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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 ottobre 2014

Matteino Renzi, la legge di (in)Stabilità e altri balzelli ai danni dei cittadini

E' di queste ore la notizia di un possibile aumento dell'IVA al 25% nel corso dei prossimi anni, se la cosiddetta “spending review” prevista dal Governo con l'ultima legge di (in)Stabilità non sarà sufficiente a comprimere la spesa pubblica.

In sostanza, a pagare, saranno sempre e solo tutti i cittadini italiani: sia coloro i quali hanno avuto il bonus degli 80 euro, sia coloro i quali – magari disoccupati e/o nullatenenti, ma che pur devono mangiare – quel bonus non l'hanno mai ricevuto (e mai lo riceveranno).

Ecco, dunque, l'ennesimo proposito del Governo più antisociale ed autoritario che la storia della nostra povera Repubblica abbia mai avuto.

Certo che Matteino Renzi - l'ultimo televenditore che l'Italia ha acquisito - ha un bel coraggio nel seguitare a prendere in giro gli italiani parlando di riduzione delle imposte, visto peraltro che anche per quanto riguarda l'Irap non è affatto vero che l'imposta sarà diminuita per le aziende a conduzione famigliare o con dipendenti con contratto a tempo determinato o atipico. Oltretutto l'imposta – per le aziende che hanno dipendenti con contratti a tempo indeterminato - sarà ridotta nel 2015, mentre l'imposta del 2014 è stata aumentata retroattivamente dal 3,5% al 3,9%, come riportato dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”.

E tutto ciò perché ? Per non tagliare la vera spesa pubblica improduttiva, ovvero quella dei politicanti e dei numerosi enti inutili, a cominciare dalle Province che, di fatto, non sono ancora state abolite. Oltre che per seguitare a dar credito al fallimentare progetto dell'Unione Europea che, di fatto, ha impoverito le economie di quasi tutti i Paesi, portando benefici unicamente alle elite economico-politiche (Angela Merkel ed i sigg. Van Rompuy e Mario Draghi in testa) che, di fatto, fanno il bello ed il cattivo tempo sulle spalle dei popoli.

Questa Unione Europea, nei fatti, è l'esatto opposto degli Stati Uniti d'Europa proposti da Giuseppe Mazzini e da Giuseppe Garibaldi prima e successivamente da Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni. Non è un'unione di popoli affratellati, bensì è un'Unione di politicanti e banchieri affamapopoli e lo stiamo sempre più osservando man mano che la crisi economica - causata anche e proprio da questo sistema economico privo di ogni logica umana – sta mietendo le sue vittime, fra lavoratori ed imprenditori. Molti dei quali hanno anche perso la vita, oltre che la speranza.

Occorre invertire la tendenza e smettere di credere ai soliti “incantatori di serpenti” ed ai soliti “pifferai di Hamelin”. E' l'ora dei popoli. Dei popoli fratelli, contro le elite e le ruberie di Stato.


Luca Bagatin



24 aprile 2014

"Riflessioni politiche flash (parte seconda)" by Luca Bagatin

Sandro Bondi, già sindaco comunista di Fivizzano ed oggi esponente di un partito che si chiama Forza Italia, afferma che Renzi sarebbe come Blair, mentre Berlusconi sarebbe come la Thatcher.
Peccato che Blair sia l'erede del liberalsocialismo inglese e non del cattocomunismo demitiano e - oltretutto - non abbia mai fatto il gioco delle tre carte con i cittadini britannici.
E peccato che la Thatcher non abbia mai avuto pendenze con la giustizia, abbia attuato politiche liberiste e non corporative e, oltretutto, non abbia mai strizzato l'occhio ai dittatori comunisti (da Lukashenko a Putin), bensì li ha sempre combattuti.


Anziché dare solo un contentino di 80 euro (peraltro solo a coloro i quali un lavoro già lo hanno !), Matteino Renzi avrebbe potuto abbassare drasticamente l'IVA di 5 punti percentuali.
Una boccata di aria fresca per tutti i consumatori !
Dove trovare la copertura finanziaria ? Da una riduzione del 50% sullo stipendio di parlamentari e funzionari pubblici.


Tutti a criticare il qualunquismo ed il populismo, ma nessuno che conosca o si ricordi davvero che cos'è stato il Fronte dell'Uomo Qualunque, poi ribattezzato Fronte Liberale Democratico dell'Uomo Qualunque, fondato dal repubblicano mazziniano Guglielmo Giannini.

Se così fosse ci si ricorderebbe che l'Uomo Qualunque propugnava il liberismo economico, la lotta al capitalismo della grande industria, la limitazione del prelievo fiscale e l'abolizione della presenza statale nella vita sociale dei cittadini.

In sostanza fu, dopo il Partito d'Azione di Giuseppe Mazzini, il primo movimento politico organizzato dalla parte del cittadino e contro il malaffare politico.

E ci si ricordi che, il cosiddetto e tanto vituperato “populismo”, è sempre preferibile al “papponismo” di Stato.



16 ottobre 2013

Il governo dei giocolieri Letta & Alfano



Già in un articolo del 30 agosto scorso parlavamo del "gioco delle tre carte" masso in piedi dal governo dell'oligarchia monolitica Letta-Alfano.

Raccontavamo di come avrebbero sì tolto l'IMU, ma avrebbero aumentato l'IVA, nonché introdotto nuove imposte.

Ed ecco infatti che, da allora, l'IVA è aumentata ed ecco arrivata anche la TRISE, a discrezione dei Comuni e delle Regioni, che di fatto triplica la tassazione immobiliare.

E Enrico Letta ha ben poco da esultare - per indorare la pillola ai lavoratori e agli italiani tutti - in quanto, come segnala peraltro Enrico Marro sul Corriere della Sera del 16 ottobre, le retribuzioni nette aumenteranno, se va bene, di appena 10-15 euro mensili e la pressione fiscale subirebbe comunque una riduzione infinitesimale. Posto che i consumi sono proprio da questo governo disincentivati e così il mercato immobiliare.

Questo governo, in sostanza, come i precedenti peraltro, ma forse più degli altri, è il governo dei giochetti, dei balzelli, del "buon viso a cattivo gioco". Del "tolgo di qui per rimettertelo lì". E' il governo della "Stabilità", ma solo quella dell'oligarchia al Potere Destro-Centro-Sinistro, come dicevamo anche in quel nostro articolo del 30 agosto.

Non sono stati fatti interventi strutturali, eppure si parla di una "crescita" (come da cinquant'anni a questa parte, oltretutto !) che, con queste (contro)misure non può certo arrivare.

In quel nostro già citato articolo, non a caso, proponevamo misure ben più efficaci, che andassero alla radice dei problemi e che restituissero sovranità al cittadino e non al politicante di turno che, oltretutto - con le leggi elettorali introdotte nll'ultimo Ventennio (neofascista) 1993/2013 - non è stato eletto da nessuno.

Occorreva ed occorre: abolire ogni imposta sulla prima casa, abbassare l'IVA attraverso l'abolizione delle Province e delle comunità montane ed attraverso l'accorpamento dei Comuni inferiori a 15.000 abitanti. Ecco già un primo forte risparmio per le casse dell'erario. Poi si potrebbe pensare ad introdurre un'unica tassa, ma a carico delle forze politiche (con l'abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti, con decorrenza immediata) e dei politici stessi, oltre che dei manager pubblici, attraverso la riduzione del 60% degli stipendi. Una “tassa”, per così dire, finalmente di equità e di giustizia sociale a favore del Terzo Stato, in opposizione alle oligarchie al Potere.

Il duo Letta-Alfano, con l'appoggio esterno-interno di Berlusconi e Napolitano e l'opposizione fasulla dei grillini, ovviamente, proseguirà per la sua strada. Fra un tweet ed un post su facebook, ove fingono di lasciarsi per poi, subito dopo, riprendersi e gridare all'unisono...ALL'INDULTO (vero insulto per il cittadino onesto) !

Questa è l'Italia del 2013, all'ombra degli a-socialnetwork.


Luca Bagatin



2 ottobre 2013

ALL'OMBRA DEGLI A-SOCIALNETWORK: Ringalluzzito il governo (Letta), depressi tutti gli altri


Immagine tratta da Dagospia

Salvo e ringalluzzito il governo della famigghia.
Depresse - con l'aumento IVA - famiglie, single, coppie di fatto e imprese.
Grazie a Letta & Alfano, con la benedizione di un Berlusca in attesa di verdetto finale.


Al governo del gioco delle tre carte contrapponiamo

 
Amore e Libertà


www.amoreeliberta.blogspot.it

www.amoreeliberta.altervista.org



19 settembre 2013

A proposito del discorso di Silvio-Mao Tse-Tung-Berlusconi

Per dovere d'ufficio mi sono sorbito l'ennesimo grottesco videomessaggio di Silvio Berlusconi.

L'unica cosa che ricordo distintamente, oggi, è la faccia del Cavaliere, ovvero sempre più simile al dittatore comunista Mao Tse-Tung. Del resto Berlusconi - come Mao - rappresenta l'involuzione culturale di un intero Paese, fatta passare per rivoluzione.

Involuzione illiberale, giacché, sin dal 1994, ci fece credere che sarebbe riuscito a mettere mano alla macchina amministrativa statale, a diminuire le tasse, a snellire la pubblica amministrazione, a creare un milione di posti di lavoro. Ad oggi, nonostante i vent'anni dell'Era berlusconiana (con tanto di appoggio della "sinistra" che con il Cavaliere - oggi palesemente e ieri occultamente - governa il Paese) queste semplici riforme sono rimaste del tutto inattuate.

La macchina statale è più forte di prima, le imposte sono aumentate e rischiamo anche un ulteriore aumento dell'IVA, la pubblica amministrazione è più parassitaria di prima e di posti di lavoro se ne sono perduti a milioni.

Spiace che, anziché il solito grottesco messaggio, Silvio Berlusconi non abbia chiesto scusa all'intero Paese per ciò che non ha fatto, per le amicizie scomode con i peggiori dittatori islamo-comunisti da Gheddafi a Putin passando per Lukashenko, per le frodi fiscali e politiche che ha commesso.

Spiace davvero, perché avrebbe potuto uscire di scena da signore. Ed invece no. Alla soglia degli ottant'anni, novello Dottor Sottile Amato, ce lo ritroviamo ancora lì, tronfio, a prendere in giro ancora gli elettori, trasformatisi in vent'anni in telespettatori coccolati da mamma tivù.

Spiace che anche a "sinistra" non facciano ammenda, non ammettano di essere da trent'anni in combutta in il Cavaliere, sin dai tempi di Milano 3 (si veda "Il Baratto" di Michele De Lucia e la biografia di Paolo Guzzanti su Berlusconi). Spiace che tutti quanti non chiedano scusa e si chiuda, finalmente, una brutta pagina del nostro Paese che dura dal 1993, ovvero da quando gli sconfitti dalla Storia e gli imprenditori senza scrupoli hanno preso d'assalto le Istituzioni con il concorso di quella magistratura che, oggi, dicono di voler abbattere.

Purtuttavia, facciamo notare che separazione delle carriere dei magistrati, spoliticizzazione del CSM e responsabilità civile dei giudici, in vent'anni di governi di Centro-Destra-Centro-Sinistra, non sono mai state introdotte. Forse perché faceva e continua a far comodo così.

Commedianti in Parlamento, oggi fintamente sbeffeggiati da quei grillini comandati a bacchetta da un ex comico prezzolato dalla Rai Tv di democristiana gestione. Sic !

Giù la maschera e scenda il sipario su questo circo, please. E l'elettorato nel suo complesso, si svegli un pochino, che sarebbe ora.


Luca Bagatin

Il video-messaggio di Amore e Libertà in risposta al videomessaggio di Silvio Berlusconi: John e Yoko nudi e sorridenti, che mostrano i loro sederi.
Nudità & Verità. Contro odio e menzogna.



30 agosto 2013

Il gioco delle tre carte dell'oligarchia al Potere




Tolgono l'IMU ed ecco arrivare la Service Tax e, molto probabilmente, presto anche l'aumento dell'IVA.

Ecco come destra e sinistra al Potere fanno il solito giochetto delle tre carte ai danni del contribuente/cittadino/consumatore.

Ed ecco come il condannato Silvio Berlusconi, con la copertura del PD & Compagni (come da vent'anni), può dire bel bello che lui l'IMU è riuscito ad abolirla. Un falso perché, come vedremo, nel 2014 e a partire già dal prossimo autunno, la classe politica inizierà a presentarci il conto.

Come accatuto, peraltro, in passato.

Eppure sarebbe stato molto semplice. Abolire l'IMU, abbassare l'IVA attraverso l'abolizione delle Province e delle comunità montane ed attraverso l'accorpamento dei Comuni inferiori a 15.000 abitanti. Ecco già un primo forte risparmio per le casse dell'erario. Poi si poteva pensare ad introdurre un'unica tassa, ma a carico delle forze politiche (con l'abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti, con decorrenza immediata) e dei politici stessi, oltre che dei manager pubblici, attraverso la riduzione del 60% degli stipendi. Una “tassa”, per così dire, finalmente di equità e di giustizia sociale a favore del Terzo Stato, in opposizione alle oligarchie al Potere.

Qualcuno dirà: ma a quel punto nessuno vorrebbe fare l'amministratore pubblico ! Lo crediamo davvero ? Chiediamolo magari a qualche inoccupato, con diploma o laurea e vedremo che cosa risponderà.

Purtroppo, cari lettori, la politica non è mai stata l'arte del buonsenso ed i Governi e le Istituzioni tutte devono per forza gravare sulle spalle della collettività. Ma sino a quando ? Sino a quando la collettività medesima lo permetterà loro.

Iniziamo a non andare più a votare, a boicottare le elezioni - pacificamente si intende - con sit in, volantinaggi, manifestazioni colorate. L'obiettivo ? L'abbattimento della criminalità organizzata: dentro e fuori dal Palazzo. Il trionfo del buonsenso. L'abbattimento dell'invasività dello Stato e della politica nella vita e nelle tasche dei cittadini...a tutto vantaggio unicamente di alcune categorie.

Iniziamo a fare politica, ma sul serio. Approfondendo, studiando, recuperando la memoria storica perduta e non facendoci imbrogliare ed imbrigliare da chi fa finta di...saperla più di noi. Da forze meditiche e mediocri che prendono i nomi più assurdi, Pd, PdL, Scelta Civica, Movimento Cinque...Stalle !

I vantaggi vanno equamente ripartiti ed è venuto il momento che questi siano ripartiti dai cittadini medesimi mediante un sistema che veda ridurre il peso del carico fiscale, delle leggi, delle Istituzioni. Via figure costose e inutili come il Presidente della Repubblica, se questi non ha veramente funzioni di governo. Via superstipendi a persone senza alcuna responsabilità, come Parlamentari o Senatori. Via rimborsi spese igiustificati.

Che i Ministri siano davvero Ministri, ovvero servitori del cittadino. E come tali si comportino e percepiscano uno stipendio pari alla professione che svolgevano precedentemente e non un euro di più. E se sbagliano, nell'esercizio delle loro funzioni, che paghino di tasca propria, così come di tasca propria paghino i magistrati, i manager pubblici o lo stesso Presidente del Consiglio.

Stop a nuove imposte e riduzione delle imposte in corso. Le risorse che si ricavino da chi i danari li ha. Dalle seconde e terze case e dalle tasche di chi ha pensioni e stipendi milionari. Ce lo impone il buonsenso e l'onestà morale ed intellettuale di un Paese, l'Italia, che tale onestà l'ha conosciuta solo negli ideali della Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria.

Ideali poi traditi da una partitocrazia corrotta e da governi che, ieri come oggi, fanno il gioco delle tre carte sulle spalle della cittadinanza tutta.


Luca Bagatin



12 ottobre 2012

Quando le Istituzioni perdono credibilità e danneggiano i cittadini



E' di questi giorni la bocciatura, da parte della Corte Costituzionale, dei tagli (peraltro mimini) che il governo, nel 2010, aveva introdotto agli stipendi di magistrati e di manager pubblici.
La motivazione della Corte è che tali tagli sono incostituzionali, in quanto vìolano il principio di uguaglianza fra dirigenti del settore pubblico e di quello privato.
Ora, posto che non c'è alcuna uguaglianza, per ragioni oggettive, fra settore pubblico (ove pagano i cittadini) ed il settore privato (ove a rischiare è l'impresa), a ledere il principio di uguaglianza fra tutti i cittadini, ci pare sia proprio questa sentenza della Corte Costituzionale, che garantisce, ancora una volta, altissimi stipendi a magistrati (e dunque ai magistrati che compongono la Corte medesima) e manager, a fronte di nessun miglioramento nei settori della giustizia e dei servizi pubblici.
La Corte Costituzionale, ancora una volta, dunque, si propone quale Casta contro gli interessi pubblici. Da anni, peraltro, ci chiediamo dove fosse suddetta Corte, quando venivano introdotte leggi elettorali incostiuzionali, dal '93 ad oggi. Ed altresì ci chiediamo dove fosse questa Corte quando taluni partiti erano esclusi dai dibattiti pubblici televisivi e dove fosse, questa Corte, relativamente all'applicazione della Costituzione della Repubblica, sistematicamente violata anche dai Presidenti della Repubblica italiana stessi.
A questo vero e proprie "golpe di Stato", ovvero ordito dalle Istituzioni medesime, assistiamo alla presenza, in Parlamento, di una partitocrazia che ha appena approvato, al Senato, l'ennesimo testo di legge elettorale incostituzionale. Senza che la Corte Costituzionale, appunto, dica nulla.
Una legge elettorale che prevede incostituzionali sbarramenti ed assurdi premi di maggioranza alla coalizione vincente.
Ora, se siamo in presenza di sbarramenti del 4% - 5%, ci chiediamo che senso abbia, per milioni di elettori italiani, andare a votare.
Parimenti ci chiediamo che senso abbia andare a votare in presenza di accordi di coalizione fra forze eterogenee, ove fra i presunti "moderati" troviamo i neofascisti ed ove fra i presunti "riformisti" troviamo i comunisti.
E' chiaro che, tale legge, è ancora una volta utile alla partitocrazia per proseguire nell'attuazione di attività consociative, tali da garantire il mantenimento dello status quo, ovvero malgoverno, clientelismo, attività illecite ed illegali.
A destra si difendono le malefatte di Formigoni e delle sue ricevute inesistenti (oltre agli affari della sua ex giunta). A sinistra quelle di Vendola e dell'affare Ilva.
In tutto ciò ci sono primarie più o meno pilotate, ove si sa già per tempo che a vincerle sarà Bersani, con un Renzi che tenterà poi l'accordo con i presunti "moderati". Ove, ricordiamolo, fra codesti...ehm..."moderati" c'è Gaetano Quagliariello, quello che diede dell'"assassino" al padre di Eluana Englaro. E ci sono i leghisti delle forche e martello e dall'imbroglio facile (caso Bossi e Trota docet).
E Mario Monti ? Sembra lo vogliano ricandidare sia a destra che a sinistra. Senza che nessuno ricordi che, proprio Monti che aveva promesso nessun aumento dell'Iva, l'Iva l'ha invece aumentata e che le tasse, salvo qualche ritoccamento, non le ha diminuite punto.
Come se non bastasse sono imminenti le elezioni per il rinnovo dell'Assemblea Regionale Siciiana, ove l'altro giorno all'amico Davide Giacalone è stato impedito di presentare la propria lista civica. Proprio lui, ovvero l'unico a denunciare la mafiosità politica dei partiti siciliani di destra e sinistra.
Siamo amici e vicini al movimento di Oscar Giannino, ai Radicali ed al neomovimento di Ilona Staller, Democrazia Natura Amore. Temiamo che, fra sbarramenti ed imbrogli vari, questi amici e compagni non saranno sufficienti.
Meditiamo l'astensione e la ricerca di altre forme di lotta politica alternativa liberale e libertaria, cari amici e lettori.

Luca Bagatin



29 settembre 2012

Democrazia Natura Amore, Fermare il Declino, Radicali Italiani, Le Ali Alla Sicilia: ecco i movimenti laici, liberali, liberalsocialisti e libertari contro la partitocrazia e la mafiosità politica d'oggi



Ilona Staller, in arte Cicciolina, ex pornostar ed ex parlamentare del Partito Radicale, ha ufficializzato la presentazione della lista Democrazia Natura Amore alle prossime elezioni politiche italiane del 2013.
Il programma è presto detto: colpire gli indennizzi dei parlamentari e delle alte cariche pubbliche, le quali devono essere rapportate al paniere di vita degli altri cittadini, senza esuberi; abolizione dei senatori a vita, dei tribunali e dei giudici di pace ed abolizione delle tasse universitarie, al fine di garantire l'istruzione a tutti i meritevoli; riduzione della pressione fiscale a partire da IVA, IRPEF ed IMU; limitazione degli impieghi pubblici ad un membro per famiglia, così da evitare indecorose "parentopoli".
Questi, in sostanza, alcuni dei punti del programma, uniti a quelli di sempre della Staller: tutela dell'ambiente e dei diritti degli animali; legalizzazione della prostituzione; introduzione dell'educazione sessuale nelle scuole; legalizzazione della cannabis; diritti civili dei carcerati, ecc.
Da tempo, dalle colonne del mio blog, sostengo il movimento di Ilona Staller che, finalmente, ha deciso di sciogliere le riserve e presentarsi.
Assieme a questa buona notizia c'è anche la discesa in politca di Fermare il Declino, a quanto pare, a cui già un recente sondaggio del Corriere della Sera attribuisce l'8%, guidato dal giornalista economico Oscar Giannino e sostenuto da eminenti economisti dell'area liberale, fra cui spicca Luigi Zingales.
Anche qui, il programma del movimento di Giannino, non è lontano da quello della Staller: riduzione della spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali; riduzione della pressione fiscale di almeno 5 punti percentuali; sostenere chi perde il lavoro e non difendere un posto di lavoro a tutti i costi e/o le imprese inefficienti; introduzione di una legislazione organica sul conflitto di interessi; introduzione di un autentico federalismo.
Una sinergia fra Democrazia Natura Amore e Fermare il Declino, a nostro parere, sarebbe auspicabile oltre che necessaria.
Come auspicabile sarebbe una sinergia anche con i Radicali di Emma Bonino e Marco Pannella, da sempre impegnati sotto il profilo economico nell'ambito della libertà del lavoro e dell'impresa, oltre che della riduzione del carico pubblico e del carico fiscale e, sotto il profilo civile, per una legislazione che garantisca le libertà individuali.
Sinergie, dunque, auspicabili in quanto questi tre movimenti presentano caratteristiche ed obiettivi comuni e necessarie in quanto utili a semplificare il quadro politico.
Occorre, in sostanza, contrapporre valori liberali e libertari a disvalori partitocratici e conservatori, incarnati, questi ultimi, dal Pd di Bersani, dal PdL di Berlusconi ed Alfano, dall'Udc di Casini, dalla Lega Nord magnacciona, dallo sfascismo di SeL ed IdV e dalle furberie dell'associazione Grillo-Casaleggio-Il (mis)Fatto Quotidiano.
Già in Sicilia, alle prossime elezioni regionali del 28 ottobre, assistiamo finalmente alla presenza di una lista civica antipartitocratica ed anticorruzione: Le Ali alla Sicilia, guidata dall'amico giornalista Davide Giacalone, un grande liberale dalle mani e dalla coscienza pulita, che, a scapito del suo stesso mestiere e della sua stessa carriera professionale, ha deciso di mettersi al servizio della comunità sicialiana. Contrapponendosi alla partitocrazia locale che, nei fatti, è in continuità con il regime di Raffaele Lombardo.
E non è un caso che i mass media abbiano spesso oscurato la presenza dell'amico Giacalone ed oscurino, a livello nazionale, il movimento della Staller, quello di Giannino e dei Radicali.
Siamo, forse, gli ultimi resistenti in una Repubblica democratica che, purtroppo, tale non è più: sosteniamoli, sosteneteci, liberiamoci da questo nuovo fascismo partitocratico ! Facciamo, per quanto possibile, trionfare il merito e la trasparenza !

Luca Bagatin


Davide Giacalone, candidato alla Presidenza della Regione Sicilia, buttato fuori da un dibattito fra candidati.
Quando la mafiosità politica, di destra, centro e sinistra, amiche di Raffaele Lombardo, è contro la democrazia e la legalità.



2 maggio 2012

Amministrative 2012: il mio appello (liberale e libertario) al NON voto


Le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio prossimi saranno un ottimo laboratorio.
Un ottimo laboratorio di prova per tutti coloro i quali si rifiutano di dare il loro appoggio e sostegno ad una classe politica intellettualmente e moralmente disonesta, pasticciona, incapace di fare radicali e serie riforme liberali (per introdurne alcune, infatti, c'è voluto un governo tecnico !). Una classe politica tartassona e statalista.
Ora, io non sono affatto per l'antipolitica. Ho iniziato a fare politica fra i 16 ed i 17 anni, mi sono candidato due volte ad elezioni provinciali ed una alle comunali. Sempre in liste indipendenti che sostenevano l'abolizione degli enti inutili, la riduzione degli sprechi e per la lotta alla partitocrazia.
Sono stato iscritto a partiti storici e di governo dell'area laica e liberale e lì ho anche ricoperto importanti incarichi.
Purtuttavia e proprio per questo non ho il prosciutto sugli occhi e ritengo di amare a sufficienza la vera politica e di essere immunizzato dall'antipoltica alla Grillo, ma anche a quella dei Bersani, degli Alfano, dei Bossi, dei Casini e dei Di Pietro.
Una recente inchiesta dei giornalisti Stella e Rizzo ha rilevato come i costi delle amministrazioni italiane siano lievitati: fra il 2000 ed il 2009 le uscite delle Regioni italiane sono passate da 119 a 209 miliardi di euro.
Le Province, poi, continuano a succhiare inutilmente danaro, per non parlare di micro-Comuni italiani che potrebbero, più utilmente, essere accorpati e la medesima sorte potrebbe toccare a Consorzi e Comunità montane.
In tutto ciò non c'è nessuna forza politica che, alle prossime amministrative, si candidi per ridurre questo immane Carrozzone pubblico che ci sta costando in termini di imposte, fra IMU ed aumenti dell'IVA.
Oltre a ciò i partiti stanno continuando a distribuirsi i rimborseggi (nonostante fossero stati aboliti da un noto referendum Radicale) e, quanto alla privatizzazione del Carrozzone Rai, nemmeno se ne parla più (altro referendum Radicale vinto a stragrande maggioranza ed il cui esito è stato disatteso !).
Questa non è politica: è partitocrazia selvaggia. E' potere tolto ai cittadini, i quali hanno solo un'arma nonviolenta e civile: il NON VOTO.
Un non voto che, se superasse il 50%, forse, darebbe un segnale alla politica e potrebbe invitare "questi" politici che talvolta si camuffano nelle civiche, a trovarsi un altro mestiere.
Occorre, insomma, ripartire da zero per ricostruire: mandare a casa questa classe politica, avviare un'Assemblea Costituente con personale politico completamente rinnovato e, possibilmente, con forze politiche completamente nuove, le quali aboliscano i finanziamenti pubblici a partiti e giornali (tutti, non solo agli organi di partito); che aboliscano Province ed enti inutili; che accorpino i Comuni di medio-piccole dimensioni; che riducano l'IVA, aboliscano l'IMU, privatizzino la Rai. Introducano, finalmente, una legge elettorale chiara e diretta, con l'elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di governo.
Forse, allora, l'Italia sarà un Paese che in Europa potrà davvero contare ed imporre le sue regole e non rimanere una "macchietta" in balìa di burocrati e politicanti parolai.


Luca Bagatin



7 dicembre 2011

Il governo Monti e la manovra salva Italia


La si potrà criticare, così come tutte le manovre economiche che l'Italia ha avuto in tutti questi anni, ma una manovra come quella attuata dal governo Monti era necessaria.
Era necessaria e ci appare anche, tutto sommato, condivisibile ed equa.
Ci sono delle ombre e non sono poche, è vero. Almeno due ed evidenti: l'aumento dell'IVA, a decorrere da ottobre 2012 di ben due punti percentuali, il che porterà a comprimere i consumi in un momento nel quale andrebbero incentivati; la seconda è il ritorno dell'ICI sulla prima casa, un po' un salasso visto che la casa dovrebbe essere un diritto senza dover pagare per questo una tassa allo Stato.
Ma tant'è.
Ci sono però anche delle luci, anche queste, non poche: finalmente si aumenta l'età pensionabile, raggiungendo una media europea, e ciò per poter garantire un futuro alle giovani generazioni che altrimenti una pensione non potrebbero certo godersela; finalmente si aboliscono le giunte provinciali e, dunque, di fatto si aboliscono le Province quali enti politici, per restituire loro il vero scopo per il quale sono nate: ovvero enti tecnico-amministrativi; si introducono poi incentivi alle aziende che assumeranno giovani di età inferiore ai 35 anni e donne nel Mezzogiorno ed inoltre non ci saranno nuove tasse sulle imprese; inoltre saranno introdotte nuove tassazioni su automobili, imbarcazioni ed aereomobili di lusso.
E' vero, si poteva fare di più, come ad esempio privatizzare il carrozzone Rai-Tv; decurtare drasticamente gli stipendi dei politici nazionali e locali; innalzare la no tax area per le categorie meno abbienti.
Si poteva fare di più, certo, ma si poteva fare anche di meno. Ovvero così come hanno fatto i governi di destra e sinistra in questi ultimi diciassette anni.
Il governo Monti, in soli diciassette giorni ha fatto molto per il Paese ed ora toccherà vedere se le forze politiche lo sosterranno oppure faranno, come al solito, il bello ed il cattivo tempo.
Già gli estremisti di Lega Nord ed Italia dei Valori sono sul piede di guerra e ciò ci fa piacere, perché dimostrano una volta di più che le misure attuate da Mario Monti sono misure liberali. Sono misure liberali che, guarda caso, hanno sostenuto – in tutti questi anni – le piccole forze laiche, liberaldemocratiche e liberalsocialiste presenti in Parlamento, o comunque gli esponenti che ad esse facevano riferimento: nell'uno o nell'altro scheramento.
Il Terzo Polo sostiene il governo incondizionatamente, gli altri, invece, vedremo.
Fatto sta che: o lo faranno, oppure la crisi non si arresterà mai.
Occorre pensare alle nuove generazioni e non a fare demagogia, sosteneva De Gasperi. Con Monti ed i suoi ministri tecnici, che non hanno alcuna velleità elettorale, ciò sembra possibile.
Hanno il sostegno dell'Europa, degli Stati Uniti d'America, dei media intellettualmente onesti e dei cittadini intellettualmente onesti.
Li si lasci, finalmente, lavorare.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini