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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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9 agosto 2012

Otto anni di blog.

  • Un dolore mi trafisse il cuore, come succedeva ogni volta che vedevo una ragazza che mi piaceva andarsene in direzione opposta alla mia in questo mondo troppo grande
  • (Jack Kerouac)
  • Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte (Jack Kerouac)



Quando mi feci crescere la barba e scelsi di usare occhiali dalla montatura ben visibile, mi dissero che così rischiavo di creare una sorta di barriera fra me e gli altri.
Alzai le spalle e me ne fregai altamente.
Barba e baffi me li disegnavo sin da bambino, con penne e matite e, quanto agli occhiali, non metterei le lenti a conttatto nemmeno se mi offrissero un milione di dollari in contanti (odio i corpi estranei).
Quando mi feci crescere la barba era il 2004 o forse prima. Barba e occhiali, nel corso degli anni, sono diventati due segni distintivi per me irrinunciabili. Ed anche il portare sempre con me una borsa a tracolla zeppa di libri, riviste, appunti, profilattici, sigarette, a volte anche una macchina fotografica che mi ha regalato una donna speciale.
Nel 2004 nacque questo blog, alla fine di uno dei tanti, troppi, periodi difficili della mia vita.
Era il 9 agosto ed avevo voglia di un luogo in cui raccogliere le mie esperienze, i miei racconti, le mie poesie.
Avevo venticinque anni ed avevo passato i miei anni precedenti dividendomi fra attività politica, prima in gruppi di estrema sinistra e poi libertari e liberali. Avevo letto tutto Marx a quindici anni, preferendo ad ogni modo, Engels. Poi ero passato a Tocqueville, Adam Smith, ma soprattutto Giuseppe Mazzini e non dimenticandomi delle lezioni di Ernesto Rossi e Filippo Turati (e nessuno mi chieda, per favore, con faccia ebete, "chi cazzo sono ?").
Fra i miei venti e venticinque anni avevo letto tutti gli autori della Beat Generation e praticato diverse discipline orientali: buddhismo (essendo certo che l'unico autentico buddhismo, se proprio ne esiste uno, è quello Zen); induismo, frequentando Hare Krishna, commentando la Bhagavad Gita (rimanendo letteralmente innamorato della figura di Krishna che sì, cazzo, è Dio, ma anche noi lo siamo proprio perché lo è lui, che è blu come la nostra anima); frequentando teosofi e devoti di Sai Baba.
Ho studiato un po' di Freud. Ma soprattutto Jung.
Ero animato unicamente da un'ancestrale spirito di ricerca e non certo perché qualcuno me lo aveva inculcato nel cervello o perché mi avesse spinto la mia famiglia, visto che non ho mai avuto una famiglia, nel senso più tradizionale del termine (e questo fu un bene).
A venticinque anni avevo deciso di mettere su pixel queste mie esperienze, per mezzo di racconti, barzellette, koan zen e altro. Alla fine www.lucabagatin.ilcannocchiale.it è diventato molto di più e molto altro.
Su questo foglio elettronico pixellizzato (io che di tecnologia non ci ho mai capito nulla e che mi innervosisco perché non so inviare sms con telefonini di nuova generazione che, per fortuna, non ho mai acquistato...ma mi viene l'ansia se penso che ne sarò, presto o tardi, costretto), messomi di buzzo buono ad imparare i rudimenti dei blog e dei siti web (fra le altre cose ero anche reduce da un corso di realizzazione di siti web finalizzati al marketing), ecco che ho dato vita a questo piccolo luogo.
Che oggi è visitato da 300 persone e passa al giorno e sul quale sono accadute le cose fondamentali della mia vita.
Qui mi sono innamorato, per la prima volta. Qui ho conosciuto amici fraterni, che hanno collaborato con me (o dato suggerimenti che si sono rivelati utili) a progetti culturali importanti: Bazar, Peter Boom, Nathan Gelb, Andrea G. Pinketts, per citarne alcuni.
Qui ho dato vita a storie nelle quali i miei alter ego quotidiani hanno preso vita: Dylan Dog, Frencesco Dellamorte, Michele Apicella. Racchiusi in Baglu: eroe/antieroe alla ricerca di una libertà che non trova in questa vita e che si illude di trovarla nell'altra, dalla quale, peraltro, proviene.
Qui ho scritto un sacco di articoli, che mi hanno aperto la strada alle prime collaborazioni professionali. Ho scritto sempre senza peli sulla lingua, attirandomi anche le critiche e le diffamazioni di qualche stronzo malcagato (che per sua fortuna non mi ha conosciuto personalmente, con tutta la mia impazienza e rabbia in corpo, tale da poter stendere un elefante furioso). Ma, si sa, la cacca rimane per terra. E non è il caso di schiacciarla.
Qui ho combattuto le mie battaglie contro i fighettini (specie "de sinistra", senza che sapessero che cazzo volesse dire) ed i figli di papà; contro la pubblicità e le mode, ovvero la corruzione della mente. L'ho fatto qui ed ho potuto farlo perché non ho mai avuto nulla da perdere, né nulla da guadagnare.
E non si può abbattere chi non ha mai avuto paura di morire. Perché ha compreso il sottile filo che lega la vita alla morte.
Dovrei parlare della crisi economica, forse. No, non mi va di parlare di crisi, proprio io che sono in crisi da vent'anni buoni. Alla ricerca di un significato da dare al Tutto (per fondersi e confondermi in esso ? No, per me è una cazzata !).
Bando ai discorsi seri e veniamo alla facezie.
Facciamo un bilancio di quest'anno bloggifero e scritturifero: nuove collaborazioni interessanti a riviste e realtà editoriali prestigiose quali "Officinae" e "Palazzo Vitelleschi", organi della Gran Loggia d'Italia degli ALAM (e tutto il mio ringraziamento va al Gran Maestro Luigi Pruneti, anche per avere avuto il coraggio di linkare questo blog sul suo sito web ;-)); "Le Città", nuovo e ottimo freepress romano diretto da Daniele Priori; "Lamescolanza", il sito di Cesare Lanza, che è diventato un amico e che ha dato vita ad un progetto per il ritorno al merito.
Fra le altre cose devo ringraziare Aldro Gritti, giovane sacerdote e ricercatore, che mi ha dato la possibilità - in esclusiva e solo per questo blog - di intervistarlo a proposito delle sue ricerche relative al Manoscritto Voynich.
Questo piccolo luogo, se lo vorrete, continuerà ad esistere. Continuerà ad offrire punti di vista non scontati, a volte difficili da sostenere, ma profondamente autentici.
Continuerà a promuovere idee, laboratori, talenti. Progetti, pur in questa crisi che è prima di tutto crisi di valori, di identità e di affetti.
Chi scrive lo sa bene.
Ed ora le promesse per il nuovo anno: una nuova intervista al prof. Aldo A. Mola; una all'attrice Lavinia Guglielman ed un'altra all'attrice Ilaria Drago. Nuove avventure di Baglu; nuovi aforismi di Paolo Bianchi; nuove battaglie politico/culturali per i diritti individuali e le libertà economiche, contro la partitocrazia e lo Stato criminale.
In pieno stile beatnik.



28 marzo 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Il monologo degli amori perduti" monologo by Baglu



Due rarissime foto di Baglu bambino, con il suo primo fratellino Fulmine


Qualche settimana fa sono rimasto colpito da una frase che un certo Sergio NonSoCheCosa mi ha scritto su un forum su internet. Mi ha scritto una cosa tipo che io faccio "propaganda frocista".
Ecco, io di solito i forum ed in gruppi sul web non riesco a seguirli. Mi fanno innervosire, perché sono persuaso che lì si annidi tutta la frustrazione e la stupidità umana, già scarsamente repressa nella vita di tutti i giorni.
Era il 1986, allora avevo 7 anni e nella mia classe, nella scuola elementare G. Garibaldi di .... tutta la 2A o quasi, si faceva beffe di un ragazzino rom, della nostra età, che era finito nella nostra classe in quanto il circo della sua famiglia era di passaggio nel paese.
Lo schernivano, gli dicevano che era diverso, che era scuro e parlava una lingua strana. Fu la prima ed ultima volta che feci a botte con un gruppo. Le diedi, ma, ovviamente, soprattutto le presi.
Da allora iniziarono a trattarmi come un tipo strano, anzi no, in qualche modo già lo facevano perché, a differenza degli altri, non ho mai avuto un padre (io ovviamente consideravo gli altri strani...e assai poco raccomandabili, specie dopo la vicenda del ragazzino rom).
Dal 2001 al 2003 ho frequentato gli Hare Krishna ed ho anche praticato diversi tipi di buddismo. Portavo i capelli un po' più lunghi di oggi e persino la mia barba era più lunga di oggi. Leggevo Kerouac e Burroughs. Ascoltavo mantra vedici e i Beatles ed anche i Grateful Dead. Avevo un passato di giovanissimo militante di estrama sinistra prima e poi nel Partito Radicale e nei movimenti ambientalisti, liberali e libertari. Avevo persino organizzato raccolte di firme e manifestazioni in solitaria.
Rovistando nei miei cassetti ho ritrovato delle vecchie lettere che Alice mi scriveva. Mi scriveva cose tipo "mi scopo il tuo cervello ogni volta che ti leggo e poi in testa giro filmini degni di Liala". Era il 2004 e, allora, Alice era una dei miei pochi lettori di allora.
Poi mi scriveva anche di non arrendermi e mi chiamava "Uomo", quello che in 28 anni di vita non aveva mai incontrato.
Mah...Mi stupiva allora, mi stupisce oggi. E mi commuove.
Sfogliando le cose che mi scriveva trovo anche parole tipo: "Gli uomini che catturano il mio interesse sono pochi. O meglio nulli. Banali, ripetitivi, volgari e maleodoranti. Epperò... tu, mi sembri l'opposto".
E concludeva con: "Mi piace il tuo cervello. Ecco, tu non sei un uomo. Sei un'essenza velata di cose, ideali, sogni e lotte. Tutto ciò per cui io vivo e ansimo".
Ancora oggi quelle parole mi emozionano. E non so nemmeno se davvero merito.
So che questi miei ideali, sogni e lotte mi hanno fatto molto soffrire nel corso della vita. E scavato voragini profondissime, che so per certo non si rimargineranno.
Alcuni giorni fa ho trovato un gattone nero. Ero convinto fosse mio fratello Mirtillo ed invece...ed invece si trattava di un altro gatto che, inizialmente pur non sapendolo, ho portato a curare dal veterinario.
E' stata la prima volta, per me, da un veterniario. Non voglio più tornarci. Ho avuto le vertigini nel vedere gattini, cagnolini e persino un coniglio sofferenti. Pensavo avrei vomitato l'anima e non ero nemmeno provvisto di sigarette per...sfogarmi un po'.
Non sono riuscito a piangere. Il mio sguardo era perso nel vuoto.
Al "mio" gatto è stato diagnosticato un trauma cranico, con totale lesione al sistema nervoso.  A rischio morte o paralisi.
Nel tornare a casa è stata grande la mia gioia nel trovare il mio Mirtillo a casa, festoso. Il gattone che avevo portato dal veterinario era un suo perfetto sosia.
L'ho curato per due giorni, senza alcun risultato. Le sue condizioni già gravi, sono peggiorate, con emorragia interna. Questa notte è spirato.
Ciao, piccolo gattone nero.
Ho pianto. Forse per la prima volta dopo molto tempo.
C'è una cosa che non riesco a sopportare e a superare: la morte delle persone care. La perdita delle persone a me care.
E' una cosa che non supererò mai ed alla quale penso da almeno 25 anni. Lasciamo perdere le teorie sulla vita e la morte. Posso crederci anche, ma non posso accettare.
Al massimo, posso solo rassegnarmi.
Come per la fine del mio rapporto con Lei. Spesso ci penso e rimango completamente muto, silente, solo con il mio cuore.
E' ormai passato quasi un anno...ma so che la ferita non si rimarginerà mai. Come quelle che porto sul mio corpo: al massimo si tramutano in cheloidi.
Alcune settimane fa un killer ha ucciso dei bambini. A Tolosa. In una scuola ebraica. Ancora odio, ancora odio razziale. Ma come si fa, dico io. Possibile che nessuno si renda conto di come l'uomo sia l'unico essere vivente che nasce stupido e spesso rimane tale per tutta la vita ? E che spesso rifiuta ogni tipo di educazione, di approdondimento, di...amore ?
Non posso accettare l'odio razziale. Non posso accettare l'uccisione di dei bambini. Non posso accettare chi abusa di bambini. Non posso accettare chi commette violenza su soggetti più deboli.
Penso commetterei una pazzia se fossi presente ad atti di questo tipo. Ma sono presuaso anche che non si tratterebbe di pazzia, bensì di reazione. Legittima.
Mi dicono che in Italia i partiti politici stanno completamente perdendo ogni tipo di fiducia da parte del loro elettorato. Mi dicono anche che, per le prossime elezioni amministrative, stanno fioccando le liste civiche...ove sicuramente si nasconderanno i soliti politici impuniti, vecchi, stantii, con le loro proposte vuote e la loro bramosia di potere.
Non sono mai stato d'accordo con quella norma che prevede, a livello amministrativo, di dare più potere ai Sindaci. Ci sono Sindaci che stanno depredando i loro Comuni e che li stanno impunemente distruggendo. Senza che nessuno dica nulla, anzi, pare che questa sia la legge.
Ed io mi chiedo se ciò sia giusto e mi dico che no, non lo è.
Ma nessuno si ribella. In Italia nessuno lo farà mai e, se qualcuno lo farà, lo farà solo perché indottrinato da qualche astrusa teoria fondamentalista. E pericolosa.
Non sopporto, poi, la gente che sale sul carro del vincitore. E di questa gente ne è pieno lo Stivale. Ipocrisia...bugie...ecco i nuovi reati da perseguire. Le situazioni artefatte, ovvero fatte ad arte.
Una volta si sono rifiutati di farmi entrare ad un convegno in quanto mi mancava la "tessera associativa". Quella è stata la prima volta in cui mi sono sentito davvero discriminato ed ho capito quanta ipocrisia ci possa essere in certe parole altisonanti che vengono ripetute in maniera vuota e senza essere interiorizzate.
Concetti come "Fratellanza" prima si interiorizzano e poi, forse, solo molti decenni dopo (o molte vite dopo, chissà), possono essere proferiti. Ma nessuno vuole comprenderlo.
Non lo so. Temo di aver parlato troppo. Di aver annoiato qualcuno ed anche me stesso.



23 marzo 2011

Luca Bagatin: un Repubblicano libertario nel Consiglio comunale di Pordenone, nella lista civica "Il Ponte", con Gianni Zanolin Sindaco

Il 15 maggio prossimo, a Pordenone, si terranno le elezioni per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale. Come referente del Partito Repubblicano Italiano, come laico, liberale e libertario da una vita, mi sono candidato nella lista civica "Il Ponte", a sostegno del candidato a Sindaco Gianni Zanolin: al di fuori degli schieramenti politici.


Se sarò eletto nel prossimo Consiglio comunale di Pordenone, mi impegnerò relativamente a queste tematiche:


LAICITA' E DIRITTI:


    • Istituzione del registro comunale delle unioni civili per coppie etero ed omo affettive.

    • Opposizione a qualsiasi finanziamento diretto e/o indiretto ad istituti confessionali e religiosi.

    • Promozione e valorizzazione della cultura laica.

    • Politiche a sostegno dei malati, dei disabili e degli anziani.

    • Politiche a sostegno dei diritti degli animali.


RISPARMIO AMMINISTRATIVO:


  • Taglio degli esuberi e degli sprechi nella Pubblica Amministrazione.

  • Riduzione delle indennità di carica di Sindaco ed Assessori del 20 %.

  • Abolizione delle circoscrizioni comunali ed introduzione del Bilancio partecipativo sull'esempio dei molti Comuni italiani (Arezzo, Bergamo, Cinisello Balsamo, Reggio Emilia...).


INVESTIMENTI DI PUBBLICA UTILITA':


  • Costruzione di cinquemila posti auto al di fuori della città.

  • Potenziamento del servizio di bus navetta al fine di collegare i parcheggi esterni al centro città e riduzione delle tariffe del trasporto pubblico urbano.

  • Tutela dei parchi e del verde pubblico e recupero di aree verdi a partire dai Giardini di Piazza IV Novembre.

  • Incentivi al piccolo commercio, con istituzione di mercatini tematici e dell'antiquariato tutte le domeniche.


Luca Bagatin, nato a Roma il 15/02/1979.

Sono componente del Direttivo provinciale del Partito Repubblicano Italiano, partito nel quale milito da qualche anno. Faccio politica da quando avevo 17 anni, da sempre nell'area laica, liberale e libertaria.

Sono giornalista del quotidiano nazionale “La Voce Repubblicana”. Faccio parte del comitato editoriale della rivista di cultura massonica “YR Magazine”, organo del Rito di York del Grande Oriente d'Italia. Sono inoltre componente della redazione della rivista specializzata nelle tematiche legate al mistero ed all'esoterismo a tiratura nazionale “Secreta Magazine”; nonché sono redattore dell'Agenzia di Stampa “Laici.it”.

Collaboro inoltre da diversi anni con le riviste specializzate di Storia risorgimentale “Camicia Rossa”, “Il Pensiero Mazziniano” e “L'Azione Mazzinana”.

Sono iscritto da dieci anni alla Società Teosofica Italiana ed all'Associzione Mazziniana Italiana, nell'ambito della quale ho ricoperto importanti incarichi in seno alla Sezione udinese intitolata all'Eroe della Resistenza “Luciano Bolis”.

Curo da sette anni il visitatissimo blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it



25 dicembre 2010

Buon Solstizio ! Buon Inizio !



Carissime amiche, amici, lettrici e lettori,

come ogni fine anno, desidero, con questo post, farVi gli auguri per un Buon Solstizio d'Inverno e per un 2011 ricco di nuove avventure spazio-temporali.
E, come ogni anno, desidero rammentarVi il significato profondo della festività nella quale stiamo entrando, ripulita dalle astrusità delle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate, foriere di menzogna e malafede (a proposito di fede....).
Fra il 21 ed il 25 dicembre, anticamente, si festeggiava il "Natale del Sole Invincibile" o "Sol Invictus", mutuato successivamente anche dalla religione cristiana come data convenzionale della nascita di Gesù detto "Il Cristo".
Anche oggi, gli gnostici, festeggiano la "Festa della Luce" o "Natale del Sole invincibile" in quanto astronomicamente - nell'emisfero nord -  il sole sembra fermarsi in cielo ed inverte il proprio moto.
Il buio della notte raggiunge dunque la sua massima estensione e la luce del giorno, la minima.
Subito dopo il Solstizio, la luce del giorno torna ad aumentare ed il buio della notte si riduce sino al solstizio d'estate.
Il sole, dunque, non sprofonda nelle tenebre, ma "rinasce" e diventa "invincibile".
Ecco perché il 25 dicembre è la festa di tutta l'Umanità e di tutte le culture e civiltà del mondo: in Egitto si festeggia la nascita del Dio Horus, in Persia il Dio Mitra, nella cultura vedica la nascita di Krishna e così via Zaratustra, Attis, Adone, Freyr....e dunque Gesù.
E questo da secoli prima del primo Natale cristiano, imposto (in malafede, appunto) dall'Imperatore Costantino nel 330 d.C.
Il 25 dicembre ha dunque un profondissimo valore simbolico e spirituale che abbraccia - forse per la prima volta - tutte le Culture e le Tradizioni del globo, all'insegna dell'Illuminazione esteriore ed interiore.
Desidero cogliere l'occasione di questo mio messaggio di auguri per ringraziare delle persone speciali che sono state per me importanti per questo 2010 e lo saranno negli anni a venire.
Innanzitutto ringrazio la mia dolce metà che da oltre un anno alberga nel mio cuore.
Non necessariamente in ordine di importanza (siete tutti importanti, cari amici ! ) ringrazio Peter Boom, il cui apporto contenutistico è assolutamente indispensabile a questo blog e perché è per me talvolta come un padre; lo scrittore noir Nathan Gelb, in particolare per una cosa che lui sa e che mi auguro di poterVi annunciare nel corso del nuovo anno; il prof. Pier Franco Quaglieni per la grande disponibilità a presentare a Pordenone il suo saggio su Mario Pannunzio e per la continua collaborazione che ci lega; Raffaele Stoppini, Presidente del Circolo di Corrispondenza della R.L. Quatuor Coronati 1166 all'Or. di Perugia (GOI) per la spontanea collaborazione culturale che mi ha offerto; i membri del
Gran Capitolo dell'Arco Reale del Rito di York del GOI ed in particolare la redazione del blog www.rdyork.blogspot.com e della rivista "YR Magazine" per la collaborazione culturale che ci lega da qualche anno; Francesca Vigni, indispensabile per approfondire il rapporto donne e Massoneria ed indispensabile apporto per intraprendere una battaglia di civiltà esoterica (per così dire ); Sergio Colombi, che quest'anno - dopo anni di scaramucce epistolar-web-politiche - è venuto a trovarmi a Pordenone.
Mi scuso se per qualche assurdo motivo ho dimenticato qualcuno.
Non faccio promesse per il nuovo anno (detesto le promesse, molto meglio i fatti ). Mi auguro solo che questo anfratto di libertà elettronica possa continuare a sopravvivere.
Altrimenti dovremo inventarci qualche cosa d'altro, no ?
Auguri ancora. Di cuore.

Luca Bagatin


.....e un augurio anche da parte di Babbo Natale-Peter Boom, impegnato in questi giorni nella consegna dei regali ai bambini purtroppo ricoverati negli ospedali del viterbese.....



8 dicembre 2010

G(o)odbye John, cantore nudo come la verità




29 gennaio 2008

"MI SONO INNAMORATO, ANCHE SE, MA PERO'...." racconto by Luca Bagatin


Sono di Roma, classe ’59, quindi vecchio. Faccio il musicista New Age e lo scrittore a tempo perso.
Ho un problema. Mi sono innamorato. Normale direte voi. Normale un piffero dico io. Lei ha quasi trent’anni meno di me.
Ma non è questo il problema. Il problema è che mi sono innamorato. Anzi no, invaghito. Visto che io non mi innamoro da più di dieci anni.
Il fatto più grave è che anche lei, Alessia, si è innamorata di me, anche di più. Lei è strana.
Fuma tre pacchetti al giorno di MS, beve almeno una decina di caffè…ma mi sono stancato di parlare di lei. Il fatto è che il mio amico Baz mi ha detto: “Scrivi un racconto d’amore, di quelli che sai scrivere tu, così te lo pubblico sull’ “Osterina”” (la fanzine che Baz dirige).
A Baz ! Se scrivo un racconto và a finì che lo faccio autobbiografico!
Flasback: nel ’79 ero iscritto al PCI e lavoravo in fabbrica. Mi sono fatto il culo per dieci anni, poi nell'88 ho smesso. Mi sono licenziato.
Nel ’88 ho conosciuto Nina, la mia ex compagna. La Nina l’ho conosciuta a Roma, in Campo de’ Fiori, ad un comizio di Marco Pannella. Lei, elegante, in tailleur. Io barba lunga e capelli oltre le spalle. “A Marco! Passa ‘na canna!”
Ogni volta che ho visto una donna nella mia vita no ci  ho mai più capito niente !
Comunque con Nina è andato tutto liscio. Ci siamo subito trovati sulla stessa lunghezza d’onda tanto che l’anno successivo ci siamo sposati con rito induista. Sì, perché pure lei aveva mollato l’Ideologia per un modello di vita più.....”sostenibile”. Con lei mi sono fatto il mio primo trip acido. Fuori tempo massimo.
Eravamo disoccupati all’epoca, ma una piccola comunità Hare Krishna vicino Latina ci aveva dato ospitalità. E noi eravamo felici, con i nostri canti devozionali.
Poi ho iniziato a suonare la chitarra elettrica e a comporre musica New Age. Lei cantava come un angelo ed io suonavo. Capelli biondissimi e lunghissimi entrambi, avvolti dai fiori, facevamo le nostre turneé alle feste de l’Unità o nelle comuni hippy e provos di tutta Italia.
Poi un impresario del nord mi ha scritturato e ho iniziato a comporre musica sul serio, in pieni anni ’90. Di colpo ci siamo ritrovati ricchi. Anzi no, mi sono ritrovato ricco. Perché lei già non c’era più. Non ricordo se se nei sia andata lasciando il suo corpo fisico perché morta, o se ne sia andata fisicamente perché non mi sopportava più. Non ricordo. Troppi trip acidi. Troppe canne. No. E' che ho voluto dimenticare.
Adesso sono stanco. Adesso penso solo a mia madre artritica ultra ottantenne. Adesso devo recuperare le stronzate commesse, rimettere in sesto il mio karma.
Eppoi sò triste ragà! Scusate le digressioni romanesche ma quando sò triste, me viè così! Pensavamo de cambià er monno, de fa la Rivoluzione GGentile, noi Niuagge! M’ affanc…
No, che sto dicendo! Io sono ricco! Appunto…
No, un momento.
Ammazza! Devo chiamà l’Alessia!
- Pronto Alé! -
- Dimmi, caro… -
- Allora come d’accordo, ci vediamo domani sera al Gambrius (è un posto che mi ha consigliato un mio amico consigliere comunale di un partito che si chiama Partito Democratico Cristiano Conservatore Italiano)
- Ok! Alle ventuno? Sei sempre il solito galantone! Lo sai che le rose che mi hai regalato la settimana scorsa non sono ancora appassite…? -
(Alé ancora co ‘ste rose? So tutti i ggiorni che me telefoni peddimme lo stato de salute de ‘ste pore rose!)
- Right Alé! Al Gambrinus - (“Right” fa molto John Lennon! Stronzatestronzatestronzate)
Arriva il giorno dell’appuntamento. I miei coetanei, specie se già sposati, al mio posto, avendo una squinzia per le mani si sarebbero messi a dieta, il parrucchino, la protesi nuova, sarebbero assidui frequentatori di palestre à la page. Io me ne fotto. Nell''85 mi chiamavano “El Che” e tale sono rimasto, nell’aspetto. Sigaro cubano annesso. Nell’animo…rivoluzionario arrugginito.
Sono le diciannove, mancano due ore. L’agenzia di viaggi vicino casa è ancora aperta.
Che dite? Rinuncio all’appuntamento con la squinzia che più squinzia non si può?
Tanto.... alla mia età? Andà dietro a ‘na sbarba?
Eppoi vabbé che la Nina non c’è ma la Nina era la Nina. L’Alessia è l’Alessia. La Nina c’avrà avuto anche cinque anni più de me ma era tutta n’artra cosa! Dimenticaredimenticaredimenticaredimenticaredimenticaredimenticare. Valium con ghiaccio!
Entro nell’agenzia di viaggi.
Un biglietto singolo. Sola andata per il Nepal, Katmandu.

P.S.: Scusa Baz ma il racconto per l’”Osterina” non te l’ho più scritto. Sto in Nepal. Non torno più. Pubblica questo se vuoi.
Ciao! NAMASTE’! OM NAMAH SHIVAYA!



15 dicembre 2007

"NON TUTTO VIEN PER NUOCERE" racconto "rospante" by Luca Bagatin



L'Opera "San Rospo" è dell'artista Andrea Bonazzi

All’interno del cartoncino che conteneva il suo succo di frutta, vi era un rospo che nuotava.
Mentre lui succhiava nella cannuccia era inconsapevole di quella inconsueta presenza.
Chissà com’era entrato. Forse da solo mentre in fabbrica il succo era impacchettato nei brick, oppure  qualche operaio buontempone l’aveva inserito di proposito nel cartoncino, magari con l’intento di far ricadere l’incidente sull’intera impresa.
Luigi, il destinatario del succo, era arrivato a metà cartoncino senza accorgersi di nulla, quando sentì cantare: "Hare Krishna, Hare Krishna…" da un… tombino. 
Si avvicinò e vide un rospo che cantava mantra in sanscrito.
- Ma come, un rospo che canta? -
- Certo, perché no? Tu non hai mai cantato? – disse il rospo ricominciando poi  le sue litanie.
Luigi gettò il brick del succo di frutta a terra e svenne. Il brick con l'altro rospo dentro fece uno…due…tre balzi.
Luigi entrò in una nuvola di fumo (un sogno?) e vide le pareti della stanza che si coloravano e si riempivano di rospi e di rettili variopinti e percepì una musica rock provenire dal suo cuore.
L’illusione svanì e Luigi si risvegliò con addosso una moltitudine di rospi che saltellavano qua e là.
Non perse la calma. In fondo è solo un sogno, disse fra sé.
Infatti accadde che si risvegliò (questa volta realmente e definitivamente) e si ritrovò tranquillo a gracidare nel suo stagno: “Cra, cra…”.
‘Che incubo! Sognare di essere un uomo… di nome Luigi per giunta!’ pensò.


L'Opera "San Rospo" è dell'artista Andrea Bonazzi


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini