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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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7 agosto 2013

"Il settimo templare": un incontro fra Storia e Massoneria

Questa volta è la Newton Compton Editori a pubblicare in italiano il nuovo gustosissimo romanzo di Eric Giacometti e Jacques Ravenne, due fra i migliori autori di thriller a sfondo massonico ed esoterico che esistano al mondo.

“Il settimo templare” è infatti il quinto romanzo del duo francese pubblicato in Italia dopo “Il rituale dell'ombra”, “I Fratelli oscuri”, “La congiura Casanova” e “La setta del Kaos”. Il pubblico italiano si attendeva anche gli altri due libri di Giacometti e Ravenne, già pubblicati in Francia dalla Fleuve Noir (“Lux Tenebrae” e “Apocalypse”), ma probabilmente dovremo ancora attendere.La trilogia del commissario Antoine Marcas in Francia è diventata un vero culto, al punto che ne stanno anche realizzando un ottimo fumetto.Antoine Marcas, commissario di polizia francese del dipartimento Beni Culturali, è un massone dichiarato appartenente al Grande Oriente di Francia.
E' lui l'avventuroso protagonista dei romanzi di Giacometti (noto per aver condotto diverse inchieste giornalistiche sulla Massoneria) e Ravenne (Maestro massone di Rito Francese) che, attraverso la sua cultura esoterica, riuscirà a risolvere intricati enigmi.
Ne “Il settimo templare” Marcas si troverà a dover risolvere l'enigma relavito alla decapitazione del Fratello massone Jean Balmont, peraltro stranamente appartenente all'Ordine dei Gesuiti (da sempre in lotta contro la Massoneria) e fondatore della Loggia di derivazione templare Secreti Templum, composta da sette templari massoni legati alla Chiesa cattolica, i quali si dice custodiscano il segreto relativo alla vendetta dei Cavalieri Templari nei confronti di Re Filippo Il Bello e di Papa Clemente V, rei nel 1307, di aver fatto arrestare e condannare a morte i Cavalieri del Tempio per meri intrighi di potere e di ricchezza.
Che cosa si cela dietro al motto della Loggia Secreti Templum, ovvero “Sette Templari, tre porte, un'unica Verità” ?
Come mai il Vaticano ha assoldato dei pericolosi terroristi dell'Est allo scopo di conoscere il segreto di tale Loggia ?
Dove si trova il mitico tesoro che i Templari fuggiti alla persecuzione si dice siano riusciti ad occultare ?
Come sempre i romanzi di Giacometti e Ravenne sono scritti su due livelli narrativi: uno storico e l'altro ambientato ai giorni nostri. La terribile persecuzione ai danni dei Templari e la loro conseguente vendetta si mescolano agli avvenimenti odierni. Così come i rituali dei Templari che, secoli dopo, saranno mutuati dalle Logge massoniche, sono perfettamente descritti tanto quanto i rituali della moderna Massoneria.
Il lettore, dunque, più che in un romanzo qualsiasi, sembra di vivere la Storia. Una Storia che si tramanda – nel secretum – anche ai giorni nostri. La spiritualità templare e massonica contrapposta alla religione cattolica, fondata piuttosto sul potere e sulla ricchezza, piuttosto che su solide basi gnostiche e spirituali.
I romanzi di Giacometti e Ravenne si soffermano molto su che cos'è la Massoneria e sul suo ruolo storico e moderno. Per questo possono essere di assoluto interesse, sia per l'Iniziato che per il profano che di Massoneria ed esoterismo serio mastica poco o ne ha solo sentito lontanamente parlare.
Oggi, in particolare nei Paesi mediterranei quali Francia e Italia, i massoni sono spesso e anche a ragione, ritenuti anticlericali. Ma anticamente poteva dirsi così ? Si pensi che i massoni del XV secolo erano profondamente credenti in Cristo che si dice essere stato anch'egli un Libero Muratore. Fu poi l'ortodossìa cattolica a renderli anticericali, in quanto questa si discostò profondamente dal messaggio cristiano di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza che ancora oggi è alla base della moderna Massoneria .
Ne “Il settimo templare” vedremo come nel 1314 i Cavalieri Templari – per sfuggire all'Inquisizione cattolica - divennero muratori operativi e portarono nelle Logge le conoscenze provenienti da Oriente. E scopriremo come mai nella Chiesa di Saint-Merri, costruita a Parigi nel XVI secolo, sia ben visibile una statua raffigurante il Bafometto dei Templari, ovvero una sorta di “demone androgino”, che, secondo molti occultisti, potrebbe simboleggiare il “Padre della Conoscenza”.
Scopriremo anche il significato del grado massonico praticato nel Rito Scozzese Antico ed Accettato, ovvero il grado di Cavaliere Kadosh, simbolo della vendetta templare ai danni di Trono (potere statuale) ed altare (potere temporale), ovvero i due poteri che negarono da sempre le conoscenze gnostiche dell'Antichità portate avanti dai cosiddetti “eretici”, fossero questi Bogomili, Catari, Templari, Alchimisti o Liberi Muratori.
Antonie Marcas in quest'avventura si avvarrà inoltre della collaborazione di Gabrielle, una Sorella massona della Gran Loggia Femminile di Francia ed anche tale particolare elemento non può che essere di sicuro interesse per il lettore che desidera addentrarsi nella conoscenze delle Obbedienze massoniche femminili che, banché ritenute minoritarie, sono invece, sia in Francia che nella nostra Italia, molto attive.

Luca Bagatin



12 maggio 2013

Gesù il maestro muratore

Non sappiamo quali e quanti viaggi abbia compiuto Gesù prima dei trent'anni.
Se sia stato, come sostengono alcuni, in India, nel Tibet oppure finanche in Britannia.
Ciò che è certo è che la sua erudizione e preparazione spirituale non erano comuni e di certo non erano comuni per un semplice falegname, figlio di falegname.
Gesù conosceva, ad esempio, gli Antichi Misteri degli Egizi, dei Caldei, degli Indù, dei Pitagorici in particolare.
Quali, poi, le corrispondenze fra la geometria pitagorica ed il druidismo e fra i Druidi e Gesù stesso, è il tema centrale di "Gesù il maestro muratore" di Gordon Strachan - professore di Architettura presso l'Università di Edimburgo - edito in Italia dalle Edizioni Arkeios.
Nel volume sono riscontrate non poche similitudini fra i misteri druidici e l'insegnamento diffuso da Gesù. Entrambi i culti erano monoteisti e fondati sulla Trinità; entrambi erano affini alla Legge di Mosè; entrambi erano culti trasmessi inizialmente per via orale, come oggi avviene per il moderno culto massonico; entrambi fondavano la loro dottrina sulla Redenzione e su un Salvatore...di nome Yesu, guarda caso.
Strachan fa risalire alla scuola pitagorica tali dottrine, giungendo a identificare la figura di Gesù con Pitagora stesso.
Secondo la scuola pitagorica, tutte le cose sono ritenute numeri e le conoscenze relative alla geometria pitagorica sono state attinte dall'arte della costruzione degli Egizi, dei Caldei e dei Fenici. In questo senso, l'autore del volume, si sofferma nello studio del simbolismo numerico pitagorico contenuto nella Bibbia, con l'ausilio di studiosi e filosofi quali ad esempio la francese di origini ebraiche ma di fede cattolica Simone Weil.
Uno studio affascinante e complesso al contempo, fatto di calcoli matematici, geometria, simbolismo occulto e celato agli occhi dei profani.
Un simbolismo conosciuto da Gesù il quale, nel libro, si ipotizza essere o Pitagora stesso, o comunque un appartenente alla scuola pitagorica. Una sorta di Libero Muratore ante litteram, capace di realizzare Templi e teatri sulla base della Geometria Sacra, ovvero detentore di quelle conoscenze spirituali alle quali potevano attingere solo i Massoni Operativi, ovvero coloro i quali diverranno i costruttori delle cattedrali gotiche durante il Medioevo e, successivamente, nel XVII e XVIII secolo, i Massoni Speculativi, fondatori della moderna Massoneria.
Quello di Gordon Strachan è uno studio completo, che condurrà lo studioso ed il lettore in un percorso fatto principalmente di studi relativi all'architettura ed alla geometria. Un percorso che, dalla Palestina di Gesù e dall'Antica Grecia pitagorica, lo condurrà sino alla Britannia, per scoprire le corrispondenze fra i culti degli esseni, quelli degli antichi greci e quelli druidici. Delle corrispondenze che trovano il loro cuore centrale e pulsante nella figura di Gesù, il Messia detto "Il Cristo".
Il primo, forse, fra i Liberi Muratori che la Storia - e la Storia della Massoneria in particolare - abbia mai conosciuto.

Luca Bagatin



24 aprile 2012

Giovanni Ghinazzi: Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia


Il Generale Giovanni Ghinazzi, per quasi venticinque anni, ha retto il Supremo Maglietto della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, ovvero ne è stato Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro dal 1962 al 1986.
Nato a Bologna il 9 luglio 1915, Ghinazzi manifestò, sin da giovanissimo, il desiderio di volare. E dunque fece domanda di iscrizione presso la Scuola Allievi Ufficiali Piloti della allora Regia Aereonautica Militare.
Intraprese dunque la carriera militare ed ottenne numerosi riconoscimenti in battaglia, pur non riconoscendosi mai nell'ideale fascista e totalitario.
Nal 1946, a guerra terminata, ottenne il grado di Tenente Colonnello e fu distaccato, prima alla scuola reclute di Macerata e successivamente a Padova e, dunque, potè tornare nella sua Bologna.
Il suo primo incontro con la Massoneria lo ebbe nel 1945, presentato da un amico presso una casa privata ove gli furono illustrati gli ideali massonici e gli fu proposto di costituire una Loggia in Bologna, all'Obbedienza della Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana di Piazza del Gesù, erede della Massoneria liberale di Rito Scozzese Antico ed Accettato fondata, nel 1908, dal Pastore protestante Saverio Fera.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiare si trattava di ricostruire la Massoneria da zero, giacché fu perseguitata negli anni del fascismo e le sue Logge furono distrutte e saccheggiate dalle squadracce di Mussolini.
Giovanni Ghinazzi non si lasciò scoraggiare, nella sua Bologna fondò infatti numerose Logge (fra cui la "Ugo Bassi" e la "A. Murri") e, ben presto, giunse ai vertigi della Massoneria di Piazza del Gesù.
Allora, negli anni '50, la Serenissima Gran Loggia era guidata da Tito Ceccherini, con piglio alquanto autoritario e con interessi più politici che massonici, il che, ovviamente, era inammissibile in Massoneria. Oltretutto la sua gestione finanziaria era pessima e causa del dissesto economico della Famiglia di Piazza del Gesù.
Il 14 novembre 1961, anche a causa di ciò, Cecchierini rassegnò le dimissioni e si pose in sonno. Diventò così Reggente il Gran Maestro Aggiunto Giovanni Ghinazzi.
Purtuttavia, il 4 maggio 1962, Ceccherini ritirò le dimissioni e dichiarò di essere il legittimo Gran Maestro, ricevendone, giustamente, la "scomunica" da parte di Ghinazzi.
Cecchierini, per tutta risposta, aprirà una scissione in seno all'Obbedienza, portandosi dietro alcuni Fratelli, mentre Ghinazzi - Gran Maestro legittimo - fonderà quella che ancor oggi prende il nome di Gran Loggia d'Italia degli ALAM di Palazzo Vitelleschi, legittima erede della Massoneria Scozzese di Saverio Fera e sarà dunque nominato Sovrano Gran Commendatore, prodigandosi nel più ampio proselitismo, mantenendo ottimi rapporti con le Massonerie liberali di tutto il mondo, con la Società Teosofica e contribuendo a formare il CLIPSAS, ovvero il circuito internazionale fondato a Strasburgo il 22 gennaio 1961 e che raccoglie tutt'oggi le Obbedienze massoniche liberali e adogmatiche, che dunque non si riconoscono nelle pretese egemoniche della Gran Loggia Unita d'Inghilterra.
Ghinazzi, in particolare, stabilirà ottimi e personali rapporti con la famiglia Reale della Giordania, conferendo alla Regina madre Zein El Sharif, il 33esimo Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato.
Giovanni Ghinazzi, inoltre, passerà alla Storia della Massoneria per aver aperto le Logge alle donne ed anche per aver tentato un dialogo con il Grande Oriente d'Italia, inviando una fraterna missiva all'allora Gran Maestro del GOI Giordano Gamberini. Purtroppo ne ricevette una laconica e sprezzante risposta e ciò fu un vero peccato per tutta la Massoneria, al punto che ancora oggi vi sono profonde rivalità e differenze fra GOI e Gran Loggia d'Italia. La prima - il GOI - Obbedienza dogmatica e che non accetta le donne, la seconda – la GLDI - adogmatica e liberale, in linea con gli autentici valori massonici di Fratellanza, Ugliaglianza e Libertà di pensiero.
Ad ogni modo il Ghinazzi mantenne sempre un ottimo, fraterno e cordiale rapporto con Lino Salvini, in Gran Maestro del GOI che succedette a Gamberini.
La Gran Maestranza di Ghinazzi fu caratterizzata anche dalla totale apoliticità, per quanto egli avesse orientamenti politici ben precisi.
Laici innanzitutto, nel pieno rispetto della religione cattolica, la quale, purtuttavia, doveva rimanere fuori dalle questioni politiche. In questo senso, infatti, si schierò apertamente in difesa dell'istituto del divorzio. Nutriva poi una certa simpatia per Liberali e Repubblicani, ritenendo, invece, il Partito Socialista interessante, ma ancora troppo legato al marxismo. Aveva invece totale disistima per la Democrazia Cristiana ed in particolare per il Movimento Sociale Italiano, erede del fascismo totalitario e del Partito Comunista, guidato dalla dittatura sovietica.
Ghinazzi fu sempre strenuo difensore della democrazia e della Tradizione massonica, al punto che fu eletto alla Gran Maestranza per ben sette volte.
Và assolutamente citata la sua strenua difesa dell'Istituzione massonica, allorquando scoppiò il falso scaldalo P2 che, come una clava antimassonica, colpirà tutte le Obbedienze d'Italia.
La costosa, inutile e barbarica Commissione d'Inchiesta istituita dall'On. Tina Anselmi fece strage di innocenti fra i massoni e fece sequestrare persino gli archivi della Gran Loggia d'Italia, non trovandovi nulla di rilevante.
Il Generale Ghinazzi difese l'Istituzione sino all'ultimo, persino da campagne stampa denigratorie e diffamatorie lanciate da giornali quali l'Espresso e Panorama e da libelli antimassonici come quello di Roberto Fabiani, "I Massoni in Italia", degni del peggior Léo Taxil.
Giovanni Ghinazzi, continuò, sino alla morte, sopraggiunta il 14 novembre 1986, a rafforzare ed a far crescere la Gran Loggia d'Italia, tanto da essere il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro più ricordato.
Devo ringraziare l'amico fraterno, prof. Luigi Pruneti, attuale Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, per aver realizzato l'unico libro biografico - peraltro ricco di immagini e foto d'archivio - dedicato al Generale Giovanni Ghinazzi (Edizioni Giuseppe Laterza) e che mi ha permesso di realizzare questo piccolo articolo in suo ricordo.
A parer mio, il S.G.C.G.M. Luigi Pruneti, è certamente il degno erede del Generale Ghinazzi ed ha contribuito a rendere la Massoneria liberale italiana sempre più vicina alla società ed alla cultura di questo nostro Paese.

Luca Bagatin



13 luglio 2011

Il ramo d'acacia



Dei massoni e della Massoneria si parla spesso a sproposito e male. E spesso è così a causa della non conoscenza di questa grande Istituzione spirituale e dei suoi membri.
Da tempo ero alla ricerca di un romanzo che avesse per protagonista un massone e che parlasse di Massoneria, lontano dai soliti thriller esoterici o dai classici trattati di esoterismo, ovvero ero alla ricerca di una storia che parlasse di un massone comune.
L'ho trovata in "Il ramo d'acacia", l'agile romanzo dell'amico Enrico Proserpio, ambientato durante il periodo fascista e, nella fattispecie, durante le violenza squadriste ai danni dei massoni e della Massoneria.
E' una storia poco conosciuta, quella della massonofobia fascista. E pochi sanno che, oltre ad essere stati devastati Templi e Logge massoniche dai fascisti, molti massoni finirono trucidati nei campi di sterminio nazisti in Germania.
"Il ramo d'acacia" è la storia del giovane Ettore Marchi, massone fiorentino della Loggia Machiavelli all'Ordine della Serenissima Gran Loggia d'Italia. Un ragazzo innamorato ed appassionato della bella Amanda e dell'Istituzione alla quale appartiene.
Istituzione gloriosa durante il Risorgimento - la Massoneria - ma poi divenuta oggetto di persecuzione da parte del nazifascismo, che, in accordo con la Chiesa cattolica, non poteva tollerare la presenza di un'istituzione adogmatica e propugnatrice di ideali laici e democratici.
Fu così che, nel 1925, la Massoneria sarà messa al bando in Italia da Mussolini ed il giovane Marchi, assieme ai suoi Fratelli di Loggia, saranno costretti a riparara all'estero.
Ettore, in particolare, sarà preso di mira dal gerarca fascista Giulio Di Giovanni, il quale si macchierà di atroci delitti che lo stesso Ettore desidererà poi vendicare.
"Il ramo d'acacia", acquistabile unicamente on-line al sito www.lulu.com (digitando nel motore di ricerca il titolo del libro o il nome dell'autore), è un romanzo semplice ma ben scritto.
L'autore, massone a sua volta della Gran Loggia d'Italia degli ALAM, non ha pretese nè storiche nè esoteriche. Egli vuole semplicemente trattare la storia di un massone che, come molti suoi pari durante il triste periodo fascista, fu costretto a fuggire e a difendersi per il solo fatto di appartenere alla Massoneria e propugnare, dunque, gli ideali di Fratellanza, Uguaglianza e Libertà.

Luca Bagatin



10 dicembre 2009

"Officinae": rivista di cultura esoterica della Gran Loggia d'Italia degli ALAM


Devo ringraziare un carissimo amico per avermi inviato alcuni numeri della rivista "Officinae", il trimestrale di cultura esoterica della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori (www.granloggia.it), detta anche Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi.
Un pregevolissimo prodotto editoriale e culturale al quale purtroppo possono abbonarsi solo i massoni della GL, ma che fortunatamente è reperibile anche nelle più fornite librerie italiane.
La Gran Loggia d'Italia è nota per i suoi profondissimi studi esoterici ed iniziatici e per la sua grande discrezione. A differenza del Grande Oriente d'Italia, infatti, la GL raramente organizza convegni pubblici o è presente sui media ed "Officinae" risponde esattamente a questo tipo di scelta dettata dalla Tradizione.
Diretta dalla Sorella Anna Giacomini, "Officinae", consta in ogni numero del prezioso intervento del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Pruneti, scrittore e saggista, che in ogni numero impreziosisce la sua allocuzione di riferimenti al simbolismo insito nelle favole della tradizione popolare, nella letteratura e nel Mito.
Non manca mai, inoltre, la sezione dedicata al Diritto massonico curata da Sergio Ciannella, che approfondisce la "legislazione massonica" e tutto quanto riguarda la cosiddetta "regolarità" delle Obbedienze e delle Logge.
Di particolare interesse è la sezione storica curata da Alessandro Aldo Mola, finissimo studioso della Storia delle Massoneria, che di volta in volta illustra al lettore un nuovo tassello del passato di quella che è considerata la più antica confraternita dell'Umanità.
"Officinae" approfondisce, inoltre, di volta in volta, argomenti inerenti la Mitologia, la Psicologia, la Gnosi, l'Iniziazione ed i Rituali, ovvero a tutte quelle grandi tematiche che gravitano attorno e/o che sono parte integrante della Libera Muratoria.
Senza trascurare inoltre tematiche di strettissima attualità come la Scienza ed i Diritti umani.
Non può mancare, per finire, la sezione Biblioteca ovvero quella delle recensioni editoriali a tematica esoterica ed una descrizione - di numero in numero - delle Logge italiane e dei relativi simboli che le caratterizzano, che vanno a comporre la Gran Loggia d'Italia degli ALAM.
"Officinae" è dunque uno strumento - impreziosito da suggestive immagini e stampato su carta decisamente pregiata - utile al Libero Muratore nel suo percorso di perfezionamento interiore ed al profano che, in quel preciso momento della sua vita, ha deciso di porsi delle domande fondamentali relative alla profondità dell'Essere e dell'Esistenza.

Luca Bagatin



12 ottobre 2009

Donne in Massoneria: una questione antica e dibattuta



Donne con i paramenti massonici e, al centro, stampa d'epoca raffigurante l'Iniziazione di una donna all'Arte Liberomuratoria in una Loggia mista

Donne in Massoneria.
Una questione annosa ed anche controversa.
Una questione di cui si dibatte da lunghissimo tempo a causa del landmark, ovvero della regola massonica, stabilita dal reverendo inglese James Anderson nel 1723 nelle sue Costituzioni, che avrebbero riunito - appunto - tutte le regole della Gran Loggia Unita d'Inghilterra, considerata la Loggia "madre" della Massoneria mondiale (per questioni prettamente e squisitamente storiche più che simboliche).
Ebbene, da secoli si sostiene, sotto il profilo esoterico, che "l'Iniziazione massonica è solare" e dunque maschile e non "lunare", ovvero femminile.
E per questo motivo, ma forse anche per il periodo assai poco femminista nel quale furono scritte le Costituzioni, la gran parte delle Obbedienze massoniche regolari non iniziano le donne in Massoneria. Per quanto - specie negli ultimi anni - si ritenga che un'istituzione laica ed antidogmatica quale è appunto la Massoneria, non possa permettersi - per così dire - di discriminare.
Ciò che ad esempio è avvenuto in Francia di recente, ovvero ai primi del settembre scorso presso il convento di Lione (l'assemblea generale dei massoni francesi) in seno al Grand Orient de France, è sicuramente emblematico.
Chiamati ad esprimersi relativamente all'iniziazione delle donne nelle Logge, il 56 % dei delegati massoni si è espresso in senso contrario. Purtuttavia si noti come solo dieci anni fa, ad esprimersi in senso contrario, furono ben il 70 % dei delegati !
E si noti anche come per la causa pro logge miste si sia espresso l'ottimo ex Gran Maestro del Grand Orient francese Jean-Michel Quillardet, noto peraltro per la sua grande apertura al "mondo profano" e per la difesa della laicità in Francia e che fra l'altro - piccola nota - fu molto disponibile a collaborare con gli scrittori di thriller esoterici Eric Giacometti e Jacques Ravenne nel fornire materiale per i loro romanzi, il cui protagonista è proprio un ispettore di polizia appartentene al Grand Orient de France.
A rimanere nettamente contrari all'Iniziazione massonica femminile sono i delegati più anziani, più legati alla tradizione.
Così in Francia, così in Italia, ove - fra le Obbedienze regolari - solamente la Gran Loggia d'Italia degli ALAM inizia le donne sin dalla sua costituzione nel 1908.
Edito dalla Bastogi, vi è un ottimo ed agile volume che tratta appunto delle donne in Massoneria: "Donne e Massoneria in Italia" di Francesca e Pier Domenico Vigni.
Un vero e proprio excursus storico dalle prime Logge femminili o "di Adozione" nella Francia del XVIII secolo sino a quelle napoletane formate da nobildonne e via via passando per le donne Carbonare e Massone che combatterono per l'Unità d'Italia sino alla dichiarazione del Generale Giuseppe Garibaldi - Gran Maestro dell'Umanità, Internazionalista e femminista - di voler arruolare le donne nelle Logge.
Ed ancora, una descrizione approfondita delle Gran Logge Femminili presenti in Italia (in cui peraltro fu Iniziata anche la moglie dell'attore Ugo Tognazzi, l'attrice Franca Bettoia, e sua madre Marisa fu Gran Maestra).
Una storia d'emancipazione, dunque, in seno all'Istituzione umanitaria ed emancipatoria per eccellenza.
Un'Istituzione - peraltro - in continua evoluzione. Come la vita stessa dei suoi Confratelli dediti allo sgrossamento della pietra grezza ed all'edificazione del Tempio dell'Umanità da elevare alla Virtù.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini