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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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26 gennaio 2015

"Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia". Resoconto della Conferenza di presentazione dei saggi di Luca Bagatin (a cura di StudioStampa.com)



Massoneria ed universo femminile, come conciliarli in un'unica conferenza ?

La Squadra ed il Compasso, simbolo cardine della Massoneria, è un'allegoria che rappresenta, per molti versi, l'unione fra il Cielo – principio maschile rappresentato dal Compasso – che si unisce con il principio femminile rappresentato dalla Squadra, la quale potrebbe allegoricamente rappresentare la Dea Madre Terra, in una perfetta unione d'amore cosmico che, per molti versi rappresenta a sua volta la vera Porta Alchemica che dà la vita, ovvero una Vagina”.

Questa la sintesi d'esordio di Luca Bagatin, blogger, scrittore e relatore della conferenza di presentazione dei suoi saggi dal titolo “Universo Massonico” (Bastogi editrice) e “Ritratti di Donna” (Ipertesto edizioni), dal titolo “Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro: dalla leggenda di Hiram, al mito junghiano della Donna Selvaggia” che si è tenuta lo scorso 25 gennaio presso il Frantoio Al Casone di Vada (Livorno) in una sala gremita ed alla presenza di molte donne e persone di tutte le età.

Grazie all'intuizione di Alessia, che nella dedica al saggio “Ritratti di Donna” definisco Donna Selvaggia doc, sono entrato in contatto con l'universo junghiano legato al mito della Donna Selvaggia. Un mito nel quale ho riscontrato un forte connubio con la leggenda di Hiram, il leggendario costruttore del Tempio di Re Salomone, il quale, nel simbolismo massonico, rappresenta l'aspirante Iniziato”, prosegue così Bagatin.

La Donna Selvaggia è dunque simbolo della cratività, dell'intuito e dell'istinto femminile, ovvero di quelle donne che hanno saputo – attraverso un percorso interiore e per molti versi alchemico – liberarsi dai condizionamenti tipici della cultura patriarcale, maschilista, oppressiva, passando così da uno stato di oscurità per approdare ad uno stato di Luce, di illuminazione interiore. Un po' ciò che accade all'aspirante massone o aspirante Iniaziato, il quale, attaverso dei riti di perfezionamento passa dal suo stato di profano, condizionato dalla cultura (o incultura) dominante, ad uno stato di spiritualità interiore, di illuminazione che squarcia ed allontana l'ignoranza dalla sua psiche e dalla sua anima”.

Luca Bagatin prosegue poi nel raccontare l'origine della Massoneria, la quale deriva dagli Antichi Misteri, dalla gnosi, dagli antichi culti tipici dell'Antica Gracia e dell'Antico Egitto, proseguendo nel raccontare dei “Rex Deus”, le antiche famiglie nobili custodi della gnosi cristiana, i quali appoggieranno i Templari, i quali, a loro volta, entreranno in contatto con la cultura sufi islamica e con le corporazioni di muratori medievali, ovvero i conoscitori della cosiddetta Geometria Sacra, coloro i quali – attraverso le loro conoscenze gnostiche ed influenzati dai “Rex Deus” - costruiranno le cattedrali gotiche, racchiudendo in esse particolari simbolismi iniziatici e mistici.

Bagatin, dopo aver delineato il “viaggio” che egli compie nel raccontare il suo “Universo Massonico”, popolato da inusitate scoperte poco note persino a molti massoni, torna a parlare di universo femminile e di Donne Selvagge, tratteggiando alcune figure cardine del suo “Ritratti di Donna” fra le quali Ilona Staller ed il suo spirito fricchettone, hippie e libertario che la porterà, da pornostar, ad approdare nel Parlamento italiano proponendo leggi attualissime che vanno dalla lotta alla violenza sulle le donne sino all'insegnamento della storia delle religioni nelle scuole pubbliche, in luogo dell'ora di religione cattolica. Bagatin racconterà poi la vicenda della femminista libertaria Roberta Tatafiore, fondatrice, assieme ad altre, del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, con il quale anche Bagatin stesso, giovanissimo, collaborà e che deciderà, alcuni anni fa e per propria convinzione personale, di suicidarsi. E la figura di Debdeashakti, al secolo Debora De Angelis, attivista per le liberà sessuali, per il diritto all'affettività ed alla sessualità per i disabili, artista dell'eros e profonda studiosa di spiritualità ed esoterismo. E poi molte altre figure racchiuse e raccontate, anche attraverso interviste, oltre che articoli, presenti in “Ritratti di Donna: studiose, massone, donne di spettacolo, da Patrizia Tasselli a Metis Di Meo, da Patricia Vezzuli a Francesca Vigni, da Ursula Davis a Valentina D'Agostino e molte altre, rese da Bagatin in modo non mediatico, bensì umano, ovvero alla ricerca del loro lato più “Selvaggio”, istintuale e creativo.

Ritratti di Donna", anche in quanto parla di un universo che ha sempre eccitato – in tutti i sensi – il mio universo interiore, è forse il libro al quale sono più legato”, spiega Bagatin, aggiungendo che il saggio contiene anche alcune poesie e ballate dedicate a donne che ha amato o comunque che ama e che lo hanno ispirato nel corso della sua vita.

Universo Massonico" invece rappresenta la mia passione per la spiritualità, nata sull'onda emotiva della mia identificazione con il Generale Giuseppe Garibaldi che, pochi sanno, oltre ad essere stato un grande condottiero, fu anche un teosofo ed un esoterista, oltre che eminente massone e socialista di ispirazione umanitaria e sansimoniana”.

La Conferenza, ricca anche di moltissimi interventi dal pubblico, ha suscitato notevole curiosità ed interesse.

www.studiostampa.com




Enrico Spinelli, Luca Bagatin, Irene Saccomani, Giancarlo Bertollini



14 gennaio 2015

Intervista dell'artista Daniele Pacchiarotti allo scrittore, giornalista e attivista (anti)politico Luca Bagatin

Nell'intervista - a braccio, senza filtri e senza tagli - fattami dall'artista Daniele Pacchiarotti e realizzata dal fotografo Antonello Ariele Martone - parliamo di temi di scottante attualità: Massoneria, politica, (anti)politica, religioni e fondamentalismo, donne, mass-media, Risorgimento, Amore e Libertà, libertà civili e sessuali, arte, erotismo e molto altro.



10 gennaio 2015

"Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia". Conferenza pubblica con Luca Bagatin il 25 gennaio prossimo a Vada (Livorno)

Sono onorato di poter presentare i mei due saggi "Universo Massonico" (Bastogi) e "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni) nell'ambito di una conferenza nella quale avrò la possibilità di illustrare l'attualità del pensiero gnostico-teosofico e massonico e del Femminino Sacro, ovvero la spiegazione e la riscoperta dell'antico mito della Donna Selvaggia, anche in chiave moderna, attraverso una serie di personalità  femminili del mondo della cultura, dell'eros, dello spettacolo, della controcultura e di muse che hanno attraversato - talvolta perforandolo - il mio cuore e la mia anima.
Qui di seguiro il testo ufficiale del comunicato relativo alla Conferenza, gli orari ed il luogo.
Vi aspetto numerosi e - soprattutto - numerose !!!
L.B.



Il Frantoio il Casone Antico di Vada propone un ciclo di incontri culturali: davanti a un bicchiere di buon vino e alle bruschette toscane, una serie di scrittori, musicisti e scienziati raccontano il loro lavoro e le loro teorie. All'incontro segue la cena a base di carne, verdure alla griglia e altre delizie.

 Il prossimo incontro:

Domenica 25 Gennaio , dalle 17 alle 20, parliamo di "Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia" con Luca Bagatin, giornalista e scrittore.

L'incontro è gratuito e aperto, e si svolgerà presso il Frantoio il Casone Antico di Vada in Via Aurelia Sud, 48 – 57016 Vada (LI). La prenotazione alla conferenza è obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni consulta il sito: www.oliosaccomani.it

Oppure  chiama il numero: 0586-786162 oppure 349 300 7737

I due Libri presentati: 

"Universo Massonico" con prefazione di Luigi Pruneti.

"Ritratti di Donna" con prefazione di Debdeashakti.





11 maggio 2012

Storia della Magia


Per noi studiosi di gnosi ed esoterismo, la "Storia della Magia" scritta dal poliedrico genio di Pier Carpi che fu fumettista, giornalista, ricercatore del mistero ed esperto di Massoneria, è certamente un'opera completa, ben scritta e degna d'essere consultata con grande attenzione. Un vero compendio di Storia, cultura, Tradizione magica, alchemica, esoterica. Ed anche ad essa, abbiamo dunque ed inevitabilmente attinto, al fine di percorrere questo lungo viaggio attraverso il mistero.

Pensiamo ad esempio ai Caldei.

Ne avete mai sentito parlare ? Partiamo non a caso dai Caldei, in quanto essi furono l'antico popolo la cui astrologia permetteva loro di raggiungere la Conoscenza, ovvero quella che, secoli dopo, sarà definita Gnosi.

I Caldei, costruttori della mitica Torre di Babele, capace, metaforicamente e misticamente, di unire "il cielo alla terra", un po' come faranno gli scalpellini ed i primi Liberi Mutarori operativi con la costruzione delle Cattedrali.
L'unione fra cielo e terra è la base della Magia per tutti i popoli dell'Universo. La ricerca del Divino, la contrapposizione delle forze del Bene a quelle del Male, così com'era nella dottrina di Zoroastro.
Zoroastro, profeta che apparve nel VII avanti Cristo, predicò appunto la dottrina secondo la quale il Bene avrebbe trionfato sul Male e non a caso tale dottrina influenzò pressochè in toto non solo le dottrine successive, ma in particolare il Cristianesimo che, dallo Zoroastrismo, trasse pressochè ogni simbolo e tradizione (come il culto del 25 dicembre, giorno di nascita di Zoroastro).
Lo Zoroastrismo, dalla Persia si diffuse sino all'Europa, con gli Albigesi, poi sterminati dai cristiani ed il cui culto è oggi comunque ancora vivo in confraternite segrete, che ne custodiscono gelosamente la fede. L'avreste mai sospettato ?
In terra d'Israele, intanto, Salomone iniziava la costruzione del suo Tempio, che sarà fonte di ispirazione spirituale per confraternite quali i Fedeli d'Amore (dei quali fece parte anche Dante Alighieri), i Rosa+Croce, i Templari, gli Gnostici ed i Massoni e, nell'Antico Egitto, la Sfinge sarà oggetto e punto di riferimento di ogni ricercatore dello Spirito e sacerdote dell'epoca.
Il culto dei morti era alla base della religione egizia: la Terra dei Morti era l'Occidente, perché là si spegneva il Sole, identificato con il dio Osiride.
Poco più a nord, nell'Antica Grecia, erano presenti, accanto ai maggiori filosofi del pensiero occidentale, numerosissimi culti misterici che sfuggivano a qualsiasi verifica e/o spiegazione razionale.
Pitagora, ad esempio, codificò la creazione del mondo per mezzo dei numeri e, dunque, il numero fu visto come il simbolo delle cose.
Altro aspetto caratterizzante la magia greca era l'interpretazione dei sogni: celebre in tal senso il libro di interpretazione dei sogni di Artemidoro.
Il più grande mago dell'Antica Grecia, ad ogni modo, era Apollonio di Tiana, il quale viaggiò a lungo, sino in India ed insegnò ai suoi discepoli il metodo per scacciare demoni e folletti, per mezzo dell'insulto e dello scherno, senza averne alcuna paura.
Si racconta, inoltre, di come Apollonio di Tiana si fosse imbattuto in un vampiro e di come riuscì a combatterlo, per mezzo della sua magia.
C'è invece un forte parallellismo fra il culto greco di Orfeo e quello osirideo dell'Antico Egitto ed in esso già troviamo il concetto cristiano del Salvatore, per quanto esso si rivolgesse solo a pochi iniziati, così come i celebri Misteri di Eleusi.
Possiamo notare come in tutti questi culti misterici, ad officiare le cerimonie, ci fossero in particolare donne: a simboleggiare la Terra Madre Gea, la generatrice. E ciò sarebbe bene ricordarlo anche a diversi moderni Massoni, i quali, in talune Obbedienze, si rifiutano di iniziare le donne.
La Magia ebbe purtuttavia difficoltà a penetrare nell'Impero Romano, poiché fu vietata dagli Imperatori, per quanto qualcuno di loro fosse solito rivolgersi ad indovini ed astrologi.
Mentre il Cristianesimo andava propagandosi, invece, esso covava la Gnosi al suo interno. Pensiamo infatti a come le antiche conoscenze della Caldea e dell'Egitto, fossero riuscite a penetrare nel mondo barbaro, sino alla Gallia, i cui Druidi praticavano queste stesse conoscenze e culti. Come ci ricorda Pier Carpi, essi conoscevano - ben prima dell'avvento di Gesù - il concetto di Trinità ed il culto della Vergine (Iside). E' tutto "scritto" nella Cattedrale di Chartres...invero.
Fu così che, durante il Medioevo, iniziò a diffondersi la leggenda del Graal e la leggenda gnostica secondo la quale Adamo ed Eva erano alla ricerca della Conoscenza e dunque il Serpente fosse il vero Dio del Bene, capace di offrirla loro.
Chi fosse riuscito a bere dalla coppa del Santo Graal – visto anche come la Pietra Filosofale degli Alchimisti - sarebbe diventato simile a Dio, avendo raggiunto la Conoscenza ricercata dagli gnostici.
Che cosa sia davvero il Santo Graal non lo sappiamo. La coppa del Cristo ? La Stirpe Reale originata dal Cristo e dalla Maddalena ? Oppure forse la semplice ricerca della Gnosi, della Verità, del Divino insito in ciascuno...

Al fine di porre un freno al diffondersi della Gnosi, Re Carlo Magno istituì la Santa Vheme, una società segreta composta da giudici, la quale aveva il compito di seminare il terrore fra gli gnostici, i druidi, i maghi e dunque di giudicarli segretamente e di farli giustiziare. La Santa Vheme diede, dunque, inizio alla terribile Inquisizione, ovvero il braccio armato della Chiesa Cattolica contro i Ricercatori dello Spirito.

Nelle mani dell'Inquisizione finirono persino i Cavalieri Templari, i quali, sorti come Ordine Cavalleresco fedele al Papa, grazie alla loro ricchezza, divennero preda delle mire di Re Filippo il Bello di Francia, il quale voleva impadronirsene.

I Templari erano inoltre a conoscenza di rituali e conoscenze gnostiche che avevano appreso in Terra Santa e ciò fu la scintilla che portò il Re di Francia a convincere il Papa Clemente V ad accusarli di eresia e, dunque, a sciogliere l'Ordine. I Cavelieri furono torturati e dunque condannati a morte, assieme al loro ultimo Gran Maestro Jaques de Molay.

Celebre fu la profezia del de Molay, arso vivo nella piazza della Concordia a Parigi: “Io muoio da innocente, ma chiamo entro un anno dinanzi al Tribunale di Dio il Papa e l'Imperatore. E l'ultimo discendente di Filippo il Bello morirà in questo luogo, ucciso da un Templare”.

La profezia si avverò: il Re ed il Papa morirono entro un anno e l'ultimo discendente dei Capeto, la famiglia reale di Francia, Luigi XVI, sarà ucciso in piazza della Concordia, ghigliottinato da un boia che dichiarò di appartenere ad una società segreta templare.

Nella storia della Magia giocarono un ruolo importante anche gli zingari, probabilmente discendenti dalla stirpe egizia e, non avendo mai accettato totalmente la fede cristiana, saranno costretti dal Papa a girovagare per il mondo in eterno, senza mai fermarsi. La malafede farà sì che gli zingari saranno accusati delle peggiori nefandezze, mentre in realtà furono semplicemente un popolo da sempre perseguitato per il loro senso di libertà, esattamente come gli ebrei.

Popoli considerati eretici, dunque, gli zingari e gli ebrei, così come erano considerate eretiche le ricerche di San Tommaso d'Aquino relative alla ricerca della Pietra Filosofale ed il suo maestro Alberto Magno, che, si racconta fosse riuscito a costruire un automa meccanico, costruito secondo regole astrologiche e che avesse persino la capacità di parlare.

E' però il Diavolo la figura chiave nella storia della Magia. Figura mitologica che teme i mistici e li vorrebbe combattere. Le adoratrici del Diavolo erano le cosiddette streghe e, per secoli, numerosissime donne innocenti subirono atroci torture e sevizie sino ad essere arse vive per l'infondata accusa di essere delle adoratrici di Satana. E ciò sino all'avvento di Luigi XIV, il Re Sole, che tramutò la condanna a morte in carcere a vita...per quanto l'ultimo rogo per accusa di stregoneria fu acceso nella stessa Francia nel 1856, solo quattordici anni prima della breccia di Porta Pia e della fine del potere temporale dei Papi.

Fra i grandi mistici che operarono nel segreto durante il Rinascimento, ad ogni modo, ricordiamo Paracelso e Nostradamus. Quest'ultimo in particolare per le sue azzeccatissime profezie scritte in quartine, ancora oggi oggetto di studio e di totale attualità, per quanto di difficile interpretazione anche a causa del linguaggio volutamente criptico del mistico francese.

Eredi dirette della tradizione spirituale gnostica sono certamente la confraternita dei Rosa+Croce e la Massoneria.

La prima si collega al personaggio mitologico di Cristiano Rosenkreutz che, all'età di sedici anni, partì per la Terra Santa assieme ad un amico. L'amico morì, ma Cristiano proseguì il viaggio che divenne via via “iniziatico”, alla ricerca degli Antichi Misteri e delle Antiche Tradizioni, la cui riscoperta poteva essere utile all'Umanità per evolversi socialmente e spiritualmente.

I Rosa+Croce, infatti, furono essenzialmente dei riformatori sociali, oltre che dello spirito. La loro confraternita, infatti, si manifestò con l'apparizione dei manifesti denominati Fama Fraternitatis, apparsi a Parigi ed in Germania, nei quali si parlava di antioscurantismo e di riforme sociali.

La Massoneria, diversamente, apparve ufficialmente più tardi, ovvero nel 1717, in Inghiliterra, inizialmente come club al quale potevano accedervi sia muratori operativi che muratori speculativi, ovvero dediti alla speculazione filosofica ed esoterica.

Erede dei costruttori delle Cattedrali ed ispiratasi alla leggenda di Hiram, architatto costruttore del Tempio di Re Salomone, la Massoneria si diffonderà ben presto in tutta Europa e nel Nuovo Mondo, sino a diventare la più grande confraternita mondiale, dedita alla speculazione spirituale, all'umanesimo ed alla beneficenza.

Massone fu anche il celebre conte Alessandro di Cagliostro, di origine portoghese, mago, alchimista e filantropo, ingiustamente e volutamente fatto passare per l'imbroglione siciliano Giuseppe Balsamo. Cagliostro fu torturato ed incarcarato dall'Inquisizione nella rocca di San Leo, per il solo fatto di essere massone e fondatore della Massoneria di Rito Egizio.

Alessandro di Cagliostro fu l'ultima vittima dell'Inquisizione, esattamente come egli aveva profetizzato ed ancora oggi è ricordato e celebrato a San Leo, nel Montefeltro, con una manifestazione “ad hoc” dal titolo AlchimiAlchimie, organizzata con il patrocinio comunale ed in collaborazione con le maggiori Obbedienze massoniche italiane.

E che dire, poi del mitologico conte di Saint-Germain, della Società Teosofica e delle confraternite spirituali fiorite nel XIX secolo ? E del mago Aleister Crowley che si dice fosse una spia al servizio degli inglesi per combattere Hitler ?

Nessuno, peraltro, avrebbe mai potuto sospettare che, durante la Guerra Fredda, USA ed URSS, avessero speso cifre enormi del proprio bilancio per finanziare ricerca nel campo del paranormale. Persino i militari hanno capito che il futuro è nello sviluppo delle potenzialità latenti dell'individuo, nella telepatia, nella levitazione.

Basti pensare che il Nautilus, primo sommergibile atomico della Storia, navigò sotto la calotta polare per mezzo della telepatia. Il comandante del sommergibile – che non aveva altri strumenti per procedere - riceveva infatti ordini di navigazione da un telepatico che si trovava su una nave appoggio.

Chissà come mai, nonostante oggi viviamo in un'epoca ultra-tecnologica e all'apparenza figlia del pisitivismo, la Magia, la ricerca spirituale ed il mistero ad essa correlata, affascinano ancora molto l'essere umano. Probabilmente in quanto, quegli stessi fenomeni inesplicabili che ci attraggono, sono insiti nel nostro stesso inconscio collettivo, come, per molti versi, sosteneva il grande psicanalista Carl Gustav Jung.


Luca Bagatin



15 aprile 2012

Da "Il Venerabile" di Pier Carpi (Gribaudo & Zarotti Editori, 1993)



"Sì", disse Mola, "chi volesse salvare la massoneria, dovrebbe recuperare solide fondamenta nella tradizione e costruire sul nuovo, in chiave tradizionale e spirituale. Considerare l'eguaglianza come giustizia e non come livellamento, superare il concetto di tolleranza nel senso di accettazione e comprensione.
Una nuova massoneria veramente al di sopra delle fazioni, che possa essere grande per chi la vive e indispensabile anche per il mondo profano, per i contributi di tradizione, conoscenza e spiritualità che può trasmettere, e per un ruolo che possa consentire ai maestri massoni di farsi arbitri insospettabili ed accettati, di controversie internazionali, a qualunque livello.
Per esempio, in una crisi tra cristiani ebrei e musulmani, nessuna setta potrebbe intervenire offrendo garanzie di imparzialità. Mentre la massoneria sì, perché esistono massoni nel cristianesimo, nell'ebraismo e nell'islamismo. Questi gli aspetti profani, molto importanti, della nuova, vera, massoneria. Ma essa deve soprattutto forgiare con pazienza e umiltà, nobiltà e detenzione dei veri valori, se stessa nell'àtanor della vera conoscenza".
Esitai, prima di parlare.
"Pensi, Aldo", gli chiesi, "che esistano dei massoni in grado di agire in questo modo, di ricostruire, di dar vita a una istituzione vera, non compromessa con nulla, tradizionale, esoterica e iniziatica insieme, capace di rifiutare le compromissioni storiche come il nazionalismo, il totalitarismo, le banalità del kulturkampf di Otto Von Bismarck, il grottesco risorgimento italiano, l'anticlericalismo temporale e viscerale, il fanatismo delle sètte protestanti americane e tutte quelle contaminazioni volgari ricevute nei secoli e accolte come fatti misterici e cause da far proprie, invece di lasciarle fuori dai templi ?".
Aldo Mola mi sorrise, accarezzandosi le mani.
"Esistono. Ne sono certo", disse con sollievo. "Basta che comincino a operare e ce la faranno. Ovunque essi siano in questo momento, brindiamo al loro lavoro, per costruire la nuova fratellanza".
Alzammo il bicchiere. E, nel sorseggiare un delicato vino di quelle colline, non smettemmo di guardarci negli occhi.
Dunque una speranza, per la massoneria, c'è ancora ?




26 marzo 2012

"Il sentiero del bosco incantato": appunti sull'esoterico nella letteratura




Uno degli aspetti che mi ha sempre molto affascinato dell'arte, della pittura, del cinema, della letteratura, è la ricerca di molteplici significati, più o meno celati, più o meno nascosti, che l'occhio umano pressochè non riesce immediatamente a percepire. Oppure non percepisce affatto.
Un'opera dell'ingegno, qualsiasi essa sia, necessita - per essere apprezzata e compresa - di tutti i sensi umani che non sempre sono necessariamente cinque. Il celebre investigatore dell'incubo, nato dalla penna di Tiziano Sclavi, Dylan Dog, direbbe infatti che i sensi sono cinque...e mezzo !
Il cuore, organo che simbolicamente rappresenta il sentimento umano, è forse la chiave di lettura di un'opera nel suo insieme.
Luigi Pruneti, scrittore, saggista, nonchè Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro di una fra le più importanti Obbedienze massoniche italiane - la Gran Loggia d'Italia - è riuscito, in un corposo ed approfondito volume, a raccontare l'esoterico nella letteratura.
"Il sentiero del bosco incantato" (La Gaia Scienza Editrice), con prefazione dell'editore Antonio Tiberio Dobrynia, è un viaggio che parte dall'antichità per giungere alla modernità del fumetto, alla ricerca dei molteplici significati spirituali delle opere letterarie che, almeno una volta nella vita, ci sono capitate sotto gli occhi.
E' un viaggio che parte da Omero, dall'Odissea, dall'Eneide, dall'Antica Grecia la cui cultura è alla base della civiltà occidentale, passa per Dante, probabilmente iniziato alla setta dei "Fedeli d'Amore", il quale, per mezzo delle sue opere ha tentato un rinnovamento della cristianità, farcendo di simboli esoterici e misterici la sua "Divina Commedia". E poi il Rinascimento e dunque l'Umanesimo e la rinnovata ricerca spirituale in appositi circoli culturali atti a diffondere l'antico "Corpus Hermeticum", redatto dal mitologico Ermete Trimegisto, testo all'origine della moderna alchimia.
Luigi Pruneti non può, successivamente, non parlare dei Rosa-Croce e delle opere dei ricercatori spirituali a cavallo fra il 1500 ed il 1600, quali Elias Ashmole, Robert Fludd, Jacob Bohme, John Dee, Micheal Maier ed Emanuel Swedemborg e dunque inquadrarle quale origine e base della moderna Massoneria, nata ufficialmente nel 1717, a Londra e successivamente diffusa in tutta Europa, Asia e nel Nuovo Continente, quale confraternita universale alla ricerca dell'antica Gnosi, della spiritualità autentica ed ostacolata dalle Religioni Istituzionalizzate ed alla ricerca di quella fratellanza universale senza distinzioni così difficile da ottenere non solo nei secoli bui, ma persino in epoca moderna.
Troviamo qui, dunque, le opere letterarie e le commedie di Carlo Goldoni, massone che parlerà di Massoneria persino nelle celebri "Le donne curiose", ma anche quelle del già massone Vittorio Alfieri, nonchè gli accenni alla massoneria di Giacomo Casanova.
Se il Secolo dei Lumi, degna prosecuzione del Rinascimento umanista, sarà il secolo del rinnovamento spirituale senza dogmi, il XIX secolo conoscerà fasi alterne, con l'approssimarsi di correnti antimassoniche che già avevano colpito a morte due illustri vittime nel '700: il poeta Tommaso Crudeli ed il conte Alessandro Cagliostro, torturati ed uccisi dall'Inquisizione cattolica unicamente in quanto massoni ed esoteristi.
L''800 europeo conoscerà dunque le follie di Léo Taxil, già ex massone ed anticlericale, il quale si avvicinerà al clericalismo ed inizierà a scrivere opere antimassoniche nelle quali descriverà i massoni come adoratori del Demonio e le tornate di loggia quali sabba satanici. Alla fine, ad ogni modo, sarà lo stesso Taxil a spiegare che si era trattata di una burla, ma le sue opere sono ancora oggi ritenute veritiere, in particolare da settori clericali e amanti delle cosiddette "teorie del complotto".
L'800, ad ogni modo, come spiega Luigi Pruneti, sarà però anche caratterizzato da una fervente letteratura anticlericale nella quale, in particolare in Italia, ritroviamo la penna di massoni celebri: Giosue Carducci in primis, Vate della Terza Italia, ma anche il Generale Giuseppe Garibaldi, autore di "Clelia il governo dei preti".
In Europa, fra gli autori che più di altri utilizzarono le loro conoscenze esoteriche al fine di celarle nelle loro opere, ritroviamo Jules Verne ed Edward Bulwer-Lytton. Pensiamo ad esempio al "Viaggio al centro della Terra" di Verne, vera e propria allegoria iniziatica, oppure allo "Zanoni" di Bulwer-Lytton, oppure a "La razza ventura", in cui racconta di un ameno popolo sotterraneo ed in ciò è ravvisabile anche una certa influenza da parte della celebre occultista Madame Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, allora molto conosciuta ed apprezzata fra i ricercatori dello spirito ottocenteschi.
Capitolo curioso e molto interessante è quello riservato a Gabriele D'Annunzio, già iniziato alla Serenissima Gran Loggia d'Italia ed amante dell'esoterico, riscontrabile ad esempio nelle liriche dell'"Alcyone", così come in altri celebri autori del '900 quali Herman Hesse, Marguerite Yourcenar, Jorge Luis Borges, sino al celebrerrimo Tolkien e la sua letteratura cosiddetta fantasy, che celebra le antiche Tradizioni del Nord Europa.
Nemmeno le fiabe e le favole sono escluse dalla tradizione esoterica. Luigi Pruneti, infatti, ci parla del "Pinocchio" di Carlo Collodi, viaggio iniziatico di un pezzo di legno - allegoria della pietra grezza - che giunge, dopo numerosissime prove, alla consapevolezza e diventa essere in carne ed ossa, pensante, che giunge a comprendere i valori della Verità, alla Bellezza ed alla Bontà.
In questa disamina dell'esoterismo nelle opere letterarie, non possono mancare i fumetti.
Il celebre fumettista veneziano Hugo Pratt, già massone della Gran Loggia d'Italia iniziato presso la Loggia Hermes e profondo viaggiatore e conoscitore delle culture e civiltà del mondo, con il suo "Corto Maltese", celebrerà l'esoterismo nel fumetto.
Corto Maltese, il marinaio, il viaggiatore, il profano alla ricerca di mondi sconosciuti, il paladino della libertà e dell'emancipazione senza bandiera, è l'esempio fumettistico più azzeccato in questo senso. In "Favola di Venezia", Hugo Pratt, inserirà persino alcuni suoi Fratelli di Loggia, oltre che la mitologica Clavicola di Salomone, ricercata da Corto Maltese.
Luigi Pruneti, ad ogni modo, si sofferma anche ad analizzare fumetti più - per così dire - "commerciali" quali Dampyr e Dylan Dog, portatori e veicolatori di valori positivi ed attinenti alla realtà nella quale viviamo.
L'ultimo capitolo de "Il sentiero del bosco incantato" è dedicato ai simpatici omini blu, ovvero i Puffi, erroneamente creduti da molti quali allegoria dei massoni, aspetto che, purtuttavia, Pruneti sembra escludere e sfatare.
Il saggio di Luigi Pruneti qui per sommi capi riassunto è, ad ogni modo, un'utilissima guida per tutti coloro i quali intendono o intenderanno approcciarsi alla letteratura, sia essa classica, avventurosa o fumettistica, con occhio attento e critico. Alla ricerca di significati percepibili...con quel quinto senso e mezzo presente solo nel cuore di chi sa ascoltare.

Luca Bagatin



23 novembre 2011

Lino Salvini: Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia


Lino Salvini fu sicuramente, dopo Giordano Gamberini, il più eminente Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia del secolo scorso.
A lui è oggi dedicato l'Istituto di Studi "Lino Salvini" di Firenze (www.istitutodistudilinosalvini.com), fondato da Gaetano Tucci e presieduto da Giancarlo Domenichini ed al quale, peraltro, chi scrive è associato.
Di Lino Salvini ci parla un piccolo ma prezioso libro scritto e curato da Aldo Chiarle, già partigiano socialista ed amico di Salvini.
Nel suo "Lino Salvini Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia", edito dalla casa editrice Bastogi - specializzata in opere massoniche - e con prefazione dello stesso Gaetano Tucci, Chiarle ricorda quest'eminente figura di massone fiorentino, nato nel 1925, laureato in Medicina e Chirurgia e libero docente all'Università degli Studi di Firenze.
Salvini divenne Maestro Venerabile nel 1962, presso la Rispettabile Loggia "La Concordia" all'Oriente di Firenze e, dal 1970 al 1979, resse il Supremo Maglietto di Gran Maestro del GOI.
Di ideali socialisti ed iscritto al PSI, il Salvini fu profondamente laico, oltre che rispettoso delle fedi altrui. Di lui, oltre alla battaglia per la rintroduzione del XX Settembre quale festività nazionale, si ricorda l'adesione al Manifesto per il Divorzio nel 1970 ed il suo appello, nel 1974, a difesa della Legge liberale e socialista che istituì il divorzio in Italia e contro i clericali, promotori del referendum per la sua abrogazione.
Lino Salvini fu diretto continuatore della politica diplomatica del suo predecessore Gamberini e riuscì ad ottenere il riconoscimento della regolarità massonica del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra il 13 settembre 1972.
Nel libro di Aldo Chiarle, scritto con evidente passione, c'è purtuttavia un'imprecisione storica. Vero è che, il 18 settembre 1973, Salvini riuscì a far confluire nel Grande Oriente d'Italia la Serenissima Gran Loggia d'Italia guidata dal Gran Maestro Francesco Bellantonio, aumentando così i suoi iscritti, ma non è vero - come scrive Chiarle - che ciò pose fine allo scisma del 1908, allorquando vi fu una frattura fra Grande Oriente ed una parte consistente di Fratelli che, in nome della libertà religiosa, costituì una nuova comunione massonica di Rito Scozzese: l'attuale Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
Come possiamo infatti notare a pagina 188 degli "Annali" della Gran Loggia d'Italia a cura di Luigi Pruneti ed edita lo scorso anno, è riportato chiaramente che, in data 29 settembre 1973, la Giunta Esecutiva di Piazza del Gesù sancì, con un Ordine del Giorno, che la Gran Loggia d'Italia è incontestabilmente la legittima e diretta continuatrice di Piazza del Gesù conseguente allo scisma del 1908.
Aldo Chiarle, nel suo libro, non può non ricordare inoltre il falso scandalo P2, nel quale fu ingiustamente trascinato anche il Gran Maestro Salvini.
Come già documentato da Pier Carpi e dallo storico Aldo A. Mola, anche Chiarle spiega come la Loggia Propaganda Massonica fosse una loggia regolare del GOI, fondata del 1877 dal garibaldino Giuseppe Mazzoni ed alla quale furono iscritte eminentissime personalità del Risorgimento quali Aurelio Saffi, Giusue Carducci, Ernesto Nathan e Giovanni Bovio ed il suo scopo fosse duplice: unificare massoni che, per motivi professionali, non avevano un domicilio fisso ed anche mantenere riservati i nomi di quei Fratelli che, per motivi sempre legati alla loro professione, potevano essere preseguitati per il solo fatto di essere massoni.
Dopo l'oscurantismo fascista e la messa fuori legge delle Logge massoniche, la Loggia Propaganda fu ricostituita e prese il nome Loggia Propaganda Massonica 2 ed aveva sempre lo scopo di tutelare la riservatezza dei massoni che ne facevano parte, pur non essendo una loggia nè segreta nè golpista come certa stampa e forze politiche andarono dicendo.
Saranno proprio queste forze oscure cattocomuniste, fasciste e clericali a lanciare codesta nuova caccia alle streghe contro presunti piduisti, ovvero massoni regolari.
Ma, allorquando scoppiò il falso scandalo P2, ovvero nel 1981, Lino Salvini non era già più Gran Maestro del GOI e morì prematuramente l'anno successivo e valga per tutti il ricordo del suo successore, il Gran Maestro Ennio Battelli: "La morte di Salvini è una grossa perdita per tutta la Famiglia massonica. Era un uomo che ha sofferto, che ha dato tutto ed ha sempre pagato per tutti. La storia farà giustizia di tutte le calunnie..."
Il volume curato da Aldo Chiarle su Salvini è inoltre impreziosito da importanti immagini, fotografie e documenti. Gli attestati di stima dell'allora Vicepresidente degli USA Gerald Ford, eminente massone, relativamente all'operato di Salvini; fotografie dell'epoca relative alle celebrazioni laiche del XX Settembre o al monumento in ricordo di Garibaldi a New York ed inoltre, di particolare rinomanza, sono le cosiddette "balaustre", ovvero i discorsi ufficiali del Gran Maestro Salvini ai Fratelli del Grande Oriente d'Italia e finanche un'orazione del Fratello Edoardo Di Giovanni a Porta Pia, a ricordo delle lotte anticlericali dei massoni contro il potere temporale.
Ricordi fondamentali, commossi, di una parte d'Italia combattente e di vera passione e fede nell'Umanità, incarnati anche nella figura di Lino Salvini: medico, politico e massone.

Luca Bagatin



1 settembre 2011

Intervista esclusiva allo Storico della Massoneria Aldo Alessandro Mola firmata da Luca Bagatin

Il prof. Aldo A. Mola in un disegno di Franco Bongiovanni

Il prof. Aldo Alessandro Mola, nato a Cuneo nel 1943, è il maggior storico della Massoneria e del Risorgimento in Italia. Dal 1980 Medaglia d'Oro di benemerito della scuola e della cultura, è direttore del Centro Europeo Giovanni Giolitti, presidente del comitato cuneese dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano e della sezione “Urbano Rattazzi” (Alessandria) del Centro “Mario Pannunzio”.

E' stato fondatore del Centro per la Storia della Massoneria e, dalla metà degli anni ’70, collabora con le maggiori Obbedienze massoniche quali il Grande Oriente d'Italia e la Gran Loggia d'Italia degli ALAM. E' infatti componente del Comitato di Redazione delle riviste “Hiram” e “Officinae”, rispettivamente del GOI e della GLDI.

Autore di numerosissimi saggi storici su Giolitti, Garibaldi, Mazzini, il Partito d'Azione, la Monarchia italiana, Silvio Pellico, Giosue Carducci e, recentemente, ha pubblicato un saggio su Licio Gelli e la P2, nonchè – proprio in questi giorni – stanno andando in libreria i suoi ultimi quattro volumi: “Italia. Un Paese speciale. Storia del Risorgimento e dell'Unità” (Edizioni del Capricorno - Torino).

Oggi abbiamo l'amichevole possibilità di intervistarlo.




Luca Bagatin: Prof. Mola, come nasce il suo interesse per la Massoneria ?

Aldo A. Mola: Nacque nel periodo del liceo e degli studi universitari.

Negli anni 1965/1967 scrissi i miei primi libri sul Partito d'Azione (pubblicati con prefazione di Ferruccio Parri) e sulle figure di Mazzini e Garibaldi e la Storia dell’Amministrazione provinciale di Cuneo (1971). Nel loro corso mi imbattei nelle figure di molti massoni e mi resi conto che in Italia non vi era nessuna pubblicazione che parlasse di storia della Massoneria. Mi adoperai, dunque, per colmare questa lacuna. Presi contatti con il Grande Oriente d'Italia; Lino Salvini, Gran Maestro di allora, e il suo predecessore Giordano Gamberini, letti i lavori da me già pubblicati, mi aprirono gli archivi, che confrontai con i fondi dell’Archivio Centrale dello Stato, studiati con la guida della prof. Paola Carucci, ora Sovrintendente all’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica. Dopo anni di ricerche scrissi la “Storia della Massoneria italiana”, pubblicata nel novembre 1976, che poi ebbe due edizioni aggiornate, nel 1992 e nel 1994, e molte ristampe .


Luca Bagatin: Giordano Gamberini, già Vescovo della Chiesa Gnostica, fu un Gran Maestro lungimirante sotto il profilo iniziatico ed esoterico. Che cosa può dirci di lui ?

Aldo A. Mola: Giordano Gamberini fu il più lungimirante fra tutti i Gran Maestri del Grande Oriente d’Italia dal 1943 ad oggi, per ben tre motivi: mirò al riconoscimento del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra; rese nuovamente protagonista la Massoneria grazie al dialogo con la Chiesa cattolica e tutte le altre confessioni; ottenne il riconoscimento pubblico della Massoneria nella vita istituzionale italiana e l’attenuazione dell’ostilità da parte di partiti che tradizionalmente le erano avversi o addirittura nemici. I frutti dei nove anni della sua gran maestranza vennero raccolti durante quella del suo successore, Salvini (a sua volta di grande merito): lo scambio dei garanti d’amicizia con la GLU d’Inghilterra; la lettera del cardinale Seper, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che dichiarò compatibili logge e sacramenti cattolici e la presenza del GOI in iniziative pubbliche.


Luca Bagatin: Lei fu, peraltro, negli anni '80, il fondatore del Centro per la Storia della Massoneria, comprendente studiosi sia massoni sia profani. Ci racconti la sua personale esperienza.

Aldo A. Mola: Con il Gran Maestro Armando Corona, fondai il Centro per la Storia della Massoneria (CeSM) che esiste tutt'ora. Il successore di Corona, Giuliano Di Bernardo tentò di estromettermi per farne uno strumento suo perché del resto concepiva lo stesso Grande Oriente come uno strumento al proprio servizio. Il tempo mi dette ragione. Nel 2008 mi venne proposto un colloquio per superare l’impasse; ma le cose sono come erano e debbono essere: se vogliono essere davvero scientifici, gli studi sono e debbono essere liberi.

A prescindere dall’episodio Di Bernardo, molto più devastante di ogni altro per la storia del Grande Oriente come istituzione iniziatica, ho ottimi rapporti con i massoni del Grande Oriente d’Italia.


Luca Bagatin: Che cosa pensa del Gran Maestro attuale del GOI, l'Avvocato Gustavo Raffi ?

Aldo A. Mola: Ha dovuto e deve affrontare gravi difficoltà. Dopo il disconoscimento del GOI da parte della Gran Loggia Unita d'Inghilterra (capolavoro di perfidia ai danni della Massoneria italiana: basta andare a rileggerne le motivazioni: addussero persino le mie lettere di direttore del CeSM a storici del Grande Oriente di Francia), il Grande Oriente d’Italia finì in un tunnel, al di fuori dei circuiti massoni internazionali (la GLU da un canto, le Obbedienze in relazioni fraterne con il Grande Oriente di Francia dall'altro). Il GOI puntò molto sulla GL Nazionale Francese la cui vicende non sono edificanti, tanto che, caso unico nella storia delle massoneria dei Paesi occidentali, è stata “commissariata”. In molti casi il GOI risultò sovraesposto sul terreno partitico, con dichiarazioni poco opportune. Infine venne e viene ostentato un anticlericalismo arcaico, di maniera, come se la Chiesa cattolica fosse ancora ferma al Sillabo e al potere temporale d’antan.

Gli osservatori constatano che il Gran Maestro Raffi non ha avviato un dialogo con l'altra Obbedienza massonica legittima e regolare italiana, cioè la Gran Loggia d'Italia, quasi che i suoi affiliati non siano anch’essi Fratelli massoni ! Il Sovrano e Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, Luigi Pruneti, ha pubblicato gli Annali della Gran Loggia d’Italia, 1908-2010: cinquecento pagine di date, fatti, profili biografici, informazioni statistiche. E’ infantile fingere che la realtà non esista.


Luca Bagatin: La Gran Loggia d'Italia, peraltro, a differenza del Grande Oriente d'Italia, inizia anche le donne alla Massoneria. Che cosa pensa dell'Iniziazione femminile ?

Aldo A. Mola: In origine, è vero, le donne furono escluse dall'accettazione. Sappiamo bene, però, che all’origine le Logge britanniche praticavano molte altre forme di esclusione e che, a lungo preclusi in quelle degli USA i neri organizzarono una loro massoneria di colore. Non è mai stata fornita una motivazione chiara dell’esclusione delle femmine dall’accettazione in loggia, né quindi si comprende per quale motivo la Massoneria debba ancora attenersi a tale vincolo. La Massoneria non conosce dogmi; le sue norme possono essere modificate. Le Costituzioni di Anderson sono documento di un’epoca, ma come tutte le leggi umane sono soggette alle decisioni sovrane di quanti le hanno accettate e che, nella loro sovranità di persone libere, possono modificarle. La Massoneria non si fonda su una Rivelazione ma su una Convenzione, su Regole deliberate e condivise sino a quando non se ne decida la modifica.

Il Grande Oriente di Francia, che abolì l’obbligo della formula iniziatica AGDGADU (un passo molto più audace rispetto alla preclusione dell’iniziazione femminile), sino allo scorso anno escluse l’iniziazione delle donne, ma ora la ammette.


Luca Bagatin: Lei è stato fra i pochissimi, assieme allo scrittore Pier Carpi, a “sdoganare” la figura controversa di Licio Gelli e la P2 e lo ha fatto con tanto di prove documentate pubblicate nel suo ultimo saggio, edito dalla Bastogi: “Gelli e la P2 fra cronaca e Storia”.

Che cosa l'ha portata a parlare, senza pregiudizi, di Gelli e della P2 ?

Aldo A. Mola: Ho scritto quel libro perché, a trent'anni di distanza dal falso scandalo P2, non c'è stato un solo convegno scientifico nel quale si sia discusso criticamente che cosa fu la P2, l’uso (e abuso) che se ne fece. Né si parla delle vite spezzate con l’accusa, in sé inconsistente, di “piduismo”: un modo come un’altro per continuare a diffondere il mito del complotto ai danni dello Stato, della democrazia, tutte fiabe che oggi lasciano indifferenti i cittadini.

Il mio libro, peraltro, venne recensito con molto favore dal periodico “Humanisme” del Grande Oriente di Francia, ora è tradotto in romeno con prefazione di Constantin Savoiu, gran maestro della Gran Loggia Nazionale di Romania“1880”, una Obbedienza legittima e regolare, che continua coraggiosamente la tradizione dei massoni fondatori della moderna Romania.

La P2 non fu un'associazione segreta. Non organizzò complotti militari o politici. Lo stabilirono, sentenze passate in giudicato.

Il falso scandalo P2 fu, invece, il preludio a Tangentopoli: esso consistette nella criminalizzazione da parte del Partito Comunista Italiano delle forze politiche e di governo di ispirazione risorgimentale e atlantica. Tale criminalizzazione colpì, infatti, gli aderenti alla P2 che appartenevano a tali forze politiche (repubblicani, socialdemocratici, socialisti, liberali e la componente “occidentale” della Democrazia cristiana, tollerante, dialogante).

I partiti democratici e di governo, dunque, vennero screditati e, con Tangentopoli, negli anni '90, subirono il colpo finale. Da allora furono elevate agli onori quelle forze politiche ed i politici di ispirazione antiliberale e antiatlantica, come i comunisti ed i democristiani di sinistra, oggi componenti del Partito Democratico. La convivenza tra ex comunisti e sinistra democristiana nel partito democratico è una coabitazione basata su ambiguità e baruffe. I primi tentarono di incriminare persino l'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga “reo” - così dissero – di non aver mai condannato la P2 e la Massoneria. I cattolici del PD chiesero che venisse formalmente decretata l’incompatibilità tra iscrizione al partito e logge, come già avevano fatto Mussolini e Lenin. Chissà come finirà…


Luca Bagatin: Ma Raffi dice che la Gelli e la P2 stanno alla Massoneria come le Brigate Rosse al Partito comunista….

Aldo A. Mola: Appunto. Il Partito comunista (ex Partito comunista d’Italia, membro della Terza Internazionale di Lenin e Stalin ) ebbe sempre al proprio interno nuclei rivoluzionari. Del pari il Grande Oriente d’Italia ebbe dal 1877 la ”Propaganda Massonica”, una loggia “di élite”, sintesi di un possibile, auspicabile “partito dello Stato” in un Paese nel quale lo Stato rischiò troppe volte di ridursi a zerbino strumento dei partiti.

Così essa venne concepita da Adriano Lemmi e così venne pensata da Gamberini, Lino Salvini e da Licio Gelli, creato Maestro Venerabile della loggia Propaganda Se si legge senza preconcetti il Piano di Rinascita della P2 si deve constatare che esso mirava a consolidare la democrazia e a conciliare i cittadini.


Luca Bagatin: Quale futuro può avere, a suo giudizio, la Massoneria in Italia?

Aldo A. Mola: Per molti aspetti la vera vita della Massoneria in Italia può cominciare ora. Il nostro è un Paese di formazione recente ma ormai è abbastanza solido, Ha retto ai totalitarismi ideologici catto-comunisti e, recentemente, ai borbottii di partiti regionali che addebitano a complotti massonici internazionali la loro incapacità di proporre un discorso filosofico e civile da Terzo Millennio.

La Massoneria ha ottenuto ragione dalla Storia con il riconoscimento dell’Unità come valore da parte della Santa Sede. Perciò ora è libera da quel passato. A cospetto dell’eclissi di partiti e sindacati e mentre le istituzioni attendono interventi restaurativi urgenti, in presenza del tracollo delle Università (parlo delle Facoltà umanistiche), la Massoneria può essere laboratorio di pensiero libero. La maggiori Obbedienze dovrebbero però dare qualche segnale preliminare. Per esempio il riconoscimento della propria storia recente da parte del Grande Oriente (ma qualcuno vanta invece di aver azzerato tutti i grandi maestri da Gamberini a Salvini, da Battelli a Corona) e un incontro pubblico tra le Obbedienze.

Il peggior segnale è invece un’anacronistica adunata a Porta Pia come se a Roma vi fossero ancora Pio IX e il generale Kanzler. In questo modo ci si fa contare e si fa constatare che non si conta nulla. Ma, come dicevano i latini, ognuno è fabbro della propria sorte. Se vuol essere davvero scuola di libertà la Massoneria deve liberarsi dai fantasmi del passato, incluso quello dell’antimassonismo.


Luca Bagatin



27 giugno 2011

Massoneria e Risorgimento italiano


La Massoneria è la più grande confraternita spirituale esistente al mondo.

Essa non si occupa nè di religione nè di politica, purtuttavia, nel corso della Storia, molti massoni, animati dai principi di emancipazione spirituale ed individuale da essa insegnati, hanno contribuito a cambiare il corso degli eventi.

E' il caso del nostro Risorgimento italiano, che, senza l'apporto di numerosi Liberi Muratori e di società segrete come la Carboneria, non avrebbe avuto pieno compimento.

La Carboneria è infatti una società segreta di derivazione massonica. Il suo rituale, che si ispira al simbolismo dei boschi ed all'iconografia cristiana, è in parte mutuato a quello della Libera Muratoria.

La Carboneria, libera associazione segreta sorta unicamente in Italia, fu la prima società segreta che direttamente si attivò al fine di liberare il nostro Paese dal giogo straniero con i celebri moti carbonari del 1820 – 21.

Come mai Carboneria e Massoneria offriranno l'humus necessario agli italiani di ogni ceto e classe sociale per sollevarsi contro l'Impero Asburgico, l'Impero di Napoleone III, lo Stato della Chiesa ed il Regno delle due Sicile ?

Perché queste due associazioni iniziatiche, proprio per il loro carattere adogmatico e di libero pensiero, permisero a persone diversissime fra loro di incontrarsi.

Come tutt'oggi in Massoneria dialogano pacificamente, come veri e propri Fratelli, il cattolico ed il musulmano, l'ebreo e l'induista, nell'Ottocento italiano dialogavano liberali, democratici, radicali, moderati, monarchici e repubblicani. Tutti animati da un'unica fede: quella verso il Grande Architetto dell'Universo e gli ideali di Fratellanza, Libertà ed Uguaglianza che la Libera Muratoria mutuò non già dalla Rivoluzione Francese, bensì dal celebre motto del conte Alessandro di Cagliostro.

Come ci ricorda lo studioso Aldo A. Mola, il conte di Cagliostro, peraltro, utilizzava - nell'ambito delle sue Logge di Rito Egizio - nastri verdi, bianchi e rossi. Pochi sanno, infatti, che il Tricolore italiano fu coniato proprio dal celebre Mago massone e successivamente fu scopiazzato, anni dopo, dal Segretario Generale della Repubblica Cispadana, ovvero il prete spretato Giuseppe Compagnoni.

Molti studiosi, tutt'oggi, si interrogano ancora sull'appartenenza o meno alla Libera Muratoria dell'Apostolo dell'Unità d'Italia, ovvero di Giuseppe Mazzini.

Il Mazzini, infatti, aveva una concezione spirituale gnostica e teosofica non dissimile dall'insegnamento massonico e, oltre al fatto che molte sue lettere iniziano con il celebre “Fratelli...”, rivolegendosi ai patrioti massoni, c'è chi assicura che fu iniziato “sulla spada” - ovvero senza alcun rituale regolare - dal massone Francesco Antonio da Passano nel carcere del Priamar a Savona.

Ad ogni modo, non vi sono prove della sua appartenenza alla Massoneria. Per quanto si può affermare con certezza che egli, nonostante non lesinasse critiche a tale istituzione in quanto da lui considerata troppo elitaria, fu un Grande Iniziato che insegnò moltissimo, in termini filosofici e morali, ai massoni del suo tempo ed a quelli d'oggi (si pensi ad esempio ai suoi studi su Dante, ma anche alla sua celebre opera politica e spirituale “Doveri dell'Uomo”).

Chi massone fu, con orgoglio e ricoprì persino la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia e, caso unico al mondo, Gran Maestro dell'Umanità, fu il Generale Giuseppe Garibaldi.

Iniziato in una Loggia massonica irregolare a Montevideo, in Uruguay, Garibaldi conobbe una rapidissima ascesa nella comunione massonica. Egli fu colui il quale definì la Massoneria “la Grande Umanitaria” e si adoperò, da Gran Maestro, per renderla sempre meno elitaria e sempre più aperta alla società ed alle opere umanitarie.

Dobbiamo peraltro al Gran Maestro Garibaldi le prime iniziazioni femminili - stabilite con un suo decreto nel 1864 - e dunque il decadimento (purtroppo durato solamente il tempo della sua gran maestranza e quella del Gran Maestro Ernesto Nathan, alla fine dell'800, sempre di ideali repubblicani mazziniani) di quegli astrusi dogmi barocchi imposti in Inghilterra dal Reverendo James Anderson nel 1723.

Il dogma della non iniziazione delle donne in Massoneria è assolutamente smentito, peraltro, dal grande massone, esoterista ed alchimista moderno Paolo Lucarelli, purtroppo recentemente scomparso, nella pefazione italiana a "Simbolica Massonica per il terzo millennio" di Irène Mainguy (edito in Italia dalle prestigiose Edizioni Mediterranee), il quale ricorda che nei cantieri operativi dei muratori medievali - ai quali si rifanno gli odierni Libero Muratori - vi erano anche donne. Ed inoltre, sempre il Lucarelli, ricorda che vi erano culti solari - come ad esempio quello di Apollo e Dioniso - che erano officiati soprattutto da sacerdotesse.
Ciò fu peraltro confermato già nei primi del '900 anche dal reverendo Cherles W. Leadbeater, trentatreesimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato ed autore del volume "La Massoneria e gli Antichi Misteri" (edito in Italia dalla Athanor).

La professoressa Francesca Vigni, autrice del testo “Donne e Massoneria in Italia”, dedica ampi capitoli alla presenza di Logge massoniche femminili durante il Risorgimento. Donne massone e carbonare, come ad esempio Enrichetta Caracciolo: nobile napoletana, prima obbligata a farsi monaca e successivamente ardente patriota, massona ed esponente della Chiesa evangelica.

Il rapporto fra massoni, patrioti, ovvero fra Massoneria e Risorgimento è così stretto che noi italiani dobbiamo persino il nostro Inno nazionale agli ideali della Libera Muratoria.

Colui che lo scrisse, ovvero il giovane patriota della Repubblica Romana, Goffredo Mameli, era massone e quel “Fratelli d'Italia” è un chiarissimo e palese riferimento agli ideali di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà, che accomunava i massoni durante le lotte mazziniane e garibaldine per la liberazione dal giogo straniero e clericale.

Il “Canto degli Italiani” o “Inno di Mameli” sarà successivamente musicato da un altro massone: Michele Novaro, ligure anch'egli, il quale, dopo una vita di stenti nella quale destinò molti dei suoi proventi di musicista alle imprese garibaldine, morì in completa povertà.

L'Italia diventerà unita, dunque, nel 1861 e lo divenne completamente, con Roma Capitale, nel 1870.

Diventerà unita, dunque, e libera dal giogo straniero e clericale, ma non repubblicana e non, dunque, un Paese completamente civile.

Gli ideali mazziniani, garibaldini, carbonari e massonici, non avevano dunque trionfato nella politica politicante, bensì nel cuore del popolo italiano.

Quel popolo italiano che non avrà ancora diritto ad eleggere i propri rappresentanti a suffragio universale diretto.

Quel popolo italiano che mal sopporterà, al Nord come al Sud, il giogo monarchico dei Savoia.

Quel popolo italiano che, a Roma, eleggerà con grande entusiasmo l'indimenticato Sindaco Ernesto Nathan, erede di Mazzini e Garibaldi: repubblicano, massone, ebreo, laico ed anticlericale.

Nel 1896, Ernesto Nathan, venne eletto Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, succedendo ad Adriano Lemmi, ed inizierà un processo di rinnovamento dell'Istituzione massonica, rafforzandola e mettendola al servizio dell'etica laica e dell'emancipazione delle classi popolari.
Quale Sindaco della Città Eterna, Nathan, istituì le municipalizzate tutt'ora funzionanti: l'Atac e l'Acea; promuoverà l'istituto dei referendum per permettere alla cittadinanza di partecipare direttamente alla gestione della cosa pubblica; ostacolerà gli speculatori ed i proprietari terrieri che si opponevano al nuovo piano regolatore; aumenterà il numero delle scuole e promuoverà la cultura laica.
Celebre il suo discorso - a Porta Pia - del 20 Settembre 1910, ove denunciò l'oscurantismo della Chiesa cattolica e la sua scarsissima sensibilità nei confronti del ceti meno abbienti.
Nel 1914, il "Blocco popolare" guidato da Nathan, prese il nome di "Unione liberale democratica", riconfermando per le amministrative di Roma l'alleanza fra repubblicani, radicali e socialisti. E nello stesso anno, in Nostro, prese posizione a favore dell'entrata in guerra dell'Italia contro gli Imperi centrali, necessaria a completare il processo di Unità nazionale e di emancipazione dagli Asburgo.
Il suo irredentismo fu così acceso che decise, nel 1915, di arruolarsi volontario nell'esercito, nonostante i suoi settant'anni e sarà assegnato ai reparti di Croce Rossa.
Infine, nel 1919, si dimise dalla carica di Gran Maestro del GOI per dedicarsi alla cura dell'Edizione Nazionale delle opere di Giuseppe Mazzini.
Morì nel 1921 e gli fu così risparmiata la sciagura del fascismo che spazzò via, tristemente, ogni residuo di cultura laica e risorgimentale, mettendo all'indice gli ideali mazziniani (arrivando persino a distorcerli e ad utilizzarli ad uso e consumo del fascismo), radicali, socialisti e mettendo fuori legge la Massoneria.
Con questo breve cenno ad Ernesto Nathan, possiamo dire che si chiude il ciclo risorgimentale che va dai moti carbonari del 1820 sino alla Prima Guerra Mondiale.

Se l'Italia è dunque oggi un Paese un po' più libero rispetto a duecento anni fa, lo dobbiamo dunque ai mazziniani, ai garibaldini e dunque ai massoni di ogni colore politico e fede religiosa.

Ciò - come ci ricordano anche gli autori del bel libro storico di recente pubblicazione per la casa editrice Bastogi “Fratelli d'Italia” (ovvero Maurizio Del Maschio, Stefano Momentè e Claudio Nobbio) - è incarnato da tre simboli fondamentali e nazionali: il Tricolore che rappresenta la Libertà; l'Inno di Mameli che rappresenta la Fratellanza e la nostra Carta Costituzionale che, per quanto andrebbe profondamente riformata, incarna comunque l'Ugliaglianza del nostro popolo sovrano.


Luca Bagatin


Bibliografia:

  • Giuseppe Schiavone: “Massoneria Risorgimento Democrazia” Editrice Bastogi

  • Giuseppe Schiavone: “Scritti massonici di Ernesto Nathan” Editrice Bastogi

  • Francesca e Pier Domenico Vigni: “Donne e Massoneria in Italia” Editrice Bastogi

  • Del Maschio, Momentè, Nobbio: “Fratelli d'Italia” Editrice Bastogi

  • Officinae” numero 4 e 1 Dicembre 2010 e Marzo 2011: organo ufficiale della Gran Loggia d'Italia degli ALAM



24 maggio 2011

Il Viaggio Iniziatico - ovvero - I 33 Gradi della Saggezza

Il 33, nella Tradizione esoterica, è il numero sacro per antonomasia.
33 è, ad esempio, il numero delle vetrebre che sostengono il corpo umano ed è il numero che, convenzionalmente, è stato scelto per indicare l'età della morte di Gesù detto Il Cristo.
Ma è anche il numero del Salmo che ci rivela che Dio è Tutto in Tutti.
Inoltre assume un numero illimitato di significati spirituali che non sto qui ad elencare (e che comunque può essere ritrovato in numerose pubblicazioni a tema).
33 sono i gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Tradizione libero muratoria e, significativamente, lo scrittore francese Christian Jacq ha dedicato ad esso un agile volume edito recentemente in Italia per le Edizioni L'Età dell'Acquario: "Il Viaggio Iniziatico ovvero I 33 Gradi della Saggezza".
Ne "Il Viaggio Iniziativo", Jacq, racconta il suo incontro con un Maestro spirituale - Pierre Deloeuvre (Pietro Dell'Opera...guarda caso) - presso la Cattedrale di Metz.
Qui, il Maestro, introduce lo scrittore nel simbolismo della cattedrale e glielo esplica, passo per passo.
Dal primo al settimo grado troviamo infatti la Regina seduta su un trono che respinge un servitore, ovvero il servo fellone che la tradisce. Il servo è colui il quale respinge l'Iniziazione spirituale e, così facendo, si perde completamente.
Il primo ostacolo all'Iniziazione - come spiega Deloeuvre - è infatti l'infedeltà.
Il secondo ostacolo è il suicidio, ovvero il respingimento della vita, l'accettazione di una volontà negativa.
La vita dell'Iniziato, dunque, non và subita, ma affrontata con tutti i suoi irti ostacoli e senza avarizia alcuna.
Altro simbolo che i Nostri trovano nella Cattedrale è l'Albero secco, che rappresenta l'inizio del viaggio esoterico. Da un Albero secco, inteso sotto il profilo spirituale, possono germogliare infatti i frutti utili alla presa di coscienza dell'Iniziato.
Sarà poi il simbolo dell'Aquila a mostrare la luce interiore al postulante, che è anche simbolo dell'Apostolo Giovanni, il prediletto da Cristo.
Pierre Deloeuvre, mostra poi a Jacq il simbolo del Toro e gli ricorda che è durante l'Era del Toro che prosperarono le grandi civiltà apparse sulla terra: Egizia, Babilonese, Vedica, Cinese.
Sarà così che l'aspirante Iniziato potrà dialogare con i personaggi delle Maschere, ovvero la dualità presente nel mondo terreno al fine poi di poter lottare contro il Drago che protegge tesori nascosti, sgomina i codardi e può essere domato solo dai giusti.
Una volta superato l'ostacolo del Drago ecco presentarsi alla vista dei Nostri amici, il bassorilievo del Delfino, ovvero del re dei pesci, il quale conduce l'aspirante Iniziato alla purificazione per mezzo delle acque dell'Oceano primordiale.
Al quattordicesimo gradino troviamo ad attenderli la Colomba, portatrice della sostanza divina in quanto essa stessa aspetto femminile del Creatore, secondo gli gnostici. La Colomba propone dunque al postulante una dura prova: uscire dall'oceano dei pensieri pur senza perderli di vista.
Giunti a questo punto si è quasi alla metà del cammino. Ove Deloeuvre mostra a Jacq il simbolo dell'Elefante, la cui intelligenza ricettiva è una sorta di battesimo per l'aspirante Iniziato.
Il Serpente, invece, lungi dall'essere l'incarnazione del simbolo del male, rappresenta l'intelligenza attiva, ovvero la volontà del singolo di "riunire ciò che è sparso", conoscere senza pregiudizio alcuno.
Ma ecco attenderli la Spada, ovvero il gladio che rappresenza la giustizia, ovvero il "raggio di luce" indispensabile al Cavaliere per proseguire il suo cammino.
Al diciottesimo grado, i Nostri, incontreranno il tempio della Luna, la quale è simbolo legato al dio Thot degli Antichi Egizi. La Luna ha dunque il significato di giuramento per l'aspirante Iniziato.
Dalla Luna egli passerà successivamente al Sole, il punto più critico, ovvero il passaggio da una condizione ad un'altra.
E qui si chiude il ciclo del cosiddetti Piccoli Misteri.
Da qui in avanti, Pierre Deloeuvre mostrerà a Christian Jacq il cammino del Grandi Misteri, ovvero quelli che vanno dal ventesimo al trentatreesimo grado.
Qui, oltre al Sole, troviamo il simbolo della Temperanza, la quale permette al postulante di superare la dualità Luna-Sole, ovvero notte e giorno.
Ma eccoli giunti di fronte al simbolo dell'Uomo bendato, il quale contempla il suo mondo interiore, alla ricerca della Divinità, insita entro sè stesso ed in ogni essere. Bendato, peraltro, è anche l'aspirante massone prima di ricevere la completa Iniziazione, ovvero il battesimo della Luce, che lo porterà ad una nuova rinascita.
E successivamente incontrerà - al ventitreesimo grado - il Pellicano, simbolo esoterico per antonomasia, che racchiude le tre virtà di Fede, Speranza e Carità.
Successivamente incontreranno la Fenice, la quale è destinata sempre e comunque a rinascere dal fuoco, essendo essa simbolo di rigenerazione spirituale degli esseri.
Altro simbolo fondamentale nel cammino dell'Iniziato è l'Aquila, la quale possiede l'energia dell'origine del mondo. Essa, come fa con i suoi piccoli, mette alla prova i novizi e li espone ai raggi del Sole: se non sopportano il "fuoco celeste", li getta nel vuoto.
Una volta superata questa prova, l'aspirante Iniziato si troverà dinnanzi al Leone: la saggezza terrestre. Grazie ad esso il costruttore impara a comprendere la saggezza celeste, ovvero il simbolismo dell'Aquila.
Dal ventisettesimo al trentesimo grado, il Maestro d'Opera, mostra al Nostro i quattro uomini con l'anfora.
Il primo ha un atteggiamento rilassato, incurante. Egli è colui il quale desidera acquisire conoscenza spirituale per sè, senza condividerla con gli altri.
Anche il secondo uomo lascia cadere l'acqua dall'anfora e sembra incurante di ciò che fa. Egli non ha compreso il simbolismo dei rituali poichè difetta di attenzione. Si aggrappa alla forma esteriore, senza coglierne la sostanza.
Il terzo personaggio tiene l'anfora in maniera sin troppo salda e sicura ed ha un atteggiamento autoritario e dottrinale. Egli è privo di umiltà e crede ti trasmettere all'esterno grandi verità. Ma in realtà è semplicemente un erudito che conosce il significato dei simboli solo in apparenza.
Il quarto personaggio, invece, simboleggia la "trasmissione dello spirito" in quanto raggiunge il cuore di ciascuno. Tiene saldamente l'anfora, regola il flusso dell'acqua ed il suo volto esprime serenità. Egli è un vero Maestro d'Opera, un massone perfetto.
Eccoci giunti dunque al trentunesimo grado, quello del Leone alato, ovvero l'unione dei due Regni: quello della Terra e quello del Cielo.
Il trentaduesimo grado ci presenta dunque l'Angelo, ovvero l'uomo a immagine di Dio. L'Angelo, infatti, è inviato da Dio sulla terra per ricondurre l'uomo al Principio che l'ha generato.
Il Trentatreesimo grado - l'ultimo gradino che l'aspirante Iniziato dovrà salire - non è altro che la consapevolezza che l'Albero fiorito, ovvero l'obiettivo ultimo, è la Comunità dei costruttori. La Confraternita di Maestri d'Opera perfetti che hanno compiuto un lungo viaggio di perfezionamento interiore per giungere ad avvicinarsi alla Divinità.
Christian Jacq, con questo libro ricchissimo di simbolismo gnostico, massonico ed esoterico che in questa recensione ho solo brevemente cercato di spiegare, è giunto dunque all'essenza del simbolismo e del significato più puro della Massoneria.
La ricerca di Dio in tutti gli esseri.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini