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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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7 giugno 2015

"Libertà dal bisogno per approdare al sogno !": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin

Ciò che non hanno compreso molti politici ed economisti neoliberali è che la prima libertà è la "libertà dal bisogno".
La mafia è il sistema politico-economico vigente. La mafia è l'egoismo, lo sfruttamento, il capitalismo, la corruzione dell'animo umano. La mafia sei anche tu, a volte lo siamo tutti, anche se non ne siamo consapevoli.
Per cambiare, occorre prima di tutto cambiare noi stessi. Per poi ricostruire.
Penso che la fedeltà in ogni ambito sia un valore fondamentale: nei confronti di sé stessi prima di tutto.
La corruzione genera sfruttamento e lo sfruttamento genera ingiustizia.
Per questo ritengo che ai corrotti debba essere dato l'ergastolo.
Il significato del termine "Civiltà dell'Amore" è una civiltà senza concorrenza economico-sociale, ove le differenze e le identità sono rispettate, ove la politica e l'economia sono sostituite da valori spirituali, umani e sociali. Ove l'Amore non ha nulla a che vedere con il piacere effimero e limitato al mero aspetto materiale.

Penso che in una società priva di frustrazione sessuale e ove a prevalere siano i sentimenti, il sex-work sia totalmente superfluo e destinato a scomparire.

Credo al libero scambio delle intelligenze, dei corpi, delle menti, all'amore in un'unica parola. Non credo al libero commercio e ritengo sia l'origine dello sfruttamento delle menti e dei corpi.



3 giugno 2015

"Natura Selvaggia": riflessioni e aforismi by Luca Bagatin


Un corpo nudo non ha mai nulla di offensivo. Un politico che becca voti e danari per fare leggi contrarie alla volontà popolare, invece, è profondamente offensivo e scandaloso.
La "forza del popolo" non risiede nel delegare le decisioni a gente che becca voti solo perché ha danari per permetterseli e/o è sponsorizzata dal partito tale o talaltro.
La "forza del popolo" risiede nella capacità di autogestirsi e autogovernarsi.
Grillo, Berlusconi e Renzi sono tutti e tre della stessa pasta: avanzi di un avanspettacolo senza più spettatori.

Sono per l'Amore sempre e ovunque. Senza rompimenti di palle o leggi che ne impediscano l'espletamento.
Sono per le libertà individuali prima del rispetto delle (eventuali) leggi.
Per questo sono libertario e conservatore. Dei sentimenti e dei valori umani.

Perché amo la Donna Selvaggia ? Perché vorrei sposarmi con una Donna Selvaggia e farei fatica a stare lontano da Lei ? Perché è Lei che, attraversando i secoli, si immerge nel labirinto della Vita. Immersa nella Natura della sua Anima e della sua Psiche più profonda.



15 maggio 2015

Risveglio delle anime, risveglio dei popoli



"Ricordo nitidamente la tristezza provata nello scoprire che nel mondo c'erano i poveri e i ricchi; e la cosa strana è che non mi addolorava tanto l'esistenza dei poveri quanto il fatto di sapere che, al tempo stesso, esistevano i ricchi"

(Evita Peron da "La ragione della mia vita")


"...ho capito che non deve essere molto difficile morire per una causa che si ama. O più semplicemente: morire per amore"

(Evita Peron da "La ragione della mia vita")


"La religione è l'oppio del popoli, ma la spiritualità è il risveglio dell'anima e del cuore"

(Luca Bagatin)




2 aprile 2015

La necessità di rilanciare la scuola pubblica, il ruolo degli insegnanti e la formazione


L'immagine è tratta dalla locandina del film-documentario (di cui si parla nell'articolo) "Educazione affettiva"

Ho sempre pensato che la professione di insegnante sia, in assoluto, la professione più nobile e degna che possa esistere.

La formazione, molto più della mera e spesso mediata informazione, è lo strumento di base attraverso il quale un bambino può non solo e non tanto approcciare al mondo adulto, ma raggiungere la piena maturità esistenziale, che gli permetterà di avere tutti gli strumenti – formativi, appunto – per poter essere l'uomo o la donna del domani.

E' veramente triste, invece, assistere da decenni – con il contributo dei Governi e degli Stati, sempre più asserviti alle logiche dei mercati – ad una vera e propria privatizzazione della scuola pubblica – e, dunque, della formazione. Una privatizzazione finalizzata a trasformare gli studenti in nuove generazioni di consumatori/lavoratori passivi e schiavizzati da un sistema che li sta privando, sempre più, di autentiche basi culturali, emotive, affettive e, dunque, formative.

Uno Stato civile e democratico, che ha a cuore il benessere delle persone, non può permettersi di tagliare i bilanci delle scuole. E non può permettersi di far entrare sponsor o privati nelle medesime, che è ciò che, nei fatti, avviene da decenni, inseguendo il modello statunitense che, peraltro, produce da sempre generazioni di somari.

Mi ha fatto molto piacere, dunque, essere stato invitato ieri – presso l'Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati – alla proiezione ufficiale del film-documentario “Educazione affettiva”, di Federico Bondi e Clemente Bicocchi, prodotto dalla Ardaco, una casa di produzione indipendente (www.educazioneaffettiva.com).

Molte le insegnenti e gli studenti presenti ed anche qualche politico ha fatto capolino.

Interessante e leggero il documentario, realizzato dai bambini della quinta elementare della Scuola-Città Pestalozzi di Firenze e dai loro insegnanti, Matteo e Paolo.

Il film-documentario racconta alcuni momenti della vita scolastica della classe, l'ultima gita, le lezioni di educazione affettiva per imparare a rapportarsi con l'altro ed infine i consigli che i maestri danno agli allievi, nel difficile passaggio che accompagna i bambini verso l'adolescenza.

E' un film, a parer mio, che nella sua semplicità aiuta a riflettere sul ruolo centrale dell'insegnante, sin dalle scuole elementari. Ruolo spesso non compreso sia dai genitori dei ragazzi, che dalla classe politica italiana che, forse, non ha nemmeno le basi formative per comprenderlo.

Ruolo spesso marginale o marginalizzato. Così come ritenuta marginale o marginalizzata è l'educazione affettiva ed anche quella sessuale che – salvo una proposta di legge dell'On. Ilona Staller negli Anni '80 ed oggi dell'On. Valentina Vezzali (che presto intervisteremo) – è ritenuta tabù nelle scuole italiane.

Fa piacere che, ogni tanto, anche la politica getti uno sguardo su tali tematiche.

Farebbe ancor più piacere che si invertisse la rotta, ovvero che si iniziasse a fare spallucce di fronte ai tanti vincoli di bilancio e, dunque, si investisse di più nella scuola pubblica, nella formazione degli insegnanti, nella stabilizzazione di tutti i precari (senza costringerli a pagare fior fior di quattrini per abilitarsi !), nell'istituzione di corsi di educazione affettiva e sessuale sin dalle scuole elementari !

Sarebbe una bella utopia, ma un'utopia lucida e concreta, sulla quale sarà opportuno iniziare a ragionare e sulla quale sarebbe urgente attivarsi.


Luca Bagatin



10 marzo 2015

Intervento di Luca Bagatin - Presidente e fondatore di "Amore e Libertà" - al 47esimo Congresso del PRI (tratto da Radio Radicale)




12 febbraio 2015

Su Chavez e dintorni



Alcuni giorni fa ho ricevuto dalla Redazione del quotidiano con cui collaboro, ovvero "L'Opinione delle Libertà", una lettera di protesta relativa ad un mio articolo - apparso sul medesimo quotidiano -  relativo alla figura ed alla storia politica dell'ex Presidente del Venezuela Hugo Chavez e sul Socialismo del Ventunesimo secolo.
Il mio articolo lo potete reperire a questo link: http://www.opinione.it/politica/2015/02/05/bagatin_politica-05-02.aspx
La persona che ha inviato la lettera non ha voluto accettare la mia proposta di un confronto pubblico, ad ogni modo ritengo utile comunque pubblicare la mia lettera di risposta che, comunque, mi è costata del tempo.
Dell'universo chavista, così come il mondo latinoamericano in genere ed il fenomeno del Socialismo del Ventunesimo secolo (che molto, a parer mio, avrebbe da insegnare allo pseudo-socialismo di casa nostra, che ha perduto ogni collegamento con la Prima Internazionale dei Lavoratori, fondata, fra gli altri, da Garibaldi e Mazzini, che per me sono e rimangono dei punti di riferimento politico-intellettuale e spirituale imprescindibili) in Italia si parla davvero molto poco e davvero molto male, per cui ogni occasione di confronto può risultare positiva.
Del resto lo scontro, in luogo del confronto, specie in un'epoca che necessita di un autentico superamento dell'ideologia per approdare ad un recupero dell'idea, non ha mai scaturito alcunché di buono.

L.B.



Sono felice di poter rispondere a chi ha inviato una lettera di critica relativa al mio articolo che spiega, per filo e per segno, pur nella doverosa stringatezza giornalistica, le politiche adottate dal Presidente Hugo Chavez in Venezuela ed il Socialismo del Ventunesimo Secolo.

Ne sono felice per due ragioni. La prima è che il confronto è sempre positivo. Esso contribuisce alla riflessione e denota rispetto nei confronti dell'interlocutore, pur nella differenza di opinioni.

La seconda ragione è che mi permette di ringraziare il quotidiano L'Opinione per lo spazio che sempre concede ai miei articoli, proprio in quanto organo liberale, ovvero non servile nei confronti di qualsivoglia padrone o ideologia precostituita e proprio per questo concede spazio anche a chi, anziché seguire la corrente della cultura mediatica dominante, preferisce approfondire e permettere ai lettori di farsi un'opinione che possa andare al di là di quanto i media tradizionali propinino quaotidianamente loro.

Si possono avere opinioni di pregiudizio nei confronti dello chavismo, certo, ma non si può dare del dittatore a chi è stato eletto democraticamente, come lo fu Chavez a suo tempo (dal 1998 sino alla sua morte, nel 2013) oppure al Presidente Maduro.

Il Venezuela, in sostanza, non ha nulla a che vedere con la dittatoriale e sanguinaria Corea del Nord paventata dalla persona che ha inviato la lettera e pur difesa da più di qualche nostro parlamentare (sic !).

Personalmente non sono fra coloro i quali nutre dei pregiudizi, specie non prima di aver approfondito una realtà. E, da quando ho iniziato ad approfondire la realtà latinoamericana – che con la nostra Storia risorgimentale e garibaldina ha molti punti in comune, per non parlare delle comuni radici - debbo riconoscere che essa ha molto da insegnarci. Sia in termini di democrazia partecipativa – come ho scritto anche nel mio articolo – che di prospettive sociali.

E lo dico da persona che non ha nulla a che spartire con il comunismo, ma che trova parimenti interessanti e di rottura, tanto le prospettive offerte dal Socialismo del XXIesimo secolo, ovvero una vera Terza Via fra capitalismo e comunismo, che il libertarianesimo proposto da Ron Paul negli USA, il primo a denunciare le politiche truffaldine della Federl Reserve.

Prospettive che, per quanto riguarda la fattispecie del mio articolo riguardante il Venezuela, pur fra mille difficoltà hanno dato i loro frutti.

Non ho affatto negato che la criminalità non sia dilagante, così come ho parlato di un'alta inflazione. Purtuttavia il tasso di povertà è stato ridotto, per non parlare dell'analfabetismo.

Non risulta, ad ogni modo, che la situazione precedente all'avvento di Chavez al governo, fosse così rosea, al punto che la corruzione era di molto superiore a quella attuale ed alle classi meno abbienti, oltre che alle periferie, non pensava davvero nessuno.

Sulla nazionalizzazione del petrolio posso dire: è meglio che le risorse siano sfruttate da una multinazionale, oppure è meglio che a gestire il tutto sia uno Stato ? Meglio sarebbe che a gestire le risorse di una nazione siano i cittadini/lavoratori medesimi, direi io.

Purtuttavia se queste risorse sfruttate dallo Stato possono dare benefici ai meno abbienti, ben venga che ciò accada. Ben venga che siano avviate delle Missioni sociali, piuttosto che inseguire la fredda legge del mercato che da tempo immemorabile ci sta rendendo tutti quanti schiavi.

Possiamo semmai riconoscere che il Venezuela, a differenza di Bolivia o Brasile ha incentrato quasi esclusivamente le sue politiche sociali solo sugli introiti derivanti dal petrolio. E ciò è stato un errore, certo.

Ci sono luci e ombre in Venezuela, come ve ne sono in tutti gli Stati. Ma dobbiamo tenere presente che quel Paese, come tutta l'America Latina, ha vissuto una storia di sfruttamento. Prima coloniale e successivamente dittatoriale o semi dittatoriale. Da qualche decennio qualche spiraglio di luce si è visto. E si è visto in tutto quel continente, dal quale da noi provengono notizie solo parziali. Viene visto come una “realtà lontana” quando in realtà le radici sono comuni. E sono latine. Noi siamo latini, non anglosassoni, nonostante la cultura che nei secoli ci è stata imposta dalla politica e dall'economia e ci ha voluto rendere eguali agli anglosassoni, con tanto di politiche speculative importate da quelle realtà. Politiche speculative che sono all'origine della crisi economica mondiale.

Una crisi che però è prima di tutto umana.

Il Socialismo del Ventunesimo Secolo – slogan ideato dal sociologo Dieterich, che ne spiegò il fenomeno in un saggio purtroppo non pubblicato in Italia – ed avviato con la prima elezione di Chavez (e con le successive elezioni di Lula in Brasile, dei Kirchner in Argentina, di Morales in Bolivia, di Mujica in Uruguay ecc...), ha offerto per la prima volta ad un continente sfruttato una via di liberazione.

Una via di liberazione nazionale e non globalista, ovvero che non è detto possa andare bene per tutte le realtà mondiali, che non vuole essere necessariamente esportata, come avvenuto sia per l'imperialismo sovietico che per quello capitalistico. Una via di liberazione che affonda le sue radici non nel comunismo – come i media e la vulgata dominante vorrebbero farci credere - bensì nel socialismo libertario, nel cristianesimo delle origini, persino nelle influenze che il nostro Garibaldi ebbe in quelle terre, al punto che l'Eroe dei due Mondi è l'eroe simbolo dell'America Latina ed è secondo solo a Simon Bolivar.

Ora, non so e non posso sapere se il quotidiano “L'Opinione” deciderà di non pubblicare più le mie “falsità”, come le ha chiamate qualcuno, che ha peraltro deciso di non accettare alcun confronto pubblico. “Falsità” comunque di studioso appassionato che ha trovato in quella realtà così apparentemente lontana, ma così culturalmente vicina, l'unica reale prospettiva per uscire dalla crisi attraverso la ricerca del sentimento umano, attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, pur fra mille difficoltà e limiti causati dai meccanismi del potere politico stesso.

Sinceramente mi auguro che “L'Opinione” possa essere e rimanere la voce di tutti le voci. Della mia, come di coloro i quali la pensano diversamente da me. E me lo auguro anche perché oggi, al pensiero “eretico” e libertario – che non vuole essere né collocarsi a sinistra o a destra e che è disgustato dagli pseudo-movimenti alla Grillo – non viene data più alcuna voce.


Luca Bagatin



28 dicembre 2014

Viva l'ItaGLIa: il Brut-pa(l)ese ! (aforismi e riflessioni a cura di Baglu)

Gli italiani tutti mammoni, oppure talvolta anche alquanto papponi ?

L'Italia ? Il Brutpa(l)ese !

Il canone Rai in bolletta anche per pc, tablet e smartphone: ovvero come il governo Renzi ha deciso davvero di stangare tutti quanti, senza sconti per nessuno ! Così si combatte l'evasione in Italia: considerando tutti quanti (potenziali) evasori...

Il politico italiano - in genere - prima pensa a sé stesso e poi anche agli altri. Membri della sua famiglia.

Garibaldi fece l'Italia ! Poi ci penseranno le televisioni commerciali, i politicanti della Seconda Repubblica, gli enti pubblici e le società ex pubbliche e poi privatizzate a disfarla...

L'Italia, un tempo Paese di santi, navigatori e poeti ed oggi, con Roberto Benigni a (mal)decantare i Dieci Comandamenti in tv, anche Paese di bischeri pagati dai contribuenti...



30 agosto 2014

Disservizi delle imprese ex pubbliche o pubblico/private (da ENI a Telecom, passando per la Rai Tv sino a Trenitalia) e loro necessaria autogestione

Ho tentato, per almeno sette mesi, di fare la voltura del mio impianto a gas.

ENI, per sette mesi, mi ha comunicato che tale impianto risultava chiuso a quelli dell'Italgas, che sono i “distributori” del gas per conto di ENI e che quindi tale voltura non poteva essere effettuata. Per sette lunghi mesi ENI non è riuscita (assurdo ! chissà come mai...) a mettersi in contatto con Italgas al fine di far sì che i loro tecnici venissero a casa mia a verificare che l'impianto fosse sempre stato aperto.

Alcune settimane fa ho pertanto deciso di prendere il toro per le corna e di cercare su internet gli estremi di Italgas. E' stato semplicissimo (anche se al telefono, in un primo tempo, mi hanno detto che non sapevano che pesci pigliare per risolvere la problematica...sic !). Ho scritto loro un fax facendo presente la questione – ovvero che il contatore è sempre stato aperto ed invitandoli a provvedere di conseguenza. Diversamente avrei avvisato le autorità competenti ed adito a vie legali.

Risultato ? In pochi giorni un tecnico Italgas viene a casa mia, visiona il contatore e – come da lettera che Italgas mi ha fatto recentemente pervenire a casa – mi comunicano che la questione è risolta e che si trattava di “un'anomalia del sistema”.

Dunque chiamo ENI e tento di eseguire la voltura. Ci riesco, ma solo in parte. L'operatrice del call center mi comunica che, al fine di concludere l'operazione, un tecnico Italgas deve venire a casa mia ad acquisire la lettura ! Ma come ? Ma se il tecnico Italgas è stato a casa mia solo qualche giorno fa, ha fatto le foto al contatore e dunque eseguito la lettura, con tanto di regolare verbale ?!?

Niente da fare. L'operatrice mi fissa l'appuntamento per la settimana prossima con il tecnico dell'Italgas anche se il sottoscritto la settimana prossima potrebbe anche avere qualche altra cosa da fare...

Bella roba, neh ! E' capitata a me, ma a quanti altri poteva capitare ?

Questa è ed è stata la fine di aziende del patrimonio pubblico. Questa è Italgas e questa è ENI, alla fine di agosto 2014 (e già vi parlai qualche tempo fa delle problematiche che ebbi con Telecom Italia).

Da tempo sostengo che, oltre al fatto che le privatizzazioni e le svendite di Stato degli Anni '90 e 2000 siano state una vera e propria frode ai danni dei cittadini (con costanti aumenti delle bollette, peraltro, e scarso miglioramento del servizio), non hanno portato alcun autentico beneficio alle casse dell'erario. Lo vediamo costantemente.

Interessante sarebbe invece, attuare un processo inverso, ovvero una socializzazione di tali imprese: ENI, ITALGAS, TELECOM, TRENITALIA, RAI TV ecc... ed una conseguente autogestione delle medesime da parte di tutti i cittadini italiani attraverso l'azionariato popolare e la possibilità di partecipare, oltre che agli utili di dette imprese, anche alle decisioni aziendali medesime. Niente più intervento Statale e niente più intervento privato-padronale.

E' una visione moderna, sociale e che viene da lontano. Giusppe Mazzini, con il sistema cooperativistico, diede per primo l'idea dell'unione fra capitale e lavoro che, in un periodo di prepotente crisi come questo, è e sarebbe assolutamente necessario. Nessuno lo ascoltò e nessuno si stupisca della crisi italiana e globale di oggi. Un sistema, quello dell'autogestione delle imprese ex pubbliche o municipalizzate o pubblico/private, che permetterebbe ai cittadini non solo di pagare servizi meno cari e più efficienti, ma anche di guadagnarci.

Alla faccia, peraltro, dei tanti boiardi e manager pubblico/privati che mai hanno fatto l'interesse del cittadino-consumatore. Per non parlare dei nostri governanti, che per decenni hanno privato il cittadino della ricchezza che egli ha ottenuto con anni sacrifici e lavoro !


Luca Bagatin



9 maggio 2013

Recensione di "Universo Massonico" di Luca Bagatin redatta da Marcella Andreini per "Officinae" del marzo 2013

Per la Befana 2013, mi trovavo sul sito di Luigi Pruneti, stavo per inviare il mio 3° messaggio nell’arco degli ultimi 3 o forse 4 anni, quando mi accorgo che anche i due precedenti, li avevo mandati nei giorni di festa: Pasqua, di non ricordo quale anno, e l’Epifania del 2012. Mi sono chiesta perché nei giorni di festa mi ritrovassi casualmente (esiste la casualità? esiste un richiamo? sento il respiro delle costellazioni?) ad inviare messaggi proprio in quel sito. E così, per la Befana 2013, mi ritrovo il libro “Universo Massonico” di Luca Bagatin, consegnatomi, non da una gobba vecchietta a cavallo di una scopa, ma da un corriere: si sa, con il tempo si sono accorciati i tempi. Ma i regali arrivano ancora. E la prefazione scritta da Luigi Pruneti inizia con un ricordo personale di Pruneti con l’immagine di una gerla che conteneva i regali portati, rieccola di nuovo lei, dalla Befana a Luigi Pruneti bambino.

Era inevitabile che accettassi di scrivere questa recensione, la Befana lo pretende, mi ha inviato troppi segnali che non posso certo ignorare.

Come ci dice l’autore, Luca Bagatin, nella nota introduttiva all’opera Universo Massonico (Bastogi editore), il volume raccoglie i suoi scritti pubblicati dal 2005 in riviste che affrontano tematiche massoniche ed esoteriche e nel suo blog (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

Bagatin non scrive tenendo per mano il lettore, non lo coccola, non lo guida, piuttosto lo trascina in un viaggio che lo porta dalle Radici gnostiche della Massoneria, con cui si apre il primo capitolo, per arrivare alle interviste attuali a chi la Massoneria la vive e ne porta avanti gli ideali nella propria quotidianità, ricoprendo ruoli di dignitari di loggia come Gabriella Bagnolesi Gran Maestra della Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia; storici della Massoneria come il Prof. Aldo A. Mola; e, tra gli altri, l’articolo-intervista al Prof. Luigi Pruneti Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli ALAM; la Prof.ssa Francesca Vigni che ha rilasciato un’interessante intervista sulla questione femminile in Massoneria; e, da non dimenticare, Nathan Gelb autore del thriller Delitti sotto la cenere che vede come protagonista il Gran Maestro della Massoneria partenopea, Raimondo de Sangro.

Da mettere in evidenza il terzo capitolo, dedicato ai ritratti di grandi iniziati, partendo da Cagliostro (…l’emblematica figura del Gran Cofto Alessandro Cagliostro, dimostra, insieme a quella dell’altrettanto misterioso Conte di Saint Germain e dei fondatori del Martinismo Martinez de Pasqually e Louis Claude de Saint-Martin, come il Secolo dei Lumi non fu solamente mera ragione e mero materialismo, bensì diede l’impulso per una rinnovata apertura verso gli antichi concetti Ellenistici, Ermetici e dunque Gnostici del Vero, del Bello e del Buono. Che sono anche alla base di ogni Civiltà degna di questo nome.); Luca Bagatin ci ricorda poi le figure del conte di Saint Germain di Helena Petrovna Blavatsky fondatrice della Società Teosofica (a cui ho aderito nel 2001, condividendone totalmente i principi: Fratellanza Universale dell’Umanità senza alcuna distinzione; studio comparato delle fedi, delle filosofie e delle scienze; ricerca dei poteri latenti dell’individuo.); e poi la figura di Saverio Fera a cui si deve la fondazione della Gran Loggia d’Italia (Il Fera, in linea con lo spirito originario della Massoneria, non potendo sopportare la politicizzazione dell’Istituzione, ovvero la sua trasformazione in vero e proprio partito politico, ricostituì – nel 1908 – la Massoneria Scozzese con buona parte del Supremo Consiglio di cui faceva parte e, nel 1910, diede vita alla Serenissima Gran Loggia d’Italia, poi Gran Loggia d’Italia degli ALAM); seguono i profili di Giordano Gamberini, Lino Salvini e Giovanni Ghinazzi.

Interessante, a mio avviso, il quarto capitolo Letteratura e Massoneria. Ancora un viaggio. La letteratura permette un’infinità di viaggi: tra le righe, tra le parole spesso sacre e quasi sempre un simbolo; un viaggio nel profondo e poi verso la cima “a riveder le stelle”; un viaggio letterario esoterico è anche, spesso in orizzontale, quanti personaggi vanno alla ricerca, nelle loro avventure, della risoluzione di se stessi e delle loro vite, succede nelle Avventure di Pinocchio, succede nel Decameron, succede un po’ dovunque lo si voglia trovare. Ecco che Luca Bagatin ci presenta un esempio di quel viaggio “V.I.T.R.I.O.L”, dedicando ampia analisi al Viaggio al centro della terra di Jules Verne, in quel centro terrestre da identificare con il nostro io interiore, dove troviamo la nostra vera pietra, il nostro oro interiore; è in quelle viscere terrestri che Guenon ne Il Re del mondo, come ricorda Luca Bagatin, colloca l’Agarthi. Si giunge al più recente (2009) Il sentiero del bosco incantato di Luigi Pruneti, un viaggio esoterico nella letteratura partendo dall’opera di Apuleio, fino a giungere alla modernità del fumetto, non tralasciando la fiaba che, di quel bosco incantato e luogo di sacralità segreta, è la protagonista assoluta.

Universo Massonico, di pagina in pagina, ci porta a spaziare in un mondo che sempre ha affascinato l’uomo desideroso di conoscenza; libro che si pone come punto di partenza per chi è ancora nella fase di curioso che di conoscitore; ma anche un libro di grande interesse, per le sorprese che rivela - in quanto Bagatin ha potuto attingere da fonti non a tutti note – per coloro che già sono profondi conoscitori dell’universo massonico.


Marcella Andreini

www.orlando-kokoro.blogspot.it



1 maggio 2013

Ilona icona della politica liberale e libertaria

Sono davvero lietissimo ed onorato di collaborare, ormai da diversi mesi, con L'On. Ilona Staller in arte Cicciolina.
Lo sono - fra le altre cose - perché, come scrissi in un mio articolo di parecchi anni fa, senza di lei - eletta nelle liste radicali nel 1987 - molto probabilmente non mi sarei mai avvicinato alla politica.
Allora avevo 8 anni e di politica, come è ovvio, non capivo molto. Però, fra tutti quei grigi pelatoni occhialuti e cravattoni, in televisione e sui giornali spiccava una figura angelicata, una donna bellissima e mozzafiato, vestita di bianco, con una coroncina di fiori sulla testa ed un sorriso smagliante sulle labbra. Una donna che già allora mi fece sperare.
Mi fece sperare in un presente ed in un futuro colorato, per noi bambini degli Anni '80.
Così come mi faceva sperare ed entusiasmare quel capellone di Pannella, che conobbi poi personalmente nel 1999, in occasione della fondazione della Lista Emma Bonino. E così come mi entusiasmò la figura del Generale Giuseppe Garibaldi e dell'Apostolo Mazzini, allorquando studiai il Risorgimento a scuola. Eroi senza macchia e sanza paura, contrpposti alla corruzione del Potere (austriaco, francese, pontificio, borbonico).
Fu così che, giovanissimo, nemmeno maggiorenne, finii quindi per frequentare e militare nell'area laica e libertaria. Sempre pensando con la mia testa, proponendo ed attuando progetti il più possibile controcorrente, discostandomi molto spesso dalle grige "linee di partito", che ho sempre contrastato in quanto negatrici della libertà di pensiero e di azione.
Chi l'avrebbe mai detto che, anni dopo, ovvero nel 2012, avrei conosciuto e iniziato nuovamente a fare politica, ma questa volta a fianco di Ilona, mia icona politica da quasi trent'anni a questa parte.
Ilona è praticamente sulla mia stessa lunghezza d'onda. Non solo la pensiamo allo stesso modo su tutto, ma abbiamo il medesimo modo di operare, ovvero trasgredendo le regole, specie se imposte dall'alto. Odiamo entrambi l'ipocrisia, il bigottismo dei cretini e degli ignoranti. La violenza politica e comune. Il comune senso del pudore, perché non c'è nulla di più bello di un corpo nudo, a testimoniare la Verità. Non c'è nulla di più bello di un amplesso di due amanti da contrapporre ai falsi pudori dei cravattoni pariolini e delle beghine caZZoliche.
Ilona è un'icona. E' l'icona dell'Amore e dell'Eros contrapposta alla stupidità, al malaffare, alla corruzione delle menti e dei corpi. E' il simbolo della lotta per le libertà civili, individuali, per il trionfo della natura e dell'animalismo.
Pensiamo solo che, assieme a Riccardo Schicchi, Ilona, nel 1979, fondò la Lista del Sole, ovvero la prima lista ambientalista in Italia, molto prima dei rissosissimi ed integralisti Verdi di oggi che, una volta conquistato il Potere - con Prodi - se lo sono tenuto fottendosene del resto (non a caso li abbandonai nel 2000).
Pensiamo poi che Ilona rappresentò l'aletrnativa nonviolenta e libertaria alla politica, quando Beppe Grillo ancora faceva il comico di regime nella Rai Tv lottizzata dai partiti.
Ilona e la sua ingenuità smaliziata, simbolo della donna ferita e sfruttata in un mondo di lupi. Ilona che ha rifiutato di accodarsi alla televisione trash degli Anni '90 e '00. Che ha preferito dedicarsi a suo figlio Ludwig e dedicare sé stessa alla costruzione una nuova immagine.
Da pornodiva internazionale a donna per l'emancipazione sociale ed individuale.
Oggi, assieme a me che ho ideato la sua candidatura nelle liste Liberali, siamo candidati al consiglio comunale di Roma nel Partito Liberale Italiano ed è un vero peccato che assieme a noi non ci siano anche i Radicali, i Repubblicani ed i Socialisti Libertari. Ed è un peccato anche che non sia lei il candidato Sindaco, perché allora sì che sarebbe stato un successone.
Ilona-icona della politica liberale, incarna essa stessa il Partito Liberale, così come icarna il Partito Radicale ed il Partito Repubblicano e Socialista. E lo fa molto meglio di molti altri, novella eroina in un'Italia in rovina, senza più ideali né radici. Ove i partiti storici sono defunti, implosi su sé stessi, incapaci di interpretare il cambiamento.
Con Ilona sento che possiamo rilanciare le battaglie che ho combattuto in questi anni con l'amico fraterno Peter Boom, purtroppo recentemente scomparso. Battaglie per i diritti dei disabili, per un ambiente più pulito, per la costituzione dei Parchi dell'Amore, per la lotta alle ruberie, per l'educazione sessuale nelle scuole, per l'abolizione dell'ora di religione, per una Roma ed un'Italia civile, colorata, liberata dalle sovrastrutture pseudo-religiose.

Ilona-icona, così come lo fu Moana Pozzi nel 1993 con il Partito dell'Amore e come lo è stato il caro amico Peter, per tutti gli anni '60-'70-'80-'90-'2000.
Forza ragazze e ragazzi !!!! OLEEEEEEEE !!!!!

Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini