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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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22 agosto 2014

Eros e Thanatos



Il rapporto fra Eros e Thanatos è forte e imprescindibile. Quando l'Amore fisico raggiunge l'apice, allora ti rendi conto che non sei lontano dal morire e che la morte non è così brutta come viene dipinta dalla cultura dominante. Purtuttavia, per avere una buona morte occorre aver avuto una buona vita. Una vita zeppa di desideri e priva d'Amore ti condurrà in uno stato di illusione tale da non comprendere nemmeno la sacralità della tua morte. E rimarrai, per sempre, un non-morto, ovvero il fantasma di te stesso.

Luca Bagatin





31 maggio 2013

"Aforismi bagatiniani: Sacralità" by Luca Bagatin

Adoro mischiare il Sacro con il profano. Perché il Sacro è profano e viveversa.
Le regole sono come la barriera del suono: possono essere infrante.
Non riesco a trovare nulla di socialista nel Pd, né nulla di liberale nel PdL.
Entrambe sono forze eversive la cui matrice (in)culturale è marxista, o, meglio, social-fascista-burocratica. Matrice persino stravolta dalla mera ricerca dell'imbroglio ai danni dei cittadini e degli elettori.
Solo un Paese senza questa forze impolitiche - composte dagli sconfitti della Storia - può auspicare una ripresa civile, economica, democratica.
Ti penso sempre, nonostante tutto, anche se, come sempre, ciò potrebbe essere ritenuto solo un dettaglio.
Sono i dettagli che fanno la differenza, ricordi ?
Ogni qual volta in ambito amoroso sento dire qualcuno che "il sentimento scema", penso senza dubbio e senza appello che egli sia scemo.

Ringraziamo Debdeashakti per averci permesso di postare le sue foto artistiche



19 novembre 2012

La Gran Loggia d'Italia degli ALAM, a Udine, parla di testamento biologico, eutanasia e bioetica

"Vita e pensiero degli ultimi momenti", questo il titolo del terzo Convegno organizzato a Udine presso l'Hotel La' di Moret dalla Consulta Nazionale di Bioetica della Gran Loggia d'Italia (GLDI), ovvero dalla Massoneria liberale e adogmatica italiana, il 17 novembre scorso.
Un Convegno pubblico per parlare, senza preconcetti e con personalità autorevoli della scienza e dalle cultura, di testamento biologico, eutanasia e bioetica.
Un Convegno che si è focalizzato in particolar modo sulla morte, vista come aspetto del compimento della vita umana stessa.
A portare i saluti della Gran Loggia d'Italia del Friuli, la Delegata Magistrale Franca Barbetti Celetto, la quale ha esordito sottolineando l'approccio "al di fuori dagli schematismi politici e religiosi" dell'incontro pubblico, ed insistendo sugli aspetti cari alla Massoneria, ovvero "l'assistenza e la difesa nei confronti degli ultimi, siano essi disabili, malati, immigrati e meno abbienti".
Franca Barbetti Celetto ha concluso il suo intervento introduttivo osservando che è proprio "il rispetto delle scelte individuali che distinguono lo Stato laico da quello etico-autoritario-dittatoriale".
Moderatore dell'incontro il dott. Renato Ariano, medico e Presidente della Consulta di Bioetica della Gran Loggia d'Italia, il quale ha illustrato brevemente le tematiche dei precedenti Convegni di Bioetica organizzati dalla GLDI, il primo a Torino nel 2010, il secondo a Genova nel 2011 sull'ambiente ed il terzo oggi a Udine, per i quali sono stati redatti appositi "Quaderni di Bioetica" attualmente disponibili solo ad uso interno, ma prossimamente di diffusione nazionale.
Il dott. Ariano ha brevemente presentato anche il tema oggetto del Convegno, inquadrandolo come "difficile" proprio in quanto "la morte è un problema di una società - quella occidentale - che, purtroppo, non la accetta, anche se essa è il proseguimento della vita stessa". E, ha concluso, lo scopo della Commissione di Bioetica in seno alla Massoneria della GLDI è proprio quello di dibattere proprio di tematiche tabù come questa, ma di assoluta rilevanza sociale ed etica.
Si sono susseguiti poi interventi di spiccato interesse sociale e filosofico, quale quello del prof. Vittorio Gallo, medico chirurgo in ambito oncologico e Libero Muratore, il quale ha esordito dicendo proprio che la sua stessa appartenenza alla Massoneria lo ha aiutato, negli anni, ad affrontare tematiche relative alla vita ed alla morte. "Voglio qui parlarvi con il cuore" - ha proseguito il prof. Gallo - "attraverso i miei sentimenti e le mie esperienze anche di medico internista. Per me la morte ha una valenza iniziatica e la considero come il più importante dei riti di passaggio". Sappiamo bene, del resto, che nel corso dei secoli e della sua stessa vita, l'uomo ha sempre utilizzato dei particolari metodi per metabolizzare la morte, ovvero dei "riti di passaggio". In ambito cattolico, ad esempio, riconosciamo tali la prima comunione, il battesimo ed il matrimonio. E tali riti, anche se in forme diverse, esistono in tutte le culture del mondo.
Il prof. Gallo ha poi parlato dello studioso Charles Singer, il quale riteneva che i riti possano talvolta avere valenze "paurose", quasi "devastanti". Pensiamo proprio alla morte. Per quanto noi tutti non possiamo farne a meno, anche in una società che, dal Settecento Illuminista ad oggi ha conosciuto un notevole progresso scientifico, ma che è anche - come ha sottolineato il prof. Gallo - "scientista ed edonista, finendo per scadere in barbarie senza principi, che spesso surclassano i riti di passaggio, ove i rapporti umani individuali finiscono per non esistere più".
In questo senso la nostra società può essere definita "post-mortale", ovvero una società che non pensa più alla morte, la accantona, rimuovendola quasi psicologicamente.
In questo senso, ha proseguito il prof. Vittorio Gallo, la maggior parte degli occidentali crede in una sorta di "Dio antropomorfo" ed in una prosecuzione della vita dopo la morte esattamente nei medesimi termini della vita che viviamo ora su questa terra, solamente in una dimensione ultraterrena. Ed è qui che ricercatori dello Spirito come il prof. Gallo, peraltro uomo di scienza, si interrogano: "siamo la goccia d'acqua, oppure l'acqua della goccia (ove la "goccia" è intesa come "personalità individuale") ? La goccia cade nel mare, ma l'acqua non scompare e quindi nessuno di noi si dissolve davvero". "E' questo" - spiega il prof. Gallo - "il mistero della personalità che non è individualità. La mia psiche è la goccia, mentre l'acqua è il mio Spirito, il quale, un giorno, rientrerà nel Pelagos infinito".
Che cosa di tutto ciò rimanga delle nostre esperienze vissuta in vita, dai dolori alle gioie, questo non possiamo saperlo. Maieuticamente, come spiega il prof. Gallo, possiamo concludere che il dolore è utile alla crescita individuale e spirituale, per quanto il problema focale è, piuttosto, l'accettazione del dolore ed in questo senso la cura spirituale è fondamentale. E' qui che la scienza deve cedere il passo alla ricerca spirituale, in quanto, il massimo che può fare di fronte a sofferenze indicibili è solo prolungarne l'agonia.
Il prof. Andrea Di Massa, medico anestesista, invece, si è soffermato piuttosto sul percorso che il medico deve fare assieme al paziente, al fine di curarsi ed affinché la terapia stessa abbia un effetto curativo e far sì che il paziente ed il medico possano instaurare un rapporto di piena fiducia. In questo senso è chiaro che, ha affermato il prof. Di Massa, il medico ha il compito principale di curare e di lenire il dolore, non certo quello di prolungare l'agonia e la sofferenza del paziente.
Ed è proprio qui che entrano in gioco tematiche quali l'eutanasia ed il testamento biologico. Tematiche trattate dagli altri relatori, quali il dott. Mario Abrate, l'Avv. Giuliano Boaretto, il dott. Roberto La Rocca, la prof.ssa Ida Li Vigni, il prof. Paolo Aldo Rossi, il prof. Ivan Iurlo ed altri.
Eutanasia e testamento biologico che, nel nostro Paese sono rispettivamente, nel primo caso vietati e paragonati all'omicidio e nel secondo, non normati.
Sotto il profilo giuridico è chiaro che la Costituzione della Repubblica italiana, come hanno spiegato i relatori, prevede ben tre Articoli che, di fatto, non negano, ma anzi ammettono di fatto il testamento biologico. Pensiamo agli Articoli 2, 13 e 32 secondo comma. Purtuttavia, come affermato da qualche relatore, i partiti presenti in Parlamento, per la maggior parte, sono condizionati ideologicamente e rispondono, spesso se non talvolta, ad ingerenze religiose provenienti dalla Chiesa cattolica.
Ciò fa dunque del nostro Paese uno Stato per nulla laico, ma sottoposto ad una legislazione indietro anni luce rispetto agli altri Paesi occidentali quali ad esempio gli USA, il Canada, la Francia, la Gran Bretagna e la Germania.
Una legislazione che, nei fatti, non prevede il testamento biologico, non ne parla né ne discute.
Sotto il profilo strettamente massonico, la morte è vista come "trasformazione", un po' come nei Tarocchi ove essa è vista come "creatività e rinascita". La Massoneria, del resto, si occupa di ricercare l'unione nella complessità, ovvero unire Ethos, Eros e Thanatos. Ed in questo senso il massone spiega che per conoscere il fine vita è necessario parteciparvi, ovvero essere presenti allorquando vi è un evento doloroso, come la perdita di un proprio congiunto. E' allora che si realizza una sorta di "cerimonia iniziatica" ove i morti, di fatto, non sono mai partiti, mai periti, ma vivono con noi, nel nostro ricordo. Ed è in questo senso che potrebbe essere vista ed interpretata la cosiddetta "leggenda di Hiram", che sta alla base della Libera Muratoria.
Questo in sostanza ed in sintesi il contributo dato dalla Massoneria della Gran Loggia d'Italia ad un dibattito che ci tocca tutti quanti da vicino e che nelle sue conclusioni è stato affidato al Luogotenente Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Avv. Sergio Ciannella in vece del prof. Luigi Pruneti, attuale Gran Maestro della GLDI, impegnato in questi giorni all'estero.
Un dibattito che oggi è ancora per molti versi tabù, particolarmente in settori politici e religiosi ove permangono astrusi dogmi che impediscono, a tutt'oggi, un sereno dibattito ed una piena libertà di coscienza.
Libertà di coscienza che è diritto inviolabile di ciascun essere umano e punto di riferimento della Massoneria che, nei secoli, a difesa di questo principio, si è sempre battuta strenuamente.

Luca Bagatin 



7 novembre 2012

Donne e Massoneria: intervista esclusiva alla Gran Maestra Gabriella Bagnolesi

Donne e Massoneria.
Può una donna entrare in Massoneria al giorno d'oggi ?
Certamente sì.
A riprova le stesse dichiarazioni che rilasciò il prof. Aldo A. Mola, massimo storico della Massoneria in Italia, al sottoscritto, in un'intervista dell'anno scorso: “Non è mai stata fornita una motivazione chiara dell’esclusione delle femmine dall’accettazione in loggia, né quindi si comprende per quale motivo la Massoneria debba ancora attenersi a tale vincolo. La Massoneria non conosce dogmi; le sue norme possono essere modificate. Le Costituzioni di Anderson sono documento di un’epoca, ma come tutte le leggi umane sono soggette alle decisioni sovrane di quanti le hanno accettate e che, nella loro sovranità di persone libere, possono modificarle. La Massoneria non si fonda su una Rivelazione ma su una Convenzione, su Regole deliberate e condivise sino a quando non se ne decida la modifica”.
Pensiamo, peraltro, che il primo a pretendere l'Iniziazione femminile, in Italia, fu il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Giuseppe Garibaldi, poi seguito, decenni dopo, da Ernesto Nathan.
Ma nel Grande Oriente d'Italia di oggi, purtroppo, le donne non possono entrare. Diversa, invece, la questione nella Gran Loggia d'Italia degli ALAM, rappresentate ufficiale della Massoneria Liberale e Adogmatica del Belpaese.
Stupisce, peraltro, che in Italia oggi esista un solo libro che tratti diffusamente della questione donne e Massoneria, scritto dalla prof.ssa Francesca Vigni, che già intervistammo qualche anno fa e dal titolo, appunto, "Donne e Massoneria in Italia", edito da Bastogi.
Nel nostro Paese, ad ogni modo, vi sono Obbedienze massoniche esclusivamente femminili quali, ad esempio, la Gran Loggia Massonica Femminile d'Italia, fondata nel 1990 a Roma, che deriva da una scissione dell'Obbedienza femminile fondata da Marisa Bettoia e di cui è Gran Maestra l'attrice Franca Bettoia, già moglie del compianto attore Ugo Tognazzi. La Gran Loggia Massonica Femminile d'Italia è riconosciuta non solo all'estero, ma anche dalla stessa Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
La Gran Loggia Massonica Femminile d'Italia dispone peraltro di un utile sito web, nel quale è possibile approfondirne la storia, i principi e contattare le varie Logge presenti nel Paese: www.granloggiafemminile.it. Abbiamo il piacere e l'onore di intervistare qui la Gran Maestra, Gabriella Bagnolesi.

Luca Bagatin: Dunque, parlare di Massoneria, in questo nostro Paese bigotto e poco informato (sarebbe il caso di dire, molto "deformato") è sempre difficile. Come mai, secondo te ?

Gabriella Bagnolesi: Credo che si tratti di una concomitanza di diversi fattori, la Chiesa, il periodo fascista che oscurò totalmente la Massoneria, fino a distruggere importanti documenti storici, gli attacchi gratuiti dei media che si sono ripetuti negli anni. Anche la tradizione di riservatezza della Massoneria che spesso viene (volutamente) scambiata per segretezza...e in fine il fatto che per molti “quello che non si riesce a capire, meglio combatterlo”.


Luca Bagatin: Perché, a tuo parere esistono ancora oggi Obbedienze massoniche - e non solo in Italia - che inibiscono il loro accesso alle donne ? E' vero, come sostengono alcuni esoteristi, che taluni rituali sono stati scritti e predisposti unicamente per essere praticati da persone di genere maschile ?

Gabriella Bagnolesi: Non mi permetto di mettere in discussione la tradizione e le scelte delle Obbedienze che non ammettono le Donne, quello su cui, ovviamente, non concordo è il mancato riconoscimento per la Donna al diritto alla iniziazione. Accetto e condivido la scelta di molte Obbedienze che hanno deciso per percorsi separati fra Uomini e Donne, ma non accetto che, con il pretesto di quanto riportato nelle Costituzioni di Anderson, documento scritto in tempi storici, sociali e politici molto diversi, si possa negare il diritto che ogni essere umano ha all’iniziazione.


Luca Bagatin: Un'Obbedienza tutta al femminile, quella da te magistralmente guidata. Come mai questa scelta ? Voglio dire, qual è la differenza fra l'operare in un'Obbedienza mista ed una unicamente femminile ?

Gabriella Bagnolesi: Io sostengo che Massoni si nasce, alcuni hanno poi la possibilità di entrare in una Obbedienza e proseguire il proprio percorso interiore individuale condividendolo con suoi simili. Io non ho scelto una Obbedienza Femminile, ho incontrato, nel lontano 1978 persone appartenenti ad una Obbedienza Femminile e da qui ho iniziato e proseguito il mio percorso. Se fossi entrata in contatto con Sorelle o Fratelli di una Obbedienza Mista chi sa? La mia lunga esperienza di Massoneria mi porta comunque a credere che sia giusto fare percorsi separati, perché gli uomini hanno già fatto un lungo percorso in Massoneria, le Donne no, non sarebbe giusto che si trovassero a ripercorrere un percorso tracciato da altri. Ma posso affermare che la condivisione è una bellissima esperienza.


Luca Bagatin: Permettimi questa piccola provocazione, ma non si rischia, come avviene nel GOI, di discriminare qualcuno, al contrario, in base al sesso ?

Gabriella Bagnolesi: La nostra Obbedienza non accetta uomini, ma riconosciamo i Fratelli, li riceviamo ai nostri lavori senza nessuna discriminazione di sesso.


Luca Bagatin: Siete un'Obbedienza in crescita nel numero delle iscritte, ma ancora non siete molto visibili all'esterno, nonostante il vostro ottimo sito web. E' una precisa scelta, oppure vi troveremo presto in prima fila, anche nell'organizzazione di convegni pubblici, come fanno le maggiori Obbedienze italiane ?

Gabriella Bagnolesi: In molte occasioni abbiamo organizzato convegni, che magari hanno avuto meno visibilità e risonanza di quelli maschili, ma che hanno avuto comunque un notevole riscontro. Proprio il 13 ottobre scorso abbiamo presentato a Firenze il Centro Studi sulla Massoneria, interamente pensato e voluto dalla nostra Obbedienza, io ne sono la Presidente, la Dottoressa Stefania Pavan la Direttrice Responsabile. Alla presentazione erano presenti le scrittrici Irene Mainguy e la Dottoressa Anna Maria Isastia della Università La Sapienza di Roma. Ci siamo prefisse obiettivi importanti.


Luca Bagatin: Come mai, a tuo parere, la questione delle Donne in Massoneria, in Italia, è sottovalutata al punto che esiste un solo libro che ne parla ?

Gabriella Bagnolesi: Forse perché la storia della Massoneria Femminile è ancora troppo recente, ma stiamo raccogliendo molto materiale e credo che presto potremo avere una altro importante documento sulla storia della Massoneria Femminile in Italia.


Luca Bagatin: Quale a tuo giudizio, il futuro della Massoneria italiana ed in particolare di quella femminile ? Il Grande Oriente d'Italia, unica grande Obbedienza a non volere le donne al suo interno, comprenderà che la strada che sta adottando è piuttosto discriminatoria e poco iniziatica ?

Gabriella Bagnolesi: La Massoneria continuerà il proprio cammino in Italia e nel mondo perché rappresenta una risposta importante alle necessità dell’animo umano, soprattutto in un momento storico come quello attuale nel quale i valori morali non hanno più grande importanza. Io vorrei che fra le grandi Obbedienze presenti in Italia fosse possibile la creazione di una federazione di Obbedienze come già esiste in Francia e il Belgio, ogni Obbedienza libera nella propria specificità, ma con percorsi paralleli e fini comuni. La posizione del GOI dipende da motivazioni storiche e da scelte “politiche” di cui non conosco i meccanismi e non mi permetterei mai di giudicare, credo però che il GOI non potrà, in eterno, mantenere la propria posizione nel non riconoscere alle Donne il diritto alla iniziazione, al dì là del fatto di rimanere Obbedienza maschile. Dovrà riconoscere le Donne, riceverle come Sorelle, cosa che molti Fratelli del GOI già fanno.

Luca Bagatin



18 agosto 2012

Il Gioco dell'Eroe


Cos'è il Gioco dell'Eroe ?
E' un percorso iniziatico, una danza, un viaggio verso l'interno del nostro essere.
E' una forma nuova di meditazione sia attiva che passiva.
Passiva perché agisce mediante il rilassamento, attiva perché attiva (appunto !) i centri energetici del nostro corpo, sia che ne siamo consapevoli immediatamente oppure no.
"Il Gioco dell'Eroe", come scrive il cantautore Franco Battiato nella prefazione all'omonimo libro di Gianluca Magi, "è un grande sasso gettato in un immobile stagno".
L'immobile stagno della nostra quotidianità, vissuta spesso senza consapevolezza, con la passività del non-vivere, bombardati da una miriade di messaggi mediatici e provenienti dall'esterno, per lo più inutili alla nostra evoluzione spirituale e mentale.
"Il Gioco dell'Eroe" è un libro ed un CD editi dalle Edizioni Il Punto d'Incontro e predisposti, appunto, da Gianluca Magi, massimo esperto italiano di religioni e filosofie orientali e docente delle stesse presso l'Università di Urbino (oltre che ricordiamo la sua significativa apparizione nel film "Niente è mai come sembra" dello stesso Franco Battiato, accanto al regista e scrittore Alejandro Jodorowsky, di cui è molto amico).
Il libro è una guida per il lettore, l'aspirante iniziato, il neofita, realizzata sotto forma di dialogo. Un dialogo fra Magi (soprannominato, non a caso, da suo figlio Cristoforo di otto anni "Il Magio") e la giornalista Anna Mazzone.
Una guida verso il cosiddetto "mondo extra-ordinario" che non è lontano da noi, bensì è in noi. Ed il Gioco è propedeutico a metterci in comunicazione con esso.
Noi siamo gli Eroi che intraprendono un viaggio che solo apparentemente è lontano. Ed invece si trova in quello che l'autore chiama il "Santuario Interiore" (il famoso Tempio Interiore dei Liberi Muratori e degli antichi Costruttori di Cattedrali).
Il CD allegato al libro è, infatti, una meditazione giudata dalla voce stessa di Gianluca Magi, la quale, con un suono mistico di sottofondo, conduce la nostra mente alla ricerca della Giuda, ovvero di quell'essere spirituale che dimora in noi, che è sempre con noi, e che può essere richiamato ogni qual volta ne abbiamo necessità, al fine di riceverne risposte utili alla nostra vita. La nostra Guida si trova alla fine di una profonda scala a chiocciola, che gira su sè stessa per sette volte...
Il Gioco dell'Eroe, in realtà, non è nulla di nuovo né di straordinario. Esso attinge agli archetipi teorizzati dallo psicanalista Carl Gustav Jung, al simbolismo che ci circonda e di cui è costellata la nostra Storia più antica. Esso permette semplicemente il risveglio di tali archetipi. Pone un ordine interiore ai simboli e li fa affiorare alla nostra coscienza.
Se praticata con costanza, la meditazione contenuta nel CD è un ottimo esercizio mentale ed il libro-intervista di Gianluca Magi è un ottimo manuale, sia per coloro i quali sono già avezzi di pratiche spirituali, sia per i profani.
Se poi desidererete approfondire il Gioco dell'Eroe, oppure contattare direttamente l'autore, potete accedere al sito www.gianlucamagi.it.
Buon gioco a tutti i lettori.

Luca Bagatin



28 marzo 2011

Opportunità ed inopportunità dei simboli



Ogni simbolo ha un significato primordiale ed insito dentro noi stessi, così come ci ricorda Jung. Purtroppo però, nel corso della Storia taluni, per ignoranza e/o bramosia, hanno deciso di far propri certi simboli e attribuire ad essi altri significati, spesso fuorvianti e deleteri. Non è isolato il caso della croce cristiana, simbolo Egizio (la famosa Ankh o croce ansata) mistificato dall'Imperatore Costantino, autentico fondatore della religione cristiana (Gesù detto Il Cristo fu inchiodato ad una "tau", come in uso al tempo dai Romani e non certo su una croce), ma anche la swastica, simbolo vedico che rappresenta il sole (o, se vogliamo, la Luce, il Divino entro noi stessi, secondo la medesima tradizione), che Hitler trasformò nel simbolo del nazismo.
Personalmente metto in discussione l'utilizzo propagandistico e deleterio di taluni simboli universali, che vengono dati in pasto alle masse così, senza nessun back ground culturale e spirituale alla base. Ogni simbolo ha in sè una valenza molto grande e potente e sono pochi a conoscerne veramente la portata. Ogni simbolo può essere utilizzato a fini buoni come a fini totalmente negativi. Così è stato nei Secoli e così è tutt'ora.
Nella fattispecie parliamo di inopportunità di certi simboli in determinati luoghi. Un crocifisso posto al muro di un locale pubblico ha il medesimo significato della swastica nazista posta in un locale pubblico: l'autorità del simbolo politico-religioso (non nella sua accezione spirituale, ma etica, totalitaria e totalizzante !) su coloro i quali si trovano in quel preciso luogo. Non è un caso che i regimi totalitari abbiano fatto ampio utilizzo di simboli (spesso di origine religiosa-magica-alchemica
). Un simbolo, diversamente, dovrebbe essere interiorizzato. Così come una dottrina, un percorso spirituale. Individuale e mai collettivo, pena la collettivizzazione delle menti. Che è ciò che coloro i quali hanno bramosia di Potere meglio preferirebbero.
Perché mai sono esistite ed esistono scuole esoteriche e società discrete ? Perché esse hanno il compito di far interiorizzare individualmente e NON collettivamente certi antichissimi insegnamenti. Le Chiese, ma anche le ideologie totalitarie, sono il loro esatto opposto: esse mirano alla collettivizzazione ed all'inculcamento dei dogmi, anche per mezzo di simboli.
I simboli, invece, dovrebbero essere celati, nascosti e comprensibili solo agli Iniziati che hanno affrontato un percorso individuale (dalla metaforica discesa agli Inferi sino alla riscoperta della Luce. Dalla morte profana alla rinscita iniziatica).
La laicità, in questo senso, è l'unico strumento per garantire equilibrio e rispetto delle singole individualità. Oltre che rispetto di ogni tradizione e percorso spirituale.
L'individuo "addormentato" ha bisogno di guide. Il "risvegliato" ricerca la luce: dentro di sè.

Luca Bagatin



10 marzo 2011

L'Iniziazione: concetto ed implicazioni


Qual è il fattore di passaggio fra profano e sacro ?
L'Iniziazione.
La parola Iniziazione ha, essenzialmente, un'origine latina che deriva da "inizio agli Antichi Misteri". L'Iniziato, insomma, è colui il quale intraprende un cammino spirituale che lo porterà a penetrare le porte del Sacro.
L'Iniziazione ha, ad ogni modo, anche una sua origine greca di morte e rinascita. L'Iniziato è colui il quale muore alla sua profanità e rinasce in una nuova vita permeata di sacralità.
In tutte le tradizioni del mondo ed in tutte le epoche sono esistiti dei particolari Antichi Misteri ai quali il ricercatore spirituale, il neofita, l'apprendista, si è sempre accostato.
Pensiamo ad esempio ai dionisiaci Misteri di Eleusi dell'Antica Grecia, oppure a quelli dell'Antico Egitto, divisi in Piccoli (quelli di Iside) e Grandi Misteri (quelli di Osiride) ed i loro diversi gradi di iniziazione.
In ogni tradizione, dunque, troviamo anche i cosiddetti "riti di passaggio" a simboleggiare, ad esempio, il passaggio dalla giovinezza all'età adulta.
Persino le grandi Religioni Monoteiste Istituzionalizzate posseggono dei particolari riti di Iniziazione (purtroppo non sempre visti di buon occhio dalle alte gerarchie ecclesiastiche di tali religioni): pensiamo al sufismo nell'Islam, alla cabala nella tradizione Ebraica ed all'esicasmo nel Cristianesimo.
Riti antichissimi che si rifanno all'essenza stessa, al significato più profondo, di tali grandi Tradizioni d'Occidente.
Vediamoli, qui, brevemente.
Il sufismo ha come scopo ultimo quello della liberazione dell'individuo da tutti gli attaccamenti sensoriali e profani per mezzo di pratiche di invocazione e meditazione.
La cabala ha lo scopo di riunire l'individuo al Principio originario, ovvero alla Divinità, per mezzo di lunghi anni di studi e meditazioni.
L'esicasmo - corrente esoterica del Cristianesimo - è un sistema spirituale di carattere contemplativo che pone la perfezione dell'uomo nell'unione con Dio attraverso la preghiera.
Notiamo come tutte queste correnti esoteriche abbiano per comune denominatore lo scopo ultimo della trasformazione dell'individuo. Trasformazione che tenda alla Divinità.
L'Iniziazione, nel senso più classico del termine, ad ogni modo, è una sorta di apprendistato. L'individuo, per mezzo di un particolare percorso, impara a comprendere qualche cosa del suo Sé più profondo e di ciò che lo circonda.
E lo fa per mezzo di riti di passaggio e gradi di perfezionamento della Tradizione alla quale appartiene.
In tal modo, l'individuo, passa dalla originaria condizione profana alla dimensione sacra che gli consentirà di risvegliare la propria coscienza. Di comprendere, ovvero, che esiste una dimensione che và oltre quella meramente sensoriale.
L'individuo diverrà così Iniziato e, metaforicamente, passerà dallo stato di oscurità a quello di Luce.
Vi sono due modi per trasmettere un insegnamento iniziatico: o mediante la trasmissione di un'influenza spirituale, o mediante la trasmissione di un insegnamento spirituale, ovvero legata alla comprensione profonda dei riti e dei simboli.
Inutile ribadire il concetto che l'Iniziazione si poteva e si può trovare in ogni tradizione, epoca o luogo geografico: dalla Grecia all'Egitto; dai Celti alle tribù dell'Africa centrale sino al Tibet e oltre.
L'Iniziazione, ad ogni modo, ha carattere unico ed irreversibile. Nessuno potrà mai cancellarla, in quanto esperienza unica ed irripetibile per ogni singolo Iniziato.
La Tradizione iniziatica più diffusa in Occidente è, senza dubbio, la Massoneria.
In Massoneria il cammino degli Iniziati è quello di diventare uomini liberi. Interiormente prima di tutto e, di conseguenza, esteriormente.
La Massoneria è, essenzialmente, una particolare modalità di perfezionamento basata sul simbolismo del mestiere (quello dei Liberi Muratori, appunto) e dal ricevimento di una particolare "grazia" per mezzo dei riti di perfezionamento.
La Massoneria si basa sulla fratellanza dei suoi membri e sul segreto, inteso ad ogni modo, come incomunicabilità dell'esperienza diretta dell'Iniziazione stessa. Un'emozione interiore, infatti, è per sua intrinseca natura, incomunicabile.
Oramai, anche in Massoneria, stanno decadendo arcaiche regole ed assurdi pregiudizi in fatto di iniziazione femminile e, sempre più Obbedienze (non ultima il Grande Oriente di Francia), stanno iniziando donne.
Aspetto ancora controverso, in Massoneria, è forse quello legato a due scuole di pensiero apparentemente contrapposte: la Massoneria è una scuola di spiritualità o di razionalismo ? I massoni debbono occuparsi solo di spirito o anche di questioni profane ?
E' fuor di dubbio che la Massoneria ha carattere spirituale, ma che ciò non ostacola il fatto di potersi occupare di particolari questioni di rilevanza sociale.
Massoni, in special modo in Francia, si sono esposti in difesa, ad esempio, del diritto al divorzio, all'interruzione volontaria di gravidanza ed all'eutanasia.
L'Iniziazione massonica, come ogni altra Iniziazione, ad ogni modo, avrà pieno valore solo quando sarà interiorizzata da ciascun Iniziato, il quale saprà testimoniare il suo grado e livello per mezzo dell'esempio di rettitudine e virtù nella propria vita quotidiana.

Luca Bagatin



31 maggio 2010

"Maturità": piccole poesie in versi liberi di Luca Bagatin



Notte nella quale rifugiarsi
Notte buia ma sicura
Notte illuminata dalla luna
Oppure no
Notte di lucciole o di lanterne
Notte d'inverno oppur d'inferno
Notte, che questa notte, mi porti via lontano.

Correre liberi quel tanto che ancora si può
Assaporare la giovinezza senza rimanerne legati
Crescere senza credere troppo ad un futuro che ci siamo costruiti
Nella mente.

Salpare con la nave della fantasia
E' forse questa l'ultima magia che ci resta di quando eravamo bambini ?
Correre, giocare, ridere ?
Non tutti i bambini hanno avuto un'infanzia felice
Qualcuno non l'ha nemmeno avuta
Un'infanzia
E sono molti
E sono troppi
Condannati dagli adulti.




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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini