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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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30 luglio 2015

Mattarella (sedicente) massone e dintorni: come il complottismo gossipparo e la massonofobia rafforzano il Potere da sempre

Parecchi cosiddetti “organi di informazione” (leggi “organi di deformazione”), pur di vendere copie e ricercare un sensazionalismo effimero che, peraltro, avvantaggia solamente le élite al potere, tirano in ballo le solite assurdità relative ad una presunta massoneria deviata.

Lo fecero già con il falso scaldalo P2, che vide peraltro assolti tutti i componenti della Loggia Propaganda nr. 2 – per nulla deviata né segreta – da qualsiasi nefandezza ad essi attribuita (ed attribuibile, diversamente, al mondo politico ed economico, che nel frattempo è gravemente peggiorato).

Oggi lo fanno parlando di un Mattarella ospite di una sedicente loggia massonica. Ovviamente deviata. Sic !

Ora, per costituire una qualsiasi associazione, abbia essa il nome “massonica” o “bocciofila”, è sufficiente andare da un notaio e costituirla. Detto ciò, la Massoneria è un'altra cosa e, per chi avrà la pazienza di studiarne i rituali d'iniziazione, il carattere spirituale ed esoterico della medesima, avrà la possibilità di comprenderla meglio. E di comprendere che, se vuoi far carriera, faresti meglio a costituire un partito, un'azienda, una rete d'affari che gestisca “la roba” (tanto per citare Ernesto Rossi).

Taluni giornalisti in cerca di notorietà e taluni politicanti o aspiranti tali, invece, preferiscono ignorare tutto ciò e utilizzano il nome Massoneria per coprire la verità. Preferiscono non dire, ad esempio, che il problema è il sistema economico capitalistico e bancario ed il sistema politico odierno che sfrutta i cittadini ed i popoli, specie i popoli del Terzo Mondo. Un sistema che non funziona ed è dannoso, oltre che criminale.

La Massoneria, Istituzione antichissima fondata da Muratori Operativi sulla base delle conoscenze gnostiche, esoteriche e misteriosofiche dell'Antico Egitto e dell'Antica Grecia e successivamente costituita da filantropi, alchimisti e rivoluzionari sociali, diversamente, è una scuola che fornisce un rigoroso metodo di elevazione morale i cui scopi - come enunciato dal conte Alessandro di Cagliostro – sono tre: Fratellanza dell'umanità senza distinzioni; Uguaglianza fra tutti i cittadini ed i popoli; Libertà dai dogmi e da ogni tipo di catena, oppressione, sia essa morale o sociale.

Detto ciò è assai improbabile che i signori del Fondo Monetario Internazionale siano massoni e così i tanti mafiosetti di casa nostra e altrui, le tante mentalità mafiose che albergano le nostre città. Roma in primis, la quale ha dimenticato ogni ideale Risorgimentale ed alla quale andrebbe tolto il titolo di Capitale d'Italia.

Ma fa comodo a molti far credere il contrario. Fa comodo non rammentare che massoni furono non già ricchi banchieri come Mario Draghi, bensì grandi idealisti e condottieri quali George Washington, Simon Bolivar, José de San Martin, Giuseppe Gaibaldi, Ernesto Che Guevara, Juan Domingo Peron (quest'ultimo componente della Loggia Propaganda nr. 2), Salvador Allende e molti altri che, specie nel mondo latino, hanno lottato e lottano ancora per l'emancipazione dei popoli e per la loro elevazione morale, sociale e culturale.

Fa comodo, ma tali informazioni vanno diffuse con sempre maggior frequenza (anche perché spesso censurate), perché la massonofobia è una forma di discriminazione antica che, ancora una volta, serve da copertura ai troppi che siedono ai vertici del Potere. Così come ieri serviva al Trono ed all'Altare per le medesime ragioni.


Luca Bagatin



30 luglio 2013

Per il ciclo CINICO BAGLU...aforismi scelti in salsa black humor

L'innamoramento è una cosa bellissima...quando capita a qualcun altro, meglio se nei film.

Vivere di ricordi è il miglior metodo per evitare di pensare al presente e, meglio ancora, al futuro.

Vivi come se dovessi morire domani, e, se dovessi morire domani, non fartene cruccio. Non te ne renderesti nemmeno conto.

La fortuna aiuta gli audaci, ma non tutti. Noi Acquario abbiamo Saturno contro da quel dì.

Non credo al matrimonio, ma ai contratti prematrimoniali.

Non fare affidamento sul prossimo, a meno che non si tratti del tuo dolcissimo animale domestico.

Francamente non comprendo perché, ancora una volta, in Italia se la prendono con chi non c'entra nulla.
Nella fattispecie il Ministro Kyenge che - a differenza di Prodi, Berlusconi, Bersani, Letta e Alfano - non ha alcuna responsabilità politica oggettiva.
Sarà forse che è più facile tirare le banane a chi non c'entra nulla piuttosto che andare al cuore del problema ?
Il cretinismo italico dilaga.




8 luglio 2013

A proposito dell'uso del corpo femminile nelle pubblicità e non solo (ovvero come una politica alla frutta non sappia proprio come farsi notare e tenti di farci mangiare la foglia...di fico !)


Una provocatoria e provocante foto di Ilona a corredo di un provocatorio e provocante articolo
Sento ancora di polemiche (politiche, sic !) a proposito dell'uso del corpo femminile nudo nelle pubblicità. Addirittura si paventano disegni di legge.
L'Italia è un Paese di tristoni e di frustrati. Oltre che di politici poco corretti e privi di buonsenso.
Il corpo nudo, sia esso femminile o maschile, andrebbe utilizzato in ogni dove. Ce lo insegnavano i Popoli antichi, con la relativa Arte (Sacra, ma non solo).
Andrebbe piuttosto vietata la presenza dei politici in tv: è offensiva per il cittadino.

Questa una boutade, ma sino ad un certo punto.

Mi chiedo sempre perché ad essere mercificato, nell'immaginario mediatico e collettivo, persino politico, debba sempre essere il corpo femminile. Perché non mercificare e/o far conoscere la realtà della mercificazione del corpo maschile, parlando anche di modelli storici quali Rodolfo Valentino ? Tutto è lecito, io credo, fra persone intelligenti e consenzienti. Per il resto, tornando a monte della mia “boutate”, vorrei citare una massima dell'ottimo Tinto Brass, coniata durante la sua campagna elettorale per i Radicali : "Meglio un culo che una faccia da culo".

Questa storia della mercificazione del corpo femminile mi sembra un falso problema. Guardo la tv, i cartelli pubblicitari, come spesso accade a chiunque. Non mi pare che la pubblicità che utilizza il nudo sia così eccessivamente diffusa. Però mediaticamente "fa notizia" dire questo. E fa notizia anche fare una legge per vietare questo o quell'aspetto, come ad esempio il gioco d'azzardo, sul quale l'amico Cesare Lanza ha scritto un ottimo saggio, il cui spirito libero e libertario condivido in toto. Il problema, tutt'al più, è che la pubbicità è spesso demenziale e sciocca. Utilizza metodi comunicativi incomprensibili e che sviliscono l'intelligenza del telespettatore (vedi il pinguino della Vodafone, ma non solo).

Personalmente sono per l'esaltazione di tutti i corpi. Questo, forse, nelle pubblicità e in ogni dove, si fa poco. Esaltiamo tutti i corpi, dico io: belli e brutti, semmai esistesse la bruttezza o la bellezza in senso assoluto. Ne ho fatta la mia bandiera contro i pregiudizi da quel dì. E l'ho iniziata allorquando mi vedevo e mi vedevano brutto, goffo, con la pancetta e le braccia magrissime (per non parlare delle gambe corte). Ma chi se ne frega ? Il corpo è bello a prescindere, altrimenti nasceremmo vestiti. Semmai è con l'imposizione dei falsi pudori che...ci vergognamo di essere nudi ! Come quella favoletta "pseudo-cristiana" che ci racconta di Dio che mostrò ad Adamo ed Eva il "peccato" (sic !) di essere nudi. Nudità è libertà e semmai sarebbe un peccato se esistesse un Dio così beota e bigotto ! Viva ora e sempre il Serpente ! E il Serpente è un simbolo gnostico e fallico. Non a caso.

Oggi si è perso il senso del Bello, nel senso assoluto. Si crede bello un corpo magro, ammiccante, ma è davvero così ?

La pubblicità demenziale e trash è accattivante e sensuale ? Ci pensino un po' su i pubblicitari e poi mi dicano.

Viviviamo da qualche decennio una certa involuzione e “americanizzazione” dei costumi. “Americanizzazione” peggiore, se pensiamo che negli USA ci sono stati i più grandi movimenti di Liberazione mondiale, ovvero i movimenti Beatnik e Hippie.

Alla fine degli Anni '70, invece, l'indistinzione l'ha fatta da padrone a dispetto anche dei timidi tentativi di controcultura Cyberpunk. Per arrivare agli Anni '90 e '00, alla caduta positiva dei Muri, ma non delle barriere mentali.

L'economia, piuttosto che i diritti sociali e civili, l'ha fatta da padrone e oggi che accade ? Oggi non si sviliscono tanto i corpi femminili, quanto piuttosto le intelligenze addormentate e annichilite da bombardamenti mediatici, pubblicitari e politici distruttivi.

Il senso del Bello (per non parlare del Buono e del Vero - e nudità è sinonimo di Verità,  se utilizzata libera da ogni condizionamento), è stato in sostanza sostituito dal nonsenso del brutto, del trash, dell'indistinto.

Da Brigitte Bardot e Ilona Staller, da Rodolfo Valentino e Marcello Mastroianni si è giunti a Belen Rodriguez e qualche sconosciuto del Grande Fratello.

Questo volendo parlare in termini meramente mediatico-mediocri di “casa nostra”.

Ma potremo allargare il discorso al cinema o alla politica.

I “grandi del passato” sostituiti dal “passato di verdure” che passa il convento dell'increatività.

Me ne rendo conto, sto andando fuori tema, per quanto sino ad un certo punto.

Mi chiedo se si placheranno le polemiche sui corpi femminili (come quelle sul gruppo di attiviste “Femen” che a me sono molto simpatiche) e se si inizierà a parlare di altro.

Di problemi concreti, di lotta alla corruzione, di sviluppo sostenibile, di diritti individuali e sociali.

Ne dubito, purtroppo. Perché la concretezza raramente fa notizia.


Luca Bagatin (fra Ilona Staller e Ursula Davis Hula Hop, donne mito non mitomani di una grande stagione artistica)



7 luglio 2013

Abusivismo politico da abbattere. Con la forza dell'Amore e della Libertà del cuore


ABUSIVISMO ELETTORAL-PARTITOCRATICO DI DESTRA



ABUSIVISMO ELETTORAL-PARTITOCRATICO DI SINISTRA



ABUSIVISMO ELETTORAL-PARTITOCRATICO DI GOVERNO
(IGNAZIO MARINO INIZIA A DARE IL CATTIVO ESEMPIO)



CREATIVITA' DI PIAZZA, FUORI DALLA POLITICA.
COSTRUIAMO UN MOVIMENTO D'AMORE CONTRO L'ABUSIVISMO E LA CRIMINALITA' POLITICA E COMUNE



www.amoreeliberta.blogspot.it







9 agosto 2012

Otto anni di blog.

  • Un dolore mi trafisse il cuore, come succedeva ogni volta che vedevo una ragazza che mi piaceva andarsene in direzione opposta alla mia in questo mondo troppo grande
  • (Jack Kerouac)
  • Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte (Jack Kerouac)



Quando mi feci crescere la barba e scelsi di usare occhiali dalla montatura ben visibile, mi dissero che così rischiavo di creare una sorta di barriera fra me e gli altri.
Alzai le spalle e me ne fregai altamente.
Barba e baffi me li disegnavo sin da bambino, con penne e matite e, quanto agli occhiali, non metterei le lenti a conttatto nemmeno se mi offrissero un milione di dollari in contanti (odio i corpi estranei).
Quando mi feci crescere la barba era il 2004 o forse prima. Barba e occhiali, nel corso degli anni, sono diventati due segni distintivi per me irrinunciabili. Ed anche il portare sempre con me una borsa a tracolla zeppa di libri, riviste, appunti, profilattici, sigarette, a volte anche una macchina fotografica che mi ha regalato una donna speciale.
Nel 2004 nacque questo blog, alla fine di uno dei tanti, troppi, periodi difficili della mia vita.
Era il 9 agosto ed avevo voglia di un luogo in cui raccogliere le mie esperienze, i miei racconti, le mie poesie.
Avevo venticinque anni ed avevo passato i miei anni precedenti dividendomi fra attività politica, prima in gruppi di estrema sinistra e poi libertari e liberali. Avevo letto tutto Marx a quindici anni, preferendo ad ogni modo, Engels. Poi ero passato a Tocqueville, Adam Smith, ma soprattutto Giuseppe Mazzini e non dimenticandomi delle lezioni di Ernesto Rossi e Filippo Turati (e nessuno mi chieda, per favore, con faccia ebete, "chi cazzo sono ?").
Fra i miei venti e venticinque anni avevo letto tutti gli autori della Beat Generation e praticato diverse discipline orientali: buddhismo (essendo certo che l'unico autentico buddhismo, se proprio ne esiste uno, è quello Zen); induismo, frequentando Hare Krishna, commentando la Bhagavad Gita (rimanendo letteralmente innamorato della figura di Krishna che sì, cazzo, è Dio, ma anche noi lo siamo proprio perché lo è lui, che è blu come la nostra anima); frequentando teosofi e devoti di Sai Baba.
Ho studiato un po' di Freud. Ma soprattutto Jung.
Ero animato unicamente da un'ancestrale spirito di ricerca e non certo perché qualcuno me lo aveva inculcato nel cervello o perché mi avesse spinto la mia famiglia, visto che non ho mai avuto una famiglia, nel senso più tradizionale del termine (e questo fu un bene).
A venticinque anni avevo deciso di mettere su pixel queste mie esperienze, per mezzo di racconti, barzellette, koan zen e altro. Alla fine www.lucabagatin.ilcannocchiale.it è diventato molto di più e molto altro.
Su questo foglio elettronico pixellizzato (io che di tecnologia non ci ho mai capito nulla e che mi innervosisco perché non so inviare sms con telefonini di nuova generazione che, per fortuna, non ho mai acquistato...ma mi viene l'ansia se penso che ne sarò, presto o tardi, costretto), messomi di buzzo buono ad imparare i rudimenti dei blog e dei siti web (fra le altre cose ero anche reduce da un corso di realizzazione di siti web finalizzati al marketing), ecco che ho dato vita a questo piccolo luogo.
Che oggi è visitato da 300 persone e passa al giorno e sul quale sono accadute le cose fondamentali della mia vita.
Qui mi sono innamorato, per la prima volta. Qui ho conosciuto amici fraterni, che hanno collaborato con me (o dato suggerimenti che si sono rivelati utili) a progetti culturali importanti: Bazar, Peter Boom, Nathan Gelb, Andrea G. Pinketts, per citarne alcuni.
Qui ho dato vita a storie nelle quali i miei alter ego quotidiani hanno preso vita: Dylan Dog, Frencesco Dellamorte, Michele Apicella. Racchiusi in Baglu: eroe/antieroe alla ricerca di una libertà che non trova in questa vita e che si illude di trovarla nell'altra, dalla quale, peraltro, proviene.
Qui ho scritto un sacco di articoli, che mi hanno aperto la strada alle prime collaborazioni professionali. Ho scritto sempre senza peli sulla lingua, attirandomi anche le critiche e le diffamazioni di qualche stronzo malcagato (che per sua fortuna non mi ha conosciuto personalmente, con tutta la mia impazienza e rabbia in corpo, tale da poter stendere un elefante furioso). Ma, si sa, la cacca rimane per terra. E non è il caso di schiacciarla.
Qui ho combattuto le mie battaglie contro i fighettini (specie "de sinistra", senza che sapessero che cazzo volesse dire) ed i figli di papà; contro la pubblicità e le mode, ovvero la corruzione della mente. L'ho fatto qui ed ho potuto farlo perché non ho mai avuto nulla da perdere, né nulla da guadagnare.
E non si può abbattere chi non ha mai avuto paura di morire. Perché ha compreso il sottile filo che lega la vita alla morte.
Dovrei parlare della crisi economica, forse. No, non mi va di parlare di crisi, proprio io che sono in crisi da vent'anni buoni. Alla ricerca di un significato da dare al Tutto (per fondersi e confondermi in esso ? No, per me è una cazzata !).
Bando ai discorsi seri e veniamo alla facezie.
Facciamo un bilancio di quest'anno bloggifero e scritturifero: nuove collaborazioni interessanti a riviste e realtà editoriali prestigiose quali "Officinae" e "Palazzo Vitelleschi", organi della Gran Loggia d'Italia degli ALAM (e tutto il mio ringraziamento va al Gran Maestro Luigi Pruneti, anche per avere avuto il coraggio di linkare questo blog sul suo sito web ;-)); "Le Città", nuovo e ottimo freepress romano diretto da Daniele Priori; "Lamescolanza", il sito di Cesare Lanza, che è diventato un amico e che ha dato vita ad un progetto per il ritorno al merito.
Fra le altre cose devo ringraziare Aldro Gritti, giovane sacerdote e ricercatore, che mi ha dato la possibilità - in esclusiva e solo per questo blog - di intervistarlo a proposito delle sue ricerche relative al Manoscritto Voynich.
Questo piccolo luogo, se lo vorrete, continuerà ad esistere. Continuerà ad offrire punti di vista non scontati, a volte difficili da sostenere, ma profondamente autentici.
Continuerà a promuovere idee, laboratori, talenti. Progetti, pur in questa crisi che è prima di tutto crisi di valori, di identità e di affetti.
Chi scrive lo sa bene.
Ed ora le promesse per il nuovo anno: una nuova intervista al prof. Aldo A. Mola; una all'attrice Lavinia Guglielman ed un'altra all'attrice Ilaria Drago. Nuove avventure di Baglu; nuovi aforismi di Paolo Bianchi; nuove battaglie politico/culturali per i diritti individuali e le libertà economiche, contro la partitocrazia e lo Stato criminale.
In pieno stile beatnik.



1 agosto 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Certe volte". Pensieri estivi by Baglu




Sono su questa mia panchina e non è una novità.
Agosto è appena cominciato ed io sono davanti ad una scuola.
Fingo di aspettare mia figlia. La Figlia che Non ho, avuta dalla Donna che Non ho.
Lei, ai vecchi tempi, mi diceva una cosa tipo: "certe volte penso che tu saresti un padre perfetto".
E, "certe volte", sosteneva persino che fossi "l'uomo perfetto". Ovviamente precisando il "certe volte".
Questo "certe volte" è sempre stato rassicurante.
Io penso, più semplicemente, di essere un uomo imperfettissimo e che sarei un padre possessivo ed autoritario. Mah, non lo so. Forse sarei solo apprensivo ed innamorato.
Della mia donna e dei miei figli.
Ma che sto dicendo ? Ma perché mi vengono in mente queste cose ?
Dovrei scrivere la sceneggiatura di un film ed invece me ne sto qui, su questa panchina, a pensare.
Eccola, arriva. Ecco, la saluto e le sorrido, come ogni giorno. E' la ragazza che porta a spasso il cane. Sì, mi sembra che sia la ragazza dell'analisi del sangue della settimana scorsa, sì, quell'infermiera alla quale devo essere sembrato un tipo strano.
Non lo so. Non ricordo. Sì, è lei. Vabè e allora ?
Preferisco lasciarmi scivolare le cose. E analizzare i miei sogni notturni, immaginando che con me ci siano Freud e Jung che discutono animatamente. Anche con me.
Squilla il cellulare.
"Sì, pronto ? Bonjour, comment allez-vous? Je vais bien, merci. Le film ? Non, je ne sais pas. Je suis assis sur un banc, regarder ma fille. Au revoir".
Da Mario fanno degli spaghetti niente male. Sì, penso che, prima che Mario chiuda per le vancanze estive, dovrei approfittarne. Sì, una porzione soltanto, va bene.




31 luglio 2012

L'orrore di Amityville: verità o finzione ?


A sinistra la casa di Ocean Avenue 112; a destra i coniugi Kathleen e George Lutz

Non sappiamo quanto di vero ci sia nelle vicenda che coinvolse i coniugi Lutz, vissuti, a cavallo delle feste natalizie fra il 1975 ed il 1976 a Long Island, nella cittadina di Amityville, per ventotto giorni nella casa che avevano acquistato, sita al 112 di Ocean Avenue.
Non sappiamo se, effettivamente, la loro casa fosse stregata o se si sia trattato delle più grande trovata pubblicitaria della fine degli anni '70, al fine di far vendere ben dieci milioni di copie al libro-documento dello scrittore statunitense Jay Anson, "Orrore ad Amityville".
Libro pubblicato nel 1977 e che, appunto, racconta, in forma romanzata, l'orrore vissuto da George e Kathy Lutz e dai loro figli Chris, Missy e Denny.
La casa che abitarono in quei ventotto giorni, infatti, fu in precedenza abitata da Ronald De Feo e dalla sua famiglia che fu da lui sterminata, a sengue freddo, con un fucile da caccia: genitori, due fratelle e due sorelle, tutti uccisi per "ordine", a suo dire, di una "voce che gli diceva di farlo".
Quella "voce" esisteva davvero ? E, se sì, a chi apparteneva quella "voce" ?
I Lutz, acquistata la casa di Amityville per una cifra più che ragionevole, piomberanno ben presto nell'incubo, avvertendo arcane presenze; frastuoni improvvisi nel cuore della notte; odori nauseabondi provenienti da uno stanzino segreto dalle pareti dipinte con il sangue; un crocifisso trovato al rovescio; presenza di numerose mosche in pieno inverno; presenza di maiali parlanti ed oggetti animati; oltre che, si troveranno spesso a fluttuare nel vuoto, sopra al loro letto e, durante il giorno, avranno spesso improvvisi cambi di umore.
Padre Mancuso, loro parroco, pur tentando di occuparsi delle vicenda, non riuscirà totalmente nel suo intento in quanto sarà perseguitato dalle "arcane presenze" sin dentro alla sua parrocchia e nella sua casa, con febbri improvvise ed inspiegabili piaghe alle mani.
Come nelle migliori e più classiche storie dell'orrore, solo l'abbandono delle casa darà sollievo alla famiglia Lutz, che smetterà di essere perseguitata, peraltro, solamente quando i suoi componenti si trasferiranno definitivamente in California.
Purtuttavia l'enigma rimane: fantasia o realtà ? Presenze demoniache hanno davvero abitato una casa ad Amityville, nello Stato di New York ? Quante case effettivamente stregate ci sono, ancora oggi, nel mondo ?
Relativamente alla casa dei Lutz, nemmeno il Psychical Research Institute di Durham ed i medium che saranno ingaggiati per indagare sul caso riusicranno a darsi una spiegazione definitiva. Alcuni dei fenomeni che i Lutz riscontrarono, come ad esempio il freddo glaciale, potrebbero essere spiegati come la presenza di "entità disincarnate", ovvero di spettri, i quali, secondo gli esperti di occultismo, sono in grado di assorbire il calore. 
Altri fenomeni possono rientrare nella categoria della cosiddetta "retrocognizione", ovvero la trasformazione delle energie e delle emozioni di coloro i quali abitarono precedentemente la casa, in immagini che si manifestarono ad i nuovi inquilini.
La presenza di odori nauseabondi, di mosche e del crocifisso rovesciato, potrebbero ad ogni modo far pensare ad un fenomeno di "infestazione demoniaca".
I medium che condussero l'analisi riscontrarono la presenza di almeno tre entità distinte, due di queste appartenenti a spiriti di esseri umani ancora legati all'abitazione di Ocean Avenue, che, probabilmente, non erano nemmeno consci di essere trapassati.
Il "maiale parlante" di nome Jodie, visto dalla bambina Missy Lutz, potrebbe essere, come ella stessa andava dicendo, un "angelo" il quale aveva assunto quella particolare forma per entrare in contatto con la piccola.
I cambi di umore ed il fluttuare nell'aria potrebbero essere ricondotti ad un fenomeno di "possessione", ove le entità disincarnate prendevano letteralmente "possesso" dei corpi dei Lutz. In tale modo, evitando di "reincarnarsi", questi corpi avrebbero potuto sperimentare ogni azione - anche la più malvagia e lussuriosa - senza così dover essere soggetti alla cosiddetta "legge del karma", ovvero, per i teosofi, gli indù, i buddhisti e tutti coloro i quali credono nella "reincarnazione", la legge di "causa-effetto", ove ogni azione corrisponde ad una reazione eguale e contraria da "scontare o ricevere" in questa o nella prossima vita terrena.
Ad ogni modo, non sappiamo né credo sapremo mai la verità sui fatti accaduti ad Amityville alla fine degli anni '70 e da allora mai più verificatisi, a quanto pare.
Ciò che sappiamo e che possiamo dire è che vi è molto di più nascosto fra le pieghe dell'invisibile di quanto l'occhio umano non riesca a percepire.
Infondo è la stessa vita umana ad essere il primo dei più inesplicabili ed insondabili misteri.

Luca Bagatin



27 luglio 2012

Massoneria, camici bianchi e deformazioni giornalistiche



Forse sarà colpa del caldo, forse di una distrazione di mezza estate, non sappiamo. Non sappiamo davvero come un direttore serio di un giornale come "Il Tempo" di Roma, ovvero Mario Sechi, abbia potuto pubblicare una notizia tendenziosa e priva di ogni fondamento.
A firma Daniele Di Mario è apparso, il 26 luglio scorso, un articolo reperibile anche sul web, dal titolo inquietante: "Latte in vena al neonato. Massoneria in corsia".
Ora, già di per sé la notizia è tragica, ovvero la morte di un neonato all'ospedale San Giovanni di Roma il 29 giugno scorso per la somministrazione di latte per endovena. Come l'estensore dell'articolo abbia collegato la Massoneria a questo fattaccio, proprio non sappiamo e la cosa ci lascia sgomenti.
Leggendo l'articolo di Daniele Di Mario, infatti, leggiamo solamente che "il potere della massoneria nella sanità è noto. Come lo è, del resto, in altri ambienti: finanza, politica, magistratura, giornalismo".
Ah sì ? Non lo sapevamo davvero. Può, peraltro e per cortesia, l'estensore dell'articolo dimostrare codeste affermazioni ?
No, perché ci appaiono solo delle parole riecheggianti quel "complotto demo-pluto-giudaico-massonico" di fascista memoria.
E, si sa, durante il regime nazifascista, ma anche quello comunista nei Paesi dell'Est, i "potenti" massoni, assieme ai "ricchi" ebrei, erano perseguitati, finivano al confino o, peggio, nei lager e nei gulag.
Ciò andrebbe ricordato e scritto. A presente e futura memoria.
Il Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli ALAM Luigi Pruneti, interviene nella questione con fermezza, dichiarando:
"Insomma, ci risiamo. Anche dietro la tragica morte di un neonato avvenuta nell’ospedale San Giovanni di Roma si staglia, come sempre, la massoneria. E io che come Gran Maestro pensavo che le frizioni nelle corsie fossero dovute alla lottizzazione politica dei primariati, illuso e ingenuo nel pensare che i tanti disservizi e i casi di malasanità fossero frutto dei tagli pesantissimi al settore, colpa della macelleria sociale con la quale si spera di arginare lo spread e la crisi finanziaria. E invece nulla di tutto questo. Niente carenza di personale, niente ritmi massacranti, nessuna scarsità di materiale sanitario o sostituzione di quello obsoleto con attrezzature a norma, nessun errore umano né incuria, niente ! Dietro a un fatto così drammatico c’è la massoneria e solo la massoneria. E a scoprirlo è un cronista, un giornalista de Il Tempo che sulla base di un si dice, su dati numerici (sbagliati) dei massoni in Italia e un pizzico di P2, che ci sta sempre bene (come il pepe sulla carbonara) costruisce un articolo che se il fatto – la morte di un bambino – non fosse così drammatico, farebbe solo sorridere. Ora aspetto solamente che lo stesso tipo di informazione scriva qualcosa sulla crisi economica, chissà, forse riuscirà finalmente ad illuminarmi asserendo che la crisi dell’euro è pilotata dagli U.F.O. di Alfa Centauri".
Luigi Pruneti ha ragione da vendere e, una volta di più, non comprendiamo lo spirito e l'intento del cronista de "Il Tempo" che, essendo giornalista, potreva e potrebbe documentarsi meglio visto che le sedi delle Obbedienze massoniche italiane sono in pieno centro di Roma ed aperte a chiunque e lo sono da oltre un secolo (salvo durante il fascismo che, appunto, le fece chiudere...come forse qualcuno desidererebbe anche oggi).
La Massoneria sicuramente non uccide nessuno. Affermarlo, se non fosse ridicolo, sarebbe aberrante.
All'origine dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) c'è lo spirito massonico di umanità e fratellanza fra i popoli. All'origine di organizzazioni umanitarie quali l'Unicef, la Fao, l'Unesco, la stessa Croce Rossa Internazionale - fondata dal massone Henry Dunant - c'è lo spirito massonico.
Tutto ciò, il giornalista de "Il Tempo", forse, nemmeno lo sa e la cosa è molto, molto grave per chi fa un mestiere legato all'informazione.
Purtroppo in Italia siamo abituati, più che all'informazione, alla deformazione. La deformazione fa vendere copie di giornali, anche in tempo di crisi, si dice.
E' purtuttavia la formazione (quella formazione che insegnano da secoli anche nelle Logge massoniche, attraverso un percorso di elevazione morale e spirituale), la chiave per far evolvere, nel lungo periodo, il pensiero umano e far crescere le nuove generazioni in un progetto di condivisione e di costruzione di un presente e di un futuro possibili/sostenibili.
Se gli operatori dell'informazione di oggi lavorassero di più sulla formazione, a partire dalla loro stessa formazione, forse, le deformazioni sarebbero evitate.
Confidiamo ad ogni modo che, l'articolo dell'altro giorno apparso su "Il Tempo", sia semplicemente il frutto di una distrazione estiva del Direttore responsabile.

Luca Bagatin



21 luglio 2012

"La perfezionista" di Cesare Lanza: un film senza pregiudizi, che scuote le coscienze

"La perfezionista", opera prima del giornalista ed autore televisivo Cesare Lanza, ideatore del Movimento culturale "Socrate 2000" per il ritorno al merito.
Un film intelligente, struggente, a tratti comico e grottesco. Un film sul senso della vita e della scelta del morire, quando la vita diventa insopportabile.
"La perfezionista", film basato su una storia vera, è andato in onda, per la prima volta, venerdì 20 luglio scorso, a mezzanotte, su Canale 5. La scelta del giorno e dell'orario mai fu più infelice per un film adatto ad un pubblico vasto, sia giovanile che non.
Interpretato dall'affascinante e coinvolgente Aurora Mascheretti e da Rinaldo Rocco, rispettivamente nei ruoli di Giselda, la protagonista, e del suo ragazzo Angelo. Con un piccolo cameo di Sandra Milo, che interpreta se stessa.
Giselda è una ragazza all'apparenza perfetta che, sin da quando andava a scuola, era la prima della classe. Lavora come impiegata modello presso lo studio di un avvocato romano, è abitudinaria quasi sino alla maniacalità: ogni mattina è solita mangiare mele verdi (che troveremo in quantità anche accanto alla sua scrivania ed a casa sua), tagliandone ciascuna in spicchi perfetti; prende il suo solito the al bar, portandosi da casa quattro biscotti che dispone ordinatamente sul tavolo, appoggiati ad un fazzolettino bianco; ripone con cura i suoi abiti, in ogni occasione.
La sua perfezione attira le invidie di Roberta, sua collega, la quale è spesso in ritardo al lavoro a causa di una situazione sentimentale complicata. Inoltre, Giselda, è oggetto delle attenzioni particolari dell'avvocato, anziano e dallo sguardo viscido, oltre che sposato con una donna molto più giovane di lui.
La ragazza, ad ogni modo, rifiuta sempre di buon grado tali attenzioni.
Angelo è il compagno e convivente di Giselda, musicista, raffinato e colto. Si sono conosciuti dal fioraio, casualmente, e la ragazza si innamorò di lui per la sua sensibilità e per l'amore verso i fiori che per Angelo rappresentano "la metafora della perfezione e della decadenza della vita".
Giselda ed Angelo hanno una sola vera certezza: non sanno che senso abbia la vita, vivono l'una per l'altro, appassionatamente, sin da quando si sono conosciuti, vivendo alla periferia di Roma, in una grande casa, senza grandi relazioni con l'esterno, vivendo d'amore e passione.
Giselda ha purtuttavia anche un'altra vita. E' attrice di film hard presso la casa di produzioni cinematografiche "Il senso della Storia", ove si realizzano film tratti da opere storiche ed il cui motto è "Classe, Cultura, "Carne". Giselda vive la cosa con naturalezza, senza alcun imbarazzo, diretta da un regista al limite del grottesco, il quale è solito stirarsi i pantaloni presso il suo ufficio.
Angelo inizia ad accusare forti dolori di testa, convulsioni e crisi di vomito continue. Le analisi mediche saranno chiare: tumore al cervello.
La vita di Giselda sprofonderà nell'incubo e non troverà conforto nemmeno nella dottoressa che ha in cura Angelo, bigotta al punto di disprezzare la loro storia di coppia di fatto, non sposata.
Angelo chiederà alla sua compagna un'estremo atto di amore e dignità: vuole che lei lo uccida, per non lasciarlo soccombere nel dolore.
Giselda confida ancora in una possibile guarigione del compagno, ma, allorquando comprenderò che non v'è più speranza...si chiede "Che cosa devo fare ?" "Che cosa sto per fare ?" e sarà così che lo ucciderà, strozzandolo per poi baciarlo appassionatamente, rimanendone sconvolta.
Da allora la sua vita sarà completamente stravolta, rinuncerà alle sue abitudini che tanto l'avevano aiutata ad "ordinare la sua vita", a "darle un senso". Tornerà al lavoro completamente disordinata e sciatta, riunucerà al contratto di tre anni come attrice hard e....tenterà ben presto il suicidio con il gas, ma sarà salvata dagli addetti dell'impresa di traslochi.
Dopo la convalescenza i suoi "amici", ovvero l'avvocato, la collega, il regista e gli attori hard, organizzeranno una festa per lei, ove la faranno da padrone discorsi banali sulla crisi economica ed ove, ancora una volta, lo spirito da satiro marpione dell'avvocato tornerà alla carica con una Giselda che, ancora una volta, rifiuterà ogni proposta sconcia.
Giselda si è ormai trasferita in una nuova casa, un attico con vista su San Pietro. La vediamo percorrere l'attico, inquieta, con alla mente le parole del suo insegnante di lettere: "Non sappiamo perché siamo al mondo. Vedi, Giselda, come è difficile vivere".
Sarà così che, Giselda, dopo aver dato uno sguardo alla cupola di San Pietro, sorridente, si getterà dal cornicione, sorridente e consapevole del suo gesto estremo. Un gesto tragico, ma di libertà da una vita che, ormai, per lei era diventata insopportabile.
Il film di Cesare Lanza apre ferite profonde, scuote certezze, disorienta lo spettatore più sensibile che potrebbe aspettarsi un finale diverso, aperto a nuove possibilità per la ragazza, ad una nuova vita.
Cesare Lanza afferma di aver voluto rappresentare, con questa sua opera, ciò che lui considera l'assoluto non senso della vita.
Personalmente ritengo abbia voluto andare anche oltre. Abbia voluto raccontare una storia vera fatta di sentimenti, di equilibri fragili, nei quali, invero, ciascuno di noi può riconoscersi o può essersi riconosciuto.
Lanza ha voluto costringere, anche lo spettatore più ottuso, a porsi delle domande sul senso della vita e della morte, fuori da ogni giudizio moralistico o religioso.
Il suicidio, può essere condannato dalla società o dalla legge ? E perché mai ? E perché mai, in Italia (ma non solo), non esiste una legge che permetta l'eutanasia ed il suicidio medicalmente assistito e, pertanto, strutture medico-sanitarie ove questi sono praticati, con tanto di assistenza psicologica ? Perché, se la vita propria o altrui diventa insopportabile, si deve ricorrere a metodi cruenti, violenti, per nulla degni di civiltà ed umanità ?
Ecco che Cesare Lanza, con "La perfezionista", incide nelle coscienze questi ed altri interrogativi e sarebbe una vera mancanza di rispetto nei confronti dell'intelligenza del pubblico se, tale film, non fosse riproposto in prima serata il prossimo autunno e non contribuisse a riaprire un dibattito su un tema di così stretta rilevanza politica e sociale.

Luca Bagatin




17 luglio 2012

To Rome with love


Con Patricia Vezzuli (zona Largo Argentina)









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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini