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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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25 luglio 2013

Un'intervista del 2009 cancellata...per colpa delle pornostar ! (mah)




Alcuni giorni fa mi è accaduta una cosa non poco assurda.

Una persona alla quale avevo fatto un'intervista, nel 2009, mi chiede di cancellare la medesima dall'archivio del mio blog e me lo chiede con una strana motivazione, ovvero che, allorquando si digita il suo nome nel motore di ricerca Google, compaiono foto di fantomatiche “pornostar”.

Ora, posto che la cosa non risulta né risultava, le faccio notare che, anche cancellando l'intervista la cosa non sarebbe cambiata. Google associa le immagini con particolari algoritmi e, tutto quanto è stato postato in rete, è comunque irrimovibile o, quantomeno, alcune “tracce” permangono.

Ad ogni modo la richiesta era comunque assurda visto che chissà che cosa viene fuori se ciascuno di noi digitasse il suo nome su Google o su qualsiasi motore di ricerca sul web.

Una volta ricordo che, digitando il mio nome e cognome, su Google, compariva – fra le altre cose (e non c'erano “pornostar” di mezzo !) - un'immaginetta di Palmiro Togliatti. La cosa, per me libertario e antitotalitario, poteva farmi piacere ? Certo che no ! Ma che potevo fare ?

Ma, ad ogni modo, le rispondo a mia volta che l'intervista fatta era molto bella ed informo la persona in questione che era - fra le altre cose - mia intenzione pubblicarla in un mio libro-raccolta di mie interviste a personalità di un certo rilievo, di prossima uscita.

L'avessi mai detto ! L'intervistata mi nega persino questo piccolo “piacere” (che poi sarebbe stata cosa utile anche e soprattutto per lei...).

Cancellare e mai più pubblicare !

Ne traggo un'amara conclusione: codesta persona non vuole accostare il suo nome al mio.

Glielo faccio presente, un tantino offeso e, questa persona, per tutta risposta, mi da del “maleducato di cattivo gusto”. Per inciso vi faccio notare che il mio tono era del tutto educato, solo profondamente deluso e offeso.

Accidenti ! Guarda un po' che cosa ci si ricava a dire la verità e a cogliere in fallo le persone ! E anche ad intervistare persone disinteressatamente, solo perché ritieni che abbiano del talento (cosa che continuerò comunque a fare, beninteso) !

Ad ogni modo avevo già rimosso l'intervista e persino il link al sito web della persona in questione. A quel punto ero e sono io a non voler accostare il suo nome al mio ! E ritengo di avere tutte le ragioni del mondo, che vi ho anche qui sommariamente illustrato.

Che poi, almeno mi avesse spiegato – la persona in questione – il motivo di cotanta riprovevolezza nei miei riguardi. C'entreranno per caso le “pornostar” di cui sopra ? Che poi, ma di quali “pornostar” stiamo parlando ? E che avranno mai fatto, poi, le pornostar a codesta persona che intervistai nel 2009 ? Le avranno tolto visibilità ?

Penso davvero che ci siano persone che non hanno la bontà di andare oltre il proprio naso e la cosa mi stupisce molto se penso che, la persona in questione, pur giovane, è una persona di cultura medio alta.

Ora, comprendo la calura estiva, il fatto che il mondo è pazzo e così i suoi abitanti, ma questo piccolo aneddoto rimarrà scolpito nella mia memoria al punto che ve l'ho persino voluto narrare.

E, purtroppo, una volta di più, mi rende sfiducioso sul presente che stiamo vivendo.


Luca Bagatin (nella foto con Ilona Staller in arte Cicciolina, alla faccia di coloro i quali non conoscono la Storia né la cultura. In tutte le loro forme. E, pertanto, non meritano la mia ri-conoscenza)



21 settembre 2012

"Intervista esclusiva all'attrice Lavinia Guglielman" di Luca Bagatin

Lavinia Guglielman è una giovane attrice italiana.
Romana, figlia della scrittrice toscana Tiziana Marini, sin da piccola inizia a frequentare la Dance School Academy e, ancora bambina, viene notata dalla regista Cristina Comencini e ciò le ha permesso di lavorare nel film "Và dove ti porta il cuore", a fianco di Virna Lisi, tratto dall'omonimo romanzo di Susanna Tamaro.
Da allora ha interpretato numerosi ruoli, in particolare drammatici, come ad esempio il ruolo della figlia di Enzo Tortora, Gaia, nel film di Maurizio Zaccaro "Un uomo perbene" ed è apparsa in numerose fiction per la televisione.
Ha vinto la "Rosa d'Argento della città di Roseto degli Abruzzi" come protagonista del film "Samir"; il premio "Sogno D'Amore" al Gran Galà di San Valentino della Città di Terni per "Distretto di Polizia"; nonché il premio "Cristallo dei corti di Sabaudia 2006" come protagonista del corto "La ninfetta e il maggiordomo" di Luca Verdone.
Seguo Lavinia da molto tempo, come raro esempio di talento italiano in ambito artistico. Inoltre non posso negare che è una cara amica dalla spiccata simpatia ed è anche per questo che ho deciso di proporle quest'intervista, in esclusiva.



Luca Bagatin: Dunque, Lavinia, hai iniziato la tua carriera artistica con la danza. E certamente non presso una scuola qualsiasi. Chi ti ha infuso questa passione ? Come mai sei approdata proprio alla Dance School Academy ?

Lavinia Guglielman: Ricordo perfettamente che fin da piccolissime io e mia sorella Ilaria passavamo intere giornate davanti alla televisione ad imitare in ogni minimo dettaglio i passi di danza delle ballerine dei corpi di ballo e, i miei genitori, vedendo la passione che ci mettevamo, hanno deciso di iscriverci presso questa scuola, dove ho trovato insegnanti favolosi che mi hanno insegnato tecnica e disciplina e hanno radicato ancora di più in me l’amore verso quest’arte meravigliosa .


Luca Bagatin: Il tuo primo ruolo come attrice, peraltro molto commovente (ancora ricordiamo i tuoi tristi occhioni neri), lo interpretasti bambina.
Com'è stato per Lavinia-bambina recitare quel ruolo ?

Lavinia Guglielman: Avevo 9 anni quando ho recitato con Virna Lisi in “Và dove ti porta il cuore” e per me fu una grande opportunità. Recitare è un divertente gioco per i grandi, figuriamoci per i bambini ! Loro si immedesimano con molta più naturalezza e spigliatezza degli adulti. Per me questa è stata 'un’occasione di esprimere, fare, dire, inventare, creare situazioni, il tutto seguita da grandi professionisti che mi hanno coccolato dal primo all’ultimo giorno di set.


Luca Bagatin: Tu di provini, sin da bambina, ne hai fatti parecchi, in effetti...

Lavinia Guglielman: Penso che la vita in generale sia un continuo provino. Come diceva Eduardo “gli esami non finiscono mai”. Sì ,è vero,ho fatto tanti provini. Credo, in realtà,di non averne mai saltato uno. E questo per coerenza e serietà professionale. Il provino è un momento molto importante per un attore, inutile negarlo. Se va bene, può cambiarti la vita, se va male “domani è un altro giorno” e ci sarà una nuova occasione. Io metto in questo aspetto del mio lavoro un po’ di sano ottimismo e mi avvicino ai provini con la massima preparazione.


Luca Bagatin: I ruoli che spesso interpreti sono drammatici ed il tuo sguardo, ad un'attenta osservazione, è in effetti profondo ed a tratti un po' malinconico.
Cosa c'è, nello sguardo di Lavinia Guglielman ?

Lavinia Guglielman: Nello sguardo di tutti c’è il nostro vissuto, i momenti più belli ma anche quelli più delicati della nostra vita, e forse, data la mia forte sensibilità che con il tempo ho cercato di far diventare il mio punto di forza, c’è proprio questo. L’aver vissuto ogni situazione con grande partecipazione emotiva. Quando recito, quelle emozioni diventano lo strumento atraverso il quale affronto un personaggio.


Luca Bagatin: Sei molto giovane, ma hai già un interessante curriculum alle spalle. Pensi di continuare a recitare, oppure hai altri progetti per il futuro ?

Lavinia Guglielman: Sì, sono convinta che è quello che voglio fare. E' ciò che mi fa stare bene e, dato che di vita ce ne è stata data solo una, voglio viverla facendo quello che amo fare.


Luca Bagatin: Una cosa che mi colpì molto di te, chiacchierando in privato, fu che anche tu detesti profondamente gli errori grammaticali (in particolare l'uso scorretto del congiuntivo !) inseriti nelle sceneggiature dei copioni di film e fiction.

Lavinia Guglielman: Fortunatamente sono nata e cresciuta in una famiglia che mi ha insegnato a parlare e scrivere bene, ma mi rendo conto che, per i più svariati motivi, non per tutti è così. Al di là di questo penso che spesso i giovani abbiano una sorta di pigrizia nello scrivere, per cui tendono ad abbreviare con sigle incomprensibili ciò che vogliono dire e ad usare lo stesso tempo per passato, presente e futuro e ciò si riflette anche nel modo di parlare. Detto ciò, quasi sempre i copioni e le sceneggiature riflettono la lingua parlata. Quindi va anche bene che talvolta l’indicativo renda più scorrevole e realistico il discorso rispetto al congiuntivo. Certo, ovviamente tutto questo va contestualizzato e visto nell’ottica del personaggio che si sta esprimendo. Insomma,sono per una lingua vera, parlata, ma mai sgrammaticata! In generale, abbiamo degli ottimi sceneggiatori. Certo, qualche volta ci sono delle incoerenze, delle lacune, a mio avviso, ma non è facile esprimere un giudizio e non mi metto certo in cattedra a fare la maestrina. Tuttavia sono sempre per la qualità e purtroppo talvolta non la percepisco.


Luca Bagatin: Preferisci recitare in teatro, in un film o in una fiction ?

Lavinia Guglielman: Non ho una preferenza particolare. La mia esperienza riguarda di più la telecamera, ma per me recitare è recitare, in qualsiasi forma.


Luca Bagatin: Che cosa ne pensi della televisione di oggi ? E, peraltro, avendo una madre scrittrice, della cultura d'oggi ?

Lavinia Guglielman: La televisione è lo specchio dei tempi. Talvolta ci troviamo a guardare programmi superficiali e di basso livello culturale. Ora, poiché ritengo che fra i compiti della televisione ci sia quello di migliorare il livello culturale dell’ascoltatore medio, sono contraria a certi programmi un po’ stupidi. Però ritengo anche che la tv, proprio perché specchio dei tempi debba offrire una vasta gamma di prodotti al suo pubblico, che è ovviamente eterogeneo. Credo che ognuno debba poter trovare il “suo programma”. E poi non dimentichiamoci che lo spettatore ha un’arma potentissima per neutralizzare le eventuali imbecillità e cioè il telecomando. Comunque devo dire che oggi l’offerta della tv è molto ampia, per cui alla fine qualcosa di buono si trova sempre. La cultura oggi ? Ce n’è di buona e di cattiva. Non si deve mai generalizzare e non è facile dare un giudizio. Però penso che, volendo, senza spendere troppo si possono leggere buoni libri, si può andare al cinema e a teatro. Insomma, anche la tv a suo modo è cultura, i giornali, internet. Insomma voglio dire che ognuno può arricchire cuore e mente in modi diversi, come meglio crede. Io sono per una cultura che salvi la creatività, l’originalità, la fantasia, l’intelligenza, la memoria, sempre con un occhio rivolto all’uomo ed alla società. Non mi piace la cultura che omologa e appiattisce.


Luca Bagatin



16 dicembre 2011

Intervista esclusiva di Luca Bagatin al giornalista d'inchiesta Lanfranco Palazzolo


Lanfranco Palazzolo, romano, classe 1965, è militante repubblicano di lungo corso, nonchè giornalista di Radio Radicale ed autore di numerosi saggi e libri-inchiesta.

Ricordiamo qui il libro su Leonardo Sciascia deputato radicale; i discorsi parlamentari di Marco Pannella; il libro relativo agli scritti ed ai discorsi di Enzo Tortora sulla giustizia giusta; il libro-inchiesta sull'ex Presidente degli Stati Uniti d'America John F. Kennedy e le sue simpatie fasciste; quello sulla Banca Nazionale del Lavoro e “Fumus persecutionis”, che mette a nudo le regalie di assoluzioni ed impunità dei parlamentari durante la XVI legislatura. Tutti editi da Kaos Edizioni.

Oggi Lanfranco ha dato alle stampe “Il compagno Napolitano” (Kaos Edizioni), un dossier sul Capo dello Stato Giorgio Napolitano ed “Allarme Rosso – 5 anni di governo Togliatti”, ovvero una riedizione di un romanzo di fantapolitica degli anni '50. Entrambi con introduzione del politologo Giorgio Galli.

Ma vediamo di approfondire, assieme a Lanfranco, le tematiche relative ai suoi libri e di parlare un po', con lui, di attualità politica.

Luca Bagatin: Sei il primo giornalista che, obiettivamente, ha scritto un libro che racconta dell'imbarazzante passato comunista del Presidente della Repubblica. Com'è nata quest'idea ?

Lanfranco Palazzolo: L’idea non è mia. Alla fine dello scorso luglio, l’editore Kaos mi aveva proposto di fare una ricerca su Napolitano. Invece di fare questa ricerca ho scritto il ‘Compagno Napolitano’. Alla fine di agosto, quando l’editore è tornato dalle vacanze si è ritrovato il libro sul tavolo. Nei mesi di settembre ed ottobre abbiamo curato i particolari del libro. Sapevamo che questa raccolta di interventi non avrebbe aumentato la nostra popolarità. Da parte nostra non c’era nessuna intenzione di toccare la figura del Capo dello Stato, ma solo di mettere i puntini sulle i per far capire agli italiani come si forma un “grande” politico.


Luca Bagatin: Che cosa "svela", di nuovo "Il compagno Napolitano" ?

Lanfranco Palazzolo: “Il libro è utile per le giovani generazioni e per chi si è formato un’idea sbagliata su Giorgio Napolitano. Molti immaginano questo personaggio come un moderato del PCI. Invece, per molti anni non lo fu. Si è creato il mito del comunista moderno e aperto all’Occidente. Invece Napolitano rimase ancorato all’orbita del mondo comunista fino agli sgoccioli chiedendo che non fosse sciolto il Patto di Varsavia, non fosse riunificata la Germania e impedendo il passaggio dei parlamentari comunisti, nell’estate del 1989, nel gruppo parlamentare del socialismo europeo. Il libro è tutto un programma. La serie degli interventi del ‘Compagno Napolitano’ si apre con un durissimo intervento contro la Nato a Napoli. Napolitano è stato il più conformista dei comunisti. Ha fatto carriera politica lavorando, ma anche evitando di guardare in faccia i compagni. Del resto, la sua carriera spiccò il volo all’indomani del discusso intervento a favore dei carri armati sovietici in Ungheria. Napolitano svolse quell’intervento per distruggere Antonio Giolitti con uno scopo ben preciso: farsi strada nel PCI. In quel caso fu bravissimo.


Luca Bagatin: Il tuo spirito intransigentemente anticomunista, oltre che informativo, peraltro, non si è fermato ed hai riesumato addirittura un romanzo di fantapolitica risalente agli anni '50, pubblicato dalla DC per contrapporsi al Fronte socialcomunista...

Lanfranco Palazzolo: Non sono anticomunista. Non mi piacciono le semplificazioni dell’ideologismo. Queste manipolazioni portano solo a perseguire una linea politica di rigido realismo politico. Quando i comunisti vanno al potere diventano come i loro predecessori, anzi peggio di loro. Il governo in carica è lo specchio di questa tattica. Purtroppo si tratta di una logica aberrante. Quando ho deciso di pubblicare ‘5 anni di Governo Togliatti’ l’ho fatto perché pensavo che il comunismo di ieri fosse come quello di oggi. Il fatto stesso che una delegazione del PD si reca ancora sulla tomba di Togliatti è a dir poco illuminante.


Luca Bagatin: Puoi raccontarci qualcosa, in anteprima, di "Allarme Rosso - 5 anni di governo Togliatti" ?

Lanfranco Palazzolo: Il libro riporta alla luce un opuscolo della Dc realizzato durante le elezioni politiche del 1953 per dimostrare cosa sarebbe successo all’Italia se il 18 aprile del 1948 avessero vinto i comunisti. Da repubblicano ho visto la sorte che, nella finzione del racconto fantapolitico, tocca a Randolfo Pacciardi. Il nostro amato leader repubblicano, pur di non essere fucilato dai comunisti, si uccide in carcere. Credo che se lo avessero preso per farlo fuori, Pacciardi avrebbe fatto proprio così per non dare ai comunisti la soddisfazione di impallinarlo.


Luca Bagatin: Kaos Edizioni e Stampa Alternativa. Due case editrici di controcultura con le quali sei riuscito a pubblicare i tuoi saggi...

Lanfranco Palazzolo: Averli pubblicati con queste due case editrici è una fortuna. Non le cambierei mai con una grande casa editrice. La Rizzoli, tanto per non fare nomi, due libri così non me li farebbe fare.


Luca Bagatin: C'è spazio, secondo te, oggi, per la saggistica "scomoda", non convenzionale, o, meglio ancora, lontana dalla cosiddetta "egemonia culturale" della sinistra cattocomunista ?

Lanfranco Palazzolo: No, i cattocomunisti sono troppo potenti.


Luca Bagatin: Sei un repubblicano di lungo corso, già giovanissimo nella Federazione Giovanile Repubblicana. Che cosa ti ha spinto, sin da ragazzo, ad iscriverti al partito di Giuseppe Mazzini ?

Lanfranco Palazzolo: Credevo che ci fosse una sinistra diversa da quella comunista. Con gli anni mi sono reso conto che quel tipo di cultura ha divorato e cannibalizzato i nostri ideali per riutilizzarli nel peggior modo possibile. E’ la storia di Mazzini che sposa Marx. Mi sembra che la storia sia andata diversamente. Purtroppo questa è l’altra faccia del cattocomunismo: mi riferisco al Laico-comunismo.


Luca Bagatin: Che ne pensi, obiettivamente, della politica di oggi?

Lanfranco Palazzolo: Mi sembra che tutti siano schifati della politica. Non sono d’accordo con questo schifo per due ragioni: io ci vivo tutti i giorni e non voglio fare la figura del masochista; negli anni ’70 la gente moriva per la politica. Oggi mi sembra che la politica non produca morte, ma solo disgrazie. Direi che è un passo avanti.


Luca Bagatin: C'è spazio, a tuo parere, per un'alternativa laica e repubblicana ?

Lanfranco Palazzolo: Dovrei dire di sì. Ho l’impressione che molti, soprattutto coloro che non si sono formati con la cultura mazziniana e democratica, abbiano operato una sorta di furto e di saccheggio nei confronti di questo patrimonio. Mi riferisco alla Chiesa, che ha partecipato in pompa magna alle celebrazioni del 150 anniversario della nascita dello Stato Unitario e alle forze di sinistra, le quali hanno sempre disprezzato gli ideali del Risorgimento associandoli al fascismo. Di fronte a questa sorta di trasformismo culturale i veri repubblicani sono rimasti pochi. Dovrebbero avere più coraggio e impedire certe appropriazioni indebite. Tuttavia, devo constatare che sono stati proprio molti di loro ad incoraggiare questa pessima operazione di furto culturale. Il fatto che il PRI sia andato nel centrodestra è stata la conseguenza estrema di questa situazione.


Luca Bagatin (nella foto con Lanfranco Palazzolo)



5 dicembre 2011

Intervista di Luca Bagatin a Marta Pellizzi: ideatrice di ALLforFASHION


Marta Pellizzi è una ragazza di 22 anni come molte altre.
Nata al sud, vive attualmente ad Imola ed è diplomata all'Istituto tecnico per geometri della sua città. Ama essere creativa, realizzare rose di carta crespa, la moda e fare volontariato.
Marta ha però un problema da quattro anni: è ipovedente.
Ciò, purtuttavia, l'ha spronata a darsi da fare proprio nei settori che ama di più: la moda ed il volontariato. E li ha voluti fondere nel progetto ALLforFASHION, ovvero un'iniziativa con lo specifico scopo di integrare al mondo della moda chi è disabile.
Ma cerchiamo di capire, proprio da lei, gli scopi del progetto e qualche cosa di più della sua vita e delle sue ambizioni.

Luca Bagatin: Dunque, Marta, raccontaci qualche cosa in più di te. Ad esempio: come è nata la tua passione per la moda ?

Marta Pellizzi: Fino a qualche anno fa non immaginavo nemmeno lontanamente di avere a che fare con questo mondo, lo sentivo distante da me e non lo percepivo come mio. Poi un giorno, dopo parecchi mesi che entrai nel mondo della disabilità, incominciai ad informarmi su come la moda si interessasse alle persone con un handicap e feci molte ricerche sul tema. Scoprii come il mondo delle passerelle non citava nemmeno chi ha un problema, venni a conoscenza solo di rari casi come concorsi aperti a chi è in sedia a rotelle o casi di sfilate che hanno visto modelle con disabilità come protagoniste. Mi resi conto che c'era bisogno di uno scossone, di qualcosa che potesse attirare l'attenzione. Decisi di seguire un corso di portamento e di informarmi leggendo articoli di moda. Creai quindi questo innovativo progetto che unisce la disabilità al mondo che la esclude. La mia, più che passione, è voglia di rivincita in un ambiente che tende ad escludere le persone apparentemente imperfette. Trovo che non sia giusto escludere una bellezza “diversa”, in fondo la bellezza è un qualcosa di soggettivo, che può avere varie forme ed è per questo che seppur diversa rimane tale.


Luca Bagatin: Non pensi che la moda tenda a massificare gli individui ? A condizionarne troppo le scelte individuali, a partire proprio dal personalissimo gusto nel vestire ?

Marta Pellizzi: La moda tende ad uniformare gli individui, ma non per questo non deve essere seguita. A mio avviso la moda, intesa come sfilate e grandi stilisti, dovrebbe mandare messaggi più vasti che parlano anche di disabilità e cioè dovrebbe avere nuovi orizzonti da varcare ed obiettivi da raggiungere. Se la moda introducesse più modelle e modelli con disabilità, la società verrebbe in qualche modo sensibilizzata e si vedrebbe con meno pena chi ha un handicap. In realtà ciò non viene fatto.


Luca Bagatin: Ad ogni modo, oltre alla moda, hai la passione per la scrittura, per il giornalismo. Puoi parlarcene ?

Marta Pellizzi: Scrivere è una passione a cui non rinuncerei per nulla al mondo. Ho incominciato a scrivere i primi articoli a marzo di quest'anno e poi, vedendo che i pezzi venivano apprezzati, ho continuato. Principalmente mi interesso di argomenti che coinvolgono il tema della disabilità, iniziative socio-culturali e di organizzazioni. Scrivo molto per i quotidiani online, anche se ho ottenuto numerose pubblicazioni su giornali cartacei. Nonostante io non abbia una preparazione specifica ho studiato da autodidatta l'argomento e mi esercito molto con la scrittura e la lettura. Di certo non voglio limitarmi a questo, ma aspiro a diventare una giornalista professionista. Mi iscriverò presto all'Università e intraprenderò la facoltà di lettere e filosofia a Bologna.

Luca Bagatin: Che cosa significa essere ipovedenti ? Quando ti sei resa conto di esserlo diventata ?

Marta Pellizzi: L'ipovedenza non è una malattia, ma è una condizione per cui si ha una ridotta capacità visiva. Io vedo molto poco, inoltre il mio campo visivo è molto, ma molto ridotto. Questa mia condizione è una conseguenza ad un grave problema di salute che mi ha portata a perdere la vista. Mi sono accorta di avere questo grave problema proprio perché avevo perso quasi totalmente la vista. Se non fosse per la perdita della vista non mi sarei mai accorta di quello che avevo e forse non sarei nemmeno qui a parlarne.

Luca Bagatin: Il progetto ALLforFASHION intende dunque includere qualsiasi tipo di disabilità ? Al momento vi sono molte modelle e modelli che ne fanno parte ?

Marta Pellizzi: Il progetto, vorrei specificare, in concreto vuole realizzare una sfilata di alta moda preceduta da sessioni formative di portamento e dalla realizzazione di un book fotografico per i partecipanti. La sfilata è fissata per settembre 2012 e sarà realizzata a Bologna, ci saranno sette modelle e sette modelli, ognuno con diversa disabilità. Per partecipare alla sfilata ed essere quindi scelti per partecipare al corso gratuito di portamento, posare per il book anch'esso gratuito e sfilare, bisogna superare una selezione. Questa selezione, chiamata anche casting, avverrà a gennaio-febbraio ad Imola. Le iscrizioni al casting sono aperte e si chiuderanno a fine dicembre, per cui sono bene accette le candidature di chi fosse interessato. Si possono trovare informazioni sul casting visitando il sito www.allforfahion.it. Le iscrizioni e le richieste di iscrizioni fino ad pervenute sono numerose, anche se noto che le richieste da parte dei maschietti sono in numero minore rispetto a quelle delle ragazze.

Luca Bagatin: Il tuo è sicuramente un progetto ambizioso e che sicuramente necessita di ingenti risorte umane ed economiche. Come intendi farvi fronte ? Sei supportata anche da qualche associazione di volontariato ?

Marta Pellizzi: A questo progetto lavoro da mesi ormai e sono ben consapevole delle risorse che sono necessarie per la realizzazione. Per le risorse umane mi appoggerò alle associazioni che frequento e ciò per avere un supporto nella sfilata e nelle attività che la precedono. Per il resto si, ho sino ad ora raccolto l'appoggio dell'associazione di promozione sociale MapAbility che ha sede a Pavia e che con entusiasmo ha condiviso gli ideali e lo spirito dell'iniziativa. Ho anche dei partner e l'appoggio della nota Accademia di Moda di Napoli che si è resa disponibile per la realizzazione degli abiti da sera da far indossare alla sfilata. Insieme a me c'è anche il direttore artistico Pasquale Esposito che si occuperà della direzione artistica di tutto ciò che riguarda la sfilata. Per le risorse economiche non ho ancora raccolto i fondi necessari, sono infatti da poco alla ricerca di sponsor che possano supportare il progetto e el spese necessarie. Colgo infatti l'occasione per comunicare che si accettano proposte da parte di aziende che vogliano aiutare la realizzazione dell'evento ed invito tutti a visitare il sito dedicato al progetto: www.allforfashion.it. Mi preme ricordare che il progetto non ha finalità lucrative ma ha scopi di sensibilizzazione ed integrazione.


Luca Bagatin



24 ottobre 2011

Intervista di Luca Bagatin all'attrice Valentina D'Agostino, co-protagonista de "La donna che ritorna"


Di acqua sotto i ponti della carriera artistica di Valentina D'Agostino ne è passata davvero tanta !
Palermitana doc, sguardo intrigante, neo sulla guancia destra che la rende inconfondibile ed una certa somiglianza con Brigitte Bardot, Valentina è - a parere di chi scrive - una fra le più brave attrici degli ultimi anni.
Valentina ha la capacità di passare dallo sguardo accattivante ed ingenuo dei suoi ruoli più brillanti e faceti, quasi comici (pensiamo all'Alessia di "Piper" o alla Marcella di "Un passo dal cielo"), a ruoli drammatici, come quello che la vede co-protagonista nella fiction in onda su Rai 1 in questi giorni: "La donna che ritorna", al fianco di Virna Lisi e Fabio Testi.
Amai Valentina D'Agostino sin dalla prima volta che la vidi sullo schermo, due anni fa, e fu allora che decisi di intervistarla per la prima volta.
Oggi eccola qui, a concedermi una nuova intervista.




Luca Bagatin: Da Alessia in "Piper" a Italia in "Raccontami"; da Marcella in "Un passo dal cielo" ad Alice in "La donna che ritorna", com'è cambiata la tua carriera nel corso di questi ultimi due anni?

Valentina D'Agostino: E' cambiata nel senso che oggi sono più attenta nella scelta dei ruoli che mi vengono proposti e contemporaneamente diminuiscono quelle fragilità adolescenziali, quelle insicurezze che non aiutano nel lavoro.


Luca Bagatin: Ricordo che il tuo sogno nel cassetto era quello di interpretare il ruolo teatrale di Beatrice Cenci, nobildonna romana del '500 ed eroina popolare. E' ancora questo il tuo sogno ?

Valentina D'Agostino: Beatrice Cenci è uno dei personaggi storici più interessanti per me da rappresentare. In questo momento politico, Beatrice Cenci, penso preferirebbe l'estradizione a vita dall'Italia !

Luca Bagatin: Le fiction italiane sembrano sempre avere un ottimo successo in termini di pubblico ed ascolti. Qual è il segreto, secondo te ?

Valentina D'Agostino: No, le fiction italiane non hanno nell'ultimo anno, in generale, registrato buoni ascolti. Non credo sia da attribuire al pubblico questo "calo", però. E' un discorso più complesso che credo investa il Paese in tutto. La crisi è economica, è politica, è una crisi di idee, che mina tra l'altro, la cultura, l'arte, lo spettacolo. Poi, se anzichè guardare la cattiva tv, il mancato pubblico leggesse un libro o andasse a teatro, non sarebbe male!


Luca Bagatin: Pensi che in futuro reciterai in nuove fiction o hai altri progetti ?

Valentina D'Agostino: Ho terminato le riprese de “Il giovane Montalbano”, diretto da Gianluca Maria Tavarelli, con il quale avevo girato ne “Le cose che restano”. Con Michele Riondino, per Rai 1 e sono nel cast del nuovo film di Carlo Verdone, “Posti in piedi in paradiso”, prossimamente al cinema.


Luca Bagatin: Sei legatissima a Palermo, tua città natale e quando puoi, se non erro, ci torni spesso. Ti piacerebbe lavorare stabilmente là o preferisci vivere nella Capitale ?

Valentina D'Agostino: Palermo è la casa, Roma l'ufficio. Quando avrò una famiglia forse l'indirizzo sarà uno solo...

Luca Bagatin: Come dicevo nell'incipit, tu hai la capacità di passare da ruoli brillanti a ruoli drammatici, riuscendo, in entrambi i casi, ad emozionare il pubblico. Qual è il tuo segreto ?

Valentina D'Agostino: No, che segreto ! Io amo i ruoli comici perchè puoi essere goffa, buffa, “volgare”, sfacciata, impenitente, sgraziata, un po' buffona, arrogante, petulante, senza che ti prendano per goffa o buffa o petulante. Perché io non sono mica così, è il personaggio che richiede quelle caratteristiche. Ho l'alibi, capito ? Eheheh. I ruoli drammatici sono quelli che mi attraggono perché posso metterci dentro le mie fragilità, tirarle finalmente fuori senza, almeno sul set, aver timore di farlo.

Non perdetevi dunque la terza puntata de "La donna che ritorna" domani sera, 25 ottobre, su Rai 1 alle ore 21.10, in cui vedremo la nostra Valentina in azione !


Luca Bagatin



17 ottobre 2011

Il 18 ed il 19 ottobre "La donna che ritorna", su Rai 1, con la bravissima Valentina d'Agostino



Desidero segnalare, in particolare a tutti gli amanti del genere giallo come noi,  la fiction "La donna che ritorna", con Virna Lisi, che andrà in onda martedì 18 e mercoledì 19 ottobre, su Rai 1, in prima serata.
Nel cast della fiction ci sarà anche Valentina d'Agostino, una cara amica ed una fra le più brave attrici dei nostri tempi che peraltro - non a caso, quando muoveva ancora i primi passi sul piccolo schermo - intervistai due anni fa per questo blog e la cui intervista potere leggere o rileggere al link: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/2009/09/12/intervista_esclusiva_allattric.html
Buona visione !



18 aprile 2009

Parliamo di Europa con le ragazze del Movimento Federalista Europeo di Udine

Articolo-intervista di Luca Bagatin



Chissà chi immagina o chi si ricorda che i primi a parlare di un'Europa unita e federale furono gli eroi del Risorgimento italiano Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.
Il primo mise in piedi anche un'associazione clandestina - giudicata dai monarchici, dai clericali e dagli austriaci “sovversiva” -  ovvero la Giovine Europa (il cui simbolo fu l'Edera), la quale mirava ad un'Europa unita, federata, affratellata e repubblicana. Il secondo, non a caso, parlava delle Nazioni come “sorelle” le quali avrebbero duvuto unirsi per emanciparsi socialmente e combattere la tirannide.
Si dovrà tuttavia aspettare sino agli anni '40 del '900 allorquando dei lucidi sognatori antifascisti di estrazione politico-culturale liberalsocialista e repubblicana, come Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni – nel loro confino di Ventotene – elaboreranno il famoso “Manifesto” che getterà le basi per il Movimento Federalista Europeo.
Il MFE è dunque un'associazione politica indipendente dai partiti che mira – tutt'oggi - ad una piena integrazione politica e federale europea al fine di superare i conflitti fra i singoli Stati e tentare di risolvere, dunque, ogni tipo di crisi economica e sociale.
E così, con le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo alle porte, abbiamo deciso di intervistare tre giovani attiviste del Movimento Federalista Europeo della Sezione di Udine che è  sorta storicamente nel 1943.
Parliamo di Diana Coseano, Segretaria del MFE di Udine, di Greta Facile, Vicesegretaria e della Tesoriera Giulia Tasso. Tre venticinquenni laureate in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso il polo goriziano dell'Università degli studi di Trieste.


Il Direttivo del MFE di Udine. In piedi a partire da sinistra: Giulia Tasso (Tesoriera); Gianfranco Cosatti (Presidente, già Presidente dell'Associazione Mazziniana Italiana sezione friulana "Luciano Bolis"). Sedute: Greta Facile (Vicesegretaria) e Diana Coseano (Segretaria)

Luca Bagatin: Che cosa vi ha spinte, così giovani, ad occuparvi di Europa ?

Giulia Tasso:
Posso parlare della mia esperienza. Sin da ragazzina mi sono interessata d’Europa e degli aspetti pratici che la riguardano: i confini aperti fra i diversi stati nazionali, la moneta comune, la possibilità di spostarsi da un paese all’altro con la sola carta d’identità per studiare, lavorare o anche per turismo. Il fatto di nascere e crescere in una regione come il Friuli Venezia Giulia, ha poi sicuramente facilitato lo sviluppo del mio sentimento di curiosità verso l’Europa, proprio per la sua posizione geografica a stretto contatto con altri Stati europei. E proprio negli ultimi anni con l’ingresso della Slovenia nel Trattato di Schengen e l’arrivo della moneta unica, ho potuto assistere ad una parte di quello che l’Europa fa quotidianamente per i propri cittadini. Cose che spesso vengono date per scontate nonostante i sacrifici fatti per raggiungerle.


Luca Bagatin: Come mai avete scelto di associarvi proprio allo storico Movimento Federalista Europeo ?

Diana Coseano:
Abbiamo iniziato a conoscere il MFE al primo anno d’Università a Gorizia grazie ad un corso sulle Istituzioni europee e poi, nel 2005, grazie al supporto di Gianfranco Cosatti Simon (attuale Presidente del MFE udinese ed ex Presidente dell'Associazione Mazziniana Italiana sezione friulana “Luciano Bolis” n.d.r.), abbiamo rifondato la sezione di Udine da un anno inattiva. Ciò che ci ha spinto verso il MFE è stato senza dubbio il nobile scopo del movimento al di sopra delle fazioni e del “tifo politico” così comune nel nostro Paese. E poi la concretezza di questo ideale e la passione che abbiamo visto in chi, per anni, ha lavorato e lavora nel sogno di vedere un giorno l’Europa unita.


Luca Bagatin
: Perché è importante, secondo voi, giungere alla Federazione degli Stati europei ?

Greta Facile:
Perché la  dimensione nazionale dello Stato ha dimostrato di essere ormai inadeguata non solo per affrontare i grandi problemi contemporanei (crisi economica e finanziaria, problematiche ambientali, terrorismo, criminalità organizzata internazionale, etc) la cui dimensione è mondiale, ma anche per garantire un'effettiva partecipazione dei cittadini alla “cosa pubblica” ed un'efficace programmazione del territorio. Il federalismo consente infatti di organizzare democraticamente i rapporti fra differenti comunità territoriali, dal livello più basso - come quello regionale - a quello  più alto come quello continentale.
Non dimentichiamo inoltre che lo Stato federale non è solo una nuova forma di governo, ma è anche una nuova forma di organizzazione internazionale: la sola in grado di realizzare pienamente la pace, perché sottrae agli Stati il potere di dichiarare guerra, trasformando i rapporti di forza internazionali in rapporti basati sul diritto; il nazionalismo ha invece dimostrato di essere l'ideologia politica che ha condotto l'Europa ed il mondo al tragico epilogo del nazi-fascismo e della guerra totale.


Luca Bagatin
: Siamo faticosamente, dopo anni, giunti all'unità economica dell'Europa.
Pensate sia stato – per così dire – saggio, per i Paesi fondatori, puntare prima all'unità economica e solo poi, all'unità politica dell'Europa ?

Greta Facile:
Pensiamo che a quel tempo (i primi accordi comuni riguardanti la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, risalgono ai primi anni ’50) non si presentavano le condizioni per un'immediata integrazione politica e quindi i Paesi fondatori non ebbero altra alternativa che dare inizio al processo di unificazione attraverso accordi economici e commerciali. Non dimentichiamo, infatti, che sino a pochi anni prima, gli Stati europei, stavano combattendo una guerra fratricida che aveva lasciato grossi traumi nella psiche collettiva delle popolazioni europee. E’ però noto a tutti che i fautori dei primi accordi degli anni ‘50 avevano già chiaro nella loro mente l’obiettivo finale dell’unificazione politica e sociale. Conseguire questo risultato sarà compito della nostra e delle generazioni future.


Luca Bagatin: Attualmente l'Unione Europea ed il suo Parlamento hanno obiettivamente pochi poteri concreti. Una vera Federazione di Stati europei è ancora al di là da venire.
Quali sono, secondo voi, gli strumenti ed i meccanismi che possono essere messi in atto affinché ciò possa avvenire il più rapidamente possibile ?

Diana Coseano:
Oggi non sono moltissimi i poteri concreti dell’Unione Europea, anche se sono maggiori di quello che comunemente si pensa. Questo soprattutto a causa degli Stati nazionali che temono di perdere, oltre che parte della loro sovranità, anche parte della loro identità.
Per giungere ad una forma federale dell’Europa, ad oggi, di certo si deve agire potenziando il ruolo del Parlamento Europeo, magari ripensando all’assetto comunitario attuale e sensibilizzando l’opinione pubblica. Mi soffermo su quest’ultimo punto: la società civile è mediamente poco informata su tutto ciò che riguarda l’Europa. Si lascia pertanto “ingannare” dalla tendenza dei vari governi di prendersi il merito dei risvolti positivi di talune politiche e scaricare la colpa sull’UE quando qualcosa non funziona. Risulta dunque fondamentale - e per noi è un vero e proprio dovere - informare e sensibilizzare circa questi temi.


Luca Bagatin
: In tutto ciò, il MFE, che cosa fa ?

Giulia Tasso:
Il ruolo del Parlamento Europeo - privo di reali poteri decisionali rispetto agli altri organi dell’Unione - è da sempre al centro di accesi dibattiti all'interno del Movimento Federalista Europeo. Il principale obiettivo del MFE è infatti quello di avere, per l’Europa, un Parlamento realmente rappresentativo della volontà dei propri cittadini e che sia in grado di legiferare a livello sovranazionale per attuare una politica da Stati Uniti d’Europa e non frammentaria, ovvero fatta di rivendicazioni nazionali. Ricordo poi che già nel 1943, anno della sua fondazione, il Movimento Federalista Europeo ha sostenuto che non è possibile sostenere la creazione degli Stati Uniti d’Europa senza la partecipazione del popolo.


Luca Bagatin
: Secondo voi l'Italia ha attualmente una politica estera aperta all'Europa ?

Diana Coseano:
E’ importante dire che oggi non è più la politica estera di un Paese ad avere il monopolio delle relazioni con l’Europa. Negli ultimi anni sempre più politiche sono regolamentate e discusse a livello comunitario e diversi soggetti interagiscono direttamente ed abbastanza autonomamente a più livelli con l’Europa. Si pensi ai singoli Ministeri o alle Regioni. Più che parlare di una politica aperta all’Europa, sarebbe il caso di parlare, oggi, di una politica di fatto necessariamente europea sempre facendo attenzione a chi auspica passi indietro.


Luca Bagatin
: Le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo sono imminenti.
Qual è per voi il valore delle elezioni europee di fronte ad un Parlamento che, obiettivamente, è assai poco incisivo nella politica dei singoli Stati europei ?


Giulia Tasso
:
E’ purtroppo innegabile che il Parlamento Europeo svolge un ruolo di secondo piano a livello di politiche generali dell’Unione. Le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo  rispondono comunque al criterio democratico di rappresentanza per ogni singolo cittadino. E’ dunque indispensabile che il valore delle elezioni europee non venga ulteriormente svalutato perché, nonostante lo scarso potere che traspare dalle attività del PE, questo specifico organo è posto a rappresentanza e servizio di ogni singolo cittadino dell'Unione.


Luca Bagatin: Che cosa ne pensate dello sbarramento al 4% introdotto recentemente nella legge elettorale italiana per le Europee ?

Greta Facile:
Osserviamo innanzitutto che l'introduzione di una soglia di sbarramento è presente nella legge elettorale nazionale fin dal 1993 e in leggi elettorali europee di molti Paesi e che spesso, nel passato, un'eccessiva frammentazione della rappresentanza politica aveva costituito un disvalore al pari di una sua eccessiva compressione, sacrificando importanti espressioni del pluralismo politico. Si tratta di una delicata composizione fra esigenze diverse che dovranno necessariamente trovare un accordo che permetta di tutelare gli interessi di tutta la collettività politica.
Ciò che però a noi sta più a cuore è che queste elezioni non si riducano ad essere l’ennesimo teatro di scontro e di polemica tra fazioni politiche nazionali. Noi intendiamo, anzi, lanciare un appello ai candidati alle europee perché si impegnino a presentare ai propri elettori un programma specifico volto alla soluzione delle grandi sfide che l’Europa dovrà affrontare. In questo modo le elezioni diventeranno l’occasione per accorciare la distanza tra partiti europei e cittadini e per superare il divario comunicativo  tra  cittadini e istituzioni europee. Rilanciando così il processo costituente europeo su rinnovate basi democratiche.


Post Scriptum:
Scusate ma, la foto è troppo "giotta" & simpatica......per non essere giocosamente segnalata (le altre componenti del Direttivo mi perdoneranno...spero)

Diana Coseano che si pappa una fetta di torta !!!!
A parer mio una foto davvero ben riuscita.



17 gennaio 2008

La Coscienza Critica (di massa e di classe come l'aborto clandestino) intervista Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti


NOME E COGNOME


Luca: Luca Bagatin
Lucia: Lucia Rehab

ALTEZZA

Luca: 170 cm
Lucia: 163 cm

PESO COROPREO

Luca: 70 kg
Lucia: 49 kg

PESO ETEREO

Luca: elevato. Troppa aria nello stomaco, colpa dell'ansia congenita e di una vita al limite del regolamento dei conti
Lucia: mai stata eterea in vita mia

IL COLORE DEI TUOI CAPELLI E' NATURALE ?

Luca: Sì, mi tinsi di biondo platino il ciuffo solamente nel 2002.
Lucia: no. mi tingo di nero ma in realtà sono biondastra.

PIATTO PREFERITO ?

Luca: Gli gnocchi e tutto ciò che è a base di uova, patate e zucca.
Lucia: trippa. pizza. spaghetti al nero di seppia. gnocchi. caviale.

ULTIMO LIBRO LETTO ?

Luca: "La rivolta blu, contro i miti dello Stato sociale" di Alberto Pasolini Zanelli
Lucia: il giovane torless, di musil

A QUANTI ANNI HAI FATTO L'AMORE PER LA PRIMA VOLTA ?

Luca: Masturbazione compresa, ovviamente ! A 3 anni: correva l'anno 1982. Lui correva mentre la Carrà zompettava.
Lucia: diciannove

CHE RAPPORTO HAI CON L'ALTRO SESSO ?

Luca: Il mio rapporto con le donne è sempre stato come quello fra cane e gatto.
Diciamo che la mia donna ideale è una dura, un po' come Lucia, capace di tenermi testa. E che, negli inevitabili litigi, sia capace di battersi con me in un duello all'ultimo sangue.
Lucia: direi ottimo.

CHE RAPPORTO HAI CON IL SESSO IN GENERALE ?

Luca: Sessuale direi !
Lucia: sessuale.

BERLUSCONI O VELTRONI ?

Luca: Mi stai prendendo per il culo ?
Lucia: una bella fiala di cianuro di potassio

DESTRA O SINISTRA ?

Luca: Centro: laico, liberale e libertario !
Lucia: sinistra, ovvio !

ALTO O BASSO ?

Luca: Così in alto come in basso.
Lucia: alto. Non si discute.

SEI ANDATA/O A VOTARE ALLE ULTIME ELEZIONI ?

Luca: Assolutamente no !
Lucia: sono riusciti a nausearmi

CHE PARTITO HAI VOTATO ALLE ULTIME ELEZIONI ?

Luca: Che sei sorda ?
Lucia:  sono riusciti a farmi vomitare

CHE PARTITO VOTERESTI ?

Luca: Il mio primo amore furono i radicali, poi, iniziai a mal sopportarli: troppo dogmatici e fideistici. Penso che, se lo troverò nella scheda elettorale, voterò per il Partito Repubblicano Italiano: piccolo, simpatico e di lunga tradizione democratica.
Lucia: al momento nessuno. un calcio in culo e a casa tutta 'sta fuffa.

SE TI DICO “GATTO” TU CHE MI RISPONDI ?

Luca: Non dire gatto finché non ce l'hai nel sacco !
Lucia: toxoplasmosi

SE POTESSI CAMBIARE MESTIERE....CHE FARESTI ?

Luca: autore di programmi radiofonici o televisivi. Forse anche regista.
Lucia: non voglio cambiare mestiere. anche se ogni tanto penso che mi piacerebbe fare la bibliotecaria e stare nascosta in mezzo a cumuli di libri in un alone retrò, come in un film di frank capra

SE TU FOSSI CARLA BRUNI, AVRESTI SPOSATO SARKOZY ?

Luca: Non penso. Ho altri gusti sessuali.
Lucia: jamais !

E SE TU FOSSI SARKOZY, CHE FARESTI  ?

Luca: Cercherei di realizzare il mio programma di governo.
Lucia: mi farei carla bruni. anche se a voler proprio essere sinceri non è il mio tipo. a me piaceva la buonanima di anna nicole smith...;)

Preferisci "essere" o "avere" ? E, se "essere", che cosa ? E, se "avere", quanto ?

Luca: L'essere rispetto all'avere è sempre auspicabile. Così come lo è l'essere rispetto all'apparire.
Tutte le persone che cercano d'apparire che conosco ed ho conosciuto sono e sono state incredibilmente vuote, stupide ed ignoranti.
Preferisco essere me stesso: e non è poco, credetemi !
Lucia: sono piuttosto diffidente nei confronti di fromm. diciamo... BERE.

Secondo te: l'abito fa il monaco o ad ogni modo trovi che un monaco senz'abito sia comunque sexy ?

Luca: Dipende dal monaco, ovviamente !
Lucia: diosanto ma le pensi la notte?!?!?! :)

LUCA, CREDI:
a) in un'intelligenza superiore; NON ESISTE NULLA DI SUPERIORE A NOI STESSI, OVVERO ALLA NOSTRA COSCIENZA
b) in una stupidità superiore (alla tua); FORSE, CHISSA'....
c) che di superiore ci sia solo la stupidità (altrui); CI SONO STUPIDI CHE, PROPRIO ATTRAVERSO LA LORO STUPIDITA' RIESCONO A GIUNGERE ALLE POSIZIONI PIU' ELEVATE NELLA VITA. PECCATO (PER LORO) CHE PRIMA O POI IL CONTO ARRIVI PER TUTTI.
d)che siamo tutti intelligenze supiriori (compresi gli assenti); CERTO, OVVIO ! LA NOSTRA COSCIENZA E' DIVINA !

LUCIA, Credi:
> a) in un'intelligenza superiore: no
> b) in una stupidità superiore (alla tua): c'è sempre uno stupido più
 stupido di noi...
> c) che di superiore ci sia solo la stupidità (altrui): prego?
> d) che siamo tutti intelligenze supiriori (compresi gli assenti): assolutamente no !

LUCA, PENSI
a) positivo perché sei viva PENSO POSITIVO, MA SOLO PERCHE' SONO UN TIPO OTTIMISTA
b) negativo perché sei viva ASSOLUTAMENTE NO. IL FATTO DI ESSERE VIVO O MORTO (CLINICAMENTE PARLANDO) E' PER ME DEL TUTTO IRRILEVANTE
c) sieropositivo PER UN PAIO DI CANNE A 19 ANNI ?
d)penso ? Agisco, cazzo ! SIEMPRE !

LUCIA, Pensi:
> a) positivo perché sei viva: no
> b) negativo perché sei viva: abbastanza
> c) sieropositivo: no, per fortuna
> d) penso ? Agisco, cazzo !: non credo che pensiero e azione debbano
 essere necessariamente disgiunti. anzi, penso che sia abbastanza disastroso farlo...

QUAL E' IL TUO FILM E REGISTA PREFERITO ?

Luca: "Elephant Man", ma in generale tutto ciò che ha diretto e curato David Lynch.
Lucia: non do sempre la stessa risposta, sono tanti... in questo momento dico manhattan, di woody allen. o il posto delle fragole, di bergman. oppure dolls, di kitano. oppure brazil, di terry gilliam.

Qual è il romanziere del passato che preferisci di più ? E contemporaneo ?

Luca: Mark Twain. Contemporaneo, un amico: Andrea G. Pinketts
Lucia: come faccio a dirne uno solo? non posso!!! kafka e joyce sono i miei scrittori preferiti. ma adoro anche zola, bradbury, orwell, capote, queneau, poe...tra i viventi mi piace molto Ian McEwan

Che cos'è per te la "cultura" ?

Luca: tutto ciò che ci circonda....e molto altro ancora
Lucia: approfondimento...

Sai dirmi che fine ha fatto Roberta Carrano, ex ragazza di "Non è la Rai" ?

Luca: Magari ! Saperlo è l'obiettivo che mi sono posto per il 2008 !
Lucia: odiavo quel serraglio di merda e non so chi cazzo sia 'sta roberta carrano... ;-)

Per concludere, se la tua Coscienza Critica trovi non sia stata abbastanza critica: fatti una domanda e datti una risposta.

Luca: Più messo a nudo di così.....
Lucia: beviamo qualcosa, ragazza mia? E me lo chiedi pure ?!


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini