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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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23 agosto 2013

Pascal Vesin: il sacerdote massone nuovo simbolo di libertà religiosa



Si chiama Pascal Vesin ed è un sacerdote cattolico francese.

Da qualche giorno si parla di lui poichè sospeso dal suo ministero religioso in quanto...ha dichiarato apertamente di appartenere alla Massoneria e di essere affiliato al Grande Oriente di Francia da tredici anni.

Apriti cielo !

Ecco l'antico anatema: se sei cattolico e, pergiunta, prete, non puoi essere anche massone.

Ma perché mai ?

Perché i massoni sono atei anticlericali ? Ma dove sta scritto ? Semmai alcuni di loro lo sono diventati, ma proprio a causa delle persecuzioni cattoliche contro l'Antica Istituzione dei Liberi Muratori che, checché se ne dica, ha una sola origine ed è gnostica, un solo credo ed è quello in Dio ed un solo scopo o, meglio, almeno tre: elevare culturalmente, spiritualmente e socialmente l'umanità intera.

E quindi Père Pascal è reo di che cosa ? Di predicare il verbo di Cristo e di farlo pergiunta due volte in quanto affiliato anche alla Massoneria ?

Forse i prelati francesi e quelli italiani non sono a conoscenza di un testo, peraltro da noi recentemente recensito, ovvero “Gesù il Maestro Muratore” di Gordon Strachan, che dimostra come lo stesso Gesù detto Il Cristo, fosse un libero muratore, ovvero un costruttore di Templi in onore a Dio.

A quale Dio si dirà ? A quello degli Ebrei, dei Cristiani, dei Buddhisti, degli Indù e persino dei Musulmani. Al Dio che pervade ogni fibra e ogni atomo del nostro corpo e dell'Universo. Al Dio della Bibbia, del Corano, del Talmud e delle Upanishad.

E' questo che dà fastidio alla Chiesa cattolica ? Lo si dica apertamente e si apra anche un confronto fra le varie fedi. Ma lo si faccia lasciando da parte le antiche rivalità e le antiche Crociate che - tesori veri o presunti dei Templari a parte - hanno causato solo morti e continuano a causarne nei Paesi ove vige il fondamentalismo religioso e la teocrazia.

Oggi, Père Vesin, dopo un pellegrinaggio a piedi - dalla Francia all'Italia - durato ben 39 giorni, è giunto a Roma ed è determinato ad incontrare il suo Papa, ovvero Jorge Mario Bergoglio, detto "Papa Francesco". A tal proposito è sorto anche un gruppo Facebook di sostenitori del sacerdote massone, intitolato "Groupe de suotien au Père Vesin", che ha all'attivo numerosissime adesioni da tutto il mondo e che ha incontrato anche il nostro più sincero consenso.

Non sappiamo quale sarà la decisione che prenderà il signor Bergoglio in merito, purtuttavia, sommessamente, desideriamo qui ricordare che la fede in Dio è un fatto di cuore, che sfugge alle leggi terrene e della pura razionalità.

Non sappiamo, dunque, se Père Vesin - che peraltro in ottemperanza al Verbo del Cristo, esempio di libertà per tutti, si è espresso anche a favore dei matrimoni omosessuali - potrà continuare a servire il Signore nella Chiesa cattolica, come egli desidera, oppure potrà farlo solo nella sua Loggia massonica. Il suo esempio, ad ogni modo, è encomiabile e merita tutto il nostro sostegno di credenti.

Credenti nella libera spiritualità del cuore, al di là del dogma.


Luca Bagatin



7 agosto 2013

"Il settimo templare": un incontro fra Storia e Massoneria

Questa volta è la Newton Compton Editori a pubblicare in italiano il nuovo gustosissimo romanzo di Eric Giacometti e Jacques Ravenne, due fra i migliori autori di thriller a sfondo massonico ed esoterico che esistano al mondo.

“Il settimo templare” è infatti il quinto romanzo del duo francese pubblicato in Italia dopo “Il rituale dell'ombra”, “I Fratelli oscuri”, “La congiura Casanova” e “La setta del Kaos”. Il pubblico italiano si attendeva anche gli altri due libri di Giacometti e Ravenne, già pubblicati in Francia dalla Fleuve Noir (“Lux Tenebrae” e “Apocalypse”), ma probabilmente dovremo ancora attendere.La trilogia del commissario Antoine Marcas in Francia è diventata un vero culto, al punto che ne stanno anche realizzando un ottimo fumetto.Antoine Marcas, commissario di polizia francese del dipartimento Beni Culturali, è un massone dichiarato appartenente al Grande Oriente di Francia.
E' lui l'avventuroso protagonista dei romanzi di Giacometti (noto per aver condotto diverse inchieste giornalistiche sulla Massoneria) e Ravenne (Maestro massone di Rito Francese) che, attraverso la sua cultura esoterica, riuscirà a risolvere intricati enigmi.
Ne “Il settimo templare” Marcas si troverà a dover risolvere l'enigma relavito alla decapitazione del Fratello massone Jean Balmont, peraltro stranamente appartenente all'Ordine dei Gesuiti (da sempre in lotta contro la Massoneria) e fondatore della Loggia di derivazione templare Secreti Templum, composta da sette templari massoni legati alla Chiesa cattolica, i quali si dice custodiscano il segreto relativo alla vendetta dei Cavalieri Templari nei confronti di Re Filippo Il Bello e di Papa Clemente V, rei nel 1307, di aver fatto arrestare e condannare a morte i Cavalieri del Tempio per meri intrighi di potere e di ricchezza.
Che cosa si cela dietro al motto della Loggia Secreti Templum, ovvero “Sette Templari, tre porte, un'unica Verità” ?
Come mai il Vaticano ha assoldato dei pericolosi terroristi dell'Est allo scopo di conoscere il segreto di tale Loggia ?
Dove si trova il mitico tesoro che i Templari fuggiti alla persecuzione si dice siano riusciti ad occultare ?
Come sempre i romanzi di Giacometti e Ravenne sono scritti su due livelli narrativi: uno storico e l'altro ambientato ai giorni nostri. La terribile persecuzione ai danni dei Templari e la loro conseguente vendetta si mescolano agli avvenimenti odierni. Così come i rituali dei Templari che, secoli dopo, saranno mutuati dalle Logge massoniche, sono perfettamente descritti tanto quanto i rituali della moderna Massoneria.
Il lettore, dunque, più che in un romanzo qualsiasi, sembra di vivere la Storia. Una Storia che si tramanda – nel secretum – anche ai giorni nostri. La spiritualità templare e massonica contrapposta alla religione cattolica, fondata piuttosto sul potere e sulla ricchezza, piuttosto che su solide basi gnostiche e spirituali.
I romanzi di Giacometti e Ravenne si soffermano molto su che cos'è la Massoneria e sul suo ruolo storico e moderno. Per questo possono essere di assoluto interesse, sia per l'Iniziato che per il profano che di Massoneria ed esoterismo serio mastica poco o ne ha solo sentito lontanamente parlare.
Oggi, in particolare nei Paesi mediterranei quali Francia e Italia, i massoni sono spesso e anche a ragione, ritenuti anticlericali. Ma anticamente poteva dirsi così ? Si pensi che i massoni del XV secolo erano profondamente credenti in Cristo che si dice essere stato anch'egli un Libero Muratore. Fu poi l'ortodossìa cattolica a renderli anticericali, in quanto questa si discostò profondamente dal messaggio cristiano di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza che ancora oggi è alla base della moderna Massoneria .
Ne “Il settimo templare” vedremo come nel 1314 i Cavalieri Templari – per sfuggire all'Inquisizione cattolica - divennero muratori operativi e portarono nelle Logge le conoscenze provenienti da Oriente. E scopriremo come mai nella Chiesa di Saint-Merri, costruita a Parigi nel XVI secolo, sia ben visibile una statua raffigurante il Bafometto dei Templari, ovvero una sorta di “demone androgino”, che, secondo molti occultisti, potrebbe simboleggiare il “Padre della Conoscenza”.
Scopriremo anche il significato del grado massonico praticato nel Rito Scozzese Antico ed Accettato, ovvero il grado di Cavaliere Kadosh, simbolo della vendetta templare ai danni di Trono (potere statuale) ed altare (potere temporale), ovvero i due poteri che negarono da sempre le conoscenze gnostiche dell'Antichità portate avanti dai cosiddetti “eretici”, fossero questi Bogomili, Catari, Templari, Alchimisti o Liberi Muratori.
Antonie Marcas in quest'avventura si avvarrà inoltre della collaborazione di Gabrielle, una Sorella massona della Gran Loggia Femminile di Francia ed anche tale particolare elemento non può che essere di sicuro interesse per il lettore che desidera addentrarsi nella conoscenze delle Obbedienze massoniche femminili che, banché ritenute minoritarie, sono invece, sia in Francia che nella nostra Italia, molto attive.

Luca Bagatin



21 febbraio 2012

"Il lenzuolo del fantasma" di Bruno Auricchio, ovvero quell'inchiesta di Agostino Cordova che colpì dei cittadini onesti



Pochissimi sanno che, negli anni '90, un'inchiesta senza alcun fondamento, introdusse in Italia una nuova Santa Inquisizione.
Una Santa Inquisizione guidata dall'allora magistrato di Palmi Agostino Cordova, il quale scatenò una vera e propria battaglia inquisitoria contro cittadini onesti, rei unicamente di appartenere alla Massoneria.
Di tutto ciò nessuno ricorda pressochè nulla, oppure si continua ancora a nascondere la verità, nonostante ci siano state sentenze definitive che hanno stabilito che Cordova aveva torto marcio. Ma, oramai, molte famiglie e molte carriere erano state distrutte. Storia di ordinaria ingiustizia in un Paese nel quale il magistrato sembra avere ragione anche quando ha torto.
Bruno Auricchio, avvocato penalista veneziano, con il suo sagace saggio "Il lenzuolo del fantasma" (Edizioni Giuseppe Laterza), con prefazione di Luigi Danesin e del prof. Aldo A. Mola, racconta di quella terribile inchiesta. E lo fa con tanto di documentazione alla mano, oltre che con la sua consueta ironia, atta a smontare pezzo per pezzo le astruse teorie del Cordova.
Auricchio, innanzitutto, racconta chi è e che cosa fa il massone e quali sono i suoi presunti "segreti" e ciò in particolare a beneficio di chi di Massoneria non sa nulla, spesso per sua cattiva volontà di approfondimento.
Esistono infatti in commercio, da sempre, un sacco di volumi su questa nobile istituzione millenaria, alcuni riportanti anche i rituali dei suoi affiliati, tutt'altro che segreti.
Il vero segreto massonico, come spiega anche l'Auricchio, risiede nel cuore di ciascun Iniziato, il quale, per mezzo del cammino spirituale massonico e dei suoi rituali, modifica la propria coscienza interiore.
Il massone, in sostanza, non è forse dissimile dal cattolico che, anzichè frequentare una Loggia massonica, frequenta una Chiesa. Con l'unica fondamentale differenza che la Massoneria non è una Chiesa e non presenta dogmi, bensì è una scuola filosofica di libertà.
Non si spiegherebbe, infatti, come mai siano stati massoni numerosissimi letterati, musicisti, politici, condottieri, sicenziati e persino religiosi. Fra i massoni famosi, infatti, troviamo Oscar Wilde, Mozart, Buffalo Bill, Zapata, Garibaldi, Meucci, Fermi, Bakunin e numerosissimi altri.
Strano, forse, che queste cose il magistrato di Palmi Agostino Cordova non le conoscesse, si chiede Bruno Auricchio nel suo saggio e ce lo chiediamo noi stessi.
E' peraltro noto che le Obbedienze massoniche non sono affatto segrete ed i loro elenchi possono essere accessibili, in qualsiasi momento, alle autorità competenti.
Bruno Auricchio, ad ogni modo, ricorda di come negli anni '90 ci fosse grande fervore giudiziario. Furono anni nei quali vi erano magistrati, come Antonio Di Pietro, che amavano mettersi in gran mostra. Tutto ciò come se il sistema delle tangenti nel mondo politico non fosse arcinoto e potesse essere debellato quarant'anni prima !
Auricchio fa notare, inoltre, come il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) sia da sempre un vero e proprio "parlamentino" con tanto di fazioni ed ideologie politiche di riferimento, quindi tutt'altro che lontano dalla politica partitica, come in realtà dovrebbe essere al fine di garantire la totale imparzialità degli organi giudicanti.
Il CSM, infatti, è composto da: Magistratura Indipendente (destra moderata); Unità per la Costituzione (centro); Movimento per la Giustizia (di orientamento verde); Magistratura Demcoratica (sinistra).
L'Italia, in questo senso, rappresenta un caso unico al mondo di politicizzazione della magistratura.
Caso curioso, invece, il fatto che, con delibera del CSM, in Italia sia stato fatto divieto ad un massone di essere magistrato. Ma come ? Un politico può fare il magistrato ed un cittadino che fa parte di un'organizzazione spirituale e non politica non può ?
Questo, come spiega l'autore de "Il lenzuolo del fantasma", sembra "giustificato" - si fa per dire - dal fatto che, nell'immaginario collettivo, "i massoni si aiutano fra loro".
Immaginario collettivo, appunto. Visto che invece abbiamo assistito piuttosto a molti casi di "raccomandazione" perché il tizio tale aveva la tessera del tal partito politico...piuttosto che perché questo era massone o cattolico o ebreo, o buddhista.
In tutto ciò ecco giungere la sciagurata inchiesta Cordova, partita da Palmi, per poi estendersi in tutta Italia, con gran nocumento dei cittadini onesti che ne saranno ingiustamente colpiti.
Agostino Cordova, magistrato, evidentemente era completamente digiuno di Massoneria. Ipotizzò infatti un "teorema" totalmente privo di qualsiasi fondamento e disse: poichè qui in Calabria c'è la 'ndrangheta ed in Sicilia la mafia che tramano contro la stabilità dello Stato, allora dietro a loro c'è la Massoneria che trama nel segreto.
Tutto ciò, ad ogni modo, era e rimaneva un teorema astratto ed un magistrato non può certo basarsi su congetture, bensì dovrebbe farlo per mezzo di prove concrete, indizi, magari raccolti da Polizia e Carabinieri, prima di lanciare accuse ed inchieste.
Ma il Cordova aveva già stabilito che i massoni italiani erano tutti colpevoli e, dunque, da inquisire. Fu così che si attivò per acquisire tutti gli elenchi dei massoni italiani, alcuni dei quali finiranno anche in pasto ai media, come se fossero una lista di proscrizione, fatta di delinquenti abituali.
Inutile dire che le più colpite furono le due maggiori Obbedienze massoniche italiane: Grande Oriente d'Italia e Gran Loggia d'Italia, con il maggior numero di iscritti.
Persone comuni, liberi professionisti, pensionati, operai. Cittadini italiani paganti le tasse come tanti altri. Con la sola "abitudine" di frequentare Logge massoniche per la loro evoluzione spirituale ed interiore !
Fatto sta che, tutto ciò, dopo aver fatto spendere alle casse dello Stato fior fior di quattrini per l'inchiesta ed aver rovinato numerose famiglie e carriere, non portò a nulla.
Nessun reato era stato commesso. Come volevasi dimostrare: un teorema senza prove, è e rimane una congettura.
E fu così che - come documenta Bruno Auricchio - la Suprema Corte di Cassazione stabilì che Agostino Cordova aveva palesemente violato la Costituzione della Repubblica Italiana agli Articoli 13 e 14, che stabiliscono che la libertà personale ed il domicilio sono inviolabili e non sono ammesse forme di detenzione, ispezione e perquisizione se non per atto motivato. Inoltre il Cordova aveva violato gli articoli 247 e 253 del codice di procedura penale.
Purtroppo, però, il danno economico per le casse dello Stato era ormai stato fatto e così il danno morale per i cittadini ingiustamente coinvolti.
Il 23 settembre del 2003, il magistrato Cordova, sarà peraltro allontanato dal Tribunale di Napoli e giudicato inadeguato.
Nel saggio "Il lenzuolo del fantasma" si racconta di tutto ciò e di molto altro. Si racconta di come il 17 febbraio 2004, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sancì il pieno diritto dei magistrati di appartenere a qualsiasi associazione legittima e quindi anche alla Massoneria. Si parla della Legge Spadolini-Anselmi e di come le Obbedienze massoniche italiane non siano nè possano essere definite segrete. Si racconta di come un Paese che vuole essere veramente civile e democratico, non possa minare il principio di libertà.
E di come i cittadini onesti, di qualsiasi fede o orientamento siano, abbiano il pieno diritto di sentirsi liberi di essere liberi.

Luca Bagatin



4 novembre 2011

"Parliamo di Massoneria": un volume dell'ex Gran Maestro Armando Corona


Armando Corona (1921 - 2009), personalità di spicco del Partito Sardo d'Azione e successivamente del Partito Repubblicano Italiano, nel 1993, tre anni dopo aver retto il Supremo Maglietto del Grande Oriente d'Italia di cui fu Gran Maestro dal 1982 e tre anni prima di fondare la Gran Loggia d'Italia UMSOI, diede alle stampe un ottimo manuale di esoterismo dal titolo "Parliamo di Massoneria", edito dalla Bastogi con prefazione del prof. Aldo A. Mola con il quale fondò, peraltro, il Centro per la Storia della Massoneria.
L'introduzione del prof. Mola ci riporta indietro nel tempo, ovvero nell'epoca in cui i Gran Maestri della Massoneria erano soliti pubblicare dei "memoriali", specie in terra di Francia (pensiamo ad esempio ai Gran Maestri del Grand Orient de France che tutt'oggi pubblicano importanti scritti e discorsi).
Il prof. Mola, ricorda dunque gli scritti del Gran Maestro Giordano Gamberini, uno fra i pià grandi iniziati della Libera Muratoria italiana e le "balaustre" del suo successore, Lino Salvini, Gran Maestro dal 1970.
Ed ecco Armando Corona che, partendo dalle sue umili origini sarde in un piccolo paese di 3.000 abitanti, Villaputzu, racconta il suo percorso professionale di medico e spirituale di massone.
Racconta ai profani ed agli iniziati il significato profondo della Massoneria, la quale affonda le sue radici nell'Umanesimo e nell'interconfessionalismo. Ne percorre le tappe storiche, approfondendo la storia della Massoneria italiana, le sue scissioni, la clandestinità durante il fascismo, la sua evoluzione dal dopoguerra all'età moderna.
Offre poi ai lettori i rudimenti della ritualità massonica e del simbolismo: la base per la ricerca della via iniziatica entro sè stessi. La via della conoscenza, dell'antica gnosi, della levigazione delle pietra grezza sino all'edificazione del cosiddetto "Tempio interiore".
Parla di laicità e del rapporto fra scienza e fede e fra Massoneria e religioni. La necessità di un cammino comune fra fedi diverse alla ricerca della pace e del superamento degli steccati ideologici all'insegna della lotta contro il materialismo.
Il volume è completato da approfondite note del massonologo Luigi Troisi ed impreziosito da immagini e fotografie di simboli e documenti massonici.
"Parliamo di Massoneria" è, dunque, un'opera completa. Le memorie di un Gran Maestro del nostro recente passato.

Luca Bagatin



1 settembre 2011

Intervista esclusiva allo Storico della Massoneria Aldo Alessandro Mola firmata da Luca Bagatin

Il prof. Aldo A. Mola in un disegno di Franco Bongiovanni

Il prof. Aldo Alessandro Mola, nato a Cuneo nel 1943, è il maggior storico della Massoneria e del Risorgimento in Italia. Dal 1980 Medaglia d'Oro di benemerito della scuola e della cultura, è direttore del Centro Europeo Giovanni Giolitti, presidente del comitato cuneese dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e della sezione “Urbano Rattazzi” (Alessandria) del Centro “Mario Pannunzio”.

E' stato fondatore del Centro per la Storia della Massoneria e, dalla metà degli anni ’70, collabora con le maggiori Obbedienze massoniche quali il Grande Oriente d'Italia e la Gran Loggia d'Italia degli ALAM. E' infatti componente del Comitato di Redazione delle riviste “Hiram” e “Officinae”, rispettivamente del GOI e della GLDI.

Autore di numerosissimi saggi storici su Giolitti, Garibaldi, Mazzini, il Partito d'Azione, la Monarchia italiana, Silvio Pellico, Giosue Carducci e, recentemente, ha pubblicato un saggio su Licio Gelli e la P2, nonchè – proprio in questi giorni – stanno andando in libreria i suoi ultimi quattro volumi: “Italia. Un Paese speciale. Storia del Risorgimento e dell'Unità” (Edizioni del Capricorno - Torino).

Oggi abbiamo l'amichevole possibilità di intervistarlo.




Luca Bagatin: Prof. Mola, come nasce il suo interesse per la Massoneria ?

Aldo A. Mola: Nacque nel periodo del liceo e degli studi universitari.

Negli anni 1965/1967 scrissi i miei primi libri sul Partito d'Azione (pubblicati con prefazione di Ferruccio Parri) e sulle figure di Mazzini e Garibaldi e la Storia dell’Amministrazione provinciale di Cuneo (1971). Nel loro corso mi imbattei nelle figure di molti massoni e mi resi conto che in Italia non vi era nessuna pubblicazione che parlasse di storia della Massoneria. Mi adoperai, dunque, per colmare questa lacuna. Presi contatti con il Grande Oriente d'Italia; Lino Salvini, Gran Maestro di allora, e il suo predecessore Giordano Gamberini, letti i lavori da me già pubblicati, mi aprirono gli archivi, che confrontai con i fondi dell’Archivio Centrale dello Stato, studiati con la guida della prof. Paola Carucci, ora Sovrintendente all’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica. Dopo anni di ricerche scrissi la “Storia della Massoneria italiana”, pubblicata nel novembre 1976, che poi ebbe due edizioni aggiornate, nel 1992 e nel 1994, e molte ristampe .


Luca Bagatin: Giordano Gamberini, già Vescovo della Chiesa Gnostica, fu un Gran Maestro lungimirante sotto il profilo iniziatico ed esoterico. Che cosa può dirci di lui ?

Aldo A. Mola: Giordano Gamberini fu il più lungimirante fra tutti i Gran Maestri del Grande Oriente d’Italia dal 1943 ad oggi, per ben tre motivi: mirò al riconoscimento del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra; rese nuovamente protagonista la Massoneria grazie al dialogo con la Chiesa cattolica e tutte le altre confessioni; ottenne il riconoscimento pubblico della Massoneria nella vita istituzionale italiana e l’attenuazione dell’ostilità da parte di partiti che tradizionalmente le erano avversi o addirittura nemici. I frutti dei nove anni della sua gran maestranza vennero raccolti durante quella del suo successore, Salvini (a sua volta di grande merito): lo scambio dei garanti d’amicizia con la GLU d’Inghilterra; la lettera del cardinale Seper, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che dichiarò compatibili logge e sacramenti cattolici e la presenza del GOI in iniziative pubbliche.


Luca Bagatin: Lei fu, peraltro, negli anni '80, il fondatore del Centro per la Storia della Massoneria, comprendente studiosi sia massoni sia profani. Ci racconti la sua personale esperienza.

Aldo A. Mola: Con il Gran Maestro Armando Corona, fondai il Centro per la Storia della Massoneria (CeSM) che esiste tutt'ora. Il successore di Corona, Giuliano Di Bernardo tentò di estromettermi per farne uno strumento suo perché del resto concepiva lo stesso Grande Oriente come uno strumento al proprio servizio. Il tempo mi dette ragione. Nel 2008 mi venne proposto un colloquio per superare l’impasse; ma le cose sono come erano e debbono essere: se vogliono essere davvero scientifici, gli studi sono e debbono essere liberi.

A prescindere dall’episodio Di Bernardo, molto più devastante di ogni altro per la storia del Grande Oriente come istituzione iniziatica, ho ottimi rapporti con i massoni del Grande Oriente d’Italia.


Luca Bagatin: Che cosa pensa del Gran Maestro attuale del GOI, l'Avvocato Gustavo Raffi ?

Aldo A. Mola: Ha dovuto e deve affrontare gravi difficoltà. Dopo il disconoscimento del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra (capolavoro di perfidia ai danni della Massoneria italiana: basta andare a rileggerne le motivazioni: addussero persino le mie lettere di direttore del CeSM a storici del Grande Oriente di Francia), il Grande Oriente d’Italia finì in un tunnel, al di fuori dei circuiti massoni internazionali (la GLU da un canto, le Obbedienze in relazioni fraterne con il Grande Oriente di Francia dall'altro). Il GOI puntò molto sulla GL Nazionale Francese la cui vicende non sono edificanti, tanto che, caso unico nella storia delle massoneria dei Paesi occidentali, è stata “commissariata”. In molti casi il GOI risultò sovraesposto sul terreno partitico, con dichiarazioni poco opportune. Infine venne e viene ostentato un anticlericalismo arcaico, di maniera, come se la Chiesa cattolica fosse ancora ferma al Sillabo e al potere temporale d’antan.

Gli osservatori constatano che il Gran Maestro Raffi non ha avviato un dialogo con l'altra Obbedienza massonica legittima e regolare italiana, cioè la Gran Loggia d'Italia, quasi che i suoi affiliati non siano anch’essi Fratelli massoni ! Il Sovrano e Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, Luigi Pruneti, ha pubblicato gli Annali della Gran Loggia d’Italia, 1908-2010: cinquecento pagine di date, fatti, profili biografici, informazioni statistiche. E’ infantile fingere che la realtà non esista.


Luca Bagatin: La Gran Loggia d'Italia, peraltro, a differenza del Grande Oriente d'Italia, inizia anche le donne alla Massoneria. Che cosa pensa dell'Iniziazione femminile ?

Aldo A. Mola: In origine, è vero, le donne furono escluse dall'accettazione. Sappiamo bene, però, che all’origine le Logge britanniche praticavano molte altre forme di esclusione e che, a lungo preclusi in quelle degli USA i neri organizzarono una loro massoneria di colore. Non è mai stata fornita una motivazione chiara dell’esclusione delle femmine dall’accettazione in loggia, né quindi si comprende per quale motivo la Massoneria debba ancora attenersi a tale vincolo. La Massoneria non conosce dogmi; le sue norme possono essere modificate. Le Costituzioni di Anderson sono documento di un’epoca, ma come tutte le leggi umane sono soggette alle decisioni sovrane di quanti le hanno accettate e che, nella loro sovranità di persone libere, possono modificarle. La Massoneria non si fonda su una Rivelazione ma su una Convenzione, su Regole deliberate e condivise sino a quando non se ne decida la modifica.

Il Grande Oriente di Francia, che abolì l’obbligo della formula iniziatica AGDGADU (un passo molto più audace rispetto alla preclusione dell’iniziazione femminile), sino allo scorso anno escluse l’iniziazione delle donne, ma ora la ammette.


Luca Bagatin: Lei è stato fra i pochissimi, assieme allo scrittore Pier Carpi, a “sdoganare” la figura controversa di Licio Gelli e la P2 e lo ha fatto con tanto di prove documentate pubblicate nel suo ultimo saggio, edito dalla Bastogi: “Gelli e la P2 fra cronaca e Storia”.

Che cosa l'ha portata a parlare, senza pregiudizi, di Gelli e della P2 ?

Aldo A. Mola: Ho scritto quel libro perché, a trent'anni di distanza dal falso scandalo P2, non c'è stato un solo convegno scientifico nel quale si sia discusso criticamente che cosa fu la P2, l’uso (e abuso) che se ne fece. Né si parla delle vite spezzate con l’accusa, in sé inconsistente, di “piduismo”: un modo come un’altro per continuare a diffondere il mito del complotto ai danni dello Stato, della democrazia, tutte fiabe che oggi lasciano indifferenti i cittadini.

Il mio libro, peraltro, venne recensito con molto favore dal periodico “Humanisme” del Grande Oriente di Francia, ora è tradotto in romeno con prefazione di Constantin Savoiu, gran maestro della Gran Loggia Nazionale di Romania“1880”, una Obbedienza legittima e regolare, che continua coraggiosamente la tradizione dei massoni fondatori della moderna Romania.

La P2 non fu un'associazione segreta. Non organizzò complotti militari o politici. Lo stabilirono, sentenze passate in giudicato.

Il falso scandalo P2 fu, invece, il preludio a Tangentopoli: esso consistette nella criminalizzazione da parte del Partito Comunista Italiano delle forze politiche e di governo di ispirazione risorgimentale e atlantica. Tale criminalizzazione colpì, infatti, gli aderenti alla P2 che appartenevano a tali forze politiche (repubblicani, socialdemocratici, socialisti, liberali e la componente “occidentale” della Democrazia cristiana, tollerante, dialogante).

I partiti democratici e di governo, dunque, vennero screditati e, con Tangentopoli, negli anni '90, subirono il colpo finale. Da allora furono elevate agli onori quelle forze politiche ed i politici di ispirazione antiliberale e antiatlantica, come i comunisti ed i democristiani di sinistra, oggi componenti del Partito Democratico. La convivenza tra ex comunisti e sinistra democristiana nel partito democratico è una coabitazione basata su ambiguità e baruffe. I primi tentarono di incriminare persino l'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga “reo” - così dissero – di non aver mai condannato la P2 e la Massoneria. I cattolici del PD chiesero che venisse formalmente decretata l’incompatibilità tra iscrizione al partito e logge, come già avevano fatto Mussolini e Lenin. Chissà come finirà…


Luca Bagatin: Ma Raffi dice che la Gelli e la P2 stanno alla Massoneria come le Brigate Rosse al Partito comunista….

Aldo A. Mola: Appunto. Il Partito comunista (ex Partito comunista d’Italia, membro della Terza Internazionale di Lenin e Stalin ) ebbe sempre al proprio interno nuclei rivoluzionari. Del pari il Grande Oriente d’Italia ebbe dal 1877 la ”Propaganda Massonica”, una loggia “di élite”, sintesi di un possibile, auspicabile “partito dello Stato” in un Paese nel quale lo Stato rischiò troppe volte di ridursi a zerbino strumento dei partiti.

Così essa venne concepita da Adriano Lemmi e così venne pensata da Gamberini, Lino Salvini e da Licio Gelli, creato Maestro Venerabile della loggia Propaganda Se si legge senza preconcetti il Piano di Rinascita della P2 si deve constatare che esso mirava a consolidare la democrazia e a conciliare i cittadini.


Luca Bagatin: Quale futuro può avere, a suo giudizio, la Massoneria in Italia?

Aldo A. Mola: Per molti aspetti la vera vita della Massoneria in Italia può cominciare ora. Il nostro è un Paese di formazione recente ma ormai è abbastanza solido, Ha retto ai totalitarismi ideologici catto-comunisti e, recentemente, ai borbottii di partiti regionali che addebitano a complotti massonici internazionali la loro incapacità di proporre un discorso filosofico e civile da Terzo Millennio.

La Massoneria ha ottenuto ragione dalla Storia con il riconoscimento dell’Unità come valore da parte della Santa Sede. Perciò ora è libera da quel passato. A cospetto dell’eclissi di partiti e sindacati e mentre le istituzioni attendono interventi restaurativi urgenti, in presenza del tracollo delle Università (parlo delle Facoltà umanistiche), la Massoneria può essere laboratorio di pensiero libero. La maggiori Obbedienze dovrebbero però dare qualche segnale preliminare. Per esempio il riconoscimento della propria storia recente da parte del Grande Oriente (ma qualcuno vanta invece di aver azzerato tutti i grandi maestri da Gamberini a Salvini, da Battelli a Corona) e un incontro pubblico tra le Obbedienze.

Il peggior segnale è invece un’anacronistica adunata a Porta Pia come se a Roma vi fossero ancora Pio IX e il generale Kanzler. In questo modo ci si fa contare e si fa constatare che non si conta nulla. Ma, come dicevano i latini, ognuno è fabbro della propria sorte. Se vuol essere davvero scuola di libertà la Massoneria deve liberarsi dai fantasmi del passato, incluso quello dell’antimassonismo.


Luca Bagatin



23 agosto 2011

Laicità contro integralismo: anche questo è Libera Muratoria






10 marzo 2011

L'Iniziazione: concetto ed implicazioni


Qual è il fattore di passaggio fra profano e sacro ?
L'Iniziazione.
La parola Iniziazione ha, essenzialmente, un'origine latina che deriva da "inizio agli Antichi Misteri". L'Iniziato, insomma, è colui il quale intraprende un cammino spirituale che lo porterà a penetrare le porte del Sacro.
L'Iniziazione ha, ad ogni modo, anche una sua origine greca di morte e rinascita. L'Iniziato è colui il quale muore alla sua profanità e rinasce in una nuova vita permeata di sacralità.
In tutte le tradizioni del mondo ed in tutte le epoche sono esistiti dei particolari Antichi Misteri ai quali il ricercatore spirituale, il neofita, l'apprendista, si è sempre accostato.
Pensiamo ad esempio ai dionisiaci Misteri di Eleusi dell'Antica Grecia, oppure a quelli dell'Antico Egitto, divisi in Piccoli (quelli di Iside) e Grandi Misteri (quelli di Osiride) ed i loro diversi gradi di iniziazione.
In ogni tradizione, dunque, troviamo anche i cosiddetti "riti di passaggio" a simboleggiare, ad esempio, il passaggio dalla giovinezza all'età adulta.
Persino le grandi Religioni Monoteiste Istituzionalizzate posseggono dei particolari riti di Iniziazione (purtroppo non sempre visti di buon occhio dalle alte gerarchie ecclesiastiche di tali religioni): pensiamo al sufismo nell'Islam, alla cabala nella tradizione Ebraica ed all'esicasmo nel Cristianesimo.
Riti antichissimi che si rifanno all'essenza stessa, al significato più profondo, di tali grandi Tradizioni d'Occidente.
Vediamoli, qui, brevemente.
Il sufismo ha come scopo ultimo quello della liberazione dell'individuo da tutti gli attaccamenti sensoriali e profani per mezzo di pratiche di invocazione e meditazione.
La cabala ha lo scopo di riunire l'individuo al Principio originario, ovvero alla Divinità, per mezzo di lunghi anni di studi e meditazioni.
L'esicasmo - corrente esoterica del Cristianesimo - è un sistema spirituale di carattere contemplativo che pone la perfezione dell'uomo nell'unione con Dio attraverso la preghiera.
Notiamo come tutte queste correnti esoteriche abbiano per comune denominatore lo scopo ultimo della trasformazione dell'individuo. Trasformazione che tenda alla Divinità.
L'Iniziazione, nel senso più classico del termine, ad ogni modo, è una sorta di apprendistato. L'individuo, per mezzo di un particolare percorso, impara a comprendere qualche cosa del suo Sé più profondo e di ciò che lo circonda.
E lo fa per mezzo di riti di passaggio e gradi di perfezionamento della Tradizione alla quale appartiene.
In tal modo, l'individuo, passa dalla originaria condizione profana alla dimensione sacra che gli consentirà di risvegliare la propria coscienza. Di comprendere, ovvero, che esiste una dimensione che và oltre quella meramente sensoriale.
L'individuo diverrà così Iniziato e, metaforicamente, passerà dallo stato di oscurità a quello di Luce.
Vi sono due modi per trasmettere un insegnamento iniziatico: o mediante la trasmissione di un'influenza spirituale, o mediante la trasmissione di un insegnamento spirituale, ovvero legata alla comprensione profonda dei riti e dei simboli.
Inutile ribadire il concetto che l'Iniziazione si poteva e si può trovare in ogni tradizione, epoca o luogo geografico: dalla Grecia all'Egitto; dai Celti alle tribù dell'Africa centrale sino al Tibet e oltre.
L'Iniziazione, ad ogni modo, ha carattere unico ed irreversibile. Nessuno potrà mai cancellarla, in quanto esperienza unica ed irripetibile per ogni singolo Iniziato.
La Tradizione iniziatica più diffusa in Occidente è, senza dubbio, la Massoneria.
In Massoneria il cammino degli Iniziati è quello di diventare uomini liberi. Interiormente prima di tutto e, di conseguenza, esteriormente.
La Massoneria è, essenzialmente, una particolare modalità di perfezionamento basata sul simbolismo del mestiere (quello dei Liberi Muratori, appunto) e dal ricevimento di una particolare "grazia" per mezzo dei riti di perfezionamento.
La Massoneria si basa sulla fratellanza dei suoi membri e sul segreto, inteso ad ogni modo, come incomunicabilità dell'esperienza diretta dell'Iniziazione stessa. Un'emozione interiore, infatti, è per sua intrinseca natura, incomunicabile.
Oramai, anche in Massoneria, stanno decadendo arcaiche regole ed assurdi pregiudizi in fatto di iniziazione femminile e, sempre più Obbedienze (non ultima il Grande Oriente di Francia), stanno iniziando donne.
Aspetto ancora controverso, in Massoneria, è forse quello legato a due scuole di pensiero apparentemente contrapposte: la Massoneria è una scuola di spiritualità o di razionalismo ? I massoni debbono occuparsi solo di spirito o anche di questioni profane ?
E' fuor di dubbio che la Massoneria ha carattere spirituale, ma che ciò non ostacola il fatto di potersi occupare di particolari questioni di rilevanza sociale.
Massoni, in special modo in Francia, si sono esposti in difesa, ad esempio, del diritto al divorzio, all'interruzione volontaria di gravidanza ed all'eutanasia.
L'Iniziazione massonica, come ogni altra Iniziazione, ad ogni modo, avrà pieno valore solo quando sarà interiorizzata da ciascun Iniziato, il quale saprà testimoniare il suo grado e livello per mezzo dell'esempio di rettitudine e virtù nella propria vita quotidiana.

Luca Bagatin



1 febbraio 2011

"La setta del Kaos: una nuova avventura dell'ispettore massone Antoine Marcas": articolo di Luca Bagatin tratto da "Secreta Magazine" del Gennaio 2011

“La setta del Kaos: una nuova avventura dell'ispettore massone Antoine Marcas”

di Luca Bagatin

Dei thriller esoterici di Eric Giacometti e Jacques Ravenne vi avevo già parlato nel numero di Aprile di “Secreta Magazine”. Oggi tornano in Italia con un nuovo titolo.

Accattivante e coinvolgente per appassionati di noir, mistero e Libera Muratoria.


E' approdato in libreria il nuovo ed entusiasmante thriller a sfondo massonico del duo francese Eric Giacometti e Jacques Ravenne, rispettivamente giornalista d'inchiesta e Maestro massone, il cui vero nome è, in realtà, Jacques Ravaud.
"La setta del Kaos", edito negli scorsi mesi in Italia dalle Piemme, è uscito in Francia nel 2008 - con grandissimo successo di pubblico - con il titolo "La croix des assassins".
Ancora una volta il nostro ispettore franco-massone del Grand Orient de France, Antoine Marcas, si troverà coinvolto in una storia noir inquietante e dai risvolti oscuri.
Marcas si troverà infatti ad indagare all'interno della sua stessa Obbedienza massonica ove si è infiltrata la Loggia deviata Kadosh Kaos, capitanata dal Venerabile Jean Di Licio (che, nella volontà degli autori, dovrebbe ricordare il controverso massone italiano Licio Gelli e la sua Loggia P2), storico dei Templari.
Qual è il vero scopo di Kadosh Kaos, che recluta al suo interno la "crème" della politica, della finanza, dell'industria e dell'informazione mondiale ? Quali pericoli sta correndo la Massoneria francese ed internazionale a causa di questa Loggia ? Che cosa si cela dietro all'Organizzazione umanitaria fondata dalla Loggia Kadosh Kaos ? Che cosa c'entrano i Templari in tutto ciò e quali misteri si nascondono dietro (o dentro) al corpo del Gran Maestro Guglielmo de Beaujeu, che morì nella battaglia di San Giovanni d'Acri ? Come è coinvolta la setta dei temibili Assassini ? Chi è il fantomatico Maestro di Passaggio ?
Questo e molto altro attende Antoine Marcas, il quale metterà a rischio la sua stessa vita per il bene della Francia e della Massoneria.
Un thriller da leggere tutto d'un fiato, i cui capitoli si alternano fra passato e presente, fra Templari di ieri e di oggi. Fra pseudo massoni ed autentici iniziati ai misteri della Vera Luce.

Luca Bagatin


PS: questo articolo - dedicato all'ottimo romanzo dei cari amici Jacques ed Eric - è anche l'ultimo che ho deciso di far pubblicare su "Secreta Magazine". Non intendo infatti più collaborare, per varie ragioni, con l'Editoriale Olimpia,
Miei articoli e recensioni relativi al mistero ed all'esoterismo, continueranno ad ogni modo ad essere regolarmente pubblicati nella rivista ufficiale dell'Arco Reale del Rito di York "YR Magazine". Oltre che, naturalmente, su questo blog.



17 agosto 2010

"Antoine Marcas: un Ispettore di polizia massone protagonista dei romanzi di Eric Giacometti e Jacques Ravenne": articolo tratto dal nr. 4 di "Secreta Magazine" Aprile 2010. Di Luca Bagatin

Antoine Marcas: un Ispettore di polizia massone protagonista dei romanzi di Eric Giacometti e Jacques Ravenne

di Luca Bagatin


Sono decisamente gli autori di thriller massonici più preparati e coinvolgenti.

Il loro primo romanzo - "Il rituale dell'ombra" – ha letteralmente spopolato in Francia (pubblicato da Fleuve Noir) ed anche in Italia ha avuto un ottimo successo pubblicato dalle edizioni Piemme.


Jacques Ravenne e Eric Giacometti

Sto parlando del giornalista d'inchiesta Eric Giacometti - che fra l'altro ha denunciato nel suo Paese numerosi scandali legati alla malasanità - e del Maestro massone Jacques Ravenne.

Insieme, prima di scrivere "Il rituale dell'ombra", non si erano mai occupati di Massoneria. A questo romanzo se ne sono poi succeduti altri come "I Fratelli Oscuri" ed il recentissimo "La congiura Casanova".

E tutti con protagonista l'Ispettore parigino e Maestro massone affiliato al Grand Orient de France Antoine Marcas.

Questi, almeno, i thriller pubblicati in lingua italiana sino ad oggi.

In Francia sono già usciti anche "La Croix des Assassins" ed "Apocalypse", dall'anno prossimo disponibili anche in Italia e sempre editati dalla Piemme. E hanno già in serbo un'altra chicca....."Il simbolo ritrovato", una sorta di risposta francese ad "Il simbolo perduto" di Dan Brown !

Cominciamo con il dire che la differenza fra i romanzi di Giacometti e Ravenne con quelli di Dan Brown è abissale.

Innanzitutto nello stile: decisamente meno puerile quello del duo francese, che peraltro forniscono al lettore - in appendice - un'accurato glossario massonico ed un'accurato profilo dei personaggi storici appartenenti alla Massoneria ai quali, di romanzo in romanzo, fanno riferimento.

Per quanto anche nei thriller di Giacometti e Ravenne ci sia ampissimo spazio per la fantasia degli autori, non viene mai meno il preciso riferimento alla storia dell'Istituzione massonica ed ai suoi rituali.

Riferimenti ai quali è peraltro legatissimo il protagonista - Antoine Marcas - il quale, pur laico e razionalista convinto, trae vera ispirazione dal simbolismo massonico e dalle Tornate di Loggia che frequenta.

Si noti bene che Giacometti e Ravenne si sono avvalsi peraltro – nello scrivere le loro opere - della consulenza dell'ex Gran Maestro del Grand Orient de France Jean-Michel Quillardet, il che contribuisce a rafforzare l'autorevolezza delle fonti e dei temi trattati.

Ed hanno anche messo in piedi due bellissimi siti web in lingua francese: www.polar-franc-macon.com e www.giacometti-ravenne.fr, molto curati sotto il profilo grafico e dei contenuti.

Nell'ultimo thriller, "La congiura Casanova", l'Ispettore Marcas si trova ad indagare in merito a delle morti bizzarre causate da ancor più bizzarre "estasi sessuali" indotte da particolari rituali ritrovati in un antico manoscritto (attribuito a Giacomo Casanova) dai membri di una setta che si rifà al controverso mago vittoriano Aleister Crowley (che si autonominò La Grande Bestia 666).

Antoine Marcas si troverà così a difendere Anais, una giovane donna che il capo della setta, Dioniso, cercherà di rapire in tutti i modi ed al contempo dovrà difendere la sua stessa Obbedienza massonica nella quale si sono infiltrati membri della setta al fine di screditarla.

Fra la Sicilia, Parigi, Granada e Venezia, erotismo, esoterismo, magia ed alchimia, riuscirà Antoine Marcas a prendere in mano la situazione anche con l'aiuto dei suoi Fratelli massoni che sono sempre disponibili ad aiutarlo nei momenti del bisogno ?

I thriller di Giacometti e Ravenne sono decisamente delle opere raffinate, dirette sia ad un pubblico massonico che profano. Romanzi dunque non banali e scontati, ricchissimi di simbolismo ed avventura e che fanno anche comprendere al lettore quanto il senso di fratellanza massonica sia qualcosa di veramente profondo ed incomunicabile.

Decisamente nulla a che vedere con le fantasie da cinematografo di Dan Brown.

Luca Bagatin



12 ottobre 2009

Donne in Massoneria: una questione antica e dibattuta



Donne con i paramenti massonici e, al centro, stampa d'epoca raffigurante l'Iniziazione di una donna all'Arte Liberomuratoria in una Loggia mista

Donne in Massoneria.
Una questione annosa ed anche controversa.
Una questione di cui si dibatte da lunghissimo tempo a causa del landmark, ovvero della regola massonica, stabilita dal reverendo inglese James Anderson nel 1723 nelle sue Costituzioni, che avrebbero riunito - appunto - tutte le regole della Gran Loggia Unita d'Inghilterra, considerata la Loggia "madre" della Massoneria mondiale (per questioni prettamente e squisitamente storiche più che simboliche).
Ebbene, da secoli si sostiene, sotto il profilo esoterico, che "l'Iniziazione massonica è solare" e dunque maschile e non "lunare", ovvero femminile.
E per questo motivo, ma forse anche per il periodo assai poco femminista nel quale furono scritte le Costituzioni, la gran parte delle Obbedienze massoniche regolari non iniziano le donne in Massoneria. Per quanto - specie negli ultimi anni - si ritenga che un'istituzione laica ed antidogmatica quale è appunto la Massoneria, non possa permettersi - per così dire - di discriminare.
Ciò che ad esempio è avvenuto in Francia di recente, ovvero ai primi del settembre scorso presso il convento di Lione (l'assemblea generale dei massoni francesi) in seno al Grand Orient de France, è sicuramente emblematico.
Chiamati ad esprimersi relativamente all'iniziazione delle donne nelle Logge, il 56 % dei delegati massoni si è espresso in senso contrario. Purtuttavia si noti come solo dieci anni fa, ad esprimersi in senso contrario, furono ben il 70 % dei delegati !
E si noti anche come per la causa pro logge miste si sia espresso l'ottimo ex Gran Maestro del Grand Orient francese Jean-Michel Quillardet, noto peraltro per la sua grande apertura al "mondo profano" e per la difesa della laicità in Francia e che fra l'altro - piccola nota - fu molto disponibile a collaborare con gli scrittori di thriller esoterici Eric Giacometti e Jacques Ravenne nel fornire materiale per i loro romanzi, il cui protagonista è proprio un ispettore di polizia appartentene al Grand Orient de France.
A rimanere nettamente contrari all'Iniziazione massonica femminile sono i delegati più anziani, più legati alla tradizione.
Così in Francia, così in Italia, ove - fra le Obbedienze regolari - solamente la Gran Loggia d'Italia degli ALAM inizia le donne sin dalla sua costituzione nel 1908.
Edito dalla Bastogi, vi è un ottimo ed agile volume che tratta appunto delle donne in Massoneria: "Donne e Massoneria in Italia" di Francesca e Pier Domenico Vigni.
Un vero e proprio excursus storico dalle prime Logge femminili o "di Adozione" nella Francia del XVIII secolo sino a quelle napoletane formate da nobildonne e via via passando per le donne Carbonare e Massone che combatterono per l'Unità d'Italia sino alla dichiarazione del Generale Giuseppe Garibaldi - Gran Maestro dell'Umanità, Internazionalista e femminista - di voler arruolare le donne nelle Logge.
Ed ancora, una descrizione approfondita delle Gran Logge Femminili presenti in Italia (in cui peraltro fu Iniziata anche la moglie dell'attore Ugo Tognazzi, l'attrice Franca Bettoia, e sua madre Marisa fu Gran Maestra).
Una storia d'emancipazione, dunque, in seno all'Istituzione umanitaria ed emancipatoria per eccellenza.
Un'Istituzione - peraltro - in continua evoluzione. Come la vita stessa dei suoi Confratelli dediti allo sgrossamento della pietra grezza ed all'edificazione del Tempio dell'Umanità da elevare alla Virtù.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini