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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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29 novembre 2010

"Consigli surRenali per venire a patti con chiunque. Tranne che con la vostra coscienza" by Baglu



Non scrivete mai la verità su qualcuno, specialmente se questa corrisponde esattamente alla verità dei fatti per come si presentano di fronte anche ad un imbecille. Qualcuno, infatti, potrebbe dirvi che siete saccenti, ignoranti o - peggio - avete la penna in vendita (o in affitto) oppure cercate notorietà.
Se, ad esempio, il Re è nudo: evitate di farglielo notare. Dategli semplicemente ragione ed elogiatelo per il bell'abito che...ehm..."indossa".

Se dovete fare una recensione siate sempre lusinghieri e benevoli, ovvero non criticate mai negativamente il libro che andate recensendo anche se questo è robaccia o, meglio, roba buona solo a nettarsi il deretano.
Diversamente l'autore vi accuserà di non averlo letto o, peggio, di incompetenza e vi additerà come incapace persino a leggere libri o, peggio, a nettarvi il deretano.

Se ricevete l'apprezzamento di qualcuno che, magari, così, per simpatia, decide di pubblicare ciò che avete scritto, RIFIUTATE ! Qualcuno, dotato di particolare "UMILTA'" potrebbe accusarvi di dossieraggio, di killeraggio, di aggiotaggio, di primomaggio !
Se è la festa del lavoro vi consigliamo dunque di passarla a letto. Se è un qualsiasi altro giorno della settimana, ANCHE ! Ogni cosa che scriverete potrà essere usata contro di voi ed ogni singola lettera digitata potrebbe causarvi particolari disturbi gastrointestinali.

Anche se conoscete discretamente bene un argomento o, magari, lo sapete anche a menadito o magari ne siete così curiosi da averlo approfontito per anni: evitate di esprimere un'opinione in merito o, peggio, di parlarne, di scriverne, di discettarne.
Rischierete altrimenti di farvi dare del "tuttologo" o, peggio, dell'"indemoniato".

Già che ci siete, evitate di esprimere opinioni, specie se ben argomentate: non sarete mai abbastanza titolati a farlo quanto qualcun altro.

Qualcuno o qualcun altro sono il vostro Dio.
Voi stessi siete il vostro Satana.
Purificatevi, spurgatevi. E ricordatevi di nettarvi il deretano con particolare cura (se sapete leggere e recensire un libro come si deve !!!!).

Non scrivete mai consigli surRenali. Qualcuno potrebbe adontarsene.



25 dicembre 2009

Un augurio speciale di cuore ad ognuno di voi......



Carissime amiche, amici, lettrici e lettori,

come ogni fine anno, desidero inviarVi questa mai mail di auguri per un Buon Solstizio d'Inverno e per un 2010 davvero speciale.
Fra il 21 ed il 25 dicembre, anticamente, si festeggiava il "Natale del Sole Invincibile" o "Sol Invictus", mutuato successivamente anche dalla religione cristiana come data convenzionale della nascita di Gesù detto "Il Cristo".
Anche oggi, gli gnostici, festeggiano la "Festa della Luce" o "Natale del Sole invincibile" in quanto astronomicamente - nell'emisfero nord -  il sole sembra fermarsi in cielo ed inverte il proprio moto.
Il buio della notte raggiunge dunque la sua massima estensione e la luce del giorno, la minima.
Subito dopo il Solstizio, la luce del giorno torna ad aumentare ed il buio della notte si riduce sino al solstizio d'estate.
Il sole, dunque, non sprofonda nelle tenebre, ma "rinasce" e diventa "invincibile".
Ecco perché il 25 dicembre è la festa di tutta l'Umanità e di tutte le culture e civiltà del mondo: in Egitto si festeggia la nascita del Dio Horus, in Persia il Dio Mitra, nella cultura vedica la nascita di Krishna e così via Zaratustra, Attis, Adone, Freyr....e dunque Gesù.
E questo da secoli prima del primo Natale cristiano, imposto dall'Imperatore Costantino nel 330 d.C.
Il 25 dicembre ha dunque un profondissimo valore simbolico e spirituale che abbraccia - forse per la prima volta - tutte le Culture e le Tradizioni del globo, all'insegna dell'Illuminazione esteriore ed interiore.
I destinatari di questa mail non sono stati da me scelti a caso e non fanno parte di una "mailing list" precostituita.
Sono le persone con le quali voglio condividere questi sentimenti di unità e fratellanza universale, affinché possano radicarsi entro ciascuno di noi nell'anno e negli anni a venire.
Desidero in particolare ringraziare alcuni fra voi: Nathan Gelb per la fraterna amicizia con la quale mi ha concesso l'intervista per il secondo numero della rivista "Secreta"; Metis Di Meo alla quale auguro di raggiungere i traguardi che si è prefissata; Valentina D'Agostino, con il suo entusiasmo tutto palermitano che la porterà certamente a crescere artisticamente; Patricia Vezzuli ed Emanuela Battigelli per la simpatica disponibilità e per il loro impegno artistico; Pamela Saino affinché riesca a convincere il suo ufficio stampa a concedetmi un'amichevole intervista :-)); Peter Boom per le sue incessanti battaglie laiche contro i tabù legati alla sessualità; Lucia "Rehab" Conti, che per me è sempre fonte di grande ispirazione letteraria; il prof. Pier Franco Quaglieni che oggi rimane forse l'unico a mantenere vivo il ricordo del grande giornalista liberale Mario Pannunzio; la redazione de "La Voce Repubblicana", "Politicamagazine.info" e "Notiziamagazine.info" per la collaborazione pressoché ormai settimanale; Vittorio Lussana di "Laici.it" per la stima reciproca e la collaborazione; Moreno Neri e Paolo Grugni per la fiducia accordatami nel prendere parte alle loro rispettive iniziative pubbliche e culturali; il prof. Carlo Porcella, Edi Moroso e Gianfranco Cosatti per i loro dotti interventi a ricordo del Risorgimento italiano ed europeo; il prof. Enrico Cisnetto per lo spazio che sempre mi concede su "Terzarepubblica.it"; Lanfranco Palazzolo e Sergio Colombi per la simpatia e per le "dritte" che ogni volta mi forniscono; Mauro Piva, per l'idea di costituire assieme un'associazione di Libero Pensiero a Pordenone; Salvatore Vaglica per la paziente collaborazione nel rievocare il grande regista e scrittore Pier Carpi; l'Avv. Alberto Gamberini per i suoi ringraziamenti e missive a ricordo di Suo padre Giordano, grande figura di esoterista e studioso; Andrea Aromatico, Gianmichele Galassi, Tiziano Busca, Almerindo Duranti e tutti gli amici Gran Capitolo dell'Arco Reale del Rito di York per avermi dato la possibilità di collaborare nell'ambito dei loro prestigiosi progetti editoriali e culturali per i quali conto in un pieno successo per l'anno nuovo.
E, ultima ma non meno importante - anzi - la mia dolce metà che, dopo anni, è l'unica persona ad avermi riaperto davvero il cuore.
Mi scuso davvero se ho dimenticato qualcuno di voi, come mi scuso anche per la lunghezza di questa mail.
Chi mi conosce bene, conosce anche una certa mia tendenza alla prolissità.... :-)
Per l'anno nuovo mi auguro continuerete a seguirmi sulle pagine elettroniche di www.lucabagatin.ilcannocchiale.it , un blog che conto - come ogni anno - di rilanciare all'insegna della massima apertura mentale e culturale.
Nel segno dell'incessante "ricerca" che sempre "mi" e "ci" anima.
Auguri ancora, carissime amiche ed amici.

Luca Bagatin



3 dicembre 2009

SILLY POP SONG by Betty Poison



Trovo che lo stile di Lucia "Rehab" Conti sia da sempre inconfondibile.
Su questo blog, peraltro, come sanno bene gli assidui lettori, ho aperto da alcuni anni una sezione intereamente dedicata a lei ed al suo stile.
Uno stile gotico, grottesco, a tratti macabro e dal sapore per nulla rassicurante.
Ascoltarla è sempre un viaggio all'interno di un universo duro. Duro come la vita dalla quale, presto o tardi, ad ogni modo, si riemerge sempre.

Ecco dunque SILLY POP SONG: il nuovo video dei Betty Poison (già Betty Ford Center), cantato ed interpretato da Lucia "Rehab" Conti:





25 febbraio 2009

PALPITAZIONI: cortometraggio by Luca Bagatin



Mi trovavo a teatro....ascoltavo quel concerto jazz....tutti quei musicisti e....quella cantante di colore.
Che profondità nella voce.
Amo il jazz, voglio dire, non che io non riesca a non ascoltare altra musica, solo che Duke Ellington.....
Non riesco a capire come sia potuto accadere: addormentarmi al secondo pezzo e ritrovarmi in quella specie di foresta con Emma.
Emma era bella, con la sua dolce arpa, i suoi capelli neri, il suo sguardo da bambina.
Mi ricordavo di lei al tempo del College. Avevamo avuto una storia, nulla di importante....almeno per lei.
Ah...era difficile per me tornare indietro di quasi trent'anni. Preferivo così lasciarmi cullare dalle sue note: Haydn, Mozart, Bach....con Emma che mi sorrideva nel suo abito rosso.
No, non era rosso. Era la mia Coscienza alterata a farmelo percepire tale. Lei era in bianco e nero.
Fu terribile ritrovarmi d'incanto sul palco, con i musicisti jazz attorno e con tutto quel sangue a terra. Con...quella donna che mi osservava, il suo sguardo truce... Lei non era Emma.
Pallida, emaciata, capelli nerissimi, occhi profondi, labbra rosse e carnose.
Ma...riecco la scena con Emma: la foresta, la cascata, l'arpa.
Ci baciammo.
Fu un attimo bellissimo interrotto da un forte dolore al dito mignolo della mia mano destra.
Eccolo lì, a terra, sul palco del teatro. Sanguinante.
Lei, lo raccoglie. Se lo porta alle labbra e lecca tutto il sangue. Lei non è Emma, è l'altra.
Ligeya, mi sussurra all'orecchio.
Lei è Ligeya. Ma chi è Ligeya ?
Intorno a me il vuoto. Le tende rosse. La Loggia Nera.
Vorrei non entrarvi. Desisto. Poi entro.
Emma è lì ad aspettarmi. Ci baciamo. Ancora.
ARBMES EMOC IAM E' ETNIEN
La guardo. Emma si trasforma in Ligeya. Ligeya mi bacia.
Annuisco. Grido. Cado a terra con un coltello conficcato nel mio cuore.
I musicisti del teatro mi guardano e sorridono. Duke Ellington, guardandomi da sopra, reclina la testa: prima a destra e poi a sinistra. Ride. Scompare.
- Emma ! -, chiamo.
Suono d'arpa. Sempre più forte. E' nel mio orecchio.
Sono in acqua. Nuoto anche se ricordo che prima di allora non avevo mai saputo farlo. La cascata bagna e lava la mia testa. Mi rinfresca, ma poi sento freddo.
- E' il freddo della morte –, dice Ligeya, nuda, di fronte a me
- Consolante –, rispondo ironico io.
In realtà vorrei capire ciò che sta accadendo. Sto sognando oppure no ?
E perché mi trovo in questa strana dimensione onirica, con uno strano torpore addosso ?
- La risposta è sopra al Tempio: Do you know yourself ? - mi dice, ridendo, Ligeya.
Scuoto la testa in segno di negazione.
Due mani afferrano le mie.... per un attimo temo il peggio ed un brivido scuote la mia schiena.
Sono di nuovo seduto a teatro, al concerto jazz in onore di Duke Ellington. Accanto a me c'è Emma.
Mi prende la mano amorevolmente carezzandomela. Recide il mignolo della mia mano destra con un coltellino d'argento molto affilato, sorridendo. Getta il dito a terra.
La macchina da presa lo inquadra in un Primissimo Piano.



Con uno speciale ringraziamento a Emanuela Battigelli (Emma; prima foto a sinistra ed alla fine del racconto) ed a Lucia "Rehab" Conti (Ligeya; prima foto a destra
)



25 ottobre 2008

"Lucia "Rehab" Conti nel Paese delle Bambole": mediometraggio allegorico by Luca Bagatin



Non si sa com'è e/o come non è.
Fatto sta che Lucia "Rehab" Conti si ritrovò nel bosco circondata da bambole d'ogni specie e orsacchiotti di pezza dalle dimensioni a dir poco smisurate.
Vestita nel suo abito da sera più nero e fine, con indosso delle calze nere provocanti e delle scarpette rosse con il tacco da far invidia alla versione più avventente di "Dorothy" del Mago di Oz, ella guarda il nostro teleobiettivo, sorniona e divertita. Per nulla stupita da ciò che la circonda.
Il nostro teleobiettivo inquadra l'evidente scritta rossa sul suo decoltè: ALICE.
Ora si siede per terra, incurante del tavolino e delle sedie bianche sulle quali sono sedute talune bambole dagli abiti coloratissimi e financo d'epoca (vi sono bambole abbigliate con costumi del '500 e del '700).
Si ravviva i lunghi capelli neri. Si sente anch'ella un po' bambola, un po' bambina, un po' donna.
Se non che una di queste simpatiche creaturine immateriali prende vita. E' una Barbie o simila. Biondissima, con un abitino da collegiale, sorridente nella sua innocenza. Tende la mano a Lucia, la quale gliela bacia con una certa voluttà lasciandole copiosamente il segno del rossetto.
La bambola ritira la mano e se la porta alla bocca, baciando a sua volta il rossetto lasciato da Lucia, la quale si alza, fa l'occiolino verso di noi e porge le braccia al collo della biondona oramai non più immateriale.
La bambola la guarda con i suoi occhioni azzurri, le sorride ancora....ma il suo sorriso si ferma nel momento in cui Lucia la bacia sulla bocca con trasporto.
Le due donne si avvinghiano l'un l'altra giungendo a fondersi.
E' qui che il nostro teleobiettivo smette di riprenderle per lasciare tranquillamente alle loro effusioni.
L'orsacchiottone senza un occhio, seduto sulla bianca seggiola, ci guarda, un po' corrucciato. E' in quel momento che ci accorgiamo che, poco più in la, sono riuniti dei gatti d'ogni colore e razza, eretti su due zampe, in una stanza senza pareti ma con il solo pavimento a scacchi bianchi e neri. Bardati tutti quanti con fascie, medaglioni, guanti bianchi e grembiulini.
Si tratta senza dubbio della Gran Loggia dei Gatti.
Un gatto bianco, poco più grosso degli altri, è posto fra due colonne contrassegnate, alternativamente, dalle lettere J e B che sorreggono: l'una il Sole, l'altra la Luna.
Si tratta di Fat McQuack, il Maestro Venerabile.
Gli altri gatti, rispettosamente, lo ascoltano mentre lui brandisce un maglietto.
"Fratelli, i Lavori di questa Rispettabile Loggia devono proseguire nella Camera di Mezzo. Fratello Maestro delle Cerimonie, conduci i Fratelli Compagni d’Arte fuori dal Tempio, avvertendoli di attendere la ripresa dei Lavori nel loro Grado".
Uno dei gatti, quello rossiccio, esegue.
"Fratello Maestro delle Cerimonie, provvedi a decorare il Tempio per la Camera di Mezzo."
Il gatto Maestro delle Cerimonie esegue.
Il Venerabile McQuack batte tre colpi di maglietto.
Poi prosegue: "Fratello 1° Sorvegliante, sei tu Maestro Libero Muratore?"
Il gatto che ora inquadra il nostro teleobiettivo, a chiazze nere e bianche, risponde senza indugio: "Venerabilissimo Maestro, come Apprendista ho imparato a conoscere gli strumenti del Libero Muratore ed ho salito una scala dritta di tre gradini; come Compagno d’Arte ho imparato a servirmi degli strumenti ed ho salito una scala curva di cinque gradini; ora conosco l’Acacia e sono in grado di lavorare sulla Tavola da Disegno".
.........
La tenuta di Loggia è improvvisamente interrotta dall'arrivo di Lucia e della Barbie di cui sopra....
"MIAOOOOO.....Due donne !" qualche gatto afferma allarmato.
"Calmatevi, Fratelli !" interviene Fat McQuack. "Le signore avranno i loro buoni motivi per aver interrotto i lavori di questa Rispettabile Loggia....nevvero ?".
Lucia, sommessamente interviene: "Beh....no....dev'essere questo bosco...."
Fat McQuack la osserva, comprensivo e sorridente. Nell'ostilità generale, specie dei gatti-massoni più anziani.
"Siamo passate dalla stanza delle tende rosse....." cerca di spiegare Lucia.
Il Maestro Venerabile assume un'espressione improvvisamente seria e preoccupata.
Una luce abbaglia tutti i presenti e lo stesso nostro teleobiettivo si annebbia completamente.....sino a fissarsi su una figura, una donna in età, con i capelli castani e gli occhiali grandi e spessi. Tiene in mano un ceppo di legno. Ne siamo certi: è la Signora Ceppo.
"....ora l'afferra.....la sta schiantando a terra.....non c'è......non c'è più.....non c'è più il soffio.....il soffio della vita" proferisce con roca flebile voce scoppiando in un pianto a dirotto che si trasforma in un lamento e successivamente in un latrato.
La Signora Ceppo scompare.
Fat McQuack si mette una zampa sotto il mento, pensoso. "FORZA" "SAGGEZZA", gridano i gatti-massoni tutti quanti assieme.
Fat McQuack annuisce, poi afferma: "Contro l'ipocrisia". Fa un lungo silenzio, poi riprende: "L'individuo è lo specchio del mondo. L'ipocrisa presuppone il "non detto". Ma il vero Segreto è il Conosci te stesso. La menzogna e la calunnia, il non detto, l'ipocrisa....sono il tradimento del Segreto. La negazione della Vita".
"LO SPECCHIO RIFLETTE IL SEGRETO" proferiscono in coro i gatti-massoni.
Il nostro teleobiettivo inquadra la scritta rossa sul decoltè di Lucia: ALICE.
Lucia e Barbie si baciano appassionatamente.
DISSOLVENZA.
Nella scena successiva compare improvvisamente Leonardo Da Vinci (interpretato da Peter Boom) che fissa il nostro teleobiettivo, pensoso.
Con marcato accento olandese ci dice: "Sesso e genere sono insignificanti fra loro. L'essere umano è un essere sessuale completo. Il problema nasce con il condizionamento....esterno".
DISSOLVENZA
Lucia "Rehab" Conti ci guarda. Ci manda un bacio, mostrandoci il suo sguardo più accattivante.
Infine inghiotte una tartaruga.



by Luca Bagatin



22 ottobre 2008

Lucia "Rehab" Conti........il ritorno



Ancora tu....ma non dovevamo vederci più ?
Non mi sorprende lo sai ?
Tu come stai ?
E' stupido lo sai.
Che domanda inutile anche se sembri più giovane.
Sarò ancora....sperando che non sia follia.
E tu........(ci) sarai ?



9 agosto 2008

NON C'E' 3 SENZA 4: quattro anni di blog by Luca Bagatin



Non c'è 3 senza 4.
Ebbene, siamo giunti a QUATTRO.
Quattro anni di blog pressoché senza quasi interruzioni, nonostante l'onnipresente rischio di chiusura coatta non per cause dipendenti dalla mia volontà.
Di doman non v'è certezza.....è da sempre il mio motto.
Ebbene www.lucabagatin.ilcannocchiale.it, fondato il 9 agosto 2004, ha oggi raggiunto le 211.390 visite con una media di 300 visite al giorno (100 in più rispetto all'anno scorso che eravamo a quota circa 70.000 visite totali !).
Un risultato che è costato una certa fatica fisica e mentale nel cercare di "migliorare" quel che mi piace definire un vero e proprio "prodotto editoriale".
Nel corso di quest'anno blogghifero è stata mia cura aumentare le rubriche ed i contributi esterni, nonché ridurre l'aspetto - per così dire - "politico" al fine di dare maggiore spazio alla libera creatività a tratti surRenale che è la vera ossatura di tutta la struttura.
E così è stato aperto il fun club di Lucia "Rehab" Conti, madrina metal-horror di questo blog, nonché mia musa ispiratrice nelle cui cosce ambisco di scomparire una volta che sarà venuta la mia ora, ovvero quando la Signora con la Falce (ma speriamo senza il martello) mi avrà falcidiato: consegnandomi al Mito ed alla Leggenda.
E così abbiamo aperto una rubrica sulla "Gnosi. Teosofia e Spiritualità" per dare uno sguardo oltre l'orizzonte dell'Anima e della Psiche.
E così siamo sulle tracce di Roberta Carrano - ex ragazza di Non è la Rai - aprendo uno spazio "ad hoc".
E così mi sono spremuto le meningi per cogitare degli aforismi e delle massime caustiche che fossero non tanto e non solo l'essenza del mio pensiero, ma anche un modo per guardare all'Esistenza con maggiore sufficienza ed ironia: valutandola a tratti con qualche cosa di più, a tratti con qualche cosa di meno, di un 6 politico.
E così ho conosciuto l'attore olandese Peter Boom e gli ho offerto una rubrica autogestita sulla Pansessualità e contro le discriminazioni legate all'orientamento sessuale: tema mai come oggi tristemente attuale (e che mi fa incazzare abominevolmente  - già di per sé non sono un tipo calmo - se penso ai recenti fatti di cronaca nera).
E così, noi gente così, abbiamo imparato ad inserire file musicali "ad hoc" e continuato a scrivere, scrivere, scrivere per il piacere di farlo e di essere financo letti.
Ora, poiché di doman non v'è certezza, non sappiamo quel che accadrà.
La nostra volontà è quella di proseguire. Ma, lo sappiamo bene, la volontà non basta. Così come l'ottimismo (quello delle volontà).
E così, noi gente così, abbiamo smesso da quasi un anno di arrabattarci in imprese politiche che ci hanno portato via gran parte delle energie e dell'entusiasmo per finire ad ingrossarci ed ingolfarci lo stomaco la cui bile vorremmo vomitare addosso a chi noi sappiamo.
A sinistra sicuramente: nella quale non abbiamo mai creduto se non quando ancora portavamo i calzoncini corti, eravamo pelle ed ossa e non portavamo né barba, né baffi, né occhiali.
A destra, perché non ci piace la puzza di plastica ed allo stesso tempo non ci piace la destra nazional-statal-leghista.
Al centro, ma solo perché manca un centro laico, liberale, libertario e liberista come noi auspichiamo.
E così, noi gente così, seguitiamo a scrivere sino a che ci è data la possibilità dal fato.
Ringraziamo, pertanto come ogni anno, gli organi di stampa che graziosamente (oh, come sono vezzeggioso !) ci ospitano e che ci danno una voce un po' meno truce di quella che abbiamo: "L'Opinione delle Libertà", "L'Avanti", "Giovanidubbiosi.it", "Terzarepubblica.it", "Resistenza Laica", "Il Pensiero Mazziniano", "Camicia Rossa", scusandomi di non citarli tutti. E, per quanto non trattasi di organi di stampa "blasonati" così come vorrebbe Wikipedia e forse Paris Hilton, assicuro che trattasi di rari esempi di quel che io chiamo "cultura dell'approfondimento".
E qui potremo aprire una parentesi su ciò che io intendo per media e mediaticità, ovvero per giornalismo, che è quella professione che mi lascia del tutto perplesso.
La scrittura è ben altro. La scrittura in quanto tale - e lo dimostriamo quotidianamente con questo blog - non è informazione.
E' catalizzazione di creatività.
A tratti è grottesca e, quindi, surRenale. SurRenale e non surreale, in quanto si avvicina alla realtà molto di più di quanto si possa pensare ad una superficiale lettura.
Ora basta: ho scritto troppo e, conoscendomi, so che potrei andare avanti per ore.
Ordunque: buon proseguimento e, che dite, mi preferite più uomo o acqua e sapone ?

SEMBRO UN VILLANO MA, IN REALTA', SONO SOLO (CA)VILLOSO



23 luglio 2008

"IL BASSO E LA ZEPPA" racconto (all'altezza o meno) by Luca Bagatin (da un'idea di Lucia "Rehab" Conti)




Mi chiamo Francesco, ma per tutti sono il Basso. In effetti la mia altezza  - tanto per usare un eufemismo - non supera gli 80 centimetri.
Conobbi la Zeppa l'anno scorso in quel di Berlino, all'omonimo zoo.
Io ero una delle tante attrazioni turistiche: faccio il giocoliere.
Ella, invece, è ed era bellissima. Di professione faceva la venditrice di biglietti dello Zoo di Berlino, appunto: rinomato luogo per tossici.
Conobbi la Zeppa dicevo, ma, più che altro, fu lei che mi conobbe, anzi, diciamo pure che scivolò su di me nella sua "pausa sigaretta".
"Fuck !" esclamò inacidita lei.
"A chi, a me ? E che ci posso fare se sono alto quanto una delle tue zeppe ?" In effetti ella calzava un bel paio di zeppe alte almeno 20 centimentri.
"Aò, paisà !" mi gridò lei aiutandomi a rialzarmi. Era di Pomigliano d'Arco.
"Ammazza quanto sei......"
"Grasso ? Lo so, lo ammetto. E' che sono una buona forchetta. Adoro gli arancini preparati da mia sorella Stella....."
"Macchéstaiaddicere ! Ammazza quanto sei ciccillo !", la Zeppa, per quanto faticasse a parlare l'italiano a causa della sua prolungata permamenza in Germania, sapeva come prendermi per la gola !
"Grazie, baby !", le risposi ammiccante e accendendomi un Antico Toscano.
"Aspé, mo devo tornare al travagghio....al lavoro. Ma ci vediamo....iamme, bbé !"
Mi lasciò lì, imbambolato ad ammirare le sue lunghe ed affusolate gambe, i suoi lunghissimi e nerissimi capelli al profumo d'incenso, i suoi profondi occhioni neri che, nel voltarsi indietro, ammiccavano sornioni......
Sospirai.
"Noi, gente di spettacolo facciamo sempre colpo, in effetti !" pensai fra me e me.
Tornai ai miei numeri da circo.
Eccoli arrivare. Di nuovo. Puzzolenti di birra e di piscio irrancidito. Detesto gli Hell's Angels, ma, soprattutto, loro (essi ?) detestavano me.
Eccoli arrivare con le loro catene e i loro gutturali vocaboli teutonici, minacciosi, verso il sottoscritto.
Sempre a prendersela con i più piccoli. Peccato che io avessi le mie armi segrete.
"Ehy, tu, pikkola mosca italika, ja ? Tu rikorda noi, ja ?", ringhiò il primo - Asterix - noto per i suoi baffoni biondi e le trecce.
Lo guardai impensierito. Per lui, ovviamente.
Era la terza volta in due giorni che tentavano di farmi paura interrompendo i miei numeri.
Ora, io sono piccolo e, nella botte piccola ci sarà anche il vino buono......però si da il caso che io sia molto ma molto cattivo. Sarà perché, più che piccolo, diciamocelo pure, sono nano.
Gli scagliai una delle mie palline da circo carica di tritolo, che gli fece scoppiare le cervella le quali si sparsero un po' quà un po' là......toh, un pezzettino finì nella gabbia di Gretha, la tigre, la quale si pappò quelle succulente carni magre e mollicce.
Sorrisi agli altri Hell's: "Ragazzi, che ci volete fare....sono un patito delle bombe a mano".
Ringhiarono, ma non si arrischiarono a rispondermi. Fuggirono immantinente sui loro bolidi motorizzati.
"Ammappalo chegganzo !" mi venne incontro la Zeppa chinandosi e cingendomi le spalle.
"Oh...." arrossii. "Beh....non è stato nulla. A proposito, scusami se prima non mi sono presentato. Piacere, Francesco" le sorrisi, bonario, porgendole la mano.
"Piacere Antonella ma......chiamame Zeppa, và ! E' pè via de 'sti due trampoli che m'hanno detto che fa tanto tendenza.....mah......"
Le feci il baciamano e le dissi: "Allora tu chiamami pure Basso. E' per via......"
"Del fatto che sai suonà !"
"?"
"Beh, pur io me diletto.....Sai, suono il basso"
"Non immaginavo avessi gusti sadomaso......per quanto qualcuno (ma non io !) sosterrebbe che tutte le ragazze vestite di nero in odor di darkettone siano inevitabilmente sadomaso....."
"Ma che stai addicere ! Basso ! Il basso nel senso de na chitarra elettrica, dicemo così !"
"Ahhhhhh....... Beh, quindi abbiamo qualcosa in comune"
"Perché, pure tu suoni qualcosa ?"
"Più che altro diciamo che io "le suono". Sai, se qualcuno mi calpesta le mie scarpette numero 20......"
"Basso, tu sipproprio nu guaglione ciccillo !"
"E tu sipproprio....."....non riuscii a terminare la frase in quanto Zeppa fu chiamata da una signora di mezza età, impettita, indispettita, imbiondita, imbottita che la redarguì nel tedesco più stretto portandosi un pugno sul fianco e agitando una bacchetta in aria.
Capii trattarsi della sua capa, ovvero della sua Kapò.
"Tu appantonato tua postazione, ja ? Tu kiakkiera kiakkiera con pikkola moska italika, ja ?"
La Zeppa si girò verso di me, comprese il mio telepatico messaggio e mi fece un cenno d'intesa.
"Al volo Zeppa !" le lanciai una delle mie palline speciali.
"Tu stronza Hell's Angels ! Beccati 'sto numero da circo !" urlò Zeppa alla stronza di cui sopra e gliela ficcò nel decolté.
Questa volta Gretha, la tigre, si pappò due mammelle che parevano budini con la ciliegina.
Era evidente che io e Zeppa eravamo fatti l'uno per l'altra.
"Alti e bassi", come si dice anche nella musica, oltre che, inevitabilmente nella vita.
Zeppa mi prese in braccio e mi diede un lungo bacio con tanto di schiocco e da allora viviamo felici ai margini di una società che non riusciremo mai ad accettare per quella che è.




9 luglio 2008

NOI, BAMBINI DI IERI


Il fanciullo è, più spesso di quanto non si creda, "il padre dell'uomo"
da "Zanoni" di Edward Bulwer Lytton






Il little Bazardelleparole ed il grande Dario Marini sosia di Veltroni
La simpatica little Annina Esposito e la grande Vulvia
Lo svedese little Bagatin e l'evergreen Baglu
La vispa little Rehab e la grande bomba Lucia Conti



28 giugno 2008

INDIANO MENTROPOLITANO SULL'ORLO DI UNA CRISI DI VERMI (con sorpresa finale) By Luca Bagatin



Penso che non sia facile arrivare alla mia età senza quasi aver fatto un proprio bilancio della vita.
C'è chi alla mia età è sposato ed ha dei figli.
C'è chi alla mia età ha una casa di proprietà, due automobili, due o tre conti in banca e chi, per contro, alla mia età, non ha nemmeno gli occhi per piangere.
Chi è precario e, quanto a sicurezze, ne ha solo di insicure.
C'è chi, come me, un bilancio vero e proprio non l'ha mai fatto.
C'è chi, come me, segue sogni antichi, ma soprattutto li vive.
E non sempre se lo può permettere.
Il mondo, se può, cerca di inghiottire ed inghiottirti ed allora non puoi far altro che tentare di volare.
Sì, lo so. C'è la questione delle ali. E poi, con questo caldo, se fai come Icaro, rischi che ti si sciolgano.
Ed allora scrivi. E pensi alle tue donne. A quelle passate, si intende. Che di presenti e future, non è il caso.
E allora pensi....e allora ti alzi un attimo e ti fai una bella birra ghiacciata. Non come ai vecchi tempi, che lo sai che l'alcol oggi ti fa male.
E allora pensi che questo buco di culo di città e paese del Nord Est in cui vivi e che bazzichi da anni fa davvero molto più schifo di quel che ti raccontavano da bambino quando lasciasti Roma.
Porno Eden (e provincia): la città del sesso sicuro. La città dei delitti passionali, delle pornoprof e dei filmini hard a go-go distribuiti in giro per l'Italia.
Porno Eden. Chi l'avrebbe mai detto che questa cittadina di spilungoni dalle vocali aperte come l'orifizio posteriore di un elefante, contenesse cotante frivolezze !
Eh, mi piacerebbe raccontarle al Dr. S. queste cose ! E invece no, eccomi qui a scrivere e a postare.
E poi l'avete sentita quella delle 17 sedicenni americane che pur di figliare tutte nello stesso anno scolastico hanno fatto un patto e copulato a destra e a manca ?
Naaaa !!!! Io mica ci credo !
Allora dovrei pensare che questa del figliare (come se non fossimo già abbastanza nel Mondo e, chissà, nell'Universo) è una vera e propria ossessione !
E poi ho sentito quella dell'On. Giovanardi che ti racconta che al massimo solo 10 deputati sniffano coca !
Ahah !!
Naaaaa, ora mi ci vuole una birra doppia come ai bei tempi !
Ubriacone ti diranno !
SPARAMI ! risponderò io imitando il vecchio Jack.
Imitare, già, imitare.



"Rosso come l'abito di passione nel mattino più blu.
E non posso non correre nei prati e non posso rincorrere le viole distese al sole nel momento in cui si posano i tuoi lunghi capelli ramati sul mio petto villoso ed è quello l'istante in cui il fondersi delle ore più dolci e candide della notte plasmano i nostri corpi madidi di un intenso umido profumo d'oriente.
E' la stella che sul tuo viso si posa e sboccia una rosa che vive pulsante sul ventre ricolmo di the.
E' lì che sboccieranno le ali per gridare lontano l'allupato lamento del SOLE (che fa CUCCUCUCUCCUCUCUCUCUCUCUCUCCCUCUUUUUUUU), ridondante strumento del cuore. Ruminante martello. Baccanale isolato. Onde tumide a festa. Labbra magiche, nella mia testa".







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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini