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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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14 novembre 2015

14 novembre 2009. Lei ed io






22 maggio 2014

"Ritratti di Donna" e "Universo Massonico"

Et voilà, fra il serio ed il faceto, fra il tamarro e l'intellettuale, vi presento il mio nuovo ed il mio storico libro.





"Ritratti di Donna" (aprile 2014) e "Universo Massonico" (dicembre 2012).
Relativamente al primo vi invito ad ascoltare l'intervista che mi fece l'ottimo Lanfranco Palazzolo su Radio Radicale.
Relativamente al secondo invece, oltre a rimandarvi a questo link: http://lucabagatin.ilcannocchiale.it/2014/04/15/ritratti.html, cerco di riassumervelo brevemente.
"Ritratti di Donna" raccoglie mie interviste a donne famose, attrici, modelle, artiste dell'eros, scrittrici, massone, militanti politiche (da Valentina D'Agostino a Metis Di Meo; da Ilona Staller Cicciolina a Patricia Vezzuli, passando per Francesca Vigni, Roberta Tatafiore e molte, molte altre), con le quali ho anche collaborato o la cui vita si è incrociata alla mia. Ma è anche un libro che approfondisce l'universo femminile e che tratta tematiche (di cui mi interesso/occupo da molti anni) spesso tabù nella nostra società: il suicidio, la disabilità, l'erotismo, la libera sessualità, l'esoterismo e la spiritualità.
Un libro che mi piace definire "eretico", fra sacro e profano. E, non a caso, reca la prefazione di Debdeashakti, artista dell'eros e studiosa di spiritualità.

Per saperne di più ed acquistarlo, seguite le istruzioni a questo link: http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=253&h=1

E....buona lettura, almeno sin che dura !

L. B.



15 aprile 2014

"Ritratti di Donna" di Luca Bagatin in questi giorni in libreria !

Ecco finalmente in anteprima la copertina di "Ritratti di Donna" (Ipertesto Edizioni), ovvero il mio ultimo nuovo saggio che raccoglie i ritratti di donne scrittrici, musiciste, studiose, attrici, modelle, artiste dell'eros da me intervistate in dieci anni di attività giornalistica, ovvero le interviste che ho realizzato a: Lucia “Rehab” Conti, Patrizia Tesselli, Ilona Staller, Ursula Davis, Valentina D'Agostino, Metis Di Meo, Damiana “Verdemare” Fiammenghi, Miss Lili Marlene, Francesca Veronica Sanzari, Crisula Stafida, Marta Pelizzi, Patricia Vezzuli, Debora De Angelis in arte Debdeashakti, Gabriella Bagnolesi, Francesca Vigni, Erica Melargo. In più il racconto della storia politica ed umana di Roberta Tatafiore, femminista-antifemminista per eccellenza.
"Ritratti di Donna" presenta inoltre una raccolta scelta di poesie dedicate alle donne che ho amato (e che amo ?) ed un'analisi relativa al saggio "Donne che corrono coi lupi", della dottoressa Clarissa Pinkola Estés, a proposito degli archetipi junghiani nelle fiabe e
nei miti riguardanti l'universo femminile.
"Ritratti di Donna" è impreziosito dai bellissimi occhi di copertina della modella Miss Lili Marlene, oltre che dall'interessante prefazione di Debdeashakti, artista dell'eros e personaggio destinato a sconvolgere il panorama (contro)culturale di questo Paese.

L. B.





Bagatin da sempre ama le donne, tanto più se selvagge,
ne percepisce in qualche modo la numinosità e probabilmente
guidato da un’intuizione tutta femminile si arrischia
a mettere in un unico libro donne artiste nel senso più classico
e culturalmente accettato del termine, assieme ad artiste
dell’eros e donne massone, custodi di un’antica o future
eredi di una nuova tradizione iniziatica.
Un uomo, un maschio logico e razionale, mai avrebbe
osato tanto. Ma forse, e glielo auguro di cuore, nel suo caso
la Grande Madre lo ha benedetto col dono di saper vedere
oltre le apparenze, i limiti e le categorie che così tanto imprigionano
la logica maschile in un universo sterile e astratto,
raziocinante e dogmatico.


estratto dalla prefazione di Debdeashakti



PER ORDINI IMMEDIATI DEL LIBRO:
www.iperedizioni.it



22 marzo 2014

"Ritratti di donna" (Ipertesto Edizioni) di Luca Bagatin: ad Aprile in libreria


Non si dovrebbero dare anticipazioni, ma, le anticipazioni, sono pur sempre meglio delle posticipazioni.

Le anticipazioni sono un po' come gli antipasti: rompono la fame. Rompono i tabù di coloro i quali sono a dieta e, a volte, rompono anche le scatole a coloro i quali si sentirebbero dunque in obbligo di risponderti: ma della tua anticipazione, francamente, chissenefrega !

Detto ciò desidero anticipare l'uscita del mio prossimo libro che, forse, sarà anche il mio ultimo (ma non avevo detto la stessa cosa anche di “Universo Massonico”, ovvero il mio primo libro ?).

Il mio prossimo, ultimo e definitivo libro si chiamerà RITRATTI DI DONNA, uscirà presumibilmente in libreria a metà Aprile e sarà un potpourri di interviste, poesia, ballate e riflessioni attorno all'universo femminile.

Universo femminile che, spesso, mi ha riguardato personalmente.

Non ho mai realizzato interviste a persone che non fossero anche mie amiche, ovvero ho sempre realizzato interviste a persone che, di volta in volta, desideravo promuovere, far conoscere, lanciare e rilanciare. Più spesso ho amato intervistare donne. Donne che amavo ed amo, artisticamente in particolare e qualcuna che, forse, avrei anche desiderato sposare. Alcuni nomi ? Lucia “Rehab” Conti, Patrizia Tesselli, Ilona Staller, Ursula Davis, Valentina D'Agostino, Metis Di Meo, Damiana “Verdemare” Fiammenghi, Miss Lili Marlene, Francesca Veronica Sanzari, Crisula Stafida, Marta Pelizzi, Patricia Vezzuli, Debora De Angelis in arte Debdeashakti, Gabriella Bagnolesi, Francesca Vigni, Erica Melargo.

Donne diverse fra loro, ma accomunate dal fatto che avevano ed hanno tutte qualche cosa da esprimere attraverso la propria storia, la propria professione, la propria arte. Parlo di attrici, scrittrici, studiose, modelle, artiste, musiciste, militanti.

Una di queste è Roberta Tatafiore. L'unica donna di RITRATTI DI DONNA che non ho potuto intervistare, in quanto suicidatasi nel 2009. Una donna la cui storia politica, culturale e umana è simile alla mia e che ho voluto raccontare attraverso le pagine del suo diario e del suo percorso politico, che, pur non essendoci mai conosciuti personalmente, si è incrociato con il mio (la militanza a sinistra, successivamente l'approdo al movimento antiproibizionista, la collaborazione al Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, ai radicali, al Polo Laico e, infine, la disullusione nei confronti dei partiti ovvero la riscoperta delle nostre radici anarco-libertarie).

RITRATTI DI DONNA, che sarà edito dalla casa editrice veronese Ipertesto Edizioni (www.iperedizioni.it), con prefazione dell'amica Debdeashakti – nota artista dell'eros e dalle profonde conoscenze esoteriche e spirituali - raccoglie dieci anni di interviste a donne, ma anche oltre dieci anni di amore per le donne e per alcune mie muse in particolare e di cui scrivo attraverso poesie e ballate, che a loro ho dedicato negli anni.

Il libro si concluderà con un saggio-riflessione relativo a “Donne che corrono coi lupi”, il libro della dottoressa Clarissa Pinkola Estés e che mi fu consigliato da Ale, la donna alla quale RITRATTI DI DONNA è di fatto dedicato. Un saggio-riflessione, appunto, ovvero un articolo che non mancherà di stupire il lettore, credo. Lettore femminile o maschile che sia. In particolare il ricercatore spirituale e dell'inconscio. Collettivo ed individuale.


Luca Bagatin (nella foto con Ilona Staller e Ursula Davis)



11 marzo 2014

Aforismi bagatiniani sulla contemporaneità e la post-modernità: by Luca Bagatin

"Vi sono uomini capaci di amare diverse donne;

io ne ho amata una sola, ma l'ho amata ardentemente, con cuore puro, senza domandarle chi era e donde veniva"

Pierre-Alexis Ponson du Terrail da "Rocambole"

Ho sempre avuto pochi amici veri. Molti conoscenti. Tutti interessati.

Auspico la pace dei sessi, ma, sin tanto che essa non scoppierà, non fatevi illusioni.
Dopo trent'anni di vita a Pordenone posso davvero dire che l'unica cosa positiva di questa provincia è che qui, negli Anni '80, è stato fondato il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute (con cui peraltro collaborai nel 1999).

Non avrei mai creduto che, dopo quasi vent'anni di attività politica, sarei diventato un militante antipolitico.

Se, secondo il Cancelliere Otto Von Bismark "La politica è l'arte del possibile", secondo me l'antipolitica è l'arte del probabile.
L'antipolitica è opposizione non già alla cattiva politica, bensì al Potere ad essa connaturato.
Sono talmente di sinistra che trovo profondamente fascista ogni forma di "copyright".
Amo la trascendenza, ma non chi trascende.
Non è che la legge elettorale non garantisce parità di genere. Il punto è che si tratta di una legge elettorale degenerata, tanto quanto coloro i quali desidererebbero approvarla. In Italia, del resto, è così da almeno vent'anni.

Detesto il termine gergale "fare sesso". "Fare sesso" mi fa pensare a qualche cosa che fanno due o più persone, o per routine o per noia. Preferisco "fare l'amore" che, purtuttavia, è aspetto che implica la totale assenza di noia e di routine nella propria vita.



4 marzo 2014

"Riflessioni bagatiniane flash" by Luca Bagatin

Sono molto geloso del mio passato, per quanto mi abbia fatto soffrire.
Non lo sono per nulla del mio futuro, anche perché ad esso non penso affatto.
La mia "Grande Bellezza" è racchiusa in due donne, anche se forse loro non lo sanno o, se anche lo immaginano o immaginassero, direbbero che sono il solito esagerato/sviolinatore.
Posso assicurare che non è così, ma a volte è difficile essere creduti.
Almeno sino a che si è in vita.
Obama, come Renzi (ma prima ancora come i mafiosi Kennedy e l'altrettanto discutibile Berlusconi), mi hanno sempre fatto pensare a grandi palloni gonfiati mediatici.
Slogan appetibili, televisioni strombazzanti tutte per loro, idee confuse ma ben raccontate.
Per poi rivelarsi ciò che erano e che sono.
Dei pagliacci da circo equestre. Nella migliore delle ipotesi.



25 febbraio 2014

Baglu come Jep Gambardella. Ovvero: destino di due personaggi di fantasia. Monologo by Baglu

 Jep Gambardella è nato a Napoli nel 1948
Dopo il successo ottenuto con L'apparato umano non ha scritto altri romanzi.
Scrive per un settimanale d'arte e si occupa di far fallire le feste




Quando, da giovane, mi chiedevano: cosa c'è di più bello nella vita ? E tutti rispondevano: “la fessa !”, io solo rispondevo: “l'odore delle case dei vecchi”. Ero condannato alla sensibilità !”.

Questa è una frase di Jep Gambardella, protagonista de “La Grande Bellezza” che vidi l'estate scorsa con Lei, la mia ex. E fu proprio Lei a farmi notare la grande somiglianza fra me e Jep.

Giornalisti e scrittori (di un solo libro !) entrambi, abbastanza delusi e disillusi dal mondo e soprattutto dalle persone; entrambi intellettuali o pseudo-tali nell'affresco della Roma di oggi; entrambi con nel cuore una ex che fingono di dimenticare circondandosi di donne bellissime e mondanità.

Entrambi condannati alla sensibilità che, purtuttavia, li ha resi cinici, tristi. Forse più tristi che cinici. “Sull'orlo della disperazione, non ci resta che farci compagnia, prenderci un po' in giro”. Sembra ciò che penso io ogni giorno che mi invento una boutade, una burla. Ed invece è una frase di Jep.

Ancora non riesco a capire perché, il fatto che Lei mi abbia lasciato, mi ha così tanto cambiato. Invecchiato persino, forse. E non perché sto perdendo copiosamente i capelli che pur sto facendo crescere. Ad oltranza.

Una delle mie muse – spiritualmente attenta – direbbe che è dovuto al fatto che ciò è necessario alla mia evoluzione interiore. Francamente non credo o, forse, non voglio credere a ciò.

Per questo sospendo il giudizio. Scrivo, ma sospendo il giudizio.

Non so nemmeno perché io sia attratto, mi senta attratto da una donna – la Donna Selvaggia – con la quale mi scrivo da anni, ma di cui non conosco nemmeno il tono di voce.

Uno psichiatra spiegherebbe la cosa parlando di “proiezioni” e altre stronzate. Sono troppo arguto (e presuntuoso, già), ma anche troppo sensibile, per non comprendere che le proiezioni non c'entrano nulla.

Penso che sia molto bello essere attratti da una donna, senza pretendere di andare oltre. E' molto bello, anche se forse è una cosa da idioti o forse da persone poco coraggiose. E, beh, il coraggio, sul piano sentimentale m'è sempre mancato. Inutile girarci intorno. Più facile sospendere il giudizio e chiudersi in una sorta di torre d'avorio cinica e bara. Bara. Che poi, a me, le bare – le casse da morto intendo – sono sempre piaciute. Mi danno un senso di pace.

“Una bella donna, alla ma età, non è abbastanza”. Jep Gambardella ha sessantacinque anni, ovvero trent'anni più di me. Purtuttavia, nemmeno alla ma età è abbastanza.

Abbastanza sarebbe una donna che mi amasse per tutta la vita. Sarebbe anche più che abbastanza, diciamo.

“Finisce tutto così, con la morte. Prima però c'era la vita, nascosta dal bla bla bla...” e a volte penso che, per non sentire più questo “bla bla bla” varrebbe la pena farla finita. Oh, non pensate che non abbia già pianificato tutto. Pianificare, a volte, dà un senso icommensurabile di potere. Di poter fregare, almeno una volta, nella vita, il destino.

"È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l'emozione e la paura… Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile."

A volte mi chiedo se, al di là del chiacchiericcio, del destino, delle varie puttanate che ascolto in tv, leggo sulla stampa, sugli (a)social, se al di là della paura e della costante emozione che pervade la mia mente, troverò ancora uno sprazzo di bellezza. Al di là e al di fuori dello squallore di questo mondo.


)



7 gennaio 2014

"Parodia". Monologo by Baglu

Fingo semplicemente di non pensarci, ma in realtà non riesco a dimenticarla.

Succede, capita.

Però l'importante è fingere.

Fingere quantomeno di non pensarci.

Così come non voglio pensare ad altri aspetti. Tipo a Blondie che mi ha scritto che posso considerarla unicamente per affari e/o per un rapporto lavorativo.

Non è per presunzione, è solo che non faccio affari con nessuno. Credo ad aspetti desueti, o forse utopistici come l'amicizia e l'amore. Anche con le persone con cui decido, eventualmente, di collaborare.

Non amo le etichette, così come non amo che mi si dica che fisicamente (o moralmente) sono così o colà. Di voi potrei dire molto peggio e dimostrare, dati alla mano, ciò che affermo.

Ho un pessimo rapporto con il mio fisico e, credo, a ragion veduta. A differenza di voi, faccio autocritica (la mia è una formazione marxista, rammentatelo).

Non sono narcisista, al massimo ne sono la studiata parodia.

Perché tutto ciò che ci circonda, in realtà, è una grande, immensa parodia di una cosa che chiamiamo - per convenzione (e purtroppo, spesso, per convinzione) - vita.

Che posso dire ancora ?

Che mi piacerebbe conoscere meglio una persona. Una donna. Di cui in realtà so molto poco e ne so volutamente poco (forse le reticenze a farsi conoscere sono più da parte sua, credo per carattere), perché non è il caso che alla mia età e con le mie esperienze pregresse, me ne innamori. E, poi, sarebbe un innamoramento a senso unico, figuriamoci.

Le fiabe sono molto, molto belle. Sono la parodia di un ipotetico Paradiso che sappiamo tutti non esistere.

Occorre razionalizzare ed avere altre priorità. Anche a costo di sembrare freddi e distaccati. Oppure di apparire fastidiosamente ironici.



13 novembre 2013

"La mia vita è stata una Grande Bellezza": Quattro anni fa...

Domani, 14 novembre 2013, saranno passati esattamente quattro anni da quando tornai a Roma, dopo quasi diciassette anni di assenza.

Tornai per te, che conobbi via web. Io leggevo il tuo “bel blog alla lavanda” e tu, con il tempo, iniziasti a leggere il mio.

Ricordi quando facevamo le quattro o le sei del mattino, scrivendoci su Messenger, un programma che nemmeno conoscevo prima che le nostre vite si incrociassero ?

Ricordi la nostra canzone, “Sogno”, di Gianna Nannini ? I tuoi occhi viola mi sono rimasti dentro.

Ricordo quando, alla stazione Termini mi venisti incontro, con il tuo foulard viola. Avevi una camicietta un po' scollata ed eri vestita di nero. Ti presi la mano e te la baciai. Istintivamente.

Poi, dopo esserci appartati, ti regalai degli orecchini fatti a mano, unici.

Avevi vent'anni ed io trenta. Oggi, che sono passati appena quattro anni, dici che “eri giovane” e la cosa mi fa un po' sorridere.

Forse ero anch'io giovane, forse, allora, fu anche l'ultima volta che mi innamorai davvero.

La sera facemmo l'amore in un letto che avevamo improvvisato, fra le note della Nannini e di Renato Zero in sottofondo. Ricordo quei momenti come fossero ieri.

Ricordo le nostre passeggiate per Roma, tenendoci per mano. Io accaldatissimo, abituato al freddo nord e tu appena appena scollata, con il tuo foulard al collo.

Ricordo il tuo profumo. Ricordo la prima sera, assieme, a casa tua, con i tuoi in viaggio a Lisbona, ignari di tutto. Era emozionante.

Ricordo le tue magliette con i rebus, tipo “Amore a prima vista”...

Ricordi quando cucinavo per te ? Bistecche alla salvia che, forse, tu nemmeno amavi (non so cucinare bene e poi allora non sapevo che la carne non era il tuo forte), ma non me lo dicesti per non deludermi. Dicevi che ero un bravo uomo di casa e che era come se fossimo sposati.

Ti baciai (con te che, mi dicesti dopo, messaggiavi di continuo con una tua amica chiedendoti con ansia: “Ma Baglu quando mi bacerà ?”).

Non ti avrei lasciata più. Non me ne sarei più andato da Roma. Anche oggi, Roma, mi ricorda te.

Ci saremmo rivisti altre volte, ma mai abbastanza nell'anno e mezzo in cui siamo stati assieme.

Anche oggi, che non stiamo più assieme, sono felice di vederti. E di abbracciarti, come allora.

Ho ancora, nella memoria del cellulare, tutti i messaggi che mi inviasti. Ero il tuo principe Baglù...

Chi leggerà queste righe potrebbe pensare ad una cretinata, forse anche tu, oggi, che dici di “non essere più giovane”, lo pensi. Per me, invece, non è così. Anche oggi considero tutto ciò le cose più toccanti della mia vita.

Ogni mattina guardo il quadretto che mi regalasti per Natale 2009 e che realizzasti con le tue mani.

Inseristi, scrivendole di tuo pugno, le parole di quella canzone di Fiorella Mannoia:

se domani io
mi accorgessi che ci stiamo sopportando
e capissi che non stiamo più parlando
ti guardassi e non ti conoscessi più
io dipingerei di colori i muri
e stelle sul soffitto
ti direi le cose che non ho mai detto
.

Forse sono un cretino, forse sono un vecchio romantico visionario e utopista. Forse, guardando questo quadretto pieno di fiori, nostre foto, cuori, stelle, canzoni, baci e buddypoke, riesco ancora a vedere qualche cosa di buono nel mondo.

Forse ti amo, ma l'amore non credo sia di questo mondo. Come non lo sono l'onestà e la purezza. Però voglio crederci e lottare per ciò. Perché sì, sono un visionario utopista. Forse romantico. E vorrei rimanere così per sempre.




9 settembre 2013

"La mia vita è un Caos Calmo: Alla ricerca della Donna alla Lavanda (il passato ci accompagna)". Monologo by Baglu

Sono passati quattro anni da quando ci sentimmo al telefono per la prima volta.

Oggi, invece, stai con uno che passa il suo tempo a fare le classifiche del fantacalcio.

Vabè, del resto l'indole masochista l'hai sempre avuta, mentre io con il sadomaso non ho mai avuto nulla a che spartire, a parte qualche racconto erotico scritto per il piacere di scrivere.

No, non sto recriminando, figurati. Al massimo mi sfogo un po' scrivendo, ma, infondo, mi sento solo ferito.

Non da oggi, certo. Mi sento ferito da almeno due anni.

Per questo mi piace ricordare e ricordarti quando dicevi che "eri giovane".

Allora ero geloso di te anche quando non ti conoscevo ancora, anche quando mi bastava leggerti. Anche oggi lo sono, però evito spesso di lasciarmi prendere dalle passioni perché, nel momento in cui ci si lascia prendere da esse, si rischia di perdere qual poco di buono che ci/mi/ti rimane.

Ricordo quei primi di settembre del 2009, la tua voce sensuale, quando mi dicevi che il tuo nome - M. - non ti piaceva, ma che ti piaceva come io lo pronunciavo. "Ciao M. un bacio". "A domani, piccola M.".

La prima cosa che ti scrissi quando lessi la prima volta il tuo blog fu che era "un bel blog alla lavanda". Da allora ogni qual volta vedo un campo di lavanda o ne sento il profumo non riesco a non pensare a te. A dire il vero non ho mai smesso di pensare a te e a volte non so nemmeno io il perché.

Mi hai fatto soffrire e molto. Mi hai fatto perdere ogni fiducia nell'universo femminile. Mi hai spesso messo paura e non posso non pensare a questo ogni qual volta avrei voglia di corteggiare sul serio una donna. Che poi, forse, mi è capitato una sola volta da quando mi lasciasti.

Ci intendevamo molto bene e tu mi facevi sorridere. Adoravo la tua ironia, che è una delle cose che più mi affascinano in una donna.

Dicevi di avere un "difetto molto grande", ma io non lo vedevo. Anche se tu non mi hai mai creduto.

Volevo proteggerti  - anche e soprattutto da te stessa - e forse questo "difetto" mi spronava ancor di più a farlo.

C'è chi ha detto che ti vedevo come una figlia, una bambina. A volte sì, lo ammetto. Eri la mia bimba. Eri la donna con cui avrei voluto passare il resto della vita e l'unica dalla quale avrei voluto un figlio. E mi commuovo ancora nel leggere i messaggi che mi scrivevi, a proposito del futuro assieme che avresti voluto con me (mi dicevi anche che secondo te sarei stato un padre fantastico e qui sì, una lacrima mi cola sulla guancia).

Anche quando mi lasciasti, un anno dopo, scrivesti che ero l'unico uomo che avresti sposato e che nessuno ti avrebbe mai amata come ti amavo io.

E' così, ma che ci vuoi fare ?

E' andata diversamente e, come alcuni mesi fa mi dicesti, avrei dovuto aspettarmelo. "Eri giovane", "eravamo distanti" in tutti i sensi...

Forse l'unico giovane ero e sono io, nonostante abbia dieci anni esatti più di te. Forse l'unico a non capire che "l'amore non esiste" (cosa che hai sempre sostenuto e che sostiene anche la donna che ho di recente corteggiato e che precisava  "non credo nell'amore"), che è un'illusione.

E' che le illusioni aiutano a vivere in un mondo di totale inconsapevolezza e di totale inconsistenza.

Sino all'anno scorso penso che mi sarei sciolto in lacrime, distrutto dal dolore, nello scrivere righe come queste.

Oggi sembro quasi sereno, ma sono convinto che ciò sia dovuto al fatto che le ferite, dentro me, sono sempre più profonde. Quando ti abitui al dolore diventi, apparentemente, quasi insensibile. Non riesci più a piangere, anche se l'equilibrio rimane precario. La testa ti gira e, se sei soggetto a crisi epilettiche, hai qualche piccolo attacco che ti riporta all'incoscienza.

Riesci a pensare alla vita e alla morte quasi con distacco, come se non ti riguardassero. E i ricordi non ti fanno più soffrire, ma ti accompagnano per mano sino a volerti dissolvere in essi.
Non ti odio, anzi. Vorrei che vivessi felice, almeno tu che puoi.

Non vorrei o, meglio, non voglio sapere con chi stai o con chi esci. Se sei sposata o hai dei figli. Questo no. A questo non reggerei davvero. O forse sì, reggerei.

Del resto ho deciso di reggere almeno per i prossimi quindici anni, ma, senza di te accanto, non voglio superare la cosiddetta mezza età. Questo mondo di merda non merita la saggezza della mia futura età matura.

E nessuna donna che non sappia guardare oltre la punta del proprio naso, merita un Marito Perfetto.



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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini