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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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12 marzo 2015

"Nuda varietà !": aforismi e riflessioni sull'ipocrisia, la nudità, l'erotismo, l'eroismo, la politica di ieri e di oggi by Luca Bagatin

Che cosa c'è di offensivo in un corpo nudo ? Solo la mente di chi lo guarda con malizia.

Nudità è verità. E' l'opposto metaforico dell'ipocrisia. E credo anche che la nudità rappresenti un ritorno allo stato di natura, di cui parlava anche Henry David Thoreau. La nudità ci rende tutti ugualmente bellissimi, perché reali, realistici, non mediati né mediatici. Liberi, insomma, non solo dall'ipocrisia e dalle pruderie, ma anche dai mezzi cadotico-tecnologici, che ci rendono diversi (e spesso più brutti e ipocriti) da ciò che siamo realmente. Nemmeno un video pornografico trovo sia offensivo, ma una forma d'arte. Certo, un conto è la forma d'arte e l'altra lo sfruttamento dei corpi e quindi anche delle menti. Ma il sistema economico-politico nel quale viviamo, non è anch'esso una forma di sfruttamento, che andrebbe - pertanto - abbattuto ?

Mazzini e Garibaldi non sono mai stati iscritti ad un partito elettoralistico ! Mazzini ha fondato un partito di combattenti !
(dall'intervento al Congresso del Partito Repubblicano Italiano, 7 marzo 2015)
Ma i bilanci dei partiti non dovrebbero essere pubblici ?
Francamente non ho mai trovato democratica la realtà dei partiti elettoralistici. Che, come tali, andrebbero sciolti e sostituiti da persone pensanti e comuni, che si battano per i loro diritti civili e sociali.
Amo molto gli Stati Uniti d'America, ovviamente quando ancora non si chiamavano così ed erano abitati dai legittimi popoli: i Nativi.
Poi sono arrivati gli "incivilizzatori" dall'Europa...e sappiamo come è finita.

I popoli latini dovrebbero riaffermare la loro indipendenza e sovranità di fronte agli yankee, che non hanno nulla, ma proprio nulla da insegnare a nessuno ! Solidarietà al Venezuela e al Chavismo !

Mazzini e Garibaldi non si scannavano in Parlamento. Erano degli eroi e dei combattenti, sprezzanti del pericolo e della loro stessa vita, per il benessere collettivo.
Garibaldi - in polemica con la politica ed i politicanti della sua epoca - rinunciò addirittura al suo seggio parlamentare, ritirandosi a Caprera a fare l'agricoltore.
Questi sono uomini degni di essere chiamati tali.
Da imitare, onorare, ricordare, tenere nel cuore.


Ringrazio la modella Maria José Peon Marquez per la compartecipazione
alla nostra fotocomposizione artistica



16 febbraio 2015

"La (anti)politica dell'Amore": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin

Ancora ci si stupisce della commistione fra affari privati e politica, fra sistema bancario-imprenditoriale e politica...mah.
Ovvero ancora non si comprende che la politica rappresenta la morte civile e che il potere ne è la massima rappresentazione.
Per questo, da parecchi anni, preferisco parlare di donne e di belle donne.
Ponendole al centro di un progetto (anti)politico e (contro)culturale.
Perché è da lì che può rinascere una società fondata sull'eros, in luogo di una società fondata sul danaro e sulla mercificazione. Ovvero una società fondata sull'autodistruzione e sulla stupidità.
Ho un forte nonsenso delle Istituzioni !
L'idea dell'amore fatto in un cimitero m'intriga molto e la trovo tutt'altro che blasfema.
La vita che si fonde e confonde con la morte è un'immagine molto filosofica.
Un inno ad entrambe.
"Vivi per chi ti ama , affronta chi ti sfida e ignora chi non ti merita"
Ovvero: ama poche persone, perché poche meritano davvero il tuo amore, ignorane molte e le sfide affrontale sempre di petto, talvolta anche di pancia se necessario.



20 ottobre 2014

A "La Croce" contrapponiamo la Delizia. Anzi, la Letizia !

Al bigottismo ideologico neo-clericale ed anti-cristiano, che dei miti del progresso fa la sua bandiera, fingendo pergiunta di contrapporvisi, in una bagarre mediatico-mediocre dal sapor anti-sentimentale, contrapponiamo la Delizia, anzi, la Laetitia !
Come sempre profondamente Casta, oltre che storicamente (anti)Diva.





20 febbraio 2014

Beppe Grillo è parte integrante del Sistema. Così come lo sono Renzi e Berlusconi

Renzi è una persona non credibile, certamente.

Come avevamo già scritto qualche giorno fa, Renzi, come il suo omologo Berlusconi, è un personaggio mediatico (e mediocre) senza alcun merito proprio. Ha alle spalle De Mita, De Benedetti e compagnìa economico-finanziaria cantante.

Purtuttavia credibile non lo è nemmeno Beppe Grillo, il quale è cresciuto a pane, Rai lottizzata dai partiti e Pippo Baudo. Oltretutto erano note anche le sue apparizioni televisive para-politiche accanto a Bruno Vespa, nelle tribune elettorali degli Anni '80 !

Non ci venga, dunque, a raccontare che lui è l'uomo nuovo, l'indipendente per eccellenza, la voce dei cittadini.

Non lo è, anche perché lui, la voce, non la concede nemmeno agli eletti del suo partito.

Beppe Grillo, è, anche e proprio in quanto fondatore di un partito – il Movimento Cinque Stelle – uno del Sistema. Segue le regole (in particolare quelle mediatico-comunicative) del Sistema e finge, a parole, di contrastarlo.

Se egli contrastasse davvero, ad esempio, i partiti, avrebbe già sciolto il suo e proposto, come facciamo noi di “Amore e Libertà” (www.amoreeliberta.altervista.orgwww.amoreeliberta.blogspot.it), l'estrazione a sorte fra tutti i cittadini, al posto delle elezioni. Elezioni che, nei fatti, sono solo un esercizio mediatico ove fingiamo di eleggere politici che non rappresentano nessuno, si spartiscono il finanziamento pubblico e prendono decisioni per noi ignari cittadini.

Beppe Grillo, poi, incontrando pubblicamente Matteo Renzi – pur zittendolo continuamente o fingendo di farlo – ne riconosce la leadership. Ma perché mai ? Chi ha eletto Renzi ? Da dove proviene Renzi se non da quel sistema partitocratico che esiste dal 1948 in barba alla Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria che, diversamente, voleva il Popolo al potere ?

Beppe Grillo, oltretutto, fa del Festival di Sanremo – l'evento mediatico-mediocre per eccellenza dell'incultura musicale (e non solo) italica – un trampolino per i suoi comizietti e per uscire sulla stampa e sulle televisioni di tutto il mondo. In questo senso ci ricorda il Berlusconi che va da Bruno Vespa a "Porta a Porta" per farsi incensare e il Matteo Renzi che va da Maria De Filippi a fare il “Fonzie” della situazione.

Beppe Grillo figlio dei media e del Sistema, dunque.

Beppe Grillo, se vuole essere credibile davvero, dovrebbe fare autocritica, entrare a far parte dei costruttori della Civiltà dell'Amore, aderire al nostro non-movimento “Amore e Libertà”, cedere la parola ai cittadini - che si autogovernino, finalmente - e dunque promuovere i diritti civili e sociali al di fuori dal sistema dei partiti e dei parlamenti.

Diversamente non è e non sarà diverso da Matteo Renzi e da Silvio Berlusconi. Anzi, ne è la loro fotocopia e cassa di risonanza.


Luca Bagatin



8 luglio 2013

A proposito dell'uso del corpo femminile nelle pubblicità e non solo (ovvero come una politica alla frutta non sappia proprio come farsi notare e tenti di farci mangiare la foglia...di fico !)


Una provocatoria e provocante foto di Ilona a corredo di un provocatorio e provocante articolo
Sento ancora di polemiche (politiche, sic !) a proposito dell'uso del corpo femminile nudo nelle pubblicità. Addirittura si paventano disegni di legge.
L'Italia è un Paese di tristoni e di frustrati. Oltre che di politici poco corretti e privi di buonsenso.
Il corpo nudo, sia esso femminile o maschile, andrebbe utilizzato in ogni dove. Ce lo insegnavano i Popoli antichi, con la relativa Arte (Sacra, ma non solo).
Andrebbe piuttosto vietata la presenza dei politici in tv: è offensiva per il cittadino.

Questa una boutade, ma sino ad un certo punto.

Mi chiedo sempre perché ad essere mercificato, nell'immaginario mediatico e collettivo, persino politico, debba sempre essere il corpo femminile. Perché non mercificare e/o far conoscere la realtà della mercificazione del corpo maschile, parlando anche di modelli storici quali Rodolfo Valentino ? Tutto è lecito, io credo, fra persone intelligenti e consenzienti. Per il resto, tornando a monte della mia “boutate”, vorrei citare una massima dell'ottimo Tinto Brass, coniata durante la sua campagna elettorale per i Radicali : "Meglio un culo che una faccia da culo".

Questa storia della mercificazione del corpo femminile mi sembra un falso problema. Guardo la tv, i cartelli pubblicitari, come spesso accade a chiunque. Non mi pare che la pubblicità che utilizza il nudo sia così eccessivamente diffusa. Però mediaticamente "fa notizia" dire questo. E fa notizia anche fare una legge per vietare questo o quell'aspetto, come ad esempio il gioco d'azzardo, sul quale l'amico Cesare Lanza ha scritto un ottimo saggio, il cui spirito libero e libertario condivido in toto. Il problema, tutt'al più, è che la pubbicità è spesso demenziale e sciocca. Utilizza metodi comunicativi incomprensibili e che sviliscono l'intelligenza del telespettatore (vedi il pinguino della Vodafone, ma non solo).

Personalmente sono per l'esaltazione di tutti i corpi. Questo, forse, nelle pubblicità e in ogni dove, si fa poco. Esaltiamo tutti i corpi, dico io: belli e brutti, semmai esistesse la bruttezza o la bellezza in senso assoluto. Ne ho fatta la mia bandiera contro i pregiudizi da quel dì. E l'ho iniziata allorquando mi vedevo e mi vedevano brutto, goffo, con la pancetta e le braccia magrissime (per non parlare delle gambe corte). Ma chi se ne frega ? Il corpo è bello a prescindere, altrimenti nasceremmo vestiti. Semmai è con l'imposizione dei falsi pudori che...ci vergognamo di essere nudi ! Come quella favoletta "pseudo-cristiana" che ci racconta di Dio che mostrò ad Adamo ed Eva il "peccato" (sic !) di essere nudi. Nudità è libertà e semmai sarebbe un peccato se esistesse un Dio così beota e bigotto ! Viva ora e sempre il Serpente ! E il Serpente è un simbolo gnostico e fallico. Non a caso.

Oggi si è perso il senso del Bello, nel senso assoluto. Si crede bello un corpo magro, ammiccante, ma è davvero così ?

La pubblicità demenziale e trash è accattivante e sensuale ? Ci pensino un po' su i pubblicitari e poi mi dicano.

Viviviamo da qualche decennio una certa involuzione e “americanizzazione” dei costumi. “Americanizzazione” peggiore, se pensiamo che negli USA ci sono stati i più grandi movimenti di Liberazione mondiale, ovvero i movimenti Beatnik e Hippie.

Alla fine degli Anni '70, invece, l'indistinzione l'ha fatta da padrone a dispetto anche dei timidi tentativi di controcultura Cyberpunk. Per arrivare agli Anni '90 e '00, alla caduta positiva dei Muri, ma non delle barriere mentali.

L'economia, piuttosto che i diritti sociali e civili, l'ha fatta da padrone e oggi che accade ? Oggi non si sviliscono tanto i corpi femminili, quanto piuttosto le intelligenze addormentate e annichilite da bombardamenti mediatici, pubblicitari e politici distruttivi.

Il senso del Bello (per non parlare del Buono e del Vero - e nudità è sinonimo di Verità,  se utilizzata libera da ogni condizionamento), è stato in sostanza sostituito dal nonsenso del brutto, del trash, dell'indistinto.

Da Brigitte Bardot e Ilona Staller, da Rodolfo Valentino e Marcello Mastroianni si è giunti a Belen Rodriguez e qualche sconosciuto del Grande Fratello.

Questo volendo parlare in termini meramente mediatico-mediocri di “casa nostra”.

Ma potremo allargare il discorso al cinema o alla politica.

I “grandi del passato” sostituiti dal “passato di verdure” che passa il convento dell'increatività.

Me ne rendo conto, sto andando fuori tema, per quanto sino ad un certo punto.

Mi chiedo se si placheranno le polemiche sui corpi femminili (come quelle sul gruppo di attiviste “Femen” che a me sono molto simpatiche) e se si inizierà a parlare di altro.

Di problemi concreti, di lotta alla corruzione, di sviluppo sostenibile, di diritti individuali e sociali.

Ne dubito, purtroppo. Perché la concretezza raramente fa notizia.


Luca Bagatin (fra Ilona Staller e Ursula Davis Hula Hop, donne mito non mitomani di una grande stagione artistica)



18 aprile 2013

Società inglobalizzata



Chissà se è poi vero che le dimensioni del pene maschile, per la gran parte delle donne, contano.
Uno studio sostiene che sia "la combinazione delle diverse caratteristiche fisiche a determinare quanto sia attraente un corpo" e non i singoli tratti.
C'è da augurarselo perché, altrimenti, a prevalere sarebbe una sciocca legge di "esteriorità", già sufficientemente abusata nella nostra società mediaticizzata e commercializzata da bisogni e mode indotte.
C'è da chiedersi il perché, un tempo, ad esempio negli Anni '60 e '70, andassero di moda modelli di donna burrose e formose, tipo Brigitte Bardot, mentre oggi trionfi l'efebismo e l'indistinzione di una magrezza senza contenuto né forma.
Per fortuna esistono purtuttavia le Laetitia Casta - che pur ha smesso gli abiti di modella - a smentire tale canone imposto !
Anche per i maschietti marca piuttosto male, fra esteriorità che li vogliono senza un filo di pancetta, possibilmente depilati e palestrati, senza barba e con capelli alla "faraone".
Assurdità moderne senza né capo né coda, invero, che snaturano scelte personalissime, magari autenticamente trasgressive e fuori dal tempo, oltre che dallo spazio.
E poi questo salutismo elevato a dogma: niente sigari né sigarette, niente grassi saturi, solo sushi (che fa tanto "radical chic" senza choccare più nessuno), footing e palestra. Ma che tristezza !
E fra un po' dovremo anche sorbirci la relativa "legislazione salutista", come in Francia, ove le bibite gassate e zuccherate sono ipertassate.
No, decisamente così non va.
Occorre forse ripensare e ripensarsi. Leggersi e autoanalizzarsi, anche se queste potranno sembrare parole vane.
L'interiorità - per troppo tempo - è stata relegata a ruolo marginale di una società dei consumi in continua involuzione. Telefoni, telefonini, ipad, televisione e per molti versi il web, hanno soppiantato una comunicazione fatta di scambi affettivi/introspettivi.
La crisi economica di oggi non è che uno specchio di tale involuzione, che ha sostituito ai rapporti umani una sorta di freddo paravento fatto di danaro a buon mercato da spendersi e spandersi sino a non averne più. Il vivere al di sopra delle proprie possibilità - per troppi anni - tanto propagandato dai mezzi di comunicazione di massa e dai governi, non ha fatto altro che portare alla situazione attuale.
La morte civile, sociale e politica di un'umanità schiava della pubblicità, dei media, dei modelli imposti e, quel che è ancor peggio, senza alcun futuro certo.

Luca Bagatin



31 marzo 2013

Premio Miss Moana 2013


Da iscritti e sostenitori dell'Associazione Moana Pozzi (fondata dalla madre dell'attrice, Giuseppina Alloisio e dall'amico Mauro Biuzzi nel 1999 e presieduta dallo stesso Biuzzi), nonché da amanti dell'arte e dell'arte erotica nella fattispecie - incarnata anche dalla personalità di Moana Pozzi -  vogliamo segnalare il Premio annuale Miss Moana, indetto dall'Associazione intitolata a suo nome ed il cui statuto e regolamento è scaricabile al link: http://www.moanamoana.it/attivita/miss_moana/index.html

I provini per il premio sono aperti sino al 30 maggio ed il Premio - così come la stessa Associazione -  intende recare omaggio alla figura di Moana Pozzi, il suo impegno artistico e politico, culminato nell'esperienza delle Amministrative di Roma del 1993, con la presentazione della lista del Partito dell'Amore, con un programma contro la corruzione, per la lotta alla criminalità, la tutela dell'ambiente e la costituzione del parchi dell'amore.

A riassumere il significato del Premio Moana Pozzi, lo stesso preambolo dello Statuto, che qui riportiamo:

Il Premio Moana Pozzi o PMP nasce dalla nostra convinzione che Moana - la quale diventò Icona della Pornografia in quanto era una cubatura della Diva del Cinema, che era a sua volta il quadrato di una Divina del Teatro, della Pittura e della Poesia classiche (da Elena di Troia a Eva) - non sia che un anello di una catena esponenziale dell'Eterno Femminino che può continuare anche oggi senza bisogno della clonazione (forma nostalgica di una scienza solo mnemonica), alla faccia di quella scuola di cattedratici materialisti e neoborghesi che vorrebbero quel Femminino popolare e contadino definitivamente sterminato dalla Fine della Storia (1944) e dall'avvento dell'Impero della frigida rockstar Madonna, androgina e disincarnata immagine televisiva che regna sull'appestata Vallettopoli mondiale.
Il PMP va in controtendenza nella difficile ricerca delle Nuove Incarnazioni del Femminile Seduttivo, ultima immuno.barricata di anticorpi opposti alle immagini.schiave del mercato drogato del Crack.Trash
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Desideriamo inoltre ricordare che, nel 2009, il Premio Moana Pozzi fu vinto dall'attrice Violante Placido, la quale, nello stesso, anno, fu ottima interprete protagonista della fiction "Moana" di Alfredo Peyretti.

Queste le attuali candidate in lizza per il Premio Moana Pozzi 2013 (materiale tratto dal sito ufficiale dell'Associazione Moana Pozzi www.moanamoana.it):

Oaie Mariana a.k.a. India  

 

   Profilo originale quello di India, sul quale vogliamo mantenere quel tanto di mistero che si addice al personaggio. Diciamo solo che è di origine rumena e greca, ma si è soprannominata India perché studia e pratica danza indiana e contemporanea. Vincitrice di un'edizione del Misex, performer dal vivo e in tv, mora di sapore moresco, mediterraneo e dionisiaco. Cliccando sulla sua foto si accede ad una fotogalleria.
   - Se vuoi sostenerla mandaci una mail con scritto INDIA.  


Silvia Arri a.k.a. Silvia Singer  

 

   Originaria dell'Astigiano, Silvia è una cantante melodica che condivide con Moana la passione per il canto. Silvia ha infatti interpretato con carattere alcuni brani di Moana e, in particolare, il suo hit L'ultima notte. Silvia inoltre cura un blog dedicato a Moana (Moana Passion), ha fondato in Fb un gruppo di fun di Moana e, per queste sue attività, è stata nominata Socia onoraria dell'AMP nel 2012. Cliccando sulla sua foto si accede ad una fotogalleria.
   - Se vuoi sostenerla mandaci una mail con scritto SILVIA.  

Jani Gantjana a.k.a. Moana Conti  

 

   Lei è la nostra reginetta in carica, la candidata da battere: Miss Moana 2012. Bionda di origini slovene, è un eccellente e raffinata performer in spettacoli hard di sua invenzione, nei quali si ispira apertamente a Moana, tanto da portarne il riferimento anche nel nome d'arte. Nelle pose fotografiche il suo ritratto ricorda molto il taglio di quello della Monroe. Cliccando sulla sua foto si accede ad una fotogalleria.
   - Se vuoi sostenerla mandaci una mail con scritto MOANA.  


Cinzia Evangelista  

 


   Cinzia è la nostra prima candidata che non appartiene al mondo dello spettacolo (motivo per il quale tuteliamo la sua identità mostrando il suo volto solo in parte). Erede delle belle more di origine ciociara (che Sofia Loren e De Sica portarono sul grande schermo), Cinzia è legata a Moana da due passioni: quella per le pose da modella e da pin-up e quella per l'haute couture, entrambe a vario titolo molto inerenti al Premio Moana Pozzi. La prima passione è un hobby, che Cinzia pratica anche con autoritratti allo specchio. La seconda è una sua vocazione, che si esprime attraverso la creazione di pezzi unici di alta sartoria, con i quali vuole trasmettere di nuovo il senso dell'haute couture francese delle maison storiche da lei riscoperte, come Vionnet, Grès, Lanvin e Dessès. Cliccando sulla sua foto si accede ad una fotogalleria.
   - Se vuoi sostenerla mandaci una mail con scritto CINZIA.  



12 febbraio 2013

Ilona Staller Cicciolina: una vita sofferta alla ricerca dei propri sogni, dell'amore e della libertà. Per sè e per gli altri.



Elena Ilona Anna Staller, in arte Cicciolina.

Una fra le più celebri e più pagate pornodive al mondo. Ungherese di nascita ed italiana di adozione.
Una vita che è più di un'avventura. A tratti drammatica, a tratti emozionante, a tratti commovente.
Chi conosce bene Ilona sa che la sua è ed è stata una vita alla ricerca di sogni da vivere e realizzare. Sogni spesso infranti dalla violenza e dalla stupidità altrui.
Ilona nasce a Budapest nel 1951, in piena Guerra Fredda e con l'Ungheria sotto il controllo comunista sovietico. Ilona nasce in una famiglia poverissima, nel quartiere periferico Kobanya, in un palazzo-dormitorio umido e senza luce.
Suo padre, Laszlo Staller, è un donnaiolo infedele, mentre la madre - anche lei di nome Ilona - cresce lei e i suoi fratelli Valeria, Laszlo e Attila, nel migliore dei modi, senza far loro mancare nulla, ma con il sogno di abbandonare la miseria e la mancanza di libertà del regime comunista ungherese.
Con il secondo marito, Ignac Magyari, la madre di Ilona ed i suoi fratelli, trovano una certe stabilità e tentano tentano persino la fuga nell'Occidente democratico, ma senza successo. Vivono persino i terribili momenti della Rivoluzione d'Ungheria del 1956, con le vie di Budapest zeppe di cadaveri causate dai carri armati sovietici, i quali sopprimono ben presto i rivoltosi. Ilona aveva solo 5 anni allora, ma quei momenti di terrore - stretta fra i suoi fratellini ed alla ricerca dispetata di cibo – li ha ben impressi ancora oggi nella sua mente.
Nel '57 tentarono la fuga, passando in Jugolsavia, ma saranno presto rispediti a casa.
Crescendo, Ilona, diventerà un'avvenente ragazza bionda con gli occhi azzurri. Inizierà a lavorare come cameriera in un albergo, sfruttata e costretta a sfacchinare dalla mattina alla sera. Sarà qui, ad ogni modo, che il servizio segreto comunista ungherese la noterà e la inviterà a diventare una spia del regime. Lei non può fare altrimenti e così inizierà a riferire ai servizi segreti gli spostamenti dei vari ambasciatori americani in visita a Budapest.
Ben presto, ad ogni modo, lascierà quella vita da Mata Hari e, incoraggiata dalla madre, contatterà l'agenzia pubblicitaria M.T.I, la quale stava selezionando ragazze per una campagna pubblicitaria ed inizierà così la carriera di fotomodella.
Nel 1970 Ilona incontrerà Salvatore Mercuri, un calabrese non particolarmente avvenente ma che a lei piacque subito e così lo sposò andando a vivere con lui a Milano.
Il matrimonio si rivelò ben presto un vero disastro e Salvatore non certo il principe azzurro che Ilona aveva sognato, ma un uomo che la costringeva a cucinare tutto il giorno, senza concederle un minimo di libertà. Fu così che lasciò Salvatore e se ne andò a lavorare a Roma, per un nuovo servizio fotografico e qui iniziò – finalmente - una nuova vita.
Fu infatti alla fine degli Anni '70 che la carriera e la vita di Ilona Staller ebbero ad ogni modo una svolta luminosa e ciò grazie all'incontro con l'ancora sconosciuto Riccardo Schicchi, un curioso e stravagante fotografo, dai modi a tratti infantili, il quale, dopo averla tempestata di telefonate, si presentò di fronte a casa sua, sulla Cassia.
E si presentò ad Ilona in una buffissima posizione yoga, con le gambe per aria (come ebbe modo di raccontarmi recentemente, in un'intervista) !
Da allora, ad ogni modo, nacque un vero e proprio sodalizio fra Ilona e Riccardo. Un sodalizio fatto di amore per la natura, i tramonti, gli animali, l'erotismo e la voglia di rompere ogni tabù legato al pudore ed alla sessualità.
Riccardo Schicchi era letteralmente stregato da Ilona Staller e le coniò il simpatico nomignolo "Cicciolina", per il suo modo di fare naif, anche se Ilona - come mi confidò nella nostra recente intervista - non si innamorò mai di lui.
Fu così che, con Riccardo Schicchi, fondò "Radio Luna", la prima radio libera che parlava di sesso e sessualità ad un vasto pubblico e fu proprio in quell'occasione che inventò il nome d'arte "Cicciolina". Nel 1979, con Schicchi, fondò poi la "Lista del Sole", il primo partito ambientalista d'Italia che per simbolo aveva il Sole che sorride (oggi divenuto di proprietà dei Verdi) e, nel 1983, l'agenzia di casting "Diva Futura", alla quale iniziarono a lavorare future artiste dell'eros quali Ursula Davis, Milly D'Abbraccio, Moana Pozzi, Ramba, Baby Pozzi ed altre.



Sempre assieme a Schicchi, Ilona, animata dal sogno di cambiare il comune senso del pudore, le leggi contro la censura, migliorare l'ambiente e combattere ogni forma di violenza, intraprenderà la carriera politca candidandosi nelle liste del Partito Radicale. Schicchi non sarà eletto, ma lei, nonostante sia quasi ultima nella lista dei candidati, sarà eletta al Parlamento italiano, nel 1987, con 20.000 voti di preferenza, presentando peraltro numerose proposte di legge per la tutela dell'ambiente, degli animali, fu forse la prima a presentare proposte di legge contro la violenza sulle donne, per i diritti delle prostitute e dei detenuti.
Inoltre fu la prima a bruciare, in segno di protesta sia contro al Guerra Fredda che contro il terrorismo, le bandiere di USA ed URSS recanti entrambe la stella rossa delle Brigate Rosse. Ciò, ad ogni modo, le costò un'incriminazione per attentato alla bandiera di due Stati esteri, nonché l'impossibilità - per parecchi anni - di recarsi negli Stati Uniti d'America in quanto “ospite indesiderata”.
Oltre a ciò, Ilona Staller, partecipò - in qualità di Parlamentare italiana - ad una serata di beneficienza per la ricerca scientifica relativa alla lotta all'AIDS, a Tokyo, consegnando l'equivalente di un milione di euro al Ministro della Sanità giapponese. Parte del ricavato, peraltro, fu devoluto al campo profughi vietnamita-laotiano.
A cavallo fra la fine degli anni '80 ed i primi anni '90, Ilona Staller continuerà a "dare scandalo" con i suoi spettacoli erotici i quali le costeranno - come mi ha raccontato nell'intervista - oltre cinquanta denunce penali, ma contribuendo a far cadere così l'ipocrita reato di "offesa al comune senso del pudore".
E' triste, ad ogni modo, apprendere che pochi deputati Radicale solidarizzavano con lei. Molti la trovavano solamente "scandalosa" e nulla di più. Con Ilona, non molto tempo fa, chiacchierando come talvolta ci capita di fare, abbiamo ricordato le sole figure radicali che l'hanno sostenuta e difesa veramente. Tre donne coraggiose e combattive, che oggi purtroppo non ci sono più: Adele Faccio, Adelaide Aglietta e Roberta Tatafiore.
Peccato che, anche fra i Radicali, albergasse un certo bigottismo che poco si confaceva alle loro battaglie...



Nel 1992, a fine legislatura, tenterà ad ogni di rilanciare la sua immagine politica, proponendo il Partito dell'Amore, poi lasciato in eredità a Moana Pozzi. In quel periodo, infatti, Ilona partorirà Ludwig, il figlio che aveva concepito dall'artista statunitense Jeff Koons, suo marito dal 1991.
Un altro uomo sbagliato della sua vita. Un uomo che Ilona, nel suo libro edito da Mondadori "Per amore e per forza", descrive come iracondo, geloso, violento, il quale portò persino via Ludwig a Ilona contro il parere dei giudici italiani, accusando Ilona - nei processi per l'affidamento del piccolo – di essere una cattiva madre e persino una pedofila !
Per fortuna, nonostante il calvario passato da Ilona Staller in quegli anni, tutto andò a finire per il meglio ed oggi Ludwig Koons - che ha vent'anni - vive con la madre, la quale ne è affettuosamente orgogliosa, come è giusto che sia.
Ilona Staller, Cicciolina, è ed è stata per molti di noi un'icona fricchettona, hippie, capace di lottare in modo tenace contro una vita spesso avversa.
Posso dire per certo che di rado ho conosciuto una persona, come lei, incapace di odiare anche il suo più acerrimo nemico. Una persona che, pur avendo affrontato molte avversità ed una vita davvero piena in tutti i sensi, è ancora oggi capace di credere in un mondo migliore. Un mondo nel quale, come ama dire lei: "combattere tutti insieme per un mondo pieno di gente sorridente e felice. Un mondo che lasci intravedere un futuro con tutti i colori dell'arcobaleno".
Ora, io non so se un giorno questo sogno si realizzerà mai. Ciò che so è che Ilona Staller Cicciolina ha trovato, già da tempo, un posto nel mio cuore fra le persone più care che conosco. E che la aiuterò a lottare per i suoi sogni, che sono da sempre anche i miei. Sogni che fanno parte della nostra storia di utopici utopisti, liberali e ambientalisti fricchettoni, eroticamente qualificati, amorevolmente senza tabù ed alla ricerca di una libertà possibile. Credibile, necessaria.

Luca Bagatin



Ringrazio Ilona per avermi fornito gran parte del materiale fotografico - parte del quale inedito - che, per motivi di spazio, non ho potuto qui pubblicare per intero a corredo di questo articolo.
Non mancherà certo occasione per pubblicare ancora articoli e foto relative alla sua storia, passata e recente.



1 marzo 2010

QUAL E' IL MISTERO DELL'HOTEL "LA CORRIDA" ? racconto by Luca Bagatin

Come vi prennunciai nel post del 20 febbraio scorso, ho deciso di pubblicare il racconto (la cui mia prima stesura risale al 1998) che avrei voluto proporre al concorso IoScrittore, ma che, per motivi di parametri ristretti non ha potuto partecipare.

Trama

In effetti non è cosa semplice narrare un film al proprio produttore cinematografico.
Tanto più se il film è grottesco, assurdo e alquanto sconclusionato. Per quanto affatto privo di stupecafenti colpi di scena degni di un vero e proprio trhiller poliziesco.
E' purtuttavia ciò che tenta di fare Harry Mellish, autore e regista alter ego o - che dir si voglia -  parodia di Woody Allen, in questo particolarissimo racconto il cui "cuore" è la narrazione del film stesso.
Un film/racconto costruito come sceneggiatura: ambientato nell'hotel di una Barcellona senza tempo in cui si alterneranno aspiranti modelle, un compassato detective privato, noti stilisti, improbabili mafiosi, fotografi perfezionisti e bellissime amanti dai gusti sadomaso, in un crescendo di colpi di scena grotteschi come in un vero e proprio Circo Barnum.  
Ma tutto ciò nasconde un mistero: che cosa si cela - infatti - dietro all'Hotel La Corrida ?




Allora, Bill, iniziamo dai titoli di testa…


LA PARAMOUNT PRODUCTION PRESENTA:


Qual è il mistero dell’Hotel La Corrida?

Una storia di mafia, di donne, di moda, di sesso al limite del paradossale e del ridicolo

UN FILM DI HARRY MELLISH




Henry Humprey passeggia per le vie di Barcellona alla ricerca del “suo uomo”.
Sigaretta tra le dita, impermeabile alla Marlowe, sguardo smorto e triste: questo il nostro investigatore privato stile anni ‘40. Era di New York, cinquanta anni circa e al momento lavora per conto di un certo Louis di New Orleans che ha perso la ragazza, fuggita a Barcellona con un italiano pieno di soldi.
Ah, le donne! Perdono sempre la testa per uno pieno di soldi!
Henry è appunto sulle tracce di questo riccone e magari pure mezzo mafioso di italiano. Louis gli ha fornito un indirizzo di Barcellona ove ritiene possa trovarsi la ragazza, Mina, è il suo nome.
Henry continua a passeggiare avvolto nel suo impermeabile e si accende la seconda sigaretta, una di quelle senza filtro che con due tiri ti senti già al settimo cielo. Ama le emozioni forti, Henry! Gli piace anche bere, ma di questo parlerò a tempo debito.

Esterno giorno: Debby passeggia con tre o quattro borse piene di abiti. La ragazza non avrà che vent’anni, occhi grandi, sguardo vispo e allegro, trucco leggero, abiti metallici che le mettono in risalto il prosperoso seno con  capezzoli appuntiti sui quali brillano due diamanti rossi e lucenti.
Entra in un enorme hotel del centro denominato “La Corrida”. La hall è stata adibita a studio fotografico.
Un ragazzo dal fondo della hall, con fare femmineo si rivolge alla nostra eroina: - Debby, in ritardo anche oggi, cazzo! Se hai le tue cose, stattene a casa, tesoro, che non abbiamo bisogno di gente come te! -
- Smettila di rompere Miguel, e cominciamo il servizio! - risponde lei spazientita.
Miguel è alla macchina fotografica, Debby si slaccia gli abiti metallici abbassando una cerniera: ora possiamo vedere che il suo seno non è poi tanto prosperoso e i capezzoli appuntiti non erano che un’illusione dell’abito.
In pochi secondi si infila un lungo abito da sera nero molto aderente che le mette in risalto il sedere rotondo e bello sodo (questa volta non fasullo!). Miguel scatta alcune foto di lei in diverse pose. Poi Debby cambia abito: un completino sadomaso da schianto con tanto di borchie e catene...e frustino naturalmente. Miguel continua a scattare finchè lei...:
 - Basta, Miguel, sono stufa, sono ore che lavoriamo senza sosta! E poi sono stufa di essere fotografata così, mi sento ridicola! -
- Ho capito, tesoro, hai le tue cose, e va bene, facciamo una pausa di trenta minuti, va bene. -
Poi la prende per il collo e le dice:
 - Ascoltami bene, piccola, se hai intenzione di mandare a monte il mio servizio io ti strangolo! Lo sai quanti cazzo di fottuti soldi ho dovuto spendere? Lo sai, troietta da quattro soldi? -
- Lasciami, mi fai male, brutto frocio di merda! -
Miguel la guarda con odio e le sferra uno schiaffone che la fa cadere a terra con tanto di filo di sangue che le esce dalla bocca, poi le dice:
- Puttana! Con me hai chiuso! - E se ne va via adirato.

Interno notte: hall dell’hotel “La Corrida”.
Pedro, un uomo sulla trentina, entra nell’hotel e si dirige verso la reception.
Poggia la sua enorme valigia a terra e suona il campanello posto sul tavolo.
Poco dopo compare il portiere, un anziano signore sulla sessantina con giacca rossa d’ordinanza:
- Desidera, signore? - chiede il portiere.
- Vorrei una stanza -
- Ha una prenotazione a suo nome, signore? -
- Veramente no...Mi chiamo Pedro Martinez. Eccole un documento. -
- Bene, signore, eccole le chiavi della 315. Fernando, accompagna il signor Martinez alla 315. -
Il facchino prende la valigia con qualche difficoltà dato l’enorme peso e accompagna Pedro alla 315.
Pedro poggia la valigia sul letto e corre a farsi una doccia.

Henry Humprey passeggia avvolto dalle tenebre quando d’un tratto vede l’insegna luminosa di un pub: “Folies”. Vi entra e si siede al banco.
Ordina un whisky doppio con ghiaccio, lo beve d’un sorso e si accende l’ultima sigaretta del suo pacchetto.
Intima poi all’oste di avvicinarsi e questo si china verso di lui.
- Hai mai visto questa ragazza? - chiede Henry in perfetto spagnolo mostrandogli una foto di Mina e allungandogli un bigliettone da 100 dollari.
- E’ la ragazza di Antonio Ripamonte, il boss del quartiere. Un uomo molto pericoloso. Amico, ti consiglio di stargli lontano il più possibile se non vuoi ritrovarti disciolto nell’acido come è capitato a Carrasco, il barbiere il mese scorso -
- Che aveva combinato questo Carrasco? - chiede Henry.
- Non aveva pagato le tasse - risponde tranquillo l’oste.
- Evasore fiscale, eh? -
- In un certo senso -
- E dove alloggia questo “esattore delle tasse”? -
- All’hotel “La Corrida”, in pieno centro città -
- Sta con la ragazza?-
- Che cazzo vuoi che ne sappia io, amico, mica mi impiccio dei cazzi altrui! - risponde l’oste spazientito.
Henry fra sè: - Proprio come mi aveva detto Louis -
- Che hai detto? - chiede l’oste ad Henry.
- Ma fatti un po’ i cazzi tuoi, oste della malora! - risponde Henry con la sua solita flemma.
Paga il conto ed esce dal pub.
All’uscita lo bloccano due energumeni che lo spintonano e quasi lo gettano a terra.
- Sei un poliziotto? - gli chiede uno di loro.
- Agente privato Henry Humprey - e mostra loro il suo tesserino di riconoscimento.
- Sbirro, un uccellino è venuto a dirci che vorresti la ragazza del nostro capo, non è così? - gli fa, ironico, uno di loro.
- Un uccellino? Questo, forse? - dice Henry e gli sferra un calcio sotto la cintura.
L’energumeno si porta una mano lì e si lamenta, un altro estrae un coltello ma Henry, più veloce, riesce a disarmarlo. Il coltello cade a terra. Ora Henry estrae la sua pistola dalla giacca e la punta loro contro dicendo: - Dite al vostro capo che mi farò vivo al più presto -. Intasca la pistola nell’impermeabile e se ne va con le mani in tasca e camminando con passo tranquillo.
L’energumeno disarmato raccoglie il coltello precedentemente caduto e si sferra contro la schiena di Humprey. Henry, tuttavia, con scatto fulmineo si gira, estrae la pistola che aveva intascato e gli spara ferendolo ad un braccio.
- Ah, cazzo! - esclama il manigoldo.
- E che ti serva di lezione, ragazzo. Mai mettersi contro uno più vecchio di te di vent’anni - dice Henry che riprende il suo tranquillo cammino lasciandosi alle spalle i due malandati energumeni.

Interno giorno hotel “La Corrida”:
Debby scende le scale dell’hotel con una borsa voluminosa di abiti.
Ad attenderla c’è Miguel spazientito e una modella seminuda.
Lo sguardo di Debby si posa subito sulla modella dal corpo perfetto che  le sorride.
- Avanti principessa, avanti! Le sono passate le sue cose? Possiamo riprendere il servizio oppure desidera cappuccino e cornetti per ridestarsi dal suo profondo sonno ristoratore? - dice Miguel rivolgendosi a Debby.
Debby pare cadere dalle nuvole e soprappensiero: - Grazie, ma preferirei del ciocc...Oh! Scusami Miguel, caro...scusami...em...riprendiamo il servizio, và -
Miguel le rivolge un sorriso sarcastico e dice rivolgendosi all’altra modella: - Riprendiamo, và! La principessa è ritornata nel mondo reale -
- Questa è Gaia, tesoro, e lavorerà con te per il resto del servizio. Spero andrete d’accordo, perché se c’è una cosa che non sopporto è vedere due galline che starnazzano insultandosi a vicenda! -
- Due galline? - dice Gaia con la sua voce vagamente rauca.
- Puoi giurarci, Miguel, andremo d’accordo come...due angioletti - dice Debby sorridente ed emozionata.
- Lo spero bene, principessa sul pisello - risponde Miguel. - E adesso due minuti di pausa e poi si comincia - e si dirige verso l’uscita dell’hotel accendendosi una sigaretta.
Gaia si rivolge a Debby: - Se c’è uno che sta sul pisello quello è proprio lui, quello stronzo! -
- Non ti preoccupare, è fatto così. Lavoro con lui da alcune settimane e mi ha già picchiata perché mi ero stufata del suo perfezionismo maniacale da checca isterica e mi ha anche licenziata. Per fortuna poi le sue cose gli sono passate e mi ha riassunta. E’ uno stronzo, sì, ma quando gli passa l’incazzatura si può riprendere a lavorare e lavorare è quello che mi serve in questo momento. Altrimenti come mi mantengo? E poi chi me li compra gli abiti firmati -.
- Presumo quindi che tu non sia fidanzata....- dice Gaia.
- Fidanzata? Assolutamente no - risponde Debby con enfasi.
- Siamo in due allora. Quà la mano, socia! - dice Gaia stringendole la mano.
Le due si guardano fisse negli occhi...languidamente...si sorridono, si avvicinano l’una all’altra e...Entra Miguel: - Avanti, tesori, vestitevi, amori, si comincia... PRESTO! -.

Interno giorno stanza 315:
Pedro si sistema la cravatta davanti allo specchio della sua camera d’albergo. E’ vestito molto elegantemente con giacca e pantaloni blu scuro.
Si dirige verso il letto sul quale è posta la sua enorme valigia. La apre e ora possiamo vedere la canna di un fucile con silenziatore diviso in tre parti. Pedro provvede ad assemblare le parti. Lo lucida e lo pulisce sia internamente che esternamente. Lo prova, lo osserva e successivamente lo smonta e lo ripone nella valigia.
Esce dalla stanza con la valigia.
Si dirige verso la stanza 356, bussa e subito gli è aperto. Entra. Davanti a lui possiamo vedere  un’immensa scrivania con dietro una imponente poltrona che gli dà le spalle sulla quale vi è seduto un uomo che non ci è possibile al momento scorgere.
- Tutto ok, signor Ripamonte -. dice Pedro.
L’uomo sulla poltrona si volta e ora vediamo che si tratta di un bel giovane sbarbato che fuma il sigaro: - Benone Pedro, allora a questa sera al gala dell’hotel. Mi raccomando, dovrà essere un delitto perfetto, senza troppi spargimenti di sangue, lo sai quanto io detesti il sangue, mi fa venire il voltastomaco - gli risponde il giovane con accento siciliano.
Pedro batte i tacchi e se ne esce.

Esterno/interno giorno hall hotel “La Corrida”:
Henry Humprey entra nell’hotel con passo tranquillo, sigaretta in bocca e mani nelle tasche.
Si dirige verso la reception e chiede al portiere: - Alloggia qui Mr. Antonio Ripamonte? -
Il portiere lo guarda stupito e gli si avvicina: - Parli più piano signore - gli risponde il portiere a bassa voce. Poi continua con tono normale: - Desidera una stanza, signore? Ne abbiamo di meravigliose, con vista sul centro storico...-.
- Vorrei solo sapere se alloggia qui Mr. Ripamonte, amico - dice Humprey tranquillo ma vagamente spazientito.
Il portiere gli si avvicina nuovamente e a bassa voce: - Signore, vuole farmi licenziare? La prego...-
Henry gli allunga un biglietto da 100 dollari e dice: - E allora, amico? -.
Il portiere tossisce, si guarda intorno e, sempre vicino a lui e con voce bassa: - Stanza 356, non mi chieda di più! -
- Right. Mi può bastare - dice Humprey spegnendo la sigaretta nel posacenere posto sul bancone. Poi si volta e si ferma ad osservare un manifesto posto su una delle colonne della hall:

“Questa sera l’Atelier della Moda di Barcellona in collaborazione con la Direzione dell’Hotel La Corrida ha il piacere di invitarvi alla serata di gala per la presentazione della collezione primavera/estate ‘99
Sono ammessi solo i villeggianti muniti di apposito invito”

Henry si rivolge al portiere: - Scusa amico, a chi devo rivolgermi per avere un invito per questa “serata di gala”? -
- Ma, veramente, signore l’invito è riservato alle agenzie di moda ed ai loro collaboratori...non credo che... - e il Nostro gli allunga un altro biglietto da 100 dollari -...ah, capisco, lei è un agente di moda...dovevo capirlo subito, mi scusi ancora ed eccole un invito -.
- Vedo che noi due ci intendiamo, amico - risponde Humprey intascandosi l’invito e se ne esce dall’hotel.
Qui incrocia Miguel e urtandolo gli fa cadere alcuni rotoli di stoffa.
- Cazzo! Ma guardi un po’ dove cammina! - esclama Miguel chinandosi a raccogliere i rotoli.
- Scusa, amico, sono mortificato - risponde Henry aiutando a raccoglierli.
Gli sguardi si incrociano. Quello di Miguel, prima cupo e incazzoso ora è mite come quello di un agnellino osservando lo sguardo macho e attempato di Henry.
- Scusa ancora, ero sovrappensiero - dice Humprey.
- Ma si figuri! Sono io che sono sempre la solita sbad...ehm...il solito sbadatone! - esclama Miguel sfolgorando un sorriso a 360 gradi e fissando languidamente lo sguardo del nostro detective privato.
- Right. Ci vediamo, amico - conclude Humprey.
- Speriamo presto - lo saluta Miguel al quale dall’emozione cadono ancora una volta i rotoli di stoffa sui quali inciampa. - Debbyyyy, Gaiaaaa, venite ad aiutarmi! Cretineeee! - urla Miguel a terra.

Il portiere si rivolge al giovane facchino con fare preoccupato grattandosi la testa calva: - Fernando, ho paura che questa sera ne vedremo delle belle! Tieniti a disposizione, comunque. Qualsiasi cosa fuori dall’ordinario succeda, non esitare a chiamare la polizia, mi raccomando! -. E il facchino fa cenno di sì con la testa.

Interno sera: Salone delle Feste hotel “La Corrida”:
Tutto è pronto per la serata di gala offerta dall’Atelier della moda di Barcellona: è stato allestito un imponente e sfarzoso palco che occupa, insieme alle numerosissime sedie e al tavolo del rinfresco quasi interamente il Salone delle Feste dell’hotel.
Miguel è nervosissimo e non la smette di fumare e di passeggiare avanti e indietro in attesa degli invitati.
Le modelle delle principali agenzie di moda d’Europa sono dietro le quinte e terminano di prepararsi. Tra loro, anche Debby e Gaia, che si sistemano reciprocamente gli abiti sadomaso della collezione di Miguel.
Gaia indossa un gilet e dei pantaloni in pelle nera che le mettono in evidenza le già evidenti curve e ai piedi calza degli stivali con il tacco alto che sembrano dire: “vieni qui che ti calpesto!”, mentre Debby indossa una casacca in pelle bianca e una gonna in raso blu ed ai piedi delle zeppe nere, ma la cosa che la caratterizza è un collare acuminato che le stringe il collo con tanto di catena che Gaia dovrà tenere sul palco assieme ad una frusta per “domarla”.
Gaia si accende una sigaretta e si dirige verso la toilette. Debby si guarda intorno e poco dopo la segue. Alcune ragazze alzano le spalle come per dire “Bho!?!”
Gaia fuma tranquillamente, mentre Debby la sorprende: le getta via la cicca (lei non sopporta il fumo) e le getta anche le braccia al collo e la bacia appassionatamente. Poco dopo tossisce: - Ma quando la smetterai di fumare? -
- Per te, anche subito - le risponde maliziosamente Gaia gettando il pacchetto delle cicche nel bidone della spazzatura.
- Non so cosa mi sta succedendo, ma...ma...credo di essermi innamorata. E quel che è peggio, di una donna! dice Debby imbarazzata e poi continua emozionata - Ma...ma..che cosa hai detto? Che smetti di fumare....PER ME?!? -.
- Certo, guarda che anch’io...insomma...mi sono innamorata - e le due riprendono le effusioni amorose interrotte.
Poco dopo nella toilette entra Henry Humprey che, anche vedendo le due ragazze, rimane indifferente e con la sua proverbiale flemma: -Scusate ragazze, non è certo mia intenzione disturbarvi, ma ci deve essere un errore...-
Debby: - Certo che c’è un errore, BRUTTO MANIACO! -
- Ehm, intendevo dire un altro tipo di errore - e indica loro l’insegna della porta con la scritta: “Hombres”.
Debby arrossisce e guarda Gaia che risponde: -MMM..... scusate, dev’essere stata colpa mia, non conosco molto bene lo spagnolo...e poi, l’abitudine... -
Debby: - ‘ndiamo via và, che Miguel ci starà cercando -
- Siete due modelle per caso? - chiede Humprey.
- Sì, perché? -
- Perché temo che se Miguel è quello che dico io, è fuori di sè per la rabbia -
- Andiamo, Gaia, cazzo! -
- Arrivo...amore! -
Humprey, sempre senza espressione, questa volta improvvisa un sorriso di compiacimento, ci volta le spalle e si dirige verso il water.

Interno sera: Salone delle Feste hotel “La Corrida”:
Il Salone delle Feste è gremito di gente, principalmente collaboratori di agenzie di moda, fotografi, giornalisti, donne dell’Alta Società europea, stilisti famosi quali Gianfranco Ferrè e Gian Paul Gaultier, ai quali un nervoso Miguel ha già rivolto un caloroso saluto (le linguacce!), il giovane Antonio Ripamonte in qualità di Direttore dell’hotel e Henry Humprey, in qualità di “agente di moda”.
La sfilata quindi ha inizio, ma la nostra attenzione ora è rivolta verso la scala che sovrasta il palco e che porta ai piani superiori. Qui infatti troviamo il sicario Pedro Martinez che, nascosto dalla penombra di un cactus, armeggia con il suo fucile con silenziatore e con mirino ad alta precisione, che punta in direzione del povero Miguel. Dopo aver preso accuratamente la mira è ora pronto a sparare......- Pedro, caro, che combini? - lo chiama una voce soave e melodiosa di un’altrettanto soave e curvilinea fanciulla.
- Ehm...padrona...che ci fa qui? Non le aveva detto Mr. Ripamonte di rimanere nella sua stanza? - chiede  imbarazzatissimo e sottomesso Pedro.
- MMMM, fosse per Antonio! Dovrei rimanere chiusa in camera come un cadavere nella tomba! Ma io sono giovane e piena di vita e ho voglia di stare in società! Ma tu non mi hai risposto. Che cavolo ci fai con quell’arnese in mano, trombolotto? -
- ................. -   Pedro arrossisce sempre più e rimane interdetto.
Henry Humprey, che si trova seduto tra la folla, alza la testa e scorge Lei sullo scalone che parla con un cactus e rimane impietrito da cotanta bellezza e pensa: - Eh, alla mia età e con il cuore che mi ritrovo, guarda cosa mi tocca vedere! -, ma non resiste al suo cuore e “l’uomo di roccia” che non si scompone da almeno vent’anni, neanche se si tratta di pagare una montagna di tasse, si alza dalla sedia e si dirige verso la scalinata.
Pedro si accorge che qualcuno sta per salire e...: - Scusi, signorina Mina, ma devo proprio andarmene - e se ne va carponi portandosi dietro il cactus.
- .................. -  risponde Lei continuando ad osservarlo stupita.
- Coff...coff...- tossisce Humprey schiarendosi la voce -....ehm, che ci fa una dolce fanciulla come lei in questo luogo così appartato, invece di sfilare in passerella per la gioia di noi agenti di moda? -
- Bè, a dire la verità non sono una modella. Sono la fidanzata di Antonio Ripamonte. Fidanzata.......poooi......diciamo che sto con lui, ecco. Anche se è pieno di soldi è un tal gelosone che non le dico! Mi tiene segregata in camera, la 356, ventiquattrore al giorno! E adesso mi sono rotta! Adesso scendo e gli dò il benservito a quello...a quello...stronzo, scusi! E lei chi è, un agente di moda mi diceva? Mi farebbe sfilare? Non sono il massimo ma mi tengo bene!.....-
- Ehhh, non c’è che dire, indubbiamente! - esclama Henry inebriato da quel bombardamento ininterrotto di frasi proferito da una fanciulla così incantevole (troppo bella per descriverla, ma diciamo che per interpretarla vorrei o Megan Gale, o Anna Falchi o Manuela Arcuri o Laetitia Casta, oppure tutte e quattro insieme! Basta che mi mangi con gli occhi e che sia forte di petto e soprattutto...che ci stia con me!).
- Ma, diceva che è la fidanzata di Mr. Ripamonte? -
- Non sono la fidanzata...-
- Vabè quello che è...E poi mi parlava della stanza 356, quella di Mr. Ripamonte appunto! -
- Diamoci del tu, via, e poi non capisco perché mi fai tutte queste domande...tesoruccio!
Humprey tossisce e si accende una sigaretta: - Avrei bisogno di un whisky, doppio! - e poi continua: - Non sarai mica Mina? -
- Sì, sono io, anche se non ho inciso nessun disco con Celentano! - e se la ride da sola visto che Henry non conosce le canzoni italiane.
- Ma allora ti ho trovata, finalmente! -
- Perché, cercavi proprio me? Guarda, ti avverto: o mi ingaggi per un miliardo o non sfilo per nessuno, neanche per Gaultier! -
- Ingaggi? Un miliardo? Ma che stai farneticando? Io sono l’agente privato Henry Humprey e lavoro per Louis di New Orleans, una tua vecchia conoscenza, o mi sbaglio? -
- Ah, quello! Sì, lo conoscevo, sì. L’ho anche amato, lo confesso, ma poi mi sono accorta che era di una noia mortale e me ne sono andata: come si fà a stare con uno che ti fa fare sesso orale dalla mattina alla sera, nel senso che te ne fa parlare per ore e non ti fà mai combinare nulla! -
- Bhè, insomma, poche storie, ragazza! Tu adesso vieni con me a New Orleans da Louis e il caso è chiuso, right! -
- Right un cavolo fritto, carino! Prima ti fai passare per un agente di moda e adesso ti metti a dare pure ordini! Io da Louis NON-CI-TORNO! E poi...mi piaci tu. -
Henry accenna un sorriso e poi il suo volto torna triste: - Tu di più, purtroppo. -
Mina accompagna Henry verso la stanza 356, la apre e lo fa accomodare su una poltrona. - Aspettami qui, bello, vado a farmi una doccia e torno. Serviti pure del whisky, se vuoi - e gli manda un bacio a distanza.
Henry si alza dalla poltrona e va verso il frigobar dove beve a collo un’intera bottiglia di gin, poi torna a sedersi e si accende una sigaretta.
Alcuni minuti dopo Mina esce dalla toilette indossando una maschera nera tipo Zorro, un reggiseno ed una minigonna in pelle rigorosamente nera e dei sandali con i tacchi a spillo.
Lei va verso il Nostro e il suo sguardo è amorevole e smaliziato. Lo prende per mano e lo fa alzare. Tenendolo sempre per mano e accarezzandogli la spalla, lo accompagna verso un meraviglioso arazzo del XVII secolo. Qui schiocca le dita e l’arazzo cade a terra, scoprendo una miriade di attrezzi di piacere: frustini (come potrebbero mancare!), collari acuminati, peni di plastica di varie dimensioni, coltelli, manette con tanto di catene....
- Sei una dura, eh? A me piacciono le tipe dure! - dice Henry sempre impassibile ma ora, sarà per l’effetto dell’alcol (strano, lui regge benissimo!), sarà per l’effetto della vista di tanto ben di dio (Lei & l’attrezzatura), è un po’ meno impassibile del solito, tanto che le cinge la vita e la bacia con trasporto.
- Tesoruccio, scegli ciò che più ti aggrada - lo esorta Mina indicando gli attrezzi.
- Eh, ai miei tempi certe cose non si usavano! Ma questi credo andranno bene. - risponde Humprey porgendole frusta e  manette.
Poco dopo Henry è completamente nudo e ammanettato con i polsi legati alla spalliera del letto a lei che alterna scudisciate a baci appassionati.
- MMM, mai goduto così, mio schiavo d’amore! - grida Mina che, salita sul letto, calpesta il muscoloso petto di Henry imprimendo sulla carne i segni dei tacchi a spillo.
- Neanche io, in mezzo secolo di vita! - dice flemmatico ma sorridente il Nostro.
Musica in sottofondo. Si spengono le luci. Colpo di arma da fuoco nella notte crudele e dolce.
- Oddiomadonna! Che è stato? -
- Non lo so, piccola, ma se non mi sleghi non lo saprò mai! -
Mina in fretta e furia slega Humprey, ma, nella fretta, appunto, con le sue unghie affilate, gli fa un taglio sulla mano che gli fa uscire molto sangue.
- Oh,  poverino, scusa......- e gli lecca amorevolmente la ferita.
- Non c’è tempo, principessa, il lavoro mi aspetta! - ed esce dalla stanza praticamente nudo, ciò che fa svenire alcune signore.
- Occazz...Ho proprio perduto la ragione - e corre a rivestirsi.


Interno notte: Salone delle Feste hotel “La Corrida”:
Nel Salone si è scatenato il panico: urla e fischi la fanno da padroni!
Il portiere al facchino: - Fernando! Chiama la poliziaaaaaa!
Improvvisamente si riaccendono le luci e troviamo a terra Miguel ferito ad un braccio.
- AAAAAAAAAAAAH! CHE DOLOREEEE! Qualcuno mi salvi, PERDIOOO! -
Henry Humprey accorre e Mina lo segue.
- Che diavolo è accaduto?!? -
- Ma non lo vedeee! Hanno attentato alla mia personaaa! -
Debby: - Era ora che qualcuno ci pensasse a quella checcha isterica, non è vero, Gaia? Gaia? Dove sei? Gaia? -
Humprey: - Che nessuno si muova di qui! -
Ma il pubblico, urlante, è in agitazione: chi sviene dallo spavento, chi tenta la fuga…tuttavia le uscite sono tutte bloccate!
Sulla scala che sovrasta il palco, intanto, c’è Antonio Ripamonte che parla con un cactus e gli dice: - Imbecille! Che minchia di mira c’hai! L’hai colpito solo di striscio! Quel finocchio doveva andare all’altro mondo! Ti rendi conto che non ha pagato il ‘pizzo’ mensile? Nessuno è mai sopravvissuto alla famiglia Ripamonte!-
- Ma, io, veramente? - risponde Pedro-cactus.
- Antoniuccio, che fai? Tra tutto questo casino, ti metti a parlare con un cactus? - chiede Mina al suo “boy-friend”.
Ripamonte rimane interdetto e bestemmiando, scappa con il cactus.
- Antonoooo! Ma dove vaiiii? -
- Ah, e quello sarebbe Mr. Ripamonte, suppongo! - Humprey sale le scale e lo insegue sfoderando la sua Bodeo, ma si ferma in cima, dove scorge un silenziatore per fucile ancora caldo. -Mmm...Interessante...Antoniooooo! Vieni un po’ quiiiii! - e prosegue l’inseguimento.
- Cazzooooo! Qualcuno mi vuole aiutareee!- urla il povero Miguel ancora a terra, e subito accorre Mina.
- Poooverrinnno! Ti currro io! - esclama la dolce.
- Sto già maglio, cara, sto già maglio, grazie! - dice incazzoso Miguel rialzandosi e portandosi una mano sulla ferita (si scoprirà poi che era stato ferito solo di striscio e che poteva cavarsela con poco e di questo, l’esperto Henry, se n’era accorto).
- Ma dove è andato, quel bel ragazzetto? - prosegue Miguel rivolgendosi a Mina.
- Mha, sai come sono gli uomini, prima ti usaaaano....e poooooi....ti piantano in asso! - risponde enfatica la ragazza.
- Sono proprio dei mascalzoni! - esclama Miguel portandosi leziosamente le mani sui fianchi, poi continua: -...pensa che io, l’altr’anno, incontrai un bel giovane che...- e i due proseguono il discorso prendendosi sottobraccio e voltandoci le spalle.
Musica di sottofondo per sottolineare l’uscita di scena di Mina e Miguel.

Il portiere da sotto al bancone al facchino: - Fernando! Hai chiamato la polizia?-
Il facchino fà cenno di sì con la testa.

Interno notte: piani superiori hotel “La Corrida”:
Henry, intanto è ancora sulle tracce di Ripamonte e del cactus ed ora si aggira per il corridoio del settimo piano dell’hotel (gli altri sei erano pressoché deserti).
Da una stanza esce una mano con una pistola, che si scarica su Humprey, che agilmente evita i colpi.
- Che cazz...-
Dalla stessa stanza un uomo fugge.
Henry guarda la porta e vi scorge il numero 356 e la ispeziona cautamente, facendo attenzione che non vi sia nessuno.
All’interno, anziché gli “arnesi” di Mina, vi trova un’enorme profilattico gonfiato color fragola che viene pompato da un apparecchio elettronico con voce di donna che dice: - Questa stanza tra dieci secondi si trasformerà in un immenso lago di......- e la registrazione si inceppa...
-....proprio sul più bello! - esclama Humprey.
Sulla porta troviamo Ripamonte: - Caro vecchio, soprattutto vecchio, agente privato Humprey! Credi di essere il più forte, eh! Ma io ti ho giocato! Mina puoi anche tenertela, non mi serve più, ormai! Ma non posso permettermi di avere uno sbirro che mi stà alle calcagna, voglio essere a piede libero! - e, con un telecomando, chiude la stanza lasciando il Nostro in balia del profilattico gigante.
- Goddam’nt! E adesso, che faccio! Aspetto che quel coso scoppi? E che mi inondi di cosa, poi...?!? - Humprey per la prima volta dopo vent’anni, cambia espressione e comincia a sudare freddo. Il condom esplode - .....che mi inondi di...oh NOOOOO! - ed esce una sostanza viscosa (?!?).
Il Nostro, senza pensarci due volte e ovviamente prima di essere inondato da quella specie di “Blob spermatico”, si precipita verso la finestra e si getta di sotto, dove riesce miracolosamente ad aggrapparsi al pennone della bandiera spagnola dell’hotel.
- Qualcuno mi aiutiiii! Soffro di vertig...Occazz...! esclama guardando di sotto.
Nella stanza sopra al pennone troviamo Gaia e Debby seminude che si stanno baciando, o meglio, che si stavano baciando prima che il poderoso urlo di Henry le interrompesse.
- Mio Dio, il tipo della toilette! - esclama Debby coprendosi le nudità più nudose.
- Si, piccola, ma adesso, vuoi aiutarmi o vuoi farmi raggiungere l’inferno prima del necessario? -
- Aspetti, mi vesto -
- Ah, le donne! -
Gaia punta una pistola contro Debby. - Non provare ad aiutarlo! -
- Ma...Gaia! -
- Sono un Agente Federale della CIA ed ho ricevuto ordini precisi! Ho ricevuto l’ordine di catturare questo pollo e di condurlo presso il nostro Servizio Segreto di Washington. La CIA ha ancora dei conti in sospeso con Mr. Humprey dai tempi della guerra d’Algeria… non è vero Mr. Humpery? Tu naturalmente, mi aiuterai...tesoro -
- Ma, io, non capisco...io -
- Ingenua, sei solo un’ingenua –
Henry: - Non mi fai certo paura, ragazzina! E neanche quelli del Servizio Segreto Federale: appena li vedo gli faccio un culo così come ai vecchi tempi! –
Gaia si affaccia alla finestra: - Senti, vecchio, statti zitto o ti impallino! -
Debby ha così il tempo di scraraventerla a terra e di sottrarle la pistola.
- Odddio...cosa devo fare? -
- Aiutooo, tirami suuu! Non sono più un ragazzinooo! - urla Humprey.
- Ehm, sì, ma Gaia....Meglio legarla. Scusami, amore, ma devo farlo - e la lega utilizzando le sue calze come corda ed il suo reggiseno come bavaglio.
Poi lega alcuni reggiseni tra loro e li utilizza come corda per tirare fuori il Nostro da quella posizione così scomoda.
- Però! Ingegnosa la piccola! - esclama Henry.
Henry viene quindi slavato dalla Nostra Debby.
- Adesso ragazza tieni d’occhio la tua amante, mentre io vedo di rintracciare quel mafioso –
- Right! Ricevuto! –
Henry fa l’occhiolino a Debby ed esce di corsa dalla stanza.

Interno notte: hall dell’Hotel “La Corrida”:
Primo piano di Antonio Ripamonte: ‘Quel finocchio di Miguel non mi ha pagato il ‘pizzo’ e i miei scagnozzi non l’hanno ucciso, quella sgualdrina di Mina mi ha lasciato e quel ficcanaso di uno sbirro mi è alle costole! Ma non sono ancora fottuto! Terrò in ostaggio tutti gli ospiti della serata: da Ferrè a Galtier, da Laetitia Casta a Madonna! E chederò un colossale riscatto alle Multinazionali della moda, del cinema, dello spettacolo, dell’Universo!’
- Senor Ripamonte, ma gli invitati sono migliaia e lei…non dispone di nessun…nessun corpo di guardia…di nessun uomo ai suoi ordini qui a Barcellona per tenere in ostaggio tutta questa gente…tranne me e pochi altri…- proferisce un imbarazzato quanto tremante Pedro Martinez.
- Certo Pedro, ma neanche tu conosci il mistero di questo hotel, il segreto più segreto di tutti i segreti di Barcellona, della Spagna e del Mondo intero: l’Hotel “La Corrida” è un’astronave!
Un’ astronave che ci condurrà tutti su Marte, in cui mio padre, Julius Ripamonte, esimio astronauta e collaboratore della CIA al tempo della Guerra Fredda, costruì la Sede Operativa della Mafia Interstellare, la SOMI. E’ sufficiente che io prema il pulsante rosso di questo telecomando che nel giro di pochi secondi ci troveremo nella SOMI, dalla quale nessuno di questi fottuti stilisti o artisti del mio culo potrà figgire! –

- Fernando! Ma quanto ci mette la polizia ad arrivare! – urla il portiere al facchino.
Ripamonte lo fredda sparandogli un proiettile nel cranio.
- Testa di cazzo! Il tuo facchino è muto! –
Il facchino allarga le braccia e sorride a Ripamonte come a dire: ‘tutto è bene quel che finisce bene”

A questo punto Ripamonte sta per premere il fatidico pulsante…ma, proverbiale come sempre, un proiettile gli rende la mano destra inservibile e, quindi, gli fa cadere il telecomando a tarra.
Il proiettile è partito dalla Bodeo di Henry Humprey, il quale raccoglie il telecomando, punta la pistola contro Ripamonte e Pedro e, da esperto di TV, premendo il tasto verde del telecomando raccolto, sblocca tutte le uscite e fa uscire gli invitati presenti: - Fuori ragazzi, la festa è finita, arrivederci alla prossima sfilata…-
Arriva la polizia e arresta Ripamonte e il suo socio. Gaia viene trovata imbavagliata ma poco dopo rilasciata...viste le sue credenziali (Sappiamo che tornerà a Washington dove mollerà la CIA per aprire un locale gay in California).
Miguel si avvicina a Henry, come per dargli un bacio ma Debby lo spinge via a forza: - Avanti Miguel! Fuori dalle balle! –

L’Hotel “La Corrida” è ora vuoto, Henry si dirige verso il bancone del bar accendendosi una delle sue senza filtro…musica di sottofondo…poco dopo arriva la bellissima Mina che lo abbraccia e lo bacia con trasporto: - Tu si che sei un vero uomo! Vuoi essere il mio, per sempre? –
- Vedi, baby, io sono venuto qui a Barcellona lasciando la mia amata Manhattan per rintracciare te e riportarti da quello sfigato di Louis. Arrivato qui me ne è capitata una dopo l’altra! Un finocchio, due lesbiche, un mafioso di Marte, un profilattico gonfiato… E sono addirittura diventato il salvatore delle Multinazionali del Mondo dello Spettacolo…Wow! Roba da farti venire i brividi! Adesso chi se ne frega di tutto. Del mio passato del tuo... Ti va un viaggetto… -
- Alle Maldive…ai Tropici ? –
Henry preme il pulsante rosso del telecomando di Antonio Ripamonte.
L’hotel si trasforma il un’enorme astronave…si alza da terra…e vola in cielo…adesso è una piccola stella lucente.

Sullo schermo appare la scritta FINE e i titoli di coda.
La musica di sottofondo diventa un concerto.




- Ebbene, questo è il mio film! Che ne pensi Bill? - chiese Harry Mellish, un omuncolo occhialuto, sguardo triste, pochi capelli ricci in testa, basso e mingherlino, rivolgendosi al produttore della Paramount Bill Cook, dopo avergli raccontato la trama della sua opera.
Cook, seduto alla scrivania del suo studio lo guardò con severità ed un’accennata ironia, poi gli disse:
- Harry, e questo me lo chiami un film? E’ un concentrato di spazzatura mista a volgarità e violenza gratuita! E’ un cesso totale! E poi come mi hai mimato tu le scene, con anche le voci delle ragazze che...lasciamo perdere -
- Ma...ma...io…io… non capisco, che cosa c’è che non va? Io..io...credevo di aver creato il capolavoro della mia vita... -
- Tanto per cominciare Henry Hum... -
- Humprey! Henry Humprey -
- Sì, proprio lui, è un personaggio diseducativo: beve whisky e fuma tabacco della peggior specie. Pensa che cosa direbbero le associazioni salutiste! Già li vedo i titoli sui giornali! E poi quell’insieme di scenette sadomaso al limite del pornografico! E inserire anche due lesbiche e…un finocchio! Te le immagini le associazioni religiose che razza di casino pianterebbero? Harry, hai davvero superato i limiti, cribbio! Diciamocelo chiaramente, in questo, chiamiamolo film, hai inserito tutte le tue nevrosi, i tuoi stress quotidiani, le tue perversioni, insomma! Se proprio vuoi un consiglio da amico, Harry, torna al genere comico! Riposati! Ritrova te stesso, cribbio! I tuoi vecchi film hanno avuto un successo senza precedenti, e ora ti vuoi rovinare con questa porcheria? -
- Capisco Bill - rispose Harry abbassando lo sguardo che nel frattempo si era ancora più intristito.
- Bene, amico, sapevo che avresti capito! Ed ora facciamoci un buon caffè! - disse Cook felice e sorridente.
- Mi ci vorrebbe un whisky, doppio Bill - e se ne esce ancora con lo sguardo abbassato.   
All’uscita lo attende una ragazza sulla ventina, bionda, occhi azzurri, corpo meraviglioso, e degli aderenti abiti in pelle nera.
- Com’è andata, Harry? -
- Uno schifo totale, Samantha, una catastrofe universale! Non gli è piaciuto per nulla! Ha detto che è meglio che ritorni al comico! Faccio proprio ridere, vero Sam? -
La ragazza gli si avvicina, gli cinge la vita, lo stringe a se e lo bacia, poi gli dice: - No, cucciolo, in fondo io ti amo e non ti lascerò mai -
- Certo che sei proprio matta, Sam, non sai quante volte mi lascerei io se potessi! Ma forse quello che conta è proprio l’amore –.



31 dicembre 2009

Problemi di visualizzazione di alcuni post con Explorer ? No problem !

A causa di un problema tecnico della piattaforma, i lettori che- nelle ultime settimane - hanno avuto accesso a questo blog attraverso il browser INTERNET EXPLORER, non hanno avuto la possibilità di leggere alcuni post visibili invece senza alcun problema con il browser FIREFOX (che comunque consiglio caldamente a tutti i lettori di scaricare onde evitare ulteriori problemi di lettura del blog ed anche perché molto più agevole e veloce di Explorer).
Per consentire anche a coloro i quali non hanno avuto la possibilità di leggerli ed eventualmente commentarli, ho approfittato dell'ultimo giorno dell'anno per riproporli integralmente.
Con i miei migliori auguri di BUON 2010 !!!
A risentirci presto !!!!

Luca Bagatin


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