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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 ottobre 2015

"Desiderio": poesia di Luca Bagatin a Maria José Peon Marquez

"Desiderio"

poesia di Luca Bagatin a Maria José


Le mie mani fra i tuoi capelli.

La tua mano sulla mia.

La mia bocca fra le tue labbra.

La tua bocca sulla mia.

I miei occhi si perdono nei tuoi.

I tuoi occhi nei miei.

Le lenzuola avvolgono le tue gambe lisce,

che le mie mani accarezzano,

dolcemente

ma senza pudore.

Desiderio è il tuo nome, Maria.

E il mio è Amore.



"Deseo"

poesía de Luca Bagatin a Maria José


Mis manos en su pelo.
Su mano sobre mi.
Mi boca entre tus labios.
Su boca en la mía.
Mis ojos se pierden en su.
Tus ojos en los míos.
Ropa de cama envolver las piernas lisas,
que mis manos acarician,
suavemente
pero sin vergüenza.
Deseo es tu nombre, María.
El mío es Amor.



24 maggio 2015

Elezioni Amministrative: la necessità del non voto e di una sua rappresentanza popolare

Le elezioni Amministrative sono imminenti e, in assenza di serie rappresentanze popolari, ovvero in presenza di forze politiche oligarchiche ed autoreferenziali, è molto probabile che, ancora una volta a prevalere sarà un sano e auspicabile astensionismo.

Astensionismo che, come dicevamo l'autunno scorso a proposito delle Amministrative di Emilia Romagna e Calabria, meriterebbe un'adeguata rappresentanza cittadina, anziché politico-oligarchica-clientelare-mediatica.

In quale modo ? Attraverso il modello rappresentativo dell'Agorà dell'Antica Grecia, ovvero che preveda l'attribuzione dei seggi dei non votanti a tutti i cittadini aventi diritto al voto, estraendoli a sorte.

Bisognerebbe, in sostanza, far sì che le singole intelligenze delle persone, dei cittadini, possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia (Grecia ben diversa da quella attuale).
In questo senso, infatti, nell'ambito del pensatoio “Amore e Libertà” (
www.amoreeliberta.altervista.org - www.amoreeliberta.blogspot.it) ci battiamo da tempo per un sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni.

Per la prima volta si permetterebbe così, dunque, alle singole intelligenze, di avere un posto all'interno del Parlamento, dei Consigli Regionali e Comunali. E dunque di costituire, via via, una base per una prima assunzione di responsabilità politica e civile da parte della cittadinanza attiva.
E tutto ciò al di là del solito imbroglio partitico-mediatico-elettorale che, di fatto, rappresenta una vera e propria "delega in bianco" che i cittadini, ormai a larghissima maggioranza, hanno dimostrato e stanno dimostrando di non volere più.


Luca Bagatin



9 maggio 2015

Ci sono due destre in Italia: una capital-fascista (Renzi) e una catto-comunista (Bersani, Vendola e Co.). L'unico partito di sinistra è "Amore e Libertà" !

Ci sono due destre in Italia: una capital-fascista (Renzi) che, con il suo autoritarismo, sta danneggiando la gran parte del popolo e una catto-comunista (Bersani, Vendola & Co.) che per vent'anni, assieme a Berlusconi, ha danneggiato il popolo.


Come scrivevamo in tempi non sospetti, infatti, l'unico partito di sinsitra in Italia, è “Amore e Libertà”.



"Amore e Libertà” è l'unico partito di sinistra oggi in Italia (e, perché no, anche in Europa)
di Luca Bagatin (4 ottobre 2014)


Amore e Libertà” è l'unico partito di sinistra oggi in Italia (e, perché no, anche in Europa)

Eh sì, avete letto bene: "Amore e Libertà" (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it) - che non è un partito nel senso elettoralistico del termine - è l'unico partito di sinistra - pur non essendo di sinistra, ma di centro o, meglio, di estremo centro - in Italia. E, perché no, anche in Europa.

Come abbiamo più e più volte scritto, da lungo tempo i partiti cosiddetti "socialisti" europei hanno rinunciato a difendere la classe lavoratrice ed a porsi dalla parte dei popoli. I vari rappresentanti della "social-Burocrazia" europea hanno infatti preferito accodarsi all'obamismo, ovvero all'asservimento alle Banche Centrali (BCE e FED) ed ai relativi interessi dell'economia, della grande impresa e dello Show Business, oltre che delle guerre contro altri popoli, facendole passare per "lotta al terrorismo" o “interventi umanitari”. Tartassando e penalizzando i cittadini europei, sempre più alle prese con una disoccupazione endemica.

"Amore e Libertà", che, come abbiamo scritto, non è un partito, ma un pensatoio (anti)politico e (contro)culturale, sin dalla sua nascita, nel maggio 2013, si è posto come obiettivo l'ambiziosa ricerca della Civiltà dell'Amore, ovvero la ricerca di un'alternativa non-ideologica all'attuale politica fatta di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

In questo senso, "Amore e Libertà", che ha per simbolo un'eroina dimenticata morta a soli 28 anni per l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai conosciuto (la Repubblica Romana), ovvero Anita Garibaldi, è schierato all'estremo centro del panorama politico, perché al centro c'è l'individuo. Ed in questo senso non ambisce a presentarsi alle elezioni politiche, bensì a superarne il sistema, tutt'altro che democratico, attraverso un recupero dell'Agorà greca, ove tutti i cittadini possano concorrere alla co-gestione del potere. O, meglio, del non potere.

In questo senso, fra i punti del nostro manifesto d'intenti vi sono i seguenti aspetti:

- socializzazione (a fini autogestionari) delle imprese ex pubbliche o municipalizzate o pubblico/private quali Eni, Telecom Italia, Trenitalia, Rai Tv ecc... ed una conseguente autogestione delle medesime da parte di tutti i cittadini italiani attraverso l'azionariato popolare e la possibilità dei medesimi di partecipare, oltre che agli utili di dette imprese, anche alle decisioni aziendali medesime. Niente più intervento Statale e niente più intervento privato-padronale

Amore e Libertà crede inoltre nella possibilità che le singole intelligenze possano parlarsi, confrontarsi, approfondire, autogestirsi, attraverso il buonsenso tipico delle Agorà dell'Antica Grecia. In questo senso Amore e Libertà trova interessante il sistema elettivo tipico di quel periodo, ovvero la nascita di assemblee popolari estratte a sorte, fra tutti i cittadini compresi fra i 18 ed i 65 anni, oppure, proprio come avveniva nell'Antica Grecia, fra i maggiori di 30 anni.

Amore e Libertà si pone, come obiettivo di massima, la fondazione di un'Internazionale dell'Amore, che vada a recuperare gli ideali della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864 promossa allora da mazziniani, garibaldini, anarchici e socialisti e vada a sanarne le divisioni storico-politiche.

Amore e Libertà ritiene che anteporre l'economia al sentimento ed all'umanità significhi ancora una volta seguitare a dare credito al sistema monetario internazionale, al sistema politico dei governi e dei parlamenti, al sistema delle tasse e delle imposte che ingrassa solamente il sistema politico (senza garantire alcun effettivo servizio), al sistema della pubblicità e di un mercato delle vacche che ha reso gli individui merci di scambio, invece che persone affratellate, che potrebbero vivere felici del loro lavoro, cooperando, barattando beni e servizi, approfondendo lo studio delle scienze umane, alla ricerca di nuove tecnologie non già da commerciare, bensì da condividere, senza costi per nessuno.

In questo senso possiamo dire di essere un partito nel senso Ottocentesco del termine, come lo furono il Partito d'Azione di Mazzini e Garibaldi e come lo fu il Partito Comunista di Marx ed Engels: gruppi di pressione, pensatoi di attivisti per l'emancipazione sociale e civile.

Ed in questo senso, fra il marasma dell'Italia d'oggi guidata da un leader che va a ledere i diritti civili e sociali dei cittadini e quello dell'Europa guidata dalla Merkel e soggetta alle scelte di Obama, siamo l'unico partito di sinistra oggi presente. Ovvero l'unico partito per l'emancipazione sociale e civile dell'individuo. Che, come tale, merita di essere al centro.



5 maggio 2015

Che l'Italicum sarebbe stato un Italicus e che la Ministra Giannini era una macellaia ve lo dicemmo già in tempi non sospetti...



Che l'Italicum -  la nuova legge elettorale incostituzionale che questo povero Paese si appresta ad introdurre - sarebbe stato un Italicus, ovvero l'ennesima legge stragista di democrazia, con i suoi sbarramenti ed i suoi capilista bloccati, ve lo dicemmo già un anno fa in un articolo che potete leggere (o rileggere) a questo link:

http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/2014/03/13/quando_la_politica_fa_strage_d.html

Che la Ministra dell'Istruzione Stefania Giannini era una macellaia...sociale ve lo facemmo notare in un articolo apparso anche sul quotidiano nazionale "L'Opinione" alla metà di settembre 2014 e che potete trovare a questo link:

http://www.opinione.it/politica/2014/09/17/bagatin_politica-17-09.aspx

Che dire dunque ?
Che ci auguriamo presto un nuovo 25 Aprile che ci liberi da questo Nuovo Fascismo strisciante tanto nel nostro Paese quanto nel resto dell'Europa merkeliana, draghiana e affamatrice di Popoli !



3 maggio 2015

Gli scontri di Milano e le manifestazioni violente rafforzano da sempre il Potere. L'alternativa è voltare le spalle al Sistema

E' chiaro che non sono teppistelli, ma terroristi. E' grave che a chiamarli “teppistelli” sia il Capo del Governo, che, come solitamente fa, tende a minimizzare un atto gravissimo. Atto gravissimo che, peraltro, rafforza il Potere ed il Governo in carica. E tutti i governi repressivi.

Come nella Genova del G8 2001, anche questa volta è andato in onda un vero e proprio atto di guerriglia che, anziché danneggiare i Potenti, ha danneggiato la povera gente, la quale dovrebbe essere risarcita dagli stessi terroristi arrestati e dalle loro famiglie, siano residenti anche nella Papua Nuova Guinea !

Danneggiare abitazioni, automobili private, piccoli negozi, oltre ad essere un atto di terrorismo (e come tale andrebbe considerato e sanzionato), è un atto che con la lotta alla globalizzazione ed al sistema economico, non ha davvero nulla a che vedere. Anzi.

E' un danno alla cittadinanza (e cittadini sono anche i poliziotti, con stipendi da fame, come già ci ricordò Pier Paolo Pasolini), a persone inermi già tartassate dagli Stati e dai Governi e già sfruttate dal capitalismo, al punto che fa pensare che i black bloc, oltre che degli scalmanati, siano anche dei provocatori prodotti dal sistema globalista.

Noi, che siamo cresciuti a pane raffermo e controcultura, preferiamo ricordare un militante controculturale e libertario puro, uno che ha subito e affrontato spesso le angherie del governo statunitense (al punto da essere costretto ad andare in clandestinità alla fine degli Anni '70 e a doversi sottoporre a plastica facciale), che ha combattuto il sistema solamente con la goliardia e la nonviolenza: Abbie Hoffman.

Abbie Hoffman fu, fra le altre cose, il leader del partito degli Yippie e protagonista di tutte le battaglie contro la guerra nel Vietnam negli Anni '60 e '70 e di una lotta serrata al sistema capitalistico al punto che goliardicamente, nel 1967, si mise a gettare biglietti da un dollaro sugli scambisti della Borsa di New York e organizzò numerosissime manifestazioni provocatorie e nonviolente contro il Sistema (come proporre la candidatura alle elezioni politiche di un maiale chiamato Pigasus o facendo marciare 50.000 persone attorno al Pentagono con il proposito di far lievitare l'edificio in aria).

Abbie Hoffman fu la persona che, assieme a Timothy Leary (che Nixon definì “l'uomo più pericoloso d'America”), diede più filo da torcere ai governi statunitensi ed al Sistema politico-economico di qualsiasi altro. Ed il tutto attraverso l'uso del cosiddetto “teatro di strada”, della nonviolenza, della goliardia, dell'irrisione, della de-mediaticizzazione del Sistema.

Questo i ragazzi ed i ragazzini di oggi nemmeno lo sanno. A loro basta trasformarsi in terroristi, far parlare di sé in televisione, postare video idioti nei cosiddetti “social” (che di sociale non hanno proprio nulla e sono stati ideati – non a caso - dall'ennesimo ragazzino in cerca di fama e soldi !) e fottere la povera gente, dando così una mano al Sistema politico-economico imperante.

Se volete fare la rivoluzione davvero, allora fatela contro i Potenti. Che hanno nomi e cognomi e che appaiono continuamente nei media. E soprattutto improntate la vostra vita in modo tale che il Sistema non vi riguardi più, che sia solo un'illusione. Smettendo così di collaborare con esso.

Non comperate più gli ultimi modelli di smartphone; non comperate più automobili (smettete di guidare, visto che esistono i mezzi pubblici !); non guardate la televisione e, comunque, se lo fate, cambiate canale quando trasmettono la pubblicità commerciale; non accettate alcuna offerta commerciale (che è l'ennesima ruberia legalizzata !); smettete di acquistare prodotti di marca e prodotti da multinazionali, le quali sfruttano da sempre i lavoratori; usate la rete, ma solo per diffondere messaggi d'amore e solo per ricercare rapporti d'amore e per comunicare messaggi profondi e meditati, che non inseguano stupide mode o piaceri effimeri; cercate di comprendere che i doveri (verso voi stessi, i vostri cari, l'umanità) sono più importanti dei diritti (leggere un rivoluzionario vero come Giuseppe Mazzini non vi farebbe male !); smettete di andare a votare, perché i politici ricercano il vostro voto solo per poter manipolare il vostro modo di essere e di vivere: informatevi ed autogestitevi, quindi; iniziate a coltivare la terra, anche un piccolo orto in casa, in modo da cercare di essere autosufficienti il più possibile; create reti sociali, società cooperative autentiche, con lo scopo di autogestire il vostro stesso lavoro; smettete di dare peso agli eventi mediatici e voltate loro le spalle.

Ritiratevi progressivamente dal Sistema, dunque. Smettete di essere consumatori/elettori/individui passivi. Acquisite consapevolezza spirituale e morale. Rifiutate il materialismo ed il modernismo.

Tutte cose che spaventeranno qualsiasi Potente, specie se attuate su vastissima scala. E che ci restituiranno un mondo migliore e delle persone più consapevoli, spiritualmente attive, autogestite.


Luca Bagatin



2 maggio 2015

"I trafficanti di armi tolgono il cibo al Terzo Mondo con i loro sprechi...". Dal film "Diva Futura, l'Avventura dell'Amore"

"La vita non dev'essere divisa a spazi. Concentriamoci anche nel cibo. La nutrizione dev'essere assimilazione erotica.
I trafficanti di armi tolgono il cibo al Terzo Mondo con i loro sprechi. In Occidente i governi vogliono toglierci il piacere ! Noi invece abbiamo il coraggio di godere e nutrirci con amore.
Amore senza limiti, maledetti bigotti ! Senza limiti.
Hanno paura del sesso solo perché non sanno amare, allora lo censurano.
Il sesso è un atto naturale. Non può essere censurato"

(Ursula Davis Hula Hop dal film "Diva Futura, l'Avventura dell'Amore". Regia di Ilona Staller)




21 aprile 2015

Il 25 aprile 2015 necessita di una nuova Resistenza !

Il 25 aprile del 1945 si celebrava la liberazione dell'Italia dal nazifascismo.

Il 25 aprile del 2015, invece, celebriamo l'avvento della dittatura del danaro, dell'egoismo, di un'Unione Europea che se ne frega persino dei morti del Canale di Sicilia e dei profughi che si rifiuta di ospitare, lasciandoli tutti a Italia e Grecia, i cui popoli vivono già in ristrettezze economiche e sono già pompati dall'UE come “vacche da mungere”, oltre che obbligati dalla stessa a subire (contro)riforme d'austerità.

E' un 25 aprile triste quello che stiamo per “celebrare”. Sarà una veglia funebre in tutti i sensi.

Sarà la vittoria dell'economia sull'umanità. Sarà la vittoria dei nuovi Mussolini con il volto di Mario Draghi e dei nuovi Hitler con il volto di Angela Merkel.

Sarà la vittoria di una nuova dittatura – più subdola – in quanto questa volta, 70 anni dopo, ha il volto “rassicurante” dello speculatore finanziario, del governatore europeo, del banchiere, del politico che si è fatto corrompere dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale.

Anche oggi i partigiani sono pochi. E male armati. Se non fosse per le eroiche “Femen” - gruppo di attiviste libertarie contro lo sfruttamento economico, religioso e sessuale che imperversa nell'Occidente pseudo-democratico e nell'Medioriente islamista – oggi non ci sarebbe davvero nessuno a fare da “sentinella della democrazia”.

La Democrazia, è, nell'accezione antica, “forza di popolo”, “governo del popolo”. La Democrazia, quindi, è populismo allo stato puro, nell'accezione più positiva del termine.

I politicanti di oggi – spesso non eletti da nessuno come in Italia, oppure pagati da lobby e multinazionali per essere eletti - invece, hanno deciso di connotare negativamente il termine “populista”.

Il popolo, ormai, sembra non contare davvero più nulla. Tutte le decisioni vengono prese nei salotti di Washington o di Bruxelles: dagli aumenti dell'IVA sino ai bombardamenti in Libia o in Iraq, magari inventandosi l'esistenza di fantomatiche “armi di distruzione di massa”.

Le uniche e autentiche “armi di distruzione di massa”, oggi, sono il danaro; lo sfruttamento del lavoro; la disoccupazione endemica; la precarietà; la delocalizzazione delle imprese; il commercio delle armi da parte di multinazionali senza scrupoli che andrebbero chiuse o fatte riconvertire; la religione come mezzo di offesa e di superstizione, anziché intesa come panacea per lo spirito; la deportazione di migranti da parte di scafisti e politici corrotti, in nome di presunti “diritti umani” e che finiranno presto sfruttati nelle imprese europee.

Lo scrissi in un articolo che solo Politicamagazine.info accettò di pubblicare, il settembre scorso e che sarà rieditato anche nel mio prossimo saggio: “...Non vi può essere vera cultura dei diritti se, nel mondo, vi sono ancora bambini che soffrono, che muoiono, che hanno fame. E la stessa cosa vale per donne e uomini, trattati come carne da macello e schiavi della dittatura del Potere, del Danaro, della Religione”... “Occorre essere consapevoli di ciò e riconoscere che occorre riunire ciò che è sparso. Smetterla con le contrapposizioni sterili e comprendere che l'unica contrapposizione vera è fra Civiltà dell'Amore da una parte ed inciviltà dell'odio, del piacere effimero e del dolore dall'altra.

L'Amore fra i popoli potrebbe essere l'unica ideologia possibile da contrapporre al Potere ed allo sfruttamento. L'unica alternativa al sistema capitalistico ed a quello delle Religioni e delle Ideologie istituzionalizzate che, di fatto, ci stanno costringendo, ogni giorno, a pagare un prezzo altissimo in termini economici, umani ed intellettuali.

L'obiettivo di “Amore e Libertà” (pensatoio che ho fondato nel maggio 2013. N.d.A.), in questo senso, è di un ripristino dell''Agorà dell'Antica Grecia, ovvero un sistema che permetta a chiunque di autogestirsi, di auto-governarsi. E' la nascita dell'Internazionale dell'Amore, che, recuperando gli ideali della Prima Internazionale dei Lavoratori del 1864, vada a sanare le divisioni ideologiche fra mazziniani, anarchici e socialisti e vada a recuperare il meglio del pensiero mazziniano, anarchico e socialista. Per un'alternativa libertaria, umanitaria e sentimentale. L'obiettivo di “Amore e Libertà” è la socializzazione dell'economia, ovvero l'autogestione delle aziende da parte dei singoli cittadini, affinché siano loro stessi a trarne vantaggio, con amore e libertà. Perché l'avvenire o può seguitare a mostrarci un mondo fatto di violenza e sfruttamento, oppure può essere radioso e gestito o, meglio autogestito, da tutti i cittadini uniti, come fratelli.

Questo è peraltro anche il messaggio del Cristo e di tutti i Grandi Iniziati che mai vollero fondare religioni o sostenere governi, ma predicarono l'eguaglianza, l'amore e la libertà fra le genti”.

Il 25 aprile 2015, in sostanza, necessita di una nuova Resistenza !


Luca Bagatin



8 aprile 2015

"Maria Elena Boschi I love you !": riflessioni sbarazzine by Luca Bagatin

Mai dare nulla per scontato.
Mai pensare che se si nasce quadrati si deve per forza morire tondi o viceversa.
Mai pensare che la morte sia una cosa negativa e la vita una bellezza.
Mai seguire le opinioni della maggioranza, perché sicuramente saranno errate.
Mai seguire l'effimero, il desiderabile, perché è un'inutile perdita di tempo.
Il termine "qualunquista" deriva dall'Uomo Qualunque, partito fondato dal repubblicano Guglielmo Giannini con un programma liberale ed in favore delle persone comuni.
"Populismo", invece, significa "politica in favore del popolo".
Non ho mai compreso perché nel mondo cosiddetto "Occidentale" debbano essere identificati in modo negativo. Forse per mero calcolo politico.
"Destra" e "sinistra", invece, trovo siano termini negativissimi e nei quali si rifugiano i partiti dell'oligarchia e del capitale.
Il capitalismo economico finanziario non è certo colpa della Massoneria, come afferma qualche pagliaccio prezzolato (anzi !).
Il capitalismo economico finanziario è originato dall'egoismo umano e dall'ideologia del desiderio.
Sin tanto che l'egoismo (ed il desiderio) sarà alla base dei rapporti umani, teniamoci la schiavitù del capitale.
I cosiddetti "figli di papà" per me sono e rimangono dei figli di pappone.
Matteo Salvini è identico a Matteo Renzi: entrambi della stessa inconcludente generazione (che poi è la mia), senza alcuna cultura politica; entrambi dalla sguardo e dal sorrisino "sveglio"; entrambi a intortare le masse, ovvero a raccontare loro le medesime frottole da "consumati politicanti".

C'è chi ti vorrebbe affibbiare etichette politiche per forza: sei socialista, sei liberale, sei...

Sono me stesso ed è già qualcosa. Anzi, sono per la Civiltà dell'Amore e, pertanto, le ideologie politiche trovo abbiano ben poco senso.
Fra le mie utopie c'è quella di accendere il cuore di Maria Elena Boschi. In tutti i sensi. Non smetterò mai di ripetere che ella necessita solo di riscoprire la sua natura di Donna Selvaggia, nel senso junghiano del termine, al fine di liberarsi dal Patriarca Renzi. Ovvero riscoprire la centralità politica della sua femminilità.



27 gennaio 2015

Più che un Tsipras ci vorrebbe un Mujica

Non sappiamo se esultare o meno per la vittoria di Alexis Tsipras alle elezioni politiche greche.

Tsipras non ci entusiasma granché e la sua amicizia e vicinanza con molti politici del conservatore Partito Democratico italiano certo non ce lo rendono troppo convincente.

Interessante, ad ogni modo e comunque, il fatto che la stragrande maggioranza del popolo greco abbia espresso il suo voto favorevole nei confronti di un leader anti-Fondo Monetario Internazionale ed anti-Banca Centrale Europea, che, peraltro, ha deciso di allearsi con il partito dei nazionalisti greci, altrettanto se non ancor più anti-Troika.

Non è un caso, dunque, se un leader anti-europeista ed anti-capital-globalista come Tsipras venga elogiato tanto dalla pasionaria Marine Le Pen quanto dai movimenti dell'ultra-sinistra, oltre ad essere stato votato dalla stragrande maggioranza dei liberali e moderati greci.

Ed è interessante anche un'astensionismo del 36%, che indica comunque una sfiducia importante nei confronti della politica e, forse, anche nei confronti di un sistema socio-economico che ha fatto il suo tempo. E che andrebbe superato.

Sistema politico e socio-economico purtuttavia non messo in discussione da Tsipras, così come non è messo in discussione da nessun politicante europeo. Purtuttavia i limiti della politica, ovvero di questa politica fondata sulla divisione fra fazioni, sulla ricerca del potere, del consenso a tutti i costi e dunque sul danaro e sulla società mediatica dei bisogni e consumi indotti, è proprio questo.

E' il limite di coloro i quali pretendono di rappresentare un popolo senza in realtà farlo. Poiché il popolo è e rimane soggiogato dal sistema monetario internazionale, da un debito pubblico impagabile e contratto dai politici attraverso le banche e dai cittadini attraverso l'accensione di mutui ed il tutto ad interessi altissimi e a tutto vantaggio del sistema bancario. Un sistema che, da tempo immemorabile, è peraltro non più legato alle riserve auree ed ai beni e servizi effettivamente prodotti, bensì fondato su regole materialistiche, consumistiche, egoistiche, illiberali, come denunciato da diverso tempo dal nostro movimento-pensatoio “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreelibertalblogspot.it).

Per questo, ben vengano le critiche e le prospettive anti-europeiste ed anti-Troika di Tsipras o della signora Le Pen, purtuttavia questa dovrebbe essere l'ora dei popoli sovrani, affratellati fra loro, alla ricerca di prospettive simili a quelle concretamente realizzate da José “Pepe” Mujica in Uruguay, da Chavez in Venezuela, da Evo Morales in Bolivia, dal peronismo dei Kirchner in Argentina. E' dunque l'ora dei popoli consapevoli che non è e non sarà questo sistema politico, economico, anti-sociale ed egoistico a poterli/poterci far uscire dalla crisi e dallo sfruttamento sociale.

La prospettiva dovrebbe essere dunque la ricerca di una Civiltà dell'Amore alternativa ad una società del piacere effimero e dello sfruttamento dei molti a scapito dei pochi.

La vera crescita dovrebbe essere dunque umana, spirituale, sociale. Lasciando la fredda economia e la fredda politica ai frustrati ed ai repressi di sempre.


Luca Bagatin



22 gennaio 2015

Antonio Martino: un candidato Presidente che "Amore e Libertà" (ferma restando l'utopistica ma seria proposta di candidare José Mujica, ex Presidente dell'Uruguay), potrebbe vedere favorevolmente

Sappiamo che è, sarà e rimarrà un'illusione, purtuttavia una candidatura al Quirinale di Antonio Martino, noto liberale e libertario, potrebbe essere auspicabile.
Martino, fra le altre cose, in tempi non sospetti e parlandone diffusamente nel suo saggio "Semplicemente liberale", da noi recensito, propose un sistema elettorale auspicato anche dal nostro movimento-pensatoio "Amore e Libertà", ovvero  l'introduzione di un sistema elettorale a sorteggio, fra tutti gli elettori italiani, in modo da avere un Parlamento di cittadini, senza più partiti e candidati che spendono e spandono risorse pubbliche al fine di garantirsi un posto in Parlamento.
Un sistema che, in sostanza, vada a ricalcare l'Agorà dell'Antica Grecia, culla della vera Democrazia.
Per queste ragioni Antonio Martino ci appare un candidato sufficientemente credibile, pur all'interno di un sistema istituzional-prostutizionale assolutamente lontano dalla civiltà, dalla democrazia e dalla libertà.