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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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5 maggio 2015

Che l'Italicum sarebbe stato un Italicus e che la Ministra Giannini era una macellaia ve lo dicemmo già in tempi non sospetti...



Che l'Italicum -  la nuova legge elettorale incostituzionale che questo povero Paese si appresta ad introdurre - sarebbe stato un Italicus, ovvero l'ennesima legge stragista di democrazia, con i suoi sbarramenti ed i suoi capilista bloccati, ve lo dicemmo già un anno fa in un articolo che potete leggere (o rileggere) a questo link:

http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/2014/03/13/quando_la_politica_fa_strage_d.html

Che la Ministra dell'Istruzione Stefania Giannini era una macellaia...sociale ve lo facemmo notare in un articolo apparso anche sul quotidiano nazionale "L'Opinione" alla metà di settembre 2014 e che potete trovare a questo link:

http://www.opinione.it/politica/2014/09/17/bagatin_politica-17-09.aspx

Che dire dunque ?
Che ci auguriamo presto un nuovo 25 Aprile che ci liberi da questo Nuovo Fascismo strisciante tanto nel nostro Paese quanto nel resto dell'Europa merkeliana, draghiana e affamatrice di Popoli !



22 febbraio 2014

Il partito democratico lo proposi quandi avevo vent'anni. Ed era cosa ben diversa rispetto all'autoritarismo cattocomunista e renzusconiano

Avevo vent'anni quando proposi, ben prima di qualcun altro, l'idea di un Partito Democratico (che era cosa ben diversa dall'accozzaglia cattocom).
Era l'estate del 1999 e Renzi, allora, faceva il segretario provinciale dei democristiani fiorentini e si godeva i dané vinti alla Ruota della Fortuna.
Sic !
Qui sotto - a presente e futura memoria - l'articolo tratto dal Messaggero Veneto di Pordenone del 21 agosto 1999, che parla della mia proposta:




17 febbraio 2014

Aforismi bagatiniani sulla contemporaneità dell'inesistenza (ma con un occhio di riguardo al fascino di Maria Elena Boschi): by Luca Bagatin



L'unica cosa buona di Matteo Renzi è il fascino di Maria Elena Boschi

Per fortuna disconosco l'utilità degli iphone e dei socialnetwork

Sono per la qualità della vita, non certo per la quantità

La mia donna ideale è certemente una donna del passato

All'innovazione e alla crescita preferisco di gran lunga la stagionatura e la decrescita

Bisogna dare escremento all'economia !

Gay è O.K. Putin è K.O.

Si scrive "magnati" (della finanza, dell'economia, dell'editoria ecc...), ma si legge "magnaccia"




21 febbraio 2013

Elezioni del 24 e 25 febbraio 2013: l'appello all'EX VOTO di www.lucabagatin.ilcannocchiale.it (sposando così l'appello del Partito dell'Amore)


L'immagine è tratta dal sito (amico) del Partito dell'Amore

Mancano pochi giorni, ore, minuti, all'esercizio mediatico e mediocre di massa: il voto elettorale.
Un esercizio a proposito del quale, il celebre scrittore ed umorista ottocentesco Mark Twain, affermava: "Se le elezioni cambiassero qualcosa non ce le lascerebbero fare".
Ecco, beh, diciamo che noi alle elezioni, in tempi non sospetti, credevamo. Credevamo e militavamo e, per molti versi, militiamo anche oggi.
Ma non ci stracciamo più le vesti per nessuno.
La vicenda che ha visto coinvolto Oscar Giannino è triste, ma lo è ancor più a causa del "fuoco amico tafazziano" presente in FARE per Fermare il Declino.
A proposito di questo, proprio ieri, scrivemmo un'email indirizzata alla Segreteria nazionale del movimento stesso, ad Oscar Giannino ed alla Segreteria di FARE del Friuli.
Riportiamo, qui di seguito, il testo:

Buongiorno a tutti,

relativamente alla decisione presa dal candidato Premier di FARE, Oscar Giannino, mi sento di esprimere, brevemente, quanto segue.
La vicenda è spiacevole, in sé, ma non tanto per quel "master" che è sfuggito a Giannino nell'intervista che ben tutti conosciamo ed abbiamo ascoltato. Quanto per l'uscita del prof. Zingales, il quale, a pochi giorni dal voto, poteva risparmiarsela, onde evitare di danneggiare non tanto o solo Giannino, quanto piuttosto l'intero movimento FARE ed i suoi militanti.
Questa storia del "master", in sé, diciamocela, non è poi così grave. Possiamo intenderla come una parola sfuggita a Giannino ? Oppure come un lapsus ? Oppure come una innocente menzogna ?
Ci sta tutto, ma, per favore, non prendiamola così sul serio perché ciò significa e significherebbe vanificare il lavoro svolto da luglio ad oggi, oltre che dai fondatori del movimento, anche dei militanti di FARE sparsi per l'Italia.
Ora, posso esprimere solo la mia opinione personale, in qualità di collaboratore di testate giornalistiche, osservatore, studioso, scrittore, blogger e simpatizzante di FARE (oltre che militante per qualche giorno): se Oscar Giannino rinuncerà al suo seggio, non ha alcun senso votare.
E non ha senso andare a votare, perché significherebbe dare ragione ai Tafazzi che, a pochi giorni dal voto, hanno danneggiato FARE. E significherebbe peraltro e pergiunta avvalorare questo sistema corrotto e partitocratico.
In questo senso: O GIANNINO IN PARLAMENTO O NIENTE.
Con viva cordialità,

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it


Per completezza, riportiamo anche la pur laconica risposta:

Salve,

grazie per il sostegno morale.
Se voi elettori ce ne darete la possibilità faremo del nostro meglio per portare a buon fine Il nostro programma.

Le auguro buona giornata.

Team Fermare il declino

Ora, al di là delle cose che dice o millanta dadaisticamente Oscar Giannino, la mia personale stima nei suoi confronti non viene né verrà meno.
In un mondo ed in un'Italia marcia - anche nel privato di ciascuno, oltre che nel pubblico (aspetto che non va affatto sottovalutato, tutt'altro) - e dunque in una politica che segue il suo putrido corso, queste facezie gianniniane, fanno quantomeno sorridere.
Oscar Giannino è e rimane persona competente in campo economico e sociale, anche da autodidatta (in effetti personalmente non avevo mai sentito di titoli a lui attribuiti o auto-attribuiti). Autodidatta come chi scrive, peraltro, aspetto rivendicato con orgoglio in un Paese ove tutti hanno la laurea ma nessuno conosce né la Storia, né la politica e/o altri aspetti dello scibile umano.
Detto ciò, è notizia di ieri, Giannino ha dichiarato che, se eletto, rinuncierà al seggio parlamentare.
Ha fatto bene ? Ha fatto male ? Non sta a me dirlo e/o giudicare tale decisione.
La decisione di questo blog è, di conseguenza, EX VOTO, in accordo - peraltro -  con l'invito del Partito dell'Amore, guidato dall'amico Mauro Biuzzi, che intervistammo solo quache giorno fa.
EX VOTO, ovvero obiezione di coscienza al voto, in quanto, se proprio dovevamo votare, lo avremmo fatto per mandare Oscar Giannino - e non altri, magari cravattoni - in Parlamento. Di cravattoni non abbiamo bisogno. Di lucidi folli di cultura pannunziana e pazzi melanconici - per citare Gaetano Salvemini - sì, invece.

EX VOTO dunque perché:

Ci rifiutamo di avvalorare questo sistema partitocratico ed autoreferenziale, delle leggi elettorali incostitizuonali, con sbarramenti, con liste elettorali bloccate.

Ci rifiutiamo di avvalorare una politica-spettacolo mediatica e mediocre, che ha fatto strage dei valori repubblicani e risorgimentali sui quali fu fondata la Repubblica Romana del 1849 (e non già la Repubblica Partitocratica e Cattocomunista del 1948, nella quale non ci riconosciamo).

Ci rifiutiamo di prendere parte all'indecoroso spettacolo eversivo che danno, da oltre un anno, Berlusconi-Bersani-Monti, con l'avallo dei media, tutti pronti a dare la parola a loro e solo a loro, in primis.

Ci rifiutiamo di dare l'avallo a chi ha mal governato l'Italia negli ultimi vent'anni, dando vita al Partito Unico Pd-PdL, oggi con il concorso montian-casinista.

Auspichiamo una Repubblica fondata su valori di Democrazia Laica, Libertarismo, Liberalsocialismo, Liberalismo, Amore Universale e senza distinzioni.

Auspichiamo un sistema elettorale coerente, con il ritorno delle preferenze: o maggioritario purissimo, ove il primo partito governa, senza compromessi, oppure proporzionale purissimo, senza sbarramenti.

Auspichiamo l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, con funzioni di governo ed al di fuori del sistema dei partiti.

Auspichiamo la liberazione del mercato del lavoro (senza oppressioni stataliste-classiste-bancarie), che è diretta emanazione delle lotte di liberazione sessuale e sociale degli Anni '60 e '70, delle Generazioni Beatnik, Hippie e Cyberpunk, pur nelle loro diversità e peculiarità.

Auspichiamo la liberazione civile del nostro Paese: una legge per legalizzare droghe e non droghe; introduca il matrimonio omosessuale; introduca il diritto all'eutanasia ed al suicidio assistito, in pieno accordo con il rispetto della volontà della singola persona umana.

Auspichiamo tutto ciò e, forse, molto altro.
In tutto ciò, chi scrive, ha proposto la sua candidatura come consigliere comunale al Partito Liberale Italiano, come indipendente, per le elezioni amministrative di Roma del 26 e 27 maggio. Con quattro punti concreti e senza fronzoli: recupero del verde pubblico; riduzione della spesa pubblica improduttiva; costituzione dei Parchi dell'Amore; lotta alla corruzione ad ogni livello.
Crediamo ancora nel valore civico, in particolare in aree metropolitane come quella di Roma, ove peraltro fu costituita la già citata Repubblica Romana, il 9 febbraio 1849.
Non crediamo più nei partiti - in particolare quelli storici riteniamo debbano diventare delle Fondazioni culturali - ma a livello locale, piccole realtà ideali, possono ancora emergere dalla cloaca dell'indistinzione mediatica.

Detto ciò, buon EX VOTO a tutti.

Luca Bagatin


Tratto da www.partitodellamore.it/attivita/index.html#interviste
- 21 febbraio - s. Eleonora
La nostra campagna dell'Ex Voto.


  Il blogger Luca Bagatin, dopo l’incidente di percorso di Oscar Giannino che lo priva di un riferimento parlamentare, ha deciso di sostenere la ns campagna Ex Voto da un punto di vista certamente repubblicano e che, come tale, non possiamo che apprezzare.
   Ha addirittura pubblicato il ns quadro programmatico qui a sinistra.
  
   Anche lui festeggia con Moana, con il PdA e con gli italiani che non vogliono più dare a nessuno la propria delega in bianco, una scommessa che abbiamo già vinto!




8 febbraio 2013

Lo spirito della Repubblica Romana e FARE per Fermare il Declino



Appare scontato, anche se non dovrebbe esserlo.
Che cosa appare scontato ?
Che nessuno, o quasi, sappia che cosa sia accaduto il 9 febbraio del 1849. Che questa data passi, da sempre, sotto il più totale silenzio. Che nessuno dica che il 9 febbraio 1849, per la prima volta nella Storia d'Italia, entrò in vigore una Costituzione civile, democratica e liberale, molto più liberale dell'attuale Costituzione della Repubblica dei partiti e dei loro lacchè, fondata nel 1948.
Il 9 febbraio 1849 fu proclamata, a Roma, la Repubblica Romana. Voluta da Giuseppe Mazzini e da Giuseppe Garibaldi, fondata su principi di laicità, libertà e moralità.
Principi che l'Italia post-risorgimentale, fascista e postfascista (e mai autenticamente antifascista) ha del tutto dimenticato e disconosciuto.
Oggi negli Stati Uniti d'America, in Inghilterra ed in Francia si parla di matrimonio omosessuale, così come ieri si parlava di eutanasia e di suicidio assistito; di ricerca scientifica; di opportunità di lavoro per i giovani cervelli e si garantiva ciò. Ciò che il nostro Paese incivile, partitocratico, socialista in favore dei più forti e fascista nei confronti dei più deboli, non ha mai nemmeno voluto sentir nominare.
Da noi Mario Monti incassa l'appoggio del Vaticano che, a sua volta, trova la sua sponda nel Pd di Bersani e nel PdL di Berlusconi. Ovviamente, in tutto ciò, nessuno ricorda quei giovani combattenti della Repubblica Romana, i quali si batterono contro il Vaticano (e non già contro il cristianesimo o contro il cattolicesimo, tutt'altro !) per garantire che la libertà dei singoli fosse a garanzia della libertà di tutto il popolo.
"Dio e Popolo", non a caso, era il motto di Giuseppe Mazzini. Un Dio al di sopra dei dogmi papali ed al di sopra delle beghe del Potere di ieri e di oggi.
La Repubblica Romana, pur nella sua breve esistenza, dimostrò come con la forza del popolo sovrano, civile e democratico, possano nascere leggi giuste. Ovvero l'esatto opposto di quanto accaduto con l'avvento degli autocrati e dei partitocrati senza principi.
Oggi noi ricordiamo la Repubblica Romana del 9 febbraio 1849, ma pensiamo al 24 febbraio 2013, ove nessuno più parla di diritti civili e di garanzie democratiche.
Pensiamo che varrebbe la pena disertare le urne, se non fosse che almeno una personalità, fra le tante mezze calze, ancora a quei principi crede e con quei principi si è sempre presentata. Stiamo parlando di Oscar Giannino, liberale e repubblicano della prima ora che non a caso ha voluto mettere in piedi un'operazione de-ideologizzata per FARE per fermare il declino del Paese. Ovvero non per "chiacchierare a tarallucci e vino", magari spartendosi e lottizzandosi le poltrone e/o i sottogoverni.
Ecco quindi che il ricordo della Repubblica Romana potrebbe tornare vivo ed attivo proprio grazie a Giannino ed a FARE per Fermare il Declino, ed in questo senso è necessario che ci si attivi. Che ci si attivi contro l'imperversare dei Bersani-Berlusconi-Monti, il cui ritorno è terribilmente di nuovo dietro l'angolo. Ed il Paese, che ha già purtroppo conosciuto i Pio IX, i Mussolini, i Togliatti, i Fanfani, i Berlinguer, gli Andreotti ed i De Mita, non può davvero più permetterselo.

Luca Bagatin



21 febbraio 2011

"Intervista esclusiva all'attrice, conduttrice ed autrice televisiva Metis Di Meo": di Luca Bagatin



Di Metis Di Meo non ci occupavamo, purtroppo, da qualche anno e, da allora, come purtuttavia avevamo previsto, di strada ne ha fatta parecchia. Quel che più conta, ad ogni modo, è che ne abbia fatta unicamente con le sue gambe !
L'avevamo previsto già due anni fa, allorquando scrivemmo che questa giovane ex attrice di fotoromanzi, aspirante ballerina a Ballando con le Stelle e aspirante giornalista, bucava il video.
E lo faceva non certo e non solo per la sua naturale bellezza, quanto piuttosto per la sua innata simpatia. Innata simpatia rara nelle giovani ragazze di oggi: aspiranti a tutto ed al contrario di tutto, senza nè arte nè parte, ma con il solo obiettivo di arrivare. Arrivare dove ? Non certo a bucare il video, a dire qualche cosa di intelligente o di raffinato, a divertire con intelligente ironia, ma di avere una vita agiata e comoda: possibilmente senza lavorare, mantenute dal riccastro di turno.
Metis, anche quando ballava sul palco del reality di Milly Carlucci, era goffa e rigida: aveva purtuttavia la capacità di ironizzare e di prendersi in giro. Non pretendeva di essere brava, anzi. Pretendeva di essere sè stessa, di divertire e di divertirsi.
Metis ha poi un grandissimo pregio - rarissimo nel mondo dello spettacolo d'oggi - ovvero non avere "scheletri nell'armadio", scandali a sfondo amoroso o gossip di rilievo.
Metis è solo Metis: cerbiattesca, un po' burlesque, un po' Jessica Rabbit. E poi è profondamente umile.
E' partita dalla gavetta, dai fotoromanzi, dalle piccole parti nelle fiction, senza mai tramutarsi in una preudo-opinionista "prezzemolina" dei programmi tivù d'oggi, il cui livello contenutistico è sotto le scarpe.
Oggi Metis è diventata conduttrice ed autrice televisiva, ma, lasciamo che sia lei a raccontarci i nuovi programmi che la vedranno protagonista, per mezzo di questa amichevole intervista che mi ha rilasciato in esclusiva assoluta.



Luca Bagatin: Parlaci innanzitutto di questo nuovo programma: “Social King”.

Metis Di Meo
: Social King è il primo e unico campionato a squadre del social web.
A presenarlo siamomo io e Livio Beshir, volto di Rai 2 da un paio d'anni.
E' prodotto da Rai Ragazzi ed andrà in diretta ogni sabato e domenica, a partire dal 12 febbraio, dalle 9 alle 10 su Rai 2.
In ogni puntata del programma due squadre, composte da rappresentanti delle più attive community di Facebook e dei social network italiani, nonché dai migliori nuovi talenti emersi su YouTube e in streaming, si sfideranno in quiz e prove di abilità. Il pubblico da casa - o connesso via Internet mobile - influirà in maniera determinante sul risultato, votando in tempo reale i concorrenti e stabilendo così un’innovativa classifica di popolarità “virtuale”.
L’obiettivo finale di ogni puntata sarà quello di eleggere il Re dei Social Network. Il miglior giocatore all’interno della squadra vincente verrà infatti incoronato Social King. Ma la corona è rimessa in palio sin dal giorno seguente, perché attraverso la presenza web del programma il pubblico continuerà tutta la settimana, ventiquattro ore su ventiquattro, ad interagire e spostare gli equilibri del campionato.
La mission di Social King è realizzare infotainment di alto profilo, divertendo, presentando in anteprima i video più amati su internet e al tempo stesso informando gli abbonati sui nuovi media e la cultura digitale.
Con una fortissima presenza sui social network, Facebook, Twitter e i blog, Social King intende avvicinare la Rai al cuore pulsante dell’Internet italiano, offrendo agli spettatori un livello di interattività senza eguali.


Luca Bagatin: Parlaci della tua collaborazione autoriale a quel nuovo programma Rai di cui mi accennasti in privato.

Metis Di Meo: Sto regitrando un programma per Rai 1, che andrà in onda nella prossima stagione. Mi occupo della conduzione e della parte autoriale e creativa, infatti. Si chiamerà “Un giorno in divisa”.
Il programma televisivo racconta il lavoro e la vita quotidiana degli uomini appartenenti alle forze dell’ordine e armate italiane.
Faremo conoscere al grande pubblico non solo la loro professione, ma anche il privato.
Troveremo le risposte alle tante curiosità dei cittadini e spettatori. Incontreremo inoltre questi uomini nelle medesime località dove sono state girate le fiction televisive più famose, come il Maresciallo Rocca, il Commissario Montalbano, il Capitano, Gente di Mare, Don Matteo, la Squadra ecc…. Entreremo anche nelle accademie e nelle scuole militari per scoprire i luoghi dove questi uomini e donne vengono formati.
L’obiettivo sarà quello di scoprire il vissuto dei nostri uomini in divisa, di conoscere le gioie e le preoccupazioni di coloro che sacrificano parte della loro vita per difendere il bene comune
La regia del programma è di Gincarlo Nicotra, uno dei piu' grandi registi televisivi di sempre.


Luca Bagatin: Hai poi una parte nel recentissimo film “Femmine contro Maschi”, se non erro...


Metis Di Meo: Sì, infatti !  “Femmine contro Maschi” è il sequel di “Maschi contro Femmine”, di Fausto Brizzi.
Brillanti commedie di successo dal cast spettacolare e dagli intrecci intraprendenti e comici: Bisio, Brilli, Solfrizzi, Litizzetto, Ficarra e Picone, Cortellesi, Preziosi, Vaporidis, Signoris, De Luigi..insomma una strepitosa partecipazione di tutta la comicità italiana che si diverte in questa guerra dei sessi con storie entusiasmanti e veritiere.
Nella doppia pellicola io interpreto il ruolo di Tatiana, una ragazza simpatica e svampita, soprannominata La bella addormentata nel bosco da Nancy Brilli, ex moglie di Bisio, della quale Tatiana è assistente nel suo studio di chirurgia. A dire il vero, come si vedrà nel film, Tatiana pensa a tutto per lui. La ritroviamo ad organizzare le loro finte vacanze, ma anche ad uscire con Preziosi e mettere zizzania tra lui e la Cortellesi e ad attrarre i due amici di sempre: Chiara Francini e Nicolas Vaporidis, che tendono ad innamorarsi della stessa donna.


Luca Bagatin: Come se tutto ciò non bastasse, sei impegnata anche in un altro programma su Sky...

Metis Di Meo: Sì, conduco con Pino Galliano “Wine Bar”. Un rality culturale dove a tavola il vino è un buon compagno per dialogare di cultura, arte e tanto altro, incontrando a cena, in ogni puntata, persone nuove ed interessanti di particolare spessore legate alle tematiche scelte di volta in volta in giro per l'Italia, nei migliori ristoranti e nelle piu' note aziende della penisola. Va in onda su 53 emittenti Digitali, più canali tematici Sky, 941, 932 web tv e circuiti statali e privati.


Luca Bagatin
: Di strada, dai fotoromanzi della "Lancio" a "Ballando con le Stelle", si direbbe che tu ne abbia fatta parecchia. Ci sveli il tuo segreto ?


Metis Di Meo: Impegno, preparazione e determinazione. Lavoro in continuazione con il massimo dell'energia, lavoro su me stessa, sul procacciarmi il lavoro, sul creare dei progetti, sul conoscere persone con le quali costruire qulacosa insieme. Sono quasi petulante nel seguire le mie utopie. Mi impegno contemporanemanete su dieci progetti nei quali so che ne andrà in porto non più di uno, che di solito non è quello a cui tengo di più. Investire a tutto tondo vuol dire anche seminare e ricevere inaspettatamente ogni tanto, pur fra le tante ingiustizie che ricevo. La meritocrazia ha i suoi buoni risultati, perché le persone preparate, prima o poi, tornano utili. Le persone piacevoli e capaci, prima o poi, vengono chimate. Le persone professionali sostituiscono gli incompetenti....Ogni tanto però...


Luca Bagatin: Come mai la Rai ha pensato di assegnare la conduzione di un programma innovativo come "Social King" - che si occupa di nuovi media - proprio a te ? Sei un'appassionata del web, di blog, di social network ?

Metis Di Meo
: Studio al Dams Discipline dello Spettacolo. Sono preparata sull'argomento del nostro millenio, i nuovi media. Ma essenzialmente sono curiosa: utilizzo in maniera esponenziale sempre più piattaforme, i motori di ricerca sono a portata di smartphone e di conseguenza li utilizzo di continuo, per cultura, curiosità, netta utuilità o semplice scommessa. Il web è la conoscenza del mondo con un click. Un sapere inestimabile in uno spazio intangibile, ma dal valore infinito. La conoscenza è tutto nel nostro mondo: ci rende presenti, partecipi, vivi oltre che semplicemente acculturati come un tempo. Non ti palo di propietà di linguaggio, di dati dimenticati nella memoria dei tempi soltanto, ma di una conoscenza multimediale e poliedrica che riempie la vita a tutto tondo, come la navigazione gps per muoversi, la videomusic per accompaganre un tragitto, le immagini per semplificare un concetto. E qui arriva la condivisione. Abbiamo molti più amici nella vita virtiuale che in quella reale oramai. Come non considerare, essenzialmente, il mondo virtiuale quasi parallelo se non coeso al mondo reale?
Del resto, come posso comunicare a cinquemila amici che sono a Torino, o che sono triste, oppure che sto ascoltando Barry White, ma specialmente che condurro Social King da sabato 12 febbraio ???


Luca Bagatin: Sappiamo che, da qualche anno, curi un visitatissimo profilo Facebook. Hai mai pensato, invece, di curare un blog tutto tuo, nel quale raccontarti e nel quale mantenere un filo più diretto con il tuo pubblico ?

Metis Di Meo: Scrivo molto su Facebook appena sento di voler esprimere qualcosa. A volte è un pensiero generico, a volte voglio solo condividere ciò che faccio con il mondo, altre ancora lancio messaggi ben specifici, ma poco comprensibili per la rete. E spero che i miei pescatori colgano l'amo. Nel mio nuovo sito, metisdimeo.com, aprirò la home con un diary in cui scriverò, senza il limite del social, contenuti personali e lavorativi: con foto, video ed info varie. Non riuscirò a garantire una regolarità calcolando la mia vita, ma la passione e l'intensità di certe mie lunghe digressioni sono sicura che possa già coinvolgere i visitatori del web.


Luca Bagatin
: Dalla prossima stagione ti vedremo non solo nei panni della conduttrice, ma, come hai già accennato prima, persino in quelli dell'autrice nel programma "Un giorno in divisa". Com'è nata l'idea di questo programma ?


Metis Di Meo: Nulla di nuovo ! Scrivo programmi da quando ho iniziato a collaborare per le reti private all'età di sedici anni. Il sogno di una conduttrice ambiziosa e creativa è quello di poter rappresentare con il proprio volto le idee, frutto della propria mente, farcite dal team dei creativi e tecnici televisivi di sua fiducia.
Ho sempre avuto idee da vendere e la capacità di metterle nero su bianco. Il tempo è l'esperienza mi hanno dato modo di comprendere le molteplici esigenze televisive: tempi, target e persino i budget. Ho avuto una certa libertà sulle reti private e satellitari, collaborato ai testi nelle occasioni più importanti. Ho seguito come semplice spettatrice i grandi delle reti generaliste, in cui, nonostante la collaborazione, poco è stato riconosciuto. Nel frattempo non ho mai smesso di scrivere e sognare nuovi format ed eventi. Il mondo sul quale mi sono concentrata negli ultimi anni, dopo l'esperienza della televisione americana, è il virtuale, ovvero il mondo dell'infotaitment giovanile. Target al quale sono molto legata. Poi, le occasioni ti portano nuove esperienze e cosi e' stato per “Un giorno in divisa”. Da un’idea di Nicola Paparusso, Giancarlo Nicotra presenta per i 150 anni dell' Unità d'Italia: dieci puntate itineranti dedicate alle diverse forze dell'ordine, attraverso un intreccio tra vita privata e pubblica, tra fiction e realtà. Un'occasione istituzionale per raccontare in maniera anticonvenzionale un argomento forse già conosciuto, ma in realtà poco noto nella sua vera realtà.


Luca Bagatin: Colgo l'occasione per una personale critica da fare. Non è certo una critica a te, quanto piuttosto ai palinsesti Rai, relativamente al fatto che da sempre - nei programmi e nelle fiction - sono privilegiate unicamente due categorie che ricordano un tantino la trimurti del Ventennio: "Dio - Patria - Famiglia": le Forze dell'Ordine e gli Ordini Religiosi (senza contare le "casalinghe disperate"....). Non pensi che ci siano profonde lacune, invece, per quanto riguardano altri aspetti fondamentali dell'Italia, quali ad esempio gli Eroi del nostro Risorgimento, oppure fiction che abbiano il coraggio di parlare anche delle lotte civili e democratiche (quindi non ideologiche) degli anni '70: sul divorzio, sull'aborto, sull'obiezione di coscienza o, più recentemente, di batttaglie sulla ricerca scientifica e sull'eutanasia, portate avanti rispettivamente da nuovi "martiri" laici come Luca Coscioni e Piero Welby ?

Metis Di Meo: Colgo l'occasione per ringraziare il nostro direttore di Rai Ragazzi, Noferi, un uomo coraggioso. Qui non si parla di ideologie, ma di puro e semplice coraggio verso la sperimentazione. Sarò cinica e concreta, ma ricordiamoci che l'intrattenimento è un intermezzo rispetto agli spazi pubblicitari che la rete vende al pubblico televisivo. Di conseguenza il triumvirato da te eletto rappresenta l'etichetta che la rete vuole usare per richiamare un pubblico in particolare a casa. E' il contrario, sono quelle temetiche che entusiasmano un pubblico che a loro interessa e di conseguenza loro le sfruttano e lavorano. Poi possiamo parlare di tentativi, pochi e di innovazioni, pari al nulla. Il nostro Paese riesce solo ad acquistare format generalmente ben sperimentati all'estero (guarda il mio Dancing Whit the stars o X Factor), in cui i margini di guadagno degli spazi pubblicitari sono già segnati.
Cambiare vuol dire prendersi delle responsabilità: vittoria in caso di successo, decadenza in caso di sconfitta, a volte decesso. Quindi, chi vorrebbe mai sperimentare ? Pochi lo fanno e vanno incoraggiati. Noi ci vogliamo avvalere della facoltà di vantarci di essere i primi in Italia a sperimentare un gioco interattivo sulla tv generalista. In uno scambio di pubblico continuo tra la rete giovane di Mamma Rai e i network più cliccati. Social King vuole confrontare e far incontrare due pubblici diversi che forse hanno gusti più simili di quanto immaginino.

Luca Bagatin


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