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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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28 marzo 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Il monologo degli amori perduti" monologo by Baglu



Due rarissime foto di Baglu bambino, con il suo primo fratellino Fulmine


Qualche settimana fa sono rimasto colpito da una frase che un certo Sergio NonSoCheCosa mi ha scritto su un forum su internet. Mi ha scritto una cosa tipo che io faccio "propaganda frocista".
Ecco, io di solito i forum ed in gruppi sul web non riesco a seguirli. Mi fanno innervosire, perché sono persuaso che lì si annidi tutta la frustrazione e la stupidità umana, già scarsamente repressa nella vita di tutti i giorni.
Era il 1986, allora avevo 7 anni e nella mia classe, nella scuola elementare G. Garibaldi di .... tutta la 2A o quasi, si faceva beffe di un ragazzino rom, della nostra età, che era finito nella nostra classe in quanto il circo della sua famiglia era di passaggio nel paese.
Lo schernivano, gli dicevano che era diverso, che era scuro e parlava una lingua strana. Fu la prima ed ultima volta che feci a botte con un gruppo. Le diedi, ma, ovviamente, soprattutto le presi.
Da allora iniziarono a trattarmi come un tipo strano, anzi no, in qualche modo già lo facevano perché, a differenza degli altri, non ho mai avuto un padre (io ovviamente consideravo gli altri strani...e assai poco raccomandabili, specie dopo la vicenda del ragazzino rom).
Dal 2001 al 2003 ho frequentato gli Hare Krishna ed ho anche praticato diversi tipi di buddismo. Portavo i capelli un po' più lunghi di oggi e persino la mia barba era più lunga di oggi. Leggevo Kerouac e Burroughs. Ascoltavo mantra vedici e i Beatles ed anche i Grateful Dead. Avevo un passato di giovanissimo militante di estrama sinistra prima e poi nel Partito Radicale e nei movimenti ambientalisti, liberali e libertari. Avevo persino organizzato raccolte di firme e manifestazioni in solitaria.
Rovistando nei miei cassetti ho ritrovato delle vecchie lettere che Alice mi scriveva. Mi scriveva cose tipo "mi scopo il tuo cervello ogni volta che ti leggo e poi in testa giro filmini degni di Liala". Era il 2004 e, allora, Alice era una dei miei pochi lettori di allora.
Poi mi scriveva anche di non arrendermi e mi chiamava "Uomo", quello che in 28 anni di vita non aveva mai incontrato.
Mah...Mi stupiva allora, mi stupisce oggi. E mi commuove.
Sfogliando le cose che mi scriveva trovo anche parole tipo: "Gli uomini che catturano il mio interesse sono pochi. O meglio nulli. Banali, ripetitivi, volgari e maleodoranti. Epperò... tu, mi sembri l'opposto".
E concludeva con: "Mi piace il tuo cervello. Ecco, tu non sei un uomo. Sei un'essenza velata di cose, ideali, sogni e lotte. Tutto ciò per cui io vivo e ansimo".
Ancora oggi quelle parole mi emozionano. E non so nemmeno se davvero merito.
So che questi miei ideali, sogni e lotte mi hanno fatto molto soffrire nel corso della vita. E scavato voragini profondissime, che so per certo non si rimargineranno.
Alcuni giorni fa ho trovato un gattone nero. Ero convinto fosse mio fratello Mirtillo ed invece...ed invece si trattava di un altro gatto che, inizialmente pur non sapendolo, ho portato a curare dal veterinario.
E' stata la prima volta, per me, da un veterniario. Non voglio più tornarci. Ho avuto le vertigini nel vedere gattini, cagnolini e persino un coniglio sofferenti. Pensavo avrei vomitato l'anima e non ero nemmeno provvisto di sigarette per...sfogarmi un po'.
Non sono riuscito a piangere. Il mio sguardo era perso nel vuoto.
Al "mio" gatto è stato diagnosticato un trauma cranico, con totale lesione al sistema nervoso.  A rischio morte o paralisi.
Nel tornare a casa è stata grande la mia gioia nel trovare il mio Mirtillo a casa, festoso. Il gattone che avevo portato dal veterinario era un suo perfetto sosia.
L'ho curato per due giorni, senza alcun risultato. Le sue condizioni già gravi, sono peggiorate, con emorragia interna. Questa notte è spirato.
Ciao, piccolo gattone nero.
Ho pianto. Forse per la prima volta dopo molto tempo.
C'è una cosa che non riesco a sopportare e a superare: la morte delle persone care. La perdita delle persone a me care.
E' una cosa che non supererò mai ed alla quale penso da almeno 25 anni. Lasciamo perdere le teorie sulla vita e la morte. Posso crederci anche, ma non posso accettare.
Al massimo, posso solo rassegnarmi.
Come per la fine del mio rapporto con Lei. Spesso ci penso e rimango completamente muto, silente, solo con il mio cuore.
E' ormai passato quasi un anno...ma so che la ferita non si rimarginerà mai. Come quelle che porto sul mio corpo: al massimo si tramutano in cheloidi.
Alcune settimane fa un killer ha ucciso dei bambini. A Tolosa. In una scuola ebraica. Ancora odio, ancora odio razziale. Ma come si fa, dico io. Possibile che nessuno si renda conto di come l'uomo sia l'unico essere vivente che nasce stupido e spesso rimane tale per tutta la vita ? E che spesso rifiuta ogni tipo di educazione, di approdondimento, di...amore ?
Non posso accettare l'odio razziale. Non posso accettare l'uccisione di dei bambini. Non posso accettare chi abusa di bambini. Non posso accettare chi commette violenza su soggetti più deboli.
Penso commetterei una pazzia se fossi presente ad atti di questo tipo. Ma sono presuaso anche che non si tratterebbe di pazzia, bensì di reazione. Legittima.
Mi dicono che in Italia i partiti politici stanno completamente perdendo ogni tipo di fiducia da parte del loro elettorato. Mi dicono anche che, per le prossime elezioni amministrative, stanno fioccando le liste civiche...ove sicuramente si nasconderanno i soliti politici impuniti, vecchi, stantii, con le loro proposte vuote e la loro bramosia di potere.
Non sono mai stato d'accordo con quella norma che prevede, a livello amministrativo, di dare più potere ai Sindaci. Ci sono Sindaci che stanno depredando i loro Comuni e che li stanno impunemente distruggendo. Senza che nessuno dica nulla, anzi, pare che questa sia la legge.
Ed io mi chiedo se ciò sia giusto e mi dico che no, non lo è.
Ma nessuno si ribella. In Italia nessuno lo farà mai e, se qualcuno lo farà, lo farà solo perché indottrinato da qualche astrusa teoria fondamentalista. E pericolosa.
Non sopporto, poi, la gente che sale sul carro del vincitore. E di questa gente ne è pieno lo Stivale. Ipocrisia...bugie...ecco i nuovi reati da perseguire. Le situazioni artefatte, ovvero fatte ad arte.
Una volta si sono rifiutati di farmi entrare ad un convegno in quanto mi mancava la "tessera associativa". Quella è stata la prima volta in cui mi sono sentito davvero discriminato ed ho capito quanta ipocrisia ci possa essere in certe parole altisonanti che vengono ripetute in maniera vuota e senza essere interiorizzate.
Concetti come "Fratellanza" prima si interiorizzano e poi, forse, solo molti decenni dopo (o molte vite dopo, chissà), possono essere proferiti. Ma nessuno vuole comprenderlo.
Non lo so. Temo di aver parlato troppo. Di aver annoiato qualcuno ed anche me stesso.



12 gennaio 2012

"La mia vita è un Caos Calmo: Rimorsi e rimpianti" monologo by Baglu



Un giorno, era periodo di campagna elettorale, quando mi capitò fra le mani un volantino di un candidato sindaco del mio paese e nel quale, sfogliandolo, trovai questa frase: "Preferisco avere rimorsi piuttosto che rimpianti". Fui certo che io, un tizio così, non solo non l'averi mai votato, ma ne provai addirittura vergogna: per lui e per tutti i suoi elettori.
Che frase schifosa.
Ma come si fa, io dico, a preferire i rimorsi ai rimpianti ! E la cosa triste è che la maggioranza di voi, lettori di questo post, magari dirà che sì, è giusto così, che la vita va vissuta a fondo, che sì, si può anche passare sopra al prossimo pur di non negarsi la propria felicità... Massì, dai, avete ragione: facciamo le scarpe al nostro collega, fottiamoci la ragazza del nostro amico, giustifichiamo il pedofilo che, sì, adesca e violenta i ragazzini, ma lo fa per non avere rimpianti ! Poi chissenefrega se ha dei rimorsi, vero ? Se commetterà questo crimine.
Giustificiamo i ladri e gli assassini, ma no, perché non diventiamo anche noi ladri ed assassini ? Non avremo il rimpianto di non essere diventati ricchi rapinando una banca o, perché no, ucciso il nostro peggior nemico !
Massì, evviva i rimorsi, abbasso i rimpianti !
Pensate che sia giusto ? Che sia positivo tutto ciò ? Pensate che io sia un moralista ?
Eh no, cari amanti del rimorso, ma non del rimpianto. Cari amanti della "felicità ad ogni costo" pur di non avere rimpianti.
Sapete che anch'io ho un rimorso ? Una cosa se volete sciocca, ma che mi rode ancora la coscienza e che ancora oggi, nonostante la cosa fosse sciocca e sia stato perdonato dalla persona interessata, no, non riesco ancora a perdonarmi ?
Guardate che non dovete nemmeno giustificarvi con me, che sto qui, seduto su questa panchina e, pergiunta, sono un personaggio di fantasia. Sì, voi che non la pensate così mi fate un po' schifo, ma il problema non è certo mio. Ma vostro.
Magari, chissà, sono proprio la vostra Coscienza. Magari una Coscienza l'avete ancora, nonostante abbiate buttato una vita a credere di fare gli edonisti, sempiterni ragazzini deficienti rottinculo, abbiate insegnato persino ai vostri figli o ai figli dei vostri figli che sì, "meglio avere rimorsi che rimpianti".
Tanto...la vita è una sola, no ?
Con tutto il mio più profondo disprezzo umano ed i miei più sentiti calci nel deretano.




14 dicembre 2011

"AL CHIARO DI LUNA": vecchia poesia bagatiniana con dolce iniziale



Al chiaro di luna

ho scritto per te questo messaggio

affinché il tuo cuore si apra

alla gioia delle Feste.

Luci, colori, profumi di caldi fiori appena colti

illuminano il tuo viso riflesso in un sorriso

di un bimbo che suona la sua arpa d’oro

e ti dona l’armonia di una nuova Alba.

Alba di loto,

fiore di loto,

sulla tua bocca, sul tuo cuore, sul tuo corpo,

sul tuo sorriso riflesso nel tuo viso.



12 dicembre 2011

"Bianca" di Nanni Moretti: un film psicologico su cui poter riflettere


"Bianca" di Nanni Moretti e Sandro Petraglia è un film del 1984, ma sembra stato scritto ieri.
E' un film struggente, divertente, triste, a tratti grottesco, molto malinconico. E' una storia d'amore, ma anche un giallo. Un giallo a sfondo psicologico.
Una storia, quella del professor Michele Apicella (il giovane Nanni Moretti), complessa ma anche profondamente semplice.
Chi è Michele Apicella ? Un insegnante deluso dal mondo, dalla maggior parte dei comportamenti umani. Deluso dai rapporti sentimentali altrui, in primo luogo, che proprio non riesce a comprendere.
Come mai le coppie si sfasciano così facilmente ?
Questo proprio il nostro Michele non riesce ad accettarlo.
Perché un uomo ed una donna che si amano, si vogliono bene, non possono vivere felici per tutta la vita ?
Michele non sa darsene una spiegazione. Fa di tutto affinchè i suoi amici si riappacifichino, continuino ad amarsi, ma senza grande successo.
Ed allora ? Ed allora decide di eliminarli. Anche fisicamente, sì, avete capito bene.
Sin tanto che incontra Bianca, interpretata dalla bravissima Laura Morante, un'insegnante anche lei, un po' introversa forse, enigmatica. Che lo proteggerà sino alla fine.
Con Bianca, Michele troverà per un po' quell'equilibrio psicologico e sentimentale che non ha mai conosciuto, ma, invero, non vi riuscirà completamente. Sarà sempre preoccupato che la loro storia possa finire da un giorno all'altro, che lei possa stancarsi di lui, possa lasciarlo.
E così è Michele a lasciarla per primo.
Michele che nasconderà il suo bisogno di affetto rifugiandosi nei dolci, nei gelati (ma non dai gusti troppo misti perché non stanno bene assieme), nella emblematica Sacher Torte - icona dei film di Moretti - inzuppata nella panna e nel barattolone di Nutella, altra immagine tipicamente morettiana.
Michele, che si veste sempre allo stesso modo per non uscire mai dalla sua quotidianità, dalle sue sicure insicurezze, dalla voglia che avrebbe di evadere; Michele con la fissazione per le calzature, in particolare femminili; Michele che è disgustato dagli uomini anziani che vanno dietro alle ragazze giovani.
Michele sembra quasi il ritratto della perfezione, di quell'utopia che Nanni Moretti ricerca in tutti i suoi film. Persino nell'ultimo “Habemus Papam”, ove immagina un Papa dubbioso e lontano anni luce dalla bramosia del potere. E' il Moretti che vorrebbe una sinistra diversa, coerente, una sinistra veramente "di sinistra", lontana da certo bigottismo. Pensiamo ad esempio alle sue vecchie glorie: "Io sono un autarchico", "Palombella Rossa" ed "Aprile".
Michele Apicella-Nanni Moretti è il Don Chisciotte alla ricerca dell'anima gemella, l'anima pura di una donna che possa contenere le sue frustrazioni. Una donna che, quando però riesce a trovare, rifiuta: perché l'utopia è assoluta, così come la felicità e la coerenza. Persino politica.
Una felicità che, forse, non è di questo mondo e la cui ricerca porta e comporta molto, molto dolore. La ricerca di una dimensione, di un mondo migliore, ideale, come quello sognato dalle avanguardie libertarie, dai trotzkisti, dai socialisti libertari degli anni '60, dai "porci con le ali".
O, più semplicemente, dai sognatori di ogni tempo e di ogni epoca che, forse, esistono anche oggi - fra una pubblicità del rolex ed una del telefonino, fra una porcata del “Grande Fratello”, di “Uomini e Donne” e di “Amici” (il cui regista, curiosamente, era quel Paolo Pietrangeli del canto sessantottino “Contessa”...sic !) - ma che sono nascosti, in attesa di riemergere.


Luca Bagatin



30 novembre 2011

"Ritornerai": cortometraggio by Luca Bagatin



Lui aspetta lei.
Lei è laggiù, sulla spiaggia, che guarda l'orizzonte.
Lui la guarda da una finestra dell'hotel.
Da un vecchio jukebox sta ascoltando "Ritornerai" cantata da Bruno Lauzi, non da Battiato, ma da Lauzi.
La guarda e sta valutando se raggiungerla o meno.
Pensa che sia meglio di no, perché...perché pensa che è troppo bello guardarla mentre il vento le carezza i capelli, le onde si frangono sui suoi piedi nudi ed il sole le illumina il volto.
Pensa che sì, sarebbe bello scendere in spiaggia per stringerla a sè in un avvolgente abbraccio.
Pensa che abbia un buon odore. Pensa che sarebbe bello affondare il suo volto fra i lunghi capelli di lei.
Lui pensa troppo. E non dovrebbe.
La guarda e lei si volta, verso quella finestra d'hotel. Lo vede.
Lui è serio, non riesce a sorriderle. Forse è imbarazzato. Forse è solo assorto nei suoi pensieri.
Lei gli sorride. Lui sposta la tenda e si allontana dalla finestra. Va verso il jukebox che continua a suonare.
Accenna un ridicolo passo di danza. Si mette a cantare, seguendo le note della canzone.
La gente che sosta alla reception lo guarda. Stupita: un uomo che stava leggendo il giornale è distolto dalla lettura; un bambino, che stava picchiando un suo coetaneo per gioco, smette ed osserva Michele ed anche le madri dei ragazzini smettono di rimproverarli per osservarlo, e così due amanti che si stavano baciando.
Il signore della reception va verso di lui.
"Posso fare qualcosa per lei, signor Palombella ?"
"No, non credo. Bella canzone, vero ?"
"Sì".
"Esco a fare due passi"
Il signore della reception annuisce, sorridendogli.
Michele esce dall'hotel e vede che la ragazza è ancora sulla spiaggia, assorta nei suoi pensieri. All'orizzonte il tramonto.
Le corre incontro. Si avvicina a lei, lentamente, ma non le dice nulla.
Lei si gira e lo guarda negli occhi.
Lui la prende in braccio e la bacia, con passione.
Si baciano, mentre a lei scendono le lacrime che lui asciuga con i suoi baci.
Le persone prima presenti nell'hotel escono e, in lontananza, li osservano. Scoppiano in un fragoroso applauso.
Michele con in braccio la ragazza si gira verso di loro e, per la prima volta, sorride.
Il vento, ora, carezza i capelli della ragazza ed i suoi.
Le onde si frangono sulla rena.
La canzone del jukebox, in loop, sovrasta ormai qualsiasi rumore.
Scorrono i titoli di coda.



16 agosto 2009

"MICHELE PALOMBELLA, QUASIOCCUPATO": cortometraggio by Luca Bagatin

Michele Palombella era dedito al fumo.
Fumava, fumava, pareva che la cosa che al mondo lo interessasse di più fosse fumare.....
Fumare incessantemente, ma non solo. Anche pensare...ricordare...vivere....




Mi chiamo Michele Palombella, ho quarant'anni e sono un quasioccupato.
Non mi chiedete che significa perché non lo so. E nemmeno mi interessa poi tanto dirvelo, visto che non mi ascoltate mai.
Quantomeno non mi ascoltate da venticinque anni.
Avevo quindici anni quando qualcuno di voi mi mise con la testa dentro al cesso ed in quel cesso ci sono rimasto per i successivi venticinque anni.
Il problema....il problema....ma perché mai dovrebbero esservi problemi.
Una quasifamiglia, una quasicasa, una quasirelazione, una quasiautomobile.
Prima dei diciannove anni stavo meglio. Anzi no, prima dei venti. Non è che stavo bene, questo no. Però stavo meglio.
Allora militai anche nelle file del partito...... Non che fossi realmente convinto delle idee di quel partito, però lì trovai qualcuno che mi faceva sentire parte....
Sentire parte.....
Che bello il verbo "sentire". Ai ventenni d'oggi interesserà veramente "sentire" qualcosa ?
E poi "parte"...essere parte....parteggiare...farsi le canne in compagnia....
I tagli che porto sul corpo non sono "ferite di guerra". Me li sono fatti io attorno ai ventidue anni. Due sul petto, un paio sulle braccia.....qualche mozzicone di sigaretta spento sul braccio.....
Ecco, ora voi pensate che io pensi ad alta voce.....e invece no. E INVECE NO ! Sto URLANDO ad alta voce.
Ma che ne sapete voi che cosa significhi non ridere mai, non ricordarsi come si piange, non riuscire a proferire parola con i vecchi amici perché.....perché sono vecchi e voi vi sentite ancora giovane.
Ma che ne sapete voi che pensate solo a scopare virtualmente, a crearvi per anni una vita virtuale e poi magari anche a scopare oltre lo schermo senza "vedere" chi vi sta attorno.
Chi vi sta attorno....che continua ad osservarvi, ad amarvi - per quella merda che siete - ....ma rimane in silenzio.
Ed in silenzio rimarrà per sempre.
Ma che ne sapete voi che significa passare una vita a smistare ricordi.
............
Il mio più grande difetto è quello di non saper comunicare. Cioè, è uno dei difetti. L'altro è l'avere un pessimo carattere.
Con gli anni ci si abitua. Voglio dire: con gli anni mi sono abitiato anche a me stesso. MI SONO ABITUATO A QUESTA VITA VUOI CHE NONMIABITUIAMESTESSO ?????
Una volta mi piaceva una ragazza e, come al solito, le ho chiesto se potevo innamorarmi di lei.
Ora, sembra che non sia possibile esternare così apertamente i propri sentimenti.
Sembra che non sia possibile.....
Sembra che tutto ti sfugga....come il fumo di una sigaretta.....
Sembra che la cosa più naturale del mondo tu debba complicarla.
Ma che ne sapete voi che vi vantate di sapere tutto perché l'avete visto in televisione a Uominiedonne.
Che ne sapete voi di che significa non temere la morte perché si è già morti e non si può morire due volte, no.
No, non si più.
Ora, c'è questa domanda che io vi faccio - sapendo che non potete sentirmi ovviamente - che cos'è un uomo senza una donna ?
No perché una donna senza un uomo sta benissimo, è assodato.
Ma viceversa.....?
...............



Michele Palombella, quarant'anni, quasioccupato.
Trovato morto il 15 agosto 200... con un colpo di pistola alla tempia.
Non ha lasciato messaggi.
Non ha lasciato nessuno.
Forse, è solo un eroe di "carta".

Igienica.


sfoglia     febbraio        aprile






"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini