoni. Un'inchiesta che, come molte all'epoca, finì per rivelarsi una bolla di sapone.
Infile, Pagella, racconta le dimissioni improvvise e poco eleganti del Gran Mestro Giuliano Di Bernardo, il quale lascierà il Grande Oriente d'Italia per fondare, due giorni dopo, una nuova Obbedienza massonica: la Gran Loggia Regolare d'Italia.
Un libro sul periodo più difficile che la Massoneria del GOI si trovò ad affrontare, ma che, fortunatamente, alla fine, la rafforzò.

Luca Bagatin



20 settembre 2010

XX Settembre: festa dei liberali e dei democratici italiani

Sono passati esattamente 140 anni da quel 20 Settembre 1870 che vide entrare i Bersaglieri italiani ed i Garibaldini a Roma, aprendosi una breccia a Porta Pia, sconfiggendo così le truppe papaline e mettendo fine al potere temporale dei Papi.
Nacque così - ufficialmente - un'Italia unita, laica e liberale, voluta da mazziniani, garibaldini, liberali repubblicani, liberali monarchici, ebrei, massoni, anticlericali e cattolici liberali e da quel momento - il XX Settembre - divenne Festa Nazionale.
Festa Nazionale abolita ed oscurata dall'avvento del fascismo e dai suoi Patti Lateranensi, inseriti poi, con l'Articolo 7, nella Costituzione repubblicana con i voti favorevoli di democristiani e comunisti. Autentici continuatori del fascismo.
Oggi siamo in pochi – purtroppo - a celebrare il XX Settembre.
Sicuramente lo celebrano ancora i Massoni che, il XX Settembre celebrano anche l'Equinozio d'Autunno, ovvero l'inizio dei lavori massonici. E sicuramente ce ne ricordiamo tutti noi laici, liberali e repubblicani, che dobbiamo a Mazzini, Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele la liberazione dal giogo e dall'arretratezza del Papa Re di intere Regioni italiane, oggi modernissime.
E mi fa piacere che anche l'organo di stampa vicino all'Udc "Liberal", ogni anno (mi auguro voglia farlo anche oggi), pubblichi volentieri il mio pezzo in ricordo ed onore del XX Settembre, il che, forse, significa anche che è interesse del mondo politico cattolico liberale e di cultura degasperiana quello di ripristinare tale importante festività.
Importante festività di e per tutti gli italiani ed i sinceri democratici. E pensare poi che in Parlamento giace ancora una Proposta di Legge bipartisan di inizitiva dei daputati Pepe (PdL); Farina Coscioni (Radicali-Pd), Lehner (PdL) e Turco (Radicali-Pd) per il ripristino del XX Settembre quale Festa Nazionale.
Vediamo invece e purtroppo il riaffacciarsi di tentativi revisionisti relativamente al Risorgimento. Non ultimi gli attacchi del regista e sceneggiatore Mario Martone che ha definito Giuseppe Mazzini un "terrorista" e lo ha paragonato ai fondamentalisti islamici.
Oppure i tentativi filo borbonici e filo clericali di onorare la memoria dei caduti zuavi pontifici. Che è poi cosa non troppo dissimile dall'onorare la memoria dei caduti nazifascisti, scusate.
Se l'Italia è oggi unita, sovrana e democratica, nel bene e/o nel male, lo dobbiamo anche se non soprattutto al Risorgimento ed ai suoi martiri.
Martiri che combatterono o a fianco dell'emancipazione dei lavoratori e degli operai guidati da Mazzini e Garibaldi, oppure a fianco della Monarchia sabauda guidata dal conte di Cavour e da Vittorio Emanuele.
Tutti eredi di quel laicismo, liberalismo ed anticlericalismo che si è da sempre opposto ai totalitarismi ed ai dogmatismi. In nome della libertà di scienza, coscienza e di culto.

Luca Bagatin



29 luglio 2010

Articolo-intervista di Luca Bagatin allo scrittore Nathan Gelb: tratto dal numero 2 di "Secreta Magazine" del luglio 2009

Vi propongo, qui di seguito, l'intervista che ho realizzato per "il numero due di Secreta Magazine" all'amico Nathan Gelb, autore dei romanzi noir che vedono protagonista Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero.

L.B.



Imbattersi nella figura di Raimondo de Sangro Principe di Sansevero - se non ti occupi o sei appassionato di Alchmia e/o Esoterismo - non è certo cosa ordinaria.
Personalmente, la prima volta che mi imbattei nelle opere dedicate a codesto alchimista, massone, inventore, letterato ed accademico vissuto nella Napoli del XVIII Secolo, fu alcuni anni fa in una polverosissima e particolarissima libreria di Venezia, bagnata dall'acqua e nota a pochi intimi, nella quale si possono trovare testi specifici che raramente le librerie ordinarie sono solite tenere fra i loro scaffali.
Inutile dire che subito me ne innamorai e la prima cosa a colpirmi fu la poliedricità del personaggio: celebre per le curiose sculture ricche di simbolismo conservate nella Cappella Sansevero - come il “Cristo velato” e il “Disinganno” - e che diede vita ad affascinanti invenzioni talvolta ancora oggi in uso come i primi prototipi di robot meccanici (all'epoca definiti “automi”); una macchina idraulica; una carrozza marittima capace di muoversi sull'acqua e moltissime altre ancora.
Di Raimondo de Sangro parla, nell'introduzione, anche un bellissimo romanzo esoterico uscito l'anno scorso per la A &B editrice e scritto da un amico Maestro Massone di Napoli che vuole essere conosciuto solamente con il suo pseudonimo: Martin Rua. E fu proprio Martin ad incuriosirmi e ad avvicinarmi all'interessante simbolismo celato dentro la città di Napoli stessa ed in molti suoi monumenti. Una città nella quale è peraltro ambientato uno dei più bei romanzi sui Rosa Croce mai scritti: “Zanoni” dell'inglese Bulwer-Lytton.
Ed è così che mi sono imbattuto anche in “Delitti sotto la cenere”, raffinatissimo thriller storico edito di recente dalla Sperling & Kupfer e scritto da Nathan Gelb, scrittore amiricano di Chicago nato da un'antica famiglia ashkenazita di Dresda ed il cui vezzo è di scrivere direttamente in italiano (che conosce alla prefezione peraltro !).
“Delitti sotto la cenere”, la cui verità storica è rispettata sin nei minimi dettagli, ha per protagonista proprio il Principe di Sansevero nelle vesti di detector, il quale si troverà appunto a dover indagare su due misteriore morti avvenute nel suo Tempio massonico..
Raimondo de Sangro è infatti Gran Maestro della Massoneria partenopea e Venerabile della Loggia Rosa d'Ordine Magno. E' malvisto sia dalla Chiesa che dal Re del Regno delle due Sicilie, Carlo di Borbone, il quale ha messo fuorilegge le Logge. Egli ed i suoi Fratelli sono dunque costretti a svolgere i loro lavori esoterici in clandestinità. Il Principe, come se non bastasse, è considerato ufficialmente come una sorta di demonio proprio a causa dei suoi studi ritenuti eretici e delle sue invenzioni.
E' in questo contesto che il suo domestico Leonardo ed una giovane donna vengono trovati morti nel Tempio: posti davanti alle colonne, denominate massonicamente Boaz e Jakin, risultano inceneriti, tranne i volti e le gambe. Accanto a loro un anacronistico granchio fellone. Perché? A quale espediente è ricorso l'assassino?
Nel Settecento era d'uso credere all'autocombusione dei corpi ma..... i sottili ragionamenti del Principe riusciranno ben presto a smontare tale tesi.
E sarà proprio per mezzo del suo nobile e sopraffino intuito e della sua capacità di analisi ch'egli perverrà alla soluzione degli enigmi,  via via sempre più intricati , mentre i morti ammazzati, purtroppo per loro, aumenteranno. Il Nostro, assieme all'inseparabile amante Duchessa Mariangiola Ardinghelli, scienziata dell'epoca (anch'ella realmente esistita), ed al giovane pescatore Nicola detto O'Rancio (in quanto pescatore di granchi !) riuscirà a venire a capo della mente diabolica che muove i fili  celati dietro ai delitti.
La trama è certamente appassionante, ma la lettura lo è ancor di più e trascinerà il lettore in questo affresco d'epoca sino all'ultima pagina. Affresco verosimilissimo peraltro e sono pronto ad affermare che Nathan Gelb ha fotografato il de Sangro come pochi sarebbero riusciti a fare in un romanzo.
Le pagine dei “Delitti”, poi, sono impreziosite da finissime stampe d'epoca che ritraggono ora le invenzioni del Principe, ora il suo Palazzo, ora il Teatro San Carlo di Napoli e molto altro ancora e la sensibilità di Gelb ha fatto sì che l'appendice fosse corredata da note che ci permettono di comprendere meglio il come ed il dove si è potuto documentare per mettere in piedi un'opera letteraria che non esito a definire perfetta. La grande disponibilità di quest'autore mi ha concesso, inoltre, l'intervista che segue, alla quale vi lascio non senza prima segnalarvi l'accattivante sito web di Nathan Gelb www.nathangelb.com ove troverete maggiori ragguagli su questo e sul precedente romanzo che ha sempre per protagonista Raimondo de Sangro Principe di Sansevero.

1) Luca Bagatin: Certo non è facile far “recitare” la parte del detector ad un alchimista di 300 anni fa, considerato purtroppo figura minore del panorama culturale italiano ed europeo. Che cosa ti appassiona ed affascina di più della figura storica di Raimondo de Sangro Principe di Sansevero ?

Nathan Gelb: Le paradossali mistificazioni con cui è stata tramandata la sua figura, sempre in bilico fra l'essere demoniaco e il genio incompreso. Affidandogli il ruolo di detector (detective) ho ritenuto di strappargli la maschera di assassino (creatagli dall'immaginario collettivo), per renderlo un acuto investigatore, volto a combattere proprio il crimine. Una sorta di contrappasso.


 
2) Luca Bagatin: Pensi che il Principe di Sansevero, storicamente, meriti maggiore attenzione ? E, se sì, in che senso ?

Nathan Gelb: Certamente. Molto di lui c'è ancora da verificare. Le sue scoperte ed intuizioni meriterebbero maggior approfondimento da parte di specialisti.


3) Luca Bagatin: Il “tuo” Principe di Sansevero, quando sorpreso e/o infuriato, utilizza la tipica affermazione: “Coda de Cifero !”. Che cosa significa e come ti è venuto in mente di metterla in bocca al Nostro ?
 
Nathan Gelb: L'espressione "coda de Cifero" è spiegata nel mio precedente romanzo "Il quadro dei delitti": si tratta di un semplice intercalare "coda di Lucifero", suggeritomi da un gentile esperto in antico vernacolo napoletano.

 

4) Luca Bagatin: Nella prefazione al tuo romanzo, che nei fatti è un dialogo fra te e la tua editor Edi Vesco, dici di credere nella magia sin da quando eri bambino. Puoi spiegarci meglio che cosa intendi per magia ?

Nathan Gelb: Magia, per me, è tutto ciò che è oscuro e necessita d'essere illuminato.
 

5) Luca Bagatin: Da ciò che scrivi sembri un appassionato di esoterismo ed uno studioso di Massoneria. Qual è il ruolo che secondo te potrebbe ricoprire oggi la Massoneria ?

Nathan Gelb: Rispondo con una metafora: essa è un ponte sospeso fra le acque-superiori e le acque-inferiori, tra l'enigmatica Sfinge e l'inquietante Chimera.
 

6) Luca Bagatin: Da quanto scrivi si evince che ti affascina molto la città di Napoli:  che cosa ti ha spinto a documentarti sulla sua storia e cultura e come sei riuscito a caratterizzare così bene i personaggi tipicamente partenopei del tuo romanzo ?

Nathan Gelb: Il fascino di Napoli consiste nell'essere una città mutante. E' la sirena ammaliatrice, che non può essere mai sepolta; è -in abbinata- un'enorme camera funebre come quella di Tutankhamon, la caverna "trogloditica" spalancata nel tufo, che fa pensare a un'antropologia le cui radici affondano nella preistoria. Queste,dunque, le premesse per creare i miei personaggi.
 


7) Luca Bagatin: Pensi che vedremo ancora il Principe di Sanservero indossare i panni del detector in qualche tuo prossimo romanzo ?

Nathan Gelb: Non amo fare progetti. L'idea mi cattura all'improvviso..


8) Luca Bagatin: Che cosa ne pensi del futuro della cultura ed in particolare della letteratura, oggi ?

Nathan Gelb: E' talmente vasto e variegato il panorama sia europeo sia statunitense, e le logiche del mercato sono così diverse, che non riesco a individuare una prospettiva ben definita.


Nel ringraziare Nathan, non posso concludere senza un ricordo alla sua encomiabile editor, nonché scrittrice: Edi Vesco.

Personalmente mi ha emozionato e mi emoziona molto il dialogo fra lui e lei, riportato quale “prefazione” al romanzo dei “Delitti sotto la cenere”, e soprattutto ciò che Nathan scrive, relativamente alla sua tragica dipartita.

Le sue dolcissime parole la ricordano con profonda tenerezza ed è proprio con esse che vorrei concludere:

"Edi Vesco ha collaborato a questo romanzo. Lei e io non eravamo nuovi a queste scaramucce, e pensavo - anzi volevo - continuassero all’infinito. Poi l’inquietante transitorietà terrena si è rivelata all’improvviso. Non annunciata. Però io, nel pieno rispetto per il suo amore verso gli uccelli, preferisco visualizzarla in questa immagine: Edi, poco tempo fa, ha approfittato di una migrazione delle gru di Ibico.. Esse l'hanno accolta nelle loro schiere, ed è volata via. Il mio primo e più intenso ringraziamento lo rivolgo quindi a lei, come se fosse ancora in vita. Edi vive infatti in questo libro che tanto ha amato e nel quale ha profuso talento, creatività, verve, senza la minima presunzione. Trasmettendomi il suo cristallino entusiasmo. Edi, grazie. Non solo per il tuo aiuto, ma per essere oramai residente nel mio cuore. Ciao"

Luca Bagatin



31 marzo 2010

Ernesto Nathan: quel Sindaco repubblicano, massone, laico ed anticlericale che cambiò il destino di Roma



Ernesto Nathan fu il Sindaco di Roma che maggiormente lasciò il segno nella Città Eterna, caratterizzandola per la buona amministrazione, il senso civico e la laicità delle istituzioni.
Ernesto Nathan lasciò - inoltre - il segno nella politica italiana, specialmente in quella che si rifà tutt'ora alla sinistra antimarxista (Repubblicana, Socialista, Liberale) e nella Massoneria del Grande Oriente d'Italia, che rinnovò profondamente.
Cercherò qui di presentare, brevemente ed evitando il più possibile la retorica, il profilo biografico di questo grande repubblicano mazziniano e massone, ancor oggi ineguagliato.
Ernesto Nathan nacque a Londra il 5 ottobre del 1845 da Sara Levi e Mayer Moses Nathan.
Attorno agli anni '60 dell'800 la famiglia Nathan si stabilisce in Italia: dapprima a Firenze e successivamente a Milano e poi vicino a Genova.
In seguito, Ernesto Nathan, si trasferirà nuovamente a Londra e sposerà Virginia Mieli.
Conoscerà dunque Giuseppe Mazzini, Apostolo dell'Unità Italiana, il quale lo invierà a Roma per assumere l'amministrazione del suo quotidiano "La Roma del Popolo", il quale avrebbe dovuto formare la coscienza civile degli italiani, finalmente uniti, e sconfiggere l'analfabetismo. Correva infatti l'anno 1870.
Nel 1872 morirà il Mazzini, nella casa della sorella di Ernesto Nathan - Giannetta Nathan Rosselli -  e dunque sarà la stessa famiglia Nathan ad assumersi il compito di lottare contro l'analfabetismo, la povertà diffusa e per l'emancipazione della classe lavoratrice, come propugnato dall'ideale mazziniano.
Sara Levi fonda dunque la scuola elementare "Giuseppe Mazzini", aperta a tutti, ed ove viene impartito un insegnamento laico a partire dallo studio del mazziniano "Doveri dell'Uomo" ed altre scuole fioriranno per mezzo del contrubuto delle numerose Società Operaie di Mutuo Soccorso, tutte di matrice mazziniana e garibaldina.
La famiglia Nathan, acquisiti i diritti, si occuperà proprio in questi anni della diffusione delle opere di Giuseppe Mazzini.
Attorno al 1886, Ernesto Nathan inizia ad appassionarsi ai problemi sociali relativamente ai ceti deboli, partecipando ai primi congressi operai e sostenendo il diritto di sciopero.
Inizia a lottare contro lo sfruttamento della prostituzione, per la tutela del lavoro minorile e femminile, per la lotta all'analfabetismo, per l'affermazione della libertà di culto delle minoranze religiose e per un'etica laica e patriottica.
Ernesto Nathan fa dunque suo il pensiero e l'azione del suo maestro Giuseppe Mazzini. Inizia così l'attività politica del Nostro.
Nel 1887 Nathan aderisce alla Massoneria, in accordo con i suoi ideali di libero pensatore e di emancipatore. Viene iniziato "sulla spada" dallo stersso Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Adriano Lemmi, nella Loggia Propaganda Massonica.
L'anno successivo Ernesto Nathan acquisisce la cittadinanza italiana e così - finalmente - tutti i diritti politici e nel 1889 è eletto consigliere provinciale a Pesaro.
Questo incarico gli permetterà di schierarsi - forse fra i primi -  contro la gestione barbarica dei manicomi dell'epoca e sosterrà che la causa prima della malattia mentale risiede nell'indigenza e nella povertà.
Successivamente si presenterà, nelle file radicali, con Andrea Costa, alle elezioni per il Parlamento nazionale, senza purtuttavia essere eletto (ricordiamo che allora il suffragio era ristretto, maschile e legato al censo e quindi le classi popolari erano escluse dal voto).
Nel 1895, Nathan, con alcuni scritti significativi, attacca l'allora Primo Ministro Francesco Crispi, accusandolo di spreco di danaro pubblico e di corruzione. Egli propone inoltre l'allargamento del suffragio alle classi popolari, l'indipendenza della magistratura dal potere politico, la restrizione dei poteri dell'esecutivo ed il miglioramento delle condizioni economiche degli insegnanti.
Sarà così eletto nel consiglio comunale di Roma.
Nel 1896 è eletto Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, succedendo a Lemmi, ed inizierà un processo di rinnovamento dell'Istituzione massonica, rafforzandola e mettendola al servizio dell'etica laica e dell'emancipazione delle classi popolari.
Arrivò persino a sostenere - come prima di lui aveva già fatto il Gran Maestro Giuseppe Garibaldi - l'iniziazione massonica delle donne, affermando testualmente: "...l'uomo e la donna siano le due note musicali che formano l'accordo umano, le due ali su cui l'essere si solleva sempre più alto per legge di eterno progresso nell'etere dell'infinito".
Nei primi anni del '900, Ernesto Nathan, propone un'alleanza elettorale fra repubblicani, radicali e socialisti che sarà denominata "Blocco popolare" e con quesa lista, nel 1907, sarà eletto Sindaco di Roma con un'ampia maggioranza.
Quale Sindaco della Città Eterna, Nathan, istituì le municipalizzate tutt'ora funzionanti: l'Atac e l'Acea; promuoverà l'istituto dei referendum per permettere alla cittadinanza di partecipare direttamente alla gestione della cosa pubblica; ostacolerà gli speculatori ed i proprietari terrieri che si opponevano al nuovo piano regolatore; aumenterà il numero delle scuole e promuoverà la cultura laica.
Celebre il suo discorso - a Porta Pia - del 20 Settembre 1910, ove denunciò l'oscurantismo della Chiesa cattolica e la sua scarsissima sensibilità nei confronti del ceti meno abbienti.
Passò alla Storia della cultura popolare, poi, il celebre motto coniato dallo stesso Ernesto Nathan "non c'è trippa per gatti" a proposito della necessità di risparmiare danaro pubblico finanche nelle frattaglie da dare ai gatti, allora utilizzati dal Comune quali cacciatori di topi.
Nel 1914, il "Blocco popolare" guidato da Nathan, prese il nome di "Unione liberale democratica", riconfermando per le amministrative di Roma l'alleanza fra repubblicani, radicali e socialisti. E nello stesso anno, in Nostro, prende posizione a favore dell'entrata in guerra dell'Italia contro gli Imperi centrali, necessaria a completare il processo di Unità nazionale e di emancipazione dagli Asburgo.
Il suo irredentismo è così acceso che decide, nel 1915, di arruolarsi volontario nell'esercito, nonostante i suoi settant'anni e sarà assegnato ai reparti di Croce Rossa.
Infine, nel 1919, si dimette dalla carica di Gran Maestro del GOI per dedicarsi alla cura dell'Edizione Nazionale delle opere di Giuseppe Mazzini.
Morì nel 1921 e gli fu così risparmiata la sciagura del fascismo che spazzò via, tristemente, ogni residuo di cultura laica e risorgimentale, mettendo all'indice gli ideali mazziniani (arrivando persino a distorcerli e ad utilizzarli ad uso e consumo del fascismo), radicali, socialisti e mettendo fuori legge la Massoneria.
Ernesto Nathan fu rarissimo esempio di uomo di governo coerente con i suoi ideali: mazziniani dalla nascita alla morte. Esempio di buona amministrazione e lungimiranza purtroppo mai eguagliata in quasi cent'anni dalla sua morte.

Luca Bagatin



26 marzo 2010

"La Massoneria e gli Antichi Misteri": un saggio di Charles W. Leadbeater alla ricerca delle origini della Libera Muratoria


Charles W. Leadbeater (1854 - 1934) con indosso i paramenti del Rito Scozzese Antico ed Accettato ed il libro che fece pubblicare nel 1926

"La Massoneria e gli Antichi Misteri" di Charles W. Leadbeater, edito in Italia dalla Atanor ed a cura di Mariano L. Bianca, è certamente testo fondamentale per tutti coloro i quali - massoni o meno - vogliano comprendere ed approfondire le radici dell'istituzione Libero Muratoria.
Leadbeater ripercorre la storia, i rituali ed i contenuti degli Antichi Misteri: Egiziani, Cretesi, Ebraici, Greci, Mitraici, Cristiani ed in ciascuno di essi è possibile riscontrare profonde analogie con i rituali ed i contenuti della moderna Massoneria che - ufficialmente - nacque nel 1717 nella Taverna dell'Oca e della Graticola.
Il percorso di Leadbeater segue principalmente due direttive: spirituale ed antropologica.
Profondi sono infatti i significati spirituali degli Antichi Misteri: dal culto della triade Iside, Osiride ed Horus sino al panteismo greco-romano.
L'obiettivo finale dell'Iniziato, infatti, non è che la ricerca del Divino, ovvero di quella parte profonda entro sé stesso che gli esplichi il significato primo della sua esistenza terrena.
Charles W. Leadbeater, da buon teosofo e fra i fondatori della Società Teosofica (oltre che 33esimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato), non può non parlarci anche di reincarnazione e della lettura degli Antichi Misteri alla luce di questa conoscenza spirituale già in possesso degli Egizi (ed insegnata finanche dal Maestro Gesù - detto Il Cristo - prima che la Chiesa cattolica arrivasse a mistificare i Suoi antichi insegnamenti).
Molto interessante, poi, l'excursus dell'autore relativamente alla diffusione degli Antichi Misteri nel Medioevo mediante le Glide dei costruttori di cattedrali ed i famosi Maestri Comacini e via via il Templarismo, il Rosacrocianesimo ed tutte quelle correnti occulte che si svilupperanno in gran segreto al fine di evitare le sanguinose persecuzioni dell'Inquisizione cattolica.
Excursus che giunge sino alla fondazione ufficiale della Massoneria inglese ed alla sua diffusione in Europa e nelle Americhe e dei relativi Riti fra cui - il principale - quello Scozzese Antico ed Accettato.
Degne di nota le riflessioni conclusive del Leadbeater relativamente alla necessità dell'entrata delle donne in Massoneria, come già avvenne ed avviene nelle Logge Co-Massoniche di cui fu eminente membro la Sorella Annie Besant, già Presidente mondiale della Società Teosofica fra il 1907 ed il 1933.

Luca Bagatin



8 dicembre 2009

Dan Brown: uno spirito laico e spiritualista contro la barbarie dogmatica e materialista



Sono un divoratore di thriller, in particolare di thriller esoterici, ma Dan Brown non è decisamente il mio scrittore preferito, nel settore.
Non che non sia bravo, per carità, solamente non è particolarmente brillante come ad esempio i suoi "colleghi" Eric Giacometti e Jacques Ravenne, autori di numerosissimi thriller a sfondo massonico che da anni stanno spopolando in Francia e prendendo piede anche in Italia.
Dan Brown, sin dal suo primo libro approdato in Italia - Il Codice Da Vinci - mi ha subito lasciato perplesso per il semplice fatto che è stato immeritatamente pompato dai mass-media.
E si noti che la storia di Maria Maddalena sposa di Gesù era arcinota e diffusa in numerose pubblicazioni (ricordiamo qui, per tutti, le Edizioni Amrita) precedenti. Delle quali nessun media ha mai pressoché accennato.
Ridicole sono peraltro le critiche alle opere di Dan Brown provenienti dalla Chiesa cattolica, visto che si tratta di letteratura e visto anche che la Storia della Chiesa è piena zeppa di mistificazioni sin dalla sua fondazione ad opera dell'Imperatore Costantino. E non c'era certo bisogno di un Dan Brown qualsiasi per rivelarlo. E' sufficiente approfondire la sua storia e la sua iconografia (a partire dalla Croce, simbolo mutuato dall'Antico Egitto e che nulla ha a che vedere con la morte di Gesù).
Ad ogni modo, da studioso ed appassionato di Massoneria ed Esoterismo, non potevo lasciarmi sfuggire "Il simbolo perduto", l'ultimo romanzo di Brown di cui, molto probabilmente, vi parlerò più diffusamente in un altro articolo.
Finalmente Dan Brown abbandona le disquisizioni attorno alla Chiesa cattolica ed al Vaticano e ci parla della Massoneria - in particolare di quella americana - e del simbolismo ad essa riferita.
Gli Stati Uniti d'America sono una grande democrazia e lo sono grazie ai massoni.
Dan Brown parte proprio da questo concetto e lo sviluppa via via parlando dei Padri fondatori degli USA: George Washington in primis.
Qui, più che parlare del romanzo in sé, mi interessa piuttosto approfondire le interessantissime e condivisibili affermazioni che Dan Brown ha rilasciato al settimanale Panorama il 29 ottobre scorso.
Brown irride alla "teoria del complotto" che vede la Massoneria come un'organizzazione di complottardi e - pur non essendo massone - si dichiara apertamente benevolo nei confronti della Massoneria in quanto "modello straordinario di tolleranza spirituale a livello globale". A differenza del Vaticano e quindi della Chiesa cattolica che, secondo Brown, esaspera il conflitto religioso e lo definisce "una struttura di potere antica e sorpassata rispetto a un mondo diventato sempre più piccolo dove persone di fedi completamente diverse vivono gomito a gomito".
E' in questo senso che Dan Brown plaude alla Massoneria in quanto foriera di "una spiritualità diversa, più aperta e tollerante" in quanto aperata a tutte le fedi e concezioni spirituali.
Un discorso di questo tipo farebbe subito venire i travasi di bile alle alte Gerarchie Vaticane e sicuramente anche alla nostra triste ed incolta classe politica, sempre meno laica e sempre più china di fronte alle elucubrazioni dettate dalla "fede".
L'approccio spirituale di Dan Brown mi piace decisamente e lo condivido. In special modo quando, nell'intervista, parla di come si sia allontanato da una fede dogmatica inculcatagli da bambino perché un prete gli rispose che non era da "bambini educati" porsi delle domande su Dio (mi ricorda me stesso all'età di 10 anni, quando smisi di frequentare la Chiesa per lo stesso motivo !) .
Dan Brown afferma ad ogni modo di essere deista e spiritualista, un po' come i massoni, e porta a sostegno una particolare scienza - la noetica - di cui parla diffusamente anche ne "Il simbolo perduto", che afferma come i pensieri degli individui abbiano una massa, che possano influenzare la materia, specialmente quando molte persone si concentrano sullo stesso obiettivo.
Mi ha colpito anche molto la passione di Dan Brown - da me condivisa - per le opere di Mark Twain, decisamente sottovalutate in Italia, ma dai profondissimi contenuti morali e filosofici.
Brown afferma che l'ultimo libro che ha letto è stato "Lettere dalla Terra", di Twain, ove il protagonista, Satana, è stato mandato sulla Terra per conto di Dio a studiare l'Umanità. Ed ove Satana ne trae come conclusione che gli esseri umani hanno delle concezioni folli in fatto di sesso e religione.
Un Dan Brown decisamente inconsueto, profondamente laico e profondamente spirituale.
Un figlio dell'America a Stelle e Strisce ove una profonda concezione dello Stato laico convive con una profonda concezione morale e spirituale dell'individuo e dell'Universo che si trova a vivere.
L'esatto opposto della nostra trista Penisola ove crocifissi, telefonini, Grandi Fratelli e banalità politiche sono unite a formare un Circo Barnum di ignoranza e stupidità profondamente radicate.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini