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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 ottobre 2008

LIBERTA' DI PENSIERO, LAICISMO E SESSUALITA': articolo by Peter Boom

IL PILOTA SEI TU
 presentazione by Luca Bagatin



La Chiesa cattolica, o, più in generale, tutte le Chiese e le Religioni Istituzionalizzate Monoteiste, condannano la sessualità.
La sessualità è quell'aspetto della vita terrena che, se attivata, maggiormente ci avvicina a Dio: alla nostra Divinità interiore.
Una scossa psicoattiva che percorre tutto il nostro corpo in grado di farci sperimentare l'Estasi Divina !
E, poiché ciascuno di noi è potenzialmente Divino, ovvero è il "pilota" della propria esistenza senza alcuna necessità di "droghe religiose o dogmatiche psicoattive al punto da giungere ad annientare il cervello", approfondiamo insieme il concetto di Pansessualità offertoci dall'amico Peter.
E offriamo a noi stessi un'alternativa ai condizionamenti esterni ed alle repressioni, OH YEAH !

Luca Bagatin




LIBERTA’ DI PENSIERO, LAICISMO E SESSUALITA’

by Peter Boom

Essere laico vuol dire propugnare e rispettare la liberta’ di pensiero e quindi anche la liberta’ sessuale di ognuno. Quest’ultima naturalmente entro certi limiti. Infatti, in una societa’ libera, democratica e laica devono essere esaminati soltanto i comportamenti violenti contro la volonta’ delle persone, soprattutto se indifese.
Abbiamo dentro di noi un po’, chi piu’ chi meno, tutta la gamma dei comportamenti sessuali, e nella nostra societa’ ad impronta esclusivamente eterosessuale la nostra "Pansessualita’" viene condizionata e colpevolizzata per motivi ideologici e purtroppo questo condizionamento psicofisico delle nostre diverse sessualita’ crea enormi danni sociali, addirittura omicidi e suicidi.
Qui devo un attimo spiegare la mia "Teoria della Pansessualita’", che è stata riconosciuta ufficialmente e pubblicata dalla "European Federation of Sexology" nel 2002. Ecco la definizione:
"Per Pansessualita’ si devono intendere tutte le sessualita’ della persona, eterosessuale, gay, lesbica, bisessuale, transessuale, autosessuale, etc.), siano esse tutte in egual misura esistenti o alcune di esse permanentemente od occasionalmente prevalenti nella persona."
L’umana Pansessualita’ e’ naturalissima ed e’ ormai comprovata dalle diverse Scienze, Biologia, Sociologia, Antropologia, Psicologia, Sessuologia ed anche dalla Storia.
Ideologismi di certe religioni, probabilmente per motivi di controllo sociale, hanno proibito, talvolta anche con una repressione feroce sul piano fisico e psichico, la masturbazione, l’omosessualita’ e tutta la sessualita’ non connessa alla procreazione, creando cosi’ un deserto innaturale, praticamente rispettato da nessuno, grazie a Dio (se esiste).
Non voglio qui parlare dell’Islam che con la sua spada semina "castigo cocente" prima o poi per tutti. Parliamo dell’Italia e della chiesa cattolica che organizza adunanze oceaniche, ma ... che risulta poco seguita nei suoi dettami (pillola, aborto, preservativi, comportamenti sessuali).
Negli ultimi anni la chiesa cattolica attacca ed offende violentemente soprattutto l’omosessualita’ e gli omosessuali, proprio perche’ nella nostra societa’ essa sta uscendo fuori con organizzazioni, con i Gay Pride, con grande pubblicita’ e cambiamenti politici-legali.
La chiesa dice di voler dare accoglienza agli omosessuali. Ma come?! Prima condanna la loro omosessualita’, distruggendoli, mortificandoli e dopo li vuole accogliere ordinando loro di astenersi dai rapporti sessuali, secondo lei peccaminosi, socialmente disadattati, colpevoli, senza giustificazione morale, condannati, gravemente depravati, rifiutati da Dio, anomali, intrinsecamente disordinati, ai quali non si possa dare alcuna approvazione.
Una insegnante di religione, naturalmente cattolicissima, mi disse un po’ di tempo fa: "Caro Peter, la chiesa non condanna solo l’omosessualita’, ma quasi tutta la sessualita’". L’ho solo guardata, perche’ ora la chiesa, volendo prevenire i crimini dei preti pedofili, ha richiesto i consigli di sessuologi, psicologi, andrologi e psichiatri (Pontificia Accademia per la vita).
Chi condanna la naturalissima "Pansessualita’" ha bisogno di cure, perche’ la repressione della sessualita’ crea bubboni psicofisici spesso molto gravi.



28 luglio 2008

Berlusconi decida se vuol diventare un vero Statista Europeo ed Occidentale: eviti di modificare la legge elettorale per le Europee e si apra ai temi laici



Abbiamo ultimamente avuto modo di plaudire più volte al Governo Berlusconi IV ed alle sue misure liberalsocialiste che vanno dalla detassazione degli straordinari passando per l'abbattimento dell'Ici sulla prima casa, la tessera sociale di 400 euro annui, un nuovo piano per le abitazioni per famiglie e meno abbienti, sino al taglio alle spese dei ministeri ed alle misure contro i "fannulloni" nella Pubblica Amministrazione. Plaudiamo anche al Lodo Alfano che finalmente prevede l'immunità per le alte cariche istituzionali e che andrebbe estesa anche ai Parlamentari i quali, una volta eletti dal popolo, solo da questo possono essere giudicati e solo una volta non rieletti possono e devono essere giudicati dalla Magistratura per eventuali infrazioni della Legge. Legge che deve essere uguale per tutti e non "più o meno uguale per qualcuno", come il periodo di Tangentopoli ci ha tristemente insegnato falcidiando un'intera classe dirigente e mantenendone illesa un'altra non certo incolpevole.
Purtuttavia rimaniamo assolutamente esterrefatti relativamente alla proposta di legge elettorale presentata dal PDL relativamente allle Elezioni Europee, ove si fa vera e propria strage di democrazia tanto quanto, se non peggio, della legge elettorale delle Politiche.
Ancora una volta si vuole togliere la possibilità agli elettori di apporre la propria preferenza sui candidati dei relativi partiti ed in tal modo - come per le Politiche - si pretende che ciascun elettore "approvi" la lista dei candidati decisi dalla Segreterie di Partito. Un po' come durante il fascismo ..... tanto più se consideriamo che la suddetta legge prevede uno sbarramento del 5% (ma nei fatti del 20% in quanto le circoscrizioni sono aumentate da 5 a 15) e quindi si vuole a priori falcidiare fior fior di partiti ad unico vantaggio dello stesso PDL, del PD, della Lega e, forse, dell'Italia dei Valori.
L'ennesimo scippo democratico che certo non fa onore ad un partito che si proclama "delle Libertà". Uno scippo che questa volta non perdoniamo al Cavaliere, il quale, se vorrà essere davvero ricordato come uno Statista di stampo liberal-popolare ed Occidentale capace in qualche modo di unire laici e cattolici, dovrà fare i conti anche e proprio su questo tema ripristinando democrazia e pluralismo che peraltro sono i valori fondanti dell'Europa stessa.
Oltre a ciò ci permettiamo anche di suggerire al Premier di aprirsi a temi laici e quindi di civiltà giuridica come l'eutanasia - riportata alla ribalta anche dei media con il caso di Eluana Englaro e di Paolo Ravasin - e quindi il testamento biologico; la possibilità di aprire alla ricerca scientifica a 360 gradi sul modello anglosassone; la pillola del giorno dopo;  ma anche la lotta alle narcomafie confrontandosi ed aprendo alle ricette antiproibizioniste e quindi legalitarie contro il disordine d'oggi in meteria.
Questi dei timidi suggerimenti ad un Governo che oggi ha la possibilità di essere ricordato come un Governo "diverso" rispetto agli ultimi 15 anni. Un governo capace di imprimere la sua svolta riformatrice, arginando le derive sfasciste della destra e facendo rivivere la stagione riformatrice del vero ed unico Centro Sinistra di De Gasperi, Einaudi, La Malfa e Craxi.




Luca Bagatin (nella foto con suo fratello Silvestro)



16 febbraio 2008

Una Costituente Laica e Liberaldemocratica per un'alternativa di Governo al Veltrusconismo


Mancano neanche una sessantina di giorni alla chiusura della campagna elettorale e quindi alla data delle elezioni politiche e, guarda un po', non notiamo pressoché alcuna novità rilevante quanto a personale politico e a schieramenti contendenti salvo, forse, una certa semplificazione-camuffamento che vede "contrapporsi" (parola forse un po' grossa) i Popolari delle Libertà Vaticane e  i Democratici de Noantri in salsa prodiana.
La qual cosa ci lascia davvero perplessi, ma, tant'è.
I due principali partiti in lizza appaiono infatti come una caricatura: da una parte del Partito Popolare Europeo e dall'altra del Partito Socialista Europeo, per quanto né il Partito di Berlusconi né quello di Veltroni e Prodi si richiamino nel nome e nei programmi né al popolarismo né tantomeno al socialismo occidentale.
Il loro tasso di conservatorismo in economia, nel campo dei diritti civili ed individuali, nella ricerca scientifica e nell'innovazione, infatti, non ha eguali in Europa ed in Occidente ove gli stessi Conservatori (si pensi a quelli inglesi, a quelli spagnoli, a quelli olandesi e financo al repubblicano USA McCain che nei fatti è un vero liberale, non sono affatto né clericali né tantomeno retrogradi).
In questo bailamme semplificatorio possiamo trovare anche i comunisti della Sinistra Arcobaleno, l'Udc, la Rosa Bianca, e la Destra di Storace. Insomma, le espressioni del comunismo, del clericalismo e del fascismo duro e puro e non ancora edulcorato né dell'ex Sindaco di Roma né dal Berlusca.
Si notino purtuttavia i grandi assenti, ovvero gli unici le cui idee e proposte sono alla base del pensiero Occidentale e Democratico ed infatti hanno cittadinanza in Europa: i Liberaldemocratici ed i Liberalsocialisti.
L'espressione infatti di quei partiti laici (il Pri, il Psdi, il Psi e il Pli) che governarono l'Italia assieme alla Dc dagli anni '50 agli anni '90 e ne arginarono le spinte retrograde e clericali anche con il contributo esterno e movimentista del Partito Radicale, sono pressoché al momento assenti dal dibattito elettorale.
Ad essi non si possono in effetti non addebitare grosse pecche: sono sempre stati disorganizzati, volutamente scarsamente radicati (salvo in talune regioni e realtà locali italiane ove sono ancora tutto sommato forti), insopportabilmente litigiosi fra loro pur avendo programmi convergenti, nonché hanno sempre, negli ultimi anni, preferito "tirare a campare" alleandosi o con lo schieramento cattocomunista o con quello clericofascista.....per un piatto di lenticchie e da sempre comunque inascoltati.
Si vedano oggi radicali di Pannella quanto fanno pena quando si  apprende e legge il pietoso appello sul Riformista a Veltroni affinché li carichi nel suo carro.....
Ma stiamo veramente scherzando ?
Così non si va e non si andrà mai da nessuna parte e lo sosteniamo da almeno una decina d'anni.
In Italia, una voce Laica, Liberale e Libertaria, radicata in Europa nel Partito dei Liberali e dei Riformatori (ELDR), urge.
Il perché è presto detto: noi Laici, Liberali, Libertari e Repubblicani, siamo gli unici a proporre un radicale abbassamento delle imposte dirette e indirette mirando, progressivamente a giungere all'aliquota unica per tutti al 20%; siamo gli unici a proporre un sensibile innalzamento dell'età pensionabile per alleggerire i bilanci previdenziali e per garantire un futuro ai giovani; siamo gli unici a proporre l'abolizione degli enti inutili quali ad esempio Provincie e Comunità Montane e a volere l'accorpamento dei piccoli Comuni; siamo gli unici che da anni predicano il ritorno al nucleare al fine di ridurre non solo i costi delle importazioni energetiche dall'estero ma anche l'inquinamento; siamo gli unici a battersi da anni per una piena attuazione della Legge Biagi con l'introduzione degli ammortizzatori sociali; siamo ormai fra i pochi a batterci per i diritti civli a 360 gradi con l'introduzione di una legge per le coppie di fatto; per una legge che regolamenti la cannabis ed i suoi derivati; per maggiori fondi alla ricerca scientifica senza pregiudizi o nuove crociate proibizioniste...e potremmo anche continuare.
I Liberaldemocratici, Liberalsocialisti e Repubblicani sono insomma gli unici che hanno una radicale ricetta alternativa ai due schieramenti conservatori ed ai loro satelliti: riduzione della spesa pubblica e quindi riduzione delle imposte per rilanciare l'economia; ammortizzatori sociali per gli inoccupati e libertà civili che passano anche per una salute ed una qualità della vita migliore grazie al pieno sviluppo della scienza.
Basta poco, che ce vo, direbbe Giobbe Covatta: una Costituente Laica e Liberaldemocratica come quella avviata dal Partito Repubblicano Italiano assieme al Partito Liberale, nel quale possano convergere magari anche i Radicali di Pannella e i Socialisti sparsi.
Nessun atto di fede ideologico deve essere chiesto (siamo laici anche per questo o no ?). Solo una seria e concreta piattaforma programmatica e di Governo del Paese alternativa al conservatorimo Veltrusconiano.
Ce la facciamo ?
Perché no ?


Luca Bagatin



15 dicembre 2007

Conservatorismo bipartisan e il Partito delle vere Libertà


Non sono mai stato un sostenitore del bipolarismo, figuriamoci del bipartitismo.
Quantomeno in Italia, ove storicamente esiste la pluralità delle culture politiche e ciò è comunque un segno di democrazia.
Di conseguenza sono contrario ad ogni possibile legge maggioritaria o proporzionale con sbarramento che sia: a ciascun partito, insomma, si deve permettere di presentarsi agli elettori e di conquistare seggi in proporzione al numero dei voti raccolti.
Democrazia vorrebbe anche, tuttavia, che ciascun partito si finanziasse da sé, senza il ricorso a finanziamenti Statali a pioggia. Essi al massimo potrebbero essere mirati a coprire solo taluni costi quali la stampa di manifesti e volantini elettorali quantificata a "forfait" e non oltre una certa cifra, comunque contenuta.
Per il resto si potrebbero prevedere spot gratuiti sulle reti televisive pubbliche (fintanto che esiste il vergognoso servizio pubblico radiotelevisivo che andrebbe, a parer mio, quanto prima privatizzato per consentire, anche qui, libertà di offerta di programmi televisivi e per non far spendere ulteriori quattrini agli Italiani per il mantenimento di un "carrozzone" comunque lottizzato politicamente e che strapaga Celentano & Co).
Ma, veniamo alla governabilità. Si dice che con la pluralità dei partiti sarebbe impossibile o comunque difficile governare il Paese. Questa mi pare un'affermazione un po' semplicistica e che non tiene conto di taluni fattori.
Ricordiamo che l'Italia è stata governata per un cinquantennio con un sistema proporzionale purissimo, ove i partiti si coalizzavano sulla base di taluni punti programmatici. E così Dc, Psi, Pri, Psdi e Pli hanno, nel bene e/o nel male (ma comunque non ci sarebbe stata alternativa democratica possibile), portato il nostro Paese fra i Grandi della Terra.
Oggi non si capisce perché non possa avvenire la stessa cosa.
Dal '92 ad oggi, invece, spazzata la classe politica democratica, abbiamo improvvisamente subito un'involuzione che ci ha portato ad essere un Paese fortemente in crisi sotto tutti i punti di vista.
Un Paese ove, giustamente, nessuno crede più nella politica anche perché gli attuali schieramenti in campo sono esattamente speculari l'uno alll'altro, ovvero antiliberali e antilaici.
Le varie Rivoluzioni Liberali, sbandierate dal '94 ad oggi prima dal Polo e poi dall'Unione, sono state tradite sin da subito sia sotto il profilo economico che per quanto concerne le libertà civili ed individuali (per le quali siamo agli ultimi posti in Europa).
In effetti, si noti anche che i due principali partiti delle coalizioni, in Europa, non si collocano affatto nell'Internazionale Liberale e nel Partito dei Liberali e dei Riformatori (ELDR), bensì l'uno si colloca nel Partito Popolare Europeo e l'altro nel Partito Socialista Europeo (fra l'altro indebitamente in quanto i postcomunisti non hanno giammai voluto dichiararsi socialisti salvo qualcuno, diventato ben presto "sasso in capponaia" del centrosinistra cattocom prodian-veltroniano).
Ora, posto che i due pseudo-nuovi partiti nati in queste ultimi mesi e settimane, il Pd ed il PdL, sono dei fenomeni da supermarket che cercano d'intercettare voti in caduta libera viste le pessime prove di governo dell'uno e dell'altro, debbo dire comunque che come osservatore ormai esterno alla politica ed ai partiti, sto guardando con una certa attenzione al curioso fenomeno del Partito delle Libertà.
In particolare al fatto che esso abbia sostanzialmente portato allo sfaldamento del centrodestra, il quale, a detta di tutti, pareva destinato a vincere le prossime elezioni.
La qual cosa mi porta a due riflessioni: o Berlusconi, fondatore in un giorno del PdL, mira a portare alla luce il suo accordo sottobanco antiliberale con il Pd e quindi con l'Unione (che pare sussistere dal '96, se notiamo come i due schieramenti hanno svolto egregiamente un "gioco delle parti" ove ciascuno si ingiuria in pubblico, ma in privato nessuno è andato a ledere gli interessi dell'altro) e quindi a voler favorire Walter Veltroni come prossimo Premier; oppure egli vuole sganciarsi completamente dalla destra e quindi dal partito di Fini, da quello di Storace e dalla Lega Nord.
La qual cosa mi pare un tantino azzardata, visto anche che egli ha recentemente osannato proprio i neofascisti di Storace, epperò, epperò....
E però farebbe così bene il Berlusca a sganciarsi da tutta la destra e far diventare il Partito delle Libertà un vero partito liberale di massa. Un partito non di destra, ma contro questo centrosinistra conservatore.
Un partito che possa davvero raccogliere chi vuole governare la globalizzazione con regole certe ma alleggerendo il peso dello Stato sui cittadini sia per quanto concerne l'aspetto economico che per quanto concerne le libertà individuali.
Persino Sarkozy, neo premier francese e Rudy Giuliano, probabile candidato repubblicano alla Casa Bianca, sono da sempre a favore delle unioni civili, di leggi non punitive nei confronti dell'aborto e a favore della ricerca scientifica.
Potranno mai questi leader internazionali dirsi di destra o conservatori ?
A parer mio certamente no. Sono semplicemente persone di buonsenso, moderne, che credono negli individui e nelle loro potenzialità. In barba alle verie religioni dogmatiche antidemocratiche.
Come farlo capire a chi in Italia vuole dirsi "liberale", ma non lo è nei fatti, in quanto è il "braccio politico e parlamentare" del Vaticano ?
Il Partito delle Libertà, o ascolta di più gli sporadici ma tenaci laici e liberali al suo interno come i Riformatori Liberali, i Repubblicani e i Liberalsocialisti sparsi e quindi si trasforma in partito liberale, libertario e liberista, non di destra, ovvero anticonservatore, oppure può continuare a rimanere fenomeno da supermarket alleato a postfascisti, neofascisti e traditori dell'unità nazionale e quindi può continuare ad alternarsi al governo con il centrosinistra. E così l'Italia non conoscerà mai né vera libertà né tantomeno vera democrazia, rimanendo completamente isolata nei confronti dei processi di globalizzazione e di civiltà in continua evoluzione nell'Occidente democratico.


Luca Bagatin



20 novembre 2007

L'alternativa Laica e Liberale ai "partiti Dixan" di Berlusconi & Veltroni


Ci mancava Berlusconi ed il suo pseudo nuovo partito: il Partito del Popolo delle Libertà, che fa il paio con l'altra trovata pubblicitaria del Partito Democratico e delle sue primarie farsa del duo Veltroni-Prodi.
Che dire. Che forse ha ragione Gianfranco Fini quando dice che lo scarso consenso popolare verso l'Unione non si traduce affatto in un pieno consenso alla Cdl.
Tutt'altro, anche perché è sotto gli occhi di tutti la pessima prova di governo di entrambi gli schieramenti politici oggi in campo.
Ed allora un'alternativa liberale, laica, radicale, liberalsocialista e repubblicana dovrebbe imporsi.
Ovviamente non parlo tanto o solo dei partitini laici in sé (Radicali, Ps, Pri, Capezzone, Riformatori Liberali, Psdi), i quali sembrano sempre più seguire la logica degli "utili idioti", dei "sassi in capponaia" utili a questo o a quello schieramento conservatore e non saranno certo le varie Costituenti a rilanciarli.
Parlo della galassia dei valori laici e liberali che in tutto Occidente si contrappongono alla conservazione di destra e sinistra.
In un recente ed ottimo convegno organizzato dalla Voce Repubblicana dal titolo "Valori liberali: quelli veri e quelli falsi", il prof. Riccardo Gallo dell'Università La Sapienza di Roma ha rilevato come solamente il 4% del Parlamento italiano sia composto da partiti e personale politico i cui valori sono autenticamente liberali: Rosa nel Pugno, Partito Repubblicano Italiano, Daniele Capezzone, i Liberaldemocratici e qualche esponente singolo come Debenedetti, la Boniver, Alfredo Biondi.
Per il resto è la conservazione a regnare sovrana.
Ma la società italiana è davvero così controriformatrice ? Così legata ancora ai miti messianici totalitari del passato quali il clericalismo, il neocomunismo ed il neofascismo ?
La risposta è lampante ed è chiaramente no.
Purtuttavia i leader dei due maggiori partiti, sono proprio espressione della controriforma.
Prendiamo il centrosinistra di Veltroni, ad esempio e noteremo che non ha praticamente fatto nulla in favore delle libertà civili ed individuali. Ha prodotto una legge insufficiente, quella dei Dico, e l'ha automaticamente archiviata per evitare di approvarla. Quanto alla ricerca scientifica ha la stessa identica linea, nei fatti, della Casa delle (pseudo) Libertà: vietare, vietare, vietare.
Sotto il profilo economico, poi, a parte tutelare il grande capitale, la grande industria e chi un lavoro gia ce l'ha, ha completamente inviso le piccole e medie imprese, vero motore dell'economia italiana e gli stessi giovani disoccupati che si troveranno a pagare la pensione a chi lascierà il lavoro a 58 anni.
Per quanto concerne la politica estera, poi, non ne parliamo. Si è coniato il termine "equivicinanza" che nei fatti è come dire: libero dialogo con il terrorismo islamico contro Israele !
Ma, veniamo al centrodestra. Capitanato da un imprenditore privo di cultura politica che recentemente ha imbarcato i neo-fascisti della Destra di Storace, ha praticamente aperto la strada alla revisione della legge sull'aborto con le conseguenze disastrose che ciò potrebbe comportare ed un passo indietro notevole. Non ha fatto alcuna seria riforma liberale in campo economico; non ha ridotto la spesa pubblica; si rifiuta di aprire a Pacs ed Unioni di fatto (a differenza dell'allora governo di centrodestra spagnolo di Aznar, dell'attuale governo francese di Sarkozy e della linea del Repubblicano americano Rudy Giuliani); si rifiuta di dare il colpo di grazia allo spaccio di stupefacienti regolamentando le non-droghe; si rifiuta di aprire alla ricerca scientifica a 360 gradi ed è sempre pronto a sostenere una visione antistorica di famiglia.
Ora, vista in questi termini, alla politica italiana degli ultimi 15 anni sembra non esserci scampo. E forse è davvero così....per quanto l'imminente crisi del bipolarismo sembra aprire nuovi spiragli democratici.
In più articoli sostenni e sostengo tutt'ora il rilancio del proporzionale puro, senza sbarramento alcuno, affinché i simili si aggreghino ai simili sulla base di un programma comune.
Solo allora, forse, i liberali ed i riformatori, usciranno allo scoperto e riusciranno, naturalmente e senza imposizioni di legge, a contrapporsi ai conservatori di destra e sinistra con i loro partiti di plastica.
A tal proposito riporto qui le recenti parole del prof. Massimo Teodori: "Il problema dei membri della famiglia liberale oggi – intendendo con questo termine l'intero arco dei liberali, liberaldemocratici e, più in generale, dei democratici-laici come i repubblicani – non è di sottolineare le differenze che li dividono al loro interno in politica economica e sociale, ma al contrario di accentuare le grandi differenze che li separano dai non-liberali: statalisti, corporativisti, consociativisti, clericali, ecc. Per quanto grandi siano le distanze che dividono i liberisti dai keynesiani, i moderati dai progressisti, i moderati laici dagli accaniti anticlericali, esse sono sempre assai minori dalle distanze che li separano dai non liberali".
Mai come oggi tornano d'attualità le battaglie di Ernesto Rossi e di Gaetano Salvemini e le loro riflessioni sul settimanale liberal-radicale "Il Mondo" negli anni '50 in cui i due preferivano parlare "delle singole libertà" e non genericamente della Libertà con la "L" maiuscola, nonché "delle democrazie" anziché solo di "Democrazia".
Infondo anche i comunisti si dicevano "democratici e popolari" a parole, mentre nei fatti erano complici della dittatura sovietica dalla quale erano anche finanziati.
Oggi, con il crollo delle cosiddette ideologie, anziché andare verso l'Europa e l'Occidente democratico ove esistono Liberali, Socialisti e Popolari, si preferisce, in Italia, inventarsi dei "fustini di Dixan" peraltro con personale politico trito e ritrito. E così abbiamo il Partito Democratico Popolare ed il Partito del Popolo Berlusconiano con all'interno la peggior Prima Repubblica e, i pochi nuovi, non sono altro che i portaborse dei "vecchi" o quantomeno persone che si lasciano trasportare da questi specchietti per le allodole o per tordi.
Ora, quel che a me appare lampante, probabilmente ai più non lo è.
La qual cosa forse non mi stupisce facendo io parte di quei "pazzi malinconici" eredi di quel genuino liberalismo e mazzinianesimo delle origini pregno di libertarismo e diffidenza nei confronti dell'autorità costituita, del dogma e delle società perfette.
Purtuttvia ritengo che, politicamente parlando, le scelte obbligate siano oggi due e due solamente: o si continua a sostenere la tesi del "voto il meno peggio" (e non chiedete a me quale sia questo meno peggio perché per voi potrebbe essere anche il peggio) ovvero voto per Forza Italia o per il Pd; oppure si rilancia l'alternativa di Terza Forza laica, liberale, liberalsocialista, e repubblicana: un Partito della Democrazia Laica e Liberale al di là di questi schieramenti, magari legato all'Eldr in Europa, che possa portare i veri laici e liberali oggi in Parlamento dal 4% al 20 % - 30 %.
Le possibilità ci sarebbero tutte.
Le probabilità che ciò si realizzi, invece, ahimé pressoché nulle.
Evidentemente più di qualcuno, in casa laica, a fare l'"utile idiota" ci guadagna.
Personalmente, poi, non vorrei mai più vedere in Parlamento o ai vertici di Partito: Pannella, la Bonino, Turci, De Michelis, Boselli, Craxi, La Malfa, Nucara, Del Pennino ecc...ma solamente giovani come Valeria Manieri, Paola Vadalà, Tommaso Ciuffoletti, Giovanni Postorino, Barbara Maurano, Fulvio Giulio Visigalli, Renato d'Emmanuele, Giuliano Gennaio, Michele Marchioro ecc....
Giovani radicali, liberalsocialisti, repubblicani e liberali che sanno il fatto loro e non ne possono veramente più di una politica senza sbocchi concreti.


Luca Bagatin



29 ottobre 2007

RILANCIAMO LA POLITICA EUROPEA ATTRAVERSO L'ELDR


La politica italiana, oggi, è francamente poco o per nulla edificante.
Negli ultimi 15 anni di regime "bipolare" (fra "virgolette" in quanto le confuse
leggi elettorali introdotte dal '93 ad oggi, pur avendo imposto un sistema bipolare,
hanno anche mantenuto una minima parte di proporzionale ed hanno introdotto le
famigerate "liste bloccate", tanto per far decidere alle Segreterie di Partito chi saranno
gli eletti e chi no) abbiamo assistito al ricambio di ben 7 governi sostenuti da una miriade
di partitini spesso espressione di meri personalismi.
I due principali candidati premier, peraltro, sono prerssoché sempre stati gli stessi:
Berlusconi e Prodi con qualche variante diniana, rutelliana, dalemiana, amatiana.
Quanto ai programmi, nessuno dei due schieramenti che si contendono aspramente
(quantomano a parole, nei fatti uniti da un comune intento egemonico ed oligarchico)
il governo del Paese hanno mai introdotto alcuna riforma seria e concreta.
Penso ad un mercato del lavoro ancora ingessato, penso ad una riforma delle pensioni
che ancora garantisce chi è già garantito e lascia scoperte le nuove generazioni prive di
garanzie, penso alla ricerca scientifica ancora ostacolata dai clericali e dagli ambientalisti
talebani che si rifiutano di aprire agli Ogm ed al nucleare, penso ai diritti individuali ancora
negati, penso alla mancanza di una piena integrazione europea che sino ad oggi è solo
sulla carta e si potrebbe continuare.
Quando poi, sempre più spesso da qualche anno, sento ripetere in giro l'aberrante concetto:
"vado a votare per il meno peggio", mi si restringe ancor più lo stomaco.
E' il fallimento del bipolarismo all'italiana, del monopartitismo perfetto Union-Cidiellino.
Penso anche a coloro i quali (postcomunisti, postfascisti, leghisti, neocomunisti e neofascisti)
negli anni '90 gridavano "al ladro, al ladro !" nei confronti dei partiti democratici (Dc, Psi, Pri,
Psdi, Pli) ed oggi si ritrovano con inquisiti nei governi da loro stessi sostenuti.
La verità è che la corruzione ed il clientelismo sono tutt'altro che finiti con Tangentopoli. Anzi.
Il fenomeno è addirittura peggiorato ed ha fatto sì che l'economia, la finanza, il sistema
bancario prevalessero sulla politica stessa.
Se l'Italia fosse davvero un Paese democratico probabilmente non avremo mai avuto detti fenomeni
e gli opposti estremismi non sarebbero mai stati legittimati al governo del Paese.
Peraltro, se gli stessi partiti democratici (dai laici Psi, Pri, Psdi, Pli alla Dc) che dal dopoguerra
sino agli anni '90 ci hanno, nel bene e/o nel male governato, si fossero autoriformati anziché scadere
in posizioni di mero potere probabilmente sarebbero riusciti ad arginare il cataclisma
di Tangentopoli. E' inutile nasconderlo ma, questi partiti in primis, avrebbero dovuto perseguire
e condannare il loro diffuso sistema di clientele ed allontanare coloro i quali utilizzavano la
politica quale sistema di arricchimanto personale.
Qualcuno ha detto: "lo facevano tutti, nessuno escluso !". Certo, e allora ?
Se uno imbroglia i cittadini ed il suo partito è giusto che continui a farlo perché un suo
avversario fa lo stesso ?
Personalmente non lo credo proprio.
Fatto sta che oggi, in Italia, ci ritroviamo punto a capo, e addirittura con due aggravanti.
La prima è che la politica ha perso ogni riferimento ideale e culturale. La seconda è che i
potentati economici prevalgono sulla politica stessa, come abbiamo già scritto.
Ebbene, personalmente, dopo quasi 12 anni di politica attiva nell'area laica e liberalsocialista,
al di là ed al di fuori degli attuali schieramenti politici, ho deciso di occuparmi di cose ben più produttive
e di lasciar perdere, se possibile, la politica nostrana.
Lo dico soprattutto ai giovani come me, ma anche ai più giovani: approfondite sempre la
cultura e la Storia politica e non vi lasciate convolgere dalle perdite di tempo dei vari partiti
politici italiani d'oggi.
Essi, per la maggior parte, sono specchietti per le allodole senz'anima. Serbatoi di voti e di pubblico
danaro che succhiano per mezzo di leggi reintrodotte ad hoc e bocciate a suo
tempo con il 90 % dei voti dei cittadini.
E la si smetta con la pseudo divisione fra destra e sinistra.
Si guardi piuttosto ai modelli dell'Occidente democratico, al mondo anglosassone ed all'
Europa stessa.
Quell'Europa per la quale i riformatori, i repubblicani ed i liberalsocialisti da Giuseppe Mazzini
ad Altiero Spinelli hanno teorizzato una piena integrazione politica oltre che economica.
Guardiamo allora con rinnovata fiducia al rilancio del progetto degli Stati Uniti d'Europa
teorizzati da Ernesto Rossi e dallo stesso Spinelli negli anni '40 con il "Manifesto di Ventotene".
Stati Uniti d'Europa alleati all'Occidente democratico e per l'allargamento ad essi allo Stato d'Israele
per la tutela della sua indipendenza.
Al Parlamento europeo esistono partiti e filoni culturali di grande prestigio che non sono minimamente
paragonabili ai nostri risibili partitini di plastica a partire dal nome stesso:
partito democratico, forza italia, lista Mastella-udeur ecc...
I tre partiti maggiori in Europa sono: Il Partito Socialista Europeo, il Partito Popolare Europeo
e l'ELDR ovvero il Partito dei Liberaldemocratici e dei Riformatori.
E' in particolare su quest'ultimo che vorrei soffermarmi. Partito di grande tradizione riformatrice, l'Eldr,
European Liberal Democrat and Reform Party che aderisce al Gruppo Parlamentare Europeo dell'Alleanza dei
Liberali e dei Democratici, ragguppa tutti gli aderenti agli ideali laici
e libertari al di là della destra e della sinistra.
Una forza che guarda con rinnovata fiducia alle istituzioni europee e che si batte per la libertà
in tutte le sue forme: sia sotto il profilo economico che sotto il profilo delle libertà individuali,
dei diritti civili e della ricerca scientifica.
Una forza non ideologica che pure fa riferimento alle grandi tradizioni liberali del passato
dalla Rivoluzione americana a quella Francese (nei suoi principi, non certo per quanto concerne il periodo del Terrore antidemocratico di Robespierre) passando per il Risorgimento italiano, l'antifascismo libertario e l'europeismo del XXesimo secolo.
Oggi siamo nel XXIesimo secolo e sono certo che molti giovani e meno giovani aperti all'informazione
corretta ed alla ricerca storica, scientifica e culturale hanno già compreso
per che cosa sia giusto e valido lottare e viceversa per cui sia totalmente inutile spendersi.
La politica italiana di oggi, che nei fatti è la vera antipolitica, evidentemente è ancora sorda
a qualsiasi richiamo serio e pragmatico che vada al di là dei meri interessi di retrobottega.
Andiamo avanti senza curarci di loro: con mente limpida e ricordando sempre che la libertà,
nel senso più ampio del termine, non ci è concessa da nessuno, ma va sempre e comunque conquistata.

Luca Bagatin



6 settembre 2007

UTOPIE CONCRETE: ALTIERO SPINELLI E GAETANO SALVEMINI

 


GAETANO SALVEMINI E ALTIERO SPINELLI: DA SEMPRE PER UN'EUROPA E UN'ITALIA LAICA, DEMOCRATICA, FEDERALISTA CONTRO LE GERARCHIE VATICANE, LE RELIGIONI ISTITUZIONALIZZATE E LE SOCIALBUROCRAZIE.

Proprio in questi giorni ricorre il centenario della nascita di Altiero Spinelli (31 agosto 1907), padre dell'Europa unita, indipendente e federalista che, nel 1941 scrisse assieme all'azionista Ernesto Rossi il "Manifesto di Ventotene" nel quale teorizzò quella che oggi è appunto pressoché quasi diventata realtà, per quanto siamo ancora lontani da una vera integrazione politica europea.
Parimenti, oggi 6 settembre 2007, ricorrono i 50 anni dalla morte di un grande Maestro degli Azionisti e dei Liberalsocialisti da Carlo Rosselli ad Ernesto Rossi, allo stesso Spinelli, ovvero Gaetano Salvemini, nato a Molfetta nel 1873 e morto nel 1957.
Quest'ultimo, iscritto in un primo tempo al Partito Socialista di Filippo Turati, si battè a lungo contro il protezionismo ed i dazi doganali e per la rinascita del Mezzogiorno d'Italia e nel corso degli anni elaborò una linea politica che fosse socialista nei fini di giustizia e liberale nel metodo, contro ogni privilegio e che infiammò gli animi dei primi liberalsocialisti quali i fratelli Rosselli ed Ernesto Rossi con i quali condivise la lotta antifascista negli anni '20 e '30 fondando anche l'organo clandestino "Non Mollare" ed ispirando la nascita delle brigate di "Giustizia e Libertà" e del Partito d'Azione.
Nel dopoguerra si distinguerà ancora una volta assieme ai compagni azionisti e repubblicani per la lotta ad ogni dogmatismo: contro il clericalismo proponendo l'abolizione del Concordato e quindi dei Patti Lateranensi voluti dal fascismo e che il nuovo Stato italiano aveva recepito per volontà di democristiani e comunisti e contro ogni forma di statalismo e comunismo "espressione del totalitarismo di sinistra" come lo definiva Salvemini stesso.
Di Salvemini e di Spinelli ci rimangono oggi molte testimonanze vitali che tuttavia meriterebbero di essere valorizzate e riprese in mano.
Di Spinelli oggi è ancora attivo il suo "Movimento Federalista Europeo" che fondò nel 1943 e che ancora oggi si batte per la piena creazione della Federazione Europea.
Di Salvemini, parimenti, ci rimangono le lotte per le quali si battè in prima persona e che sono tutt'altro che vinte: si pensino ai privilegi dei nostri governanti, agli sprechi nella pubblica amministrazione, ad una Chiesa cattolica che vuole sempre più imporre la sua morale allo Stato, ad una sinistra comunista che vorrebbe imporre le sue improduttive e controproducenti utopie.
Oggi, pur a distanza di molti decenni, abbiamo ancora bisogno di persone come Spinelli e Salvemini. Abbiamo bisogno di laicismo, europeismo, atlantismo,  anticlericalismo, liberalismo, liberalsocialismo.
Perché purtroppo i conservatori di ieri (fascisti, clericali, comunisti), per quanto possano chiamarsi con nomi diversi, sono maggioritari ancora oggi in questo nostro Paese allo sbando.
 
Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini