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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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23 ottobre 2015

"In cammino verso la Casa della Sapienza": convegno organizzato dalla Massoneria italiana e che dà crediti universitari. Contestato solo dai soliti politicanti nostrani

Finalmente un'Obbedienza massonica – e forse la più prestigiosa, ovvero la Gran Loggia d'Italia degli ALAM – organizza, in collaborazione con l'Associazione culturale AISPES, un convegno filosofico che dà la possibilità, agli studenti di un Ateneo universitario - in questo caso agli studenti delle facoltà dell'Ateneo di Genova – di ottenere crediti universitari.

“In cammino verso la Casa della Sapienza” il titolo del convegno, che darà un'opportunità, per gli studenti, dunque, di approfondire la filosofia dell'Antica Grecia -  culla della democrazia - che è peraltro alla base anche della cultura esoterica della Libera Muratoria.

La Massoneria, infatti, è una scuola filosofica, morale e spirituale ed è più che giusto che organizzi convegni di questo tipo che, ci auguriamo, possano sempre più essere parte dei programmi di studi delle Università e delle scuole italiane nel loro complesso, specie in questo periodo storico di profonda crisi di valori umani, spirituali e di trionfo della più crassa ignoranza.

Il convegno, che si terrà sabato 24 ottobre prossimo a partire dalle ore 9.00 presso l'Hotel Bristol Palace di Via XX Settembre 35 a Genova, sarà aperto dal Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Massoneria italiana della Gran Loggia d'Italia prof. Antonio Binni, il quale ha così commentato in una nota: “Per Epicuro la felicità è vivere con saggezza e questo vuol dire aver trasformato la vita da Bios in Ethos, avere cioè convertito la vita in un valore morale, in un identico comportamento che non deve costituire eccezione, bensì regola. Noi studiamo le vie che portano alla saggezza, una saggezza millenaria, una saggezza profonda, sentita e condivisa che deve essere recuperata, fatta propria dalla collettività. Il nostro impegno è rivolto alla propagazione di valori imprescindibili per l’edificazione di un mondo sempre più giusto, sempre più solidale, sempre più umano e per questo - conclude il Gran Maestro dell’Obbedienza massonica di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi – il convegno di Genova è una straordinaria occasione per conoscere, riflettere, capire, trovare risposte da dare ad un mondo che crediamo sia riformabile grazie anche e soprattutto a questa saggezza”.

Stupisce che i soliti soloni della politica nostrana, figli dei partiti responsabili peraltro della morte del pensiero e della caduta dei valori morali e spirituali nella quale siamo caduti, non abbiano perso tempo nel criticare questa lodevole iniziativa: dai Pippo Civati che fanno inutili interrogazioni parlamentari, ai Matteo Orfini che si dichiarano “sconcertati” sino ai Giovanni Monchiero che affermano “Incredibile !”. Eppure il Monchiero, chi scrive, lo conobbe personalmente alla sua festa di compleanno dello scorso anno e gli regalò il suo ultimo saggio “Ritratti di Donna”, che parla anche di filosofia massonica. Come Maria Elena Boschi, dunque, anche l'On. Monchiero sembra non averlo letto e...trovare “scandalosa” quella Massoneria che è, in Occidente, pilastro di cultura filosofica millenaria.

Ovvero l'esatto opposto della politica che, nel corso degli anni, è diventata quanto di più lontano ci possa essere dalla cultura, dal merito e dalla moralità.

Siamo dunque lieti dell'iniziativa promossa dalla Gran Loggia d'Italia che vedrà, come relatori: Luisella Battaglia – Professoressa ordinaria di Filosofia Morale – Università di Genova, “Epicuro maestro di saggezza”; Sonia Barillari – Professore associato di Filologia Romanza - Università di Genova, “Luciano e la Storia vera”; Mariano Bianca – Professore ordinario di Filosofia della Scienza - Università di Siena-Arezzo, “L’iniziazione e l’iniziato”; Dino Cofrancesco - Professore Emerito – Scienze Politiche - Università di Genova, “La polis”; Ida Li Vigni – Cultore della materia - Università di Genova e Varsavia, “L’orfismo”; Michele Marsonet - Professore ordinario di Filosofia della Scienza, “L'interpretazione popperiana di Platone”; Oscar Meo – Professore associato di Estetica - Università di Genova, “Il vero e il falso nella teoria platonica dell’immagine”; Paolo Aldo Rossi – Professore ordinario di Storia del Pensiero Scientifico - Università di Genova, “I greci e l’irrazionale”; Davide Susanetti – Professore associato di Letteratura Greca - Università di Padova, “Chi bussa al pensatoio (Nuvole di Aristofane e il Teeteto di Platone)”; Valerio Meattini –Professore ordinario di Filosofia Teoretica - Università di Bari, "Le anime luminose". Filosofia, iniziazione e polis”.

Per informazioni ulteriori: http://www.granloggia.it/ufficiostampa/cammino-verso-la-casa-della-sapienza

Un convegno d'eccezione che non farebbe male anche ai politici o ai politicanti di casa nostra, i quali, anziché passare il week-end oziando, potrebbero finalmente imparare qualche cosa.


Luca Bagatin (nella foto con il prof. Antonio Binni)


Il capogruppo di Scelta Civica Giovanni Monchiero con il mio saggio "Ritratti di Donna".
L'avrà letto ???



9 ottobre 2015

Marino si è dimesso, ma sarebbe stato meglio non fosse mai stato eletto. C'è chi denunciò l'inciucio partitocratico prima dei risultati elettorali... I romani facciano ammenda e, adesso, stiano almeno un po' zitti !

"Godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova Resistenza, la Resistenza dei valori, la Resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli."
(Ernesto Che Guevara)


Articoli tratti da "Le Città" del maggio 2013, ovvero poco prima dell'elezione a Sindaco di Ignazio Marino

ROMA CAPITALE

Comunali, Bagatin e Staller contro gli inciuci destra-sinistra

«Dobbiamo impedire a Marino ed Alemanno - ovvero i riferimenti romani dell'inciucio nazionale - di vincere queste elezioni comunali - dichiarano lo scrittore e giornalista Luca Bagatin e l'ex parlamentare Ilona Staller, candidati indipendenti del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma del 26 e 27 maggio -. E vogliamo farlo come candidati indipendenti nel Partito Liberale Italiano. Marino e Alemanno rappresentano - rispettivamente - quel Pd e quel PdL che, da almeno vent'anni, si spartiscono il potere in Italia. Nella fattispecie rappresentano l'alleanza fra sinistra e destra che oggi governano il Paese senza essere stati democraticamente eletti da nessuno, bensì nominati da una legge elettorale per nulla democratica, come quelle vigenti negli ultimi vent'anni. All'antipolitica dell'inciucio destra-sinistra, contrapponiamo le politiche in favore di disabili, degli anziani, dei bambini, degli omosessuali, delle prostitute, delle donne sole, dei senzatetto e degli animali. All'antipolitica dell'inciucio, contrapponiamo gli ultimi, i più bisognosi, che necessitano di strutture socialmente utili, parchi, asili nido sempre più insufficienti, reddito di cittadinanza, trasporti efficienti e meno costosi. Tutte cose che potrebbero essere attuate abbattendo del 50% gli stipendi di Sindaco, Assessori, consulenti e funzionari pubblici. Oltre a ciò occorre introdurre una vera trasparenza nella politica Capitolina, introducendo l'Anagrafe pubblica degli eletti. Il nostro modello ideale e politico è la rigorosa e onesta Amministrazione romana di Ernesto Nathan, indimenticato Sindaco di Roma di fine Ottocento di ispirazione Repubblicana, Liberalsocialista e Radicale".

ROMA CAPITALE

"Ha vinto l'inciucio partitocratico"

"Ha vinto l'inciucio partitocratico e il risultato elettorale del PLI alle elezioni comunali di Roma è stato purtroppo al di sotto delle nostre aspettative - commenta Luca Bagatin, presidente-ideatore di "Amore e Libertà", già candidato indipendente del Partito Liberale Italiano alle elezioni comunali di Roma -.Molto probabilmente, se Ilona Staller fosse stata candidata a Sindaco - come personalmente avevo proposto - le cose sarebbero andate diversamente e forse gran parte delle persone che si sono astenute avrebbe votato per noi, che avevamo un progetto di alternativa antipartitocratica al duopolio Pd-PdL. Oggi, ad ogni modo, occorre ripensare ad un nuovo modo di fare politica. Alternativo, dinamico, al di fuori dai "partiti", che oramai hanno fatto il loro tempo. Un progetto al di fuori delle ideologie stantìe del Novecento. Infondo, si può essere liberali anche e meglio, senza avere un partito alle spalle. E' per questo che ho deciso di proporre un movimento politico e culturale chiamato "Amore e Libertà", che ha per simbolo-icona Anita Garibaldi, moglie del primo Repubblicano e Socialista senza tessera di partito della Storia. Un movimento che vuole rilanciare le tematiche con cui mi sono battuto, anche con Ilona Staller, in questa campagna elettorale: istituzione dei Parchi dell'Amore, legalizzazione della prostituzione, antiproibizionismo sulle droghe, diritti dei disabili, degli anziani e delle donne, legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito, abolizione degli enti inutili quali Province e comunità montane, introduzione nelle scuole dell'ora di educazione sessuale e dell'ora di Storia delle religioni, in luogo dell'ora di religione. "Amore e Libertà" vuole essere un progetto/pensatoio aperto, non ideologico ed alternativo ai partiti.
Per informazioni ed adesioni è possibile contattarci direttamente al sito www.lucabagatin.ilcannocchiale.it oppure al sito www.amoreeliberta.blogspot.it, ove scaricare anche il Manifesto d'intenti". 




5 gennaio 2015

Assenteismo e disservizi ? Autogestiamo i servizi pubblici !

La città di Roma, a dispetto della sua Storia millenaria, della sua arte, della sua cultura, del suo essere Capitale di un Paese storicamente glorioso, del suo essere una fra le più grandi metropoli al mondo, è una città che – oggettivamente – ha numerosi e gravi problemi strutturali, infrastrutturali, di organizzazione politica, logistica eccetera eccetera.

Il problema è annoso e risale almeno sin dai tempi dell'avvento della Partitocrazia, ovvero allorquando l'Italia divenne una pseudo-Repubblica in balìa dei partiti e di politicanti talvolta corrotti, talaltra senza scrupoli.

Lontani sono, in sostanza, i fasti della Roma Antica e di quella post-Risorgimentale governata dal Sindaco mazziniano Ernesto Nathan.

Non parliamo poi dell'ultimo Ventennio neo-burocratico: da Rutalli a Veltroni passando per Alemanno e Marino. Quattro sindaci che, oltre a non aver risolto nemmeno un decimo dei problemi di questa città, l'hanno addirittura completamente rovinata. E non ci si stupisca – infatti – dei vari Fiorito e dell'inchiesta“mafia Capitale” !

La mafia, a Roma, in sostanza, è stata quasi legalizzata. E non ci si stupisca nemmeno del recente assenteismo dei vigili urbani, dei disservizi dell'Ama, dell'Acea, dell'Atac, ovvero di gloriose aziende pubbliche fondate proprio da Ernesto Nathan a beneficio dei cittadini - specie meno abbienti - e che nei primi anni del '900 erano il fiore all'occhiello della città ed oggi invece sono spesso fonte di disagio per il cittadino-contribuente.

Come tentare, quantomeno, di risolvere/arginare il problema ? In modo ovviamente radicale e non con i renziani “decreti salva-Roma” che di fatto sono stati dei “decreti salva politicanti da strapazzo” e che sono costati ai contribuenti fior fior di quattrini !

Innanzitutto occorrerebbe chiamare a rispondere di tasca propria i Sindaci e le giunte che hanno malgovernato la città, facendo loro ripianare quantomeno parte del disavanzo pubblico e dei disservizi, oltre che dichiarandoli incandidabili ed ineleggibili per tutte le future tornate elettorali.

Occorrerebbe poi abolire il perverso sistema delle gare d'appalto, foriero nel nostro Paese di corruttela, ovvero occorrerebbe far gestire i servizi pubblici direttamente ai cittadini stessi, attraverso apposite assemblee alle quali i residenti dei rispettivi Municipi potrebbero partecipare. In questo modo, ovvero rendendo i vari enti (Ama, Atac, Acea...) completamente autogestiti dai cittadini medesimi, il personale preposto – composto a sua volta di cittadini con pari diritti e doveri – diverrebbe a quel punto responsabile diretto nei confronti del servizio offerto. Se un dipendente è sgarbato o inefficiente, insomma, ne dovrebbe direttamente rispondere al cittadino a cui ha offerto il servizio inadeguato, pena una decurtazione dello stipendio o un possibile rischio di licenziamento.

In questo modo, finalmente, i vari enti pubblici – a Roma, ma volendo questa cosa potrebbe essere estesa a tutte le città italiane – non sarebbero più soggetti al controllo politico, ovvero non rientrerebbero più nella cosiddetta “macchina del consenso” che, spesso, ha favorito l'assunzione dei cosiddetti “amici degli amici”.

Le assunzioni potrebbero anzi avvenire semplicemente in modo trasparente, diretto, controllabile da parte di ogni cittadino residente, anche online volendo. Ed i servizi erogati, essendo controllati/autogestiti dai cittadini medesimi, difficilmente potrebbero risultare scadenti proprio in quanto a scapito del singolo e dunque della collettività nel suo complesso.

Una proposta semplice, radicale, solo apparentemente utopistica in quanto siamo troppo abituati a delegare agli altri, anziché assumerci le nostre responsabilità.

La medesima cosa vale peraltro per i sistemi elettorali: noi deleghiamo sempre ad altri, ai politici, ai governanti, con un voto che, di fatto, va spesso a favorire/eleggere il più ricco, il più paraculo, il politico che sa vendersi (o svendersi) meglio. Ma che, alla fine, si fa gli affari suoi e che spesso non ha mai lavorato in vita sua !

Diversamente, con un sistema ricalcato sull'Agorà dell'Antica Grecia, ovvero fatto di assemblee popolari, di quartiere, senza un governo centrale e centralizzato, il cittadino-contribuente sarebbe costretto ad assumersi le sue responsabilità: civiche, civili, politiche, ideali, pecuniarie e così via.

Esempio di autogestione da parte dei cittadini - anche delle imprese private peraltro, oltre che di diversi servizi pubblici - esistono peraltro da diversi anni in America Latina (in Venezuela e Uruguay in primis). Paesi con una cultura peraltro non così dissimile dalla nostra ed ove sino ad alcuni decenni fa la corruzione politica la faceva da padrone.

Oltretutto è da Porto Alegre in Brasile che si è avuta, nel 1989, la prima esperienza di bilancio parcetipativo, ovvero la parcecipazione attiva dei cittadini nell'elaborazione della politica municipale.

Altro che le solite chiacchiere da bar pseudo-partecipative del Movimento Cinque Stelle che, assieme a Pd e Forza Italia, si spartisce il potere in Parlamento, in sostanza ! Occorrono fatti ed assunzioni di responsabilità da parte di una cittadinanza che deve imparare ad alzare la testa e a smettere di delegare al prossimo la gestione dei servizi di pubblica utilità.


Luca Bagatin



8 luglio 2014

"La mia idea di AMOR": monologo by Baglu

Che strana città quella in cui mi sto trasferendo, più che strana direi triste.

Non che al nord le cose vadano meglio, ma da una metropoli che ha conosciuto l'Impero ti aspetteresti quantomeno qualche cosa di diverso.

Penso che con il crollo del celebre Impero sia crollata anche la sua Capitale. La qualità dei suoi abitanti, poi, lascia alquanto a desiderare nonostante io ne faccia parte a pieno titolo da quasi quarant'anni.

“La Grande Bellezza”. Chi ha visto e compreso quel film avrà compreso anche che la vera bellezza sta negli sprazzi, non nel chiacchiericcio e non certo nella Capitale o nel portafoglio o capitale – che dir si voglia - di quelli che alle feste ci vanno solo perché vogliono farsi notare e non hanno un cazzo da fare.

Alle feste ci vado anch'io, ma almeno ho la decenza di presentarmi per ciò che sono. Piacere, Baglu, professione disilluso.

Curioso il fatto che qui le cose, da almeno trent'anni, non siano mutate. L'urbanistica è rimasta quella della fine degli Anni '70, primi '80. Per un nostalgico come me fa quasi tenerezza.

Quando mi parlano di raccolta differenziata, infatti, faccio sempre notare che a cavallo fra gli Anni '70 ed '80 era un concetto che non esisteva. Che, o radi al suolo la città, come fece Nerone e magari la fai ricostruire dal Signor Ikea, oppure stai fresco.

Mi incuriosisce notare che le periferie non sono mutate, che i ragazzini portano ancora i calzoncini corti e giocano con un pallone semiusurato in improbabili parrocchie/chiesuole assolate, che esistono ancora le feste rionali e le fanno ancora lì, dove le facevano negli Anni '70/'80.

Solo le persone sono mutate, nel senso che oggi hanno gli smartphone e usano uozzapp, quella roba che non sai nemmeno che cappero voglia dire quando la pronunci (uozzapp, infatti, sospetto significhi: che cazz'è ?...ah, la mia scarsa considerazione per gli anglo-barbari fa sempre maggiori progressi).

Mi dicono che nelle università, qui, spopola un partito che non sapevo nemmeno esistesse più che si chiama Sinistra Critica. Vedo molti ragazzi che parlano di fascismo e comunismo e cercano di venderti un giornale che credevi ormai esistesse solo nei film vintge di Nanni Moretti: Lotta Comunista. Stranamente la cosa non mi rende nostalgico. Mi fa incazzare e pensare che le idee sono rimaste le stesse, che circolano, sì, ma qui le cose non si muovono affatto. Il malgoverno permane, la burocrazia disorganizzata impazza tanto quanto il traffico, la monnezza affolla le piazze ed i vicoli tanto quanto la paraculaggine, che è l'hobby più diffuso fra la ggente. L'Impero è come se non fosse mai esistito.

Mi fa anche incazzare che chi parla di comunismo non abbia mai letto Marx. Io l'ho letto a sedici anni e per questo sono diventato anticomunista, ovvero per il superamento del capitalismo, ma senza passare né per la struttura né per la sovrastruttura. Sono per l'approfondimento dell'essere umano. Per la sua valorizzazione.

Mi mettono molta inquietudine i pellegrini religiosi. Specie quelli della Scalasanta. Penso che la Scalasanta sia il trionfo dell'ipocrisia tanto quanto le chiese che sovrappopolano questa città.

Penso che siano un insulto a Cristo, a Dio, all'Amore Universale che i pellegrini fottono ogni giorno sotto forma di preghiere vuote allorquando nella vita di tutti i giorni insultano il prossimo, lo vilipendono, lo maltrattano, se ne fregano dell'ambiente, degli animali, dei propri vicini di casa, delle persone che dovrebbero – per pura umanità – rispettare.

Il trionfo dell'ipocrisia para-religiosa, ovvero para-cula mi disgusta tanto quanto il trionfo dell'ipocrisia politica, dei convegni, dei congressi ove si sprecano parole al vento.

Penso che questo popolo sia fatto per essere gestito, prima ancora che di-gestito e di-gerito.

Mi chiedo se davvero sia mai esistito un Impero oppure non sia tutto frutto della fantasia di Valerio Massimo Manfredi. Per decenza del pueblo che quell'Impero dovrebbe oggi rappresentre, mi auguro che sia stato così. Che sia tutto un immenso racconto di fantasia, come la storia dello sbarco sulla luna.

Mi auguro sia solo un grande spot pubblicitario offerto da quelli della Vodafone con il loro pinguino-cretino che ha convinto persino Elio a farsi prestare la voce. Ah, che cosa non fa il danaro e lo showbusiness ove di show non vi è proprio nulla ed il business riescono a gestirlo solo quattro bestie da prima elementare ! Magari anglo-barbare (ma l'Impero non li aveva sconfitti ?) !

Ma perché non ve ne andate tutti quanti affanculo ?

Non vi chiedo il suicidio di massa, come forse meritereste, ma solo un leggero affanculo.

Fra dieci o quindici anni, ad ogni modo, per me, sarete solo un triste ricordo. 




26 ottobre 2009

LUCA NON SOFFRE PIU' articolo by Peter Boom

L'ALBERO HA AVUTO PIETA'
presentazione di Luca Bagatin

Peter questa volta mi ha fatto letteralmente commuovere.
Non saprei davvero come altro commentare, se non invitare alla lettura del suo articolo ed alla riflessione.
Talvolta la rabbia, cede il passo alla comprensione e diviene senso di giustizia, di amore.
Il racconto, la testimonianza di Peter Boom, che segue è - io credo - un piccolo spaccato di vita, di "certe" vite di "certe" diversità, di ciò che non sappiamo comprendere degli altri perché bombardati dal giudizio e dunque dal pregiudizio. Che sono l'opposto della comprensione. Della visione del "diverso" che è anche in noi.
Nella nostra unicità.
Ovvero nella nostra umanità.

Luca Bagatin


LUCA NON SOFFRE PIU'....
di Peter Boom

Ma come? Perché? Eh già … è saltato giù dal quinto piano e questa volta finalmente gli è andata bene.
Ha messo fine alla sua vita torturata, lui un nero somalo adottato all'età di due anni da gente caritatevole in una città della provincia italiana: “Oh che bel bambinello, sorride, è pieno di vita, tutto nero e col pisellino un po' roseo, che dolce, ma poi … il bambinello nero cresce e rimane nero ed è logico, anzi logicissimo che qualcuno cominci a prenderlo in giro. Lui non sembra curarsene troppo e mantiene il suo sorriso accattivante, rimane ottimista, ingenuo, finché non scopre di essere una seconda volta diverso, cioè gay, omosex. Quel che è peggio gli piace anche travestirsi per divertirsi un po' di sera.
In città lo sanno oramai tutti, la sua famiglia cerca di resistere …. non ce la fanno e l'opinione pubblica è una brutta bestia, sadica, cattivissima.
Luca prova ancora a sorridere con quegli occhi pieni di luce ma poi … non ce la fa più e salta da un altissimo viadotto. Purtroppo non gli va bene perché disgraziatamente un albero frena la sua rovinosa caduta. Sì, l'albero ha avuto pietà!
Vigili del fuoco, poliziotti, medici, chirurghi, si sono tutti prodigati per salvare quel ragazzo straziato e in coma. E' uscito dal coma, una gamba più corta e numerosi altri disturbi e lui pianpianino è tornato a sorridere. La ferita più grave non la portava sul corpo ma nel profondo dell'anima. Una signora giudice lo ha aiutato a trovare un lavoro e lui pulendo un parco di motociclette continuava a studiare ed a leggere libri. In quel garage, pur conoscendo la sua storia, continuarono a prenderlo in giro per il suo essere nero e frocio, diverso. Un giorno uno di quei “signori” è venuto a trovarlo, si è denudato una certa parte del corpo e ha detto: “Dai, brutto frocio negro fammi godere.” Luca non ha risposto a quel “signore” così represso e se n'è andato, è fuggito a Roma dove l'ho conosciuto nel 1998 in occasione della commemorazione del gay siciliano Alfredo Ormando, il quale si era dato fuoco con la benzina il 13 gennaio 1997 davanti al sagrato in piazza San Pietro.
Luca sembrava di nuovo allegro liberatosi da quel orribile clima provinciale che gli era diventato insopportabile, ma dentro non stava bene, il trauma psichico infertogli con tanta crudeltà e disprezzo era oramai irreparabile. Ogni tanto venne ricoverato per farsi rimbambolire da potenti sedativi. Poi … sembrava di nuovo guarito, la vita ricominciava quasi normalmente.
Grazie ad alcune persone ha poi trovato un lavoro degno presso un Ministero.
Luca era gentile con tutti, cercava sempre di aiutare tutti, regalava un euro al drogato malmesso per strada e ha ospitato un ragazzo disprezzato come lui. Quel ragazzo però lo sfruttava, lo trattava male, lo minacciò sputandogli in faccia, ma Luca sentiva profondamente il bisogno di un po' d'affetto, possibilmente di amore e più veniva bistrattato più ripeteva che quel delinquente lo amava. Non voleva ammettere a sé stesso di non essere benvoluto e forse questa bugìa detta agli amici ma più che altro a sé stesso lo ha fatto sopravvivere per un altro po' di anni.
Dovremmo tutti maledire i razzisti, i finti religiosi, i politici omofobi, tutta gente che non ha capito che sta di fatto maledicendo una parte di sé stessi.
Pietà per loro, ma ...dobbiamo fermarli.

LA DOTTRINA DEL DISPREZZO

Sono nero, giallo, bruno, meticcio, bianco albino.
Sono un ebreo, sono vecchio, malato, bambino.
Sono arabo, sono nato nel Sud, di un'altra religione,
di nessuna religione.
Sono omosessuale, cieco e amo la natura.
Non so chi è mio padre, mia madre forse puttana.
Sono donna, sono povero, sono paria e andicappato.
La mia sedia a rotelle è questa società.

Sono un indiano, e sono meno di te e son strano, diverso.
La mia squadra di calcio non è la tua. Peccato.
Porto i capelli fuori moda e vestiti rattoppati.
Sono un animale, una pianta e rispetto la natura.
Sono tutto questo, sono la maggioranza!
E poi sono razzista, ma solo con i razzisti!

Peter Boom

http://www.pansexuality.it



21 ottobre 2009

Costruire un Polo Laico-Liberaldemocratico.....nonostante Pannella


L'altro giorno, un lettore del mio blog, mi ha lasciato un commento nel quale ha scritto:

"purtroppo nell' Italia del PD e del PD+L non vi sarà mai laicità.
laici , liberali, repubblicani, azionisti, socialisti, libertari dovrebbero unirsi intorno al carisma di Marco Pannella e tentar di modificar i rapporti di forza.
Brunetta, Fini , LaMalfa, Nucara, DellaVedova, Pannella, Nencini, Bobo Craxi, Pittella, Amato ed ora anche Bonelli in un unica alleanza con Emma premier contro la Vaticalia fascista e sfascista".


In linea di massima, sarei anche d'accordo epperò.....mi ha fatto pensare alla conversazione settimanale che Marco Pannella, padre padrone dei Radicali Italiani, ha tenuto recentissimamente con Massimo Bordin ai microfoni di Radio Radicale.
Pannella pare che si sia messo da qualche tempo a rincorrere i Verdi di Bonelli e le anime in fuga da Sinistra e Libertà.
E per l'ennesima volta non lo capisco.
Non capisco questo vecchio signore che pur quando ero ragazzino mi affascinava per la sua battaglie nonviolente e laiche. Non capisco perché perda tempo a rincorrere questi "sinistri" che di nonviolenza e laicità se ne sono sempre fregati alla grande, privilegiando le "battaglie" sindacatocratico-parassitarie e ambiental-fondamentaliste per il mantenimento dello status quo. Contro le libertà individuali e del mercato, che sono invece la premessa per le libertà civili.
Quando avevo 17 anni sono stato iscritto ai Verdi. Non l'ho mai nascosto. E' stato lì, infatti, che ho conosciuto i primi radicali storici ed è stato ancora lì che ho iniziato a prendere le distanze da certa sinistra.
I Verdi, peraltro, nel corso degli anni hanno mutato il loro DNA: da partito di sinistra moderata e per i diritti civili a utili idioti dei comunisti e serbatoio per i centri sociali più estremisti.
Che Pannella li insegua per le elezioni regionali dell'anno prossimo, mi appare l'ennesima follia radicale.
Follia radicale come quella del non volersi pressoché mai presentare alle elezioni amministrative, come spesso accaduto sulla base dei diktat pannelliani. Quando invece è proprio a livello locale che si può agire meglio politicamente: abbattendo la burocrazia, garantendo servizi migliori per i cittadini, garantendo più sicurezza e gestendo al meglio le risorse.
Quel che propone oggi Pannella sembra essere questo: per le Regionali lanciamo dei candidati comuni e facciamoli sostenere da quante più liste laiche possibili dai Verdi ai Socialisti (quali ?) e magari anche con Repubblicani e Liberali. Un bel minestrone calato dall'alto, alla faccia degli elettori e delle problematiche locali.
Ora, io che seguo da anni l'evoluzione strategica dei partiti laici italiani, mi chiedo perché Pannella si sia opposto - in sede di elezioni europee - a fare una lista con Repubblicani e Liberali, come propostogli, preferendo invece lanciare ancora una volta la personalistica Lista Pannella-Bonino.
Quello sarebbe stato non solo un bel banco di prova laico-liberaldemocratico (e non laico-minestroncratico), ma anche la sede appropriata ove rilanciare gli Stati Uniti d'Europa, cavallo di battaglia della nostra tradizione da Mazzini ad Ernesto Rossi.
E mi chiedo anche perché Pannella continui ad inseguire il nulla, ovvero non solo i Verdi ma anche i Socialisti "de sinistra" (come si definiscono), che non si sa nemmeno se esistono più dopo l'esperienza fallimentare della Rosa nel Pugno prima e di Sinistra e Libertà poi.
Con un leader così non solo i Radicali non andranno da nessuna parte (se non rimanere gli utili idioti del Pd, partito dei cattocomunisti), ma nemmeno i laici.
Diverso sarebbe proporre alle Regionali delle liste laiche locali, su problematiche essenzialmente locali. Ed accenno al fatto che, a Pordenone, come Repubblicani, stiamo per lanciare un'associazione laica trasversale che comprenda non solo chi è impegnato politicamente sul fronte laico, ma anche e soprattutto singoli cittadini sensibili ai diritti civili ed alle libertà del mercato. Il tutto organizzando settimanalmente delle riunioni il più possibile aperte.
Sul fronte nazionale, invece, come sostenitamo da anni peraltro, sarebbe opportuno avviare un percorso che porti alla costituzione di un unico soggetto politico laico-liberaldemocratico, ancorato all'Internazionale Liberale ed all'Eldr, che raccolga Repubblicani, Liberali, Radicali e tutti quei Riformatori e Liberalsocialisti che anelano ad una casa comune.
Un unico soggetto che possa anche partire da una spaccatura costruttiva dell'attuale PdL (e raccogliere gli sparuti liberali del Pd) e che potrebbe vedere protagonisti non solo Renato Brunetta, ma anche Gianfranco Fini.
Un unico soggetto politico con un'unico simbolo, un'unica sede nazionale (anche per risparmiare sui costi), un unico giornale di partito e così via.
Con un programma condiviso che sul piano economico vada dal rigore nei conti pubblici, all'aliquota unica per tutti al 20%, all'allungamento dell'età pensionabile; che sul fronte civile vada dalla  libertà di cura, di vita, di morte, per il matrimonio omosessuale e così via. Ed in politica estera miri alla creazione dell'Europa politica, amica degli Stati Uniti e dello Stato d'Israele.
Se qualcuno inizierà già a lavorare a questo progetto, non è escluso che si possa davvero ridisegnare un nuovo bipolarismo che ci veda davvero protagonisti.

Luca Bagatin



14 ottobre 2009

L'omofobia e l'irresponsabilità della classe politica italiana



E' semplicemente assurdo, specie alla luce dei recenti casi di cronaca nera che hanno colpito molti omosessuali, che la legge sull'omofobia non sia passata in Parlamento.
E' invece addirittura vergognoso che l'Udc parli di incostituzionalità della legge stessa.
Ormai è da lungo tempo che i politici di turno tirano in ballo la Costituzione a sproposito, su questioni che con essa non c'entrano nulla, ovvero che essa non contempla (e così si sono rigettati a priori il Lodo Alfano, il matrimonio omosessuale, la castrazione chimica, questa legge sull'omofobia, appunto, tanto per citarne alcune), ad esclusivo loro uso e consumo.
E' veramente ora di smetterla, anche perché questa classe politica - pressoché nel suo complesso - sta dimostrando davvero di non essere all'altezza del compito per il quale è stata....."nominata" (non già eletta, visto che nella nostra attuale legge elettorale - quella sì palesemente anticostituzionale al punto che la Costituzione non prevede un sistema elettorale maggioritario - non sono più previste le preferenze).
E' altresì assurdo che siedano in Parlamento persone che potrebbero meglio tutelare la loro "fede religiosa" nei conventi e nelle parrocchie e non, diversamente, tentare di imporre una loro personalissima visione discriminante ad un Paese che è fatto di molteplici concezioni di vita. Tutte parimenti legittime in quanto non danno fastidio ad alcuno (se non all'intima coscienza di certi benpensanti che, ribadisco, possono benissimo decidere di servire la loro fede nei luoghi adatti allo scopo).
Urge dunque una legge contro le discriminazioni sessuali ed altresì una legge che aggravi le pene nei confronti di stupratori e pedofili, anche arrivando a ridurre i gradi di giudizio e non escludendo aprioristicamente misure quali la castrazione chimica che, a dispetto dell'altisonante nome, è una pratica farmacologica temporanea a base di ormoni che inibisce la produzione di testosterone.
Sono misure che dovrebbero in particolare essere discusse e concordate a livello sovranazionale, europeo, con mano ferma e senza tentennamenti perché non è possibile che a rimetterci la pelle e la dignità siano sempre i soggetti più deboli siano essi bambini, donne o omosessuali.
Questo sì va contro la nostra Costituzione repubblicana (e non già vaticana).
Altra misura da adottare dovrebbe essere quella dell'introduzione nelle scuole, a partire dalle medie inferiori, dell'ora di educazione sessuale. Senza pregiudizi, senza pruderie. In cui parlare anche di omosessualità, che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito essere una condizione umana del tutto naturale (peraltro esistente anche nel mondo animale).
Un'ora di educazione sessuale per responsabilizzare i giovani ed al fine di aiutarli a conoscere il proprio corpo e le sue molteplici funzioni, che non sono certo solo ed unicamente riproduttive.
Sarà la nostra classe politica così responsabile da prendere provvedimenti in tal senso ?
Ce ne auguriamo veramente, perché fra inutili primarie ed inutili inaugurazioni di ponti sullo stretto di Messina.....stiamo francamente perdendo solo tempo.

Luca Bagatin



14 settembre 2009

Il luogo naturale dei mazziniani oggi



Condivido pienamente l'analisi di Arechi su "La Voce Repubblicana" del 9 settembre scorso, relativamente all'articolo di Sandro Bonella sull'ultimo numero del periodico dell'Associazione Mazziniana Italiana "L'Azione Mazziniana".
Quanto scritto da Arechi è esattamente ciò che pensai io stesso leggendo il pezzo di Bonella. Un pezzo che non condivisi, appunto, nelle sue conclusioni.
Bonella fa benissimo a richiamarsi, così come tutti noi laici, liberaldemocratici, liberalsocialisti e repubblicani facciamo da anni, all'esperienza di Terza Forza vagheggiata da Mario Pannunzio negli anni '50 e '60. Ovvero ad una forza politica comune, liberale, libertaria, anticomunista, antifascista ed anticlericale. Nè di destra nè di sinistra, ma semplicemente "più avanzata".
Però la riflessione di Bonella scade veramente quando - come rilevato da Arechi, appunto - scrive: "il luogo naturale di impegno politico per la nostra tradizione culturale (ovvero quella mazziniana n.d.r.) è il Partito Democratico".
Il Pd, a parer mio - e non lo sostengo certo da oggi - è, sin dalla sua fondazione, un'anomalia tutta italiana.
Un mostro politico che ha messo insieme le culture più conservatrici, moraliste e reazionarie del nostro Paese: quella comunista e quella catto-dossettian-democristiana.
Le culture del "buonismo" e del "volemosebbene", per così dire, ovvero della "solidarietà pelosa", elargita dai "salotti buoni" amici della grande impresa (e non certo delle piccole o medie industrie, dei commercianti, degli artigiani, dei precari...).
Forze dell'anti-emancipazione: femminile, sessuale, individuale, economica. Forze che cercarono dagli anni '70 agli anni '90 di minare ed indebolire subdolamente i governi di pentapartito, quelli del giusto equilibrio fra laici e cattolici. I governi che, nel bene o nel male, assicurarono all'Italia un futuro quanto più possibilmente democratico e meno pauperistico.
Tangentopoli, ovvero la Falsa Rivoluzione giustizialista, non accadde insomma certo a caso. Una rivoluzione che colpì taluni (i partiti democratici) ma non talaltri (postcomunisti e sinistra Dc).
Ora, tanto per motivi politici, quanto per culture di riferimento, mi chiedo che cosa abbiamo noi mazziniani a spartire con codesti signori che lo stesso elettorato italiano ha quasi sempre punito inesorabilmente.
In seconda battuta - e qui lo affermo anche per esperienza diretta - non mi risulta che il Partito Democratico italiano sia avezzo a dialogare con noi laici, liberali, liberalsocialisti e repubblicani.
Mi viene in mente ad esempio il povero Ignazio Marino, ingiustamente vilipeso all'indomani della sua candidatura a Segretario del Pd !
Personalmente penso dunque che, come dice Bonella, il nostro linguaggio possa anche essere quello della cultura, ma anche quello della lotta politica a tutto campo contro la conservazione.
Una conservazione che oggi non occupa più necessariamente il posto della "destra", ma che si camuffa sotto sigle "democratiche" e/o "sinistrate".
E' per questo che ritengo che il luogo naturale di impegno politico per i mazziniani sia o al di fuori degli attuali schieramenti o, più proficuamente nel Partito Repubblicano Italiano, alleato all'attuale maggioranza di governo, che negli ultimi sedici anni è stata l'unica che ha recepito quante più istanze repubblicane possibili.


vecchi e giovani repubblicani.....


Luca Bagatin



7 settembre 2009

Libertà di stampa: forse Berlusconi non ha tutti i torti



Confesso che non avrei voluto parlarne più di tanto.
Questa cosa delle libertà/illibertà di stampa alimentata dal gossip denigratorio sta davvero raggiungendo livelli di insopportabilità.
Saranno gli ultimi rimasugli del caldo torrido di quest'estate ?
Premetto che non entrerò più di tanto nel merito delle questioni, limitandomi a dire che non sono per nulla d'accordo con l'appello dei giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, relativamente ad una presunta mancanza di libertà di stampa nel nostro Paese.
Un conto è la libertà di stampa, un altro il killeraggio politico ovvero la denigrazione dell'avversario con illazioni mai provate.
E ciò sarebbe anche possibile, per carità, ma solo se determinati giornali fossero organi dichiaratamente militanti ed i cui giornalisti/collaboratori esprimessero esclusivamente e dichiaratamente la loro personali opinioni.
Se invece si scrivono cose pretendendo di spacciarle per notizie, verità e compagia cantante, con il mostro sbattuto in prima pagina, beh, va a finire che la gente ci crede ed addio informazione libera e trasparente.
E' una cosa veramente becera, questa sì veramente antidemocratica.
Sul caso Boffo personalmente non avrei nemmeno calcato la mano giornalisticamente parlando. E' triste che una persona venga messa a nudo mediaticamente: sia che sia vero o no quel che ha fatto. Idem sul caso di Garlasco, ove quel ragazzo (assassino o meno) è stato messo alla gogna, dato in pasto ai media.
L'Italia non può dirsi Paese democratico, ma più per questo che per altro. Perché il giornalismo nostrano appare piuttosto e troppo spesso sciacallaggio.
E lo sciacallaggio, penso, non abbia nulla a che vedere con la libertà di stampa.
Il giornalismo italiano (ma non solo quello) è uso pressoché da sempre deformare i fatti. Personalmente lo scrissi anche in un mio articolo, affermando che la "formazione" è più importante ed utile dell'"informazione". Ovvero che gli scrittori, i letterati, sarebbero di gran lunga preferibili ai giornalisti. E portai a sostegno di ciò anche quanto scrisse Gurdjieff a proposito della professione di giornalista.
Ovvero: “Il pubblico non sa mai chi è che scrive. Conosce soltanto il giornale, il quale appartiene a un gruppo di esperti commercianti. Che cosa sanno esattamente coloro che scrivono su quei giornali, e che cosa succede dietro le quinte della redazione? Il lettore lo ignora completamente. I rappresentanti della civiltà contemporanea, trovandosi a un grado di sviluppo morale e psichico molto inferiore, sono come dei bambini che giocano col fuoco, incapaci di misurare la forza con la quale si esercita l'influenza della letteratura sulla massa." Ed ancora: "Non posso passare sotto silenzio questa nuova forma letteraria, perché, a parte il fatto che non porta assolutamente nulla di buono per lo sviluppo dell'intelligenza, essa è diventata, a mio avviso, il male de nostri tempi, nel senso che esercita un'influenza funesta sui rapporti umani. Questo genere di letteratura si è molto diffuso i questi ultimi tempi perché - ne sono fermamente convinto - esso corrisponde meglio di ogni altro alle debolezze e alle esigenze determinate negli uomini dalla loro crescente mancanza di volontà".
Il problema è dunque forse a monte.
Quanto Berlusconi, se proprio dobbiamo e vogliamo parlarne qui, ovvero alla sua presenza nei media, io penso che finalmente gli si stia dando il giusto spazio (cosa che non è stata fatta negli anni precedenti, in cui l'ostracismo era profondissimo per questo imprenditore televisivo definito "parvenu" dai maitre à penser nostrani). Penso anche ciò sia dovuto al fatto che per la prima volta egli ha messo in piedi un governo, nel bene o nel male, di gran lunga più riformatore dei precedenti negli ultimi sedici anni.
Io stesso, che pur non ho mai avuto simpatia politica per il centrodestra (ma nemmeno per il centrosinistra, avendo preferito votare per i Radicali, i Socialisti del Garofano o per i Liberali del PLI, quando si presentarono slegati dai due schieramenti, oppure preferendo l'astensionismo, come negli ultimi anni), però oggi sono un sostenitore di questo governo e di questa maggioranza, alla quale alle prossime elezioni sono pressoché certo darò il mio voto.
Lo sono per tutti i motivi che ho scritto nei miei articoli dell'ultimo anno e mezzo ed anche perché ritengo sia l'unico schieramento che ha garantito un minimo di voce a noi laici. Lo dico anche per esperienza personale a livello locale.
Il fatto è che Berlusconi rappresenta, sin dagli anni '80, un nemico per i veri Poteri Forti: le banche, la grande industria, la Rai-Tv....
Berlusconi, come Craxi e come tutti coloro i quali si misero di traverso al Potere Dc-Pci che faceva comodo a daterminati settori economici illiberali ed illiberisti.
La questione della vita privata del Berlusca poi....si rivolterà contro lo stesso Pd (e viene agitata perché l'opposizione non ha ormai più nulla da dire). Ed è anche profondamente triste che si vada a spulcare nella vita privata di un politico solo per denigrarlo (lo pensai anche nel caso Lewinsky, una vera americanata puritana....).
Tutte cose che peraltro ho scritto questa mattina anche ad un amico e che sostengo da anni.
Il problema, ordunque, lo ribadisco, è un altro. E sta a monte. Non certo a valle.

Luca Bagatin



24 agosto 2009

Renato Brunetta Sindaco di Venezia ? Molto meglio Premier !



Alcune settimana fa, un caro amico vicino agli ambienti laici del PdL, mi ha detto entusiasta: "Sai che l'anno prossimo Brunetta sarà candidato Sindaco a Venezia ?". Incredulo e un po' perplesso gli ho risposto: "Ma...davvero ?". "Certo !", mi ha risposto lui candidamente, ma con sicurezza.
Fatto sta che apprendo alcuni giorni fa, come tutti gli "addetti ai lavori", che il Ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta, è stato proposto come candidato Sindaco di Venezia dal leghista Calderoli, con tanto di PdL stizzito in quanto nulla pare essere stato deciso.
Nulla è stato deciso ? Ma è veramente proprio così..... ?
Ad ogni modo, sia come sia, sarebbe un vero peccato. Un modo palese, dunque, per allontanare dal Governo l'unico Ministro e uomo politico forte e credibile in questo momento.
Uno che ha rivoluzionato la Pubblica Amministrazione nel giro di un anno e mezzo e che non le manda a dire a nessuno in fatto di economia.
Un vero laico ed un vero liberalsocialista. Un uomo di sinistra in un governo di centrodestra sempre più leghistizzato.
E proprio la Lega Nord è il vero problema della maggioranza. Dal non voler abolire le sprecone Province all'introduzione dell'arcaico dialetto nelle scuole, questo partito del nord culturalmente più arretrato si sta dimostrando la vera spina nel fianco di Berlusconi.
Ad ogni modo torniamo al Ministro Brunetta. L'unico che secondo noi potrebbe succedere alla guida del Cavaliere e rendere il PdL un vero partito riformatore. O quantomeno l'unico che potrebbe guidare un'area laico-liberale capace di staccarsi dal PdL e costruire la nuova alternativa a questo bipolarismo attualmente senza un'opposizione credibile.
Questo piccolo-grande uomo veneto rischia dinque di ritrovarsi candidato Sindaco (e molto probabilmente Sindaco eletto) di una bellissima città come Venezia, ma certamente si ritroverebbe così politicamente fuori dal gioco della politica nazionale.
Se possibile, vorremmo evitarlo.
Vorremmo che il Ministro Brunetta ci pensasse attentamente in quanto moltissimi credono in lui ed in una sua futura leadeship di Governo del Paese.
Pochissimi sono infatti oggi i politici realmente preparati in Italia. Renato Brunetta incarna competenza e carattere di polso capace di non piegarsi ai compromessi.
Non vorremmo che taluni "alchimisti della politica" - come si dice in gergo - stessero remandogli contro.....
Attendiamo dunque fiduciosi lo sciogliersi dei nodi.

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini