.
Annunci online

  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


EDIZIONI MEDITERRANEE
Margheritando il Cuore
M.
IL MIO LIBRO: Universo Massonico
IL MIO (secondo) LIBRO: Ritratti di Donna
Eduard Limonov
FRENTE TRANSVERSAL Peronista y Kirchnerista
Alianza Pais
FEMEN
Movimiento Evita
PATRICIA VEZZULI
Nathalie Cardone
DEBDEASHAKTI: la Dea che viene da Venere
Studio Stampa
FRENTE AMPLIO
Lettera e Spirito - Rivista di Studi Tradizionali
TRE EDITORI
Partido Socialista Unido de Venezuela
ISTITUTO JUAN DOMINGO PERON
La Vera Cronaca
SERENA MARZUCCHI
Ursula Davis Hula Hop
ARCHIVIO PERONISTA
Mattatoio N. 5
AMORE E LIBERTA' Official Website
Amore e Libertà Blog
Ilona Staller per Roma 2013
DEBDEASHAKTI
Ente Nazionale Protezione Animali
LAVINIA GUGLIELMAN
Massimilano Giannocco
FONDAZIONE "CHE" GUEVARA
Domenico Mazzullo
ASSOCIAZIONE MOANA POZZI
Francesca Veronica Sanzari
PARTITO DELL'AMORE
Partido Justicialista
LA GAUCHE MODERNE
Venexia Editore
ELENA OVECINA
Dignitas
MELAGIOLI
Il Gioco dell'Eroe by Gianluca Magi
ALAIN DE BENOIST
LA VOZ DEL SANDINISMO
PETER BOOM
Imperial Club
CAOS TRA LE PENTOLE
Book Crossing
ORLANDO
George Washington Masonic Memorial
ALDO GRITTI
Museo di Simbologia Massonica
LUIGI PRUNETI
Notiziario Massonico Italiano
ERICA MELARGO
Parti Radical (France)
C.L.I.P.S.A.S.
Venezolana de Television
RON PAUL 2012
Montichiari CONTRO GREEN HILL
LIBERILIBRI
Scaffale Massonico
ENRICA BONACCORTI
Editions Maconniques Castelli
ISTITUTO DI STUDI "LINO SALVINI"
IlSudEst
Grand Orient De France
EVO MORALES Presidente
Socrate 2000
L.I.C.E.
Metis Di Meo
SENTIERI REPUBBLICANI
Moreno Neri
MU'AMMAR GHEDDAFI
Evita Peron
Mouvement Européen pour la Démocratie Directe
Hugo Chavez
EDGARDO SOGNO
Ipertesto Edizioni
CARLO MANCOSU EDITORE
Bocca di strada
EROS E' LIBERAZIONE: Tinto Brass blog
Manfredi Pomar
FRANC MAçONNERIE MAGAZINE
Loggia Heredom 1224
GRAN LOGGIA D'ITALIA UMSOI
Regime Scozzese Rettificato
PSICOSINTESI
Rondò Veneziano
ILARIA DRAGO
Blog maçonnique d un jeune franc-maçon sur la Franc-Maçonnerie en France
PIER CARPI: UN MAESTRO
Secreta Magazine
BYE BYE BEAUTIFUL
Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici
QUATUOR CORONATI
SECRETA: il forum
CUATRO F Periodico del PSUV
Padre Anthony Elenjimittam
LA LETTERA G
FEDERAZIONE GIOVANILE REPUBBLICANA di Romagna
A.M.O.R.C.
Gruppo Studi Swedenborghiani
PORTOBELLO by Enzo Tortora
Hiram Blog
ALICE BAILEY
ROSSLYN CHAPEL
Gran Loggia Italiana
POLAR FRANC-MACON
BLOG DEL RITO DI YORK
Ho fatto SPLASH !
Delitti sotto la cenere by Nathan Gelb: il video
NATHAN GELB
Cagliostro e il Rito Egizio
MAURIZIO NICHETTI
Nuova Carboneria Italiana
RITO DI YORK
Un simpatico gioco McCain Vs Obama
DOVE ERAVAMO RIMASTI ?
Helena is Red
PAMELA SAINO
Ordine Iniziatico dei Cavalieri della Luce
LOGGIA 33
Per il Diritto ad una Morte Dignitosa
ENZO TORTORA
SATHYA SAI BABA Bhajans
Scuola Internazionale della Rosacroce d'Oro
LANFRANCO PALAZZOLO
Giovannino senza paura
ANGELO PEZZANA
ELENA ORLANDO
L'Italia è la mia Patria: Ambra
DISINCANTO
Patrizia D'Amico
CRISTINA KIRCHNER
Pansessualità
PETER BOOM
Giuseppe Varlotta
SICK GIRLS
Kuthuma: periodico di Alchimia e Tradizione Iniziatica Occidentale
MAX BUNKER Press
Blog di Giordano Bruno Guerri
OMBRA D'ARGENTO
Libertarian Party
BrUNO BoZzettO
IL PADRETERNO
Spincon
TRACINGBOARDS: A MASONIC SITE
Amici di Garibaldi
Bombay !!!
GIORDANO BRUNO GUERRI
Solo Pittori Artisti Mutilati
JUPITER EDIZIONI
Non è la Rai
NON E' LA RAI: X ANNI DOPO
Il Mistero di Paul McCartney
LE DROIT HUMAIN
Robert Lomas
Fratellanza Bianca Universale
STORIA DI IERI, OGGI E DOMANI
The Buick Brothers
GIUSTIZIA GIUSTA
IL TIBETANO: Le Scuole Iniziatiche dell'Antica Saggezza
REMO REMOTTI
Mito di Donna: LUCIA "REHAB" CONTI
Partito d'Azione Liberalsocialista
MINA "VAGANTE" WELBY
Il Silenzio Infranto
SEMPRE SULLA BRECCIA
ALACRAN EDIZIONI
Decidere.net
SOCIALISMO LIBERALE PROGRESSISTA
Socialisti.net
MISS WELBY: LA NIPOTE SEGRETA DEL CALIBANO
MARIA MONSE'
Radicali italiani
ITALIA LAICA
La Voce Socialista
L'OPINIONE DELLE LIBERTA'
Fondazione Craxi
ANDREA G. PINKETTS
Il Blog di Panther
Sai Baba
Società Teosofica
UNO STORICO MILITANTE SOCIALISTA: PIER LUIGI BAGLIONI
Laetitia Casta
ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA
Gran Loggia d'Italia
ASSOCIAZIONE REDUCI GARIBALDINI
Ordo Templi Orientis
SITO DEL PROF. CLAUDIO NICOLINI
Sito di Davide Giacalone
QUADERNI RADICALI
Il Riformista
ANTICLERICALE.NET
Associazione Luca Coscioni
CENTRO MARIO PANNUNZIO
Antiproibizionisti.it
ALESSANDRO CECCHI PAONE
ESOTERIA: Massoneria e dintorni
Grande Oriente d'Italia
G. MAZZINI 2005
Psychomedia: Salute Mentale e Comunicazione
LIBERALCAFE
Un simpatico gioco pro-referendum sulla ricerca scientifica sulle cellule staminali
IO CI METTO LA FACCIA
Lega del Filo d'Oro
ITALIALAICA: IL GIORNALE DEI LAICI
Jiddu Krishnamurti
RIFORMATORI LIBERALI
Giordano Bruno
CARBONERIA
Rito Scozzese Antico ed Accettato
LA TRADIZIONE INIZIATICA TRA ORIENTE ED OCCIDENTE
La Loggia Montesion
WOODY ALLEN
La Melagrana: pagina di cultura esoterica
RITO SIMBOLICO ITALIANO
Federazione dei Liberaldemocratici
CARMELAAAAAA!!!
Ordine Martinista Universale
MOVIMENTO SUFI
Massoneria Italia
IL MANDIR DELLA PACE
Angelologia
LEGA ITALIANA ABOLIZIONE CONCORDATO
Movimento Federalista Europeo
LIBERTA' DI SPIRITO
Aislinn: la Fata-blogger
BAZARDELLEPAROLE
Picaresco: la BloggeRivista
NUVOLAROSSA: PASIONARIO DEL REPUBBLICANESIMO
DAL TRAMONTO ALL'ALBA: PORTALE DEL MISTERO
AKHENATON
MARTIN RUA: un blog massonico
Gran Loggia Regolare d'Italia
UNA STRONZA PERFETTA
Rito Orientale di Misraim e Memphis
BETTY FORD CENTER
Alice è sempre Alice
CALZETTA CHE PASSIONE
Bastogi: Casa Editrice esoterica
FILMOGRAFIA TRASH DI ANDREA G. PINKETTS
Pagine corsare di P.P. Pasolini
GIANFRANCO FUNARI
Le Trottoir
BerCamp: esperimenti democratici
OGGETTISTICA MASSONICA
Radicali di Sinistra
PROFONDO ROSSO STORE
LibMagazine
L'ORLANDO IL PORTENTO
Valeria la Vera
VIOLA VALENTINO
Valeria Manieri
LO SCIAMANO
Fuoco Sacro
AUTISMO ON-LINE
Epilessia Web
EDIZIONI TEOSOFICHE
Democrazia Laica
PER LA ROSA NEL PUGNO
Twin Peaks
TRENITALIA
Facciamo Breccia
Blog Italia
PLASTIC SOLDIER REVIEW
Arcana Intellego
IL FATTO ON LINE: BOLLETTINO D'ATTUALITA' ECO-COMPATIBILE
Severino Mingroni
SABRINA MARINANGELI
Critica Sociale
POLITICALINK
Massoneria sulla stampa
CHIESA EVANGELICA VALDESE
Capanno Garibaldi
SOCIETA' PER LA CREMAZIONE - TORINO
Cremazione.it
BLOG LAICI
Maria Montessori

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


13 novembre 2014

In difesa della figura umana, politica e storica di Juan Domingo Peron (oltre che di Evita): una risposta ad un articolo del direttore de "L'Opinione" Arturo Diaconale

Mi permetto di dissentire dal direttore del quotidiano nazionale “L'Opinione delle Libertà”, Arturo Diaconale, con il quale peraltro collaboro, relativamente all'articolo pubblicato il 13 novembre scorso, dal titolo “La legge elettorale, il peronismo fiorentino”.

Ne dissento non tanto nel merito della questione, nel senso che le critiche di Diaconale relativamente all'autoritaria legge elettorale – denominata Italicum - che vuole imporre Matteo Renzi peraltro sostenuto da Silvio Berlusconi, sono legittime. Il solito sbarramento per i partiti cosiddetti più piccoli, oltre che un premio di maggioranza spropositato, di certo non è in linea con la Costituzione della Repubblica italiana.

Purtuttavia mi sento di dissentire con forza relativamente all'azzardato paragone fatto da Diaconale fra un grande leader internazionale quale fu Juan Domingo Peron, Presidente dell'Argentina dal 1946 al 1955, democraticamente eletto dal suo popolo ed indimenticato dallo stesso proprio per i suoi interventi in favore delle classi più disagiate, al punto che fu defenestrato dalle dittature militari che cercarono di offuscarne la memoria almeno sino agli Anni '80.

Della figura umana e politica Juan Domingo Peron ho scritto peraltro più e più volte negli ultimi mesi, proprio sulle pagine dell'Opinione e così della moglie Evita Duarte, la quale si occupò per tutta la sua pur breve vita di diritti delle donne e degli anziani.

Assolutamente fuori luogo, pertanto, anche il paragone del direttore Diaconale fra Evita e Maria Elena Boschi, figura pur interessante, ma certo – come ho scritto più volte in numerosi miei articoli – per nulla emancipata dalla figura del “patriarca Renzi” ed ancora lontanissima dall'ideale di eroina che incarnò Evita (ma anche Anita Garibaldi e quella Moana Pozzi che, con il Partito dell'Amore, offrirà all'elettorato un'alternativa antipartitocratica e libertaria, fondata su principi e valori garibaldini). Evita Peron, una pasionaria innamorata del popolo e di suo marito, ma capace di avere una sua visione politica personale, al punto da influenzare le scelte di Peron stesso - in sostanza - non può essere paragonata ad una giovane ed inesperta ministra quale è Maria Elena Boschi, ancora priva di una sua personale linea politica ed al traino di Renzi.

In conclusione, mentre Matteo Renzi è un leader mai eletto al governo da nessuno, che sta attuando politiche autoritarie ed antisociali contro lavoratori, disoccupati ed imprenditori, oltre ad essere un sostenitore della politica fondata sull'imperialismo e sulle banche centrali; Juan Domingo Peron fu leader eletto democraticamente (al punto che ancora oggi al Governo dell'Argentina vi sono leader che si rifanno al peronismo), fu un autentico socialista nazionale, laico e di ispirazione cristiana ma anticlericale (che con il fascismo nulla aveva a che spartire se non per l'ammirazione che Peron aveva per le riforme sociali attuate in un primo tempo da Mussolini), fu il primo a denunciare - come scrissi il 5 settembre scorso proprio in un mio articolo sull'Opinione dal titolo “Peron, giustizialismo e socialismo nazionale” - il pericolo dell'imperialismo yankee, ovvero statunitense, e l'avanzare dell'imperialismo sovietico e comunista. Inoltre, fu forse il primo a denunciare le manovre speculative dei governi USA relative al dollaro, fra cui il fenomeno dei signoraggio, e del Fondo Monetario Internazionale che, peraltro, sono tutt'oggi all'origine della crisi economica che stiamo subendo e fu il primo che, durante il suo mandato di governo, propose l'unificazione dell'America Latina, ovvero la fondazione degli Stati Uniti Latino-Americani.

In questo senso Juan Domingo Peron ricorda piuttosto Bettino Craxi che Matteo Renzi, peraltro figlio, quest'ultimo, del cattocomunismo dei Berlinguer e dei De Mita.

Da una parte un leader del socialismo libertario e nazionale, erede di Bolivar, Garibaldi e Peron, insomma, mentre dall'altra un politico autoritario servo dei Poteri Forti.

E, come scrissi nel mio già citato articolo: Oggi, nel 2014, forse, avremmo necessità di un nuovo Juan Domingo Peron. L'avrebbe l'America Latina, ancora non unificata ed ancora attraversata da una grave crisi socio-economica. E l'avrebbe l'Europa, unita solo dall'economia e dal continuo sfruttamento monetario e tartassatorio che noi cittadini subiamo ogni giorno, peraltro soggetti alle scelte di politica internazionale dei soliti USA e del solito Fondo Monetario Internazionale.


Luca Bagatin



16 giugno 2014

Telecom ed i suoi disservizi

E' capitato a me, ma poteva capitare a chiunque. Se non è già, di fatto, capitato anche a voi.

Capita in Italia. In un'Italia che non funziona e non solo a causa della classe politica, ma anche di una classe imprenditoriale - parliamo delle grosse aziende, specie quelle un tempo pubbliche ed oggi privatizzate, svendute, smembrate, distrutte – incapace e menefreghista. Oltre che del personale incapace che assume, senza alcun merito e criterio.

Parliamo di Telecom e di come per me sia stato difficile, trasferitomi nella Capitale (e sottolineo che parliamo della Capitale e non di uno sperduto paese situato chissà dove), avere una connessione ADSL. Nonostante il fottìo di pubblicità propinato da questa azienda ad ogni angolo di strada, nei messaggi del cellulare, in televisione.

Parliamo di come alla fine di maggio contatto il call center del settore commerciale di Telecom, per ordinare una linea ADSL. Mi propongono la nuova offerta con fibra ottica. Accetto, fornisco tutti i miei dati (compreso il mio indirizzo, fornito per l'ennesima volta...sic !), fisso l'appuntamento con il tecnico per...il 6 giugno.

In quella data non posso essere in casa. Ritelefono al call center per spostare l'appuntamento e qui scopro che... “Gentile utente, non possiamo metterle l'ADSL come da lei richiesto perché ci risulta che lei abbia Alice Casa”. Rimango sbigottito e rispondo: “Ci dev'essere un errore. Ho semplicemente una normalissima linea telefonica, senza ADSL, altrimenti non ve l'avrei richiesto”. Dall'altra parte, un po' spazientiti rispondono: “Mi dispiace, ma ci risulta che lei ha Alice Casa e quindi non possiamo assolvere alla sua richiesta”. “Ma scusate” - rispondo io - “quindi se non vi avessi chiamati per cambiare la data dell'appuntamento con il tecnico, voi non mi avreste mai chiamato per dirmi di questa cosa...di questo disguido....”. Silenzio dall'altra parte. Riprendo il discorso, risoluto: “Senta, io ho bisogno di una connessione ad internet ! Mi serve per lavoro ! E non mi venga a dire che ho Alice Casa perché è una balla che vi siete inventati voi !”. Dall'altra parte, con calma: “Provvederò a segnalare la cosa”.

La conversazione finisce e riprende, sullo stesso tono, nei giorni successivi, per almeno una settimana (e parliamo di più telefonate al giorno). Loro a dirmi che “forse qualche collega ha erroneamente processato un ordine Alice Casa (che, fra parentesi, non è nemmeno più commercializzato...sic !)” “che, gentile utente, deve attendere la fine del processo...forse fra qualche giorno...meglio fra una settimana...sicuramente per il 18 giugno”. “18 giugno ?!? Ma siete matti ?”. Dopo l'ennesima chiamata su questo tono passo alle minacce: “Cari signori, sarà mia cura segnalare la mia vicenda ai giornali, visto che, sui giornali ci scrivo anche”. Poche ore dopo ecco un sms sul mio cellulare che suona pressappoco così: “Gentile utente, la informiamo che abbiamo preso in carico la sua richiesta per l'ADSL”. Chiamo il call center e – finalmente – riesco a fissare un appuntamento con il tecnico !

Purtuttavia mi richiedono (per l'ennesima volta !) il mio indirizzo. Qualche giorno fa mi contatta il tecnico e mi richiede l'indirizzo, dicendo che quelli del call center non glielo hanno fornito.

Oggi mi contatta il vettore per l'invio dei cordless previsti nel pacchetto dell'offerta Telecom che ho sottoscritto e...mi richiede nuovamente il mio indirizzo ! Ma, ca...volaccio, ma al call center Telecom dormite ? L'indirizzo ve l'ho comunicato in aprile per iscritto, ve l'ho comunicato almeno cinque o sei volte per telefono...ma, dormite davvero o mi/ci state prendendo per i fondelli ????

Come se non bastasse, fra le varie telefonate al call center scopro (solo perché l'ho chiesto io) che la mia richiesta scritta – fatta, badate bene, alla metà di aprile - di addebito delle bollette sul mio conto corrente bancario non è andata a buon fine. Mancano il mio documento d'identità ed il mio codice fiscale. Ma avvisarmi per telefono per tempo, no ????

Un giorno poi, magari, aprirò il capitolo ENI ed i disservizi relativi....ma per ora mi fermo qui, segnalando peraltro che – cosa unica in un Paese civile – vi sono un sacco di zone in Italia senza alcuna copertura ADSL...anche all'interno dello stesso Comune di Roma, peraltro ! Telecom latita sotto ogni punto di vista.

Stanti così le cose non chiediamoci tanto quando o come finirà la crisi, ma perché l'Italia è in crisi da quel dì. Non scandalizziamoci nemmeno o solo per i giri di tangenti del Mose e di quelli storici e storicizzati, quanto che cosa hanno fatto questi signori, siano essi politici o imprenditori delle varie società di telecomunicazioni, del gas, della luce eccetera.

Fra un po', peraltro, delocalizzeranno pure i call center, con relativi problemi connessi. Linguistici e non solo.

Meno offerte a poco prezzo, cari signori, più servizi di qualità !

Meno puttanate pubblicitarie e maggiore serietà nelle persone che assumete !

Il che vuol dire: meritocrazia e trasparenza. Due concetti ostici, spesso, all'italiano medio che in questi giorni è tutto preso nel guardare un mondiale che, indipendentemente dal risultato, non cambierà la vita di nessuno.

Sarà l'ennesima illusione-disillusione mediatica ove a guadagnarci saranno solo gli sponsor e gli operatori della deformazione. In barba al cittadino-consumatore che rimarrà lì, inebetito, a lamentasi ma a seguitare a non fare nulla per cambiare le cose...sic !


Luca Bagatin



17 marzo 2014

Aforismi bagatinian-rivoluzionari: by Luca Bagatin

Al termine "liberaldemocratico" preferisco il termine "liberaldemocritico", ovvero colui il quale è critico nei confronti della democrazia quando questa ostacola la libertà individuale.


Il punto non è tanto avere fiducia in sé stessi, quanto piuttosto averla negli altri.

La vita è fondamentalmente semplice. Sono le persone ad essere inutilmente complicate.

C'è una cosa, in particolare, che mi divide da Berlusconi: lui ha fondato il suo impero sulla pubblicità commerciale, mentre io penso che la pubblicità commerciale debba scomparire, così come sono scomparsi gli imperi.

Quando sento qualcuno dire: "In Italia scoppierà la rivoluzione prima o poi !" rispondo sempre, con una certa pacatezza e rassegnazione: "Se gli italiani fossero davvero un popolo rivoluzionario, avrebbero già defenestrato i propri politicanti da tempo, come fecero i francesi nel 1789 con i loro sovrani".



11 marzo 2014

Aforismi bagatiniani sulla contemporaneità e la post-modernità: by Luca Bagatin

"Vi sono uomini capaci di amare diverse donne;

io ne ho amata una sola, ma l'ho amata ardentemente, con cuore puro, senza domandarle chi era e donde veniva"

Pierre-Alexis Ponson du Terrail da "Rocambole"

Ho sempre avuto pochi amici veri. Molti conoscenti. Tutti interessati.

Auspico la pace dei sessi, ma, sin tanto che essa non scoppierà, non fatevi illusioni.
Dopo trent'anni di vita a Pordenone posso davvero dire che l'unica cosa positiva di questa provincia è che qui, negli Anni '80, è stato fondato il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute (con cui peraltro collaborai nel 1999).

Non avrei mai creduto che, dopo quasi vent'anni di attività politica, sarei diventato un militante antipolitico.

Se, secondo il Cancelliere Otto Von Bismark "La politica è l'arte del possibile", secondo me l'antipolitica è l'arte del probabile.
L'antipolitica è opposizione non già alla cattiva politica, bensì al Potere ad essa connaturato.
Sono talmente di sinistra che trovo profondamente fascista ogni forma di "copyright".
Amo la trascendenza, ma non chi trascende.
Non è che la legge elettorale non garantisce parità di genere. Il punto è che si tratta di una legge elettorale degenerata, tanto quanto coloro i quali desidererebbero approvarla. In Italia, del resto, è così da almeno vent'anni.

Detesto il termine gergale "fare sesso". "Fare sesso" mi fa pensare a qualche cosa che fanno due o più persone, o per routine o per noia. Preferisco "fare l'amore" che, purtuttavia, è aspetto che implica la totale assenza di noia e di routine nella propria vita.



16 ottobre 2013

Il governo dei giocolieri Letta & Alfano



Già in un articolo del 30 agosto scorso parlavamo del "gioco delle tre carte" masso in piedi dal governo dell'oligarchia monolitica Letta-Alfano.

Raccontavamo di come avrebbero sì tolto l'IMU, ma avrebbero aumentato l'IVA, nonché introdotto nuove imposte.

Ed ecco infatti che, da allora, l'IVA è aumentata ed ecco arrivata anche la TRISE, a discrezione dei Comuni e delle Regioni, che di fatto triplica la tassazione immobiliare.

E Enrico Letta ha ben poco da esultare - per indorare la pillola ai lavoratori e agli italiani tutti - in quanto, come segnala peraltro Enrico Marro sul Corriere della Sera del 16 ottobre, le retribuzioni nette aumenteranno, se va bene, di appena 10-15 euro mensili e la pressione fiscale subirebbe comunque una riduzione infinitesimale. Posto che i consumi sono proprio da questo governo disincentivati e così il mercato immobiliare.

Questo governo, in sostanza, come i precedenti peraltro, ma forse più degli altri, è il governo dei giochetti, dei balzelli, del "buon viso a cattivo gioco". Del "tolgo di qui per rimettertelo lì". E' il governo della "Stabilità", ma solo quella dell'oligarchia al Potere Destro-Centro-Sinistro, come dicevamo anche in quel nostro articolo del 30 agosto.

Non sono stati fatti interventi strutturali, eppure si parla di una "crescita" (come da cinquant'anni a questa parte, oltretutto !) che, con queste (contro)misure non può certo arrivare.

In quel nostro già citato articolo, non a caso, proponevamo misure ben più efficaci, che andassero alla radice dei problemi e che restituissero sovranità al cittadino e non al politicante di turno che, oltretutto - con le leggi elettorali introdotte nll'ultimo Ventennio (neofascista) 1993/2013 - non è stato eletto da nessuno.

Occorreva ed occorre: abolire ogni imposta sulla prima casa, abbassare l'IVA attraverso l'abolizione delle Province e delle comunità montane ed attraverso l'accorpamento dei Comuni inferiori a 15.000 abitanti. Ecco già un primo forte risparmio per le casse dell'erario. Poi si potrebbe pensare ad introdurre un'unica tassa, ma a carico delle forze politiche (con l'abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti, con decorrenza immediata) e dei politici stessi, oltre che dei manager pubblici, attraverso la riduzione del 60% degli stipendi. Una “tassa”, per così dire, finalmente di equità e di giustizia sociale a favore del Terzo Stato, in opposizione alle oligarchie al Potere.

Il duo Letta-Alfano, con l'appoggio esterno-interno di Berlusconi e Napolitano e l'opposizione fasulla dei grillini, ovviamente, proseguirà per la sua strada. Fra un tweet ed un post su facebook, ove fingono di lasciarsi per poi, subito dopo, riprendersi e gridare all'unisono...ALL'INDULTO (vero insulto per il cittadino onesto) !

Questa è l'Italia del 2013, all'ombra degli a-socialnetwork.


Luca Bagatin



25 febbraio 2013

Un comico si è "bevuto" due pagliacci: BERS & BERL



E' proprio il caso, questa volta un comico è riuscito letteralmente a inghiottirsi, ingollarsi, sorbirsi, i voti dei due maggiori protagonisti della scena politica dell'ultimo Ventennio (non a caso scritto con la "V" maiuscola): Bersani e Berlusconi che, sino all'altro giorno, governavano assieme a Mario Monti.
Beppe Grillo ed il suo Movimento Cinque Stelle supera il 25% dei consensi e, da solo, conta quasi quanto la coalizione Cattocomunista e quella Clericofascista, che ancora stanno lì a immaginare scenari futuri e futuribili, alleanze e pastrocchi.
Da sempre non abbiamo mai creduto nel Movimento di Grillo, nel senso che è un pastrocchio esso stesso, di persone senza una coscienza ed una cultura politica alle spalle e - soprattutto - solo apparentemente organizzato dal basso e, di fatto, di proprietà del suo stesso fondatore, ovvero Grillo medesimo.
Tale Movimento, ad ogni modo, non manca di suggestioni interessanti, come ad esempio il fatto che è composto da persone totalmente sconosciute e nuove che - oggi elette in massa in Parlamento - chissà mai che cosa combineranno.
Sarà questa, finalmente, la lezione che i partiti tradizionali ed autoreferenziali debbono imparare ? Quante volte abbiamo detto e scritto che - anche nei partiti cosiddetti "storici" - andavano ed andrebbero candidati emeriti sconosciuti che, magari, hanno titoli e meriti per avere una rappresentanza ?
Che cosa ci fanno ancora i Bersani, i Berlusconi, i Maroni-Calderoli ed i Casini in Parlamento ?
Ad ogni modo, i risultati di queste elezioni - ove il non voto aumenta (e non siamo fra coloro i quali ci siamo rifiutati di partecipare all'esercizio di un voto inutile, con una legge elettorale incostituzionale ed antidemocratica) e l'instabilità è palese - devono e dovranno far riflettere.
I risultati di queste elezioni dovrebbero innanzitutto zittire i capi delle grandi coalizioni, i quali ancora adesso si accapigliano in televisione alla ricerca di quello zerovirgola in più che permetterebbe loro di avere un pur inutile "premio di maggioranza".
Dovrebbero innanzitutto far capire a lorsignori che non ci sarà, di fatto, alcuna maggioranza di governo, bensì debbono tutti quanti mettersi attorno ad un tavolo (Centrosinistri, Centrodestri, Grillini, Montiani) e cercare di condurre in porto questa nave chiamata Italia. Almeno sin tanto che sarà possibile e sino a quando non saranno riscritte le regole del gioco, ovvero una nuova legge elettorale che, chi scrive, auspica o maggioritaria purissima o proporzionale purissima, ove il primo partito abbia la possibilità di governare autonomamente, mentre l'opposizione controlla e propone.
Lo capiranno mai, lorsignori, oppure continueranno a mostrarci il loro triste e patetico teatrino e gioco delle parti ?

Luca Bagatin



27 novembre 2012

L'economista Michele Boldrin ci spiega come fermare il declino del Paese


Il prof. Michele Boldrin, il suo recente saggio sull'abolizione del copyight e dei brevetti ed il logo del movimento Fermare il Declino

"Fermare il Declino è un movimento politico nato l'estate scorsa ad opera di Oscar Giannino ed un manipolo di economisti e persone di buona volontà, di cultura liberale e volto a riformare lo Stato in modo equo, giusto e meritocratico.
Questa è l'opinione dei suoi aderenti che, in pochi mesi, sono giunti a quota quasi 40.000. Per la maggior parte personalità del mondo della piccola e media impresa, dell'artigianato, della società civile, giovani precari ed esclusi da un mondo del lavoro che vede protagonisti solo le categorie iperprotette dal sindacato e dallo Stato. Fra coloro i quali avevano già ricoperto in passato incarichi pubblici, molti provengono dall'area laica, repubblicana e liberale.
Michele Boldrin, economista alla Washington University di St. Louis, uno dei fondatori del movimento, oltre che autore di un interessante saggio relativo all'abolizione del copyright e dei brevetti, è stato da noi intervistato a Pordenone, nel corso della conferenza stampa tenutasi prima dell'incontro pubblico di lunedì 26 novembre, al quale hanno assistito oltre un centinaio di persone.
Il prof. Boldrin che, come aveva già preannunciato anche il prof. Zingales ed altri fondatori di Fermare il Declino, ha precisato che non ha alcuna intenzione di candidarsi alle elezioni politiche. Fermare il Declino nasce da esigenze spiccatamente politiche e contingenti, legate alla crisi economica e sociale che l'Italia sta vivendo da decenni a causa di uno Stato ingiusto, che garantisce chi è già garantito, che non promuove il merito, che vede un deficit di bilancio spaventoso a fronte di nessun servizio pubblico ed un sistema delle imposte ormai elevatissimo.
"Se la spesa pubblica è elevata, è normale che le imposte siano elevate", ha esordito il prof. Boldrin. "Berlusconi, per anni, ha promesso di ridurre le tasse, ma senza ridurre le spese o dire quali spese avrebbe voluto tagliare. Fermare il Declino, che non è un partito organizzato, ma un movimento di persone, propone dieci punti di riforma (che prevedono l'abbattimento della spesa pubblica; liberalizzazioni vere; un reddito per coloro i quali perdono momentaneamente il lavoro; riduzione drastica del carico fiscale; riforma della giustizia, della scuola e dell'ordinamento federale. N.d.A.) e propone, in primis, l'abolizione dei sussidi alle imprese, attraverso la quale si potrebbero ridurre ben 2 punti percentuali di PIL, ovvero di IRAP".
Ed è proprio l'IRAP l'imposta che Fermare il Declino giudica più ostica, ovvero ingiusta ed incostituzionele, in quanto penalizza il lavoro e le aziende che vogliono assumere nuovi dipendenti ed è, di fatto, un'incentivo all'evasione. Oltretutto, spiega il prof. Boldrin, vi sono sconti di IRAP "clientelari", Regione per Regione, a seconda dell'attività produttiva svolta.
"I partiti esistenti non sono credibili e pochissimi Parlamentari hanno aderito al nostro manifesto e, addirittura, propongono misure opposte alle nostre" - ha detto Boldrin.  "Per quanto ci sono anche personalità che ci convincono e che sposano le nostre tesi, come ad esempio Matteo Renzi". "Purtroppo non sappiamo nemmeno con che legge elettorale andremo a votare e, in questo senso, la classe politica italiana ci sta prendendo in giro, valutando con quale legge potrà tentare di salvare sé stessa". "I nostri militanti ed esponenti sul territorio, sono degli eroi, in quanto si muovono proprio nell'ambito di una realtà storica italiana cinica, che non crede più alla politica, delusa e disillusa, anche perché, va detto, gli italiani troppo spesso si sono lasciati abbindolare dal politico di turno".
Ancora una volta, il prof. Boldrin, rimarca il fatto che non è detto che Fermare il Declino si presenti alle prossime elezioni. A livello locale come a livello nazionale, ad ogni modo, le alleanze politiche, andranno fatte sulla base dei dieci punti programmatici del movimento: chi li sottoscrive, merita di intraprendere un percorso comune.
Fra le proposte di Fermare il Declino anche l'introduzione delle Macroregioni, in modo da ridurre le spese, spesso clientelari, delle singole Regioni attuali e la medesima cosa vale per i Comuni medio-piccoli. "Occorre, in questo senso, abbattere il localismo ed il campanilismo, i quali producono solo inutili divisioni ed aumento della spesa pubblica improduttiva a carico della collettività", ha concluso l'economista.


Luca Bagatin



15 novembre 2012

Lucide utopie politiche che, temiamo, non si realizzeranno



Volendo fare una disamina dell'attuale situazione politica, non se ne uscirebbe tanto facilmente.
La partitocrazia sta facendo di tutto per recuperare credibilità, pur arrancando, proponendo fantomatiche primarie che ci chiediamo se, almeno questa volta, saranno vere ed autentiche.
Osserviamo cinque candidati nel Pd e cinque candidati nel PdL e dobbiamo ammettere che, anche noi, pur non avendo mai votato e/o sostenuto né il Pd né il PdL, abbiamo le nostre preferenze.
Preferenze dettate sempre dalla necessità di una radicale riforma liberale del nostro sistema politico-partitico-economico ed istituzionale.
Se fossimo del Pd, in sostanza, sosterremmo Matteo Renzi; se fossimo del PdL, in sostanza, sosterremmo Giancarlo Galan.
Entrambi presentano programmi riformatori e liberali, oltre che sarebbero gli unici candidati in grado di "rottamare", nel primo caso l'establishment cattocomunista e, nel secondo caso, quello clericofascista, ovvero i peccati originali sia del Pd che del PdL.
Non siamo degli illusi e sappiamo molto bene - salvo miracoli - che le cose non andranno così: in sella al groppone partitocratico torneranno Bersani ed Alfano, ovvero Prodi e Berlusconi, i due maggiori responsabili del disastro italiano degli ultimi vent'anni.
Sul fronte grillesco (non grillino, mi raccomando, sennò Giuseppe Piero Grillo si incazza !), ovvero sul fronte del clan "Grillo-Casaleggio-Il (mis)FattoQuotidiano", lungi dal rappresentare un'alternativa democratica alla partitocrazia, ancora una volta fioccano espulsioni, critiche e scomuniche, come ai tempi della Santa Inquisizione.
Un giorno scrissi sullo stesso blog del Giuseppe Piero (in arte Beppe) una proposta (che mi pare fu censurata, ma bisognerebbe ricontrollare meglio), che qui vorrei rilanciare.
Suggerivo ai militanti non irregimentati del Movimento 5 Stelle di ribellarsi ai Capi, ovvero fondare il Movimento 6 Stelle, su base civica, indipendente dal duo Grillo-Casaleggio. Un movimento che potrebbe chiamarsi per esteso così: "Movimento 6 Stelle: Civici e Indipendenti", fondato su comitati locali, comunali e cittadini, che si occupi di tematiche locali e che decida - antonomamente - le alleanze locali su base civico-programmatica.
Questa, in sostanza, la democrazia dal basso che il Giuseppe Piero (che non ci faceva ridere nemmeno negli anni '80, quando eravamo pischelli), non sa nemmeno dove sia di casa.
Altra cosa che mi viene in mente è sul fronte strettamente liberaldemocratico.
Occorre una sinergia fra le forze liberali, liberiste e libertarie, ovvero fra Radicali Italiani, Fermare il declino di Oscar Giannino e Democrazia Natura Amore di Ilona Staller.
Una lista unitaria ed indipendente da tutti gli schieramenti, sarebbe quantomeno prioritaria.
Detto ciò sarebbe opportuno addentrarsi nella questione della legge elettorale.
Tutte le leggi elettorali presentate dalla partitocrazia in questi anni  (non ultima quella del solito pasticcione Calderoli, che sarebbe bene la smettesse di cogitare leggi elettorali) non solo non garantiscono la governabilità, ma nemmeno la rappresentanza massima. Con leggi elettorali di questo tipo, di fatto, è praticamente inutile andare a votare ed io credo che, finalmente, gli italiani lo abbiano compreso.
Vi è una sola legge possibile, in grado, in un sol colpo, di garantire governabilità e rappresentanza, ovvero la seguente: il partito che ottiene più voti, automaticamente, governa ed ottiene il 51% dei seggi. Non sono previste coalizioni. Non sono previsti sbarramenti. Tutti gli altri partiti ottengono seggi in proporzione al numero dei voti ottenuti.
In tal modo, non solo sono evitati gli accordi clientelari fra partiti, ma il voto di ogni singolo elettore ha un senso. Ha un senso il voto di coloro i quali votano il partito che prenderà la maggioranza assoluta, ma ha un senso anche il voto di un partito che otterrà solo l'1% dei consensi ed andrà, giustamente, all'opposizione.
In tal modo, in particolare, si otterrà una maggioranza stabile, come avviene nelle maggiori democrazie occidentali.
Una siffatta legge, ad ogni modo, non è conveniente alla partitocrazia che da decenni lucra sugli accordi sotto e sopra banco ai danni dell'elettorato e del Paese.
Purtroppo siamo ancora una volta in un vicolo cieco, temo.

Luca Bagatin



12 ottobre 2012

Quando le Istituzioni perdono credibilità e danneggiano i cittadini



E' di questi giorni la bocciatura, da parte della Corte Costituzionale, dei tagli (peraltro mimini) che il governo, nel 2010, aveva introdotto agli stipendi di magistrati e di manager pubblici.
La motivazione della Corte è che tali tagli sono incostituzionali, in quanto vìolano il principio di uguaglianza fra dirigenti del settore pubblico e di quello privato.
Ora, posto che non c'è alcuna uguaglianza, per ragioni oggettive, fra settore pubblico (ove pagano i cittadini) ed il settore privato (ove a rischiare è l'impresa), a ledere il principio di uguaglianza fra tutti i cittadini, ci pare sia proprio questa sentenza della Corte Costituzionale, che garantisce, ancora una volta, altissimi stipendi a magistrati (e dunque ai magistrati che compongono la Corte medesima) e manager, a fronte di nessun miglioramento nei settori della giustizia e dei servizi pubblici.
La Corte Costituzionale, ancora una volta, dunque, si propone quale Casta contro gli interessi pubblici. Da anni, peraltro, ci chiediamo dove fosse suddetta Corte, quando venivano introdotte leggi elettorali incostiuzionali, dal '93 ad oggi. Ed altresì ci chiediamo dove fosse questa Corte quando taluni partiti erano esclusi dai dibattiti pubblici televisivi e dove fosse, questa Corte, relativamente all'applicazione della Costituzione della Repubblica, sistematicamente violata anche dai Presidenti della Repubblica italiana stessi.
A questo vero e proprie "golpe di Stato", ovvero ordito dalle Istituzioni medesime, assistiamo alla presenza, in Parlamento, di una partitocrazia che ha appena approvato, al Senato, l'ennesimo testo di legge elettorale incostituzionale. Senza che la Corte Costituzionale, appunto, dica nulla.
Una legge elettorale che prevede incostituzionali sbarramenti ed assurdi premi di maggioranza alla coalizione vincente.
Ora, se siamo in presenza di sbarramenti del 4% - 5%, ci chiediamo che senso abbia, per milioni di elettori italiani, andare a votare.
Parimenti ci chiediamo che senso abbia andare a votare in presenza di accordi di coalizione fra forze eterogenee, ove fra i presunti "moderati" troviamo i neofascisti ed ove fra i presunti "riformisti" troviamo i comunisti.
E' chiaro che, tale legge, è ancora una volta utile alla partitocrazia per proseguire nell'attuazione di attività consociative, tali da garantire il mantenimento dello status quo, ovvero malgoverno, clientelismo, attività illecite ed illegali.
A destra si difendono le malefatte di Formigoni e delle sue ricevute inesistenti (oltre agli affari della sua ex giunta). A sinistra quelle di Vendola e dell'affare Ilva.
In tutto ciò ci sono primarie più o meno pilotate, ove si sa già per tempo che a vincerle sarà Bersani, con un Renzi che tenterà poi l'accordo con i presunti "moderati". Ove, ricordiamolo, fra codesti...ehm..."moderati" c'è Gaetano Quagliariello, quello che diede dell'"assassino" al padre di Eluana Englaro. E ci sono i leghisti delle forche e martello e dall'imbroglio facile (caso Bossi e Trota docet).
E Mario Monti ? Sembra lo vogliano ricandidare sia a destra che a sinistra. Senza che nessuno ricordi che, proprio Monti che aveva promesso nessun aumento dell'Iva, l'Iva l'ha invece aumentata e che le tasse, salvo qualche ritoccamento, non le ha diminuite punto.
Come se non bastasse sono imminenti le elezioni per il rinnovo dell'Assemblea Regionale Siciiana, ove l'altro giorno all'amico Davide Giacalone è stato impedito di presentare la propria lista civica. Proprio lui, ovvero l'unico a denunciare la mafiosità politica dei partiti siciliani di destra e sinistra.
Siamo amici e vicini al movimento di Oscar Giannino, ai Radicali ed al neomovimento di Ilona Staller, Democrazia Natura Amore. Temiamo che, fra sbarramenti ed imbrogli vari, questi amici e compagni non saranno sufficienti.
Meditiamo l'astensione e la ricerca di altre forme di lotta politica alternativa liberale e libertaria, cari amici e lettori.

Luca Bagatin



28 agosto 2012

Questa partitocrazia non vuole una legge elettorale democratica e liberale



Temiamo che, presto o tardi, questi partiti troveranno un'accordo sulla legge elettorale e, ancora una volta - come da copione degli ultimi anni - ne sforneranno una a tutto svantaggio degli elettori (ovvero a tutto svantaggio di governabilità e rappresentanza) ed a tutto vantaggio del sistema di potere partitocratico dominante (dominato dal Pd-PdL, ma anche da Lega Nord, IdV, SeL, Udc).
Eppure, fare una legge elettorale che sappia garantire rappresentanza e governabilità, sarebbe molto semplice ed immediato.
La riassumo in tre punti.
Reintroduzione delle preferenze, innanzitutto, visto che non è affatto democratico che siano le Segreterie di partito a decidere chi deve essere nominato e chi no.
Attribuzione del 51% dei seggi al primo partito (non alla coalizione) che raccoglie più voti e che quindi andrà a governare.
Ripartizione dei rimanenti seggi secondo il sistema proporzionale puro, con sbarramento massimo all'1%.
Ecco garantite, in un solo colpo, democrazia, governabilità a rappresentanza.
Ciò, ad ogni modo, non fa comodo ai partiti che amano gli accordi sottobanco. Non fa comodo agli amanti delle ammucchiate. Non fa comodo perché, ad esempio il partito di Beppe Grillo o il possibile nascente movimento liberale di Oscar Giannino potrebbero rischiare di prendere più voti degli altri e quindi di andare al governo.
Ve li immaginate Bersani, Berlusconi, Casini, Maroni, Vendola e Di Pietro, finalmente, tutti assieme, all'opposizione per cinque anni ?
Ve l'immaginate un'Italia nuova e finalmente democratica, libera da questi Generalissimi populisti ?
Questa sarebbe la democrazia, signori miei. Non certo la dittatura partitocratica alla quale siamo abituati da troppi anni.
E non ha alcun senso alzare i toni della discussione fra accuse e contro accuse di "fascismo". Il fascismo è morto e sepolto. Il regime partitocratico, purtroppo, ancora no.
Noi, ad ogni modo, abbiamo lanciato il sasso nello stagno della stagnante stagione che viviamo.

Luca Bagatin


sfoglia     ottobre        dicembre






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini