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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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12 novembre 2014

La tv dei Vescovi, Vladimir Luxuria e l'indecoroso linguaggio mediatico

Si fa un gran parlare, in questi giorni, dell'invito da parte della “tv dei Vescovi” - ovvero di TV2000 – a Vladimir Luxuria di partecipare ad una loro trasmissione per discutere di tematiche cosiddette “etiche” riguardanti la comunità omosessuale e transessuale.

Partecipazione, peraltro, successivamente negata in quanto - come spiegato dal direttore del tg di TV2000 - la trasmissione sarebbe andata in onda in concomitanza con l'assemblea della CEI, che avrebbe dovuto discutere ancora una volta sui temi legati alla famiglia.

Ora, per carità, ciascuno è libero di esprimersi sulle tematiche che desidera, ed in questo senso anche i Vescovi della CEI lo sono. Per quanto dovrebbe essere ben chiaro a tutti che i giudizi dei Vescovi non dovrebbero essere vincolanti per nessuno, visto che, sino a prova contraria, l'Italia dovrebbe essere uno Stato laico. E ciò anche in presenza di una classe politica conservatrice, autoritaria e clericale, oggi anche al governo del Paese.

Al di là di questo la mia riflessione verte piuttosto sull'idea di invitare – a rappresentanza della cosiddetta comunità LGBT, ovvero del mondo omoessuale, bisessuale e transessuale – Vladimir Luxuria, volto noto della tv, “maitre à penser” catodico in sostanza, di cui si è tornati a parlare grazie al suo recente incontro con Silvio Berlusconi e con la sua compagna Francesca Pascale.

Un'idea, quella dell'invito di TV2000 a Luxuria, che segue – ancora una volta – logiche meramente mediatiche, anziché tendenti a rappresentare una realtà umana, un'orientamento sessuale, che certo non può dirsi rappresentato dal solo Luxuria.

Mi sono sempre chiesto perché, nelle varie trasmissioni televisive, in sostanza, poco si invitino cittadini qualsiasi, siano questi omosessuali, transessuali o eterosessuali (infondo siamo tutti esseri umani !), bensì si tendi ad invitare sempre ed unicamente i soliti “maitre à penser” catodici, i soliti giornalisti catodici, i soliti politicanti catodico-imbonitori. Quelli che, in sostanza, siamo abituati a vedere a Ballarò, a Porta a Porta e così via.

Costoro non rappresentano la realtà delle persone, dei cittadini (omosessuali, transessuali, eterosessuali, operai, impiegati, imprenditori, infermieri, insegnanti ecc...), bensì l'indecoroso spettacolo del linguaggio mediatico che filtra una realtà a suo uso e consumo. Uno spettacolo indecoroso già denunciato peraltro da Pier Paolo Pasolini, che lo paragonò al “nuovo fascismo”. Sul “Corriere della Sera” del 9 dicembre 1973, Pasolini scriveva infatti, fra le altre cose: È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c'è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l'aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre.

Il mondo dei media, in sostanza, grancassa della società dei consumi e del pensiero unico imposto dalla trimurti "politica-religione-showbusiness", finisce - come ci ricordava già Pasolini - per annientare ogni realtà umana, ogni sentimento umano, ogni orientamento sessual-sentimentale. Oltre che presentarci una realtà falsata, fuorviante, imposta.


Luca Bagatin



14 giugno 2014

Un concorso pubblico negato ad un disabile. Una storia di ordinaria illegalità...legalizzata (pertanto il Ministro Orlando si dimetta !)


Toghe e, a destra, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando

Il concorso in questione è quello in magistratura (365 posti da Magistrato disponibili) fissato, poi revocato e poi – ancora – riconfermato dal 25 al 27 giugno prossimi, a Roma, presso i locali della Fiera.

La vicenda in questione, invece, fa accapponare la pelle e getta profondo discredito nel confronti delle toghe e del Ministero della Giustizia, retto dal Ministro Andrea Orlando.

E' la storia di un ragazzo disabile che, dovendo in fare la dialisi, è impossibilitato a sostenere il concorso nei tre giorni consecutivi. Lui, al Ministero, lo fa presente per tempo. Lo fa presente sin dall'iscrizione al concorso. Al Ministero sarebbe stato sufficiente che modificassero le date delle prove e tutto si sarebbe potuto svolgere regolarmente, nella piena legalità e soprattutto nel pieno rispetto dei diritti della persona disabile in questione.

E invece no. Che cosa accade infatti ?

Accade che il TAR del Lazio – giustamente – fa sospendere il concorso, venendo incontro all'istanza del ragazzo disabile. Ciò getta i concorsisti nel panico ed i media ci ricamano un po' su, facendo credere che la colpa sia del ragazzo disabile che ha bloccato un concorso al quale avrebbero partecipato 20.000 persone !

Peccato che le cose non stiano affatto così.

Peccato poi che arrivi – qualche giorno fa - un decreto monocratico del Consiglio di Stato (il 2435), datato 9 giugno 2014, che insabbia tutto e che blocca l'istanza di sospensione del TAR.

Risultato ? Il concorso in magistratura si terrà regolarmente dal 25 al 27 giugno prossimi (ma non è detto che il risultato del concorso non sia poi messo in discussione...sic !), in barba al ragazzo disabile ed alla legge che prevede che ci siano per tutti condizioni di parità per accedere ai concorsi pubblici.

Ed il Ministero della Giustizia che dice di tutto questo ? Silenzio assoluto.

Ed i media tradizionali ? Tacciono, forse complici della situazione.

Ed il Ministro Andrea Orlando ? Ma perché non si dimette e non si cosparge il capo di cenere, come i responsabili materiali di questa vergogosa vicenda fatta di inciviltà ed illegalità manifesta ?

Visto e considerato, poi, che l'esito del concorso in questione non è detto che non sia messo in discussione e quindi che il concorso stesso possa essere invalidato, sommessamente invitiamo tutti i concorsisti a boicottarlo, non presentandosi – in massa – nelle date previste.

Concludiamo chiedendoci se sia questa la “svolta buona” del Governo Renzi. Noi vediamo solo il prosieguo dell'immane ingiustizia italica di sempre che tiene unita una politica che, da destra a sinistra, seguita nel danneggiare e nel prendere in giro il cittadino.


Luca Bagatin



17 ottobre 2013

"Papa Francesco, Scalfari e Pannella". Articolo di Giacomo Properzj

Pubblichiamo qui un bellissimo articolo dell'amico Giacomo Properzj scritto per www.linkiesta.it, che mette in luce tutto il soubrettismo neo-post-radicale (o, meglio, antiradicale storico) di Eugenio Scalfari e di Marco Pannella i quali plaudono alla neo-soubrette mediatica Jorga Mario Bergoglio, autoproclamatasi Papa Francesco.

Le due corna, se così posso esprimermi con tutto il rispetto, dell'esile movimento radicale in Italia, sono rappresentate da Eugenio Scalfari, giornalista, fondatore di Repubblica, da sempre autorevole espressione della sinistra e da Marco Pannella, promotore di un'infinità di referendum, non sempre fortunati e protagonista di eventi di ogni genere, come si sa, finalizzati ad iniziative politiche. Talvolta elettoralmente legato anche a Berlusconi.
Stranamente, Papa Francesco ha trovato consenso in questa sottile area politica sia stabilendo rapporti epistolari con Scalfari che si tradurranno nel giro di pochi giorni in un libro strenna per Natale sia ottenendo, senza peraltro incontrarlo, un grande e rumoroso consenso da parte di Pannella che lo definisce “quest'amore de Papa” e ha presentato per le prossime elezioni regionali in Lucania una lista dedicata anche ai credenti.
Scalfari, che ha sempre avuto di se stesso una considerazione superiore a quella che il mondo in genere gli concedeva, trova oggi in questa corrispondenza pontificia, sugli altissimi problemi della vita e della coscienza, un appagamento che non ha mai avuto e forse il rischio è che faccia come la rana di Esopo e cioè scoppi dal piacere. Quanto a Pannella non è ancora riuscito a penetrare nelle stanze vaticane e si esprime da qualche tempo come un predicatore cristiano americano quelli, per intendersi dei tea-party tanto che se non si prende la linea giusta in certi orari si confonde facilmente Radio Radicale con la contigua Radio Maria. Preso questo mood, come si è detto, Pannella si è recato in Lucania a presentare questa lista radico-cristiana la quale, per ora, non ha ancora scelto con quale presidente stare visto che, come accade, il Pd presenterà un suo presidente e gli altri uno dei loro però nelle ultime ore sembrano orientati sul candidato di destra. Non pare questo un fatto importante per il gruppo degli strettissimi collaboratori pannelliani i quali inoltre hanno presentato la lista senza dire nulla all'associazione dei radicali italiani che per i comuni mortali sembrerebbe essere il partito o il movimento dei radicali. Non è vero, è stato spiegato che “i radicali italiani” sono una delle sette organizzazioni che compongo il movimento radicale in Italia (delle altre sei si hanno informazioni saltuarie e non sono in grado di farne l'elenco), inoltre il movimento radicale fa parte del partito radicale transnazionale, disperso un po' in tutto il mondo ma di cui spesso non si hanno notizie, come del suo segretario che è un avvocato del Mali ma di cui mancano informazioni da diverso tempo.
Naturalmente le due corna, con tutto il rispetto, del movimento radicale si odiano tra di loro e si detestano ma questo rapporto con il mondo vaticano sembra trovare una sua analoga linea concettuale seppur susseguosa per quanto riguarda Scalfari e stracciaculo, sempre con tutto il rispetto, per quanto riguarda Pannella. Il risultato sarà identico perché Papa Francesco è un gesuita e sa dove mettere le mani per ridicolizzare gli ultimi rari laici italiani.

Giacomo Properzj
www.linkiesta.it



5 luglio 2013

Rome 2013: diamo più colore/calore/Amore alla Città Eterna (se vogliamo che rimanga tale)...ovvero mia raccolta di foto ove si fondono e confondono Sacralità e Profanità



Con Ilona Staller e Lavinia Guglielman alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Con Claudio Simonetti dei Goblin alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Con Ilona Staller e la scrittrice Tiziana Marini (madre di Lavinia Guglielman) alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Con Ilona Staller, Andrea Galatà e Chiara De Caroli alla prima del thriller MULTIPLEX al cinema Adriano




Il trio eroticamente vincente: Ilona Staller Cicciolina, Luca Bagatin Baglu  e Ursula Davis Hula Hop




Con Ilona Cicciolina, Ursula Davis Hula Hop e Filippo Bijoux




Con Ursula Davis Hula Hop (Mito di Donna non mitomane)




Alla conquista di Hula Hop... ;-)




Con Hula e Bijoux




Con la mia sorellina Ilona Staller Cicciolina




Ancora con mia sorella Ilona



Con Ursula Davis Hula Hop, ovvero una coppia perfetta o quasi ;)




Ilona, Hula & Filippo-Bijoux (foto esclusiva di Luca Bagatin)




Con Mina Welby (presso la sede del Partito Radicale)




Con Paolo Di Mizio...dal TG5 con furore !




Nello studio di Cesare Lanza, autore e giornalista libertario che mi assomiglia non poco




Con Debdeashakti




Con Lavinia Guglielman




Con Lavinia Guglielman




Con Amelia Scrocco




Il mio libro UNIVERSO MASSONICO sta spopolando in tutte le librerie !




La Porta Magica di Piazza Vittorio Emanuele




La Porta Magica di Piazza Vittorio Emanuele




La Porta Magica di Piazza Vittorio Emanuele




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia




Presso lo Zoo delle Star di Aprilia






18 aprile 2013

Società inglobalizzata



Chissà se è poi vero che le dimensioni del pene maschile, per la gran parte delle donne, contano.
Uno studio sostiene che sia "la combinazione delle diverse caratteristiche fisiche a determinare quanto sia attraente un corpo" e non i singoli tratti.
C'è da augurarselo perché, altrimenti, a prevalere sarebbe una sciocca legge di "esteriorità", già sufficientemente abusata nella nostra società mediaticizzata e commercializzata da bisogni e mode indotte.
C'è da chiedersi il perché, un tempo, ad esempio negli Anni '60 e '70, andassero di moda modelli di donna burrose e formose, tipo Brigitte Bardot, mentre oggi trionfi l'efebismo e l'indistinzione di una magrezza senza contenuto né forma.
Per fortuna esistono purtuttavia le Laetitia Casta - che pur ha smesso gli abiti di modella - a smentire tale canone imposto !
Anche per i maschietti marca piuttosto male, fra esteriorità che li vogliono senza un filo di pancetta, possibilmente depilati e palestrati, senza barba e con capelli alla "faraone".
Assurdità moderne senza né capo né coda, invero, che snaturano scelte personalissime, magari autenticamente trasgressive e fuori dal tempo, oltre che dallo spazio.
E poi questo salutismo elevato a dogma: niente sigari né sigarette, niente grassi saturi, solo sushi (che fa tanto "radical chic" senza choccare più nessuno), footing e palestra. Ma che tristezza !
E fra un po' dovremo anche sorbirci la relativa "legislazione salutista", come in Francia, ove le bibite gassate e zuccherate sono ipertassate.
No, decisamente così non va.
Occorre forse ripensare e ripensarsi. Leggersi e autoanalizzarsi, anche se queste potranno sembrare parole vane.
L'interiorità - per troppo tempo - è stata relegata a ruolo marginale di una società dei consumi in continua involuzione. Telefoni, telefonini, ipad, televisione e per molti versi il web, hanno soppiantato una comunicazione fatta di scambi affettivi/introspettivi.
La crisi economica di oggi non è che uno specchio di tale involuzione, che ha sostituito ai rapporti umani una sorta di freddo paravento fatto di danaro a buon mercato da spendersi e spandersi sino a non averne più. Il vivere al di sopra delle proprie possibilità - per troppi anni - tanto propagandato dai mezzi di comunicazione di massa e dai governi, non ha fatto altro che portare alla situazione attuale.
La morte civile, sociale e politica di un'umanità schiava della pubblicità, dei media, dei modelli imposti e, quel che è ancor peggio, senza alcun futuro certo.

Luca Bagatin



25 gennaio 2013

"Tarli senza cornici" di Marcella Andreini: un romanzo sulla follia e l'emarginazione

Il Sig. L., attore in pensione, sessantenne, una famiglia a carico che non ricorda nemmeno di avere.
Vittoria, barbona per scelta o, meglio, poetessa per vocazione. Sessantenne anche lei, con un figlio che l'ha abbandonata.
Lui è o, meglio, diventa Giuseppe, mentre Vittoria diventa Vittorina e, dopo aver conosciuto lui, sceglie di essere Luce e, infine, Maria.
Giuseppe e Maria, due emarginati che decidono di ricostruire - al giorno d'oggi - la Sacra Famiglia.
Giuseppe, figura da sempre di secondo piano dell'iconografia cristiana, alla ricerca di un figlio che ha perduto, che non è mai stato "suo" nel senso naturale del termine.
Maria, madre di un figlio morto sulla croce, che vuole scrivere al Papa per essere ricevuta ed accettata per quello che è oggi: vecchia e brutta.
Giuseppe e Maria o, meglio, i protagonisti di "Tarli senza cornici", secondo romanzo di Marcella Andreini, decidono di andare a Firenze in treno - agli Uffizi - per osservare le varie esposizioni delle Sacre Famiglie. In treno incontrano Valerio, 11 anni, genitori separati, che va da solo a Pisa dal padre. Giuseppe e Maria gli chiedono di diventare, per finta, il loro unico nipote e così il piccolo incarnerà una sorta di Gesù che si affezionerà più ai suoi presunti nonni che ai genitori, i quali non si amano più.
Valerio, come è logico che sia, non recandosi più a Pisa, bensì a Firenze, sarà dichiarato scomparso e la vicenda sarà seguita, oltre che dalle forze dell'ordine, dalla televisione e dai media.
Giuseppe e Maria, o, meglio, il Sig. L. e Vittoria, intanto, vivono la loro finzione di impersonare i veri Giuseppe e Maria. Osserveranno, nei dipinti, un Cristo biondo e con gli occhi azzurri, anziché un galileo, con occhi e pelle bruni. Osserveranno una Madonna giovane e bella, lontana dalla figura di una vera madre. Ed un Giuseppe marginale, quasi inutile.
La finzione è veramente loro o, piuttosto, quella di un'iconografia cristiana che ha alterato la realtà ? La finzione è veramente di questi due folli emarginati o, piuttosto, quella dei mass media che seguono le loro vicende, con feticistica morbosità ?
Valerio, infondo, non è stato realmente rapito. Valerio vuol bene a Giuseppe e Maria che, purtuttavia, una volta intercettati dai Carabinieri, finiranno in manicomio. "Sani nell'arte e pazzi per la gente".
Un romanzo suggestivo, quello di Marcella Andreini, che già con il suo "Volevo solo essere adorata" ha affrontato il tema scottante del suicidio. Con "Tarli senza cornici" affronta così l'altra tematica tabù della società moderna, ovvero la follia e l'emarginazione. In un affresco dai contorni laico-religiosi, spirituali, filosofici che rapisce anche il lettore meno sensibile.

Luca Bagatin



24 settembre 2012

Luigi Zingales spiega il Manifesto capitalista: contro un'economia corrotta



Luigi Zingales, economista liberale, autore del "Manifesto capitalista contro un'economia corrotta" (Rizzoli), è stato da noi intervistato nei giorni scorsi nel corso della conferenza stampa tenutasi a Pordenone, nell'ambito della fiera del libro Pordenonelegge.
"E' evidente" - ha affermato il prof. Zingales - "che le regole sono state violate e che la rabbia delle persone, relativamente a questa crisi, per molti versi esagerata, siano fondate. Gli Stati Uniti d'America stanno per molti versi diventando come l'Italia, ovvero degenerando verso un capitalismo clientelare, ove le lobby stanno diventando simili a quelle di casa nostra".
"Gli ex dipendenti delle aziende" - prosegue Luigi Zingales - "diventano Ministri, un po' come accadeva da noi nell'era di Berlusconi, e questi fanno unicamente l'interesse della loro azienda-lobby di riferimento". Il capitalismo, spiega il prof. Zingales, sta dunque degenerando e perdendo la sua natura originaria. Occorre, pertanto, riformarlo.
Negli USA il libertario repubblicano Ron Paul, per molti versi, è stato fra i pochi a denunciare tale degenerazione e, per quanto il prof. Zingales lo ritenga per molti versi troppo "estremista", ha confermato che il fatto stesso che Ron Paul, di elezione primaria in elezione primaria del Partito Repubblicano USA, continui ad aumentare i suoi consensi, è indice di come i cittadini statunitensi stiano iniziando a prendere consapevolezza di tale degenerazione e, dunque, di tale necessità di riforma del capitalismo.
"Nel Nord Est italiano le aziende famigliari hanno avuto grande successo in quanto hanno avuto manager capaci ed all'altezza del loro ruolo. Pensiamo ad esempio ad un'azienda come la Luxottica. Purtroppo in Italia non c'è, come altrove, la concezione del conflitto di interessi, per cui accade spesso che gli imprenditori tendano a delegare la funzione di manager a loro famigliari e/o a persone che non hanno alcuna competenza specifica o contezza del loro ruolo aziendale". Ciò ha determinato quella che Luigi Zingales definisce "peggiografia", con conseguente crisi dell'azienda stessa.
"Le imprese italiane" - ha proseguito il prof. Zingales - "hanno un altro tipo di problema da affrontare, ovvero un'eccessiva presenza dello Stato che in Italia è da sempre più o meno stato di impostazione socialista e, proprio per far vivere l'impresa, l'imprenditore ha dovuto spesso eludere le numerose imposizioni statali".
Ad ogni modo il prof. Luigi Zingales intravede uno spiraglio di speranza, dovuto proprio a questo stato di disperazione generato dalla crisi.
I giovani, ovvero la categoria più colpita in Italia dalla crisi, si stanno rendendo conto che il sistema dei piccoli privilegi dati a tutti non funziona più e si rendono ancor più conto che loro stessi non avranno più una tutela previdenziale. Ciò è e sarà, a parere del prof. Zingales, la molla per il cambiamento radicale.
Già in alcune aziende, ha spiegato l'economista, vi è chi, per combattere ad esempio il fenomeno dell'assenteismo e del privilegio - ovvero quella che potremmo definire l'"incultura della furbizia" - ha iniziato a svergognare pubblicamente sia gli assenteisti sia i medici compiacenti, attraverso apposite circolari.
Per concludere al prof. Zingales abbiamo chiesto, visto che è fra i promotori del Manifesto Liberale promosso da Oscar Giannino "Fermare il declino", se questo si tradurrà o potrebbe tradursi in un progetto politico-elettorale e lui ci ha risposto che, pur non avendo alcuna intenzione di candidarsi, ritiene che tale progetto sia funzionale a cambiare l'offerta politica nel nostro Paese, introducendo una sana competitività elettorale che già inizia ad affacciarsi anche in altri partiti, con primarie vere.
Quello di "Fermare il declino" è un tentativo che può avere successo o meno, a parere di Zingales, ma, ad ogni modo, potrà essere utile al fine di permettere ai cittadini di partecipare finalmente ad un progetto politico dal basso.

Luca Bagatin



17 novembre 2011

Governo Monti: una possibile garanzia di crescita e sviluppo


Solo qualche giorno fa avevamo scritto di come un tecnico al governo, oggi, fosse preferibile ad un politico in quanto avrebbe certamente fatto danni minori al Paese. Confermiamo ciò e rilanciamo. Ma questa volta in senso decisamente più positivo.
Mario Monti, nuovo Presidente del Consiglio, ha presentato un governo di tecnici altamente qualificati sotto ogni profilo: sia esso istituzionale che culturale. Un governo equilibrato, senza fronzoli, senza nomine politiche inadeguate alla situazione d'oggi, visto anche il bassissimo profilo della classe politica degli ultimi diciassette anni.
Il Governo Monti, dunque, a noi piace ed anche per altre ragioni: è inviso agli estremisti di sinistra e di destra dall'IdV a SeL, ai Comunisti vari, sino alla Lega Nord ed è governo che, sin dalle prime dichiarazioni, appare riformatore e capace di dare un po' di sollievo al dilettantismo dei governo precedenti: da destra a sinistra.
Mario Monti ha già parlato di riforma fiscale, di privatizzazione delle muncipalizzate, di tagli ai costi della politica, di tagli agli stipendi pubblici, di liberalizzazione degli Ordini professionali. Bene, benissimo: è proprio da ciò che riteniamo da sempre si dovrebbe partire per aggredire la crisi (e non dalla tasche degli italiani). L'unica cosa che a noi non piace è la probabile reintroduzione dell'Ici sulla prima casa: un'imposta iniqua che colpisce la proprietà individuale a vantaggio di Comuni talvolta microscopici e che noi vorremmo fossero aboliti ed aggregati a Comuni con un maggior numero di abitanti.
Ad ogni modo e comunque, in sostanza, giudichiamo positivamente il nuovo Governo Monti, con una sola incognita: sarà sostenuto da quelle forze politiche anti-riformatrici che, dal '94 sino ad oggi, non hanno fatto certo gli interessi del Paese: dal Pd e dal PdL in primis. Auguriamoci che queste non gli tolgano mai la fiducia, altrimenti l'Italia sprofonderà davvero nel baratro.
A noi piacerebbe che il Governo Monti avesse carta bianca e fosse sostenuto, in questo senso, dall'Europa e dagli Stati Uniti d'America, sino a che l'Italia non ricominciasse davvero a decollare.
Piacerebbe, dunque, che il Governo Monti sopravvivesse ben oltre il 2013, magari che durasse almeno cinque o sei annetti, poi, chissà, magari le forze politiche italiche, nel 2020, potrebbero anche essere mature per tornare a governare.
Ma prima sicuramente no.

Luca Bagatin



27 novembre 2010

Alfredino



Era un triste giugno del 1981.....quando i mass-media italiani cominciarono ad avere sete di morte.



18 ottobre 2010

"[facebook] Bastardi senza gloria" by LadyMarica

QUANDO I MASS-MEDIA HANNO SETE DI SANGUE
presentazione di Luca Bagatin

Personalmente non avrei per nulla voluto parlarne.
Trovo che la mediaticità sia l'esatto opposto dell'approfondimento e che, anzichè elevare le coscienze, le degradi al punto da assuefarle.
Assuefarle ad un certo tipo di scandalismo gossipparo, ad un certo tipo di cronaca nera sanguinosa e sanguinaria che tiene milioni di telespettatori e di lettori con il fiato sospeso come fossero in un film horror. Ed invece è la realtà.
Una realtà di cui - alla gran parte dei telespettatori e lettori - non importa, sotto il profilo umano, un fico secco.
Stanno lì, davanti ai teleschermi o dietro le pagine di un quotidiano, unicamente per placare la loro "sete" di entrare nelle vite degli altri, spiare, abbeverarsi del sangue altrui. Delle tragedie altrui.
Lo ha spiegato ottimamente Antonello Piroso ieri sera su La7 nel suo editoriale su "Niente di personale".
Lo racconta magnificamente una blogger del Cannocchiale (un'ottima blogger che, non a caso, è presente fra i link di questo blog) - LadyMarica - nel suo ultimo post su www.ladymarica.ilcannocchiale.it e che qui vorrei riportare.
Per riflettere una volta di più.

L. B.




[facebook] Bastardi senza gloria

di LadyMarica



E allora d’accordo, parliamone.

Infondo facciamo parte di questo circolo mediatico, facciamo parte di quelli che volendo o non volendo vengono a sapere. Di meno, e lo spero vivamente, facciamo parte della gente che gusta tutti i dettagli scabrosi. Di quelli che più dettagli scabrosi, macabri, grotteschi, anti-umanità ci sono e più si infilano nella televisone, a godere di quel fiume di sporcizia che gli scorre in mezzo ai piedi.

E chissà poi perché io la sporcizia la vedo sempre liquida.

Forse perché liquida si infila meglio in tutti i posti.

Forse perché le cose liquide, che scorrono, si nascondono meno semplicemente.

 

Perché quando a Matrix ci si diverte tanto a spiattellare quanto abbia o meno eiaculato nel corpo morto della nipote, lo zio, facendo ben attenzione a non perdersi l’inquadratura sul volto della figlia dell’uomo, allora, credo io, abbiamo realmente toccato il fondo.

Parlo di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa, certo.

Non devo specificare come, chi, quando visto che i dettagli sono più pubblici di quanto siano mai stati privati.

 

Proprio per questa “pubblicità” del fatto, chiunque si sente in diritto di dire “chi pensa sia l’assassino” (nemmeno stessimo partecipando a un gioco a premi), di dire quanto gli faccia schifo questo o quel personaggio, di dire quali e quante pene deve ricevere.

Chiunque si sente in diritto di chiamare la ragazza uccisa per nome, dire che è come se fosse sua sorella e tutti gli altri cavoli belli.

 

Comincio seriamente a pensare che la democrazia non sia così “cosa buona” dai tempi di Socrate. O forse la democrazia lo è, forse dico, ma la sua degenerazione in demagogia è quanto di più pericoloso possa esistere.

 

E’ facebook, finestra della nostra società (qualcuno mi dica di no!), a darmi, come spesso, lo schema di quanto sia grave la cosa. Non solo perché è possibile iscriversi a gruppi come questo “per tutti quelli che pensano che Sabrina Misseri sia complice del padre, ma anche e soprattutto perché in quello stesso gruppo è poi possibile scrivere qualsiasi cosa passi per le menti ristrette e insignificanti degli stessi iscritti. Non si potrà essere intolleranti con gli intolleranti, ma io fatico parecchio a non scrivere loro quanto siano cretini. Lì, direttamente in bacheca. Ma con molta probabilità io verrei segnalata e bannata, loro invece indisturbati potrebbero continuare a lasciare commenti come questi che seguono.

Scusate il tono (censuro dove è possibile), riporto soltanto.

 

“DOVETE SOFFRIRE E MORIRE…NON C’E’ RELIGIONE E GIUSTIZIA ALTRUI” . Questo non è un commento, scusatemi. Forse è una lista a caso delle parole che la ragazza conosce.

 

devi morire skifosa tu e tuo padre fate skifo vermi viscidi skifosi fate skifooooooooooooooooooooooooooo”

Metti un’altra k a vanvera? (sempre da una ragazza).

 

brutta put*** tu devi fare la stessa fine di sarah ma km ka**o fai ad uccidere xsone ke nn hanno ftt un ka**o o certa gnt e malata di mnt”. Xsone. Non lo leggevo veramente da tanto tempo. Mnt invece non lo avevo mai visto prima d’ora (anonimo. Che si vergogna di quello che dice, ovviamente).

 

“Skifosa cm si fa a togliere la vita a una stella cm sarah e poi far finta di niente sei una bastarda e tu e tuo padre vi auguro il peggior male del mondo \ saretta riposa in pace pikola ke si fara giustizia ti voglio bene

A parte il facile sarcasmo che posso fare sulla punteggiatura/ortografia/stile, ma ci rendiamo conto del grado di immedesimazione di cui questa casalinga disperata soffre. Che pena. (appunto da casalinga disperata)

 

“Puttana perversa mi fai schifoooooooo vergonati”.  Io francamente non capisco questa facile tendenza a dar della puttana a qualsiasi donna nel mondo che non piace. E viene sempre dalle donne stesse. A Misseri almeno nessuno ha dato del gigolò (da donna sui trent’anni).

 

“Sabrina l'orca assassina marcisci nelle tenebre..” Questi, che non hanno nemmeno la capacità di crearsi un profilo a testa perché devono far capire a tutti che sono fidanzati (cioè che qualcuno “li ama” nonostante la pochezza) hanno pensato che faceva più fico dirlo alla satanista.

“siete la vergogna delle famiglie italiane”. Invece questo gruppo è l’emblema di quelli col cervello? Forte.

 

"Chiattona fai schifo". Già, qualche anno glielo devono dare anche per non aver fatto una dieta prima di essere arrestata.

 

“Bastarda schifosa. Eri gelosa di sara ecco qual’è il problema” Oddio, c’è un punto?

La tipa si è firmata bambolina, non aggiungo altro.

 

“Secondo me sabrina da piccola subiva violenze dal padre ed e questa la verita che ha voluto mettere a tacere!” Siamo contro gli accenti. Dai, dai, sempre più a fondo, vogliamo i dettagli sulle prime volte.

 

“Bastarda ergastolo devi morire” (banalmente un ragazzo).

 

“la devi pagare e devi morire nello stesso modo di come è morta lei..devi soffrire...avete rovinato la vita di una ragazza innocente di 15 anni che aveva tutto il diritto di vivere..
la devi pagare tu e tuo padre..luridi vermi..marcite sotto terra..”
La ragazzina che ha scritto questo messaggio credo abbia circa 17 anni.

                                                          

Ne ho presi a caso, di qua e di là, ma non ho dovuto cercare molto, ce ne sono in ogni commento, in ogni foto, in ogni discussione. Naturalmente io non sto dicendo che i Misseri (o uno solo dei due) siano innocenti, visto che non ho modo di saperlo. E nemmeno sto dicendo “poveracci”, non so nemmeno quello.

Sto dicendo che la magistratura farà il suo dovere, ci sarà una condanna secondo la legge e quindi quanto più giusta possibile (se non vi vanno bene le leggi probabilmente avete votato male) e che solo poi potremmo stupirci di come e quanto avessero mentito prima.

 

Ultima cosa: a sengalare un gruppo ci si mettono circa 30 secondi.

Ah, non ci credete?

Vabbe’, provate segnalando questo. So che è un sacrificio (vista la validità di certe argomentazioni) però ne vale la pena per “imparare le tempistiche di facebook”.

(sono simpatica almeno?).


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini