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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 dicembre 2015

Feliz Navidad ! (próspero Año Nuevo chavista y libertario y felicidad !)





23 dicembre 2015

Chi era davvero Licio Gelli: intervista di Romana Allegra Monti a Luca Bagatin del 23 dicembre 2015 (tratta da Civico20News - www.bdtorino.eu)



Nelle foto: Romana Allegra Monti e Luca Bagatin

L'articolo è tratto dal link: http://www.bdtorino.eu/sito/articolo.php?id=18427

Sulla figura di Licio Gelli scomparsa di recente (il 15 dicembre), sono state dette molte cose, ma corrispondevano tutte al vero? Possibile che quest’uomo detenesse nelle sue mani l’intricata matassa del potere decisionale in Italia? Civico20news ha chiesto allo studioso di massoneria Luca Bagatin, di spiegarci chi era davvero quest’uomo, la sua storia e il reale peso politico e sociale che ha avuto nel nostro paese.

 

Se dovesse spiegare chi era davvero Licio Gelli a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare quali sono le cose fondamentali che gli direbbe?

Innanzitutto, per inquadrare il personaggio Gelli, ritengo sarebbe utile dire due parole su che cosa fu la Loggia Propaganda nr. 2, volgarmente definita P2 che, per la precisione, è esistita ben prima che Gelli entrasse in Massoneria.

Sin dalla sua fondazione, nel 1877, quando ancora si chiamava Loggia Propaganda, l'allora Gran Maestro Giuseppe Mazzoni, stabilì che essa dovesse avere scopi eminentemente politici e fu con questa impronta che, il successivo Gran Maestro Adriano Lemmi, la rafforzò.

Allora, il Grande Oriente d'Italia, era considerato una sorta di "partito dello Stato" a rafforzamento degli ideali risorgimentali e patriottici. La Loggia Propaganda, proprio per il suo essere "loggia coperta" (ma non segreta!), fu utilizzata proprio all'assolvimento pieno di tale funzione.

Fu così che nella Loggia Propaganda entrarono: Agostino Bertani, Giosue Carducci, Ernesto Nathan, Aurelio Saffi, Menotti Garibaldi, Giuseppe Zanardelli e molti altri: fossero repubblicani-mazziniani o liberali-monarchici, ovvero la "crème" della politica dell'epoca.

Dopo la caduta del fascismo, allorquando fu ricostruita la Massoneria in Italia, con la riedificazione delle Logge, la Propaganda fu denominata Loggia Propaganda 2. Fu ricostituita e rafforzata dal Gran Maestro Giordano Gamberini e, successivamente, con il Gran Maestro Lino Salvini, fu affidata a Licio Gelli.

Lo scopo della Loggia Propaganda, ovvero della Propaganda 2, nel dopoguerra, doveva essere semplicemente quello di rafforzare il centrismo al governo, ovvero impedire ai comunisti ed alle forze eversive di destra e di sinistra, di prendere il potere in qualsiasi modo.

Non a caso i suoi aderenti erano tutti di orientamento politico liberale, socialista, repubblicano, socialdemocratico e cattolico liberale.

Quanto a Licio Gelli, egli ebbe umili origini, il padre era mugnaio e di fede anarchica e la madre casalinga. Non riuscì a terminare gli studi ragionieristici in quanto, dopo aver contestato un insegnante, fu espulso da tutte le scuole del Regno e, per raggiungere il fratello, partì per la Spagna ove combattè nella guerra civile a fianco dei franchisti, assieme al fratello. Tornato in Italia divenne Capo del Fascio di Pistoia.

Gelli fu sempre dichiaratamente fascista, ma non va dimenticato che salvò da morte certa 62 prigionieri fra ebrei e partigiani, evitando così la loro deportazione nei campi di sterminio in Germania e ciò gli vantò un attestato da parte del Comitato di Liberazione Nazionale di Pistoia e gli consentì, a guerra finita, di rifarsi una vita. Prima come commerciante di prodotti di cancelleria e via via, negli anni '50, nell'ambito della Permaflex ove divenne direttore dello stabilimento di Frosinone.

Si fece iniziare alla Massoneria negli anni '60 con il preciso obiettivo di rendere la Massoneria un organismo in grado di risolvere le controversie internazionali e nazionali.

Cosa può dirci su Gelli e la P2 e quale tipo di rapporti ebbe secondo lei, con alcuni componenti quali Berlusconi, Rizzoli, Costanzo?

 

A parte i nomi per così dire “mediatici”, nel mio saggio ho parlato della vicenda del Generale in pensione Umberto Granati, oggi ottantaseienne, che fu un iscritto alla P2 e che è anche un mio caro amico. Una vicenda della quale parlò solo il Corriere di Siena trent'anni fa ed oggi ne parla solo il sottoscritto.

L'allora Colonnello Umberto Granati fu il primo che, allo scoccare del presunto "scandalo P2", nel maggio 1981, dichiarò di essere affiliato a tale Loggia massonica del Grande Oriente d'Italia.

Dov'era lo scandalo ? Lo volle sapere lo stesso Col. Granati, il quale non solo informò i suoi superiori della sua appartenenza alla P2, ma persino i Carabinieri.

Fu un fesso? No, semplicemente un uomo onesto, un Servitore dello Stato, che si rifiutava di dichiarare il falso.

Tutto questo e molto altro è raccontato dallo stesso Umberto Granati nel suo libro: "28 anni dopo: diario di un Piduista", edito dalla casa editrice indipendente Ipertesto Edizioni e recensito unicamente dal sottoscritto.

Granati era animato da ideali massonici, spirituali e filosofici e si iscrisse alla P2 e dunque alla Massoneria. Non ne poteva trarre vantaggi per il semplice fatto che, nel 1977, data della sua iscrizione, aveva una carriera già ben avviata che si sarebbe conclusa comunque con una promozione pochi anni dopo.

Che cosa ne ricavò, invece? Nulla, solo guai personali e giudiziari che lo porteranno, come i pochi suoi Fratelli che avevano dichiarato l'appartenenza alla P2  all'emarginazione. Per quanto nessuno gli abbia mai attribuito alcun reato.

Infatti anche lei sa bene che i componenti della P2 sono stati tutti assolti dall'accusa di cospirazionismo ai danni dello Stato con sentenze definitive del '94 e del '96.  

Il 28 settembre 2003 sul sito Repubblica.it appare un'intervista a Licio Gelli durante la quale egli afferma che «Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa. Tutto nel piano di Rinascita, che preveggenza, è finita proprio come dicevo io», i suoi studi confermano o smentiscono le sopra citate dichiarazioni?

Licio Gelli elaborò, alla metà degli Anni '70, il famoso Piano Di Rinascita Democratica. Un elenco di propositi, ovvero di suggerimenti politici, che sottopose alle istituzioni politiche dell'epoca. Tutt'altro che un piano eversivo, insomma.

E ciò si evince anche dai contenuti del Piano, fra cui spiccano i seguenti punti: l'autonomia del sindacato dal potere politico; la riforma elettorale presidenziale; l'abrogazione dell'immunità parlamentare; la separazione delle carriere dei magistrati e la spoliticizzazione della magistratura; la riduzione ad una Camera dei Deputati sino all'abolizione dei ministeri e degli enti inutili quali le Province; l'introduzione di pene severissime per i reati di corruzione perpetrati da politici, funzionari e pubblici ufficiali; la privatizzazione del carrozzone Rai-Tv. Riforme che, peraltro, erano contenute anche e soprattutto nel programma politico del Partito Radicale di Marco Pannella, se ben osserva. Riforme di cui trent'anni dopo si è parlato (ma i primi furono i Radicali, anche con appositi referendum), ma, invero, non possiamo dire siano state attuate se non male e/o solo in parte o per mero calcolo politico.

Gelli, semplicemente, elaborò un piano di rinnovamento politico necessario ad un'Italia burocratica e clientelare. Evidentemente la cosa dava fastidio a quelle forze politiche che traevano e traggono da sempre linfa dal clientelismo e dalla burocrazia.

Lei s’inserisce tra quelli che sostennero che Licio Gelli fosse parte della CIA come molti fecero?

Molti sostennero anche che fosse un agente del KGB. Altri sostennero addirittura che fosse un alieno venuto da Marte per colonizzarci.

Penso che in questo Paese chi ha umili origini e non ha raggiunto il massimo livello degli studi sia da sempre disprezzato, calunniato e osteggiato. Specie se, attraverso la sua intelligenza, riesce a diventare una persona rispettata da persone, per così dire, “potenti”. L'Italia dovrebbe liberarsi da certo servilismo. Comprendere che siamo tutti uguali: poveri o ricchi, laureati o analfabeti.

Mi ha fatto riflettere fra l'altro il fatto che, al funerale di Licio Gelli, ci fossero solo persone comuni, nessun ricco o potente. Peccato che la grande stampa non abbia dato rilievo a questo importante particolare.

Una considerazione interessante. A suo avviso che influenza ha avuto sull'Italia l’innegabile amicizia che legò Gelli e Peron?

Juan Domingo Peron è e fu il miglior Presidente che l'Argentina abbia mai avuto al punto che, ancora oggi, il partito peronista (Frente para la Victoria) riceve numerosissimi consensi e al governo – nonostante la sconfitta alle ultime elezioni politiche - ha ottenuto importanti risultati nella lotta contro la speculazione finanziaria, l'esclusione sociale e l'analfabetismo.

Licio Gelli fu amico e collaboratore di Peron negli ultimi anni della sua vita, quando era già anziano e malato, ma, ad ogni modo, fu anche grazie agli ottimi rapporti di Gelli con la Massoneria argentina, da sempre progressista e rivoluzionaria, che nel 1973 - dopo diciotto anni di dittatura militare antiperonista - fu eletto il Presidente peronista Hector Campora ed il Presidente Peron potè tornare, in quell'anno, in patria, dopo diciotto anni di esilio a Madrid. Morirà poco dopo, aprendo le porte a una nuova dittatura militare e antiperonista che durò purtroppo sino al 1983.

Peron, peraltro di origine italiana, ebbe sempre un ottimo rapporto con l'Italia al di là dell'amicizia con Gelli. Pensiamo solo al fatto che numerosi italiani emigrarono in Argentina ed al viaggio di Evita Peron in Italia nel 1947, che permise all'Argentina di rinsaldare i rapporti con il nostro Paese.



19 dicembre 2015

E' l'ora dei popoli affamati dalla globalizzazione e dal capitalismo

Lo diciamo e lo scriviamo da tempo, da molto tempo: è l'ora dei popoli. Dei popoli affamati e affratellati.

Qualsiasi sia stato l'esito elettorale, è l'ora dei Podemos e di Marine Le Pen e di tutti coloro i quali si battono contro un'Europa oligarchica, globalista e capitalista. L'Europa del debito pubblico impagabile.

E' l'ora di Pablo Iglesias, leader dei Podemos spagnoli, che si è da sempre ispirato alla Rivoluzione Bolivariana e democratica di Hugo Chavez e dei leader dell'emancipazione dell'America Latina e che, come vado affermando anch'io nell'ambito del pensatoio “Amore e Libertà” (in merito al quale ho scritto un recente saggio, con prefazione di Antonio Tiberio Dobrynia), sono alla base di una nuova idea di democrazia: partecipativa, nazionale, popolare, socialista libertaria e umanitaria.

E' l'ora, dunque, di mettere da parte le vecchie etichette destra-sinistra; di decretare uno “Stato di felicità permanente”, rispolverando un vecchio slogan degli Indiani Metropolitani; è l'ora di smetterla di credere ai falsi profeti alla Grillo, già stipendiati dalla Rai-Tv; di smetterla di sostenere figure autoritarie come Matteo Renzi o come quel Berlusconi che ripropone una nuova accozzaglia di moderati oppure quegli pseudo-estremisti che già hanno mal governato questo Paese come la Meloni e Salvini e che, peraltro, quando erano al governo, hanno fatto esattamente l'opposto di quanto vanno predicando oggi.

E' l'ora della partecipazione attiva delle intelligenze stanche di subire un'inutile austerità che ingrassa unicamente il sistema capitalista speculativo e finanziario ed i politicanti di turno.

E' l'ora di abolire – di comune accordo – il debito pubblico, come afferma l'intellettuale francese Alain De Benoist, in quanto impagabile anche con misure di austerità che stanno uccidendo letteralmente il cittadino. Pensiamo ai numerosi casi di suicidio di piccoli imprenditori o di coloro i quali hanno perduto il posto di lavoro.

E, anche se può sembrare una provocazione, sarebbe l'ora che la BCE diventasse, più che un istituto di credito (di quale credito gode poi ?), un istituto di beneficenza, in grado di regalare danari agli Stati ed ai cittadini che ne hanno bisogno. Che sono tanti e troppi, a differenza dei pochi banchieri e dei pochi politicanti di Bruxelles, Washington, Mosca o Pechino, che si crogiolano da sempre nel loro gioco preferito: il Risiko. Sulla pelle dei lavoratori, dei poveri, degli oppressi costretti a migrare a causa di guerre da loro non volute, non cercate, non certo finanziate.

Questa è la Civiltà dell'Amore che sogniamo. Una civiltà libera da povertà e oppressione. Una Civiltà contrapposta, dunque, alla società del piacere effimero e dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

Una Civiltà che vada oltre la destra e la sinistra e che sappia coniugare la laicità con la spiritualità. Spiritualità che, lo ricordiamo, non ha nulla a che vedere con qualsivoglia dogma religioso che da secoli opprime le menti ed è spesso all'origine di violenza e di prevaricazione.


Luca Bagatin



26 novembre 2015

Sui conflitti, sulla democrazia, sulla religione, sulla libertà, sull'economia. Riflessioni di Luca Bagatin

Democrazia è governo di popolo.
Non governo della maggioranza.


Non credo in nessuna religione.
Per questo credo in Dio.


I conflitti, ogni tipo di conflitto, nascono dalla nefasta propensione umana dell'invadere la sfera altrui. E ciò può avvenire in molti modi: giudicando il prossimo, facendogli violenza nelle innumerevoli forme possibili (da quella verbale a quella fisica), disturbando o interessandosi agli affari altrui, rompendo le cose altrui (sia metaforicamente che fisicamente) ecc...
Chi si fa gli affari propri campa cent'anni.
Chi non se li fa, finisce per creare situazioni di conflitto e spesso non campa a lungo o, quantomeno, ci auguriamo che ciò non accada.
Una società che voglia evitare i conflitti deve imparare a non essere una società di rompicoglioni (nelle più varie forme possibili).


(Troppa) libertà (di scelta) è schiavitù.


Penso che l'unica lotta efficace alla disoccupazione si trasformarla in tempo libero. E che ci guadagno ? Tempo libero. E come vivo ? Con il baratto. E cosa baratto ? Ciò che non serve a te, ma serve ad altri. E viceversa.


L'Italia è il Paese delle infarstrutture inutili e dannose (vedi TAV e probabile ponte di Messina). Da decenni osservo anche la realizzazione di inutili rotonde stradali e quant'altro...e poi i Comuni italiani, le Province e le Regioni sono sempre lì a battare cassa e a lamentarsi !
I danari pubblici andrebbero usati per una cosa sola: fare stare bene i cittadini, non i politici e le aziende appaltatrici !




30 ottobre 2015

"Desiderio": poesia di Luca Bagatin a Maria José Peon Marquez

"Desiderio"

poesia di Luca Bagatin a Maria José


Le mie mani fra i tuoi capelli.

La tua mano sulla mia.

La mia bocca fra le tue labbra.

La tua bocca sulla mia.

I miei occhi si perdono nei tuoi.

I tuoi occhi nei miei.

Le lenzuola avvolgono le tue gambe lisce,

che le mie mani accarezzano,

dolcemente

ma senza pudore.

Desiderio è il tuo nome, Maria.

E il mio è Amore.



"Deseo"

poesía de Luca Bagatin a Maria José


Mis manos en su pelo.
Su mano sobre mi.
Mi boca entre tus labios.
Su boca en la mía.
Mis ojos se pierden en su.
Tus ojos en los míos.
Ropa de cama envolver las piernas lisas,
que mis manos acarician,
suavemente
pero sin vergüenza.
Deseo es tu nombre, María.
El mío es Amor.



25 ottobre 2015

Viva il Peronismo Kirchnerista ! Viva Daniel Scioli per un'Argentina ancora più giusta ! HASTA el Frente para la Victoria SIEMPRE !








3 giugno 2015

"Natura Selvaggia": riflessioni e aforismi by Luca Bagatin


Un corpo nudo non ha mai nulla di offensivo. Un politico che becca voti e danari per fare leggi contrarie alla volontà popolare, invece, è profondamente offensivo e scandaloso.
La "forza del popolo" non risiede nel delegare le decisioni a gente che becca voti solo perché ha danari per permetterseli e/o è sponsorizzata dal partito tale o talaltro.
La "forza del popolo" risiede nella capacità di autogestirsi e autogovernarsi.
Grillo, Berlusconi e Renzi sono tutti e tre della stessa pasta: avanzi di un avanspettacolo senza più spettatori.

Sono per l'Amore sempre e ovunque. Senza rompimenti di palle o leggi che ne impediscano l'espletamento.
Sono per le libertà individuali prima del rispetto delle (eventuali) leggi.
Per questo sono libertario e conservatore. Dei sentimenti e dei valori umani.

Perché amo la Donna Selvaggia ? Perché vorrei sposarmi con una Donna Selvaggia e farei fatica a stare lontano da Lei ? Perché è Lei che, attraversando i secoli, si immerge nel labirinto della Vita. Immersa nella Natura della sua Anima e della sua Psiche più profonda.



2 aprile 2015

La necessità di rilanciare la scuola pubblica, il ruolo degli insegnanti e la formazione


L'immagine è tratta dalla locandina del film-documentario (di cui si parla nell'articolo) "Educazione affettiva"

Ho sempre pensato che la professione di insegnante sia, in assoluto, la professione più nobile e degna che possa esistere.

La formazione, molto più della mera e spesso mediata informazione, è lo strumento di base attraverso il quale un bambino può non solo e non tanto approcciare al mondo adulto, ma raggiungere la piena maturità esistenziale, che gli permetterà di avere tutti gli strumenti – formativi, appunto – per poter essere l'uomo o la donna del domani.

E' veramente triste, invece, assistere da decenni – con il contributo dei Governi e degli Stati, sempre più asserviti alle logiche dei mercati – ad una vera e propria privatizzazione della scuola pubblica – e, dunque, della formazione. Una privatizzazione finalizzata a trasformare gli studenti in nuove generazioni di consumatori/lavoratori passivi e schiavizzati da un sistema che li sta privando, sempre più, di autentiche basi culturali, emotive, affettive e, dunque, formative.

Uno Stato civile e democratico, che ha a cuore il benessere delle persone, non può permettersi di tagliare i bilanci delle scuole. E non può permettersi di far entrare sponsor o privati nelle medesime, che è ciò che, nei fatti, avviene da decenni, inseguendo il modello statunitense che, peraltro, produce da sempre generazioni di somari.

Mi ha fatto molto piacere, dunque, essere stato invitato ieri – presso l'Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati – alla proiezione ufficiale del film-documentario “Educazione affettiva”, di Federico Bondi e Clemente Bicocchi, prodotto dalla Ardaco, una casa di produzione indipendente (www.educazioneaffettiva.com).

Molte le insegnenti e gli studenti presenti ed anche qualche politico ha fatto capolino.

Interessante e leggero il documentario, realizzato dai bambini della quinta elementare della Scuola-Città Pestalozzi di Firenze e dai loro insegnanti, Matteo e Paolo.

Il film-documentario racconta alcuni momenti della vita scolastica della classe, l'ultima gita, le lezioni di educazione affettiva per imparare a rapportarsi con l'altro ed infine i consigli che i maestri danno agli allievi, nel difficile passaggio che accompagna i bambini verso l'adolescenza.

E' un film, a parer mio, che nella sua semplicità aiuta a riflettere sul ruolo centrale dell'insegnante, sin dalle scuole elementari. Ruolo spesso non compreso sia dai genitori dei ragazzi, che dalla classe politica italiana che, forse, non ha nemmeno le basi formative per comprenderlo.

Ruolo spesso marginale o marginalizzato. Così come ritenuta marginale o marginalizzata è l'educazione affettiva ed anche quella sessuale che – salvo una proposta di legge dell'On. Ilona Staller negli Anni '80 ed oggi dell'On. Valentina Vezzali (che presto intervisteremo) – è ritenuta tabù nelle scuole italiane.

Fa piacere che, ogni tanto, anche la politica getti uno sguardo su tali tematiche.

Farebbe ancor più piacere che si invertisse la rotta, ovvero che si iniziasse a fare spallucce di fronte ai tanti vincoli di bilancio e, dunque, si investisse di più nella scuola pubblica, nella formazione degli insegnanti, nella stabilizzazione di tutti i precari (senza costringerli a pagare fior fior di quattrini per abilitarsi !), nell'istituzione di corsi di educazione affettiva e sessuale sin dalle scuole elementari !

Sarebbe una bella utopia, ma un'utopia lucida e concreta, sulla quale sarà opportuno iniziare a ragionare e sulla quale sarebbe urgente attivarsi.


Luca Bagatin



18 marzo 2015

"Il cuore della donna che amo": aforisma by Luca Bagatin

Una cosa che eviterò di fare è smettere di ascoltare il cuore delle persone. Soprattutto quello delle donne. E soprattutto quello delle donne (o della donna) che amo.
(Luca Bagatin)



8 marzo 2015

L'unico Partito Repubblicano mazziniano in Italia è "Amore e Libertà"

E' UNA CERTEZZA ORMAI !

L'unico Partito Repubblicano mazziniano, in Italia, è "Amore e Libertà"

ELETTA SEGRETARIA AD INTERIM
LA "MEMORIA DI ANITA GARIBALDI"




UN'EROINA BRASILIANA MORTA A SOLI 28 ANNI, COMBATTENDO
PER DIFENDERE l'UNICA VERA REPUBBLICA
CHE L'ITALIA ABBIA MAI CONOSCIUTO:
LA REPUBBLICA ROMANA (1849)


AMORE E LIBERTA'
PER LA CIVILTA' DELL'AMORE
www.amoreeliberta.altervista.org

www.amoreeliberta.blogspot.it

A questo link - tratto da Radio Radicale - fra gli altri l'intervento di Luca Bagatin - Presidente di "Amore e Libertà" - al 47esimo Congresso di ciò che rimane del vecchio Partito Repubblicano Italiano:

http://www.radioradicale.it/scheda/435418



Marco Pannella e Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini