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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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1 marzo 2013

Ilona Staller contro il Potere. Ventiquattro anni prima (e meglio) di Beppe Grillo


Ecco perché Ilona Staller è considerata una personalità politica scomoda, da vietare, spesso, anche in televisione (quantomeno quando parla di politica).
Ecco perché, sbagliando, i partiti e partitini hanno cercato di evitare di candidarla (salvo i Radicali, nel 1987, pur con molti mal di pancia e bigottismi assurdi).
Ilona Staller prima e meglio di Beppe Grillo.
Ilona Staller che, oltre a denunciare - oltre vent'anni fa - la corruzione (prima dello strumentale Di Pietro), parlava e parla di leggi contro la violenza sulle donne, di aborto, di Aids, di pari opportunità, di libertà di opinione, d'espressione, della libertà della cultura, del diritto dei detenuti alla sessualità.

Chi non comprende le potenzialità sociali e politiche di Ilona Staller o non la conosce o è in malafede.

Ilona Staller fu eletta nel 1987, con 20.000 voti di preferenza, nelle liste del Partito Radicale.
Beppe Grillo non lo ha eletto nessuno e nemmeno i suoi militanti lo sono stati, in quanto del tutto assente il voto di preferenza.
La medesima cosa vale per i rappresentanti di Pd, PdL e Monti.
Tutti, di fatto, delegittimati e delegittimabili.



25 febbraio 2013

Un comico si è "bevuto" due pagliacci: BERS & BERL



E' proprio il caso, questa volta un comico è riuscito letteralmente a inghiottirsi, ingollarsi, sorbirsi, i voti dei due maggiori protagonisti della scena politica dell'ultimo Ventennio (non a caso scritto con la "V" maiuscola): Bersani e Berlusconi che, sino all'altro giorno, governavano assieme a Mario Monti.
Beppe Grillo ed il suo Movimento Cinque Stelle supera il 25% dei consensi e, da solo, conta quasi quanto la coalizione Cattocomunista e quella Clericofascista, che ancora stanno lì a immaginare scenari futuri e futuribili, alleanze e pastrocchi.
Da sempre non abbiamo mai creduto nel Movimento di Grillo, nel senso che è un pastrocchio esso stesso, di persone senza una coscienza ed una cultura politica alle spalle e - soprattutto - solo apparentemente organizzato dal basso e, di fatto, di proprietà del suo stesso fondatore, ovvero Grillo medesimo.
Tale Movimento, ad ogni modo, non manca di suggestioni interessanti, come ad esempio il fatto che è composto da persone totalmente sconosciute e nuove che - oggi elette in massa in Parlamento - chissà mai che cosa combineranno.
Sarà questa, finalmente, la lezione che i partiti tradizionali ed autoreferenziali debbono imparare ? Quante volte abbiamo detto e scritto che - anche nei partiti cosiddetti "storici" - andavano ed andrebbero candidati emeriti sconosciuti che, magari, hanno titoli e meriti per avere una rappresentanza ?
Che cosa ci fanno ancora i Bersani, i Berlusconi, i Maroni-Calderoli ed i Casini in Parlamento ?
Ad ogni modo, i risultati di queste elezioni - ove il non voto aumenta (e non siamo fra coloro i quali ci siamo rifiutati di partecipare all'esercizio di un voto inutile, con una legge elettorale incostituzionale ed antidemocratica) e l'instabilità è palese - devono e dovranno far riflettere.
I risultati di queste elezioni dovrebbero innanzitutto zittire i capi delle grandi coalizioni, i quali ancora adesso si accapigliano in televisione alla ricerca di quello zerovirgola in più che permetterebbe loro di avere un pur inutile "premio di maggioranza".
Dovrebbero innanzitutto far capire a lorsignori che non ci sarà, di fatto, alcuna maggioranza di governo, bensì debbono tutti quanti mettersi attorno ad un tavolo (Centrosinistri, Centrodestri, Grillini, Montiani) e cercare di condurre in porto questa nave chiamata Italia. Almeno sin tanto che sarà possibile e sino a quando non saranno riscritte le regole del gioco, ovvero una nuova legge elettorale che, chi scrive, auspica o maggioritaria purissima o proporzionale purissima, ove il primo partito abbia la possibilità di governare autonomamente, mentre l'opposizione controlla e propone.
Lo capiranno mai, lorsignori, oppure continueranno a mostrarci il loro triste e patetico teatrino e gioco delle parti ?

Luca Bagatin



21 febbraio 2013

Elezioni del 24 e 25 febbraio 2013: l'appello all'EX VOTO di www.lucabagatin.ilcannocchiale.it (sposando così l'appello del Partito dell'Amore)


L'immagine è tratta dal sito (amico) del Partito dell'Amore

Mancano pochi giorni, ore, minuti, all'esercizio mediatico e mediocre di massa: il voto elettorale.
Un esercizio a proposito del quale, il celebre scrittore ed umorista ottocentesco Mark Twain, affermava: "Se le elezioni cambiassero qualcosa non ce le lascerebbero fare".
Ecco, beh, diciamo che noi alle elezioni, in tempi non sospetti, credevamo. Credevamo e militavamo e, per molti versi, militiamo anche oggi.
Ma non ci stracciamo più le vesti per nessuno.
La vicenda che ha visto coinvolto Oscar Giannino è triste, ma lo è ancor più a causa del "fuoco amico tafazziano" presente in FARE per Fermare il Declino.
A proposito di questo, proprio ieri, scrivemmo un'email indirizzata alla Segreteria nazionale del movimento stesso, ad Oscar Giannino ed alla Segreteria di FARE del Friuli.
Riportiamo, qui di seguito, il testo:

Buongiorno a tutti,

relativamente alla decisione presa dal candidato Premier di FARE, Oscar Giannino, mi sento di esprimere, brevemente, quanto segue.
La vicenda è spiacevole, in sé, ma non tanto per quel "master" che è sfuggito a Giannino nell'intervista che ben tutti conosciamo ed abbiamo ascoltato. Quanto per l'uscita del prof. Zingales, il quale, a pochi giorni dal voto, poteva risparmiarsela, onde evitare di danneggiare non tanto o solo Giannino, quanto piuttosto l'intero movimento FARE ed i suoi militanti.
Questa storia del "master", in sé, diciamocela, non è poi così grave. Possiamo intenderla come una parola sfuggita a Giannino ? Oppure come un lapsus ? Oppure come una innocente menzogna ?
Ci sta tutto, ma, per favore, non prendiamola così sul serio perché ciò significa e significherebbe vanificare il lavoro svolto da luglio ad oggi, oltre che dai fondatori del movimento, anche dei militanti di FARE sparsi per l'Italia.
Ora, posso esprimere solo la mia opinione personale, in qualità di collaboratore di testate giornalistiche, osservatore, studioso, scrittore, blogger e simpatizzante di FARE (oltre che militante per qualche giorno): se Oscar Giannino rinuncerà al suo seggio, non ha alcun senso votare.
E non ha senso andare a votare, perché significherebbe dare ragione ai Tafazzi che, a pochi giorni dal voto, hanno danneggiato FARE. E significherebbe peraltro e pergiunta avvalorare questo sistema corrotto e partitocratico.
In questo senso: O GIANNINO IN PARLAMENTO O NIENTE.
Con viva cordialità,

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it


Per completezza, riportiamo anche la pur laconica risposta:

Salve,

grazie per il sostegno morale.
Se voi elettori ce ne darete la possibilità faremo del nostro meglio per portare a buon fine Il nostro programma.

Le auguro buona giornata.

Team Fermare il declino

Ora, al di là delle cose che dice o millanta dadaisticamente Oscar Giannino, la mia personale stima nei suoi confronti non viene né verrà meno.
In un mondo ed in un'Italia marcia - anche nel privato di ciascuno, oltre che nel pubblico (aspetto che non va affatto sottovalutato, tutt'altro) - e dunque in una politica che segue il suo putrido corso, queste facezie gianniniane, fanno quantomeno sorridere.
Oscar Giannino è e rimane persona competente in campo economico e sociale, anche da autodidatta (in effetti personalmente non avevo mai sentito di titoli a lui attribuiti o auto-attribuiti). Autodidatta come chi scrive, peraltro, aspetto rivendicato con orgoglio in un Paese ove tutti hanno la laurea ma nessuno conosce né la Storia, né la politica e/o altri aspetti dello scibile umano.
Detto ciò, è notizia di ieri, Giannino ha dichiarato che, se eletto, rinuncierà al seggio parlamentare.
Ha fatto bene ? Ha fatto male ? Non sta a me dirlo e/o giudicare tale decisione.
La decisione di questo blog è, di conseguenza, EX VOTO, in accordo - peraltro -  con l'invito del Partito dell'Amore, guidato dall'amico Mauro Biuzzi, che intervistammo solo quache giorno fa.
EX VOTO, ovvero obiezione di coscienza al voto, in quanto, se proprio dovevamo votare, lo avremmo fatto per mandare Oscar Giannino - e non altri, magari cravattoni - in Parlamento. Di cravattoni non abbiamo bisogno. Di lucidi folli di cultura pannunziana e pazzi melanconici - per citare Gaetano Salvemini - sì, invece.

EX VOTO dunque perché:

Ci rifiutamo di avvalorare questo sistema partitocratico ed autoreferenziale, delle leggi elettorali incostitizuonali, con sbarramenti, con liste elettorali bloccate.

Ci rifiutiamo di avvalorare una politica-spettacolo mediatica e mediocre, che ha fatto strage dei valori repubblicani e risorgimentali sui quali fu fondata la Repubblica Romana del 1849 (e non già la Repubblica Partitocratica e Cattocomunista del 1948, nella quale non ci riconosciamo).

Ci rifiutiamo di prendere parte all'indecoroso spettacolo eversivo che danno, da oltre un anno, Berlusconi-Bersani-Monti, con l'avallo dei media, tutti pronti a dare la parola a loro e solo a loro, in primis.

Ci rifiutiamo di dare l'avallo a chi ha mal governato l'Italia negli ultimi vent'anni, dando vita al Partito Unico Pd-PdL, oggi con il concorso montian-casinista.

Auspichiamo una Repubblica fondata su valori di Democrazia Laica, Libertarismo, Liberalsocialismo, Liberalismo, Amore Universale e senza distinzioni.

Auspichiamo un sistema elettorale coerente, con il ritorno delle preferenze: o maggioritario purissimo, ove il primo partito governa, senza compromessi, oppure proporzionale purissimo, senza sbarramenti.

Auspichiamo l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, con funzioni di governo ed al di fuori del sistema dei partiti.

Auspichiamo la liberazione del mercato del lavoro (senza oppressioni stataliste-classiste-bancarie), che è diretta emanazione delle lotte di liberazione sessuale e sociale degli Anni '60 e '70, delle Generazioni Beatnik, Hippie e Cyberpunk, pur nelle loro diversità e peculiarità.

Auspichiamo la liberazione civile del nostro Paese: una legge per legalizzare droghe e non droghe; introduca il matrimonio omosessuale; introduca il diritto all'eutanasia ed al suicidio assistito, in pieno accordo con il rispetto della volontà della singola persona umana.

Auspichiamo tutto ciò e, forse, molto altro.
In tutto ciò, chi scrive, ha proposto la sua candidatura come consigliere comunale al Partito Liberale Italiano, come indipendente, per le elezioni amministrative di Roma del 26 e 27 maggio. Con quattro punti concreti e senza fronzoli: recupero del verde pubblico; riduzione della spesa pubblica improduttiva; costituzione dei Parchi dell'Amore; lotta alla corruzione ad ogni livello.
Crediamo ancora nel valore civico, in particolare in aree metropolitane come quella di Roma, ove peraltro fu costituita la già citata Repubblica Romana, il 9 febbraio 1849.
Non crediamo più nei partiti - in particolare quelli storici riteniamo debbano diventare delle Fondazioni culturali - ma a livello locale, piccole realtà ideali, possono ancora emergere dalla cloaca dell'indistinzione mediatica.

Detto ciò, buon EX VOTO a tutti.

Luca Bagatin


Tratto da www.partitodellamore.it/attivita/index.html#interviste
- 21 febbraio - s. Eleonora
La nostra campagna dell'Ex Voto.


  Il blogger Luca Bagatin, dopo l’incidente di percorso di Oscar Giannino che lo priva di un riferimento parlamentare, ha deciso di sostenere la ns campagna Ex Voto da un punto di vista certamente repubblicano e che, come tale, non possiamo che apprezzare.
   Ha addirittura pubblicato il ns quadro programmatico qui a sinistra.
  
   Anche lui festeggia con Moana, con il PdA e con gli italiani che non vogliono più dare a nessuno la propria delega in bianco, una scommessa che abbiamo già vinto!




18 febbraio 2013

"Intervista esclusiva a Mauro Biuzzi, leader del Partito dell'Amore" di Luca Bagatin

A sinistra: Mauro Biuzzi, oggi, con il sibolo del Partito dell'Amore, recante il volto di Moana Pozzi; a destra: Moana Pozzi e Mauro Biuzzi nella campagna elettorale del 1992


Moana presenta il simbolo del suo partito

Ti credo capace di ogni male: perciò voglio da te il bene;

La pornografia è una cosa troppo importante per lasciarla fare ai pornografi;
Solo il Partito dell’Amore, che ha saputo liberare la pornografia in Italia, può anche liberare l’Italia dalla pornografia.
Queste solo alcune delle citazioni di Mauro Biuzzi che ci hanno subito incuriosito, al punto dal volergli proporre quest'intervista, che parla non solo o tanto di lui, quanto piuttosto del suo progetto “alter-politico” - contenuto nel programma politico-culturale del Partito dell'Amore - ed il suo ricordo della celebre attrice Moana Pozzi, tragicamente e prematuramente scomparsa nel 1994.

Mauro si definisce un' “attivista antipolitico” che, con vari mezzi, espressivi – che vanno dall'architettura, alla fotografia, al cinema alla politica e persino alla teologia – pratica, da oltre trent'anni, una critica al linguaggio dei media, della pornografia e della politica.

Già fra i primi obiettori di coscienza al servizio militare di leva, negli Anni '70, Mauro Biuzzi è iscritto alla Lega Obiettori di Coscienza, fondata su iniziativa del Partito Radicale.

Architetto ed artista poliedrico, Biuzzi, nel 1980, fonda e partecipa alla rivista di cultura romana indipendente“Braci” e, sempre sull'onda della controcultura artistica e letteraria dell'epoca Cyberpunk, fonda, nel 1991, il primo partito politico - per così dire -“antipolitico”, ovvero il Partito dell'Amore, assieme a Riccardo Schicchi, Ilona Staller e Moana Pozzi.

Non a caso il personaggio di Mauro Biuzzi è interpretato e rappresentato (a parer mio male ed in modo totalmente macchiettistico, così come sono mal interpretati i ruoli di Riccardo Schicchi ed Ilona Staller) nella fiction che Sky ha dedicato a Moana Pozzi dal titolo, appunto, “Moana”, di Alfredo Peyretti, con l'ottima (lei sì davvero !) Violante Placido.

Mauro Biuzzi – oggi leader del Partito dell'Amore (www.partitodellamore.it) e fondatore dell'Associazione Moana Pozzi (www.moanamoana.it) - è un simpatico amico -  peraltro già in passato in contatto con il nostro amico e collaboratore fraterno Peter Boom profondamente colto, intelligente ed arguto.

Oggi abbiamo il piacere di intervistarlo, in esclusiva (per completezza dell'informazione desideriamo segnalare che i link contenuti nell'articolo, le parole in maiuscolo, corsivo e grassetto sono state appositamente e volutamente inserite dall'intervistato Mauro Biuzzi).


A sinistra: lo staff del Partito dell'Amore con, al centro, Moana Pozzi; a destra: Ilona Staller, Marcella Zingarini e Mauro Biuzzi



Moana Pozzi candidata a Sindaco di Roma nel 1993 con il Partito dell'Amore

Luca Bagatin: Quando hai conosciuto per la prima volta Moana Pozzi ?

Mauro Biuzzi: Il nostro primo scambio di battute è stato a Roma, i primi giorni di gennaio 1992, nel comprensorio di palazzine in Via Cassia, dove c’era la Diva Futura e dove abitavano lei, Schicchi e la Staller. La prima sede del PdA era in un appartamento indipendente in una di quelle palazzine, nel quale io ho diretto la campagna politica del 1992. Per la campagna alle amministrative del 1993, invece, la sede del PdA si spostò nel superattico sopra all’appartamento di Moana, giacché volevamo entrambi una totale indipendenza dalle attività di Schicchi. Torniamo alla prima volta con Moana. Era appena arrivata da Milano la diffida della Staller ad usare il suo volto nel simbolo del Partito dell’Amore [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/006/d001.html]. Pioveva e, poiché aveva un pacco di copie della sua Filosofia e non aveva l’ombrello, Schicchi mi chiese se volevo accompagnarla alla palazzina dove si trovava il suo attico. Lei mi disse subito: “Peccato dover sprecare tutto il lavoro che hai fatto per il simbolo !”. In ascensore le dissi: “Potrebbe dipendere anche da te…”. Lei, che non aveva la minima idea di impegnarsi in quest’avventura politica che stimava come un’ennesima “pagliacciata” di Riccardo (parole sue), sulla porta di casa mi disse: “Ci penso.”. Ci pensò. Pochi giorni dopo, in una riunione a quattro (Schicchi, Moana, io e mia moglie Marcella Zingarini), con il solo voto contrario di Riccardo, è rinato il vero Partito dell’Amore e questa volta aveva il volto di Moana. Il PdA di Schicchi/Staller era durato solo un mese.


Luca Bagatin: Chi era, secondo te, Moana Pozzi, veramente ?

Mauro Biuzzi: Moana fu un raro esemplare di genio italiano. Una donna, cioè, la cui eccezionale forza fisica e logica la spinsero sempre a fare scelte anti-conformiste.


Luca Bagatin: Ricordo che in un'intervista che Piero Chiambretti ti fece nel suo programma, alcuni anni fa, dicesti che, secondo te, Moana Pozzi dovrebbe essere ricordata nei libri di Storia. Puoi spiegarcene meglio il motivo ?

Mauro Biuzzi: Perché Moana ha concluso la sua vita facendo politica e senza usare i potenti mezzi del Potere (Denaro, Media, Spettacolo, Scienza, Cultura, Politica, Religione, ecc), ma al contrario mettendo la sua popolarità al servizio di una piccola formazione come il PdA, che aveva come scopo quasi suicida quello di opporsi ai poteri forti partendo da zero. E la Storia in Occidente, da Cristo in poi, si fa senza i potenti mezzi. Non troverai nessuna “diva” che, al vertice della sua carriera, abbia corso un tale rischio d’immagine. E che, dopo la prima sconfitta e contro l’opinione di tutti, che abbia voluto assolutamente ritentare quasi da sola (ovvero solo con me), nella campagna elettorale per il Sindaco di Roma del 1993, riuscendo a concludere la raccolta firme in condizioni disperate e riuscendo a portare per la seconda volta il simbolo del PdA nella scheda elettorale. Una tempra da Giovanna D’Arco, che sola spiega la sua beatificazione postuma. Anch’io che l’ho seguita e guidata passo passo in questa lucida follia, certe volte penso che me la sia sognata, che Moana non è mai esistita. Ma la vera politica, quella che fa Storia, è quella che non teme di realizzare l’impossibile. Altro che economia politica !


Luca Bagatin: Che cosa ti ha spinto ad ideare, assieme a Riccardo Schicchi, il Partito dell'Amore ?

Mauro Biuzzi: La scommessa che si potesse sfidare sul suo terreno, quello di una campagna elettorale - ma fatta senza spendere una lira pubblica - il peggior consociativismo partitico della Repubblica Italiana: quello che aveva resistito al Movimento Studentesco del 1968, alle Brigate Rosse del 1978, ma che poi aveva ceduto qualcosina solo nei primi anni Novanta nell’inchiesta detta Tangentopoli. Con il PdA - per la prima volta - una formazione dichiaratamente antipolitica ha dominato per tre mesi una campagna elettorale italiana, se si escludono i precedenti referendum sull'aborto e sul divorzio. Voglio qui precisare che l’accostamento del PdA all’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini, è un’approssimazione idiota, di quelle che si leggono su Wikipedia. Oggi sono tutti qualunquisti meno il PdA.


Luca Bagatin: Ma il simbolo del Partito dell'Amore lo ideasti tu o Riccardo Schicchi ? Che cosa rappresenta, nello specifico ?

Mauro Biuzzi: L’icona nel cuore, che avevo già usato dal 1987 in mie azioni pubbliche [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/001/d009.html], la proposi a Schicchi nel 1991 in una versione adatta ad essere presentata come simbolo in una campagna elettorale. Fu, infatti, ammesso dal Ministero degli Interni nel 1992, anche se dovetti discutere un’obiezione di ammissibilità dell’ufficio competente che riteneva blasfemo l’accostamento tra una croce e il volto di una pornostar. Feci notare che non era “una pornostar” ma la cittadina Moana Pozzi. E il simbolo fu ammesso dalle Istituzioni [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/009/d004.html]. Ma non dagli elettori italiani, il cui concetto di cittadinanza era ancora ristretto a quello indicato dai Partiti e dai mass-media dell’epoca.


Luca Bagatin: Quali i punti salienti del programma cultural-politico del Partito dell'Amore ?

Mauro Biuzzi: Dichiarammo subito sul retro del volantino di Moana [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/011/d02.html ]che la nostra logica politica non era riducibile a quella di programma, come nella politica di matrice sindacal-contrattuale. E invece preferimmo una Politica di Immagine piuttosto che di Parola, che fu poi tipica dei movimenti no-global ma anche del terrorismo islamico (intendo sul piano dell’uso dei mezzi di comunicazione). Nessuna chiacchiera moraleggiante. In particolare io avevo ed ho i miei riferimenti nelle declinazioni nazionali della rivoluzione punk, che come tutti sanno, si oppose a quella hippie sessantottina e che riemerse all’inizio degli Anni Novanta. Anche su questo piano di Immagine si è consumata la separazione del PdA di Mauro Biuzzi e di Moana Pozzi dalla precedente esperienza politica della Diva Futura di Riccardo Schicchi e Ilona Staller, legata all’ideologia della Rivoluzione Sessuale degli anni settanta. Nel 1991 gli effetti della caduta del muro di Berlino erano ormai evidenti e noi lanciammo per primi una sfida al Pensiero Unico sul suo terreno: quello della simulazione della politica e della sua morte simbolica, dell’anti-partito, come dissi nella mia tribuna elettorale del 1992 [http://www.youtube.com/watch?v=ye4tvQk1TQ8]. La cosa interessò, infatti, tutto il mondo e con Moana raccogliemmo oltre duecento articoli di stampa estera, da ogni parte del mondo [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/015/index.html]. Moana rappresentò uno sperpero di visibilità politica contro la riduzione della politica all’economia. Una festa orgiastica della morte della politica contro la simulazione tragicomica della crisi economica mondiale. Generazione X. Tentativo riuscito di fare di Moana una bellissima e terribile pausa in cui si sente solo il rumore dello strappo di una moquette: quella con cui l’economia politica borghese silenzia da qualche secolo ogni Realtà che gli somigli come la sua immagine rovesciata nello specchio, un’immagine che simuli la sua morte simbolica, un’immagine fuori controllo. E Moana era esattamente questo: non la diversità ma l’alterità, non la trasgressione ma la seduzione fatale. Come il Don Giovanni, il Gattopardo, il Marchese del Grillo, l’aristocrazia francese o russa che misero fine ad una tirannia cortigiana ed oligarchica di cui erano la maggior espressione e che conoscevano molto bene. Moana rimarrà una delle maggiori icone del tramonto dell’Occidente in Italia, insieme a Mamma Roma e ad Accattone.


Luca Bagatin: Il Partito dell'Amore esiste tutt'oggi, ma, dal 1993, non si presenta alle elezioni politiche, come mai?

Mauro Biuzzi: Perché il PdA è un partito cristiano-dionisiaco, nel senso che proprio con il parlare silenzioso del corpo di Moana ha dato l’esempio di un leader politico che pratica il diritto/dovere di tacere su ciò di cui non si può parlare. Con ciò opponendosi radicalmente all’idea tutta mass-mediatica che il politico sia un opinionista televisivo, un inarrestabile nastro trasportatore di Doxa, un continuo parolibero che vomita contratti programmatici. In tal senso la cultura realista del PdA, in contrasto con il cosiddetto diritto alla libertà d’espressione, si oppone anche all’obbligo per tutti ad avere un’opinione su tutto. Dittatura della Doxa che si esprime ai suoi massimi livelli nei social network, veri campi di concentramento dell’autismo cronachistico di massa (oltre che mezzo d’intercettazione e di controllo): crimine perfetto di istigazione dell’umanità alla masturbazione espressiva travestita da “libertà di espressione”, proprio come tra gli adolescenti nativi digitali l’esperienza della masturbazione via cam sta sostituendo quella del primo rapporto sessuale. Insomma, il PdA ha dato alla borghesia “protestante” italiana la spiacevole notizia che il sesso è nato molto prima del diritto. E che non se ne può fare libero commercio “liberandolo”, quasi peggio di come hanno fatto i preti “vietandolo”.


Luca Bagatin: Il Partito dell'Amore, fra gli altri, si ispira al socialista umanitario Giuseppe Garibaldi, come mai?

Mauro Biuzzi: Perché Garibaldi ha fondato la nostra Repubblica credendo, parlando e scrivendo di un socialismo del cuore che certamente Biuzzi e Moana, da patrioti e credenti, hanno praticato prima ancora che capito. Capiamo invece perché l’algida e frigida borghesia televisiva italiana possa chiamare populismo ciò che arriva alla gente in forma commovente e affettiva. Un politico che è amato dalla popolazione indispettisce i pragmatici che ormai ci governano, come il caso di Pier Paolo Pasolini ancora dimostra. Perché i progressisti e i pragmatici possono avere ragione, ma amore no.


Luca Bagatin: Oggi vi presentate come "Partito dell'Ex Voto", ovvero invitate gli elettori all'astensionismo ed alla dissidenza "alter-politica". In che cosa consiste questo nuovo modo di fare politica da voi inaugurato?

Mauro Biuzzi: Per l’esattezza oggi invitiamo all’obiezione di coscienza elettorale, che è tutt’altra cosa dalla scheda bianca. Per quanto ho già detto, noi ci proponiamo sempre come critici dello spettacolo elettorale, e in particolare, critici della comunicazione pornografica come modello di propaganda della nostra epoca. Come nel secolo scorso ogni persona faceva due mestieri, il suo e quello di critico cinematografico, il PdA ha profetizzato la nascita del “critico politico”. Beppe Grillo non è “un comico che fa politica” ma è un cittadino che interrompe momentaneamente il suo mestiere per fare il critico della politica. E così dicasi per i militanti del suo Movimento. Una rivoluzione antropologico-culturale cominciata con il sottoscritto e con Moana Pozzi. Questa novità determinò il contrasto con Schicchi e Staller, che furono espulsi dal PdA nel 1992 [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/politiche/014/d001.html] proprio perché praticavano ancora una politica di conflitto d’interesse tra il proprio mestiere e le alleanze politiche. Questa evoluzione di Moana maturò, infatti, nella campagna per le amministrative di Roma nel 1993 nella quale, liberi ormai dalla vecchia equazione sesso = politica, formammo la prima lista civica di candidati della Seconda Repubblica. Fu costituita candidando oltre cinquanta aspiranti consiglieri comunali tutti provenienti dalla società civile romana e senza alcun “precedente” politico, ed io fui nominato capolista su proposta di Moana [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/amministrative/004/s02.html]. In conclusione, direi che la caratteristica dei cittadini ai quali il PdA si rivolse per primo (nel quadro della crisi della politica che dura da Tangentopoli ad oggi), è quella di essere dei “critici politici” irriducibili alla Doxa politica e al marketing mediatico. Cittadini irriducibili alla definizione asfittica di elettori, essendo ormai caduto miseramente il vincolo che legava politica e lavoro (alla faccia dell’art.1 della Costituzione). Cittadini-stalker delle mappe interstiziali che ancora ostacolano l’urbanizzazione a tappeto del territorio. Cittadini-mutanti residuali della cittadinanza repubblicana, nel quadro della modernizzazione fondata sul capitalismo avanzato e sull’immigrazione/deportazione di massa. Insomma, non più cittadini collaborazionisti, deleganti, qualunquisti, pessimisti, clandestini o resistenti, ma attivisti e patrioti che si riprendono la loro sovranità nel pubblico e soprattutto nel privato. Cittadini che, al di là della modernizzazione coatta e ricattatoria tipica del dopoguerra e del suo portato d’ingerenze e di embarghi (che ancora chiamiamo esportazione della democrazia, una specie di Pax romana fatta da bottegai e top-guns), riprendono il cammino della libertà repubblicana universalista, in Italia e nel mondo.


Luca Bagatin: Che cosa ne pensi della politica di oggi ? Ci sarebbe spazio, nel panorama politico-culturale e mediatico per una personalità libera e libertaria come Moana Pozzi ?

Mauro Biuzzi: Ho già detto che nelle nostre socialdemocrazie la politica si è ridotta ad economia politica. In questo senso ritengo che l’economia politica sia troppo stretta per Moana come per qualunque altro cittadino che non sia un Attore di questa nuova oligarchica. Che non sia cioè un finanziere, un industriale, un editore, un autore/pubblicitario, un politico ovvero una Vedette al servizio della Governance mondiale. Moana (come Marilyn o Pasolini) non è riducibile a nessun bipolarismo imperial-democratico (tipo progressisti/conservatori), come si è rappresentato da Jacqueline Kennedy a Carla Bruni ex-Sarkozy (che guarda caso sono donne). Moana è la parte vitale e negativa del bipolarismo, la parte maledetta e anti-borghese, la parte anti-sociale e anti-edipica, come alle origini lo furono Van Gogh o Rimbaud (che guarda caso sono maschi). Il PdA, con la posizione di estremo-centro, si libera per primo anche del retaggio ideologico della distinzione destra/sinistra o di quella maschile/femminile, con tutti i primati di genere ad essa collegati strumentalmente e darwinianamente (schiavo/padrone, vittima/carnefice, disoccupato/salariato). Insomma, l’Estremo-centro di Moana sfugge ad ogni sistema binario e cibernetico (i codici seriali 0/1, senza centro e senza estremi per definizione). Il PdA è per la ciclicità, per l’estremo ritorno del principio dell’eguale, per la Terra e contro il Territorio. Il PdA sostiene Moana come simbolo della Repubblica Italiana, dalle Alpi alla Sicilia. Sostiene Moana come Cuore della nostra Patria. Cuore della questione mediterranea, cuore del rapporto nord/sud.


Luca Bagatin: Pensate che in futuro ci potrà essere spazio, in Italia, per il Partito dell'Amore ?

Mauro Biuzzi: Non ci sarà futuro per nessuna libera repubblica e per nessun popolo che si riconosce in essa, se non si farà ovunque una “critica politica” ai rappresentanti del mondialismo finanziario che ovunque si insediano nei governi nazionali, per espropriarli progressivamente della loro sovranità culturale e popolare, vero motivo della crisi della rappresentanza elettorale (in Italia come in Grecia come in Spagna). Insomma, dopo i manager, le pornostar, i papi e i centravanti “stranieri”, tra quanto tempo il liberismo aprirà anche il mercato della politica-spettacolo ? E perché non lo ha ancora fatto ? E che fine farà la cultura diffusa in Italia sotto i colpi dell’internazionalizzazione del Made in Italy ? Per non parlare dello sterminio della cultura contadina di Pasoliniana memoria, dell’olocausto delle api pronube, dei fondamenti stessi della corretta alimentazione dei popoli, tutto spazzato via a colpi di aree metropolitane e grande distribuzione. Il Partito dell’Amore, lungi dall’essere un partito nazional-socialista, è stato certamente un primo segnale tutto italiano dell’inizio di una crisi irreversibile del primato della politica trans e multinazionale. Il PdA ha profetizzato nel 1992, l’avvento in Italia di una Videocrazia senza uguali al mondo e la necessità di affrontare il “discorso sul Massimo Sistema Pornografico”. Quel Sistema che, dall’11 settembre del 2001, ha cominciato a parlare, all’interno di tutti i linguaggi locali, con il linguaggio politico del nuovo Impero finanziario mondiale. Quindi, nessun futuro senza il Partito dell’Amore, che ha avuto sempre la missione di voler restituire agli italiani la loro verginità stuprata (culturale e ambientale). Questo noi intendiamo con cristiano-dionisiaco: la difesa della nostra cultura mediterranea da quella Mondialista. E il più grande successo del PdA è stato quello di riuscirci almeno con la sua prima candidata, Moana, che da iper-pornostar all’americana è diventata cittadina comune e prima donna-leader di una piccola formazione indipendente (e non la solita testimonial dello Spettacolo candidata dal Padrone di turno a questo o quel Partito politico che fa i suoi interessi a Montecitorio). L’Italia è una giovane Repubblica fondata sulla resistenza Risorgimentale alle occupazioni militari, e agli stupri simbolici e materiali che sempre ne conseguono. A mio modesto avviso, la nostra Moana con la fascia tricolore davanti all’Altare della Patria a Roma è uno dei simboli più significativi della volontà di emancipazione di una Repubblica nata nel clima di occupazione morale e materiale conseguente agli esiti della Seconda Guerra Mondiale. E in seguito cresciuta nello “sviluppo senza progresso”, la cui entità è data proprio dal livello insopportabile raggiunto oggi dal nostro debito pubblico sotto la pressione speculativa internazionale [http://www.partitodellamore.it/diva_patria/amministrative/003/i01.html]. In quell’immagine, che ho realizzato con lei nel novembre 1993 per il suo unico manifesto politico, Moana cessa di essere la pallida imitazione di una diva del cinema americano (che tanto piace ai critici sessantottini che sostengono il Trash all’italoamericana), per diventare la vera icona del cammino che la nostra Repubblica sta facendo attraverso i tanti disastri civili del dopoguerra. Certo, di una Repubblica nata orfana, e che continua ad essere considerata figlia di madre ignota. Proprio come Moana, la nostra Biancaneve che ora dorme con il milite ignoto, con l’italiano futuro.


Luca Bagatin



16 febbraio 2013

Alessandro De Nicola a Pordenone per spiegare come FARE per Fermare il Declino dell'Italia



Alessandro De Nicola, giurista e Presidente della Adam Smith Society - associazione che si occupa della diffusione dei principi di libera iniziativa economica e di libera concorrenza - oltre che fondatore del movimento politico FARE per Fermare il Declino, è stato presente nella città di Pordenone venerdì 15 febbraio scorso, per presentare il movimento che, alle elezioni politiche del 24 febbraio, candida Oscar Giannino alla carica di Premier.
FARE per Fermare il Declino, come spiegato dal coordinatore pordenonese Michele Daniel, non ha preso un solo euro di finanziamento pubblico ai partiti, né intende prenderlo. Per questo, ogni candidato in lista, ha versato una quota associativa allo scopo di autofinanziare il movimento.
Un movimento che, come spiegato da De Nicola, nasce dalla buona volontà di sette persone, fra giuristi, economisti e giornalisti economici fra cui Luigi Zingales, Michele Boldrin e lo stesso Giannino, con lo scopo di abbattere drasticamente la spesa pubblica e, successivamente, abbattere drasticamente le imposte. Vere cause - spesa pubblica e imposte elevate - della recessione economica e dell'impoverimento dei cittadini meno abbienti e meritevoli.
"FARE per Fermare il Declino è nato da un senso di angoscia" - ha spiegato De Nicola - da parte di persone come noi, che non hanno mai fatto politica, ma che hanno pensato ai propri figli, ormai condannati a cercare lavoro all'estero in quanto, in Italia, il merito ed il talento sono penalizzati".
E così, il gruppo costitutivo di FARE per Fermare il Declino - fra la fine di luglio e gli inizi di agosto 2012 - ha pagato degli spazi pubblicitari sul Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano, Il Gazzettino, Il Mattino, il Messaggero di Roma ed Il Foglio, per diffondere dieci punti concreti per abbattere la spesa pubblica e ridurre le imposte. Nel giro di una settimana il movimento ha ricevuto ben 120.000 adesioni ed 85.000 euro di contributi volontari da singoli cittadini.
E' chiaro che, FARE per Fermare il Declino, non è un movimento improvvisato, "che parla a vanvera come fanno Bersani, Berlusconi e Monti, proponendo di tutto e di più", ha proseguito Alessandro De Nicola, ma un movimento che "propone innanzitutto di togliere i 25 miliardi di sussidi statali alle imprese, in modo da rompere il clientelismo fra imprese e politica; togliere l'IRAP sulle imprese, permettendo loro di crescere ed assumere; ridurre il carico pensionistico in quanto in Italia si spende ben il 17% del PIL in particolare in pensioni d'oro a fronte del 13% in Francia e dell'11% in Germania; abolire i 5.600 Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti; abolire le Comunità montane e le Province (in tutto riusciremo a recuperare il 4,2% del PIL); vendere i beni immobili dello Stato, che esso stesso mal amministra; vendere le aziende pubbliche".
Questi, in sostanza, i punti programmatici di FARE per Fermare il Declino che, come ha concluso Alessandro De Nicola, ha anche lo scopo di "cambiare il paradigma culturale, ovvero vogliamo un'Italia ove a primeggiare siano il merito, l'opportunità, la concorrenza e la diffusione della conoscenza, proprio per rispondere alle aspettative dei cittadini più svantaggiati".

Luca Bagatin



12 febbraio 2013

Ilona Staller Cicciolina: una vita sofferta alla ricerca dei propri sogni, dell'amore e della libertà. Per sè e per gli altri.



Elena Ilona Anna Staller, in arte Cicciolina.

Una fra le più celebri e più pagate pornodive al mondo. Ungherese di nascita ed italiana di adozione.
Una vita che è più di un'avventura. A tratti drammatica, a tratti emozionante, a tratti commovente.
Chi conosce bene Ilona sa che la sua è ed è stata una vita alla ricerca di sogni da vivere e realizzare. Sogni spesso infranti dalla violenza e dalla stupidità altrui.
Ilona nasce a Budapest nel 1951, in piena Guerra Fredda e con l'Ungheria sotto il controllo comunista sovietico. Ilona nasce in una famiglia poverissima, nel quartiere periferico Kobanya, in un palazzo-dormitorio umido e senza luce.
Suo padre, Laszlo Staller, è un donnaiolo infedele, mentre la madre - anche lei di nome Ilona - cresce lei e i suoi fratelli Valeria, Laszlo e Attila, nel migliore dei modi, senza far loro mancare nulla, ma con il sogno di abbandonare la miseria e la mancanza di libertà del regime comunista ungherese.
Con il secondo marito, Ignac Magyari, la madre di Ilona ed i suoi fratelli, trovano una certe stabilità e tentano tentano persino la fuga nell'Occidente democratico, ma senza successo. Vivono persino i terribili momenti della Rivoluzione d'Ungheria del 1956, con le vie di Budapest zeppe di cadaveri causate dai carri armati sovietici, i quali sopprimono ben presto i rivoltosi. Ilona aveva solo 5 anni allora, ma quei momenti di terrore - stretta fra i suoi fratellini ed alla ricerca dispetata di cibo – li ha ben impressi ancora oggi nella sua mente.
Nel '57 tentarono la fuga, passando in Jugolsavia, ma saranno presto rispediti a casa.
Crescendo, Ilona, diventerà un'avvenente ragazza bionda con gli occhi azzurri. Inizierà a lavorare come cameriera in un albergo, sfruttata e costretta a sfacchinare dalla mattina alla sera. Sarà qui, ad ogni modo, che il servizio segreto comunista ungherese la noterà e la inviterà a diventare una spia del regime. Lei non può fare altrimenti e così inizierà a riferire ai servizi segreti gli spostamenti dei vari ambasciatori americani in visita a Budapest.
Ben presto, ad ogni modo, lascierà quella vita da Mata Hari e, incoraggiata dalla madre, contatterà l'agenzia pubblicitaria M.T.I, la quale stava selezionando ragazze per una campagna pubblicitaria ed inizierà così la carriera di fotomodella.
Nel 1970 Ilona incontrerà Salvatore Mercuri, un calabrese non particolarmente avvenente ma che a lei piacque subito e così lo sposò andando a vivere con lui a Milano.
Il matrimonio si rivelò ben presto un vero disastro e Salvatore non certo il principe azzurro che Ilona aveva sognato, ma un uomo che la costringeva a cucinare tutto il giorno, senza concederle un minimo di libertà. Fu così che lasciò Salvatore e se ne andò a lavorare a Roma, per un nuovo servizio fotografico e qui iniziò – finalmente - una nuova vita.
Fu infatti alla fine degli Anni '70 che la carriera e la vita di Ilona Staller ebbero ad ogni modo una svolta luminosa e ciò grazie all'incontro con l'ancora sconosciuto Riccardo Schicchi, un curioso e stravagante fotografo, dai modi a tratti infantili, il quale, dopo averla tempestata di telefonate, si presentò di fronte a casa sua, sulla Cassia.
E si presentò ad Ilona in una buffissima posizione yoga, con le gambe per aria (come ebbe modo di raccontarmi recentemente, in un'intervista) !
Da allora, ad ogni modo, nacque un vero e proprio sodalizio fra Ilona e Riccardo. Un sodalizio fatto di amore per la natura, i tramonti, gli animali, l'erotismo e la voglia di rompere ogni tabù legato al pudore ed alla sessualità.
Riccardo Schicchi era letteralmente stregato da Ilona Staller e le coniò il simpatico nomignolo "Cicciolina", per il suo modo di fare naif, anche se Ilona - come mi confidò nella nostra recente intervista - non si innamorò mai di lui.
Fu così che, con Riccardo Schicchi, fondò "Radio Luna", la prima radio libera che parlava di sesso e sessualità ad un vasto pubblico e fu proprio in quell'occasione che inventò il nome d'arte "Cicciolina". Nel 1979, con Schicchi, fondò poi la "Lista del Sole", il primo partito ambientalista d'Italia che per simbolo aveva il Sole che sorride (oggi divenuto di proprietà dei Verdi) e, nel 1983, l'agenzia di casting "Diva Futura", alla quale iniziarono a lavorare future artiste dell'eros quali Ursula Davis, Milly D'Abbraccio, Moana Pozzi, Ramba, Baby Pozzi ed altre.



Sempre assieme a Schicchi, Ilona, animata dal sogno di cambiare il comune senso del pudore, le leggi contro la censura, migliorare l'ambiente e combattere ogni forma di violenza, intraprenderà la carriera politca candidandosi nelle liste del Partito Radicale. Schicchi non sarà eletto, ma lei, nonostante sia quasi ultima nella lista dei candidati, sarà eletta al Parlamento italiano, nel 1987, con 20.000 voti di preferenza, presentando peraltro numerose proposte di legge per la tutela dell'ambiente, degli animali, fu forse la prima a presentare proposte di legge contro la violenza sulle donne, per i diritti delle prostitute e dei detenuti.
Inoltre fu la prima a bruciare, in segno di protesta sia contro al Guerra Fredda che contro il terrorismo, le bandiere di USA ed URSS recanti entrambe la stella rossa delle Brigate Rosse. Ciò, ad ogni modo, le costò un'incriminazione per attentato alla bandiera di due Stati esteri, nonché l'impossibilità - per parecchi anni - di recarsi negli Stati Uniti d'America in quanto “ospite indesiderata”.
Oltre a ciò, Ilona Staller, partecipò - in qualità di Parlamentare italiana - ad una serata di beneficienza per la ricerca scientifica relativa alla lotta all'AIDS, a Tokyo, consegnando l'equivalente di un milione di euro al Ministro della Sanità giapponese. Parte del ricavato, peraltro, fu devoluto al campo profughi vietnamita-laotiano.
A cavallo fra la fine degli anni '80 ed i primi anni '90, Ilona Staller continuerà a "dare scandalo" con i suoi spettacoli erotici i quali le costeranno - come mi ha raccontato nell'intervista - oltre cinquanta denunce penali, ma contribuendo a far cadere così l'ipocrita reato di "offesa al comune senso del pudore".
E' triste, ad ogni modo, apprendere che pochi deputati Radicale solidarizzavano con lei. Molti la trovavano solamente "scandalosa" e nulla di più. Con Ilona, non molto tempo fa, chiacchierando come talvolta ci capita di fare, abbiamo ricordato le sole figure radicali che l'hanno sostenuta e difesa veramente. Tre donne coraggiose e combattive, che oggi purtroppo non ci sono più: Adele Faccio, Adelaide Aglietta e Roberta Tatafiore.
Peccato che, anche fra i Radicali, albergasse un certo bigottismo che poco si confaceva alle loro battaglie...



Nel 1992, a fine legislatura, tenterà ad ogni di rilanciare la sua immagine politica, proponendo il Partito dell'Amore, poi lasciato in eredità a Moana Pozzi. In quel periodo, infatti, Ilona partorirà Ludwig, il figlio che aveva concepito dall'artista statunitense Jeff Koons, suo marito dal 1991.
Un altro uomo sbagliato della sua vita. Un uomo che Ilona, nel suo libro edito da Mondadori "Per amore e per forza", descrive come iracondo, geloso, violento, il quale portò persino via Ludwig a Ilona contro il parere dei giudici italiani, accusando Ilona - nei processi per l'affidamento del piccolo – di essere una cattiva madre e persino una pedofila !
Per fortuna, nonostante il calvario passato da Ilona Staller in quegli anni, tutto andò a finire per il meglio ed oggi Ludwig Koons - che ha vent'anni - vive con la madre, la quale ne è affettuosamente orgogliosa, come è giusto che sia.
Ilona Staller, Cicciolina, è ed è stata per molti di noi un'icona fricchettona, hippie, capace di lottare in modo tenace contro una vita spesso avversa.
Posso dire per certo che di rado ho conosciuto una persona, come lei, incapace di odiare anche il suo più acerrimo nemico. Una persona che, pur avendo affrontato molte avversità ed una vita davvero piena in tutti i sensi, è ancora oggi capace di credere in un mondo migliore. Un mondo nel quale, come ama dire lei: "combattere tutti insieme per un mondo pieno di gente sorridente e felice. Un mondo che lasci intravedere un futuro con tutti i colori dell'arcobaleno".
Ora, io non so se un giorno questo sogno si realizzerà mai. Ciò che so è che Ilona Staller Cicciolina ha trovato, già da tempo, un posto nel mio cuore fra le persone più care che conosco. E che la aiuterò a lottare per i suoi sogni, che sono da sempre anche i miei. Sogni che fanno parte della nostra storia di utopici utopisti, liberali e ambientalisti fricchettoni, eroticamente qualificati, amorevolmente senza tabù ed alla ricerca di una libertà possibile. Credibile, necessaria.

Luca Bagatin



Ringrazio Ilona per avermi fornito gran parte del materiale fotografico - parte del quale inedito - che, per motivi di spazio, non ho potuto qui pubblicare per intero a corredo di questo articolo.
Non mancherà certo occasione per pubblicare ancora articoli e foto relative alla sua storia, passata e recente.



10 febbraio 2013

"Intervista esclusiva alla cantante, attrice ed artista dell'eros Ursula Davis in arte Hula Hop" di Luca Bagatin

Ursula Davis - conosciuta dal pubblico con lo pseudonimo Hula Hop - cantante, attrice, fumettista, artista dell'eros di origini finlandesi e nipote della celebre attrice statunitense Bette Davis, è stata fra le principali star di "Diva Futura", l'agenzia di casting fondata negli anni '80 dal compianto Riccardo Schicchi e da Ilona Staller.
Il suo stile trasgressivo "Anni Sessanta" la fa amare subito dal pubblico, così come le sue battaglie contro i falsi pudori, combattute in un frammisto di fascino ed ironia.
Ursula, oltre ai suoi spettacoli teatrali, ha recitato in numerosi film erotici pornosoft quali "Provocazione", "Desideri inconfessabili", "Diva Futura", "Visioni erotiche", "Obsession" e "Top model 2" ed ha inoltre collaborato al mensile "Diva Futura", realizzando fumetti erotici ed ironici assieme.
Oggi abbiamo il piacere e l'onore di intervistarla amichevolmente.



Ursula Davis, Baby Pozzi, Moana Pozzi, Riccardo Schicchi ed Ilona Staller Cicciolina

Luca Bagatin: Per cominciare, una domanda classica, ovvero come inizia la tua carriera artistica ?

Ursula Davis: Sin da piccola ho manifestato uno spiccato senso artistico. Amavo trascorrere ore ed ore a disegnare e dipingere. Ho frequentato, poi, il Liceo Artistico e l'Accademia di moda e da li è stato tutto un susseguirsi di cose... Ma io, più che "carriera" lo definirei un percorso di vita dettato dalla mia natura, dalla mia voglia di fare o non fare determinate cose.


Luca Bagatin: Come mai questo soprannome, "Hula Hop" ?

Ursula Davis: "Hula" altro non è che il diminutivo di uno dei miei tre nomi, ovvero Ursula. L'idea di anteporre l''"H" mi è venuta intorno gli otto anni quando per firmare i miei dipinti preferivo una lettera esteticamente più armonica della "U". "HULA HOP", invece, è il personaggio dello show creato con Riccardo Schicchi. Desideravo mantenere il mio nome e al contempo portare in giro per le discoteche uno spettacolo che rispettasse la mia personalità. Un personaggio fresco, giovane, divertente, frizzante e sconvolgentemente provocatorio. Basi musicali anni '60, costumi coloratissimi, scenografie giocose e tanti fluorescenti hula hop, naturalmente.


Luca Bagatin: E' vero che sei la nipote della celebre attrice degli Anni '60 Bette Davis ? In effetti, peraltro, le somigli molto...

Ursula Davis: Dicono che "dove c'è fumo c'è fuoco"...


Luca Bagatin: Da cantante e ballerina al pornosoft e poi al fumetto erotico. Una carriera poliedrica direi. Come è nata l'idea di diventare disegnatrice e fumettista ? Tu definisci i tuoi fumetti ironici ed erotici. Ovvero ?

Ursula Davis: Come premesso ho sempre amato disegnare, ma non mi definirei una "fumettista". Fu solo una piccola parentesi. L'idea dell'erotico/ironico è molto semplice da spiegare: lo scopo era quello di portare l'immaginazione del lettore ad alti livelli, esasperare la sua sessualità e poi farlo piombare in uno stato comico/ironico. Dietro ad ogni storia c'era una trama sottile con un finale "ironico" o delle immagini divertenti. Un'idea valida per abbracciare un pubblico più ampio.


Luca Bagatin: A tuo parere, oggi, con l'avvento di internet, il fumetto erotico cartaceo, può avere ancora il suo fascino ?

Ursula Davis: Sì, certamente sì. Io lo trovo molto più intrigante ed eccitante perché dà spazio all'immaginazione di ognuno.


Luca Bagatin: Hai lavorato per moltissimi anni a fianco di Riccardo Schicchi, recentemente scomparso. Qual è il tuo più bel ricordo di lui ?

Ursula Davis: Non è che ho lavorato per moltissimi anni a fianco di Riccardo Schicchi, ho lavorato per lui e con lui nel suo "periodo d'oro", nel suo "momento magico". Dopo, a livello lavorativo, mi sono allontanata, un po' per motivi personali e in parte perché trovavo che il suo modo di lavorare più che artistico e pieno di ideali stava diventando piuttosto commerciale, ma i contatti sono sempre rimasti. Di Riccardo ho molti bei ricordi, doverne scegliere solo uno mi rimane piuttosto difficile... Potrei risponderti così: Riccardo è uno dei miei ricordi più belli.


Luca Bagatin: L'anno prossimo ricorrerà il ventennale dalla morte di Moana Pozzi. Tu lavorasti anche con lei, se non ricordo male. Com'era Moana ? Cosa sarebbe potuta diventare ?

Ursula Davis:
Si, ho lavorato con Moana in diverse occasioni, film soft, l'hard non l'ho mai fatto. L'esperienza più incisiva è stata certamente durante le riprese del film di Piero Vivarelli "Provocazione". Abbiamo avuto modo di parlare a lungo su vari argomenti. Io Moana, a dire il vero, l'ho sempre trovata un po' particolare. C'era un lato di lei oscuro che non sono mai riuscita a decifrare. Lei dentro era inquieta, insofferente, ma in pubblico non lo dava certo a vedere. Non credo che sarebbe diventata altre cose oltre quello che già era. Penso che si sarebbe ritirata appena il fisico non le dava più quella sicurezza su cui basava la sua forza.


Luca Bagatin: So che sei un'amante della natura e degli animali. Oltre, peraltro, ad aver contribuito a rompere molti tabù sessuali in un'epoca molto più bigotta di quella attuale. Hai mai pensato di impegnarti, politicamente, come fece la nostra comune amica Ilona Staller (ad anche Moana Pozzi, negli ultimi anni di vita, peraltro), per questo tipo di battaglie ambientaliste e di libertà ?


Ursula Davis:
La natura e gli animali sono al top delle mie preferenze, ma penso che si possa agire senza necessariamente far politica. In Italia la democrazia è un'utopia e fare una politica pulita, equa, sobria è impossibile. Io credo che ci voglia una vera sterzata, una rivoluzione vera propria non una semplice battaglia. La vita mi ha insegnato a non aspettarmi nulla da nessuno per non andare incontro a delusioni e mi domando spesso se l'unione fa la forza o chi fa da sé fa per tre ? Io ero con Ilona il giorno della presentazione del suo partito. Ero spesso da Riccardo quest'estate in ospedale...O con gli anziani e i disabili, con donne arabe malmenate dai mariti e con i ragazzi libici sparati e mutilati...eppure, dimmi, hai mai sentito parlare di me ? Hai mai visto una mia foto ? Eppure esisto e agisco. Autonomamente. L'importante è essere fedeli a sé stessi altrimenti si diventa bandiere in balìa del vento.

Luca Bagatin



27 gennaio 2013

LA MEMORIA E LE MEMORIE di Luca Bagatin (tratto dal quotidiano "L'Opinione delle Libertà" del 27 gennaio 2008)

Nello scrivere questo articolo ho rivisto le immagini dei "Campi", di quei "Campi" che deficienti di Casa Pound o nazistelli da strapazzo dicono che non sono mai esistiti.
Ho sempre fatto fatica a vedere certe immagini. Anche oggi, quando le vedo, mi fanno girare la testa e svenire, per poi rinvenire, piangendo a dirotto.
Non posso credere che la violenza e la stupidità umana possano essere arrivate ed arrivare anche oggi, laddove non esiste rispetto per il Diritto Umano, a tanto.

L. B.


Il 27 gennaio di ogni anno si commemorano le vittime della barbarie nazifascista ed è stata scelta proprio questa data in quanto il 27 gennaio 1945, con l'entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz, si scoprì per la prima volta l'esistenza in Germania di campi di sterminio di massa. E' una triste storia quella dei campi di sterminio di massa. Una storia che ha visto uniti nazisti, fascisti e comunisti: ieri come oggi.
Ieri con i campi di concentramento disclocati in tutto il Terzo Reich per eliminare e disumanizzare: ebrei, dissidenti politici, zingari, omosessuali, testimoni di geova; ieri con i gulag sovietici che mieterono 80 milioni di vittime in tutta l'Asia ed oggi ancora con le barbarie commesse in Cina, a Cuba ed in tutti i Paesi ove regna l'orrore marxista leninista che vuole imporre una "società perfetta e senza classi".
Ma, come dimenticare le vittime del Potere di Santa Romana Ecclesia perpetrato per tutto il Medioevo sino all'800 per eliminare e "redimere" i cosiddetti "eretici": catari, templari, gnostici, liberi pensatori, scienziati: condannati a torture paragonabili alla ferocia dei nazisti ed il tutto in quanto "eretici", ovvero avevano scelto strade diverse rispetto al dogma ed al monolitismo della Chiesa cattolica che ha sempre imposto le sue astrusità financo contrarie al Verbo di quel Gesù detto il Cristo che afferma di rappresentare per mezzo di un uomo che siede nel trono papale ornato riccamente ed al quale financo il Parlamento italiano da ascolto !
E dell'Islam fondamentalista ne vogliamo parlare ?
Tutte le religioni e le chiese istituzionalizzate (comprese le ideologie politiche totalitarie come nazismo, fascismo e comunismo che sono delle vere e proprie fedi messianiche) sono foriere di barbarie e di annientamento delle coscienze individuali.
Esse impongono i loro astrusi credi alle masse al fine di soggiogarle e di far loro un vero e proprio lavaggio della mente. Le svuotano dalla loro individualità, le fanno sentire partecipi di gloriosi progetti universali che porteranno il Mondo ad essere migliore ! E il tutto per mantenere saldo il potere dei pochi a danno dell'umanità intera perpetrando violenze, sopraffazioni, indebite ingerenze nelle vite financo private dei cittadini.
Così sono sorte le ideologie messianiche che hanno preso alla lettera il Verbo dei loro profeti e lo hanno strumentalizzato annientando tutti gli eventuali oppositori interni ed esterni.
Nel caso del marxismo, Marx stesso fu il fondatore di una Chiesa antiumanitaria che, come aveva predetto Giuseppe Mazzini nel suo "Discorsi sulla democrazia in Europa", avrebbe asservito un popolo agli interessi di uno Stato schiavista, livellatore e avido.
Altro che società perfette e in armonia !
Le società perfette non sono che illusioni di menti limitate o precisi disegni di menti criminali.
La società è fatta di individui. Questo basta. Ogni individuo ha una sua mente, una sua coscienza, una sua individualissima creatività e proprio attraverso questa ed il suo libero arbitrio può decidere quel che sarà di lui.
E non c'è Stato, Chiesa, dogma, ideologia che può renderlo schiavo pena l'annientamento del suo essere "persona", donna o uomo che sia.
E' per questo che oggi, che sia il 27 gennaio o meno, ogni sincero democratico, ogni sincero liberale, ogni sincero individuo pensante non può non ricordare il passato dei suoi avi barbaramente massacrati. Di suoi pari in quanto persone.
E non può quindi non continuare a battersi contro il nuovo fascismo, il nuovo comunismo, il nuovo clericalismo di ogni credo religioso.
Nei fatti non vi è nulla di "nuovo".
Cambiano i nomi, i presunti "leader", i simboli forse, ma per il resto i disegni di queste ideologie totalitarie e messianiche sono gli stessi: fame di Potere e Dominio (specie delle menti e delle coscienze) e desiderio ultimo di raggiungere (impossibili e improbabili) società "perfette" e livellatrici di orwelliana memoria.

Luca Bagatin



21 gennaio 2013

"Aforismi bagatiniani" by Luca Bagatin

Il sigaro è elegante, sexy, bogartiano, pinkettsiano e bagatiniano. E' un simbolo fallico che non fallisce mai.
Il primo Papa conobbe Gesù. L'ultimo no.
E si vede dalle scempiaggini che dice quotidianamente.
Per me l'inglese è e rimarrà una lingua figlia di un Dio minore: Alaunus (che, non a caso, quasi nessuno conosce).
Quella latina figlia di un Dio sufficientemente maggiore: Giove.

Quella sanscrita, invece, di un Dio con i controfiocchi: Vishnu-Krishna.

A Banana Yoshimoto preferisco Arancia Hirohito. E ciò in quanto in letteratura non necessito di potassio, bensì di vitamina C con una buona dose di sadismo kubricko.

Qualunque autore può affermare di scrivere da Dio. Ma solo dopo morto.




14 gennaio 2013

Appello per Marco Pannella alla Presidenza della Repubblica

A maggio 2013 sarà eletto il nuovo Presidente della Repubblica italiana.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe, o, quantomeno, avrebbe dovuto rappresentare il garante massimo della Costituzione repubblicana, oltre che figura imparziale della politica italiana. Dal 1948 non lo è pressoché mai stato.
E' per questo che, a maggio 2013, vorremmo che le cose andassero diversamente e che fosse eletto un Presidente della Repubblica espressione degli alti valori ispirati dal Risorgimento e dalla Resistenza.

Valori di onestà, laicità, rigore morale, trasparenza, spirito di abnegazione.
E' per questo che vorremmo proporre la figura dell'On. Marco Pannella, quale candidato ideale alla Presidenza della Repubblica.
Le battaglie civili, democratiche, liberali e nonviolente dell'On. Pannella, condotte - spesso a rischio della sua stessa vita ed incolumità fisica - con rigore morale e passione civile, senza alcun tornaconto personale, ce lo rendono candidato ideale a garantire una Costituzione repubblicana - spesso violata, in passato, anche dalle stesse Istituzioni - conquistata con il sangue dei martiri del Primo e del Secondo Risorgimento.
Le denunce al sistema dell'illegalità partitocratica e della mancanza di informazione plurale nel nostro Paese, rendono l'On. Marco Pannella personalità ideale a garantire il corretto svolgimento di un'attività politico-istituzionale, improntata a valori di onestà e trasparenza, ai quali tutti gli attori in campo dovrebbero attenersi ed uniformarsi.
E' per questo che, attraverso il mio blog politico e culturale - www.lucabagatin.ilcannocchiale.it - vorrei lanciare tale appello, affinché possa essere diffuso, letto e sottoscritto da tutti coloro i quali - personalità pubbliche o della società italiana nel suo complesso - lo condividono e desiderano dunque appellarsi a partiti ed Istituzioni, affinché sappiano accoglierlo pienamente ed eleggano l'On. Marco Pannella nuovo Presidente della Repubblica italiana.

Luca Bagatin

scrittore, autore e collaboratore di testate giornalistiche

Per aderire inviatemi una mail all'indirizzo: burroughs279@yahoo.it autorizzandomi ad apporre il vostro nome in calce all'appello.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini