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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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1 marzo 2014

Breve ma ragionata critica dei social network

Li chiamano social, ma, in realtà, hanno davvero una funzione sociale ?

Sono divertenti certo, ma, invero, non aiutano alla socializzazione.

Incoraggiano semplicemente l'ego, il litigio facile, la presunzione insita in ciascuno di noi.

Incoraggiano pseudo-leader politici e pseudo-capi di Stato e di Governo nei loro deliri social.

Incoraggiano la superficialità, racchiusa in tweet di massimo 130 caratteri.

Impossibile esprimere pensieri profondi. Impossibile pensare che, quanto scriviamo, sia davvero interiorizzato da chi ci legge. Per quanto ci clikki con un mi piace.

L'ideologia del mi piace, invero, nasconde pochezza di pensiero. Omologazione. Scarsa propensione al dialogo in quanto non si possiedono più di 120-130 vocaboli. Il linguaggio, questo sconosciuto.

Belle foto, spesso nelle pose più assurde e, all'apparenza, provocanti. Però, nei social, sono bandite le foto di nudo...anche se artistico !

Assurdo. L'arte paragonata a pornografia. L'arte paragonata a voyeurismo. Il voyeurismo, forse, delle menti degli ideatori dei social che, nei fatti, sono degli (a)social. Dei luoghi-nonluoghi che esistono solo per veicolare pubblicità più o meno palesi, più o meno occulte, in banner che compaiono nel web ormai in e da ogni dove.

E' questo il Grande Fratello webbizzato post-marcuzzizzato. Il controllo dei gusti e delle tendenze degli utenti dei social, controllati dai professionisti della pubblicità e del marketing economico e finanche politico.

Nessuno sbocco creativo. Nessuno sbocco affettivo. Solo un freddo schermo del computer e, là fuori, i signori dell'economia e della politica spicciola. Più diversi voyeur, alla ricerca di sesso facile. Spesso, purtroppo, a pagamento.


Luca Bagatin



21 ottobre 2013

Intervista esclusiva di Luca Bagatin all'attrice Patricia Vezzuli, protagonista del dramma erotico "La Sottoveste Rossa"

Patricia Vezzuli è una cara amica che intervistammo già alcuni anni fa, ammaliati dalla sua seducente eleganza.

Bravissima attrice milanese, già finalista a Miss Italia del 2001, molto espressiva, con già alle spalle una lunga carriera di interprete teatrale, oltre che televisiva, sia in ruoli comici in sit-com per la tv, sia in ruoli drammatici, in soap soap opera quali "Vivere", ove divenne celebre al grande pubblico interpretando il ruolo di Marianna Ponti.

Oggi, a distanza di alcuni anni da quell'intervista (era la primavera del 2009), Patricia interpreterà, per la prima volta, un ruolo erotico, nel dramma teatrale "La Sottoveste Rossa" del regista Claudio Boccaccini e di Rosario Galli, drammaturgo, sceneggiatore, regista e attore (da ricordare una sua piccola interpretazione nel film "Ginger e Fred" di Federico Fellini, del 1985, sceneggiato dallo scrittore Tonino Guerra).

"La Sottoveste Rossa" andrà in scena al Teatro Belli di Roma del 28 gennaio al 16 febbraio 2014 e noi siamo intanto onorati di avere la possibilità di intervistare, ancora una volta in esclusiva, la protagonista Patricia Vezzuli.

Luca Bagatin: Dunque Patricia, dai ruoli più drammatici del teatro, ma anche delle soap e delle fiction televisive italiane, ad un ruolo erotico, come protagonista de "La Sottoveste Rossa". Quanto è dovuta cambiare Patricia per calarsi nella parte ?

Patricia Vezzuli: La Sottoveste Rossa rappresenta per me una sfida artistica notevole. Durante lo spettacolo sono sempre in scena e per la maggior parte del tempo interagisco con una voce esterna. Quando lessi il testo per la prima volta me ne innamorai subito e ora avere la possibilita’ di farlo mi da’ molta soddisfazione, ma è anche una grande responsabilità. Il mio personaggio è pieno di sfaccettature e subisce cambiamenti profondi che lo portano ad essere tante donne diverse nel corso della storia. Inutile dire che trovo tutto questo molto stimolante.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci la trama del dramma di Rosario Galli e tratteggiarci, per sommi capi, gli interpreti principali ed i loro ruoli ?

Patricia Vezzuli: E’ la storia di un’ attrice di nome Clelia che sta aspettando di sostenere un provino. Dopo attese interminabili si ritrova sola ad aspettare e spazientita decide di andarsene. In quel momento la voce del regista - che sarà interpretato dall’ attore e doppiatore Angelo Maggi- irrompe sulla scena e tutto cambia…Inizia un dialogo serrato e tra i due e cominciano ad accadere diverse cose, una donna algida e misteriosa di nome Evra compare improvvisamente davanti a Clelia e…e di più non si può dire ma ci saranno molte immagini suggestive ed intriganti….


Luca Bagatin: Dalla locandina de "La Sottoveste Rossa" si evince che reciterai completamente nuda. Hai avuto qualche imbarazzo ?

Patricia Vezzuli: Ho sempre avuto un bellissimo rapporto col mio corpo, quindi la nudità non ha mai creato in me alcun imbarazzo. Non credo che sentirsi a proprio agio dipenda dall’abito che si indossa. In un preciso momento dello spettacolo sarò nuda per esigenze di copione, ma sarà anche un momento estremamente drammatico.


Luca Bagatin: Che cos'è l'erotismo per te, oggi ? Può essere ancora oggi uno strumento per rompere i tabù, ovvero andare oltre la censura, il comune senso del pudore ?

Patricia Vezzuli: Considero erotico tutto ciò che stimola il desiderio e la fantasia sessuale. L’erotismo è una sessualità vissuta più a livello cerebrale che carnale. Anche uno sguardo o un semplice gesto può avere una valenza erotica potente. Per quanto riguarda il concetto di pudore è difficile stabilire quale sia il comune senso del pudore nella nostra società. Che cosa è scandaloso ? Cosa si può considerare immorale ? Per quanto mi riguarda la mia risposta è senza dubbio “la meschinità”.


Luca Bagatin: Ne "La sottoveste rossa", se non erro, il tuo antagonista è il "Regista". Un regista voyeurista che osserva l'attrice esibirsi, osservandola attraverso delle telecamere nascoste. E' un po' la metafora del Grande Fratello, sia di orwelliana memoria che quello televisivo, intendo ?

Patricia Vezzuli: Ovviamente in questo dramma la componente voyeuristica è predominante e sì, in un certo modo rispecchia una caratteristica ormai molto presente nelle nostre vite. Personalmente trovo triste che molte persone abbiano rinunciato a vivere la propria vita da protagonisti assumendo un atteggiamento passivo rispetto ad essa. Credo che il voyeurismo imperante ci abbia fatto perdere il senso della realtà e abbia danneggiato notevolmente i rapporti umani.

Luca Bagatin: Il finale sarà a sopresa....qualche possibile anticipazione ?

Patricia Vezzuli: Non posso anticipare nulla….ma posso dire che ci sarà un colpo di scena finale che rimetterà in discussione tutta la storia e….e poi venite a TEATRO !!!!!


Luca Bagatin



8 febbraio 2012

Con "Socrate" il merito in prima serata tivù



"Socrate", programma senza fronzoli, senza pretese, senza scenografie mastodontiche o raffinate. Programma con l'unico scopo di voler fondere l'intrattenimento all'approfondimento culturale, fra musicisti, persone comuni, giornalisti e studiosi.
Il programma di Cesare Lanza, andato in onda martedì scorso, in prima serata su Rai Uno e condotto da Tiberio Timperi, invero, viene da lontano: viene dal progetto che lo stesso Lanza, con la collaborazione della figlia Giorgia, si inventò l'estate scorsa e diramando le sue intenzioni in rete. Stiamo parlando del movimento culturale "Socrate 2000" per il ritorno al merito (www.socrate2000.com).
In Italia il merito è pressoché assente. Vanno avanti i soliti raccomandati ed ai giovani rimangono o le briciole o il nulla.
Anche in televisione abbiamo assistito, negli ultimi decenni, ad un imbarbarimento involutivo che ha portato ed importato la peggior televisione "all'americana" dalla quale non abbiamo mai avuto nulla da imparare.
Pensiamo al triste Grande Fratello, riedizione televisiva delle perverse fantasie sessuali del marchese De Sade e che oggi, infatti, è in picchiata d'ascolti.
Il pubblico, insomma, alla lunga non è così scemo come si possa banalmente credere.
Il pubblico, i cittadini, pretendono, specie in quest'epoca di crisi economica, sociale e culturale, di essere al centro delle discussioni e vogliono approfondire.
E triste è che ci si renda conto di ciò solo oggi, ma è ancor più triste che lo si faccia solamente in parte.
Prendiamo Sanremo ed il cast strapagato che ci aspetta fra qualche settimana. E' meritocratico tutto ciò, oppure è l'ennesimo specchietto per le allodole, un metodo utilizzato nell'Antica Roma dagli Imperatori per tenere occupato il popolino a divertirsi ?
Pensiamo poi alla politica, ove i soliti noti sono candidati, con sistemi elettorali tutt'altro che meritocratici, bensì verticistici. Ed ove costoro, cambiando di schieramento, hanno la possibilità di decidere più in base alla loro prospettiva pensionistica, che in base alle reali esigenze del paese. Pensiamo ai fantomatici "Responsabili" and Co.
Pensiamo che, invece, negli Stati Uniti d'America, ove vige un consolidato sistema secondo il quale o ottieni risultati oppure vai a casa, la situazione è diametralmente opposta: anche il figlio di una famiglia non abbiente o sconosciuta ai più, può ascendere ai massimi livelli della carriera. Da noi un sistema di questo tipo apparirebbe piuttosto impensabile.
Ed è molto, molto sconfortante.
In tutto questo un piccolo, piccolissimo spiraglio: in prima serata, pur in una Rai che andrebbe privatizzata (sempre per promuovere il merito e non le logiche partitocratiche o di parte), eccoti "Socrate".
Programma non urlato (stranamente !), non volgare, non scosciato. Programma in cui l'ottimo Giancarlo Giannini legge brani di Socrate e di altri grandi. Programma sobrio e che - guarda un po' tu - tre milioni di telespettatori hanno anche premiato.
Si potrebbe fare meglio, si potrebbe fare di più. Vero, verissimo. Si potrebbero invitare persone ancor più comuni, che però hanno qualche cosa da dire e da dare, ancor più giovani volenterosi, leggere ancor più brani in diretta televisiva. Magari si potrebbe anche pensare ad una piccola striscia quotidiana, dopo il telegiornale, in cui discutere di filosofia, cultura ed attualità.  
Il vento sta cambiando, gente, il segnale è chiaro, ma occorre ampliare il progetto e renderlo permanentemente attivo.

Luca Bagatin



13 aprile 2011

MASSIME ED AFORISMI (caustici come la soda) by Luca Bagatin



L'omertà non esiste.
Esiste l'oMERDà, ovvero quel comportamento in cui non si denunciano fatti o reati più o meno gravi.
E' chiaro, dunque, che l'oMERDoso è definibile anche, in gergo, "omm e merd" !




Ho sempre pensato che sarebbe bene non vivere oltre i sessant'anni e, comunque, non sopravvivere troppo alle persone a cui vogliamo bene.
C'è chi mi suggerisce ad ogni modo che, a sessant'anni, si potrebbe anche cambiare idea.




Ama il tuo prossimo come te stesso, ma accertati prima che il tuo prossimo non sia, contemporaneamente, anche il tuo vicino di casa rimposcatole.



Con gli idioti è spesso necessario cambiare idioma



Cercate di rendervi il meno utili possibile. Diversamente, presto o tardi, sarete gettati nel cestino dei rifiuti




Il tradimento non è concepibile fra persone civili ed istruite che hanno compreso il vero senso di sè stessi e dell'intera Umanità.
Forse concetti come amore e fratellanza sono concetti vani in questo mondo materiale. Forse i concetti di bontà, rispetto e lealtà sono meri orpelli di cui si ama riempircisi la bocca per avere la coscienza a posto.
Forse,
ma chi aiuterà il figlio della vedova ?





4 aprile 2011

Per una riforma in senso liberaldemocratico della nostra Costituzione


Ho letto, sull'ultimo numero de "L'Azione Mazziniana" di marzo, un comunicato nel quale l'Associazione Mazzinana Italiana vorrebbe difendere l'Articolo 41 della Costituzione da qualsiasi modifica.
Personalmente, da repubblicano mazziniano, sono perplesso relativamente a prese di posizioni politiche dell'AMI, che dovrebbe essere e rimanere un'associazione indipendente dalla politica nazionale ed incidere piuttosto nella cultura e nella diffusione del pensiero di Giuseppe Mazzini, così poco conosciuto.
Nella fattispecie, la difesa ad oltranza dell'Art. 41 non mi ha mai visto concorde. Lo ritengo, assieme agli Articoli 42 e 43 della Costituzione, fortemente lesivo della libera concorrenza e di una cultura pienamente liberaldemocratica.
La Costituzione italiana, purtroppo, risente solo in minima parte della democratica e liberale Costituzione della Repubblica Romana di Mazzini, Saffi ed Armellini del 1849.
La carta costituzionale votata nel dopoguerra, purtroppo, risente moltissimo della cultura cattocomunista che le forze reazionarie Dc e Pci vollero purtroppo imprimerle.
E ciò sin dall'Articolo 1 che vuole l'Italia una Repubblica fondata sul lavoro e non già, come invece proponeva Ugo La Malfa, fondata sui "diritti di libertà e del lavoro" (il lavoro è un diritto, non un dovere come nell'ex Unione Sovietica e la libertà è diritto individuale che è bene sempre rimarcare).
L'Articolo 41 è fortemente ambiguo. Garantisce la libera iniziativa privata, ma al contempo ribadisce l'intervento pubblico in economia, senza garantire nel nostro Paese un'effettiva concorrenza. Che è invece aspetto che, per un Paese che guarda all'Occidente liberale, andrebbe rimarcato proprio nella nostra carta costituzionale.
Gli articoli 42 e 43, invece, parlano degli espropri di Stato che, ribadisco, andrebbero il più possibile limitati proprio per non ledere la proprietà privata che è un bene fondamentale per ciascun cittadino libero.
In tal senso ritengo, nello spirito liberaldemocratico che ha animato i Padri Costituenti di estrazione repubblicana e liberale, che la Costituzione andrebbe rivista proprio nell'ambito di quegli articoli (compreso l'Articolo 7 che ha introdotto i fascisti Patti Lateranensi) di impronta arcaica e comunque di ispirazione cattocomunista, illiberale e dunque conservatrice.

Luca Bagatin



17 novembre 2010

Non tarpate le ali a Roberto Saviano



La Rai non è servizio pubblico. Non lo è mai stato: nè nella Prima nè tantomeno nella Seconda Repubblica.
E' un'azienda di Stato da sempre politicizzata ed andrebbe, come previsto peraltro da un referendum vinto a maggioranza nel 1995, privatizzata in toto.
A parte questa premessa, stupisce davvero che i politici della Seconda Repubblica, oltre a gestire la Rai come da prassi consolidata, si permettano di censurare programmi e/o di querelare questo o quel presentatore televisivo.
Fu celebre il caso di Sabina Guzzanti e di Daniele Luttazzi, comici e professionisti della satira. Oggi tocca allo scrittore Roberto Saviano che, come noto, avrà anche delle idee politiche, ma è e rimane un narratore, un uomo di cultura.
E va bene, si dirà anche che "Vieni via con me" di Fazio e Saviano è schierato politicamente a sinistra, ma dov'è lo scandalo in una televisione di Stato politicizzata e che si spartisce equamente, da decenni, gli spazi ? Un tempo la tivù di Stato era divisa fra democristiani, socialisti e comunisti. Oggi la tivù di Stato è lottizzata da PdL, Pd e Lega Nord.
E' uno scandalo, ma tale è e rimarrà sin tanto che l'azienda non sarà messa sul mercato. Tre reti pubbliche poi....ma dove si è mai visto ?
Il punto è che è davvero scandaloso che un politico quereli un comico, un artista, un uomo di cultura per il lavoro che svolge. E' un fatto che non accade davvero in nessun Paese dell'Occidente democratico.
Nello specifico, poi, lo scrittore Roberto Saviano ha semplicemente riportato i fatti di un'inchiesta antimafia che riferisce come e perché la mafia si sia infiltrata in Lombardia. Si è infiltrata anche per mezzo della Lega Nord ? Può essere. Lo dimostrerà l'inchiesta. La Lega Nord non è il partito degli onesti, tanto più che non è ancora stato dimostrato che in Italia e/o altrove esista un "partito degli onesti". I partiti, come ogni organizzazione, anche la più ridicola, sono fatti da individui. Ed ogni individuo è diverso dall'altro: ci sono onesti e disonesti.
Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni si indigna per queste dichiarazioni e querela Saviano.
Ma chi mai ha chiamato in causa Maroni ? Maroni può anche essere un ottimo Ministro dell'Interno, ma, forse, proprio le dichiarazioni di Saviano dovrebbero suonargli da campanello d'allarme e, anzichè querelare lo scrittore (che, come tale, sarà anche pur libero di narrare i fatti), dovrebbe invece aprire un inchiesta in Lombardia proprio all'interno del suo stesso partito per verificare come stanno i fatti.
E magari espellere le mele marce dalla Lega Nord ed agevolare le indagini.
Il programma di Saviano, peraltro, è stato seguito da oltre nove milioni di telespettatori che, stranamente, hanno preferito un programma culturale (che può essere fazioso quanto volete, ma non è questo il punto) ad un programma di mero intrattenimento demenziale come ad esempio il Grande Fratello.
Questo dovrebbe far riflettere in primis la classe politica odierna. Forse il "popolo bue" non è così idiota come sembra.
E' curioso, poi, come fra le nefandezze che caratterizzano la Seconda Repubblica rispetto alla Prima, ci sia proprio questa supponenza nei confronti degli artisti. Questa gara a chi querela di più. Questa volontà di chiudere programmi ritenuti "scomodi".
Prassi che sarebbe stata impensabile ai tempi di De Gasperi, Einaudi, Saragat, Craxi, Andreotti. Pensiamo ad esempio a Giulio Andreotti, democristiano non certo di vedute aperte, quando era Sottosegretario allo Spettacolo, era solito giungere a compromessi con gli artisti cercando il più possibile di evitare censure.
Oggi invece sembra che i politici, ma non certo solo loro, provino piacere ad intasare i già intasati Tribunali italiani con le loro querele.
E' davvero triste, peraltro, che a uno scrittore giovane come Roberto Saviano, che peraltro vive da qualche anno sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia, si tarpino così le ali.
Non sarà davvero la metafora dei giovani meritevoli d'oggi ?

Luca Bagatin



5 novembre 2010

Sentieri Repubblicani: il nuovo sito web nel solco della migliore cultura mazziniana

Giuseppe Mazzini, il simbolo del PRI e Renato Traquandi, autore di sentierirepubblicani.it

Trovo da sempre che Renato Traquandi sia rarissimo esempio di giornalista e miltiante politico capace di portare quella ventata di cultura ed impegno che mancava da tempo.
Riportai sul mio blog un suo ottimo pezzo tratto da "La Voce Repubblicana" il 10 gennaio 2008, dal titolo "Ideario Repubblicano".
Renato, militante Repubblicano di Arezzo di lungo corso, è anche parente stretto del militante partigiano del Partito d'Azione Nello Traquandi, sepolto nel cimitero di Trespiano assieme a Carlo e Nello Rosselli, Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini.
Della storia e delle idee politiche di Renato Traquandi condivido praticamente tutto. Ci leggevamo già da tempo sul web ed entrambi abbiamo sempre auspicato un'unificazione fra i partiti laici, liberaldemocratici e liberalsocialisti in alternativa a questo bipolarismo.
E, poi, Renato fu, in gioventù, seguace di Randolfo Pacciardi, eroe partigiano della Guerra di Spagna, mazziniano e promotore dell'Unione Democratica Nuova Repubblica, alla quale anche lui si iscrisse. Aggregazione mazziniana anticomunista oltre che antifascista, che teorizzava la nascita di un partito di ispirazione repubblicano-gollista sul modello della Francia. Per questo subì, assieme a Pacciardi e anche al già partigiano liberale Edgardo Sogno, l'accusa di golpismo da parte di Luciano Violante. Accusa che terminò con una piena assoluzione di tutti i coinvolti.
Questa, fra l'altro, è una vicenda che ho ricordato più volte anche qui, sul mio blog.
E' stato per me, dunque, un gran piacere leggere su "La Voce Repubblicana" di sabato 30 ottobre scorso, un pezzo di Renato Traquandi che presentava il nuovo sito web da lui curato: www.sentierirepubblicani.it.
Un sito graficamente giovane, che, nel maremagnum di internet, ha la sola pretesa (certo non piccola) di raccogliere interventi e saggi di storia politica e culturale repubblicana, come non è mai stato fatto sino ad oggi.
Sentieri Repubblicani, infatti, ha per sottotitolo "Scuola Repubblicana" ed è, dunque, un agilissimo strumento di consultazione ed approfondimento per tutti coloro i quali voglono saperne di più sul nostro Partito Repubblicano Italiano.
Un partito vivo più che mai, come gli ideali di quel Giuseppe Mazzini che, in un'epoca di grandi sconvolgimenti, gettò le basi per un'Italia, un'Europa ed un Occidente laico, moderno ed affratellato. Contro ogni totalitarismo e fondamentalismo politico e/o religioso.

Luca Bagatin



18 ottobre 2010

"[facebook] Bastardi senza gloria" by LadyMarica

QUANDO I MASS-MEDIA HANNO SETE DI SANGUE
presentazione di Luca Bagatin

Personalmente non avrei per nulla voluto parlarne.
Trovo che la mediaticità sia l'esatto opposto dell'approfondimento e che, anzichè elevare le coscienze, le degradi al punto da assuefarle.
Assuefarle ad un certo tipo di scandalismo gossipparo, ad un certo tipo di cronaca nera sanguinosa e sanguinaria che tiene milioni di telespettatori e di lettori con il fiato sospeso come fossero in un film horror. Ed invece è la realtà.
Una realtà di cui - alla gran parte dei telespettatori e lettori - non importa, sotto il profilo umano, un fico secco.
Stanno lì, davanti ai teleschermi o dietro le pagine di un quotidiano, unicamente per placare la loro "sete" di entrare nelle vite degli altri, spiare, abbeverarsi del sangue altrui. Delle tragedie altrui.
Lo ha spiegato ottimamente Antonello Piroso ieri sera su La7 nel suo editoriale su "Niente di personale".
Lo racconta magnificamente una blogger del Cannocchiale (un'ottima blogger che, non a caso, è presente fra i link di questo blog) - LadyMarica - nel suo ultimo post su www.ladymarica.ilcannocchiale.it e che qui vorrei riportare.
Per riflettere una volta di più.

L. B.




[facebook] Bastardi senza gloria

di LadyMarica



E allora d’accordo, parliamone.

Infondo facciamo parte di questo circolo mediatico, facciamo parte di quelli che volendo o non volendo vengono a sapere. Di meno, e lo spero vivamente, facciamo parte della gente che gusta tutti i dettagli scabrosi. Di quelli che più dettagli scabrosi, macabri, grotteschi, anti-umanità ci sono e più si infilano nella televisone, a godere di quel fiume di sporcizia che gli scorre in mezzo ai piedi.

E chissà poi perché io la sporcizia la vedo sempre liquida.

Forse perché liquida si infila meglio in tutti i posti.

Forse perché le cose liquide, che scorrono, si nascondono meno semplicemente.

 

Perché quando a Matrix ci si diverte tanto a spiattellare quanto abbia o meno eiaculato nel corpo morto della nipote, lo zio, facendo ben attenzione a non perdersi l’inquadratura sul volto della figlia dell’uomo, allora, credo io, abbiamo realmente toccato il fondo.

Parlo di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa, certo.

Non devo specificare come, chi, quando visto che i dettagli sono più pubblici di quanto siano mai stati privati.

 

Proprio per questa “pubblicità” del fatto, chiunque si sente in diritto di dire “chi pensa sia l’assassino” (nemmeno stessimo partecipando a un gioco a premi), di dire quanto gli faccia schifo questo o quel personaggio, di dire quali e quante pene deve ricevere.

Chiunque si sente in diritto di chiamare la ragazza uccisa per nome, dire che è come se fosse sua sorella e tutti gli altri cavoli belli.

 

Comincio seriamente a pensare che la democrazia non sia così “cosa buona” dai tempi di Socrate. O forse la democrazia lo è, forse dico, ma la sua degenerazione in demagogia è quanto di più pericoloso possa esistere.

 

E’ facebook, finestra della nostra società (qualcuno mi dica di no!), a darmi, come spesso, lo schema di quanto sia grave la cosa. Non solo perché è possibile iscriversi a gruppi come questo “per tutti quelli che pensano che Sabrina Misseri sia complice del padre, ma anche e soprattutto perché in quello stesso gruppo è poi possibile scrivere qualsiasi cosa passi per le menti ristrette e insignificanti degli stessi iscritti. Non si potrà essere intolleranti con gli intolleranti, ma io fatico parecchio a non scrivere loro quanto siano cretini. Lì, direttamente in bacheca. Ma con molta probabilità io verrei segnalata e bannata, loro invece indisturbati potrebbero continuare a lasciare commenti come questi che seguono.

Scusate il tono (censuro dove è possibile), riporto soltanto.

 

“DOVETE SOFFRIRE E MORIRE…NON C’E’ RELIGIONE E GIUSTIZIA ALTRUI” . Questo non è un commento, scusatemi. Forse è una lista a caso delle parole che la ragazza conosce.

 

devi morire skifosa tu e tuo padre fate skifo vermi viscidi skifosi fate skifooooooooooooooooooooooooooo”

Metti un’altra k a vanvera? (sempre da una ragazza).

 

brutta put*** tu devi fare la stessa fine di sarah ma km ka**o fai ad uccidere xsone ke nn hanno ftt un ka**o o certa gnt e malata di mnt”. Xsone. Non lo leggevo veramente da tanto tempo. Mnt invece non lo avevo mai visto prima d’ora (anonimo. Che si vergogna di quello che dice, ovviamente).

 

“Skifosa cm si fa a togliere la vita a una stella cm sarah e poi far finta di niente sei una bastarda e tu e tuo padre vi auguro il peggior male del mondo \ saretta riposa in pace pikola ke si fara giustizia ti voglio bene

A parte il facile sarcasmo che posso fare sulla punteggiatura/ortografia/stile, ma ci rendiamo conto del grado di immedesimazione di cui questa casalinga disperata soffre. Che pena. (appunto da casalinga disperata)

 

“Puttana perversa mi fai schifoooooooo vergonati”.  Io francamente non capisco questa facile tendenza a dar della puttana a qualsiasi donna nel mondo che non piace. E viene sempre dalle donne stesse. A Misseri almeno nessuno ha dato del gigolò (da donna sui trent’anni).

 

“Sabrina l'orca assassina marcisci nelle tenebre..” Questi, che non hanno nemmeno la capacità di crearsi un profilo a testa perché devono far capire a tutti che sono fidanzati (cioè che qualcuno “li ama” nonostante la pochezza) hanno pensato che faceva più fico dirlo alla satanista.

“siete la vergogna delle famiglie italiane”. Invece questo gruppo è l’emblema di quelli col cervello? Forte.

 

"Chiattona fai schifo". Già, qualche anno glielo devono dare anche per non aver fatto una dieta prima di essere arrestata.

 

“Bastarda schifosa. Eri gelosa di sara ecco qual’è il problema” Oddio, c’è un punto?

La tipa si è firmata bambolina, non aggiungo altro.

 

“Secondo me sabrina da piccola subiva violenze dal padre ed e questa la verita che ha voluto mettere a tacere!” Siamo contro gli accenti. Dai, dai, sempre più a fondo, vogliamo i dettagli sulle prime volte.

 

“Bastarda ergastolo devi morire” (banalmente un ragazzo).

 

“la devi pagare e devi morire nello stesso modo di come è morta lei..devi soffrire...avete rovinato la vita di una ragazza innocente di 15 anni che aveva tutto il diritto di vivere..
la devi pagare tu e tuo padre..luridi vermi..marcite sotto terra..”
La ragazzina che ha scritto questo messaggio credo abbia circa 17 anni.

                                                          

Ne ho presi a caso, di qua e di là, ma non ho dovuto cercare molto, ce ne sono in ogni commento, in ogni foto, in ogni discussione. Naturalmente io non sto dicendo che i Misseri (o uno solo dei due) siano innocenti, visto che non ho modo di saperlo. E nemmeno sto dicendo “poveracci”, non so nemmeno quello.

Sto dicendo che la magistratura farà il suo dovere, ci sarà una condanna secondo la legge e quindi quanto più giusta possibile (se non vi vanno bene le leggi probabilmente avete votato male) e che solo poi potremmo stupirci di come e quanto avessero mentito prima.

 

Ultima cosa: a sengalare un gruppo ci si mettono circa 30 secondi.

Ah, non ci credete?

Vabbe’, provate segnalando questo. So che è un sacrificio (vista la validità di certe argomentazioni) però ne vale la pena per “imparare le tempistiche di facebook”.

(sono simpatica almeno?).



20 settembre 2010

XX Settembre: festa dei liberali e dei democratici italiani

Sono passati esattamente 140 anni da quel 20 Settembre 1870 che vide entrare i Bersaglieri italiani ed i Garibaldini a Roma, aprendosi una breccia a Porta Pia, sconfiggendo così le truppe papaline e mettendo fine al potere temporale dei Papi.
Nacque così - ufficialmente - un'Italia unita, laica e liberale, voluta da mazziniani, garibaldini, liberali repubblicani, liberali monarchici, ebrei, massoni, anticlericali e cattolici liberali e da quel momento - il XX Settembre - divenne Festa Nazionale.
Festa Nazionale abolita ed oscurata dall'avvento del fascismo e dai suoi Patti Lateranensi, inseriti poi, con l'Articolo 7, nella Costituzione repubblicana con i voti favorevoli di democristiani e comunisti. Autentici continuatori del fascismo.
Oggi siamo in pochi – purtroppo - a celebrare il XX Settembre.
Sicuramente lo celebrano ancora i Massoni che, il XX Settembre celebrano anche l'Equinozio d'Autunno, ovvero l'inizio dei lavori massonici. E sicuramente ce ne ricordiamo tutti noi laici, liberali e repubblicani, che dobbiamo a Mazzini, Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele la liberazione dal giogo e dall'arretratezza del Papa Re di intere Regioni italiane, oggi modernissime.
E mi fa piacere che anche l'organo di stampa vicino all'Udc "Liberal", ogni anno (mi auguro voglia farlo anche oggi), pubblichi volentieri il mio pezzo in ricordo ed onore del XX Settembre, il che, forse, significa anche che è interesse del mondo politico cattolico liberale e di cultura degasperiana quello di ripristinare tale importante festività.
Importante festività di e per tutti gli italiani ed i sinceri democratici. E pensare poi che in Parlamento giace ancora una Proposta di Legge bipartisan di inizitiva dei daputati Pepe (PdL); Farina Coscioni (Radicali-Pd), Lehner (PdL) e Turco (Radicali-Pd) per il ripristino del XX Settembre quale Festa Nazionale.
Vediamo invece e purtroppo il riaffacciarsi di tentativi revisionisti relativamente al Risorgimento. Non ultimi gli attacchi del regista e sceneggiatore Mario Martone che ha definito Giuseppe Mazzini un "terrorista" e lo ha paragonato ai fondamentalisti islamici.
Oppure i tentativi filo borbonici e filo clericali di onorare la memoria dei caduti zuavi pontifici. Che è poi cosa non troppo dissimile dall'onorare la memoria dei caduti nazifascisti, scusate.
Se l'Italia è oggi unita, sovrana e democratica, nel bene e/o nel male, lo dobbiamo anche se non soprattutto al Risorgimento ed ai suoi martiri.
Martiri che combatterono o a fianco dell'emancipazione dei lavoratori e degli operai guidati da Mazzini e Garibaldi, oppure a fianco della Monarchia sabauda guidata dal conte di Cavour e da Vittorio Emanuele.
Tutti eredi di quel laicismo, liberalismo ed anticlericalismo che si è da sempre opposto ai totalitarismi ed ai dogmatismi. In nome della libertà di scienza, coscienza e di culto.

Luca Bagatin



8 dicembre 2009

Dan Brown: uno spirito laico e spiritualista contro la barbarie dogmatica e materialista



Sono un divoratore di thriller, in particolare di thriller esoterici, ma Dan Brown non è decisamente il mio scrittore preferito, nel settore.
Non che non sia bravo, per carità, solamente non è particolarmente brillante come ad esempio i suoi "colleghi" Eric Giacometti e Jacques Ravenne, autori di numerosissimi thriller a sfondo massonico che da anni stanno spopolando in Francia e prendendo piede anche in Italia.
Dan Brown, sin dal suo primo libro approdato in Italia - Il Codice Da Vinci - mi ha subito lasciato perplesso per il semplice fatto che è stato immeritatamente pompato dai mass-media.
E si noti che la storia di Maria Maddalena sposa di Gesù era arcinota e diffusa in numerose pubblicazioni (ricordiamo qui, per tutti, le Edizioni Amrita) precedenti. Delle quali nessun media ha mai pressoché accennato.
Ridicole sono peraltro le critiche alle opere di Dan Brown provenienti dalla Chiesa cattolica, visto che si tratta di letteratura e visto anche che la Storia della Chiesa è piena zeppa di mistificazioni sin dalla sua fondazione ad opera dell'Imperatore Costantino. E non c'era certo bisogno di un Dan Brown qualsiasi per rivelarlo. E' sufficiente approfondire la sua storia e la sua iconografia (a partire dalla Croce, simbolo mutuato dall'Antico Egitto e che nulla ha a che vedere con la morte di Gesù).
Ad ogni modo, da studioso ed appassionato di Massoneria ed Esoterismo, non potevo lasciarmi sfuggire "Il simbolo perduto", l'ultimo romanzo di Brown di cui, molto probabilmente, vi parlerò più diffusamente in un altro articolo.
Finalmente Dan Brown abbandona le disquisizioni attorno alla Chiesa cattolica ed al Vaticano e ci parla della Massoneria - in particolare di quella americana - e del simbolismo ad essa riferita.
Gli Stati Uniti d'America sono una grande democrazia e lo sono grazie ai massoni.
Dan Brown parte proprio da questo concetto e lo sviluppa via via parlando dei Padri fondatori degli USA: George Washington in primis.
Qui, più che parlare del romanzo in sé, mi interessa piuttosto approfondire le interessantissime e condivisibili affermazioni che Dan Brown ha rilasciato al settimanale Panorama il 29 ottobre scorso.
Brown irride alla "teoria del complotto" che vede la Massoneria come un'organizzazione di complottardi e - pur non essendo massone - si dichiara apertamente benevolo nei confronti della Massoneria in quanto "modello straordinario di tolleranza spirituale a livello globale". A differenza del Vaticano e quindi della Chiesa cattolica che, secondo Brown, esaspera il conflitto religioso e lo definisce "una struttura di potere antica e sorpassata rispetto a un mondo diventato sempre più piccolo dove persone di fedi completamente diverse vivono gomito a gomito".
E' in questo senso che Dan Brown plaude alla Massoneria in quanto foriera di "una spiritualità diversa, più aperta e tollerante" in quanto aperata a tutte le fedi e concezioni spirituali.
Un discorso di questo tipo farebbe subito venire i travasi di bile alle alte Gerarchie Vaticane e sicuramente anche alla nostra triste ed incolta classe politica, sempre meno laica e sempre più china di fronte alle elucubrazioni dettate dalla "fede".
L'approccio spirituale di Dan Brown mi piace decisamente e lo condivido. In special modo quando, nell'intervista, parla di come si sia allontanato da una fede dogmatica inculcatagli da bambino perché un prete gli rispose che non era da "bambini educati" porsi delle domande su Dio (mi ricorda me stesso all'età di 10 anni, quando smisi di frequentare la Chiesa per lo stesso motivo !) .
Dan Brown afferma ad ogni modo di essere deista e spiritualista, un po' come i massoni, e porta a sostegno una particolare scienza - la noetica - di cui parla diffusamente anche ne "Il simbolo perduto", che afferma come i pensieri degli individui abbiano una massa, che possano influenzare la materia, specialmente quando molte persone si concentrano sullo stesso obiettivo.
Mi ha colpito anche molto la passione di Dan Brown - da me condivisa - per le opere di Mark Twain, decisamente sottovalutate in Italia, ma dai profondissimi contenuti morali e filosofici.
Brown afferma che l'ultimo libro che ha letto è stato "Lettere dalla Terra", di Twain, ove il protagonista, Satana, è stato mandato sulla Terra per conto di Dio a studiare l'Umanità. Ed ove Satana ne trae come conclusione che gli esseri umani hanno delle concezioni folli in fatto di sesso e religione.
Un Dan Brown decisamente inconsueto, profondamente laico e profondamente spirituale.
Un figlio dell'America a Stelle e Strisce ove una profonda concezione dello Stato laico convive con una profonda concezione morale e spirituale dell'individuo e dell'Universo che si trova a vivere.
L'esatto opposto della nostra trista Penisola ove crocifissi, telefonini, Grandi Fratelli e banalità politiche sono unite a formare un Circo Barnum di ignoranza e stupidità profondamente radicate.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini