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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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11 marzo 2009

Liberalismo e Cristianesimo



In questi anni di grande confusionismo ideale, in Italia, si è giunti persino ad affermare che il liberalismo ed il cristianesimo di matrice cattolica sono dottrine “contigue” e “complementari”.
E' emblematico che tale dibattito avvenga in Italia - Paese che ha conosciuto il liberalismo al governo solamente durante il Risorgimento – ove il Potere Temporale ha sempre esercitato un notevole influsso sulle coscienze dei governanti (salvo, appunto, durante il periodo risorgimentale).
La questione, tuttavia, potrebbe già dirsi risolta allorquando si prenda coscienza dell'astrusità del porre sullo stesso piano una religione messianica con una dottrina politico-economica propugnatrice e foriera di libertà individuale e quindi, di coscienza.
Capirei, al massimo, se si volesse disquisire di ideologie messianiche: la principale delle quali il marxismo.
Quest'ultima, invero, non è forse così lontana dal finalismo giudaico-cristiano-cattolico di una società perfetta (quella che Orwell riassunse nel suo “1984”), idilliaca, imposta da un ipotetico Dio  - magari per mezzo dei suoi rappresentanti terreni - o dallo Stato (o dallo Stato che si fa Dio), magari una società finanche senza classi. Una società ove l'etica e la morale  - e quindi l'autorità statuale e/o ecclesiastica (con a capo il Funzionario di Partito e/o il Cardinale) primeggiano rispetto alla coscienza del singolo individuo. Individuo che purtuttavia – nei fatti - non è ontologicamente affatto perfetto, perché la vita stessa non può essere perfetta in quanto è permeata da una continua ed incessante ricerca entro e fuori sé stessa.
E' infatti l'individuo a trovarsi ontologicamente a giocare la sua partita, a ricercare sé stesso, per mezzo delle sue stesse potenzialità fisiche, ma anche e soprattutto intellettuali e psicologiche.
Tornando alla querelle relativa al liberalismo ed al cristianesimo, specie quello di matrice cattolica,  sarà ad ogni modo utile tornare ad Alexis de Tocqueville ed al suo “Democrazia in America”. Testo peraltro così amato dal nostro Camillo Benso conte di Cavour.
Qui Tocqueville parla anche e giustamente del cristianesimo e di come gli Stati Uniti d'America, patria del liberalismo per eccellenza, siano da sempre permeati da una profonda coscienza religiosa cristiana (ed anche massonica, aggiungerei io, sollolineando il fatto che la spiritualità massonica è fortemente connessa ad una profonda spiritualità di matrice gnostico-cristiana) e di come gli statunitensi siano allo stesso tempo permeati da un forte senso di libertà. Proprio tale coscienza ha fatto sì che lì le leggi fossero assolutamente autonome rispetto a qualsiasi morale religiosa, rispettando quel principio che il Cavour definì di “Libera Chiesa in libero Stato”.
Si noti come invece da noi, ove l'influenza del dogma cattolico è molto forte – anche e soprattutto nelle leggi dello Stato - dilaghi l'irresponsabilità individuale, l'immoralità, la corruzione, e finanche l'ateismo (concetto pressoché sconosciuto negli USA ove al massimo si giunge ad un sano angosticismo).
Si noti poi come un altro grande filosofo liberale del '900, Benedetto Croce, affermava sì che “Non possiamo non dirci cristiani”, rivalutando l'influenza del cristianesimo nel pensiero occidentale (già pregno dalla cultura greco-romana), ma intendendo per cristianesimo una rivoluzione “umana” e non già “divina”, ove il Dio crociano era una divinità immanente, ma non trascendente.
Non a caso Benedetto Croce fu in prima linea contro il Concordato fra l'Italietta fascista di Mussolini ed il Vaticano. Concordato che abolì nei fatti il “Libera Chiesa in libero Stato” dell'Italia liberale di Cavour e di Giolitti e tristemente inserito nella Costituzione repubblicana all'Articolo 7 grazie all'accordo unanime di democristiani e comunisti (eredi e propugnatori, non a caso, delle ideologie messianiche di cui abbiamo parlato all'inizio dell'articolo).
Non è forse un caso che nella confusa Italia d'oggi, i maggiori sostenitori di un liberalismo di matrice giudaico-cristiana siano i cosiddetti “atei-devoti”, magari financo formatisi culturalmente e politicamente in ambiente marxista e/o vicini all'estremismo socialista (vedi Giuliano Ferrara, Ferdinando Adornato e Fabrizio Cicchitto).
E non è un caso che la Chiesa cattolica oggi, rischiando di perdere sempre più fedeli (ormai stanchi di dogmi e rituali pragmaticamente lontani dalla loro vita quotidiana), cerchi di permeare non già la società , bensì la politica: imponendole una sua personalissima visione della vita, della morte, della morale e via discorrendo (si pensi all'attualissima discussione sul fine vita).
Ci chiediamo sino a quando una situazione di tal fatta sia ancora possibile e sostenibile in un Paese collocato nell'Occidente progredito e democratico.
Una situazione destinata presto o tardi a veder prevalere o l'oscurantismo di matrice medievale o l'illuminismo di matrice liberale.

Luca Bagatin



1 novembre 2008

Libertà dai condizionamenti per tornare ad essere Piloti dell'Esistenza



Il sorriso di circostanza è un espediente quasi involontario per "salvare" le cosiddette "apparenze".
Lo utilizziamo regolarmente quando ci sentiamo in imbarazzo e/o quando vogliamo dissimulare la nostra antipatia nei confronti di un'altra persona.
Espediente tipico di una società fondata sulla menzogna e l'ipocrisia - come quella di cui facciamo ahinoi parte -, sul sorriso di circostanza è stato realizzato uno studio da parte della Miami University che ha dimostrato come gli individui abituati ad essere emarginati e/o discriminati dalla massa (massa preda della menzogna e dell'ipocrisia di cui sopra), siano maggiormente ricettivi in fatto di sorrisi di circostanza:  loro li smascherano subito !
Ciò è spiegabilissimo in quanto l'"escluso", l'"emarginato", è una persona di per sé ricettiva in quanto anelante ad emanciparsi, a raggiungere uno stato di completa accettazione da parte dell'altro suo simile.
Coloro i quali, diversamente, non hanno mai vissuto esperienze simili, sono inevitabilmente prede di un inconsapevole "assopimento" derivante proprio dalla mancata esperienza.
E così, costoro, preferiranno "fare massa", aggregarsi al pecorume, e proseguire nel loro "hobby discriminatorio" che magari li distrae, ma non porta loro nulla di effettivamente utile alla loro evoluzione individuale ed umana. Anzi.
Tale inconsapevolezza ed insensatezza è alla base della nostra società opulenta, in cui il benessere materiale annulla completamente determinate emozioni, sensazioni e sentimenti. Piacevoli o meno che siano.
I condizionamenti esterni, per contro, sono evidentissimi: non si soddisfano più solo i bisogni primari (mangiare, bere, dormire, ripararsi) e ci si dedica poi all'evoluzione dello spirito, dell'anima, della propria interiorità, bensì si tende a "colmare determinati vuoti" con espedienti e palliativi che nei fatti annullano ogni emozione e rendono passivo e quindi schiavo l'individuo della e nella propria inconsapevolezza di sé e quindi dell'altro (che è, nei fatti, il suo/nostro specchio: interiore ed esteriore).
E così si creano quegli "artifizi della comunicazione" (il sorriso di circostanza fra questi, così anche il cosiddetto "buon viso a cattivo gioco"), che nei fatti si traducono in incomunicabilità, ipocrisia, menzogna e sfociano inevitabilmente nel conflitto.
Il materialismo da una parte ed il fondamentalismo (di matrice religiosa o politica) dall'altra, sono i nuovi artifizi in grado (apparentemente) di colmare i vuoti - ovvero le insicurezze ed i conflitti interiori -  dell'individuo.
Il materialismo è il culto della materia, del dio danaro, del mero potere sugli individui e sui beni materiali. E' effimero, quindi non duraturo e dannoso in quanto non permette all'individuo di "guardarsi dentro" e quindi di comprendere che egli stesso ha tutte le potenzialità per emanciparsi e per essere il vero pilota dell'esistenza.
Il materialismo porta ad una vita arida, fatta di incessante lavoro finalizzato unicamente al danaro ed alla carriera, al trascurare coloro i quali ci circondano, ad accumulare stress e tossine nel nostro cervello (sede del nostro potenziale umano e spirituale).
Se consideriamo che prima o poi dobbiamo morire, è ben triste pensare - una volta giunti alla fine dei nostri giorni - che abbiamo speso la nostra vita in affanni.....ed abbiamo cresciuto e condizionato le giovani menti dei nostri figli in questo insensato e folle modo !
Il fondamentalismo è l'altro terribile cancro dell'Umanità. Esso è frutto dei dogmi e delle ideologie imposte da individui bramosi di potere, ricchezza, controllo individuale e quindi collettivo. Oppure frutto di individui mentalmente disturbati capaci di infuenzare e condizionare masse intere per mezzo di "facili promesse".
Le Religioni istituzionalizzate monoteiste ne sono alla base, ma anche le ideologie politiche messianiche quali il marxismo ed il nazifascismo annunciatrici di futuri gloriosi e trionfanti che non giungeranno mai se non per coloro i quali sono collocati al vertice del Potere. E portatrici di morte e nuove discriminazioni sociali, razziali, culturali, sessuali.
Ecco le vere droghe da combattere capaci di influenzare psicoattivamente ed insonsapevolmente il cervello umano: il materialismo ed il fondamentalismo.
E non c'è proibizonismo in grado di arginarle, anche perché il proibizionismo è sempre e comunque uno strumento del Potere per controllare la coscienza e la consapevolezza individuale.
Quando parlo del Potere, ovviamente, mi riferisco in primis al "condizionamento esterno". Ovvero a tutto ciò che è stato inculcato nel corso delle generazioni e che ha portato gli individui a deviare dalla propria naturale ricerca interiore e che ha permesso la nascita di una società basata sull'ipocrisia, la menzogna, il dogma e la prevaricazione (la società del Materialismo e del Fondamentalismo, in sostanza).
Il bambino, così come l'animale, nasce completamente innocente. Ovvero non condizionato dalla malizia che deriva dai cosiddetti principi morali. Questo è in sintesi anche l'insegnamento dei bellissimi romanzi umoristici di Mark Twain. I principi morali, ovvero la distinzione fra ciò che è bene per me ma non lo è per te e viceversa, è all'origine delle divisioni fra gli individui. Ovvero fra consimili.
L'individuo non è altro che lo specchio di sé stesso. Se osservi "l'altro", l'"apparentemente diverso" da te, con i suoi pregi e difetti, scoprirai che egli non è affatto dissimile da te.
Tu gli contesterai determinati difetti, ma proprio perché quelli sono i difetti che hai anche tu....ma che vorresti non avere !
E gli invidi dei pregi che tu hai ma.....che non riesci ad esprimere appieno !
E' questa consapevolezza che spesso manca.
La consapevolezza di trovarsi tutti su di una stessa barca.....in grado però di farci approdare sulle coste di un'Isola inesplorata che è lì, pronta, e fatta apposta per noi.




Luca Bagatin



4 ottobre 2008

InnocenZi e colpevoli




Giulia Innocenzi, da buona riminese, è una ragazza determinata.
Lo è certamente anche da buona radicale impegnata nell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di cura e della ricerca scientifica.
Domenica scorsa su Radio Radicale ho ascoltato l'intervista fatta a Giulia dall'ottimo e senza peli sulla lingua Lanfranco Palazzolo, ripresa anche su La Voce Repubblicana di qualche giorno fa, ove ella illustrava proprio l'ultima battaglia che la vede impegnata nella corsa alle primarie per la segreteria dei giovani di quel partito che si definisce Democratico (con la D maiuscola, peraltro...sic !).
In effetti, il partito di Veltroni e già di Romano Prodi, ha dimostrato ampiamente quanta "democrazia" vi sia al suo interno con le primarie per la segreteria nazionale: imposto Veltroni, ecco Walterone Nazionale Segretario e leader indiscusso.
Pare che ciò stia accadando anche fra i giovani e questo spiace davvero, visto che proprio loro dovrebbero essere i grandi portatori di aria nuova al di fuori ed al di là dell'aria stantia che si respira fra i loro Generalissimi ex Dc ed ex Pci.
Esattamente come nel Pd, alla cui segreteria si volle escludere deliberatamente chiunque non facesse parte delle conventicole cattocomuniste (vedi Marco Pannella, non a caso), i giovani "democratici" inseriscono nel loro manifesto fondativo al capitolo dal titolo "Per una nuova cultura politica", una frase inequivocabile: I giovani democratici sono ‘"Una generazione che non ha mai votato null’altro prima che Ulivo e poi Partito democratico o che non ha mai votato nessun partito".
Giulia ne risulterebbe quindi esclusa o, forse, dovrebbe dichiarare il falso rinnegando la sua appartenenza radicale ed il suo voto ai radicali espresso in questi anni.
Inconcepibile ! O, meglio "democratico" nel senso cattocom del termine.
Innocenzi, insomma, contro i colpevoli: giovani correntisti diessini e margheritini, così come lo furono nelle primarie veltroniane i loro adulti alter ego.
Colpevoli di voler imporre i loro dirigenti alla faccia della democrazia e della libertà e anche alla faccia della Costituzuone repubblicana.
Ce lo ricorda proprio Giulia Innocenzi: "Questa è una palese violazione dell’articolo 48 della Costituzione, che prevede la segretezza del voto, e dell’articolo 16 che prevede la libertà di associazione".
Altro che dichiarare di aver votato in precedenza Ulivo, Unione, Pd o nessun partito !!!!
Concludendo, la determinata e financo molto carina Giulia, ha fegato da vendere e per questo simpatizziamo per lei a tutto tondo.
Si candida provocatoriamente alla segreteria di un partito che si autoproclama democratico, proprio per renderlo democratico nel solco della tradizione radicale, e prima ancora azionista e repubblicana nell'idea del Partito della Democrazia (contro i Togliatti, i Dossetti, i Romor ecc...).
Spiace tuttavia ritenere che il suo sia tempo un tantino perso, proprio in quanto le tradizioni e le culture politiche che sono alla base del Pd veltroniano, sono esattamente l'opposto di quella tradizione autenticamente democratica, antifascista, anticomunista, anticlericale, repubblicana e liberalsocialista dei Salvenimi, degli Ernesto Rossi, degli Ugo La Malfa e dei Luigi Einaudi.
Giulia Innocenzi, ad ogni modo, può essere di forte stimolo per un vero rinnovamento democratico nella cultura politica giovanile e non. Ovvero per un nuovo Risorgimento Liberale di cui si sente estremo bisogno da un quindicennio a questa parte.

Luca Bagatin



20 settembre 2008

BUON XX SETTEMBRE: il nostro, il vosto. Per le Libertà e le Democrazie.



E dunque......Buon XX Settembre a tutti !
Buona festa della Democrazia, delle Libertà, dell'Unità d'Italia e della Liberazione dal dogma e dall'assolutismo temporale vaticano !
Oggi è il giorno della festa della laicità. Una laicità che è sempre sana e positiva proprio in quanto consente a tutti di esprimere in un libero, civile e democratico Stato sovrano la propria opinione.
Il 20 settembre 1870 i Bersaglieri entravano a Porta Pia e restituivano Roma all'Italia, incoronandola capitale del Regno e sconfiggendo il Potere papalino, austroungarico e napoleonico, garantendo e costruendo pian piano uno Stato liberale e moderno coronando così il sogno dei monarchici liberali cavouriani, ma anche quello dei repubblicani mazziniani e garibaldini, dei massoni, degli ebrei (da sempre discriminati dal Potere vaticano), degli anticlericali ovvero di coloro che, lungi dall'essere antireligiosi, si battono da sempre contro i dogmi e gli assolutismi di ogni colore e fede politica o religiosa.
Il fascismo, negli anni '20, abolì la festa del XX Settembre anche proprio per ingraziarsi il favore della Chiesa cattolica.
Oggi le cose non sono cambiate. Lo stesso Bettino Craxi, pur laico, sancì un nuovo Concordato fra Stato italiano e Chiesa cattolica che, se da una parte garantiva una nuova separazione dei poteri, dall'altra concedeva al Vaticano il perverso sistema di finanziamento per mezzo dell'8 per mille in sede di dichiarazione dei redditi e la possibilità di assumere e scegliere insegnanti di religione, purtuttavia mantenuti dallo Stato italiano !
I vari leader politici di oggi, italiani o europei, da Berlusconi a Veltroni passando per Sarkozy e financo per l'ultimo Tony Blair, hanno dimostrato come è assai facile chinarsi di fronte al Vaticano. Del resto quest'ultimo ha dalla sua una potentissima banca che rende conto solo al Papa, ovvero lo IOR (Istituto per le Opere Religiose), nota anche per i suoi traffici sin dai tempi del fascismo e del nazismo passando per lo scandalo del Banco Ambrosiano.
Triste storia davvero, documentata anche dalle ottime opere di approfondimento del grande democratico azionista e liberale Ernesto Rossi da "Il manganello e l'aspersorio" a "Il Sillabo e dopo" sino a "Nuove pagine anticlericali".
Oggi più che mai il nuovo Capo dei cattolici, Sig. Joseph Ratzinger, cerca di entrare nelle sale del potere al fine di imporre i dogmi della sua Chiesa e costringendo, specialmente l'Italia, a rimanere indietro nella ricerca scientifica, la quale sarebbe capace di garantire nuovi scenari per la salute, e nell'ambito dei diritti civili ed individuali. Ciò è gravissimo e non degno dell'Occidente progredito e democratico.
Per questo è importante ricordare e celebrare il XX Settembre, Equinozio d'Autunno, che peraltro rappresenta una festa Pagana e Gnostica le cui tradizioni sono invise al dogma clericale in quanto portatrici di Luce e Verità interiore: figlie delle più Antiche Civilità che popolarono la Terra.
Oggi, come ogni anno, i Massoni del Grande Oriente d'Italia si recheranno a Porta Pia anche per rendere omaggio ai 60 anni della Costituzione Repubblicana con importanti interventi pubblici di Oscar Giannino, Massimo Teodori e molti altri.
I Radicali, invece, quest'anno celebreranno il XX Settembre a Londra, presso l'Istituto Italiano di Cultura, per dare un respiro europeo a questa festività, ricordando il Risorgimento Liberale e Repubblicano d'Europa e l'indimenticabile Sindaco di Roma Ernesto Nathan, mazziniano, radicale, ebreo, massone e d'origine inglese, il quale fu l'unico che riformò radicalmente la città in favore delle classi sociali più deboli, si prodigò per gli asili e la scuola pubblica gratuita per tutti e diede alla politica dell'epoca una forte impronta laica ed anticlericale.
Dunque, come dicevamo, Buon XX Settembre a tutti e che i Lumi di Porta Pia e dell'Equinozio d'Autunno possano illuminare le nostre menti e quelle delle generazioni successive per garantirci un presente ed un futuro civile, liberale e democratico.

Luca Bagatin



9 settembre 2008

John McCain: tutto sommato il Presidente giusto per gli Stati Uniti d'America


A sinistra: Rudolph Giuliani, ex Sindaco di New York, simpaticamente "en travesti"
Al centro: il logo del Republican Party Of America
A destra: John McCain

Certo, da possibili o probabili attivisti del Libertarian Party (terzo partito statunitense fondato nel 1971), ma pragmatici e senza illusioni, avremo preferito Rudolph Giuliani quale avversario di Obama.
L'ex Sindaco di New York era sufficientemente libertario, anticonformista ed allo stesso tempo legalitario e con il pugno di ferro da renderlo il nuovo Presidente statuintense ideale dopo l'Era Bush.
Tutto sommato c'è John McCain, che comunque non è malaccio.
E' un politico di lungo corso con le idee chiare specie in politica estera ove si è detto favorevole alla costituzione di una Lega delle Democrazie che escluda la Russia. Inoltre non solo si dice favorevole alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma non si dice nemmeno contrario al matrimonio gay.
Oltretutto ha un programma di tagli e di liberalizzazioni al fine di ridurre il peso dello Stato in economia.
Purtroppo ha dovuto pagare uno scotto nei confronti della cosiddetta "destra religiosa" all'interno del Partito Repubblicano (la quale, nonostante la presenza di libertari ed antiproibizionisti, è ancora molto forte), per cui si è trovato costretto a dover scegliere come vice o il reverendo mormone Romney, o la più "avvenente" giornalista Sarah Palin. E così ha scelto quest'ultima che ci auguriano non faccia troppi danni con i suoi discorsi da Santa Inquisizione e da Medioevo (davvero blasfemo e di cattivissimo gusto definire la guerra in Iraq come voluta da Dio) e non regali la Presidenza al confusionista mediatico "radical-chic" Obama.
Gli Stati Uniti hanno bisogno di una guida forte, ma che allo stesso tempo sappia guardare all'evoluzione dei costumi e che si lasci per sempre alle spalle certe "tentazioni" fondamentaliste che ricordano tanto i puritani "Padri pellegrini" del XVII secolo.


Luca Bagatin



29 agosto 2008

APPUNTO SULLA PRIMAVERA DI PRAGA


Ecco perché ancora una volta l'On. Walter Veltroni dovrebbe rinfrescare la sua di memoria.
Ecco perché l'On. Walter Veltroni dovrebbe abiurare al suo passato e dire la verità sui suoi "compagni", oggi "amici democratici".
Democratica era anche la Repubblica "Democratica" Tedesca. Peccato che quel "democratico" significasse "sovietico" ovvero "fascista rosso". Così come "democratico" era il Fronte "Democratico" Popolare che vide uniti i comunisti di Togliatti e i socialisti filo-sovietici di Nenni nelle elezioni politiche italiane del 1948 (nelle quali furono fortunatamente sconfitti).
Eh sì, bello essere "democratici" come il confusionista Barack Obama che ancora non ha deciso se andare a braccetto con i terroristi oppure no.
E così l'On. Veltroni inneggi pure a Obama e anche a quel Kennedy che fece piazza pulita dei vietcong. Bell'esempio di "democrazia". Tanto per non dire che il Pci di Berlinguer era amico dell'Urss (dalla quale comunque pigliave i finanziamenti).
All right, mi fermo qui.
Cedo la parola all'amico Lanfranco Palazzolo collaboratore di Radio Radicale e della Voce Repubblicana che, con l'articolo che segue, ci apre nuovamente gli occhi sul Pci e sulla sua bella storia "democratica" di cui, ahilui, anche l'On. Veltroni fa parte.

Luca Bagatin

Appunto sulla Primavera di Praga

20 agosto 1968:
Quel silenzio dei compagni comunisti
di Lanfranco Palazzolo

Diciamo la verità. Questo anniversario dell'irruzione dei carri armati Sovietici a Praga è passato in sordina su alcuni quotidiani. Adesso tutti diranno che la posizione del Pci fu lungimirante perchè il Partito comunista italiano aveva criticato quell'azione militare con la celeberrima formula del "grave dissenso".
Eppure i compagni del Pci furono i primi ad essere informati di quello che stava accadendo a Praga. Perchè non lanciarono l'allarme su quell'attacco e rimasero in silenzio?
Ma vediamo dove si trovavano in quel momento i dirigenti del Pci. Emanuele Macaluso era in vacanza in Urss, il segretario del Pci Luigi Longo si trovava a Dobi, vicino Mosca, Giancarlo Pajetta si trovava tra Odessa e Yalta. Il funzionario di turno del Pci il 20 agosto del 1968 è Armando Cossutta che viene chiamato, insieme a Maurizio Ferrara, dall'ambasciata sovietica che deve dare una comunicazione urgente al Pci. A dare questa comunicazione è l'ambasciatore Nikita Rijov. Sono le 19.30 di quel giorno. L'ambasciatore sovietico riceve Armando Cossutta e gli altri funzionari comunisti e, tra un pasticcino e l'altro, gli spiega che i carri armati sovietici stanno per entrare a Praga. Cossutta gli chiede chi ha dato quell'ordine. L'ambasciatore Rijov non specifica. L'atmosfera è imbarazzante. I funzionari comunisti se ne stanno per andare quando ad un certo punto l'ambasciatore gli corre dietro pregandogli di non dire niente a nessuno. C'è stato un semplice errore di comunicazione. La notizia è coperta da embargo. L'ambasciatore non aveva letto bene il telex da Mosca.
A quel punto Maurizio Ferrara ed Armando Cossutta sono gli unici dirigenti occidentali a sapere quello che nessun altro funzionario di un partito comunista occidentale conosce. Cossutta e Ferrara corrono a l'Unità e si mettono in contatto con i funzionari di partito e i corrispondenti de l'Unità che si trovano a Mosca: "Qualcosa di nuovo?". La risposta è: "No, non è accaduto nulla". Ma alle 02.00 di notte del 21 agosto arriva il primo flash di agenzia: "Truppe corazzate del Patto di Varsavia convergono su Praga". I compagni del Pci hanno rispettato la consegna del silenzio. Spetta alla dirigenza del partito scrivere il comunicato sul "grave dissenso" del Pci. Lo stesso "grave dissenso" del Partito comunista rumeno.
Ma tale dissenso non servirà certo a rompere con Mosca. Anzi, a ribadire che l'Italia - come disse qualche giorno dopo Pietro Ingrao alla Camera - doveva uscire dalla Nato......




11 luglio 2008

Piazza Navona, i reazionari di oggi, l'alternativa liberale e libertaria: una risposta ad Enzo Marzo e a Critica Liberale



Ringrazio il direttore di Critica Liberale Enzo Marzo e la Fondazione Critica Liberale per il sollecito invio delle news relative alle loro battaglie, che pur non sempre condivido.
Mi riferisco in particolare alla manifestazione antiberlusconiana e dipietrina dello scorso 8 luglio, alla quale Critica Liberale ha partecipato.
Con la lettera che segue vorrei rispondere al loro Comunicato che potete trovare al link:

http://www.criticaliberale.it/GetIndexedPage.aspx?xml=orientamenti&id=18



Caro Enzo, cara Critica Liberale,
non ho condiviso e non condivido manifestazioni tipicamente reazionarie come quella dell'8 luglio scorso. Piazza Navona ha conosciuto ben altri fasti liberali ed anticlericali da non poter essere vilipesa così, da un personaggio (Antonio Di Pietro) che di innovatore e di riformatore non ha nulla.
Da un personaggio e dalla sua schiera di "intellettuali" e "comici" (mi spiace per la brava Guzzanti che amo moltissimo ma che questa volta è incredibilmente scaduta) che tristemente dal '92 ad oggi (ma, forse, sin dagli anni del compromesso storico antilaico) hanno scelto di schierarsi con una parte politica certamente non riformatrice.
E poi dice che uno si butta con Berlusconi.
Lo dico io che Berlusconi l'ho apprezzato solamente come imprenditore televisivo, ma che sotto il profilo politico mi ha sempre lasciato sostanzialmente indifferente. Lo dico io che non penso di essere reazionario e mi sono sempre battuto in prima persona in battaglie dichiaratamente libertarie, antiproibizioniste ed anticlericali.
Berlusconi imbarca i voti di coloro i quali non condividevano la cultura del compromesso storico degli anni '70. Di coloro i quali non erano e non sono moralisti e bigotti per quanto concerne la libertà di comunicazione, anche televisiva da contrapporre al monolitismo della Rai-Tv. Di coloro i quali hanno conosciuto e conoscono il sindacato abbastanza bene dal riconoscere che chi non ha un lavoro fisso o non è nessuno non ha alcuna possibilità di essere garantito. Salvo pagare di volta in volta per i relativi servizi prestati (però i sindacati prendono fior fior di quattrini dallo Stato....). Di coloro i quali sono assai poco interessati al risanamento dei conti pubblici (e magari pensano o ricordano che negli anni '80 i BOT davano interessi mica da ridere), purtuttavia sarebbero ben lieti di trovarsi qualche centinaia di euro in più in busta paga quali sgravi fiscali. E sono lieti di non dover più pagare l'ICI sulla prima casa (peraltro proposta di Rifondazione Comunista mai recepita dalla gauche au caviar). E sono anche lieti della Robin Tax e financo della tessera sociale.
Oggi, quantomeno negli ultimi tempi, qualche cosa è cambiato. Sono morte le cosiddette ideologie, purtuttavia traspaiono tutte le contraddizioni di un Partito Comunista e di una Sinistra Democristiana scarsamente progressive. Già allora, pur di non allearsi ai Socialisti ed ai Liberali, i comunisti si sarebbero alleati forse financo con la Destra nazionale.
E negli anni si sono legati ad un certo modo di fare "giustizia". A senso unico.
Quella che giustiziò l'odiato Tortora magari.
A me tutto ciò intristisce moltissimo. A me che iniziai a far politica a 17 anni nelle file della sinistra ambientalista e forse proprio per questo la compresi bene.
E mi accorsi tempo dopo, studiando, approfondendo, osservando, quanto ero stato cieco e ingenuo.
Oggi, certamente, mi piacerebbe moltissimo ci fosse un luogo dichiaramentamente laico, libertario ed anticlericale ove fare politica in completa autonomia da due schieramenti che in effetti non vogliono dire nulla e che hanno fatto di tutto per cancellare la gloriosa Storia del nostro Paese dal dopoguerra agli anni '90.
Purtuttavia mi rendo conto che con meno dell'1% non si va da nessuna parte. Ed allora guardo all'Europa ove vi sono i Liberali, i quali in Gran Bretagna stanno diventando il secondo partito dopo i Conservative.
E poi guardo ad un Partito Repubblicano americano che con McCain ha la possibilità di diventare un po' più libertario e certamente più liberale di un confuso partito obamista.
Ed allora in Italia sto con i Repubblicani di Nucara e La Malfa e guardo con simpatia ai 27 deputati Socialisti eletti nel Pdl e con immenso disgusto ciò che avviene in un Pd veltroniano ove, non sapendo che pesci pigliare e che linea avere, si guarda alla mediaticità di Di Pietro.
Altro che qualunquismo ! Magari ci fosse ancora il grande Guglielmo Giannini dell'Uomo Qualunque, grande liberale e repubblicano (espulso dal Pri a causa del suo eccessivo attivismo, sic !) di cui l'ottimo Lomartire ha pubblicato una biografia. Finalmente completa, finalmente non mistificatrice.
Magari tornasse una politica più vicina al cittadino, più radicale. Lo capisse anche Pannella che più volte nella Storia di questo medievale Paese avrebbe avuto la possibilità di guidare un grande Partito Riformatore di massa.
Ecco, caro Enzo, cara Critica Liberale, perché oggi l'unica sponda riformatrice è quella offerta dal PDL, dai Sacconi, dai Brunetta, dai Frattini e dai Tremonti. Nonostante tutto, certo. E ben consapevoli che di strada e di possibili alternative ve ne potranno essere nel futuro, forse, se lo vorremo, se sapremo costruire qualche cosa di alternativo.
Un abbraccio ed un caro saluto.

Luca Bagatin



10 maggio 2008

Governo Berlusconi quater: un Esecutivo (anche) di laici, liberali, liberalsocialisti



Da sinistra a destra i cinque ministri laici e liberalsocialisti del Governo Berlusconi quater: Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Franco Frattini, Elio Vito e Stefania Prestigiacomo.

Ci voleva un Governo di centrodestra per avere ben 3 ministri liberalsocialisti, un radicale e molti laici al punto che Luca Volontè  dell'Udc, su "Libero" dell'8 maggio, polemizza denunciando la pressoché totale assenza dei cattolici impegnati in politica.
Ci voleva un nuovo Governo Berlusconi per far strabuzzare gli occhi a tutti noi laici, liberali, repubblicani che sino all'altro giorno lo vedevamo come il fumo negli occhi (ma mai tanto quanto la compagine "democrat-cattocom" prodiana) e che sospettavamo avrebbe aperto ad un Governo di inciuci con Veltroni & Co. che spazzasse via tutte le nostre battaglie e la nostra storia autenticamente civile ed occidentale.
Ed invece, con l'ottimo Maurizio Sacconi al Welfare ed alla Salute; con i liberalissimo e storicamente liberalsocialista Renato Brunetta all'Innovazione tecnologica (già consigliere economico del Governo Craxi negli anni '80); Franco Frattini agli Esteri (ma non ci sarebbe dispiaciuta nemmeno la pasionaria Margherita Boniver); il radicale Elio Vito ai Repporti con il Parlamento e la laicissima e impegnatissima Stefania Prestigiacomo all'Ambiente, ci riteniamo davvero rassicurati e, diciamolo pure, pressoché totalmente soddisfatti ed entusiasti.
E ci sentiamo ancor più rassicurati se pensiamo che la scalmanata e parolaia Lega Nord si è beccata i ministeri meno influenti con Bossi al Ministero del Federalismo e Calderoli a quello della Semplicifazione (costituiti "ad hoc" e praticamente inutili). L'unico leghista ad avere un Ministero di peso è il moderato Roberto Maroni (che pur fu "scalmanato" negli anni '70 quando militava in Democrazia Proletaria che purtuttavia era un movimento libertario) che fu tutto sommato un discreto Ministro del Welfare che si avvalse della collaborazione del compianto riformista e giuslavorista Marco Biagi, sempre con Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio).
Stendiamo invece un velo pietosissimo per la scelta di Tremonti alll'Economia e temiamo che con un anti-liberista e anti-mercatista come lui sarà assai difficile ridurre la spesa pubblica improduttiva e gli enti inutili (lo abbiamo già visto all'opera dal 2001 al 2006).
All'Economia infatti avremmo preferito Renato Brunetta o Daniele Capezzone (quest'ultimo quantomeno come sottosegretario).
Altro velo pietoso per la scelta della soubrette Mara Carfagna nella compagine governativa. Riteniamo infatti che non abbia alcuna competenza politica e la sua bellezza fisica è pari alla sua inesperienza. Tanto più che si troverà a reggere il Ministero per le Pari Opportunità e ci chiediamo se le signore e le ragazze italiane si sentiranno effettivamente rappresentata da una donna che sino all'altro giorno si è occupata esclusivamente di Spettacolo (per quanto, diciamocelo, il Dicastero delle Pari Opportunità è assolutamente inutile).
Per il resto, ottima la scelta dei ministri giovani ed appassionati (penso ad esempio a Giorgia Meloni, che pure ha idee pressoché totalmente opposte alle mie, ma non posso negarle passione e serietà) alcuni dei quali saranno delle vere e proprie scoperte in quanto sostanzialmente sconosciuti politicamente.
Sulla bontà del programma della compagine governativa, poi, non ci sono dubbi: abolizione delle Province e degli enti inutili (antica battaglia repubblicana di Ugo La Malfa); detassazione degli straordinari e sostegno ai salari; completamento della Legge Biagi con l'introduzione degli ammortizzatori sociali; riduzione della spesa pubblica; abolizione dell'Ici sulla prima casa.
Sembra il programma di un governo di Nuovo CentroSinistra più che di uno di Centrodestra !
E bene, dai, in una scala di valori da uno a dieci diamo un bel 7 a questo Governo Berluisconi quater che peraltro sta seguendo l'ottima strada intrapresa dai partiti liberaldemocratici e "conservatori" (anche se il termine mi appare assai improprio) occidentali già solcata prima di lui da Sarkozy, David Cameron e John McCain: ovvero rigettare i valori della destra tradizionale e aprirsi ai valori laici, liberali e libertari andando oltre la destra e la sinistra tradizionale.
Sarko in Francia ha vinto con un programma totalmente liberale in economia e nei diritti civili, occidentale nella politica estera e rigoroso in termini di sicurezza. Egli ha peraltro significativamente voluto nella sua squadra di governo il socialista Bernard Kouchner agli Esteri.
Il "Conservative" David Cameron ha recentemente stravinto alle elezioni amministrative inglesi proponendo un programma radicalmente diverso rispetto al passato del suo partito ed avvicinandosi alla visione liberalsocialista di Tony Blair (assai diversa da quella del più socialburocratico Brown) prevedendo peraltro aperture nei confronti di gay e lesbiche, una politica ambientale più incisiva, il sostegno alla sanità pubblica e la possibilità di legalizzare la cannabis e i suoi derivati.
In Inghilterra, peraltro, avanzano anche i Liberaldemocratici che diventano il secondo partito superando i Laburisti la cui nuova virata statalista è stata rigettata in toto dall'elettorato.
Per finire, siamo certi che anche il repubblicano statunitense John McCain stravincerà sui candidati democratici (o la Clinton o Obama) proprio per il suo programma liberale nei diritti civili e in economia e per una politica estera tutta improntata alla difesa dei valori umani di libertà e democrazia.
La cosiddetta "sinistra tradizionale" arretra in tutta Europa e financo nella tradizionalmente socialBurocratica Svezia. Ovviamente tranne in Spagna vista e considerata infatti la gestione liberale del socialista Zapatero.
La cosiddetta "sinistra tradizionale" (anche se è ormai del tutto improprio parlare di "destra" e di "sinistra") è e sarà destinata alla sconfitta nei prossimi anni, in quanto arroccata su posizioni meramente conservatrici, stataliste e socialburocratiche che garantiscono solo chi è già garantito.
Per questo, come nei gloriosi anni '80, vincerà e governerà seriamente solo chi sarà capace di mettere in piedi governi in grado di risollevare l'economia con dinamismo, capaci di ridurre le spese inutili e di garantire sicurezza ai cittadini senza entrare però nella loro vita privata e sotto le loro lenzuola, capace di garantire diritti civili nel pieno rispetto dei doveri.
La sfida, ormai, non è più fra "destra" e "sinistra" ovvero fra "conservatori-popolari" e "progressisti-socialdemocratici", bensì fra Liberali e Conservatori e noi, da anni dalla parte delle libertà e dell'individuo, ci schieriamo sempre e comunque  con i primi, consapevoli che il presente ed il futuro si giocano sulla creatività dei singoli piuttosto che sull'inefficienza degli Stati accentratori.





Luca Bagatin



16 febbraio 2008

Una Costituente Laica e Liberaldemocratica per un'alternativa di Governo al Veltrusconismo


Mancano neanche una sessantina di giorni alla chiusura della campagna elettorale e quindi alla data delle elezioni politiche e, guarda un po', non notiamo pressoché alcuna novità rilevante quanto a personale politico e a schieramenti contendenti salvo, forse, una certa semplificazione-camuffamento che vede "contrapporsi" (parola forse un po' grossa) i Popolari delle Libertà Vaticane e  i Democratici de Noantri in salsa prodiana.
La qual cosa ci lascia davvero perplessi, ma, tant'è.
I due principali partiti in lizza appaiono infatti come una caricatura: da una parte del Partito Popolare Europeo e dall'altra del Partito Socialista Europeo, per quanto né il Partito di Berlusconi né quello di Veltroni e Prodi si richiamino nel nome e nei programmi né al popolarismo né tantomeno al socialismo occidentale.
Il loro tasso di conservatorismo in economia, nel campo dei diritti civili ed individuali, nella ricerca scientifica e nell'innovazione, infatti, non ha eguali in Europa ed in Occidente ove gli stessi Conservatori (si pensi a quelli inglesi, a quelli spagnoli, a quelli olandesi e financo al repubblicano USA McCain che nei fatti è un vero liberale, non sono affatto né clericali né tantomeno retrogradi).
In questo bailamme semplificatorio possiamo trovare anche i comunisti della Sinistra Arcobaleno, l'Udc, la Rosa Bianca, e la Destra di Storace. Insomma, le espressioni del comunismo, del clericalismo e del fascismo duro e puro e non ancora edulcorato né dell'ex Sindaco di Roma né dal Berlusca.
Si notino purtuttavia i grandi assenti, ovvero gli unici le cui idee e proposte sono alla base del pensiero Occidentale e Democratico ed infatti hanno cittadinanza in Europa: i Liberaldemocratici ed i Liberalsocialisti.
L'espressione infatti di quei partiti laici (il Pri, il Psdi, il Psi e il Pli) che governarono l'Italia assieme alla Dc dagli anni '50 agli anni '90 e ne arginarono le spinte retrograde e clericali anche con il contributo esterno e movimentista del Partito Radicale, sono pressoché al momento assenti dal dibattito elettorale.
Ad essi non si possono in effetti non addebitare grosse pecche: sono sempre stati disorganizzati, volutamente scarsamente radicati (salvo in talune regioni e realtà locali italiane ove sono ancora tutto sommato forti), insopportabilmente litigiosi fra loro pur avendo programmi convergenti, nonché hanno sempre, negli ultimi anni, preferito "tirare a campare" alleandosi o con lo schieramento cattocomunista o con quello clericofascista.....per un piatto di lenticchie e da sempre comunque inascoltati.
Si vedano oggi radicali di Pannella quanto fanno pena quando si  apprende e legge il pietoso appello sul Riformista a Veltroni affinché li carichi nel suo carro.....
Ma stiamo veramente scherzando ?
Così non si va e non si andrà mai da nessuna parte e lo sosteniamo da almeno una decina d'anni.
In Italia, una voce Laica, Liberale e Libertaria, radicata in Europa nel Partito dei Liberali e dei Riformatori (ELDR), urge.
Il perché è presto detto: noi Laici, Liberali, Libertari e Repubblicani, siamo gli unici a proporre un radicale abbassamento delle imposte dirette e indirette mirando, progressivamente a giungere all'aliquota unica per tutti al 20%; siamo gli unici a proporre un sensibile innalzamento dell'età pensionabile per alleggerire i bilanci previdenziali e per garantire un futuro ai giovani; siamo gli unici a proporre l'abolizione degli enti inutili quali ad esempio Provincie e Comunità Montane e a volere l'accorpamento dei piccoli Comuni; siamo gli unici che da anni predicano il ritorno al nucleare al fine di ridurre non solo i costi delle importazioni energetiche dall'estero ma anche l'inquinamento; siamo gli unici a battersi da anni per una piena attuazione della Legge Biagi con l'introduzione degli ammortizzatori sociali; siamo ormai fra i pochi a batterci per i diritti civli a 360 gradi con l'introduzione di una legge per le coppie di fatto; per una legge che regolamenti la cannabis ed i suoi derivati; per maggiori fondi alla ricerca scientifica senza pregiudizi o nuove crociate proibizioniste...e potremmo anche continuare.
I Liberaldemocratici, Liberalsocialisti e Repubblicani sono insomma gli unici che hanno una radicale ricetta alternativa ai due schieramenti conservatori ed ai loro satelliti: riduzione della spesa pubblica e quindi riduzione delle imposte per rilanciare l'economia; ammortizzatori sociali per gli inoccupati e libertà civili che passano anche per una salute ed una qualità della vita migliore grazie al pieno sviluppo della scienza.
Basta poco, che ce vo, direbbe Giobbe Covatta: una Costituente Laica e Liberaldemocratica come quella avviata dal Partito Repubblicano Italiano assieme al Partito Liberale, nel quale possano convergere magari anche i Radicali di Pannella e i Socialisti sparsi.
Nessun atto di fede ideologico deve essere chiesto (siamo laici anche per questo o no ?). Solo una seria e concreta piattaforma programmatica e di Governo del Paese alternativa al conservatorimo Veltrusconiano.
Ce la facciamo ?
Perché no ?


Luca Bagatin


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini