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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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10 gennaio 2015

"Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia". Conferenza pubblica con Luca Bagatin il 25 gennaio prossimo a Vada (Livorno)

Sono onorato di poter presentare i mei due saggi "Universo Massonico" (Bastogi) e "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni) nell'ambito di una conferenza nella quale avrò la possibilità di illustrare l'attualità del pensiero gnostico-teosofico e massonico e del Femminino Sacro, ovvero la spiegazione e la riscoperta dell'antico mito della Donna Selvaggia, anche in chiave moderna, attraverso una serie di personalità  femminili del mondo della cultura, dell'eros, dello spettacolo, della controcultura e di muse che hanno attraversato - talvolta perforandolo - il mio cuore e la mia anima.
Qui di seguiro il testo ufficiale del comunicato relativo alla Conferenza, gli orari ed il luogo.
Vi aspetto numerosi e - soprattutto - numerose !!!
L.B.



Il Frantoio il Casone Antico di Vada propone un ciclo di incontri culturali: davanti a un bicchiere di buon vino e alle bruschette toscane, una serie di scrittori, musicisti e scienziati raccontano il loro lavoro e le loro teorie. All'incontro segue la cena a base di carne, verdure alla griglia e altre delizie.

 Il prossimo incontro:

Domenica 25 Gennaio , dalle 17 alle 20, parliamo di "Attualità della Massoneria e del Femminino Sacro. Dalla leggenda di Hiram al mito junghiano della Donna Selvaggia" con Luca Bagatin, giornalista e scrittore.

L'incontro è gratuito e aperto, e si svolgerà presso il Frantoio il Casone Antico di Vada in Via Aurelia Sud, 48 – 57016 Vada (LI). La prenotazione alla conferenza è obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni consulta il sito: www.oliosaccomani.it

Oppure  chiama il numero: 0586-786162 oppure 349 300 7737

I due Libri presentati: 

"Universo Massonico" con prefazione di Luigi Pruneti.

"Ritratti di Donna" con prefazione di Debdeashakti.





20 maggio 2014

"Dal porno al forno, ovvero: quando cucinai un orgiastico e succulento kebab al signor Pompini Andreoli": racconto by Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti

Visti i recenti scandali relativi all'Expo di Milano e visto che mi va di celiare piuttosto che seguitare ad incazzicchiarmi contro il politico bue di turno (che invito a non votare, chiunque egli sia !), ho deciso di riproporvi un simpaticissimo e lungo racconto scritto a quattro mani assieme a Lucia "Rehab" Conti, vocalist dei Betty Poison, nonché una delle protagoniste del mio nuovo saggio Ritratti di Donna

Il racconto in questione lo pubblicammo su questi schermi telenettici ben sette anni fa, ovvero il 12 marzo 2007. E' un frammisto di scandali politici, erotismo in agrodolce, noir e niente di tutto ciò.

Il protagonista è, come spesso accade, Baglu, ovvero il mio alter ego reale (più che virtuale). Luoghi e fatti, del resto, sono solo apparentemente di fantasia.

L.B.


Introduzione di Lucia "Rehab" Conti

del 12 marzo 2007


QUESTO RACCONTO SURRENALE E’ LIBERAMENTE ISPIRATO A UN FATTO VERO. QUALCHE TEMPO FA COMPARE SU PORNOTUBE UNA SEQUENZA DI POMPINI ESEGUITI CON SCARSA MAESTRIA DA UNA FANCIULLA CHE SEMBRA INEQUIVOCABILMENTE LUCIA REHAB DEI BETTY FORD CENTER. STESSA CORPORATURA, STESSI ACCESSORI, STESSI PANTALONI E STESSO PIERCING. IL VOLTO E’ COPERTO DA CAPELLI CHE SEMBRANO I SUOI. NONOSTANTE LEI NEGHI RIPETUTAMENTE DI ESSERE LA PORNO-PERFORMER, L’OMBRA DEL DUBBIO LA LAMBISCE CONTINUAMENTE. SOLO DOPO QUALCHE TEMPO SU PORNO TUBE COMPARE UN VIDEO IN CUI LA SOSIA FINALMENTE MOSTRA IL VISO, SCAGIONANDO DEFINITIVAMENTE LA CANTANTE CHITARRISTA. QUESTO RACCONTO E’ ISPIRATO A UN FATTO VERO… MA PARLA DI TUTT’ALTRO.

LUCIA "REHAB" CONTI


DAL PORNO AL FORNO, OVVERO: QUANDO CUCINAI UN ORGIASTICO E SUCCULENTO KEBAB AL SIGNOR POMPINO ANDREOLI

racconto by Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti


Mi trovavo come ogni mattina a scrivere al bar Spock di Via XXX Aprile, di fronte al mio computer portatile, fra una boccata di sigaretta (l'accadimento si svolge prima dell'entrata in vigore del Decreto Antifumo Minchia) ed un sorseggiamento pressoché continuo di uno zuccheratissimo caffé al ginseng. Ero in attesa dell'arrivo dell'amico e socio d'affari Bazardelleparole che doveva fornirmi una soffiata che avrebbe definitivamente incastrato il Primo Cittadino Lello Grambordello, ovvero la prova provata di una sua relazione equivoca con Monsignor Sanguinaccio.

Nell'attesa della sua venuta (Bazar è un tipo messianico) stavo scrivendo un pezzo sull'arrivo degli alieni a casa della cantante (si fa per dire) Viola Valentino. Un articolo di cronaca viola (figurativamente parlando) insomma, che sarebbe uscito l'indomani sul "Menzognero Inedito".

Allo Spock come al solito arrivò il rompiglioni di turno che mi si avvicinò ignorando il fatto che se c'è una cosa al mondo che mi fa innervosire è l'essere interrotto mentre sto scrivendo, pergiunta concentrato di fronte ad un computer.

"Ma lei è... Baglu ! Il noto giornalista-scrittore..e patatinpatatanpataton..." grida una voce alle mie spalle (che mi fa venir voglia di spegnergli il mozzicone della mia cicca accesa in faccia in un repentino gesto a tradimento).

"See...Sono io...", proferisco senza scostare gli occhi dalla tastiera e proseguendo nel mio lavoro.

"Piacere, Pompino. Pompino Andreoli" e mi allunga (non siate maliziosi !) la sua mano.

"Fellatio per gli amici, scommetto ! In ogni caso, il piacere è tutto suo. Che vuole da me signor Pompino ? Guardi che io mi occupo di servizi giornalistici nel senso di reportage. Non certo di...altro tipo di servizietti !" gli gridai contro girandomi di scatto e vedendo un omone paffuto e pelato con gli occhialoni tondi tondi.

Il Pompino pareva bello pomposo.

"Non raccolgo !", mi rispose seccato.

"Ecco, bravo, con la panza che si ritrova è meglio che eviti di raccogliere qualche cosa, altrimenti le sue brache potrebbero rimetterci..."

"Signor Baglu ! Guardi che io sono Pompino Andreoli, produttore cinematografico di hardcore e sarei qui...sono qui per proporle un affare !"

"Sono categoricamente eterosessuale (non sono tipo che discrimina ma, mettiamo i puntini sulle ipsilon !). Gli "affari" non mi interessano. Onde per cui...Signor Succhione...".

"Signor Pompino, prego !"

"Prega ? E allora preghi, e magari pure in ginocchio !"

La tensione fra noi cominciava a crescere ed io avevo pure una gran voglia di fumare. Mi venne un attacco d'ansia quando mi accorsi che avevo finito le cicche.

"Lei fuma, Mr. Fell ?"

" Mr Fell ? A dire il vero...no"

Questo qui mi stava sempre più sullo stomaco (per non dire sugli zebbedei, che "fa poco fino" direbbero a Napoli). Dalla cucina avanzò Suleyma Banhanan Halam, la giovane cuoca d'origine araba.

Un gran bel pezzo di figliola, senza dubbio, ma decisamente troppo giovane per uno come me che sa riconoscere i propri limiti. Non feci in tempo a salutarla che il pomposo grassone le cinse la vita e la sollevò palpeggiandola un po' ovunque: "Ho trovato la protagonista ! Lei signorina è perfetta !".

Suleyma era una ex danzatrice del ventre darkettona ed ex tossica, passata da poco agli spini ed allo Xanax (ciò che la rendeva particolarmente interessante ad un ex psicanalista junghiano come me...ma questa è un'altra storia).

Nel mentre in cui il signor Pompinio la sollevò, ad ella parea di librarsi nell'aria come un uccello...Ed invece l'uccello era colui il quale la teneva in braccio: un gran cazzone e per giunta porco quanto le fettone di salame affumicato servite al banco del bar Spock.

"La ragazza è perfetta per l'interpretazione di Cleopatra nel film holliwoodiano che sto per produrre...e lei signor Baglu potrebbe scriverne la sceneggiuatura !"

La cosa non mi entusiasmava per nulla.

"Film holliwoodiano ? Ma lei non ha detto di occuparsi di film hard ?" "..." il Pompino arrossì. Poi a voce bassa: "Vero...ma film holliwoodiano fa più scena...e poi la ragazza è perfetta per..." E poi ad altissima voce: "Trattasi di un film ad altissimo livello artistico e culturale...."

Suleyma pereva rapita dalle parole dell'Andreoli. Toccava a me liberarla. In quel momento arrivò Bazardelleparole.

"Heilà Bag !"

"Helà Baz ! Hai il materiale su Granbordello ?"

"Già… in dieci anni sono diventato/a un altro/a. E il motivo qual è?"

"Cazzo dici Baz, ti sei bevuto il cervello ?"

"No, è solo che pensavo che potevamo rimettere in piedi il nostro laboratorio di poesia creativa..."

"Lascia perdere. Ricordi com'è andata l'ultima volta ? Per poco non ci impallinavano. Io ci ho la pellaccia dura ma tu..ci hai una certa età. Allora, dimmi, il materiale l'hai con te ?"

"No, purtroppo. Non qui...l'ho dimenticato a Svanito (Svanito al Tegumento, il paese in cui abita Bazar. Ndr). Bazar è sempre stato un tipo a tratti evanescente (oltre che messianico).

Fu così che gli presentai il signor Pompino Andreoli e, come prevedevo, se ne fregò altamente preferendo rivolgere le sue attenzioni a Suleyma.

"Piecere siorrinna come sta ? Ha visto il qui presente Baglu che fisico aitante che ci ha ? Magari potrebbe portarla ad Haiti questo week-end...."

Bazardelleparole ha sempre avuto una grande capacità a farmi vergognare in pubblico, soprattutto di fronte al gentil sesso. Epperò (che non si scrive ma si dice) era un amico che infondo ambiva solo ad una cosa: a papparsi il pranzo di nozze di un mio immaginario matrimonio con chicchessia.

L'importante era l'abbondanza e la qualità del pasto. Rigorosamente biologico.

Il produttore cinematografico di filmini hard Pompino Andreoli proseguì nel decantare le lodi del suo putribondo film fatto di scene orgiastiche sadomaso che secondo la sua mente scimmiesca avrei dovuto sceneggiare.

Bazar si addormentò sul bancone. Ne approfittai per prendere il barattolo di aringhe sott'olio sul bancone per rovesciarlo in testa al Pompino....

Immediatamente l’uomo trasfigurò sotto l’impatto lavico di tutto quell’unto. Strizzai gli occhi, mettendolo meglio a fuoco: “Ma lei… lei… non è il Pompino che sembra… è tutt’altro genere di Pompino !!!”.

La colata d’olio d’aringhe avvolgeva il volto pacioso dell’Andreoli, modificandone lentamente l’aspetto come in un gioco di prestigio: dalla sommità del capo si scollarono lunghe ciocche (ciocche ?!?!?!) serpentine. Gli occhiali tonditondi caddero e si ruppero, dalle guance e dalle mandibole si sganciarono (precipitando con un tonfo) sei etti e sessanta di protesi di silicone e il porcello che non più di due minuti prima stava palpeggiando allegramente quel grandissimo pezzo di Aishaecoute-moi della cuoca, assunse gradualmente le sembianze di un riccioluto analista comportamentale.

“Non ci posso credere!!!” urlai, folgorato.

Bazar aprì gli occhi, sussultando “Cazzo, socio… ti avevo chiesto di svegliarmi solo in caso di sviluppi rilevanti…”

“E non ti sembra uno sviluppo rilevante, QUESTO?!” puntai l’indice contro l’ex obeso mutaforme che intanto cercava frettolosamente di guadagnare l’uscita.

Lo anticipai lanciandogli addosso i 245 fascioli (rilegati in cuoio piombato della collana “L’albero di Natale spiegato ai Tuareg”).

K.O.. Al tappeto. Punto e partita. Game Over.

“Baz, ho il piacere di presentarti PAOLANTONIO GIANCHECCA, psicoterapeuta mediatico, conservatore, astrologo dei vip, nonché consigliere, confidente e compagno di merende parrocchiali del nostro amato primo cittadino LELLO GRAMBORDELLO (tadadadààààn!!!)!!!”

… gli occhi di Bazar si spalancarono (ancor più di quel che sono già)… “Cazzo, ho dimenticato un cd sul cruscotto !!! Col caldo che c’è rischio di fottermelo ! Scusa Baglu…” e un attimo dopo non c’era già più (ma questo lo scoprii ben più tardi).

Ignaro dell'assenza di Bazar, proseguii, meglio di Sherlock Holmes: “Sulle spalle complici di quest’ometto, caro Baz, spalle al momento spedite nel mondo dei sogni insieme al resto del corpo, Grambordello piange da tre anni tutte le sue lacrime, maledicendo gli occhi languidi di Monsignor Saguinaccio. In amore, com’è arcinoto, c’è che fugge e c’è chi insegue… a quanto pare il nostro prelato è quello con le ali ai piedi…”

"I reattori, caro mio...I REATTORI !!!", la voce proveniva da terra, dal groviglio appiccicoso di opuscoli e vestiti troppo larghi in cui lo psico-cerusico, semi-rinvenuto, si dibatteva.

Paolantonio Granchecca cercò di giustificarsi: “In tre anni mai un fiore, mai un gesto carino, mai una premura !!! Sempre via, sempre di corsa, mai una volta che si fosse fermato a cena da Lello… sempre una scusa pronta per andarsene: un intervento contro i Pacs da provare davanti allo specchio, un film sonoro al cineforum degli Arcivescovi “perché chissà quando ci ricapita !”, la benedizione del presepe di polistirolo … addirittura una volta l’ha piantato in asso tra le frasche perché si è ricordato di dover rammendare il cappuccio bianco”

”Quale cappuccio?! Parla, è meglio!!!”, intervenni incazzoso”

“Quello che mette quando va a bruciare quelle croci col tondino nei giardini delle femministe...”

“Non ci posso credere.” (un Baglu incredulo o solamente miscredente ?!? NdA).

“Lo dico anch’io ! Per queste cose esistono le perpetue !!! No, la verità è che ha cessato di amarlo…” e così dicendo l’ex Pompino si sollevò sulle ginocchia, si frugò nelle tasche della giacca, estrasse un fazzoletto a pois e ci si soffiò il naso proseguendo poi nel discorso: “Purtroppo il mio fraterno amico Grambordello da quell’orecchio non ci sente… si illude… e nel frattempo sta diventando lo zimbello della città !!!”

Mi accesi una sigaretta.

“E tu, anima pia di un can barbone, hai cercato almeno di evitare che il suo più grande nemico lo sbattesse in prima pagina con tutto l’ambaradàn dei suoi vizietti privati…”

“Vedo che hai afferrato”

“Intrufolandoti nella mia vita sotto mentite spoglie per spiarmi e ostacolarmi, VERO?!”(ed io ODIO che qualcheduno s’intrufoli nella mia intricatissima vita).

“Non permetterò a un ateo dissociato, bilancia ascendente pesci, per giunta, di rovinare due tra le persone più influenti di questa città”.

Espirai elaborate volute di fumo a forma di cassapanca fiorentina del diciannovesimo secolo

“Cominciamo a mettere i puntini sulle ypsilon ! Innanzitutto sono uno gnostico asociale, acquario ascendente toro ! Hai capito, Baz ? Il vero cavallo di Troia era un figlio di troia con indosso un travestimento insospettabile. Giuro sul Graal che sembravi veramente un porcone stupra-tope!!!”

E così il Gianchecca ex Pompino Andreoli: “Mi avevano detto che eri un pervertito e uno scambista. Dovevo pur guadagnarmi la tua fiducia. Ma non sai che fatica!!! E strusciarmi contro quella donna, poi…” sbirciò con lieve disgusto la silhouette della giovane cuoca, che ci dava le spalle (annoiata più che sorpresa) per riguadagnare la cucina, proseguendo “…a volte mi chiedo se il Sindaco Grambordello si renda conto di quanto gli sono amico !”

”Non me ne frega una cippa e pergiunta lippa ! Quando è stata l’ultima volta che i piccioncini si sono visti ?”

“Da me non saprai nulla, pervertito scambista in arte Baglu !” A quelle parole gli tirai un ceffone che lo fece roteare su sé stesso.

“Pervertito ci sarai tu e scambista ci sarà Bazar. E ora, rispondi: l’Arcivescovo si trova in città al momento ?”

“Possiamo anche fare notte….nun te risponno !!!!”

“Hai ucciso tu Miss Violetta Vomitoire sul panfilo Maria Cristina di Sassonia”?”

“CHI?!?!”

“… scusa. Sono andato clamorosamente off topic. E comunque adesso basta con la commedia. Baz, le manette!”

“Non c’è.”

“Chi?”

“Il tuo amico Bazar. Se ne è andato da un pezzo”.

Ecco che mi guardai intorno disorientato: “Mannaggia al clero, e….da quando ?!” “DALL’INZIO!!!” e, con un balzo felino, Andreoli in Gianchecca mi sorprese piombandomi addosso e disarmandomi di tutte le mie buone intenzioni (per via del fatto che non avevo in quel momento armi da farmi sottrarre). Rotolammo sul pavimento per un po’, quindi l’astrologo-analista riuscì ad avere la meglio assestandomi un colpo in testa con uno dei 245 fascicoli sparsi al suolo (quello sulle palle natalizie decorate stile danese). E così, caddi in un deliquio agitato di pochi secondi, che furono però sufficienti al mio avversario per sparire rumorosamente, facendo rimbombare le scale dell bar.

Quando rinvenni vidi Bazar che mi osservava dall’alto. Teneva in mano un cd deformato e storto: “Fuso, cazzo. Sembra un cd di Dalì. Ma che ci fai lì a terra?”

“… ”

“Va beh, Baglu… io vado a dormire in un vero letto. Sono a pezzi. Svegliami se ci sono sviluppi…”

“…rilevanti. All right Baz, ricevuto !”.

Il resto della storia è ormai leggenda. Metropolitana.

La tresca di Monsignor Sanguinaccio con il Sindaco Grambordello fu da me svelata per mezzo di un articolo-bomba che fu pubblicato sulla prima pagina del locale quotidiano “Menzognero Inedito”. Dopodiché, alle elezioni successive il sindaco Granbordello venne comunque rieletto con il 70 % dei consensi (il pueblo, spesso, è bue e con il suo sadomasochistico voto sa benissimo farsi bua da solo), mentre il sottoscritto giornalista-scrittore patatinpatatonpatatan fu costretto a cercarsi un altro posto per lavorare in quanto il bar Spock venne definitivamente chiuso dai Nas in quanto si scoprì che i succulenti Hamburger preparati dalla giovane cuoca Suleyma Banhanan Halam erano farciti con ragni e lombrichi cotti al vapore.

Inutile aggiungere che, da buon buongustaio, mi fidanzai qualche tempo dopo con la cuoca ed aprii con lei un ristorantino friul-calabrese in Transilvania. Ma questa è un’altra storia che vi racconterà l’amico Bazardelleparole: non a caso di professione sociologo & scrittore animatore di centridiurni e notturni.

Ne converrete che la fantasia testé utilizzata per produrre codesto racconto, abbonda (come il riso, ma quello nella bocca degli stolti !). Purtuttavia non scordate mai che la realtà supera sempre di gran lunga la fantasia, dalla quale, in ogni caso, non si discosta mai del tutto.




1 maggio 2014

Anatomia di "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni) di Luca Bagatin



Le donne di cui parlo

MUSICISTE E SCRITTRICI


Lucia "Rehab" Conti e Patrizia Tasselli


SHOWGIRLS


Metis Di Meo e Miss Lili Marlene


ATTRICI



Patricia Vezzuli, Valentina D'Agostino, Crisula Stafida, Damiana Verdemare Fiammenghi


DONNE E FASHION



Erica Melargo, Marta Pellizzi, Francesca Veronica Sanzari


FEMMINISTE ANTIFEMMINISTE


Roberta Tatafiore


ARTISTE DELL'EROS POLITICAMENTE IMPEGNATE



Ilona Staller, Ursula Davis, Debdeashakti


DONNE E MASSONERIA



Francesca Vigni, Gabriella Bagnolesi

  
DONNE SELVAGGE




I temi di cui tratto

Libertà individuale, arte, diritto al suicidio ed all'eutanasia, disabilità, libertà sessuali, erotismo, esoterismo, massoneria, archetipi junghiani, fiaba e mito.


Poesie alle mie Muse

Ballata (onirica) sui campi di grano
Tu, io e niente più
Ti sognai
Piccola mia ! (quasi un rap)
Ad A.
Ad H.



A chi è dedicato

Ad Alessia, Donna Selvaggia doc
Alle Donne Selvagge, patrone degli artisti e degli scrittori
Alla memoria di Moana Pozzi, donna Eretica, Erotica, Eroica



Per leggere la prefazione di Debdeashakti e per acquisti immediati:

http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1



29 aprile 2014

"Ritratti di Donna" di Luca Bagatin finalmente in libreria !

E' finalmente uscito il mio nuovo saggio "Ritratti di Donna", edito dalla Ipertesto Edizioni.
Un libro che raccoglie non solo le interviste che ho realizzato in tutti questi anni di attivismo controculturale a numerose donne (con tanto di relativa foto): musiciste, artiste, studiose, attrici, modelle, femministe, attiviste dell'eros (ovvero Lucia “Rehab” Conti, Patrizia Tesselli, Ilona Staller, Ursula Davis, Valentina D’Agostino, Metis Di Meo, Damiana “Verdemare” Fiammenghi, Miss Lili Marlene, Francesca Veronica Sanzari, Crisula Stafida, Marta Pelizzi, Patricia Vezzuli, Debora De Angelis in arte Debdeashakti, Gabriella Bagnolesi, Francesca Vigni, Erica Melargo), ma anche mie poesie e ballate, oltre che riflessioni attorno al mito della Donna Selvaggia, agli archetipi junghiani, alla ricerca della libertà.
Nel saggio tocco tematiche come la disabilità, il suicidio, l'eutanasia, l'amore (che è un susseguirsi continuo di morte e rinascita), la spiritualità.
"Ritratti di Donna" è un saggio eretico, politico, a tratti erotico ed esoterico.
Ottimamente presentato dall'artista dell'eros Debdeashakti (al secolo Debora De Angelis), la cui prefazione desidero qui di seguito riportarvi.
Per acquistare direttamente il volume - senza passare per la libreria, ovvero riceverlo in pochi giorni - seguite le istruzioni al seguente link:

http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1


E buona lettura !

L. B.




Prefazione a "Ritratti di Donna"
di Debdeashakti

Conosco Luca Bagatin ormai da qualche tempo, da quando i nostri universi si sono sincronicamente attratti tra gli sconfinati oceani del web. Ciò che mi colpisce di questo autore è come sia prepotentemente attratto da aspetti della femminilità che la nostra cultura da tempo immemorabile ha rinnegato, seppellendoli sotto la densa coltre delle ere. Quello che lui, rifacendosi al celeberrimo saggio di Clarissa Pinkola Estés, chiama la Donna selvaggia. Chi è questa Donna, che così inesorabilmente si sta riaffacciando sulla scena del mondo dopo un così lungo oblio ? È una scrittrice, una musicista, una portatrice dell’eros, un’attivista politica, un’attrice ? Bagatin da sempre ama le donne, tanto più se selvagge, ne percepisce in qualche modo la numinosità e probabilmente guidato da un’intuizione tutta femminile si arrischia a mettere in un unico libro donne artiste nel senso più classico e culturalmente accettato del termine, assieme ad artiste dell’eros e donne massone, custodi di un’antica o future eredi di una nuova tradizione iniziatica.
Un uomo, un maschio logico e razionale, mai avrebbe osato tanto. Ma forse, e glielo auguro di cuore, nel suo caso la Grande Madre lo ha benedetto col dono di saper vedere oltre le apparenze, i limiti e le categorie che così tanto imprigionano la logica maschile in un universo sterile e astratto, raziocinante e dogmatico.
Attraverso le sue interviste e qualche poesia che si snodano nell’arco di diversi anni e che hanno come unico filo conduttore l’avere come protagoniste donne da cui l’autore, per un qualche motivo imperscrutabile, si è sentito attratto, Bagatin ci restituisce il senso più pieno del Femminino Eterno e Sacro: tutte le donne a cui viene qui data voce sono diversi aspetti di un’unica, multiforme femminilità.

Debdeashakti



17 agosto 2011

ANNEXIA: racconto by Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti

Il racconto horrorifico/fantascientifico che segue lo scrissi il 28 ottobre 2006, a quattro mani, assieme alla cantante Lucia "Rehab" Conti ed è tratto da un mio soggetto.
Il titolo con il quale lo editammo allora era "Niente è mai come sembra". Oggi ho deciso di ribattezzarlo.

L.B. (nella foto con D.A.)



ANNEXIA
di Luca Bagatin e Lucia "Rehab" Conti




Una scritta luminosa appare alla nostra vista ad indicare il nome della città. Un altoparlante dal quale proviene una leziosa voce femminile ci annuncia: "Benvenuti ad Annexia signore e signori. Anche quest'oggi una nuova giornata si apre per voi nella metropoli urbana che tutto il Pianta c'invidia..." Una ragazza a piedi nudi percorre il pulitissimo ed ordinato viale principale. Si gira verso l'altoparlante: "Ha proprio rotto questa STRONZA !". Si toglie dalla bocca il cewingum che sta masticando e lo appiccica energicamente all'apparecchio che prosegue comunque la sua litania. "Cazzate !" Ci volta le spalle e se ne va verso il Grande Edificio: l'Università.
Ligeya è una fuoricorso senza troppa voglia di emergere dalla massa né di studiare. E' una tipa di poche parole che cerca di farsi gli affaracci suoi quando non le rompono gli zebbedei. Cosa che purtroppo le capita abbastanza spesso: lei è "diversa" e sempre più spesso oggetto di derisione ed antipatia da parte delle sue compagne di corso (l'Università è unicamente femminile). Ligeya veste sempre di nero che ad Annexia è considerato il colore della sporcizia. Ciò, unito alla sua abitudine di andarsene in giro a piedi scalzi, scandalizza profondamente talune sue compagne abituate a vestire Prada o Yves Saint Laurent. Ligeya sorride e lancia loro sguardi fra il malizioso ed il maligno forse più espliciti delle parole: "Siete delle sgualdrinelle. Vi sgozzerei una ad una se ne avessi voglia. Non prima però di avervi stuprate con il collo di una bottiglia ! Ahahahahahah...". Questo il suo pensiero post adolescenziale ogni volta che le vede sghignazzare alle sue spalle o mentre parlano del belloccio di turno che si è fatto Litz o Betty.
Linda Blow è l'insegnante di lettere più temuta e rispettata del Grande Edificio. Una cinquantenne tirata come un sacchetto sottovuoto. Bocca a culo di gallina e trucco pesante. Corporatura asciutta ma imponente. Sul suo conto giravano le storielle più bizzarre, anche se l'unica accertata è quella che il marito si è suicidato con un colpo di pistola diretta al cuore dopo aver scoperto i ripetuti tradimenti di lei con il suo miglior amico.
Ligeya non ama lo studio, dicevamo, (ad Annexia la frequenza ai corsi universitari è considerata un “BENEFICIO OBBLIGATORIO”) né perché abbia scelto psicometria dei ratti di fogna. Forse per prendere le misure del suo stesso cervello (quei simpatici roditori torvi e asociali in fondo le somigliano…) e sentirsi un po' più "normale" dopo il periodo dell'ospedale psichiatrico in cui fu ricoverata a seguito di un coktail di Xanax alla banana e Southern Comfort  che la sparò direttamente in uno stato onirico tra il catatonico ed il comatoso (aveva scelto il Southern Comfort perché dei suoi vecchi amici, recentemente giustiziati in base alla legge sull’eliminazione fisica dei borderlines irrecuperabili, avevano avuto un tempo una band clandestina di “kick-rock” e il loro pezzo
di punta si chiamava proprio “Il conforto del sud”…).
Ligeya in ogni caso ha un'idiosincrasia per Linda Blow e la cosa appare reciproca. Due opposti che non si incontreranno mai.
Baglu è l'inserviente/magazziniere del Grande Edificio. Un uomo taciturno e dedito al suo lavoro il cui unico vizio è quello del fumo. Purtuttavia è costretto dalla legge a nasconderlo

Ah...non vi avevamo detto che la Legge di Annexia prevede sanzioni sino all'ergastolo per i trasgressori della Legge sulle Droghe. Sono considerata Droghe tutte le sostanze considerate pericolosissime  per la salute ovvero tabacco, alcool, allucinogeni, benzadrina, bibite gasate analcoliche, cibi con un elevato contenuto calorico nonché tutti i cibi transgenici. Il livello di salutismo di Annexia è massimo. Ed il Governo Democratico-Cristiano-Conservatore-Islamico ha stabilito che "il salutismo è la religione del nostro Stato indipendente". Baglu è un ex galeotto a suo tempo internato per tentato omicidio. Accusa infondata ma....la Legge è per tutti la stessa ad Annexia e la Cultura del Sospetto è materia di studio nelle scuole medie inferiori e superiori dello Stato.
Baglu simpatizza subito con Ligeya con per la quale prova una certa comprensione. Potrebbe esserle padre, purtuttavia Baglu ad Annexia non potrà mai diventarlo in quanto sono inibiti i rapporti sessuali con l'altro sesso agli ex galeotti. Pena il taglio netto dei genitali. "Una società evoluta non può permettersi di..." recita la vocina femminile leziosa dell'altoparlante che ha aperto la nostra storia.
Linda Blow non è il tipo che fa sconti a nessuno. E' un'insegnante tutta d'un pezzo ("pezzo di merda" sostiene Ligeya) che dimostra di credere fermamente nella Civilità di Annexia (ella fra l'altro è stata collaboratrice della Presidenza dello Stato in qualità di Responsabile della Comunicazione). La Civiltà di Annexia si fonda principalmente sulla superiorità delle convenzioni piuttosto che su quella delle convinzioni. "Essere educati e sorridenti con tutti nonché perseguire un ritmo di vita sano ed equilibrato, sono le regole auree..." ci ricorda la stronza dell'altoparlante di cui sopra.
Un giorno di un mese non meglio precisato Linda Blow chiama Ligeya nel suo ufficio. "Signorina Meringa, mi pare che il suo comportamento nei confronti dello studio e delle altre compagne di scuole sia deprecabile. Come assolutamente deprecabile è il suo abbigliamento vergognosamente oltraggioso nei confronti di questa Istituzione. Devo pertanto annunciarle un periodo di sospensione dalle lezioni da trascorrere presso l'Ospedale Riabilitativo della Città."

Ligeya fa un palloncino con la gomma da masticare il cui schiocco risuona nella stanza. Guarda l'insegnante tenendola in pugno con lo sguardo: l'una di fronte all'altra. A bruciapelo le sferra, con la pianta del piede scalzo, un calcio in piena faccia con una mossa da simil- judoka professionista rompendole il setto nasale. Il sangue dal naso della Blow esce copioso. La prof. preme un pulsante rosso e compaiono in pochi istanti dei ragazzini con le pupille dilatate che fanno rabbrividire Ligeya.
Linda Blow le prende i polsi e li stringe forte: "Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...." le dice con voce nasale e gutturale dilatando anch'essa le pupille. I ragazzini ripetono a loro volta in una litania continua: Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...".
Sulla porta compare Baglu, armato della sua fedele ramazza. Si infila una mano in tasca ed in un nanosecondo spara un colpo con una Bodeo anni '60 colpendo il cranio di uno dei ragazzini. "Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto...Che cosa hai fatto....che cosa hai fatto..." prosegue la nenia in un crescendo fobico ossessivo. (Le armi sono vietate ad Annexia).

Dissolvenza.....

Baglu e Ligeya corrono lungo i viali della città inseguiti da Linda Blow (che nel frattempo si è trasformata in un mutante della specie dei Rettiliani) alla testa dei ragazzini (nel frattempo trasformatisi in esserini grigi detti appunto, i Grigi).
“Come va?” chiede Baglu
“Incazzata!” soffia Ligeya
“Incazzata?”
“Sì incazzata, odio tutto questo e odio l’urinoterapia, i massaggi drenanti e le unghie quadrate cazzo!!! E quei Grigi rompicoglioni. E la stronza che li guida, ovvio. Avrei dovuto mirare a quella bella testa di biscia…”

Voce fuoricampo: "Perché...no..."

Entrano nel primo edificio che si presenta loro aperto. Si tratta di un modernissimo palazzone bianco la cui hall è completamente spoglia e vuota. Si presenta loro davanti un nanetto deforme e ballerino vestito di rosso.

"itunevneB...etinev noc em". Lo seguono passando attraverso delle ampie tende rosse poste alla fine dell'atrio.

Dissolvenza.

Voce fuoricampo: "oN !"

Nero. Rosso.

Voce di Baglu: "Annexia era una terra felice....ecilef ! enoizazzinoloC.... Colonizzazione...."
Ligeya: "ALIENI !"
Attorno a loro file interminabili di bianchi letti d'ospedale. Corpi inanimati. Donne e bambini urlanti vestiti di nero a piedi nudi. Uomini deformi. Sono entrati in un manicomio.

Il manicomio di Annexia si chiama in realtà "Ospedale Riabilitativo della Città" (O.R.C.). In esso sono internati tutti gli esseri umani che un tempo abitavano la città ora colonizzata da mutanti e demoni d'ogni specie. Non si sa esattamente in che modo sia avvenuta tale colonizzazione. Probabilmente in modo pacifico. Il danaro fine a sé stesso, la pubblicità ossessiva e massificante, la perdita di creatività da parte degli individui, la mancanza di sicurezze interiori, potrebbero essere alcune possibili cause della sconfitta dell'umanità di fronte alla nuova Civlità Mutante di Annexia.

Voce fuoricampo: "Sono le vicissitudini della vita..."


Baglu e Ligeya entrano indisturbati nel Palazzo del Governo.

Voce fuoricampo: "Perche no ?"

I due cominciano a sparare all'impazzata contro i mutanti ed i demoni che li hanno nel frattempo circondati all'interno dell'edificio (dove avranno trovato le armi ad Annexia vietate ?). Incredibilmente riescono ad abbatterli. Ligeya con la solita mossa della judoka abbatte una solida porta in ferro con su scritto: "Ufficio del Grande Vecchio". "Benvenuti ad Annexia signore e signori. Anche quest'oggi una nuova giornata si apre per voi nella metropoli urbana che tutto il Pianta c'invidia...". Trovano una giovane e minuta donnina seduta ad un tavolo con un microfono "on air". Si avvicina loro il nanetto di cui sopra: "etneiN è iam emoc arbmes". Ligeya: ".....la stronza dell'altoparlante !" La donnina sorride loro e si schermisce: "Mi dispiace....questo è il prezzo da pagare per avere una Civiltà evoluta. Eliminare la curiosità e la creatività. Garantire la sopravvivenza del Popolo. Assecondare gli istinti del Popolo evitando che esso possa trasgredire regole prestabilite. La Colonizzazione......l'hanno voluta gli umani." BANG !


Dissolvenza.          

BI-BI-BI-BIP...BI-BI-BI-BIP..BI-BI-BI-BIP.. !!!!!!!
Miss Meringa si sveglia di soprassalto. Yvonne detesta le sveglie e lo svegliarsi presto la mattina.
"Edgar sarà già al lavoro...ahhhhunnnn...che sonno !".
Edgar è suo marito. "Che cazzo di sogno ho fatto ! La Colonizzazione....io che mi chiamavo come quella tipa di quel racconto di Poe....Quel Baglu poi...che nome buffo ! Ed il nanetto...brr...che impressione ! E il cronicaio...e quella troietta dalla voce metallica...."
DRIIIIIINNNN !!!! DRIIIIIINNNN !!!! DRIIIIIINNNN !!!! Suonano alla porta.
Yvonne va ad aprire. Una dottoressa in camice bianco le afferra i polsi ed un energumeno vestito da infermiere le tappa la bocca con un panno al cloroformio. "Sono Linda Blow, signorina Meringa, la dottoressa che la ha in cura....ricorda ? Ci spiace l'intrusione in casa sua, ma....lei non può fuggire dall'ospedale così, senza avvertire. Si calmi. La sua sindrome borderline merita di essere curata. Siamo qui per curarla".

Yvonne cade fra le braccia dell'energumento, priva di coscienza. La Dott.ssa Blow le pratica un'iniezione. Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.Siamo qui per curarla.
Primissimo piano sull'ago della siringa.


Dissolvenza.

Il nanetto danzante vestito di rosso ci viene incontro e con voce gioviale ci informa:  "Niente è mai come sembra".


Luca Bagatin & Lucia "Rehab" Conti



9 agosto 2011

Sette anni di blog. Della serie: dal 9 agosto 2004 con furore



Questo è un post consueto e che arriva una volta l'anno.
Questo è un post talvolta ameno che, però, quest'anno, avrei volentieri fatto a meno di scrivere.
Questo è un post di bilanci.
Ecco, appunto.
Sono passati sette anni dall'apertura di questo blog e, come di consueto, sono a fare il punto della situazione. Della mia situazione che, del resto, è correlata alla situazione di questo blog. E viceversa.
Il 2011 è stato un anno triste. E' come se la fine del mondo, profetizzata dai Maya, per me, fosse stata anticipata di oltre un anno e mezzo.
Il 2011 mi ha regalato almeno due batoste che mi avevano quasi persuaso a chiudere questo blog e a ritirarmi a vita privata. Di ogni comfort.
Ovviamente, quando si tergiversa e si utilizzano giochi di parole c'è sempre un motivo. A volte nascosto, a volte intuitivo. Come canterebbe Adriano Celentano di cui, pur non condividendo nulla delle sue idee politiche (semmai ne abbia mai avute), è e rimane un punto di riferimento musicale importante. Per me.
Il 2011 ha visto la fine di una bella storia con una lei ("Lei" ?!?) di cui non vi ho mai parlato nè intendo parlarvi.
Il 2011 mi ha portato via anche un carissimo amico e collaboratore di questo blog: Peter Boom, con il quale avevo fondato la rubrica sulla "Teoria della Pansessualità" che trattava di libertà sessuali e diritti civili.
Due batoste dalle quali, nonostante il tono (apparentemente) giocoso di questo post, non credo riuscirò a riprendermi veramente mai del tutto (e non dite che "la vita continua" perché sa di presa per il culo e mi fate solo incazzare).
Detto questo, ovvero la parte più difficile del post, passiamo alla cose facete.
In sette anni di blog abbiamo superato abbondantemente le 2 milioni di visite, con un'ottima media giornaliera che va dalle 300 alle 500 visite.
In sette anni di blog abbiamo scritto oltre 400 articoli, pubblicati su quotidiani nazionali e riviste specializzate di Storia, letteratura ed esoterismo.
In sette anni di blog abbiamo scritto, compreso il presente, 1145 post di cui: 45 racconti misti; 19 racconti dell'orrore; 47 poesie; 57 fra articoli e post sulla spiritualità e...una miriade di altre cazzate che non sto qui ad elencare.
In sette anni di blog ci siamo avvalsi della collaborazione ed amicizia, oltre che di Peter, di Lucia "Rehab" Conti, vocalist dei "Betty Poison", ormai di livello internazionale; della showgirl Metis Di Meo, che ha creduto in questo blog, rilasciando in esclusiva un paio di interviste e di Francesca Vigni, autrice dell'unico libro sulle donne e la Massoneria pubblicato in Italia.
In sette anni di blog abbiamo organizzato diversi convegni ed incontri su Pannunzio, la laicità ed il repubblicanesimo.
In sette anni di blog abbiamo ricevuto il plauso delle maggiori Obbedienze massoniche italiane che, talvolta, ci hanno anche invitati come relatori.
In sette anni di blog abbiamo cercato di dare visibilità a chi era stato dimenticato ed a quegli argomenti mai o mal o poco trattati dal panorama culturale nostrano.
In sette anni di blog non abbiamo avuto pretese, per quanto più di qualcuno avrebbe voluto pretendere (ma è stato rispedito al mittente con tanto di "vaffa").
In sette anni di blog non siamo andati in Tibet, per quanto è lì che - presto o tardi - vorremmo ritirarci.
In sette anni di blog verrebbe la voglia di dire che siamo entrati in crisi: del settimo anno.
Ma non siamo sposati, per cui, possiamo anche proseguire.
Risorgere nello spirito ed insorgere nel corpo. Psicosessualmente parlando.
E, dunque, come ogni anno, dopo queste premesse, eccoci arrivati all'angolo delle promesse: poche, ma che siamo certi di mantenere.
Promettiamo ai lettori, per i mesi a venire, almeno due cose e mezzo, anzi tre:

1) Un'intervista al maggiore storico della Massoneria in Italia: Aldo A. Mola

2) Un'intervista ad un'amica, la modella Erica Melargo, volto nuovo dello spettacolo, che vorremmo contribuire a promuovere

3) Il sottoscritto diventerà il personaggio del nuovo trhiller di un noto scrittore statunitense


Il prof. Aldo A. Mola; Erica Melargo; il sottoscritto

Ho detto tutto.
Pensavo sarebbe stato più difficile e che non ce l'avrei fatta.
Ed invece, anche per quest'anno, è andata.



28 maggio 2010

My Band: Betty Poison

Che fine ha fatto Lucia Rehab Conti ?
Aprii qualche anno fa, su di lei, una rubrica apposita su questo blog.
Con Lucia scrissi a quattro mani anche qualche racconto noir e grottesco (pubblicati sia sul blog che altrove. Un amico ci sta anche lavoricchiando per realizzarne un cortometrtaggio-cartone animato), in linea con la sua personalità fuori dagli schemi, profondamente colta, a tratti malinconica, onirica, sospesa fra Edgar Allan Poe e David Lynch.
Da parecchio tempo le nostre strade si sono pressoché divise e purtroppo non ho più avuto modo di sentirla. E questo, lo confesso, mi spiace molto.
Oggi lei, da vocalist dei Betty Ford Center - il piccolo gruppo fuck'n roll di Frosinone nato nel 2005 - è vocalist dei Betty Poison, ormai conosciuti a livello internazionale.
Lucia e i suoi compagni, diciamola tutta, se lo meritano davvero.
Vorrei dedicare a lei, ai Betty Poison ed a tutti voi lettori, la pubblicazione di questa video-intervista che vede protagonista la stessa Lucia che, alla fine del video, riassume la sua filosofia "politicamente scorretta": "L'Italia deve diventare più agile...eliminando molte dissertazioni....e provare a suonare".
Come non condividerla !

L.B.



3 dicembre 2009

SILLY POP SONG by Betty Poison



Trovo che lo stile di Lucia "Rehab" Conti sia da sempre inconfondibile.
Su questo blog, peraltro, come sanno bene gli assidui lettori, ho aperto da alcuni anni una sezione intereamente dedicata a lei ed al suo stile.
Uno stile gotico, grottesco, a tratti macabro e dal sapore per nulla rassicurante.
Ascoltarla è sempre un viaggio all'interno di un universo duro. Duro come la vita dalla quale, presto o tardi, ad ogni modo, si riemerge sempre.

Ecco dunque SILLY POP SONG: il nuovo video dei Betty Poison (già Betty Ford Center), cantato ed interpretato da Lucia "Rehab" Conti:





19 giugno 2009

PRIMA PERDERSI POI RITROVARSI: sceneggiatura per mediometraggio by Luca Bagatin



Luci soffuse su fondo viola.
Ilona (Staller) all'arpa. Valentina (D'Agostino) vestita da angelo e sorretta da una corda. Metis (Di Meo) al centro della scena vestita con un lungo abito verde.
Dale Cooper (un sosia di Kyle MacLachlan, magari più giovane) al centro, di fronte a Metis, e con le mani intrecciate dietro la nuca.
- Okay, ragazzi ! Per oggi abbiamo finito ! - grida Baglu dalla cabina di regia.
La penultima scena del film sembrava perfetta.
Gli attori non si muovono dalla scena. Baglu scoppia in una fragorosa risata.
Parte una musica jazz di sottofondo. Entra in scena Lucia (Lucia “Rehab” Conti). Il sottofondo jazz si interrompe e lei inzia a suonare e cantare il suo pezzo, Psychovicious dei Betty Ford Center.
Ilona posa l'arpa. Guarda in alto verso la cabina di regia. Inizia a muovere lentamente la testa ora a destra, ora a sinistra.
Valentina canta, seguendo Lucia.
Metis stringe a sé Dale Cooper.
Baglu osserva, in silenzio. Poi, dopo essersi acceso un sigaro, scoppia in una fragorosa risata.



Nella scena successiva una bambina con il cappotto rosso prende per mano Baglu che continua a fumare il sigaro.
- Andiamo -
- Andiamo ? -
- Sì, andiamo -
- Non abbia paura -
- No.... -
- No -
- Devo mostrarle delle cose..... -
- Sì -
- Certo....signor Baglu -
- Andiamo.... -
- Sì, andiamo -

Dalla nebbia (molto simile al fumo del sigaro di cui sopra) appare un grande cancello ed una scritta ARBEIT MACHT FREI........
Moltitudini di uomini e donne scarni e nudi dietro al reticolato.
Parole gutturali...tedesco forse.....suoni disturbati.....
Un uomo indifeso è percosso dal calcio del fucile di un soldato.
Ad una donna viene strappato un bimbo che stava allattando ed al quale è fracassato il cranio contro un'incudine.
Baglu ora ha gli occhi rossi di pianto.

- Ma non è successo veramente – lo rassicura la bambina
- N....No ? - risponde Baglu a fatica
- Non proprio. E' successo molto di più. Qui.....e in tutto il mondo..... Non ricorda ? -
- S....Sì -
- Che ne pensa ? -
- Che gli uomini sono dei bastardi -
- Non dica così, signor Baglu. Tutti possono sbagliare.... -
- Sbagliare ? -

Ora le moltitudini di uomini e donne sono separati in due file....pronti ad andare dritti dritti verso le cambere a gas.
Bambini in divisa da carcerato singhiozzano.

- No ! Io devo fare qualcosa ! -
- Signor Baglu, le ricordo che lei non può far nulla. Non siamo in una delle sue storie. Siamo nel bel mezzo della Storia -
- Perché mi hai portato qui, piccola ?-

La bambina con il cappotto rosso abbassa lo sguardo. Singhiozza. Piange.
Il cuore di Baglu batte forte, all'impazzata.
- Devo.....devo fare qualcosa ! -

Irrompe nella scena e si scaglia contro uno dei soldati. Lo percuote. E' un manichino.
Un altro soldato lo colpisce in pieno stomaco. Baglu cade a terra.
E' subito denudato e messo nella fila degli uomini.
- Non ho paura di morire.....Non l'ho mai avuta. Salvo quando ero bambino -
Uno dei crucchi gli intima di fare silenzio.
- Non è questo il problema. Il problema è quello che viene prima, durante.....insomma, la sofferenza..... -
Il soldato lo spintona, lo getta a terra. Gli sferra un calcio in pieno volto facendogli sanguinare il naso.
- Non è questo il punto, dicevo..... -

La bambina con il cappotto rosso gli viene incontro.....
- Signor Baglu ! -
La prendono in un batter d'occhio e la spintonano verso gli altri bambini.

- NOOOOOOOOOOOOOOOO -

Baglu sferra un pugno in pieno volto al soldato che ha di fianco.
Gli uomini diretti alle camere a gas cercano di dissuaderlo:
- No, signor Baglu, no. Lasci stare.... -
Baglu prende uno dei fucili ed inizia a sparare contro i soldati. Li colpisce uno ad uno.
Finiti i colpi riesce a recuperare i fucili dei soldati morti e così avanti.
Sino a che uno dei crucchi lo colpisce.....

La scena si interrompe con Baglu, nudo, che sta per cadere a terra.



Terza scena. Nuovamente Baglu che tiene per mano la bimba con il cappotto rosso.
- Hey Baglu, non mi dire che hai avuto paura ! -
- Anni fa avrei detto che....sono un duro ! -
- Voglio dire.....sai che è tutta un'illusione. Anche se sono cose accadute VERAMENTE ! -
- La vita è tutta un'illusione. Ma ciò non significa che sia meno vera o meno reale -
- Bravo ! L'importante è andare sempre dritti alla meta anche se non sempre ci si ritrova in un bosco pieno di lamponi ! -

Baglu sorride.
Ora la bambina si trasforma in un angelo. Anzi, in Valentina vestita da angelo.
Questa volta però non c'è nessuna corda a sorreggerla. Vola da sé.
Baglu la segue, volando a sua volta.

Voce fuoricampo (megafono): SAREBBE BELLO PERDERSI NEI TUOI OCCHI E RITROVARSI SUL TUO SORRISO

Ultimissima scena. Il numerosissimo pubblco che stava guardando il film di cui sopra sbotta:

- E' un assurdità ! Ridateci i soldi del biglietto ! -

Uomini e donne si alzano e vanno verso l'uscita del cinema, arrabbiatissimi, disgustati, bellicosi.
Ad attenderli al botteghino la bigliettaia, Metis. Li guarda sorpresa.....poi li risarcisce uno ad uno.
Sono una moltidudine, un migliaio di persone circa che esce quasi di corsa dal cinema, quasi a prendere una boccata d'aria.
Gli attori Ilona, Valentina, Lucia, Kyle, sorridenti e festanti, all'uscita, lanciano al pubblico manciate di coriandoli e stelle filanti. A loro si aggiunge anche Metis.
Un elicottero è sopra le loro teste. Vola a bassa quota ed all'interno vi è Baglu che scarica addosso al pubblico un sacco pieno zeppo di coriandoli.
Ride a squarciagola.
Il pubblico è ricoperto di coriandoli. Ora tutti sorridono o quasi.
La telecamera inquadra in un Primissimo Piano una bambina. Indossa un cappotto rosso, ci saluta e fa l'occhiolino.
Psychovicious è la colonna sonora finale.   




13 maggio 2009

TOPOLIN TOPOLIN I MILLE MILLE SOGNI DI UN.......(ba)GAT(t)TIN !



Non ho mai bene capito perché, ma questo blog continua a macinare consensi (cribbio !).
Và avanti a vele spiegate da quasi cinque anni con una media di 800 visite al dì, con punte delle 1200, raccontando di tutto e di più. Soprattutto di tutto.
E pensare che inizialmente doveva essere solo un contenitore di racconti !
Ad ogni modo comunque (Dino Buzzati docet) il merito penso possa dirsi in gran parte anche dei suoi ispiratori diretti e/o indiretti, che, in questi anni (specialmente ultimi) con la loro presenza, la loro amicizia ed i loro spunti mi hanno inevitabilmente accompagnato in quest'avventura scrittur-immaginifica.
Sicuramente sono molti di più di quelli che elenco qui sotto ma.....vedremo di rimediare prossimamente.
Ad ogni modo comunque (quanto adoro questa frase che non vuol dire nulla, in sé, è quindi vuol dire tutto per me) eccoVi una carrellata di codesti amici-ispiratori versione DYSNEIANA a tratti redattori più o meno involontari di questo luogo telenettico pSYchellizzato denominato con un vocabolo a tratti gutturale e purtroppo alquanto asettico: blog (che comunque è sempre meglio di FACCIA DI BUCO !!! Terminologicamente eloquente, direi).

ME MEDISIMO: Topolino (il nano benefico)



DARIO "BAZARDELLEPAROLE" MARINI: Pippo (vecchio compagno d'avventure)



LUCIA "REHAB" CONTI: Amelia (magico hard-rock !)



LANFRANCO PALAZZOLO: Paperino (direttamente dagli invisibili teleschermi di Radio Radicale, quella senza Veline)



METIS DI MEO: Minnie (la rossa che dà la scossa !)



MAURO SUTTORA: Gastone (dalla Cina con furore)



SBRICIOLINA: Paperina (erotismo in radio e non solo)



PETER BOOM: Commissario Basettoni (vigilantes dei diritti delle minoranze)



EMANUELA BATTIGELLI: Ariel, la Sirenetta (musica per l'Anima)


sfoglia     dicembre        febbraio






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini