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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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10 novembre 2013

"Pecore da tosare": un saggio sulla crisi (economica e non solo)

La crisi economica c'è, ma, forse, non è reale. O, meglio, è stata creata ad arte.

Questa la tesi di fondo di Andrea Bizzocchi, autore di numerosi saggi sul tema e dell'ultimo “Pecore da tosare: la sopravvivenza tra banche, crisi e truffe”, edito dalle Edizioni Punto d'Incontro.

Un pamphlet economico-sociale, chiaro e agile ove scoprire che cos'è in realtà il danaro, i suoi meccanismi; il debito pubblico ed il ciclo perverso da cui è stato generato; il ruolo delle banche centrali quali la Banca Centrale Europea e la Federal Reserve e le loro truffe ai danni dei cittadini-risparmiatori-consumatori.

Un saggio che spiega il meccanismo del signoraggio primario e secondatrio, ovvero il guadagno che realizza chi emette moneta, sorto dalla differenza fra il costo per produrre la moneta ed il suo valore nominale che, nei fatti, è infinitamente superiore. Valore nominale che va tutto a vantaggio delle Banche Centrali che lo emettono, chiedendo a coloro i quali il danaro viene prestato - ovvero Stati e cittadini - interessi altissimi generati dal nulla.

Un saggio - “Pecore da tosare” - che dimostra, appunto, la grande truffa perpetrata dalle Banche ai danni dei cittadini e tutto ciò con il beneplacito dei Governi di tutto il mondo e delle loro classi politiche, se consideriamo che il valore nominale di ogni singola moneta o cartamoneta non corrisponde affatto alle riserve auree possedute da ciascuno Stato e ciò sin dal 1933, overo da quando il Presidente USA Roosvelt decise di vietare la conversione del dollaro in oro.

Spiace solo che l'autore del saggio – inspiegabilmente peraltro - non citi il libertario del Partito Repubblicano USA Ron Paul, ovvero l'unico politico al mondo ad opporsi al sistema della Federal Reserve ed a promuovere il ritorno alla convertibilità in oro e, proprio per questo, oscurato dai media tradizionali.

“Pecore da tosare” dimostra, ad ogni modo ed in sostanza, come tale sistema - costituito ad arte da banche e politici - abbia generato la spirale di un debito pubblico impagabile e, nei fatti, costringa i cittadini-risparmiatori ad essere tartassati ed a lavorare incessantemente per ripagare i debiti, sia contratti dagli Stati (con le banche), sia da loro stessi, attraverso l'accensione dei mutui. Un sistema che, non a caso, ha generato l'attuale crisi mondiale che è al di là dall'essere termiata.

Il saggio di Andrea Bizzocchi è, come dicevamo, molto interessante ed attendibile, in quanto si basa su dati ed esempi concreti. Purtuttavia la sezione finale, quella intitolata “I Signori dell'Universo”, lascia alquanto perplessi, anche perché suffragata unicamente da congetture dell'autore e degli autori che egli cita (quali un certo Marco Pizzuti, autore di un saggio complottista), non suffragate da alcuna prova concreta e, pertanto, alquanto fuorvianti.

Pensiamo solo al fatto del tirare in ballo – totalmente a sproposito e dimostrando non conoscenza di quanto afferma – il fantomatico Ordine degli Illuminati quale origine di tutti i mali del mondo e della nascita di un presunto Nuovo Ordine Mondiale. Teniamo qui a precisare che l'Ordine degli Illuminati, sorto nel XVIII secolo, era semplicemente una società segreta bavarese il cui unico scopo era quello di raggiungere una società ideale, combattendo le monarchie e gli imperi, fondata su principi proto-comunisti, in quanto i suoi membri teorizzarono l'abolizione della proprietà privata ben prima di Marx ed Engels. Un Ordine, quindi, tutt'altro che vicino alle “alte sfere della finanza” e composto da rivoluzionari ed idealisti.

Spiace infatti che Bizzocchi si sia lasciato trascinare in discorsi dal sapore complottista che, francamente, esulano dalle ottime analisi economico-sociali di fondo del suo saggio.

Ad ogni modo le conclusioni e le suggestioni offerte dal suo saggio sono interessanti.

L'idea che l'emissione di moneta debba essere libera da ogni interesse e fungere da base gestionale di un'economia che soddisfi bisogni reali è assolutamente realistica e, forse, l'unica in grado di farci uscire dalla crisi che, prima di tutto, è umana ed esistenziale, ovvero fondata su basi egoistiche, consumistiche e materialistiche.

La critica di Bizzocchi, poi, al sistema dei media e dei mezzi mediatici e di mediazione quali i cellulari ed i social network, poi, è assolutamente condivisibile e dimostra quanto le relazioni umane, prima ancora che economiche, si siano deteriorate ed abbiano generato una società di persone sole e aride, senza creatività né prospettive.

Un passo che ci è piaciuto molto del saggio di Bizzocchi è, in questo senso, proprio questo: “E' forse un caso che la solitudine, questa grande sconosciuta di ogni epoca del passato, coinvolge chi più chi meno tutti noi moderni ? Riscoprire invece gli sguardi, riscoprire il contatto diretto con gli altri e con la Natura, riscoprire il potere taumaturgico degli abbracci, riscoprire valori basilari dell'esistenza umana quali l'onestà, il rispetto della parola data, il dono, l'aiuto reciproco e altro ancora. Osservare i bambini e imparare da loro invece che pretendere di “educarli” (il che significa educarli al mondo tossico che abbiamo costruito”).

Valori umani e spirituali, dunque, quelli proposti dall'autore di “Pecore da tosare”, in alternativa ad una politica o, meglio, ad un'antipolitica dilagante. Quella delle Banche, dei partiti, degli Stati e dei Governi.

Un'alternativa, direi, racchiusa in questa frase, che conclude proprio il saggio di Bizzocchi: “La felicità non è mai nella conquista del potere, ma nella capacità di saper vivere senza”.


Luca Bagatin



7 novembre 2013

Claudio Martelli: la mia icona laica !



In questi giorni è uscita in libreria "Ricordati di vivere" (Bompiani), l'autobiografia di Claudio Martelli, uno fra i politici riformatori e liberalsocialisti più grandi che l'Italia abbia mai conosciuto e che mai più - ne siamo certi - conoscerà.
In attesa di recensire il volume per questi schermi telenettici, desidero riproporvi l'articolo che scrissi l'11 novembre 2006 a celebrazione dell'"icona-Martelli", che per me in particolare è sempre stato un faro politico in tutti gli anni della mia militanza laica e libertaria.

L.B.



Claudio Martelli : la mia icona laica !
di Luca Bagatin
(articolo dell'11 novembre 2006
)



La scuola elementare che ha ospitato le mie giovani membra di studente pseudo-diligente oggi è stata completamente abbattuta: la Scuola Elementare "Giuseppe Garibaldi" (e chi se no !) di Cecchini di Pasiano provincia di Pordenone che frequentai dal 1985 al 1990 oggi è un cumulo di macerie. E così, dopo essersene andati i mitici anni '80 che non ritorneranno più (la Storia per me è finita con i primi anni '90 per poi dissovversi del tutto negli anni '00), se ne è andato anche un pezzo della mia vita. Ora però posso sempre dire
di essere più giovane di cinque anni.
Ripensando agli anni '80 ed ai primi '90 mi tornano alla mente i miei miti. Al di là di Gigi & Andrea nonché Zuzzurro & Gaspare e la sex symbol Ilona Staller in arte Cicciolina (alla quale dedicai un anno fa un intero post), il mio mito politico era Claudio Martelli.
Era e rimane dovrei dire, anche se da diversi anni Martelli è più defilato: cornuto, mazziato e deluso da una politica (con la P maiuscola) che non esiste più. Oggi si dedica infatti al giornalismo.

Ma, andiamo con ordine e soprattutto cerchiamo di far conoscere questa storica figura di colui che per me incarna il politico ideale, nel bene o nel male.
Alla voce Martelli Claudio, Wilkipedia, l'enciclopedia di internet ci dice: Claudio Martelli (Gessate, MI, 24 settembre 1943) è un uomo politico italiano, esponente storico del Partito Socialista Italiano. Ha frequentato il noto liceo classico Giosuè Carducci di Milano, lo stesso frequentato da Bettino Craxi. Laureato in lettere e filosofia, ha lavorato come assistente nella stessa facoltà di Filosofia dell'Università di Milano.
Ha lavorato come giornalista e preso parte come conduttore a programmi televisivi.
BIOGRAFIA Aderisce all'unità socialista nel 1966 e comincia la carriera nei quadri locali milanesi socialisti. Viene chiamato a Roma da Bettino Craxi nel 1976, lascia la carriera accademica ed entra nella direzione nazionale del Partito Socialista Italiano. Viene poi eletto deputato nel collegio di Mantova e Cremona. In occasione del congresso del PSI a Palermo (1981) diviene uno dei due vicesegretari del partito accanto a Valdo Spini.
Nel 1984 al congresso di Verona diviene vicesegretario unico. È eletto al Parlamento Europeo nel collegio di Roma, Firenze, Perugia, Ancona. È nuovamente rieletto deputato nel 1987 sia nel collegio di Mantova e Cremona, sia in quello di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta.
Nel luglio 1989 diviene vicepresidente del Consiglio dei Ministri del governo Andreotti, e nel 1991 ministro di Grazia e Giustizia. Durante Tangentopoli, nel 1993, è candidato ad assumere la guida del PSI, ma a seguito di un avviso di garanzia sul 'conto protezione' abbandona la carriera politica. Dopo la sua traumatica vicenda giudizaria, fonda l'associazione umanitaria Opera e quella civile Società Aperta nel 1996. Diventa direttore di Mondoperaio nel 1997.
Nel 1998 è consulente del Ministro Livia Turco nella commissione per le politiche d'integrazione degli immigrati e della consulta degli immigrati, incarico da cui si dimette a seguito di divergenze politiche con il governo. È eletto eurodeputato nel 1999 per lo SDI nella circoscrizione Marche-Umbria-Toscana-Lazio. Esce dallo SDI nel 2000 e successivamente aderisce al Nuovo PSI. È espulso di conseguenza dal gruppo socialista al Parlamento Europeo ed entra in quello liberaldemocratico. Nel 2001 fonda assieme a Gianni De Michelis e Bobo Craxi il Nuovo PSI, di cui diventa portavoce. Abbandona la politica ancora una volta nel 2005, stavolta definitivamente. Nel 2005 conduce i programmi televisivi Claudio Martelli racconta e L'incudine su Italia 1.
CURIOSITA': Giovanni Botero, il protagonista de Il portaborse, il film di Daniele Luchetti interpretato da Nanni Moretti, è stato giudicato una sintesi delle personalità di Claudio Martelli e Gianni De Michelis. (FU CON QUESTO FILM CHE LUCA BAGATIN SMISE DI STIMARE NANNI MORETTI LE CUI FAZIOSITA' POLITICHE DEGLI ANNI SUCCESSIVI - SALVO IN "LA STANZA DEL FIGLIO" - LO INCORONANO SENZA MEZZI TERMINI QUALE "MAITRE A' PENSER DE LA GAUCHE AU CAVIAR").

Wilkipedia dimentica solo la militanza repubblicana di Claudio Martelli prima di approdare al Psi di Bettino Craxi.
Quel Psi che diede nuovo lustro all'Italia nel Mondo attraverso la promozione del Made in Italy, l'abbassamento dell'inflazione attraverso anche l'abolizione della scala mobile e confermò l'Italia fra le maggiori potenze Atlantiche d'occidente.
Quel Psi che mirò da sempre all'unità laica delle forze laiche: Psdi, Pri e radicali e che con la caduta del Muro di Berlino propose l'Unità Socialista al Pds, il quale invece gli scatenò contro le Procure (neanche i postcomunisti fossero onesti e non avessero preso finanziamenti "in nero". Tanto più da una dittatura straniera: l'Urss).
Claudio Martelli ebbe così anch'egli i suoi guai giudiziari durante la "falsa rivoluzione giustizialista di Tangentopoli" montata principalmente dai postcomunisti e dalle loro Procure amiche con il concorso dei soliti Poteri Forti antilaici: Banche, Fiat, De Benedetti, Cgil....
Ciò che ne seguì è storia recente: il Psi e gli altri partiti laici scomparvero dalla scena politica italiana; Bettino Craxi fu costretto ad andare in esilio ad Hammamet ed in Italia nacque un'alleanza pseudo progressista capitanata da Occhetto e dall'altra parte scese in campo un imprenditore parvenu privo di qualsiasi cultura politica: Silvio Berlusconi. La politica non era più in mano ai partiti, bensì alle lobby economiche. Ciò che è ancora oggi con questo bipolarismo all'italiana con all'interno tutto ed il contrario di tutto e ove i due grandi poli sono nei fatti privi di prospettive politiche di lungo termine ed autenticamente riformatrici.
Toranando al mio mito, Caludio Martelli, debbo dire che sin da ragazzino l'ho seguito ed apprezzato. Fu il primo a proporre un'alleanza fra tutti i laici e a portarla avanti con una certa determinazione anche in questi ultimi anni. Da sempre garantista ed antiproibizionista consumatore (fu anche beccato con del "fumo" in Kenya), Martelli rappresenta quella frangia socialista che si contrappone al vecchiume proibizionista dei craxiani doc.
E poi come non dimenticare il Martelli "viveur" in compagnia della soubrette Yvonne Sciò (allora starlette del programma tv "Non è la Rai" di
cui il sottoscritto fece proficua indigestione).
Ora, come sopra scritto, il Nostro, arrivato alla "veneranda" età di 63 anni ha smesso con la politica (a differenza di incapaci politici cammelloni come De Michelis, Signorile, Boselli, Benvenuto ed altri che hanno ucciso definitivamente il socialsimo italiano) per dedicarsi al giornalismo televisivo e carteceo.
Il buon Martelli (che ebbi modo di conoscere personalmente a Pordenone nel 1998 per una comune campagna politica) rappresenta per me un po' un ideale: un frammisto di socialismo liberale, competenza ed amore per la vita ed il giornalismo. Un'icona che, nella mia spiritualità laica pongo a fianco di un altro grande politico ed intellettuale di quell''epoca: Carlo Tognoli ex sindaco Psi di Milano della fine degli anni '70 alla metà degli anni '80.

Luca Bagatin

"L'amore di cui parlo è eros ma non solo, è amore di quel che ci manca e senza il quale non possiamo stare; è anelito a una donna, desiderio di comunione e di fusione, voluttà ma dello scambio totale, tra pari".

(Claudio Martelli, "Ricordati di vivere" pagg. 14-15)



4 novembre 2013

La mia scelta laica eretica-erotica

Confesso, che poi non è nemmeno una confessione per chi mi conosce bene, di essere sempre stato un eretico.

Eretico in politica, nella vita privata ed in ambito culturale.

Ho fatto parte, sin da quando avevo sedici anni, di molti partiti politici ad esempio. Ne sono stato iscritto e talvolta ho ricoperto anche diverse cariche pubbliche, per così dire. Purtuttavia ho sempre e solo pensato con la mia testa e sono sempre rifuggito dalle ideologie e dai feticismi-fanatismi di partito.

Per me concetti quali “centralismo democratico”, oppure “disciplina di partito” sono sempre stati estranei ed astrusi.

Ho sempre avuto di fronte e per scelta personale, invece, poche ma chiare idee: libertà individuale spasmodica, laicità, onestà intellettuale e morale, arte e bellezza.

Allorquando queste prospettive collimavano con il tal partito, solo allora mi inscrivevo e iniziavo a lavorare...per portare avanti questi e solo ed unicamente questi princìpi.

Entrai così nei Verdi (salvo un rapidissimo passaggio nei giovani comunisti di Rifondazione, ma solo perché a sedici anni avevo letto quasi tutto Marx e ne rimasi affascinato...pur per un brevissimo lasso di tempo), successivamente bazzicai fra i Radicali, poi mi iscrissi ai partiti della galassia liberalsocialista ed infine approdai al Partito Repubblicano Italiano e, più recentemente, prima dando una mano al movimento di Oscar Giannino e poi riproponendo Ilona Staller in politica - ideandone la candidatura - mi candidai con lei nel Partito Liberale Italiano alle Amministrative romane, sperendo così di “erotizzare” gli “sclerotizzati” laico-liberali (che, fu subito evidente, preferirono rimanere "sclerotizzati").

Frequentai così, e per bene, le varie anime della sinistra, almeno quella autentica, libertaria e laica. Pur discostandomi sempre dalla ideologia e dalle visioni ideologiche, feticistiche e voyeuristiche del partitismo.

Invero, alla fine della fiera, nell'ambito di tali partiti non riuscii a soddisfare appieno i miei princìpi e così, in quasi vent'anni di militanza, me ne discostai totalmente, preferendo non avere più tessere di partito.

Del resto nell'ambito dei medesimi partiti feci sempre di testa mia: prima teorizzando (anticipando i tempi su quella che sarebbe diventata la Rosa nel Pugno) un'unificazione fra Verdi-Radicali e Socialisti e, successivamente, puntando ad un polo laico che si battesse per le libertà civili, sessuali, sociali ed economiche, contro il Potere Pd-PdL (anticipando per molti versi le denunce del Movimento Cinque Stelle). Ciò non avvenne né, credo ormai, in ambito politico-partitico, potrà mai avvenire.

I partiti ragionano secondo regole fisse, alchimie stantìe e di Potere, senza alcuna onestà morale ed intellettuale, mentre il sottoscritto crede nell'eresia, nell'erotismo e dunque anche nell'erezione, che è aspetto condannato e combattuto dalla “cultura” dominante del Potere-Prepotente-Impotente (PPI).

I Radicali, almeno per ciò che attiene al periodo dei mitici Anni '60 e '70 (e per certi versi '80), furono gli unici a comprendere la necessità di un linguaggio diverso. Un approccio nuovo alla politica-partitica-sclerotica. Introdussero l'arte, l'erotismo, la goliardia nelle loro battaglie di libera-Azione, ovvero di liberazione. Il Partito Radicale fu, per decenni, il partito delle donne, degli ecologisti, degli omosessuali, dei transessuali, delle prostitute, dei libertari, liberisti, libertini, anarcosocialisti, degli spiritualisti e delle pornostar.

Fu il partito del sincretismo fra Sacro e Profano. Dell'intelligenza controculturale che, negli USA, affondava le sue radici nella cultura beatnik, mai approdata davvero (nonostante i contributi di Nanda Pivano) nelle coste della buonista, bigotta, conformista, clericofascista e cattocomunista Italia.

Purtroppo anche i Radicali, con gli anni, si sono mutati e globalizzati. Ovvero inglobalizzati in un sistema conformista-consumista e di Potere al punto che – e non è un caso – oggi Emma Bonino siede al governo della Famiglia Letta-Berlusconi.

Quanto ai verdi, socialisti, liberali e repubblicani, si sono divisi equamente le poltrone elargite loro dal Potere dei Prodi, dei D'Alema e dei Berlusconi, dimenticando totalmente le loro antiche battaglie e oggi rimanendo addirittura con il cerino in mano, visto che non esistono più né verdi, né socialisti, né liberali, né tantomeno repubblicani-mazziniani.

E' anche per questo che ho smesso di andare a votare e farmi prendere per il deretano. La libertà, l'eresia non hanno prezzo.

Mai rinunciare al pensare con la propria testa, attraverso un constante studio ed approfondimento della realtà.

Mai rinunciare a ciò per il Potere, ovvero per quella che chiamano “politica” che, nei fatti, ne è la sua più becera espressione e che da secoli danneggia l'intelligenza umana.


Luca Bagatin



3 novembre 2013

"L'errore degli Dei" di Patrizia Tasselli: un'avventura fra mitologia, extraterrestri, esoterismo e scienza

Possono esistere connessioni fra la mitologia, le entità extraterrestri, la simbologia esoterica e le moderne ricerche relative alla mente ed al cervello ?

Di fatto, sottilissime connessioni, già sussistono. Quantomeno relativamente al fatto che la mitologia non è altro che una spiegazione, sotto forma di storia o di poema, della simbologia – spesso esoterica – che pervade l'intera umanità. E che cos'è tale simbologia se non una spiegazione - sottoforma di archetipo - della psiche umana e dei suoi processi mentali e cerebrali ?

Quanto alle entità aliene-extraterrestri, già numerosi autori (pensiamo a Peter Kolosimo e a Zacharia Sitchin), nel corso dei decenni, hanno azzardato le più curiose ed affascinanti ipotesi relative al fatto che, determinati simboli e determinati miti, altro non siano che fenomeni trasmessi dagli alieni, giunti sulla terra miliardi di anni fa e trasmessi all'essere umano terrestre.

La scrittrice contemporanea Patrizia Tasselli, con il suo “L'errore degli Dei” - edito dalle Edizioni Giuseppe Latenza e con prefazione del giornalista e ufologo Roberto Pinotti - fonde tutto ciò in un suggestivo romanzo d'avventura. Una sorta di spy-story ambientata in Turchia.

Un viaggio da Istambul sino ai confini dell'Iraq che vede protagonista Cassandra, una ricercatrice figlia del comandante Fonelli a guida del sottomarino Trieste, misteriosamente scomparso nelle acque del Mar Nero negli anni precedenti alla fine della Guerra Fredda.

Un viaggio che condurrà Cassandra a scoprire l'esistenza di curiosi buchi-neri che hanno la proprietà di condurre le persone a ritroso nel tempo. Ed ecco che scoprirà che suo padre e tutto l'equipaggio del Trieste sono in realtà stati sbalzati indietro, nell'era prediluviana, assieme ad un manipolo di alieni dediti a ricercare l'enzima NUE attraverso esperimenti sul cervello degli esseri umani, che si dice sia in grado di unificare i due emisferi del cervello e, dunque, essere in grado di creare una razza superiore, ove la razionalità dell'emisfero sinistro possa fondersi con l'emotività dell'emisfero destro del cervello.

E così, attraverso il professor Bozkurt - consulente del museo di Topkapi - il quale le racconterà di essere un Prescelto, ovvero un individuo da anni manipolato dagli alieni proprio per studiare il suo cervello, la donna entrerà in possesso di una tavoletta di epoca prediluviana, trascritta proprio da suo padre nel periodo in cui fu sbalzato indietro nel tempo e che contiene un segreto...che ha a che fare con il primo poema epico della storia dell'umanità, ovvero le vicende del semidio mesopotamico Gilgamesh, Re di Uruk.

Prima rapita da un mefistofelico gruppo di ricerca denominato Genesis, anch'esso alla ricerca dell'enzima NUE e successivamente salvata da Emin, figlio del professor Bozkurt, Cassandra vivrà una vera e propria odissea che la condurrà attraverso la Turchia, i suoi usi, i suoi costumi, i suoi antichissimi templi e siti archeologici ed i suoi pericoli, fra terrorismo curdo e fondamentalismo islamico.

Un'odissea alla ricerca del segreto dell'enzima NUE e degli esperimenti compiuti dagli alieni sugli esseri umani, allo scopo di sostituirsi al Creatore - ovvero di farsi essi stessi Dei - attraverso la realizzazione di una razza superiore. Una ricerca nata proprio grazie alla lungimiranza di suo padre che, benché scomparso nei secoli, la condurrà quasi per mano fra le storie ancestrali degli Assiri e dei Sumeri e fra sciamani e sufi moderni.

Sino alla scoperta dell'amore e del significato del mito e, forse, dell'origine stessa della specie umana.


Luca Bagatin



31 ottobre 2013

"Aforismi bagatiniani: "Pubblicità & diritti negati" by Luca Bagatin



Il giorno in cui comprenderemo che la pubblicità commerciale ottunde le menti e che è l'opposto dell'arte, allora diventeremo un popolo più consapevole e libero.

Pubblicità commerciale, diritti d'autore e monopolio SIAE: ovvero la negazione dell'arte, della cultura e della diffusione delle idee.

La vera epidemia del nostro tempo è la perdita di memoria: storica, civile, artistica.



28 ottobre 2013

"Io Sono" by Debdeashakti



Io Sono l'Origine di Tutto

del Miracolo della Nascita
del Mistero della Rinascita

Sorelle di Luce e d'Ombra
Terra e Luna scandiscono
i miei Cicli da Serpente

Unico Altare per l'

Unica Offerta dell'

Unico Sangue Benedetto

le mie ancelle nel Mondo
rese immemori dal Tempo
mi offrono e mi svendono
al piacere fugace,
se solo ricordassero
l'Orgasmo della Dea!

Io Sono l'Origine di Tutto
Maschio o Femmina
Tu mi Venererai

Io Sono

La MagniFica



www.amoreeliberta.altervista.org




27 ottobre 2013

Addio a Luigi Magni, cantore del nostro Risorgimento di popolo

E così ci ha lasciati anche Luigi Magni, cantore cinematografico del Risorgimento italiano.

L'unico a raccontarci, con profonda ironia e leggerezza, il periodo storico meno ricordato nella nostra Penisola, attraverso bellissimi affreschi quali “Nell'anno del Signore”, “In nome del Papa Re”, “In nome del popolo sovrano”, "Il generale", “La notte di Pasquino”, “O' Re”, “La Tosca” ed altri.

L'unico a mettere assieme cast d'eccezione ove il capostipite era pressoché sempre l'intramontabile Nino Manfredi, a volte nei panni del cardinale illuminato, altre volte nei panni del Ciceruacchio rivoluzionario.

Con Luigi Magni se ne va lo sceneggiatore ed il regista che meglio di altri riuscì a raccontare la Storia non tanto dei Grandi del Risorgimento (Mazzini e Garibaldi in primis), quanto piuttosto la storia dei tanti patrioti, spesso dimenticati. Dei tanti mazziniani, garibaldini, carbonari e massoni morti per gli ideali di Fratellanza, Uguaglianza, Libertà, Emancipazione dal giogo papalino, austriaco, borbonico e napoleonico.

La storia degli Angelo Targhini e dei Leonida Montanari, dei Ciceruacchio e di suo figlio Lorenzo Brunetti, dei Righetto (il più giovane martire del Risorgimento), degli Andrea Aguyar, del bersagliere Luciano Manara, del condottiero Giovanni Livraghi, del sacerdote mazziniano Ugo Bassi, dei patrioti Monti e Tognetti.

Storie di persone semplici, giovanissimi cittadini romani ed italiani, giovanissimi patrioti amanti della libertà di cui attualmente nessuno o quasi rammenta i nomi e di cui, invece, Luigi Magni solo recò memoria e restituì loro nuova vita in un'Italia ove oggi va tanto di moda quel revisionismo leghista e neoborbonico ove si dice – a torto – che la Storia la scrivono i vincitori, senza però ricordare che quei patrioti, carbonari, massoni, mazziniani e garibaldini, furono sconfitti dalla Storia e relegati nell'oblìo di un'Italia fondata sull'imbroglio dei Cavour, dei Crispi, dei Savoia già imparentati con i Borbone e dei Mussolini di ieri...e non solo di ieri.

Luigi Magni, con i suoi affreschi cinematografici, era lì a ricordarci come fosse arretrata e schiavista la Roma del Papa Re e così il Regno delle due Sicilie dei Borbone. E ci rammentava i principi della Costituzione della Repubblica Romana del 1849, unica Costituzione che potremmo definire davvero “la più bella del mondo”, altro che quella della Repubblica italiana del 1948, fondata sul compromesso cattocomunista e clericofascista dei partiti a maggioranza traditori dei principi del Risorgimento (democristiani e comunisti, che, sino a qualche anno prima, militavano nelle file del Partito Nazionale Fascista o nella Repubblica di Salò, o comunque non vi si erano opposti, se non tardivamente).

Questa l'opera di educazione civile laica di Luigi Magni, già membro d'onore del Comitato del “Premio Righetto”, dedicato al dodicenne popolano trasteverino, garzone in una bottega di fornaio, il quale si assunse il compito di spegnere le micce delle bombe papaline prima che scoppiassero e che divenne martire del Risorgimento e della Repubblica Romana allorquando una bomba gli scoppiò fra le mani.

A Magni va l'onore di averci fatto scoprire i tanti Righetto e Ciceruacchio, ovvero i tanti popolani che contribuirono all'Unità d'Italia ed alla Repubblica, quella vera, fondata sul e con il cuore e non sul potere o sui partiti.

E sarà attraverso le sue opere che potremo raccontare alle generazioni presenti e future come il Risorgimento fu una lotta di popolo e per il popolo.

Un popolo sovrano che, ancora oggi, fa fatica a prendere coscienza di sé e che è immemore della sua stessa Storia.


Luca Bagatin

Le recensioni di www.lucabagatin.ilcannocchiale.it ad alcuni celebri film di Luigi Magni sono leggibili ai seguenti link:

In nome del Papa Re


In nome del popolo sovrano



21 ottobre 2013

Intervista esclusiva di Luca Bagatin all'attrice Patricia Vezzuli, protagonista del dramma erotico "La Sottoveste Rossa"

Patricia Vezzuli è una cara amica che intervistammo già alcuni anni fa, ammaliati dalla sua seducente eleganza.

Bravissima attrice milanese, già finalista a Miss Italia del 2001, molto espressiva, con già alle spalle una lunga carriera di interprete teatrale, oltre che televisiva, sia in ruoli comici in sit-com per la tv, sia in ruoli drammatici, in soap soap opera quali "Vivere", ove divenne celebre al grande pubblico interpretando il ruolo di Marianna Ponti.

Oggi, a distanza di alcuni anni da quell'intervista (era la primavera del 2009), Patricia interpreterà, per la prima volta, un ruolo erotico, nel dramma teatrale "La Sottoveste Rossa" del regista Claudio Boccaccini e di Rosario Galli, drammaturgo, sceneggiatore, regista e attore (da ricordare una sua piccola interpretazione nel film "Ginger e Fred" di Federico Fellini, del 1985, sceneggiato dallo scrittore Tonino Guerra).

"La Sottoveste Rossa" andrà in scena al Teatro Belli di Roma del 28 gennaio al 16 febbraio 2014 e noi siamo intanto onorati di avere la possibilità di intervistare, ancora una volta in esclusiva, la protagonista Patricia Vezzuli.

Luca Bagatin: Dunque Patricia, dai ruoli più drammatici del teatro, ma anche delle soap e delle fiction televisive italiane, ad un ruolo erotico, come protagonista de "La Sottoveste Rossa". Quanto è dovuta cambiare Patricia per calarsi nella parte ?

Patricia Vezzuli: La Sottoveste Rossa rappresenta per me una sfida artistica notevole. Durante lo spettacolo sono sempre in scena e per la maggior parte del tempo interagisco con una voce esterna. Quando lessi il testo per la prima volta me ne innamorai subito e ora avere la possibilita’ di farlo mi da’ molta soddisfazione, ma è anche una grande responsabilità. Il mio personaggio è pieno di sfaccettature e subisce cambiamenti profondi che lo portano ad essere tante donne diverse nel corso della storia. Inutile dire che trovo tutto questo molto stimolante.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci la trama del dramma di Rosario Galli e tratteggiarci, per sommi capi, gli interpreti principali ed i loro ruoli ?

Patricia Vezzuli: E’ la storia di un’ attrice di nome Clelia che sta aspettando di sostenere un provino. Dopo attese interminabili si ritrova sola ad aspettare e spazientita decide di andarsene. In quel momento la voce del regista - che sarà interpretato dall’ attore e doppiatore Angelo Maggi- irrompe sulla scena e tutto cambia…Inizia un dialogo serrato e tra i due e cominciano ad accadere diverse cose, una donna algida e misteriosa di nome Evra compare improvvisamente davanti a Clelia e…e di più non si può dire ma ci saranno molte immagini suggestive ed intriganti….


Luca Bagatin: Dalla locandina de "La Sottoveste Rossa" si evince che reciterai completamente nuda. Hai avuto qualche imbarazzo ?

Patricia Vezzuli: Ho sempre avuto un bellissimo rapporto col mio corpo, quindi la nudità non ha mai creato in me alcun imbarazzo. Non credo che sentirsi a proprio agio dipenda dall’abito che si indossa. In un preciso momento dello spettacolo sarò nuda per esigenze di copione, ma sarà anche un momento estremamente drammatico.


Luca Bagatin: Che cos'è l'erotismo per te, oggi ? Può essere ancora oggi uno strumento per rompere i tabù, ovvero andare oltre la censura, il comune senso del pudore ?

Patricia Vezzuli: Considero erotico tutto ciò che stimola il desiderio e la fantasia sessuale. L’erotismo è una sessualità vissuta più a livello cerebrale che carnale. Anche uno sguardo o un semplice gesto può avere una valenza erotica potente. Per quanto riguarda il concetto di pudore è difficile stabilire quale sia il comune senso del pudore nella nostra società. Che cosa è scandaloso ? Cosa si può considerare immorale ? Per quanto mi riguarda la mia risposta è senza dubbio “la meschinità”.


Luca Bagatin: Ne "La sottoveste rossa", se non erro, il tuo antagonista è il "Regista". Un regista voyeurista che osserva l'attrice esibirsi, osservandola attraverso delle telecamere nascoste. E' un po' la metafora del Grande Fratello, sia di orwelliana memoria che quello televisivo, intendo ?

Patricia Vezzuli: Ovviamente in questo dramma la componente voyeuristica è predominante e sì, in un certo modo rispecchia una caratteristica ormai molto presente nelle nostre vite. Personalmente trovo triste che molte persone abbiano rinunciato a vivere la propria vita da protagonisti assumendo un atteggiamento passivo rispetto ad essa. Credo che il voyeurismo imperante ci abbia fatto perdere il senso della realtà e abbia danneggiato notevolmente i rapporti umani.

Luca Bagatin: Il finale sarà a sopresa....qualche possibile anticipazione ?

Patricia Vezzuli: Non posso anticipare nulla….ma posso dire che ci sarà un colpo di scena finale che rimetterà in discussione tutta la storia e….e poi venite a TEATRO !!!!!


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini