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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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21 settembre 2013

Erotismo e pornografia nella cultura e nell'arte



Nell'edizione 2013 di Pordenonelegge si è finalmente sdoganato uno di quei temi giudicati – dai più – alquanto “pruriginoso”, per quanto ormai entrato nel vocabolario e nella comune fruizione, ovvero l'erotismo, la pornografia e tutto ciò che ne consegue.

Abbiamo pertanto avuto occasione di incontrare Luca Beatrice, critico d'arte torinese il quale, con il saggio “SEX. Erotismi nell'arte da Courbet a Youporn”, propone un excursus ricco di aneddoti che, dal 1866 ai giorni nostri, dimostra come l'erotismo e la pornografia siano parte integrante dell'Arte universale.

Nel 1866, come spiega Beatrice, l'artista Gustave Courbet, fu il primo a sdoganare il nudo femminile, con il suo dipinto “L'origine du mond” oggi esposto al Museo d'Orsay di Parigi. Allora, ad ogni modo, Courbet lo dipinse unicamente su commissione di un collezionista turco, che, successivamente lo vendette e finì, nei primi del '900, persino nello studio dello psicanalista Lacan, il quale lo custodì proteggendolo alla vista dei più con un apposito pannello e si dice lo mostrasse unicamente agli amici più intimi.

Ci volle, dunque, almeno un secolo affinché il dipinto di Courbet divenisse patrimonio dell'arte francese e la nudità femminile perdesse quell'aspetto di “oscenità” nel quale era stata relegata.

Che cosa, ad ogni modo, differenzia “L'origine du mond”, che ritrae, in tutta la sua bellezza ed evidenza, un pube femminile, da un'immagine pornografica ? Luca Beatrice lo spiega semplicemente così: il dipinto di Courbet non è sprovvisto di cornice ! E sarà proprio questo che, nel corso del '900, incoraggerà gli artisti di tutto il mondo a sdoganare il sesso nell'arte, a partire da artisti come il celebre Picasso.

Sarà ad ogni modo nel '68 che le donne diventeranno vere e proprie protagoniste dell'arte erotica, non più modelle, ma utilizzatrici loro stesse del proprio corpo in maniera esplicita al punto che negli Anni '70, il film “Gola Profonda” interpretato da Linda Lovelace, darà vita alla vera e propria Body-Art femminista e dunque alla filmografia erotica, pornosoft e successivamente pornografica, prima negli USA e successivamente in Italia, ove saranno censurati film come “Ultimo tango a Parigi” di Bertolucci e “Salò” di Pier Paolo Pasolini, che sarà reso visibile integralmente solo alla metà degli Anni '80.

In Italia Tinto Brass sarà, dopo i suoi western all'italiana, il primo capostipite del cinema pornosoft e, negli Anni '80, fotografi come Robert Mapplethorpe racconteranno aspetti della cultura omosessuale ed omoerotica che, sino ad allora, erano rimasti sconosciuti in quanto “vietati” dalla cultura perbenista.

Veri protagonisti degli Anni '80 in chiave erotica e pornografica – come ricorda anche Luca Beatrice nel suo saggio - saranno ad ogni modo Riccardo Schicchi ed Ilona Staller che inventeranno un nuovo modo di fare pornografia, ovvero la renderanno popolare, facendo cadere il cosiddetto “senso del pudore” allora ancora molto diffuso. Ilona Staller e Moana Pozzi, infatti, saranno le prime pornostar ad andare nei talk show più popolari e a dialogare con il pubblico. Aggiungiamo, anche se Luca Beatrice se ne è purtroppo dimenticato, che Ilona e Moana saranno anche le prime pornostar del mondo a fare politica, candidandosi in prima persona e, aspetto fondamentale, a porre l'erotismo, la sessualità e la libertà sessuale al centro del dibattito socio-politico.

Luca Beatrice inserisce fra gli artisti dell'eros anche Jeff Koons, ex marito di Ilona, il quale negli Anni '90 scandalizzò il pubblico della Biennale di Venezia con l'esposizione di “Made in Heaven”, ovvero foto nel quale era ritratto mentre faceva sesso esplicito con la pornodiva ungherese. Per quanto le foto, ricordiamolo, siano state scattate da quel gran geniaccio che era Riccardo Schicchi, recentemente scomparso nel silenzio più totale di quell'intellighenzia culturale e politica che, proprio per la sua intelligenza trasgressiva, mai lo aveva amato.

Negli Anni '90, come ricorda Beatrice, nascono anche le primi correnti artistiche che fanno del sensazionalismo la loro prima ragione d'essere ed anche qui il sesso è uno dei motori cardine di tale forma d'arte. Dagli Anni '90 all'avvento del web il passo è breve al punto che oggi la pornografia non è più un tabù ed è fruibile da tutti attraverso canali tematici quali ad esempio Youporn.

L'asticella dell'osceno - conclude Luca Beatrice - si è dunque alzata.

Ciò è un bene ? Ciò è un male ? E' un segno dei tempi diremmo noi che, pur ben felici del fatto che siano venuti a cadere molti tabù, riteniamo, a differenza di Luca Beatrice, che la strada sia ancora tutta in salita.

Oggi è facile, molto facile, accedere ai contenuti pornografici, ma da qui ad avere una sana idea della sessualità e dell'affettività ce ne corre. E' molto facile clikkare su un filmato pornografico in rete oppure leggere l'ultimo romanzo di Erika Leonard, più difficile è stimolare la propria fantasia, nel proprio intimo privato, coinvolgendo la o il possibile partner. Avere il coraggio, insomma, di stimolare i propri sensi più profondi che, inevitabilmente, devono coinvolgere due o, eventualmente, più persone in una comunione, appunto, di amorosi sensi.

In questo senso il dipinto di Courbet o le foto artistiche di Ilona Staller, Ursula Davis e Moana Pozzi, ci sembrano stimolare molto più l'immaginario erotico e spirituale, rispetto all'ultimo filmino di Sasha Gray che, all'immaginazione ed al coinvolgimento, lascia francamente ben poco.


Luca Bagatin (nella foto con Ilona Staller, Ursula Davis ed il celebre cagnolino di Riccardo Schicchi, Bijou)



18 settembre 2013

E' online il sito di AMORE E LIBERTA': l'alternativa Risorgimentale all'antipolitica dei partiti


www.amoreeliberta.altervista.org





Pensatoio politico, storico, sentimentale, erotico, spirituale. Un'alternativa alla politica dell'ultimo Ventennio ed alla partitocrazia antirepubblicana dell'ultimo secolo
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Official blog
www.amoreeliberta.blogspot.it



19 luglio 2013

Intervista di Nicola Ricchitelli per "Il Giornale di Puglia" ad Ilona Staller: "SONO UN PERSONAGGIO STORICO, HO SPOSTATO IL CONFINE DEL COMUNE SENSO DEL PUDORE"

Riportiamo, con grande piacere, questa superba intervista del collega Nicola Ricchitelli alla nostra carissima amica Ilona, che ringraziamo per averci citato, anticipando brevemente i nostri prossimi progetti artistici.

L.B.

di Nicola Ricchitelli - Intervista alla politica, attrice e musicista ungerese Ilona Staller, in arte Cicciolina.

D: Ilona, partiamo dalle tue esperienze politiche: nelle ultime amministrative di Roma le cose non sono andate molto bene, qual è il futuro di Ilona Staller nella politica?
R: «Ero molto felice di collaborare con il PLI, ma dopo le pubblicazioni del voto purtroppo non mi ha più chiamato nessuno in quel campo; sono molto delusa, perciò ho deciso di rimandare la tessera del PLI e di abbandonare il partito. Non so ancora cosa farò politicamente nell’immediato futuro per il momento».

D: Il punto più alto della tua militanza politica lo tocchi nel 1987 con l’elezione nel Partito Radicale. Come hai vissuto quegli anni nella 'stanza dei bottoni'?
R: «All’inizio il mio incontro con il Partito Radicale è stato fantastico. La base radicale era gente carina; poi conobbi il grande Marco Pannella e la sua grande libertà di pensiero. Era un leader liberale di un partito 'fondamentalista', in cui realmente rappresentava un problema se qualcuno lanciava o attaccava delle locandine senza l'approvazione del partito. Io predicavo la libertà sessuale e volevo portarla anche in politica. La mia campagna elettorale partì infatti con un affissione di manifesti massiccia su Roma e nel Lazio. I miei slogan erano: “SCHIZZIAMO DI FELICITA” e “ VIVA LA LIBERTA' SESSUALE E VIVA L'AMORE”.  Facevo manifestazioni e performances in discoteca e fui subito denunciata per atti osceni. Mi chiamarono immediatamente alcuni dirigenti del Partito Radicale e mi chiesero: ”Ma cosa stai combinando?”; ed io risposi ingenua: ”Siamo liberi e siamo radicali”... l’avessi mai detto. Durante la campagna elettorale si schierarono contro una gran parte dei radicali, perche molti temevano che io c’e l'avessi fatta veramente, mi invitavano alla moderazione, altri replicavano “bisogna  fermare la STALLER”. Avevo scoperto che diversi radicali avevano 2 facce, mi frenavano ai loro congressi, staccavano i miei manifesti; Pannella si trovava sempre più in difficoltà. Mi mandò una delegazione per consigliarmi di ritirare la mia candidatura, o almeno, in seconda battuta, accettare la rotazione con la mia firma che gli garantiva di togliermi di mezzo se fosse stata eletta al Parlamento. NON FIRMAI. Ormai avevo capito che stavo avendo un enorme successo durante la mia campagna elettorale, un tale e incredibile successo che nemmeno i peggiori radicali sarebbero riusciti ad arrestare. Purtroppo il partito non mi sosteneva, anche se rispettavo le loro regole, compresa quella di passare il 60 percento del mio stipendio di parlamentare al partito».

D: Tutto ebbe inizio nel 1964, a soli 13 anni. Che ricordi conservi delle prime esperienze come modella?
R: «Vorrei tornare indietro nel tempo. Sono nata in una famiglia medio borghese e molto povera. Siamo 4 tra fratelli e sorelle, il più giovane e Laszlo, poi vi sono Attila, Ilona e Valeria. Sono nata il 26 novembre all’alba dopo una lunga notte tempestosa in un ospedale di Budapest. Abitavamo in una casa modesta di 2 stanze piccole in un quartiere povero. Io, per aiutare la mia famiglia, avevo deciso di fare la modella. Ero molto bella a detta degli altri, ma la mia grande passione era il violino, la danza classica e il pattinaggio sul ghiaccio. Ero una bambina vivace e piena di speranza verso il futuro. A 13 anni feci il mio primo nudo artistico come modella. Per me era un fatto naturale, non avevo complessi verso la mia nudità. Quando ero bambina la mia bisnonna, che adoravo, qualche volta mi portava con se' alla stazione per guardare le partenze dei treni, intanto mi accarezzava la mia piccola testa e mi disse: “Sei la bambina più bella e più dolce del mondo”... ero innocente, guardavo con ammirazione la stazione e i suoi treni così imponenti. Erano belli, forti e mi facevano una certa paura, buttavano tanto fumo prima di sparire nei boschi bui. Sempre più spesso fantasticavo e pensavo “un giorno anch'io andrò lontano con quel treno nero, più lontano dei sogni, più lontano dai problemi spinosi della frontiera».


D: Poi, a soli 22 anni, arrivò il tuo primo matrimonio... come maturò quella scelta?
R: «Il mio primo matrimonio è finito in breve tempo. Salvatore era un uomo di 26 anni più grande di me, e, quando chiesi il divorzio, lui mi disse: “Se paghi tu tutte le spese legali allora divorziamo”; trovai un piccolo studio legale a Milano e rapidamente dopo 3 anni di separazione ero di nuovo 'libera'».

D: L’anno 1973 rappresenta un anno fondamentale per la tua carriera poiché incontri il tuo pigmalione, Riccardo Schicchi. Come avvenne il tutto?

Ilona ed il suo primo marito

R: «Conobbi Schicchi a Roma nel 1974, avevo una piccolo superattico in affitto sulla via Cassia. Era una splendida giornata d'estate. Quel pomeriggio ero arrivata all' angolo della strada dove abitavo. Nella mia borsetta c'era il caos più totale, tra rossetti, matite per gli occhi, cercavo le chiavi di casa. Arrivata al cancello d'ingresso, alzai gli occhi e mi trovai davanti un ragazzo buffissimo, in posizione yoga con la testa in giù. Appena mi vide si alzò in piedi, mentre io ridevo di gusto e mi disse ”sono Riccardo e ti cerco da 2 settimane. Ti ho lasciato dei messaggi sulla tua segreteria telefonica e ti vorrei portare a fare un provino per un nuovo film d'arte. Va bene dissi, aspettami qua, faccio un salto a casa a prendere il mio cane Bubu - era una yorkshire - andiamo a fare una passeggiata insieme,e se vuoi ci accompagni. Vidi il suo volto felice. Il comportamento di Riccardo era un pò infantile. In breve tempo diventammo amici. Riccardo non era un tipo qualunque, così come io non ero una ragazza comune. Lui era un bravo fotografo - oltre che uno squattrinato studente di architettura - amavamo la natura, gli animali e le belle fotografie. Facevamo lunghe passeggiate nei boschi, risalivamo i fiumi con dei stivaloni, pescavamo, prendevamo il sole nudi e ammiravamo il tramonto. Mi portava nelle campagne più sperdute e mi scattava migliaia di fotografie. Era instancabile. Mi scattava foto nella natura, al mare, tra girasoli, papaveri rossi, nel fango, nelle tombe etrusche. Aveva molta fantasia, e mi disse sovente “ricordati che la natura è la migliore scenografia, non c’è più bella luce di quella del tramonto e tu sei bellissima e sei un angelo della natura”. Mentre mi scattava le foto, io ballavo in mezzo ai prati con la coroncina di fiori sui miei cappelli lunghi biondi e il mio corpo sinuoso coperto solo da un velo trasparente. Riccardo si innamorò della mia bellezza giovane e infantile, ero una ragazza sognatrice, naif e ingenua».


D: Riccardo Schicchi, quale il tuo ricordo di lui?
R: «Riccardo era malato ormai da anni di diabete giovanile. Sono andata a trovarlo in ospedale tante volte, penso che lui non credeva di morire. Al suo funerale ho portato delle rose e davanti alla sua bara ho fatto una lunga preghiera. Voglio ricordare il tempo che eravamo insieme, il periodo dal 1973 al 1990».

D: Visto che siamo in vena di ricordi, come non ricordare l’indimenticabile Moana Pozzi…
R: «Io e Riccardo avevamo 2 società al 50%. Avevamo una rosa di artisti tra cui Ursula Davis detta Hula Hop,  Barbarella, Moana, Ramba, Petra e altre. Moana era genovese, aveva una gran voglia di diventare popolare. Era una maggiorata ed era affascinata dagli uomini potenti e famosi. Mi ricordo uno spettacolo a Venezia dove abbiamo fatto un doppio spettacolo. Era altissima e sapeva come giostrare il suo pubblico. Il corpo era il riferimento principale della sua vita, la misi al mio fianco durante la mia campagna elettorale e diventò popolarissima con il mio aiuto, la feci partecipare a tutte le mie conferenze stampa, la portai con me portai con me a Parigi, in Grecia, ovunque. Siamo partiti per Los Angeles per girare insieme un film porno, ci siamo divertite a fare shopping  nelle boutique di Madonna dove abbiamo comprato della bellissima biancheria intima. Nel 1991 mi sposai con Jeff Konos e andai a vivere in America, New York. Moana stava già male, al mio ritorno dagli Usa trovai l'ombra di Moana. Era Scheletrica, non aveva la forza di una volta; poi, partita poco dopo per Lione, è morta tra le braccia della madre. Ho tantissimi bei ricordi con lei, la custodisco amorevolmente. Voglio ricordare di lei, come era una volta, la superdonna maggiorata. Ricordo ancora quando Moana vide mio figlio Ludwing e mi disse “sono felice della tua felicità di mamma».



D: Come e perché avvenne la svolta porno?

R: «Avevo girato diversi film, “Cicciolina amore mio” - film erotico - ma era ad un passo dalla pornografia. Realizzai “Telefono rosso”. In quel film ho previsto tutto, perfino la telefonia erotica con 10 anni di anticipo. Quel film fu un vero e proprio record di incassi. Sono passata dai rotocalchi familiari - con la stessa faccia e lo stesso corpo - all’interno di una produzione pornografica. Gli abitanti delle grandi città erano confusi e inibiti davanti alla novità della pornografia. Diverso invece nelle campagne e nelle provincie dove i miei spettacoli riscuotevano enorme successo. Feci un tour per tutta Italia, fra mille paesi fino ad arrivare a Milano - al palazzetto dello sport di fronte a 22 mila persone – dove mi esibì con le mie bellissime canzoni. Facevo volare striscioni con la scritta “sghettizziamo la pornografia”, “viva la rivoluzione sessuale”. Il pubblico cadeva in delirio. A Como, durante un mio show, il tetto di una discoteca insieme alle travi portanti venne giù con tutti i ragazzi appesi. Ci salvarono i pompieri. Io la pornografia la vivevo come un fatto piacevole, tanto sesso con artisti del sesso sempre diversi. Ho lavorato con il mitico attore americano John Holmes e con Amber Lynn E Ginger Lynn. Adesso con Ursula e Luca Bagatin, con Soraya Roselli e con Ludwing Koons stiamo preparando sei sketch tv divertenti. Tre anni fa era uscito il mio bellissimo libro autobiografico dal titolo “PER amore e per forza”; sto cercando  sponsor per fallo diventare un grande film per il cinema e metterò protagonista del mio film nella parte della giovane Cicciolina, la bellissima diciottenne Soraya Roselli».

D: Come è cambiato nel corso degli anni il mondo dell’hard?
R: «Io penso che la pornografia di oggi e' differente da quella di allora. Ormai con internet chiunque può vedere milioni di porno, i tempi sono cambiati. Nelle discoteche le ragazze fanno ormai un nudo integrale e usano oggetti per masturbarsi».

D: Con quali delle tue colleghe hai stretto un buon rapporto nel corso degli anni?
R: «Ho una grande amicizia con la bellissima amica mia Ursula Davis, detta Hula Hop. Ci vediamo spesso e andiamo al mare, pranziamo insieme o andiamo al cinema. Spesso parliamo dei vecchi tempi, di come e cambiato tutto».

D: Hai mai pensato ad un ritorno nel mondo dell’hard?
R: «Non ho mai pensato ad un mio ritorno alla pornografia. Nel mio futuro vedrò di fare questo bellissimo film sulla mia vita e tanta televisione. Nel mio futuro vedo anche la discografia, nuovi cd musicali che inciderò».

D: Cosa c’è nel futuro di Ilona Staller?
R: «Nella sostanza sono un personaggio storico, ho spostato il confine del comune senso del pudore, sono sempre stata una donna trasgressiva ma dolce. Essendo un vero sagittario, sono ottimista verso il mio futuro. Lavorerò di più per il sociale perche io amo la gente e voglio aiutare tutti i bisognosi e bambini. Io sono felicemente single, vivo con mio figlio e la fidanzata Soraya. Abbiamo dei grandi progetti di lavoro per l’immediato futuro».

http://www.giornaledipuglia.com/2013/07/lintervista-di-ilona-staller-cicciolina.html



23 maggio 2013

Una festa per Peter ! FORZA RAGAZZE E RAGAZZI, OLEEEEEE' !!!


Così mi piace ricordare Peter, ovvero in versione "Babbo Natale" presso l'ospedale di Viterbo ove si recava a far visita ai bambini malati

Peter Boom manca da questa terra da due anni.
Ancora non mi sembra vero e non mi sembra vero soprattutto perché oggi più che mai avremmo bisogno di persone come lui.
Militante omosessuale, repubblicano e massone contro il bigottismo, il finto perbenismo, l'ipocrisia e la disonestà morale ed intellettuale.
Peter collaborò con me, a questo blog, per tre anni buoni, veicolando tematiche di libertà e liberazione intellettuale, morale e sessuale. Che sono quegli aspetti che mancano alla politica d'oggi, senza amore, priva di onestà e di moralità.
Né Peter né io siamo stati dei politici, né avremmo voluto diventarlo. Veicolavamo semplicamente tematiche culturali e politiche, con intransigenza, senza compromessi, pubblicando tutto ciò che c'era da dire e facendo tutto ciò che c'era da fare. E molto ce ne sarebbe ancora.
Per Peter e non solo per lui, continueremo a battagliare con la forza del cuore.
Come ricorda il comune amico Francesco Uda (ideatore e curatore del sito web www.peterboom.it e autore dei miei manifesti elettorali, per inciso):

nel Suo testamento Peter scriveva: “… di volere un’allegra sepoltura o cremazione, vietando ogni rito confessionale, in considerazione che la morte sia un ultimo happening, una naturale felice liberazione. ”

E ALLORA!!!!
"UNA FESTA PER PETER"

Il 24 maggio 2013

Una Festa per ricordare l'amico PETER BOOM che il 26 maggio 2011 ci ha lasciato !



CIAO PETER, TI VOGLIO BENE !
articolo di Luca Bagatin del 27 maggio 2011


Ho appreso ora di una triste, tristissima notizia.
Una di quelle notizie che, quando arrivano, non te le aspetti: ti fanno crollare il mondo addosso.
Un mondo di affetti, di sincere amicizie, di collaborazioni culturali indissolubili.
Peter Boom è deceduto ieri sera nella sua casa di Bagnaia.
Rileggendo quest'ultima frase mi sembra ancora impossibile. Mi aveva scritto solo ieri un commento sul mio blog e ci eravamo sentiti al telefono solo qualche giorno prima.
I suoi amici mi hanno detto che, sino a ieri, stava bene. Poi il suo cuore non ha retto.
E' difficile per me scrivere queste righe nelle quali vorrei dire quanto a Peter ho voluto bene. E' stato per me un padre, un amico, un fratello.
E' sempre stato il primo, fra le persone che conosco, ad avere avuto una parola buona per me, specie nei momenti del bisogno.
Anche nei momenti in cui non volevo sentire nessuno, lui, con pazienza, iniziava a chiamarmi a casa o al cellulare sino a che non rispondevo. E, con un sorriso e qualche battuta, riusciva a tirarmi sù il morale.
Mi mancherà, e moltissimo, il suo accento olandese. Mi mancheranno moltissimo i suoi articoli sulle libertà sessuali, sulla pansessualità ed i diritti civili che, settimanalmente, pubblicavo sul mio blog da oltre tre anni. Mi mancheranno i commenti - sempre molto arguti - che quotidianamente lasciava sul mio blog.
Il mio blog, senza la collaborazione di Peter Boom, non sarà più lo stesso.
Mi aveva confidato che in questo periodo, peraltro, stava scrivendo un libro nel quale parlare, senza pregiudizi, della sua Teoria della Pansessualità (che ancora l'empia Wikipedia rifiuta di riconoscergli, nonostante sia accreditata dalla comunità scientifica internazionale) e di cui ci rimane il suo ottimo sito web http://www.pansexuality.it.
La vita di Peter Boom è stata una vita vissuta in pienezza e totale libertà. E' stato investigatore privato, cantante, attore, doppiatore, militante omosessuale.
Solo ieri, ironia della sorte, ero presente alla proiezione, presso Cinemazero a Pordenone, di un documentario che ricordava l'epopea del FUORI !, il primissimo movimento di liberazione omosessuale in Italia. Peter ne fu parte attiva, negli anni '70, al punto da essere anche il primo a realizzare un disco gay con la canzone "Lui ama lui".
Peter ha, recentissimamente, avuto la possibilità di vedere il successo dell'ultimo film di Nanni Moretti - Habemus Papam - che anche lui ha magistralmente interpretato, recitando i panni del Cardinale O'Neil. Vedremo Peter ancora al cinema ad ogni modo e fra non molto, con "Appartamento ad Atene" di Ruggero Dipaola e di cui vi parlerò quanto prima.
E' stato per me un onore essere il primo a venire a conoscenza delle sue nuove collaborazioni cinematografiche, che hanno rinverdito la sua cinquantennale carriera nel cosiddetto Mondo dello Spettacolo.
Vorrei dire molte cose e, questo, non sarà l'ultimo articolo che dedicherò a Peter.
E' stata una fra le poche persone importanti che hanno riempito ed influenzato la mia vita.
Ciao Peter, ti voglio bene.

Luca Bagatin




1 maggio 2013

Ilona icona della politica liberale e libertaria

Sono davvero lietissimo ed onorato di collaborare, ormai da diversi mesi, con L'On. Ilona Staller in arte Cicciolina.
Lo sono - fra le altre cose - perché, come scrissi in un mio articolo di parecchi anni fa, senza di lei - eletta nelle liste radicali nel 1987 - molto probabilmente non mi sarei mai avvicinato alla politica.
Allora avevo 8 anni e di politica, come è ovvio, non capivo molto. Però, fra tutti quei grigi pelatoni occhialuti e cravattoni, in televisione e sui giornali spiccava una figura angelicata, una donna bellissima e mozzafiato, vestita di bianco, con una coroncina di fiori sulla testa ed un sorriso smagliante sulle labbra. Una donna che già allora mi fece sperare.
Mi fece sperare in un presente ed in un futuro colorato, per noi bambini degli Anni '80.
Così come mi faceva sperare ed entusiasmare quel capellone di Pannella, che conobbi poi personalmente nel 1999, in occasione della fondazione della Lista Emma Bonino. E così come mi entusiasmò la figura del Generale Giuseppe Garibaldi e dell'Apostolo Mazzini, allorquando studiai il Risorgimento a scuola. Eroi senza macchia e sanza paura, contrpposti alla corruzione del Potere (austriaco, francese, pontificio, borbonico).
Fu così che, giovanissimo, nemmeno maggiorenne, finii quindi per frequentare e militare nell'area laica e libertaria. Sempre pensando con la mia testa, proponendo ed attuando progetti il più possibile controcorrente, discostandomi molto spesso dalle grige "linee di partito", che ho sempre contrastato in quanto negatrici della libertà di pensiero e di azione.
Chi l'avrebbe mai detto che, anni dopo, ovvero nel 2012, avrei conosciuto e iniziato nuovamente a fare politica, ma questa volta a fianco di Ilona, mia icona politica da quasi trent'anni a questa parte.
Ilona è praticamente sulla mia stessa lunghezza d'onda. Non solo la pensiamo allo stesso modo su tutto, ma abbiamo il medesimo modo di operare, ovvero trasgredendo le regole, specie se imposte dall'alto. Odiamo entrambi l'ipocrisia, il bigottismo dei cretini e degli ignoranti. La violenza politica e comune. Il comune senso del pudore, perché non c'è nulla di più bello di un corpo nudo, a testimoniare la Verità. Non c'è nulla di più bello di un amplesso di due amanti da contrapporre ai falsi pudori dei cravattoni pariolini e delle beghine caZZoliche.
Ilona è un'icona. E' l'icona dell'Amore e dell'Eros contrapposta alla stupidità, al malaffare, alla corruzione delle menti e dei corpi. E' il simbolo della lotta per le libertà civili, individuali, per il trionfo della natura e dell'animalismo.
Pensiamo solo che, assieme a Riccardo Schicchi, Ilona, nel 1979, fondò la Lista del Sole, ovvero la prima lista ambientalista in Italia, molto prima dei rissosissimi ed integralisti Verdi di oggi che, una volta conquistato il Potere - con Prodi - se lo sono tenuto fottendosene del resto (non a caso li abbandonai nel 2000).
Pensiamo poi che Ilona rappresentò l'aletrnativa nonviolenta e libertaria alla politica, quando Beppe Grillo ancora faceva il comico di regime nella Rai Tv lottizzata dai partiti.
Ilona e la sua ingenuità smaliziata, simbolo della donna ferita e sfruttata in un mondo di lupi. Ilona che ha rifiutato di accodarsi alla televisione trash degli Anni '90 e '00. Che ha preferito dedicarsi a suo figlio Ludwig e dedicare sé stessa alla costruzione una nuova immagine.
Da pornodiva internazionale a donna per l'emancipazione sociale ed individuale.
Oggi, assieme a me che ho ideato la sua candidatura nelle liste Liberali, siamo candidati al consiglio comunale di Roma nel Partito Liberale Italiano ed è un vero peccato che assieme a noi non ci siano anche i Radicali, i Repubblicani ed i Socialisti Libertari. Ed è un peccato anche che non sia lei il candidato Sindaco, perché allora sì che sarebbe stato un successone.
Ilona-icona della politica liberale, incarna essa stessa il Partito Liberale, così come icarna il Partito Radicale ed il Partito Repubblicano e Socialista. E lo fa molto meglio di molti altri, novella eroina in un'Italia in rovina, senza più ideali né radici. Ove i partiti storici sono defunti, implosi su sé stessi, incapaci di interpretare il cambiamento.
Con Ilona sento che possiamo rilanciare le battaglie che ho combattuto in questi anni con l'amico fraterno Peter Boom, purtroppo recentemente scomparso. Battaglie per i diritti dei disabili, per un ambiente più pulito, per la costituzione dei Parchi dell'Amore, per la lotta alle ruberie, per l'educazione sessuale nelle scuole, per l'abolizione dell'ora di religione, per una Roma ed un'Italia civile, colorata, liberata dalle sovrastrutture pseudo-religiose.

Ilona-icona, così come lo fu Moana Pozzi nel 1993 con il Partito dell'Amore e come lo è stato il caro amico Peter, per tutti gli anni '60-'70-'80-'90-'2000.
Forza ragazze e ragazzi !!!! OLEEEEEEEE !!!!!

Luca Bagatin



15 febbraio 2013

Il testamento massonico di Peter Boom. All'insegna della pace e dell'amore universali.



Peter Boom, carissimo amico fraterno purtroppo scomparso, nonché collaboratore di questo blog, già attivista per i diritti civili degli omosessuali ed in favore delle libertà sessuali in genere, attore olandese, scrittore, cantante, artista poliedrico e ideatore della Teoria della Pansessualità, oltre a tutto ciò, era anche un Iniziato alla Massoneria.
Lui stesso non ne faceva mistero, anche se non lo sbandierava. Era un "massone in sonno" da diversi anni, quando lo conobbi io, ma mi raccontò della sua iniziazione - negli Anni '50 - in una Loggia olandese e, successivamente della sua affiliazione, una volta giunto in Italia, al Grande Oriente d'Italia e della sua amicizia con l'eminente dignitario del GOI Elvio Sciubba.
Peter era prima di tutto un libero pensatore e la sua idea di Massoneria era essenzialmente pratica. I suoi ideali di fratellanza universale ed amore incondizionato, mal gli facevano comprendere e sopportare le varie divisioni interne ed esterne all'Istituzione, per cui aveva, da anni, scelto la strada dell'attivismo libertario.
Peter, la cui presenza mi manca davvero molto, mi aveva affidato questo suo "testamento massonico", pronunciato in Loggia quando ancora il mondo viveva in piena Guerra Fredda.
E' stato per me un piacere trascriverlo e trasmetterlo, qui, di seguito, integralmente, sia in forma cartacea che scritta (l'italiano è un po' incerto, a causa del fatto che - quando Peter lo scrisse - era da poco giunto del nostro Paese).

L.B.






Quando sono entrato per la prima volta bendato nel tempio per l'iniziazione, sono stato in grado di lasciarmi guidare con molta fiducia dal Maestro esperto, specialmente perché sapevo di essere cieco; come siamo ciechi tutti perché non sappiamo finora vedere completamente la via di portare le responsabilità dateci dal Grande Architetto.
Poi perché avevo simbolicamente lasciato dietro di me i metalli (oro, argento, danaro ecc...), che spesso fanno deboli gli uomini.
*************** cioè "conosci te stesso" c'era scritto sul tempio di Apollo a Delfi, ed è la massima che Socrate fece propria.
Anche noi dobbiamo sempre tener presente che siamo deboli ed aperti a tante influenze, buone e cattive, che non sappiamo ancora ben conoscere.
Perché un nostro grandissimo Maestro, Gesù Cristo, scacciò fuori dal tempio con la frusta quelli che facevano affari là dentro e cambiavano moneta ?
Perché sapeva bene cosa è il denaro e come dannosamente influisce su noi esseri umani.
Egli desiderava vedere nel tempio un'atmosfera di purezza umana senza nulla che potesse richiamare alla mente la corruzione.
A che cosa servirebbero nei templi i simboli significativi e le profonde parole che ci indirizzano sempre di nuovo verso un buon lavoro e verso nobili pensieri ? Questi simboli che influenzano l'uomo più spesso attraverso l'inconscio sono stati usati anche purtroppo, da tante forze religiose per soggiogare intere popolazioni, invece di far uso di questo simbolismo misterico per allargare la mente umana e indirizzarla verso il bene.
Hanno creato così fra l'altro con un regime di paura ed assolutismo un falso cristianesimo il più delle volte per il proprio interesse; non avendo compreso che il proprio interesse dev'essere allargato tanto da abbracciare l'interesse comune, l'interesse di tutti.
L'egoismo dev'essere sviluppato tanto da diventare egosimo comune; io come uomo voglio star bene, ma so di non star bene se tutti non stanno bene, per la semplice ragione che possono scoppiare dei conflitti come per esempio: guerre, scioperi, rivolte, scandali, liti ecc. ecc.
Questa è socialità nata da una visione più larga del proprio interesse, ecco perché "Conosci te stesso".
Se conoscessimo noi stessi sapremo come praticare la vita, potremo anche portare le nostre responsabilità. Non è forse un'onta per l'umanità che non sia possibile nemmeno porre termine alle guerre ?
I popoli si dividono per motivi irrazionali di nazionalismo, fanaticamente inteso, e si lasciano entusiasmare per una guerra in pochi giorni dalla propaganda.
Nemmeno noi Massoni di tutto il mondo siamo stati capaci di riunirci veramente e viviamo ancora divisi dentro la nostra organizzazione stessa. Perché non ci sappiamo riunire sotto gli auspici del Grande Architetto dell'Universo con quel senso di religiosità cosmica (come lo chiamava Einstein) ? La quale è quel profondo meravigliarci della vita e delle cose, e che renderci conto che noi siamo qui in mezzo all'Universo semplicemente per vivere, e per imparare a vivere bene, senza gettare la colpa delle nostre sfortune su qualche povero Dio per sbrigarci così delle nostre responsabilità.
Non per niente un uomo come Einstein, che fu un essere umano molto libero di pensiero, ha potuto scoprire la "relatività".
Perché per concepire l'idea della relatività bisogna essere dei veri liberi pensatori, se no è facile che ci si perda nel vuoto e che non si sappia più dov'è il posto dell'uomo e perché si vive.
Negli ultimi anni grandi uomini fra i quali, appunto, Einstein, e poi Gandhi, Russell ed altri, hanno lottato per la pace in tutto il mondo, ma i governi restavano sordi.
Si diceva: sì ! è buono questo tentativo, ma cosa può fare un solo uomo, o che cosa può fare un solo governo ?
E' così che non si è potuto fare completamente nulla, e stiamo tutti qui come bambini senza far niente.
Ci si domanda talvolta: perché vivere ancora a questo mondo se non si può cambiare nulla ?
Per quale motivo facciamo ancora quel poco lavoro che facciamo, sapendo che andando avanti così esso non ha più alcuna importanza ? Ma noi non vogliamo continuare così.
E proprio adesso è il tempo di cominciare a cambiare le cose, e di riunirci tutti per aprire quella porta chiusa, che noi stessi teniamo serrata.
Noi uomini di buona volontà di tutto il mondo abbiamo in mano la chiave di quella porta che ci apre la via della pace.
Ma, abbiamo detto, che cosa può fare un solo uomo, un solo governo, una sola metà libera del mondo ?
A guardare bene, ciascun uomo può fare molto nel proprio ambiente, dando un buon esempio nella pratica della vita (morale etc.) e portando un po' di luce nelle menti più ristrette, che sanno pensare soltanto in termini di nazionalismo fanatico ed intollerantamente.
Ciascun governo può fare molto associandosi in alleanze o, meglio, in federazioni con altri governi, scambiando liberamente punti di vista con altri Paesi e lottando contro il ristretto sentimento nazionale e contro i monopoli, dannosi per la libertà dei popoli.
Una sola metà del mondo potrebbe fare tutto, se lavorasse positivamente e onestamente all'evoluzione progressiva; perché credo che l'altra metà a poco a poco si libererebbe e seguirebbe vedendo il lavoro positivo e le buone conseguenze di una tale attività.
Tutto questo è nel nostro stesso interesse !
In ciò secondo me noi Massoni abbiamo un compiato da svolgere: aprire le porte dei pregiudizi ristretti e locali, che ci hanno tenuto finora nella terribile schiavitù delle guerre, delle miserie e delle paure non necessarie, e affratellare le nazioni con la progressiva abolizione delle frontiere e l'istituzione di governi comuni, per realizzare questo ideale di quasi tutta l'umanità: la pace.


Peter Boom


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