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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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18 settembre 2013

E' online il sito di AMORE E LIBERTA': l'alternativa Risorgimentale all'antipolitica dei partiti


www.amoreeliberta.altervista.org





Pensatoio politico, storico, sentimentale, erotico, spirituale. Un'alternativa alla politica dell'ultimo Ventennio ed alla partitocrazia antirepubblicana dell'ultimo secolo
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Official blog
www.amoreeliberta.blogspot.it



28 maggio 2013

Nasce AMORE E LIBERTA', ovvero un pensatoio-movimento-associazione-comitato antipartitocratico per il rilancio delle battaglie libertarie !

Ha vinto l'inciucio partitocratico e il risultato elettorale del PLI alle elezioni comunali di Roma è stato purtroppo al di sotto delle nostre aspettative.
Molto probabilmente, se Ilona Staller fosse stata candidata a Sindaco - come personalmente avevo proposto - le cose sarebbero andate diversamente e forse gran parte delle persone che si sono astenute avrebbe votato per noi, che avevamo un progetto di alternativa antipartitocratica al duopolio Pd-PdL.
Oggi, ad ogni modo, occorre ripensare ad un nuovo modo di fare politica. Alternativo, dinamico, al di fuori dai "partiti", che oramai hanno fatto il loro tempo.
Un progetto al di fuori delle ideologie stantìe del Novecento.
Infondo, si può essere liberali anche e meglio, senza avere un partito alle spalle.
E' per questo che ho deciso di proporre un movimento politico e culturale chiamato "Amore e Libertà", che ha per simbolo-icona Anita Garibaldi, moglie del primo Repubblicano e Socialista senza tessera di partito della Storia.
Un movimento che vuole rilanciare le tematiche con cui mi sono battuto, anche con Ilona Staller, in questa campagna elettorale: istituzione dei Parchi dell'Amore, legalizzazione della prostituzione, antiproibizionismo sulle droghe, diritti dei disabili, degli anziani e delle donne, legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito, abolizione degli enti inutili quali Province e comunità montane, introduzione nelle scuole dell'ora di educazione sessuale e dell'ora di Storia delle religioni, in luogo dell'ora di religione.
"Amore e Libertà" vuole essere un progetto/pensatoio aperto, non ideologico ed alternativo ai partiti.
Per informazioni ed adesioni è possibile contattarci direttamente al sito www.lucabagatin.ilcannocchiale.it oppure al sito www.amoreeliberta.blogspot.it, ove scaricare anche il Manifesto d'intenti.

Luca Bagatin
Presidente-ideatore di "Amore e Libertà", già candidato indipendente del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma



MANIFESTO D'INTENTI DI "AMORE E LIBERTA'"

“Amore e Libertà” non è un partito, ma un'associazione, un progetto culturale e politico alternativo ai partiti.
Un pensatoio politico, storico, sentimentale, erotico, spirituale. Un'alternativa alla politica dell'ultimo Ventennio ed alla partitocrazia antirepubblicana dell'ultimo secolo.
La forma-partito si è esaurita non tanto e non solo con l'esaurirsi delle ideologie del Novecento, bensì queste stesse ideologie si sono ingrigite, incupite, spesso sono state mero paravento per nascondere la più vera e nera gestione del Potere da parte di piccole oligarchie o di piccole personalità impolitiche.

Crediamo nelle idee, non nelle ideologie. Crediamo nelle persone che pensano con il cuore, anticamera dell'Amore.
E' per questo che “Amore e Libertà” ha per simbolo-icona Anita Garibaldi, una rivoluzionaria moglie del primo Socialista e Repubblicano senza tessera di partito della Storia. Quel Giuseppe Garibaldi che, assieme alla sua Anita, sarà testimone di valori quali – appunto - Amore e Libertà, da un capo all'altro dell'Oceano.
Amore come la storia che Anita e Giuseppe hanno vissuto, pur contrastata da mille battaglie contro l'oppressore bramoso di Potere: clericale, monarchico o imperiale che fosse.
Anita Garibaldi, morta a soli 28 anni dopo aver combattuto per la Repubblica Romana del 1849.
Repubblica Romana che, a differenza della Repubblica Partitocratica del 1948, è tutt'oggi esempio di laicità, civiltà, onesta e buona amministrazione pubblica.
Questo è e vuole essere “Amore e Libertà”.Il recupero della dimensione storica, ma al contempo Sacra. Il recupero ed il trionfo di quel Femminino Sacro vilipeso da tanti, da troppi o volutamente incompreso dalle Religioni Monoteiste Istituzionalizzate bramose di mero Potere e di controllo delle menti e dei corpi.
“Amore e Libertà” è un'associazione che vuole coniugare sentimento e passionalità. Spiritualità laica e civile. Lucida follia e creatività. Arte e letteratura visionaria.
Non chiediamo professioni di fede, né danari e nemmeno vogliamo vendere o regalare tessere. Né, tantomeno, vogliamo partecipare ad elezioni politiche o amministrative. Specialmente con “queste” leggi elettorali liberticide ed antidemocratiche, che contrastiamo.Abbiamo solo un nome, un simbolo e questo semplice manifesto d'intenti.Vogliamo, dunque e più semplicemente, veicolare le tematiche di sempre a noi care.
Ovvero vogliamo:


- piena trasparenza delle Istituzioni (anche attraverso l'Anagrafe pubblica degli eletti)

- che ogni carica pubblica/istituzionale torni ad essere al servizio del cittadino, ovvero percepisca uno stipendio onesto, in linea con la professione svolta prima del precedente incarico e non eccedente.

- che la meritocrazia, l'onestà intellettuale e l'amore universale diventino non solo o non tanto "termini di moda", ma siano praticati quotidianamente

- lotta ad ogni forma di discriminazione, ovvero lotta al razzismo, all'omofobia, alla massonofobia e all'odio religioso

- attuazione di politiche in favore della disabilità, con accesso delle strutture pubbliche e private da parte dei disabili, anche per quanto concerne l'aspetto ludico e sessuale

- introduzione di una legislazione che consenta il matrimonio omosessuale e che garantisca a tutte le coppie i medesimi diritti delle coppie sposate. Adozioni comprese.

- introduzione di una legislazione che consenta l'eutanasia legale ed il suicidio assistito, in apposite strutture e con personale medico specializzato, anche sotto il profilo psicologico, sull'esempio svizzero.

- introduzione di una legislazione che legalizzi cannabis e derivati, con tutti i benefici che ne possono derivare anche sotto il profilo industriale e ambientale.

- istituzione dei parchi dell'amore

- lotta alla vivisezione, rispetto di ogni forma di vita e difesa dell'ambiente


- legalizzazione della prostituzione


. introduzione, nelle scuole, dell'ora di educazione sessuale

- introduzione, nelle scuole, in luogo dell'”ora di religione”, l'”ora di Storia delle religioni”


- abolizione degli enti inutili quali Province, consorzi, comunità montane


“Amore e Libertà” ha, fra le sue figure ispiratrici, oltre ad Anita ed a Garibaldi stesso, Giuseppe Mazzini, il conte di Cagliostro, Krishna, Buddha, Ermete Trimegisto, Cristo, Maria Maddalena, Platone, Pitagora, Giordano Bruno, Dante, Madame Blavatsky, Krishnamurti, Gurdjeff, Ernesto Nathan, Gandhi, Albert Einstein, Peter Boom, Moana Pozzi, Ursula Davis, Ilona Staller e Debdeashakti. Figure solo apparentemente slegate fra loro. Figure rivoluzionarie e trasgressive che hanno fatto della loro vita una costante ricerca evolutiva di Amore e di Libertà.

Luca Bagatin
Presidente e ideatore di Amore e Libertà

Segnaliamo inoltre due ottimi articoli dedicati alla figura di Anita Garibaldi scritti dall'amico giornalista Paolo Di Mizio, già caporedattore del TG5, che ci ha già espresso il suo entusiasmo per la nascita di AMORE E LIBERTA':


http://leparoledellanotte.laperfettaletizia.com/2013/05/la-leggenda-di-anita-garibaldi.html


http://leparoledellanotte.laperfettaletizia.com/2013/05/guerre-amori-e-morte-di-anita-garibaldi.html



16 maggio 2013

"Intervista esclusiva all'Artista e blogger dell'Eros Debdeashakti" by Luca Bagatin

Debdeashakti è una dea terrena.
E' una ragazza spigliata, disinibita, colta, passionale ed appassionata di spiritualità e non solo.
Debdeashakti, al secolo Debora De Angelis, trentenne romana, è blogger (www.debdeashakti.over-blog.it) attivista, testimonial e membro del comitato promotore di Love Giver (www.lovegiver.it, www.assistenzasessuale.it ), ovvero il progetto di Assistenza Sessuale ai disabili nato per iniziativa di Maximiliano Ulivieri, è protagonista di diversi video informativi su youtube sul canale dello stesso Ulivieri e, per due anni consecutivi, ha partecipato alla trasmissione di La7d "La Mala Educaxxxion", che ha appena concluso la messa in onda della terza edizione, un talk show sul sesso in cui molte donne e qualche uomo si confessano, a dispetto del titolo, con educazione e una buona dose di autoironia in merito ai propri gusti ed esperienze sessuali. Un salotto per bene insomma, nel quale, grazie all’arguta conduzione di Elena Di Cioccio, il sesso perde qualunque connotazione negativa e moralista e diventa argomento giocoso da condividere attraverso il confronto e la comunicazione senza tabù.
Ma Debdeashakti è soprattutto un'energia femminile particolare, una figura insolita nel panorama cultural-erotico-politico, per così dire.
Una persona che mi ha incuriosito subito per l'insieme di immagini, pensieri e parole armoniche che ama postare sul web, in una perfetta unione cosmica fra ironia, erotismo e spiritualità.
E' per questo che, fra il serio ed il faceto, ho deciso di proporle quest'amichevole intervista.
Per capire meglio che cosa si cela dietro a Debdeashakti, questa battagliera dea terrena del web e non solo.


Luca Bagatin: Dunque, innanzitutto come preferisci che ti chiami ? Deb, Debdeashakti, Debora... ?

Debora de Angelis: Deb è come mi piace essere chiamata dagli amici. Shakti, da coloro che riconoscono in me l’energia della Dea. E’ una fortuna che io mi chiami Debora De Angelis, altrimenti questo gioco di parole non sarebbe riuscito tanto bene. Vedi tu a questo punto, sei amico o devoto? (sorride)


Luca Bagatin: Bene, Debdea (sono amico, devoto, amante, o nessuno di questi. Non amo le definizioni precostituite ;)). Come ti definiresti, in poche parole ?

Debora de Angelis: Io sono una portatrice sana della Shakti, l’energia femminile creatrice che vive, latente, in ogni essere umano. Ho accettato consapevolmente di dedicare la mia vita a ridar corpo e voce a un modello di donna ormai dimenticato, una donna che a seconda del punto di vista della cultura in cui la osservi, se matriarcale o patriarcale, può sembrarti una Sacerdotessa dell’Eros degna del più alto rispetto oppure una pubblica peccatrice. Colei che sfida la morale restando nel solco del sacro, diciamo così. Con un altro gioco di parole mi piace definirmi ‘uoma(n)’, dato che do voce e forma anche al mio aspetto maschile, travestendomi da uomo.


Luca Bagatin: Come è nato il tuo attivismo in LoveGiver e perché hai deciso di batterti per l'assistenza sessuale ai disabili?
Debora de Angelis:
Il mio attivismo è nato dalle mie precedenti esperienze autodidatte nell’ambito dell’assistenza sessuale. In passato mi è capitato di fare assistenza, con estrema naturalezza, e non appena sono entrata in contatto con Maximiliano Ulivieri, che aveva messo in piedi il progetto Lovegiver per portare questa importante professione e funzione sociale in Italia, un sodalizio è stato inevitabile. Non sono ancora molte le donne pronte a esporsi sapendo di essere inevitabilmente associate alla prostituzione, sebbene l’assistenza sessuale sia qualcosa di profondamente diverso, che puoi comprendere soltanto approfondendo l’argomento, senza lasciarti andare a facili deduzioni indotte dal nostro modello culturale. Ho riconosciuto questa battaglia come qualcosa per cui valeva la pena spendere gran parte delle mie energie. Credo che liberare il sesso da dogmi e tabù e riportarlo alla sua dimensione di energia di benessere psicofisico -se approcciato con serenità e consapevolezza-sia utile tanto alle persone disabili che alle donne, due categorie ancora vulnerabili nel nostro paese, in quanto il loro diritto alla massima espressione sessuale che potrebbero raggiungere viene culturalmente ostacolato.


Luca Bagatin: Che cos'è per te la sessualità?

Debora de Angelis: Utilizzo un approccio tantrico all’argomento: è energia, fonte di consapevolezza ed estasi. E’ qualcosa che ci permette di creare la vita: a volte un figlio, a volte un’idea, a volte noi stessi. Può essere usata in molti modi, se la conosci.


Luca Bagatin: Come è vissuta, secondo te, oggi, la sessualità fra i giovani e fra gli adulti ?
Debora de Angelis:
Per la mia esperienza, ancora non è vissuta in due aspetti fondamentali. Nella sua sacralità e nella sua ingenuità. Questo purtroppo è un retaggio prettamente culturale, le culture di matrice patriarcale tentano da sempre di regolare il sesso, imprigionarlo in qualche forma al fine di gestirlo. Inevitabilmente producono esseri umani che perdono consapevolezza di quanto la sessualità sia naturale e gioiosa, se si evita di sporcarla associandola a dogmi e tabù di sorta, ai concetti di peccato, di colpa, di vergogna. Oggi siamo in via di liberazione da questo fenomeno, c’è maggiore comunicazione sulle tematiche sessuali, le persone si concedono il lusso di sperimentare attraverso pratiche trasgressive un tempo ‘proibite’. Ma c’è ancora tantissimo lavoro da fare in questo senso, soprattutto in termini di un’ottima educazione sessuale, tanto ai ragazzi in via di maturazione che agli adulti, che spesso lasciano i propri figli nella stessa inconsapevolezza in cui sono stati lasciati loro, per incapacità di comunicare, di verbalizzare senza imbarazzo argomenti connotati sessualmente.


Luca Bagatin: In privato mi hai detto che il tuo obiettivo è quello di "ristabilire il culto dell'Amore e dell'Eros". Come si sostanzia questo tuo obiettivo ?

Debora de Angelis: Sai, un tempo, se mi avessi chiesto che avrei voluto fare da grande, ti avrei risposto: la scrittrice. A un certo punto ho capito che volevo e potevo essere soltanto la protagonista della narrazione della mia vita. In effetti, mi limito a incarnare il modello di donna che vorrei tornasse ad essere legittimato nel mondo: la Sacerdotessa del culto dell’Amore e dell’Eros, qualcuno per cui sesso e sacralità vanno sempre di pari passo, che suscita rispetto non ‘nonostante’ sia associata al sesso, ma esattamente per questo. Il sesso deve essere restituito alla sua sfera di competenza: il sacro e con esso le sue sacerdotesse (etimologicamente: coloro che conducono al sacro). Se Gandhi aveva ragione, essere il cambiamento che vorrei vedere manifestarsi nel mondo dovrebbe bastare.


Luca Bagatin: Sei legatissima alla spiritualità. Sia Orientale che Occidentale. Come ti sei avvicinata alla figura dell'iconografia Indù, in particolare ?Che cos'è per te la spiritualità e come può, questa, fondersi con l'erotismo e l'amore ?
Debora de Angelis:
Sono sempre stata dotata di un forte richiamo verso la spiritualità e fede in quella che potremmo chiamare divina provvidenza. Insomma, credo in un’intelligenza superiore che ci trascende, ma questa visione non mi è mai bastata, la sentivo incompleta e la mia cultura non mi dava modo di integrarla con altri aspetti che sentivo altrettanto veri: se c’era un Dio Padre, lassù nei Cieli, doveva esserci anche una Dea Madre, un principio immanente che si manifesta in ogni aspetto della creazione, a partire da quaggiù, la Terra. E forse, se ci sono una madre e un padre, l’essere umano è un Dio Figlio che gode di entrambi questi aspetti, potenzialmente androgino. La divinità è quindi nei cieli, nella terra e si sposa in noi. Questa visione la trovo completa e riscontrare che in oriente viene usata, in riferimento all’iconografia di Shiva, Shakti e Ganesha, una triade divina indù (una sacra famiglia, in effetti), ad esempio, mi ha riempita di gioia. Come a dire che a volte quando non ci si riconosce nella religione del luogo in cui nasciamo, preferiamo rinunciare a fede e spiritualità tout court, professarci atei o agnostici, che lo trovo un atteggiamento molto infantile. Te lo metto sotto metafora: un figlio accetta fino a un certo punto gli insegnamenti impartiti in famiglia, per poi maturare una sana ribellione, andare per il mondo a cercare la propria verità e infine pacificarsi con la famiglia d’origine, salvando ciò che di buono gli ha trasmesso e superando quella visione, arricchendola della propria esperienza personale. Se si ferma a recriminare tutta la vita per gli insegnamenti ricevuti in famiglia, a combatterli o rinnegarli, diventa un eterno bambino dipendente, per contrapposizione, esattamente da una visione distorta di quegli stessi insegnamenti.
Riguardo al legame tra spiritualità e sessualità, già credo di averti risposto: per me sono due aspetti complementari e inestricabili. E’ attraverso la sessualità che entriamo nel mondo, quindi già per questo è sacra. Ma è attraverso l’energia sessuale correttamente indirizzata che possiamo rinascere, ricrearci come esseri umani liberi e integri, e per questo è ancora più sacra. Diciamo che sesso e spirito sono due poli che si attivano a vicenda. Non c’è Shiva senza Shakti e viceversa, potremmo dire. Non c’è energia spirituale senza energia sessuale, né principio maschile senza quello femminile. E’ un dualismo che va ricomposto in una dualità di opposti complementari che vivono l’uno grazie all’altro, come il simbolo dello yin/yang. Per questo è pericoloso separarli: il sesso senza spirito diventa ben presto bestiale o meccanico, la spiritualità priva di una corretta gestione dell’energia sessuale è effimera, sterile. Non puoi trovare Dio se rinneghi la Dea e il suo aspetto più importante, cioè l’energia sessuale e creatrice.


Luca Bagatin: E ora una domanda sulla politica. Che ne pensi della politica di oggi ? Di che cosa c'è necessità, oggi, in politica ? La spiritualità e l'erotismo possono, a tuo parere, sostituirsi alle vecchie ideologie del Novecento ?
Debora de Angelis:
Uh, che domanda impegnativa. Parto dalla seconda delle tue domande e ti rispondo che sì, se spiritualità ed erotismo, in una nuova forma (non religiosa né pornografica come comunemente intese), in una possibile sintesi, diventassero linee guida della politica, sarebbe un sogno. Per un motivo molto semplice: una cultura che ricompone la frattura tra sesso e sacro è una cultura pronta a recuperare molti aspetti perduti di un approccio matriarcale: rispetto per la Madre Terra e per le donne, intese come portatrici della divinità femminile; cooperazione, equa distribuzione delle risorse, dignità per ogni aspetto della creazione e quindi per ogni essere umano, indipendentemente dal sesso, dal colore della pelle. Metodi educativi più rispettosi della natura umana in via di sviluppo, compresa una sana e corretta educazione sessuale. La politica di oggi? Penso che ogni partito o movimento che tenda verso il recupero di questi valori abbia un’ottima possibilità di operare direttamente un cambiamento urgente e inevitabile. Gli altri, che si ostinano a cristallizzarsi su posizioni ideologiche ormai antistoriche, sono destinati ad essere spazzati via.

E allora, cara Debdea, lavoriamo per costruire assieme un movimento in tal senso !


Luca Bagatin



21 marzo 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: "Braccialetto (e occhi) viola". Monologo mistico by Baglu



Penso che.
Anzi no, mi ricordo.
Quanto amo ricordare.
Amo ricordare quasi quanto, allora, amavo vivere.
Ciò che stavo vivendo.
Ricordo con grande nostalgia e con una certa eccitazione quando dormimmo nudi, abbracciati. Il mio petto suo suo seno. Il mio sesso sul suo.
Dormimmo così, completamente senza vestiti - anche se Lei aveva qualche pudore.
Pensate che, ancora oggi, la notte, molto spesso, mi trovo a pronunciare il suo nome, a bassa voce, cercandola nella parte destra del mio letto. Per poi svegliarmi del tutto ed accorgermi che Lei non c'è.
Anche quando stavamo assieme, quand'ero a casa mia, ovvero lontano da Lei, mi capitava. Ma, allora, sapevo che - presto o tardi - l'avrei rivista.
Oppure come quando Lei aveva la febbre alta e dormimmo su un divanoletto, con Lei che moriva di caldo mentre io la abbracciavo, anche durante la notte, stretta a me.
Sì, è vero, "aspettarsi" è il giusto gesto d'amore. Solo che dubito che, oggi, Lei aspetterebbe me. Io forse sì, la aspetterei.
Ma per amare bisogna essere in due.
Il fatto è che - oggi possodirlocazzo - l'Amore, come cosa concreta, non esiste. Esiste come ideale a cui tendere. L'Amore è come il Socialismo utopistico: bellissimo, ma irraggiungibile. Almeno su questa terra.
Nel Nirvana non saprei dire, francamente.
C'è stato un tempo in cui osservavo particolari rituali e credevo fermamente alla Legge del Karma di causaeffetto. Da parecchi anni, francamente, me ne fotto.
Non che non ci creda o roba così, solo che Ganesha è dentro di te. Non certo nei rituali e nell'esteriorità. Krishna è dentro di te. Dio è dentro di te, anche quando e se lo bestemmi. Forse soprattutto allora, nella sua forma più animalesca. Perché sono gli Animali (ovvero i principali detentori dell'Anima) ad essere i più vicini a Dio. Non certo gli uomini.
Ed un presunto Vicario di Cristo non ha alcuna voce in capitolo, perché lo stesso parlare di "Vicario di Cristo" è una burla della mente umana. Un controsenso, visto che Cristo venne sulla terra senza alcuna autorità. E certo oggi non necessita di alcuna autorità.
Perché l'autorevolezza è l'esatto opposto dell'autorità.
Spesso temo, pensando a Lei, che possa sposarsi o andare a vivere con qualcun altro. Sono un idiota. Forse. Però, nonostante le nostre litigate e qualche incompresione fra caratteri artistici, mi emozionava. E mi emoziona ancora, pensarla.
Una volta credo di essere riuscito ad emozionare anche Lei. Con quella dedica stampata.
Lei, invece, è riuscita a farmi arrabbiare non poco e non poche volte. Ma, vabè, capita.
A volte mi ha anche spaventato, come è normale che capiti quando temi di perdere una persona. Poi la perdi e che cosa ti rimane ? Il vuoto.
Il vuoto Zen ? Mmh. Non saprei.
Ora non sto parlando dalla mia solita panchina, ma sopra una nuvoletta. Quella nuvoletta ove immagino si trovino tutte le persone scomparse della mia vita. E che da bambino avrei immaginato di incontrare, un giorno.
La verità è che il misticismo mi è entrato nel sangue allorquando non riuscivo a capire il significato della vita e cercavo di dargliene uno, ma colorato.
Ho sempre odiato i crocifissi. Ho sempre amato le belle forme. Perché la forma è sostanza. Anche nella scrittura.
Non puoi credere in un uomo che "muore per il genere umano", bensì vale la pena di credere in un Essere che rigenera sé stesso.
Non puoi credere a un'ideologia, ma solo tendere ad essa. Puoi credere nell'Amore, nell'Eros, nel Socialismo libertario e utopistico.
Puoi credere in te stesso o negli altri ?
No di certo.
Come non puoi credere nel futuro, ma in un eterno presente.
Però puoi ricordare di quando hai messo in gioco te stesso, quando hai - quantomeno - tentato di amare.



21 gennaio 2013

"Aforismi bagatiniani" by Luca Bagatin

Il sigaro è elegante, sexy, bogartiano, pinkettsiano e bagatiniano. E' un simbolo fallico che non fallisce mai.
Il primo Papa conobbe Gesù. L'ultimo no.
E si vede dalle scempiaggini che dice quotidianamente.
Per me l'inglese è e rimarrà una lingua figlia di un Dio minore: Alaunus (che, non a caso, quasi nessuno conosce).
Quella latina figlia di un Dio sufficientemente maggiore: Giove.

Quella sanscrita, invece, di un Dio con i controfiocchi: Vishnu-Krishna.

A Banana Yoshimoto preferisco Arancia Hirohito. E ciò in quanto in letteratura non necessito di potassio, bensì di vitamina C con una buona dose di sadismo kubricko.

Qualunque autore può affermare di scrivere da Dio. Ma solo dopo morto.




26 agosto 2012

Emanuel Swedenborg nell'opera musicale di Fabio Mengozzi: spiritualità in musica



Emanuel Swedenborg (1688 – 1772), importante figura del panorama scientifico, filosofico e mistico-spirituale svedese, visse alla corte di re Carlo XII di Svezia di cui divenne anche consulente per le applicazioni militari (pensate che suo è il primo prototipo dell'attuale Hovercraft in uso dalla marina militare).

Swedenborg, come ricorda Lino Sacchi nella sua raccolta di biografie di massoni famosi edita dalle Edizioni Età dell'Acquario, fu massone di Rito Scozzese Antico ed Accettato e, ben presto, sarà conosciuto in tutto l'universo spirituale del XVIII secolo per le sue doti di chiaroveggenza e la sua capacità di sperimentare particolari stati di coscienza molto simili al samadhi della tradizione vedica, con visioni, capacità di preveggenza e medianiche (in particolare legate alla possibilità di comunicare con gli Angeli).

Fu così che elaborò una particolare tecnica di meditazione legata alle varie parti del corpo, molto simile a quella praticata dagli Yogin Himalayani e, tali meditazioni, lo porteranno ad elaborare uno specifico rituale massonico denominato tutt'oggi Rito di Swedenborg o Rito Svedese, diffuso e praticato in Islanda e nei Paesi Scandinavi.

Agli studi ed agli scritti di Swedenborg (oggi disponibili, in Italia, per le Edizioni Mediterranee “Cielo e Inferno” e “Conversazioni con gli Angeli”, volumi che racchiudono la descrizione pressoché completa ed esaustiva delle sue visioni medianiche) si ispirarono numerosissimi intellettuali e studiosi, fra cui lo psicanalista Carl Gustav Jung che nel mistico svedese vide un precursore della psicanalisi, l'insigne filosofo Immanuel Kant, lo scrittore Goethe e – in tempi più recenti – il poeta Jeorge Luis Borges.

A Swdenborg, alcuni anni fa, si è ispirato anche lo scrittore friulano Carlo Sgorlon che, per Mondadori, ha dato alle stampe il romanzo filosofico "Il circolo Swedenborg" e persino l'ambiente musicale è rimasto toccato dall'opera swedenborghana al punto che, un giovane compositore, pianista e direttore d'orchestra quale è l'astigiano Fabio Mengozzi, che mi ha di recente contattato, ha realizzato un brano ove ha applicato la cosiddetta "Dottrina delle Corrispondenze" di Swedenborg.

Tale "Dottrina" è descritta nell'opera "Arcana Coelestia", scritta poco prima del 1750 dal mistico svedese. Essa intende mettere, appunto, in corrispondenza il mondo materiale con quello spirituale. Ogni nostra scelta terrena, infatti, è legata e corrispondente a ciò che ci accadrà quando saremo defunti. I nostro pensieri e le nostre azioni terrene, dunque, sceglieranno se ci collocheremo in quello che Swedenborg definisce "Cielo", oppure nell'"Inferno". Ciò ricorderà a molti la dottrina vedica del karma, non a caso.

Ebbene, Fabio Mengozzi, classe 1980, diplomatosi in pianoforte all'età di 19 anni al Conservatorio di Torino - presentandosi da privatista - avvaldendosi delle relazioni matematiche fra le note, ovvero dei procedimenti numerici cari a Pitagora per trasformare i numeri in musica, ha realizzato - ispirandosi alla mistica swedenborgiana - "Dieci frammenti celesti", una composizione fatta di sonorità inedite e mistiche (ascoltabile su youtube), realizzata, oltre che con il pianoforte, anche con bulloni, viti, gomma e cartone, secondo il metodo ideato dal compositore John Cage.

Fabio Mengozzi mi ha confessato che per lui "il Numero và colto per il suo significato qualitativo oltre che quantitativo". Ed esso è inevitabilmente necessario nelle composizioni musicali, in particolare se si rifanno alla Tradizione.

Il musicista, per Fabio Mengozzi, è, infatti, una sorta di alchimista che mette Ordine al Caos, poiché "Tutto è stato creato nel numero, nel peso e nella misura".

Ed è in base a tale ricerca mistica per mezzo della musica che Fabio Mengozzi si è avvalso, per realizzare la sua musica swedenborgiana, della cosiddetta Successione di Fibonacci, che è connessa con la Sezione Aurea (o Proporzione Divina) che conoscevano molto bene i matematici dell'Antica Grecia e dell'Antico Egitto, oltre che i mistici, i Sufi ed i Costruttori delle Cattedrali...antichi progenitori degli attuali Liberi Mutartori.

L'opera di Mengozzi, ancora purtroppo poco conosciuta, in particolare in Italia, lo ha ad ogni modo messo in contatto con la Swedenborg Scientific Association, che, in Pennsylvania si occupa di divulgare ed approfondire il pensiero filosofico di Emmanuel Swedenborg, nonché gli ha permesso di presentare il brano "Dieci frammenti celesti", in prima assoluta, presso la prestigiosa Winchester Modern Gallery di Victoria, in Canada.

Penso ci sia molto da imparare attraverso l'opera di Fabio Mengozzi.

Innanzitutto permette di comprendere, anche ai ricercatori dello Spirito più navigati, quante applicazioni possa avere la Sezione Aurea e quanto determinati Rituali, anche massonici, siano tutt'altro che inventati o slegati dalla realtà materiale e mistica nella quale viviamo ed alla quale possiamo attingere anche per mezzo dei suoni e della musica. Oltre che della meditazione.

In secondo luogo richiama alla mente l'opera di Swedenborg che fu forse il primo, in Occidente, ad approfondire la tradizione Vedica ed Indù e ad introdurla pesino nel mondo massonico, con perfezione scientifica, senza voli pindarici o ciarlatanerie tipiche dei tanti pseudo-mistici e pseudo-alchimisti di ieri e di oggi.

In terzo luogo, l'opera di Mengozzi, apre le porta ad una riflessione più ampia nel panorama musicale, che non è solo o tanto legato al gusto personale, all'"avere orecchio", come si diceva un tempo. La musica è, come la scrittura, perfezione e responsabilità e, dunque, in particolare se vuole essere efficace a livello "sottile", a livello spirituale, deve contenere le giuste proporzioni, così come è accaduto per la costruzione degli Antichi Templi come quello di Salomone, il Santuario di Asclepio, le Piramidi egizie, le Cattedrali gotiche.

Questo, gli Antichi, lo sapevano bene e questo è il lavoro delle moderne Confraternite spirituali di oggi e di sempre. Mantenere vivo il fuoco della Gnosi, della Conoscenza, in un mondo ove la materialità rischia di offuscare e controllare le menti, svuotandole di ogni intrinseca intelligenza.


Luca Bagatin



21 ottobre 2011

"Verso la Luce": manuale per l'Apprendista Libero Muratore



Franco Montanari fu Sovrano Luogotenente Gran Commendatore Onorario del Supremo Consiglio d'Italia del Rito Scozzese Antico ed Accettato, nonchè Gran Maestro Aggiunto Onorario della Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
E' a Franco Montanari che i Massoni - in particolare quelli della Gran Loggia d'Italia - debbono profonda riconoscenza in quanto fu lui che, sotto lo pseudonimo di "Franco Massimo", pubblicò - nel 1968, sotto la Gran Maestranza di Giovanni Ghinazzi - un agile manuale dal titolo "Verso la Luce", ad uso interno degli Apprendisti Liberi Muratori.
Il volume sarà poi ripubblicato nel 1988 con prefazione dell'allora Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Renzo Canova, sempre ad uso interno e, con edizione aggiornata anche per il pubblico profano, nel 2007, a cura dell'allora S.G.C. Gran Maestro Luigi Danesin, per la casa editrice Athanor, dal nuovo titolo "In cammino verso la Luce".
Debbo confessare che l'edizione originale non in commercio del '68 è di gran lunga più gustosa, per quanto non fornita della prevegole e colorata copertina odierna e non presenti dei caratteri tipografici particolarmente eleganti.
L'opera, nel suo complesso, è un dono che il 33esimo grado del RSAA Montanari ha voluto fare a coloro i quali si apprestavano e si apprestano ad entrare in Massoneria. E' un'opera che si tramanda di generazione in generazione, sin dalla fine degli anni '60. E' un regalo che ogni Maestro della Gran Loggia d'Italia fa al suo Apprendista.
E' un manuale, un compendio di esoterismo per istruire i neofiti.
Esso si avvale, quindi, di numerosissime citazioni e ricopiature di opere esoteriche e massoniche del passato, con particolare riferimento al Farina (Il Libro dei Rituali del Rito Scozzese Antico ed Accettato) ed al Porciatti (Simbologia Massonica - Massoneria Azzurra), oltre che ad Ulisse Bacci (Il Libro del Massone Italiano) ed a René Guénon.
"Verso la Luce" si apre con gli scopi dell'istituzione Libero Muratoria, ovvero il perfezionamento dell'individuo e l'edificazione del suo Tempio interiore per mezzo di rituali e dello studio dei simboli, con particolare riferimento al simbolismo degli strumenti del mestiere liberomuratorio.
Ci parla poi dei valori fondanti della Massoneria: Libertà, Uguaglianza, Fratellanza e Solidarietà e li inquadra anche nell'ambito della Storia stessa della Libera Muratoria e della civilià occidentale, la quale ha origini pagane e misteriche che affondano le radici nell'Antico Egitto e nell'Antica Grecia.
Ci parla poi dei Grandi Iniziati del passato: Rama, Zarathustra, Buddha, Krishna, Hermes, Orfeo, Pitagora, Lao Tse, Confucio, Mosè, Gesù, Maometto. Ci racconta la vita di ciascuno di loro ed i loro insegnamenti, non alla luce di quanto sono stati stravolti dalle Religioni Istituzionalizzate, ma il loro più autentico significato che sta all'origine della Divinità insita in ogni individuo, la cui scoperta è lo scopo vero ed ultimo della Massoneria.
Raccontando la storia della Massoneria, "Franco Massimo" in "Verso la Luce", non può che tratteggiare i movimenti spirituali che la influenzarono e le diedero corpo, ovvero quello degli Architetti costruttori delle Cattedrali, degli Alchimisti, dei Templari, dei Rosa+Croce. Via via sino alla Massoneria moderna, ufficialmente fondata a Londra nel 1717 e le cui Costituzioni e rituali furono elaborate e raccolte, nel 1723, dal reverendo James Anderson.
Attorno alla Massoneria, dunque, si galvanizzeranno tutte le dottrine soffocate dal Cattolicesimo nei secoli precedenti e sarà anche per questo che essa diventerà vero e proprio punto di riferimento e ritrovo per filosofi, artisti e scienziati.
Il libro, purtuttavia, non tace un elemento fondamentale e scarsamente ricordato nella gran parte delle pubblicazioni massoniche, ma ricordato da René Guénon, ovvero che il reverendo Anderson stravolse e distrusse gran parte della documentazione relativa alle origini del rituale del terzo grado, ovvero quello di Maestro e ciò per ragioni politico-religiose, ovvero per non urtare la sensibilità della corrente "orangista", favorevole alla Casa Reale d'Inghilterra.
Guénon, proprio rispondendo ai vari "antimassoni e cospirazionisti", afferma quindi distintamente che fu proprio la Massoneria la vera vittima di un complotto politico e da allora fu resa facile bersaglio al fine di sviare le ricerche di chi vorrebbe smascherare le correnti che stanno all'origine del disordine del mondo moderno.
"Verso la Luce" presegue poi parlando del fiorire massonico in Italia durante il periodo Risorgimentale e di come la Massoneria diede un contributo fondamentale all'Unità d'Italia ed alla laicizzazione del Paese.
Purtuttavia va ricordato come, nel periodo post-unitario, fu grazie al pastore protestante Saverio Fera, con la fondazione della Serenissima Gran Loggia d'Italia nel 1908, che la Massoneria italiana di Rito Scozzese fu liberata da ogni condizionamento politico e sancì la piena libertà religiosa e di coscienza dei propri aderenti.
Nella sua parte finale il libro di "Franco Massimo" si conclude con un "Cenno Giuridico" che spiega la differenza fra "Ordine" e "Rito" e con una "Parte Esoterica" che entra nello specifico della preparazione tecnica della Loggia, del Tempio e quella tecnica e spirituale dell'Apprendista Libero Muratore.
Coloro i quali riceveranno in dono "Verso la Luce" o avranno occasione di leggerlo, potranno davvero ritenersi fortunati e potrà certamente essere loro di sostegno e conforto durante il proprio cammino spirituale e di elevazione morale.

Luca Bagatin



6 ottobre 2011

Addio Padre Anthony Elenjimittam, possa il Tuo Spirito unirsi all'Eterno


Ho appreso appena in questo momento che Padre Anthony Elenjimittam, ultimo discepolo del Mahatma Gandhi ed amico di Papa Giovanni XXIII, si è spento.
Conobbi Padre Anthony Elenjimittam anni fa, a Pordenone, a casa di amici (Gerarda Cesarini ed Oscar Martino, teosofi, fondatori del primo Centro Sai Baba in Italia) che lo ospitarono e ascoltai diverse sue conferenze sulla spiritualità, il karma, Dio, Gesù, Krishna, Buddha, Maometto, l'unità delle religioni e la reincarnazione. Non ho molto altro da dire se non che era una persona speciale, in un mondo spesso triste e materiale e così lontano da ogni meditazione interiore, pur necessaria all'Evoluzione umana.
Possa il Suo Spirito unirsi con l'Eterno. 
OM SAI RAM.




11 settembre 2011

Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica


Nessuna vita può dirsi più avventurosa della sua. Nessuna vita può essere descritta come un vero e proprio romanzo d'appendice. Nessuna vita fu più ricca di spiritualità e di emozione di quella di Helena Hahn, futura Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Socientà Teosofica.
Paola Giovetti, giornalista e scrittrice, esperta di tematiche esoteriche, ce la descrive magnificamente nella sua recente biografia - edita dalle Edizioni Mediterranee - "Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica".
Helena Hahn, di nobili origini, nacque nella Russia meridionale fra il 30 ed il 31 luglio del 1831. Spirito libero e ribelle che si manifestò sin in tenerissima età, sposò per sfida, a soli diciassette anni l'anziano generale Blavatsky, dal quale presto divorziò per seguire la sua vera vocazione: i viaggi e la spiritualità.
A soli diciassette anni, infatti, abbandonò la famiglia per visitare l'Asia Centrale, l'India, l'America del Sud e l'Africa, visitando le zone più impervie del pianeta.
Sin da bambina, peraltro, mostrò le sue doti di chiaroveggente e la capacità di parlare con quelli che saranno poi da lei definita i "Maestri" o "Mahatma", ovvero esseri viventi che in questa loro incarnazione avevano scelto di guidarla nel suo cammino verso il misticismo (il Maestro Koot Humi ed il Maestro Morya).
Tornata in patria, Helena Petrovna Blavatsky (o HPB, come amava firmarsi), dimostrò in suoi poteri di chiaroveggente all'intera famiglia e persino al suo scettico e positivista padre: ella era infatti in grado di produrre suoni o musica da qualsiasi oggetto volesse; ottenere fra le sue mani oggetti o lettere da lei distantissime (i famosi "apporti"); fornire risposte alle domande anche solo mentali dei presenti, far mutare di peso gli oggetti e le persone presenti.
HPB spiegò poi che tali fenomeni non erano da considerarsi "paranormali", bensì fenomeni latenti, presenti in ogni individuo e che lei era riuscita in qualche modo a risvegliare.
Madame Blavatsky non credette mai agli spiriti o ai fenomeni medianici, per così dire, ma dimostrò come questi fossero prodotti della mente umana e come i Maestri non fossero spiriti di anime morte, bensì esseri viventi che avevano scelto - in questa incarnazione - di guidarla.
Madame Blavatsky, peraltro, come ci racconta Paola Giovetti, nel 1851 era in Italia e fu assidua frequentatrice dei circoli repubblicani di Giuseppe Mazzini (di cui peraltro influenzò profondamente il pensiero spirituale, legato anche alla reincarnazione) e combettè persino nella battaglia di Mentana a fianco del generale Giuseppe Garibaldi (anch'egli profondamente affascinato da HPB e dalle sue dottrine spirituali) contro le truppe pontificie e lì fu ferita. Da allora HPB, fu solita indossare una camicia rossa "alla garibaldina".
Negli anni '70 dell'800 riprese i suoi viaggi verso Oriente, ove conobbe numerosi maestri spirituali e yogin. Sarà purtuttavia determinante il suo incontro con il colonnello americano Henry Olcott, profondo studioso di Massoneria ed esoterismo, di un anno più giovane di lei, che la porterà ad una svolta.
Assieme al colonnello Olcott (con il quale condivideva, oltre gli interessi e gli studi, anche la passione per il fumo, che non abbandonerà nemmeno in punto di morte), Madame Blavatsky intraprese un sodalizio spirituale destinato a durare negli anni al punto che Olcott l'aiuterà nella redazione della sua monumentale opera "Iside Svelata": condensato di scienza, spiritualità, cosmogonia, antropologia e religione che HPB riuscì a scrivere in trance, "sotto dettatura" dei Mahatma e per mezzo di apporti di documenti e libri rarissimi che solo lei riuscì a reperire (alcuni contenuti anche negli archivi segreti del Vaticano).
Nel 1875, su sollecitazione dei Mahatma, Olcott e HPB, fondarono a New York la Società Teosofica, associazione filantropica e adogmatica di studi esooterici, destinata a combattere il dogmatismo, il materialismo ed il bigottismo imperante.
Alla Società Teosofica erano (e sono tutt'ora) ammessi tutti coloro i quali avevano (hanno) desiderio di perseguire questi tre scopi: fondare un nucleo della Fratellanza Universale senza alcuna distinzione di razza, ceto sociale e sesso; studio non dogmatico delle religioni e delle filosofie e riscoprire i poteri latenti dell'individuo.
Successivamente HPB ed Olcott si trasferirono in India, ove iniziarono a fare proseliti ed a fondare il Quartier Generale della Società Teosofica, proprio allo scopo di risvegliare la coscienza spirituale del popolo indù, così ricco di tradizione vedica.
La Società Teosofica fondava il suo insegnamento sul karma, ovvero la legge di causa ed effetto e, dunque, sulla reincarnazione ed il ciclo delle rinascite.
Il Mahatma Gandhi stesso, futuro teosofo, raccontò nella sua biografia che fu grazie all'incontro con Madame Blavatsky se lesse per la prima volta la Gita, ovvero il testo fondamentale della tradizione indù. E fu grazie all'impulso della Società Tesofica se riuscì a conseguire l'unità nonviolenta del popolo indiano contro l'oppressione britannica.
Purtroppo, nel 1884, Madame Blavatsky e la Società Teosofica rischiarono di essere screditati a causa dei due coniugi Coulomb, prima fraternamente accolti da HPB, che trovò loro anche un'occupazione, ma che successivamente produssero delle lettere fasulle secondo le quali Madame Blavatsky stessa dichiarava di essere un'imbrogliona.
Tali accuse giunsero nelle redazioni dei giornali e gettarono grosso scandalo. Fu dunque avviata un'inchiesta dalla Society of Psychical Research (SPR) di Londra, la quale, per mezzo di Mr. Hodgson, effettuò una superficiale ricerca che portò a sostenere le tesi dei Coulomb e a dar credito alle loro lettere fasulle.
Sentitasi screditata, Madame Blavatsky piombò in un profondo stato di sconforto che la porterà presto alla morte. Occorrerà attendere il 1986, ovvero cento anni dopo, affinchè la SPR giunga a scusarsi con Madame Blavatsky, per mezzo delle loro autorevole rivista, nella quale, sostanzialmente, si smascherarono i Coulomb e si disse che HPB era una vera mistica e maestra spirituale.
Dopo l'"affare Coulomb", ad ogni modo, Madame Blavatsky, ormai malata, decise di tornare a Londra e di scrivere un nuovo testo: la monumentale "La Dottrina Segreta", ancora oggi testo fondamentale di ricerca esoterica e teosofica, oltre che scientifica.
A Londra, HPB, farà un altro incontro fondamentale per la sua vita, ovvero conobbe Annie Besant, fervente socialista ed attivista dei diritti civili e sociali delle donne e dei lavoratori. Annie Besant - già co-fondatrice della Società Fabiana e delle prime Logge Co-Massoniche in Inghilterra - aderì ben presto alla Società Teosofica e, alla morte di Madame Blavatsky, ne prese le redini e l'eredità spirituale.
Annie Besant fu protagonista delle prime lotte per l'indipendenza dell'India e per la causa anti-razzista ed anti-casta che pervadeva l'India dell'epoca.
Sarà Annie Besant, assieme al Reverendo Leadbeater, ad adottare e crescere il giovane Jiddu Krishnamurti, futuro filosofo e maestro spirituale conosciuto in tutto il mondo.
La sig.ra Besant e Leadbeater credevano infatti che, viste le sue profonde doti spirituali, Krishnamurti fosse il nuovo Messia, ma ciò divise la Società Teosofica fra favorevoli e contrari a tale tesi. In età adulta, ad ogni modo, fu lo stesso Krishnamurti che, pur offrendo riconoscenza ai suoi maestri, rifiutò di legarsi a qualsiasi istituzione ed a qualsiasi religione ed insegnò, per tutti gli anni '60, '70 ed '80 del '900, la libertà dai dogmi, dai condizionamenti e dalle istituzioni.
La biografia di Paola Giovetti ci parla di questo e di molto altro. Una sezione è peraltro dedicata al già teosofo e poi fondatore dell'Antroposofia Rudolf Steiner, oltre che dell'attuale situazione della Società Teosofica che conta, nel mondo, 30.000 soci di cui 1.100 in Italia.
Chi vi scrive è iscritto alla Società Teosofica Italiana da dieci anni. Se mi sono avvicinato politicamente e culturalmente al pensiero di Giuseppe Mazzini lo devo solamente ad Helena Petrovna Blavatsky ed alla teosofia: una scuola di elevazione morale ed interiore, utile a comprendere la Storia e la realtà molto più di quanto si possa credere.

Luca Bagatin



24 maggio 2011

Il Viaggio Iniziatico - ovvero - I 33 Gradi della Saggezza

Il 33, nella Tradizione esoterica, è il numero sacro per antonomasia.
33 è, ad esempio, il numero delle vetrebre che sostengono il corpo umano ed è il numero che, convenzionalmente, è stato scelto per indicare l'età della morte di Gesù detto Il Cristo.
Ma è anche il numero del Salmo che ci rivela che Dio è Tutto in Tutti.
Inoltre assume un numero illimitato di significati spirituali che non sto qui ad elencare (e che comunque può essere ritrovato in numerose pubblicazioni a tema).
33 sono i gradi del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Tradizione libero muratoria e, significativamente, lo scrittore francese Christian Jacq ha dedicato ad esso un agile volume edito recentemente in Italia per le Edizioni L'Età dell'Acquario: "Il Viaggio Iniziatico ovvero I 33 Gradi della Saggezza".
Ne "Il Viaggio Iniziativo", Jacq, racconta il suo incontro con un Maestro spirituale - Pierre Deloeuvre (Pietro Dell'Opera...guarda caso) - presso la Cattedrale di Metz.
Qui, il Maestro, introduce lo scrittore nel simbolismo della cattedrale e glielo esplica, passo per passo.
Dal primo al settimo grado troviamo infatti la Regina seduta su un trono che respinge un servitore, ovvero il servo fellone che la tradisce. Il servo è colui il quale respinge l'Iniziazione spirituale e, così facendo, si perde completamente.
Il primo ostacolo all'Iniziazione - come spiega Deloeuvre - è infatti l'infedeltà.
Il secondo ostacolo è il suicidio, ovvero il respingimento della vita, l'accettazione di una volontà negativa.
La vita dell'Iniziato, dunque, non và subita, ma affrontata con tutti i suoi irti ostacoli e senza avarizia alcuna.
Altro simbolo che i Nostri trovano nella Cattedrale è l'Albero secco, che rappresenta l'inizio del viaggio esoterico. Da un Albero secco, inteso sotto il profilo spirituale, possono germogliare infatti i frutti utili alla presa di coscienza dell'Iniziato.
Sarà poi il simbolo dell'Aquila a mostrare la luce interiore al postulante, che è anche simbolo dell'Apostolo Giovanni, il prediletto da Cristo.
Pierre Deloeuvre, mostra poi a Jacq il simbolo del Toro e gli ricorda che è durante l'Era del Toro che prosperarono le grandi civiltà apparse sulla terra: Egizia, Babilonese, Vedica, Cinese.
Sarà così che l'aspirante Iniziato potrà dialogare con i personaggi delle Maschere, ovvero la dualità presente nel mondo terreno al fine poi di poter lottare contro il Drago che protegge tesori nascosti, sgomina i codardi e può essere domato solo dai giusti.
Una volta superato l'ostacolo del Drago ecco presentarsi alla vista dei Nostri amici, il bassorilievo del Delfino, ovvero del re dei pesci, il quale conduce l'aspirante Iniziato alla purificazione per mezzo delle acque dell'Oceano primordiale.
Al quattordicesimo gradino troviamo ad attenderli la Colomba, portatrice della sostanza divina in quanto essa stessa aspetto femminile del Creatore, secondo gli gnostici. La Colomba propone dunque al postulante una dura prova: uscire dall'oceano dei pensieri pur senza perderli di vista.
Giunti a questo punto si è quasi alla metà del cammino. Ove Deloeuvre mostra a Jacq il simbolo dell'Elefante, la cui intelligenza ricettiva è una sorta di battesimo per l'aspirante Iniziato.
Il Serpente, invece, lungi dall'essere l'incarnazione del simbolo del male, rappresenta l'intelligenza attiva, ovvero la volontà del singolo di "riunire ciò che è sparso", conoscere senza pregiudizio alcuno.
Ma ecco attenderli la Spada, ovvero il gladio che rappresenza la giustizia, ovvero il "raggio di luce" indispensabile al Cavaliere per proseguire il suo cammino.
Al diciottesimo grado, i Nostri, incontreranno il tempio della Luna, la quale è simbolo legato al dio Thot degli Antichi Egizi. La Luna ha dunque il significato di giuramento per l'aspirante Iniziato.
Dalla Luna egli passerà successivamente al Sole, il punto più critico, ovvero il passaggio da una condizione ad un'altra.
E qui si chiude il ciclo del cosiddetti Piccoli Misteri.
Da qui in avanti, Pierre Deloeuvre mostrerà a Christian Jacq il cammino del Grandi Misteri, ovvero quelli che vanno dal ventesimo al trentatreesimo grado.
Qui, oltre al Sole, troviamo il simbolo della Temperanza, la quale permette al postulante di superare la dualità Luna-Sole, ovvero notte e giorno.
Ma eccoli giunti di fronte al simbolo dell'Uomo bendato, il quale contempla il suo mondo interiore, alla ricerca della Divinità, insita entro sè stesso ed in ogni essere. Bendato, peraltro, è anche l'aspirante massone prima di ricevere la completa Iniziazione, ovvero il battesimo della Luce, che lo porterà ad una nuova rinascita.
E successivamente incontrerà - al ventitreesimo grado - il Pellicano, simbolo esoterico per antonomasia, che racchiude le tre virtà di Fede, Speranza e Carità.
Successivamente incontreranno la Fenice, la quale è destinata sempre e comunque a rinascere dal fuoco, essendo essa simbolo di rigenerazione spirituale degli esseri.
Altro simbolo fondamentale nel cammino dell'Iniziato è l'Aquila, la quale possiede l'energia dell'origine del mondo. Essa, come fa con i suoi piccoli, mette alla prova i novizi e li espone ai raggi del Sole: se non sopportano il "fuoco celeste", li getta nel vuoto.
Una volta superata questa prova, l'aspirante Iniziato si troverà dinnanzi al Leone: la saggezza terrestre. Grazie ad esso il costruttore impara a comprendere la saggezza celeste, ovvero il simbolismo dell'Aquila.
Dal ventisettesimo al trentesimo grado, il Maestro d'Opera, mostra al Nostro i quattro uomini con l'anfora.
Il primo ha un atteggiamento rilassato, incurante. Egli è colui il quale desidera acquisire conoscenza spirituale per sè, senza condividerla con gli altri.
Anche il secondo uomo lascia cadere l'acqua dall'anfora e sembra incurante di ciò che fa. Egli non ha compreso il simbolismo dei rituali poichè difetta di attenzione. Si aggrappa alla forma esteriore, senza coglierne la sostanza.
Il terzo personaggio tiene l'anfora in maniera sin troppo salda e sicura ed ha un atteggiamento autoritario e dottrinale. Egli è privo di umiltà e crede ti trasmettere all'esterno grandi verità. Ma in realtà è semplicemente un erudito che conosce il significato dei simboli solo in apparenza.
Il quarto personaggio, invece, simboleggia la "trasmissione dello spirito" in quanto raggiunge il cuore di ciascuno. Tiene saldamente l'anfora, regola il flusso dell'acqua ed il suo volto esprime serenità. Egli è un vero Maestro d'Opera, un massone perfetto.
Eccoci giunti dunque al trentunesimo grado, quello del Leone alato, ovvero l'unione dei due Regni: quello della Terra e quello del Cielo.
Il trentaduesimo grado ci presenta dunque l'Angelo, ovvero l'uomo a immagine di Dio. L'Angelo, infatti, è inviato da Dio sulla terra per ricondurre l'uomo al Principio che l'ha generato.
Il Trentatreesimo grado - l'ultimo gradino che l'aspirante Iniziato dovrà salire - non è altro che la consapevolezza che l'Albero fiorito, ovvero l'obiettivo ultimo, è la Comunità dei costruttori. La Confraternita di Maestri d'Opera perfetti che hanno compiuto un lungo viaggio di perfezionamento interiore per giungere ad avvicinarsi alla Divinità.
Christian Jacq, con questo libro ricchissimo di simbolismo gnostico, massonico ed esoterico che in questa recensione ho solo brevemente cercato di spiegare, è giunto dunque all'essenza del simbolismo e del significato più puro della Massoneria.
La ricerca di Dio in tutti gli esseri.

Luca Bagatin


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