.
Annunci online

  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


EDIZIONI MEDITERRANEE
Margheritando il Cuore
M.
IL MIO LIBRO: Universo Massonico
IL MIO (secondo) LIBRO: Ritratti di Donna
Eduard Limonov
FRENTE TRANSVERSAL Peronista y Kirchnerista
Alianza Pais
FEMEN
Movimiento Evita
PATRICIA VEZZULI
Nathalie Cardone
DEBDEASHAKTI: la Dea che viene da Venere
Studio Stampa
FRENTE AMPLIO
Lettera e Spirito - Rivista di Studi Tradizionali
TRE EDITORI
Partido Socialista Unido de Venezuela
ISTITUTO JUAN DOMINGO PERON
La Vera Cronaca
SERENA MARZUCCHI
Ursula Davis Hula Hop
ARCHIVIO PERONISTA
Mattatoio N. 5
AMORE E LIBERTA' Official Website
Amore e Libertà Blog
Ilona Staller per Roma 2013
DEBDEASHAKTI
Ente Nazionale Protezione Animali
LAVINIA GUGLIELMAN
Massimilano Giannocco
FONDAZIONE "CHE" GUEVARA
Domenico Mazzullo
ASSOCIAZIONE MOANA POZZI
Francesca Veronica Sanzari
PARTITO DELL'AMORE
Partido Justicialista
LA GAUCHE MODERNE
Venexia Editore
ELENA OVECINA
Dignitas
MELAGIOLI
Il Gioco dell'Eroe by Gianluca Magi
ALAIN DE BENOIST
LA VOZ DEL SANDINISMO
PETER BOOM
Imperial Club
CAOS TRA LE PENTOLE
Book Crossing
ORLANDO
George Washington Masonic Memorial
ALDO GRITTI
Museo di Simbologia Massonica
LUIGI PRUNETI
Notiziario Massonico Italiano
ERICA MELARGO
Parti Radical (France)
C.L.I.P.S.A.S.
Venezolana de Television
RON PAUL 2012
Montichiari CONTRO GREEN HILL
LIBERILIBRI
Scaffale Massonico
ENRICA BONACCORTI
Editions Maconniques Castelli
ISTITUTO DI STUDI "LINO SALVINI"
IlSudEst
Grand Orient De France
EVO MORALES Presidente
Socrate 2000
L.I.C.E.
Metis Di Meo
SENTIERI REPUBBLICANI
Moreno Neri
MU'AMMAR GHEDDAFI
Evita Peron
Mouvement Européen pour la Démocratie Directe
Hugo Chavez
EDGARDO SOGNO
Ipertesto Edizioni
CARLO MANCOSU EDITORE
Bocca di strada
EROS E' LIBERAZIONE: Tinto Brass blog
Manfredi Pomar
FRANC MAçONNERIE MAGAZINE
Loggia Heredom 1224
GRAN LOGGIA D'ITALIA UMSOI
Regime Scozzese Rettificato
PSICOSINTESI
Rondò Veneziano
ILARIA DRAGO
Blog maçonnique d un jeune franc-maçon sur la Franc-Maçonnerie en France
PIER CARPI: UN MAESTRO
Secreta Magazine
BYE BYE BEAUTIFUL
Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici
QUATUOR CORONATI
SECRETA: il forum
CUATRO F Periodico del PSUV
Padre Anthony Elenjimittam
LA LETTERA G
FEDERAZIONE GIOVANILE REPUBBLICANA di Romagna
A.M.O.R.C.
Gruppo Studi Swedenborghiani
PORTOBELLO by Enzo Tortora
Hiram Blog
ALICE BAILEY
ROSSLYN CHAPEL
Gran Loggia Italiana
POLAR FRANC-MACON
BLOG DEL RITO DI YORK
Ho fatto SPLASH !
Delitti sotto la cenere by Nathan Gelb: il video
NATHAN GELB
Cagliostro e il Rito Egizio
MAURIZIO NICHETTI
Nuova Carboneria Italiana
RITO DI YORK
Un simpatico gioco McCain Vs Obama
DOVE ERAVAMO RIMASTI ?
Helena is Red
PAMELA SAINO
Ordine Iniziatico dei Cavalieri della Luce
LOGGIA 33
Per il Diritto ad una Morte Dignitosa
ENZO TORTORA
SATHYA SAI BABA Bhajans
Scuola Internazionale della Rosacroce d'Oro
LANFRANCO PALAZZOLO
Giovannino senza paura
ANGELO PEZZANA
ELENA ORLANDO
L'Italia è la mia Patria: Ambra
DISINCANTO
Patrizia D'Amico
CRISTINA KIRCHNER
Pansessualità
PETER BOOM
Giuseppe Varlotta
SICK GIRLS
Kuthuma: periodico di Alchimia e Tradizione Iniziatica Occidentale
MAX BUNKER Press
Blog di Giordano Bruno Guerri
OMBRA D'ARGENTO
Libertarian Party
BrUNO BoZzettO
IL PADRETERNO
Spincon
TRACINGBOARDS: A MASONIC SITE
Amici di Garibaldi
Bombay !!!
GIORDANO BRUNO GUERRI
Solo Pittori Artisti Mutilati
JUPITER EDIZIONI
Non è la Rai
NON E' LA RAI: X ANNI DOPO
Il Mistero di Paul McCartney
LE DROIT HUMAIN
Robert Lomas
Fratellanza Bianca Universale
STORIA DI IERI, OGGI E DOMANI
The Buick Brothers
GIUSTIZIA GIUSTA
IL TIBETANO: Le Scuole Iniziatiche dell'Antica Saggezza
REMO REMOTTI
Mito di Donna: LUCIA "REHAB" CONTI
Partito d'Azione Liberalsocialista
MINA "VAGANTE" WELBY
Il Silenzio Infranto
SEMPRE SULLA BRECCIA
ALACRAN EDIZIONI
Decidere.net
SOCIALISMO LIBERALE PROGRESSISTA
Socialisti.net
MISS WELBY: LA NIPOTE SEGRETA DEL CALIBANO
MARIA MONSE'
Radicali italiani
ITALIA LAICA
La Voce Socialista
L'OPINIONE DELLE LIBERTA'
Fondazione Craxi
ANDREA G. PINKETTS
Il Blog di Panther
Sai Baba
Società Teosofica
UNO STORICO MILITANTE SOCIALISTA: PIER LUIGI BAGLIONI
Laetitia Casta
ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA
Gran Loggia d'Italia
ASSOCIAZIONE REDUCI GARIBALDINI
Ordo Templi Orientis
SITO DEL PROF. CLAUDIO NICOLINI
Sito di Davide Giacalone
QUADERNI RADICALI
Il Riformista
ANTICLERICALE.NET
Associazione Luca Coscioni
CENTRO MARIO PANNUNZIO
Antiproibizionisti.it
ALESSANDRO CECCHI PAONE
ESOTERIA: Massoneria e dintorni
Grande Oriente d'Italia
G. MAZZINI 2005
Psychomedia: Salute Mentale e Comunicazione
LIBERALCAFE
Un simpatico gioco pro-referendum sulla ricerca scientifica sulle cellule staminali
IO CI METTO LA FACCIA
Lega del Filo d'Oro
ITALIALAICA: IL GIORNALE DEI LAICI
Jiddu Krishnamurti
RIFORMATORI LIBERALI
Giordano Bruno
CARBONERIA
Rito Scozzese Antico ed Accettato
LA TRADIZIONE INIZIATICA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE
La Loggia Montesion
WOODY ALLEN
La Melagrana: pagina di cultura esoterica
RITO SIMBOLICO ITALIANO
Federazione dei Liberaldemocratici
CARMELAAAAAA!!!
Ordine Martinista Universale
MOVIMENTO SUFI
Massoneria Italia
IL MANDIR DELLA PACE
Angelologia
LEGA ITALIANA ABOLIZIONE CONCORDATO
Movimento Federalista Europeo
LIBERTA' DI SPIRITO
Aislinn: la Fata-blogger
BAZARDELLEPAROLE
Picaresco: la BloggeRivista
NUVOLAROSSA: PASIONARIO DEL REPUBBLICANESIMO
DAL TRAMONTO ALL'ALBA: PORTALE DEL MISTERO
AKHENATON
MARTIN RUA: un blog massonico
Gran Loggia Regolare d'Italia
UNA STRONZA PERFETTA
Rito Orientale di Misraim e Memphis
BETTY FORD CENTER
Alice è sempre Alice
CALZETTA CHE PASSIONE
Bastogi: Casa Editrice esoterica
FILMOGRAFIA TRASH DI ANDREA G. PINKETTS
Pagine corsare di P.P. Pasolini
GIANFRANCO FUNARI
Le Trottoir
BerCamp: esperimenti democratici
OGGETTISTICA MASSONICA
Radicali di Sinistra
PROFONDO ROSSO STORE
LibMagazine
L'ORLANDO IL PORTENTO
Valeria la Vera
VIOLA VALENTINO
Valeria Manieri
LO SCIAMANO
Fuoco Sacro
AUTISMO ON-LINE
Epilessia Web
EDIZIONI TEOSOFICHE
Democrazia Laica
PER LA ROSA NEL PUGNO
Twin Peaks
TRENITALIA
Facciamo Breccia
Blog Italia
PLASTIC SOLDIER REVIEW
Arcana Intellego
IL FATTO ON LINE: BOLLETTINO D'ATTUALITA' ECO-COMPATIBILE
Severino Mingroni
SABRINA MARINANGELI
Critica Sociale
POLITICALINK
Massoneria sulla stampa
CHIESA EVANGELICA VALDESE
Capanno Garibaldi
SOCIETA' PER LA CREMAZIONE - TORINO
Cremazione.it
BLOG LAICI
Maria Montessori

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


15 marzo 2015

Siamo tutti Chavisti ! Per un Venezuela e un'America Latina libera e sovrana ! Senza più ingerenze da parte delle pseudo-democrazie !

Si proclamano una grande democrazia, ma lo sono davvero ?

E' democratico invadere e bombardare nazioni sovrane e, spesso, cittadini inermi, per ragioni economiche spacciate per “questioni umanitarie” ?

E' democratico dettare l'agenda politico-economica dei tre quarti del mondo e destabilizzare da sempre il cosiddetto “Terzo Mondo” a fini privati ?

E' democratico violare la propria stessa Costituzione, come denunciato più volte da Ron Paul - deputato libertario del Republican Party al Parlamento USA - il quale più volte ha ricordato la massima di Thomas Jefferson nel suo discorso d'insediamento alla Presidenza: "Pace, commercio e amicizia con tutte le nazioni, nessun vincolo d'alleanze”. Ovvero: nessuna ingerenza negli affari di Paesi sovrani ?

E' democratico tutto ciò ?

Stiamo parlando degli Stati Uniti d'America ed anche del loro attuale Presidente Barack Obama, che ci pare non meritasse davvero il Premio Nobel per la Pace, per quanto, infondo, il Nobel per la Pace fu consegnato anche ad uno come Kissinger che quanto a pace e nonviolenza...ci sarebbe da discutere !

Ancora una volta gli USA si immischiano in affari che non li riguardano, sanzionando e tentando di destabilizzare il Venezuela guidato dal Presidente chavista Nicolas Maduro.

Del Venezuela chavista abbiamo più volte parlato, ricordando come – grazie alle politiche sociali di Hugo Chavez, ispirate a Simon Bolivar ed al Socialismo del Ventunesimo Secolo – la società si sia risollevata, pur in presenza di un'ancora elevato tasso di corruzione e criminalità e pur avendo investito massivamente nel petrolio e molto meno in altri settori dell'economia.

Purtuttavia il Venezuela, checché ne dica Mr. Obama, non ha mai rappresentato una minaccia per gli USA che pur dal 2002 non perdono mai occasione per tentate di fomentare golpe locali.

Già nel 2002, infatti, il governo di Chavez subì un golpe militare con l'uccisione di persone innocenti per mano dei cecchini pagati dagli oppositori dello chavismo e dell'oligarchia economica con a capo l'imprenditore Pedro Francisco Caramona Estanga, sostenuto tanto dagli USA quanto dall'allora Premier spagnolo José Maria Aznar, che riconobbero subito la legittimità del golpe (alla faccia delle “democrazie” Occidentali !). Golpe che, fortunatamente, fu sventato in pochi giorni grazie al massiccio appoggio popolare di cui godeva il Presidente eletto Chavez.

Evidentemente, anche oggi, gli USA di Obama vorrebbero tentare ciò che in precedenza altri suoi predecessori fecero con il legittimo governo cileno di Salvador Allende, sostituendolo con un loro Presidente fantoccio autoritario e non eletto da nessuno: il criminale Pinochet.

E' molto, molto triste che ciò accada e su questo l'Europa civile ed autenticamente democratica e libertaria dovrebbe riflettere.

Così come dovrebbe riflettere sul modello fallimentare della Federal Reserve statuinitense (e dunque del sistema delle Banche Centrali), già più volte denunciato dal già citato Ron Paul che, nei fatti, è all'origine della speculazione finanziaria mondiale e dunque della crisi economica che stiamo vivendo.

Il popolo venezuelano, dunque, sia padrone a casa sua, come affermato anche da tutti gli altri Stati fratelli dell'America Latina. Stati oggi quasi tutti governati da Presidentesse e da Presidenti di ispirazione bolivariana, socialista, garibaldina, libertaria e peronista e che devono al più presto – a nostro parere – trovare un'intesa e costituire finalmente gli Stati Uniti dell'America Latina, così come negli ideali di Bolivar, il Giuseppe Garibaldi venezuelano.

Contro gli imperialismi, contro l'economia degli sfruttatori. Contro le pseudo-democrazie. Per un'avvenire che veda protagonisti i popoli liberi e sovrani.


Luca Bagatin



In questo video, l'affascinante Daniella Cabello racconta la verità sul Venezuela: un Paese che, grazie al Socialismo bolivariano del XXIesimo Secolo, ha saputo spezzare le catene della schiavitù globalista:



21 dicembre 2014

Perché in questo mondo triste, violento e grigio occorre porre al centro del dibattito pubblico/politico/sociale l'Amore e l'affettività

Colgo l'occasione per riportare, qui di seguito, due articoli pubblicati oggi sul web.
Ritengo sia utile in quanto mai come in questi tempi di profonda crisi umana, sociale e politica, occorre porre al centro del dibattito pubblico/politico/sociale l'Amore e l'affettività, tematiche che già trattiamo da tempo nell'ambito del pensatoio "Amore e Libertà" per la Civiltà dell'Amore.
Il primo articolo è la risposta del sig. Luca Rampazzo - per il sito www.lacritica.org  - al mio pezzo relativo alle cosiddette "Sentinelle in Piedi", il quale mi "accusa" - direi in modo gratuito e privo di argomentazioni serie - di "magistrale banalità" oltre che di "nullismo" (sic !).
Per correttezza e completezza riportiamo per intero il suo articolo qui di seguito:

LE SENTINELLE IN PIEDI CONTRO I MILITI DEL NULLA . Storia di una lotta di libertà

Questo articolo nasce in risposta a mille articoli uguali tra loro ed ugualmente vuoti, ultimo dei quali è il magistralmente banale pezzo di Bagatin su l’Opinione.it. Sono tutti articoli che, con stupore tipico di chi non sa cosa sia la libertà, si meravigliano del fatto che noi Sentinelle non ci siamo ancora suicidate in massa. Sì, il loro problema non è cosa noi pensiamo. Siamo ad un passo precedente. Si stupiscono che noi esistiamo. Il problema va quindi affrontato partendo dalle basi, perchè la malafede dei nostri avversari va esposta senza concedere sconti:

1) Non è vero che il matrimonio, per il Diritto, si basa sull’affettività. Non è mai stato così in 25 secoli. E meno male, dico io. Ve lo vedete uno Stato che decide quanto amate davvero il vostro partner? No, il matrimonio serve a sanzionare un particolare tipo di convivenza, quella aperta alla Vita. E sì, la possibilità di procreare, per lungo tempo, ha definito la validità stessa del vincolo. Oggi abbiamo deciso di far a meno di controlli formali, ma questo non vuol certo dire che la ratio sia cambiata. Il matrimonio è quello. Fatevene una ragione.

2) Se il matrimonio fosse un diritto, cosa che non è, chi sarebbe il soggetto destinatario del dovere corrispondente? Sì, perchè non esistono diritti senza doveri corrispondenti…Anche se vogliamo essere magnanimi, c’è sempre il problema che mi si vuole forzare a riconoscere qualcosa che non voglio riconoscere. Quindi quelle unioni toccano anche me. Non è vero che non siano fatti miei, sono ESATTAMENTE fatti miei. La convivenza non lo è. Il matrimonio sì, perchè mi si impone il riconoscimento. Questo, ovviamente, si aggiunge al piccolo dettaglio che altri soggetti privi di difesa, come i minori abbandonati, potrebbero essere forzati ad un inserimento in qualcosa che famiglia non è…

3) Per chi crede nel welfare, si crea una pericolosa concorrenza tra entità molto diverse che competono per le stesse misere risorse.

4) Qualcuno sta tentando di sanzionarmi per quanto scritto sopra. E’ in discussione un Ddl per cui io rischio la prigione per istigazione a delinquere per la seguente frase: “Chiedo con forza che il mio Sindaco non includa tra le giovani coppie destinatarie di sconti sul costo dei servizi anche quelle omosessuali”. Questa volontà di sterminio intellettuale non è solo demenziale, è direttamente intollerabile.

Come è palese qui ci sono due piani: i punti da 1 a 3 riguardano ragioni sulle quali dissentire è lecito, apprezzabile e sostanzialmente democratico. Il quarto è un punto per il quale si dimostra la vera natura dei Militi del Nulla: incapaci di prevalere con la razionalità, si fanno scudo della forza e del rancore costruito in decenni di propaganda e di semina di odio contro chi non si allinea, contro il diverso, contro chi non si arrende alla loro visione della società e procedono allo sterminio delle libertà dell’avversario. A partire da quella di dissentire. Continuando con quella di esistere liberamente. Non male per i presunti difensori della libertà, vero?

Luca Rampazzo (http://www.lacritica.org/politica-2/le-sentinelle-in-piedi-contro-i-militi-del-nulla-storia-di-una-lotta-di-liberta/)


Il mio commento di risposta - al momento in cui pubblico questo post è ancora in attesa di moderazione - non si è fatto attendere ed è stato il seguente:

La ringrazio per il “magistralmente banale”. Detto da lei è certamente un complimento.
No, non mi stupisco che le Sentinelle esistano, perché il mondo è pieno di persone, ciascuna con una visione differente. Semmai mi sono chiesto a che cosa servano, in un mondo che ha seri problemi di socializzazione e che manca sempre di più d’umanità, ad esempio.
Malafede ? Ah sì ? Mi accusa di malafede ? Uhm…interessante.

Assai triste la sua visione di matrimonio, che, fortunatamente, non è quella delle persone che – pur in un mondo assai triste, violento e gretto – si amano. E magari decidono anche (per quanto purtroppo sia raro), di amarsi per tutta la vita. E decidono, liberamente, di sposarsi.

Uno Stato fatto di persone che amano non si pone nemmeno la questione del welfare o meno: il welfare è semplicemente PANE QUOTIDIANO.
Perché chi ha fame è giusto che sia sfamato.
Ma, purtroppo, viviamo in uno Stato che delle persone non ha alcuna cura. Salvo curarsi di tartassarle.

Io non la odio affatto, al massimo dissento con lei e un po’ mi intristisce pensare che c’è chi esclude l’affettività e l’amore dal dibattito pubblico/politico/sociale.
Se la visione delle Sentinelle è rappresentata da questo suo articolo mi appare assai fredda, una volta di più.

Cordialità.

Luca Bagatin


Il secondo articolo invece è mio ed è stato pubblicato dal quotidiano nazionale per il quale collaboro, ovvero L'Opinione delle Libertà, diretto da Arturo Diaconale.
Nella Roma della Grande Schifezza, della decadenza dei costumi, della perdita di ogni memoria relativa alla grande Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria, ecco una nuova ricerca della luce, ovvero un nuovo discrimine: la Roma degli onesti da una parte, ovvero quella dei radicali storici (non pannellian-mediatici, infatti !) Mario Pannunzio ed Ernesto Rossi e del Partito dell'Amore di Moana Pozzi e dall'altra parte quella dei politicanti corrotti, degli affaristi, dei cooperativisti per modo di dire, senza umanità né dignità:

La Roma degli onesti e quella dei corrotti

di Luca Bagatin

21 dicembre 2014POLITICA

 

C'è chi, ancora oggi, si stupisce della corruzione presente nella Capitale, delle infiltrazioni mafiose, della commistione malavitosa fra vip, imprenditori e politici di destra e sinistra. C'è chi, purtuttavia, in tempi non sospetti, quel malaffare lo denunciava già.

Parliamo degli “Amici de Il Mondo”, ovvero dei radicali di Mario Pannunzio – Ernesto Rossi in primis - che, sin dagli Anni '60, denunciavano la speculazione edilizia e la commistione fra politica, criminalità ed imprenditoria. La stessa cosa fece Moana Pozzi alla guida del Partito dell'Amore – unico partito totalmente autofinanziato - allorquando nel 1993 si candidò a Sindaco di Roma. Ancora oggi, su youtube, su Radio Radicale e sul sito www.partitodellamore.it è possibile ritrovare i filmati ed i documenti relativi alle conferenze stampa di quel periodo (una fra queste moderata dal direttore de L'Opinione Arturo Diaconale), ove Moana denunciava e proponeva una sistematica lotta al malaffare, alla corruzione politica ed alla criminalità organizzata infiltrata nella città, oltre che proponeva un progetto per rilanciare le attività culturali romane; proponeva – già vent'anni fa – di chiudere al traffico il centro storico ed iniziative su come rilanciare l'occupazione giovanile e risolvere il problema dei parcheggi.

Moana la pragmatica, ma anche l'inascoltata che, all'epoca, prese solamente lo 0,52% dei consensi e che morì l'anno successivo, pur indimenticata dalle persone che l'hanno seguita ed amata. Il Partito dell'Amore - che non smetteremo mai di dire che non era il partito delle pornostar, bensì il partito delle persone comuni, al punto che l'unica persona popolare in lista era Moana, mentre tutti gli altri candidati erano persone provenienti dalla cosiddetta società civile, fra cui un'insegnante di lettere ed un postino – fu la prima lista civica italiana. Una lista civica che, non avendo rendite di posizione né posti di potere da garantire e/o da auto-garantirsi, andava al cuore dei problemi.

E candidava Moana – simbolo-icona del Partito stesso - che, abbandonata definitivamente la carriera di pornodiva, pur senza rinnegarla, accettava di entrare seriamente in politica, con determinazione e lanciando lo slogan “Governare con più Amore”, ovvero stare più vicino ai problemi della gente comune, come lei stessa ricordava in una video-intervista dell'epoca. La Roma di Moana e del Partito dell'Amore, così come quella degli intellettuali del settimanale “Il Mondo” e del primo Partito Radicale guidato da Mario Pannunzio ed Ernesto Rossi, sarebbe stata certamente molto diversa.

Per uscire dal pantano occorre ripartire da lì.

http://www.opinione.it/politica/2014/12/21/bagatin_politica-21-12.aspx



13 novembre 2014

In difesa della figura umana, politica e storica di Juan Domingo Peron (oltre che di Evita): una risposta ad un articolo del direttore de "L'Opinione" Arturo Diaconale

Mi permetto di dissentire dal direttore del quotidiano nazionale “L'Opinione delle Libertà”, Arturo Diaconale, con il quale peraltro collaboro, relativamente all'articolo pubblicato il 13 novembre scorso, dal titolo “La legge elettorale, il peronismo fiorentino”.

Ne dissento non tanto nel merito della questione, nel senso che le critiche di Diaconale relativamente all'autoritaria legge elettorale – denominata Italicum - che vuole imporre Matteo Renzi peraltro sostenuto da Silvio Berlusconi, sono legittime. Il solito sbarramento per i partiti cosiddetti più piccoli, oltre che un premio di maggioranza spropositato, di certo non è in linea con la Costituzione della Repubblica italiana.

Purtuttavia mi sento di dissentire con forza relativamente all'azzardato paragone fatto da Diaconale fra un grande leader internazionale quale fu Juan Domingo Peron, Presidente dell'Argentina dal 1946 al 1955, democraticamente eletto dal suo popolo ed indimenticato dallo stesso proprio per i suoi interventi in favore delle classi più disagiate, al punto che fu defenestrato dalle dittature militari che cercarono di offuscarne la memoria almeno sino agli Anni '80.

Della figura umana e politica Juan Domingo Peron ho scritto peraltro più e più volte negli ultimi mesi, proprio sulle pagine dell'Opinione e così della moglie Evita Duarte, la quale si occupò per tutta la sua pur breve vita di diritti delle donne e degli anziani.

Assolutamente fuori luogo, pertanto, anche il paragone del direttore Diaconale fra Evita e Maria Elena Boschi, figura pur interessante, ma certo – come ho scritto più volte in numerosi miei articoli – per nulla emancipata dalla figura del “patriarca Renzi” ed ancora lontanissima dall'ideale di eroina che incarnò Evita (ma anche Anita Garibaldi e quella Moana Pozzi che, con il Partito dell'Amore, offrirà all'elettorato un'alternativa antipartitocratica e libertaria, fondata su principi e valori garibaldini). Evita Peron, una pasionaria innamorata del popolo e di suo marito, ma capace di avere una sua visione politica personale, al punto da influenzare le scelte di Peron stesso - in sostanza - non può essere paragonata ad una giovane ed inesperta ministra quale è Maria Elena Boschi, ancora priva di una sua personale linea politica ed al traino di Renzi.

In conclusione, mentre Matteo Renzi è un leader mai eletto al governo da nessuno, che sta attuando politiche autoritarie ed antisociali contro lavoratori, disoccupati ed imprenditori, oltre ad essere un sostenitore della politica fondata sull'imperialismo e sulle banche centrali; Juan Domingo Peron fu leader eletto democraticamente (al punto che ancora oggi al Governo dell'Argentina vi sono leader che si rifanno al peronismo), fu un autentico socialista nazionale, laico e di ispirazione cristiana ma anticlericale (che con il fascismo nulla aveva a che spartire se non per l'ammirazione che Peron aveva per le riforme sociali attuate in un primo tempo da Mussolini), fu il primo a denunciare - come scrissi il 5 settembre scorso proprio in un mio articolo sull'Opinione dal titolo “Peron, giustizialismo e socialismo nazionale” - il pericolo dell'imperialismo yankee, ovvero statunitense, e l'avanzare dell'imperialismo sovietico e comunista. Inoltre, fu forse il primo a denunciare le manovre speculative dei governi USA relative al dollaro, fra cui il fenomeno dei signoraggio, e del Fondo Monetario Internazionale che, peraltro, sono tutt'oggi all'origine della crisi economica che stiamo subendo e fu il primo che, durante il suo mandato di governo, propose l'unificazione dell'America Latina, ovvero la fondazione degli Stati Uniti Latino-Americani.

In questo senso Juan Domingo Peron ricorda piuttosto Bettino Craxi che Matteo Renzi, peraltro figlio, quest'ultimo, del cattocomunismo dei Berlinguer e dei De Mita.

Da una parte un leader del socialismo libertario e nazionale, erede di Bolivar, Garibaldi e Peron, insomma, mentre dall'altra un politico autoritario servo dei Poteri Forti.

E, come scrissi nel mio già citato articolo: Oggi, nel 2014, forse, avremmo necessità di un nuovo Juan Domingo Peron. L'avrebbe l'America Latina, ancora non unificata ed ancora attraversata da una grave crisi socio-economica. E l'avrebbe l'Europa, unita solo dall'economia e dal continuo sfruttamento monetario e tartassatorio che noi cittadini subiamo ogni giorno, peraltro soggetti alle scelte di politica internazionale dei soliti USA e del solito Fondo Monetario Internazionale.


Luca Bagatin



24 maggio 2014

L'assassinio di Marilyn Monroe è un caso chiuso. Ce l'aveva già spiegato Pier Carpi nel 1980 (altro che "nuove" rivelazioni) !


A sinistra il romanzo-verità "La banda Kennedy, del 1980, scritto da Pier Carpi
A destra il libro appena uscito negli USA relativo all'assassinio di Marilyn Monroe che, di fatto, afferma le medesime cose scritte da Pier Carpi trent'anni prima


Solo alcuni giorni fa la stampa (Dagospia in primis) dava notizia del nuovo libro (spacciato per "rivelazione") di due giornalisti americani - Jay Margolis e Richard Buskin del "New York Times" - dal titolo «L'assassinio di Marilyn Monroe: caso chiuso», nel quale si affermerebbe che la celebre diva Marylin Monroe sarebbe stata uccisa su commissione di Bob Kennedy, in quanto lei avrebbe annotato i numerosi segreti politici dei Kennedy in un taccuino rosso ed avrebbe minacciato gli stessi John e Bob Kennedy di raccontare alla stampa tutto quanto concerneva la loro reputazione privata e, soprattutto, politica.
Peccato che, tale rivelazione, l'abbia già fatta lo scrittore Pier Carpi nel 1980, dando alle stampe "La banda Kennedy" (Centroedizioni), ripubblicato successivamente nel 1992 dalla Gribaudo editore. Nel libro, peraltro, sono raccontati tutti gli scandali politici e privati commessi dalla famiglia Kennedy (e sono molti).
Peccato che, all'epoca della pubblicazione del libro di Pier Carpi, l'ingellighenzia controinformativa e inculturale italiana e non solo, non ne abbia mai dato notizia. E non abbia dato notizia finanche che Pier Carpi - a causa della pubblicazione di questo romanzo-verità - subì le minacce del senatore Ted Kennedy. Ce lo ricorda lo stesso autore nella prefazione alla seconda edizione, affermando che lo minacciò di "rompergli le ossa" e di "farlo assassinare". Ad ogni modo l'autore non fu mai nemmeno querelato.
Si noti che il romanzo "La banda Kennedy", in oltre trent'anni, è stato recensito solamente dal sottoscritto con un articolo del 3 novembre 2012 pubblicato prima sul mio blog e successivamente negli organi di stampa con cui collaboro ("Le Città e "L'Opinione delle Libertà").
Il link del mio articolo è il seguente: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/2012/11/03/la_verita_sulla_terribile_dina.html
Purtuttavia, da allora ad oggi, silenzio assoluto...sino a che sono arrivati questi due giornalisti americani a dare una notizia...di fatto già nota a Pier Carpi ed ai suoi lettori da almeno trent'anni (oltre che, indirettamente, ai lettori del mio blog e dei giornali con cui collaboro che lessero l'articolo) !
C'è da chiedersi, quantomeno, come mai.

Luca Bagatin



27 gennaio 2013

LA MEMORIA E LE MEMORIE di Luca Bagatin (tratto dal quotidiano "L'Opinione delle Libertà" del 27 gennaio 2008)

Nello scrivere questo articolo ho rivisto le immagini dei "Campi", di quei "Campi" che deficienti di Casa Pound o nazistelli da strapazzo dicono che non sono mai esistiti.
Ho sempre fatto fatica a vedere certe immagini. Anche oggi, quando le vedo, mi fanno girare la testa e svenire, per poi rinvenire, piangendo a dirotto.
Non posso credere che la violenza e la stupidità umana possano essere arrivate ed arrivare anche oggi, laddove non esiste rispetto per il Diritto Umano, a tanto.

L. B.


Il 27 gennaio di ogni anno si commemorano le vittime della barbarie nazifascista ed è stata scelta proprio questa data in quanto il 27 gennaio 1945, con l'entrata delle truppe sovietiche ad Auschwitz, si scoprì per la prima volta l'esistenza in Germania di campi di sterminio di massa. E' una triste storia quella dei campi di sterminio di massa. Una storia che ha visto uniti nazisti, fascisti e comunisti: ieri come oggi.
Ieri con i campi di concentramento disclocati in tutto il Terzo Reich per eliminare e disumanizzare: ebrei, dissidenti politici, zingari, omosessuali, testimoni di geova; ieri con i gulag sovietici che mieterono 80 milioni di vittime in tutta l'Asia ed oggi ancora con le barbarie commesse in Cina, a Cuba ed in tutti i Paesi ove regna l'orrore marxista leninista che vuole imporre una "società perfetta e senza classi".
Ma, come dimenticare le vittime del Potere di Santa Romana Ecclesia perpetrato per tutto il Medioevo sino all'800 per eliminare e "redimere" i cosiddetti "eretici": catari, templari, gnostici, liberi pensatori, scienziati: condannati a torture paragonabili alla ferocia dei nazisti ed il tutto in quanto "eretici", ovvero avevano scelto strade diverse rispetto al dogma ed al monolitismo della Chiesa cattolica che ha sempre imposto le sue astrusità financo contrarie al Verbo di quel Gesù detto il Cristo che afferma di rappresentare per mezzo di un uomo che siede nel trono papale ornato riccamente ed al quale financo il Parlamento italiano da ascolto !
E dell'Islam fondamentalista ne vogliamo parlare ?
Tutte le religioni e le chiese istituzionalizzate (comprese le ideologie politiche totalitarie come nazismo, fascismo e comunismo che sono delle vere e proprie fedi messianiche) sono foriere di barbarie e di annientamento delle coscienze individuali.
Esse impongono i loro astrusi credi alle masse al fine di soggiogarle e di far loro un vero e proprio lavaggio della mente. Le svuotano dalla loro individualità, le fanno sentire partecipi di gloriosi progetti universali che porteranno il Mondo ad essere migliore ! E il tutto per mantenere saldo il potere dei pochi a danno dell'umanità intera perpetrando violenze, sopraffazioni, indebite ingerenze nelle vite financo private dei cittadini.
Così sono sorte le ideologie messianiche che hanno preso alla lettera il Verbo dei loro profeti e lo hanno strumentalizzato annientando tutti gli eventuali oppositori interni ed esterni.
Nel caso del marxismo, Marx stesso fu il fondatore di una Chiesa antiumanitaria che, come aveva predetto Giuseppe Mazzini nel suo "Discorsi sulla democrazia in Europa", avrebbe asservito un popolo agli interessi di uno Stato schiavista, livellatore e avido.
Altro che società perfette e in armonia !
Le società perfette non sono che illusioni di menti limitate o precisi disegni di menti criminali.
La società è fatta di individui. Questo basta. Ogni individuo ha una sua mente, una sua coscienza, una sua individualissima creatività e proprio attraverso questa ed il suo libero arbitrio può decidere quel che sarà di lui.
E non c'è Stato, Chiesa, dogma, ideologia che può renderlo schiavo pena l'annientamento del suo essere "persona", donna o uomo che sia.
E' per questo che oggi, che sia il 27 gennaio o meno, ogni sincero democratico, ogni sincero liberale, ogni sincero individuo pensante non può non ricordare il passato dei suoi avi barbaramente massacrati. Di suoi pari in quanto persone.
E non può quindi non continuare a battersi contro il nuovo fascismo, il nuovo comunismo, il nuovo clericalismo di ogni credo religioso.
Nei fatti non vi è nulla di "nuovo".
Cambiano i nomi, i presunti "leader", i simboli forse, ma per il resto i disegni di queste ideologie totalitarie e messianiche sono gli stessi: fame di Potere e Dominio (specie delle menti e delle coscienze) e desiderio ultimo di raggiungere (impossibili e improbabili) società "perfette" e livellatrici di orwelliana memoria.

Luca Bagatin



6 luglio 2009

La Teoria Liberale della Lotta di Classe del prof. Luigi De Marchi


La copertina dell'ultimo libro del prof. Luigi De Marchi e, a destra, il prof. De Marchi ad un convegno alla fine degli anni '60

Il prof. Luigi De Marchi, psicologo, politologo, già editorialista di Radio Radicale, del quotidiano L'Opinione delle Libertà ed autore di numerose opere in Europa ed America, protagonista di numerose battaglie per i diritti civili, ha sempre la capacità di illuminare.
La sua Teoria Liberale della Lotta di Classe è assolutamente perfetta e capace di fotografare l'attuale realtà italiana e, per molti versi, anche internazionale.
Egli parte unicamente da concetti psicologici applicati alla politica e così ha fatto per l'elaborazione della sua Psicologia Politica Liberale o Psicopolitica (mi ricorda assai la Neuropolitica, elaborata in un testo da un altro psicologo, Timothy Leary, ispiratore del movimento hippye statunitense negli anni '70), che è l'essenza degli studi che egli ha compiuto dagli anni '60 - con i suoi primi testi sulla sessualità - sino ad oggi.
La Psicopolitica di De Marchi, in sostanza, ci spiega come "le ideologie sono maschere, le economie sono macchine, mentre ciò che veramente conta, nella realtà sociale e politica, è la struttura psicologica, insomma la mentalità, degli individui e dei gruppi che stanno dietro alle maschere e sopra alle macchine".
Ecco che egli dunque individua negli opposti estremismi di Destra e Sinistra (e dunque nei relativi totalitarismi da essi prodootti) le personalità autoritarie, represse sessualmente, foriere di dogmi e tabù.
Nonché individua come uno dei drammi della nostra epoca sia la crescita esplosiva della popolazione mondiale nell'ultimo secolo, con tutte le sue vittime per fame, malnutrizione, epidemie, fenomeni immigratori incontrollobili e forieri unicamente di povertà.
Nel suo ultimo saggio "Svolta a Destra ? Ovvero non è conservatore chi combatte parassiti, fannulloni e sfruttatori", il prof. De Marchi, oltre a rimarcare questi concetti, elabora e chiarisce nella fattispecie la sua Teoria Liberale della Lotta di Classe, scaturita proprio dalla sua Psicologia Politica Liberale.
Egli infatti spiega come sia arcaica ed errata la vecchia concezione marxista di lotta di classe: padroni contro operai (che nell'800 non a caso - lo diciamo per inciso - fu fortemente contestata da Giuseppe Mazzini finanche in sede di fondazione della Prima Internazionale, alla quale egli partecipò attivamente).
Oggi, la nuova lotta di classe, si sostanzia nella contrapposizione fra il Popolo dei Produttori (dipendenti del privato, commercianti, artigiani, lavoratori parasubordinati) e quello dei Burocrati (pubblici dipendenti, classe politica, sindacatocrazia).
Il prof. De Marchi, come già espose nel testo "La rivolta blu, contro i miti dello Stato sociale" Alberto Pasolini Zanelli negli anni '80 (testo che recensii alcuni anni fa), dimostra come la cosiddetta "svolta a destra" che negli anni '80 portò al governo degli Stati Uniti il repubblicano Reagan ed in Gran Bretagna la conservatrice Tatcher, fu una svolta liberale e per molti versi libertaria, che mise in crisi la socialburocrazia europea basata fondamentalmente sull'intervento statale in economia e sul ricorso, spesso incontrollato, al prelievo fiscale.
Oggi, in tutta Europa, sta avvenendo la stessa cosa con la leadership affidata in Francia a Sarkozy, con l'attuale maggioranza affidata in Italia a Berlusconi, con l'arretramento dei laburisti di Gordon Brown (lontanissimo anni luce dalle riforme liberali di Balir), con quello dei socialisti in Spagna e nel resto del continente.
Parimenti, come affermato dal De Marchi sondaggi alla mano, ciò non significa che la popolazione stia diventando conservatrice nei diritti civili. Anzi ! Così come avvenne anche durante la presidenza Reagan, la popolazione si è pubblicamente espressa a maggioranza per maggiori riforme civili sulla procreazione assistita, la ricerca, una maggiore presa di distanza dal Vaticano (73,4% degli elettori di Centro-Destra in Italia lo affermano), per una legge a favore dell'eutanasia (69% degli elettori di Centro-Destra in Italia la vorrebbero) e per introdurre l'educazione sessuale nelle scuole.
Ecco dunque come la maggioranza del Popolo dei Produttori (che coincide con la maggioranza degli elettori), oggi affida il governo alle forze che maggiormente lo garantiscono per mezzo dello snellimento della burocrazia e del regime fiscale.
L'ultimo saggio di De Marchi spiega dunque come in Italia, dopo le elezioni politiche del 2008, il governo Berlusconi IV (con all'interno importanti figure della galassia liberalsocialista quali Renato Brunetta e Maurizio Sacconi) sia riuscito ad attuare una politica progressista, introducendo ammortizzatori sociali, bonus famigliari, riformando scuola e pubblica amministrazione.
Tutte cose che la compagine cattocomunista pareva sempre annunciare, salvo poi comportarsi diversamente.
De Marchi fa notare anche come in Italia la magistratura sia stranamente e pericolosamente da sempre politicizzata e vicina ad ambienti comunisti sin dalla fine degli anni '60 che, sostenuti dalla grande stampa e da certi Poteri Forti, non perdano occasione per tentare di delegittimare l'attuale maggioranza democraticamente eletta.
La parte a mio avviso più interessante del saggio è quella relativa alle indicazioni che De Marchi dà all'attuale maggioranza al fine di realizzare quella Rivoluzione Liberale di cui questo Paese ha urgente necessità.
Egli dà una tiratina d'orecchi al dirigismo statalista del Ministro Tremonti, invitandolo piuttosto a comprimere la spesa pubblica piuttosto che a dilatarla; invita ad un Fisco più snello per chi rischia il proprio capitale in attività economiche (piccoli imprenditori, artigiani, Partite IVA in genere), e ciò proprio perché non ha un guadagno sicuro; invita dunque ad uno snellimento della pubblica amministrazione giungendo finalmente a licenziare gli esuberi (proprio in quanto esuberi !); plaude dunque alle riforme del Ministro Brunetta improntate al merito, ovvero al premiare i meritevoli ed a cacciare gli incompetenti; invita a riformare la Scuola sviluppando nei govani la passione per la cultura e la ricerca, passando dunque dalla scuola dell'obbligo alla scuola dell'entusiasmo; invita a rivedere in senso restrittivo le leggi sull'immigrazione, senza essere né razzisti né buonisti, ricordando anche agli imprenditori che non è possibile continuare ad importare manovalanza non qualificata dall'estero solo perché a basso costo e senza alcuna vera garanzia per il futuro di queste popolazioni in sempre maggiore espansione demografica.
Espansione demografica purtroppo incoraggiata dalle Religioni Istituzionalizzate, fuor d'ogni logica umanitaria.
Il saggio è breve, condensato, ma ribadisco, assolutamente illuminante, come dicevo.
Si sofferma anche a parlare di una riforma della legge psichiatrica 180, in senso umanitario e che venga incontro alle esigenze delle famiglie (come previsto anche dalla Proposta di Legge dell'On. Paolo Guzzanti, citato peraltro nel testo).
Gli argomenti trattati, dunque, sono molti. E per la prima volta si fa anche in Italia una riflessione politica a partire dalla psicologia. Unico vero approccio credibile in ogni settore, sia esso pubblico che privato, lavorativo e/o informale.

Luca Bagatin (nella foto con Mirtillo)



26 aprile 2009

Roberta Tatafiore: un ricordo



Ricordo che la prima volta che ho sentito parlare di lei è stato......
Avevo 17 anni ed allora ero un verde militante. Fu così che conobbi i primi radicali storici, quelli che avevano vissuto i mitici anni Sessanta, Settanta ed Ottanta con le loro lotte per i diritti civili (divorzio, aborto, obiezione di coscienza alla leva militare, voto ai diciottenni, liberazione sessuale, omosessuale, transessuale, antiproibizionismo su droghe, non droghe, ricerca scientifica, ambientalismo laico, autogestione del proprio corpo e della propria mente....).
Frequentavo la sede dei Verdi di Pordenone, allora sita in Via Rovereto, ove oggi c'è un call center per immigrati. Mi avevano lasciato una copia delle chiavi ed allora mi dilettavo a riordinare il polverosissimo archivio fatto di vecchi numeri di Quaderni Radicali (ne conservo a casa ancora un sacco di copie), di Frigidaire (con un poster di Ilona Staller, al secolo Cicciolina), di Radicalchic (una rivistina radicale di satira che usciva nei primi anni '80), de Il Male, dei vecchissimi numeri di Lotta Continua e.....Lucciola, il giornale dei diritti delle prostitute diretto da lei: Roberta Tatafiore.
Non so perché, ma sono sempre stato attratto dai diritti degli “sconciati”, dei “diversi”, degli “emarginati”. Forse perché, sin da ragazzino, sono sempre stato un tipino abbastanza stravagante, poco incline al conformismo (nei comportamenti, nel modo di vestire, nelle abitudini, nel modo di pensare....), ontologicamente controcorrente.
Per me l'amore per tossici, puttane, disabili, froci e lesbiche e chi più ne ha più ne metta è stato dunque naturale. Più che amore è stata empatia, comprensione. Fra anticonformisti ci si riconosce a pelle.
E' così che ho iniziato a leggere quel vecchio numero di Lucciola, gli articoli della Tatafiore e ricordo persino un buffissimo quanto emblematico fotoromanzo a tema prostituzione con protagonisti la stessa Tatafiore ed un giovanissimo Chicco Testa.
Ma chi era Roberta Tafafiore ? Una femminista, proveniente dal quotidiano “Il Manifesto” e poi una militante radicale in prima linea per i diritti civili delle prostitute e dunque per la loro autogestione.
Ironia della sorte, nel 1999, collaborerò io stesso – lavorativamente parlando, pur per un breve periodo – con il Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute, fondato anche con il contributo di quelle battaglie libertarie e con sede nazionale proprio a Pordenone.
Ormai abbandonata la militanza sinistrorsa nei Verdi (che stava diventando sin troppo sinistrorsa ed ideologizzata per un individialista liberale e libertario come me) e anche quella nella Lista Emma Bonino per la quale avevo comunque condotto – con nessun mezzo ed assieme alla radicale storica Paola Scaramuzza – la campagna elettorale per le europee in città (secondo partito a Pordenone con il 14% dei voti: ci dedicarono anche la prima pagina de “Il Gazzettino"), mi sono per molti versi avvicinato al progetto del Polo Laico e poi della Casa Laica. Per un'area libertaria nel centrodestra.
Il Polo Laico era animato da persone che culturalmente e politicamente stimavo molto: Givanni Negri, Arturo Diaconale, Luca Barbareschi e.....Roberta Tatafiore appunto !
Eccola che ritorna. Ascoltai su Radio Radicale anche il suo intervento di fondazione di quel progetto che pur ebbe vita breve.
Come poteva una femminista ex di sinistra avvicinarsi ad un progetto nell'alveo del centrodestra ? Poteva eccome, se era sufficientemente laica e libertaria da rendersi conto che dall'altra parte – nei salotti buoni della gauche au caviar - i “diversi” sono sempre stati trattati come degli appestati (personalmente ricordo che allora, solo con i giovani di Alleanza Nazionale riuscivo a parlare apertamente, in dibattiti pubblici e televisivi, di legalizzazione della cannabis e di somministrazione controllata di eroina ai tossicomani. Io a favore e loro contro. Con i “sinistri” era impensabile, tanto erano attenti a mantenere buoni rapporti con i loro amici cattolici).
Non a caso, lo storico leader del Partito Repubblicano Italiano, Randolfo Pacciardi, preferendo l'alleanza con i clericali piuttosto che quella con i comunisti, affermava: “Meglio una messa al giorno che una messa al muro”. Come non dargli torto !
Ma ecco che comunque, anche lì, fra quegli ingenui clericaloni e parrucconi del centrodestra berlusconiano, i laici, liberali e libertari duri e puri davano fastidio. Solo qualcuno si è salvato quà e là. Mi pare che la stessa Tatafiore abbia aderito ai Riformatori Liberali di Della Vedova e Taradash, ma, ad ogni modo.....non c'è stata trippa pè gatti !
Negli ultimi anni Roberta Tatafiore curava una rubrica  - Thelma e Louise - su “Il Secolo d'Italia”, in cui continuava a parlare libertariamente di femminismo con Isabella Rauti.
In un recente articolo su “La Voce Repubblicana” l'ho persino citata come rappresentante di quei radicali dalla mente libera (come anche Adele Faccio, Angelo Pezzana, Giovanni Negri....), che non hanno chinato la testa di fronte ai deliri pannelliani che hanno portato quella tradizione alla totale distruzione politica e culturale.
In questi giorni, per mezzo di un bellissimo articolo dell'amico Vittorio Lussana su “L'Opinione delle Libertà” (che con la Tatafiore per un periodo ha anche convissuto), vengo a sapere che ella si è tolta la vita all'età di 66 anni. Mi scende una lacrima, poi comprendo e rispetto.
Rispetto una scelta consapevole e rifletto. Rifletto sul fatto che – come andiamo ripetendo da anni - solo noi siamo i padroni della nostra esistenza, solo noi siamo in grado di gestirci ed autogestirci, perché noi siamo “il pilota” della nostra vita, della nostra mente, della nostra coscienza. E' un discorso filosofico, ma anche eminentemente politico. E forse Roberta Tatafiore ha così compiuto il suo ultimo, estremo, atto politico di un'esistenza profondamente coerente, liberale e libertaria.
Penso quindi ad Alex Langer. Poi a Piero Welby ed infine a Beppino Englaro ed a Eluana.
Esperienze che non c'entrano assolutamente nulla fra loro. Non le giudico, sorrido, e penso a quanto sia fortunato ad aver potuto comprendere ed apprendere – nel mio piccolo – qualche cosa dalle loro esistenze.

Luca Bagatin

Su youtube si può trovare questo bel video fotografico in ricordo di Roberta, al link
http://www.youtube.com/watch?v=x2vq7wDy28Q



9 agosto 2008

NON C'E' 3 SENZA 4: quattro anni di blog by Luca Bagatin



Non c'è 3 senza 4.
Ebbene, siamo giunti a QUATTRO.
Quattro anni di blog pressoché senza quasi interruzioni, nonostante l'onnipresente rischio di chiusura coatta non per cause dipendenti dalla mia volontà.
Di doman non v'è certezza.....è da sempre il mio motto.
Ebbene www.lucabagatin.ilcannocchiale.it, fondato il 9 agosto 2004, ha oggi raggiunto le 211.390 visite con una media di 300 visite al giorno (100 in più rispetto all'anno scorso che eravamo a quota circa 70.000 visite totali !).
Un risultato che è costato una certa fatica fisica e mentale nel cercare di "migliorare" quel che mi piace definire un vero e proprio "prodotto editoriale".
Nel corso di quest'anno blogghifero è stata mia cura aumentare le rubriche ed i contributi esterni, nonché ridurre l'aspetto - per così dire - "politico" al fine di dare maggiore spazio alla libera creatività a tratti surRenale che è la vera ossatura di tutta la struttura.
E così è stato aperto il fun club di Lucia "Rehab" Conti, madrina metal-horror di questo blog, nonché mia musa ispiratrice nelle cui cosce ambisco di scomparire una volta che sarà venuta la mia ora, ovvero quando la Signora con la Falce (ma speriamo senza il martello) mi avrà falcidiato: consegnandomi al Mito ed alla Leggenda.
E così abbiamo aperto una rubrica sulla "Gnosi. Teosofia e Spiritualità" per dare uno sguardo oltre l'orizzonte dell'Anima e della Psiche.
E così siamo sulle tracce di Roberta Carrano - ex ragazza di Non è la Rai - aprendo uno spazio "ad hoc".
E così mi sono spremuto le meningi per cogitare degli aforismi e delle massime caustiche che fossero non tanto e non solo l'essenza del mio pensiero, ma anche un modo per guardare all'Esistenza con maggiore sufficienza ed ironia: valutandola a tratti con qualche cosa di più, a tratti con qualche cosa di meno, di un 6 politico.
E così ho conosciuto l'attore olandese Peter Boom e gli ho offerto una rubrica autogestita sulla Pansessualità e contro le discriminazioni legate all'orientamento sessuale: tema mai come oggi tristemente attuale (e che mi fa incazzare abominevolmente  - già di per sé non sono un tipo calmo - se penso ai recenti fatti di cronaca nera).
E così, noi gente così, abbiamo imparato ad inserire file musicali "ad hoc" e continuato a scrivere, scrivere, scrivere per il piacere di farlo e di essere financo letti.
Ora, poiché di doman non v'è certezza, non sappiamo quel che accadrà.
La nostra volontà è quella di proseguire. Ma, lo sappiamo bene, la volontà non basta. Così come l'ottimismo (quello delle volontà).
E così, noi gente così, abbiamo smesso da quasi un anno di arrabattarci in imprese politiche che ci hanno portato via gran parte delle energie e dell'entusiasmo per finire ad ingrossarci ed ingolfarci lo stomaco la cui bile vorremmo vomitare addosso a chi noi sappiamo.
A sinistra sicuramente: nella quale non abbiamo mai creduto se non quando ancora portavamo i calzoncini corti, eravamo pelle ed ossa e non portavamo né barba, né baffi, né occhiali.
A destra, perché non ci piace la puzza di plastica ed allo stesso tempo non ci piace la destra nazional-statal-leghista.
Al centro, ma solo perché manca un centro laico, liberale, libertario e liberista come noi auspichiamo.
E così, noi gente così, seguitiamo a scrivere sino a che ci è data la possibilità dal fato.
Ringraziamo, pertanto come ogni anno, gli organi di stampa che graziosamente (oh, come sono vezzeggioso !) ci ospitano e che ci danno una voce un po' meno truce di quella che abbiamo: "L'Opinione delle Libertà", "L'Avanti", "Giovanidubbiosi.it", "Terzarepubblica.it", "Resistenza Laica", "Il Pensiero Mazziniano", "Camicia Rossa", scusandomi di non citarli tutti. E, per quanto non trattasi di organi di stampa "blasonati" così come vorrebbe Wikipedia e forse Paris Hilton, assicuro che trattasi di rari esempi di quel che io chiamo "cultura dell'approfondimento".
E qui potremo aprire una parentesi su ciò che io intendo per media e mediaticità, ovvero per giornalismo, che è quella professione che mi lascia del tutto perplesso.
La scrittura è ben altro. La scrittura in quanto tale - e lo dimostriamo quotidianamente con questo blog - non è informazione.
E' catalizzazione di creatività.
A tratti è grottesca e, quindi, surRenale. SurRenale e non surreale, in quanto si avvicina alla realtà molto di più di quanto si possa pensare ad una superficiale lettura.
Ora basta: ho scritto troppo e, conoscendomi, so che potrei andare avanti per ore.
Ordunque: buon proseguimento e, che dite, mi preferite più uomo o acqua e sapone ?

SEMBRO UN VILLANO MA, IN REALTA', SONO SOLO (CA)VILLOSO



2 aprile 2008

Perché negli USA sceglierei MaCain


L'amico Stefano Magni, instancabile e ottimo redattore dell'Opinione delle Libertà, noto liberale, libertario e liberista, questa volta mi ha completamente tolto le parole di bocca.
Con un post del 7 febbraio scorso apparso sul suo blog www.oggettivista.ilcannocchiale.it, ha scritto esattamente ciò che avrei voluto scrivere io pur con minore competenza non essendomi mai occupato di politica internazionale.
E così ci spiega, punto per punto, il motivo per il quale il repubblicano John McCain sarebbe preferibile a qualsiasi candidato democratico USA.
Ed io sono pienamente concorde con lui (per quanto McCain non sia il libertario Rudy Giuliani ma...tant'è).

Luca Bagatin



A sinistra: un giovanissimo John McCain che, con tanto di sigarette in primo piano, ricorda un altrettanto giovanissimo, sbarbato, Luca Bagatin (si noti lo sguardo assorto e malinconico di chi la guerra l'ha fatta e ne porta ancora addosso le ferite); a destra John McCain oggi. Ricorda un tantino Charlie Chaplin anziano e senza trucco né bombetta.

Da www.oggettivista.ilcannocchiale.it by Stefano Magni

Perché sceglierlo
  1. Siamo in guerra contro l’Islamismo, il nuovo totalitarismo che si sta espandendo in tutto il mondo. Tra tutte le questioni politiche, questa è la più importante e vitale. E McCain è l’uomo giusto per combattere l’Islamismo. Si è giustamente opposto a Guantanamo (che, al di là della sua utilità, resta una violazione dei diritti dei prigionieri) ed è contro la tortura dei prigionieri. Lui ne sa qualcosa, visto che è stato prigioniero per cinque anni e mezzo nel gulag nordvietnamita quando il suo aereo è stato abbattuto durante la Guerra del Vietnam. In compenso, McCain è un convinto sostenitore dell’intervento statunitense in Iraq, il fronte principale della guerra all’islamismo. Se oggi il generale Petraeus, con 30.000 uomini di rinforzo, sta vincendo la guerra, lo si deve alla “cocciutaggine” di McCain. All’inizio ero molto scettico nei confronti della sua strategia, ma vedo invece con piacere che sta funzionando: Al Qaeda le sta prendendo. Su tutti gli altri fronti, come l’Afghanistan, il Libano, il Medio Oriente e la crisi nucleare iraniana, c’è da esser certi che McCain si comporterà nel migliore dei modi: rifiutando il dialogo con le dittature e promuovendo la causa occidentale anche dentro i loro confini, attraverso l’alleanza con i dissidenti. McCain, insomma, sta seguendo la miglior strategia per combattere l’Islamismo: mantenere intatte le garanzie della libertà dentro i nostri paesi e portare la guerra all’esterno, colpendo i terroristi a casa loro e contrastando i paesi che li sponsorizzano.

  2. In politica estera è un convinto sostenitore della strategia di esportazione della libertà. “La libertà non si esporta” dicono tanti liberali. Ma si possono rimuovere gli ostacoli peggiori che ne ostacolano la crescita spontanea. McCain lo sta facendo da anni, presiedendo l’International Republican Institute, un ente che agisce dal 1983 per educare alla libertà dissidenti e leader politici in 70 paesi nel mondo, anche dentro le dittature. Inoltre, l’anziano senatore dell’Arizona è contrario alla partecipazione della Russia al G8, perché l’impero di Putin è l’opposto dei principi su cui si è fondata questa importante organizzazione internazionale. E non si risparmia nelle sue critiche al regime comunista cinese. Da un punto di vista legislativo, ha promosso, assieme al democratico Tom Lantos, lo “Advance Democracy Act” del 2005, legge fondamentale per l’esportazione della libertà nel mondo

  3. E’ forse l’unico candidato americano favorevole alla globalizzazione e vuole mantenere aperti i confini dell’America. Di fronte agli operai che gli chiedevano di riavere il posto di lavoro, perso a causa della concorrenza straniera, ha avuto il coraggio di tenere la schiena dritta e dir loro che “quei posti di lavoro ormai son persi” e che solo un commercio libero può creare maggior dinamismo. Non cede nemmeno alle sirene populiste che demonizzano l’immigrazione, vista solo come flusso di criminali e non di lavoratori. Benché McCain sia un intransigente sostenitore di una politica di sicurezza, è convinto che l’immigrazione sia più un’opportunità che un rischio. E sostiene, semmai, una maggior integrazione dei lavoratori stranieri piuttosto che una loro (impossibile) cacciata.

  4. E’ favorevole al taglio delle spese dello Stato federale e al taglio delle tasse, dunque dimostra di voler ridurre la presa dello Stato sull’economia del paese, anche in tempi di crisi in cui il populismo statalista è facile. Per quanto riguarda la sanità, intende mantenerla privata e semmai incentivare la competizione tra strutture mediche e tra assicurazioni. Dunque mi aspetto che, per abbassare i costi della sanità (che sono troppo alti) punti più a una politica di liberalizzazioni che non di intervento della mano pubblica.

  5. Benché sia e resti un conservatore, almeno si è dimostrato più aperto di vedute in molte occasioni. Non si è affatto detto contrario ai matrimoni gay ed era favorevole alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, dimostrando di essere contrario alla troppa ingerenza dello Stato nella vita personale dei cittadini.


Perché avere dubbi

  1. John McCain è contro il diritto all’aborto. Ritiene che “un giudice non possa decidere sulla maternità” e che la materia vada regolata per legge. A suo onore va il fatto che non intende emettere leggi federali contro l’aborto, ma provvedimenti un po’ più liberali: saranno i singoli stati a decidere se lasciare libero l’aborto o reprimerlo. E verranno incentivate le adozioni e la maternità con sgravi fiscali e semplificazioni di regole più che con aiuti pubblici. Resta il fatto che lo Stato (sia federale che locale) non ha il diritto di interferire nelle scelte delle donne. E questo McCain non lo vuol proprio sentire.

  2. E’ impermeabile in modo inquietante alla propaganda dell’ecologismo. Ritiene che il “riscaldamento globale” sia un “fatto serio” e che gli Stati Uniti debbano dare risposte. Anche qui, a suo vantaggio, va il fatto che non propone leggi che proibiscono lo sviluppo, ma mira a incentivare lo sviluppo di nuove tecnologie meno inquinanti. Certo sarà tutto da vedere. La tentazione di un maggior potere, se giustificata dall’ideologia ecologista, può essere una miscela pericolosa quando e se arriverà alla Casa Bianca.

  3. Dopo l’11 settembre ha detto cose molto brutte sulla possibilità di tornare alla leva obbligatoria, sia per il servizio civile che per quello militare. Da trent’anni l’America si è liberata da questa sua ultima forma di schiavitù, in cui lo Stato costringe un individuo a lavorare (e magari anche a morire) gratis per la “patria”. Se dovesse reintrodurre la leva obbligatoria (ma non credo proprio che lo faccia) diverrebbe di colpo il peggior presidente degli Usa degli ultimi 30 anni.

  4. Non ha una filosofia politica coerente alle sue spalle. Il che potrebbe anche non fregare nulla, ma invece conta: chi non ha una solida e coerente base culturale, chi si presenta troppo come uomo “pragmatico”, può anche prendere delle pericolose sbandate. Nel caso di McCain, il suo pragmatismo lo espone al rischio di dar troppo retta, in tutta buona fede, agli ecologisti più statalisti, ai conservatori morali più retrivi e a qualche economista keynesiano. Per non parlare dei rischi di cambiamento di rotta nel più mobile e sdrucciolevole dei terreni: la politica estera. Il rischio che si corre scegliendo McCain è quello di credere di votare un falco per la libertà e ritrovarsi a sorpresa con un agnello liberal alla Casa Bianca.


Perché, alla fine, lo voterei? Perché è meglio di qualsiasi altro candidato democratico. McCain può riservare brutte sorprese, ma il suo programma e la sua azione, finora, sono stati proiettati nella direzione giusta. I democratici, al contrario, vogliono: più Stato, meno mercato, più dialogo con le dittature sponsor del terrorismo. Un liberal come Obama o una democratica rampante come la Clinton, potrebbero portarci tutti alla sconfitta contro il terrorismo, alla crisi economica negli Stati Uniti e all’inizio di un trend negativo di riduzione della libertà individuale, sia all’estero che negli Usa.



1 marzo 2008

I Laici, Liberali e Riformatori alle elezioni del 13 e 14 aprile e la posizione ufficale assunta da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it


Arturo Diaconale, direttore storico dell'Opinione delle Libertà, nel suo editorale del 26 febbraio ha fotografato ottimamente la situazione dei laici, liberali e riformatori italiani i quali non avranno pressoché rappresentanza alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile.
Questo bipartitismo-bipolarismo coatto (in tutti i sensi) che vede contrapporsi due grandi calderoni con all'interno di tutto e di più come da un quindicennio a questa parte, oltre a non offrire la possibilità di un voto autenticamente laico e liberale, non offre alcuna vera alternativa al declino del Paese che ha urgente bisogno non tanto di assegni per i bebé o di sostegno alle coppie sposate quanto piuttosto di una sensibile riduzione delle imposte dirette ed indirette per rilanciare i consumi e gli investimenti (l'Eurispes stesso suggerisce la liberale "flat tax" ovvero l'imposta unica sulle persone fisiche al 20%); una seria e radicale riforma delle pensioni; l'abolizione degli enti inutili e dispendiosi come le Province, le Comunità Montane e la Tv di Stato; nuovi investimenti nella scuola pubblica e nella ricerca scientifica senza pregiudizi, preconcetti o elucubrazioni mentali dettati da chissà quale dogma religioso. E poi è indispensabile una lotta senza quartiere alla criminalità organizzata, alla pedofilia, alla violenza sulle donne e sui minori ed ai clientelismi di ogni colore politico.
Gli italiani si sentono sempre meno sicuri e rischiano financo di scadere in un assurdo e becero razzismo proprio in quanto sono pressoché totalmente abbandonati da uno Stato che preferisce continuare ad alimentare sé stesso ed i suoi privilegi piuttosto che scendere nel concreto ed affrontare radicalmente tali questioni, spesso trattate superficialmente sia da Berlusconi che da Veltroni e dai loro sodali.
E, per concludere, i temi cosiddetti "etici" (anche se personalmente detesto questo termine che mi fa pensare allo "Stato etico" di hitleriana, mussoliniana e staliniana memoria).
Ma è possibile che l'Italia sia così indietro anche in questo settore, ovvero che non abbia una legge che consenta le unioni civili delle coppie eterosessuali ed omosessuali; che non abbia una legge che consenta la commercializzazione delle pillola RU486; una normativa che consenta la regolamentazione delle non-droghe ovvero della cannabis e dei suoi derivati togliendo così alla criminalità questo mercato senza alcun controllo e, per finire, una normativa che permetta di garantirsi una morte dignitosa consentendo l'eutanasia (che significa letteralmente "buona morte") e quindi il pieno diritto del malato terminale e sofferente ad un'"uscita indolore" ?
Le uniche forze che storicamente hanno posto nei loro programmi tutti i progetti e prospettive citate in questo articolo, sono proprio quelle che saranno scarsamente o pressoché non rappresentate nel prossimo Parlamento della Repubblica Medievale e Mediatica d'Italia.
Penso al PRI che, forse, avrà 3 deputati nelle liste di Berlusconi; penso ai Radicali che avranno 8 deputati per essersi svenduti ai cattocomunisti del Pd; penso ai Riformatori ed ai Liberali come Capezzone che, se tutto va bene, avranno un seggio o due; ed infine penso ai socialisti sparsi: a quelli berlusconiani che forse avranno un paio di seggi ed a quelli boselliani che è molto probabile che non raggiungano nemmeno la soglia minima per entrare in Parlamento (e che in tutti questi anni sono stati gli "utili idioti" di Romano Prodi, D'Alema, Veltroni & Co. e da loro sempre trattati a pesci in faccia).
Mi è tuttavia giunta ieri la voce (dall'amico giornalista Aldo Chiarle che ha ricevuto un'entusiastica  telefonata direttamente dal Segretario del Partito Liberale, Stefano De Luca), oggi confermata dal web, che il PLI presenterà in tutta Italia l'unica lista Laica e Liberaldemocratica come auspicato anche in un mio articolo in data 16 febbraio scorso.
Non siamo certi che riuscirà a raccogliere il 4%, però vogliamo sostenerla con forza ed entusiasmo anche alla luce del suo programma (che trovate al link http://www.partitoliberale.it/page4/page4.html). Tutto ciò considerato anche che il PLI pone fra i suoi obiettivi un coerente incontro fra tutti i Repubblicani (ha recentemente siglato un patto federativo con il PRI....pecceto però che quest'ultimo, alle politiche, abbia scelto ancora una volta di presentarsi sotto le insegne berlusconiane); i Socialisti e tutte le altre componenti Laiche e Riformatrici riprendendo la formula anni '80 del Lib-Lab ovvero dell'incontro fra Liberali e Socialisti (altro che l'aberrante incontro fra laici e cattolici, utilissimo solo al Vaticano per imporre le sue astruse elucubrazioni religiose in politica e nella società fortunatamente secolarizzata e democraticizzata) contro il conservatorismo di destra e sinistra nostrane.
Un discorso che sosteniamo da lunghissimo tempo, utile all'Italia, all'Europa e all'Occidente.
Una prospettiva semplicemente Laica, Liberale, Libertaria e Riformatrice.


Luca Bagatin


sfoglia     febbraio        aprile






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini