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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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14 giugno 2015

"Pensamientos" by Maria José Peon Marquez for Luca Bagatin's blog (Vol. 6)



Dónde se fue nuestro amor, no lo hallé por ninguna parte y es normal,
las cosas que se pierden... no se vuelven a encontrar.

Si me quieres, también debes aceptar mis lágrimas
mis tropiezos y caidas,
y yo te prometo que serán tuyos... todos los besos de mi vida.

Quiero contigo un vals, para que me cuentes tus secretos al oido,
y poder saber que escondes dentro de tus silencios,
déjame suspirarte hasta que me duelas, deslicémonos juntos hasta sumergirnos en la música, intentaré entenderte y que tú comprendas. .. por qué quiero contigo un vals.

Te busqué en mis pensamientos donde solías estar,
en el horizonte y las estrellas, y en el rincón de nuestra luna
donde amábamos soñar,
eres tú la arena blanca y yo las olas del mar,
que abandonan en la orilla su memoria, y recuerdos que se borran. .. para núnca regresar.

No me olvides núnca, para poder encontrarnos. .. por si algún día te olvido yo.

"Pensamientos" by Maria José Peon Marquez for Luca Bagatin's blog (Vol. 5)



12 giugno 2015

"Cuore di Strega". Poesia by Luca Bagatin

Cuore di Strega
(a Giusyrene)


Cuore che pulsa

Cuore fatato

Cuore che vola

Fuori dal mondo malato.

Cuore di Strega

e che mi ha stregato.

Cuor che l'Amore

ha purificato.

Cuor che la notte

dolce essa sia.

Cuore che scriver m'ha fatto

questa poesia.

Cuore che batte,

sento i rintocchi.

Brilla la luce dei verdi

tuoi occhi.

E ora Strega che dirti di più.

Un bacio ti dono,

sono il tuo Belzebù.


(Luca Bagatin)



27 maggio 2015

In Europa (e non solo), è l'ora dei popoli affamati e affratellati !



E' l'ora dei popoli. Dei popoli affamati e affratellati.

E' l'ora dei Podemos e di tutti coloro i quali si battono contro un'Europa nazifascista, oligarchica, capitalista. L'Europa del debito pubblico impagabile.

E' l'ora di Pablo Iglesias, leader dei Podemos spagnoli, che si è da sempre ispirato alla Rivoluzione Bolivariana e democratica di Hugo Chavez e dei leader dell'emancipazione dell'America Latina e che, come vado affermando anch'io nell'ambito del pensatoio “Amore e Libertà” (presto in uscita un mio saggio in merito), sono alla base di una nuova idea di democrazia partecipativa, popolare, socialista libertaria e umanitaria e che sono rappresentati anche dall'ex Presidente dell'Uruguay José “Pepe” Mujica - del quale abbiamo parlato in numerosi articoli - e che proprio in questi giorni sarà in visita a Roma.

E' l'ora, dunque, di mettere da parte le vecchie etichette destra-sinistra; di decretare uno “Stato di felicità permanente”, rispolverando un vecchio slogan degli Indiani Metropolitani; è l'ora di smetterla di credere ai falsi profeti alla Grillo, già stipendiati dalla Rai-Tv; di smetterla di sostenere figure autoritarie come Matteo Renzi o come quel Berlusconi che ripropone una nuova accozzaglia di moderati oppure quegli pseudo-estremisti già lungamente sputtanati come la Meloni e Salvini, che, quando erano al governo, hanno fatto esattamente l'opposto di quanto vanno predicando oggi.

E' l'ora della partecipazione attiva delle intelligenze stanche di subire un'inutile austerità che ingrassa unicamente il sistema capitalista speculativo e finanziario ed i politicanti di turno.

E' l'ora di abolire – di comune accordo – il debito pubblico, come afferma l'intellettuale francese Alain De Benoist, in quanto impagabile anche con misure di austerità che stanno uccidendo letteralmente il cittadino (pensiamo ai numerosi casi di suicidio di piccoli imprenditori o di coloro i quali hanno perduto il posto di lavoro).

E, anche se può sembrare una provocazione, sarebbe l'ora che la BCE diventasse, più che un istituto di credito (di quale credito gode poi ?), un istituto di beneficenza, in grado di regalare danari agli Stati ed ai cittadini che ne hanno bisogno. Che sono tanti e troppi, a differenza dei pochi banchieri e dei pochi politicanti di Bruxelles, Washington, Mosca o Pechino, che si crogiolano da sempre nel loro gioco preferito: il Risiko. Sulla pelle dei lavoratori, dei poveri, degli oppressi costretti a migrare a causa di guerre da loro non volute, non cercate, non certo finanziate. E che si vedono anche sbattere le porte in faccia !

Questa è la Civiltà dell'Amore che sognamo. Una civiltà libera da povertà e oppressione. Una Civiltà contrapposta, dunque, alla società del piacere effimero e dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.


Luca Bagatin



9 maggio 2015

Ci sono due destre in Italia: una capital-fascista (Renzi) e una catto-comunista (Bersani, Vendola e Co.). L'unico partito di sinistra è "Amore e Libertà" !

Ci sono due destre in Italia: una capital-fascista (Renzi) che, con il suo autoritarismo, sta danneggiando la gran parte del popolo e una catto-comunista (Bersani, Vendola & Co.) che per vent'anni, assieme a Berlusconi, ha danneggiato il popolo.


Come scrivevamo in tempi non sospetti, infatti, l'unico partito di sinsitra in Italia, è “Amore e Libertà”.



"Amore e Libertà” è l'unico partito di sinistra oggi in Italia (e, perché no, anche in Europa)
di Luca Bagatin (4 ottobre 2014)


Amore e Libertà” è l'unico partito di sinistra oggi in Italia (e, perché no, anche in Europa)

Eh sì, avete letto bene: "Amore e Libertà" (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it) - che non è un partito nel senso elettoralistico del termine - è l'unico partito di sinistra - pur non essendo di sinistra, ma di centro o, meglio, di estremo centro - in Italia. E, perché no, anche in Europa.

Come abbiamo più e più volte scritto, da lungo tempo i partiti cosiddetti "socialisti" europei hanno rinunciato a difendere la classe lavoratrice ed a porsi dalla parte dei popoli. I vari rappresentanti della "social-Burocrazia" europea hanno infatti preferito accodarsi all'obamismo, ovvero all'asservimento alle Banche Centrali (BCE e FED) ed ai relativi interessi dell'economia, della grande impresa e dello Show Business, oltre che delle guerre contro altri popoli, facendole passare per "lotta al terrorismo" o “interventi umanitari”. Tartassando e penalizzando i cittadini europei, sempre più alle prese con una disoccupazione endemica.

"Amore e Libertà", che, come abbiamo scritto, non è un partito, ma un pensatoio (anti)politico e (contro)culturale, sin dalla sua nascita, nel maggio 2013, si è posto come obiettivo l'ambiziosa ricerca della Civiltà dell'Amore, ovvero la ricerca di un'alternativa non-ideologica all'attuale politica fatta di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

In questo senso, "Amore e Libertà", che ha per simbolo un'eroina dimenticata morta a soli 28 anni per l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto (la Repubblica Romana), ovvero Anita Garibaldi, è schierato all'estremo centro del panorama politico, perché al centro c'è l'individuo. Ed in questo senso non ambisce a presentarsi alle elezioni politiche, bensì a superarne il sistema, tutt'altro che democratico, attraverso un recupero dell'Agorà greca, ove tutti i cittadini possano concorrere alla co-gestione del potere. O, meglio, del non potere.

In questo senso, fra i punti del nostro manifesto d'intenti vi sono i seguenti aspetti:

- socializzazione (a fini autogestionari) delle imprese ex pubbliche o municipalizzate o pubblico/private quali Eni, Telecom Italia, Trenitalia, Rai Tv ecc... ed una conseguente autogestione delle medesime da parte di tutti i cittadini italiani attraverso l'azionariato popolare e la possibilità dei medesimi di partecipare, oltre che agli utili di dette imprese, anche alle decisioni aziendali medesime. Niente più intervento Statale e niente più intervento privato-padronale

Amore e Libertà crede inoltre nella possibilità che le singole intelligenze possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia. In questo senso Amore e Libertà trova interessante il sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni, oppure, proprio come avveniva nell'Antica Grecia, fra i maggiori di 30 anni.

Amore e Libertà si pone, come obiettivo di massima, la fondazione di un'Internazionale dell'Amore, che vada a recuperare gli ideali della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 promossa allora da mazziniani, garibaldini, anarchici e socialisti e vada a sanarne le divisioni storico-politiche.

Amore e Libertà ritiene che anteporre l'economia al sentimento ed all'umanità significhi ancora una volta seguitare a dare credito al sistema monetario internazionale, al sistema politico dei governi e dei parlamenti, al sistema delle tasse e delle imposte che ingrassa solamente il sistema politico (senza garantire alcun effettivo servizio), al sistema della pubblicità e di un mercato delle vacche che ha reso gli individui merci di scambio, invece che persone affratellate, che potrebbero vivere felici del loro lavoro, cooperando, barattando beni e servizi, approfondendo lo studio delle scienze umane, alla ricerca di nuove tecnologie non già da commerciare, bensì da condividere, senza costi per nessuno.

In questo senso possiamo dire di essere un partito nel senso Ottocentesco del termine, come lo furono il Partito d'Azione di Mazzini e Garibaldi e come lo fu il Partito Comunista di Marx ed Engels: gruppi di pressione, pensatoi di attivisti per l'emancipazione sociale e civile.

Ed in questo senso, fra il marasma dell'Italia d'oggi guidata da un leader che va a ledere i diritti civili e sociali dei cittadini e quello dell'Europa guidata dalla Merkel e soggetta alle scelte di Obama, siamo l'unico partito di sinistra oggi presente. Ovvero l'unico partito per l'emancipazione sociale e civile dell'individuo. Che, come tale, merita di essere al centro.



13 aprile 2015

Chávez y Perón, un solo corazón



Discorsi e lotte di Juan Domingo Peron e Hugo Rafael Chávez Frías sull'Unità del Sud America, riprendendo il sogno di Simon Bolivar e José de San Martin di un grande paese Latinoamericano, sovrano, indipendente, emancipato.
Un sogno che nutriva anche il nostro Giuseppe Garibaldi, Eroe che, non a caso, combattè per la libertà dei popoli sudamericani dall'imperialismo e dall'oligarchia.



"De Bolívar a ChávezDe Chávez a Perón! Unidos y organizados"


De Bolívar a Chávez
De Chávez a Perón!
Dos lideres bien nuestros
Un solo corazón!

De Chávez a Peron
de Bolívar al Sol
Los pueblos luchamos
por la Revolución!

De Bolívar a Peron
De Peron a Chavez, mi amor
Pueblos de la Abyayala
Buscan liberación
Liberación, liberación! 
Liberación!!!

Por la segunda independencia, cara al sol
Por el camino de los libres, sin temor!

Unidos, hermanos y organizados
Organizados, organizados!
 Contra el imperialismo! Vamos de la mano!
Vamos de la mano, unidos hermanos!
Unidos, hermanos y organizados

Con la Wiphala levantada de la Abyayala
De nuestros pueblos hermanos originarios
Repararemos la afrenta, de la conquista
De cinco siglos postergados, nunca olvidados!

Defendiendo la madre tierra, nuestra Pachamama
Tan sojuzgada, tan sojuzgada!
Contra la sojización, firmes en la alborada!
Roja alborada, bolivariana!

La mega minería y otros males
De las transnacionales

Patria y pueblo evitaremos
Continúe el saqueo de nuestro suelo
Recursos naturales le llaman, pura ganancia
Pero es nuestra vida y nuestra esperanza

Somos Pueblo Argentino, Descamisado
El subsuelo de la patria sublevado
Si no nos unimos, si no nos juntamos
Nuestra liberación se ve retrasada

En definitiva, somos los movimientos
Rumbo al socialismo y por la paz
Los movimientos de Nuestra América
Los que podremos hacer el sueño realidad

La revolución es cultural o no será nada
Porque hay que cambiar la matriz
De la estructura e ideología
Capitalista y genocida

Educación para la liberación
Creativa y creadora de valor
Ser cultos para ser libres
Como José Martí enseñó

Recuperar y expropiar
Suprimir la lógica del capital
Sobre todo de nuestras mentes
Poder pensar por uno mismo y repensar

Defender y explicar la autonomía de clase
Clase trabajadora oprimida por la burguesa
Democracia directa y participativa
Herramientas del poder popular

(tratto da http://eljuglardelalibertad.blogspot.it/2015/03/de-chavez-peron-de-bolivar-al-sol.html?showComment=1428928689138#c5099514301043682637)





24 febbraio 2015

"Civiltà dell'Amore" VS "società commerciale" by Luca Bagatin

Non accetto offerte commerciali per principio.

Al massimo rapporti di collaborazione reciproca, ove prevalga il piacere di condividere e l'intelligenza reciproca.

Penso che il commercio sia l'esatto contrario rispetto all'Amore. E quando parlo di Amore parlo di un ampio progetto di costruzione della "Civiltà dell'Amore" post-ideologica e post-moderna.

Benchè favorevole alla legalizzazione, per principio sono anche contrario alla prostituzione come forma di mercificazione.

Ciascuno è libero di fare ciò che vuole, ma quando comprendi che le persone non possono essere considerate (s)vendibili, perché soggetti detentori di sentimenti che meritano piuttosto di essere esternati, comprendi che il commercio è una delle pratiche più aberranti ideate dall'essere umano.

La stessa cosa vale per i beni prodotti e consumati e quindi frutto del lavoro delle persone. Meritano rispetto e condivisione, non mercanteggiamento.

Ma quando mai giungeremo a capire davvero che cos'è il rispetto, in questo mondo ?




Ringrazio la modella Maria José Peon Marquez per la compartecipazione
alla nostra fotocomposizione artistico-aforistica



26 gennaio 2015

"Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia". Resoconto della Conferenza di presentazione dei saggi di Luca Bagatin (a cura di StudioStampa.com)



Massoneria ed universo femminile, come conciliarli in un'unica conferenza ?

La Squadra ed il Compasso, simbolo cardine della Massoneria, è un'allegoria che rappresenta, per molti versi, l'unione fra il Cielo – principio maschile rappresentato dal Compasso – che si unisce con il principio femminile rappresentato dalla Squadra, la quale potrebbe allegoricamente rappresentare la Dea Madre Terra, in una perfetta unione d'amore cosmico che, per molti versi rappresenta a sua volta la vera Porta Alchemica che dà la vita, ovvero una Vagina”.

Questa la sintesi d'esordio di Luca Bagatin, blogger, scrittore e relatore della conferenza di presentazione dei suoi saggi dal titolo “Universo Massonico” (Bastogi editrice) e “Ritratti di Donna” (Ipertesto edizioni), dal titolo “Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro: dalla leggenda di Hiram, al mito junghiano della Donna Selvaggia” che si è tenuta lo scorso 25 gennaio presso il Frantoio Al Casone di Vada (Livorno) in una sala gremita ed alla presenza di molte donne e persone di tutte le età.

Grazie all'intuizione di Alessia, che nella dedica al saggio “Ritratti di Donna” definisco Donna Selvaggia doc, sono entrato in contatto con l'universo junghiano legato al mito della Donna Selvaggia. Un mito nel quale ho riscontrato un forte connubio con la leggenda di Hiram, il leggendario costruttore del Tempio di Re Salomone, il quale, nel simbolismo massonico, rappresenta l'aspirante Iniziato”, prosegue così Bagatin.

La Donna Selvaggia è dunque simbolo della cratività, dell'intuito e dell'istinto femminile, ovvero di quelle donne che hanno saputo – attraverso un percorso interiore e per molti versi alchemico – liberarsi dai condizionamenti tipici della cultura patriarcale, maschilista, oppressiva, passando così da uno stato di oscurità per approdare ad uno stato di Luce, di illuminazione interiore. Un po' ciò che accade all'aspirante massone o aspirante Iniaziato, il quale, attaverso dei riti di perfezionamento passa dal suo stato di profano, condizionato dalla cultura (o incultura) dominante, ad uno stato di spiritualità interiore, di illuminazione che squarcia ed allontana l'ignoranza dalla sua psiche e dalla sua anima”.

Luca Bagatin prosegue poi nel raccontare l'origine della Massoneria, la quale deriva dagli Antichi Misteri, dalla gnosi, dagli antichi culti tipici dell'Antica Gracia e dell'Antico Egitto, proseguendo nel raccontare dei “Rex Deus”, le antiche famiglie nobili custodi della gnosi cristiana, i quali appoggieranno i Templari, i quali, a loro volta, entreranno in contatto con la cultura sufi islamica e con le corporazioni di muratori medievali, ovvero i conoscitori della cosiddetta Geometria Sacra, coloro i quali – attraverso le loro conoscenze gnostiche ed influenzati dai “Rex Deus” - costruiranno le cattedrali gotiche, racchiudendo in esse particolari simbolismi iniziatici e mistici.

Bagatin, dopo aver delineato il “viaggio” che egli compie nel raccontare il suo “Universo Massonico”, popolato da inusitate scoperte poco note persino a molti massoni, torna a parlare di universo femminile e di Donne Selvagge, tratteggiando alcune figure cardine del suo “Ritratti di Donna” fra le quali Ilona Staller ed il suo spirito fricchettone, hippie e libertario che la porterà, da pornostar, ad approdare nel Parlamento italiano proponendo leggi attualissime che vanno dalla lotta alla violenza sulle le donne sino all'insegnamento della storia delle religioni nelle scuole pubbliche, in luogo dell'ora di religione cattolica. Bagatin racconterà poi la vicenda della femminista libertaria Roberta Tatafiore, fondatrice, assieme ad altre, del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, con il quale anche Bagatin stesso, giovanissimo, collaborà e che deciderà, alcuni anni fa e per propria convinzione personale, di suicidarsi. E la figura di Debdeashakti, al secolo Debora De Angelis, attivista per le liberà sessuali, per il diritto all'affettività ed alla sessualità per i disabili, artista dell'eros e profonda studiosa di spiritualità ed esoterismo. E poi molte altre figure racchiuse e raccontate, anche attraverso interviste, oltre che articoli, presenti in “Ritratti di Donna: studiose, massone, donne di spettacolo, da Patrizia Tasselli a Metis Di Meo, da Patricia Vezzuli a Francesca Vigni, da Ursula Davis a Valentina D'Agostino e molte altre, rese da Bagatin in modo non mediatico, bensì umano, ovvero alla ricerca del loro lato più “Selvaggio”, istintuale e creativo.

Ritratti di Donna", anche in quanto parla di un universo che ha sempre eccitato – in tutti i sensi – il mio universo interiore, è forse il libro al quale sono più legato”, spiega Bagatin, aggiungendo che il saggio contiene anche alcune poesie e ballate dedicate a donne che ha amato o comunque che ama e che lo hanno ispirato nel corso della sua vita.

Universo Massonico" invece rappresenta la mia passione per la spiritualità, nata sull'onda emotiva della mia identificazione con il Generale Giuseppe Garibaldi che, pochi sanno, oltre ad essere stato un grande condottiero, fu anche un teosofo ed un esoterista, oltre che eminente massone e socialista di ispirazione umanitaria e sansimoniana”.

La Conferenza, ricca anche di moltissimi interventi dal pubblico, ha suscitato notevole curiosità ed interesse.

www.studiostampa.com




Enrico Spinelli, Luca Bagatin, Irene Saccomani, Giancarlo Bertollini



28 novembre 2014

Non sciocchi libri complottisti, ma un libro che parli - con il cuore - di Donne. Al cuore delle Donne e degli Uomini che le amano. Ritratti di Donna (Ipertesto Edizioni)








Per leggere alcuni stralci di "Ritratti di Donna" ed acquistarlo, visita il link:

http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1



10 novembre 2014

Stato dell'arte dei rapporti fra Chiesa cattolica e Massoneria: intervista esclusiva di Luca Bagatin al saggista Guglielmo Adilardi

Guglielmo Adilardi, giornalista, saggista e scrittore veneziano, collaboratore delle maggiori riviste italiane di cultura massonica e risorgimentale, oltre che autore di numerosi saggi sul Risorgimento ed in particolare sul rapporto fra Chiesa cattolica e Massoneria e che ho peraltro citato anche in un mio recente articolo sull'argomento, ha accettato di essere intervistato in esclusiva dal sottoscritto, proprio per approfondire meglio i rapporti spesso altalenanti fra la Chiesa cattolica e Massoneria, in particolare italiana.



Nella foto, secondo da sinistra, Guglielmo Adilardi. Accanto a lui l'attuale Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia Stefano Bisi

Luca Bagatin: Dunque Guglielmo, per i cosiddetti “addetti ai lavori”, ovvero per coloro i quali hanno – negli anni – approfondito i rapporti fra Chiesa e Massoneria, è noto che tu sei uno dei massimi esperti italiani dell'argomento. Quando hai iniziato ad occuparti di tale fenomeno ?

Guglielmo Adilardi: Direi l’8 marzo 1976 al mio ingresso nella Libera Muratoria. Una laurea in Diritto Ecclesiastico, ma ancor più un’educazione “di tipo ottocentesco” presso il collegio delle Scuole Pie fiorentine dirette dagli Scolopi, con don. Ernesto Balducci, prima, e successivamente presso il Collegio alla Querce retto dai Barnabiti, hanno stimolato in me l’approfondimento di questa secolare lotta fra la Chiesa cattolica e la massoneria.


Luca Bagatin: Il primo e forse anche unico uomo di Chiesa ad aprire i rapporti con la Massoneria italiana fu Padre Rosario Esposito, negli Anni '60 e che tu hai anche avuto modo di conoscere personalmente. Che cosa puoi dirci di lui ?

Guglielmo Adilardi: Don Rosario F. Esposito lo conobbi personalmente nel 1989, quando pubblicai dopo anni di studio Un ‘antica condanna. Le origini di un conflitto tra Chiesa Cattolica e Massoneria ( Bastogi ED. 1989), in cui per la prima volta riportavo alla luce la storia del primo martire massone: Tommaso Crudeli. Per l’occasione organizzai a Prato un convegno con il Centro per la Storia della Massoneria di Roma, diretto da Aldo A. Mola, in coincidenza anche del ventennale dell’incontro di Savona fra don Esposito ed il Gran maestro Giordano Gamberini (1969).

Don Rosario Esposito fu l’artefice non soltanto dell’apertura di un dialogo fra le due Istituzioni, cosa che per allora sembrava un ‘eresia per ambedue le parti, ma fu anche pioniere, insieme a Carlo Francovich e Aldo A. Mola, nel far prendere coscienza ai cattedratici di materie storiche della connessione fra la Massoneria e la società civile in tutti i tempi, fino allora quasi pressoché trascurata. Questi tre storici aprirono un filone di studi che diede in seguito molti succedanei.
Esposito, oltre ad essere stato uno studioso serio della materia – consideriamo anche la scarsità dei documenti che allora si potevano rinvenire - fino al punto di ritrattare coraggiosamente le sue prime tesi avverse sulla massoneria del 1956 (La massoneria e l’Italia dal 1800 ai nostri giorni. Ed. Paoline) nelle successive edizioni, per giungere a scrivere il saggio: Le Grandi concordanze tra Chiesa cattolica e Massoneria (Nardini ED. 1987Ed.) e La riconciliazione tra la Chiesa e la Massoneria ( Ed. Longo, 1979).

In don Esposito vi erano due direttive che lo spingevano ad approfondire tale argomento: la ricerca della verità epurata dai pregiudizi secolari e lo spirito missionario tipico della sua formazione di sacerdote paolino. Per il resto era un uomo molto coraggioso e aperto alla società in divenire, molto critico con alcuni suoi correligionari con cui combatteva la sua battaglia che era poi in definitiva la nostra, cioè tendente a togliere le maschere che denigravano ingiustamente la massoneria fuorviandone gli studi seri sulla stessa. Di ciò abbonda il mio archivio, geloso custode delle Sue corrispondenze, alcune delle quali, dopo la sua dipartita nelle Valli Celesti, pubblicate nei miei saggi sull’argomento.

Al di là della facile retorica per me fu un maestro di vita oltre che un esempio di studioso da imitare. Questo il suo insegnamento che ho fatto mio fin dal principio: “Guglielmo ricordati di non fare lo spazzino della storia”, volendo significare di andare a trovare anche il bene (il bello, la verità platonica) ove questa vi fosse, senza tesi preconcette od ideologiche.

Comunque non dobbiamo dimenticare che don Esposito non fu solo nel perseguire la conoscenza dei fatti sulla materia, in quanto ebbe a suo fianco don Giovanni Caprile (S.J.) scrittore de “La Civiltà Cattolica” e don Vincenzo Miano, segretario generale del Segretariato per i non credenti, più altri che riservatamente ne condividevano gli studi seri sulla materia e le iniziative pacificatorie, uno per tutti José Ferrer Benimeli (S.J.), docente emerito presso l’Università di Saragozza, direttore per circa un ventennio di un Istituto di Storia massonica, il primo in Europa di matrice Universitaria.


Luca Bagatin: Il primo Gran Maestro della Massoneria italiana, parimenti, a cercare un dialogo con la Chiesa cattolica è stato il già Vescovo Giordano Gamberini. Che cosa puoi dirci di lui ?

Guglielmo Adilardi: Giordano Gamberini, fu Vescovo di una Chiesa gnostica, della quale ho rintracciato con qualche incertezza e non poche difficoltà l’origine. Un’ ampia notizia si trova nella nota 192 pag. 275 del mio saggio: Chiesa Cattolica e Massoneria: antiche lotte nuovi orizzonti. (Bastogi, 2009) che è una continuazione, venti anni dopo, di Un’antica condanna… . E’ una Chiesa che discende da Jean Bricaud con deviazione verso Gerard Encausse “Papus”, fino alla sua chiusura dopo la fucilazione il 22 marzo 1944 del patriarca Costantin Chevillon ad opera dei nazisti nella Francia occupata. Alla liberazione la Chiesa gnostica, ebbe vari patriarchi; ne raccolse l’eredità Robert Ambelain con la sua Chiesa Gnostica Apostolica, di cui Gamberini ne divenne vescovo. Quindi una matrice, se vogliamo, Martinista – Martinezista. Questo percorso mistico-religioso fece di Gamberini un cultore delle discipline teologiche cristiane tanto da partecipare alla composizione della “Bibbia concordata” (Edizioni Mondadori) quale traduttore ed esegeta del Vangelo di Giovanni, quello che i massoni dovrebbero ben conoscere essendo obbligatoriamente sempre aperto durante i lavori di Loggia ordinari. In tale Bibbia concordata egli vi figura con la doppia appartenza, sia come Vescovo sia come Gran Maestro del GOI. Ricordiamo, per chi non ne fosse a conoscenza, che tale libro collettaneo fu voluto e partecipato sopratutto dalla Chiesa cattolica; addirittura la prima edizione fu pubblicata dalle Edizioni Paoline e, nonostante il successo, mai più ristampata; per fortuna ora la si trova nei Meridiani Mondadori; con buona pace del Fratello dott. Lucio Lupi (Segretario della Camera dei Deputati) con due lauree (Lettere e Filosofia), anticlericale d’antan, pessimo massonologo a giudizio de “La Civiltà Cattolica” che commentava, alla nomina di Gamberini quale Gran Maestro, che costui avesse soltanto un semplice diplomino chimico conseguito in Svizzera: “ausiliario preparatore di laboratorio”.

Un Gran Maestro che rimarrà nella Storia anche per questi suoi studi, nonostante il processo massonico subito per opera dei vertici del GOI una volta che ne era andato in sonno, non avendo condiviso che nei Landmarks il Grande Architetto dell’Universo fosse fatto retrocedere da Verità Rivelata, come testimonia da secoli la Sacra Bibbia in Loggia, a semplice simbolo. Un processo massonico che ricorda tristemente il processo a papa Formoso, nel quale la Chiesa cattolica volle riesumare il cadavere per un’esemplare giudizio e condanna.
Ma Gamberini fu anche molto altro dal giorno in cui nel 1945 andò incontro alle truppe di liberazione alleate con il suo semplice grembiulino di stoffa da maestro Libero Muratore. Attivo nella vita politica come nella sociale attende ancora una biografia esaustiva sull’uomo, sul religioso, sul politico, sul massone. Qualche traccia si può trovare nel mio saggio: La massoneria di Lino Salvini (Ed. Pontecorboli, 2012).


Luca Bagatin: Nell'estate del 2013, in Francia, un sacerdote – Padre Pascal Vesin – ha dichiarato di appartenere alla Massoneria del Grande Oriente di Francia e si è detto desideroso di incontrare Papa Francesco al punto da aver percorso a piedi chilometri e chilometri per giungere sino a Roma. Personalmente ne fui talmente favorevolmente impressionato che gli dedicai un articolo. Tu che ne pensi del suo gesto ? In particolare, pensi che un gesto come il suo possa essere stato utile a far comprendere alle alte gerarchie ecclesiastiche che, di fatto, i valori propugnati dai massoni sono, di fatto, i medesimi di quelli propugnati dai cattolici, oltre che, ovviamente, da tutti i cristiani ?

Guglielmo Adilardi: Certamente il gesto eclatante, di poco successivo alla nomina di papa Francesco, ha destato l’attenzione non soltanto del mondo massonico. E’ stato un gesto alla Mazzini, i cui fallimenti ripetuti, le battaglie perse, avrebbero avvicinato la vittoria finale. Comunque quel gesto del Fratello Pascal Vesin, ora segregato in un convento francese per i consueti “rigorosi esercizi spirituali” riparatori ha segnato un punto a favore della Libera Muratoria, in quanto se la Chiesa cattolica considerasse ancora nemica la massoneria avrebbe dovuto, anche per il codice canonico del 1983, comminargli “l’interdetto” cioè la scomunica o sospenderlo a divinis , al contrario è stato soltanto rimosso dall’incarico e privato della congrua perché iniziato in una Loggia del Grande Oriente di Francia.

Similmente a ciò che accade ai Fratelli che si recano a confessarsi; non c’è sacerdote che ne impedisca la Comunione, previa qualche penitenziale, nonostante gli avvertimenti espressi da Ratzinger nel 1983 che vietava di ricevere la Comunione.


Luca Bagatin: L'attuale Papa dei cattolici Francesco si è espresso una sola volta sulla Massoneria, paragonando i massoni ad una lobby. Qual è lo stato dell'arte, per così dire, dei rapporti (se ci sono) fra la Chiesa di Papa Francesco e le maggiori Obbedienze massoniche italiane ?

Guglielmo Adilardi: Papa Francesco da fonti assai a Lui vicine deve confrontarsi con problemi giganteschi sia all’interno della Chiesa sia all’esterno (principalmente le persecuzioni dei cristiani e la scristianizzazione dell’Europa). La Libera Muratoria non è all’ordine del giorno, ma i rapporti con i sacerdoti di base ed i massoni sono ottimi e collaborativi su più fronti sociali.

La Chiesa cattolica ufficiale nei secoli ha avuto rapporti più vicini alla Libera Muratoria quando la stessa era un’entità sociale forte e determinante nella società. Senza entrare nella Storia del Settecento e nell’Ottocento, in cui la presenza degli ecclesiastici nelle logge era ben rappresentata, nello stesso Novecento, prima della vicenda P2, la Chiesa cattolica si dimostrò aperturista. Viene da riflettere come nella Storia la Chiesa cattolica ha dovuto fare i conti con chi “conta”, scusate il gioco di parole. Ad oggi perché dovrebbe riconsiderare la massoneria ? Ricordiamo che è sempre stata la Libera Muratoria a cercare la Chiesa cattolica, mai il contrario.
Pertanto alla Massoneria giova andare ancora a ricercare il dialogo con essa per due motivi. Il primo dei quali riguarda il cattomassone che vive questa esclusione con disagio (ripetiamo: è fatto divieto di ricevere la comunione almeno ufficialmente) non trovando nell’appartenenza alla massoneria alcun elemento che logicamente lo connoti quale “peccatore grave”. Il secondo punto riguarda più in generale tutta l’Istituzione massonica senza distinzione di appartenenze e cioè la diuturna diffamazione a mezzo media di alcune frange cattoliche che influenzano i fedeli, facendogli credere che i massoni siano gli adoratori di bafometto di taxiliana memoria e cose simili. In internet ve ne sono a schiere di tali aggregazioni cattoliche, più o meno aggressive. Tutto ciò getta una luce sinistra sulla massoneria in una nazione, ricordiamolo, è di base strutturalmente ed ipocriticamente cattolica.


Luca Bagatin: Oggi e ormai da parecchi decenni è la Gran Loggia d'Italia degli ALAM, più che il Grande Oriente d'Italia, ad avere un rapporto più morbido e conciliante con la Chiesa cattolica. Ricordiamo peraltro che lo stesso Padre Rosario Esposito fu iniziato – pochi anni prima della sua morte - alla Massoneria della Gran Loggia d'Italia, dall'allora Gran Maestro Luigi Danesin. Come è spiegabile, a tuo parere, questa cosa ?

Guglielmo Adilardi: Nel dopoguerra il dialogo con la Chiesa cattolica fu richiesto da varie componenti massoniche che avevano dimostrato anche con affermazioni scritte dei loro dirigenti la volontà di dialogo e pacificazione. Tutte le Obbedienze che richiedevano dei colloqui furono ascoltate ma “… I contatti principali – anzi esclusivi, a livello di gruppo – si ebbero con il Grande Oriente d’Italia (Palazzo Giustiniani ); ma quando esponenti di altre famiglie massoniche chiesero un incontro, sempre a livello individuale, questo non fu negato, anche se in pratica si rivelarono come casi sporadici ed isolati, senza seguito sistematico…( da Massoneria e Chiesa cattolica, ieri, oggi e domani. J.A. Ferrer Benimeli- Giovanni Caprile. Ed. Paoline)”. In pratica fu la determinazione di Giordano Gamberini e la continuità di Lino Salvini che crearono i presupposti di affidabilità per il dialogo.

Padre Esposito per dimostrare la sua autenticità e credibilità nella compatibilità fra massone e cattolico diverse volte aveva chiesto di essere iniziato, lo propose anche al sottoscritto in occasione della visita al Tempio di Prato e alla presenza di alcuni Fratelli (1989). Memore di tale atteggiamento e consapevole che alcuni Fratelli gli avevano chiesto più volte, per verificare l’attendibilità della sua tesi, perché non si facesse Fratello, egli con tale gesto, reputo, abbia voluto dare una testimonianza di veridicità e di amore fraterno col farsi uguale fra gli uguali. Fu così che il 2 dicembre 2006 don Esposito volle dimostrare con un gesto generoso presso gli ALAM che tutto ciò che aveva sostenuto in parole ed opere, circa la compatibilità fra massone e cattolico, era autenticamente veritiero. Il 23 novembre 2007 transitò per le Valli Celesti accolto dal Grande Architetto dell’Universo che è il Dio dei cattolici e parimenti il Dio dei Liberi Muratori, come attesta la Bibbia aperta al Vangelo di Giovanni.
 

Luca Bagatin



22 agosto 2014

Eros e Thanatos



Il rapporto fra Eros e Thanatos è forte e imprescindibile. Quando l'Amore fisico raggiunge l'apice, allora ti rendi conto che non sei lontano dal morire e che la morte non è così brutta come viene dipinta dalla cultura dominante. Purtuttavia, per avere una buona morte occorre aver avuto una buona vita. Una vita zeppa di desideri e priva d'Amore ti condurrà in uno stato di illusione tale da non comprendere nemmeno la sacralità della tua morte. E rimarrai, per sempre, un non-morto, ovvero il fantasma di te stesso.

Luca Bagatin




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