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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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24 settembre 2014

La centralità dell'amore nei rapporti di coppia e a proposito delle adizioni a single o a coppie omosessuali

E' un tema di cui scrissi molti, moltissimi anni fa.

L'adozione ai single e/o alle coppie omosessuali. Ricordo che, moltissimi anni fa – parliamo di almeno sedici anni fa – su “Il Gazzettino” di Pordenone ne scrissi infatti un articolo.

Girando in rete mi imbatto, talvolta, in “maitre à penser” del nostro secolo - per così dire - che con piglio ideologico e non poca veemenza si battono contro questo tipo di possibilità, peraltro già di fatto negata nel nostro Paese.

Fra i commenti di un blog di uno di questi “maitre à penser”, in particolare, mi imbatto in Francesca, commentatrice arguta con cui trovo interessante da qualche giorno uno scambio di battute.

Lei la pensa all'opposto rispetto a me e trovo interessante il dibattito proprio per questo.

Purtuttavia ciò che lei scrive, a parer mio, ci allontana dal fulcro centrale della questione.

Lei scrive, riporto testualmente: I bambini non sono cose, non sono oggetti di diritto, non possono essere comprati, ceduti, venduti, regalati (a chi TU ritieni possa amarli di più).
E' immorale - oltre che violenza inaudita - pretendere di comprimere fino ad annullare i diritti dei bambini solo per accontentare le persone omosessuali e i loro “presunti diritti”.
Ciascun essere umano ha il diritto naturale di stare con i propri genitori, di avere un padre e una madre e - nel caso li abbia perduti - due persone che svolgano per lui il ruolo materno e paterno. Non è logico né morale, anzi fatto di gravissima violenza - che per assecondare il desiderio di due adulti si neghi al bambino il diritto di avere un papà e una mamma.
Un diritto è tale solo se non calpesta il diritto di un'altra persona. Nessuno ha il diritto di far nascere o di rendere volontariamente un bambino orfano di padre o di madre.

Penso che Francesca vada davvero fuori tema, nel senso che, nel suo discorso, esclude il tema principale della questione: l'amore. L'amore per il prossimo, in questo caso per un bambino, per un figlio. Figlio che può essere “naturale”, secondo la vecchia dicitura, oppure no.

In realtà io penso che tutti i figli siano naturali, nel senso che – naturalmente – sono persone che hanno il diritto di essere amati. Indipendentemente se da due o da una persona soltanto (come ad esempio è stato per me).

L'amore – come rispondo anche a Francesca - viene prima delle cazzate "tradizionaliste" di una famiglia ormai impunemente disgregata (specie da chi ha nel suo curriculum, divorzi e spesso neo-matrimoni).

Bisognerebbe chiedersi, invece, perché le famiglie si disgregano. Perché si divorzia e/o ci si risposa. Magari ad oltranza. Ed a pagarne le conseguenze, sono sempre gli altri: i figli, ma anche le mogli o i mariti presenti, passati o futuri.

Forse perché non vi è amore. E bisognerebbe anche chiedersi, ancor prima di fare danni nella propria o nella vita altrui, perché ci si forma una famiglia: lo si fa perché si ama, oppure perché si ha paura di rimanere soli ?

Ecco, io tali quesiti me li pongo e li porrei anche al vasto pubblico, alle famiglie o, meglio, alle non-famiglie ed a tutte le coppie, siano esse eterosessuali o omosessuali.

E' nella mancanza d'amore, trovo, che vi sia immoralità e violenza, ed è un aspetto che viviamo OGNI giorno ed in OGNI luogo. E non ci si stupisca dei casi di stalking o di violenza domestica ! Piuttosto si faccia una riflessione nella, della e/o delle coppie.

La Civiltà dell'Amore – come scrivo da tempo - non è la società del piacere, fondata sul Potere, sulla prevaricazione, fondata sulle scelte della politica, dell'economia, basata sul danaro, sulla religione, ovvero fondata sull'inciviltà dell'odio e del dolore. La Civiltà dell'Amore non è fondata nemmeno su che cosa è morale o che cosa non lo è (e chi decide, poi, che cosa è morale e che cosa non lo è ? La religione ? Il danaro ? La politica ? Dio ? L'economia ? Matteo Renzi ? La Merkel ?).

Ed in questo senso - come ho scritto anche alla mia intelocutrice - non parlo di diritti, come invece tende a fare lei nel suo discorso, badate bene, ma di amore. Che è cosa ben diversa e che fa rima con doveRE. Quello che insegnava Giuseppe Mazzini nei suoi "Doveri dell'uomo", ad esempio.

Perché l'amore prevede responsabilità. Nei confronti di sé stessi, della propria compagna, del proprio compagno, del proprio figlio (anche, eventualmente, adottivo) e del proprio prossimo.


Luca Bagatin



3 gennaio 2011

SESSO E CONDIZIONAMENTI by Peter Boom

SESSO E CONDIZIONAMENTI

di Peter Boom

 

Prima della famigerata legge Merlin, che ha avuto il risultato di gettare il meretricio sulle strade aumentando così le malattie sessualmente trasmesse e compromettendo il lavoro di controllo delle Forze dell'Ordine, un comandante alla prima uscita delle sue reclute aveva l'abitudine di fare un breve discorso raccomandando loro di non ritornare in caserma senza essersi sfogati con una puttana, un omosessuale o almeno con una sega (masturbazione). Le giovani reclute magari non conoscevano termini più urbani e allora lui aveva scelto di parlare in modo “papale papale”. In alcuni paesi nordici la prostituzione è ora regolata in modo che le lavoratrici ed i lavoratori del settore vengano regolarmente sottoposti ad esami medici, paghino le tasse e risultino meno esposti a sfruttatori o bande criminali. Un bel guadagno in salute, risparmio di polizia ed ottimi introiti per le casse dello Stato. L'ipocrisia però regna sovrana nella politica italiana e non si vede come riuscire ad arrivare anche qui ad un sistema più progredito e sano.

Esporrò qui di seguito alcuni altri punti critici o scorretti nel concepire la sessualità.

Molte donne fanno finta di essere arrivate ad un orgasmo, giusto per far contento il loro partner maschile o per far finire prima un rapporto sessuale oramai ridotto a routine e senza più quell'eccitazione reciproca che determina un pieno godimento. Una situazione del genere crea nella donna un senso di frustrazione per il non sentirsi pienamente appagata. Quando poi comincia ad esortare il compagno con: “E dai vieni, vieni anche Tu” o peggio ancora “E ancora non vieni?”, anche l'uomo ne risentirà.

Ecco come possono nascere le prime corna.

Per approfondire questo tema (e non solo) si può leggere il blog della sessuologa Chiara Simonelli su: www.sesso.blogautore.espresso.repubblica.it

La spinta sessuale nascente nei giovani porta alla masturbazione, all'auto-erotismo. Non molti anni fa questo veniva considerato un grave peccato e girava addirittura la voce che masturbandosi si poteva diventare ciechi. Ebbene, a quest'ora saremmo ciechi quasi tutti salvo forse quel cardinale che anni fa mi aveva con pia foga assicurato che lui non si era mai masturbato, neanche quando era ragazzo.

Il sesso represso o non spiegato alle giovani leve può portare a problemi talvolta anche gravi. Una informazione giusta ed esauriente è importantissima per evitare comportamenti estremi o malsani e sensi di colpa con nefaste conseguenze fisiche e psichiche.

Il proibizionismo in genere non serve ad altro che creare tanta ipocrisia, fissazioni e complessi psicologici.

Il sesso nelle sue diverse pratiche è un fenomeno del tutto naturale e dev'essere spiegato senza reticenze. Vanno sempre segnalati con cura i comportamenti nocivi, violenti e contro la volontà della persona.

Il sadomasochismo nelle sue diverse forme è altresì una componente naturale che si può facilmente osservare anche in diverse specie di animali. In genere le persone amanti di questa tipologia sessuale si mettono d'accordo sui limiti da osservare. Naturalmente gli eccessi possono risultare dannosi o addirittura tragici.

Gli attributi sessuali servono per procreare, ma per la maggior parte vengono usate per sfogare le nostre spinte sessuali (con o senza amore). Far sesso è molto salutare e, se fatto bene, può far giungere ad un rilassamento psico-fisico veramente benefico. Infatti, il sesso mette in moto tutto il nostro essere, l'immaginazione, la vista, l'olfatto e il tatto muovono muscoli, nervi e ghiandole fino ad arrivare alla piena soddisfazione (venuta, eiaculazione).

La vagina, il clitoride, il pene, la bocca, la lingua, i seni coi capezzoli, i glutei, il perineo, l'ano, la prostata (ce l'ha solo il maschio), le ascelle, le orecchie, i piedi, le mani e tante altre parti del corpo umano sono sensibili all'eccitazione. Queste cosiddette zone erogene variano molto da persona a persona, ma tutti conoscono bene quali sono le parti del proprio corpo più sensibili e che regalano più godimento. Le persone che, per motivi religiosi od altro, si sentono in colpa quando praticano il sesso non arrivano a quel appagamento e rilassamento psico-fisico tanto salutare e necessario alla persona. Il sesso fatto bene non è mai un “peccato”!

Un altro fraintendimento palese riguarda la penetrazione anale per mezzo di un pene, dita, falli artificiali o altri oggetti. Per la donna questo piacere viene creato dalla stimolazione del tessuto interno e la pressione alternante contro gli organi interni confinanti. L'uomo oltre a questo gode dal massaggio eseguito alla confinante ghiandola della prostata che al momento culminante agevola un'eiaculazione copiosa e totale. La stimolazione anale è quindi molto più appagante per l'uomo e non toglie niente alla sua mascolinità. Le donne più esperte e raffinate questo lo sanno bene. Il termine “passivo” viene nella nostra società a volte pronunciato a scapito. Un maschio che gode di un massaggio alla prostata non si deve proprio vergognare di niente. La natura gli ha regalato questa opportunità e sarebbe ridicolo lasciarsela scappare a causa di pregiudizi assolutamente irrazionali.

L'omosessualità nell'antichità veniva praticata quasi sempre liberamente come avviene anche oggi nelle nazioni più progredite. Certi riti d'iniziazione presso alcuni popoli o tribù anzi fecero conoscere ai ragazzi come suonare il flauto (pene) ed ingerire lo sperma, che aveva lo scopo di farli crescere più forti e sani. Nel mondo occidentale l'omosessualità veniva, grazie ad una religione sessuofoba, vista come un grave peccato che portava all'esclusione, a punizioni stabilite dalla legge e talvolta anche a condanne a morte, come oggi purtroppo succede tuttora in numerosi paesi a maggioranza islamica. Dalla psicologia, la psichiatria, la medicina e naturalmente la sessuologia, l'omosessualità viene considerata naturale e non più come un disordine sessuale.

Religioni o politiche che definiscono l'omosessualità un peccato o un reato sono difatti colpevoli di gravi disagi psichici e fisici nelle persone (suicidi, emarginazione) e di omicidio attraverso l'uso della parola.

L'età non vuole dire granché e quando si ritiene d'essere finite o finiti sessualmente il paradiso può ancora aprirsi.

Il regista e attore Sergio Castellito, con l'apporto della bravissima attrice Laura Morante, con il film “La bellezza del somaro” spiega come nella nostra società odierna certi comportamenti non vengono più tenuti nascosti, ma stanno “coming out”. L'amore e il sesso tra persone di diverse fasce d'età è perfettamente naturale. I gerontofili e le gerontofile sono sempre esistite.

Io stesso all'età di 74 anni, pansessuale ma con una predilezione per giovani uomini, sono dopo un periodo di pausa di nuovo alla ricerca di un amante degli “older” per i miei sentimenti e per i miei gusti sessuali.

Tuttora perdurano presso il mondo degli psicologi, psichiatri e sessuologi, alcuni termini discriminanti come per esempio parafilia o disordine di genere che fanno sentire malate o da curare persone perfettamente sane. Tutti nasciamo diversi, chi con un naso grande, adunco, piatto, largo o piccolo e la stessa cosa vale per i nostri genitali. Infatti, non ho mai visto un pene esattamente uguale ad un altro, anzi, il pene più grande che ho visto in vita mia apparteneva ad un maschio femminilissimo. Chi ha un membro piccolissimo può essere sessualmente molto maschile. Le diversità sessuali sconfinate che esistono dentro di noi non dipendono solo dal nostro corpo, ma in gran parte dalla nostra psiche che regola l'attrazione per un essere umano od altro (per questo si può leggere “La Filosofia della Pansessualità sul sito: http://www.pansexuality.it – testi in italiano, inglese e parzialmente in francese).

Le diagnosi dei disturbi sessuali fatte dagli sessuologi sono già molto diminuite e molte persone, che si reputano malate a causa dei pregiudizi che ancora sopravvivono nelle nostre diverse culture e società, vengono oggi informate che le loro tendenze e caratteristiche sono perfettamente normali e naturali. Non molti anni fa esistevano i reparti della famosa “buoncostume”, oramai obsoleti.

Vale la pena leggere sul sito del professor Erwin J. Haeberle l'articolo “Parafilia” - un concetto Prescientifico ( http://www2.hu-berlin.de/sexology  - cliccare su Archive, settembre 2010 – testo in inglese ed in italiano).

Vorrei con questa breve e semplice esposizione terminare con un consiglio: Non bisogna mai dar retta ai fuorvianti giudizi enunciati da religiosi riguardo al sesso, che in Italia sono soprattutto quelli cattolici. Se volete informazioni più corrette sul sesso rivolgetevi ad un sessuologo.

Anche il signor Ratzinger dovrebbe rivolgersi agli esperti della moderna sessuologia per non predicare più giudizi fuorvianti e dannosi datati di molti secoli quando regnava ancora la quasi più totale ignoranza in materia. Oggi chi divulga notizie false e anti-scientifiche sul sesso incorre in gravi reati.


Peter Boom http://www.pansexuality.it



26 ottobre 2009

LUCA NON SOFFRE PIU' articolo by Peter Boom

L'ALBERO HA AVUTO PIETA'
presentazione di Luca Bagatin

Peter questa volta mi ha fatto letteralmente commuovere.
Non saprei davvero come altro commentare, se non invitare alla lettura del suo articolo ed alla riflessione.
Talvolta la rabbia, cede il passo alla comprensione e diviene senso di giustizia, di amore.
Il racconto, la testimonianza di Peter Boom, che segue è - io credo - un piccolo spaccato di vita, di "certe" vite di "certe" diversità, di ciò che non sappiamo comprendere degli altri perché bombardati dal giudizio e dunque dal pregiudizio. Che sono l'opposto della comprensione. Della visione del "diverso" che è anche in noi.
Nella nostra unicità.
Ovvero nella nostra umanità.

Luca Bagatin


LUCA NON SOFFRE PIU'....
di Peter Boom

Ma come? Perché? Eh già … è saltato giù dal quinto piano e questa volta finalmente gli è andata bene.
Ha messo fine alla sua vita torturata, lui un nero somalo adottato all'età di due anni da gente caritatevole in una città della provincia italiana: “Oh che bel bambinello, sorride, è pieno di vita, tutto nero e col pisellino un po' roseo, che dolce, ma poi … il bambinello nero cresce e rimane nero ed è logico, anzi logicissimo che qualcuno cominci a prenderlo in giro. Lui non sembra curarsene troppo e mantiene il suo sorriso accattivante, rimane ottimista, ingenuo, finché non scopre di essere una seconda volta diverso, cioè gay, omosex. Quel che è peggio gli piace anche travestirsi per divertirsi un po' di sera.
In città lo sanno oramai tutti, la sua famiglia cerca di resistere …. non ce la fanno e l'opinione pubblica è una brutta bestia, sadica, cattivissima.
Luca prova ancora a sorridere con quegli occhi pieni di luce ma poi … non ce la fa più e salta da un altissimo viadotto. Purtroppo non gli va bene perché disgraziatamente un albero frena la sua rovinosa caduta. Sì, l'albero ha avuto pietà!
Vigili del fuoco, poliziotti, medici, chirurghi, si sono tutti prodigati per salvare quel ragazzo straziato e in coma. E' uscito dal coma, una gamba più corta e numerosi altri disturbi e lui pianpianino è tornato a sorridere. La ferita più grave non la portava sul corpo ma nel profondo dell'anima. Una signora giudice lo ha aiutato a trovare un lavoro e lui pulendo un parco di motociclette continuava a studiare ed a leggere libri. In quel garage, pur conoscendo la sua storia, continuarono a prenderlo in giro per il suo essere nero e frocio, diverso. Un giorno uno di quei “signori” è venuto a trovarlo, si è denudato una certa parte del corpo e ha detto: “Dai, brutto frocio negro fammi godere.” Luca non ha risposto a quel “signore” così represso e se n'è andato, è fuggito a Roma dove l'ho conosciuto nel 1998 in occasione della commemorazione del gay siciliano Alfredo Ormando, il quale si era dato fuoco con la benzina il 13 gennaio 1997 davanti al sagrato in piazza San Pietro.
Luca sembrava di nuovo allegro liberatosi da quel orribile clima provinciale che gli era diventato insopportabile, ma dentro non stava bene, il trauma psichico infertogli con tanta crudeltà e disprezzo era oramai irreparabile. Ogni tanto venne ricoverato per farsi rimbambolire da potenti sedativi. Poi … sembrava di nuovo guarito, la vita ricominciava quasi normalmente.
Grazie ad alcune persone ha poi trovato un lavoro degno presso un Ministero.
Luca era gentile con tutti, cercava sempre di aiutare tutti, regalava un euro al drogato malmesso per strada e ha ospitato un ragazzo disprezzato come lui. Quel ragazzo però lo sfruttava, lo trattava male, lo minacciò sputandogli in faccia, ma Luca sentiva profondamente il bisogno di un po' d'affetto, possibilmente di amore e più veniva bistrattato più ripeteva che quel delinquente lo amava. Non voleva ammettere a sé stesso di non essere benvoluto e forse questa bugìa detta agli amici ma più che altro a sé stesso lo ha fatto sopravvivere per un altro po' di anni.
Dovremmo tutti maledire i razzisti, i finti religiosi, i politici omofobi, tutta gente che non ha capito che sta di fatto maledicendo una parte di sé stessi.
Pietà per loro, ma ...dobbiamo fermarli.

LA DOTTRINA DEL DISPREZZO

Sono nero, giallo, bruno, meticcio, bianco albino.
Sono un ebreo, sono vecchio, malato, bambino.
Sono arabo, sono nato nel Sud, di un'altra religione,
di nessuna religione.
Sono omosessuale, cieco e amo la natura.
Non so chi è mio padre, mia madre forse puttana.
Sono donna, sono povero, sono paria e andicappato.
La mia sedia a rotelle è questa società.

Sono un indiano, e sono meno di te e son strano, diverso.
La mia squadra di calcio non è la tua. Peccato.
Porto i capelli fuori moda e vestiti rattoppati.
Sono un animale, una pianta e rispetto la natura.
Sono tutto questo, sono la maggioranza!
E poi sono razzista, ma solo con i razzisti!

Peter Boom

http://www.pansexuality.it



28 settembre 2009

DIFFERENZE SESSUALI NELL'ATLETICA E NELLA SOCIETA': by Peter Boom

DIFFERENZA E INDIFFERENZA
presentazione by Luca Bagatin

Uomo, donna, transgender, ermafrodito....eccetera.
Peter Boom riesce sempre a focalizzare l'attenzione su aspetti che appaiono - ai più - o banali o indicibilmente sconcertanti.
Ma qual è o dov'è lo sconcerto ?
La differenza non è solo di gran lunga migliore rispetto all'indifferenza, ma è finanche quell'aspetto che ci permette di riconoscere nell'altro il nostro IO più profondo.
Le differenze, infatti, non sono presenti a caso. Ed esistono da sempre e per sempre.
Ovviamente non parlo solo di differenze sessuali.
Nella fattispecie, ad ogni modo, l'amico Peter, ci parla di un fatto passato un tantino in sordina, ovvero il caso dell'atleta Caster Semenya.
Buona lettura e conseguente riflessione.

Luca Bagatin



Differenze sessuali nell'atletica e nella società

Peter Boom – http://www.pansexuality.it

Tutti dovremmo sentirci solidali con la diciottene Caster Semenya, la grande atleta alla quale, dopo essersi meritata la medaglia d'oro con la vittoria degli 800 metri ai campionati mondiali di atletica a Berlino il 18 agosto di quest'anno, vogliono togliere la medaglia adducendo che lei non sia donna. Lei ora si sentirà come messa alla gogna davanti a tutto il mondo e ne soffrirà moltissimo, infatti un'altra atleta tempo fa si è suicidata a causa di questa stessa ragione.
Purtuttavia ritengo che non bisogna chiedere una oramai impossibile "privacy" per lei ed altri casi simili e non dovremmo parlare più neanche di "deviazioni" o "cure" per cambiare sesso. Disordine o disforìa di genere non sono belle espressioni e ci fanno sentire malati. Dovremmo parlare soltanto di differenze sessuali e infatti... siamo tutti differenti, diversi.
Ciò che deve cambiare è la società! Bisogna farla finita con una mentalità spesso imposta da religioni sadiche attraverso i secoli.
Dovremmo altresì tenere presente che circa il 15% delle persone possiedono in misura considerevole ( qualcuno dice ancora "anormale") le caratteristiche del sesso opposto. In tempi antichi gli ermafroditi furono stimati e visti come fiori rari. Non li avrebbero mai trattati con ormoni, terribili operazioni e non meno invasive cure psicologiche per adattarli ad una società ipocrita.
Se vogliono togliere la medaglia d'oro alla Caster Semenya dovrebbero prima dividere gli atleti partecipanti alle gare in innumerevoli categorie. Per altezza, peso, lunghezza delle gambe, per differenze ormonali, addirittura per la lunghezza del pene, dei piedi, etcetera, etcetera. Questo sarebbe praticamente impossibile e ci vorrebbero tantissime medaglie d'oro in più!



30 luglio 2009

NON SBANDIERARE LA TUA (OMO)SESSUALITA' by Peter Boom

(S)BANDIERA RAINBOW
presentazione di Luca Bagatin



Penso sia sempre bene sbandierare ciò che si prova. Anche a costo di risultare eccentrici o ridicoli.
Lo penso perché non c'è niente di più importante nella vita che il rappresentare sé stessi in tutta la propria autenticità e creatività.
Edonismo ? Narcisismo ?
E perché no !
Nel pezzo che segue Peter Boom parla a proposito di condizionamento esterno, ovvero esteriore.
Noi siamo, purtroppo, tutti figli del condizionamento. Ed il condizionamento impedisce sempre l'autenticità.
Ed allora ecco che vengono fuori le maschere......
Ci si maschera per sfuggire a sé stessi in primis e poi per avere una "vita comoda".
Ma a quale prezzo ? Al prezzo di negare la propria individualità.
Ve lo dice uno che già all'età di sette anni era preso per pazzo perché faceva tutto di testa sua, andando contro tutto e tutti (Autorità Prostituite in primis).
Ero l'unico a corteggiare le ragazzine in anni in cui "non andava di moda", ovvero non era bene che un bimbo pensasse a quelle cose (questo bimbo è un diavoletto, dicevano i Superiori Conosciutissimi). Fui il primo a contestare i miei insegnanti di religione perché ritenevo stupido che una religione (nella fattispecie quella catZolica) fosse più sensata delle altre.
Fui anche così impudente da ammettere che non avrei trovato scandaloso che uomini e donne amassero persone del loro stesso sesso.
Per concludere: mi inimicai gran parte dei miei compagnetti di classe, perché presi le difese di un bambino Rom che finì temporaneamente nella nostra classe e che erano soliti prendere in giro (gli stronzetti figli di !).
Ero un bambino davvero strano (scontato che ero presuntuoso ed intrattabile già allora...eheheheh...), ma alla fine l'ho spuntata.
Dopo aver dato un calcio alla Religione Monoteista, alla Scuola Istituzionalizzata ed al Sesso da VideopoRker, penso di aver raggiunto un certo equilibrio tersicoreico e surRenale.

Luca Bagatin

NON SBANDIERARE LA TUA (OMO)SESSUALITA'

articolo di Peter Boom


Ancora oggi sento dire ”Non devono sbandierare la loro omosessualità”, affermazione veramente ridicola perché l'omosessualità è una condizione umana perfettamente normale e legale.
L'eterosessualità invece viene spudoratamente sbandierata. I bambini devono già avere la fidanzatina e mi diverte sempre lo sguardo attonito di questi ragazzini dai quali si aspetta con trepidazione il bacetto, un condizionamento da loro certamente non compreso e non sentito.
Nel periodo della pubertà, quando cioè si manifesta lo sviluppo sessuale, iniziano le stringenti raccomandazioni che consigliano il fidanzamento, che poi verrà subito sbandierato ai quattro venti trovando il culmine con una grande festa e gli anelli che dovrebbero legare la femmina al maschio. Seguita il matrimonio con il bacio in bocca simboleggiante il primo atto sessuale allo scopo di procreare e altri anelli come legame indissolubile al quale poi è difficile e poco probabile essere fedeli per sempre.
Le diverse forme della nostra pansessualità devono essere tenute nascoste ed è meglio neanche parlarne. Meglio essere ipocriti e le persone non devono mai ostentare la loro vera “Natura”.
Prendiamo il caso della coraggiosissima poliziotta che si è dichiarata lesbica e che per questo ha dovuto subire un insistente mobbing da parte di alcuni colleghi e l'esplicito invito di non dire la verità, un invito da ripensare soprattutto per chi fa parte delle Forze dell'Ordine delle quali ci si aspetta un “La verità e nient'altro della verità”.
Un poliziotto omosessuale deve poter esternare tranquillamente la propria sessualità. Se gli viene imposto o chiesto di tenerla nascosta potrebbe diventare oggetto di mobbing o peggio di ricatto, molto controproducente per l'attività che svolge. Ricordiamoci inoltre che il mobbing, in questo caso, viene fatto per la maggior parte da persone che sentono il bisogno di dimostrare agli altri di non essere gay, che combattono così la propria componente omosessuale latente, fenomeno che in psicologia si chiama omofobia interiorizzata. Una persona al cento per cento eterosessuale non sente questa esigenza, non gliene può importare di meno.
Nei paesi veramente laici e democratici esistono organizzazioni di tutori dell'ordine omosessuali.
Anni fa già scrissi un articolo “Polizia Pansessuale” (si può trovare sul sito
http://digilander.libero.it/pansexuality ), che allora inviai ai Ministeri dell'Interno, della Difesa, della Finanza ed alle Prefetture. Articolo poi servito per un'interrogazione presentata dall'Onorevole Franco Grillini e sottoscritto da numerosi parlamentari.
L'Italia purtroppo tarda a divenire un paese laico ed ha bisogno di persone oneste e coraggiose come quella poliziotta lesbica.


Peter Boom


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini