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  lucabagatin [ Blog di Luca Bagatin, utopico, utopista, scrittore e liberalsocialista mazzinian-repubblicano..."Et in Arcadia ego". Questo blog è dedicato alla memoria dell'attore Peter Boom (1936 - 2011), già per lungo tempo collaboratore di questo spazio web ]
 
 
         
 


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21 settembre 2012

"Intervista esclusiva all'attrice Lavinia Guglielman" di Luca Bagatin

Lavinia Guglielman è una giovane attrice italiana.
Romana, figlia della scrittrice toscana Tiziana Marini, sin da piccola inizia a frequentare la Dance School Academy e, ancora bambina, viene notata dalla regista Cristina Comencini e ciò le ha permesso di lavorare nel film "Và dove ti porta il cuore", a fianco di Virna Lisi, tratto dall'omonimo romanzo di Susanna Tamaro.
Da allora ha interpretato numerosi ruoli, in particolare drammatici, come ad esempio il ruolo della figlia di Enzo Tortora, Gaia, nel film di Maurizio Zaccaro "Un uomo perbene" ed è apparsa in numerose fiction per la televisione.
Ha vinto la "Rosa d'Argento della città di Roseto degli Abruzzi" come protagonista del film "Samir"; il premio "Sogno D'Amore" al Gran Galà di San Valentino della Città di Terni per "Distretto di Polizia"; nonché il premio "Cristallo dei corti di Sabaudia 2006" come protagonista del corto "La ninfetta e il maggiordomo" di Luca Verdone.
Seguo Lavinia da molto tempo, come raro esempio di talento italiano in ambito artistico. Inoltre non posso negare che è una cara amica dalla spiccata simpatia ed è anche per questo che ho deciso di proporle quest'intervista, in esclusiva.



Luca Bagatin: Dunque, Lavinia, hai iniziato la tua carriera artistica con la danza. E certamente non presso una scuola qualsiasi. Chi ti ha infuso questa passione ? Come mai sei approdata proprio alla Dance School Academy ?

Lavinia Guglielman: Ricordo perfettamente che fin da piccolissime io e mia sorella Ilaria passavamo intere giornate davanti alla televisione ad imitare in ogni minimo dettaglio i passi di danza delle ballerine dei corpi di ballo e, i miei genitori, vedendo la passione che ci mettevamo, hanno deciso di iscriverci presso questa scuola, dove ho trovato insegnanti favolosi che mi hanno insegnato tecnica e disciplina e hanno radicato ancora di più in me l’amore verso quest’arte meravigliosa .


Luca Bagatin: Il tuo primo ruolo come attrice, peraltro molto commovente (ancora ricordiamo i tuoi tristi occhioni neri), lo interpretasti bambina.
Com'è stato per Lavinia-bambina recitare quel ruolo ?

Lavinia Guglielman: Avevo 9 anni quando ho recitato con Virna Lisi in “Và dove ti porta il cuore” e per me fu una grande opportunità. Recitare è un divertente gioco per i grandi, figuriamoci per i bambini ! Loro si immedesimano con molta più naturalezza e spigliatezza degli adulti. Per me questa è stata 'un’occasione di esprimere, fare, dire, inventare, creare situazioni, il tutto seguita da grandi professionisti che mi hanno coccolato dal primo all’ultimo giorno di set.


Luca Bagatin: Tu di provini, sin da bambina, ne hai fatti parecchi, in effetti...

Lavinia Guglielman: Penso che la vita in generale sia un continuo provino. Come diceva Eduardo “gli esami non finiscono mai”. Sì ,è vero,ho fatto tanti provini. Credo, in realtà,di non averne mai saltato uno. E questo per coerenza e serietà professionale. Il provino è un momento molto importante per un attore, inutile negarlo. Se va bene, può cambiarti la vita, se va male “domani è un altro giorno” e ci sarà una nuova occasione. Io metto in questo aspetto del mio lavoro un po’ di sano ottimismo e mi avvicino ai provini con la massima preparazione.


Luca Bagatin: I ruoli che spesso interpreti sono drammatici ed il tuo sguardo, ad un'attenta osservazione, è in effetti profondo ed a tratti un po' malinconico.
Cosa c'è, nello sguardo di Lavinia Guglielman ?

Lavinia Guglielman: Nello sguardo di tutti c’è il nostro vissuto, i momenti più belli ma anche quelli più delicati della nostra vita, e forse, data la mia forte sensibilità che con il tempo ho cercato di far diventare il mio punto di forza, c’è proprio questo. L’aver vissuto ogni situazione con grande partecipazione emotiva. Quando recito, quelle emozioni diventano lo strumento atraverso il quale affronto un personaggio.


Luca Bagatin: Sei molto giovane, ma hai già un interessante curriculum alle spalle. Pensi di continuare a recitare, oppure hai altri progetti per il futuro ?

Lavinia Guglielman: Sì, sono convinta che è quello che voglio fare. E' ciò che mi fa stare bene e, dato che di vita ce ne è stata data solo una, voglio viverla facendo quello che amo fare.


Luca Bagatin: Una cosa che mi colpì molto di te, chiacchierando in privato, fu che anche tu detesti profondamente gli errori grammaticali (in particolare l'uso scorretto del congiuntivo !) inseriti nelle sceneggiature dei copioni di film e fiction.

Lavinia Guglielman: Fortunatamente sono nata e cresciuta in una famiglia che mi ha insegnato a parlare e scrivere bene, ma mi rendo conto che, per i più svariati motivi, non per tutti è così. Al di là di questo penso che spesso i giovani abbiano una sorta di pigrizia nello scrivere, per cui tendono ad abbreviare con sigle incomprensibili ciò che vogliono dire e ad usare lo stesso tempo per passato, presente e futuro e ciò si riflette anche nel modo di parlare. Detto ciò, quasi sempre i copioni e le sceneggiature riflettono la lingua parlata. Quindi va anche bene che talvolta l’indicativo renda più scorrevole e realistico il discorso rispetto al congiuntivo. Certo, ovviamente tutto questo va contestualizzato e visto nell’ottica del personaggio che si sta esprimendo. Insomma,sono per una lingua vera, parlata, ma mai sgrammaticata! In generale, abbiamo degli ottimi sceneggiatori. Certo, qualche volta ci sono delle incoerenze, delle lacune, a mio avviso, ma non è facile esprimere un giudizio e non mi metto certo in cattedra a fare la maestrina. Tuttavia sono sempre per la qualità e purtroppo talvolta non la percepisco.


Luca Bagatin: Preferisci recitare in teatro, in un film o in una fiction ?

Lavinia Guglielman: Non ho una preferenza particolare. La mia esperienza riguarda di più la telecamera, ma per me recitare è recitare, in qualsiasi forma.


Luca Bagatin: Che cosa ne pensi della televisione di oggi ? E, peraltro, avendo una madre scrittrice, della cultura d'oggi ?

Lavinia Guglielman: La televisione è lo specchio dei tempi. Talvolta ci troviamo a guardare programmi superficiali e di basso livello culturale. Ora, poiché ritengo che fra i compiti della televisione ci sia quello di migliorare il livello culturale dell’ascoltatore medio, sono contraria a certi programmi un po’ stupidi. Però ritengo anche che la tv, proprio perché specchio dei tempi debba offrire una vasta gamma di prodotti al suo pubblico, che è ovviamente eterogeneo. Credo che ognuno debba poter trovare il “suo programma”. E poi non dimentichiamoci che lo spettatore ha un’arma potentissima per neutralizzare le eventuali imbecillità e cioè il telecomando. Comunque devo dire che oggi l’offerta della tv è molto ampia, per cui alla fine qualcosa di buono si trova sempre. La cultura oggi ? Ce n’è di buona e di cattiva. Non si deve mai generalizzare e non è facile dare un giudizio. Però penso che, volendo, senza spendere troppo si possono leggere buoni libri, si può andare al cinema e a teatro. Insomma, anche la tv a suo modo è cultura, i giornali, internet. Insomma voglio dire che ognuno può arricchire cuore e mente in modi diversi, come meglio crede. Io sono per una cultura che salvi la creatività, l’originalità, la fantasia, l’intelligenza, la memoria, sempre con un occhio rivolto all’uomo ed alla società. Non mi piace la cultura che omologa e appiattisce.


Luca Bagatin



12 luglio 2008

Gli applausi e gli sputi ad Enzo Tortora



La biografia di Enzo Tortora, "Applausi e sputi", curata da Vittorio Pezzuto, è certamente l'unica opera che tratta approfonditamente le vite del noto giornalista, presentatore e politico genovese.
Vite, certo. Vite, appunto.
Enzo Tortora di vite ne ha vissute due o, forse, tre.
Quella del presentatore di successo dagli anni '60 agli anni '80, quella del presunto camorrista, mafioso e spacciatore negli anni '80 e quella del politico radicale sino alla sua morte, prematuramente avvenuta nel 1988.
Sono passati vent'anni dalla morte di Tortora, il quale, come si documenta anche nella suddetta biografia, non era un tipo simpatico ai più.
Era un antitaliano nel senso più stretto del termine. Colto, liberale, mai piegato la testa in vita sua, laico, mai avezzo al compromesso, mai amante del gossip e del pettegolezzo al punto da difendere a spada tratta la sua vita privata.
Era un presentatore di successo che, con pacatezza e spirito, riusciva a catturare gli interessi e le aspettative dell'Italia di allora.
Era anche un politico, dicevamo, pronto a puntare il dito contro il Servizio Pubblico Radiotelevisivo, l'arrugginita Rai-Tv ed il suo monopolio lottizzato dai partiti e dalle correnti.
Era, insomma, per l'establishment culturale d'allora, un vero e proprio fumo negli occhi.
Un fumo negli occhi da abbattere. Anche con l'uso della calunnia, ed è ciò che venne fatto.
Enzo Tortora, il 17 giugno 1983 fu arrestato sulla base di accuse completamente inventate da "pentiti" ex camorristi senza scrupoli. Accuse alimentate dalla grande stampa italiana, da certo giornalismo straccione e gossipparo e da pseudo-artisti in cerca di pubblicità. Vedi il sig. Margutti e la storia delle mutandine della moglie.
Vicende magistralmente documentate da Vittorio Pezzuto, con tanto di citazioni di articoli e di dichiarazioni di allora. Con tanto di nomi e cognomi degli accusatori del Tortora. Nomi di individui, che, ahinoi, in questo Paese della vergogna, hanno financo fatto carriera.
Nomi da mettere all'indice, da ricordare, e sui quali far ricadere la nostra indignazione di individui liberi ed onesti. Affinché vicende kafkiane e raccapriccianti di tal fatta non abbiano mai più da accadere.
E così Enzo Tortora, grazie a Marco Pannella e ai radicali di allora, divenne il simbolo, la bandiera, di e per una giustizia giusta in Italia. Per una giustizia che garantisca le vittime, ma anche i carcerati costretti a vivere in condizioni disumane ed in attesa di giudizio.
Le pagine di Pezzuto scorrono via veloci e di volta in volta ci fanno stringere il cuore e chiedere se, quella descritta, sia l'Italia di vent'anni fa o piuttosto quella di due secoli fa.
Già allora, come oggi, si punta il dito anche contro un certo tipo di Magistratura. E' possibile che le corporazioni, nel nostro Paese, debbano sempre e comunque uscirne ed uscire impunite ? Senza alcuna responsabilità ?
Separazione delle carriere dei giudici, riforma del Consiglio Superiore della Magistratura non sulla base delle correnti, bensì sulla base dell'effettiva competenza ed imparzialità dei giudici. Queste le basi del diritto in una vera democrazia.
Enzo Tortora pagò con la vita la sua battaglia di onestà e di trasparenza. Ma quanti altri come lui ?
E' l'eterno "caso Italia". Il caso del Paese di Pulcinella e così continuerà ad essere senza una nuova classe di cittadini capaci di alzare sempre e comunque la testa. Capaci di essere antitaliani insomma.
Come Enzo Tortora ha saputo essere nei suoi sessant'anni di vita.

Luca Bagatin



19 maggio 2008

ENZO TORTORA: UN UOMO PERBENE. Nel ventennale della sua morte.



Con il 18 di questo mese sono passati esattamente 20 anni dalla prematura scomparsa di Enzo Tortora, il popolare conduttore televisivo degli anni '80 tristemente noto anche per le sue vicende giudiziarie che l'hanno poi visto del tutto assolto.
Personalmente mi sono sempre sentito legato alla sua figura ed alla sua vicenda umana e civile. Sono stati i suoi programmi ed il suo stile ad appassionarmi sin da bambino ad un certo tipo di televisione: colta, raffinata, mai volgare e mai urlata.
E' stata poi la sua triste vicenda giudiziaria a farmi simpatizzare, con gli anni, per il Partito Radicale nelle cui file lo stesso Tortora sarà impegnato per difendere sé stesso e tutti coloro i quali si sono trovati e si troveranno a subire una "giustizia ingiusta" tipica degli Stati illiberali.
E così ho riscoperto un articolo-lettera che scrissi per il quotidiano "L'Opinione delle Libertà" e che mi fu pubblicato il 26 maggio 2006 e letto anche in diretta su Radio Radicale qualche giorno dopo.
Nel lasciarvi al mio pezzo vi ricordo che è uscita in questi giorni una bellissima biografia di Enzo Tortora intitolata "Applausi e sputi" scritta dal già radicale Vittorio Pezzuto, oggi animatore del sito Decidere.net di Daniele Capezzone.
Enro Tortora: un liberale ed un simbolo di civiltà giuridica spesso negata in un Paese come il nostro. Un esempio da non dimenticare a presente e futura memoria.

Luca Bagatin



In ricordo di Enzo Tortora vittima dell’ingiustizia
di Luca Bagatin
(dall'Opinone delle Libertà del 26 maggio 2006)

Caro Enzo,
ero bambino quando tu conducevi quella trasmissione con quel simpatico pappagallino denominato Portobello. Il porto era bello ed io ricordo che la tua voce tranquilla infondeva in me una certa quiete, una certa serenità. Ero bambino, ma la tua era una delle poche trasmissioni che in famiglia guardavamo con gioia. Semplice e raffinato il tuo linguaggio, ma lo capirò solo anni dopo rivedendo gli spezzoni di "Portobello"e leggendo alcuni tuoi colti articoli. Poi arrivò quel 17 maggio 1983. Ricordo ancora il TG che ti dava addosso e che ti additava quale camorrista, spacciatore, amico dei mafiosi. Io piansi e mia madre non riuscì a calmarmi per tutto il giorno. Buffo no? Avevo appena quattro anni eppure già capivo che... No, non potevi essere un mostro. I tuoi occhi parlavano per te. Un bimbo queste cose le capisce meglio di un adulto. No, caro Enzo, tu un mostro non lo eri affatto. Il mostro era lui: lo Stato che credeva al pentitismo. Lo Stato antiquato di un' Italia da sempre poco democratica. Fascista nell'anima. Lo Stato di Polizia. Lo Stato colluso con la mafia.
I mass-media. I mass-media distrussero la tua carriera di giornalista e uomo di spettacolo. Io non ti dimenticai mai. Marco Pannella ti volle al suo fianco e diventasti europarlamentare radicale. Rinunciando all'immunità affrontasti serenamente tutti i processi e alla fine risultasti innocente. Pagasti con anni di carcere ed umiliazioni. Lottasti per una giustizia giusta. Il tutto nell'indifferenza prerssoché totale di uno Stato e di un popolo (quello italico) idiota, ipocrita, ignorante, insensibile, pronto a tutto solo ed unicamente per il proprio tornaconto personale. Questo Paese che tu amasti tanto ti ha ucciso. Mauro Mellini (già deputato radicale e membro del Consiglio Superiore della Magistratura) ha proposto di istituire la data del 18 maggio (data della ricorrenza delle tua morte) quale giornata nazionale delle vittime dell'ingiustizia. Nel testo dell'appello di Mellini si legge fra l'altro: "Una giornata in cui il pensiero vada a coloro che, per errore di uomini o per imperfezione e stravolgimento di istituzioni e di leggi, per devianze dalle finalità che la giustizia deve perseguire, sono sacrificati e soffrono, lottando perché sia riconosciuto il loro buon diritto o, invece, vinti e dimenticati, subiscono pene ed umiliazioni che non hanno meritato." Un atto dovuto con un pensiero ai carcerati (tutti !). Perché tu, Enzo, vivi nel ricordo di coloro che non hanno rinunciato a lorrare per un Paese in cui la Libertà e la Democrazia possano essere affermate ed affermare il rispetto e la dignità dei Diritti e del Diritto di vivere come Esseri Umani. Come Persone.
Un abbraccio con il Cuore.


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"La vita mi pesa, ma credo sia debito di ciascun uomo
di non gettarla se non virilmente o in modo che rechi
testimonianza della propria credenza."

 Giuseppe Mazzini