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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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2 febbraio 2016

"La vera famiglia è quella che nasce dall'amore. Ed è libera dalla fame". Riflessioni di Luca Bagatin

La più alta forma di democrazia per me è e rimarrà il populismo, ovvero la politica in favore del popolo, contro politici, imprenditori, edonisti e ricchi borghesi.


Lo spauracchio della "famiglia tradizionale" serve solo a preti, imam e rabbini per far credere ad una società di persone pensanti che il loro ruolo conti ancora qualche cosa.


Anche un uomo di colore, Andrea Aguyar, combattè e morì in difesa della Repubblica Romana del 1849, a fianco di Garibaldi.
Sarebbe bene ricordarlo a Matteo Salvini e ai politicanti mantenuti e parolai come lui, che per le loro idee non sarebbero affatto disposti a combattere, armi in pugno, e a morire.


Penso che il mio punto di forza sia l'essere un cinico sognatore.



L'unico politico che potrei sostenere oggi dovrebbe rinunciare ad ogni stipendio, ad ogni comodità ed essere disposto a combattere e morire per un ideale.
Dovrebbe essere, in sostanza, un mio pari.
Non un essere inferiore.


Un bambino necessita di vivere in una casa dignitosa e di avere di che vivere per tutta la vita, senza preoccupazioni.
Il resto del padre e della madre sono balle inventate dai ricchi per difendere il loro diritto ad essere compassionevoli e continuare così a fottere i poveri.


Alla fine la Storia riconoscerà il ruolo politico e culturale di Moana Pozzi, così come ha riconosciuto, e purtroppo ancora solo in parte, quello di Anita Garibaldi e di Evita Peron.



Penso che Jean-Claude Michéa e Eduard Limonov, intellettuali trasgressivi, il primo francese e il secondo russo, siano quanto più interessante vi possa essere nel panorama politico-culturale odierno.
Pur avendone già accennato in altri articoli, in questo periodo sto preparando diversi articoli su di loro, critici nei confronti della sinistra e del "progressismo", ovvero tendenti a spiegare il perché la sinistra europea e occidentale abbia abbracciato il capitalismo e la società di mercato, diventando, di fatto, uguale alla destra, ovvero a difesa dei ricchi e dei borghesi.
Chi ancora oggi, dunque, crede in una società libera, egualitaria, dalla parte dei poveri, ovvero in una società socialista, libertaria e anti-edonista ovvero anti-modernista, non può che ritrovarsi nelle tesi di Michéa (oltre che di Alain De Benoist) e di Limonov.

Non confondete mai il socialismo e l'anarchismo (anche nella versione comunista anarchica) con la sinistra e il progressismo.
Sinistra e progressismo sono, assieme al liberalismo classico, all'origine del capitalismo borghese.




9 dicembre 2015

Tre anni fa veniva a mancare un grande artista e uomo politico trasgressivo: Riccardo Schicchi



In memoria di Riccardo Schicchi
articolo di Luca Bagatin del 9 dicembre 2013

Il 9 dicembre del 2012 moriva Riccardo Schicchi, soprannominato il “Re del porno”.

In realtà Schicchi detestava la parola “pornografia”, preferendole il termine “erotismo” e “trasgressione”.

Trasgressione delle regole imposte da una (in)cultura bigotta e repressa, quella italica, che lui combatterà per tutta la vita, attraverso il suo lavoro e le sue iniziative.

Riccardo Schicchi ed Ilona Staller-Cicciolina, fondando l'Agenzia Diva Futura, nei primi Anni '80, sdoganarono l'erotismo e lo portarono persino il televisione ed in politica, scatendando così una delle più grandi provocazioni che siano mai state ideate e realizzate nel nostro Paese.

Fecero forse ciò che oggi, nei Paesi dittatoriali o pseudo-democratici, fanno le attiviste di “Femen”, mostrando i loro seni nudi, per contrapporsi alla violenza della politica antidemocratica, antilaica, antilibertaria.

Pochissimi, anzi quasi nessuno sa o ricorda che fu Riccardo Schicchi a ideare la prima lista verde-ambientalista in Italia, nel 1979, ovvero la Lista del Sole e a realizzarne il simbolo, ovvero quel Sole che Ride che, attualmente, è di proprietà dei Verdi (dopo essere transitato per i Radicali).

La Lista del Sole, infatti, fu il primo tentativo del duo Schicchi-Staller di fondare un partito libertario-ambientalista in un Paese incivile come il nostro. Quell'esperienza, del resto, portò Schicchi ed Ilona a candidarsi nelle liste del Partito Radicale, nel 1987, ove Cicciolina sarà eletta con ben 20.000 preferenze.

Un'esperienza diversa e alternativa, che farà sì che in Parlamento di discutsse finalmente di educazione sessuale nelle scuole, di affettività e sessualità per i detenuti, di introduzione dell'ora di storia delle religioni in luogo dell'ora di religione. Un'esperienza che pur non fu colta appieno nemmeno dai Radicali (specie i più bigotti), i quali rimarranno contrariati dal libertarismo del duo Schicchi-Staller e che, tempo dopo, nel 1991, porterà alla nascita del Partito dell'Amore – fondato da Riccardo Schicchi e da Mauro Biuzzi – ed il cui leader carismatico diverrà Moana Pozzi.

Riccardo Schicchi rimarrà ad ogni modo celebre per aver lanciato e promosso numerose artiste dell'eros e – grazie al suo amore per i “contrasti” ed un'ammirazione spasmodica per l'universo femminile - per averle trasformate in vere e proprie “eroine eteree”. Mai volgari. Quasi delle fatine uscite da un libro per ragazzi, solo in chiave erotica. Pensiamo a Ilona Staller-Cicciolina, appunto, vera e propria “fricchettona romantica”, a Ursula Davis-Hula Hop (che recitò anche in un film del celebre regista Piero Vivarelli), a Ramba, a Petra, a Baby Pozzi ed alla stessa Moana.

Donne che rimangono e rimarranno nella memoria di coloro i quali le amano e le hanno amate.

L'esperienza artistica di Diva Futura, oltre che quella politica di Riccardo Schicchi penso non debbano essere dimenticate e tantomeno relegate a quello che comunemente viene definito “trash”.

Il trash, la vera pornografia, come amava ricordare lo stesso Schicchi, era altro. Era la disonestà intellettuale e morale della politica e di certa cultura “ufficiale”.

Quella politica e quella cultura che, nemmeno in punto di morte, resero omaggio a questo grande fotografo, artista, talent scout, libertario e politico italiano.




30 novembre 2015

Il Peronismo: giustizia sociale, indipendenza economica e sovranità nazionale !

In Argentina, “peronismo”, significa giustizia sociale, indipendenza economica e sovranità nazionale.

Prova ne è il fatto che, sino a qualche settimana fa, il partito che fu di Peron, ovvero il Partito Giustizialista, governava il Paese risollevandone le sorti, in particolare riducendo povertà e analfabetismo.

In Italia, purtroppo, a causa di una falsa interpretazione, il termine “peronista” è stato spesso associato al fascismo, al berlusconismo e, recentemente, persino al renzismo. Ovvero a quanto di più lontano ci possa essere dalla dottrina e dal governo di Juan Domingo Peron, che resse le sorti del Paese dal 1945 sino al 1955.

Un decennio storico e dai risultati encomiabili.

Un decennio ricordato da Alfredo Helman, argentino, classe 1935, che vive da moltissimi anni in Italia per ragioni politiche e che, essendo comunista da sempre (militò anche con Che Guevara ed il suo nome compare anche in “Diario in Bolivia” del Che), non è tacciabile di aprioristiche simpatie peroniste.

Nel suo “Il Peronismo 1945 – 1955: una storia argentina raccontata agli italiani” (Edizioni Clandestine), Alfredo Helman, attraverso fatti e dati numerici reali, documenta quanto di positivo ha attuato il peronismo in quel decennio storico.

Risultati che hanno portato un Paese agricolo come l'Argentina, con la terra nelle mani di pochi ricchi oligarchi, a diventare paese industriale con un benessere diffuso in particolare fra i ceti poveri e operai, con un aumento del reddito – dal 1943 al 1954 – del 55%, un aumento medio del PIL del 4% ed il passaggio del debito pubblico dal 68% al 57% nei dieci anni di governo di Juan Domingo Peron, il quale, attraverso una serie di nazionalizzazioni, dalle banche alle ferrovie sino alla flotta mercantile ed alla produzione di petrolio, riuscì ad a far passare il controllo dell'economia dalla Gran Bretagna che di fatto ne muoveva i fili, al governo argentino stesso, il quale, fra l'altro, incoraggiò molto il cooperativismo agricolo.

In questo modo, in sostanza, l'Argentina smise di dipedere dall'estero, evitò di indebitarsi con le potenze straniere, aumentò le esportazioni ed avviò una politica estera di equidistanza sia dagli Stati Uniti d'America che dall'URSS (la famosa Terza Posizione antimperialista rilanciata più volte da Peron).

Alfredo Helman, nel suo saggio, spiega come il peronismo nacque grazie al supporto degli operai, della Confederazione Generale del Lavoro (CGT) e delle classi meno agiate, oltre che del nascente Partito Laburista, il quale propose per primo la candidatura alla Presidenza della Repubblica del Generale Peron, il quale aveva già a suo tempo preso parte – attraverso il Gruppo degli Ufficiali Uniti – al colpo di stato militare contro il governo corrotto del conservatore Ramon Castillo, ricoprendo, successivamente all'esito positivo del colpo di stato, la carica di Ministro del Lavoro e del Benessere Sociale.

Fu così che Peron, nelle prime elezioni democratiche e senza brogli della storia Argentina, quelle del 1946, sarà eletto Presidente con il 52% dei consensi e iniziando ad attuare una politica in favore dei più deboli, degli anziani, dei bambini, attraverso la lotta all'analfabetismo e all'esclusione sociale, degli operai, ai quali saranno garantiti per la prima volta tutti i diritti di ferie pagate, malattia, pensione ed infortuni, l'introduzione della tredicesima mensilità, oltre che una legge contro i licenziamenti 57 anni prima dello Statuto dei Lavoratori italiano, oggi smantellato dal renzismo ! Oltre che garantendo aumenti del budget sanitario e costruendo abitazioni per coloro i quali non potevano permettersele.

E sarà anche così che il Partito Laburista si scioglierà presto nel Partito Peronista o Partito Giustizialista.

Helman riconosce qui la forte miopia di socialisti e comunisti argentini, i quali a quel tempo e spesso anche dopo – trovandosi scavalcati “a sinistra” - guardarono con sospetto la politica peronista, finendo per allearsi con la destra conservatrice che porterà al colpo di stato del 1955 che provocherà la messa al bando del peronismo, la sanguinosa dittatura militare e l'esilio di Peron in Spagna. Alfredo Helman ritiene infatti che, se socialisti e comunisti argentini avessero appoggiato Peron, le cose sarebbero andate molto diversamente e forse la dittatura antiperonista si sarebbe potuta evitare.

Aspetto non secondario della politica di Peron, fu poi la ricerca di un'unità economica, politica e sociale dell'America Latina, tentando di mantenere ottimi rapporti con i Paesi limitrofi. Politica costantemente osteggiata, per ragioni economiche, tanto dalla Gran Bretagna quanto dagli USA.

Alfredo Helman non dimentica di citare l'opera della prima moglie di Peron, Evita, la quale ancora oggi e forse anche più del marito, è ricordata dagli argentini con particolare affetto.

Evita, di fatto, condizionò molto l'attività del marito in senso sociale e proletario, giungendo spesso a dialogare direttamente con gli operai in sciopero e garantendo, attraverso la sua Fondazione, assistenza agli umili ed ai bisognosi. Assistenza che Evita odiava definire “carità”, ma semplicemente “restituzione di quanto ai poveri era stato negato dai ricchi e dagli oligarchi”.

Ed è assolutamente veritiero il fatto che, quando Evita morì, nel 1952, anche il peronismo delle origini cominciò ad affievolirsi. Non è un caso che, durante la dittatura militare che portò alla messa al bando del peronismo per 18 anni successivi, sino al 1973, si costituirono numerose bande partigiane peroniste definite “Montoneros” ed intitolate a in particolare a Evita.

Il saggio di Helman, edito una decina di anni fa, ovvero nel momento in cui in Argentina fu eletto il Presidente peronista Nestor Kirchner, al quale di fatto il saggio stesso è dedicato, si conclude con l'auspicio che i leader socialisti dell'America Latina del XXIesimo secolo, da Kirchner a Lula, passando per Chavez, Morales, Tabaré Vasquez e altri, possano essere ricordati come gli antichi Libertadores latinoamericani: da Simon Bolivar a José Marti.

Personalmente, visti i risultati ottenuti dal 2000 ad oggi, penso davvero che il Peronismo ed il Socialismo del XXIesimo secolo, abbiano trionfato in America Latina. Parlano i fatti: riduzione della povertà, riduzione dell'analfabetismo, maggiore indipendenza economica, abbassamento del debito pubblico, aumento del PIL.

Certo, l'Argentina, dopo gli ottimi governi di Nestor e Cristina Kirchner, oggi, con la vittoria del centrodestra del conservatore Marci, rischia di tornare indietro di decenni e già lo stiamo vedendo con la nomina a Ministro dell'Agricoltura dell'ex direttore della Multinazionale OGM Monsanto.

Purtuttavia sono convinto che lo spirito peronista che ancora pervade il fiero popolo argentino saprà porre un argine alle storture dei fautori di un mercato senza umanità e senza amore.

Uno spirito socialista e nazionale che in Venezuela, alle imminenti elezioni legislative, mi auguro confermi la vittoria del fronte chavista, contro l'oligarchia di destra.

Uno spirito, quello peronista e socialista nazionale, che purtroppo è lontano anni luce dalla nostra Europa, la quale, da una parte ha visto la sinistra tradizionale vendersi al capitalismo più becero (vedi i vari Blair, Hollande, Renzi, Schulz) e dall'altra una destra che ha da sempre difeso la grande impresa a scapito dei più deboli e dei lavoratori.

Abbiamo decisamente molto da approfondire e da imparare. A partire soprattutto dal fatto che la vera democrazia non è il governo della maggioranza o dei ricchi, bensì il governo del popolo. Di un popolo alla ricerca della giustizia sociale, dell'indipendenza economica e della sovranità nazionale.


Luca Bagatin



26 novembre 2015

Sui conflitti, sulla democrazia, sulla religione, sulla libertà, sull'economia. Riflessioni di Luca Bagatin

Democrazia è governo di popolo.
Non governo della maggioranza.


Non credo in nessuna religione.
Per questo credo in Dio.


I conflitti, ogni tipo di conflitto, nascono dalla nefasta propensione umana dell'invadere la sfera altrui. E ciò può avvenire in molti modi: giudicando il prossimo, facendogli violenza nelle innumerevoli forme possibili (da quella verbale a quella fisica), disturbando o interessandosi agli affari altrui, rompendo le cose altrui (sia metaforicamente che fisicamente) ecc...
Chi si fa gli affari propri campa cent'anni.
Chi non se li fa, finisce per creare situazioni di conflitto e spesso non campa a lungo o, quantomeno, ci auguriamo che ciò non accada.
Una società che voglia evitare i conflitti deve imparare a non essere una società di rompicoglioni (nelle più varie forme possibili).


(Troppa) libertà (di scelta) è schiavitù.


Penso che l'unica lotta efficace alla disoccupazione si trasformarla in tempo libero. E che ci guadagno ? Tempo libero. E come vivo ? Con il baratto. E cosa baratto ? Ciò che non serve a te, ma serve ad altri. E viceversa.


L'Italia è il Paese delle infarstrutture inutili e dannose (vedi TAV e probabile ponte di Messina). Da decenni osservo anche la realizzazione di inutili rotonde stradali e quant'altro...e poi i Comuni italiani, le Province e le Regioni sono sempre lì a battare cassa e a lamentarsi !
I danari pubblici andrebbero usati per una cosa sola: fare stare bene i cittadini, non i politici e le aziende appaltatrici !




21 novembre 2015

Scioli Presidente: Cristina y Peron estan presenti !











13 novembre 2015

Evo Morales: non è tempo di monarchie e di banchieri. E' l'ora dei popoli ! (articolo tratto da www.librered.net del 10 novembre 2015)

Il presidente Evo Morales ha detto lunedi scorso che non è più il tempo delle multinazionali e dei grandi imperi, bensì è il momento dei popoli.

Dopo un incontro in Francia con il presidente Francois Hollande, Morales ha spiegato che nella sua nazione ora comandano gli indigeni e che le ricchezze appartengono al popolo.

"I movimenti sociali organizzati hanno salvato la Bolivia. Ritengo che in questo nuovo millennio non sia più il tempo di monarchie e banchieri. È giunto il momento che a comandare sia il popolo ", ha sottolineato.

Prima di visitare la Francia, il presidente Evo Morales ha iniziato il suo tour europeo in Germania, Irlanda e Italia, ove ha conseguito importanti accordi economici ed energetici per la Bolivia.

Il Presidente boliviano ha ribadito che le risorse idriche e naturali non possono essere privatizzate. "La ricchezze non vengono importate, ma rimangono in Bolivia. Questo significa democratizzare", ha detto.

Morales ha sottolineato che nel suo Paese il livello di povertà è sceso dal 78% al 18% e l'obiettivo da raggiungere è arrivare al 9% nel 2020.

Il Presidente boliviano ha infine sottolineato che la sua presenza sul suolo francese non significa che è venuto a chiedere aiuti, ma a chiudere importanti accordi bilaterali che gli permetteranno di sviluppare ulteriormente la nazione.

"Con grande rispetto per le nostre nazioni sorelle, come Argentina, Ecuador, tra gli altri, devo dire che entro la fine di quest'anno, la Bolivia sarà il primo Paese in crescita economica del continente, grazie alle politiche sociali ed il sostegno del popolo" ha detto.

Il presidente ha anche osservato che la politica non dovrebbe essere un business, ma un servizio. "Per noi deve rappresentare un sacrificio, un impegno. Abbiamo la responsabilità, come governo, di cambiare i vecchi schemi. Un altro mondo è possibile solo quando i politici cominciano a cambiare ", ha detto.

Egli ha sottolineato l'importanza di una migliore distribuzione della ricchezza e la lotta alla povertà a livello globale, rammaricatosi che queste cose si affrontino solo durante le conferenze mondiali, le quali dovranno comunque affrontare crisi in diversi settori: condizioni economiche, sociali e climatiche.

Morales, partecipando alla 38a sessione della Conferenza Generale dell'UNESCO in Francia, ha fatto appello all'Agenzia e gli altri organismi internazionali come l'ONU e la FAO, di non divenire strumenti di dominazione globale che si preparono ad invadere, anziché ad integrare le nazioni.

Allo stesso modo ha in particolare sollecitato l'UNESCO a punire coloro i quali rubano o vendono beni culturali dei Paesi inseriti nell'elenco. "Abbiamo recuperato diversi beni culturali in Bolivia, ed intendo proseguire su questa linea". ha sostenuto.

Tra gli accordi firmati lunedi dal presidente boliviano e il suo omologo francese Francois Hollande, si evidenzia l'accordo della nazione boliviana con l'Agenzia francese per lo sviluppo, così come l'acquisto di radar per migliorare la lotta contro il traffico di droga ed il contrabbando.

Si evidenzia anche un accordo preliminare con la francese Total per garantire l'investimento di almeno un miliardo di dollari per l'esplorazione delle riserve di petrolio e di gas di quasi 13 trilioni di piedi cubici fino al 2019.

Oltre a ottenere il sostegno nella disputa marittima con il Cile, il presidente francese ha detto che il dialogo è la via per risolvere le divergenze.


Articolo tratto da  http://www.librered.net/?p=41276




5 novembre 2015

La vera libertà, la vera ricchezza, il vero successo: la Civiltà dell'Amore

La vera libertà, per me, non è quella di avere danaro, ma avere la possibilità di decidere se e quanto lavorare e quale lavoro fare.
La vera ricchezza è quella che mi danno le persone con cui dialogo o con cui faccio l'amore.
Il vero successo è per me una civiltà che vive in armonia, senza padroni, senza schiavi, senza gerarchie di qualsiasi tipo.
Una civiltà con meno violenza e più felicità.

(Luca Bagatin)





Il mio terzo saggio "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" (clikka qui)



25 ottobre 2015

Viva il Peronismo Kirchnerista ! Viva Daniel Scioli per un'Argentina ancora più giusta ! HASTA el Frente para la Victoria SIEMPRE !








8 ottobre 2015

"Fuck-Tory": aforismi e riflessioni by Luca Bagatin

Uccidere l'amore col tradimento è omicidio
(Gabriele D'Annunzio)



Photo-Art del sottoscritto e della modella Maria José Peon Marquez

Da troppi anni sento parlare in Italia di rinascita del Socialismo, del Repubblicanesimo e così via.
Tutti i soggetti in questione - elettoralistici per la maggior parte - o si rifanno alla cosiddetta "sinistra" a alla cosiddetta "area liberaldemocratica".
Il limite è proprio questo: occorre tornare alle origini. OLTRE SINISTRA, DESTRA E LIBERALISMO. Ed essere ANTI-ELETTORALISTICI.
Perché Proudhon e Mazzini, non solo non erano di sinistra e non erano nemmeno liberaldemocratici, ma non si sarebbero nemmeno MAI sognati di fondare uno stupido partito elettoralistico per imbrogliare le persone.


Solo un pazzo, un artista o un creativo non si lascerebbe corrompere dal Potere. E quindi meriterebbe di governare un Paese.


Meglio populista e rivoluzionario che parlamentarista e mantenuto dai contribuenti !


I preti la pensino come vogliono.
Per me sono persone completamente fuori di testa, che hanno accettato di riconoscere dogmi al limite della paranoia.


Preferisco assumere una posizione sessuale rispetto ad avere una posizione sociale.


Il primo a sdoganare la stupidità pubblicitaria e commerciale odierna ed il trash televisivo ed "artistico" fu quella mammoletta di Andy Warhol, con la sua FUCKtory.
Come poter dare torto al gesto di Valerie Solanas, femminista dimenticata ?


Non penso di avere molto in comune con il nazbolscevismo, purtuttavia in Russia, forse, l'unica alternativa al (figlio)putinismo puttaniere di Putin sono le e i NazBol.
Così come sosteneva Anna Politovskaja, che era una loro sostenitrice.
Da un po' di tempo sto leggendo i romanzi di Eduard Limonov e di Zachar Prilepin e li trovo davvero interessanti.
L'underground NazBol che mescola, sincreticamente, comunismo, libertarismo, anarchia, nazionalismo, controcultura punk e vitalismo sessuale è davvero illuminante.
Prossimamente conto di scriverne degli articoli.




3 ottobre 2015

"Il contrario di capitalista non è socialista o comunista, ma persona onesta". Riflessioni e aforismi by Luca Bagatin

Penso che il rapporto uomo donna, più che essere finalizzato, dovrebbe essere inizializzato. E invece finisce sempre e spesso male. Sarà per questo che ho sempre sognato sin da piccolo di fare il regista. Di film erotici e a lieto fine.


Il contrario di capitalista non è socialista o comunista, ma persona onesta.


Ho notato che tutte le persone o, meglio, le donne che nel corso della vita mi hanno detto o scritto frasi del tipo "ti amo" o "ti voglio" bene", hanno poi finito per scomparire dalla mia vita e/o ignorarmi (anche su Facebook).
Per questo preferisco e mi fido solo di chi non me le dice.


Qualcuno ha detto che uccidere senza ragione è nel DNA di molti statunitensi.
Personalmente posso dire che devo ancora conoscere uno yankee capace di usare il suo cervello per qualche cosa di costruttivo.


Secondo me è ridicolo e sciocco doversi schierare fra "destra" e "sinistra".
I sogni e bisogni delle persone non sono né di destra né di sinistra.
Vanno posti al centro.
E vaffanculo alla maggioranza (sempre) !


Leggo o sento spesso la fastidiosissima espressione "viva la vita". Ma perché mai inneggiare alla vita, sapendo che, peraltro, prima o poi moriremo tutti ? Che cosa mai ci sarà di bello nella vita poi ?

Un bambino, quando nasce, quando respira i primi momenti di vita, piange. E sappiamo bene che i bambini sono istintivi, privi di sovrastrutture mentali che li rovineranno, in età adulta, per sempre.
Per questo da sempre penso e dico forte e chiaro VIVA LA MORTE !


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