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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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11 maggio 2011

Il 15 e 16 maggio 2011 vota per la laicità ed i diritti: contro la sinistra e questa destra !

Il 15 e 16 maggio prossimi si terranno, in molte realtà locali, le elezioni amministrative e, come di consueto, questo blog prende parte attivamente alla campagna elettorale.
L'indicazione che voglio dare è, ovunque vi saranno liste, di votare le liste con l'Edera del Partito Repubblicano Italiano.


In ben tre realtà locali, invece, vi invito a votare per i candidati laici, liberali, e libertari.
Sto parlando di:

Rimini
, città in cui vi invito a votare per l'ottimo cantante ed artista omosessuale, militante di GayLib, Ciri Ceccarini candidato in Futuro e Libertà con il candidato Sindaco Pasquale Barone.



Milano
, città in cui vi invito a votare per Andrea Furcht, Repubblicano Indipendente ed esponente dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, il quale si candida per il Nuovo Polo per Milano, che sostiene il candidato Sindaco Manfredi Palmeri.



Pordenone, città in cui vi invito a votare per il sottoscritto che, dopo sette anni, si rimette in gioco in una candidatura politica. Ancora una volta al di fuori e contro gli attuali schieramenti politici.
Mi candido infatti come esponente del PRI nella lista civica Il Ponte che sostiene il candidato Sindaco Giovanni (detto Gianni) Zanolin.



Tre candidature laiche, per i diritti civili, contro i due schieramenti eversivi e bolliti.
Contro la sinistra e contro questa destra.



27 aprile 2011

Alessandro Cecchi Paone: un repubblicano mazziniano dei nostri giorni




Lo studioso e giornalista Alessandro Cecchi Paone, volto noto della televisione culturale italiana, è rientrato nel Partito Repubblicano Italiano (dopo i suoi trascorsi giovanili nella Federazione Giovanile Repubblicana) e, dall'ultimo Congresso del PRI, è stato eletto componente della Direzione Nazionale.
Cecchi Paone è rarissimo esempio di studioso competente e preparato, aperto alle nuove frontiere della comunicazione, alle nuove tecnologie e da anni impegnato sul fronte dei diritti civili e della tutela dell'ambiente.
Personalmente, dalle colonne di questo blog, l'avevo proposto, alcuni anni fa, come nuovo Presidente della Rai.
Da alcune settimane, il sabato, cura su "La Voce Repubblicana" una rubrica dal titolo "Il partito della modernità" e vorrei riportare qui alcuni passi del meraviglioso articolo che ha pubblicato sabato 9 aprile scorso.
Cecchi Paone esordisce dicendo che siamo noi (del PRI) il partito della modernità e prosegue:

Se la modernità è, come è, repubblicana e non monarchica, unitaria federalista e non statalista, libertaria e non autoritaria, individualista e non collettivista, democratica e non elitaria, allora la modernità è, per l'Italia, risorgimentale, dunque repubblicana.

Colgo l'occasione per segnalarvi l'incontro pubblico che organizzeremo, come PRI di Pordenone, questa sera. Convegno nel quale avrei voluto invitare, fra gli altri, anche Alessandro Cecchi Paone.
Sarà per la prossima volta.

Mercoledì 27 aprile 2011 alle ore 20.30

presso la Sala Degan della Biblioteca Civica di Pordenone


Incontro pubblico


I REPUBBLICANI NELLA PORDENONE

DI IERI E DI OGGI


Con la presentazione e moderazione di


Luca Bagatin

giornalista, candidato Repubblicano

nella lista civica “Il Ponte”


Interverranno


Andrea Collesan

Segretario provinciale del PRI


Aldo Pagano

Segretario regionale del PRI del Veneto


Riccardo Gallo

Componente della Direzione Nazionale del PRI




25 aprile 2011

Randolfo Pacciardi, grande combattente antifascista ed anticomunista, a vent'anni dalla morte: nel ricordo di Luca Bagatin e Renato Traquandi

Randolfo Pacciardi: il più grande fra gli antifascisti
di Luca Bagatin



Randolfo Pacciardi nel suo studio; Pietro Nenni e Randolfo Pacciardi durante la Resistenza

Randolfo Pacciardi (1899 - 1991) fu politico, massone e partigiano del Partito Repubblicano Italiano di cui troppo si tende a dimenticare.
Rarissime se non quasi nulle sono le pubblicazioni a lui dedicate.
Eppure fu audace eroe antifascista della Guerra di Spagna al comando di una Brigata Garibaldi e della Resistenza; nonché fiero anticomunista specie dopo aver conosciuto i massacri contro i repubblicani e gli anarchici operati dai comunisti europei su ordine di Stalin.
Guidò il PRI nel primo dopoguerra e fu Ministro della Difesa dal 1948 al 1953. Si oppose alla formula di Centrosinistra e quindi ad Ugo La Malfa che purtroppo lo espulse dal partito negli anni '60.
Celebre la frase di Pacciardi quando gli si chiedeva il motivo per il quale egli preferiva i governi centristi con la DC, piuttosto che un'alternativa di sinistra con il PCI : "Meglio una messa al giorno piuttosto che una messa al muro".
Una volta espulso dal PRI, Pacciardi fondò il movimento politico Unione Democratica per la Nuova Repubblica, con posizioni schiettamente presidenzialiste e forse per questo fu sospettato ingiustamente di simpatia fasciste e golpiste (proprio lui che aveva combattuto il nazifascismo !) e di aver appoggiato il cosiddetto Piano Solo che avrebbe dovuto portare ad una svolta autoritaria nel nostro Paese.
Niente di più falso e vergognoso fu detto su di un personaggio al quale la Repubblica e la democrazia italiana devono moltissimo.
Randolfo Pacciardi fu riammesso nel PRI negli anni '80 e Repubblicano rimase sino alla morte.
Così questo blog vuole ricordare una grande figura del mazzinianesimo.
Una figura da approfondire certamente.
Alla faccia dei calunniatori di ogni colore politico.

Luca Bagatin


Randolfo Pacciardi……. 20 anni dopo
di Renato Traquandi

(già collaboratore di Randolfo Pacciardi e autore della biografia "Randolfo Pacciardi"
edita quest'anno da Albatros)



Martedì 19 aprile 2011, dentro l’imponente Palazzo di Piazza Montecitorio, in Roma, alle ore 15,si è celebrato il XX anniversario dalla morte di Randolfo Pacciardi.

L’infaticabile, insostituibile, il prezioso, Antonio De Martini, il custode principale della memoria e degli archivi del deputato repubblicano, è riuscito a far ricordare il Comandante del Battaglione “Garibaldi” dei volontari per la libertà della Spagna, democratica e repubblicana, nella guerra vinta dai militari franchisti , appoggiati fai nazifascismi franco italiani, scoppiata nel 1936.

Randolfo Pacciardi, nato in un paesino del grossetano, Giuncarico, nel 1899, giovanissimo, simpatizza subito con gli ideali mazziniani del repubblicanesimo italiano. E’ uno dei più decorati militari combattenti la prima guerra mondiale ( due medaglie d’argento, una di bronzo, la croce di guerra inglese, un’altra decorazione della Francia) e subito dopo contrasta virilmente il nascente regime, fondando con altri militari democratici il movimento “Italia Libera” e, successivamente, contestando uno dei primi comizi del duce di Piazza Venezia.

Svolge la professione di avvocato; ed è durante quel periodo che riesce a far assolvere il quotidiano La Voce Repubblicana , citata in giudizio dal gerarca Italo Balbo, a cui il giornale aveva attribuito la diretta responsabilità della morte di Don Minzioni, bastonato a sangue da una squadra di camice nere emiliane. 

Nel 1926, appena sposato, riesce a raggiungere la Svizzera , per non finire nelle purghe fasciste, e a Lugano organizza la “Centrale antifascista” che resterà famosa per le tante attività svolte, tra le quali l’organizzazione per aiutare i fuoriusciti.

Il fascismo riesce a farlo allontanare dalla repubblica elvetica nel 1933; si reca in Francia, dove prosegue la sua opera a livello europeo, contro il regime italiano del manganello e dell’olio di ricino.

E’ in contatto con Carlo e Nello Rosselli, di Giustizia e Libertà, e con tanti altri italiani che sono stati costretti a fuggire dalla dittatura  mussoliniana.

Quando scoppia in Spagna la guerra civile, si attiva per la realizzazione del battaglione Garibaldi, composto da italiani difensori delle libertà democratiche; anche se tra di loro vi sono moltissimi di fede comunista, ancora ignari del bagno di sangue cui sono sottoposti i dissidenti dell’Unione Sovietica.

Tutti i promotori del Battaglione sono concordi ad affidare a Pacciardi il comando, che lui esercita con il massimo del carisma e della competenza militare.

Nel 1939 in Spagna viene sconfitta la democrazia. Pacciardi ritorna  in Francia, poi si reca in Marocco e da lì parte per gli Stati Uniti. A New York pensa di portare un progetto: vuole costituire un Corpo di Spedizione di volontari repubblicani da impegnare in Europa, a fianco delle forze occidentali, che combattono il nazifascismo.

Il generale De Grulle e W. Churchill contrastano il suo disegno e convincono gli americani a soprassedere al progetto, condiviso dalla Mazzini Society di New York, che ha tra i suoi membri più attivi il Maestro A. Toscanini. 

Pacciardi rientra in patria subito dopo il referendum che vide nascere la repubblica, essendosi mostrato coerente nel disapprovare la scelta dei badogliani, financo dei comunisti, che giurarono nelle mani della monarchia. E’ membro dell’Assemblea Costituente, del Primo Parlamento della Repubblica e Ministro della Difesa nei primi governi De Gasperi.

Con la politica centrista in crisi Pacciardi manifesta la sua contrarietà alla soluzione della sinistra democristiana di coinvolgimento dei socialisti nel governo ( Nenni nella stanza dei bottoni).

Nel P.R.I., grazie anche alla corruzione praticata dai Servizi segreti al Congresso di Ravenna, la sua corrente diventa minoritaria ed il Partito Repubblicano lo abbandona.

Mai privo di risorse e sempre combattivo, Pacciardi fonda nel 1964 l’Unione Democratica Nuova Repubblica ( www.sentierirepubblicani.it). Attraverso i settimanali Folla e successivamente Nuova Repubblica, con De Martini, Vitangeli, Mita e Giano Accame, diffonde la sua idea di repubblica presidenziale, propugnando l’istituzione del referendum e delle leggi di iniziativa popolare.

Il prof. Maranini, noto costituzionalista fiorentino, assieme a molti altri importanti personaggi della politica e della cultura, segue con simpatia le tematiche pacciardiane, arrivando a porre la propria firma ad un Manifesto che le compendia.

Con un aggettivo sobrio, affatto polemico, ma calzante, “ostracismo”, oggi si definisce tutta la campagna di contrasto della “partitocrazia” della casta di allora e di oggi, all’ormai anziano leader mazziniano italiano ed ai suoi uomini; il culmine viene raggiunto da Luciano Violante, che lo coinvolge in atti che non lo riguardano e lo “sputtana”, costruendoci la sua carriera politica.

Ottantenne sarà di nuovo chiamato da la segreteria di Giovanni Spadolini al posto che gli compete nella Direzione del P.R.I. dove sarà sempre presente, fino all’ultimo giorno di vita ( 13 aprile 1991).

Questo preambolo è necessario, per capire la presenza dei politici, della stampa, della cultura, delle forze dell’ordine e dei militari, di noi veterani e reduci di Nuova Repubblica, ridotti a poco più di una dozzina, con Antonio De Martini in testa e Vitangeli, Mita, i nipoti Franco e Giuseppe, e tutti gli altri…. Tutti con in testa una voglia di commozione, nel rivedere il “vecchio leone” in un filmato del 1990, e risentire le sue parole, noi……….. i suoi uomini di Nuova Repubblica.

Il primo a prendere la parola è il padrone di casa; sobrio, misurato, ammiccante Gianfranco Fini sa bene che trattare un simile argomento è come giocare con l’esplosivo.

Ne parla con pacatezza e lo ricorda con enfasi positiva. Fini è un politico di lungo corso. Da tanti è apprezzato per gli sforzi che da anni va facendo per lucidare l’ultima divisa che indossa. Ostenta con sorriso accattivante le mostrine conquistate alle Fosse Ardeatine, a Gerusalemme, a Londra ed a Washington, di sincero democratico liberale e progressista. Noi tutti apprezziamo i suoi sforzi e i più tentano di dimenticare il giovane Gianfranco, missino almirantiano, tanto almirantiano da citarlo, assieme a Pacciardi, in seconda fila tra i presidenzialisti italiani, subito dopo Calamandrei e “l’insulso avvocatino di Grosseto”, come lo definì Mussolini agli albori del suo potere nero. Insomma, una rievocazione utile a portare il mazziniano e repubblicano democratico Randolfo Pacciardi, nella bisaccia del terzo polo, di cui oggi egli è leader antiberlusconiano e dove, paradosso ultimo per l’operazione pro domo sua, milita anche l’ex repubblicano Giorgio La Malfa , grande assente, se pur invitato, o quanto meno avvertito.

Del partito repubblicano era presente Italico Santoro, coinvolto, consapevole, che sorride e si impegna a stringere mani.. Francesco Nucara non l’ho visto e mi sono domandato perché mai.

Dopo il Presidente della Camera pro tempore è stata la volta del Presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro, si proprio colui che con Bartolo Ciccardini avrebbe dovuto votare contro il centro sinistra, fermati da Oltretevere all’ultimo minuto. Dall’alto dei suoi 92 anni e dall’autorità dell’incarico ricoperto con lo smaccato gioco di parte che tutti conoscono, il vegliardo ha ricordato un paio di episodi salienti, che gli sono venuti in mente, dopo aver ricevuto l’invito a presenziare. Un doveroso applauso e si va avanti.

L’amico De Martini è all’altezza del compito che si è prefisso. Nei due monitors  laterali della prestigiosa Sala della Lupa, gremita in ogni ordine di posti,  viene proiettato un breve filmato. Si tratta di un’ intervista concessa da Pacciardi poco tempo prima della morte.

Sono molti gli occhi lucidi, nel vedere quelle poche immagine, nel risentire quella voce. Un fremito di emozione percorre la fila dove sono seduto e le parole di Tonino penetrano tra gli astanti.

La cattiveria dimostrata nei confronti del vecchio maremmano dalla protervia del potere politico che lo sepolte nell’oblio traspare e sovrasta l’ambiente. Il male è che sovrasta l’aula, si disperde per quei corridoi; ma il tanto tempo che è passato annacqua le colpe e le assolve.

Perché non è presente Luciano Violante? Cosa avrebbe detto questo 19 aprile 2011, nella Sala della Lupa? E’ stato solo uno strumento del destino?

Dopo Antonio De Martini, artefice della catalogazione dell’archivio pacciardiano donato alla Camera dei Deputati, è la volta del generale Angioni, poi di Paolo Palma e di Giorgio Rebuffa.

Il pressapochismo, le inesattezze, la superficialità, e sinanco l’ipocrisia, sono il comune denominatore di questi ultimi interventi.

Pacciardi aveva tre fratelli ( erano in cinque, invece, quattro maschi ed una femmina), è rimasto un erede, Franco, e c’era presente anche l’altro nipote, Giuseppe, Pacciardi nell’Isonzo anziché nel Livenza, Pacciardi a Lugano, in Francia, a New York, in Spagna e in Italia,non si bene a fare che…. al governo per 5 anni e poi all’opposizione, compreso l’ostracismo perpetrato nei suoi confronti dai mass media asserviti al potere della partitocrazia.

Interventi pieni di grossolani strafalcioni, dimostrabili anche da Wikipedia, più attento e verace di lor signori.

Insomma si è commemorato Pacciardi, nella sala della Lupa a Montecitorio in Roma, Camera dei Deputati, e ho sentito Randolfo rigirarsi più volte nella tomba, imbronciato.

L’evento era epocale, e poteva essere la vera occasione di un mea culpa della casta al potere.

Non è successo niente, le idee di Pacciardi, mai tanto valide come oggi, non sono state portate alla luce, ne dai politici presenti, ne tanto meno da coloro che non si sono presentati. La cultura, il giornalismo, i militari, che dalle mani dei politici mangiano se ne guardano bene……………

E la nave va……nonostante tutto.

 

Renato Traquandi        



20 aprile 2011

Luca Bagatin: un Repubblicano libertario nel Consiglio comunale di Pordenone, nella lista civica "Il Ponte", con Gianni Zanolin Sindaco








Se sarò eletto nel prossimo Consiglio comunale di Pordenone, mi impegnerò relativamente a queste tematiche


LAICITA' E DIRITTI:


    • Istituzione del registro comunale delle unioni civili per coppie etero ed omo affettive.

    • Opposizione a qualsiasi finanziamento diretto e/o indiretto ad istituti confessionali e religiosi.

    • Promozione e valorizzazione della cultura laica.

    • Politiche a sostegno dei malati, dei disabili e degli anziani.

    • Politiche a sostegno dei diritti degli animali.


RISPARMIO AMMINISTRATIVO:


  • Taglio degli esuberi e degli sprechi nella Pubblica Amministrazione.

  • Riduzione delle indennità di carica di Sindaco ed Assessori del 20 %.

  • Abolizione delle circoscrizioni comunali ed introduzione del Bilancio partecipativo sull'esempio dei molti Comuni italiani (Arezzo, Bergamo, Cinisello Balsamo, Reggio Emilia...).


INVESTIMENTI DI PUBBLICA UTILITA':


  • Costruzione di cinquemila posti auto al di fuori della città.

  • Potenziamento del servizio di bus navetta al fine di collegare i parcheggi esterni al centro città e riduzione delle tariffe del trasporto pubblico urbano.

  • Tutela dei parchi e del verde pubblico e recupero di aree verdi a partire dai Giardini di Piazza IV Novembre.

  • Incentivi al piccolo commercio, con istituzione di mercatini tematici e dell'antiquariato tutte le domeniche.







15 aprile 2011

Berlusconi è un prodotto della sinistra cattocomunista


Discutere di politica, ormai, è diventata la pratica più difficile e noiosa del mondo.
Un tempo, almeno sino a vent'anni fa, la politica, appassionava. Oggi annoia al punto che nemmeno io, che pur questa volta sarò candidato in prima persona (alle amministrative di Pordenone, come Repubblicano in una lista civica Indipendente), non ne scrivo più, se non sempre più raramente.
E i discorsi sono sempre gli stessi: tutti a dire il meglio o il peggio di Berlusconi.
Ora, in assenza di argomentazioni consistenti, capisco che sia più facile parlare per tifoserie. Ma lo potrei capire meglio se si parlasse di argomenti che non riguardano grandi approfondimenti, analisi o ragionamenti.
Nella fattispiecie, purtuttavia, non si tratta nemmeno di parlare per tifoserie: si parla di un'unica persona che, francamente, fra cinque-sei anni o forse meno, in Italia, non conterà nemmeno più nulla.
Perché mai non si riesce ad andare oltre il berlusconismo ?

Perché non ci sono argomenti. Perché si preferisce delegare la risoluzione dei problemi agli altri. Perché non esistono più i partiti politici.

Questo stato di cose ha un'origine ben precisa: il biennio giustizialista del '92-'93. Preparato ad arte già alla metà degli anni '70 dal connubio Pci-Dc.
Si approfondisca un po', non ci si lasci ingannare dalle apparenze e si vedrà bene che gli spazi di discussione sono stati ridotti da una classe politica ideologizzata che, da almento trent'anni, fa e faceva riferimento a precise forze eversive.
Berlusconi non è nato a caso e così la Lega: sono le vere costole della sinistra cattocomunista che in Italia, nei numeri, è destinata a perdere, ma dal '94 ad oggi è purtroppo destinata a governare (grazie agli appoggi sottobanco dei vari "Prodinotti" prima ed oggi dei Bersani, Di Pietro, Vendola). Sinistra cattocomunista che è destinata a governare, dicevamo, e a governare male. E si vede.
E ciò sin tanto che non torneremo a parlare di problemi concreti, non si tornerà alla democrazia dei partiti ed a una legge elettorale che consenta il massimo della rappresentatività possibile.
E sin tanto che non nasceranno e cresceranno generazioni che approfondiranno il loro passato ed avranno la capacità ed il coraggio di opporsi a quelle forze estremiste che hanno prodotto l'attuale stato di cose.
Passeranno decenni prima che l'Italia possa tornare ad essere un Paese pienamente liberale, prima ancora che democratico.
E purtroppo c'è chi, in questo stato di cose, ancora ci marcia e ci gode.

Luca Bagatin



13 aprile 2011

MASSIME ED AFORISMI (caustici come la soda) by Luca Bagatin



L'omertà non esiste.
Esiste l'oMERDà, ovvero quel comportamento in cui non si denunciano fatti o reati più o meno gravi.
E' chiaro, dunque, che l'oMERDoso è definibile anche, in gergo, "omm e merd" !




Ho sempre pensato che sarebbe bene non vivere oltre i sessant'anni e, comunque, non sopravvivere troppo alle persone a cui vogliamo bene.
C'è chi mi suggerisce ad ogni modo che, a sessant'anni, si potrebbe anche cambiare idea.




Ama il tuo prossimo come te stesso, ma accertati prima che il tuo prossimo non sia, contemporaneamente, anche il tuo vicino di casa rimposcatole.



Con gli idioti è spesso necessario cambiare idioma



Cercate di rendervi il meno utili possibile. Diversamente, presto o tardi, sarete gettati nel cestino dei rifiuti




Il tradimento non è concepibile fra persone civili ed istruite che hanno compreso il vero senso di sè stessi e dell'intera Umanità.
Forse concetti come amore e fratellanza sono concetti vani in questo mondo materiale. Forse i concetti di bontà, rispetto e lealtà sono meri orpelli di cui si ama riempircisi la bocca per avere la coscienza a posto.
Forse,
ma chi aiuterà il figlio della vedova ?





23 marzo 2011

Luca Bagatin: un Repubblicano libertario nel Consiglio comunale di Pordenone, nella lista civica "Il Ponte", con Gianni Zanolin Sindaco

Il 15 maggio prossimo, a Pordenone, si terranno le elezioni per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale. Come referente del Partito Repubblicano Italiano, come laico, liberale e libertario da una vita, mi sono candidato nella lista civica "Il Ponte", a sostegno del candidato a Sindaco Gianni Zanolin: al di fuori degli schieramenti politici.


Se sarò eletto nel prossimo Consiglio comunale di Pordenone, mi impegnerò relativamente a queste tematiche:


LAICITA' E DIRITTI:


    • Istituzione del registro comunale delle unioni civili per coppie etero ed omo affettive.

    • Opposizione a qualsiasi finanziamento diretto e/o indiretto ad istituti confessionali e religiosi.

    • Promozione e valorizzazione della cultura laica.

    • Politiche a sostegno dei malati, dei disabili e degli anziani.

    • Politiche a sostegno dei diritti degli animali.


RISPARMIO AMMINISTRATIVO:


  • Taglio degli esuberi e degli sprechi nella Pubblica Amministrazione.

  • Riduzione delle indennità di carica di Sindaco ed Assessori del 20 %.

  • Abolizione delle circoscrizioni comunali ed introduzione del Bilancio partecipativo sull'esempio dei molti Comuni italiani (Arezzo, Bergamo, Cinisello Balsamo, Reggio Emilia...).


INVESTIMENTI DI PUBBLICA UTILITA':


  • Costruzione di cinquemila posti auto al di fuori della città.

  • Potenziamento del servizio di bus navetta al fine di collegare i parcheggi esterni al centro città e riduzione delle tariffe del trasporto pubblico urbano.

  • Tutela dei parchi e del verde pubblico e recupero di aree verdi a partire dai Giardini di Piazza IV Novembre.

  • Incentivi al piccolo commercio, con istituzione di mercatini tematici e dell'antiquariato tutte le domeniche.


Luca Bagatin, nato a Roma il 15/02/1979.

Sono componente del Direttivo provinciale del Partito Repubblicano Italiano, partito nel quale milito da qualche anno. Faccio politica da quando avevo 17 anni, da sempre nell'area laica, liberale e libertaria.

Sono giornalista del quotidiano nazionale “La Voce Repubblicana”. Faccio parte del comitato editoriale della rivista di cultura massonica “YR Magazine”, organo del Rito di York del Grande Oriente d'Italia. Sono inoltre componente della redazione della rivista specializzata nelle tematiche legate al mistero ed all'esoterismo a tiratura nazionale “Secreta Magazine”; nonché sono redattore dell'Agenzia di Stampa “Laici.it”.

Collaboro inoltre da diversi anni con le riviste specializzate di Storia risorgimentale “Camicia Rossa”, “Il Pensiero Mazziniano” e “L'Azione Mazzinana”.

Sono iscritto da dieci anni alla Società Teosofica Italiana ed all'Associzione Mazziniana Italiana, nell'ambito della quale ho ricoperto importanti incarichi in seno alla Sezione udinese intitolata all'Eroe della Resistenza “Luciano Bolis”.

Curo da sette anni il visitatissimo blog www.lucabagatin.ilcannocchiale.it



15 marzo 2011

Italia Unita, Risorgimento, Laicità: rilanciamo la nostra identità e cultura



"....tutt'altra Italia io sognava nella mia vita, non questa, miserabile all'interno ed umiliata all'estero ed in preda alla parte peggiore della nazione. E non vorrei che il mio silenzio s'interpretasse siccome un affermazione dell'inqualificabile contegno degli uomini che "sgovernano" il nostro paese....."

Giuseppe Garibaldi Caprera, 24 Settembre 1880

L'Unità d'Italia fu conseguita per mezzo di tre importanti personaggi storici di matrice laica: Giuseppe Mazzini, la mente; Giuseppe Garibaldi, il combattente; Camillo Benso conte di Cavour, il politico.
L'Unità d'Italia vide, per la prima volta nella Storia, la collaborazione - spesso involontaria - di repubblicani e monarchici, di massoni e uomini di chiesa, di liberali, repubblicani e socialisti umanitari. La collaborazione di borghesi, nobili illuminati e persino operai scolarizzati.
L'Italia, si sa, è un Paese di fratricidi che ama più dividersi che unirsi. Sarà per questo che il Risorgimento e l'Unità d'Italia sono sempre stati così invisi tanto nella sinistra di matrice marxista (che non ha mai tollerato la cultura laica e liberaldemocratica), tanto nella destra fascista (che, dopo i Patti Lateranensi, non ha mai tollerato l'anticlericalismo e l'idea di Patria in senso mazziniano e garibaldino, ovvero come comunità di liberi ed eguali). Non ne parliamo poi del centro cattolico, che non ha mai tollerato l'affermazione dei principi massonici propugnati dal Risorgimento di Libertà, Eguaglianza e Fratellanza al di sopra di qualsiasi fede religiosa.
L'Italia fu unita, ma, dopo il fascismo, ci penserà la cultura clericale e comunista a disfare le conquiste dei Padri del Risorgimento. Pensiamo ad esempio all'inserimento - con l'Articolo 7 -  dei fascistissimi Patti Lateranensi nella Costituzione della Repubblica italiana.
Il divorzio, grande lotta emancipatoria dei partiti risorgimentali, sarà ottenuto in Italia negli anni '70 del '900, ma con grandissima fatica e per mezzo dei piccoli partiti laici: PR, PRI, PSI, PSDI E PLI.
Una volta spazzati via con la falsa rivoluzione di matrice clericofascista e cattocomunista di Tangentopoli, ecco spazzate via nuovamente le conquiste dei laici e dei risorgimentali (è a rischio la legge sull'aborto e, quella sul testamento biologico che si sta discutendo in questo periodo, è la più inumana possibile).
Ed ecco tornare al potere forze eversive, senza storia nè cultura: Pd, PdL, Lega Nord e tutti i loro alleati di ispirazione clericofascista e cattocomunista. I Ber-sani, Ber-lusconi, Ber-tinotti, venditori di fumo vendoliani eredi di Ber-linguer (quello che, dicevano, con il comunismo non c'entrava un fico, ma intanto i rubli da Mosca li prendeva), che ancor oggi vogliono darcela a bere.
Ed ecco - alla vigilia del 17 marzo finalmente proclamata Festa Nazionale - un Bersani che si mette a fare pastette con la Lega Nord per un federalismo pasticcione ed anti-Risorgimentale.
Massì, tanto il già comunista Massimo D'Alema definì in tempi non sospetti la Lega come una "costola della sinistra". Sinistra sì, ma di ispirazione marxista, antidemocratica, antioccidentale ed antirisorgimentale.
Eccoli ancora una volta riuniti, gli eredi del dossettismo capaci di venire a patti persino con i baluba del nord.
Lo spirito mazziniano, garibaldino e cavouriano, ad ogni modo, non credano costoro che sia morto: Insorgere e Risorgere era il motto degli Azionisti eredi di Mazzini e dei Rosselli.
Mandiamoli a casa una volta per sempre ! Siano essi al governo o all'opposizione.
Viva la Terza Italia e la Nuova Repubblica che sognò Randolfo Pacciardi !

Luca Bagatin



3 marzo 2011

Luca Bagatin: un Repubblicano libertario nel Consiglio comunale di Pordenone


Contro gli accordi di potere a Pordenone: a destra come a sinistra

Centrodestra e centrosinistra, a Pordenone, sembrano sempre più spaccati.

Da una parte la Lega cerca accordi di potere con il PdL, mentre dall'altra è l'IdV che cerca di fare altrettanto.

Sopra a tutto ciò aleggia la più totale mancanza di prospettive per la città: tanto a destra quanto a sinistra.

L'unico candidato che sta portando avanti programmi e proposte concrete è, innegabilmente, Giovanni Zanolin, candidato al di fuori degli schieramenti e che ha raccolto i consensi, oltre che di noi Repubblicani, anche di gran parte della società civile, come riscontrabile anche nelle numerose presenze ai seminari da lui organizzati su temi concreti e civici: dai trasporti alla viabilità, dalla cultura all'ambiente.

Luca Bagatin - Candidato del Partito Repubblicano Italiano nella lista civica "Il Ponte"

Soldi pubblici agli enti o alle opere religiose ? No, grazie !

L'Amministrazione retta da Sergio Bolzonello ha deciso di stanziare 15 mila euro per la Diocesi di Pordenone a copertura della realizzazione della statua del vescovo Abramo Freschi.

Atto abbastanza vergognoso se pensiamo che l'Amministrazione pubblica dovrebbe essere laica. E purtroppo non è l'unico sperpero di danaro pubblico a favore di enti religiosi.

Già nel gennaio del 2006 mi trovai a denunciare - con un comunicato riportato persino nella prima pagina di un importante quotidiano cittadino - lo stanziamento di ben 45 mila euro a favore del restauro delle parrocchie.

Come Repubblicani intendiamo batterci, qualora avessimo rappresentanza nel prossimo Consiglio comunale, contro ogni finanziamento diretto o indiretto agli istituti religiosi.

E' oppurtuno, diversamente, che la nuova Amministrazione pubblica che ci auguriamo sarà retta da Giovanni Zanolin, si occupi degli anziani, dei disabili e di opere di pubblica utilità.

 Luca Bagatin - Candidato del Partito Repubblicano Italiano nella lista civica "Il Ponte"



27 febbraio 2011

Un omosessuale normale a Pordenone

Abbiamo sentito le ennesime recenti sciocchezze  - in merito a gay ed adozioni ai single - del già cattocomunista amico dei dittatori, antilaico ed oggi omofobo Silvio Berlusconi.
Ce le aspettavamo, anche se, siamo convinti una volta di più, che ciò non faccia onore ad un'Italia che si vorrebbe laica e liberale.
Sarà che Berlusconi ha frequentato troppo, in questi anni, la dacia del già Kgb Vladimir Putin o la tenda del Colonnello Gheddafi ed ha completamente perso il senso di che cosa sia la civiltà e la libertà.
Detto ciò, passiamo ad un invito.



Organizzata dal Club Ernesto Rossi e dall'Arcigay di Pordenone e Udine, venerdì 4 marzo prossimo, a Pordenone, alle ore 20.30, presso la saletta convegni dell'ex Convento di San Francesco, si terrà la presentazione dell'ultimo libro di Angelo Pezzana: "Un omosessuale normale", alla presenza dello stesso Pezzana e con interventi del giornalista Tommaso Cerno, dello scrittore e già esponente del FUORI ! Italo Corai e del Vicepresidente di Arcigay di Udine e Pordenone Giacomo Deperu.
Angelo Pezzana fu, assieme a pochi altri (come il nostro amico Peter Boom, che in questo blog - da qualche anno - cura un'interessante rubrica sulla Pansessualità ed i diritti civili), il primo militante del movimento omosessuale italiano.
Pezzana, infatti, fondò, negli anni '70 il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano ! (F.U.O.R.I. !), federato al Partito Radicale.
Di lui, peraltro, ho parlato in un approfondito articolo alcuni anni fa e che potete trovare al link:

http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/?TAG=luxemburg

Angelo Pezzana è, inoltre, intellettuale di lungo corso attivo da anni nell'ambito dell'Associazione Italia-Israele ed è stato collaboratore del quotidiano "Libero".

ATTENDOVI NUMEROSI !!!


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini